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Ottobre 2020

 

26/10/2020

Salute. Emergenza Coronavirus: sintesi delle disposizioni in vigore in Sicilia

 

Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Pubblichiamo una sintesi delle recenti disposizioni in vigore in Sicilia per far fronte all'emergenza Covid-19 (Ordinanza del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci e DPCM del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte).

Spostamenti
È fortemente raccomandato a tutte le persone di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
Per evitare assembramenti, su tutto il territorio regionale, dalle 23.00 alle 05.00, sono vietati gli spostamenti con ogni mezzo, a eccezione dei trasferimenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o d’urgenza, per motivi di salute e per il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza.

Casa
Nelle abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Scuola
Per le sole scuole superiori è disposta la sospensione delle lezioni in presenza e il contestuale avvio della didattica a distanza.

Mobilità
Riduzione del 50 per cento della capacità dei posti nei trasporti pubblici su gomma, rotaia e marittimi.

Locali pubblici
È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo.
L’attività di ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, paninerie, gelaterie) è consentita dalle 05.00 alle 18.00.
Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi.
Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.
La ristorazione con consegna a domicilio è consentita fino alle 24.00, nonché fino alle ore 23.00 la ristorazione con asporto.
Gli esercizi commerciali resteranno aperti anche la domenica ma fino alle 14.00, a eccezione di attività di ristorazione, edicole, farmacie e tabaccherie che potranno mantenere i consueti orari di chiusura.
Consentita la consegna a domicilio a qualsiasi ora la domenica per prodotti alimentari e combustibili per uso domestico per riscaldamento.

Attività culturali, ricreative e sportive
Sono sospesi:
- le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò;
- gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto;
- le attività dei parchi tematici e di divertimento;
- le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;
- gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato;
- le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso.
Sono consentiti:
- soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, nei settori professionistici e dilettantistici;
- gli eventi e le competizioni sportive, nonché le sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico;
- l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Manifestazioni
Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose.
Sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.
Sono sospese le fiere.

Attività lavorative
Le pubbliche amministrazione dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso del personale.
È raccomandata la differenziazione dell’orario di ingresso del personale anche da parte dei datori di lavoro privati.
È fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.
  
Redazione
26 ottobre 2020.
       

 

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26/10/2020

Cultura. A David Coco, Lorenzo Reina e Osvaldo Lo Iacono il Premio "Nino Martoglio" 18^ edizione

 

Premio "Nino Martoglio" 18^ edizione
Locandina

David Coco
David Coco

Lorenzo Reina
Lorenzo Reina

Osvaldo Lo Iacono
Osvaldo Lo Iacono


Aggiornamento: a causa delle nuove disposizioni in vigore per l'emergenza Covid-19, la manifestazione è rinviata a data da destinarsi.

***

Si terrà domenica 15 novembre presso l'auditorium "San Nicola - Stella Castiglione", con inizio alle ore 18.00, la 18^ edizione del Premio "Nino Martoglio" Città di Grotte, ideato e diretto da Aristotele Cuffaro. La manifestazione sarà presentata da Francesco Bellomo e Martina Difonte.
Il riconoscimento, per l'anno 2020, verrà conferito:
- Premio Speciale "Gregorio Napoli" a David Coco;
- Premio Speciale "Francesco Pillitteri" a Lorenzo Reina;
- Premio Speciale per i meriti artistico-musicali ad Osvaldo Lo Iacono.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti terminerà con la presentazione e proiezione del film "Il delitto Mattarella" (2020) di Aurelio Grimaldi; sarà presente il Regista.
David Coco
: attore. Dopo il diploma presso la scuola Arte Moderna del Teatro Stabile di Catania ed il perfezionamento in recitazione a Londra, debutta nel 1994 con il film La chance, per la regia di Aldo Lado. Tra gli altri film in cui ha recitato ricordiamo: L'amore di Marja del 2002, regia di Anna Rita Ciccone, Segreti di Stato del 2003, regia di Paolo Benvenuti, e Tre giorni di anarchia del 2004, regia Vito Zagarrio. Al cinema ha anche alternato la televisione: nel 2006 è stato protagonista della miniserie tv di Canale 5 E poi c'è Filippo, regia di Maurizio Ponzi; ha interpretato il ruolo di Ninni Cassarà nella miniserie su Rai Uno Giovanni Falcone - L'uomo che sfidò Cosa Nostra, diretta da Andrea e Antonio Frazzi; è stato protagonista sempre su Rai Uno della miniserie Eravamo solo mille, regia di Stefano Reali. Dal 2007 riprende con il cinema, con i film L'ultimo dei Corleonesi, L'uomo di vetro, In nome del figlio. Nel 2011 si dedica al teatro con Cavalleria rusticana (presso lo Stabile di Catania) e The Author (al Teatro Belli di Roma). Nel 2018 lo vediamo interpretare Leoluca Bagarella nella serie televisiva Il cacciatore, su Rai 2, e partecipare al film La fuitina sbagliata dei Soldi Spicci. Recente, del 2020, il suo ruolo da protagonista nel film Il delitto Mattarella,di Aurelio Grimaldi.
Lorenzo Reina, pastore, scultore, architetto, artista. Ideatore e realizzatore del Teatro di Andromeda, a Santo Stefano Quisquina. Edificato in una zona panoramica della città, il Teatro di Andromeda è caratterizzato da un palco circolare e dei posti a sedere, costituiti da blocchi di pietra che riproducono in numero e disposizione le stelle della costellazione di Andromeda (da cui il nome). Il teatro, dopo aver riscosso un notevole successo, è stato presentato alla XVI edizione della Mostra internazionale di architettura della 54^ Biennale di Venezia.
Osvaldo Lo Iacono: chitarrista. Partendo da Agrigento, a 20 anni inizia la sua attività di musicista professionista accompagnando artisti internazionali (come Arthur Miles). Ha fatto parte dei "Tinturia" con cui ha partecipato a sette tour nazionali, a diversi programmi televisivi su Rai e Mediaset, e con i quali ha inciso tre dischi tra cui "Nati stanchi" (colonna sonora dell'omonimo film di Ficarra e Picone). Ha suonato per molti cantanti come ad Amii Stewart, Antonella Ruggiero, Mariella Nava, Simona Molinari e tanti altri. È responsabile dei corsi di chitarra in un centro di musica moderna, tiene in tutta Italia seminari riguardanti il mestiere del chitarrista e il linguaggio jazz-rock, scrive su Axe (rivista nazionale di tecnica chitarristica).
 

Redazione
26 ottobre 2020
  

 

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25/10/2020

Letture Sponsali. "Non abbiamo bisogno di centinaia di precetti"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Uno dei brani più citati del Vangelo, uno dei discorsi più rivoluzionari di Cristo.
Ma cosa significa veramente amare Dio? E perché è in relazione con un nuovo “comandamento“ che ci chiama ad amare il nostro prossimo come noi stessi? Abbiamo noi umani la possibilità di valutare il nostro amore per Dio, un Dio che non si vede con gli occhi che non parla le lingue umane e la cui presenza è elusiva? Il nostro amore per Dio può nascere solo dall’averlo prima ascoltato. Nasce nel momento in cui decidiamo di ricevere e accogliere la sua parola. Dunque come si ama il nostro Padre celeste? Vivendo nella maniera in cui lui ci ha insegnato. Non c’è possibilità di un amore senza fame di compiere la Sua volontà. Ed ecco che nell’amore per il prossimo amiamo Lui. Questo è un comando che ne deriva direttamente.
Gesù pone queste due condizioni insieme, l’amore per il prossimo è il criterio per verificare il nostro amore per Dio.
Lo esprimerà ancora l’apostolo Giovanni: “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”.
È un modo tangibile per amare e avere la misura del nostro amore verso il Signore. Non in maniera astratta non in linea teorica ma nella vita di tutti i giorni. L’amore per il Signore ci apre la strada ad amare noi stessi e gli altri come lui stesso ha amato e ama noi.
Claudia e Dari
o

Punto chiave
I farisei erano ingabbiati in una ragnatela di norme e precetti, se ne contavano più di seicento. Essere giusti per loro era il frutto di uno sforzo disumano che richiedeva molta attenzione e tanta fatica. Alla loro domanda come poteva rispondere Gesù? "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente e amerai il tuo prossimo come te stesso”. Gesù li riconduce al cuore di tutta la legge e i profeti. Sono andati fuori strada: cuore, anima e mente devono essere impegnati ad amare Dio e da questo amore sgorga l'amore per il prossimo e l'amore per sé stessi. Si ama Dio perché lui ci ha amati per primo ed amandoci ci ha guariti e ci ha insegnato a guardarci ed amarci come lui ci guarda e ci ama. Questa reciprocità, questo essere chiamati all'amore è ancora e sempre fecondo e pertanto aperto all'amore fraterno. Se è così, allora la legge non può essere un "giogo", non abbiamo bisogno di centinaia di precetti morali, perché non abbiamo più un cuore di pietra, ma di carne. Sperimentiamo con gioia ogni giorno un cuore alato che vola alto verso l'Unico Bene e che qui ed ora trasforma la fatica del servizio in "giogo dolce" e "carico leggero".
Rosalinda e Francesco

 
Redazione
25 ottobre 2020.
  

 

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24/10/2020

Politica. On. Rosalba Cimino (M5S): "Abbiamo stanziato più di 84 milioni per la sicurezza delle nostre scuole"

 

Rosalba Cimino
Rosalba Cimino

Abbiamo stanziato più di 84 milioni per la sicurezza delle nostre scuole”.
L’on. Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Cultura e Istruzione annuncia il finanziamento indirizzato all’edilizia scolastica dopo la firma del decreto da parte della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per la sicurezza degli studi.
Abbiamo fatto presente - dichiara Cimino - al Ministero la situazione delle scuole siciliane che in tema di sicurezza presentano numerose falle. La provincia di Agrigento riceverà quasi 9 milioni di euro, per garantire la sicurezza dei nostri studenti. Il diritto allo studio - aggiunge - comincia garantendo ai giovani della nostra regione delle strutture stabili e idonee a essere delle strutture scolastiche”.
I finanziamenti fanno parte di un progetto che prevede 855 milioni per l’intero territorio nazionale.
Adesso - conclude Cimino - il compito degli enti locali è quello di comunicare gli interventi da finanziare e presentare i progetti”.
  
Redazione
24 ottobre 2020.
  

 

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24/10/2020

Ora solare. Da domani, domenica 25 ottobre, orologi un'ora indietro

 

Ora solare: dalle 03.00 di domenica orologi un'ora indietro

Domenica 25 ottobre 2020 torna in vigore l'ora solare.
Le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro di un'ora; le ore 03.00 di domenica torneranno ad essere considerate le ore 02.00.
L'ora "solare" sostituisce l'ora "legale" che abbiamo avuto per tutto il periodo estivo. L'ora legale (detta anche ora estiva) è l'ora locale che una nazione sceglie di adottare per una parte dell'anno, generalmente portando l'orario avanti di 60 minuti rispetto all'orario standard ufficiale, (o ora solare). Si tratta di un sistema che ha lo scopo di sfruttare al meglio la luce del giorno.
  
Redazione
24 ottobre 2020.
  
 

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24/10/2020

Comune. L'Ente ha ottenuto il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)

 

DURC

"Sembrerà incredibile, ma solo oggi il Comune di Grotte ha un DURC regolare"; a scriverlo in una nota diffusa sui social è il Sindaco, Alfonso Provvidenza.
"
In questi anni - continua il Primo Cittadino riferendosi ai periodi precedenti al 2018 - sono stati sistematicamente non portati a termine una serie di procedimenti amministrativi concernenti pratiche previdenziali INPS e assicurative INAIL per gli anni 2010-2018. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato tutte le posizioni contestate e adesso siamo in regola".
A conferma dell'affermazione viene postata l'immagine del DURC ottenuto dal Comune (vedi il documento).
"Il lavoro da fare è ancora tanto ma andiamo avanti verso la normalizzazione amministrativa del nostro Comune. - conclude Provvidenza, che aggiunge - Evito di fare ulteriori commenti! Non possiamo chiedere ai cittadini di essere rispettosi della legge se prima non sono le Istituzioni ad esserlo".
 
Redazione
24 ottobre 2020.
  

 

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24/10/2020

Riflessioni. "L'Olimpo terreno degli Dei"; di Antonio Pilato

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato

Riflessione del prof. Antonio Pilato.

