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Gennaio 2019

 

16/01/2019

Politica. Costituiti i Gruppi di lavoro, a sostegno dell'attività della Giunta comunale

 

Gruppi di lavoro
Gruppo di lavoro

Il sindaco Alfonso Provvidenza ha formalizzato la costituzione dei "Gruppi di lavoro" con la nomina dei componenti.
Sono cinque i Gruppi costituiti, che svolgeranno attività di studio e ricerca a supporto dell'attività della Giunta comunale. Sono formati da un minimo di tre e da un massimo di cinque componenti, individuati dal Sindaco secondo i criteri di competenza, capacità propositiva e disponibilità. Le cariche sono previste a titolo gratuito e non possono essere riconosciute indennità a qualsiasi titolo.
Con la determina sindacale n° 1 del 7 gennaio 2019 sono stati costituiti i seguenti gruppi di lavoro:
- Ambiente, Protezione Civile, Pianificazione urbana e territoriale: arch. Ignazio Infantino, geom. Antonio Morreale, dott. Salvatore Marrelli, ing. Silvia Lombardo;
- Fondi Europei: arch. Santa Rosa Collura, arch. Salvatore Di Maggio, dott. Vincenzo Morreale, dott. Antonio Vella;
- Cultura, Tradizioni popolari, Pubblica istruzione, Sport e Spettacolo, Attività sociali: dott. Giovanni Lombardo, dott.ssa Mirella Salvaggio, Calogero Miceli, dott.ssa Giusy Vizzini;
- Tributi, Bilancio e Finanza locale: rag. Ignazio Cutaia, avv. Nino Caltagirone, ing. Lorena Morgante;
- Comunicazione e Informatica: ing. Alfonso Gomena, Francesco Morreale, Margherita Fantauzzo.
L'incarico di componente del Gruppo di lavoro si esaurisce, in ogni caso, con la cessazione del mandato amministrativo dell'Amministrazione in carica.
  
Redazione
16 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
    

 

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16/01/2019

Volontariato. Domenica 20 gennaio, donazione di sangue presso la sede Adas di Grotte

 

ADAS (Associazione Donatori Autonoma Sangue)

Verrà effettuata domenica 20 gennaio, dalle ore 08.00 alle ore 12.00 a Grotte, presso la sede Adas di Via Francesco Ingrao n° 92-94, la raccolta di sangue che, con cadenza mensile, coinvolge i donatori grottesi. L'autoemoteca sosterà nel piazzale interno della struttura. I donatori dovranno essere a digiuno e dovranno portare il tesserino Adas, un documento di riconoscimento e le ultime analisi; ciò consentirà al personale medico, nel massimo rispetto della privacy, di valutarne lo stato di salute e consentire di effettuare la donazione con più tranquillità. Donare il sangue è un atto di generosità, gratuito e disinteressato; un gesto d'amore che gratifica chi lo compie e salva la vita a chi lo riceve.

Donazione di sangue
Grotte - Via Francesco Ingrao n° 92-94
Domenica 20 gennaio - ore 08.00/12.00
 

 

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15/01/2019

Iniziative. "Tre Autori, tre Relatori", con gli "Amici del Premio Racalmare Leonardo Sciascia"

 

"Tre Autori, tre Relatori"
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"Abbiamo costituito, insieme ad un gruppo di amici, l'Associazione Culturale 'Amici del Premio Letterario Racalmare Leonardo Sciascia'"; a parlare è Salvatore Bellavia, autore, regista teatrale, fondatore ed anima del Laboratorio "Luchino Visconti", appassionato promotore di innumerevoli iniziative culturali.
Fondata da poco, ma già attiva, la nuova Associazione realizzerà nei mesi prossimi un "trittico letterario": tre manifestazioni per ricordare altrettanti celebri scrittori che hanno onorato il Premio assumendone la presidenza onoraria.
Un incontro sarà dedicato a Leonardo Sciascia, relatore Venerando Bellomo. La seconda serata, dedicata a Gesualdo Bufalino, sarà a cura di Zino Pecoraro. La terza manifestazione verrà dedicata a Vincenzo Consolo; ne parlerà Mimmo Butera.
Tre relatori per tre autori, "Perché il Premio - continua Salvatore Bellavia - appartiene ai grottesi, e non può essere l'evento di un giorno".
Pubblichiamo il video di presentazione della manifestazione.
  
Redazione
15 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
    

Salvatore Bellavia
Salvatore Bellavia

 

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  Tre Autori, tre Relatori (Video) Visita l'argomento
  
Tre Autori, tre Relatori (Video) Visita l'argomento
  
 

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15/01/2019

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della settimana.

 

Chiese di Grotte

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti.
Per agevolarne la consultazione, gli avvisi settimanali sono pubblicati anche nella pagina Chiesa.

Lunedi 14
gennaio - Triduo in onore di Sant'Antonio
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, in chiesa Madre, santo Rosario (nel triduo in onore di sant'Antonio);
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa (nel triduo in onore di sant'Antonio).

Martedi 15 gennaio - Triduo in onore di Sant'Antonio
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, in chiesa Madre, santo Rosario (nel triduo in onore di sant'Antonio);
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa e Vespri (nel triduo in onore di sant'Antonio).

Mercoledi 16
gennaio - Triduo in onore di Sant'Antonio
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, in chiesa Madre, santo Rosario (nel triduo in onore di sant'Antonio);
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa e Vespri (nel triduo in onore di sant'Antonio).

Giovedi 17
gennaio - Festa di Sant'Antonio
- oggi nella chiesa Madonna del Carmelo non sarà celebrata la santa Messa;
- ore 09.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa (al termine, benedizione degli animali).

Venerdi 18
gennaio
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa
- ore 20.00, a San Francesco, riunione delle giovani coppie di sposi, dei genitori dei bambini battezzati e da battezzare.

Sabato 19
gennaio
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 18.30, in chiesa Madre, santa Messa prefestiva.

Domenica 20
gennaio
- ore 08.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 10.00, nella chiesa san Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 16.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, celebrazione in diretta su Radio Maria: santo Rosario, Vespri e santa Messa (con il cammino di fede per i fidanzati);
- ore 18.45, in chiesa Madre, santa Messa.

AVVISI

Orari delle Sante Messe in vigore dal 28/10/2018:

   Feriali:
   ore 08.45, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madre

   Prefestivi:
   ore 18.30, chiesa Madre
   ore 20.15, chiesa San Francesco (animata dalle comunità neocatecumenali)

   Festivi:
   ore 08.00, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 10.00, chiesa San Rocco
   ore 11.00, chiesa Madre
   ore 11.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 18.45, chiesa Madre
 

 

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14/01/2019

Pittura. "L'esistere tra gli squali"; opere di Antonio Pilato in mostra a Berlino

 

L'esistere tra gli squali
"L'esistere tra gli squali"

 

A partire da lunedi 21 e sino a mercoledi 23 gennaio 2019, presso la Galleria d'Arte "August 35" nel cuore di Berlino (in Augustßstrasse n° 35, la centralissima "via delle gallerie d'arte") sarà visibile al pubblico una mostra di pittura con opere di Antonio Pilato, che espone con altri 9 pittori.
L'iniziativa rientra nell'ambito della "international art exibition Berlino in Arte 2019", a cura della "Falzone Arte" di Sabrina Falzone.
L'inaugurazione della mostra (con la presenza dell'artista grottese) è programmata per le ore 18.00 del 21 gennaio; sarà visibile con ingresso gratuito - dalle ore 15.00 alle ore 19.00 - nei giorni successivi.
"
Pilato è un artista che sente il dramma dell’esistenza umana e quindi l’angoscia dell’esistere quando non sia riscatta dall’impegno morale. Questa originaria intransigenza, che nasce da una effettiva partecipazione alla vita, lo fa tendere ad una tensione espressiva, ma gli fa anche eludere ogni atteggiamento retorico oltre che formale. Da qui un senso primordiale colto alle radici, non contemplato da fuori, ma vissuto dentro" (A. Lucia Coruzzi).
  
Redazione
14 gennaio 2019.
    

Berlino in Arte 2019
Invito

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14/01/2019

Lettere. "Un ringraziamento a tutta l'Amministrazione"; di Gianni Costanza

 

Gianni Costanza
Gianni Costanza

Un pubblico ringraziamento, da parte di Gianni Costanza, all'Amministrazione comunale di Grotte.

*****

"Un complimento ed un mio ringraziamento a tutta l'Amministrazione del Comune di Grotte, presieduta dal sindaco dott. Alfonso Provvidenza, che in un recente Consiglio comunale, all'unanimità, ha deciso di aderire al progetto letterario la "Strada degli Scrittori", ideata e voluta dal giornalista Felice Cavallaro, dai suoi collaboratori, Sindaci ed amministratori vari della provincia di Agrigento.
La Cultura - cioè l'arte, la musica, lo sport ecc. - non dovrà mai avere chi rema contro".
    

 
   

Gianni Costanza
(Operatore culturale)
  

 

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13/01/2019

Lingua. "Origini del vernacolo siciliano e della lingua italiana" (7); di Rodolfo Costanza

 

Origini del vernacolo siciliano e della lingua italiana
Brano di
Jacopo da Lentini



Prof. Rodolfo Costanza
Prof. Rodolfo Costanza


Origini del vernacolo siciliano
e
della lingua italiana
  
(Puntata n° 7)

7. L’eccelso duo della poesia volgare

7.1 Dante, primo teorico del volgare

     Durante Alighieri
nasce a Firenze nel 1265; il nomignolo “Dante” sarà fatto proprio nell’età matura. Il padre, Alighiero, apparteneva alla piccola nobiltà guelfa di Firenze (oggi diremo clericale o papalina). In età ancora infantile, i genitori istituiscono un contratto di matrimonio con Gemma Donati, un matrimonio che verrà celebrato quando Dante avrà venti anni (1285).
     Tra i suoi maestri c’è soprattutto Brunetto Latini, retore, grammatico, autore di Tresor e Tesoretto che verrà messo XV canto dell’Inferno, il girone dei sodomiti. Inoltre, i giovani poeti con i quali il giovane Dante ha un stretto rapporto c’è di sicuro Guido Cavalcanti, ricordato invece dal padre nell’Inferno. Verso la fine degli anni ’80 elabora le prime rime sparse. Dante non le organizzerà mai in un canzoniere coerente e completo,esse si ispirano all’importante ciclo medievale Roman de la Rose.
    
