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Aprile 2023

 

29/04/2023

Pittura. Antonio Pilato espone alla Casa di Dante, a Firenze; inaugurazione oggi alle 17.00

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato

Opera di Antonio Pilato
Opera di Antonio Pilato

Manifesto
Manifesto

Pittura. Antonio Pilato espone alla Casa di Dante di Firenze; inaugurazione oggi alle 17.00.
Inaugurazione alle ore 17.00 di sabato 29 aprile 2023. Mostra d’arte a Firenze in Casa di Dante, a cura di Salvo Nugnes, con catalogo dedicato.
Casa di Dante ospita la mostra dedicata agli artisti contemporanei, con il contributo di illustri personalità.


(Manifesto)

Firenze, palcoscenico dei migliori artisti e gioiello del patrimonio artistico e culturale italiano, ospita, tra i vari siti d’interesse, la casa natale di Dante. Sarà tra queste stesse mura che avrà luogo una delle mostre d’arte più suggestive. Dal 29 aprile la Casa di Dante ospiterà accanto alle opere fisiche di Antonio Pilato (a lato l'immagine di una delle sue creazioni) e degli altri artisti selezionati, una videoexposition dei lavori più meritevoli.
La partecipazione all’evento prevede l’inserimento della produzione artistica in un catalogo dedicato, unico nel suo genere, distribuito nelle migliori librerie d’Italia e online.
Rivivendo i luoghi della Firenze medioevale dell’Alighieri, si potranno ammirare le opere del panorama artistico contemporaneo e partecipare ad un’iniziativa di grande valore, volta a promuovere l’Arte nella sua forma più nobile, sia essa pittura, scultura, fotografia e poesia. La mostra-evento, curata da Salvo Nugnes, critico e reporter, vede il contributo speciale di Franco Margari, presidente della società di Belle Arti Casa di Dante, e Mattia Carlin, vicepresidente dei Consoli Italiani. Tra gli invitati, la soprano del teatro La Fenice di Venezia Brunella Carrari
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Redazione
29 aprile 2023
  

 

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28/04/2023

Comune. Domande per l'ufficio di scrutatore per le elezioni comunali del 28 e 29 maggio 2023 (scarica il modello)

 

Indizione dei comizi elettorali
Elezioni amministrative

Comune. Domande per l'ufficio di scrutatore per le elezioni comunali del 28 e 29 maggio 2023 (scarica il modello).

Da giovedi 4 a martedi 9 maggio sarà possibile presentare, presso l'Ufficio Protocollo del Comune di Grotte, le domande per l'iscrizione nell'elenco delle persone idonee all'ufficio di scrutatore di seggio elettorale per le prossime elezioni amministrative del 28 e 29 maggio 2023. Le nomine, da parte della Commissione elettorale comunale, avverranno a seguito di estrazione a sorte dei nominativi tra quanti avranno presentato domanda. Di seguito la comunicazione ufficiale ed il modello di domanda. Modello di domanda per l'ufficio di scrutatore Visita l'argomento.

ELEZIONI DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE

COMUNE DI GROTTE

IL SINDACO

- visto l'art. 11 del T.U. approvato con decreto del Presidente della Regione 20 agosto 1960, n. 3, nel testo sostituito con l'art. 6 della l.r. 12 agosto 1989, n. 18;
- vista la l.r. 26 agosto 1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni;
- vista la l.r. 15 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni;
- considerato che con Decreto Assessoriale n. 54 del 29 marzo 2023, è stata fissata per i giorni di domenica 28 maggio 2023 e lunedì 29 maggio 2023 la data per le elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale, con eventuale ballottaggio nei giorni di domenica 11 giugno 2023 e lunedì 12 giugno 2023, nonché dei Presidenti di Circoscrizione e dei Consigli circoscrizionali (queste due ultime elezioni esclusivamente per il Comune di Catania);

RENDE NOTO

che coloro i quali intendono iscriversi nell'elenco delle persone idonee all'Ufficio di scrutatore di seggio elettorale ne possono fare richiesta mediante domanda da inoltrare tra il 24° e il 19° giorno precedente l'elezione, quindi tra il 4 maggio 2023 e il 9 maggio 2023 alla Commissione elettorale comunale.

Nella domanda i richiedenti, che devono precisare cognome, nome, residenza, luogo e data di nascita, devono attestare il possesso dei seguenti requisiti:
- di essere iscritti nelle liste elettorali del Comune;
- di essere in possesso del titolo di studio della scuola dell'obbligo (il titolo di studio della scuola dell'obbligo richiesto è in riferimento alla normativa vigente al momento del conseguimento del titolo stesso);
- di non essere candidato all'elezione e di non essere ascendente (nonno, genitore), discendente (figlio/a, nipote in linea diretta), parente o affine sino al secondo grado (fratello, sorella, suocero/a, genero, nuora, cognato/a) o coniuge (marito o moglie) di candidato.

La firma del dichiarante deve essere autenticata secondo le modalità previste dall’art. 21, comma 1, del D.P.R. n. 445/2000.

Grotte, lì 28 aprile 2023

 

   

IL SINDACO
Alfonso Provvidenza
 

 

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28/04/2023

Legalità. Salvatore Borsellino: "Non di trattativa si è trattato ma di complicità, sta la mafia e lo Stato"

 

Salvatore Borsellino
Salvatore Borsellino

Legalità. Salvatore Borsellino: "Non di trattativa si è trattato ma di complicità, sta la mafia e lo Stato".
Dopo la sentenza della Cassazione con la quale vengono assolti o prescritti tutti gli imputati del processo sulla trattativa Stato-mafia, interviene Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo assassinato nella Strage di Via D'Amelio a Palermo.
"È cambiato qualcosa da ieri - afferma Borsellino -, dopo una sentenza della cassazione che ha sancito l’autoassoluzione dello Stato e della mafia, anzi dello Stato-mafia, si è rafforzata dentro di me quella percezione che forse mai avevo voluto confessare a me stesso e che mi ha portato in questi anni combattere per una Giustizia che dentro di me sapevo che non sarebbe mai arrivata. Da oggi non mi sentirete più parlare di Trattativa - continua Borsellino - perché non di trattativa si é trattato ma di complicità, di complicità tra la mafia e lo Stato, e mi sembra oggi inutile aggiungere l’aggettivo deviato. Mafia e Stato che nel progettare e attuare le stragi in cui, insieme a tante altre vittime innocenti, è stata spezzata anche quella di mio fratello, hanno agito di concerto, da complici quali sono sempre stati, da Portella della Ginestra in poi e attraverso le tante stragi, di Stato, che hanno segnato la vita del nostro disgraziato paese, fino al definitivo: “…grazie a loro c’eravamo messi il paese nelle mani”. Ieri, con la sentenza della Cassazione - conclude il fratello del Magistrato -, c’è stato il sigillo definitivo a questo patto di sangue. Non ci son colpevoli perché è lo Stato stesso, quello che dovrebbe amministrare la Giustizia, ad essere colpevole. Lo Stato si autoassolve ed assolve anche i suoi complici. Giustizia è fatta"
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Redazione
28 aprile 2023
  

 

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27/04/2023

Comune. Colloquio di fine mandato con il Sindaco di Grotte

 

Colloquio di fine mandato con il Sindaco di Grotte
Guarda il video

Comune. Colloquio di fine mandato con il Sindaco di Grotte, dott. Alfonso Provvidenza (guarda il video).
Al termine del mandato quinquennale (2018-2023) di Sindaco di Grotte, il dott. Alfonso Provvidenza, traccia un bilancio delle attività e iniziative proposte e portate avanti dalla sua Amministrazione.
Dai lavori pubblici alle iniziative in campo sanitario (ricordando che per oltre due anni l'Italia ha affrontato la pandemia da Covid-19); dalle risposte agli atavici problemi posti dalla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dalla fornitura di acqua alle abitazioni civili, alle iniziative culturali e turistiche.
Dalla partecipazione ai bandi per l'acquisizione di fondi europei, ma anche nazionali e regionali, all'avvio di cantieri. Dal sostegno alle fasce deboli della popolazione, all'incentivazione della nascita di nuove attività economiche.
A colloquio con il direttore di Grotte.info Quotidiano, Carmelo Arnone, il sindaco Provvidenza illustra le difficoltà incontrate nella redazione del Bilancio comunale - trovato in forte disavanzo al limite del dissesto - e delle azioni intraprese - ancora in atto - per il suo risanamento; non sottraendosi, al termine della chiacchierata, a considerazioni di carattere umano e personale.
Guarda il video - (riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione
27 aprile 2023
  
 

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27/04/2023

Attualità. "Per questo celebriamo il 25 Aprile. Perché abbiamo un'altra idea del mondo"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Attualità. "Per questo celebriamo il 25 Aprile. Perché abbiamo un'altra idea del mondo"; di Raniero La Valle.
Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

*****

Che cosa celebriamo il 25 aprile? Celebriamo la nascita di una Repubblica.
Potremmo anche dire: la nascita di una Costituzione, perché Repubblica e Costituzione sono per noi dei sinonimi, “simul stabunt et simul cadent” dicono i giuristi, stanno insieme o cadono insieme, non possono stare l’una senza l’altra.
Per questo quelli che tradiscono la Costituzione, che la deformano, che la violano, tradiscono la Repubblica o, come dicono loro, la Nazione.
Ma, come tutte le creature, anche la nostra Repubblica ha avuto una gestazione, ha sofferto le doglie del parto, e questa lunga e dolorosa gestazione fu l’antifascismo e la Resistenza.
Durante la Resistenza ci fu l’azione partigiana contro le truppe di occupazione tedesche che marciavano in via Rasella a Roma. Per rappresaglia il giorno dopo, il 24 marzo 1944, i Tedeschi uccisero 335 uomini alle Fosse Ardeatine, che stanno a Roma, non stanno a Praga. Chi erano questi 335 uccisi, 10 per ognuno dei 33 tedeschi caduti, poiché questo era il calcolo della loro equazione tra Tedeschi e Italiani?
Io ne conoscevo uno, che abitava nel mio palazzo, in via Bosio 2, avevo allora 13 anni. Lui, la vittima, si chiamava Genserico Fontana, fu prelevato dai Tedeschi dal carcere di Regina Coeli, sotto gli occhi della moglie in lacrime, anch’ella detenuta per ragioni politiche. Chi era Genserico Fontana? Un italiano, certo, ma era un carabiniere di 26 anni, aveva organizzato un gruppo di partigiani per la Resistenza, catturato, si era rifiutato di svelarne i nomi, dopo mesi di carcere finì alle Fosse Ardeatine, di lui è rimasta una medaglia d’oro alla memoria e una targa sulla casa di via Bosio. Era dunque un italiano? Sì, ma era un carabiniere del Regio Esercito, un antifascista, un partigiano, un combattente per la libertà. Perché bisogna dire che anche dal Regio Esercito molti si schierarono contro i Tedeschi e si unirono ai partigiani. Dopo l’8 settembre l’esercito fu chiamato a combattere contro i Tedeschi, ci furono scontri a porta San Paolo, a Roma, a Cefalonia, nell’Egeo, a Corfù, a Spalato, in Sardegna, 87.300 furono i militari italiani caduti tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945.
Questo glielo diciamo a Giorgia Meloni, perché sappia da dove è nato il suo governo, sappia perché lei oggi può governare dopo il lungo tragitto fatto da “underdog”, come dice lei, dalla Garbatella a palazzo Chigi. Può governare perché in questo Paese con la lotta contro il fascismo abbiamo conquistato la democrazia, perché con la Liberazione anche le donne sono state liberate, hanno ottenuto i diritti politici e sono state chiamate votare, non a dare figli alla Patria, anche senza lavoro, senza asili e senza cure adeguate, e se tutti oggi sono cittadini è perché abbiamo fatto una Costituzione che non è “afascista”, come voleva il monarchico on. Lucifero alla Costituente, ma antifascista.
Perché non possiamo dimenticare l’antifascismo? Per due ragioni. Perché l’antifascismo non è un’ideologia, ma è una categoria interpretativa della storia come il Rinascimento, come il Risorgimento, come la decolonizzazione.
E la seconda ragione è che, proprio per questo, i fascisti li avremo ancora con noi, come è successo anche dopo la Liberazione.
Oggi il presidente del Senato La Russa si ferma a Trieste nel suo viaggio per Praga per recarsi ad altri luoghi di sterminio, ma a Trieste egli dovrà fare i conti col ricordo di Ettore Messana (NdR: di Racalmuto) che era stato questore fascista di Trieste ma prima aveva installato e diretto la Questura di Lubiana in Slovenia durante l’occupazione italiana, organizzando camere di tortura, espulsioni, internamenti e persecuzioni di ebrei e di altri cittadini sospetti : fu indicato come criminale di guerra dalla Commissione delle Nazioni Unite ma poi riciclato e inviato come Ispettore generale di Polizia in Sicilia, dove ha trescato con la mafia favorendo nei processi i padroni espropriati dei feudi e rapportandosi con la banda Giuliano fino alla strage di Portella della Ginestra.
Ma la Resistenza non è stata solo italiana. È stata anche la Resistenza europea.
E basta leggere le lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e di quelli della Resistenza europea per vedere come gli ideali degli uni e degli altri, il sogno per cui morivano, erano gli stessi, era il sogno della libertà, della giustizia, della pace per l’Italia e per ognuno dei Paesi europei coinvolti nel “flagello della guerra” che per due volte nel corso di quella generazione, come dice lo Statuto dell’ONU, aveva portato indicibili afflizioni all’umanità.
È per questa ragione che noi possiamo dire che non solo l’Italia, ma l’Europa, sta tradendo oggi il suo passato, che essa tradisce le ragioni per cui è nata, che sono la pace e l’accoglienza, l’apertura agli altri mondi.
Lo ha fatto con la guerra in Jugoslavia, lo ha fatto sobillando e partecipando alla guerra del Golfo per la distruzione dell’Iraq, lo ha fatto abbandonando per 70 anni i palestinesi al loro destino di oppressione e di apartheid, e lo sta facendo ora come dispensiera di armi e partecipe di una guerra ad oltranza con la Russia, che è anch’essa Europa.
Una guerra devastante che nella sua forma più cruenta certamente è stata iniziata l’anno scorso dalla Russia ma come guerra etnica era in corso dal 2014 nel Donbass ed è stata stimolata dalla NATO, andata ad abbaiare alle ultime frontiere rimaste sicure della Russia, come ha detto papa Francesco.
Ed è questa una guerra che non può finire, perché essa non si può concludere con una vittoria, ma con una vera pace, con negoziati equi e capaci di mediare le ragioni degli uni e degli altri.
La guerra si confermerà altrimenti come strutturante dell’ordine internazionale, e la prossima partita, una volta messa fuori gioco la Russia, come dicono i recenti documenti ufficiali pubblicati dalla Casa Bianca e dal Pentagono, sarà con la Cina, e questa comunque la si dovrà giocare e vincere, se inevitabile anche con la guerra, perché l’idea del mondo è che esso debba essere unificato sotto un unico potere, un solo dominio; questa è la “sfida suprema”, e a questa dovremmo partecipare anche noi, l’Occidente.
Ma noi per questo celebriamo il 25 aprile. Perché noi abbiamo un’altra idea del mondo.
La nostra scelta è per la pace, è per la fedeltà ai valori e agli ideali della Resistenza italiana e della Resistenza europea.
Noi pensiamo piuttosto che si debbano sviluppare le istituzioni e l’ “acquis communautaires” dell’ordinamento delle Nazioni Unite.
Nella Costituzione italiana c’è scritto che l’Italia ripudia la guerra. È un termine forte, vuol dire rompere un legame indissolubile, che nella storia c’è sempre stato, della politica con la guerra.
Non c’è scritto che l’Italia ripudia una guerra sì e l’altra no, ripudio la guerra di aggressione ma non la guerra umanitaria, ripudia la guerra come mezzo per la soluzione delle controversie internazionali ma non la guerra per la democrazia, per affermare i valori dell’Occidente, per distruggere la Russia, la Cina e fare un unico Impero.
C’è scritto che ripudiamo la guerra e tutte le guerre, compresa la guerra contro i migranti che stiamo combattendo quando impediamo i soccorsi nel Mediterraneo e quando ai migranti togliamo la protezione che chiamiamo “speciale” e invece dovrebbe essere ordinaria e senza limiti, perché l’immigrazione è un fenomeno strutturale, e se 10 anni fa c’erano 60 milioni di migranti oggi ce ne sono 100 milioni. La nuova lotta di Liberazione la dobbiamo fare oggi, guardando il mare, che dobbiamo rendere un mare di umanità e di accoglienza.
Certo i migranti sono diversi da noi, parlano altre lingue, praticano altre religioni, spesso hanno anche un altro colore. Ma la pace si fa appunto con quelli che sono diversi da noi, perché l’alternativa è una sola: o gli altri li riconosciamo come eguali, come compagni, come “fratelli” della stessa umanità, tutti “nati da donna”, come noi, oppure li trattiamo come nemici.
La pace vuol dire non avere nemici. Cutro non si deve ripetere, la domanda di vita, di libertà, di accoglienza, di giustizia, viene oggi da lì
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Raniero La Valle
25 aprile 2023
  

 

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27/04/2023

Santa Elisabetta. Presentazione del libro "La terrazza della Noce" di Gaspare Agnello; sabato 29 aprile

 

"La terrazza della Noce" di Gaspare Agnello
Locandina

Santa Elisabetta. Presentazione del libro "La terrazza della Noce" di Gaspare Agnello; sabato 29 aprile.
Sabato 29 aprile 2023, a partire dalle ore 18.00 presso la biblioteca comunale "Maria Messina" di Santa Elisabetta (AG) si terrà la presentazione del libro di Gaspare Agnello dal titolo "La terrazza della Noce", sottotitolo "Ricordi di una vita con Leonardo Sciascia" (Navarra Editore).
La manifestazione è promossa dal Comune di Santa Elisabetta, dall'Associazione Culturale "Hosàytos" e dalla Proloco "Herbessus" di Grotte. L'iniziativa è organizzata nell'ambito della "Officina Letteraria - Itinerari Siciliani" a cura di Cristina Angela Iacono e Francesco Rizzo.
Oltre all'Autore interverrà Francesco Rizzo. Brani del libro verranno letti da Sara Chianetta e Mariella Casà
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Redazione
27 aprile 2023
  

 

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26/04/2023

Politica. "Vi è chi lavora per distorcere la verità storica e trasformare le colpe in meriti"; di Aldo Tortorella

 

Aldo Tortorella
Aldo Tortorella

Politica. "Vi è chi lavora per distorcere la verità storica e trasformare le colpe in meriti"; di Aldo Tortorella.
Parte dell'intervento di Aldo Tortorella (partigiano, ex deputato), in videocollegamento, alla manifestazione del 25 aprile in Piazza Duomo a Milano.

*****

Vi è chi lavora per distorcere la verità storica e addirittura per trasformare le colpe in meriti.
È doloroso a dirsi, ma sono compromesse in questa opera le autorità pubbliche.
La ripetizione di falsità anti-partigiane non è però solo dettata da ignoranza; purtroppo l’obiettivo politico è quello di mettere sotto accusa l’antifascismo e il movimento partigiano.
La volontà è quella di cancellare l’antifascismo come fondamento della democrazia italiana.
L’antifascismo non è di un partito ma di tutti i partiti che partirono disuniti e perdenti prima, e poi uniti e vittoriosi nella Resistenza.
Dire che la Costituzione non contiene la parola “antifascismo” non è un altro strafalcione ma indica che non viene conosciuta da Alte Autorità che dovrebbero difenderla - la Costituzione -, di cui dovrebbero essere i garanti.
È stato giusto criticare questo Presidente.
Nella Costituzione è scritto l’antifascismo che possiamo definire "assoluto", e cioè la proibizione di ricostituire il partito fascista in qualsiasi forma; proibizione che non è sempre stata applicata.
Ma ancor più la Costituzione è essa stessa l’espressione dell’antifascismo
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Aldo Tortorella
25 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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26/04/2023

Politica. "La nostra è una Repubblica libera e democratica ed antifascista, nata dalla Resistenza"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Politica. "La nostra è una Repubblica libera e democratica ed antifascista, nata dalla Resistenza"; di Enzo Napoli.
Ho letto il testo dell'intervento del Presidente del Consiglio comunale di Grotte alle celebrazioni per la festa della liberazione del 25 Aprile.
Ho ascoltato poi, dal
video che sono andato a cercare spinto dallo stupore, l'onesto tentativo di correggere subito dopo le enormità di chi lo aveva preceduto, nell'intervento del Sindaco ed ascoltato la reazione giustamente indignata di Gaspare Agnello.
Ho ascoltato anche la replica a quelle reazioni ed ho visto un miserevole tentavo di arrampicata sugli specchi di chi probabilmente non si rende neanche conto della gravità di quanto aveva poco prima affermato.
Ferma restando la condanna sacrosanta di "tutti i totalitarismi" (che nelle celebrazioni di ieri c'entrano poco perché è la festa della liberazione dell'Italia dal nazifascismo e non la fine di Pol Pot, la morte di Pinochet o la caduta del muro di Berlino) e mettere quasi sullo stesso piano, in quella che i neofascisti chiamano volutamente "guerra civile" e non "lotta di liberazione" o "resistenza", i partigiani ed i nazifascisti, riconoscendo a chi "combatteva dalla parte sbagliata" una qualche nobiltà d'intenti che viene ascritta ad una sorta di malinteso "patriottismo", è un tentativo capzioso e revisionistico che va avanti da anni, purtroppo.
I "patrioti" come sempre i revisionisti amano appellarsi, hanno tradito l'Italia, mandando a morte milioni di cittadini italiani, approvando le leggi razziali e consegnandoli ai campi di sterminio e reprimendo, nel terrore delle persecuzioni, ogni oppositore ad un regime sanguinario.
La "pacificazione" è avvenuta con l'amnistia già nell'immediato dopoguerra e non c'è altra pacificazione da fare se non attraverso il riconoscimento, che ancora oggi qualcuno si ostina a non fare, del fatto che la nostra è una Repubblica libera e democratica ed antifascista, nata dalla Resistenza partigiana.
Invece che ricordare gli orrori del nazifascismo, ieri si è parlato di "errori da entrambe le parti" e di colpe che ricadrebbero anche i sui partigiani.
Bene, considero tali affermazioni semplicemente vergognose, soprattutto se a pronunciarle è qualcuno chiamato a rappresentare in qualche modo il Comune di Grotte.
Capisco che la politica a Grotte è ormai ridotta al livello del mercatino del giovedì, con contrattazioni degne di quel luogo, ma sui principi e sui valori della Costituzione e sulla storia del paese, le parole andrebbero pesate meglio ed affidate a chi quei valori e quei principi è in grado di rappresentarli con un minimo di dignità istituzionale.