*****

"L’Olimpo terreno degli Dei, a cominciare dal Presidente della Repubblica, che come capo di tutti gli Dei, simile a Zeus, se ne sta indisturbato, lontano dal rumore degli zoccoli degli uomini, non esisterebbe senza le classi, i ceti inferiori, gli schiavi e portaborse, gli esclusi ed emarginati, confinati lontano dalla luce e dallo splendore, nel mondo notturno della disperazione, senza possibilità di uscirne fuori perché condannati a far da piedistallo allo splendore delle fortunate minoranze.
Non dobbiamo dimenticare che l’1% più ricco della popolazione continua a detenere più ricchezza del restante 99%.
Questo numero esiguo di benestanti, inclusi i nostri politici sfaticati, vive come peso, schiacciante addosso alla maggioranza estremamente povera, senza possibilità, malgrado i lamenti di dolore e  rabbia, di essere ascoltati o solo sentiti ipocritamente senza soluzione.
Una condanna a vita per una colpa mai commessa.
Per maggiore chiarimento, questo mondo paradisiaco, colmo di ogni bene e godimento, abitato dai fortunati, è il mondo dei ricchi, il mondo della politica, il modo degli affari, che al posto dell’amore e della fede vede ed onora solo il “Dio denaro”, voltando gloriosamente, per i risultati del vantaggio raggiunto, le spalle alla ragione.
All’opposto, la plebe delle moltitudini sempre più numerosa, su cui grava la fatica del vivere - a vantaggio della vita di chi abita ai vertici della piramide sociale -, la quale ancor peggio resta anche assente dalla vita politica, dove si prendono le decisioni, e rassegnata a restare frustrata entro la carica impulsiva, senza onore e senza storia.
Passando ai politici di casa nostra, della bella Italia, legiferano, egoisticamente incollati alla poltrona, disordinatamente, confusamente e senza una logica costruttiva prospettiva positiva, guazzano nel buio, rantolano senza professionalità, cuore e mente, e agiscono solo per l’utile, il vantaggio contingente personale, lasciando, se restano, solo briciole - se restano, sulla tavola del popolo -, alla piazza che arranca.
A futura memoria
".

 

   

Antonio Pilato
 

 

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24/10/2020

Dialoghi. "Giuseppe Conte, Ponzio Pilato e l'Ultima Cena"; di Giuseppe Castronovo

 

Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.

Al Circolo della Concordia, discutendo della difficile situazione sanitaria del nostro Paese, abbiamo affrontato il tema delle limitazioni alle libertà personali garantite dalla nostra Carta costituzionale. Qualcuno ha voluto leggere i fatti della Settimana santa alla luce dell'ultimo DPCM che sconsiglia la presenza di più di 6 persone in casa qualora vi siano degli invitati.
Giuseppe Castronovo

"Giuseppe Conte, Ponzio Pilato e l'Ultima Cena"
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

Totò: Amici, in questi ultimi giorni sono assillato da una strana domanda alla quale non so come rispondere.

Franco: Cosa ti frulla in testa? Di che domanda si tratta?

Totò: Immaginando di trovarmi a Gerusalemme nei giorni del triduo pasquale mi son domandato: se la Giudea ai tempi di Gesù Cristo avesse avuto come Governatore non Ponzio Pilato ma l’attuale nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Gesù Cristo avrebbe potuto celebrare l’ultima Cena?

Nenè: Bella domanda! Ma come mai ti è venuta in mente?

Totò: Leggendo l’ultimo Decreto del nostro Presidente del Consiglio, e in particolare il comma contenente l’invito a non ricevere ospiti in casa propria quando il totale dei presenti supera il numero di sei, ho pensato che all’ultima cena dovevano essere presenti almeno 13 persone e cioè Gesù Cristo e i 12 apostoli.

Nenè: E allora?

Totò: Caro Nenè e anche voi amici miei, capirete che Gesù Cristo, il quale poche settimane prima aveva insegnato, rispettoso com’era delle leggi civili, di “dare a Cesare quello che era di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, avrebbe ubbidito anche questa volta eseguendo alla lettera il DPCM di Giuseppe Conte e di conseguenza, per non creare un assembramento, neanche avrebbe tenuto l’ultima cena.

Franco: Ma, di questo passo, il percorso della storia della salvezza dell’umanità, così come programmato dallo stesso Padre Eterno, non avrebbe potuto avere gli sviluppi che poi ha avuto e che ci sono stati descritti dai quattro Evangelisti: quella sera, come conseguenza della mancata ultima cena, non ci sarebbe stata l’istituzione dell’Eucarestia e forse neanche il tradimento di Giuda e il conseguente processo in cui Gesù venne condannato alla crocifissione cui seguì la risurrezione. Come voi capite con Giuseppe Conte al posto di Ponzio Pilato sarebbero saltati i piani divini per operare la salvezza dell’umanità.

Santo: Caro Franco e caro Totò, devo dire che i vostri sono dei ragionamenti ben costruiti e logici a tal punto da non fare una grinza. Tuttavia mi trovo in grande difficoltà a comparare la logica umana, cioè la vostra, a quella del Padre Eterno. Il prof. Vezio cosa ne pensa?

Vezio: La riflessione dell’amico Santo offre a me, che teologo comunque non sono, un valido spunto per rispondere. Ebbene, lo svolgimento della discussione, per come fin qui s’è svolta, presuppone un Dio non in grado di governare l’universo in piena ed esclusiva autonomia. Invece la realtà eterna delle cose divine presuppone che i progetti di Dio siano del tutto indipendenti dai progetti dell’uomo; e ciò perché essendo Dio il signore assoluto del mondo e dello spazio e, in definitiva, della storia di tutto ciò che esiste, in quanto assoluto non risulta legato da nessun vincolo. Infatti lo stesso Dio per mezzo dei profeti (Isaia per tutti, 55: 8-11) dopo aver affermato: “i miei pensieri non sono i vostri pensieri e le vostre vie non sono le vie mie. Oracolo del Signore”, prosegue dicendoci: “quanto il cielo si eleva sopra la terra, così sono elevate le mie vie sopra le vostre vie”. E trattandosi, in entrambi i casi, del confronto tra due realtà incommensurabilmente differenti che non possono avere un adeguato termine di confronto, risulta impossibile operare tra loro un valido rapporto di eguaglianza. Amici miei, Dio, ovviamente per chi ci crede, ha una natura e una logica che opera in una prospettiva diversa dalla nostra, e tutto ciò per una semplice ragione: l’uomo, il finito, non può comprendere Dio, l’infinito. Ecco perché risulterà semplicemente impossibile cercare di comprendere i modi in cui Dio porta ad attuazione le sue decisioni.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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23/10/2020

Politica. L'avv. Fabrizio Caltagirone nominato Coordinatore cittadino dell'UDC di Grotte

 

Fabrizio Caltagirone
Fabrizio Caltagirone

A Grotte è stato nominato il nuovo Coordinatore cittadino dell’UDC Italia (guidato in Sicilia dall’on. Decio Terrana). A ricoprire l’incarico è stato chiamato l’avvocato Fabrizio Caltagirone, sentito il parere favorevole del coordinatore nazionale dell’UDC Italia on. Lorenzo Cesa. Oltre a Grotte, anche Santa Margherita Belice ha un nuovo coordinatore cittadino nella persona del prof. Baldassarre Portolano, docente universitario.
Sono felicissimo delle nomine del professore Portolano e dell’avvocato Caltagirone - dichiara l’on. Decio Terrana -. Stiamo continuando a crescere ovunque con tantissime nuove adesioni; c’è tanta voglia di mettersi in gioco per il proprio territorio. Stiamo riorganizzando la provincia di Agrigento, la prossima settimana saranno anche nominati i coordinatori dei quattro Collegi di Agrigento, Licata, Sciacca e Canicattì”.
I nuovi Coordinatori cittadini si sono dichiarati felici della scelta e pronti a collaborare con l’on. Terrana per far crescere sempre più l’UDC Italia nel territorio agrigentino.
 
Redazione
23 ottobre 2020.
  

 

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22/10/2020

Sport. Medaglia di Bronzo per Vincenzo Mancuso ai Campionati Regionali salto ostacoli 2020

 

Vincenzo Mancuso
In gara

Vincenzo Mancuso
Sul podio

 

Un'ottima prestazione, quella di Vincenzo Mancuso, ai Campionati Regionali di salto ad ostacoli 2020.
La manifestazione, organizzata dall'Associazione Dilettantistica Ippica Megarese con il patrocinio del Comitato Regionale Sicilia della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), si è svolta da venerdi 16 a domenica 18 ottobre 2020 presso il campo Hyblon di Augusta (Siracusa). Vincenzo Mancuso, giovane sportivo grottese, allievo del Centro Ippico "Equitando" ASD di Canicatti sotto la guida dell'istruttore Carlo Alessandro Ceccarelli, ha gareggiato sul ul cavallo Cas De Muse T. di Marco Porciani. Eseguendo 5 percorsi netti nell'arco dei tre giorni di gare ha conquistato il terzo posto assoluto nella categoria 115, che gli è valso la medaglia di Bronzo (nelle immagini a lato, alcuni momenti della premiazione).
Ottima anche la prestazione nello stesso concorso e nella medesima categoria della cavallerizza Ludovica La Rocca, altra allieva del Centro Ippico "Equitando". Il Centro Ippico di Canicatti, guidato da Alessandro Ceccarelli, ha partecipato con soddisfazione ai recenti Campionati Nazionali tenutesi a Cattolica (Rimini), facendo emergere le allieve Ludovica la Rocca, Nicole Grado e Marta Vitale.
  

Carmelo Arnone
22 ottobre 2020
© Riproduzione riservata.
  

 

Vincenzo Mancuso
Vincenzo Mancuso
Vincenzo Mancuso
Sul podio
Ludovica La Rocca
Ludovica La Rocca
 
Ludovica La Rocca
Ludovica La Rocca
 

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21/10/2020

Tasse. Contribuenti morosi: approvata la riscossione coattiva di IMU, TARI, TOSAP e ICP 2014

 

Riscossione coattiva

Il Comune di Grotte ha approvato i ruoli coattivi relativi ai tributi comunali IMU, TARI, TOSAP e ICP per l'anno 2014, resi esecutivi mediante la firma del Funzionario responsabile e la trasmissione all'Agenzia delle Entrate - Riscossione.
L'IMU (Imposta Municipale Unica) è applicata sulla componente immobiliare del patrimonio (esclusa la prima casa).
La TARI (Tassa sui Rifiuti) è la tassa relativa alla gestione dei rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento, a carico dell'utilizzatore.
La TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) è un tributo che viene applicato per le occupazioni di qualsivoglia tipologia dei beni del demanio o del patrimonio indisponibile dei Comuni e delle Province come strade, piazze, parchi.
L'ICP (Imposta Comunale sulla Pubblicità) è una imposta consistente in una tariffa a metro quadro esposto.

Ai contribuenti che avevano "dimenticato" di pagare i tributi relativi all'anno 2014, a seguito delle attività di accertamento erano stati notificati entro il 31 dicembre 2019 gli avvisi di pagamento. Dopo aver effettuato i controlli degli incassi sui provvedimenti di liquidazione emessi nei confronti dei contribuenti morosi, il Comune ha proceduto alla redazione di ruoli coattivi, per poter giungere alla riscossione delle ulteriori somme.
Prossimamente
l'Agenzia delle Entrate - Riscossione provvederà all'emissione delle cartelle di pagamento. Decorsi 30 giorni dalla notifica dell'ingiunzione fiscale senza che venga effettuato il pagamento, verranno avviate le procedure di riscossione coattiva, cioè il recupero forzato dei crediti tramite uno dei seguenti provvedimenti:
-
il fermo amministrativo (iscrizione del fermo del bene mobile registrato - autoveicolo - nel Pubblico Registro Automobilistico; dopo l’arrivo dell’ingiunzione, contenente l’intimazione al pagamento del tributo nei 30 giorni successivi, viene eseguito il fermo amministrativo del veicolo, senza la necessità di ulteriori comunicazioni);
- il pignoramento presso terzi (si procede con l’espropriazione forzata di beni che solo in futuro entreranno nella disponibilità del debitore, come ad esempio lo stipendio, la pensione o anche il trattamento di fine rapporto);
- il pignoramento di beni mobili o immobili (atto con il quale inizia la procedura di espropriazione forzata);
- l'iscrizione ipotecaria (l’ipoteca rappresenta il diritto di prelazione su un bene, volta a tutelare il creditore contro il pericolo di insolvenza. Con l’iscrizione ipotecaria nei registri immobiliari il creditore si tutela, in caso di espropriazione del bene, avendo un diritto di ricevere la soddisfazione con preferenza  rispetto ad eventuali altri creditori).
 
Redazione
21 ottobre 2020.
  

 

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19/10/2020

Chiesa. Programma delle attività ecclesiali più rilevanti della settimana

 

Chiese di Grotte
 

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti.

Lunedi 19 ottobre
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 18.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Vespri.

Martedi 20 ottobre
- ore 19.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, lettura meditata e pregata della Parola di Dio: "Parole e gesti di Dio" Gen. 2;
- ore 20.15, nei locali della chiesa San Francesco, catechesi per adulti a cura del Cammino Neocatecumenale.

Mercoledi 21 ottobre
- ore 21.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, Adorazione silenziosa.