Dopo la morte di Beatrice seguono studi filosofici a Bologna ma Dante si attiva anche in politica tanto da partecipare alla battaglia di Campaldino contro gli Aretini (1289) ed entra nella Corporazione dei Medici e Speziali, cioè la corporazione più vicina al suo rango, avendo studiato filosofia (1295). Tra il 1292 e il 1293 organizza rime, sonetti e canzoni in un’opera: la Vita Nova. Le rime più importanti, le più innovative saranno però della metà degli anni ’90: le cosiddette Rime petrose. In questo periodo entra a far parte della fazione dei Bianchi che prendono il potere; nel 1300 figura infatti tra i sei priori del comune. In questa veste, dopo essersene allontanato da qualche tempo, partecipa alla decisione di mandare in esilio il suo maestro, il poeta Guido Cavalcanti. Nel 1301 le truppe angioine al comando di Carlo di Valois, ristabiliscono al potere a Firenze la precedente fazione dei Neri. Nel 1302 Dante è così condannato all’esilio, una condanna che verrà in seguito mutata in condanna a morte in contumacia. Per questo Dante non potrà più rivedere la sua città.
     Nei primi anni del nuovo secolo comincia a comporre due opere importanti dal punto di vista filosofiche e linguistiche: Il Convivio e il De vulgari eloquentia. Due opere che lascerà incompiute perché intorno al 1306 inizia a scrivere la Commedia, il più grande poema narrativo in volgare. L’esilio lo porta in varie città tra cui Verona, dove arriva probabilmente nel 1312 alla corte di Cangrande della Scala che, tra tutti i signori d’Italia, è quello che maggiormente gli riserva la sua protezione. Resta a Verona probabilmente fino al 1318.
     Nel 1308 Arrigo VII di Lussemburgo è eletto imperatore e Dante pensa e si illude di poter ritornare a Firenze. Arrigo VII scende in Italia nel 1310 e questo evento probabilmente gli ispira il trattato politico: il De Monarchia. Queste speranze politiche tuttavia naufragano quando Arrigo VII improvvisamente muore nel 1313. Tra l’altro tra il 1312 e il 1313, con ogni probabilità, compone il Purgatorio, cioè la seconda cantica della Commedia. Nel 1318 lascia Verona per Ravenna, l’ultima sede del suo esilio, presso Guido Novello da Polenta. In questi anni compone probabilmente l’epistola in latino indirizzata a Cangrande della Scala dove spiega la struttura del poema, nonché la ricchezza e la varietà di significati in cui può essere inteso il poema stesso. A Ravenna Dante conclude negli ultimi anni di vita componendo il Paradiso. Nel 1321, infatti, di ritorno da un’ambasciata a Venezia muore e le sue spoglie sono tumulate nella Chiesa di San Francesco a Ravenna. Non torneranno mai a Firenze anche quando, nei secoli, la sua città natale le reclamerà. Una particolarità curiosa è che di Dante non ci resta nessun manoscritto autografo; i più antichi manoscritti in cui sono riportati i versi della Commedia si trovano in alcune carte bolognesi del 1317.
    
Non vi è dubbio che Dante rappresenti la sintesi suprema delle fondamentali tendenze spirituali e artistiche di tutto il secolo XIII. Egli crea allo stesso tempo modelli decisivi per il futuro della letteratura italiana. La sua formazione culturale e la sua prima esperienza di poeta del “Dolce Stil Nuovo” si svolgono alla fine del XIII secolo, ma la maggior parte delle sue opere e della Divina Commedia furono scritte nel primo ventennio del secolo XIV. Come abbiamo specificato prima imparò l’arte retorica da Brunetto Latini e l’arte di rimare da autodidatta, tuttavia fu influenzato dallo stile di Guido Cavalcante.
     Secondo le indicazioni che Dante stesso ci ha lasciato nel Convivio egli compose la Vita Nuova nel 1293. In essa Dante racconta il suo amore per Beatrice fin dal primo incontro agli anni che seguono la morte della donna.
     Le rime
contengono invece tutte quelle composizioni poetiche senza un ordine preciso e inseguito ordinate dai critici moderni. Fanno parte delle prime poesie giovanili di carattere personale e stile stilnovista e molte canzoni di carattere allegorico e didattico.
     Il Convivio
fu composto nei primi anni del nuovo secolo, doveva consistere in un grande trattato enciclopedico, ma alla fine fu composto di soli quattro libri.
     Le idee di Dante sul volgare si leggono nel Convivio e nel De vulgari eloquentia. Nel Convivio, il volgare viene tra l’altro celebrato come “sole nuovo” destinato a splendere al posto del latino, per un pubblico che non è in grado di comprendere la lingua dei classici. Nel Convivio Dante definisce il volgare ideale attraverso una metafora di ordine visiva che egli ripropone nel De Vulgari Eloquentia in questo modo: “Questo sarà luce nuova, sole nuovo, lo quale sorgerà la dove l’usato tramonta, a dare lume a coloro che sono in tenebre e oscuritade per l’usato sole che a loro non luce”. Nel Convivio il latino è reputato superiore in quanto utilizzato nell’arte, nel De vulgari eloquentia invece la superiorità del volgare viene riconosciuta in nome della sua naturalezza.
     Il De vulgari eloquentia é il primo trattato rimasto incompiuto sulla lingua e la poesia volgare. Esso doveva essere composto di almeno quattro libri, ma il poeta scrisse solo il primo e quattordici capitoli del secondo. In quest’opera è trattata l’origine del linguaggio, dove Dante afferma che la caratteristica delle lingue è il mutare nello spazio, da luogo a luogo, e nel tempo. La grammatica delle lingue letterarie, come quella del greco e del latino, secondo Dante, è una creazione artificiale dei dotti, intesa a frenare la continua mutevolezza degli idiomi.
     Per arrivare a definire i caratteri del volgare letterario, Dante procedendo dal generale al particolare ha come obiettivo una trattazione approfondita dell’area linguistica italiana, e poi si allarga trattando il gruppo linguistico costituito dal francese, provenzale e italiano. Dante esamina queste parlate alla ricerca del volgare migliore, definito illustre (e anche aulico, curiale). L’esame delle varie parlate dialettali italiane, individuabili in quattordici, si conclude con la loro sistematica eliminazione: tutte, nella loro forma naturale, sono indegne del volgare illustre. Tra i vernacoli che Dante condanna con severità, c’é quello toscano e il fiorentino. Migliori degli altri dialetti per lui risultano il siciliano e il bolognese. Il discorso si sposta poi dalla lingua alla letteratura: Dante, sta cercando una lingua ideale, priva di tratti locali e popolari. Le caratteristiche migliori di questa lingua sono identificate nei modelli di stile cui gli stilnovisti e Dante stesso guardavano con maggior ammirazione. Il poeta, come si coglie nel De vulgare eloquenzia, ha sempre puntato a una specificità di una letteratura nazionale.
     Il De monarchia, è un’opera composta di tre libri scritti in lingua latina tra il 1311 e il 1312, dove il poeta manifesta le sue idee guelfe e vuole dimostrare la necessità di una monarchia universale per mantenere il benessere del mondo e che essa nasce direttamente da Dio. L’opera è una religiosa interpretazione del destino degli uomini nella loro umana convivenza e delle leggi e dei principi che Dio ha disposto per governare il mondo.
     Dante ha scritto in latino altre tre opere: Le Epistole, le Eglogle e la Quaestio de aqua et terra.

7.2 La Commedia

    
Il poeta raggiunge la sua maturità poetica scrivendo il suo capolavoro, la Divina Commedia. Essa è un poema didattico-allegorico sotto forma di visione scritta in lingua toscana volgare in terzine incatenate in versi endecasillabi. Essa è composta di cento canti suddivisa in tre cantiche di trentatré canti più il canto d’introduzione alla prima cantica. Si pensa che la composizione dell’Inferno possa essere forse avvenuta tra il 1304-1306, quella del Purgatorio tra il 1309 e il 1315 e l’inizio del Paradiso nel 1316. Il viaggio si svolge in sette giorni che è lo stesso tempo che impiegò Dio nella creazione. Egli iniziò la Commedia nel “mezzo di cammin di nostra vita” che coincide con i suoi 35 anni di vita che costituisce il momento cruciale dell’esperienza esistenziale secondo la tradizione aristotelica. Il Tema ricorrente della Commedia è il viaggio come metafora dell’esistenza. Le guide di questo viaggio sono Virgilio e Beatrice il primo per i nove gironi dell’Inferno e dei sette del Purgatorio, la seconda lo conduce per i nove cieli del Paradiso.
     A noi nella Commedia interessa principalmente quello che Dante ha scritto sotto l’aspetto storico-letterario (evitando gli aspetti morali e profetici che il poeta tratta e lega contestualmente alle sue rime). Infatti, tratteremo alcune terzine che ci possono delucidare la nascita e lo sviluppo di alcune scuole poetiche e del volgare prima della stesura della Commedia.
     Nel IV canto dell’Inferno, Dante,dopo nell’incontro con il poeta latino Stazio, incontra Omero; Orazio, Ovidio e Lucano e coglie l’occasione per stilare un canone della Commedia, pur riconoscendo il valore della lingua greca e latina:

“Mira colui con quella spada in mano,
che vien dinanzi ai tre si come sire:
quelli è Omero poeta sovrano;
L’altro è Orazio satiro che vene;
Ovidio è il terzo, e l’ultimo Lucano […”]. (If. IV)

     L’incontro con Guido Cavalcanti, attraverso il padre, per Dante costituisce l’occasione per delineare un modello poetico e letterario e definire la propria esperienza poetica che si era formata a Firenze nell’ambiente stilnovista a stretto contatto con Guido Cavalcanti, e si era evoluta verso il superamento dello Stilnovo e la formulazione di una poetica volgare matura.
     Il contrasto culturale con Guido non esime Dante dal riconoscere, sotto l’aspetto letterario, la paternità di Brunetto Latini:

[…] la cara e buona immagine paterna
di voi quando nel mondo ad ora ad ora
m’insegnavate come l’uomo s’etterna (Inf. XV)

Ed elli a me: “Tu lasci tal vestigio,
per quel ch’i’ odo, in me, e tanto chiaro,
che Letè nol può tòrre né far bigio. […”]. (Purg. XXVI)

     Dante, nell’incontro con Guido Guinizzelli, dichiara il proprio superamento dello stilnovo, pur riconoscendogli tutto il prestigio di caposcuola. E a lui di aver tolto all’uno e all’altro Guido “la gloria della lingua”. Inoltre contrappone a Cavalcanti un personaggio che è un maestro della lirica provenzale, Arnau Daniel “il miglior fabbro del palar materno”.

“o gloria di Latin”, disse, “per cui
Mostro ciò che potea la lingua nostra [,,,”]. (Purg. VII).

Così ha tolto all’uno e all’altro Guido
la gloria della lingua; e forse è nato
chi l’uno e l’altro caccerà dal nido. (Purg. XI)
“O frate”, disse, “questi c’io ti cerno
col dito”, e addito uno spirto innanzi,
“fu il miglior fabbro del parlar materno [….”]. (Purg. XXVI).