  
Enzo Napoli
26 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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26/04/2023

Politica. Giuseppe De Lorenzo: "Anche questo 25 aprile ce lo siamo tolti dalle scatole"

 

Il Giornale - 25 apirle 2023
Il Giornale

Politica. Giuseppe De Lorenzo: "Anche questo 25 aprile ce lo siamo tolti dalle scatole".
Giuseppe De Lorenzo scrive per "Il Giornale" e si presenta così: "Sono cattolico e capo scout per passione educativa. Mi emoziono ancora per le partite della Lazio".
Nel suo articolo di ieri commenta: "Complimenti a Meloni: anche questo 25 aprile ce lo siamo tolti dalle scatole senza tutto sommato grosse polemiche. Con meno interviste di La Russa, forse non ci saremmo neppure accorti di aver festeggiato la Liberazione".
Poi ironizza sull'ignoranza che gli italiani hanno della Storia: "Video spettacolare in rete: qualcuno è andato a chiedere in giro agli italiani in piazza oggi cosa si festeggia il 25 aprile e le risposte fornite sono da sganasciare dal ridere. Si va da “liberazione dalla Repubblica” a “liberazione dagli ebrei”, passando per imbarazzati silenzi e “io non ho finito la quinta superiore”. E poi vi chiedete, cara Schlein, per quale motivo la gente non vi viene dietro?".
Già: proprio sganasciare dal ridere.
Qualche parola anche sul Presidente della Repubblica: "Mattarella fa il suo discorso sulla Resistenza, va contro La Russa e la sua idea che la Costituzione non sia “antifascista”, ma tutto sommato cosa avrebbe dovuto fare? Mattarella è pur sempre del Pd, sulla retorica antifascista è nato e cresciuto. Ci sta. Nessuno mette in dubbio che la Repubblica sia antitetica al fascismo, più che antifascista. Quindi non mi sorprende che il Presidente ricordi come la vittoria degli alleati e della Resistenza sia significata la fine della dittatura. Mi aspetterei che però il tutto venisse contestualizzato: la resistenza è finita nel 1945, non essendoci più alcun pericolo fascista (come dice giustamente Luciano Violante). Se consegnassimo questo alla Storia, senza usare la retorica della resistenza al fascio a scopi politici prima contro Berlusconi e ora contro Meloni, potremmo tutti goderci questa giornata in santa pace. Senza più inutili polemiche".
Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto; senza polemiche.
Parole di elogio per il Presidente del Consiglio: "La lettera della Meloni al Corriere è perfetta, devo dire. Lo ha detto e ridetto: i partiti di destra in Parlamento ormai da tempo hanno dichiarato la loro “incompatibilità con qualsiasi nostalgia del fascismo”. Gli italiani lo hanno capito, altrimenti non l’avrebbero mandata al governo (a meno che non pensiate che ci siano milioni di fascistoni in Italia). Solo la sinistra è rimasta legata all’idea di “fascisti carogne tornate nelle fogne”. L’anomalia del nostro sistema politico e mediatico non sono le radici culturali di FdI, ma il fatto che ancora oggi la sinistra continui a chiedere ripetutamente alla destra una abiura già fatta e rifatta. Il vulnus, come dice Meloni, è “usare la categoria del fascismo (e dell’antifascismo) come strumento di delegittimazione di qualsiasi avversario politico”.
Dice: i partiti di destra in Parlamento hanno dichiarato la loro incompatibilità con qualsiasi nostalgia del fascismo. Ma i parlamentari di destra, i politici che occupano poltrone in vari enti pubblici, i militanti, gli attivisti lo sanno? A sentire le dichiarazioni di esponenti che rivestono anche alte cariche istituzionali, pare proprio di no.
Conclusione: Bene ha fatto Meloni a ricordare anche la “spirale di odio” che seguì alla liberazione, dove i “buoni” trucidarono i “cattivi” con “esecuzioni sommarie”.
Lasciamo rispondere Italo Calvino: "Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c'erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l'Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c'era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, chè di queste non ce ne sono. (...) D’accordo, farò come se aveste ragione voi, non rappresenterò i migliori partigiani, ma i peggiori possibili, metterò al centro del mio romanzo un reparto tutto composto di tipi un po’ storti. Ebbene: cosa cambia? Anche in chi si è gettato nella lotta senza un chiaro perché, ha agito un’elementare spinta di riscatto umano, una spinta che li ha resi centomila volte migliori di voi, che li ha fatti diventare forze storiche attive quali voi non potrete mai sognarvi di essere!"
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Redazione
26 aprile 2023
  

 

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26/04/2023

Politica. "È questo il fiore del partigiano"; di Lorenzo Tosa

 

Lorenzo Tosa
Lorenzo Tosa

Politica. "È questo il fiore del partigiano"; di Lorenzo Tosa.

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“Il 25 aprile è divisivo”.
Vero, divide chi è antifascista da chi non conosce la Storia, il coraggio di chi ha combattuto, la dignità di chi resiste, la memoria di chi se ne va e che quindi, per definizione, non può che essere fascista.
“Il 25 aprile è una festa comunista”.
E dei liberali. E dei socialisti, e dei cattolici e degli azionisti e dei democratici e di chiunque abbia combattuto contro la dittatura per la libertà. E, se chiunque può dire, pensare e scrivere una tale bestialità storica è esattamente grazie al 25 aprile e alla Liberazione.
“Il 25 aprile è una festa ormai superata”.
Sì, superata da chi ha sdoganato il fascismo in politica, nella società, dai nostalgici che lo ricordano e lo rievocano, da chi non fa rispettare le leggi, da chi stupra la nostra Costituzione ogni giorno, da chi al fascismo strizza l’occhio e ritira la mano. E nessuno che ricordi mai la più semplice delle verità: il fascismo non è un’opinione, è un crimine.
“Quest’anno il 25 aprile ha un valore diverso”.
Ha lo stesso valore di sempre: stare dalla parte di chi resiste, sempre e ovunque, degli oppressi contro gli oppressori. E sempre da quella parte ci troveranno.
È questo il fiore del partigiano
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Lorenzo Tosa
25 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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26/04/2023

Politica. "Il fascismo fu la pagina più buia del nostro passato"; di Corradino Mineo

 

Corradino Mineo
Corradino Mineo

Politica. "Il fascismo fu la pagina più buia del nostro passato"; di Corradino Mineo.

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Buon 25 aprile!
Ho letto per voi l’articolo che Giorgia Meloni affida al Corriere della Sera. Sostiene che “i partiti della destra da molti anni hanno dichiarato la loro incompatibilità con qualsiasi nostalgia del fascismo”. Che il 25 aprile segna “la fine della guerra, dell’occupazione nazista, del Ventennio fascista, delle persecuzioni anti ebraiche, dei bombardamenti”. Ma che “purtroppo non segnò la fine della sanguinosa guerra civile". E denuncia “esecuzioni sommarie ed eccidi” ad opera dei rossi.
Poi, reclutando Palmiro Togliatti per “l’amnistia” e Luciano Violante per la denuncia di una “appropriazione proprietaria” del 25 aprile, accusa questi “rossi” di aver usato “la categoria del fascismo come strumento di delegittimazione di qualsiasi avversario politico: una sorta di arma di esclusione di massa”. Dunque cita Berlusconi che a Onna “invitò a fare del 25 Aprile la Festa della Libertà, così da superare le lacerazioni del passato”. Infine indica una nuova frontiera per il 25 aprile, nella lotta “contro tutti i totalitarismi”, (qui cita la risoluzione 19/9/2019 del Parlamento Europeo), contro “le autocrazie” e contro “l’invasione russa dell’Ucraina, che mette in pericolo le nostre libertà”.
Per carità, è un’interpretazione. Che dimentica tanta roba. Per esempio, che per quanto gravi siano stati i crimini di Stalin, più grave fu la strage di Hiroshima e Nagasaki, ordinata da Truman come deterrenza anticomunista. Che la “caccia alle streghe” non perseguitò i fascisti italiani ma intellettuali e uomini di spettacolo negli Stati Uniti; con il Maccartismo. Che negli anni ’70 gli zii, che Giorgia ha portato con sé al governo, si fecero trascinare in una “strategia della tensione” a forza di bombe ai treni, nelle stazioni e in piazza, contro il movimento operaio e studentesco.
E soprattutto dimentica che è la destra, dovunque nel mondo, a evocare sguaiati rigurgiti del passato. Come Tucker Carlon, oggi allontanato da Fox, ma che fino a ieri evocava in prima serata il fantasma razzista della “Grande sostituzione”, come il cognato Lollobrigida. E difendeva i “patrioti” all’assalto di Capitol Hill. E abbracciava Orban, come fanno Meloni e Salvini. Uno di questi zii di Giorgia, presidente (ahinoi) del Senato, oggi fugge a Praga per commemorare Jan Palach. Anziché a Cuneo, Duccio Galimberti, figlio di una borghesia in ultimo fascista, che il 26 luglio 43 dal balcone di casa chiamò gli italiani a combattere contro i tedeschi e aggiunse: “Non possiamo accodarci a una oligarchia che cerca, buttando a mare Mussolini, di salvare se stessa a spese degli italiani”. Duccio fu partigiano di Giustizia e Libertà, come Vittorio Foa e Bruno Trentin. Altro che Togliatti e Violante, che la Resistenza l’hanno solo interpretata. E venne torturato e ucciso da fascisti italiani il 3 dicembre del 1944.
Meloni a parte, Il Fatto se la prende con Nordio che fa: “Resistenza contro le intercettazioni”.
Il manifesto si mette al collo il fazzoletto rosso, come facevamo noi giovani degli anni 60 contro l’insopportabile retorica di Saragat.
Per Avvenire, “i revisionisti sono di vari colori” e il modo giusto di onorare il 25 aprile è gridare “Liberiamoci dalle armi”.
Interessante, ma temo non concludente. Se non comprenderemo e sapremo combattere paure e interessi che rischiano di portarci alla guerra totale.
Questo vi dovevo, dopo aver letto i giornali.
Ma spero che abbia ragione uno dei miei figli, che mi ha appena chiamato. “Papà - mi ha detto - nelle manifestazioni sarà tutta un’altra storia”.
Il fascismo fu la pagina più buia del nostro passato.
Liberazione, Repubblica, Costituzione furono il nuovo inizio di una battaglia che prosegue.
Contro chi difende il suo potere “a spese degli italiani” e vuol trascinare l’Occidente in una crociata contro la Russia (e non solo Putin), la Cina, l’India, l’Africa, il Brasile.

  
Corradino Mineo
25 aprile 2023
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26/04/2023

Politica. "La Resistenza fu rivolta morale di patrioti contro il fascismo"; discorso del Presidente della Repubblica nella "Festa della Liberazione"

 

Il Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella
On. Mattarella

Onore alle vittime dell'eccidio di Boves
Onore alle vittime
dell'eccidio di Boves

Politica. "La Resistenza fu rivolta morale di patrioti contro il fascismo"; discorso del Presidente della Repubblica nella "Festa della Liberazione"
Pubblichiamo il testo del discorso tenuto dal Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, martedì 25 aprile 2023, in occasione della "Festa della Liberazione".

Cuneo, 25/04/2023

Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
È Piero Calamandrei che rivolge queste parole a un gruppo di giovani studenti, a Milano, nel 1955.
Ed è qui allora, a Cuneo, nella terra delle 34 Medaglie d’oro al Valor militare e dei 174 insigniti di Medaglia d’argento, delle 228 Medaglie di bronzo per la Resistenza.
La terra dei dodicimila partigiani, dei duemila caduti in combattimento e delle duemilaseicento vittime delle stragi nazifasciste.
È qui che la Repubblica oggi celebra le sue radici, celebra la Festa della Liberazione.
Su queste montagne, in queste valli, ricche di virtù di patriottismo sin dal Risorgimento.
In questa terra che espresse, con Luigi Einaudi, il primo Presidente dell’Italia rinnovata nella Repubblica.
Rivolgo un saluto a tutti i presenti, ai Vice Presidenti del Senato e della Camera, ai Ministri della Difesa, del Turismo e degli Affari regionali. Al Capo di Stato Maggiore della Difesa. Ai parlamentari presenti.
Saluto, e ringrazio per i loro interventi, il Presidente della Regione, la Sindaca di Cuneo, il Presidente della Provincia. Un saluto ai Sindaci presenti, pregandoli di trasmetterlo a tutti i loro concittadini. Un saluto e un ringraziamento al Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza.
Stamane, con le altre autorità costituzionali, ho deposto all’Altare della Patria una corona in memoria di quanti hanno perso la vita per ridare indipendenza, unità nazionale, libertà, dignità, a un Paese dilaniato dalle guerre del fascismo, diviso e occupato dal regime sanguinario del nazismo, per ricostruire sulle macerie materiali e morali della dittatura una nuova comunità.
La guerra continua” affermò, nella piazza di Cuneo che oggi reca il suo nome, Duccio Galimberti, il 26 luglio del 1943.
Una dichiarazione di senso ben diverso da quella del governo Badoglio.
Continua - proseguiva Galimberti - “fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano che si ribella contro la tirannia mussoliniana… non possiamo accodarci ad una oligarchia che cerca, buttando a mare Mussolini, di salvare se stessa a spese degli italiani”.
Un giudizio netto e rigoroso. Uno discorso straordinario per lucidità e visione del momento. Che fa comprendere appieno valore e significato della Resistenza.
E fu coerente, salendo in montagna.
Assassinato l’anno seguente dai fascisti, è una delle prime Medaglie d’oro della nuova Italia; una medaglia assegnata alla memoria.
Il “motu proprio” del decreto luogotenenziale recita: “Arrestato, fieramente riaffermava la sua fede nella vittoria del popolo italiano contro la nefanda oppressione tedesca e fascista”; ed è datato, con grande significato, “Italia occupata, 2 dicembre 1944”.
Dopo l’8 settembre il tema fu quello della riconquista della Patria e della conferma dei valori della sua gente, dopo le ingannevoli parole d’ordine del fascismo: il mito del capo; un patriottismo contrapposto al patriottismo degli altri in spregio ai valori universali che animavano, invece, il Risorgimento dei moti europei dell’800; il mito della violenza e della guerra; il mito dell’Italia dominatrice e delle avventure imperiali nel Corno d’Africa e nei Balcani. Combattere non per difendere la propria gente ma per aggredire. Non per la causa della libertà ma per togliere libertà ad altri.
La Resistenza fu anzitutto rivolta morale di patrioti contro il fascismo per affermare il riscatto nazionale.
Un moto di popolo che coinvolse la vecchia generazione degli antifascisti.
Convocò i soldati mandati a combattere al fronte e che rifiutarono di porsi sotto il comando della potenza occupante tedesca, pagando questa scelta a caro prezzo, con l’internamento in Germania e oltre 50.000 morti nei lager.
Chiamò a raccolta i giovani della generazione del viaggio attraverso il fascismo, che ne scoprivano la natura e maturavano la scelta di opporvisi. La generazione, “sbagliata” perché tradita. Giovani ai quali Concetto Marchesi, rettore dell’Ateneo di Padova si rivolse per esortarli, dopo essere stati appunto “traditi”, a “rifare la storia dell’Italia e costituire il popolo italiano”.
Fu un moto che mobilitò gli operai delle fabbriche.
Coinvolse i contadini e i montanari che, per la loro solidarietà con i partigiani combattenti, subirono le più dure rappresaglie (nel Cuneese quasi 5.000 i patrioti e oltre 4.000 i benemeriti della Resistenza riconosciuti).
Quali colpe potevano avere le popolazioni civili?
Di voler difendere le proprie vite, i propri beni? Di essere solidali con i perseguitati?
Quali quelle dei soldati? Rifiutarsi di aggiungersi ai soldati nazisti per fare violenza alla propria gente?
L’elenco delle località colpite nel Cuneese compone una dolorosa litania e suona come preghiera.
Voglio ricordarle.
Furono decorate con Medaglie d’oro, d’argento o di bronzo, o con Croci di guerra: Cuneo, l’intera Provincia, Alba, Boves, Borgo San Dalmazzo, Dronero; Clavesana, Peveragno, Cherasco, Busca, Costigliole Saluzzo, Genòla, Trinità, Venasca, Ceva, Pamparato; Mondovì, Priola, Castellino Tanaro, Garessio, Roburent, Paesana, Narzòle, Rossana, Savigliano; Barge, San Damiano Macra, Villanova Mondovì.
Alla memoria delle vittime e alle sofferenze degli abitanti la Repubblica oggi si inchina.
Questo pomeriggio mi recherò a Boves, prima città martire della Resistenza, Medaglia d’oro al Valor militare e Medaglia d’oro al Valor Civile.
Lì si scatenò quella che fu la prima strage operata dai nazisti in Italia.
Una strage che colpì la popolazione inerme e coloro che avevano tentato di evitarla: Antonio Vassallo, don Giuseppe Bernardi, ai quali è stata tributata dalla Repubblica la Medaglia d’oro al Valor civile; don Mario Ghibaudo. I due sacerdoti, recentemente proclamati beati dalla Chiesa cattolica, testimoni di fede che non vollero abbandonare il popolo loro affidato, restarono accanto alla loro gente in pericolo.
E da Boves vengono segni di un futuro ricco di speranza: la Scuola di pace fortissimamente voluta dall’Amministrazione comunale quasi quarant’anni or sono e il gemellaggio con la cittadina bavarese di Schondorf am Ammersee, luogo dove giacciono i resti del comandante del battaglione SS responsabile della feroce strage del 19 settembre 1943.
A Borgo San Dalmazzo visiterò il Memoriale della Deportazione.
Borgo San Dalmazzo, dove il binario alla stazione ferroviaria è richiamo quotidiano alla tragedia della Shoah.
Cuneo, dopo Roma e Trieste, è la terza provincia italiana per numero di deportati nei campi di sterminio in ragione dell’origine ebraica.
Accanto agli ebrei cuneesi che non riuscirono a sfuggire alla cattura, la più parte di loro era di nazionalità polacca, francese, ungherese e tedesca. Si trattava di ebrei che, dopo l’8 settembre, avevano cercato rifugio dalla Francia in Italia ma dovettero fare i conti con la Repubblica di Salò.
Profughi alla ricerca di salvezza, della vita per sé e le proprie famiglie, in fuga dalla persecuzione, dalla guerra, consegnati alla morte per il servilismo della collaborazione assicurata ai nazisti.
Dura fu la lotta per garantire la sopravvivenza dell’Italia nella catastrofe cui l’aveva condotta il fascismo. Ci aiutarono soldati di altri Paesi, divenuti amici e solidi alleati: tanti di essi sono sepolti in Italia.
A questa lotta si aggiunse una consapevolezza: la crisi suprema del Paese esigeva un momento risolutivo, per una nuova idea di comunità, dopo il fallimento della precedente.
Si trattava di trasfondere nello Stato l’anima autentica della Nazione.
Di dare vita a una nuova Italia.
Impegno e promessa realizzate in questi 75 anni di Costituzione repubblicana. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista.
Le Costituzioni nascono in momenti straordinari della vita di una comunità, sulla base dei valori che questi momenti esprimono e che ne ispirano i principi.
Le “Repubbliche” partigiane, le zone libere, nelle loro determinazioni e nel loro operare furono anticipatrici della nostra Costituzione.
È dalla Resistenza che viene la spinta a compiere scelte definitive per la stabilità delle libertà del popolo italiano e del sistema democratico, rigettando le ambiguità che avevano consentito lo stravolgimento dello Statuto albertino operato con il fascismo.
Se il decreto luogotenenziale del 2 agosto 1943 - poco dopo la svolta del 25 luglio - prevedeva, non appena ve ne fossero le condizioni, l’elezione di una nuova Camera dei Deputati, per un ripristino delle istituzioni e della legalità statutaria, fu il decreto del 25 giugno 1944 - pochi giorni dopo la costituzione del primo Governo del CLN - a indicare che dopo la liberazione del territorio nazionale sarebbe stata eletta dal popolo, a suffragio universale, un’Assemblea costituente, con il compito di redigere la nuova Costituzione. Per questo quel decreto viene definito la prima “Costituzione provvisoria”.
Seguirà poi il referendum, il 2 giugno 1946, con la Costituente e la scelta per la Repubblica.
La rottura del patto tra Nazione e monarchia, corresponsabile, quest’ultima, di avere consegnato l’Italia al fascismo, sottolineava l’approdo a un ordinamento nuovo.
La Costituzione sarebbe stata la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo, stabilendo il principio della prevalenza sullo Stato della persona e delle comunità, guardando alle autonomie locali e sociali dell’Italia come a un patrimonio prezioso da preservare e sviluppare.
Una risposta fondata sulla sconfitta dei totalitarismi europei di impronta fascista e nazista per riaffermare il principio della sovranità e della dignità di ogni essere umano, sulla pretesa di collettivizzazione in una massa forzata al servizio di uno Stato in cui l’uomo appare soltanto un ingranaggio.
Il frutto del 25 aprile è la Costituzione.
Il 25 aprile è la Festa della identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo.
È nata così una democrazia forte e matura nelle sue istituzioni e nella sua società civile, che ha permesso agli italiani di raggiungere risultati prima inimmaginabili.
E qui a Cuneo, mentre la guerra infuriava, veniva sviluppata un’idea di Costituzione che guardava avanti.
Pionieri Duccio Galimberti e Antonino Rèpaci.
Guardava a come scongiurare per il futuro i conflitti che hanno opposto gli Stati europei gli uni agli altri, per dar vita, insieme, a una Costituzione per l’Europa e a una per l’Italia. Dall’ossessione del nemico alla ricerca dell’amico, della cooperazione.
La Costituzione confederale europea si accompagnava alla proposta di una “Costituzione interna”.
Obiettivo: “liberare l’Europa dall’incubo della guerra”.
Sentiamo riecheggiare in quello che appariva allora un sogno, il testo del preambolo del Trattato sull’Unione Europea: “promuovere pace, sicurezza, progresso in Europa e nel mondo”.
Un sogno che ha saputo realizzarsi per molti aspetti in questi settant’anni. Anche se ancora manca quello di una “Costituzione per l’Europa”, nonostante i tentativi lodevoli di conseguirla.
Chiediamoci dove e come saremmo se fascismo e nazismo fossero prevalsi allora!
Nel lavoro di Galimberti e Rèpaci troviamo temi, affermazioni, che sono oggi realtà della Carta costituzionale italiana, come all’art. 46: “le differenze di razza, di nazionalità e di religione non sono di ostacolo al godimento dei diritti pubblici e privati”.
Possiamo quindi dire, a buon titolo: Cuneo, città della Costituzione!
Galimberti era stato a Torino allievo di Francesco Ruffini, uno dei docenti universitari che, rifiutando il giuramento di fedeltà al fascismo, fu costretto ad abbandonare l’insegnamento.
Accanto a Galimberti e Rèpaci, altri si misurarono con la sfida di progettare il futuro.
Silvio Trentin, in esilio dal 1926, nel suo “Abbozzo di un piano tendente a delineare la figura costituzionale dell’Italia”, dettato al figlio Bruno nel 1944, era sostenitore, anch’egli, dell’anteriorità dei diritti della persona rispetto allo Stato.
E Mario Alberto Rollier, con il suo “Schema di costituzione dell’unione federale europea”. Testi, entrambi, di forte ispirazione federalista.
Si tratta, nei tre casi, di esponenti di quel Partito d’Azione di cui incisiva sarà l’influenza nel corso della Resistenza e dell’avvio della vita della Repubblica.
La crisi della monarchia e quella del fascismo apparivano ormai irreversibili, tanto da indurre un gruppo di intellettuali cattolici a riunirsi a Camaldoli, a pochi giorni dal 25 luglio 1943, con l’intento di riflettere sul futuro, dando vita a una Carta di principi, nota come “Codice di Camaldoli”, che lascerà il segno nella Costituzione. Con la proposta di uno Stato che facesse propria la causa della giustizia sociale come concreta espressione del bene comune, per rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo di ogni persona umana, per rendere sostanziale l’uguaglianza fra i cittadini.
Per tornare alla “Costituzione di Duccio”, apparivano allora utopie alcune sue previsioni come quella di una “unica moneta europea”. Oggi realtà.
O quella di “un unico esercito confederale”. E il tema della difesa comune è, oggi, al centro delle preoccupazioni dell’Unione Europea, in un continente ferito dall’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina.
Sulla scia di quei “visionari” che, nel pieno della tragedia della guerra e tra le macerie, disegnavano la nuova Italia di diritti e di solidarietà, desidero sottolineare che onorano la Resistenza, e l’Italia che da essa è nata, quanti compiono il loro dovere favorendo la coesione sociale su cui si regge la nostra comunità nazionale.
Rendono onore alla Resistenza i medici e gli operatori sanitari che ogni giorno non si risparmiano per difendere la salute di tutti. Le rendono onore le donne e gli uomini che con il loro lavoro e il loro spirito di iniziativa rendono competitiva e solida l’economia italiana.
Le rendono onore quanti non si sottraggono a concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva.
Il popolo del volontariato che spende parte del proprio tempo per aiutare chi ne ha bisogno.
I giovani che, nel rispetto degli altri, si impegnano per la difesa dell’ambiente.
Tutti coloro che adempiono, con coscienza, al proprio dovere pensando al futuro delle nuove generazioni rendono onore alla liberazione della Resistenza.
Signor Presidente della Regione, lei ha definito queste colline, queste montagne “geneticamente antifasciste”.
Sappiamo quanto dobbiamo al Piemonte, Regione decorata, a sua volta, con la Medaglia d’oro al merito civile.
Ed è alle donne e agli uomini che hanno animato qui la battaglia per la conquista della libertà della Patria che rivolgo il mio pensiero rispettoso.
Nuto Revelli ha parlato della sua esperienza di comandante partigiano e della lotta svolta in montagna come di un vissuto di libertà: di un luogo dove era possibile assaporare il gusto della libertà prima che venisse restituita a tutto il popolo italiano.
Una terra allora non prospera, tanto da ispirargli i racconti del “mondo dei vinti”.
Una terra ricca però di valori morali.
Non c’è una famiglia che non abbia memoria di un bisnonno, di un nonno, di un congiunto, di un alpino caduto in Russia, nella sciagurata avventura voluta dal fascismo.
Non c’è famiglia che non ricordi il sacrificio della Divisione alpina “Cuneense” nella drammatica ritirata, con la Julia. Un altro esempio. Un altro monito alla dissennatezza della guerra.
Rendiamo onore alla memoria di quei caduti.
Grazie da tutta la Repubblica a Cuneo e al Cuneese, con le sue Medaglie al valore!
Come recita la lapide apposta al Municipio di questa città, nell’ottavo anniversario dell’uccisione di Galimberti, se mai avversari della libertà dovessero riaffacciarsi su queste strade troverebbero patrioti.
Come vi è scritto: “morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza”.
Viva la Festa della Liberazione!
Viva l’Italia!

