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Gennaio 2021

 

23/01/2021

Editoria. "Il magico potere del riordino", di Marie Kondo; recensione di Enzo Allegro

 

Il magico potere del riordino
Copertina

Siete sommersi da carte, documenti, fotografie, abiti, ecc.? Entrano a casa vostra più cose di quelle che escono; non trovate più posto per nuovi oggetti; non sapete come organizzare gli spazi. Questi ultimi non li possiamo modificare a meno di buttare giù la casa e costruirne una nuova e più spaziosa!
La giovane scrittrice giapponese Marie Kondo ha scritto qualcosa di utile per noi.

"Il magico potere del riordino", di Marie Kondo

L'autrice sin da piccola è sempre stata attirata dalle riviste sull'economia domestica e su ordine e riordino dei propri spazi e delle proprie cose.
Ha scritto un bel testo sull'argomento. Potrebbe sembrare banale (non sappiamo tutti ordinare le nostre cose?) ma non lo è affatto!
Riordinare vuol dire scegliere e ancor prima cercare, vedere, valutare i tanti oggetti che abbiamo a casa; e sono sicuramente tanti: senza dubbio molti di questi inutili.
Per ogni oggetto, partendo dai vestiti per finire con le foto, si valuta se è utile e se suscita qualche emozione; soprattutto si farà un bilancio - un giudizio - del proprio passato. Ad esempio: una giovane donna impiegata in una famosa multinazionale, rivedendo i propri testi di assistente sociale, capirà cosa le interessa fare di più nella propria vita; lascerà l'azienda per aprire un asilo nido e realizzare il sogno della sua vita.
Kondo incoraggia il lettore a diventare un “minimalista”: si può vivere bene con poco, con pochi beni; la maggioranza degli oggetti posseduti è inutile. Ci si può e si deve concentrare sulle cose importanti, fondamentali. Non insegna questo anche san Paolo al suo collaboratore Timoteo nella sua prima lettera (1Tm 6,8)?
Ogni tanto fa bene fare i conti con il proprio trascorso. È importante guardare il passato e confrontarlo con ciò che siamo adesso e con gli obiettivi che ci siamo posti.
Si riordina per categorie di oggetti, iniziando dai vestiti per finire alle foto. Se fatto bene non si subisce l'effetto boomerang, cioè il ritorno nel caos. Il riordino determina l'ordine delle nostre cose e dei nostri documenti. In futuro perderemo molto meno tempo nel cercare quello che serve. Avremo bene in mente dove si trovano le nostre cose.
Non mi trovo d'accordo su alcune cose: buttare foto e libri.
Anche se già letti perché gettarli nella spazzatura? Posso rivedere qualche parte in futuro; posso regalarli; possono servire ad altri componenti della famiglia.
Per me i libri, esclusi quelli che trattano argomenti attinenti a violenza, violazione deliberata delle regole e occultismo, hanno qualcosa di trascendentale, sacro.. non possono certo finire nella spazzatura. E poi ogni famiglia dovrebbe avere la propria biblioteca personale.
Probabilmente Kondo è spinta ad essere determinata nel fare una pulizia drastica a causa dell'esiguità delle case giapponesi.
Se deciderete di buttarvi in questa “avventura” non posso che augurarvi buona lettura
. 
 

Enzo Allegro
23 gennaio 2021

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23/01/2021

Politica. Cariche e indennità: intervista al consigliere comunale M5S Angelo Costanza

 

Angelo Costanza
Angelo Costanza

Angelo CostanzaIl consigliere comunale Angelo Costanza, candidato del M5S alla Presidenza del Consiglio comunale di Grotte nelle recenti elezioni conclusesi con la vittoria del candidato della Maggioranza consigliere Aristotele Cuffaro, ha accettato di rispondere ad alcune domande che il nostro Direttore gli ha rivolto per iscritto. Di seguito pubblichiamo l'intervista.

*****

Domanda: Consigliere Costanza, un suo commento sulle dimissioni del presidente Angelo Carlisi.
Risposta:
Semplicemente una spartizione di poltrone derivante da accordi pre-elettorali.

D: Perché, secondo lei, la Maggioranza ha indicato come nuovo Presidente il consigliere Aristotele Cuffaro?
R:
Vuol dire che, coloro a cui spettava una poltrona al secondo turno, hanno raggiunto questo accordo e gli altri Consiglieri di maggioranza si sono accodati appunto per rispettare quei patti che, evidentemente, hanno stretto già durante la formazione della lista. Logiche che a me non appartengono.

D: Da cosa scaturisce la sua candidatura alla Presidenza del Consiglio comunale di Grotte, avanzata dalla capogruppo Salvatrice Morreale?
R: Mi sono candidato alla carica di Presidente del Consiglio per dare a tutti i rappresentanti dell’Assemblea la possibilità di scelta tra due Consiglieri che, politicamente parlando, vivono di logiche totalmente opposte. Nessuno dei Consiglieri potrà dire domani: non avevamo un’altra scelta. Per me è stata anche una forma di rispetto nei confronti del più importante Organo rappresentativo della politica cittadina, cioè il Consiglio comunale, e i
1400 cittadini che ci hanno votato.

D: Nell’accettare la candidatura, lei ha affermato che in caso di elezione avrebbe rinunciato al 70% dell’indennità di carica. Non crede che chi fa politica attivamente, dedicando gran parte del suo tempo al servizio della collettività, debba in qualche modo poter condurre una vita almeno dignitosa anche attraverso l’indennità di carica?
R: La mia è una scelta personale. Non voglio giudicare più di tanto chi intasca mensilmente l’indennità di carica prevista per legge ma, in un periodo di profonda crisi economica che dura da più di 10 anni, oggi aggravata dalla pandemia, penso che i rappresentanti del popolo per primi debbano fare un sacrificio. Voglio ricordare che il neo Presidente del Consiglio ha votato favorevolmente per l’aumento della TARI e l’introduzione dell’imposta comunale IRPEF imponendo di fatto ai cittadini un sacrificio economico dettato soprattutto da una situazione economica disastrosa dell’Ente. Voglio anche ricordare che nella scorsa amministrazione gli Assessori (tra i quali anche la neo assessora Di Salvo) si sono ridotti l’indennità del 50% ed il Presidente del Consiglio del 75% e non mi risulta che qualcuno di
loro, in quel periodo, abbia condotto una vita poco dignitosa dal punto di vista economico.

D: Senza l’istituto della indennità di carica, non crede che la politica possa ritornare ad essere appannaggio esclusivo di chi “può permetterselo”, escludendo le classi meno abbienti dalla possibilità di fare politica?
R: Ma io non ho mai detto che i rappresentanti del popolo debbano rinunciare a tutta l’indennità ma, quando un politico chiede dei sacrifici e/o rinunzie ai propri cittadini, deve essere il primo a dare l’esempio. Altrimenti sembra che quell’incarico sia il fine e non il
mezzo.

D: Ritiene che le indennità di carica siano uno spreco di denaro pubblico?
R:
No, ma in alcuni casi ed in alcuni determinati periodi storici andrebbero ridotti.

D: Lei ha quantificato l’ammontare complessivo della sua eventuale rinuncia al 70% della indennità di carica in circa 25.000,00 euro in 2 anni e 6 mesi, e che avrebbe destinato questa somma a sovvenzionare le attività dell’Assessorato ai Servizi Sociali e dell’Assessorato alla Cultura. Cosa la porta a ritenere che, rispetto agli altri, questi due Assessorati abbiano avuto accesso a minori risorse finanziarie negli ultimi tempi?
R: Perché in questi primi 2 anni e 6 mesi ho notato poca attenzione da parte dell’Amministrazione proprio in questi 2 Assessorati verso i quali personalmente nutro una certa sensibilità. Per quanto riguarda il sociale si è fatto poco, soprattutto nei confronti delle famiglie con disabili gravi (ASACOM e aiuti economici). Anche riguardo la cultura, spettacolo e sport si è investito poco. Alcuni eventi culturali e di spettacolo si sono svolti soprattutto grazie alla generosità e all’affetto per il proprio paese di artisti grottesi che hanno messo a disposizione il proprio talento con un semplice rimborso spese. Il Premio “Racalmare - L. Sciascia” meriterebbe investimenti più importanti e più interesse da parte dell’Amministrazione, vista la caratura dell’evento; dovrebbe avere una risonanza nazionale ma si continua ad organizzarlo come un evento a malapena provinciale. Riguardo lo sport cosa dire... ormai i ragazzi non vanno oltre la Playstation e forse a qualche
Amministratore fa comodo.

D: Dalle analisi approfondite della situazione economica e finanziaria del Comune di Grotte, così come è stata esplicitata nei documenti ufficiali di recente approvazione, questo Comune risulterebbe trovarsi in condizione di predissesto finanziario. Nei Comuni governati dal M5S, ad esempio Porto Empedocle o Favara, uno dei primi provvedimenti adottati è stata la dichiarazione di dissesto, con tutte le conseguenze del caso. Nel corso della campagna elettorale di Grotte, il Movimento aveva fatto cenno alle difficoltà finanziarie del Comune; voi come avreste affrontato la situazione?
R: Non sono un esperto in numeri e bilanci e non mi piace parlare con i “se”, posso solo dire con certezza che, qualora l’ing. Dino Morreale fosse diventato Sindaco, avrebbe nominato come Assessore al Bilancio un professionista di qualità che avrebbe agito nell’esclusivo
interesse dei cittadini tutti e soprattutto libero da legami e vincoli con Consiglieri comunali.