     A ridosso dell’incontro con Arnau Daniel, Dante colloca Bonagiunta e Guido Guinizzelli, allo scopo di definire la propria posizione nell’ambito della letteratura italiana nascente, percorrendo la storia del genere lirico, focalizzando la funzione della scuola stilnovista come superamento della poesia siciliana e della scuola di Guittone d’Arezzo. Dante in quest’occasione, afferma che tra la poesia e lo scrittore esiste un rapporto mistico e segnala che nella poesia ci deve essere anche una concezione mistica dell’amore.
     La ricchezza tematica e letteraria della Commedia favorì la promozione del volgare, dimostrando che la nuova lingua aveva potenzialità illimitate. Ecco perché il successo del poema di Dante e il successo della lingua italiana (toscana) nel Trecento andarono di pari passo.
     Alla fine della metà del Trecento il fiorentino ha acquisito un ruolo preminente grazie a Dante che con l’affermazione della Divina Commedia diventò decisiva per l’affermazione della lingua italiana. Dante può essere considerato, a ragione, il padre della nostra lingua essenzialmente per due motivi. Il primo motivo è la sua netta presa di posizione a favore della supremazia del vernacolo della sua città nei confronti del latino e dei vari volgari regionali. Il secondo motivo è che scrivendo La Divina Commedia, egli crea una nuova e grande lingua, dando dimostrazione eccelsa, e mai più superata in seguito, delle possibilità della lingua tosco-italiana. Prima di lui, infatti, c’erano solo l’indiscussa preminenza del latino, l’uso sporadico del francese e del provenzale, l’aulico vernacolo della scuola siciliana e i vari tentativi dei numerosi volgari della penisola di innalzarsi al di sopra dei propri rozzi dialetti.
     Il toscano iniziò così la sua espansione destinata a completarsi nel giro di alcuni secoli. Il processo fu reso irreversibile dalla Divina Commedia di Dante, dal Canzoniere di Petrarca e dal Decameron di Boccaccio. Senza questi tre autori, probabilmente la storia linguistica italiana sarebbe stata diversa, anche se il fiorentino era un vernacolo regionale dotato di particolari potenzialità: vivacissima era la società fiorentina, e la sua lingua occupava una posizione mediana tra le parlate italiane regionali, inoltre era abbastanza simile al latino.

7.3 Francesco Petrarca

    
Poeta e umanista nato ad Arezzo 20 luglio 1304 muore ad Arquà., tra il 18 e il 19 luglio 1374. Nel 1312 il padre, di professione notaio, si trasferisce ad Avignone, sede della curia papale, dove ottiene un incarico e poi con tutta la famiglia nella vicina Carpentras. Nel 1330 Petrarca segue Giacomo Colonna vescovo di Lombez, in Guascogna; indi passa alla corte del cardinale Giovanni, fratello di Giacomo, ad Avignone.
     Da ragazzo studia grammatica e retorica sotto la guida di Convenevole da Prato, finché 1316 il padre non lo manda a studiare legge a Montpellier. Nel 1318, muore la madre e nel 1320, insieme con il fratello, continua malvolentieri a Bologna gli studi giuridici, che abbandona definitivamente nel 1326, alla morte del padre. Questa permanenza nella città felsinea suscita nel giovane aretino un amore per gli studi classici. Ciò gli permette anche la conoscenza della letteratura volgare che già aveva preso piede nella città dove avevano operato e vissuto i poeti dello stilnovo Guido Guinizzelli e Cino da Pistoia.
     Rientra quindi ad Avignone, dove è presto costretto dalle ristrettezze economiche a prendere gli ordini minori, indispensabili per avere i numerosi benefici ecclesiastici che lo mettono al riparo dal bisogno durante tutta la vita. Sono gli anni che Petrarca descrive più tardi come dediti alla vuota mondanità, durante i quali s’innamora di Laura che gli appare la prima volta nella chiesa di Santa Chiara in Avignone. Quest’amore non cessa neppure dopo la morte di Laura, che avviene, il 6 aprile 1348.
     Con la morte del padre Petrarca, dopo aver abbracciato la carriera ecclesiastica, si mette a servizio del Cardinale Giovanni Colonna vescovo di Guascogna e nello stesso tempo si tuffa nello studio del latino attraverso le opere di Sant'Agostino e di Cicerone. Nel 1333, nel corso di un viaggio nella Francia del nord, nelle Fiandre e nel Brabante, scopre a Liegi l’orazione ciceroniana Pro Archia, dando inizio alle scoperte di antichi testi di autori latini. A questo periodo risale anche la preparazione di un’edizione delle tre decadi superstiti di Livio. Negli anni Trenta e Quaranta inizia il suo vagare da intellettuale che da Avignone lo porterà principalmente in giro per l’Italia a incontrare molti scrittori. Egli in questo lungo periodo scrive numerose opere in latino fra cui l’Africa e il De viris illustribus.
    
Verso la fine del 1336 si reca in Italia a Roma, meta lungamente sognata. Nel 1337 si ritira in Valchiusa, presso le sorgenti del fiume Sorga, dove colloca la scena del suo amore per Laura e afferma di aver concepito la maggior parte delle sue opere. Il 1° settembre 1340 gli giungono gli inviti, da Parigi e da Roma, per l’incoronazione poetica. Sceglie Roma, ma prima vuole essere esaminato da Roberto d’Angiò, re di Napoli. Dopo seguirà l’incoronazione, avvenuta in Campidoglio l’8 aprile 1341 per mano del senatore Orso dell’Anguillara. Di ritorno da Roma, si ferma a Selvapiana di Parma, dove stabilisce il suo rifugio italiano.
     Tornato ad Avignone nel 1342, vi conosce Cola di Rienzo proveniente da Roma. La monacazione del fratello Gherardo nella certosa di Montrieux (Pasqua 1343) produce in lui impressione profonda e intenso turbamento: in questo periodo di crisi scrive il Secretum e forse anche i Psalmi penitentiales.
     Nell’ottobre del 1343 torna a Napoli per incarico del cardinale Colonna; di lì passa a Parma, e poi a Verona. Qui, nella biblioteca capitolare, scopre, secondo l’opinione corrente, le lettere ciceroniane Ad Atticum, Ad Quintum e Ad Brutum. Sulla fine del 1345 torna ad Avignone, dove compone: Bucolicum carmen, De otio religioso, De vita solitaria. Ritorna 1347 in Italia e da Genova si reca a Verona e quindi a Parma, dove l’amico Ludovico di Kempen lo informa della morte di Laura. Nel 1350, dirigendosi a Roma per il giubileo, passa da Firenze, ove può incontrare amici e ammiratori, primo fra tutti Boccaccio, che dall’esempio di Petrarca è indotto a modificare in senso umanistico-erudito la direzione della sua attività letteraria. Nell’anno successivo Boccaccio va a trovarlo a Padova, nel mentre la signoria fiorentina restituisce a Petrarca i beni confiscati al padre e gli offre una cattedra nello studio della città. Intanto egli fa ritorno ad Avignone, dove lavora a sistemare, in opere organiche, l’immenso lavoro sparso.
     Nel dicembre del 1352 muore Clemente VI e gli successe Innocenzo VI, che non è ben disposto nei suoi confronti; ciò induce Petrarca nell’aprile 1353 a rientrare definitivamente in Italia. Incerto dove fermarsi, è trattenuto a Milano dall’arcivescovo Giovanni Visconti, signore della città; e ivi resta per otto anni a educare i nipoti del Visconti, e a prestare importanti servigi diplomatici. Il periodo milanese di Petrarca è uno dei più fecondi dal punto di vista letterario scrivendo De remediis utriusque fortune,Triumphi.
     Nel 1362, incalzato dalla pestilenza, che lo priva del figlio Giovanni e dell’amico Ludovico di Kempen, torna a Padova e di là a Venezia, dove la Repubblica gli concede una casa sulla Riva degli Schiavoni. Qui si fa raggiungere dalla figlia Francesca e dal marito con i quali nel 1370 si ritira in una villetta ad Arquà sui colli Euganei, ove soggiorna di preferenza negli ultimi anni della sua vita. Superata una sincope che nel 1370 lo coglie a Ferrara, continua a scrivere indefessamente fino all’ultimo. Dopo la sua morte, le opere scritte in latino di Petrarca furono molto diffusi in giro per l’Italia e l’Europa.
     Per tutto il secolo XIV Petrarca è ammirato essenzialmente come elegantissimo scrittore in latino. Conoscono grande fama le Epystole, già note come Epystole metricae, dove si hanno dei versi in morte della madre e le Bucolicum carmen. Delle sue numerose lettere Petrarca stesso pensa a proporne organiche raccolte, sul modello dell’epistole di Cicerone e attento al modello delle lettere di Seneca. Familiarium rerum libri XXIV s’intitola una scelta di 350 lettere. Nel 1361inizia una seconda raccolta, quella delle Seniles di 125 lettere. Questa raccolta avrebbe dovuto terminare con una lettera ai posteri (Posteritati), autobiografia incompiuta, il cui racconto giunge al 1351.
     Altre 19 violente epistole contro la Curia avignonese (1342-58) costituiscono la raccolta delle Sine nomine, i cui nomi dei destinatari, omessi per ragioni di prudenza. Il più importante documento della spiritualità petrarchesca è il Secretum meum, composto nel 1347-53. Due trattatelli, il De vita solitaria scritto nel 1346, ampliato più tardi e il De otio religioso composto nel 1347, rimaneggiato in seguito, vagheggiano l’otium che sarebbe stato chiamato umanistico, in una solitudine resa più dolce da molti libri e pochi scelti amici o nella contemplazione di Dio.
     Notevoli sono poi gli scritti storici, il De viribus illustribus inteso a una conciliazione e fusione tra ideali pagani e cristiani della vita, e i Rerum memorandarum libri, ambedue incompiuti. Di natura morale è il De remediis utriusque fortune iniziato nel 1354, terminato e pubblicato nel 1366, in due libri, una specie di manuale, assai letto nel Rinascimento, che passa in rassegna ogni possibile fortuna o disgrazia, suggerendo le ragioni che consigliano di non insuperbirsi della prima, di non lasciarsi abbattere dalla seconda.
     Vivacissime sono infine alcune operette polemiche: il De sui ipsius et multorum ignorantia del 1367, contro quattro averroisti veneziani che lo avevano qualificato “uomo dabbene ma ignorante”. gli Invectivarum contra medicum quendam libri IV (1352-55), nei quali attacca l’incompetenza medica nel fronteggiare la peste del 1348-52 è soprattutto difende la disinteressata poesia contro le “arti meccaniche”. L’Invectiva contra eum qui maledixit Italie del 1373 nota come Apologia contra cuiusdam anonymi Galli calumnias, contro Giovanni di Hesdin, sostenitore delle ragioni francesi nella disputa contro il trasferimento della sede papale da Avignone a Roma.
     Petrarca deve essere considerato, non solo per le sue scoperte di testi latini, per la sua erudizione e per la sua prodigiosa padronanza del latino, l’iniziatore di quel grande moto spirituale e culturale che sarà poi chiamato Umanesimo. Con Francesco Petrarca si apre nella cultura d’Italia e d’Europa una nuova epoca. Egli, come scrive il Sapegno, può, infatti, ben dirsi il “padre spirituale” dell’Umanesimo essendo in lui “già forte il desiderio di conoscere gli antichi, e di raccogliere in gran numero le loro opere”.