 

 

   

Il Presidente della Repubblica
On. Sergio Mattarella
 

 

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25/04/2023

Editoriale. "Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione dal nazifascismo, non della pace e della libertà"; di Carmelo Arnone

 

Carmelo Arnone
Carmelo Arnone

Editoriale. "Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione dal nazifascismo, non della pace e della libertà"; di Carmelo Arnone.
Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione dal nazifascismo, non una generica festa della pace e della libertà.
C'è chi ha combattuto e ha dato la vita perché fossimo liberi, e chi ha assassinato affinché questa libertà non l'avessimo.
In un dibattito televisivo l'onorevole Vittorio Foà così ha risposto all'onorevole Pisanò del Movimento Sociale Italiano: "Se avesse vinto lei, io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, lei è senatore della Repubblica e parla qui con me”.
Qualcuno pubblicamente sostiene che "sia maturato il tempo di tentare una pacificazione" e che "i partiti odierni di destra hanno pubblicamente condannato i crimini del nazifascismo", auspicando perciò la fine di "contrapposizioni e divisioni".
Pensieri delicati; tuttavia la verità storica rimane: c'è chi ha combattuto per la nostra libertà e chi, invece, affinché rimanessimo sotto la dittatura.
Oggi è la Festa della Liberazione; onoriamo chi ha difeso la libertà sino all'estremo sacrificio. E ne preserviamo il ricordo affinché la storia non debba ripetersi.
Per chi ha combattuto perché rimanessimo sotto il giogo del nazismo e del fascismo, solo umana (e - per chi crede - cristiana) commiserazione.
Non è vero che i morti, da ambo le parti, sono tutti uguali e meritano pari memoria: il più piccolo ignoto bambino innocente morto a causa del regime nazista e fascista merita considerazione incommensurabilmente maggiore rispetto a Hitler, Mussolini e tutti i loro "volenterosi carnefici" messi insieme.
La "pacificazione" auspicata potrà avvenire nel momento in cui i sedicenti eredi di quei valori liberticidi e dittatoriali prenderanno atto di questa verità storica (come hanno fatto in Germania, dove tutti hanno fatto pubblica ammenda per i crimini del nazismo e nessuno si azzarda ad affermare che "in fondo Hitler fece anche cose buone") ed eviteranno - loro! - le contrapposizioni e divisioni che hanno voluto e fomentato in questi 78 anni.
C'è da chiedersi come mai in questi 78 anni "loro" non hanno voluto celebrare la Festa della Liberazione, che è stata una liberazione per tutti, non solo per quanti hanno lottato per la libertà ma anche per quanti ne hanno beneficiato pur avendola ostacolata con ogni mezzo.
Nei "partiti odierni di destra" che "hanno pubblicamente condannato i crimini del nazifascismo" militano politici e attivisti che sino a qualche tempo fa marciavano facendo il saluto romano, inneggiando ai morti con un "Presente!", cantando "Faccetta nera" e incitandosi con un "A noi!"; politici che ancora oggi conservano gelosamente e orgogliosamente a casa loro il busto del Duce.
Ricordo, per inciso, che alle recenti elezioni politiche è stato eletto senatore della Repubblica un esponente agrigentino della Destra che, sui social, inneggiava al "grande politico tedesco" (riferendosi a Hitler).
Per non parlare della Seconda carica dello Stato che, di recente, ha deliberatamente distorto la Storia sull'attentato di Via Rasella.
Siamo d'accordo che in Italia il Fascismo è stato il male assoluto?
No? Ogni pacificazione è impossibile; sul valore fondamentale dell'antifascismo (sul quale, con buona pace della Seconda carica dello Stato, è fondata la nostra Costituzione) non ci possono essere compromessi.
Sì? Benissimo! Allora festeggiamo insieme, senza alcun timore questo nostro (di tutti!) 25 Aprile, evitando formule volutamente ambigue e fuorvianti come "festa della libertà e della pace" ma chiamandolo per nome, per quello che è: "Festa della Liberazione".
La Destra, la Sinistra, il Centro ma anche l'Alto e il Basso e quelli di Sghimbescio e di Sguincio vogliono onorare il 25 Aprile? Che vengano! Nessuno si contrappone e nessuno divide; in pace potranno onorare i caduti per la (anche loro) libertà
. 
 

Carmelo Arnone
25 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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25/04/2023

Comune. 25 Aprile - Festa della Liberazione; discorso del presidente del Consiglio comunale Aristotele Cuffaro

 

Discorso del presidente del Consiglio comunale Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Pubblichiamo il discorso pronunciato in Piazza Umberto I dal presidente del Consiglio comunale di Grotte, Aristotele Cuffaro (nella foto a lato), il 25 aprile 2023 in occasione della celebrazione della Festa della Liberazione.

*****

"Rivolgo il  mio saluto alle Autorità civili, religiose e militari.
Il 25 Aprile è simbolo di libertà e democrazia. 
Questa data commemora la liberazione dell’Italia dalla dittatura Nazifascista.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, per la prima volta, gli italiani hanno votato e voluto la repubblica.
Intere generazioni, da allora, sono state indirizzate all’ideale fondante di pace e collaborazione tra i popoli per non ricadere alla devastazione della guerra.
Una festa nazionale e di tutti, che deve rispecchiare una pacificazione totalizzante del tessuto sociale e culturale della nostra nazione.
Quest’anno, maggiormente degli anni passati, tale ricorrenza è stata marcata da polemiche a causa della lettura storica ad attribuire torti e ragioni alle parti in causa.
Sono convinto, invece, che commemorare il 25 aprile debba essere un onore ed un impegno per scacciare le devianze totalitarie e la soppressione delle libertà, dando la giusta gratitudine ed ammirazione ai patrioti che hanno perso la vita per la rinascita dell’Italia.
È stata una vicenda storica complessa, una guerra civile dove nostri connazionali combattevano dalla parte sbagliata e quelli che combattevano dalla parte giusta hanno commesso degli errori assumendosi delle colpe.
Nonostante le divisioni e le contrapposizioni, il 25 aprile, deve commemorare tutti i caduti in guerra anche quelli che combattevano nella linee nemiche per solidificare l’unità nazionale e continuare a cementare alle giovani generazioni gli ideali di libertà e democrazia.
Viva l’Italia, viva la Repubblica, viva la libertà"
.
  

 

   

Il Presidente del Consiglio comunale
Aristotele Cuffaro

 

 

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25/04/2023

Comune. "25 Aprile - Festa della Liberazione"; cerimonia a Grotte, in Piazza Umberto I

 

25 Aprile - Festa della Liberazione
Guarda il video

Comune. "25 Aprile - Festa della Liberazione"; cerimonia a Grotte, in Piazza Umberto I (guarda il video).
A Grotte, in Piazza Umberto I, a partire dalle ore 12.00 si è svolta la cerimonia per la ricorrenza del 78° Anniversario della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista.

25 Aprile - Festa della Liberazione
(Guarda il video)

Il sindaco Alfonso Provvidenza ha deposto una corona di fiori presso il Monumento ai Caduti.
In ordine si sono susseguiti gli interventi del presidente del Consiglio comunale Aristotele Cuffaro e del sindaco Alfonso Provvidenza.
Presenti alla cerimonia: l'on. Serafina Marchetta (deputato segretario all'ARS), l'on. Decio Terrana, gli assessori Roberta Di Salvo (vicesindaco), Antonio Morreale e Giuseppe Mancuso; il comandante della locale Stazione Carabinieri maresciallo maggiore Alfonso David Contrafatto.
Al termine della cerimonia il sig. Gaspare Agnello ha voluto esprimere il proprio pensiero sulle seguenti affermazioni del Presidente del Consiglio comunale: "È stata una vicenda storica complessa, una guerra civile dove nostri connazionali combattevano dalla parte sbagliata e quelli che combattevano dalla parte giusta hanno commesso degli errori assumendosi delle colpe. Nonostante le divisioni e le contrapposizioni, il 25 Aprile deve commemorare tutti i caduti in guerra anche quelli che combattevano nelle linee nemiche...".
Il presidente Aristotele Cuffaro ha poi replicato chiarendo e ribadendo quanto affermato nel corso della cerimonia.
Pubblichiamo le immagini della cerimonia - guarda il video - (riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").  
  
Carmelo Arnone
25 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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25/04/2023

Comune. Consegnati i premi ai vincitori dell'Albero della Cuccagna

 

Consegnati i premi ai vincitori dell'Albero della Cuccagna
Consegna del premio

Comune. Consegnati i premi ai vincitori dell'Albero della Cuccagna.
Tra le manifestazioni della Settimana Santa grottese 2023 c'è stata, nel pomeriggio della domenica di Pasqua, la gara dell'Albero della Cuccagna, organizzata dal Comune di Grotte, in collaborazione con l'Associazione Sportiva Dilettantistica "Gli acrobati della cuccagna" di Fonte Prealpi Villa D'Almé in provincia di Bergamo (campioni italiani in carica).
In Piazza Marconi, sul palo alto 8,50 metri, si sono sfidate 4 squadre locali di arrampicatori amatoriali e non professionali, guidate rispettivamente da Giovanni Agnello, Salvatore Butera, Salvatore Terrana e Davide Terrana. Dopo diversi tentativi di arrampicata "in solitaria", le 4 squadre hanno deciso sportivamente di collaborare per conquistare insieme la vittoria.
Ieri, lunedì 24 aprile, il sindaco Alfonso Provvidenza, alla presenza degli assessori Roberta Di Salvo e Giuseppe Mancuso, ha consegnato ai rappresentanti dei vincitori il meritato premio (vedi foto a lato) di 400 euro in denaro da dividersi equamente; somma che consentirà loro di festeggiare la conquista della "'ntìnna"
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Redazione
25 aprile 2023
  

 

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25/04/2023

Politica. Elezioni amministrative: orari di apertura straordinaria dell'Ufficio Elettorale di Grotte

 

Elezioni comunali
Elezioni comunali

Politica. Elezioni amministrative: orari di apertura straordinaria dell'Ufficio Elettorale di Grotte.
In vista delle elezioni per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale di Grotte, che si svolgeranno
domenica 28 maggio (dalle 07.00 alle 23.00) e lunedì 29 maggio (dalle 07.00 alle 15.00), le liste dei candidati andranno presentate alla Segreteria del Comune nei giorni di venerdì 28 aprile (dalle ore 08.00 alle ore 14.00), martedì 2 maggio (dalle ore 08.00 alle ore 14.00) e mercoledì 3 maggio (dalle ore 08.00 alle ore 12.00).
Per consentire il rilascio delle certificazioni ai candidati, al fine della presentazione delle liste, l'Ufficio Elettorale di Grotte osserverà i seguenti orari di apertura straordinaria:
- venerdì 28 aprile, dalle 08.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 18.00;
- sabato 29 aprile, dalle 09.00 alle 13.00;
- domenica 30 aprile, dalle 09.00 alle 12.00;
- lunedì 1 maggio, dalle 09.00 alle 12.00;
- martedì 2 maggio, dalle 08.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 18.00;
- mercoledì 3 maggio, dalle 08.00 alle 12.00
.  
  

Redazione
25 aprile 2023
  

 

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24/04/2023

Ambiente. Domani, martedì 25 aprile, Festa della Liberazione, sarà regolare la raccolta differenziata

 

raccolta differenziata porta a porta

Ambiente. Domani, martedì 25 aprile, Festa della Liberazione, sarà regolare la raccolta differenziata.
Per opportuna informazione alla cittadinanza si ricorda che domani,
martedì 25 aprile 2023 (ricorrenza della Festa della Liberazione), la raccolta differenziata "porta a porta" sarà effettuata regolarmente. Nessuna modifica, quindi, al consueto calendario di raccolta settimanale, sia a domicilio "porta a porta" che - per le abitazioni fuori dal perimetro urbano - con deposito presso i cassoni scarrabili posizionati nei pressi del campo sportivo comunale di Grotte.  
  

Redazione
24 aprile 2023 
  

 

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24/04/2023

Servizi. Asilo nido comunale: entro il 31 maggio le iscrizioni per l'anno scolastico 2023/2024

 

Asilo nido
Asilo nido

Servizi. Asilo nido comunale: entro il 31 maggio le iscrizioni per l'anno scolastico 2023/2024.
Sono aperte le iscrizioni per l'ammissione bambini dai 3 mesi ai 3 anni all'asilo nido comunale, per l'anno scolastico 2023/2024.
L
e famiglie interessate potranno presentare richiesta presso l’Ufficio Protocollo Generale del Comune entro il 31 maggio 2023, redatta su un apposito modulo di iscrizione (scarica qui il modulo).
L'attività scolastica avrà inizio nel mese di settembre 2023.
L
’asilo nido rappresenta un servizio primario di fondamentale importanza, in modo particolare per i genitori che lavorano o non hanno la possibilità di affidare i bambini ai nonni o ai parenti.
Gli uffici comunali incaricati sono a disposizione dei cittadini per dare tutte le informazioni necessarie alle famiglie
. 
  

Redazione
24 aprile 2023
  

 

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24/04/2023

Comune. "25 Aprile - Festa della Liberazione"; domani cerimonia a Grotte, alle ore 12.00 in Piazza Umberto I

 

25 Aprile - Festa della Liberazione
Festa della Liberazione

Comune. "25 Aprile - Festa della Liberazione"; domani cerimonia a Grotte, alle ore 12.00 in Piazza Umberto I.
Domani, lunedì 25 aprile 2023, ricorre il 78° anniversario della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista.
L'annuale ricorrenza della festa nazionale verrà celebrata, a Grotte, a partire dalle ore 12.00. Il sindaco Alfonso Provvidenza, alla presenza delle altre Autorità civili e militari e dei cittadini che vorranno partecipare, deporrà una corona di fiori presso il Monumento ai Caduti, in Piazza Umberto I (piazza Municipio).
Il 25 aprile si festeggia in Italia la liberazione dal nazifascismo. È un dato storico incontrovertibile che la liberazione avvenne ad opera dei partigiani (comunisti, cattolici e liberali), mentre fascisti e repubblichini combattevano a fianco dei nazisti e consegnavano loro cittadini italiani ebrei e resistenti.
Di recente - siamo nel 2023 - il Presidente del Senato ha sostenuto che la Costituzione non parla di “antifascismo”; riportiamo - per pura memoria - dalla Costituzione,
Disposizione transitoria, titolo 12: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista". 
  

Redazione
24 aprile 2023
  

 

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24/04/2023

Politica. Presentazione liste candidati al Consiglio comunale e candidati a Sindaco; dal 28 aprile al 3 maggio

 

Elezioni comunali
Elezioni comunali

Politica. Presentazione liste candidati al Consiglio comunale e candidati a Sindaco; dal 28 aprile al 3 maggio.
Domenica 28 maggio (dalle 07.00 alle 23.00) e lunedì 29 maggio (dalle 07.00 alle 15.00) i cittadini di Grotte saranno chiamati a votare per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale.
Secondo quanto previsto della legge regionale 7 maggio 1977, n
. 29, le liste dei candidati a Consigliere comunale e le collegate candidature a Sindaco, con i relativi allegati, vanno presentate alla Segreteria del Comune dal trentesimo al venticinquesimo giorno antecedente quello della votazione. La presentazione può avvenire durante il normale orario d'ufficio e nell'ultimo giorno, anche se festivo, fino alle ore 12.00.
Con un avviso pubblico a firma del Segretario Generale (Reggente) del Comune di Grotte, dott.ssa Alessandra Melania La Spina, si informano i cittadini che per le elezioni amministrative 2023, le liste vanno presentate presso la Segreteria del Comune, sita presso la sede del Palazzo municipale, Piazza Umberto I, Piano I, da venerdì 28 aprile a mercoledì 3 maggio fino alle ore 12,00, negli orari di seguito indicati:
- venerdì 28 aprile, dalle ore 08.00 alle ore 14.00;
- martedì 2 maggio, dalle ore 08.00 alle ore 14.00;
- mercoledì 3 maggio, dalle ore 08.00 alle ore 12.00.
Nello stesso avviso si precisa che: "mercoledì 3 maggio è l'ultimo giorno di presentazione delle liste e delle candidature ed il termine fissato delle ore 12.00 ha carattere perentorio".
Per gli orari di apertura straordinaria degli uffici, per il rilascio delle certificazioni elettorali e le autentiche di firme inerenti alla presentazione delle liste dei candidati, sarà pubblicato un ulteriore avviso
.  
  

Redazione
24 aprile 2023
  

 

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23/04/2023

Letture Sponsali. "Necessitiamo di fermarci, fare silenzio e metterci in ascolto"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Letture Sponsali. "Necessitiamo di fermarci, fare silenzio e metterci in ascolto".
Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

L’esperienza dei discepoli di Emmaus è l’esperienza della delusione, della non comprensione e dello smarrimento di fronte ai fatti della vita che sembrano silenziosi e vuoti, privi di segni di resurrezione.
I due “voltano le spalle” a Gerusalemme, si rimproverano vicendevolmente di aver creduto in quel “profeta” che prometteva di risorgere, ma cosa hanno saputo e visto di quella resurrezione? Ben poco: voci di donne, una tomba vuota, ma tutto è rimasto immutato.
Cosa si aspettavano da quel profeta? Forse un nuovo regno potete, la liberazione dai romani, la punizione dei corrotti… e invece niente. Voci di donne e tomba vuota.
Mentre discutono, un forestiero si fa prossimo e chiede spiegazioni, accoglie le loro emozioni e piano piano apre i loro occhi alla realtà della resurrezione.
Spiega loro come tutte le scritture parlino di Cristo, spezza la parola e spezza il pane, il loro cuore torna ad ardere, lo riconoscono e tornano a Gerusalemme dai fratelli.
La via ordinaria per sperimentare il Risorto e i segni della resurrezione è quella della Parola, dei sacramenti e quindi dell’Eucarestia, della Chiesa e quindi dei fratelli.
E cosa accade a noi che abbiamo scommesso nella forza del Risorto nel nostro matrimonio?
Quante volte non abbiamo compreso la grazia del sacramento? Quante volte ci siamo accusati a vicenda? Quante volte abbiamo voltato le spalle a Gerusalemme?
Come i discepoli di Emmaus necessitiamo di fermarci, fare silenzio e metterci in ascolto della “nostra parola”, della nostra storia di salvezza per riconoscere le tracce di chi ci ha sempre accompagnato e riscoprire la forza della nostra unione sponsale, del nostro essere “pane spezzato” per l’altro e testimonianza per i fratelli che l’Amore che si dona in Cristo, torna a noi in “gioia piena” e salvezza. Rosalinda e Francesco
 
 
Redazione
23 aprile 2023
  

 

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22/04/2023

Ambiente. Inaugurata a Grotte la casetta mangiaplastica

 

Inaugurata a Grotte la casetta mangiaplastica
Guarda il video

Ambiente. Inaugurata a Grotte la casetta mangiaplastica (guarda il video).
Alle ore 10.00 di sabato 22 aprile 2023 è stata inaugurata a Grotte, in Piazza Anna Magnani, la casetta mangiaplastica.