D:
Ritiene che attualmente vi siano, da parte dell’Amministrazione, somme impiegate in attività non strettamente necessarie?
R: Ultimamente, come lei ben sa, abbiamo ritenuto inopportuno da parte del Sindaco spendere 6.000 euro per nominare un “Portavoce del Sindaco”. Non lo riteniamo necessario, soprattutto quando si chiede ai cittadini dei sacrifici in un periodo di forte crisi economica (vedi l’introduzione dell’addizionale comunale IRPEF) e dopo aver dichiarato più volte che il Comune si trova in deficit strutturale. Certo non sono 6.000 euro a far fallire un Comune ma, ripeto, troviamo la spesa inopportuna. Ultimamente hanno messo a disposizione 3.000 euro una tantum come aiuto economico alle famiglie con disabili gravi,
ecco: ne potevano mettere 9.000.

D:
L’elezione del Presidente del Consiglio comunale si è conclusa, com’era prevedibile, con la vittoria del consigliere Aristotele Cuffaro, il quale ha ottenuto 8 voti su 8 da parte della Maggioranza consiliare, che si è presentata compatta. Lei ha ottenuto 3 voti su 4 da parte della Minoranza. Un voto è stato attribuito alla consigliera Giada Vizzini che in tal modo ha mostrato l’esistenza di una spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle di Grotte. Un suo commento su questa circostanza.
R: Come lei ben sa, Direttore, questa è la mia prima esperienza come Consigliere comunale e, al di là dell’esperienza tecnico-amministrativa, ho imparato che certe dinamiche politiche spesso assumono forme assai vaghe. Comunque tengo a precisare che, per me, l’affetto e
la stima nei confronti della consigliera Vizzini non sono minimamente cambiati.

D:
Al termine dell’elezione lei ha fatto gli auguri di buon lavoro al nuovo Presidente. Di solito sono auguri determinati dal galateo istituzionale. Crede davvero che il Presidente Aristotele Cuffaro possa essere la persona più indicata a ricoprire quella carica? Oppure ritiene che vi possano essere altre figure più idonee, nella Maggioranza e nell’opposizione?
R: Non mi piace giudicare prima, siamo 12 Consiglieri comunali quasi tutti alla prima esperienza e non credo che tra questi vi sia una figura che preventivamente possa ritenersi più idonea rispetta all’altra. Come risposto in precedenza queste sono nomine dettate da accordi pre-elettorali a prescindere. Solo il tempo darà le giuste risposte e, finché saremo in democrazia, il popolo sovrano sarà, come sempre, artefice del proprio destino
. 
 

Carmelo Arnone
23 gennaio 2021

© Riproduzione riservata.
  

 

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21/01/2021

Comune. Il sindaco Provvidenza ha nominato assessore il dott. Giuseppe Mancuso; completata la Giunta

 

Giuseppe Mancuso
Giuseppe Mancuso

Il Sindaco Alfonso Provvidenza
Dott. Alfonso Provvidenza

Si è completata la formazione della nuova Giunta municipale di Grotte. Oggi, giovedi 21 gennaio 2021, il sindaco dott. Alfonso Provvidenza ha nominato il 4° assessore nella persona del dott. Giuseppe Mancuso.
Classe 1983, il dott. Giuseppe Mancuso ha conseguito la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l'università degli Studi di Catania.
Dalla famiglia ha ereditato la passione per il mondo agricolo, per la coltivazione della terra e per l'innovazione delle colture.
Nel 2004, ad appena 21 anni, inizia a gestire l’azienda agricola di famiglia, estesa su una superficie di 35 ettari, le cui coltivazioni rispecchiano quelle della provincia di Agrigento: seminativi, mandorlo, olivo e vite; colture con problemi di adeguato collocamento sul mercato e prezzi non in grado di remunerare i costi di produzione.
Da queste considerazioni scaturisce la decisione di innovare l'azienda con colture che possano creare reddito e, di conseguenza, nuova occupazione.
Nel
2011 l’attenzione del dott. Mancuso si focalizza sulla possibilità di coltivazione, commercializzazione e redditività del melograno; coltura alla quale, nell'anno successivo, il giovane imprenditore dedica i suoi primi 2 ettari, che nel 2016 si estenderanno a 4 ettari. Attualmente continua a seguire con passione e professionalità la propria azienda agricola.
Sono assolutamente attinenti alle sue competenze (e comunque interdipendenti tra loro) gran parte delle deleghe che il sindaco Provvidenza - con la Determina sindacale n° 4 del 21/01/2021 - ha voluto affidargli con la nomina ad Assessore: Agricoltura, Commercio, Artigianato, Viabilità Rurale, Servizi Cimiteriali, Vigilanza, Patrimonio, Sport.
Con la stessa Determinazione sindacale, il Primo cittadino ha voluto rimodulare l'attribuzione delle deleghe agli altri Assessori.
Queste le nuove attribuzioni:
- dott.ssa Roberta Di Salvo: Risorse Umane, Salute Pubblica e Animale, Servizi Sociali, Volontariato, Pari Opportunità, Politiche Giovanili;
- arch. Antonio Morreale; Lavori Pubblici, Ambiente e Territorio, Verde Pubblico, Urbanistica, Protezione Civile;
- dott.ssa Alessandra Marsala; Cultura, Pubblica Istruzione, Turismo, Spettacolo, Associazionismo, Legalità, Fondi Europei.
Rimangono attribuite al Sindaco di Grotte le competenze riguardo a Bilancio e Tributi
. 
 

Carmelo Arnone
21 gennaio 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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21/01/2021

Comune. Seduta per l'elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale di Grotte

 

Consiglio comunale
Guarda il video
 

Si è svolta ieri, mercoledi 20 gennaio 2021, a partire dalle ore 16.00, in modalità videoconferenza, la seduta del Consiglio comunale di Grotte (guarda il video) avente come punto principale all'ordine del giorno l'elezione del nuovo Presidente, a seguito delle dimissioni, lo scorso 7 gennaio, del dott. Angelo Carlisi.
Alla seduta, i cui lavori sono stati coordinati dalla vice presidente Jessica Elisabetta Arnone, hanno partecipato tutti i Consiglieri comunali e l'intera Giunta Municipale (tranne il 4° assessore che, dalle recenti dimissioni che si sono succedute agli inizi di gennaio, non è stato ancora nominato).
La seduta è durata circa 50 minuti, di cui i primi 31 sono stati dedicati all'espletamento delle formalità di rito (appello dei presenti, comunicazioni dei Consiglieri e del Sindaco), ai ringraziamenti al Presidente uscente ed alle dichiarazioni di voto sui candidati alla carica di Presidente (
guarda il video). Tra le comunicazioni, l'indicazione del nuovo Capogruppo della Maggioranza: alla consigliera Roberta Di Salvo (che va a rivestire la carica di vicesindaco) è subentrata la consigliera Annamaria Todaro (dimessasi dalla carica di vicesindaco). Sempre tra le comunicazioni, il Sindaco ha informato il Consiglio delle avvenute dimissioni degli assessori Caltagirone, Todaro e Cipolla, e della nomina degli assessori Di Salvo e Marsala. Buona parte della seduta è stata dedicata agli auguri rivolti ai nuovi nominati ed ai ringraziamenti ai dimissionari.
Per le dichiarazioni di voto sul Presidente, la consigliera Di Salvo ha indicato come candidato per il gruppo di Maggioranza il consigliere Aristotele Cuffaro, mentre la consigliera Salvatrice Morreale, capogruppo del gruppo consiliare M5S Grotte, ha indicato il nominativo del consigliere Angelo Costanza.
Il consigliere Costanza, intervenendo in merito alla sua indicazione quale candidato alla presidenza, ha dichiarato di avere intenzione di rinunciare - qualora eletto - al 70% della indennità di carica (che ha quantificato in circa 25.000,00 euro in due anni e mezzo di mandato) da destinare alle iniziative degli Assessorati ai Servizi Sociali e Cultura.
Di seguito, trascorsi i primi 31 minuti di seduta, si sono svolte le votazioni a scrutinio segreto che hanno dato il seguente risultato:
- Aristotele Cuffaro, 8 voti (la Maggioranza al completo);
- Angelo Costanza, 3 voti (dal Gruppo di Minoranza M5S);
- Giada Vizzini, 1 voto (pubblica dimostrazione di allontanamento della Consigliera dal M5S di Grotte, pur rimanendo all'opposizione consiliare).
La proclamazione dell'elezione del consigliere Aristotele Cuffaro alla carica di Presidente del Consiglio comunale è stata seguita dal discorso di insediamento e dalle felicitazioni che la circostanza ha richiesto.