7.4 La poesia volgare del Petrarca

    
Nel XIV secolo si assiste al decadere dell’impero, della chiesa e del papato. A metà secolo inoltre tutta l’Europa è colpita dalla peste che segna la reale fine del Medioevo. Nonostante questi rilevanti avvenimenti nasce una nuova cultura che si baserà su uno studio attento e preciso dell’antichità classica, l’Umanesimo.
     I due scrittori che in questo periodo meglio testimoniano nelle loro opere la complessa fase di trasformazione, culturale, sociale e politica, e che rappresentano nella letteratura italiana un momento di passaggio tra l’età medioevale e l’Umanesimo sono Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio.
     Petrarca, oltre a lavorare sulle sue opere in latino, comincia a riesaminare le sue opere in volgare. Petrarca divenne, in Italia e fuori, modello insuperabile di poeta lirico. A questa immagine Petrarca perviene costruendola sua grande opera poetica nella volgar lingua, il Canzoniere,che è un’autobiografia ideale in sé conclusa e con una sua morale sul modello prossimo della Vita nuova di Dante.
     Nell’opera i componimenti s’intrecciano e richiamano l’un l’altro, la storia di uno straordinario rapporto amoroso in quello che sarebbe poi diventato il Canzoniere per antonomasia e che il poeta aveva intitolato Rerum vulgarium fragmenta. Egli ancora più che nelle sue opere latine, mette a punto un linguaggio volgare molto selettivo (i cui lemmi ammontano appena a 3275), deputato alla rappresentazione di una vicenda esclusivamente interiore, destinata a fornire la traccia a letterari e ad altri poeti.
     Il centro ideale della poesia di Petrarca s’indirizza verso
un riconoscimento della precedente tradizione letteraria romanza (dalla poesia provenzale a quella siciliana a quella stilnovistica), che imponeva d’incentrare nell’amore e nella donna ogni più varia esperienza. Petrarca se ne serve per cantare il più generale destino di un’attitudine contemplativa che non ha potuto evitare l’esperienza dello smarrimento, della labilità e della vanità d’ogni bellezza e d’ogni bene terreno, compresa la gloria letteraria.
     Nell’atto con cui il poeta tenta di respingere il desiderio d’amore e della gloria,
s’iscrive anche la scoperta petrarchesca psicologica e introspettiva dell’Io, che diventa il protagonista della sua opera.
     A una più scoperta vocazione allegorica obbediscono i Triumphi forse composti tra il 1351 e il 1352 e rimasti incompiuti; in cui il modello dantesco è direttamente operante fin dalla scelta del metro (terzine di endecasillabi) e Petrarca sembra voler solo sistemare più schematicamente, con i successivi trionfi di Amore, Pudicizia, Morte, Fama, Tempo, Eternità, la stessa materia del Canzoniere
di cui riportiamo un breve stralcio del sonetto del proemio:

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri on d’Io nutriva ‘l core
in sul mio primo giovenile, errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ son,
del vario stil in ch’io piango e ragiono
fra le varie speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.


     Il Canzoniere è una raccolta poetica in volgare, che vuol raccontare una vicenda amorosa e, più in profondità, la storia di un’anima tormentata. Infatti, l’opera si presenta insomma come un diario intimo, finemente lavorato.
     Tuttavia l’impegno del poeta è un lavoro di stesura e revisione accuratissimo del Canzoniere che si accompagna a una considerevole eterogeneità metrica, tra sonetti, canzoni, madrigali, sestine e ballate. La “trama” dell’opera, che sviluppa il rapporto con Laura, è - soprattutto - il lungo cammino morale dell’anima del poeta.
     Le caratteristiche strutturali più evidenti del Canzoniere sono: la suddivisione dei componimenti tra quelli composti “in vita di Madonna Laura” (i primi 263 testi) e le “rime composte in morte di Madonna Laura” (corrispondenti ai successivi 103 componimenti) i cui temi sono: Laura, la morte, l’autoesame morale.
    
Le 366 poesie del Canzoniere ci accompagnano così in un percorso autobiografico che unisce all’esperienza amorosa quella del rinnovamento etico-religioso, che culminerà nella conclusiva Canzone alla Vergine. Il tema amoroso, che è eredità di tutta la tradizione dello Stilnovo, si salda così con l’autoanalisi intima da parte del poeta, che confessa sulla pagina tutte le proprie debolezze e l’incapacità a rinunciare ai beni terreni per aderire pienamente alla morale cristiana.
     I temi principali del Canzoniere sono: il senso inesorabile del trascorrere del tempo e l’approssimarsi della fine della vita, la complessa dimensione spirituale, i profondi rapporti culturali con i modelli danteschi, stilnovisti e provenzali, l’impegno civile contro la corruzione della curia papale ad Avignone o per il riscatto delle sorti dell’Italia (nella nota
canzone Italia mia, benché il parlar sia indarno).
     Rilevante, per la lettura dell’opera e per il suo significato, il numero complessivo dei testi (366), che trasformano il Canzoniere in una specie di breviario sulla sua complessa vita d’intellettuale. Dal punto di vita stilistico, pur nella sua ampiezza, il Canzoniere si caratterizza per una notevole unità stilistica,dovuta soprattutto al lungo lavoro di controllo e selezione della lingua poetica operato dal poeta nel corso di quasi quarant’anni. Il successo è tale che la lingua della lirica italiana sarà fortemente condizionata, nei secoli a venire, dallo stile dal Canzoniere.
     I temi del Canzoniere (l’amore infelice per Laura, il tormento morale, la percezione del passare del tempo) si traducono poi in un gruppo di figure retoriche anch’esse ricorrenti. Il lunghissimo lavoro di revisione del testo - durato circa quarant’anni e conclusosi praticamente con la morte del poeta - e le sue ultime volontà sulla
forma definitiva dei Rerum vulgarium si possono constatare grazie a due preziosissimi manoscritti, conservati alla Biblioteca Vaticana.
     Nel sonetto, che sotto riportiamo, l’autore rievoca a distanza di anni il primo incontro con Laura, avvenuto nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone, quando s’innamorò di lei colpito dalla sua folgorante bellezza che ora, a causa dell’età, comincia a sfiorire sul volto della donna. Nonostante questo, però, il poeta continua ad amarla come il primo giorno e a soffrire le pene di quest’amore infelice in quanto non
corrisposto. La novità del componimento è nel contrasto tra la Laura del passato, la cui descrizione ricalca a livello esteriore i canoni dello Stilnovo, e la Laura del presente, invecchiata come tutte le donne terrene e perciò assai lontana dall’idealizzazione della bellezza fisica e spirituale della donna.

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ’n mille dolci nodi gli avolgea,
e ’l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;

e ’l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?

Non era l’andar suo cosa mortale,
ma d’angelica forma; e le parole
sonavan altro, che pur voce humana.

Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i' vidi: e se non fosse or tale,
piagha per allentar d’arco non sana.

    
La caratteristica dominante del linguaggio poetico di Petrarca è la sua selettività, che esclude molte parole usate da Dante nella Commedia, inadatte al genere lirico. Il volgare non è qui la lingua “naturale”, ma la lingua di un raffinato gioco poetico. Petrarca, nello scrivere latino, s’ispirava a Cicerone, Livio, Seneca, Virgilio, Orazio.Dante per contro, usa il latino medioevale della sua epoca.
     Il confronto con il latino classico degli autori canonici fu decisivo per la formazione di una mentalità grammaticale applicata in seguito anche alla stabilizzazione normativa dell’italiano. Il nuovo gusto classicistico impersonato da Petrarca orientò verso una concezione della lingua intesa quale frutto d’imitazione dei grandi modelli letterari latini. In seguito quest’idea fu trasferita dal terreno degli studi classici a quello dell’italiano. Di fatto, però, la svolta umanistica che incominciò con Petrarca ebbe come conseguenza nella prima metà del Quattrocento una crisi del volgare che lo screditò agli occhi della maggior parte dei dotti, mentre nell’uso pratico continuava a farsi strada.

Rodolfo Costanza

Pubblicato dalla Testata Giornalistica
Grotte.info Quotidiano

su www.grotte.info il 13 gennaio 2019.
Per gentile concessione dell'Autore.
© Riproduzione riservata.
  

 

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13/01/2019

Chiesa. Intervista a Padre Emanuele Zippo, animatore al convegno del Rinnovamento Carismatico

 

Intervista a Padre Emanuele Zippo
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"Tu sei la mia vita, tu sei la mia forza, Signore!"; sono le parole che, con entusiasmo e gioia, canta padre Emanuele Zippo. Si sente che non è solo un canto ma è soprattutto una testimonianza di vita. Abbiamo raccolto la testimonianza del sacerdote passionista, predicatore ed evangelizzatore, a margine del XIII Convegno zonale di Comunione del Rinnovamento Carismatico Cattolico in svolgimento dall'11 al 13 gennaio presso l'Hotel Akrabello al Villaggio Mosè (Agrigento).
Dalla chiamata vocazionale, attraverso una missione popolare dei Passionisti nel suo paese, alla risposta generosa e spontanea (ormai quasi al traguardo del 30° anno di consacrazione e del 22° anno di sacerdozio). Nel suo passato diversi incarichi pastorali; nel suo presente la predicazione in Italia ed all'estero. Dalla sua viva voce, il racconto dell'esperienza del "Battesimo nello Spirito" ed il passaggio fondamentale dell'annuncio: da Gesù "il Signore" a Gesù "il mio Signore".
(Riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").
  
Carmelo Arnone
13 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
    

 

 

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12/01/2019

Chiesa. Padre Emanuele Zippo al convegno del Rinnovamento Carismatico Cattolico

 

Padre Emanuele Zippo al convegno del Rinnovamento Carismatico Cattolico
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È iniziato ieri pomeriggio, presso l'Hotel Akrabello al Villaggio Mosè (Agrigento) il Convegno zonale di Comunione del Rinnovamento Carismatico Cattolico (che accoglie i gruppi e le comunità del RCC del Sud Italia).
Tra i relatori che animeranno la tre giorni - che si concluderà domani pomeriggio con la preghiera di guarigione e le testimonianze - una presenza costante è quella di padre Emanuele Zippo, passionista, predicatore ed evangelizzatore, autore di musica cristiana. Abbiamo raccolto una sua dichiarazione sul programma di questo Convegno.
(Riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").
  
Redazione
12 gennaio 2019.
    