Giovedi 22 ottobre
- ore 09.00, nella chiesa San Francesco, santa Messa; a seguire, Adorazione eucaristica e confessioni sino alle ore 12.00;
- ore 09.30, in chiesa Madre, preghiera delle famiglie;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa ed esposizione eucaristica;
- ore 20.00, in chiesa Madre, Adorazione eucaristica.

Venerdi 23 ottobre
- ore 20.15, nei locali della chiesa San Francesco, catechesi per adulti a cura del Cammino Neocatecumenale.

Numero di fedeli consentito nelle chiese di Grotte:
- chiesa Madre: 112
-
chiesa Madonna del Carmelo: 60
-
chiesa San Rocco (Villetta San Pio): 25
Disposizioni particolari:
- non è consentito l'ingresso a persone con una temperatura corporea pari o superiore a 37,5° o che hanno avuto contatti con persone positive a SARS-COV2 nei giorni precedenti.
I fedeli hanno l'obbligo di:
- entrare ed uscire dalla chiesa rispettando la distanza di 1,5 metri dagli altri fedeli;
- indossare la mascherina;
- igienizzare le mani al dispenser situato all'ingresso;
- occupare il posto contrassegnato;
- mantenere la distanza di almeno 1 metro laterale e frontale dalle altre persone;
- evitare qualsiasi forma di contatto fisico;
- non dare il segno della pace;
- attenersi alle indicazioni del celebrante per ricevere la santa Comunione;
- depositare le offerte per la parrocchia negli appositi contenitori;
- non sostare in chiesa o sul sagrato dopo la celebrazione
.
  
Redazione
19 ottobre 2020.
  

 

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19/10/2020

Chiesa. Ciclo di catechesi per adulti, a cura del Cammino Neocatecumenale

 

Catechesi per adulti, a cura del Cammino Neocatecumenale
Avviso

A partire dal mese di ottobre 2020 e sino a tutto il periodo dell'Avvento, ogni martedi e venerdi dalle ore 20.15, presso la chiesa di San Francesco a Grotte, si svolgerà un ciclo di catechesi per adulti tenuto dai fratelli del Cammino Neocatecumenale.
L'annuncio dell'inizio delle catechesi è dato, da alcune coppie impegnate da anni nel Cammino, durante le Celebrazioni Eucaristiche domenicali nelle tre parrocchie grottesi. La riscoperta della propria fede, il cambiamento radicale di vita ed il desiderio di comunicarlo agli altri sono stati l'oggetto delle testimonianze.
Durante le catechesi sarà assicurato un servizio di animazione e custodia dei bambini.
 
Redazione
19 ottobre 2020.
  

 

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19/10/2020

Tasse. Imprenditori grottesi colpiti dalla crisi dovuta al Covid-19 esentati per il 2020 da IMU, TARI e TOSAP

 

Tributi comunali

Per venire incontro alle difficoltà degli operatori economici, enti ed associazioni, dovute alla sospensione delle attività a causa dell'emergenza Covid-19, la Regione Siciliana con la Legge 12 maggio 2020, articolo 11 comma 1, ha istituito un Fondo perequativo degli enti locali (con fondi extraregionali e del POC 2014/2020 per 300 milioni di euro) per "la compensazione delle minori entrate per i Comuni che dispongono la l'esenzione o la riduzione dei tributi locali, nonché per le concessioni di suolo pubblico e canoni di utilizzo" in favore degli operatori economici, enti ed associazioni.
Dal Fondo, al Comune di Grotte, nella Conferenza Regione-Autonomie locali del 16 luglio 2020, è stato assegnato l'importo di 251.385,36 euro.
L'Amministrazione comunale, con la delibera di Giunta n° 105 del 13 ottobre 2020, ha approvato la scheda - al fine di accedere al riparto dei fondi - contenente i dati relativi alle esenzioni/riduzioni/concessioni previste, che sono pari a 77.217,00 euro per TARI e IMU, 7.010,00 euro per TOSAP e 830,00 euro per canoni di utilizzo.
La riduzione andrà riconosciuta agli operatori economici, enti ed associazioni, all'approvazione del decreto di finanziamento e solo sotto forma di credito che sarà compensato con il tributo dovuto per l'anno 2021.
 
Redazione
19 ottobre 2020.
  

 

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18/10/2020

Letture Sponsali. "Nella quotidianità e nella semplicità"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Di chi siamo immagine?
In questa ventinovesima Domenica del tempo ordinario Gesù viene interrogato dai discepoli dei farisei e Lui risponde con un'altra domanda che spiazza anche noi.
Riflettendo sull'immagine della moneta mostrata, la domanda che risuona nei nostri cuori è la seguente: "noi sposi di chi/cosa siamo immagine? A chi rendiamo la nostra vita?".
Queste domande ci dovrebbero fare riscoprire le radici del nostro matrimonio cristiano, lo sposo e la sposa divenuti una sola carne sono immagine di Dio. Siamo stati creati per amare, come riflesso dell'Amore di Dio. E nel matrimonio sacramento l’uomo e la donna realizzano pienamente sulla terra questa vocazione. Quando un uomo, una donna celebrano il sacramento del matrimonio, su di loro Dio imprime i propri lineamenti, segni distintivi che qualunque uomo può riconoscere.
Ma come dice Gesù dobbiamo rendere a Dio quel che di Dio. Eccoci qui Signore, ti doniamo e ti affidiamo la nostra vita, i nostri figli, le nostre preoccupazioni e le ansie di questo momento storico particolare. Aiutaci ad essere testimoni coerenti. Il nostro compito è di mostrare Te agli altri con la nostra vita e con le nostre opere, non con l'apparenza, ma con il nostro stile di vita, nella quotidianità e nella semplicità.
Vera e Francesco

Punto chiave
Le Letture di questa domenica rappresentano il completamento ideale della Liturgia della Parola, ed in particolare del Vangelo, delle due domeniche precedenti.
Domenica 4 ottobre Gesù pronuncia la parabola della vigna e dei contadini malvagi che si appropriano dei frutti della vigna come fossero loro.
Un'interpretazione che possiamo dare a questa parabola è che noi possiamo godere dei frutti dell'Amore, ma l'Amore, quello con la "A" maiuscola, non ci appartiene: dobbiamo sempre tenere a mente che questo Amore discende da Dio e da Lui ci è dato in prestito perché lo facciamo fruttificare.
Ma perché l'Amore dia i suoi frutti - e qui siamo al Vangelo di domenica scorsa - di esso dobbiamo avere cura. Non possiamo trattarlo con superficialità, dandolo per scontato. Non possiamo mangiare al sontuoso banchetto che Dio ha preparato per noi con abiti sporchi e lisi, senza aver compiuto il sacrificio di lavarci del sudiciume e della lordura della giornata di lavoro.
E, infine, a questa immagine si lega, come un viatico, quella famosa del Vangelo di questa domenica: "... rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio...".
Il vero cristiano non teme il mondo e le sue lordure, ma sta bene attento a non lasciarsene contaminare nel suo intimo.
Gesù non pretende che viviamo nel mondo senza lasciarci sfiorare da esso e dalla sua caducità. Egli ci chiede di vivere nel mondo, avendo però la capacità di trascenderlo, di guardare oltre.
Ci esorta ad avere sempre ben chiaro in mente ciò che è di Dio e ciò che è del mondo, cioè "di Cesare" senza confondere questi due livelli.
Se tutto il nero e lo sporco del mondo non avranno invaso il nostro intimo e non avranno contaminato il nostro cuore, allora sarà facile, a sera, quando saremo chiamati a partecipare al pranzo di nozze in onore del figlio del re, ripulirci delle sozzure del mondo, che saranno rimaste in superficie e potranno facilmente essere lavate via; sarà facile, cioè, distinguere ciò che appartiene a Cesare e ciò che è di Dio.
Saremo nel mondo ma non saremo del mondo. E così anche il nostro amore per l'uomo o la donna che amiamo sarà fatto di cose terrene, ma sarà anche capace di superarle e di volgere il suo sguardo a Dio, che precede, sostanzia e giustifica ogni cosa.
Barbara e Adriano
 
Redazione
18 ottobre 2020.
  

 

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16/10/2020

Trasporti. Da Trapani Birgi nuovi voli per Forlì, la Grecia e l'Est Europa, con la compagnia aerea Lumiwings

 

Lumiwings
Lumiwings

La compagnia aerea greca Lumiwings approda a Trapani Birgi. Al TTG (Travel Trade Gazette) di Rimini sottoscritto da Airgest accordo per nuove rotte. Tra le destinazioni Forlì, la Grecia e l'Est Europa. Anche Tayaran Jet, al TTG, annuncia nuove rotte per l’aeroporto Vincenzo Florio.
Il management di Airgest, al TTG Travel Experience (fiera del turismo di Rimini, dal 14 al 16 ottobre 2020), ha siglato un accordo con l'accountable manager di Lumiwings, Dimitrios Kremiotis, che porterà la compagnia aerea a volare da e per l'aeroporto di Trapani Birgi.
Lumiwings, compagnia privata con licenza greca fondata nel 2015, opererà dalla prossima estate 2021, con la probabilità di inserire qualche volo già nell’inverno 2020-2021. Tra le destinazioni previste, Forlì, che è la base operativa della compagnia, la Grecia e altre mete dell'Est Europa.
Siamo soddisfatti del lavoro svolto per intensificare il traffico su Trapani Birgi - ha commentato Salvatore Ombra, presidente di Airgest, società di gestione dell'aeroporto Vincenzo Florio -. Lumiwings è un'ulteriore compagnia che si aggiunge al pannel dell'aeroporto dopo Albastar, Tayaran Jet, Ryanair, Blue Air,  Corendon e DAT, per un totale al momento di 13 rotte confermate. E per la prossima estate, epidemia permettendo, contiamo di ampliare il ventaglio di destinazioni internazionali”.
Il TTG è stato anche l'occasione per il management di Airgest, di incontrare Gabriele Giannone (direttore generale) e Antonella Failla (direttore commerciale) di Tayaran Jet, compagnia aerea aggiudicataria di tre rotte in continuità territoriale: Ancona, Perugia e Trieste. “Un confronto interessante - sottolinea il presidente Salvatore Ombra - che ha portato alla definizione di un network di ulteriori rotte, in aggiunta a quelle onerate, che saranno comunicate in occasione di una prossima conferenza stampa, prevista entro la fine di ottobre
.
  
Redazione
16 ottobre 2020.
  

 

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15/10/2020

Racalmuto. Due lavoratori in meno per il servizio di igiene ambientale; nota dei rappresentanti sindacali

 

raccolta differenziata porta a porta

Le rappresentanze sindacali della FIADEL (Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali) - sezione di Agrigento, con un comunicato ufficiale, esprimono preoccupazione per la riduzione di due unità lavorative impegnate nel servizio di igiene ambientale nel Comune di Racalmuto. Le preoccupazioni riguardano la salvaguardia dei posti di lavoro e la qualità del servizio reso ai cittadini. Al momento due richieste di incontro con l'Amministrazione comunale di Racalmuto, datate 30 settembre e 7 ottobre, sono rimaste senza risposta. Di seguito il comunicato.

*****

"Oggetto: Servizio di Igiene Ambientale, riduzione dell'impiego di due unità lavorative presso il Comune di Racalmuto.

La scrivente 0. S.,

premesso

     che in data 14 settembre 2020 ha richiesto un incontro urgente per garantire la salvaguardia occupazionale e ricercare delle soluzioni impegnative e responsabili, in un contesto complessivo che si verrebbe a caratterizzare per l'instabilità economica e occupazionale dei lavoratori impegnati nel cantiere di Racalmuto, la riduzione dell'impegno lavorativo di n. 2 unità operato per conto dell'Amministrazione, abbasserà il livello di qualità del servizio di raccolta differenziata porta a porta e di conseguenza i risultati ottenuti per il raggiungimento delle percentuali di differenziata, rendendo un grave disagio ai cittadini utenti, bisogna affrontare la questione sopra elencata scongiurando la possibilità di perdita di posti di lavoro che si verrebbe a creare con il trasferimento del personale, che renderebbe il servizio alla collettività inefficiente inefficace e carente;
     che in data 07 ottobre 2020 ha reiterato la richiesta di un incontro urgente;

Considerato

     che l'Amministrazione Comunale di Racalmuto a tutt'oggi fa orecchie da mercante nel convocare la scrivente per risolvere il problema della carenza di funzionalità del servizio rendendolo obsoleto, la scrivente precisa che se il servizio reso alla città risulta carente inefficace ed inefficiente non è da additare ai lavoratori ma bensì alla cattiva gestione dell'Amministrazione nell'affrontare la problematica".
  

 

   

Il Rappresentante Territoriale provinciale
Vincenzo Lo Re
 

 

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14/10/2020

Servizi. Richiesta avviamento lavoratori forestali

 

Centro per l'impiego
Centro per l'impiego

Con una nota ufficiale, il Dirigente del Centro per l'Impiego di Canicatti, ing. Vincenzo Rinaldi, ha comunicato che è stata avviata la richiesta del nulla-osta per 1 lavoratore forestale. Gli interessati possono inviare i giustificativi entro le ore 11.00 di venerdi 16 ottobre 2020.