Pubblichiamo il video integrale della seduta - guarda il video - (© Comune di Grotte). 
 

Carmelo Arnone
21 gennaio 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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21/01/2021

Comune. Discorso d'insediamento del nuovo Presidente del Consiglio comunale, Aristotele Cuffaro

 

Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Pubblichiamo il discorso d'insediamento che il nuovo Presidente del Consiglio comunale di Grotte, Aristotele Cuffaro, ha pronunciato ieri, mercoledi 20/01/2021, nel corso della seduta consiliare nella quale si è svolta la sua elezione alla massima carica dell'assemblea rappresentativa cittadina.

*****

"Ringrazio l’intero Consiglio per la fiducia datami e per avermi permesso di ricoprire la carica di Presidente.
Un ringraziamento particolare va al presidente uscente dottore Angelo Carlisi che ha ricoperto con  scrupolosa precisione, eccellente preparazione e dovizia di coinvolgimento la suddetta carica e al gruppo di Maggioranza al quale mi ha legato un impegno costante collaborativo nell’azione di sostegno amministrativo che mi ha visto consigliere per 2 anni e mezzo.
Ringrazio, altresì, il gruppo di Minoranza che occupa il ruolo di opposizione in espletamento del giusto esercizio democratico, e per ultimo vorrei ringraziare il mio gruppo politico con a capo l’ingegnere Santino Lo Presti che mi ha permesso di crescere politicamente, formarmi e raggiungere obiettivi importanti come quello di questa sera.
Il Presidente del Consiglio è un ruolo istituzionale di prestigio che comporta imparzialità di coordinamento dei lavori nel rispetto del regolamento al quale tutti dobbiamo attenerci per l’adeguato funzionamento delle sedute consiliari.
Il mio impegno politico, di formazione socialista riformista, risale al periodo liceale per poi aderire al nuovo PSI dove ho militato con fervore giovanile e grazie al quale ho potuto gettare le fondamenta per l’amore all’impegno politico che da allora non si è mai fermato.
La mia prima elezione a Consigliere comunale risale al 2008 ricoprendo il ruolo di Capogruppo di Maggioranza dove ho potuto comprendere gli ingranaggi amministrativi e conoscere la macchina burocratica, motore pulsante del nostro Comune.
Oggi per me è un onore legato da forte responsabilità.
Il mio intento è quello di ricoprire la Presidenza con costante impegno, con umiltà a servizio dei miei concittadini.
Noi politici che abbiamo avuto il privilegio di essere eletti, indipendentemente dalle posizioni avverse, abbiamo il dovere di ricambiare con lealtà, trasparenza e lavoro, senza risparmio di fatica, la fiducia concessaci e soprattutto dando l’esempio ai giovani, futuri protagonisti della classe dirigente grottese, poiché, per citare il gigante socialista indimenticato presidente della Repubblica Sandro Pertini I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”.
Viviamo un periodo difficile che sarà ricordato nella storia a causa di un nemico invisibile che sta portando via molte vite umane.
Anche la nostra piccola Grotte ha visto rubati due figli dal maledetto virus.
Non posso non rivolgermi al nostro sindaco prof. Alfonso Provvidenza e ringraziarlo per come ha magistralmente gestito e continua a gestire l’emergenza pandemica.
Sindaco, Consiglieri, Assessori, permettetemi di dire che noi grottesi abbiamo una marcia in più, siamo una comunità unita, solidale che soffre con dignità e silenzio, ma dopo la caduta saprà rialzarsi più forte di prima.
Il mio augurio a tutti noi è quello di poterci riabbracciare e ritornare alla tanto amata normalità.
Mi interfaccerò con diversi organi nei quali sono sicuro, senza dubbio alcuno, troverò persone che agiscono solo ed esclusivamente per il bene della nostra cittadina, come del resto hanno fatto fin’ora:  il Collegio dei revisori dei conti presieduto dalla dottoressa Mariella Calabrese si è dimostrato  attento, preparato e pronto nell’esercitare il controllo sulla correttezza amministrativo-contabile degli atti.
Non di meno proficua sarà la collaborazione con il segretario comunale dottore Pietro Amorosia, garante dell’aspetto giuridico comunale.
Nel concludere ringrazio la mia famiglia che non è mai mancata nel sostenere le mie scelte e la mia decisione di essere attivamente impegnato nella nobile arte  politica"
. 
 

 

   

Il Presidente del Consiglio comunale
Aristotele Cuffaro
 

 

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19/01/2021

Politica. Conferito incarico di "Portavoce del Sindaco"; nota del Gruppo consiliare M5S Grotte

 

Movimento 5 Stelle - Grotte

Nota del Gruppo consiliare M5S, in merito al recente conferimento dell'incarico di Portavoce da parte del Sindaco di Grotte. Ai sensi dell'art. 7 della Legge 150/2000 (citata nella determinazione di nomina), "L'organo di vertice dell'amministrazione pubblica può essere coadiuvato da un portavoce..."; in questo caso, essendo l'organo di vertice dell'amministrazione pubblica individuato nella figura del Sindaco, è corretto definire l'incarico "Portavoce del Sindaco" (come peraltro indicato nel "Disciplinare" e nella "Lettera di disponibilità" allegati alla determinazione di nomina). Di seguito, il testo della nota.

*****

"Con Determina sindacale n° 3 del 14/01/21 il Sindaco Provvidenza conferisce l’incarico di portavoce dell’Ente alla giornalista dott.ssa Anna Rita Di Leo fino al 31/12/21 con un compenso mensile di € 500.
Lungi da noi entrare nel merito delle competenze professionali della giornalista ma sinceramente troviamo inopportuno sottrarre € 6.000 dalle casse comunali in un periodo di forte crisi economica per soddisfare le manie di protagonismo del primo cittadino al quale, evidentemente, non bastano gli avvisi e le comunicazioni attraverso le dirette FB dal Palazzo Comunale, la pagina FB “Comune di Grotte”, la pagina FB “Comune di Grotte News”, la propria pagina FB, le varie e sempre disponibili interviste sulle pagine FB di privati cittadini e, non ultimo, il quotidiano locale online “Grotte.info”.
Comunque possiamo stare tranquilli perché nonostante la crisi economica, aggravata dalla pandemia in corso, da quest’anno le casse comunali torneranno a sorridere grazie all’addizionale comunale IRPEF donataci da questa amministrazione comunale che, come è noto, ha “Grotte” nel cuore
".
 

 

   

Per il Gruppo Consiliare M5S
Salvatrice Morreale
Mirella Casalicchio
Angelo Costanza
 

 

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19/01/2021

Comune. "Grotte, il paese che amo"; lettera di dimissioni del presidente Angelo Carlisi

 

Angelo Carlisi
Angelo Carlisi

In data 7 gennaio 2021 il Presidente del Consiglio comunale di Grotte, dott. Angelo Carlisi, ha rassegnato le dimissioni dalla Presidenza, con la lettera che pubblichiamo di seguito.

*****

Al Vice Presidente del Consiglio comunale del Comune di Grotte
Ai Consiglieri comunali del Comune di Grotte
Al Sindaco del Comune di Grotte
Al Segretario Generale del Comune di Grotte
Ai Responsabili di Posizione Organizzativa del Comune di Grotte
Al Presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Grotte

OGGETTO: Formalizzazione dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale.

     Colleghi Consiglieri, con la presente formalizzo le mie dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale, incarico di grande responsabilità che ho ricoperto con il massimo impegno e con spirito di servizio verso la nostra comunità.
     Desidero rivolgere preliminarmente il mio infinito e sincero ringraziamento ai concittadini, che attraverso il loro consenso hanno permesso di eleggermi Consigliere comunale, concedendomi anche l'opportunità di poter ricoprire una funzione istituzionale così importante quale è appunto la Presidenza del Consiglio comunale.
    