Inaugurata a Grotte la casetta mangiaplastica
(Guarda il video)

L'ecocompattatore (definizione tecnica del dispositivo) è finalizzato a raccogliere in maniera selettiva le bottiglie di plastica che riportano la dicitura "PET".
Alla cerimonia del taglio del nastro, eseguito dal sindaco Alfonso Provvidenza, hanno presenziato gli assessori Roberta Di Salvo, Antonio Morreale e Giuseppe Mancuso.
Subito dopo, l'Assessore all'Ambiente del Comune di Grotte, Antonio Morreale, ha dato dimostrazione dell'utilizzo del dispositivo.
Tre semplici passaggi per depositare le bottiglie:
1) passare il codice a barre della Tessera Sanitaria o della Carta d'Identità o dell'App Eurven sul lettore; l'App è messa a disposizione su Google Play e App Store (vedi i codici QR per scaricare l'App).
2) inserire le bottiglie (solo bottiglie in PET vuote, non schiacciate, con etichetta contenente il codice a barre integro);
3) dopo il conferimento, concludere l'operazione per ottenere gli eco punti.
La casetta mangiaplastica, già attiva e a disposizione dei cittadini, nei primi 60 giorni sarà in fase di sperimentazione. Successivamente sarà avviato il sistema di attribuzione dei coupon/sconti da utilizzare presso gli esercizi commerciali con i quali saranno state firmate le convenzioni. Nel video, un'intervista al sindaco Alfonso Provvidenza, il taglio del nastro e la dimostrazione di utilizzo.
Pubblichiamo le immagini dell'inaugurazione - guarda il video - (riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").  
  
Carmelo Arnone
22 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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22/04/2023

Musica. "Voci e suoni della Passione"; concerto di musica sacra a Grotte

 

"Voci e suoni della Passione"; concerto di musica sacra a Grotte
Guarda il video

Voci e suoni della Passione
Manifesto

Musica. "Voci e suoni della Passione"; concerto di musica sacra a Grotte (guarda il video).
Domenica 2 aprile 2023, a Grotte, alle ore 19.00 all'interno della chiesa Madre, si è tenuto il concerto di musica sacra "Voci e suoni della Passione".

"Voci e suoni della Passione"; concerto di musica sacra a Grotte
(Guarda il video)

Un appuntamento musicale di grande prestigio, tra i pochi in Sicilia, celebrato nella Domenica delle Palme e dedicato in particolare al tema del "sacro" nella musica classica e lirica, nelle sue diverse declinazioni.
Ideatore e direttore artistico della manifestazione è stato il M° Salvatore Salvaggio (interprete di lunga carriera, vissuta sui palchi dei più rinomati teatri del mondo), sostenuto dal Soprano Makie Nomoto.
La manifestazione è stata realizzata dalla Parrocchia "Santa Venera" Chiesa Madre di Grotte, in collaborazione con l'Accademia dell'Opera del Teatro "Regina Margherita" di Racalmuto, con il patrocinio dell'Assemblea Regionale Siciliana.
A proporre i brani, oltre al M° Salvatore Salvaggio e al Soprano Makie Nomoto, sono stati i giovani studenti dell’Accademia dell’Opera, i Soprani Alida Capobianco, Elisea Sciacca e Klizia Prestia, il Mezzosoprano Carmen Italiano e il Tenore Marco Mancuso.
Agli strumenti, il quartetto d'archi formato da Raffaele Caltagirone (Violino I), Filippo Di Maggio (Violino II), Andrea Lattuca (Viola) e Paolo Pellegrino (Violoncello), e i pianisti Giuseppe Francolino e Vittorio Orlando.
Nel corso del concerto, presentato da Carmelo Arnone, sono stati eseguiti brani immortali di Vivaldi, Mozart, Rossini, Pergolesi, Schubert, Bizet, Albinoni ed altri ancora, lungo un percorso ideale che ha guidato e condotto l'ascoltatore nelle varie tappe della Settimana Santa.
Sono stati proposti, in ordine, i seguenti brani:
1. Jesu Rex Admirabilis di Giovanni Pierluigi da Palestrina (a cappella) - un mottetto a 3 voci dispari;
2. Ave Maria di Franz Schubert (Marco Mancuso e Klizia Prestia);
3. Agnus Dei di George Bizet (Makie Nomoto);
4. Panis Angelicus di César Frank (Makie Nomoto e Salvatore Salvaggio);
5. Adagio di Tommaso Albinoni (organo e ensemble d’archi);
6. Pro peccatis suae gentis - dallo Stabat Mater di Gioacchino Rossini (Salvatore Salvaggio);
7. Crucifixus - dalla Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini (Makie Nomoto);
8. Stabat Mater di Antonio Vivaldi (Carmen Italiano);
9. Adagio molto (solo quartetto d’archi) e Allegro ma poco (solo quartetto d’archi), dalla Sinfonia “al Santo Sepolcro” rv 169 di Antonio Vivaldi;
10. Pietà Signore di Alessandro Stradella (Salvatore Salvaggio);
11. Salve Regina di Giovanni Battista Pergolesi (Alida Capobianco);
12. Nulla in mundo pax sincera A. Vivaldi (Elisea Sciacca):
13. Ave verum corpus di Mozart (esecuzione corale).
Il concerto si è concluso con l'intervento del parroco don Salvatore Zammito e del M° Salvatore Salvaggio
.
Pubblichiamo le immagini della presentazione - guarda il video - (riprese di © Salvatore Ciraolo).  
  

Redazione
22 aprile 2023  
  

 

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21/04/2023

Ambiente. Inaugurazione della casetta mangiaplastica a Grotte; domani alle ore 10.00 in piazza mercato

 

Casetta mangiaplastica
Casetta mangiaplastica

Scarica l'App
Scarica l'App

Ambiente. Inaugurazione della casetta mangiaplastica a Grotte; domani alle ore 10.00 in piazza mercato.
Sarà inaugurata domani, sabato 22 aprile 2023, alle ore 10.00, la casetta mangiaplastica installata a Grotte in Piazza Anna Magnani (piazza mercato).

Casetta mangiaplastica
(Casetta mangiaplastica)

Posizionato già da qualche mese, dopo gli allacci e la definizione delle ultime incombenze di carattere burocratico, finalmente domani mattina, alla presenza del sindaco Alfonso Provvidenza e delle altre autorità cittadine, il dispositivo destinato a riciclare le bottiglie in PET inizierà a svolgere il suo compito. Al fine di prevenire eventuali atti vandalici, nonché il deposito indiscriminato di materiali non idonei, la casetta è stata fornita di un sistema di videosorveglianza.
Per l'attivazione dell'ecocompattatore (questa la definizione tecnica del dispositivo) è possibile utilizzare la Tessera Sanitaria oppure la Carta d'Identità (modello CIE: Carta d'Identità Elettronica) o l'App Eurven messa a disposizione su Google Play e App Store (vedi i codici QR per scaricare l'App).
Tre semplici passaggi per depositare le bottiglie:
1) passare il codice a barre della Tessera Sanitaria o della Carta d'Identità o dell'App Eurven sul lettore;
2) inserire le bottiglie (solo bottiglie in PET vuote, non schiacciate, con etichetta contenente il codice a barre integro);
3) dopo il conferimento, concludere l'operazione per ottenere gli eco punti.
L'ecocompattatore è un dispositivo per la raccolta differenziata capace di ridurre al minimo il volume delle bottiglie di plastica (PET) che il cittadino conferisce. La tecnologia del "riciclo incentivante" promuove l’educazione ambientale grazie alla sinergia tra cittadini e varie realtà economiche e sociali.
Gli ecocompattatori selettivi per la plastica, con il sistema di "riciclo incentivante", dopo aver riconosciuto il contenitore e avviato il processo di riduzione del volume, consegnano all'utente uno scontrino contenente un buono sconto. Il tutto può essere gestito anche tramite App, in modo da fidelizzare l’utente alla raccolta differenziata. I coupon/sconti potranno essere spesi - a seconda delle scelte dell'Amministrazione comunale - nelle attività commerciali che aderiscono al progetto oppure raccolti per ottenere una detrazione sulla tassa sui rifiuti.
A partire dall'inaugurazione ci saranno 60 giorni di sperimentazione, dopo i quali sarà pienamente attivo il sistema di attribuzione dei coupon/sconti e le convenzioni con gli esercizi commerciali sul territorio.
Le attività di sensibilizzazione e comunicazione, e la collocazione della macchina in un'area ad alto flusso e facilmente raggiungibile, com'è Piazza Anna Magnani, permetteranno di massimizzare l'utilizzo e la raccolta della plastica
.  
  
Carmelo Arnone
21 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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21/04/2023

Letture. "La pazienza del contadino"; di Innocenzo Infantino

 

Innocenzo Infantino
Innocenzo Infantino


Pazienza del contadino

"La pazienza del contadino"; di Innocenzo Infantino.
Queste sere, a tenermi compagnia è un testo del biblista Bruno Maggioni, morto da qualche anno. Nel testo "La pazienza del contadino", Bruno Maggioni riusciva a scrivere cose profonde in modo essenziale, toccando un punto nevralgico della vita cristiana: vivere la fede nel tempo che si ha, persino nelle schiavitù che si vivono, nella professione, nella famiglia, nelle preoccupazioni, nella sofferenza.
Al di là della tematica trattata, oggi, riflettevo molto sul gesto della "semina".
Passato l'inverno compare il tempo della semina e la primavera custodisce questo momento prezioso per moltissime piante.
La tendenza predominante in quest'ambito, quasi sempre, è quella di parlare di produzione, così che si copre il seme in terra già guardando al raccolto, stimando le quantità, la resa e il guadagno.
La mentalità industriale, la fretta, le dinamiche del profitto, hanno cancellato un elemento importante: l'attenzione per i semi piantati, l'unico vero momento che appartiene più che mai alla nostra vita perché coincide con il presente e non con il futuro.
Anche nelle relazioni di tutti i giorni, o nel nostro modo di operare, ragioniamo sempre o troppo spesso all'interno di logiche di bilancio, preoccupandoci poco o niente della qualità dei "semi" piantati quel giorno.
Per non parlare del "come" li abbiamo piantati.
Smettiamo di ragionare in termini di risultato. Questo lo fanno le macchine, non noi. Non possiamo pensarci sempre simili ad esse.
Ci sono infinite variabili che possono cambiare il risultato.

Non è forse la cura per una buona semina nel "presente" essa stessa alla base di un possibile buon raccolto futuro?
 
  
Innocenzo Infantino
21
aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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20/04/2023

Racconti. "La festa del Patrono"; di Linda Di Stefano

 

Linda Di Stefano
Linda Di Stefano

Dipinto di Linda Di Stefano
Dipinto di
Linda Di Stefano

Racconti. "La festa del Patrono"; di Linda Di Stefano.

"LA FESTA DEL PATRONO"
di Linda Di Stefano

Tutto il corso era gremito di gente.
Come al solito la festa del Patrono veniva celebrata in pompa magna con un sovrannumero di venditori di semenza e noccioline, commercianti di cianfrusaglie venuti dai paesi vicini e l’immancabile presenza del luna park, fornito quest’anno di nuove attrattive.
A parte questo, niente di nuovo; da anni tutto si ripeteva allo stesso modo, non mancavano neanche le gomitate e le spinte per farsi largo tra la gente.
«Perché?» vi chiederete voi.
È semplice, non vi è festa senza folla e questo era l’evento più assiepato di tutti con l’aggravante che le strade erano strette e di anno in anno sembravano rimpicciolirsi sempre più.
«Com’è possibile?» vi chiederete ancora voi.
È possibile, è possibile. Non dimenticate che in questo paese, con le nuove costruzioni o ristrutturazioni, per rendere più spaziosa la propria casa o per il gusto di “fregare” si sottraeva qualche centimetro alla strada.
Mi direte che da voi non è così, ma che volete, ogni paese ha le sue “usanze”.
La folla di quest’anno sembrava una fiumana.
Il chiasso era enorme, venditori di dischi a destra e a manca facevano suonare contemporaneamente le musiche più svariate, dalle tarantelle ai pezzi di Bellini, che servivano a stordire ancor di più i già stanchi passeggiatori. Buona parte della festa consisteva nell’andare avanti e indietro per il corso, naturalmente con l’abito elegante e le scarpe nuove nel tentativo di farsi notare e di fare bella figura.
Vana illusione! Con quel traffico ognuno era talmente occupato a cercare qualche spazio vuoto per poter proseguire, che nessuno pensava ad osservare gli altri.
Questa, infatti, era l’unica occasione in cui la gente si faceva i fatti propri.
Si procedeva zigzagando, strisciando contro i muri o addirittura corpo a corpo per arrivare alla fine del corso e ricominciare daccapo.
Tutto questo succedeva intanto che si aspettava l’uscita del Santo dalla Chiesa per poi seguire devotamente la processione.
Certo che questo Santo tardava a uscire!
Ormai si camminava da tre ore, i piedi cominciavano a gonfiarsi, i più anziani tentavano di trovare rifugio in un bar mentre i più arditi cercavano di ignorare la stanchezza pizzicando semenza e sgranocchiando torroni, ma era evidente che tutti tolleravano quell’attesa stoicamente facendo finta di nulla e mostrando larghi sorrisi.
Chi arrivava in ritardo e più fresco iniziava la sua passeggiata con entusiasmo salutando tutti indistintamente, parenti, amici e conoscenti; al secondo giro solo amici e parenti; al terzo solo amici. In seguito, solo un cenno col capo, ed infine ci si girava dall’altra parte facendo finta di non accorgersi di chi stava al lato opposto della strada.
L’uscita del Santo arrivò come una liberazione; sfortunatamente a questo punto la folla, che prima occupava tutto il corso, adesso si accalcava in un unico punto per seguire la processione, sempre più stanca e dolorante a causa delle vesciche ai piedi.
La processione proseguì in modo disordinato nonostante il disperato tentativo dei vigili di mettere ordine tramite richiami, spintoni e sgridate, ma comunque, per la gioia di tutti, alla fine arrivò a destinazione.
La festa non si concluse con l’entrata del Santo, ma si continuò a passeggiare in attesa dei fuochi d’artificio.
Quello che però dava nell’occhio era che una delle piazze appariva semivuota, non c’era calca.
Lì infatti una banda, venuta chissà da dove, stava cercando di attirare l’attenzione di qualcuno per avere un po’ di pubblico e suonare qualche pezzo di musica classica, ma la gente, oramai affaticata, non si sognava minimamente di fermarsi e non prestava ascolto ai disperati richiami del maestro.
Solo alcuni si avvicinarono, suonatori a loro volta di qualche strumento, amatori di quel genere musicale ed infine qualche signore che, allergico alle feste religiose, pur di non restare solo a casa in tale occasione, trovava questa buona scusa per scendere in piazza.
Pochi in verità, e il maestro, dopo gli ultimi vani tentativi di richiamare qualche altro passante gesticolando, rassegnato si decideva a dirigere la sua banda, ma non sapeva da quale pezzo cominciare e sperando di accontentare il pubblico chiedeva: «Volete Verdi o Bellini?».
Alcuni rispondevano Verdi ed altri Bellini.
Il maestro riproponeva il problema e la diatriba ricominciava.
«Decidetevi se no qui non si suona» fece osservare il maestro, ma il pubblico continuava ad essere discorde per cui alla fine si fecero votare le poche donne presenti, le quali furono quasi tutte d’accordo per Verdi e in particolare proposero La marcia dell’Aida.
Così si decise il tutto e finalmente la banda iniziò il suo concerto.
Si continuò per tutta la durata del pezzo, poi i suonatori chiesero il permesso al pubblico di riposare.
«Abbiamo bisogno di riprendere “sciatu”» disse il maestro «appena cinque minuti».
Il permesso fu accordato. I cinque minuti passarono, poi i dieci ed anche i quindici e i pochi devoti cominciarono a spazientirsi.
«Insomma, si “sona o nun si sona? Siemu stanchi maestru”» reclamò uno spettatore.
«Dobbiamo riprendere “sciatu”» insistette con fare sussiegoso ancora il maestro.
«Ma, ‘insomma, è da quasi venti minuti che aspettiamo!» reclamò un altro gentiluomo.
«Cosa volete? Noi siamo un’orchestra seria, veniamo dal teatro Massimo di “Pailemmu” e ci vuole la pausa e “lu sciatu”».
Ci fu una gran risata quasi all’unanimità e una voce intimò: «Voi avete bisogno di “sciatu” e noi di sedie e se non vi decidete a suonare noi ce ne andiamo».
Il maestro, impaurito da quella minaccia e temendo di restare senza pubblico, si decise a far suonare la sua “orchestra” non senza però aver interpellato ancora una volta i presenti: «Dunque, cosa volete La Traviata o La gazza “latra”?».
«La Traviata» rispondevano gli uni.
«La gazza ladra» reclamavano gli altri.
«Insomma, decidetevi!» riprese il maestro.
«“Sunati chiddu ca vuliti, basta ca sunati”» intervenne repentino uno spettatore più giudizioso.
«“Va bbeni pi La gazza latra”?» richiese il maestro non del tutto convinto a farla finire così.
«“Va bbeni e basta!”».
Finalmente il maestro prese posizione, ma proprio in quel momento si udirono i colpi che annunciavano l’inizio dei fuochi d’artificio, e gli amatori e non amatori di musica si precipitarono giù per il corso verso la piazza grande, e la banda del povero maestro, venuta chissà da dove, rimase sola a finire la sua “Gazza latra”.
Alle tre del mattino tutto si acquietò e la gente tornò finalmente a casa a godersi il letto, però si era tanto divertita, ma proprio tanto e lo raccontò l’indomani ed anche il giorno dopo.

Linda Di Stefano

Pubblicato dalla testata giornalistica
Grotte.info Quotidiano
su www.grotte.info il 20 aprile 2023.
Per gentile concessione dell'Autrice.

© Riproduzione riservata.
  

 

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20/04/2023

Attualità. "Mattarella e Macron hanno detto la stessa cosa: pace e libertà possono regnare"; di Renato Zaffuto

 

Renato Zaffuto
Renato Zaffuto

Macron e Mattarella
Macron e Mattarella

Attualità. "Mattarella e Macron hanno detto la stessa cosa: pace e libertà possono regnare"; di Renato Zaffuto
Intervento del dott. Renato Zaffuto, Responsabile Area Investimenti di Fideuram Investimenti SGR e tra i 30 top Asset Allocator in Europa.

*****

     Egregio Direttore,
da qualche tempo si sente un’inquietudine a vari livelli nel mondo, sia internazionale, nazionale che locale.
     L’inquietudine è sociale ma soprattutto individuale ed è l’effetto congiunto di tanti cambiamenti strutturali che stanno avvenendo in contemporanea come in poche altre epoche storiche.
     Gli effetti del Covid, il lockdown e le tensioni geo-politiche hanno solo accelerato un processo che era già in corso.
     Ma i cambiamenti non devono spaventare, in genere, sono opportunità, soprattutto per le giovani generazioni.
     I fattori che guidano il cambiamento sono di natura demografica, tecnologica e culturale. Come sempre sono fattori di cambiamento di lungo periodo che possono sprigionare energia “cinetica” quando il punto di intersezione genera un “sisma”.
     Come in un terremoto, l’origine nasce dall’interazione fra zolle crostali che provoca la rottura della crosta stessa lungo una superficie di faglia con subitaneo movimento relativo dei due blocchi risultanti, così i cambiamenti strutturali di natura sociale provocano scosse di varia magnitudine che richiedono tempi, a volte lunghi, di assestamento.
     Il vero nodo non è capire le ragioni di chi argomenta o talvolta urla di più una tesi piuttosto che un’altra: non bisogna guardare il dito che indica la Luna, ma la Luna!
     È ovvio che tutti hanno una buona dose di ragione, ma la vera questione è dove si indirizzerà quello che in Fisica si chiama il vettore, essendo il risultato fra forze contrapposte. L'intensità e la direzione del vettore ovvero dell’insieme delle forze di mutamento demografico, tecnologico e culturale saranno vitali per definire la traiettoria della nostra evoluzione.
     Nel mondo si confrontano forze ambientaliste con tempistiche differenti sullo sfruttamento delle risorse del nostro pianeta, mentre è già partita la campagna per la conquista dell’Old West, che oggi si chiama Luna e Marte; si confrontano forze politicamente autocratiche con una falsa ed estemporanea attrattività, ora con buone dotazioni militari come la Cina, rispetto a quelle poche consolidate democratiche-liberali a cui, per nostra fortuna, apparteniamo.
     Ma soprattutto ci sono forze demografiche e culturali formidabili in gioco.
     I giovani stanno nel Sud del Mondo e hanno legittime aspettative per un futuro migliore, fra questi le donne iraniane che stanno combattendo un’encomiabile battaglia di libertà.
     La tecnologia digitale, disegnata e costruita essenzialmente nei Paesi democratici, ha consentito di raggiungere anche l’angolo più remoto del pianeta e di offrire la speranza a chiunque di quello che John Lennon descriveva nella canzone Imagine scritta nel lontano 1971.
     Il presidente Mattarella, negli ultimi giorni dalla Polonia, ha lanciato un monito a tutti: l’Unione Europea superi le vecchie regole che sono ormai Preistoria.
     A mio parere non si riferiva solo agli Accordi di Dublino, ma al superamento di un insieme di regole a cui l’Europa come istituzione deve essere più presente e più attiva per rispondere alle istanze emergenti e contingenti.
     Forse Macron l’ha declinata male a Pechino nell’incontro con il presidente cinese Xi Jinping, ma il concetto è quello per cui se i valori della culla europea fanno un passo in avanti, lo fanno certamente per tutta l’Umanità, essendo l’Europa sempre stata il crocevia delle varie etnie e culture del mondo e quindi quasi per via naturale portatrice oltre che punto di sintesi delle diverse istanze.
     Mattarella e Macron hanno detto in modi diversi la stessa cosa: l’Europa non può rinunciare ad essere faro per le libertà e per i diritti delle minoranze perché gli oppressi e i giovani di tutto il mondo guardano a noi europei e all’Europa come Terra Promessa di libertà e di civiltà. Tuttavia, come ci ha insegnato la Storia dell’Antica Roma, la pace e i valori di libertà possono regnare se qualcuno ha la forza di stabilirli, non solo con le buone esortazioni, con la buona volontà e le buone intenzioni, ma anche con una buona dose di deterrenza, di forza, di caparbietà e di convinzione, altrimenti un domani saremmo tutti sudditi se non schiavi di chi crede che pochi possano decidere per tutti.

