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Ottobre 2020

MESSAGGI DAI LETTORI

 

14/10/2020

Poesia. "A una ragazza", di Mario Di Napoli

 

Ragazza

Riceviamo e pubblichiamo.

A UNA RAGAZZA

Mi piace ogni giorno
guardar la tua foto,
un dolce ricordo
di un tempo remoto.

Un tempo che ormai
non torna mai più,
un tempo che adesso
diciamo che fu.

Eppure m'illudo
di starti vicino,
sentirti ripetere
i verbi in latino.

Purtroppo la mia
è solo illusione,
ma è bello ascoltare
da te la lezione.

Sentir l'insegnante,
la ricordo, eccome!,
che annuncia un bel dieci
accanto al tuo nome.

È bello sognare
di starcene insieme,
guardarti nel viso
e avere la speme
di udire il tuo sì
davanti all'altare.

Se il mio è un sogno,
un sogno soltanto,
che io possa sognare
per tutta la vita

di starmene accanto
a te, su una sedia,
nello stesso banco,
nella stessa classe
della scuola media
dove t'ho incontrata
per la prima volta.
  

                    Mario Di Napoli
                           © Riproduzione riservata.
  

 

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10/10/2020

Poesia. "Lu pumadoru", di Giovanni Salvaggio

 

Giovanni Salvaggio
Giovanni Salvaggio

Riceviamo e pubblichiamo.

LU PUMADORU

Di l'America vinni mpùrtatu lu pumadoru,
pi tutta l'estati veni cugliutu,
e macari lu mmìernu veni manciatu.

Cu li tiempi moderni sprimmintaru li serri,
e lu commerciu di li Paisi calli,
pi tutta l'estati è possibili avilli.

''Vigna e uortu stacci muortu''
pi diri lu ntravagliu di lu fruttu,
ca duna a li pitanzi megliu gustu.

Lu sucu di na vota cu l'asciattu,
cunzava cavati e maccarruna ni lu piattu,
macari lu Vattiu cu l'agnieddru.

Lu pumadoru cuottu s' asciucava ni li tili,
vuntannu e rivuntannu all' uocchiu di lu suli,
viniva sarbatu ni li giarri chini.

Li piennuli di pumadoru vinivanu appinnuti,
sutta li tiettura di lignu eranu nchìuvati,
taliannuli comu l'oru di l'estati.
  

                    Giovanni Salvaggio
                           © Riproduzione riservata.
  

 

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07/10/2020

Poesia. "Vecchio cialtrone", di Diego Salvaggio

 

Diego Salvaggio
Diego Salvaggio

Riceviamo e pubblichiamo.

VECCHIO CIALTRONE

Vedo il mondo: un vecchio cialtrone
governato da alcuni mendaci;
inane resta il cammino
di chi vuole e di chi crede.

Un uomo probo e sacripante
dovrebbe assurgere in questa sfera
eliminando lo stolido dio
che sta abbacinando il suo universo.

Tutto vetusto, nulla di nuovo,
come sempre misoneista.
Veruno cerchi di salvare quel che resta
anche se difficile sembra.

Solipsista, disgraziato
luculliano senza ragione,
cercherai di eliminare le ingiustizie,
affliggerai l’onestà in questo cuore.

Altra soluzione non trovo
per rimarginare questa piaga
aperta ormai da troppo tempo.

Diventerete come acqua sotto un vaso
che ha già fatto il suo dovere
pur essendo in eccesso.
  

                    Diego Salvaggio
                           © Riproduzione riservata.
  

 

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04/10/2020

Poesia. "Le predizioni di Gesù per la nostra epoca", di Giorgio Infantino

 

Giorgio Infantino
Giorgio Infantino

Riceviamo e pubblichiamo "Le predizioni di Gesù per la nostra epoca", a cura di Giorgio Infantino.

LE PREDIZIONI DI GESÙ PER LA NOSTRA EPOCA

E disse:
L’epoca attuale è simile
ai tempi di Noè o ai tempi
della distruzione di Pompei.
Pur sentendo parlare
dei segni dei tempi, continuano
a vivere nel peccato.
Si possedevano reciprocamente
e si facevano possedere,
fino a che ulteriore epidemie
e catastrofi sconvolsero
la terra e il mondo,
spazzando via sempre più
ciò che era peccaminoso.

Gli ammonimenti si compiono.
L’umanità‘ si trova nella cosiddetta
“fine dei tempi”. Riconoscete:
con la parola “fine dei tempi”
non è intesa la fine del pianeta,
bensì la fine di ciò che è contro Dio:
il materialismo volge alla fine.

I mari andranno a cercarsi altri bacini.
Le alte montagne scompariranno,
sorgeranno nuove alture e valli.
La terra assumerà, nel suo insieme,
una conformazione più dolce.
Riconoscete: io rinnovo ogni cosa.
Sorgerà un nuovo cielo e una nuova terra
e gli uomini cresceranno
in una Nuova Epoca.

Molti uomini che si sono fidati
di questo mondo e dei loro governi
perderanno improvvisamente tutto ciò
che consideravano loro proprietà
e che rappresentava la loro sicurezza.

E disse:
Sappiate che io verrò ai miei nello spirito,
ma non più nell’involucro di carne.
Se uno dice il Cristo si trova qua o là,
ricordatevi: io ve l’ho predetto.
Io non tornerò più nella carne.
Assunsi la carne per voi in Gesù
e l’ho superata per voi.

Gli esseri umani hanno creato le cause,
ora l’umanità ne deve soffrire le conseguenze.
Chi ha dato all’uomo il diritto
di oltraggiare la natura e di modificarla?

E già iniziato ciò che è stato preannunciato.
Quanto predetto avviene
con la precisione di un orologio.
Le catastrofi e le sciagure si susseguono a catena.
Chi è in grado di intendere, intenda.
Chi desidera rifiutare lo rifiuti.

                    Giorgio Infantino (da Wolfsburg - Germania)
                           © Riproduzione riservata.
 

 

         

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