A tal proposito, desidero ringraziare i Consiglieri comunali del gruppo di maggioranza che con lealtà e coesione, hanno manifestato la loro piena ed incondizionata fiducia nei miei confronti; parimenti, voglio ringraziare anche il gruppo consiliare di minoranza, che da una posizione politica diversa, ma ugualmente rispettabile, ha contribuito all’esercizio della dialettica democratica, requisito quest'ultimo essenziale e caratterizzante la massima istituzione di rappresentanza cittadina.
     Approfitto di questa occasione per evidenziare la rilevante attività svolta in questi anni dal Consiglio comunale, in termini di elaborazione ed approvazione di significative proposte di deliberazione sulle materie di propria competenza, tutto ciò nel rispetto delle prerogative che la Legge attribuisce al Consiglio comunale quale principale organo di indirizzo e di controllo-politico amministrativo del nostro Comune.
     Con riferimento all'aspetto della programmazione e dell'azione amministrativa posta in essere, voglio rilevare la piena sinergia e la leale collaborazione che ha contraddistinto il rapporto tra il Consiglio comunale e la Giunta municipale: al Sindaco ed a ciascun Assessore, ognuno per le proprie competenze, con sincero affetto, manifesto in questa sede, il mio apprezzamento per il lavoro svolto, ma soprattutto, per aver portato avanti un lavoro collegiale e di squadra. Ho la piena consapevolezza, che soltanto attraverso lo spirito di collaborazione, coniugato a buon senso ed equilibrio, si sono superati i momenti difficili ed è stato possibile attuare delle scelte a volte molto complesse ed impegnative: spero, e ne sono certo, che questo modus operandi varrà anche per l’azione amministrativa futura.
     Ringrazio particolarmente il Segretario comunale unitamente a tutti i Dirigenti Responsabili di Posizione Organizzativa ed il Collegio dei Revisori per la disponibilità ed il competente supporto fornitomi nell'esercizio delle mie funzioni.
     Rivolgo un sentito ringraziamento ai dipendenti comunali congiuntamente ai dipendenti della società d'ambito SRR e dell'ISEDA che si occupano del servizio di igiene ambientale, mettendo in evidenza che il lavoro dei dipendenti tutti, rappresenta una preziosa risorsa per l'intera comunità, motivo per cui auguro loro di saper cogliere positivamente le sfide che quotidianamente si presentano, al fine di apportare valore aggiunto alla macchina organizzativa comunale.
     Ringrazio, infine, tutte le Associazioni presenti nella nostra comunità, i Sacerdoti, il Dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo "Angelo Roncalli" con i docenti, il Corpo di Polizia Municipale ed il Comandante della Stazione dei Carabinieri per avere collaborato tutti alle iniziative svolte nel corso di questi anni e per il servizio espletato nell’interesse della nostra Grotte.
     Con questi sentimenti di emozione e di riconoscenza confermo le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale, con la convinta certezza di proseguire il mio impegno per la nostra comunità nel ruolo di Consigliere comunale, responsabilità quest'ultima che mi consentirà di vivere l'esperienza più gratificante, per chi come me, è animato da passione politica: essere cioè, rappresentante della propria gente, della comunità in cui sono nato e cresciuto, di Grotte, il paese che amo ed a cui sono profondamente legato.

Grotte (AG), 7 Gennaio 2021
. 
 

 

   

Dott. Angelo Carlisi
 

 

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19/01/2021

Comune. Avviso "Borghi in Festival": presentazione delle istanze entro venerdi 22 gennaio 2021

 

Borghi in festival
Borghi in Festival

La Direzione Generale Creatività Contemporanea e la Direzione Generale Turismo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, lo scorso 15 novembre 2020 hanno emanato congiuntamente un avviso pubblico per il finanziamento di attività culturali da realizzarsi in forma di Festival, con l'obiettivo di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti dei borghi italiani, attraverso la valorizzazione delle risorse culturali, ambientali e turistiche.
Destinatari dell'avviso “Borghi in Festival” sono i Comuni con popolazione residente fino a 5000 abitanti, ovvero fino a 10000 abitanti che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea, con preferenza per quelle identificabili come aree prioritarie e complesse. Questi Comuni possono partecipare con progetti, singolarmente o in rete tra loro o come capofila di partenariati, costituiti o costituendi, con altri enti profit e non-profit.
Tra gli obiettivi strategici principali del bando vi sono i seguenti:
- promuovere e sostenere la qualità e le eccellenze dei territori dei borghi italiani;
- costruire opportunità per il miglioramento socio-economico delle aree selezionate, anche prevedendo l'incubazione di imprese culturali/creative e innovative di comunità, promuovendo attività di rigenerazione urbana a medio e lungo termine;
- promuovere e sostenere contenuti innovativi e attività di educazione/formazione e sviluppo;
- rafforzare e integrare l'offerta turistica/culturale dei territori;
- sviluppare un approccio progettuale integrato e pratiche innovative ed inclusive;
- incentivare progettualità orientate alla sostenibilità, attraverso l'impiego delle nuove tecnologie.
I progetti vincitori potranno essere realizzati da aprile a luglio 2021.
L'Amministrazione comunale di Grotte intende partecipare all’avviso con una propria proposta progettuale, pertanto intende coinvolgere le imprese locali e le associazioni del territorio operanti in ambito turistico/culturale con la sottoscrizione di accordi di partenariato (leggi la deliberazione di Giunta municipale).
Il Comune di Grotte sarà capofila nella presentazione del progetto.
Le istanze di partecipazione in partenariato (scarica il modello di istanza) e i curricula (scarica il modello di curriculum) delle imprese o delle associazioni che intendono aderirvi dovranno pervenire al protocollo del Comune di Grotte entro e non oltre il 22 gennaio 2021
.
     
Redazione
19 gennaio 2021.
  

 

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19/01/2021

Comune. Aggiornato l'albo unico degli scrutatori di seggio elettorale

 

Comune di Grotte (AG)
Palazzo municipale

Da ieri, lunedi 18 gennaio 2021, per 15 giorni consecutivi, è depositato nella Segreteria comunale, ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge 08/03/1989 n. 95 e s.m., l’albo unico delle persone idonee all'ufficio di scrutatore di seggio elettorale, aggiornato con il verbale della Commissione elettorale comunale n° 3 del 14/01/2021.
Ogni cittadino, entro i 15 giorni, può prenderne visione.
Lo ha reso noto il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza con un avviso pubblico, aggiungendo inoltre che avverso le decisioni della
Commissione elettorale comunale, ogni cittadino ha facoltà di proporre ricorso alla Commissione elettorale circondariale entro 10 giorni dalla scadenza della pubblicazione dello stesso avviso.
     
Redazione
19 gennaio 2021.
  

 

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19/01/2021

Dialoghi. "Il prezzo dei costruttori"; di Giuseppe Castronovo

 

Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.

Crisi, l'ennesima crisi di Governo! Come uscirne? Ne abbiamo parlato al Circolo della Concordia dove il prof. Vezio, da esperto grazie anche alla sua non più giovanissima età, sicuro che il nostro Paese non resterà senza Governo, ci ha ricordato che da che mondo è mondo "l'argento tondo compra il mondo".
Giuseppe Castronovo

"Il prezzo dei costruttori"
(Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)

Totò: Amici, quale strada prevedete che possa portare il Governo Conte II fuori dalla crisi?

Santo: Io ho fiducia che in Parlamento la crisi troverà una soluzione che possa accontentare  le legittime aspettative di tutte le parti in campo.

Marco: In che senso?

Santo: Sono sicuro che si troveranno i costruttori o responsabili, chiamiamoli come vogliamo, in numero sufficiente a garantire una maggioranza parlamentare al Governo Conte.

Lino: A che prezzo? Caro Santo, nessuno costruisce gratis! I costruttori hanno un prezzo!

Santo: Se sono responsabili non dovrebbero parlare di prezzo. Almeno così la penso io. Perché non chiedete al prof. Vezio?

Marco: Prof. Vezio, lei cosa può dirci?

Vezio: Amici miei, stimo da sempre l’amico Santo al quale rivolgo questa semplice argomentazione: non è un segreto che se in Parlamento si trovano dei Parlamentari disposti a dare il loro voto di fiducia al Governo Conte, la legislatura continuerà il suo naturale percorso.

Nenè: E quindi?

Vezio: Ogni parlamentare continuerà a percepire, da qui alla fine della Legislatura, altri 350mila euro. E voi sapete che la maggioranza degli attuali Parlamentari è pienamente consapevole che la loro sarà una uscita senza ritorno. Avete capito?

Nenè: Abbiamo capito!

Vezio: Ero bambino e sentivo dire a mio nonno che “l’argento tondo compra il mondo”.

     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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18/01/2021

Politica. "AAA Assessore cercasi"; una poltrona ancora vuota nella Giunta municipale di Grotte

 

Poltrona vuota
Poltrona vuota

Poltrona vuotaC'è ancora una poltrona vuota nella Giunta municipale di Grotte: "AAA Assessore cercasi".
Sono trascorsi sette giorni da quando, lo scorso 11 gennaio, l'ultimo dei tre Assessori al Comune di Grotte dimissionari (Antonino Caltagirone, Zina Maria Cipolla e Annamaria Todaro) ha presentato formalmente la lettera di rinuncia all'incarico.
Due sono stati sostituiti entro quarantott'ore, il 13 gennaio, dal sindaco Alfonso Provvidenza, che ha provveduto a nominare assessore e vice sindaco la consigliera comunale Roberta Di Salvo, ed assessore Alessandra Marsala.
Com'è riportato nella determinazione sindacale n° 2 del 13/01/2021; "... il Sindaco si riserva di nominare il quarto assessore con successivo provvedimento"; provvedimento che, ad oggi, non ha visto la luce.
Sul ritardo* nella nomina, in assenza di dichiarazioni ufficiali, possiamo soltanto avanzare un paio di ipotesi:
- la compagine politica di riferimento al quale compete l'assegnazione dell'assessore mancante non si è ancora decisa in merito al nominativo da indicare;
- qualora un nominativo fosse già stato proposto, questo potrebbe essere stato respinto (in quanto ritenuto irricevibile dal Primo Cittadino), rimettendo in moto il delicato meccanismo di bilanciamento tra le stesse anime della compagine proponente.
Per il momento rimangono attribuite al Sindaco le deleghe non assegnate; e si tratta di deleghe importanti: Sport, Lavori Pubblici, Servizi Cimiteriali, Risorse Umane, Vigilanza, Attività Produttive. E dire che l'assessore Caltagirone avrebbe potuto (forse anche dovuto) ricoprire l'incarico per tutta la durata del mandato, se non fosse venuto meno il supporto dei suoi sostenitori politici senza il quale, con grande tatto e discrezione, si è determinato a fare un passo indietro.
Chi sarà il prossimo Assessore? Non dovrebbe essere molto distante dal vero l'individuazione di questa figura (forse prima di maggio) in quella di un ex consigliere comunale (o, per interposta persona, di un suo familiare o sodale). In ballo c'è una posizione di prestigio e di potere, e una non trascurabile indennità di carica (soprattutto di questi tempi).
"Ma per conoscere il nominativo..." (direbbe Alessandro Borghese lasciando gli spettatori in suspense) non ci rimane che attendere.