  
Renato Zaffuto
20 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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20/04/2023

Editoria. "Kronos e Kairòs"; in uscita l'ultimo libro di Carmelo Rotolo

 

Kronos e Kairòs
Copertina

Carmelo Rotolo
Carmelo Rotolo

 

Editoria. "Kronos e Kairòs"; in uscita l'ultimo libro di Carmelo Rotolo.
È stata appena data alle stampe, per i tipi di Print Service Editore, l'ultima fatica letteraria - il quarto libro - di Carmelo Rotolo dal titolo "Kronos e Kairòs": una "Antologia di pensieri pensati e parole scritte negli anni" (esplicita il sottotitolo).

Kronos e Kairòs
("Kronos e Kairòs", di Carmelo Rotolo)

Nella quarta di copertina l'autore spiega la genesi di questo testo: "La mia storia di appassionato di scrittura è fatta soprattutto di memoria: pensieri personali, parole scritte o dette da altri, ma rese intimamente mie, racconti di fatti e misfatti che si tramandano da generazioni e generazioni, sono il vero fondamento delle mie radici culturali. 'Mio nonno raccontava a mio padre, che ha raccontato a me, e che ora racconto a te!'. Questo è il vero spirito del nuovo libro che sta per essere dato alle stampe. Recuperare la memoria cronologica dei racconti, delle favole, degli aneddoti, e quant’altro ha suscitato gioia, curiosità e amore familiare, e condividerle con gli altri, per un godimento comune più ampio possibile".
La prefazione, che riportiamo di seguito, è affidata a Lorenzo Rotolo.

Che cos’è il tempo? Come si quantifica il tempo? Perché esiste il tempo? Se lo sono chiesti in tanti, in passato come oggi e persino in futuro se lo chiederanno. Le risposte possono essere molteplici, tutte giuste o tutte sbagliate, a seconda dei punti di vista.
Io non saprei rispondere perfettamente a queste domande, è meglio lasciare la questione a fisici, matematici e filosofi. Per me la domanda importante è un'altra, ben più concreta; in che modo sfruttare il tempo messoci a disposizione dalla natura?
Come scrive Carmelo, nell’incipit, secondo gli antichi Greci il tempo era costituito da due concetti, due facce della stessa medaglia. Il primo, Kronos, il tempo quantitativo che scandisce le ore; il secondo, Kairòs, il tempo qualitativo che giustifica la giusta opportunità, la giusta occasione.
Carmelo, quindi, fin dalle prime battute, ci suggerisce che il tempo è la perfetta commistione di questi due concetti imprescindibili. Il tempo serve quindi per sfruttare le occasioni, le opportunità, le idee, le considerazioni, i concetti e le storie che ci vengono in mente nel corso della nostra vita, ma soprattutto serve per conoscere persone e personalità.
Il libro è pertanto la raccolta di piccoli scritti postati sui social da parte dell’autore, dal settembre 2015 fino a gennaio 2023. Si possono trovare: brevi racconti, alcuni di fantasia alcuni reali legati ai trascorsi dell’autore; favole per adulti e bambini come “Il coniglio Otto e la topina Brina”; considerazioni e commenti su libri letti, spaziando da Pirandello a Ishiguro, da Deledda a Steinbeck; poesie; riflessioni e tanto altro.
Questo è un libro libero e sincero, come liberi e sinceri sono gli scritti al suo interno. Kronos e Kairòs non ha vincoli di lettura, può essere letto dall’inizio, dalla fine, dal centro o se si preferisce anche alla rinfusa. Nessun filo narrativo, nessuna morale, nessuna coercizione; solo la voglia di sfruttare e godere del tempo per scoprire una persona, una bella persona, semplicemente questo!
Buona lettura!
Lorenzo Rotolo

Carmelo Rotolo, nato a Grotte, vive e lavora a Bressana Bottarone (in provincia di Pavia). Da oltre trent'anni esercita la professione medica presso la Casa di Cura "Villa Esperia" di Salice Terme. Con Print Service Editore ha già pubblicato "La danza dei macaoni", "Dietro la porta della rettoria" e "Giufà e la memoria ritrovata"
.
   
Redazione
20 aprile 2023
  


 

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19/04/2023

Iniziative. "Omaggio a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia", di Gianni Russello

 

Omaggio a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
Guarda il video

"Omaggio a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia", di Gianni Russello (guarda il video).
È dedicato all'opera di due dei più famosi e creativi attori della seconda metà del secolo scorso nati in terra di Sicilia, i palermitani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, questo cortometraggio (14 minuti) realizzato a Grotte (AG), per la regia di Gianni Russello.

Omaggio a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia
(Guarda il video)

Immediato è l'effetto di "spiazzamento", sin dall'incipit "... da questa location grottese". Con frasi brevi e pause volutamente marcate, Vincenzo Arnone introduce la "performance" già preannunciata visivamente dalla presenza, alle sue spalle, delle cinque figure maschili.
Elegantissimi, in giacca e cravatta, con gli spartiti in mano, appaiono i coristi dell'inedito gruppo canoro "Artisti grottesi", la cui direzione è affidata a un improbabile "Maestro" Lillo Curreri.
Personaggio fortemente caratterizzato nel costume e nella mimica, reso vivo nell'interpretazione di Lillo Curreri, il "Maestro" dirige sé stesso prima ancora che il gruppo canoro, divenendo un imprescindibile elemento coreografico sulla scena, altrimenti statica.
L'esergo dantesco, proposto dal fermo timbro vocale di Baldassare Terrana, prelude a una solenne discesa verso un girone ignoto. Segue l'augurio, "Che tu possa vivere...", pronunciato da Salvatore Baldo, che spezza la rigidità scenica lasciando in attesa lo spettatore.
Poi è la volta del grande mattatore, Gianni Russello, che sulle note di un'incalzante musica epica ("Conquest of paradise" di Vangelis), mentre il "Maestro" dirige convintamente un'inesistente orchestra e un silente coro, propone il testo della poesia "Vulannu, vulannu, vulannu" di Franco Franchi.
Sulla destra dello schermo compaiono, via via, le locandine di alcuni dei più celebri film della straordinaria coppia di attori siciliani, alla quale sono dedicati gli ultimi istanti del video.
Sino al termine del filmato si rimane interdetti, incapaci di realizzare, di cogliere il senso dell'opera, che viene rivelato in pienezza nella conclusione, nei ripetuti inchini rivolti verso il pubblico, anch'esso inesistente.
È un video nello stile di Franchi e Ingrassia, con la loro comicità surreale, con l'ironia popolaresca e istrionica dell'uno e l'eleganza povera ma arguta dell'altro. In questo senso, con questa chiave di lettura si riesce finalmente a cogliere davvero l'omaggio ai due attori.
La scenografia è quella della scalinata di Via Giacinto, prospiciente Piazza Marconi a Grotte. L'interprete principale è Gianni Russello. I narratori sono: Vincenzo Arnone, Baldassare Terrana e Salvatore Baldo. I coristi: Salvino Rivituso, Filippo Licata e Antonio Vitello. Il direttore d'orchestra: Calogero Curreri. Hanno contribuito alla realizzazione: Decimo Mancuso e Valerio Fantauzzo. Il montaggio e le riprese sono stati curati da Elisa Russello. L'ideazione, il coordinamento e la regia, di Gianni Russello.
Buona visione (guarda il video).  
  
Carmelo Arnone
19 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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19/04/2023

Chiesa. Una statua del Venerabile Servo di Dio Vinti sarà inaugurata il 19 maggio dall'Arcivescovo di Agrigento

 

Il Venerabile Servo di Dio Michele Arcangelo Maria Antonio Vinti
Venerabile Vinti

Lillo Costanza
Lillo Costanza
 

Una statua del Venerabile Servo di Dio Vinti sarà inaugurata il 19 maggio dall'Arcivescovo di Agrigento.
Il prossimo 19 maggio 2023 sarà una giornata da ricordare per i fedeli grottesi e per l'intera comunità cittadina. Alla presenza dell'Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, del sindaco Alfonso Provvidenza e delle autorità locali, verrà inaugurata a Grotte una statua di don Michele Arcangelo Maria Antonio Vinti, chiamato semplicemente "Padre Vinti".
Il sacerdote grottese morì in fama di santità all'età di 50 anni il 17 agosto 1953. In virtù di questa fama si è aperta la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio.
Presso la Curia ecclesiastica di Agrigento fu celebrata dal 7 novembre 1983 al 27 giugno 1997 l’inchiesta diocesana, la cui validità giuridica è stata decretata dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 6 maggio 2005. Confezionata la Positio, secondo le norme consuete si è discusso se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù cristiane.
Il 5 maggio 2020 i Consultori Teologi hanno espresso il loro voto favorevole.
I Padri Cardinali e Vescovi, riuniti nella Sessione Ordinaria del 12 gennaio 2021, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in modo eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Il Cardinale Prefetto Marcello Semeraro ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, ha dichiarato in data 21 gennaio 2021: "Sono provate le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico del Servo di Dio Michele Arcangelo Antonio Maria Vinti, Sacerdote diocesano, nel caso e per il fine di cui si tratta".
Il decreto, nella stessa data, è stato pubblicato e inserito negli atti della Congregazione delle Cause dei Santi.
A seguito del riconoscimento (da parte della Congregazione) e della proclamazione (da parte di Papa Francesco) dell'eroicità delle virtù, l'umile sacerdote grottese del quale è introdotta la causa di beatificazione è ritenuto degno di essere venerato da parte dei fedeli, pertanto è consentito utilizzare nei suoi riguardi l'appellativo di "Venerabile".
Infatti il Dicastero delle Cause dei Santi lo indica propriamente come "Venerabile Servo di Dio Michele Arcangelo Maria Antonio Vinti".
È da precisare che il riconoscimento dell'eroicità delle virtù e il consenso all'uso del termine "venerabile" non comporta alcuna concessione di culto pubblico, secondo quanto stabilito dalla Congregazione delle Cause dei Santi (all'art. 7 comma 2 dell'Istruzione Sanctorum Mater - del 17 maggio 2007 - per lo svolgimento delle inchieste diocesane o eparchiali nelle cause dei santi); pertanto ai Venerabili non può essere accordato un culto pubblico.
In onore del Venerabile Servo di Dio Michele Arcangelo Maria Antonio Vinti, venerdì 19 maggio 2023 l'Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, presiederà una solenne celebrazione eucaristica nella chiesa Madre di Grotte, al termine della quale verrà inaugurata la statua raffigurante il sacerdote grottese.
L'opera - che da indiscrezioni viene indicata come a grandezza naturale e dovrebbe essere installata in Piazzetta Carmona, nei pressi del "cannolicchio" - è realizzata dallo scultore canicattinese Lillo Costanza (vedi foto a lato), apprezzato artista, autore - tra l'altro - del busto raffigurante il Beato Rosario Livatino posto nei pressi della chiesa di san Diego, a Canicatti.
Fortemente voluta dai numerosi devoti (tra i primi il dott. Antonio Carlisi, ma anche da don Calogero Morgante - vice postulatore della causa di beatificazione -, Piero Castronovo, Domenico Vizzini e tanti altri), la statua è realizzata con le offerte dei fedeli e con il sostanzioso contributo del sindaco Alfonso Provvidenza.
Chiusa questa prima fase del processo di canonizzazi
one, la fase successiva è la Dichiarazione di beatificazione, per arrivare alla quale deve essere riconosciuto un miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Michele Arcangelo Maria Antonio Vinti. La cautela in questa fase è ancora maggiore. Perché un miracolo venga preso in considerazione dalla Congregazione dei Santi occorre una nuova inchiesta diocesana, approfondita, che andrà consegnata alla stessa Congregazione. 
 

Carmelo Arnone
19 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  


 

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18/04/2023

Attualità. "L'emigrazione non rappresenta affatto un'emergenza"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Attualità. "L'emigrazione non rappresenta affatto un'emergenza"; di Raniero La Valle.
Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

*****

Il governo ha istituito lo stato di emergenza per sei mesi in tutto il territorio nazionale per gestire il dramma dei migranti.
Che ci sia un’emergenza è fuori discussione, perché ormai il Mediterraneo è solcato da numerose imbarcazioni cariche di centinaia e centinaia di profughi e di migranti che vengono da noi.
Tuttavia bisogna tener conto che si tratta di uno strumento assai delicato in mano all’esecutivo, non previsto dalla Costituzione, che consente deroghe alle normative vigenti e, per la sua stessa logica di rapidità e urgenza, non è vincolato al controllo costituzionale del Presidente della Repubblica e democratico del Parlamento.
Perciò è assai diverso se uno stato di emergenza viene dichiarato da un governo di estrema destra o da un governo di maggiore affidabilità democratica.
Ma c’è un’osservazione ancora più importante da fare.
Lo stato di emergenza viene istituito per la questione dei profughi; questa però è tale da investire non singoli aspetti della vita del Paese, ma tutto il Paese in tutte le sue espressioni.
Pertanto esso potrebbe essere invocato per legittimare qualsiasi provvedimento, dall’economia, alla sanità, alla previdenza, all’ordine pubblico, alla scuola, allo stato civile e così via.
Ma proprio questo dice che il problema da affrontare, ovvero l’emigrazione, non rappresenta affatto un’emergenza, e non è una questione temporanea (che si farà tra sei mesi?) ma è una questione strutturale e di lunga durata, connessa a un cambiamento d’epoca e allo stato di un mondo mal governato, gettato in uno stato di guerre, di genocidi e di ingiustizie sociali e politiche senza fine.
Dunque il fenomeno migratorio non può essere trattato come un’emergenza, ma richiede un radicale mutamento delle culture e delle politiche correnti, certo non solo in Italia, ma in Europa e in tutto il mondo, ma proprio per questo è irrisorio che venga affrontato con uno strumento occasionale e provvisorio.
Basta pensare che il provvedimento è finanziato solo con cinque milioni, e le misure annunziate riguardano i soliti falsi problemi, dagli scafisti al blocco delle partenze dai Paesi di provenienza, mentre l’unica scelta per ora sensata è quella di occuparsi dei centri di accoglienza, dove la vita degli sbarcati non è vita, ma una tortura e un’agonia.
Bisogna al contrario cominciare a pensare che l’unica risposta alla tragedia delle migrazioni di massa, è quella sancita fin dall’inizio della modernità, ovvero il riconoscimento del diritto umano universale di migrare e di stabilire la propria esistenza in qualsiasi parte del mondo, diversa dalla mitica patria.
È stato del resto questo che, pur attraverso repressioni, schiavitù e lotte, grazie all’integrazione tra popoli ed etnie diverse e al fecondo meticciato, ha dato luogo alle società moderne, dalle due Americhe all’Europa, all’Italia stessa e a molti altri Paesi.
Dunque il grande problema culturale, politico, ambientale e perfino religioso non è di bloccare o irretire il fenomeno migratorio, e tanto meno di volerlo regolare secondo le proprie convenienze, il calo demografico, le pensioni da finanziare o il bisogno di mano d’opera a buon mercato o addirittura schiavizzata, ma di assumerlo come la vera sfida della nuova modernità e governarne con equità le modalità e le conseguenze.
Questa “emergenza”, e insieme le questioni dell’ecologia e delle guerre promesse e in atto, sono il vero problema posto alla politica, ed è su questa nuova frontiera che si pone oggi la differenza tra destra e sinistra.
Non basta dire Ucraina, Ucraina!
  
  
Raniero La Valle
18 aprile 2023
  

 

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18/04/2023

Chiesa. "Àmàti per amare": raduno diocesano delle famiglie; domenica 23 aprile a Canicatti

 

Àmàti per amare
Manifesto

Chiesa. "Àmàti per amare": raduno diocesano delle famiglie; domenica 23 aprile a Canicatti.
Domenica 23 aprile 2023, presso la chiesa Santa Chiara di Canicatti, si terrà il Raduno diocesano delle famiglie, organizzato dal Centro per l'evangelizzazione dell'Arcidiocesi di Agrigento.
La giornata, che ha come tema "Amati per amare" (amàti, ma anche àmati), si articolerà nel seguente programma:
- ore 09.0, accoglienza
- ore 10.00, preghiera
- ore 10.30, relazione a cura di don Luca Leone
- ore 11.20, laboratori
- ore 13.00, pranzo a sacco
- ore 14.30, testimonianze
- ore 16.00, celebrazione eucaristica
- ore 17.00, saluti.
Al "Raduno diocesano delle famiglie" sono invitate a partecipare tutte le "famiglie"; da quelle formate da genitori e figli a quelle in cui manca un genitore, ma anche le famiglie "unipersonali" (formate da una sola persona: celibi, nubili, vedovi...).
Per informazioni è possibile contattare il numero 320.1145893
.
   
Redazione
18 aprile 2023
  


 

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17/04/2023

Equitazione. Gli allievi della "Herbessus a cavallo" fanno incetta di premi al Concorso Promozionale di Marsala

 

Gli allievi della "Herbessus a cavallo" fanno incetta di premi al Concorso Promozionale di Marsala
Beatrice Palumbo

Equitazione. Gli allievi della "Herbessus a cavallo" fanno incetta di premi al Concorso Promozionale di Marsala.
Tre primi posti e due terze posizioni per gli allievi dell'Associazione ippica grottese.


(Concorso Promozionale FISE di salto a ostacoli)

Lo scorso fine settimana, sabato 15 e domenica 16 aprile 2023, si è svolto a Marsala un Concorso ippico Promozionale F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri). La manifestazione, organizzata dall'A.S.D. "Equitazione Club Marsala", si è tenuta a Villa Genna, sulla strada provinciale 21 Marsala-Trapani, nel campo di equitazione "Pigi Marini". Alla competizione di salto a ostacoli, hanno partecipato maneggi provenienti da Palermo, Castelvetrano, Trapani ed altri Comuni siciliani.
Tra i protagonisti del concorso, anche una rappresentanza degli allievi del maneggio gestito dall'Associazione Sportiva Dilettantistica "Herbessus a cavallo" di Francesco Miliziano; tutti i giovani della compagine grottese hanno concluso le gare con percorsi netti.
Grande soddisfazione per i risultati raggiunti singolarmente:
- Noemi Messina, 1° posto nella categoria LB80 salto a ostacoli;
- Francesca Meli, 1° posto nella categoria B90 salto a ostacoli;
- Sofia Ilardo, 3° posto nella categoria LB80 salto a ostacoli;
- Marta Vitale, 3° posto nella categoria B90 salto a ostacoli;
- Beatrice Palumbo, 1° posto assoluto nel dressage (vedi foto a lato).
"Il nostro piccolo centro ha dato del filo da torcere a maneggi con maggiore esperienza - ha dichiarato Francesco Miliziano, presidente della 'Herbessus a Cavallo' -. Un ringraziamento particolare al nostro istruttore Sandro Ceccarelli che con impegno e dedizione porta i nostri ragazzi sempre più in alto"
. 
 

Carmelo Arnone
17 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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17/04/2023

Comune. Elezioni: i cittadini europei residenti possono fare istanza per votare o essere candidati, entro il 18 aprile

 

Indizione dei comizi elettorali
Elezioni amministrative

Comune. Elezioni: i cittadini europei residenti possono fare istanza per votare o essere candidati, entro il 18 aprile.

ELEZIONI COMUNALI
Esercizio del diritto di voto e di eleggibilità
da parte dei cittadini dell'Unione Europea

IL SINDACO

Visto il Decreto Legislativo 12 aprile 1996, n. 197, recante “Attuazione della direttiva 94/80/CE concernente le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell’Unione Europea che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza;
Vista la circolare del Ministero dell’Interno n. 70 del 16 aprile 1996;

RENDE NOTO

che tutti i cittadini appartenenti ad uno Stato dell’Unione Europea, residenti nel Comune, che vogliono:
- Votare per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio comunale;
- Essere eletti alla carica di Consigliere comunale,
devono richiedere l’iscrizione nelle liste elettorali aggiunte, presentando apposita domanda (scarica la domanda) nella quale devono essere indicati:
- il nome ed il cognome, il luogo e la data di nascita;
- la cittadinanza;
- l’attuale residenza e l’indirizzo nello Stato di origine;
- la richiesta d’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente (solo per i non iscritti);
- la richiesta d’iscrizione nella lista elettorale aggiunta.
Alla domanda dovrà essere allegata copia di un documento d’identità valido.
La stessa deve essere presentata entro e non oltre il 18/04/2023, quinto giorno successivo all’affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali.
Lo schema della domanda (scarica la domanda), nonché ogni ulteriore chiarimento possono essere richiesti presso quest’ufficio (NdR: l'Ufficio Elettorale del Comune di Grotte)
.  
  

Grotte, lì 14/04/2023

 

   

IL SINDACO
Alfonso Provvidenza
 

 

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17/04/2023

Volontariato. "Una giornata eccezionale"; ieri la raccolta di sangue presso l'Avis Comunale di Grotte

 

AVIS Comunale di Grotte
AVIS di Grotte
 

Volontariato. "Una giornata eccezionale"; ieri la raccolta di sangue presso l'Avis Comunale di Grotte.
"
Anche oggi, 16 aprile, 7^ giornata di raccolta di sangue del 2023 e 1^ giornata del 2° trimestre, è stata una giornata davvero eccezionale"; così si è espresso ieri, al termine della mattinata, il presidente dell'Avis Comunale di Grotte Pietro Zucchetto.
Presso il punto di raccolta cittadino, in Via Francesco Ingrao 92/94, nella giornata di domenica 16 aprile 2023 sono state raccolte 22 sacche di sangue (di cui 8 da persone che hanno donato per la prima volta), inoltre sono state effettuate 5 predonazioni.
"Noi tutti del Consiglio Direttivo siamo davvero soddisfatti - ha continuato Zucchetto -. I nostri piccoli sacrifici ogni giorno vengono ripagati nel vedere che in ogni giornata di raccolta di sangue la nostra grande famiglia dell'Avis grottese cresce sempre di numero. Vi aspettiamo sempre così numerosi".
C
i si può già prenotare per le prossime prossime giornate di donazione presso il punto di raccolta Avis di Grotte che sono programmate per domenica 23 aprile; poi per sabato 13, venerdì 19 e domenica 28 maggio.
Per le prenotazioni occorre chiamare
il numero 377.0974739 oppure il 320.4434713.
   