*****

"Oggetto: Avviso pubblicazione richiesta avviamento lavoratori forestali.

Si comunica che il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale Servizio 9 Servizio per il Territorio di Agrigento, giusta nota prot. n. 101141 del 05/10/2020, ha richiesto un nulla-osta per l'avviamento di n. 01 lavoratore forestale 78/sta con la qualifica di B.A. da avviare presso il cantiere dei comune di Licata.
I lavoratori interessati, debitamente inseriti in graduatoria possono far pervenire entro le ore 11.00 del giorno 16/10/2020 eventuali giustificativi (malattia, infortunio o altre cause di forza maggiore) all'indirizzo di posta elettronica sc03c00@regione.sicilia.it
.
  

 
 

 

Il Dirigente del CPI
Ing. Vincenzo Rinaldi
 

 

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14/10/2020

Attualità. "Da una società di soci a una comunità di fratelli"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

*****

È una lettera sconcertante e potente questa enciclica “Fratelli tutti” che papa Francesco, facendosi “trasformare” dal dolore del mondo nei lunghi giorni della pandemia, ha scritto a una società che invece mira a costruirsi “voltando le spalle al dolore”.
Per questo la figura emblematica che fa l’identità di questa enciclica, prima ancora che quella di Francesco d’Assisi, è quella del Samaritano, che ci pone di fronte a una scelta stringente: davanti all’uomo ferito (e oggi sempre di più ci sono persone ferite, tutti i popoli sono feriti) ci sono solo tre possibilità: o noi siamo i briganti, e come tali armiamo la società dell’esclusione e dell’inequità, o siamo quelli dell’indifferenza che passano oltre immersi nelle loro faccende e nelle loro religioni, o riconosciamo l’uomo caduto e ci facciamo carico del suo dolore: e dobbiamo farlo non solo con il nostro amore privato, ma col nostro amore politico, perché dobbiamo pure far sì che ci sia una locanda a cui affidare la vittima, e istituzioni che giungano là dove il denaro non compra e il mercato non arriva.
Ci si poteva chiedere che cosa avesse ancora da dire papa Francesco dopo sette anni di così eloquenti gesti e parole, cominciati a Lampedusa e culminati ad Abu Dhabi nell’incontro in cui si è proclamato con l’Islam che “se è uccisa una persona è uccisa l’umanità intera”, ragione per cui non sono più possibili né guerre né pena di morte (e per Francesco neanche l’ergastolo, che “è una pena di morte nascosta”, e tanto meno le esecuzioni extragiudiziarie degli squadroni della morte e dei servizi segreti).
Ebbene, la risposta sul perché dell’enciclica è che ormai non si tratta di operare qualche ritocco qua e là, ma si tratta di cambiare il paradigma dell’umano, che regge tutte le nostre culture e i nostri ordinamenti: si tratta di passare da una società di soci a una comunità di fratelli.
Perciò questa seconda lettera (l’altra è stata la “Laudato sì”, mentre la prima era in realtà di Ratzinger) non è un’enciclica sociale; solo una volta il papa si fa sfuggire di aver scritto un’“enciclica sociale”; in realtà essa non ha nessuna somiglianza con il “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” fatto pubblicare nel 2004 da papa Wojtyla, in cui si pretendeva di definire per filo e per segno tutto ciò che si doveva fare nella società.
Questa invece è un’enciclica sull’amore perché passare da soci a figli vuol dire passare dalla ricerca dell’utile all’amore senza ragione: i migranti non si devono accogliere perché possono essere utili, ma perché sono persone, e i disabili e gli anziani non si devono scartare perché una società dello scarto è essa stessa inumana.
Poiché è sull’amore, questa è un’enciclica laica, anzi di una straordinaria laicità, perché l’amore non si lascia irretire in un solo stampo, in una sola proposta, in un unico codice.
È impressionante come papa Francesco lasci aperte sempre altre possibilità, altre considerazioni del reale, altre strade possibili, perfino dinanzi al peccato e all’errore; sempre è invocata la pluralità, mai il relativismo, sempre il gusto delle differenze, dell’inedito, del non ancora compreso; il poliedro, mai la torre di Babele, dalla pretesa unificante.
Ci vuole fantasia per costruire la società fraterna e non è facile passare dal “legame di coppia e di amicizia” all’accoglienza verso tutti e all’”amicizia sociale”.
Alle volte sembra di leggere una lezione di laicità al mondo, alle culture fissiste, come il liberismo, che fa della proprietà privata, che è “un diritto secondario”, un valore primario e assoluto, mentre originario e prioritario è il diritto all’uso comune dei beni creati per tutti; come c’è una lezione al populismo e al nazionalismo, incapaci di farsi interpellare da ciò che è diverso, di aprirsi all’universalità, chiusi come sono nei loro angusti recinti come in “un museo folkloristico di eremiti localisti”; il male è che così si perdono proprio beni irrinunciabili come la libertà o la nazione: l’economia che si sostituisce alla politica non ha messo fine alla storia ma ruba la libertà; e con la demagogia il rischio è che si perda il concetto di popolo, “mito” e istituzione insieme, a cui non si può rinunziare perché altrimenti si rinunzia alla stessa democrazia.
La stessa fraternità, dice Francesco, va strutturata in un’organizzazione mondiale garantista e efficiente, sotto “il dominio incontrastato del diritto”, anche se un progetto per lo sviluppo di tutta l’umanità “oggi suona come un delirio”.
Mentre l’enciclica si distribuiva in piazza san Pietro ed era tolto l’embargo, nelle chiese si leggeva, tra le letture del giorno, questa frase del profeta Isaia: “Egli (il Signore) si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”.
Sembrava un giudizio scritto per l’oggi, mentre Francesco è assediato, fin dentro al tempio, da mercanti e falsi difensori della fede.
È forse questo il segreto di questa enciclica: c’è, per un mondo malato, dove “tutto sembra dissolversi e perdere consistenza”, da giocare l’ultima carta, cambiare i soci in fratelli; si potrà poi essere anche cattivi fratelli, incapaci di memoria, di pietà, di perdono, però tutti si riconosceranno investiti della infinita dignità dell’umano, questa verità che non muta, accessibile a tutti e obbligante per tutti.
Ma per essere fratelli ci vuole un padre.
Perciò tutto il ministero di papa Francesco è volto a “narrare” al mondo la misericordia del Padre; lui che è il primo pastore della religione del Figlio, si mette nei panni del Figlio (com’è del resto suo compito) per recuperare la religione del Padre, per dare agli uomini un Padre in cui si riconoscano finalmente fratelli.
Una cosa così “religiosa” che la voleva perfino la Rivoluzione francese; solo che, dice ora papa Francesco, se la fraternità non si esercita veramente anche la libertà e l’uguaglianza sono perdute.
E il mondo, ora, sarebbe perduto con loro.

    

Raniero La Valle
14 ottobre 2020.
  

 

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13/10/2020

Trasporti. "C'è stato un tempo in cui viaggiavo"; di Carmelo Arnone

 

Carrozza ferroviaria
Carrozze Trenitalia

C'è stato un tempo in cui viaggiavo, per studiare. Prendevo il treno.
Ogni mattina alle sei in punto sveglia, poi lavarsi, vestirsi, mangiare, prendere i libri e via, giù di corsa per gli angusti vicoli di San Rocco e lungo il corso sino alla Stazione. A piedi, come la maggior parte dei miei coetanei.
Pochissimi venivano accompagnati in auto, qualcuno aveva il motorino, la maggior parte se la faceva a piedi.
A quei tempi i genitori consideravano un privilegio mandarti a studiare ad Agrigento piuttosto che lasciarti con la scuola media; lo concedevano a condizione che ogni anno tu fossi promosso, altrimenti se a giugno non passavi, il tuo destino era segnato: la campagna o "la muratura" per i ragazzi, la sarta o "li sirbizza intra" per le ragazze.
Le mattinate invernali erano fredde e quelle lunghe camminate a passo svelto riscaldavano.
Alla Stazione ci si riuniva in capannelli, prima dell'arrivo del treno, poi tutti davanti alle porte in attesa che si aprissero per cercare di accaparrarsi un posto a sedere.
I posti non bastavano mai, già allora come - mi raccontano - nei decenni precedenti.
In genere la maggior parte erano occupati dai ragazzi di Racalmuto. Ogni mattina ad ogni passo la stessa domanda: "Libero?" e la stessa risposta: "Occupato". A meno che a fare la domanda non fosse una ragazza, in quel caso il posto "occupato" ritornava immediatamente "libero". Perché lo stato del posto non era un dato oggettivo, dipendeva da chi fosse a porre la domanda.
Occupati tutti i posti a sedere non rimaneva che affollarsi in piedi lungo il corridoio o tra una carrozza e l'altra davanti alle porte.
Da allora di anni ne sono trascorsi, il numero di studenti è aumentato, i posti no.
La generazione successiva alla mia ha continuato a prendere il treno per andare alle superiori ad Agrigento, ma i tempi erano già cambiati: eravamo noi genitori ad accompagnare i figli in auto alla Stazione, pochi i ragazzi in motorino, pochissimi - solo chi abitava nei pressi - quelli a piedi.
Ad ogni inizio di anno scolastico si ripetevano immancabilmente le stesse scene di protesta per la scarsa capienza delle carrozze ferroviarie rispetto al numero di studenti-viaggiatori; proteste che assumevano due forme: lo sciopero - cioè il rifiuto di salire a bordo - o il sit-in - mettersi in gruppo davanti al treno per impedirgli di proseguire la sua corsa -.
In entrambi i casi, salvo l'arrivo dei Vigili, del Sindaco e certe volte di una volante della Polfer di Agrigento, tutto si risolveva con un nulla di fatto.
I giornali dei giorni successivi riportavano la notizia, l'intervista al Sindaco, la foto del treno fermo. E poi nulla più.
Che io ricordi, mai che le FS (una volta FF.SS.) e poi Trenitalia prendessero seriamente in considerazione le rimostranze. Qualche giorno di mugugni e, placati gli animi, ci si rassegnava, come sempre.
Rispetto al passato, l'inizio dell'anno scolastico 2020/2021 ha portato una novità: il divieto di assembramento e, di conseguenza, la riduzione del numero di posti disponibili sulle carrozze ferroviarie.
Trenitalia avrà provveduto - dal numero di abbonamenti venduti - a quantificare in tempo i posti necessari a coprire il servizio di trasporto richiesto? Non risulta. Anzi.
Nonostante i genitori degli studenti si siano mossi in anticipo rispetto all'inizio dell'anno scolastico ed i Sindaci di Grotte e Racalmuto abbiano sollecitato in ogni modo gli Enti interessati affinché dessero una risposta concreta alle legittime richieste, non si è ottenuto che un effimero palliativo: l'attivazione temporanea di qualche corsa integrativa con autobus.
Non mi sono meravigliato dei pubblici ringraziamenti, giunti da più parti, ai vertici regionali di Trenitalia per la concessione - bontà loro - di qualche corsa di autobus. Così come non mi sono meravigliato delle successive rimostranze per il protrarsi dello stato di disagio dovuto all'insufficienza delle misure adottate.
Ogni tanto leggo di "Carta dei Servizi", di "Diritti del Viaggiatore", di "Mission dell'Azienda" e di "Customer satisfaction" e mi torna alla mente il ritornello di una canzone di Mina con Alberto Lupo: "Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi".
Dal rapporto di Legambiente "Pendolaria 2020" leggo che i passeggeri sui treni siciliani da gennaio a settembre del 2019 sono stati circa 930.000, cresciuti del 12,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, più che in ogni altra parte d'Italia.
Eppure in Sicilia negli ultimi dieci anni per la mobilità ferroviaria sono stati spesi soltanto 2,80 euro per abitante, la cifra più bassa in Italia; tanto per dire, nello stesso periodo sono stati spesi 128 euro per abitante in provincia di Bolzano, 16 euro per abitante in Lombardia, 8 euro per abitante in Puglia.
In Sicilia i treni regionali sono un quinto di quelli che circolano in Lombardia (486 corse al giorno contro le 2.560) e l'87 per cento delle tratte è ancora a binario unico.
Da Ragusa a Palermo in treno si impiegano quattro ore e mezza, da Siracusa a Trapani addirittura 11 ore e 21 minuti.
Da Agrigento a Palermo, nonostante la domanda sia costantemente superiore all'offerta, diverse decine di pendolari giornalmente rimangono in piedi (annusando gli olezzi dei bagni, dato che ad Agrigento non è previsto il servizio di scarico dei liquami). Su questa tratta RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha speso 70 milioni di euro negli ultimi dieci anni - basta vedere i lavori effettuati alla Stazione di Aragona Caldare - per ridurre di circa 20 minuti la percorrenza che invece oggi è aumentata di cinque minuti.
Il rapporto di Legambiente "Pendolaria 2020" individua anche la responsabilità della Regione, che avrebbe dovuto individuare risorse nel proprio bilancio da aggiungere a quelle statali per potenziare il servizio (più treni in circolazione) e per il materiale rotabile (i treni nuovi o riqualificati). Ma in molte Regioni, dopo i tagli statali, non sono stati fatti interventi per recuperare le risorse. La Sicilia anche in questo è maglia nera.
Se in media le regioni italiane hanno investito lo 0,33 per cento del proprio bilancio (con Lombardia e Alto Adige che superano l'1 per cento), la Sicilia si ferma allo 0,14 per cento, nonostante nell'isola, nel 2019, 42.000 passeggeri al giorno abbiano scelto il treno.
Quanto poco la Regione Siciliana, Trenitalia ed RFI abbiano a cuore il benessere dei viaggiatori dell'Isola lo hanno dimostrato nel corso degli anni, e continuano a dimostrarlo.
C'è stato un tempo in cui viaggiavo, per studiare; continuo a farlo per andare al lavoro. Vado in auto. Prenderei volentieri il treno, ma un treno non c'è.
  