* "Nessun ritardo" sostengono fonti ufficiose; ne prendo atto e riporto l'affermazione. Un dato incontestabile: dal 13 gennaio, del 4° Assessore da nominare non si ha notizia.
 
 

Carmelo Arnone
18 gennaio 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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18/01/2021

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della settimana

 

Programma della settimana
Programma
 

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti (disponibili anche alla pagina "Chiesa").
Tutti i giorni le chiese rimarranno aperte per la preghiera personale, nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Lunedi 18 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per l'unità dei cristiani;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santo Rosario a padre Vinti;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa (nell'anniversario della nascita di padre Vinti: 18/01/1893 - 18/01/2021).

Martedi 19 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina della Divina Misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per l'unità dei cristiani;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 20 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina della Divina Misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per l'unità dei cristiani;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Giovedi 21 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 09.00, nella chiesa San Francesco, santa Messa (non ci sarà la consueta Adorazione eucaristica);
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per l'unità dei cristiani;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Venerdi 22 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina della Divina Misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per l'unità dei cristiani;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Sabato 23 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina della Divina Misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario mariano;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, santa Messa prefestiva;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa prefestiva;
- ore 20.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa prefestiva animata dal Cammino neocatecumenale.

Domenica 24 gennaio - Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
- ore 08.15, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 10.00, nella chiesa San Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, santa Messa;
- ore 18.30, in chiesa Madre, santa Messa.

Numero di fedeli consentito nelle chiese di Grotte:
- chiesa Madre: 112
-
chiesa Madonna del Carmelo: 60
-
chiesa San Rocco: 25
Disposizioni particolari:
- non è consentito l'ingresso a persone con una temperatura corporea pari o superiore a 37,5° o che hanno avuto contatti con persone positive a SARS-COV2 nei giorni precedenti.
I fedeli hanno l'obbligo di:
- entrare ed uscire dalla chiesa rispettando la distanza di 1,5 metri dagli altri fedeli;
- indossare la mascherina;
- igienizzare le mani al dispenser situato all'ingresso;
- occupare il posto contrassegnato;
- mantenere la distanza di almeno 1 metro laterale e frontale dalle altre persone;
- evitare qualsiasi forma di contatto fisico;
- non dare il segno della pace;
- attenersi alle indicazioni del celebrante per ricevere la santa Comunione;
- depositare le offerte per la parrocchia negli appositi contenitori;
- non sostare in chiesa o sul sagrato dopo la celebrazione
.
  
Redazione
18 gennaio 2021.
  

 

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18/01/2021

Attualità. Stefano Porcari: un brillante giovane italiano all'insediamento del Presidente USA Joe Biden

 

Stefano Porcari
Stefano Porcari

Si terrà il prossimo mercoledi 20 gennaio, sul lato ovest del Campidoglio, la cerimonia di insediamento del 46° Presidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden. Sarà una cerimonia non aperta ai cittadini, sia a causa dell'emergenza dovuta alla pandemia che ai timori di manifestazioni di protesta dei sostenitori del Presidente uscente, ma sarà riservata a una platea di selezionate personalità del mondo della politica, della cultura, dell'economia, dell'arte.
Ci saranno, per esempio, gli ex presidenti Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama con le rispettive consorti.
Ci sarà il Presidente del sindacato georgiano dei vigili del fuoco, Andrea Hall, che proclamerà il giuramento di fedeltà alla bandiera americana.
L'inno nazionale verrà intonato da Lady Gaga, mentre Amanda Gorman, insignita nel 2017 del prestigioso titolo di National Youth Poet Laureate, reciterà versi poetici e la celebre cantante Jennifer Lopez proporrà una performance musicale.
Tra gli invitati, il giovane italiano Stefano Porcari.
Stefano, che ricopre il ruolo di Corporate Services Officer presso la CAF (Charities Aid Foundation) America, è nato e cresciuto a Milano. Terminati gli studi liceali a Pavia si è trasferito negli USA e ha conseguito la laurea in Scienze Politiche alla George Washington University con la doppia specializzazione in "International Economics" e "Security Policy". È stato assistente parlamentare del deputato democratico al Congresso Steve Russell. Nel 2016 ha partecipato alla Convention per la candidatura di Hillary Clinton alla presidenza, e lo scorso anno a quella per la candidatura del prossimo presidente USA Biden. Sin da giovanissimo molto attivo nel volontariato, a 16 anni ha trascorso un periodo in Ruanda insegnando inglese e matematica ai bambini delle scuole elementari presso l'Alpha Community Academy di Kigali, mentre durante gli anni del liceo ha contribuito a stabilire un programma di tutoraggio per i bambini delle scuole elementari e medie. Stefano Porcari ha lontane origini siciliane, infatti un suo trisnonno era di Castronovo di Sicilia; origini che lo accomunano alla prossima First Lady, Jill Jacobs (Giacoppa) Biden, il cui nonno Domenico proveniva da Gesso, una frazione di Messina
. 
 

Carmelo Arnone
18 gennaio 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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18/01/2021

Comune. Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per mercoledi 20 gennaio alle ore 16.00

 

Aula consiliare "Antonio Lauricella"
Aula consiliare

L'adunanza del prossimo Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta ordinaria - in modalità videoconferenza - su determinazione della vicepresidente Jessica Elisabetta Arnone, è stata fissata per mercoledi 20 gennaio, alle ore 16.00. All'ordine del giorno la presa d'atto delle recenti dimissioni del presidente dott. Angelo Carlisi e l'elezione del nuovo Presidente (il candidato più quotato è il consigliere Aristotele Cuffaro).
La videoconferenza sarà svolta sulla piattaforma "Zoom Meeting". La pubblicità della seduta sarà garantita mediante diretta streaming accessibile dalla pagina istituzionale del Comune di Grotte.  

Verrà discusso il seguente ordine del giorno:

1) Nomina scrutatori; lettura ed approvazione verbali seduta precedente;
2) Elezione del Presidente del Consiglio comunale a seguito delle dimissioni del Presidente in carica.

In caso di mancanza del numero legale la seduta sarà sospesa per un'ora e, qualora dopo la sospensione non ci fosse ancora la presenza del numero legale dei Consiglieri, la seduta di seconda convocazione sarà tenuta il giorno successivo, sempre alla stessa ora.
La Convocazione della seduta di Consiglio comunale riporta inoltre che "lo svolgimento della seduta consiliare in modalità videoconferenza oggetto della presente convocazione, sarà ordinariamente disciplinato mediante l'osservanza del vigente “Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale” unitamente ai criteri per lo svolgimento in videoconferenza delle sedute del Consiglio Comunale stabiliti con Determina del Presidente del Consiglio Comunale prot. n.13256 del 09/11/2020".
     
Redazione
18 gennaio 2021.
  

 

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17/01/2021

Salute. Emergenza Covid-19: Ordinanza del Sindaco di Grotte valida sino al 31 gennaio

 

Alfonso Provvidenza
Alfonso Provvidenza

Nella serata di ieri, sabato 16 gennaio 2021, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha emanato l'Ordinanza Sindacale n° 3/2021 (leggi l'Ordinanza) che, tenendo conto di quanto stabilito dal DPCM e dal Presidente della Regione, ne ha ribadito i contenuti, integrandoli con alcune ulteriori disposizioni valide sino al 31 gennaio 2021 alle quali la cittadinanza dovrà attenersi.
In sintesi, questi i punti principali (leggi l'Ordinanza):
- attività didattica a distanza per il secondo e terzo anno della Scuola secondaria di primo grado (didattica a distanza per le seconde e terze medie);
- attività didattica in presenza per il primo anno della Scuola secondaria di primo grado, la Scuola Primaria, la Scuola dell’Infanzia e i Servizi Educativi dell’Infanzia (attività in classe dall'asilo nido alla prima media).
- nei giorni di giovedi 21 e 28 gennaio 2021 il mercatino settimanale si svolgerà nel rispetto di quanto previsto dal DPCM del 14/01/2021 “… Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici …”.
- la sospensione, ai sensi dell’art. 3, comma 4, lettera m), del DPCM 14 gennaio 2021, dei servizi bibliotecari nel periodo compreso tra il 17 e il 31 gennaio 2021;
- la chiusura al pubblico degli uffici comunali fino al 31 gennaio 2021, consentendo l’ingresso solo per motivazioni urgenti e indifferibili.