Redazione
17 aprile 2023
  


 

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17/04/2023

Racalmuto. "L'uomo che ebbe due funerali", di Piero Carbone, sabato 29 aprile in scena al Teatro Regina Margherita

 

L'uomo che ebbe due funerali
Manifesto

Racalmuto. "L'uomo che ebbe due funerali", di Piero Carbone, sabato 29 aprile in scena al Teatro Regina Margherita.
Sabato 29 aprile 2023, alle ore 21.00, al Teatro Regina Margherita di Racalmuto andrà in scena in prima assoluta "L'uomo che ebbe due funerali", commedia con Carmelo Rappisi e Francesco Militello, proposta dall'Associazione Culturale "Artra". L'opera è liberamente tratta dall'omonimo racconto di Piero Carbone.
La rappresentazione sarà preceduta da "Il fischio" tratta dalla novella di Pirandello, con Carmelo Rappisi, e da "Assunta" tratta da "L'onorevole" di Sciascia, con Ilaria Bordenca.
Le coreografie sono di Elena Lilliu; le musiche saranno eseguite da Maria Rita Di Marco e Giorgia Di Pasquale. La regia è curata da Carmelo Rappisi.
Per le prenotazioni (ingresso euro 7,00) è possibile chiamare il numero 0922.949579, dal martedì al sabato, dalle ore 09.00 alle 13.00.
"L’uomo che ebbe due funerali" di Piero Carbone (Casa Editrice Aulino) trae spunto da un fatto di cronaca abilmente adattato; si racconta la storia ambientata in terra di Sicilia alla fine dell’Ottocento di un individuo che ebbe due distinti funerali. Un ricco e benvoluto benestante che seppur avaro "Era ammirato da tutti senza eccezione" come riportato in esergo citando Oscar Wilde. Questo luttuoso evento dà la stura a Piero Carbone, autore di diverse pubblicazioni in lingua e in dialetto siciliano, già vincitore di diversi premi letterari, per raccontare con un fine umorismo il vissuto di una piccola cittadina in una situazione particolare. Alla lettura del testamento del possidente, si venne infatti a conoscere che una sostanziosa parte dell’eredità era a beneficio della collettività per l’edificazione in specie di un ospedale. La scontentezza pervase l’animo degli eredi legittimi che poveri erano e tali rimasero. Il racconto prosegue con gustosi aneddoti che pongono risalto al sentimento di ingratitudine e di indifferenza che pervade l’animo umano ancorché beneficiario di fortune come pure la carenza o l’assenza di memoria individuale e collettiva. Ma sono tante le chiavi di lettura di un pur breve, ma intenso racconto in cui sono da ricordare specie i passaggi che narrano gli episodi e le reazioni della cittadinanza che vengono a mutarsi nel corso del tempo, affievolendosi lentamente il ricordo del benefattore. Un microcosmo di umanità descritto con felice seppur amaro realismo in cui sovente aleggia la falsità e l’ipocrisia. L’ambientazione siciliana traspare nella caratterizzazione dei luoghi e delle persone come pure nella musica di Bellini suonata dalla banda locale in occasione del funerale, ma il narrato nelle sue linee narrative, pare trascendere tempi e luoghi.

 
Redazione
17 aprile 2023
  

 

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16/04/2023

Attualità. "I maestri, insegnano a stare nel mondo dalla parte dello stupore"; di Innocenzo Infantino

 

Innocenzo Infantino
Innocenzo Infantino

Maestro e discepolo
Maestro e discepolo

"I maestri, insegnano a stare nel mondo dalla parte dello stupore"; di Innocenzo Infantino.
C'è tanta rovina intorno a noi, persone che recitano giorni come interminabili rosari d'amarezza, vuoti senza posa, paure, depressioni allungate sulla loro stessa ombra.
E poi anime incredibili: agili su quote altissime, aperte come campi di girasoli, capaci di guardare più lontano nella vita e ben oltre il loro recinto domestico.
Io li chiamo "maestri" perché alla fine hanno sempre il sorriso, su infiniti mondi, e anche se lo scollano per qualche motivo dalla faccia, in quel sorriso ci ritornano.
Sono uomini e donne che non rispondono stando sempre di fronte, ma hanno il coraggio di spostarsi accanto e restare.
I maestri sono nella scuola ma non solo in quella. Come le perle di luce non crescono soltanto nelle conchiglie, ma nelle mani di chi ama.
Penso a loro quando ho risposte da cercare, perché i "maestri" non si chiedono del "morto" ma inseguono il "vivo" e attraverso questo schema elementare insegnano a stare nel mondo dalla parte dello stupore.
Molti di voi sono insegnanti, lo vedo dalle foto e dalle parole che trovo sui social. Di riflesso e più volte, mi date occasione di ripensare ai miei anni passati a scuola, all'università, oltre.
E sapete qual è la parte di quei ricordi che m'affascina di più?
Quella in cui distinguo chi è stato per me solo un professore e chi un maestro: il professore ti insegna solo ad obbedire, il maestro a tirare fuori il meglio di te.
Se è vero quindi che non si finisce mai di imparare, non è perché i libri scritti sono tanti, la conoscenza aumenta e le opportunità con lei, ma perché tra i disastri generali esistono anche persone così: preziose
. 
  
Innocenzo Infantino
1
6 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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16/04/2023

Legalità. "C'è qualcosa di indicibile nell'allontanamento di Giletti"; di Nicola Morra

 

Nicola Morra
Nicola Morra

Legalità. "C'è qualcosa di indicibile nell'allontanamento di Giletti"; di Nicola Morra.
La mafia tutta, ma soprattutto quella siciliana, cosa nostra, ha sempre saputo simulare e dissimulare, per rendere pressoché impossibile la sua individuazione, la sua identificazione.
Per questo motivo serve tanto Pirandello a comprendere i fenomeni mafiosi, così come Sciascia e tutti i grandi interpreti della sicilianità, realtà complessa e raffinata, ma al tempo stesso arcaica e teatrale, figlia della cultura greca classica.
Ed Attilio Bolzoni, grande conoscitore di quella cultura, ha scritto parole che vi invito non solo a leggere, ma anche a condividere.

La "normalizzazione" del fenomeno mafioso, la sensazione che l'"emergenza mafia" sia conclusa con l'arresto "morbido" di Matteo Messina Denaro, è preludio ad una stabilizzazione ulteriore della colonizzazione che le mafie dei colletti bianchi e delle massoneria deviate hanno nel tempo delle principali amministrazioni pubbliche?
Il sistema di potere che governa non solo il nostro paese può tranquillizzare l'opinione pubblica sul fatto che ormai il peggio sia passato e si possa accettare un insieme di riforme - Cartabia e Codice degli Appalti ad esempio - che di fatto smantellano la normativa antimafia voluta da Falcone?
"C’è qualcosa di indicibile nella cacciata di Giletti. Il giallo della foto che ritrae Berlusconi, i boss di Brancaccio e il generale dei carabinieri Francesco Delfino, regista occulto dell’operazione che nel 1993 ha portato il capo dei capi in carcere. Una foto che potrebbe raccontare più di cento processi.
Due opposte verità. Ma come credere a un uomo che ha fatto per trent’anni il doppio gioco galleggiando fra Cosa Nostra e chissà chi? Una trasmissione che ha rotto l’armonia che si era creata intorno alla facile cattura del capo clan trapanese.
E adesso Baiardo continua ad interpretare sé stesso. Dice che forse sbarcherà sui canali Mediaset, pronto anche un libro per il prossimo maggio.
E così abbiamo il primo “pesce grosso” caduto nella rete, il primo nome eccellente che affaccia nei misteri di Matteo Messina Denaro. Altro che amanti, altro che covi con vista piazza o i selfie con i medici, i messaggi scambiati con le pazienti, le calamite con il Padrino Marlon Brando appiccicate sul frigorifero, le storie di corna e gelosia. Finalmente la latitanza ignota di Matteo ci consegna dopo quattro mesi di fuffa una vera notizia: Giletti.
Era ora. Non se ne poteva più di chiacchiere e maldicenze sulla povera popolazione di Campobello di Mazara, su quella massa di fiancheggiatori consapevoli e inconsapevoli (più plotoni di investigatori che hanno bivaccato per un decennio in paese, più i carabinieri della locale caserma, più i vigili urbani e i sindaci e gli assessori e gli attivisti dell'antimafia che non si sono mai accorti di nulla) che hanno coperto un boss ricercato dalle stragi.
A restare incagliato negli intrighi mafiosi siciliani è per la prima volta uno che fa cartellone, che non è un Luppino o un Bonafede qualunque, cognomi che si rincorrono da almeno un quarto di secolo nelle indagini sui Messina Denaro.
Si chiama Massimo Giletti e gli hanno chiuso violentemente il suo programma, la trasmissione domenicale di La7 Non è l'arena per ragioni non ancora del tutto note ma che conducono alle sue serate domenicali sull'arresto del mafioso di Castelvetrano.
Premesso che non sono un appassionato di infotainment come lo sono schiere di procuratori della repubblica, premesso che preferisco un altro tipo di giornalismo, bisogna ammettere che il programma di Giletti negli ultimi mesi ha rotto e non poco l'“armonia” che si era creata intorno alla soffice cattura di Matteo Messina Denaro.
Una presa dell'uomo quasi telefonata, morbida. Non sarà stato alto il gradimento del comando del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri per le rivelazioni a ripetizione andate in onda a Non è l'arena, soprattutto la prima, quella del dicembre scorso. Con il gelataio Salvatore Baiardo, amico e portavoce dei fratelli Graviano, che ha annunciato come un mago l'imminente resa di Matteo Messina Denaro. Evento che si è puntualmente verificato un mese dopo.
Poi tutto il resto. Confessioni a puntate dell'indovino su stragi e dintorni, su tane di latitanti, sulla trappola tesa a Totò Riina. Sicuramente non una buona pubblicità per il Ros dei carabinieri, decisamente controcorrente rispetto alle cronache laccate dei maggiori quotidiani d'informazione. Da qualsiasi parte lo si veda, il racconto di Giletti ha avuto effetti disturbanti su un caso che avrebbe dovuto mantenere una piega molto ordinata.
Con attore principale sempre quel Baiardo che ha inviato i suoi pizzini via cavo, messaggi di qua e di là con la tecnica del dico e non dico, del prometto o minaccio. Fino all'inaspettata chiusura del programma su La7.
Le indiscrezioni successive, svelate ieri su questo giornale (NdR: il "Domani"), evidenziano una spaccatura fra il conduttore e il suo ex ospite fisso intorno a una faccenda che fa veramente sensazione: una foto che ritrae Silvio Berlusconi con i fratelli Graviano e con il generale Francesco Delfino, quest'ultimo regista occulto della cattura di Totò Riina a cavallo fra il 1992 e il 1993. Una foto che potrebbe spiegare certi patti più di cento processi.
Massimo Giletti ha sostenuto davanti ai procuratori di Firenze che indagano sulle stragi che Baiardo gli ha mostrato quella foto, il gelataio smentisce. Non è che la cacciata di Giletti da Non è l'arena ruoti proprio intorno a questo episodio? Non è che il talk show è stato bloccato perché si stava entrando in un campo minato? C'è qualcosa di indicibile nell'allontanamento di Giletti, è difficile pensare che si tratti solo di «scelte di politiche televisive».
Sulle due opposte testimonianze non vale la pena di perdere troppo tempo. Dovremmo credere a un doppiogiochista, un abile prestigiatore che da trent'anni galleggia fra i fratelli Graviano di Brancaccio e chissà chi o a un giornalista che di sua spontanea volontà già qualche mese fa si è presentato ai magistrati di Firenze?
Oggi Baiardo fa sapere che «forse mi vedrete a Mediaset», è alle stampe anche un suo libro che finirà sugli scaffali a metà maggio. Salvatore Baiardo fa sempre Salvatore Baiardo, continua ad interpretare sé stesso. L'insegnamento che possiamo comunque trarre dall'intera vicenda è uno. La mafia è materia molto complicata anche quando tutto appare semplice, è materia da maneggiare con cura".

Relativamente alla vicenda Baiardo-Giletti.
Quando ci si avvicina a questioni di mafia, si deve ricordare che arrivare a verità, fra l'altro dopo decenni rispetto ai fatti su cui si sta indagando, è questione assai delicata, e chi è sprovvisto degli strumenti con cui intendere la semantica mafiosa ha più difficoltà degli altri, perché in cose di mafia è la comunicazione con codici diversi rispetto a quelli convenzionali a dare garanzia agli uomini dell'organizzazione di potersi capire senza che altri intendano.
Intanto emerge la necessità di prestare attenzione ad un altro uomo dell'Arma dei Carabinieri che ha fatto sorgere tanti interrogativi, e cioè l'ex Generale Francesco Delfino, degradato a carabiniere semplice dopo la condanna definitiva per truffa intentata a danno della famiglia Soffiantini e quindi sottoposto ad ignominia dai suoi stessi superiori, e personaggio quantomeno controverso.
Ma questa è la storia d'Italia da ormai troppo tempo, segnata da uomini che non riusciamo con chiarezza a capire da che parte stiano.
Per questo preferisco la via della contrapposizione netta, anche plateale, a certi mondi, a differenza di altri, che preferiscono sposare la strategia di Ulisse dell'infiltrazione nell'ambito dell'ambiguità di certi mondi.
  
  
Nicola Morra
1
6 aprile 2023  
  

 

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16/04/2023

Editoria. Presentazione a Roma del libro di Roberto Cutaia "Joseph Ratzinger. Il mite custode della fede"

 

Presentazione a Roma del libro di Roberto Cutaia "Joseph Ratzinger - Il mite custode della fede"
Manifesto

Editoria. Presentazione a Roma del libro di Roberto Cutaia "Joseph Ratzinger. Il mite custode della fede".

Presentazione a Roma del libro "Joseph Ratzinger - Il mite custode della fede"
(Libro a cura di Roberto Cutaia e Matteo Albergante)

Giovedì 20 aprile 2023, alle ore 15.00, presso il Palazzo dei media Vaticani (Piazza Pia, 3 - Roma), si terrà un confronto sulla figura di Papa Benedetto XVI.
Interverranno, oltre ai giornalisti Roberto Cutaia e Matteo Albergante, curatori del volume dal titolo "Joseph Ratzinger. Il mite custode della fede. Tra verità e carità" (La Fontana di Siloe, 2022, pp. 280):
- monsignor Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara;
- il professore Rocco Buttiglione.
Modererà l'incontro il direttore de L'Osservatore Romano, prof. Andrea Monda
.
 

 

Roberto Cutaia
Roberto Cutaia

Roberto Cutaia (Grotte, 1967) è docente di Religione Cattolica, giornalista e scrittore. Dopo aver mosso i primi passi in ambito giornalistico collaborando con la Stampa Diocesana Novarese e il bisettimanale Eco Risveglio, è approdato ad Avvenire e all'Osservatore Romano. Affermato rosminista, stila articoli per Studi Cattolici e scrive recensioni per Civiltà Cattolica, la più antica rivista in lingua italiana. Attivo anche come curatore, ha pubblicato alcuni volumi di testimonianze su eminenti figure ecclesiali, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con il docente e giornalista Matteo Albergante (ascritto rosminiano). Dal 2020 ricopre il ruolo di segretario nazionale degli ascritti rosminiani. È inoltre noto per aver interpretato la figura evocativa di Alessandro Manzoni in ben due docufilm sul beato Antonio Rosmini diretti dal regista Marco Finola e girati rispettivamente nel 2018 e nel 2020, il primo dei quali è andato in onda su TV 2000.
È autore dei testi:
- "Clemente Riva. Un grande pastore di anime", Edizioni Rosminiane, Stresa, 2014;
- "Giacomo Biffi. Il cardinale dal profumo di Cristo", Lateran University Press, Roma, 2016;
- "Antonio Riboldi. Aprirò nel deserto una strada", Edizioni Rosminiane, Stresa, 2018;
- "Il silenzio si fa preghiera. Omaggio a Madre Anna Maria Canopi" (con Matteo Albergante), Edizioni Paoline, Milano, 2020;
- "Il cuore parla al cuore. Trenta voci per il cardinale Renato Corti" (con Matteo Albergante), Edizioni Rosminiane, Stresa, 2021.

 
 

Matteo Albergante
Matteo Albergante

Matteo Albergante (Omegna, 1987). è laureato in Antichità Classiche e Orientali presso l’Università di Pavia (2009) e in Filologia Classica, Moderna e Comparata presso l’Università del Piemonte Orientale (2017). Dal 2015 iscritto all'Ordine dei Giornalisti. Ha conseguito un master in Didattica e Competenze nelle Scienze Letterarie. È docente di Lingua e Letteratura Italiana e Storia presso l'I.I.S. "Dalla Chiesa - Spinelli" di Omegna (VB). Con Roberto Cutaia ha curato i volumi collettanei di testimonianze "Il silenzio si fa preghiera. Omaggio a madre Anna Maria Canopi", Paoline, Milano, 2020 e "Il cuore parla al cuore. Trenta voci per il cardinale Renato Corti", Edizioni Rosminiane, Stresa, 2021, recensiti entrambi dall’Osservatore Romano e da Avvenire. 
 

Redazione
16 aprile 2023
  
 

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16/04/2023

Letture Sponsali. "La pace che ci accompagna nella quotidianità"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

L’esperienza dei discepoli, raccontataci in questa pagina, è quella di persone impaurite (temono infatti gli attacchi dei Giudei) e, per questo motivo, scelgono di chiudersi, di rimanere nel cenacolo per non essere trovati.
Gesù giunge “a porte chiuse” e in mezzo a loro dice “Pace a Voi”, mostrando i segni della crocefissione.
Tutti noi viviamo momenti bui - come i discepoli paurosi e presi dal timore di finire come Gesù - rimaniamo bloccati nelle paure, nei nostri dolori, nelle nostre fragilità, non riusciamo a uscire fuori, a rischiare.
Gesù entra con le porte chiuse, entra nel nostro dolore, nelle nostre solitudini: non cambia - come per magia, come con una bacchetta magica - il nostro vissuto di fragilità ma lo abita, ci accompagna, e se ne fa carico.
La pace del Signore risorto non è la pace del mondo - compromesso, assenza di guerra, efficientismo, perfezionismo - ma è la pace che ci accompagna nella quotidianità, nell’andare al lavoro, nel prendere decisioni comuni, nel pensare alla salute, alle scelte da fare per i figli e per le persone anziane.
Mostrando le piaghe, Gesù mostra il suo amore: non per rinfacciarlo, ma perché in noi abiti la gioia e la gratitudine.
Gloria e Luciano
 
 
Redazione
16 aprile 2023
  

 

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15/04/2023

Editoria. Presentato a Grotte il romanzo "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino

 

Presentato a Grotte il romanzo "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino
Guarda il video

Presentazione del libro "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino
Locandina

Editoria. Presentato a Grotte il romanzo "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino.
Presso l'Auditorium "San Nicola - Stella Castiglione" in Grotte (AG), venerdì 14 aprile 2023 si è svolta la presentazione del romanzo "Tutta colpa di Solone" (Book Sprint Editore), scritto da Andrea Cirino
(guarda il video).
Il romanzo narra di argomenti che ritraggono una società in degrado, con numerosi problemi sociali, con un governo che non aiuta, ma che pensa, piuttosto, ai propri privilegi.
Il testo comincia presentando la figura di Solone, legislatore e poeta ateniese, eletto arconte, esempio di rettitudine; un personaggio che oggi difficilmente si può trovare nel mondo politico. Il protagonista del testo si chiama Nirìa e sogna Solone e il suo servo che dialogano; l’Arconte riconosce una società attuale decisamente corrotta e ne è profondamente deluso. Nirìa, al risveglio, incontra Cannella, un politico che lo vuole trascinare in una campagna politica di interessi altrui, da cui il protagonista uscirà perdente ma con il desiderio di andare avanti in questa impresa che lo porterà a Roma. La caratteristica stilistica del testo è un costante ritorno al passato, con numerosi flashback che ritraggono il protagonista e la sua famiglia, quando egli era molto giovane, dalla casa d’infanzia, agli amici, raccontando una meravigliosa Sicilia, con tutte le sue tradizioni.
Nel corso della manifestazione, moderata da Aristotele Cuffaro, sono state proposte relazioni sul libro a cura dei giornalisti Salvatore Pezzino e Domenico Vecchio.
L'attore Salvo Di Salvo ha interpretato alcuni brani del libro.
L'animazione musicale è stata curata dall'Elegance Trio (Isabella Di Salvo, Julia Di Stefano e Lavinia Di Stefano).
La presentazione è stata promossa dall'Associazione Culturale-Teatrale "Nino Martoglio" di Aristotele Cuffaro, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Grotte e la collaborazione della Pro Loco "Herbessus" e della FIDAPA di Racalmuto.
Presenti alla manifestazione anche il sindaco Alfonso Provvidenza, che ha rivolto un saluto ai presenti, e il vicesindaco Roberta Di Salvo.
Pubblichiamo le immagini della presentazione - guarda il video - (riprese di © Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione
15 aprile 2023  
  

 

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14/04/2023

Tecnologia. Con Aurora Cipolla, ingegnere aerospaziale, nel cuore dei sistemi di simulazione di Leonardo Velivoli

 

Aurora Cipolla
Guarda il video

Tecnologia. Con Aurora Cipolla, ingegnere aerospaziale, nel cuore dei sistemi di simulazione di Leonardo Velivoli (guarda il video).
Aurora Cipolla, grottese, ingegnere aerospaziale, è responsabile dell'Area "Airlifters and Specialist Version GBTS and Simulation Technologies" di Leonardo Velivoli, con sede a Torino.

Aurora Cipolla, ingegnere aerospaziale
(Guarda il video)

Nell'ambito dell'Area, la missione è quella di sviluppare i sistemi di simulazione più avanzati di Leonardo, là dove si studiano, si creano e si testano gli scenari operativi dei velivoli del futuro.
Nel video, realizzato dal Gruppo Leonardo, con Aurora entriamo nel PC2Lab, un "laboratorio" in cui vengono ideati e testati nuovi scenari operativi e di missione, un ambiente di simulazione speciale, sensibilmente diverso dai più comuni simulatori di scenari tattici, utilizzato a supporto dello sviluppo nelle fasi preliminari di un nuovo velivolo. All’interno del laboratorio è presente il Powered mock-up, un simulatore ingegneristico che permette al pilota di interagire attivamente con la replica virtuale. Grazie alla tecnologia del digital twin, ovvero alla creazione di un "gemello digitale" del sistema velivolo da implementare o sviluppare, si possono infatti sperimentare, verificare e testare le nuove funzionalità simulandole.
Aurora si sposta poi sul campo volo di Caselle Sud e, accanto a un C-27 J, "sorgente" dei dati di input per la realizzazione del simulatore del velivolo stesso, ricorda quante siano le professionalità e le competenze che collaborano in Leonardo: ingegneri aerospaziali, elettronici, meccanici, informatici, delle telecomunicazioni e gestionali che contribuiscono quotidianamente alla progettazione di velivoli, oggi impiegati negli scenari operativi più complessi, che vanno dalla difesa e sorveglianza all’addestramento e trasporto tattico, fino al supporto umanitario.
Da Grotte a Torino, con Aurora Cipolla la Missione Futuro continua
.  
  