Convegno del Rinnovamento Carismatico
Programma

 

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11/01/2019

Politica. Dal Governo contributo di 70.000 euro per gli edifici pubblici di Grotte; nota del Circolo "Lega"

 

Circolo di Grotte "Lega Salvini Premier"
Circolo
Lega
di Grotte

Elenco Comuni
Elenco Comuni

Pubblichiamo, di seguito, un intervento del Circolo "Lega Salvini Premier" di Grotte sul contributo assegnato dal Governo, nella Legge di Bilancio, per la messa in sicurezza degli edifici pubblici.

*****

"Nella recente legge di bilancio approvata dal Governo, il Ministero dell'Interno dispone che per l'anno 2019 sia assegnato ai Comuni con meno di 20.000 abitanti un contributo totale di 394.490.000 di euro da spartire in funzione degli abitanti.
Con decreto del Ministero dell'Interno (di cui si aggiungono allegati) di ieri 10 gennaio 2019 è stato assegnato al nostro Comune (compreso tra 5.001 e 10.000 abitanti) un contributo di 70.000 Euro.
Tale contributo è stato concesso per la realizzazione di messa in  sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale da realizzare entro l'anno 2019.
Una boccata di ossigeno per il nostro Comune, con l'augurio che l'attuale Amministrazione si adoperi per utilizzare questa somma e realizzare una o più opere utili alla nostra comunità.
Un vivo apprezzamento, ed un ringraziamento da parte del nostro Circolo di Grotte, al ministro dell'Interno Matteo Salvini, per l'opera di Governo che sta portando avanti".
  

Circolo "Lega Salvini Premier Grotte"
Direttivo

   

Il Presidente del Circolo
Joel Butera
 

 

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11/01/2019

Iniziative. Consegna del "Premio miglior presepe"

 

Consegna del "Premio Miglior Presepe"
Vedi le foto

Lo scorso martedi 8 gennaio, presso l'Aula consiliare del Comune di Grotte, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi ai partecipanti ed ai vincitori del concorso "Miglior Presepe 2018-2019", organizzato dall'associazione culturale "Nino Martoglio" con il patrocinio del Comune di Grotte. In palio, una somma in denaro ai presepi classificati al 1° 2° e 3° posto e targhe di partecipazione per tutti i presepi che hanno concorso. Sono stati ben 11 i "Presepi" realizzati nei quartieri di Grotte; tutti hanno partecipato al concorso ottenendo una targa.
Hanno conquistato il podio i seguenti presepi:
-
1° classificato, presepe di Via Vico (targa e premio in denaro di euro 150);
- 2° classificato, presepe di Via Padre Annibale Maria di Francia (targa e premio in denaro di euro 100);
- 3° classificato, presepe di Via Pertini (targa e premio in denaro di euro 50).
Nell'occasione la Befana ha regalato cioccolatini e caramelle a tutti i bambini
.
Pubblichiamo alcune immagini della cerimonia (32 foto di © Associazione Culturale "Punto Info").
  
Redazione
11 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.

Consegna del "Premio Miglior Presepe" (Foto) Visita l'argomento
  

 

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10/01/2019

Agrigento. Premio "Fedeltà" all'operatore culturale Gianni Costanza

 

Gianni Costanza
Gianni Costanza

Domenica 6 gennaio 2019, in Via San Girolamo (nel centro storico di Agrigento), in prossimità di Via Duomo, si è svolta la serata conclusiva delle iniziative che hanno animato le festività natalizie del 2018, finanziate da Mario Gallo del "Movimento del Centro Storico", collaborato dalla parrocchia"La Badiola", dalla figlia Sara, dalla famiglia Di Girolamo e figli, dalla famiglia Priolo e da tutti i residenti. Nel corso delle diverse serate hanno preso parte alle varie manifestazioni: l'arcivescovo di Agrigento card. Francesco Montenegro, il sindaco Lillo Firetto, l'assessore Amato, il consigliere Vitellaro e numerosissimi visitatori provenienti, oltre che da tutta la città e dalle frazioni, anche dai  paesi limitrofi.
Nella serata conclusiva, condotta da Sara Gallo, sono state consegnate le targhe ai vincitori del concorso “Presepe Casalingo”.
All’operatore culturale grottese Gianni Costanza è stato conferito il Premio “Fedeltà” (consegnato dall'on. Sodano, dall'assessore Riolo e dal consigliere comunale Vitellaro) per la sua partecipazione costante negli ultimi 15 anni alle iniziative natalizie agrigentine (dapprima con l’associazione culturale “Suoni di quartiere” e successivamente con “L'Associazione Culturale Europea Akropolis” finanziata dal Parco Archeologico di Agrigento, con il coordinamento del dott. Parello).
A conclusione delle premiazioni, Gianni Costanza, ha letto la sua poesia in dialetto “Vita e Suoni di Quartiere”, ed ha ringraziato il pubblico presente, l'on. Sodano, l’assessore Riolo, il consigliere comunale Vitellaro ed il comitato del “Movimento del Centro Storico” per la loro presenza ed il loro impegno.
Le  targhe sono state donate dall'Accademia delle Belle Arti di Agrigento diretta dal prof. Alfredo Prado, dall'Unità Pastorale San Giuseppe e San Giacomo, e dal sig. Giovanni Mangione.
Sempre nella serata conclusiva, oltre all'arrivo dei Magi, nella piazzetta antistante lo storico presepe artistico di Via San Girolamo si è dato il via all’accensione del falò della Befana.

  

Redazione
10 gennaio 2019.
    
 

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10/01/2019

Politica. "Freddo nelle scuole: non ci vengano a dire che soldi non ce ne sono"; nota dei Consiglieri M5S

 

Movimento 5 Stelle

Nella nota che pubblichiamo di seguito, le considerazioni del Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Grotte sul riscaldamento in alcune classi della scuola primaria e secondaria di Grotte.

*****

"Freddo nelle scuole, nessuna pianificazione, manutenzione preventiva.
Se tutto cambia solo esteriormente, tutto rimane com'è: il grande bluff della Giunta qualificata e competente.
Sindaco e Giunta distratti, ma c’è il MoVimento 5 Stelle ad occuparsi dei problemi.
Viste le diverse lamentele pervenuteci sul malfunzionamento dei riscaldamenti in alcune classi della scuola media e della primaria, abbiamo chiesto, in data 9 gennaio, tramite una nota ufficiale:
- l’immediato intervento tecnico;
- report formale circa lo stato di tutti gli impianti dotati di caldaia.
Non ci vengano a dire che soldi non ce ne sono!".
    

 
   

Il Gruppo Consiliare M5S Grotte
(Mirella Casalicchio, Salvatrice Morreale,
Giada Vizzini, Angelo Costanza)

 

 

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10/01/2019

Chiesa. "Io Sono": convegno del Rinnovamento Carismatico, da venerdi 11 a domenica 13 gennaio

 

Convegno del Rinnovamento Carismatico
Informazioni

Convegno del Rinnovamento Carismatico
Programma

John Bonnici Mallia
John Bonnici Mallia

Don Carmelo Lo Bue (arciprete di Sciacca, parroco della Basilica Madonna del Soccorso)
Don Lo Bue

Don Franco Giordano (arciprete di Palma di Montechiaro)
Don Giordano

Il XIII Convegno zonale di Comunione del Rinnovamento Carismatico Cattolico (che accoglie i gruppi e le comunità del RCC del Sud Italia), si svolgerà al Villaggio Mosè (Agrigento), presso l'Hotel Akrabello, dal pomeriggio di venerdi 11 gennaio alla sera di domenica 18 gennaio. "Io Sono ..." è il tema della tre giorni di preghiera e testimonianze, organizzata dalla Comunità "Gesù è Amore" di Casteltermini aderente alla Fraternità Carismatica Cattolica "Dio è Amore".
Saranno ospiti del Convegno, come relatori delle catechesi e animatori delle preghiere:
- il dott. John Bonnici Mallia (vive da anni l'esperienza carismatica, conferenziere ed autore di diversi libri sul tema);
- mons. Melchiorre Vutera (Vicario Generale e Moderatore dell'Arcidiocesi di Agrigento);
- padre Emanuele Zippo (Passionista, predicatore ed evangelizzatore, autore di musica cristiana);
- don Carmelo Lo Bue (arciprete di Sciacca, parroco della Basilica Madonna del Soccorso);
- don Giuseppe Alotto (parroco dell'Unità Pastorale di Casteltermini).
Il dott. John Bonnici Mallia (medico chirurgo) è un leader storico internazionale del Rinnovamento Carismatico Cattolico, fondatore della Comunità Carismatica Cattolica “Maranathà” di Malta. Nato a La Valletta (Malta) nel 1944, ha frequentato il collegio dei Gesuiti e l’università di Malta dove si è laureato nel 1969. Ha vissuto l’esperienza personale dello Spirito Santo nel 1973, dopo aver letto il libro ‘Pentecostali Cattolici’. Due anni dopo, nel novembre 1975, ha conosciuto il Rinnovamento Carismatico arrivato a Malta tramite Brian Smith. Nel 1982 ha formato la Comunità Cattolica Carismatica “Maranathà”. Dopo aver letto dei libri su Kathryn Kuhlman, incoraggiato da mons. Michael Buckley e da padre Edward McDonough, ha cominciato ad esercitare il carisma di guarigione. Con la Comunità Maranathà, il dott. John Bonnici Mallia organizza dei servizi di guarigione ogni mese; due volte al mese nelle chiese Cattoliche; occasionalmente all’aperto nella piazza davanti alla Cattedrale con una partecipazione di quattromila persone. I servizi di guarigione sono diretti a mettere al centro della vita il Signore Gesù come Salvatore e Guaritore. Attualmente gira il mondo espletando il ministero di divulgazione della Parola, accompagnato da varie e documentate liberazioni interiori e guarigioni sia spirituali che fisiche.

Il Convegno si svolgerà secondo il seguente programma:
Venerdi 11 gennaio
- ore 16.30, accoglienza
- ore 17.00, preghiera di lode
- ore 18.00, insegnamento del dott. John Bonnici Mallia sul tema "Io Sono colui che Sono" (Es 3,14)
- ore 19.00, Celebrazione eucaristica presieduta da don Giuseppe Alotto
- ore 20.00, cena
Sabato 12 gennaio
- ore 09.00, accoglienza
- ore 09.30, preghiera di lode
- ore 10.30, insegnamento del dott. John Bonnici Mallia sul tema "Io Sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6)
- ore 11.45, preghiera di guarigione interiore guidata da padre Emanuele Zippo
- ore 13.00, pranzo
- ore 16.00, preghiera di lode
- ore 17.00, insegnamento di don Carmelo Lo Bue sul tema "Io Sono la luce del mondo" (Gv 8,12)
- ore 18.00, Celebrazione eucaristica presieduta da don franco Giordano (arciprete di Naro)
- ore 20.00, cena
- ore 21.30, Roveto ardente, animato da padre Emanuele Zippo
Domenica 13 gennaio
- ore 09.30, accoglienza
- ore 10.00, preghiera di lode
- ore 11.00, insegnamento di padre Emanuele Zippo sul tema "Io Sono la resurrezione e la vita" (Gv 11,25)
- ore 12.00, Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Melchiorre Vutera (Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Agrigento)
- ore 13.00, pranzo
- ore 16.30, preghiera di guarigione animata dal dott. John Bonnici Mallia, a seguire testimonianze
- ore 18.30, saluti e partenze.
  