Carmelo Arnone
13 ottobre 2020
© Riproduzione riservata.
  

 

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11/10/2020

Musica. "Sophie's Lullaby" del M° Salvatore Lo Presti pubblicato dalla casa discografica "INRI Classic"

 

The shape of piano to come
Copertina

M° Salvatore Lo Presti
M° Salvatore Lo Presti

È in uscita il prossimo 6 novembre 2020 la prima compilation per pianoforte edita dalla "INRI Classic" con venti musicisti da sei Paesi del mondo. Venti giovani talenti per ridisegnare i confini della musica crossover, in bilico fra ambito colto e pop.
Tra i 20 giovani compositori, il M° Salvatore Lo Presti con la sua "Sophie's Lullaby" (ascolta il brano).
Si chiama "The shape of piano to come, vol. I", la prima compilation per pianoforte della "INRI Classic", l’etichetta con vocazione internazionale dedicata alla musica strumentale e nata con lo scopo di guardare al mondo della musica classica in modi inaspettati. Nel solco della lunga tradizione del minimalismo, “The shape of piano to come” presenta al pubblico brani originali che rappresentano la bellezza e l’innovazione del mondo pianistico contemporaneo, con musicisti in grado di unire tradizione classica e avanguardia.
“The shape of piano to come” contiene i seguenti brani:
1. Dominique Charpentier, La mer au Fond de tes yeux
2. Francesco Taskayali, Love Is Likely To The Wind
3. Rita Ciancio, Per Amore
4. Salvatore Lo Presti, Sophie’s Lullaby
5. Marco Rollo, Borders
6. Franco Robert, Mustio
7. Eva Bezze, Senza Tempo
8. Francesco Nigri, Latency
9. Igor Longhi, Rapsodia
10. Angel Ruediger, Gaia
11. Cucina Sonora, Fragile umbilico
12. Manuel Zito, My Little Town
13. Vincenzo Crimaco, Carpe Diem
14. No Mindless Scroll, Alado
15. Lena Natalia, View From The Shore
16. Emiliano Blangero, Oltre
17. Francesco Maria Mancarella, The Oceans
18. Javi Lobe, Saudade
19. Alberto Cipolla, La Fenêtre
20. Davide De Angelis, Fantasia.
La pubblicazione collettiva sarà disponibile in un vinile a tiratura limitata, mentre dal 21 settembre sono stati rilasciati tre brani a settimana su tutte le piattaforme streaming; un susseguirsi di uscite digitali che permette di conoscere più da vicino tutti gli artisti coinvolti grazie ad approfondimenti dedicati. Attraverso una rete di partner sul territorio italiano e internazionale, obiettivo di "INRI Classic" è quello di arrivare, brano dopo brano, a quante più orecchie e cuori possibili, tracciando un percorso che guarda con rispetto al passato, ma anche al futuro, sui tasti del pianoforte.
A fianco di questo nuovo progetto della casa discografica torinese si consolida il sodalizio con Radio Monte Carlo, emittente da sempre sensibile allo scenario minimalista e alle sue contaminazioni e oggi radio partner dell’iniziativa.
  
Redazione
11 ottobre 2020.
  

 

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11/10/2020

Letture Sponsali. "Dio non pretende niente in cambio"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Amore è… essere degni.
Nel vangelo di domenica scorsa Gesù ci ammoniva sulla necessità di trattare i frutti della vigna del Signore come qualcosa di cui possiamo godere, ma che non ci appartiene. Dio ci ha dato la capacità di amare, ma l'Amore è di Dio.
Dobbiamo godere dell'amore per la nostra amata o il nostro amato, ma anche averne cura, perché il nostro amore è di Dio. Ed è ciò - la cura - che spiega la reazione severa del re nei confronti del convitato a nozze che non indossava l'abito nuziale della parabola del Vangelo di oggi. Non è una questione di "forma", di etichetta, e men che meno di salvaguardia delle apparenze.
Sappiamo bene che Gesù non bada alle apparenze e volge sempre il suo sguardo al nocciolo delle cose.
Questa è la cura di cui si diceva prima: non possiamo trattare l'amore che Dio ci ha dato in prestito - in prestito, non in dono! - con superficialità o arroganza, dandolo quasi per scontato.
Possiamo mangiare le carni gustose dei buoi e degli animali ingrassati che Dio ha fatto uccidere e preparare per noi, per il banchetto di nozze cui ci ha invitati a partecipare.
Dio non pretende niente in cambio, se non lo sforzo sincero e convinto di esserne degni. E, dunque, indossare l'abito di nozze smette di essere una mera questione di esibizionismo e diventa una questione di sostanza: è il rispetto, l'attenzione, la cura che abbiamo per il nostro sposo e la nostra sposa.
É anche il sacrificio che, per lui o per lei, siamo disposti a sopportare: è evidente, la fatica di prepararsi, lavarsi, farsi belli e indossare abiti che ci costringono, la cravatta che ci stringe il collo, le scarpe da cerimonia che ci fanno male ai piedi.
Ma è soprattutto la consapevolezza che pranzare al banchetto di Dio, al banchetto di grasse vivande, vini eccellenti e raffinati e cibi succulenti che Dio ha fatto preparare per noi, è un qualcosa di cui dobbiamo essere grati e, ancor di più, di cui dobbiamo essere degni. Un qualcosa che non dobbiamo dare per scontato. Qualcosa di cui dobbiamo gioire. Se bontà e fedeltà ci saranno compagne, abiteremo sempre nella casa del Signore e potremo godere dell'amore e della cura che Egli ha per noi.
Barbara e Adrian
o

Punto chiave
Il vangelo di questa domenica, come quelli precedenti, illustra una serie di immagini e situazioni che ci fanno capire cosa sia il regno dei cieli.
Esempio calzante è quello del banchetto nuziale: Dio è un padre che prepara le nozze del Figlio e convoca gli invitati.
Ci siamo noi dietro quegli invitati, noi che invece di gioire e preparaci alla festa, al ricevimento, accampiamo scuse, pensiamo alle nostre piccole esigenze invece di godere della vera gioia offertaci dal Signore.
Attenzione: una chiamata, un invito, come in questo caso, esigono un cambiamento radicale della propria vita; potrà partecipare alla festa di nozze solo chi indossa l’abito nuziale, quello elegante, di chi ha capito che nulla è più come prima.
Cosa è questo abito? È il cambio di passo, è il mutamento del cuore, è la conversione.
Dopo che sei stato invitato, non puoi rimanere quello di prima, l’invito di Dio esige una conversione continua del cuore.
Gloria e Luciano

 
Redazione
11 ottobre 2020.
  

 

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10/10/2020

Servizi. Aggiornamento delle graduatorie dei lavoratori forestali; presentazione "Modello Unico"

 

Centro per l'impiego
Centro per l'impiego

Con una nota ufficiale, il Dirigente del Centro per l'Impiego di Canicatti, ing. Vincenzo Rinaldi, ha comunicato che, per l'aggiornamento delle graduatorie uniche dei lavoratori forestali, è necessario che gli interessati presentino entro il 15 novembre il "Modello Unico".

*****

"Oggetto: Aggiornamento Graduatorie Uniche Lavoratori Forestali Art.12 L.R. N° 5/2014. Presentazione Modello Unico valido per la graduatoria anno 2021.

Si comunica che entro il 15 novembre 2020 i lavoratori forestali che intendono rimanere inclusi nei contingenti Distrettuali di appartenenza, previsti dalla L.R. n. 16/96 come modificata ed integrata dalla L.R. 14/06 e dall'art. 12 L.R. 5/2014, devono presentare una dichiarazione di riconferma tramite apposito "Modello UNICO".
Si precisa che il modello, a causa emergenza COVID-19, potrà essere inoltrato dai lavoratori al seguente indirizzo e-mail del CPI di Canicattì scO3c0O@regione.sicilia.it.
Si ricorda che la mancata presentazione a mezzo e-mail della superiore dichiarazione camporta la automatica cancellazione dai rispettivi contingenti di appartenenza
.
  

 
 

Il Funzionario direttivo
Dott. Tommaso Vergopia

Il Dirigente del CPI
Ing. Vincenzo Rinaldi
 

 

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07/10/2020

Chiesa. Celebrato il primo anniversario di sacerdozio di don Rosario Bellavia

 

Don Rosario Bellavia
Don Rosario Bellavia

Don Rosario Bellavia
Don Rosario Bellavia

"Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo". Queste parole del salmo 115 (versetti 12-14) sono quelle sgorgate da cuore di don Rosario Bellavia quando, nella santa Messa celebrata questa mattina nella chiesa parrocchiale della Madonna del Carmelo in Grotte, ha innalzato al cielo lo sguardo per ringraziare e benedire.
Il 7 ottobre 2019, proprio un anno fa, nella cattedrale di san Gerlando, il giovane diacono - dopo lunghi anni di preparazione e discernimento - veniva consacrato sacerdote con l'imposizione delle mani dell'arcivescovo di Agrigento Sua Eminenza il card. Francesco Montenegro.
Stamattina don Rosario, vicario parrocchiale dell'Unità pastorale di Grotte e animatore della parrocchia Madonna del Carmelo, insieme ai fedeli, ha celebrato la santa Messa in ringraziamento per il dono del sacerdozio e per il compimento di un anno di attività pastorale. In questo breve periodo il giovane sacerdote è riuscito a conquistare il cuore dei parrocchiani, a dare nuovo intenso impulso alla Corale (la scorsa domenica numerosi giovani coristi e strumentisti hanno vissuto il rito dell'ammissione) ed a programmare il prossimo avvio dell'oratorio. Oltre alla conduzione delle attività liturgiche e pastorali.
Le sue omelie, impostate su solide basi bibliche, teologiche e patristiche, con non rari riferimenti ai più autorevoli filosofi, alimentate dalla preghiera e presentate con un linguaggio accessibile, riescono a fare breccia nelle menti e soprattutto nei cuori degli ascoltatori.
Una ulteriore santa Messa di ringraziamento per il primo anniversario di sacerdozio di don Rosario verrà celebrata in forma più solenne, alla presenza delle Autorità cittadine, sabato 10 ottobre alle ore 18.00 in chiesa Madre.
(Nelle foto a lato, alcuni momenti della celebrazione di stamattina).
  

Carmelo Arnone
7 ottobre 2020
© Riproduzione riservata.
  

 

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05/10/2020

Racalmuto. Presentazione del libro "Fake News" di Francesco Pira e Raimondo Moncada

 

Fake News
Manifesto

Si terrà il prossimo venerdi 9 ottobre 2020, a partire dalle ore 18.00 presso la Fondazione Sciascia di Racalmuto (Viale della Vittoria, 3), la presentazione del libro "Fake News"; sottotitolo "Manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale". Il testo, scritto a quattro mani da Raimondo Moncada (giornalista e scrittore) e Francesco Pira (sociologo e docente universitario) è edito da Medinova.
La manifestazione, nella quale interverranno Vincenzo Maniglia (sindaco di Racalmuto) e Antonio Liotta (editore), sarà coordinata da Enzo Sardo (assessore alla Cultura del Comune di Racalmuto). La prof.ssa Tiziana Messina converserà con gli autori.
  
Redazione
5 ottobre 2020.
  