Sino al 31 gennaio tutta la Sicilia è in zona rossa; ecco cosa è permesso e cosa è vietato:
- vietato ogni spostamento, anche all'interno del proprio Comune, in qualsiasi orario (ad eccezione delle successive indicazioni);
- consentiti gli spostamenti esclusivamente per motivi di lavoro, necessità e salute;
- chiusi al pubblico bar e ristoranti, consentito l'asporto (sino alle ore 18.00 per i bar, sino alle 22.00 per ristoranti e pizzerie), consentita la consegna a domicilio;
- restano aperti i supermercati e le rivendite di generi alimentari e di prima necessità, edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri, officine, profumerie, negozi di biancheria intima, di ottica, di fiori, di telefonia e di computer, librerie e fiorai;
- chiusi gli altri negozi ed i centri estetici, musei, mostre, teatri, cinema, palestre, sale giochi e simili;
- aperte le chiese (nel rispetto delle norme anti Covid-19: numero massimo di fedeli ammessi, distanziamento, igienizzazione delle mani, ingressi e uscite separati);
- consentito praticare sport in forma individuale; corsetta e passeggiata consentite vicino alla propria abitazione
.
  
Redazione
17 gennaio 2021.
  
 

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17/01/2021

Esempi. "Rosario Livatino: la lotta alla mafia tra giustizia e fede"; del dott. Antonio Balsamo

 

Rosario Livatino
Rosario Livatino

Antonio Balsamo
Antonio Balsamo

Antonio BalsamoConsiderazioni sulla figura di Rosario Livatino: il “giudice ragazzino” e la lotta alla mafia tra giustizia e fede.
A cura del dott. Antonio Balsamo, in collaborazione con il Centro Studi “Nino Abbate”.
Il dott. Antonio Balsamo, in magistratura dal 1991, è Judge on the Roster of International Judges delle Kosovo Specialist Chambers, con sede all’Aja, dove svolge il ruolo di Giudice della Specialist Chamber della Corte Costituzionale.
È Consigliere Giuridico della Rappresentanza Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a Vienna.
È Professore a contratto di Criminal Law presso la Facoltà di Giurisprudenza della LUMSA.
Prima di assumere gli attuali incarichi internazionali è stato Sostituto Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione.
Dal 2011 al 2018 è stato Presidente della Corte di Assise di Caltanissetta, dove ha trattato e definito in primo grado i nuovi processi sulla strage di Capaci e sulla strage di Via D’Amelio (c.d. processi “Capaci bis” e “Borsellino quater”)
.

*****

Un grande segnale di speranza al termine di un anno drammatico.

     Alla fine di un anno veramente drammatico, che ha tracciato un solco profondo nelle vite di ciascuno di noi, un forte segnale di speranza per tutte le persone impegnate nella affermazione della giustizia e nella lotta alla mafia è stato lanciato da Papa Francesco il 21 dicembre 2020, con l’autorizzazione alla promulgazione del Decreto riguardante «il martirio del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, Fedele Laico; nato il 3 ottobre 1952 a Canicatti (Italia) e ucciso, in odio alla Fede, sulla strada che conduce da Canicatti ad Agrigento (Italia), il 21 settembre 1990» (In questi termini il comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede).
     Il riconoscimento contenuto nel Decreto ha un significato speciale per la Chiesa Cattolica (dove alla dichiarazione del Martirio segue senza soluzione di continuità la beatificazione), ma assume un valore non meno importante per tutta la società e l’intero sistema istituzionale: per tutti coloro che credono che «veramente justitia est fundamentum reipublicae», come ricordava Piero Calamandrei nel discorso tenuto nel 1947 al Primo Congresso del Consiglio nazionale forense, quando esprimeva l’auspicio che la toga - questo abito che unisce avvocati e magistrati - sia «veste simbolica del coraggio civile, dell’altruismo e della solidarietà umana».
     Un grande storico dell’età moderna, Federico Chabod, a proposito del mutamento culturale scaturito dalla Rivoluzione Francese che conduceva la politica ad acquistare “pathos religioso” a partire dal secolo XIX, spiegava: «per diciotto secoli, il termine di martire era stato riservato a coloro che versavano il proprio sangue per difendere la propria fede religiosa; martire era chi cadeva col nome di Cristo sulle labbra. Ora, per la prima volta, il termine viene assunto ad indicare valori, affetti, sacrifici puramente umani, politici: i quali dunque acquistano l’importanza e la profondità dei valori, affetti, sacrifici religiosi, diventano religione anch’essi».
     La forza e l’ampiezza dei significati del martirio, che costituiscono il riflesso della capacità di questo evento di scuotere le coscienze di tutti, credenti e non credenti, sono particolarmente evidenti nel caso di Rosario Livatino: un magistrato che pensava che «rendere giustizia è realizzazione di sé, è preghiera, è dedizione di sé a Dio» (R. Livatino, Fede e diritto, Conferenza tenuta il 30 aprile 1986 a Canicattì, nel salone delle suore vocazioniste), e non cessava di interrogarsi sul rapporto tra fede e diritto, due realtà «continuamente interdipendenti fra loro, (…) continuamente in reciproco contatto, quotidianamente sottoposte ad un confronto a volte armonioso, a volte lacerante, ma sempre vitale, sempre indispensabile» (F. Chabod, L’idea di nazione, a cura di A. Saitta - E. Sestan, Laterza, Roma-Bari, 1992, p. 62).
     Alla visione del “rendere giustizia” espressa da Rosario Livatino si è richiamato, nel discorso tenuto in occasione dell’incontro del 29 novembre 2019 con gli iscritti al Centro Studi che ha scelto il suo nome, Papa Francesco, che ha tratteggiato in modo indimenticabile la sua figura e il valore della sua testimonianza: «Livatino - per il quale si è concluso positivamente il processo diocesano di beatificazione - continua ad essere un esempio, anzitutto per coloro che svolgono l’impegnativo e complicato lavoro di giudice. Quando Rosario fu ucciso non lo conosceva quasi nessuno. Lavorava in un Tribunale di periferia: si occupava dei sequestri e delle confische dei beni di provenienza illecita acquisiti dai mafiosi. Lo faceva in modo inattaccabile, rispettando le garanzie degli accusati, con grande professionalità e con risultati concreti: per questo la mafia decise di eliminarlo. Livatino è un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l’attualità delle sue riflessioni» (Discorso del Santo Padre Francesco ai membri del Centro Studi “Rosario Livatino”, Sala Clementina, 29 novembre 2019, in cui il Papa soggiunge: «Rosario Livatino ha lasciato a tutti noi un esempio luminoso di come la fede possa esprimersi compiutamente nel servizio alla comunità civile e alle sue leggi; e di come l’obbedienza alla Chiesa possa coniugarsi con l’obbedienza allo Stato, in particolare con il ministero, delicato e importante, di far rispettare e applicare la legge»).


(Rosario Livatino)

Il rifiuto di ogni compromesso e di ogni “doppia morale”.