Redazione
10 gennaio 2019.
    

Mons. Melchiorre Vutera (Vicario Generale e Moderatore dell'Arcidiocesi di Agrigento)
Mons. Vutera

Padre Emanuele Zippo (Passionista, predicatore ed evangelizzatore, autore di musica cristiana)
Padre Zippo

Don Giuseppe Alotto (parroco dell'Unità Pastorale di Casteltermini)
Don Alotto

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10/01/2019

Musica. Concerto dell'Epifania eseguito dalla Corale Polifonica "Jobel"

 

Concerto dell'Epifania eseguito dalla Corale Polifonica "Jobel"
Video 1^ parte

Concerto dell'Epifania eseguito dalla Corale Polifonica "Jobel"
Video 2^ parte

"Noi siamo qua perché preghiamo il Signore, e lo vogliamo fare insieme"; questo - espresso dalle parole di Valentina Morgante - è lo spirito che anima la Corale liturgico-musicale "Jobel" che, in occasione della Solennità dell'Epifania, ha voluto proporre un concerto di canti della tradizione natalizia e di musica sacra moderna.
Presentata da Ignazio Infantino, la 13^ edizione del "Concerto dell'Epifania" si è tenuta venerdi 4 gennaio 2018 nella chiesa Madonna del Carmelo in Grotte.
I trenta elementi della corale, diretti da Valentina Morgante, hanno eseguito 12 brani introdotti da testi di Alessia Tirone, con la partecipazione delle voci soliste di Giuseppe Falzone, Alida Russello, Alessia Tirone e Angelo Infantino, e con l'accompagnamento di Luca Russello alla batteria ed Alessandro Licata alle percussioni. Tra i 30 coristi anche don Marcél Ndzaza Ndzana, collaboratore dell'Unità pastorale di Grotte.
Al termine della manifestazione
è intervenuto il sindaco Alfonso Provvidenza, seguito da don Gaspare Sutera (parroco dell'Unità pastorale) che ha portato i saluti di padre Giovanni Castronovo (promotore dell'iniziativa).
Pubblichiamo le immagini della manifestazione (63 foto e riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").
  
Redazione
10 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.

Concerto della Corale "Jobel" (Foto) Visita l'argomento
  
     

Concerto dell'Epifania eseguito dalla Corale Polifonica "Jobel"
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07/01/2019

Musica. "Grazie dell'accoglienza gratificante"; del prof. Domenico Mannella

 

Prof. Domenico Mannella
Prof. Mannella

Il messaggio di ringraziamento del prof. Domenico Mannella per la calorosa accoglienza ricevuta dal Coro polifonico "Terzo Millennio" e dai fisarmonicisti dell'associazione "Francesco Macaluso", che si sono esibiti in un concerto in chiesa Madre lo scorso 29 dicembre 2018.

*****

"Devo esprimere un particolare ringraziamento a Grotte.info.
L'interesse e lo spazio giornalistico che ha ricevuto il Concerto a Grotte del nostro Coro e della Fisorchestra è stato oltre che gradito e lodevole anche stimolante e invitante a fare ancora di più e sempre meglio.
Grazie per questa accoglienza gratificante con l'augurio di poterla ripetere tutte le volte che saremo invitati a Grotte. Arrivederci".
  

  

   

Prof. Domenico Mannella
 

 

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06/01/2019

Musica. Concerto del Coro polifonico "Terzo Millennio"

 

Concerto del Coro polifonico "Terzo Millennio"
Video 1^ parte

Si è svolto sabato 29 dicembre, nella chiesa Madre di Grotte, il concerto di canti e musiche natalizie eseguito dal Coro polifonico "Terzo Millennio", diretto dal M° Domenico Mannella.
Insieme ai cantanti del Coro Polifonico"Terzo Millennio", si sono esibiti i fisarmonicisti dell'Associazione Musicale "Francesco Macaluso" di Racalmuto, nella formazione di quintetto.
Pubblichiamo le immagini della manifestazione (ripresa integrale di © Associazione Culturale "Punto Info").
  
Redazione
6 gennaio 2019.
  

   Concerto del Coro polifonico "Terzo Millennio"
Video 2^ parte

 

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05/01/2019

Attualità. Le più suggestive immagini di Grotte sotto la neve, di Giuseppe Figliola

 

Grotte sotto la neve
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Appassionato di fotografia e pilota di drone, Giuseppe Figliola unisce spesso le due attività per regalare ai suoi concittadini delle immagini inusuali, assolutamente inedite e molto particolari del suo paese.
Nonostante il freddo, nella prima mattinata di oggi non ha resistito alla tentazione di cogliere Grotte ammantata di bianco. Dal suo drone professionale, sorvolando il paese, ha scattato le immagini (che pubblichiamo) che ci riportano un luogo surreale. Non sempre è facile riconoscere le vie e le piazze che pur attraversiamo ogni giorno; allora ci vengono in aiuto dei punti di riferimento: le chiese, il plesso di scuola media, il campo sportivo, Piazza Anna Magnani, il nuovo campo polivalente coperto, la piccola rotonda di Piazza Renzo Collura (già piazza Fonte). Riconosciuto un edificio, allora i nostri occhi si dischiudono alla bellezza ed all'unicità della cittadina che amiamo.
Pubblichiamo le immagini di Grotte vista dall'alto
(18 foto per gentile concessione di © Giuseppe Figliola).
  

Carmelo Arnone
5 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.

Grotte innevata vista dall'alto (Foto) Visita l'argomento
  
     

 

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05/01/2019

Medicina. Convegno sul metodo "M.c.E.V.A." del dott. Vincenzo Castelli

 

Convegno sul metodo "M.c.E.V.A." del dott. Vincenzo Castelli
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Convegno sul metodo "M.c.E.V.A." del dott. Vincenzo Castelli
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"Curare le lesioni muscolari con l'estratto del veleno delle api"; questo il tema del convegno che si è svolto venerdi 28 dicembre presso la chiesa Madre di Grotte.
Nel corso dell'incontro, organizzato con il patrocinio del Comune di Grotte, sono state illustrate le indicazioni terapeutiche ed i risultati ottenuti dal metodo "M.c.E.V.A.", utilizzato con successo da anni dal dott. Vincenzo Castelli.
Hanno portato un saluto: il dott. Alfonso Provvidenza (Sindaco di Grotte) e padre Giovanni Castronovo (Parroco Moderatore dell'Unità Pastorale di Grotte). Tra gli interventi al convegno, particolarmente significativo quello del dott. Pietro Macedonio (medico, ideatore della "Neuralterapia" e precursore del metodo "M.c.E.V.A.").
Il dott. Vincenzo Castelli, nel presentare gli elementi scientifici sui quali si basa il metodo, ha esposto diversi casi clinici esemplificativi delle applicazioni pratiche della sua terapia. Non sono mancate testimonianze dirette di atleti che hanno riscontrato evidenti benefici dall'applicazione del metodo "M.c.E.V.A." (acronimo di Macedonio, Castelli, Estratto Veleno Api).
Il convegno è stato trasmesso in diretta sul canale Youtube del Comune di Grotte (vedi la ripresa integrale a cura di Giuseppe Figliola). Pubblichiamo alcune immagini del convegno (44 foto e riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").
  

Carmelo Arnone
5 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.

Convegno sul metodo "M.c.E.V.A." (Foto) Visita l'argomento
  
     

Dott. Vincenzo Castelli
Dott. Castelli

Convegno sul metodo "M.c.E.V.A."
Manifesto

 

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05/01/2019

Attualità. Grotte sotto la neve: spargisale in azione

 

Piazza Umberto I
Piazza Umberto I

Villetta Cimino
Villetta Cimino

La neve che è caduta nel corso della notte ha imbiancato il paese di Grotte. Le suggestive immagini invernali, che si ripetono ormai con cadenza annuale, si sono presentate anche in questo inizio di 2019. Il manto candido ha ricoperto case e strade, per la gioia dei più piccoli. In previsione delle difficoltà alla circolazione stradale, l'Amministrazione comunale, durante la serata di ieri, ha provveduto a far intervenire un mezzo spargisale che, dietro le indicazione del Corpo di Polizia Municipale, ha cosparso di sale antigelo alcune vie del centro abitato; una misura precauzionale voluta dall'Amministrazione al fine di circoscrivere gli eventuali disagi per gli automobilisti ed i pedoni. Sono state ritenute particolarmente a rischio ed interessate al trattamento le vie: Via Piersanti Mattarella, Largo Pagano, Via Sturzo, Via Pirandello, Via Basilicata, Via Duca D'Aosta, Via Gramsci, Via Padre Vinti, Viale Sandro Pertini, Via del Gesù, Via Aldo Moro, Via Terranova e Via Saragat.
Nelle immagini a lato e sotto: Piazza Umberto I e la Villetta Cimino sotto la neve, il mezzo spargisale in azione.
  

Carmelo Arnone
5 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
  

 

Spargisale in azione
Spargisale in azione
Spargisale in azione
Spargisale in azione
Spargisale in azione
Spargisale in azione
Spargisale in azione
Spargisale in azione
Sale antigelo
Sale antigelo
 

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04/01/2019

Iniziative. "Premio miglior presepe" e regali dalla Befana; martedi 8 gennaio in Aula consiliare

 

Premio miglior presepe
Presepe

Si svolgerà martedi 8 gennaio, alle ore 18.00 presso l'Aula consiliare del Comune di Grotte, la cerimonia di consegna dei premi ai partecipanti ed ai vincitori del concorso "Miglior Presepe 2018-2019", organizzato dall'associazione culturale "Nino Martoglio" con il patrocinio del Comune di Grotte.
In palio, una somma in denaro ai presepi classificati al 1° 2° e 3° posto e targhe di partecipazione per tutti i presepi che hanno concorso.
Nell'occasione sarà presente la Befana, che regalerà cioccolatini e caramelle a tutti i bambini
.
  

Redazione
4 gennaio 2019.
        