 

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05/10/2020

Testimonianze. "Padre Gaetano Ciranni: uno dei figli prediletti della nostra Città"; del dott. Antonio Carlisi

 

Dott. Antonio Carlisi
Dott. Carlisi

Inno "Rogate", composto dal prof. Giuseppe Benedetto Napoli
Inno "Rogate"

Inno "Rogate", composto dal prof. Giuseppe Benedetto Napoli
Inno "Rogate"

Intitolazione via di Grotte a Padre Annibale Maria Di Francia
Foglietto-stampa

L'ardore di chi c'era, di chi ha visto e toccato con mano, di chi ha vissuto avvenimenti significativi della storia locale, di chi per tanti anni ha conservato gelosamente le tracce originali di quel vissuto ed oggi le restituisce generosamente - quale prezioso dono - all'intera collettività; questo è stato l'intervento del dott. Antonio Carlisi nella ricorrenza del centenario della nascita di padre Gaetano Ciranni. Parole che sono state testimonianza, ricordo, rievocazione di fatti e accadimenti; accompagnate dall'esposizione e consegna di veri e propri cimeli: il testo originale autografo dell'Inno "Rogate", composto dal prof. Giuseppe Benedetto Napoli. la partitura originale, il foglietto-stampa celebrativo dell'intitolazione di una via di Grotte a padre Annibale Maria Di Francia.
Pubblichiamo di seguito l'intervento del dott. Antonio Carlisi in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di padre Gaetano Ciranni. (Vedi la scopertura della targa in memoria, e il convegno, 1^ parte e 2^ parte).

*****

"Carissimi,
stiamo vivendo con sentimenti di autentica gioia questa giornata nel ricordo dei 100 anni della nascita di Padre Gaetano Ciranni. Una gioia pienamente condivisa con la nostra comunità, con la sorella Maria e gli altri familiari di padre Gaetano qua presenti, che anch'io saluto con grande affetto e tantissima stima.
Soprattutto con la presenza di una delegazione di sacerdoti rogazionisti guidati dal Superiore Generale della Congregazione padre Bruno Rampazzo; anche a voi il mio saluto cordiale.
Veda Padre Generale, padre Gaetano Ciranni è uno dei figli prediletti della nostra Città.
Della vostra Congregazione è stato un significativo punto di riferimento, un degno discepolo di Sant'Annibale Maria Di Francia. Un padre e un maestro.
Sessantasette anni di sacerdozio interamente dedicati alla diffusione del Regno di Dio, con un esemplare apostolato esercitato nelle varie case rogazioniste dove è stato chiamato a prestare il suo servizio.
Gli anni di guida della Congregazione quale Superiore Generale, dal 1974 al 1986, hanno costituito un periodo che risulterà fondamentale per la vostra crescita nel mondo, nella missionarietà, dando enfasi particolare alla dimensione carismatica del Rogate.
È stato un Sacerdote che ha amato e servito il Signore, la Chiesa e la Congregazione, con grande zelo, con una tenace forza di volontà, sempre impegnato, fino alla fine, pur nelle grandi sofferenze degli ultimi anni, cordiale ed attento verso i confratelli, umile e fedele al sacerdozio e alla vita consacrata.
Con Grotte, sua città natale, ha voluto mantenere legami vicinanza e di affetto.
Figlio di una sana, umile ed onesta famiglia grottese, che oltre a lui ha dato alla Chiesa e alla vostra Congregazione un altro sacerdote, il fratello Salvatore.
Nella sua vita sacerdotale, padre Gaetano, con la sua alta ed inequivocabile testimonianza di fede e di opere, ha meritato la fiducia e l'apprezzamento della Chiesa ed ha portato con sé il nome della natia Grotte al di fuori dei nostri angusti confini, rendendosi motivo di onore per la nostra cittadinanza tutta.
È per tutto questo che in occasione dei suoi 100 anni dalla nascita si è voluto ricordarlo con questa giornata, con quanto si è svolto stamattina: la santa Messa presieduta dal Superiore Generale padre Bruno Rampazzo, lo scoprimento la targa nella casa natale Via Washington, ed ora questo incontro pomeridiano di testimonianze e ricordi di coloro lo abbiamo conosciuto e che con lui abbiamo intrattenuto rapporti di sincera amicizia.
Spigolando qua e là nei ricordi, ci piace riandare alle diverse Sue presenze a Grotte.
Per più di una volta, ad esempio, accolse l'invito da parte del compianto don Giovanni Castronovo, a presiedere la celebrazione della santa Messa in occasione della festa della Madonna delle Grazie, con le omelie pervase da profonda commozione in quanto tratteggiate da veri e propri atti di amore verso Grotte, i grottesi, il ricordo dei cari genitori.
In particolare mi sovviene la speciale gioia di padre Gaetano e la sua intensa commozione, allorché domenica 24 settembre del 2000, al termine della santa Messa dinanzi la chiesetta della Madonna delle Grazie, a sua totale insaputa ed in presenza di grande partecipazione di popolo, padre Giovanni ed io, allora Sindaco, facemmo gli auguri per il compleanno, per i suoi 80 anni.
Accettò tremante i regali che per l'occasione offrimmo.
Come già ricordato, il 7 maggio 1989, per unanime volontà e deliberazione del Consiglio comunale di Grotte, padre Gaetano è stato insignito ufficialmente del riconoscimento di cittadino grottese si è particolarmente distinto, dando lustro e decoro alla nostra comunità.
Anche qua un discorso conclusivo di padre Gaetano, una lectio magistralis con continui richiami al Fondatore padre Annibale e al suo Carisma del Rogate.
Ciò che però maggiormente mi colpì, è quanto padre Gaetano ci propose qualche mese dopo il sopra citato riconoscimento, e cioè il suo vivo desiderio che Grotte, sua città natale, intitolasse una via del paese a padre Annibale, che già allora Giovanni Paolo II il 7 ottobre del 1990 aveva proclamato Beato.
Ci spiegava padre Gaetano che, nella distribuzione spaziale di un progetto urbanistico, le vie hanno una obbligatoria funzione logistica, ma hanno anche una funzione educativa e pedagogica, nel senso che i personaggi ai quali sono dedicate ed intitolate le vie cittadine si propongono a noi come “vie da percorrere” e “cammini da fare”; si configurano cioè come maestri e modelli emblematici da imitare.
E padre Annibale, ci spiegava ancora padre Gaetano, è stato modello, figura di cristiano che ha incarnato il progetto di amore verso i poveri, gli orfani, gli ultimi, i bisognosi, i diseredati, che il disegno di Dio ha voluto collocare in quel tempo, in quella sua storia di vita.
Accettammo la proposta, e il 23 novembre del 1991, alla presenza del Superiore Generale di allora, padre Pietro Cifuni, delle Autorità cittadine e anche stavolta con grande concorso di popolo, si solennizza l'evento dell’intitolazione di una via cittadina della parte alta del paese, una strada principale nei pressi dell’Ecce Homo a quella splendida figura di uomo e di prete, innamorato dei poveri e che alla sequela del Rogate svolse la sua missione terrena, venendo successivamente proclamato Santo il 16 maggio del 2004.
Anche in questa occasione dell'intitolazione una sorpresa fece commuovere e gioire il nostro padre Gaetano, allorché nel corso della santa Messa concelebrata da Egli stesso, da padre Cifuni e dai sacerdoti locali, il nostro indimenticato professor Giuseppe Benedetto Napoli eseguì, a conclusione della Messa stessa, un inno dedicato al Beato padre Annibale da Lui composto e musicato.
Un inno gioioso dal titolo “Rogate” che fece esplodere in un caloroso applauso comunità presente in chiesa Madre.

“ROGATE”
Piccolo inno al Beato Annibale Maria Di Francia

Spunta vivida la stella
nel bel cielo di Messina:
la sua luce, chiara e bella,
è un presagio di virtù.
Non si cura del casato
ma sull'umile si china:
la sua anima ha sposato
il Vangelo di Gesù.

O Beato Annibale,
Apostolo d'amore,
sei per ogni povero
il Padre, il Protettore.
Il tuo zelo intrepido,
l’immensa tua bontà
sono esempio fulgido
di vera carità!

Sono tristi e disperate
tante anime nel mondo:

“Padre Francia”, il tuo “Rogate”
vuol redimerle e salvar.
Sorgon sacerdoti e suore,
che, nel solco del tuo profondo,
animati dal tuo amore
cambieran l'umanità.

O Beato Annibale,
Apostolo d'amore,
sei per ogni povero
il Padre, il Protettore.
Il tuo zelo intrepido,
l’immensa tua bontà
sono esempio fulgido
di vera carità!

“Rogate, Rogate, Rogate”.

(Testo e musica di Giuseppe Benedetto Napoli).

Padre Generale, voglia accettare in dono il foglio originale ed ingiallito - con la firma autografa del compositore - dell'Inno, assieme foglietto-stampa che a centinaia di copie padre Gaetano ci inviò alcune settimane dopo l'evento dell'intitolazione, che distribuimmo a tutto il paese.
Un ultimo episodio voglio ricordare, di quando nel 1996 venne pubblicato libro professor Valenti su “Grotte, le sue origini e vicende storiche”.
Padre Gaetano, venutone a conoscenza, ne chiese una copia che lesse e si complimentò sottolineando testualmente come una comunità ha certezza di futuro, nella misura in cui è capace di tornare e fare tesoro delle proprie radici.
Concludo ricordando che, proprio perché spinti da questi legami, in occasione la scomparsa di padre Gaetano, la Municipalità di Grotte ha fatto affiggere per le strade cittadine un manifesto di cordoglio, ed il giorno dei funerali, lunedi mattina 28 luglio 2014, abbiamo partecipato alle esequie a Messina con il gonfalone della nostra Città listato a lutto e con il Sindaco che ha testimoniato, con un suo intervento, nella Basilica Santuario di Sant'Antonio, la partecipazione della nostra comunità.
Concludo davvero, esprimendo ancora una volta la soddisfazione di tutti noi per questa giornata di ricordo di una bella figura di Sacerdote, quella di padre Gaetano Ciranni, che contribuisce ad arricchire l'albo di quei grottesi che a Grotte e fuori di Grotte hanno onorato la nostra città.
Spero che il Superiore Generale, Bruno Rampazzo gli altri Suoi confratelli, portino con loro un bel ricordo di questa giornata e della nostra piccola e bella Grotte.
Grazie!".

 

   

Antonio Carlisi
 

 

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04/10/2020

Politica. "Retribuzioni ai lavoratori dei cantieri di lavoro regionali"; interrogazione del Gruppo M5S Grotte

 

Movimento 5 Stelle - Grotte

Il Gruppo consiliare M5S di Grotte ha presentato una interrogazione sul pagamento delle retribuzioni dei lavoratori che sono stati impegnati nei cantieri di lavoro regionali. Di seguito, il testo dell'interrogazione.

*****

"Al Sig. Sindaco del Comune di Grotte
 Alla Giunta Comunale

e.p.c. Al Presidente del Consiglio
         Al Consiglio comunale

Interrogazione

Oggetto: Retribuzioni spettanti lavoratori cantieri lavoro regionali.

Considerato che:
- da circa un anno sono stati completati i cantieri lavoro che hanno come finalità il "Contrasto alla Povertà": lavori dei cantieri regionali destinati a stimolare l'occupazione dei soggetti più svantaggiati e allo stesso tempo a realizzare piccole opere pubbliche per la riqualificazione delle città;
- le somme già previste dalla legge e nel merito i cantieri regionali hanno la finalità assistenziale di dare un sussidio economico;
- a tutt'oggi ai lavoratori dei cantieri non è stato corrisposto il pagamento dovuto.

Si chiede
per quale motivo a tutt'oggi non sono state corrisposte ai lavoratori dei cantieri le retribuzioni spettanti.
Si chiede altresì se non si ritiene opportuno e urgente, con la sospensione delle indennità di carica per gli amministratori, erogare i pagamenti dovuti ai lavoratori in considerazione anche della funzione economico-assistenziale dell'attività svolta.
Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio vedrebbero così solamente rinviate le indennità e si porrebbe rimedio ad una ingiustizia.

Della presente si chiede risposta scritta nei termini di legge ed orale al primo Consiglio comunale utile.

Grotte, 03/10/2020".