     Tra gli appunti di Rosario Livatino, dopo la sua morte, venne trovata la frase: Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili.
     È una riflessione che esprime il senso profondo di tutto il suo impegno. In effetti, una delle cose che più colpiscono nel percorso umano e professionale di Rosario Livatino è la coerenza assoluta tra i principi proclamati e la condotta di vita. Il rifiuto di ogni compromesso e di ogni “doppia morale”.
     Come è stato osservato da chi ha dato un forte impulso alla costruzione della memoria collettiva nel contesto nazionale su Rosario Livatino, «quel giudice che non si impaurisce delle reazioni dei centri di potere, quel giudice capace di apporre la sua firma in calce ai provvedimenti più scomodi. Quel giudice sconosciuto al pubblico, diventa invece ben conosciuto ai clan mafiosi che infestano in progressione l’agrigentino. In quell’ufficio Rosario rappresenta lo Stato che non china la testa davanti alla corruzione e ai suoi uomini, che si fa garante in periferia del principio di legalità devastato al centro» (N. dalla Chiesa, Il giudice ragazzino, Einaudi, 1992).
     La sua visione dell’etica del giudice è racchiusa in una conferenza tenuta al Rotary Club di Canicatti il 7 aprile 1984 sul tema: “Il ruolo del Giudice nella società che cambia”. Un intervento che sembra davvero scritto “a futura memoria” e che meriterebbe di essere proposto a tutti coloro che intendono intraprendere il lavoro di magistrato, come la più importante lezione di etica professionale:
     «L’indipendenza del giudice, infatti, non è solo nella propria coscienza, nella incessante libertà morale, nella fedeltà ai principi, nella sua capacità di sacrifizio, nella sua conoscenza tecnica, nella sua esperienza, nella chiarezza e linearità delle sue decisioni, ma anche nella sua moralità, nella trasparenza della stia condotta anche fuori delle mura del suo ufficio, nella normalità delle sue relazioni e delle sue manifestazioni nella vita sociale, nella scelta delle sue amicizie, nella sua indisponibilità ad iniziative e ad affari, tuttoché consentiti ma rischiosi, nella rinunzia ad ogni desiderio di incarichi e prebende, specie in settori che, per loro natura o per le implicazioni che comportano, possono produrre il germe della contaminazione ed il pericolo della interferenza; l’indipendenza del giudice è infine nella sua credibilità, che riesce a conquistare nel travaglio delle sue decisioni ed in ogni momento della sua attività».
     Rosario Livatino così proseguiva: «La credibilità esterna della magistratura nel suo insieme ed in ciascuno dei suoi componenti è un valore essenziale in uno Stato democratico, oggi più di ieri. “Un giudice”, dice il canone II del già richiamato codice professionale degli U.S.A. “deve in ogni circostanza comportarsi in modo tale da promuovere la fiducia del pubblico nell’integrità e nell’imparzialità dell’ordine giudiziario”.
     Occorre allora fare un’altra distinzione tra ciò che attiene alla vita strettamente personale e privata e ciò che riguarda la sua vita di relazione, i rapporti coll’ambiente sociale nel quale egli vive.
     Qui è importante che egli offra di se stesso l’immagine non di una persona austera o severa o compresa del suo ruolo e della sua autorità o di irraggiungibile rigore morale, ma di una persona seria, sì, di persona equilibrata, sì, di persona responsabile pure; potrebbe aggiungersi, di persona comprensiva ed umana, capace di condannare, ma anche di capire.
     Solo se il giudice realizza in se stesso queste condizioni, la società può accettare che gli abbia sugli altri un potere così grande come quello che ha. Chi domanda giustizia deve poter credere che le sue ragioni saranno ascoltate con attenzione e serietà; che il giudice potrà ricevere ed assumere come se fossero sue e difendere davanti a chiunque. Solo se offre questo tipo di disponibilità personale il cittadino potrà vincere la naturale avversione a dover raccontare le cose proprie ad uno sconosciuto; potrà cioè fidarsi del giudice e della giustizia dello Stato, accettando anche il rischio di una risposta sfavorevole
».
     È una visione, questa, che Rosario Livatino cercava di mettere in pratica in ogni sua attività giudiziaria, in ogni momento della sua vita. Sia quando affrontava senza nessuna esitazione quella fitta rete di complicità e cointeressenze che legava esponenti della criminalità organizzata, del mondo politico e della realtà economica ad Agrigento, collaborando con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (Sul tema, v. lo Speciale Tg1 del 20/9/2020, “Un uomo giusto”, di Maria Grazia Mazzola, che contiene un’accurata ricostruzione delle attività di indagine di Rosario Livatino, con le testimonianze di alcuni dei colleghi che collaborarono con lui, anche nell’analisi delle risultanze del rapporto della polizia canadese che già dal 1974 aveva delineato una struttura dell’organizzazione mafiosa largamente coincidente con quella descritta, dieci anni dopo, da Tommaso Buscetta; v. sul punto la testimonianza di Salvatore Cardinale e la documentazione sul predetto rapporto, su quello del 20/2/1984, e sulle intercettazioni ambientali eseguite presso il “Reggio Bar” di Paul Violi), sia quando, da pubblico ministero con una solida cultura della giurisdizione (Cfr. R. Conti – R. Saieva, Livatino ieri e oggi. Sacrificio di un giudice e giurista d’altri tempi o testimonianza limpida di un magistrato “di ogni tempo” al servizio della società?, in www.giustiziainsieme.it), esprimeva tutto il suo rispetto verso gli accusati e, in particolare, verso le persone deboli e vulnerabili, con un incessante anelito a raggiungere la verità nel processo (Cfr. M. Ronco, Il decreto sul martirio di Rosario Livatino, in www.centrostudilivatino.it, che esamina in profondità la motivazione del decreto).

Un esempio luminoso contro una crisi del potere giudiziario che ha radici profonde.

     «Rosario Livatino ha lasciato a tutti noi un esempio luminoso»: queste parole di Papa Francesco non sono solo una celebrazione, ma soprattutto un forte invito ad un profondo rinnovamento, proprio in una fase storica nella quale si assiste a una «crisi del potere giudiziario che non è superficiale ma ha radici profonde» (Cfr. il discorso del 29 novembre 2019 di Papa Francesco ai membri del Centro Studi “Rosario Livatino”, sopra citato).
     Rosario Livatino operava in partibus infidelium. Dovette sostenere un contrasto molto duro con il suo ambiente di riferimento, in un’epoca nella quale a Palermo si giocavano le sorti della nostra democrazia (V. le riflessioni di Nando dalla Chiesa nel citato Speciale Tg1 del 20/9/2020, “Un uomo giusto”).
     Pochi giorni dopo la sua uccisione, il 1° ottobre 1990, ad Agrigento si svolse una assemblea dei magistrati siciliani che fu subito vista dalla stampa come “un atto di accusa senza precedenti, una vera sfida lanciata agli uomini di Roma” (A. Bolzoni, La rabbia dei giudici siciliani ‘colleghi, dimettiamoci tutti’, in la Repubblica, 2 ottobre 1990, cui si rinvia per una completa ricostruzione dello svolgimento dell’assemblea).
     L’intervento effettuato in questa occasione da Paolo Borsellino iniziava così: «Non ho potuto evitare che in me insorgesse la mortificante sensazione del già visto, del già sentito, del già detto e del già fatto, come se ancora una volta, per inevitabile condanna storica fosse necessario sottoporsi a questo inevitabile ed inutile rituale. Del già visto, perché il viso innocente di bambino di Rosario, sforacchiato da colpi micidiali, che mi è apparso in fondo alla brulla scarpata sotto il lenzuolo bianco, il cui lembo non ho potuto fare a meno di sollevare, mi ha immediatamente richiamato alla memoria tanti altri visi di colleghi ed amici, colpiti anch’essi nella loro giovinezza o maturità dalle mani omicide che percorrono questa terra, impunite e con terrificante sicurezza di perdurante impunità. Del già sentito, perché subito dopo ho riascoltato esplodere lo sciacallaggio morale di chi, anche tra colleghi, non trova di meglio che addebitare alla stessa magistratura siciliana la responsabilità di questi tragici eventi, risollevando stantie argomentazioni razzistiche, che dimenticano come tutto quello che contro la mafia si è fatto in Sicilia è stato opera di magistrati siciliani e dei loro collaboratori, nonostante la scandalosa assenza delle altre Istituzioni dello Stato che vi dispiegassero doverosamente tutti i mezzi e gli sforzi dovuti. Io non esprimo solidarietà ai colleghi di Agrigento, oggetto in questi giorni di ignobili indiscriminati attacchi. Esprimo insieme a loro lo sdegno verso gratuite ed ingiuste generali criminalizzazioni, che colpiscono anche me e la grande maggioranza dei miei colleghi, siciliani e non siciliani. Non è difesa corporativa. Se ci sono mele marce vanno individuate, punite ed eliminate, ma non deve essere consentito a nessuno avvalersi di queste tragiche occasioni per liberarsi a poco prezzo di magistrati scomodi che cercano di fare tutto il loro dovere, e spesso molto di più, in condizioni di lavoro inammissibili in un paese civile. Del già detto, perché il macabro inutile rituale comprende anche un determinato periodo di lamentazioni da un lato e promesse dall’altro, l’une avanzate e le altre propinate quasi come un medicinale digestivo della tragedia, affinché dopo alcuni giorni più non se ne parli e ci si possa continuare ad occupare, senza distrazioni fastidiose, della crisi del Golfo e delle grandi civili riforme sanitarie o carcerarie. Ed allora l’idea di convocare questa Assemblea è nata insieme col fermo proposito di sfuggire finalmente a queste logiche ripetitive, di non celebrare più alcuna cerimonia rituale, di non ripetere più tristemente, come il 28 settembre 1988, che la magistratura siciliana, ormai da troppo tempo sottoposta ad inconcepibili aggressioni, avrebbe continuato come in passato a fare il proprio dovere con rinnovata energia e passione di giustizia. Sì è vero, dopo ogni barbaro assassinio di giudici non si è verificato alcun cedimento né si è registrata alcuna defezione; anzi il lavoro è continuato con maggiori sacrifici e risultati apprezzabili. Ma abbiamo detto già due anni fa che l’impegno dei magistrati non poteva costituire alibi per le perduranti gravissime inadempienze che contribuiscono a tenere questa terra in preda alle organizzazioni criminali. Aggiungiamo oggi che questo impegno è allo stremo: a forza di spillar vino dalla botte questa si svuota. E qui non di vino si tratta».
     Negli ultimi decenni l’esempio di Rosario Livatino ha scosso le coscienze dei magistrati, della società civile, della Chiesa.
     Come ha ricordato Papa Francesco, il 9 maggio 1993 Giovanni Paolo II, poco prima di rivolgere agli “uomini della mafia” il memorabile e perentorio invito alla conversione nella Valle dei Templi, ad Agrigento, aveva incontrato i genitori di Rosario Livatino.
     La lezione di Rosario Livatino oggi è di sorprendente attualità (per usare le parole di Papa Francesco), anche quando smonta una serie di luoghi comuni e di “ricette pronte” da oltre quarant’anni, capaci di produrre un «effetto perverso fondamentale», che «punisce l’azione e premia l’inazione, l’inerzia, l’indifferenza professionale», con la conseguenza che «chi ne trarrebbe beneficio sono proprio quelle categorie sociali che, avendo fino a pochi anni or sono goduto dell’omertà di un sistema di ricerca e di denuncia del reato che assicurava loro posizioni di netto privilegio, recupererebbero attraverso questa indiretta ma ancor più pesante forma di intimidazione del giudice la sostanziale garanzia della propria impunità». Come lui sottolineava nella conferenza del 7 aprile 1984 sul tema: “Il ruolo del Giudice nella società che cambia”, «come possa dirsi ancora indipendente un giudice che lavora soprattutto per uscire indenne dalla propria attività, non è facile intendere», e «ci si può chiedere se sarà mai più possibile trovare un pretore od un pubblico ministero che di sua iniziativa intraprenda la persecuzione di quei reati che per tradizione o per costume o per altro nel passato erano raramente perseguiti. Dai reati societari all’urbanistica, all’inquinamento ed in genere a tutti i reati che offendono interessi diffusi».
     La via per rafforzare veramente l’indipendenza, esterna e interna, di ciascun magistrato, passa dalla capacità di ognuno di noi di prendere sul serio, non solo nelle celebrazioni ma soprattutto nell’attività di ogni giorno, il suo pensiero e il suo modo di essere giudice e pubblico ministero.