 

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04/01/2019

Iniziative. Dal presepe di Via Pertini, il Natale si fa concreta solidarietà

 


Pacco dono


Pacchi dono

Gli abitanti del quartiere di Via Pertini, a Grotte, durante il periodo dell'Avvento, si riunivano ogni sera alle ore 20.30 dinanzi al presepe da loro realizzato, per la recita del santo Rosario e per intonare insieme canti natalizi.
Oltre alla preghiera ed alla condivisione di momenti lieti, gli organizzatori hanno voluto rivolgere un pensiero alle famiglie che vivono in stato di disagio economico e sociale (che esistono pure a Grotte), promuovendo una raccolta viveri da distribuire per contribuire a rallegrare le festività anche ai fratelli meno abbienti. L'iniziativa ha avuto un favorevole riscontro da parte degli abitanti del quartiere e dei visitatori. Il ricavato della raccolta è stato suddiviso equamente in 5 confezioni (vedi foto a lato) che sono state fatte pervenire ad altrettanti nuclei familiari.
Memori delle parole di san Giacomo apostolo: "Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore?" (Giac 2,15-20).
Un'azione di solidarietà, quella degli abitanti
del quartiere di Via Pertini, la cui notizia è stata diffusa sia per dimostrare a quanti hanno contribuito che il loro dono è stato effettivamente consegnato, sia per suscitare in tanti altri concittadini ulteriori gesti di disinteressata generosità.
Altrove hanno la "Comunità di Sant'Egidio", "Porta Aperta" o la "Missione Speranza e Carità", noi abbiamo il "Quartiere di Via Pertini": nessun esibizionismo, solo gesti di concreta bontà.

  

Carmelo Arnone
4 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
  

 

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04/01/2019

Riconoscimenti. "Premio ANCRI 2018" alla dott.ssa Graziella Luparello

 

"Premio ANCRI 2018" alla dott.ssa Graziella Luparello
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"Premio ANCRI 2018" alla dott.ssa Graziella Luparello
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Giovedì 27 dicembre, presso il Circolo Empedocleo ad Agrigento, si è svolta la cerimonia di consegna dei Premi "ANCRI 2018". La manifestazione, coordinata dalla dott.ssa Ivana Sicurelli, è stata organizzata dalla sezione territoriale di Agrigento dell’Associazione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica, presieduta dal cav. Pietro Sicurelli.
I riconoscimenti - realizzati dall'artista cav. Salvatore Rizza - sono stati conferiti:
- al magistrato Graziella Luparello (per la sua attività e l’impegno nel contrasto alla mafia);
- al giornalista Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia (per la sua attività giornalistica e divulgativa antimafia;
- a fratel Biagio Conte (per il suo impegno quotidiano al fianco dei più deboli); il Premio è stato ritirato da un responsabile della "Missione Speranza e carità";
- all’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio Ospedaliero di Mussomeli (CL), diretto dal dott. Carlo Dell’Utri.
Premi speciali sono stati consegnati, a sorpresa, ai relatori:
- cav. Salvatore Rizza (Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica ed artista);
- prof. Francesco Pira (sociologo e docente di Comunicazione dell’Università di Messina);
- prof. Michele Rondelli (docente di lettere).
Pubblichiamo le immagini della consegna del Premio alla dott.ssa Luparello (23 foto e riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").
  

Carmelo Arnone
4 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.

Premio "ANCRI 2018" (Foto) Visita l'argomento
  
     

Dott.ssa Luparello
Dott.ssa Luparello

Pietro Sicurelli
Pietro Sicurelli

"Premio ANCRI 2018"
Invito

 

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03/01/2019

Scuola. Presentazione del libro "Rosie e gli scoiattoli di St. James", di Simonetta Agnello Hornby

 

Presentazione del libro "Rosie e gli scoiattoli di St. James"
Copertina

Simonetta Agnello Hornby torna a Grotte per la presentazione del libro per ragazzi “Rosie e gli scoiattoli di St. James” (edizioni Giunti), scritto a quattro mani con il figlio George, con le illustrazioni di Mariolina Camilleri (figlia del più celebre Andrea, creatore del Commissario Montalbano).
Ambientato nella Londra della Brexit, referendum con il quale nel 2016 si chiedeva ai britannici se rimanere nell'Unione Europea, oppure no, il libro racconta di Rosie una ragazzina di nove anni molto speciale, “la meraviglia della famiglia”, che ama raccontare storie. Figlia di padre italiano e madre jamaicana, entrambi autisti dei double deckerred bus, i famosi autobus londinesi, Rosie, passeggera speciale dei bus guidati dai suoi genitori, osserva il mondo da una prospettiva privilegiata: ben quaranta finestre le restituiscono un’immagine complessa della realtà che la circonda. È il parco di St. James a rappresentare al meglio la complessità culturale e sociale della brexit: qui Rosie scopre un mondo fantastico, popolato da volpi e ratti originari del luogo, ma anche da scoiattoli, pellicani e pappagalli verdi, “gli intrusi”, arrivati dall’America e dalla Russia.Tutti gli animali del parco sono alle prese con una battaglia di sopravvivenza legata alla difesa del territorio in cui vivono.  Rosie, immersa in questa situazione, dove anche per gli animali vivere in una società multietnica non è facile, comprende presto che alla fine ciò che conta per gli animali del parco è riuscire a stare insieme, proprio come dovrebbero fare i cittadini londinesi. Rosie capisce che l’unico modo di stare al mondo è renderlo uno spazio dove tutti convivono, liberi e diversi.
La presentazione del libro, il prossimo venerdì 4 gennaio, alle ore 16.00, nell’Aula Magna della Scuola Secondaria al plesso “V. E. Orlando” (Via Acquanova) dell'Istituto Comprensivo “Angelo Roncalli” di Grotte, sarà introdotta dall’Ing. Santino Lo Presti, Dirigente scolastico dell’Istituto, curata da Gaspare Agnello e coordinata dalla professoressa Accursia Vitello.
Il momento centrale dell’incontro prevede un dibattito tra gli studenti delle classi terze della scuola secondaria del “Roncalli” con l’autrice del libro, per riflettere su temi come la diversità, la convivenza tra culture diverse, la legalità, il rapporto dei giovani con le proprie emozioni. L’incontro con l’autrice è stato inserito nel progetto di educazione alla lettura in cui i ragazzi incontrano gli autori dei libri e con loro si confrontano per cercare di attivare meccanismi di cittadinanza attiva e atteggiamenti di reale accoglienza e convivenza. All’incontro sono stati invitati anche i genitori.
  

Redazione
3 gennaio 2019.
        

 

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03/01/2019

Musica. Concerto dell'Epifania eseguito dalla Corale Polifonica "Jobel"; venerdi 4 gennaio

 

Corale liturgico-musicale "Jobel"
Corale Jobel

Concerto di Natale della Corale Polifonica liturgico-musicale "Jobel"

Manifesto

Si terrà venerdi 4 gennaio, alle ore 19.00 nella chiesa Madonna del Carmelo in Grotte, la 13^ edizione del Concerto dell'Epifania della Corale Polifonica liturgico-musicale "Jobel". Un appuntamento che si ripete quasi ininterrotto dal lontano 2003, anno di fondazione ufficiale della corale, con le uniche eccezioni degli anni 2015 e 2017. Numerosi i giovani ed adulti che si sono avvicendati nella partecipazione alla formazione musicale, arrivata a contare sino a 103 elementi, con la costante presenza di tre figure che hanno guidato e seguito la crescita del gruppo di cantori: la M^ Valentina Morgante, Direttrice della corale; Ignazio Infantino, Presidente dell'associazione e coordinatore dell'organizzazione; padre Giovanni Castronovo, assistente spirituale del gruppo. Altra figura importante che ha sempre accettato l'invito a presenziare alla manifestazione ed a dare la sua paterna benedizione ai coristi ed a tutti i fedeli è il Presidente onorario della Corale, mons. Carmelo Ferraro arcivescovo emerito di Agrigento. Questa edizione rappresenta una sorpresa assoluta per tutta la comunità: infatti del Concerto non è stato dato annuncio sino a Capodanno. Come sempre verranno proposti brani della tradizione natalizia e di musica sacra moderna.
  

Carmelo Arnone
3 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
 

 

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03/01/2019

Politica. "Mastelli gratis, grazie alla precedente Amministrazione"; di Piero Castronovo

 

Piero Castronovo
Piero Castronovo

Il commento dell'ex vice sindaco e assessore all'Ambiente Piero Castronovo in merito alla prossima distribuzione gratuita di mastelli per la raccolta differenziata di carta e cartone.

*****

"Questi secchi saranno distribuiti gratuitamente ai cittadini grazie alla scelta della precedente Amministrazione e del sottoscritto a capo dell'Assessorato all'Ambiente, di partecipare ad un bando Anci-Comieco per il finanziamento degli stessi.
Lo si deve anche alla professionalità di chi ha saputo predisporre correttamente gli incartamenti e cioè all'arch. Calì, Dirigente del settore Ambiente del Comune di Grotte.
Nei paesi vicini il costo per l'acquisto dei secchi viene caricato nella relativa bolletta del singolo utente.
Scopo della partecipazione a questo bando era di realizzare un ulteriore risparmio economico per il cittadino.
Il progetto prevede la distribuzione di n° 2.300 mastelli (contenitori in plastica rigida) da litri 50 per le utenze domestiche e n° 190 contenitori carrellati da litri 120 per le utenze non domestiche.
È doveroso affermare che il progetto è stato rivisto dal sindaco Provvidenza poiché assieme al Comune di Castrofilippo, Comune con il quale era stato concepito il progetto originario, non si sarebbero raggiunti gli obiettivi utili al finanziamento degli stessi".
  

 

   

Piero Castronovo
 

 

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03/01/2019

Racalmuto. Presentazione della Rivista di Studi Storici Siciliani; venerdi 4 gennaio

 

Presentazione della Rivista di Studi Storici Siciliani
Manifesto


AGGIORNAMENTO ALLE ORE 13.00 DEL 04/01/2019: a causa delle avverse condizioni meteo, la manifestazione è rinviata a data da destinarsi.

Il Movimento Cristiano lavoratori, sul tema "Conversazione in Sicilia", promuove un Caffè Letterario per la presentazione della Rivista di Studi Storici Siciliani.
Alla manifestazione, che si terrà venerdi 4 gennaio 2019 alle ore 17.30 presso la Sala Caffè "Ni Popò" (Corso Garibaldi n° 52, a Racalmuto) interverranno: Gero Difrancesco, Filippo Falcone, Luciano Carrubba, Giovanni Tesè e Sonia Zaccaria. Gli interventi coordinati moderati da Enzo Sardo e Salvatore Picone. La manifestazione sarà animata dagli interventi musicali di Angelo Apa
.
  

Redazione
3 gennaio 2019.
        