 

   

Per il Gruppo consiliare M5S Grotte
Angelo Costanza
 

 

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04/10/2020

Letture Sponsali. "Amore e avidità sono incompatibili"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

L’amore non è nostro.
La capacità di amare dell'Uomo precede l'uomo e, in tal senso, lo trascende. L'uomo non ha inventato l'amore, seppure lo ha scoperto e dall'alba dei tempi ha cercato di descriverlo nelle sue infinite sfaccettature. Così come l'uomo, senza l'aiuto dell'ingegno e della tecnica, sa camminare, correre e nuotare, ma non sa volare; così come sa scegliere, ma è anche costretto a dimenticare, allo stesso modo l'uomo ha una capacità innata e potenziale di amare.
Egli è, è fatto così. Dunque, l'amore è dell'uomo, ma non appartiene all'uomo.
A lui è affidata la possibilità di amare, non il possesso dell'amore. Credere e comportarsi come se non fosse così sarebbe come credere e comportarsi come quei contadini della parabola riferita da Gesù ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo nel vangelo di oggi: essi sono giudicati malvagi da coloro i quali condurranno alla croce il Figlio dell'Uomo perché si sono appropriati di qualcosa che non apparteneva loro - la vigna del Signore - arrivando ad uccidere persino il figlio del proprietario della vigna per la loro avidità.
Questa immagine getta luce, dunque, su un altro concetto fondamentale per la nostra riflessione sull'amore in chiave sponsale attraverso la Parola di Dio: amore non è ricevere, ma dare; non appropriarsi, ma donare.
Amore e avidità sono incompatibili tra di loro. Non si può trattare l'amato, che è tale in funzione dell'amore, con utilitarismo, possessività e opportunismo.
Ma come?
Il vangelo di oggi ci spiega anche questo: avere ben in mente che, anche se godiamo dei frutti della vigna, la vigna non è nostra, non ci appartiene.
Dio ci ha dato la capacità di amare e ce l'ha data come un padrone esigente che pretende che tale capacità non sia sperperata. I frutti della nostra vigna sono di Dio e, dunque, l'amore e la cura che abbiamo per il nostro amato o la nostra amata sono un po' anche l'amore e la cura che abbiamo - e che dobbiamo - a Dio.
Così, amando Dio nel nostro amato e amando il nostro amato in Dio, il nostro amore sarà completo, vero e fecondo dei frutti dell'amore di Dio per noi.
Barbara e Adriano

Punto chiave - Usufrutto, non proprietà.
Cari amici, le letture di oggi ci fanno riflettere su chi appartiene tutto ciò che abbiamo nella nostra vita terrena.
Come è capitato ai contadini, di cui parla il vangelo, spesso anche noi cadiamo nell’errore che ciò che Dio ci ha dato in questa vita terrena, appartenga sempre e comunque a noi.
Pensiamo che ci appartengano le cose materiali, che ci appartengano le nostre virtù, che ci appartengano gli altri e soprattutto che ci appartenga la nostra vita.
Invece noi siamo solo usufruttuari della “vigna” che Dio ci ha donato, non proprietari.
Possiamo usufruirne per farne frutto, ma saremmo degli stolti se pensassimo che sia nostra per sempre.
Aline e Christian

 
Redazione
4 ottobre 2020.
  

 

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03/10/2020

Tasse. "Evviva l'equità fiscale e il rispetto per il cittadino"; di Salvatore Ciccotto

 

Tasse

Commento del prof. Salvatore Ciccotto in merito all'IRPEF.

*****

"Condivido pienamente, direttore Carmelo Arnone la tua energica lamentela; io vorrei aggiungere la mia.
Chi per motivi di lavoro non vive a Grotte, già contribuisce a pagare al Comune le solite tasse, ora in più si aggiunge questa dell'Irpef.
È come mettere le mani nelle tasche dei cittadini per dei servizi che non si usufruiscono.
Evviva l'equità fiscale e il rispetto per il cittadino, tanto più se questi soldi servono per mantenere servizi comunali poco efficienti.
Complimenti al signor Sindaco e tutti coloro che l'hanno votato"
.
 

 

   

Salvatore Ciccotto
 

 

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03/10/2020

Comune. Iscrizione all'albo dei Presidenti di seggio elettorale; presentazione domande

 

Iscrizione all'albo dei presidenti di seggio elettorale; presentazione domande.
Manifesto

Entro il mese di ottobre di ogni anno, i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei Comuni, in possesso dei requisiti di idoneità, possono chiedere di essere iscritti nell'Albo delle Persone idonee all'ufficio di Presidente di seggio elettorale, che è tenuto presso la cancelleria di ciascuna Corte d'Appello. Gli elettori grottesi interessati ad essere iscritti nell'Albo possono presentare domanda, entro il 31 ottobre, al Comune di Grotte. Tra i requisiti, è necessario essere in possesso del titolo di studio non inferiore al Diploma di istruzione secondaria di secondo grado (diploma di scuola superiore).

Scarica il modulo di domanda d'iscrizione all'Albo dei Presidenti di seggio elettorale Visita l'argomento
 

 

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03/10/2020

Tasse. "IRPEF tassa iniqua ma con le dovute precisazioni per autonomi e partite IVA"; di Antonio Vella

 

Antonio Vella
Antonio Vella

Intervento del dott. Antonio Vella in merito all'IRPEF.

*****

"IRPEF tassa iniqua ma con le dovute precisazioni per autonomi e partite iva.
Che l’IRPEF sia una tassa iniqua l’ha ben spiegato il Direttore nel suo articolo del 30 settembre. Occorre però sfatare il mito, circolante soprattutto in ambienti sindacali, secondo il quale, in Italia, le tasse sono pagate quasi esclusivamente da coloro che subiscono il prelievo fiscale direttamente alla fonte ossia dipendenti e pensionati.
Lo studio del Centro Studi della CGIA di Mestre, con la news del 25 gennaio 2020 rileva che, secondo i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2018 (riferiti al periodo di imposta 2017), l’IRPEF media versata dai lavoratori autonomi è di 5091 €, quella relativa ai lavoratori dipendenti è di 3927 € e quella relativa ai pensionati è di 3047 €. Tradotto in percentuali gli autonomi versano ben il 30% in più rispetto ai dipendenti e il 67% in più rispetto ai pensionati.
Altra precisazione dovuta, in particolare per chi non è esperto della materia, è relativa alle imposte sul reddito in generale. Come tra l’altro spiegato dal Direttore, l’IRPEF è l’imposta sul reddito prodotto dalle persone fisiche versata da dipendenti, pensionati e autonomi (ditte individuali, professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari). Gli autonomi però non vanno confusi con le partite iva, come spesso accade, in quanto, in molti casi, quest’ultime adottano la forma giuridica della società di capitali e pertanto soggette al versamento dell’IRES (Imposta sui REdditi delle Società) con un’aliquota proporzionale oggi fissata al 24%.
Si precisa, altresì, che l'ammontare del gettito IRPEF riferito agli autonomi, non comprende nei dati, l’ammontare dell’imposta dovuta dei soggetti che operano in regime de minimis e i forfettari.
Per avere una visione d’insieme circa le entrate tributarie erariali dirette per l’anno 2018, lo stato italiano ha incassato 247.771 min/€ di cui:
- IRPEF 187.428 mln/€
- IRES 32.662 mln/€
- ISOS 8.161 mln/€ (imposta sostitutiva sui redditi da capitale)
Fonti Mef.
Che in Italia vi siano sacche di evasione è fuori da ogni dubbio e va contrastato con ogni mezzo. Affermare che gli autonomi e in generale le partite IVA dichiarano quanto vogliono è falso e fuorviante (vedi ISA e Studi di Settore) come è pretestuoso e fuorviante affermare che le tasse in Italia le pagano quasi esclusivamente dipendenti e pensionati.
Una riforma del sistema fiscale italiano è fortemente auspicabile anche alla luce della pressione fiscale gravante su autonomi e partite iva che tra imposte dirette e indirette supera ampiamente il 60%"
.
 

 

   

Dott. Antonio Vella
 

 

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03/10/2020

Testimonianze. "Padre Gaetano Ciranni: l'amore in Dio e nei fratelli"; del dott. Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Dott. Vitello

La commemorazione istituzionale cede il passo al ricordo, che si fa - via via - testimonianza di vita e momento di forte riflessione personale e collettiva. Nessuna parola di circostanza; il cristallino flusso dei sentimenti che, dalla mente, viene trasposto su carta e proferito da voce tremula, arrendevole ai sobbalzi del cuore.
Così è stato l'intervento del dott. Salvatore Filippo Vitello (che pubblichiamo di seguito) in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di padre Gaetano Ciranni. (Vedi la scopertura della targa in memoria, e il convegno, 1^ parte e 2^ parte).

*****

"Charles Aznavour, cantautore francese di parecchi anni fa  cantava “solo ieri avevo vent'anni”.
Sembra ieri infatti che poco più ventenne mi incontravo a Roma con Padre Gaetano, che mi accoglieva con un sorriso caloroso e con una generosità straordinaria.
Oggi mi ritrovo già  nella generazione dei nonni, il che significa incamminarsi molto dolcemente verso la tappa finale della propria vita.
In questo percorso rimangono relazioni che ci segnano perché nascono da autentico affetto che crea o rafforza sentimenti di appartenenza, di sicurezza, di continuità.
L'appartenenza deriva dal senso di condivisione, ci si sente vicini ad una persona perché con essa ci uniscono valori, ideali, modi di vivere. Se a quella persona ci affidiamo nei momenti problematici della nostra vita, la persona assume il ruolo di guida.
Faccio un esempio: per noi di Grotte la Pasqua è la festa più importante dell'anno. Ci si veste (o ci si vestiva) di abiti nuovi e si organizza l'avvenimento con una straordinaria dedizione.
Se la Pasqua oltre che tradizione e festa di popolo è anche espressione di un sentire comune, si costituisce un legame che segna un'appartenenza condivisa; un legame che trova nella base comune, la fede, l’espressione di una identità.
Ho perfettamente chiaro il ricordo dei numerosi incontri con Padre Gaetano e di come egli più di me evocava i ricordi della nostra festa di Pasqua, della esperienza vissuta ciascuno nel suo tempo, ricordandomi però come il nostro vissuto, il nostro vivere abbia un punto di riferimento essenziale, il punto della vera vita: ecco la fede quale base comune ed identitaria.
Appartenenza dicevo, ma anche sicurezza o per essere più precisi certezza, la certezza che ci offre il ricordo del passato quale riferimento e modello per il nostro futuro (questa Chiesa di S. Venera per me è la casa in cui io e tanti altri - alcuni anche qui oggi - siamo cresciuti ed abbiamo cercato di capire, aiutandoci reciprocamente, il percorso da intraprendere).
Un futuro che Padre Gaetano ha saputo costruire nella totale fedeltà alla Chiesa ed all'ideale del Rogate, attraverso l'edificazione interiore e sociale, proseguendo l'azione caritativa del Fondatore Sant'Annibale.
Con il suo fare semplice e lungimirante aprì la Congregazione alle missioni, con il primo approdo nelle Filippine, dove i Rogazionisti sono oggi una realtà importante.
Nel parlare e nello scrivere di Padre Gaetano ho sempre intravisto nella persona un sottofondo di umiltà che mi stupiva e mi emozionava. La sua spiritualità colpiva per la sua profondità. Sapeva cogliere nelle piccole cose le meraviglie del creato.
Padre Gaetano viveva nella più totale semplicità.
Ricordo il suo piccolo ufficio da Superiore Generale in via Tuscolana a Roma, con due sedie ed una scrivania su cui era poggiata una macchina da scrivere Olivetti 32. Con quella preparava i suoi scritti. Poi era passato ad un personal computer, ma sempre la modestia era la sua cifra.
Ricordo, nonostante siano passati 38 anni, il giorno del mio matrimonio la sua omelia incentrata sull'amore: con voce soave ma forte e decisa ci ricordava che la via dell'amore è un percorso condiviso con gli altri. L'amore è vita. La fonte è Gesù, perché egli è la fonte della vita.
L'amore è donazione. È un reciproco darsi.
Egli aveva dell'amore un'idea di sacrale, poiché era sentimento che nasceva dall'intimo del suo cuore, dove conservava gli sguardi di tutti noi.
Padre Gaetano viveva pienamente la vita, aveva fiducia nella vita benché fosse pienamente consapevole della precarietà e della fragilità che la abitano.
La forza interiore di Padre Gaetano stava tutta nella preghiera. Ecco, questa era la sua sicurezza. Da qui anche il suo coraggio. Il coraggio lo ritrovo nel suo sguardo saggio che si posava sulle persone, sugli avvenimenti, sulle cose e vi coglieva gli aspetti positivi per una prospettiva nuova.
Una prospettiva nel segno della continuità.
È la continuità nella fedeltà il suo testamento spirituale.
Il saluto che ci ha lasciato è l'espressione autentica del suo pensiero e la testimonianza del suo agire.
Nel nome di Gesù, uniti
- nella preghiera
- nell'amore a Maria, nostra divina Superiora e
- nella comunione di vita autenticamente rogazionista
assumiamo l'impegno vocazionale come espressione di fedeltà al Signore, alla Chiesa, alla Congregazione.
Canalizziamo tutte le energie che abbiamo in dotazione.
Ascoltiamo il comando di Cristo, prendiamo il largo, gettiamo le reti e Dio, che è nostro Padre, ci darà  altri fratelli.
Saluto tutti  cordialmente.