Io ho visto tanti esempi di questa capacità nei colleghi con cui ho avuto la possibilità di lavorare a Caltanissetta. Ne voglio ricordare due, che riguardano rispettivamente un pubblico ministero e un giudice.

Uno è quello di una collega che arrivò in Sicilia dopo una esperienza internazionale nei Balcani. Di aspetto sembrava davvero una ragazzina, ma aveva una cultura e una determinazione fortissime. Tra le tante cose che ha fatto lavorando in Procura, mi è rimasto impresso un processo in cui ha tenuto esattamente lo stesso comportamento che, secondo la “storia orale” dei magistrati di Agrigento, era stato tenuto da Rosario Livatino tanti anni prima: concluse a sfavore dell’imputato, ascoltò con attenzione la difesa, e poi cambiò completamente le proprie conclusioni in sede di replica, in quanto si era convinta della fondatezza delle ragioni addotte a favore dell’imputato.

Il secondo riguarda una collega che è entrata in magistratura dopo essere stata in polizia per diversi anni. La passione per la giustizia - quella vera - l’aveva avuta sin da bambina, quando scriveva delle lettere a Enzo Tortora perché era convinta della sua assoluta innocenza (e ci aveva visto giusto, a differenza di tanti magistrati). Il padre di Rosario Livatino trascorse il suo ultimo Natale con lei e la sua famiglia. Subito dopo avere iniziato il suo lavoro al Tribunale di Caltanissetta, la collega ha dato un contributo fondamentale alla ricostruzione della convergenza di interessi tra “Cosa Nostra” e ambienti esterni che, secondo gli ultimi accertamenti giudiziari, sta alla base della strage di Capaci e della strategia del “terrorismo mafioso”, per poi impegnarsi con coraggio nella descrizione del volto più recente, più ambiguo, e più difficile da percepire, della criminalità organizzata.

È in persone come loro che l’esempio di Rosario Livatino continua a vivere.
 
 

Antonio Balsamo
17 gennaio 2021.
 

 

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17/01/2021

Romanzo. "Chi era il vero padre di Gesù?", di Rodolfo Costanza; 4^ puntata

 

Fuga in Egitto - Guttuso
Fuga in Egitto
R. Guttuso



Prof. Rodolfo Costanza
Prof. Rodolfo Costanza

 
"Chi era il vero padre di Gesù?"
(Una giovinetta ripudiata dal re)
     
Fuga in Egitto - Guttuso
(Fuga in Egitto, di Renato Guttuso)

(4^ puntata)

Cap. 3
Contrasti tra fazioni

     Proprio in quegli anni arriva a Gerusalemme il grande navarco Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Ottaviano. Erode aveva conosciuto Agrippa a Roma, diventandone amico, quando aveva accompagnato, per farli studiare, i figli avuti dall’asmonea Marianne. La visita di Agrippa rafforza di più la loro amicizia.
     L’illustre ospite è accolto alla porta occidentale della città di Gerusalemme da un distaccamento militare, da Erode, da Nicola di Damasco e da due ministri. Il discorso di accoglienza tenuto dallo stesso Erode, in greco, è entusiastico. Il re si felicita della visita dell’amico Vipsanio, alto rappresentante di Roma, e gli dà il benvenuto.
     Vipsanio era partito prevenuto da Roma verso gli ebrei. Tutti gli amici e i funzionari imperiali lo avevano messo in guardia verso la doppiezza degli orientali e l’ostilità degli Ebrei, ma l’ospitalità di Erode e dei suoi ministri l’aveva, in parte, fatto ricredere.
     L’illustre visitatore è ospitato nel vecchio palazzo degli Asmonei che è stato preparato a questo scopo; inoltre è invitato a onorare, con la sua presenza, la cena che sarà imbandita quella sera stessa in suo onore nella nuova reggia di Erode.
     L’ospite è accompagnato nel palazzo a lui assegnato, mentre il maggiordomo, seguito da molti servitori, guida Agrippa e il suo seguito ai loro appartamenti. Il maggiordomo fa preparare il bagno per l’ospite da alcune schiave, dopo mezzora i profumi di nardo avvisano che è pronto. L’ospite s’immerge nella vasca di alabastro, sotto gli occhi ammiccanti di due attraenti giovinette, pronte a massaggiarlo in tutto il corpo.
     Verso vespero il suocero dell’imperatore tutto agghindato e profumato, seguito da un corteo di persone, si avvia verso il nuovo palazzo reale. Qui è accolto personalmente da Erode e accompagnato nella sala del banchetto, ove si siede accanto al re e a Nicola di Damasco. Il re, subito dopo, alza il rhyton e beve alla salute dell’ospite e dell’imperatore, cosa che fanno anche Vipsanio e gli altri commensali. Subito dopo comincia la presentazione dei piatti e dei vini. Nel frattempo, Erode chiede all’amico: «Ti sei fatto un’idea precisa della situazione interna di Israele?».
     «Tante cose mi sono poco chiare», esordisce l’ospite. «Vorrei che mi spiegassi come mai questo popolo sembra essere così ribelle. Mi hanno detto che gli Ebrei sono riottosi ad accettare l’“amicizia” di Roma. E ti confesso la mia incapacità di capire perché tante fazioni e rivalità dividono il tuo popolo».
     «Sono riottosi perché loro riconoscono un solo Dio che è anche il loro re e legislatore», afferma Erode. «Sai come comincia il preambolo del loro decalogo della Torah: “Io sono il Signore, il dio tuo, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dal luogo di schiavitù” (Esodo XX, 2). Questa pericope chiarisce molte cose sulla cultura politica e religiosa del popolo ebraico. Per questo sono ostili a qualsiasi dominazione straniera».
     «Dopo che il grande regno di Davide e di Salomone», chiarisce Erode, «cominciò a decadere, circa otto secoli fa, si divise in due regni, uno del Nord, Israele, e uno del Sud, Giuda, in guerra fra loro per parecchi secoli. Poi, dopo la dominazione seleucida, sono iniziate le lotte fra le varie fazioni che compongono il popolo di Israele».
     «Come hanno potuto degli Ebrei diventare tanto ostili nei confronti di altri Ebrei?», chiede Vipsanio mentre beve dello squisito vino di Samo.
     «Sembra che ai tempi di Seleuco», risponde il re, «i Sadducei e i Farisei formassero, dentro il popolo ebraico, i due principali gruppi religiosi. Essi hanno in comune i fondamentali principi religiosi e morali dell’ebraismo, pur essendo fra loro in assoluto contrasto».
     Erode si servì del pesce marinato al limone e prezzemolo, imitato dall’amico.
     «Tu, come cerchi di capire i loro diverbi?», chiede il romano.
     «Le loro idee ci aiutano a definire con precisione i loro contrasti», dice Erode, mentre assapora dei cuori di carciofo intinti in una salsa a base di erbe aromatiche e olio di oliva. «Si crede di solito che i Farisei rappresentino la corrente conservatrice e i Sadducei quella innovatrice; ciò potrà esser vero nel campo pratico ma, in quello giuridico-religioso, la posizione è inversa. I Sadducei, dal loro punto di vista, si presentano come conservatori del vero patrimonio morale del giudaismo e respingono come innovazioni le dottrine particolari e contorte dei Farisei. Le due correnti, infatti, sono nate dal diverso atteggiamento che i vari ceti della n