 

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03/01/2019

Editoria. Presentazione del libro di Alberto Todaro "Ce la so!"; sabato 12 gennaio all'auditorium San Nicola

 

Presentazione del libro di Alberto Todaro "Ce la so!"
Invito

Alberto Todaro
Alberto Todaro

Presentazione del libro di Alberto Todaro "Ce la so!"
In vetrina

Sarà presentato sabato 12 gennaio 2019, alle ore 18.00 presso l'auditorium San Nicola in Grotte, il libro "Ce la so!" (sottotitolo "Viaggetto semiserio nella parlata agrigentina e altre cose giurgintane") di Alberto Todaro; edizioni Montelusa.
A chi non conosce l'autore, basta leggerne poche righe per apprezzarne immediatamente la coinvolgente, sapiente ed arguta ironia; la capacità di condensare - sempre nel massimo rispetto per ogni persona - situazioni, idee, concetti, e di proporli con pregevole ilarità associata ad una assoluta eleganza. Ogni sua frase, apparentemente gettata lì con noncuranza, pur celando una profonda conoscenza della storia, dell'attualità e dell'animo umano, genera il sorriso e rivela l'aspetto più lieve di ogni situazione o accadimento.
La presentazione del libro ("primo, e probabilmente ultimo" dice - sempre sul filo della battuta - Alberto), moderata da Giovanni Volpe, sarà a cura di Venerando Bellomo e Alessandro Accurso Tagano.
Sarà presente l'autore, perché ovviamente "ciattòcca". Porterà un saluto il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza.
Il libro è, come rivela il sottotitolo, un viaggio nella lingua e nella cultura agrigentina a partire da alcuni ricordi dall'autore e dell'analisi dei costumi più diffusi della città; ricordi che lo vedono bambino e ragazzo tra le vie di Agrigento. I timidi sorrisi o le larghe risate che l'autore susciterà con il testo, si trasformeranno in domande che, attraverso la comprensione delle radici di alcuni schemi atavici della cultura agrigentina, potranno dare le chiavi per una corretta lettura ed interpretazione della vita e delle abitudini degli abitanti della "più bella città dei mortali".

  
Carmelo Arnone
3 gennaio 2019
© Riproduzione riservata.
        

 

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02/01/2019

Comune. Raccolta differenziata: da venerdi 4 gennaio in distribuzione i mastelli per carta e cartone

 

Mastello per carta e cartone
Mastello

Da venerdi 4 a martedi 22 gennaio sono in distribuzione gratuita - presso l'ex isola ecologica di Via Ingrao - i mastelli da 50 litri, in plastica rigida, per la raccolta differenziata di carta e cartone. Gli utenti possono ritirarli direttamente dal lunedi al venerdi dalle 09.00 alle 13.00. Per le utenze non domestiche sono disponibili - con le stesse modalità - i contenitori carrellati da 120 litri. Gli utenti impossibilitati possono richiedere la consegna a domicilio contattando l’Ufficio Ambiente al numero 0922.947521. Di seguito il comunicato ufficiale dell'Amministrazione.

*****

COMUNE DI GROTTE
(Libero Consorzio Comunale di Agrigento)

COMUNICATO

Il Comune di Grotte ha partecipato al bando Anci - Comieco per l’erogazione di contributi per l’acquisto di attrezzature destinate allo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone. Il progetto, predisposto dall’ufficio tecnico comunale (ufficio di ARO Grotte-Castrofilippo) è stato esitato favorevolmente dal Comieco che ha concesso un contributo di € 20.215 più IVA.
Il progetto prevede la distribuzione di n° 2.300 mastelli (contenitori in plastica rigida) da litri 50 per le utenze domestiche e n° 190 contenitori carrellati da litri 120 per le utenze non domestiche.
Ciò rappresenta un importante passo in avanti per il miglioramento della raccolta differenziata dei rifiuti a Grotte.
“L’obiettivo è quello di aumentare la percentuale di raccolta della carta e del cartone. La corretta separazione dei rifiuti assicura il buon funzionamento dell’intero sistema di raccolta e recupero dei materiali per garantire la salvaguardia e la tutela dell’Ambiente in cui viviamo, e nel contempo una riduzione dei costi di conferimento in discarica. Si confida nell’impegno da parte di tutti gli utenti”.
Si informa la cittadinanza che sarà possibile ritirare gratuitamente i mastelli presso il deposito comunale sito in Via Ingrao, dal lunedi al venerdi dalle ore 09.00 alle 13.00 a partire da giorno 4 gennaio 2019 e sino al giorno 22 gennaio 2019.
Per ulteriori informazioni, o per concordare eventuale consegna a domicilio per gli utenti impossibilitati al ritiro diretto, è possibile contattare l’Ufficio Ambiente al seguente numero: 0922.947521
.
  

 

  Il Dirigente Incaricato P.O. 4
U.T.C. - Area LL.PP.
Arch. Pietro Calì
 
Il Sindaco
Dott. Alfonso Provvidenza
  
 

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01/01/2019

Dialoghi. "Riflessioni di fine anno"; di Giuseppe Castronovo

 

"Dialogo" del dott. Giuseppe Castronovo, studioso ed autore di testi di Diritto.

In occasione dello scambio degli auguri di fine anno, il prof. Vezio ci ha intrattenuti iniziando a trattare il complesso tema del "Tempo". Ha iniziato illustrandoci la complessa profondità del pensiero di sant'Agostino.
Giuseppe Castronovo

"Riflessioni di fine anno"
(Dai dibattiti svolti al “Circolo della Concordia” )

Franco: Amici, ancora una volta siamo alla fine di un anno solare; e come sempre per ognuno di noi è tempo di riflessione e di bilanci. Ed è proprio nei momenti di passaggio da un anno all’altro che risulta spontaneo chiedersi che cosa sia il tempo. Cos’è dunque il tempo?

Giacomo: Prof. Vezio, risponde Lei?

Vezio: Filosofi e scienziati hanno cercato di dare una qualche risposta a questo che è senz’altro uno degli interrogativi irrisolti dell’umanità. Per dirvi della complessità dell’argomento vi invito a riflettere sulle parole che sant’Agostino riserva a questo tema:
- “Che cosa è dunque il tempo?
Se nessuno me lo domanda, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo domanda non lo so. 
Tuttavia con sicurezza affermo di sapere che, se nulla passasse, non ci sarebbe il passato, se nulla avvenisse, non ci sarebbe il futuro; se nulla fosse non ci sarebbe il presente.
Ora questi due tempi, il passato e il futuro, come esistono se il passato già non è più e il futuro non ancora è?
Se poi il presente fosse sempre presente e non trascorresse nel passato, non sarebbe più tempo, ma eternità.
Se, pertanto, il presente in tanto è tempo, in quanto trascorre nel passato, come possiamo dire che è se la causa del suo essere è il cessare di essere…?
”.
Tanto leggiamo al capo XIV del libro XI de “Le Confessioni”.
Amici, al momento non so dirvi altro. Avremo, lo speriamo, un anno di tempo per riflettere e approfondire.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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01/01/2019

Politica. Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella

 

Il Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella
On. Mattarella

Pubblichiamo il testo del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella, pronunciato ieri sera a reti unificate.

Palazzo del Quirinale, 31/12/2018

"Care concittadine e cari concittadini,
siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana.
Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento - nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi - non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.
Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull’anno trascorso. Mi consente di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell’anno da parte di tanti nostri concittadini, quasi dando in questo modo loro voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di tutti gli italiani.
Quel che ho ascoltato esprime, soprattutto, l’esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino.
Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno.
Sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri.
Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese.
Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee, rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore.
So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un’altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza.
Certo, la sicurezza è condizione di un’esistenza serena.
Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune.
La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità.
Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi.
La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.
Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro.
Qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità.
Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori  non fossero importanti nel mondo degli adulti.
In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società.
Sono i valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il   proprio dovere; quelli di chi si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficoltà.
Il nostro è un Paese ricco di solidarietà. Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni.
Ricordo gli incontri con chi, negli ospedali o nelle periferie e in tanti luoghi di solitudine e di sofferenza dona conforto e serenità.
I tanti volontari intervenuti nelle catastrofi naturali a fianco dei Corpi dello Stato.
È l’“Italia che ricuce” e che dà fiducia.
Così come fanno le realtà del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà.
Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto.
Anche per questo vanno evitate “tasse sulla bontà”.
È l’immagine dell’Italia positiva, che deve prevalere.
Il modello di vita dell’Italia non può essere - e non sarà mai - quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi.
Alimentano focolai di odio settario, di discriminazione, di teppismo.
Fenomeni che i pubblici poteri e le società di calcio hanno il dovere di contrastare e debellare.
Lo sport è un’altra cosa.
Esortare a una convivenza più serena non significa chiudere gli occhi davanti alle difficoltà che il nostro Paese ha di fronte.
Sappiamo di avere risorse importanti; e vi sono numerosi motivi che ci inducono ad affrontare con fiducia l’anno che verrà. Per essere all’altezza del compito dobbiamo andare incontro ai problemi con parole di verità, senza nasconderci carenze, condizionamenti, errori, approssimazioni.
Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta, pur con risultati significativi di imprese e di settori avanzati.  Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio.
Dobbiamo aver fiducia in un cammino positivo. Ma non ci sono ricette miracolistiche.
Soltanto il lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno.
Traguardi consistenti sono stati raggiunti nel tempo. Frutto del lavoro e dell’ingegno di intere generazioni che ci hanno preceduto.
Abbiamo ad esempio da poco ricordato i quarant’anni del Servizio sanitario nazionale.
È stato - ed è - un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia. Che ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli italiani, ai più alti livelli mondiali. Non mancano difetti e disparità da colmare. Ma si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare.
L’universalità e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell’assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare.
Ieri sera ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore.
Avere scongiurato l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità.
La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento.
Mi auguro - vivamente - che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto.
La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.
Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei.
Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace.
Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta. È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne.
Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa.
Sono rimasto colpito da un episodio di cronaca recente, riferito dai media. Una signora di novant’anni, sentendosi sola nella notte di Natale, ha telefonato ai Carabinieri. Ho bisogno soltanto di compagnia, ha detto ai militari. E loro sono andati a trovarla a casa portandole un po’ di serenità.
Alla signora Anna, e alle tante persone che si sentono in solitudine voglio rivolgere un saluto affettuoso.
Vorrei sottolineare quanto sia significativo che si sia rivolta ai Carabinieri. La loro divisa, come quella di tutte le Forze dell’ordine e quella dei Vigili del fuoco, è il simbolo di istituzioni al servizio della comunità. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare perché appartiene a tutti i cittadini.
Insieme a loro rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia.
La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione.
In questa sera di festa desidero esprimere la mia vicinanza a quanti hanno sofferto e tuttora soffrono - malgrado il tempo trascorso - le conseguenze dolorose dei terremoti dell’Italia centrale, alle famiglie sfollate di Genova e della zona dell’Etna. Nell’augurare loro un anno sereno, ribadisco che la Repubblica assume la ricostruzione come un impegno inderogabile di solidarietà.
Auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero.
Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.
Rivolgo un augurio, caloroso, a Papa Francesco; e lo ringrazio, ancora una volta, per il suo magistero volto costantemente a promuovere la pace, la coesione sociale, il dialogo, l’impegno per il bene comune.
Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunità.
Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita.
Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l’autismo, di Verona, che ho di recente visitato.
Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creatività e capacità di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e rivolgo a tutti loro l’augurio più affettuoso.
A tutti voi auguri di buon anno".

 

   

Il Presidente della Repubblica
On. Sergio Mattarella

 
         

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