Redazione
14 aprile 2023 
  

 

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14/04/2023

Comune. Indizione dei comizi elettorali per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale

 

Indizione dei comizi elettorali
Elezioni amministrative

Comune. Indizione dei comizi elettorali per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale.

ELEZIONI DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE
COMUNE DI GROTTE

IL SINDACO

VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO l’art. 8 del  T.U. delle leggi per l’elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato con D.P.Reg. 20 agosto 1960, n. 3 e successive modifiche;
VISTO  l’art.1 della legge regionale 4 maggio1979, n. 74;
VISTA la legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e successive modifiche;
VISTA la legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 e successive modifiche;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2000 n. 25;
VISTA la legge regionale 5 aprile 2011 n. 6;
VISTA la legge regionale 10 aprile 2013 n. 8;
VISTA la legge regionale 26 giugno 2015 n. 11;
VISTA la legge regionale 10 luglio 2015 n. 12;
VISTA la legge regionale 11 agosto 2016 n. 17;
VISTA  la legge regionale 5 maggio 2017 n. 7;
VISTA la legge regionale 17 febbraio 2021 n. 5;
VISTO il Decreto Legge 12 dicembre 2022 n. 190 convertito dalla Legge 27 gennaio 2023, n.7

RENDE NOTO

che con Decreto dell’Assessore Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica n. 54 del  29/03/2023, è stata fissata per domenica 28 maggio 2023 e lunedì 29 maggio 2023 la data per le elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale di questo Comune.

In caso di parità, il turno di ballottaggio fra i due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto il maggior eguale numero di voti avrà luogo nella giornata di domenica 11 giugno 2023 e nella giornata di lunedì 12 giugno 2023.

La votazione avrà luogo nella giornata di domenica 28 maggio 2023 dalle ore 07,00 alle ore 23,00 e nella giornata di lunedì 29 maggio 2023 dalle ore 07,00 alle ore 15,00.

Nell’eventuale turno di ballottaggio, la votazione avrà luogo nella giornata di domenica 11 giugno 2023 dalle ore 07,00 alle ore 23,00 e nella giornata di lunedì 12 giugno 2023 dalle ore 07,00 alle ore 15,00
.  
  

Grotte, lì 13/04/2023

 

   

IL SINDACO
Alfonso Provvidenza
 

 

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14/04/2023

Politica. On. Decio Terrana (UDC): "Preoccupazione per i parchi eolici off-shore al largo della Sicilia"

 

Decio Terrana
On. Decio Terrana

On. Decio Terrana (UDC): "Preoccupazione per i parchi eolici off-shore al largo della Sicilia".
Il Coordinatore regionale dell’UDC Sicilia, on. Decio Terrana, ha inviato una nota al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, on. Gilberto Pichetto Fratin, e per conoscenza al Presidente della Regione, Renato Schifani, e all’Assessore regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, Giovanni Di Mauro, evidenziando alcune problematiche che riguardano Parchi eolici off-shore al largo delle coste siciliane.
"Il tema della produzione di energia e del suo approvvigionamento è di rilevanza strategica per il Paese e, pertanto, merita un dibattito serio, approfondito e che coinvolga le istituzioni tutte, la comunità scientifica ed i territori. Sia chiaro - scrive Terrana nella nota - che non si vuole negare l'importanza fondamentale delle energie alternative e ancor di più delle rinnovabili, né minimizzarla, ma s'impone all'attenzione delle assemblee elettive e delle forze politiche e sociali la necessità del giusto contemperamento con altri interessi pubblici in concreto o potenziale conflitto".
Nella nota Terrana pone alcuni interrogativi: la realizzazione, prossima, dei cosiddetti Parchi Eolici off-shore al largo della Sicilia è davvero l'unica o la migliore delle scelte che il Paese può operare? Quali costi economici, sociali ed ambientali questa operazione porterà con sé?
"A titolo meramente esemplificativo - scrive Terrana - per dare il senso e le dimensioni di ciò di cui parliamo, basti pensare che un singolo parco eolico off-shore interesserà anche centinaia di chilometri quadrati di area marina e la collocazione di svariate decine di aerogeneratori. La Sicilia ed i siciliani ancora una volta pagheranno un prezzo molto salato sull'altare del profitto di pochi. Rischia di diventare ipocrita l'affermazione programmatica secondo cui la crescita economica dell'isola passa dal turismo, dall'agricoltura, dalla pesca e dai porti. Rischia di diventare argomento di sterili convegni la tutela dell'ambiente e del paesaggio. I vari parchi eolici off-shore devasteranno la flora e la fauna marina, con conseguente collasso per le nostre marinerie, già peraltro in crisi. Metteranno in ginocchio la nautica da diporto. Potranno determinare rischi enormi quanto all'inquinamento acustico. Non sono da escludere interferenze elettromagnetiche. Porteranno pregiudizio alla valorizzazione ed al potenziamento dei porti e, con essa, della legittima ambizione e della naturale attitudine della Sicilia di essere il cuore del Mediterraneo. Ci saranno - continua Decio Terrana - danni incalcolabili per il paesaggio, con l'orizzonte dell'isola che non sarà più la linea apparente che separa la terra dal cielo ma un recinto di turbine eoliche. Questo grande business, con la promessa di autosufficienza energetica e posti di lavoro anche nella fase post realizzazione, con gli addetti alla manutenzione degli impianti, condannerà invece, ulteriormente e per svariati decenni, la Sicilia alla marginalità ed alla povertà. Il tutto senza la minima previsione di alcuna misura compensativa. Stanno fioccando in Italia le richieste di provvedimenti autorizzatori per i parchi eolici off-shore per una potenza complessiva di più di 5 gigawatt, a fronte di quella di "appena 900 Mw", entro il 2030, secondo quanto previsto dal PNIEC (Piano Nazionale Energia e Clima); ciò che sta a significare un vero e proprio "assalto alla diligenza". Per tutto ciò la Sicilia, scordata per gli interventi di cui necessita, è stranamente molto attenzionata. Auspicabile è quindi che la classe politica attenzioni approfonditamente dette problematiche, di cui, sin qui, si sono fatte carico, quali uniche eccezioni,  le voci solitarie e le battaglie di qualche comitato o associazione locale. Ed il paradosso è che si passa, con disinvoltura, dalla sacrosanta battaglia dell'acqua bene comune all'indifferenza per la sostanziale "privatizzazione dei mari", asserviti agli interessi di pochi ma influenti operatori economici. La realizzazione di parchi eolici off-shore al largo delle coste della Sicilia - continua Terrana - non può passare nel silenzio, sicuramente interessato, ma necessita dell'intervento forte e risoluto anche del governo regionale, dell'ARS, dei partiti e dei territori. Necessitano, su tutte, garanzie di tutela della salute pubblica. Necessitano, inoltre, garanzie di tutela dell'ambiente e del paesaggio, anche in ordine alla rimozione delle pale dopo lo scadere del ciclo vitale delle stesse; così come necessitano, parimenti, garanzie vere circa il sostegno alle attività economiche e produttive che saranno penalizzate dalla realizzazione di questi parchi".
Un grido di allarme quello lanciato dal Coordinatore siciliano del partito di Centro che si conclude manifestando l' intenzione di organizzare azioni di protesta.
"Certamente l'UDC Sicilia - conclude Decio Terrana - si dichiara pronto alle barricate e ad opportuni atti di opposizione avverso le richieste di concessione, anche demaniale, affinché tale scempio venga evitato o fortemente ridimensionato. Non possiamo ipotecare il futuro della Sicilia e dei siciliani con le pale eoliche che girano intorno alla Sicilia e il Paese che gira attorno al business dei Parchi Eolici off-shore"
.  
  

Redazione
14 aprile 2023
  

 

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13/04/2023

Politica. "Guerra in Ucraina: questa enorme tragedia si sarebbe potuta evitare"; di Nicola Morra

 

Nicola Morra
Nicola Morra

Politica. "Guerra in Ucraina: questa enorme tragedia si sarebbe potuta evitare"; di Nicola Morra.
Dalla divulgazione sui social di documenti segreti statunitensi abbiamo appreso che operano da diversi mesi quasi 100 uomini della NATO sul fronte ucraino, con compiti decisamente operativi, e non di semplice assistenza o supporto. E ci si fa sapere, da parte del New York Times, che gli USA spiano i loro stessi alleati, a partire da Ucraina e Sud Corea.
Poi magari ci arriveranno altri documenti secondo cui North Stream 2 è stato sabotato da occidentali, irrilevante se siano stati gli inglesi o gli statunitensi od altri ancora.
Certo, tutto questo potrebbe far parte del gioco sporco della propaganda in guerra. E magari non è esattamente così come oggi sembrerebbe essere. E potrebbe essere tutta una messinscena orchestrata dai russi, anche se la reazione Usa palesa difficoltà e sgomento, come se effettivamente qualcuno abbia bucato la loro rete di protezione di leaks interni divulgandoli poi al mondo intero.
Ma domandiamoci perché gli accordi di Minsk non siano stati rispettati e, soprattutto, perché le diplomazie mondiali, ma soprattutto europee, siano state inerti mentre si consumavano atti di guerra che alimentavano una tensione che avrebbe dovuto essere smorzata e spenta, e non mantenuta e poi fatta esplodere, come avvenuto a febbraio del 2022; interroghiamoci su quanto sostenuto da Biden il 7 febbraio 2022 in occasione della visita di Scholz a Washington: "Se la Russia invade, non ci sarà più un Nord Stream 2. Metteremo fine a questo", ed al giornalista che gli replicava "Come farete esattamente, visto che il progetto è sotto il controllo della Germania?", la risposta di Biden fu ancora più inquietante "Vi garantisco che saremo in grado di farlo"; e, soprattutto, poniamoci la più ovvia, banale, ripetuta domanda che si fa in queste occasioni: "cui prodest?", "a chi conviene?", arrivando alla chiara verità che a nessun paese europeo, a partire dagli stessi due paesi belligeranti, tale conflitto porti vantaggio, mentre non è così per il gigante nordamericano e per la sua industria delle armi, una delle lobby più potenti in assoluto a livello mondiale.
Ecco, a fronte di una lenta ma significativa presa di coscienza da parte delle popolazioni europee che la guerra deve essere fatta cessare da un'offensiva diplomatica - e finora sembra che Turchia e Cina abbiano fatto ben più tentativi degli europei -, cominciare a fare capire agli Usa ed alla NATO che possiamo essere padroni a casa nostra, sovrani all'interno dei nostri confini, sarebbe bellissimo.
Soprattutto se accompagnato dalla decisione, coerente con la nostra Carta Costituzionale, di non inviare più armi al fronte.
Se solamente avessimo prestato attenzione alle morti di Andrea Rocchelli e di Andrej Mironov appunto in Donbass nel maggio del 2014 e ci fossimo da subito attivati per capire e prevenire, oggi questa enorme tragedia si sarebbe potuta evitare.
Ma perché ci sia attenzione a ciò che avviene non dobbiamo eleggere battutari e uomini da talk show, dobbiamo riconoscere meriti e competenze, virtù e metodo, esperienza e dedizione. Ed in Italia negli ultimi decenni schiacciati dalla parabola del caimano selezioniamo veramente male i nostri rappresentanti.
Ma anche in tante altre parti d'Europa non scherzano, per cui avvantaggiamo ancor di più le élite dominanti negli Usa e le classi dirigenti di ascari che, figlie della finanziarizzazione globalista dell'economia, di fatto governano il vecchio continente.
  
  
Nicola Morra
13 aprile 2023  
  

 

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12/04/2023

Chiesa. Il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano; Ignazio Infantino e Giuseppe Cacciato nel Direttivo

 

Consiglio Pastorale Diocesano
Consiglio Pastorale Diocesano

Chiesa. Il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano; Ignazio Infantino e Giuseppe Cacciato nel Direttivo.
Il nuovo Consiglio Pastorale Diocesano della Chiesa Agrigentina, presieduto dal Vescovo, secondo lo Statuto rinnovato di recente è: "organo di consultazione e di servizio pastorale per lo studio della situazione e l’elaborazione dei programmi pastorali. è il luogo di incontro e di comunione della comunità diocesana unita attorno al Vescovo, favorisce nella Chiesa particolare lo spirito di comunione in modo che essa abbia la consapevolezza di essere la famiglia dei figli di Dio e dei fratelli in Cristo. Questi, nell’unità dello Spirito, si confrontano con la Parola di Dio e vivono attorno all’altare nell’esercizio dell’unico sacerdozio di Cristo, espresso nel sacerdozio ministeriale del Vescovo e dei presbiteri e nel sacerdozio regale di tutti i battezzati, operando a servizio dei fratelli. Il CPD, inoltre, è attento ai segni dei tempi, si sente coinvolto nelle situazioni di vita del popolo agrigentino e ne condivide le ansie e le attese. Quale espressione significativa della Chiesa particolare, promuove e condivide le iniziative più adatte per la rinascita spirituale, morale e sociale delle popolazioni agrigentine".
Come membri di diritto, insieme all’arcivescovo mons. Alessandro Damiano, vi sono:
- il Vicario generale, don Giuseppe Cumbo;
- il Coordinatore degli Uffici del Dipartimento Pastorale della Curia, don Gaetano Montana;
- il Rappresentante della Consulta delle Aggregazioni Laicali, Giovanni Minuta;
- il Rappresentante della Consulta di Pastorale Sanitaria, Antonio Garufo;
- un Diacono permanente (Religioso), fra Augusto Magno;
- una Religiosa, suor Alessandra Panepinto.
Sono 3 i membri scelti dall’Arcivescovo: Concetta Campione, Giovanna Cavaleri e Giovanni Russo.
Vi sono poi i membri eletti per ciascuna forania:
- Lauretta Antonino e Pappalardo Giuseppa (Agrigento);
- Sutera Sardo Salvatore e La Mendola Giuseppina (Aragona);
- Randisi Maria e Carrubba Luciano (Porto Empedocle);
- Russotto Patrizia e Lo Iacono Gaetano (Cammarata);
- Traina Giulio (Santo Stefano Quisquina);
- Cacciato Giuseppe e Infantino Ignazio (Canicatti);
- La Greca Anna e Barletta Michele (Licata);
- Di Caro Giovanni (Ravanusa);
- Miceli Giuseppina e Scaturro Paolo (Ribera);
- Bono Giusy e Bassi Lilla (Sciacca).
Nella riunione dello scorso 23 marzo (vedi foto a lato) mons. Alessandro Damiano, secondo l’art. 5 comma a dello Statuto del CPD, ha nominato come Coordinatore (tra i membri laici del Consiglio Pastorale) la prof.ssa Giovanna Cavaleri che, nello spirito di servizio alla Diocesi, ha accettato questo delicato incarico.
La coordinatrice Giovanna Cavaleri, come primo atto, ha designato Ignazio Infantino come Segretario del CPD.
Inoltre sono stati eletti come membri del Direttivo, in seno al Consiglio Pastorale, Lauretta Antonino (in qualità di Vice Coordinatore), La Greca Anna, Carrubba Luciano, Fra Augusto Magno e Cacciato Giuseppe, che hanno accettato la carica.

 
Redazione
12 aprile 2023
  

 

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12/04/2023

Editoria. Presentazione del libro "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino; venerdì 14 aprile nell'auditorium San Nicola

 

Presentazione del libro "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino
Locandina

Andrea Cirino
Andrea Cirino

Presentazione del libro "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino; venerdì 14 aprile nell'auditorium San Nicola.
Si svolgerà
venerdì 14 aprile alle ore 19.00, presso l'Auditorium "San Nicola - Stella Castiglione" di Grotte, la presentazione del libro di Andrea Cirino dal titolo "Tutta colpa di Solone" (Book Sprint Edizioni).

Presentazione del libro "Tutta colpa di Solone", di Andrea Cirino; venerdì 14 aprile nell'auditorium San Nicola
(Locandina)

La manifestazione è organizzata dall'Associazione Teatrale-Culturale "Nino Martoglio" con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Grotte, in collaborazione con la Proloco "Herbessus" e la FIDAPA - Sezione di Racalmuto.
Le relazioni sul testo saranno proposte dal giornalista Salvatore Pezzino e dal giornalista Domenico Vecchio; la presentazione, moderata dal giornalista Carmelo Arnone, sarà animata dalle letture di alcuni brani del libro a cura dell’attore Salvo Di Salvo e da brani musicali eseguiti da "Elegance Trio" (Lavinia Di Stefano, Julia Di Stefano e Isabella Di Salvo). Sarà presente l'autore
Andrea Cirino.
"Tutta colpa di Solone" è un libro che tratta in modo romanzato argomenti che ritraggono una società in degrado con numerosi problemi sociali e con un governo che non aiuta ma che pensa, piuttosto, ai propri privilegi.
Il testo comincia presentando la figura di Solone, legislatore e poeta ateniese, eletto arconte, esempio di rettitudine; un personaggio che oggi difficilmente si può trovare nel mondo politico.
Il protagonista del testo si chiama Nirìa e sogna Solone e il suo servo che dialogano; l’Arconte riconosce una società attuale decisamente corrotta e ne è profondamente deluso.
Nirìa, al risveglio, incontra Cannella, un politico che lo vuole trascinare in una campagna politica di interessi altrui, da cui il protagonista uscirà perdente ma con il desiderio di andare avanti in questa impresa che lo porterà a Roma.
La caratteristica stilistica del testo è un costante ritorno al passato, con numerosi flashback che ritraggono il protagonista e la sua famiglia, quando egli era molto giovane, dalla casa d’infanzia, agli amici, raccontando una meravigliosa Sicilia, con tutte le sue tradizioni.
Il linguaggio usato è molto colloquiale e anche dialettale, soprattutto nei dialoghi utilizzati tra i personaggi.
Ogni luogo è ricco di dettagli e anche i personaggi sono descritti con precisione e sembrano animarsi grazie al loro linguaggio (il testo è consigliato a un pubblico maggiore di 16 anni)
.
Quando il protagonista va a Roma e comincia il suo percorso in politica, inizia un’altra parte di storia, dove i politici non si ricordano della reale situazione del paese, dimenticando soprattutto la Sicilia e tutto il sud Italia.
Quando Nirìa e il ministro cercano di trovare un modo per creare posti di lavoro in Sicilia, avviene qualcosa ed entrano forze oscure, purtroppo reali, chiamate gli invisibili che dominano il mondo.
Il messaggio che l’autore invia al lettore è propositivo e ottimista per il futuro, in quanto l’umanità non può continuare a farsi governare e annientare dagli "invisibili".
Andrea Cirino, classe 1955, nato ad Agrigento, si interessa della politica, ricoprendo per quasi un ventennio la carica di consigliere comunale e assessore. Ha ereditato dal nonno materno l’amore per la scrittura. Ha esordito nel 2018 con il romanzo dal titolo "Quasi Papa"
.  
  

Redazione
12 aprile 2023 
  

 

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12/04/2023

Attualità. "Ricostruire la politica (dal basso)"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Attualità. "Ricostruire la politica (dal basso)"; di Enzo Napoli.
Dopo un decennio che ha visto l'ascesa ed il parziale declino del movimento che dell'antipolitica ha fatto la propria bandiera, sembra che cominci a tornare un po' di politica.
Troppo poca, ancora, per colmare la voragine che la fine della prima repubblica aveva lasciato, ma non v'è dubbio che la vittoria della Meloni ha riaffermato la legittimità del principio che avere un'identità (per me detestabile) ed un percorso di militanza coerente e strutturato non sia, di per sé, un disvalore.
Il grande afflusso del popolo progressista ai gazebo, altro non è stato che la risposta all'esigenza di rilanciare, anche da questa parte, un'identità forte ed immediatamente percepibile.
Non sono stato il solo ad obiettare che le modalità con cui il Partito Democratico andava al congresso, avrebbe risolto solo parzialmente le lacune degli ultimi anni.
La Schlein è cento volte meglio del suo evanescente predecessore ed a differenza di quest'ultimo, ha personalità e carattere bastevoli a tener testa alla furba antagonista, ma dai primi passi compiuti leggo la sua inadeguatezza rispetto all'altra grande questione su cui è necessario metter mano.
Ricostruire il PD e l'importante pezzo di politica che rappresenta, significa anche guardare al territorio e risolvere anche le contraddizioni causate da chi se n'è appropriato ed approfittato in questi anni, con la complice connivenza dei vertici nazionali.
Ha annunciato di voler allontanare i notabili ed i cacicchi, ma ad oggi non mi pare che si sia mossa foglia.
Guardo con curiosità, ad esempio, come il PD si sta muovendo in Sicilia in vista delle prossime amministrative.
A parte qualche grande città e qualche comune in cui forte è la personalità e l'identità dei candidati sindaci, per il resto è un fiorire di accordi trasversali in pateracchi disdicevoli, in cui non vengono disdegnate intese con esponenti locali della Lega o di Fratelli d'Italia, nel nome di un presunto civismo che sarebbe più opportuno correggere in cinismo, in cui una sola consonante basta a fare da spartiacque tra la politica e la sua negazione, mortificando antichi valori e sane differenze.
Tutto questo per saziare le aspirazioni ad un misero potere di sindaci incolori ed aspiranti assessori al servizio, a seconda della convenienza, di questo o quel parlamentare senza scrupoli.
È palese che costruire una nuova identità a Roma non servirà a nulla, se chi lo rappresenta a livello locale poi traccheggia a destra e a manca, incapace di dire quei no che quantomeno chiariscano ciò che non siamo e ciò che non vogliamo.
Capirlo, in tempi bui come quelli stiamo attraversando, sarebbe già, come la letteratura ci insegna, una gran cosa.

  
Enzo Napoli
12 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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09/04/2023

Letture Sponsali. "Sondare l'amore in tutte le sue possibili dimensioni"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Cari amici, Gesù è risorto!
La festa per la resurrezione è inizialmente offuscata dal momento di smarrimento che proviamo alla vista del sepolcro vuoto; è davvero un grande mistero quello che si presenta dinanzi agli occhi degli apostoli ed ai nostri.
È talmente grande che Giovanni, il discepolo “che Gesù amava”, arriva per primo al sepolcro ma si limita a sbirciare dentro, senza trovare il coraggio di entrare e di abbracciare la scoperta con tutto il proprio essere.
È necessario che Pietro e la sua “santa sfacciataggine” facciano da guida al giovane Giovanni perché questi entri nel sepolcro, veda e creda.
Oggi più che mai Gesù ci chiama, nel corso del nostro cammino di sposi, ad essere guida, ad essere a volte Pietro, per l’altro/a, che magari attraversa un momento di paura, di smarrimento, e non riesce a vedere nulla oltre al sepolcro vuoto; ed altre volte, ad essere Giovanni, ad affidarci all’altro quando esitiamo a fare il passo con il quale Gesù ci chiede di “entrare nel sepolcro”, di sondare l’Amore in tutte le sue possibili dimensioni, anche quelle che possono far paura perché inattese, forse non desiderate e che per questo possono apparire più oscure.
Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!
 