In questo  lascito si scopre la saggezza di Padre Gaetano, saggezza quale capacità di discernimento, coraggio di scegliere, coraggio inteso quale capacità di vivere per qualcosa di più grande di noi, trovare il senso di sé e del proprio agire in qualcosa che ci trascende, che ci supera, che è oltre noi stessi.
Con questa formidabile forza si rivolge ai suoi confratelli, ma anche a tutti coloro che ne condividono il pensiero: Coraggio, canalizziamo tutte le nostre energie, prendiamo il largo gettiamo le reti non abbiate paura.
Mi piace pensare che Padre Gaetano con queste parole si rivolge a tutti noi, anche a me (che da sempre sono sulle orme di Gesù, pur con dubbi talvolta atroci, da smarrire lo stesso orizzonte) per dirmi/ci di avere fiducia e di non lasciarsi andare alla tentazione di pensare che Dio con la tua vita non c'entri nulla, non c'entri nulla con i tuoi sentimenti, con le tue sofferenze, con i tuoi affanni, talvolta con la tua disperazione.
L'amore in Dio e nei fratelli ci darà le soluzioni che cerchiamo, sia come singoli e sia come collettività di credenti; questo è il pensiero forte di Padre Gaetano.
È importante per Padre Gaetano mantenere uno sguardo di fede, affidarci a Cristo Signore, ricordarci che Lui è con noi e ci sta vicino perché possiamo dare la testimonianza della nostra vita cristiana.
Nel parlare di Padre Gaetano e del suo pensiero, oggi, nella ricorrenza del suo centenario, qui, in questa Chiesa, dove sono cresciuto nella gioia con tanti cari amici, sono emozionato, contento e anche un po’ confuso, perché, confesso, mi riesce difficile avere quello sguardo che sappia vedere oltre le apparenze, che solo in Padre Gaetano riuscivo ad apprezzare.
Mi rendo conto che al cristiano non basta possedere sentimenti di bontà o coltivare il senso della giustizia. Siamo certamente in presenza di fatti positivi ed essenziali per la convivenza civile. Cortesia e disponibilità sono preziosi nelle relazioni umane, ma se non si ha una forte coscienza della misericordia, quale forte sentimento di donazione, si rimane nel perimetro delle relazioni corrette, ossia di una cortesia formale, spesso di circostanza.
Invece di prendere il largo (DUC IN ALTUM), si corrono seri rischi di ritagliarsi piccoli golfi, di arroccarsi su placide isole.
Padre Gaetano non era e non voleva queste piccole comodità.
Egli è l’uomo giusto che accetta di essere giustificato dal sacrificio di Cristo.
Sono consapevole di non avere la forza interiore adeguata per corrispondere a questo invito del Padre.
Faccio tanta fatica a capire cosa dire a me stesso e convincermi su come agire nella concitazione dei dubbi e nella ressa di conflitti, entro cui rischiamo seriamente di restare aggrovigliati.
Ma, come dicevo, oggi sono davvero contento, perché ricordare Padre Gaetano e con lui suo fratello Salvatore, sacerdote e missionario rogazionista, rievocare le gioie passate nella giovanile convivenza con il mondo dei rogazionisti, mi fa comprendere come solo una forte vocazione spirituale ed una coscienza cristiana improntata alla misericordia, e quindi al disinteresse, possono allontanarci da quel groviglio di contraddizioni che rischiano di farci perdere nella disperazione.
Oggi mi piace ricordare, come se fosse qui presente, in questo momento, Padre Gaetano, che con la sua voce piena e ferma,  ci sprona a vincere la paura, a riscoprire il coraggio e la gioia di guardare agli altri con occhi diversi, rigenerati dalla sorgente della Misericordia, a superare le tentazioni di portare lo sguardo sempre e solo sugli altri, dimenticando che non abbiamo nessun diritto di giudicare.
Gli altri che cerchiamo siamo noi che possiamo correggere e cambiare, per ritrovare, in una società in continuo cambiamento, la via della misericordia.
Prendere il largo, gettare le reti, significa avere cura del nostro prossimo.
Questo l’invito che colgo pienamente in colui che ha donato la sua vita per intero alla Chiesa, alla  famiglia rogazionista, all’ideale della preghiera per le vocazioni, stretto da un legame di amore strettissimo al suo fondatore, Santo Annibale Maria di Francia, il cui esempio e la cui azione, ci ricordano, il senso alto della misericordia.
Avere cura di colui che è rimasto nudo, di chi è rimasto esposto al freddo, alle malattie, alle contaminazioni, nonostante il suo peccato, questo è il senso della misericordia che il Santo Fondatore ha voluto trasmettere alla sua Congregazione e che impegna coloro che ne hanno avuto e ne hanno oggi la guida.
La misericordia di Padre Annibale, che ha ispirato la vita e l’azione di Padre Gaetano e di suo fratello Salvatore, indica che la dignità di ogni uomo va oltre quanto può aver compiuto durante la vita, in bene o in male, va oltre i confini del conoscersi o meno, dell’appartenere ad una nazionalità o ad un’altra.
Ad ogni uomo va riconosciuto il diritto di poter indossare un abito, di potersi presentare agli altri senza provare vergogna, perché sa di non essere solo. Sa di essere amato e rispettato.
Nella sequela di Cristo, Padre Gaetano Ciranni, cittadino di questo amatissimo paese, animato da uno straordinario spirito di preghiera e da forti sentimenti di solidarietà umana, ci ha lasciato questa testimonianza
".
 

 

   

Salvatore Filippo Vitello
 

 

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02/10/2020

Tasse. "Non ci sono dubbi, il M5S ha votato contro l'addizionale IRPEF comunale di Grotte"

 

Movimento 5 Stelle - Grotte

Il Gruppo consiliare M5S di Grotte, in risposta all'intervento del dott. Armando Caltagirone, chiarisce le posizioni assunte e i voti espressi dal Gruppo nella seduta consiliare del 24 settembre 2020 in merito all'introduzione dell'addizionale comunale IRPEF (non esplicitati nella trascrizione della Delibera).

*****

"Non ci sono dubbi, il M5S ha votato contro l’addizionale IRPEF comunale di Grotte.
     Rispetto a quanto pubblicato su questo Quotidiano in data 1 ottobre 2020 a firma di Armando Caltagirone, ci corre l’obbligo di chiarire e ribadire che nella seduta del Consiglio Comunale del 24/9/2020, durante la votazione finale per alzata di mano sull’introduzione dell’addizionale IRPEF nel Comune Grotte, i soli due consiglieri di minoranza della lista del M5S  hanno votato contro, mentre i sei consiglieri della maggioranza del sindaco Provvidenza della lista “Grotte nel cuore” hanno votato a favore.
     Prima della votazione finale i consiglieri del M5Ssi erano astenuti sull’emendamento per la riduzione da 0.8% allo 0,6%, con la soglia di esenzione di € 12.500, perché un eventuale voto contrario rischiava di essere interpretato come un voto a favore dello 0,80%.
     La votazione finale, inoltre,è stata preceduta dalla dichiarazione a favore dell’addizionale IRPEF comunale del capogruppo di maggioranza Cuffaro Aristotele (trascritta nella Delibera di CC n.24 del 24/9/2020) e dalla dichiarazione di voto contrario da parte del consigliere di minoranza Costanza Angelo, la cui trascrizione stranamente non risulta riportata nella citata Delibera di CC. (Comunque il M5S della propria  dichiarazione di voto contrario richiederà la trascrizione al prossimo consiglio comunale).
     Nella Delibera CC n.24/2020 viene riportato l’esito della votazione finale espressa dagli 8 consiglieri presenti, di cui 6 favorevoli, 2 contrari e nessun astenuto, senza però indicare quali consiglieri, ma è chiaro dal contesto delle dichiarazioni che i contrari sono stati quelli del M5S.
     Pertanto si smentisce qualsiasi diversa narrazione o supposizione di quanto accaduto nella seduta del Consiglio Comunale del 24/9/2020, precisando che sul punto riguardante la deliberazione dell’addizionale IRPEF comunale, per come chiaramente scritto nel dispositivo finale della Delibera di CC n.24 del 24/9/2020 e contrariamente a quanto scritto e supposto da Armando Caltagirone, nessuno si è astenuto, né tantomeno i consiglieri di minoranza del M5S, che ripetiamo, senza tema di smentita, hanno votato convintamente contro l’addizionale IRPEF comunale".

  

 

   

Per il Gruppo consiliare Movimento5Stelle Grotte
Angelo Costanza
 

 

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01/10/2020

Tasse. Armando Caltagirone: "Addizionale comunale IRPEF: pareri tecnici e contabili fondati sul nulla"

 

Dott. Armando Caltagirone
Dott. Armando Caltagirone

Il dott. Armando Caltagirone interviene in merito all'articolo "Tasse. Perchè l'IREF  una tassa iniqua", alle dichiarazioni del Sindaco (del 25 settembre 2020) ed al contenuto della Delibera di Consiglio comunale n° 24 del 24 settembre 2020 (leggi la Delibera).

*****

Egregio Direttore,
nel complimentarmi per la chiarezza dell’articolo - Tasse - perché l’IRPEF è una tassa iniqua - non disgiunta da autentica professionalità giornalistica nel saper enucleare gli aspetti salienti del problema tasse, mi corre l’obbligo, altresì, di evidenziare alcuni aspetti tecnici invalidanti che emergono nella delibera consiliare n. 24 del 24 settembre 2020 avente a oggetto: “Approvazione Regolamento Comunale per l’applicazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche”.

Preliminarmente va rilevata la confusione sull’esito della votazione; non si comprende se i due consiglieri, presumibilmente di minoranza, si siano astenuti o abbiano votato contro.
La confusione è alimentata, oltremodo, dall’assenza di dichiarazioni di voto di questi ultimi. Forse si sono astenuti perché poverini non capiscono e per non sbagliare non hanno votato né sì, ma neppure no?
I consiglieri di maggioranza, invece, non si preoccupano di capire, si fidano ciecamente e l’unico consigliere che aveva annunciato il voto contrario, il giorno della votazione non si presenta.
Un quadro molto edificante per la democrazia!
Ci si chiede: I consiglieri cosa fanno? Una beata M.. La risposta non è mia, l’ha fornita, tempo addietro, il presidente del consiglio in pectore (Cuffaro), quando nei panni di Babbo Natale, in un video, comunicava ai bambini: Quest’anno Babbo Natale vi porterà una beata M..
La scurrilità, a ben vedere, con il senno del poi, non era rivolta ai pargoli, ma, nella sua lungimiranza, ai genitori contribuenti.

Così dicasi per le
dichiarazioni a discolpa esternate dal Sindaco quando afferma che le colpe non sono né sue, né tanto meno dei sindaci che l’hanno preceduto, ma della politica per non avere indirizzato la burocrazia a seguire le evoluzioni contabili e giuridiche.
L’assunto, nei termini anzidetti, conduce la memoria a una scena del film Mimì Metallurgico, quando nel comunicare di essersi iscritto al sindacato, la madre si chiede: ma stu sindacatu cu è?
Al Sindaco si può rivolgere analoga domanda: ma sta politica cu è?

Ritornando agli aspetti tecnici della
delibera emerge palesemente che i pareri tecnici e contabili espressi nella stessa sono fondati sul nulla. Infatti, è assente l’elemento comparativo.
Nei citati pareri non risulta l’entità del presunto disavanzo, come non risulta l’entità del presunto gettito.
La comparazione su quali dati? Il parere favorevole su cosa? Sul nulla!
Fatto ancor più grave l’approvazione degli emendamenti che teoricamente riducono il gettito, senza sapere di quanto.
Mentre l’originaria proposta suggerisce l’applicazione dell’aliquota massima e nessuna esenzione, senza però indicare il presunto gettito capiente a coprire il disavanzo, con gli emendamenti, anch’essi privi di quantificazione, il gettito a copertura è ridotto.
Ci si chiede, ma quanto serve a copertura. Uno nessuno o centomila?
L’unica cifra che compare nel fascicolo è quella fornita dai revisori che parlano di un disavanzo di 545.097,94 da ripianare in tre esercizi. Sulla cifra indicata è agevole contrastare che quando le premesse sono errate anche le conclusioni saranno errate.
Ripeto che le cifre indicate nel consuntivo 2018, già approvato dal consiglio, come mancate riscossioni sono prive di verifica e supporto documentale.
Confermo, per l’ennesima volta, che la comunità grottese è una comunità virtuosa che paga le tasse.
A conferma di ciò il dato inoppugnabile fornito in occasione della rottamazione automatica delle cartelle, dove il comune di Grotte è stato inciso, su un arco temporale di dieci anni, per appena 8.000,00 euro.
È questo il popolo che non paga le tasse?
Sui vizi della delibera in commento lasciamo ai cultori del diritto l’esatta catalogazione tra nullità e annullabilità.
Possiamo tranquillamente concludere, approfittando della ricorrenza del centenario dalla nascita di Sciascia con un suo triste epilogo: “Poveri contribuenti italiani
.
  

 

   

Armando Caltagirone
 

 

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01/10/2020

Attualità. Ancora 3 casi di Covid a Grotte; solidarietà del Sindaco alle persone coinvolte

 

Positivo Covid
Covid positivo

A Grotte ci sono altre 3 persone risultate positive al Covid-19. La notizia - trapelata in via ufficiosa nella giornata di ieri - è stata confermata oggi, in tarda mattinata. Dai riscontri, questi nuovi casi sarebbero collegati ai precedenti 2 positivi dello scorso 25 settembre. Per quanti hanno avuto contatti nei giorni scorsi con i nuovi positivi è già stata disposta dalle Autorità la quarantena domiciliare.
Il Sindaco, con un post su Fb, manifesta "solidarietà, affetto e vicinanza alle persone coinvolte".
 

Redazione
1 ottobre 2020.
  

 

         

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