 
Redazione
9 aprile 2023
  

 

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09/04/2023

Chiesa. Veglia pasquale in chiesa Madre: intervento del presidente del Consiglio comunale Aristotele Cuffaro

 

Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Pubblichiamo di seguito l'intervento di saluto del Presidente del Consiglio comunale di Grotte, Aristotele Cuffaro, pronunciato ieri sera - sabato 8 aprile 2023 - in chiesa Madre nel corso della Veglia pasquale.

*****

"Rivolgo il mio saluto alle Autorità civili, religiose e militari.
Finalmente abbiamo vissuto nella piena normalità i momenti storici della tradizione Pasquale grottese.
I luoghi simbolo della festa sono stati affollati dalla fede e dalla preghiera.
Per fortuna la pandemia è, ormai , un brutto ricordo e questo ci ha permesso di riportare a Grotte, dopo anni di assenza, il tanto amato concerto, l’albero della cuccagna e la passeggiata dei cavalli.
Come per ogni evento, soprattutto per la festa più importante, le difficoltà organizzative non mancano, per questo a nome dell’intero Consiglio comunale, che mi onoro di presiedere, rivolgo il mio sentito ringraziamento al Sindaco ed agli Assessori che non si sono privati di fatica affinché tutto si risolvesse nel migliore dei modi e si superassero ostacoli nel pieno della legalità e trasparenza.
Dietro una grande manifestazione c’è tanto lavoro ed è giusto dare il merito a chi ha mantenuto anche questa’anno viva la rievocazione della Settimana Santa a partire dalla Domenica delle Palme: il Gruppo dei Giudei “Andrea Infatino” ha saputo con dedizione e bravura farci emozionale con le magistrali interpretazioni degli attori partecipanti.
Abbiamo sentito durante la quaresima dalle viuzze del centro storico del paese e dal suggestivo calvario propagarsi un canto di dolore che ci preparava  al sacrificio di Gesù per la nostra salvezza: il gruppo “Gioacchino Ciraolo” formato da cantori dalla superba voce hanno intonano sensibilmente e con passione, in dialetto grottese, i “Lamenti”.
Abbiamo  apprezzato le note musicali delle bande cittadine Giuseppe verdi e Vincenzo Bellini durante le processioni.
Insomma, quest’anno, abbiamo vissuto, senza tema di smentita, una festa finalmente completa in tutte le sue funzioni, grazie anche alla collaborazione fra le istituzione presenti nel territorio: il Comandante della stazione dei carabinieri, maresciallo maggiore Contrafatto ed i suoi colleghi, rendono la nostra Grotte sicura agendo nel silenzio con alta dedizione e professionalità, come un buon padre di famiglia sa fare.
Purtroppo il cuore europeo continua ed ad essere presidio di guerra. Inascoltati continuano ad essere i continui messaggi di sua Santità Papa Francesco per un cessate il fuoco.
Che la risurrezione di Nostro Signore possa aprire il cuore e le menti dei potenti del mondo affiche si arrivi ad un negoziato diplomatico che porti alla pace.
Infine il mio ringraziamento va a tutti i grottesi residenti e non, popolo sensibile, laborioso, solidale ed onesto presente in tutti i momenti della festa e che sta passando un periodo non facile dovuto all’inflazione, alla crisi economica.
Con la solita dignità che vi contraddistingue, spero che anche questo periodo di crisi possa diventare un brutto ricordo.
Buona Pasqua, vi abbraccio fraternamente
".
 

 

   

Il Presidente del Consiglio comunale
Aristotele Cuffaro

 

 

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09/04/2023

Chiesa. Veglia pasquale in chiesa Madre: saluto del sindaco Alfonso Provvidenza

 

Alfonso Provvidenza
Alfonso Provvidenza

Pubblichiamo di seguito l'intervento di saluto del Sindaco di Grotte, dott. Alfonso Provvidenza, pronunciato ieri sera - sabato 8 aprile 2023 - in chiesa Madre nel corso della Veglia pasquale.

*****

"Gentili Autorità religiose, civili e militari,
carissimi concittadini e concittadine,
auguri di buona Pasqua a tutti voi e le vostre famiglie.
Rivolgo i migliori e più sinceri auguri a tutti i grottesi, a coloro che sono questa sera presenti, a quanti sono a casa perché impossibilitati a partecipare, a tutti quelli che per motivi di studio o lavoro si trovano lontano dal nostro amato paese.
Rivolgo i migliori auguri di buona Pasqua a don Salvatore Zammito ed ai suoi collaboratori, auspicando che le sue preghiere possano consentire al popolo grottese di concretizzare le proprie attese ed aspirazioni; alla locale Stazione dei carabinieri ed al maresciallo maggiore Alfonso David Contrafatto, sempre vigili e presenti nel nostro territorio.
Desidero iniziare questo breve discorso di auguri pasquali con una breve riflessione sulle parole pronunciate dal nostro arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, in occasione del tradizionale messaggio augurale alla comunità.
Don Alessandro sa come pochi altri leggere l’animo dell’essere umano; ha evidenziato che spesso si suole fare gli auguri di buona Pasqua, così come in tante altre occasioni. Ma con incisiva profondità spirituale ha sottolineato come tali parole seguano la sorte degli indumenti che si logorano e diventano un’abitudine.
La Pasqua, invece, deve ravvivare le nostre relazioni, ponendo azioni vivificanti, che sono quelle della riconciliazione e del perdono. Fuggire il male, fare il bene. Solo in questo modo possiamo arrivare a comprendere il vero significato della festività pasquale.
La riconciliazione non può che essere la protagonista di questa nuova stagione, cioè di quella nostra porzione di vita che è il post-covid. Quanta sofferenza e quanta paura abbiamo dovuto combattere in questi ultimi anni. E adesso anche il timore di una guerra che possa sconvolgere anche le nostre esistenze. Infatti, la pace negata e le conseguenti sofferenze per l'umanità sono state il fulcro delle meditazioni della Via Crucis al Colosseo.
A tutto ciò si aggiunge il disagio economico e, soprattutto, quello sociale che purtroppo colpiscono alcune delle nostre famiglie. La Pasqua deve essere, quindi, anche attenzione per chi ha bisogno!
Ma la Pasqua è anche il momento della rinascita e della speranza. E questo vuole essere un messaggio di incoraggiamento e di fiducia per il nostro futuro.
Quest’anno abbiamo riconquistato la nostra festa e le nostre tradizioni; è stato bello ed emozionante leggere negli occhi delle persone la gioia e la serenità che il ritorno alla normalità ha portato nei cuori della gente.
Il sorriso delle persone che ho incontrato, insieme alle splendide luminarie, ha illuminato il mio percorso di questa settimana, nonostante la stanchezza e la delusione di qualche obiettivo non raggiunto, ma consapevole di avere dato il massimo, sempre e comunque!
Un doveroso e sentito ringraziamento viene, infine, rivolto a tutti coloro che hanno consentito la realizzazione della nostra festa e, in particolare, ai protagonisti delle rievocazioni storiche, quei meravigliosi componenti del Gruppo dei Giudei “Andrea Infantino” ad alle nuove leve, “i piccoli”, che anche quest’anno hanno saputo interpretare il sentimento della Pasqua grottese; un sentito grazie ai Complessi Bandistici “Giuseppe Verdi” e “Vincenzo Bellini” che ancora una volta hanno accompagnato con vibrante passione le tradizionali processioni pasquali. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della nostra festa (giovani, famiglie, laici, religiosi, uffici comunali, volontari).
Grazie di cuore a tutti voi per l’affetto e la vicinanza che non sono mai mancati.
Buona Pasqua".

  

 

   

Il Sindaco
Alfonso Provvidenza

 

 

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08/04/2023

Volontariato. Auguri di buona Pasqua dall'AVIS di Grotte; aperte le prenotazioni per le prossime giornate di donazione

 

Auguri di buona Pasqua dall'AVIS
Auguri dall'AVIS

Volontariato. Auguri di buona Pasqua dall'AVIS di Grotte; aperte le prenotazioni per le prossime giornate di donazione.

Auguri di buona Pasqua dall'AVIS

Il Direttivo dell'AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) di Grotte rivolge a tutti i migliori auguri di una serena e santa Pasqua.
Con l'occasione il il presidente Pietro Zucchetto annuncia che è stata chiesta ed ottenuta, dal Centro Trasfusionale di Agrigento, la possibilità di effettuare una giornata aggiuntiva di raccolta di sangue
presso il punto di raccolta Avis di Grotte (in Via Francesco Ingrao 92/94) per venerdì 19 maggio 2023.
Pertanto è già possibile prenotarsi per una delle seguenti giornate:
- Domenica 16 e 23 aprile;
- Sabato 13, venerdì 19 e domenica 28 maggio;
- Domenica 11 e 25 giungo;
- Domenica 02 e Sabato 15 luglio;
- Domenica 13 e 27 agosto;
- Domenica 10 e 24 settembre;
- Domenica 08 e 22 ottobre;
- Domenica 05 e 19 novembre;
- Domenica 10 e 24 dicembre.
Il medico che assiste il donatore può rilasciare, su richiesta, la certificazione per la donazione effettuata, che dà diritto ad un giorno di riposo dal lavoro
.
Per le prenotazioni occorre chiamare
il numero 377.0974739 oppure il 320.4434713.
   
Redazione
8 aprile 2023
  


 

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06/04/2023

Sport. Concluso il Torneo provinciale CSEN di Calcio a 5, organizzato dall'ASD Pan Sagittarius

 

Torneo provinciale CSEN di Calcio a 5
Partecipanti

Sport. Concluso il Torneo provinciale CSEN di Calcio a 5, organizzato dall'ASD Pan Sagittarius.
Lunedì 3 e martedì 4 aprile 2023 si è svolto a Grotte, presso campo comunale di calcetto e il campo polivalente coperto "Francesca Morvillo" il Torneo Provinciale di Calcio a 5 CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), organizzato dall'ASD "Pan Sagittarius" in collaborazione con il Comitato provinciale CSEN di Agrigento.
Nei due pomeriggi in cui si è svolto il torneo si sono vissuti momenti di sport sano e di aggregazione, che hanno coinvolto bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 ed i 13 anni.
Al termine della manifestazione tutti i bambini e ragazzi partecipanti sono stati premiati con medaglie e coppe.
"Grazie alle società ASD 'Campobello 1970' di Giovanni Falsone e 'Aragona Soccer Club' di Giuseppe Caltagirone per aver partecipato - hanno dichiarato i Dirigenti della 'Pan Sagitytarius' -; un ringraziamento va ad Antonio Sciarratta per essersi messo a disposizione e per la preziosa collaborazione. Un saluto anche ad Antonio Messinese, osservatore del Palermo Calcio, che ha assistito al torneo"
.  
  

Redazione
6 aprile 2023
  

 

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06/04/2023

Politica. On. Decio Terrana (UDC): "Pasqualino Monti è la migliore scelta per il ruolo di AD dell'ENAV"

 

Decio Terrana
On. Decio Terrana

On. Decio Terrana (UDC): "Pasqualino Monti è la migliore scelta per il ruolo di AD dell'ENAV".
Il Coordinatore regionale dell’UDC siciliano, on. Decio Terrana, esprime viva soddisfazione per la nomina del dott. Pasqualino Monti come nuovo Amministratore Delegato dell’Enav.
"Una bella notizia per la Sicilia e il trasporto aereo nazionale - dichiara l'on. Terrana -, Pasqualino Monti è la migliore scelta possibile per il ruolo di amministratore delegato dell’Enav. Sicuramente è stato premiato lo straordinario lavoro che ha prodotto nella nostra isola da Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del mare della Sicilia Occidentale (Palermo-Termini Imerese-Trapani e Porto Empedocle). Gli investimenti che è riuscito a far partire stanno cambiando radicalmente la mission e la prospettiva di crescita dei nostri porti. Il porto di Palermo sta cambiando volto con il concorso di idee voluto dal presidente Monti, ma anche il dragaggio e il ripristino dei fondali a Termini Imerese e il totale restyling del porto Empedoclino, il terminal è prossimo all’inaugurazione, progetti che lo hanno visto come grande protagonista in questo processo di modernizzazione delle strutture portuali e di crescita economica e commerciale per il nostro territorio. Adesso sono certo che anche nel nuovo ruolo di Amministratore Delegato all’Enav dimostrerà le sue capacità e competenze nella gestione dell’aviazione civile e nei processi di modernizzazione e sviluppo; l’UDC siciliano - conclude il Coordinatore dell'UDC Sicilia - sarà al suo fianco per continuare le battaglie per le risorse finanziarie sull’insularità e le migliorie del sistema al fine di apportare benefici ai cittadini siciliani che meritano rispetto e risposte per il gap che scottiamo in quanto isola"
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Redazione
6 aprile 2023
  

 

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06/04/2023

Pasqua 2023. Backstage de "La Passione", film di Gianni Russello

 

Backstage de "La Passione"
Guarda il backstage


Film "La Passione", di Gianni Russello
Guarda il film

Pasqua 2023. Backstage de "La Passione", film di Gianni Russello (guarda il video).
Il dietro le quinte del film realizzato nel 2022 da Gianni Russello mostra il regista in attività, intento a dare indicazioni, richiami, immerso nella meticolosa cura dei dettagli.
Non mancano alcune divertenti "papere" e "fuori onda" degli attori e delle maestranze.
Proponiamo la visione di questo filmato
(guarda il video) invitando gli spettatori a rivedere (o a guardare, per chi non lo avesse già fatto) il film "La Passione" di Gianni Russello.
Alla secolare tradizione delle sacre rappresentazioni realizzate durante la Settimana Santa nel paese di Grotte, centro abitato situato nell'entroterra agrigentino che ha fatto della Pasqua la sua festività principale, attinge a piene mani Gianni Russello per il suo film "La Passione"
(guarda il film).
La pellicola vuole essere un omaggio alla storia del paese e a quanti, nel corso dei decenni, hanno preso parte alle cosiddette "recite di Pasqua".
Le grotte naturali (caratteristica peculiare del territorio) e le campagne - ora verdi, ora pietrose - di questo lembo di Sicilia fanno da straordinaria cornice alle riprese.
Nel rigoroso rispetto dei testi originali, il Regista ha saputo emendare gli eccessi di cadenze, gesti, toni, con cui - nel corso degli anni - attori amatoriali hanno cercato di valorizzare il proprio ruolo calcando le caratterizzazioni dei personaggi; una coltre polverosa tolta la quale Gianni Russello riporta la rappresentazione alla freschezza e alla bellezza originarie.
Di primo livello il cast del film, costituito da interpreti di lunga esperienza, formatisi alla "scuola" del "Gruppo dei Giudei 'Andrea Infantino'" (associazione locale che ha raccolto il testimone dei comitati organizzatori della festa di Pasqua a Grotte); un attaccamento tramandato di generazione in generazione, come testimonia la presenza nel cast di padri e figli (Todaro, Baldo, Russello, Picone...).
La "passione" del Cristo, da cui prende titolo il film, è quella che viene proposta nelle immagini; è anche quella che spinge gli attori a vivere il ruolo che interpretano; ma è - forse soprattutto - quella che in filigrana permea tutta la pellicola: la passione dalla quale attinge forza, energia, vigore il Regista nell'ideare la sceneggiatura e nel coinvolgere, guidare, imporre scelte ardite, cancellare e riscrivere, mostrare, richiamare, esortare e gratificare i ben 38 attori e i volenterosi tecnici.
Le espressioni degli apostoli, il volto di Pilato, la sofferenza (reale) del Cristo in croce, lo sguardo di Maria, sono solo alcuni degli elementi cesellati dalle ripetute indicazioni della regia.
La produzione "in proprio" del film, con mezzi essenziali (dalle attrezzature di ripresa e montaggio agli elementi scenici - non ultimo, la croce -) non fa che accrescere il valore dell'opera e il merito di tutte le maestranze
(guarda il film).
Personaggi e interpreti: Calogero Catanese (Gesù), Leonardo Cutaia (Pietro), Vincenzo Arnone (Giovanni), Domenico Morgante (Giacomo), Salvatore Baldo (Giuda), Baldassare Terrana (Apostolo), Vittorio Parrinello (Apostolo), Calogero Morreale (Apostolo), Giovanni Falletta (Apostolo), Fabrizio Lazzaro (Apostolo), Mario Russello (Apostolo), Davide Russello (Apostolo), Decimo Mancuso (Apostolo), Isabella Villani (Maria), Giorgia Castronovo (Popolana), Giulia Terrana (Popolana), Giulia Castiglione (Popolana), Salvino Rivituso (Caifa), Calogero Agnello (Anania), Giuseppe Todaro (Pilato), Filippo Baldo (Centurione), Paolo Carlisi (Soldato romano), Santino Picone (Soldato Romano), Alessandro Sanfilippo (Soldato Romano), Thomas Baldo (Soldato Romano), Alfonso Castiglione (Soldato Romano), Salvatore Todaro (Soldato Romano), Nuccio Morgante (Soldato Romano), Antonio Zaffuto (Soldato Romano), Ivan Girgenti (Soldato Romano), Mario Vizzini (Soldato Romano), Pietro Arnone (Popolano), Antonio Giglia (Popolano), Salvatore Tirone (Popolano), Vincenzo Ciranni (Popolano), Domenico Farruggia (Popolano), Antonio Vitello (Popolano), Sandro Picone (Popolano).
Riprese di Elisa Russello, Emanuele Licata e Riccardo Russello.
Montaggio di Elisa Russello. Regia di Gianni Russello
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Carmelo Arnone
6 aprile 2023
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06/04/2023

Legalità. "Non fu Cosa nostra a fare sparire l'agenda rossa di Paolo Borsellino"; di Nicola Morra

 

Nicola Morra
Nicola Morra

Legalità. "Non fu Cosa nostra a fare sparire l'agenda rossa di Paolo Borsellino"; di Nicola Morra.
Ieri sono state rese note le motivazioni della sentenza del processo per il depistaggio Scarantino.
I giudici di Caltanissetta hanno scritto che non fu Cosa nostra a fare sparire l’agenda rossa di Paolo Borsellino.
Allo stesso modo hanno anche sostenuto che estranei a Cosa nostra erano anche i soggetti che idearono la morte del giudice.
I magistrati del tribunale nisseno hanno sottolineato che “tra amnesie generalizzate di molti soggetti appartenenti alle istituzioni, soprattutto componenti del Gruppo Falcone e Borsellino della Polizia di Stato e dichiarazioni testimoniali palesemente smentite da risultanze oggettive e da inspiegabili incongruenze logiche, l’accertamento istruttorio sconta gli inevitabili limiti derivanti dal velo di reticenza cucito da diverse fonti dichiarative, rispetto alle quali si profila problematico e insoddisfacente il riscontro incrociato”.
Ora, se é vero che "il silenzio é mafia", la reticenza riscontrata in diverse fonti dichiarative espressione dello stato dimostra che tanti uomini dello stato hanno assunto comportamenti mafiosi in sede processuale.
In relazione poi al depistaggio ed alla sottrazione dell'agenda rossa, i giudici sostengono ancora che il primo sarebbe stato avviato subito dopo la strage, quando qualcuno ha recuperato la borsa del giudice Borsellino, cercato la sua agenda portandola poi via, in uno scenario da inferno dantesco.
Tuttavia vanno riportate le parole che si leggono nelle motivazioni: “A meno di non ipotizzare scenari inverosimili di appartenenti a Cosa nostra che si aggirano in mezzo a decine di appartenenti alle forze dell’ordine, può ritenersi certo che la sparizione dell’agenda rossa non è riconducibile a una attività materiale di Cosa nostra. Ne discendono due ulteriori logiche conseguenze. In primo luogo, l’appartenenza istituzionale di chi ebbe a sottrarre materialmente l’agenda. Gli elementi in capo non consentono l’esatta individuazione della persona fisica che procedette all’asportazione dell’agenda senza cadere nella pletora delle alternative logicamente possibili ma è indubbio che può essersi trattato solo di chi, per funzioni ricoperte, poteva intervenire indisturbato in quel determinato contesto spazio-temporale e per conoscenze pregresse sapeva cosa era necessario e opportuno sottrarre”.
Uomini dello stato, dunque, sottrassero l'agenda in cui il giudice palermitano trascriveva i suoi appunti e le sue riflessioni.
In secondo luogo - continuano le motivazioni - un intervento così invasivo, tempestivo e purtroppo efficace nell’eliminazione di un elemento probatorio così importante per ricostruire - non oggi ma nel 1992 - il movente dell’eccidio di via D’Amelio certifica la necessità per soggetti esterni a Cosa nostra di intervenire per alterare il quadro delle investigazioni evitando che si potesse indagare efficacemente sulle matrici non mafiose della strage e, in ultima analisi, disvelare il loro coinvolgimento nella strage di via d’Amelio”.
Per i giudici nisseni “movente della strage e finalità criminale di tutte le iniziative volte allo sviamento delle indagini su via D’Amelio sono intimamente connesse”, perché chi ha fatto schifezze spesso opera immediatamente per occultare le sue responsabilità, e così evidentemente è stato.
Si legge poi “della presenza di altri soggetti o gruppi di potere co-interessati all’eliminazione di Paolo Borsellino con un ruolo nella ideazione, preparazione ed esecuzione della strage di via D’Amelio”, di “plurimi elementi che inducono a ritenere prospettabile un ruolo, tanto nella fase ideativa, quando nella esecutiva, svolto da soggetti estranei a Cosa nostra nella strage, vero e proprio punto di svolta nella realizzazione della strategia stragista dei primi anni Novanta”.
Ulteriore elemento di riflessione é che “anche senza volere ritenere scontato che si possa parlare di accelerazione, più o meno repentina, non è aleatorio sostenere che la tempistica della strage di via D’Amelio rappresenta un elemento di anomalia rispetto al tradizionale contegno di Cosa nostra volto, di regola, a diluire nel tempo le azioni delittuose nel caso di bersagli istituzionali e ciò nella logica di frenare l’attività di reazione delle istituzioni”, operando qui un'altra inferenza logicamente assai forte, pur essendo sempre inferenza logica.
In ultimo, si sostiene la presenza “di convergenze di interessi nella ideazione della strage di via D’Amelio tra Cosa nostra ed ambienti esterni ad essa. Oltre ai tempi della strage, oggettivamente distonici rispetto all’interesse di Cosa nostra, vi sono ulteriori elementi che inducono a ritenere asfittica la tesi che si arresta al riconoscimento della paternità mafiosa dell’attentato di via D’Amelio e della sua riconducibilità alla strategia stragista deliberata da Cosa nostra, prima di tutto, come ‘risposta all’esito del maxiprocesso e ‘resa dei conti con i suoi nemici storici”.
Per cui lo stato, con alcuni suoi uomini evidentemente in grado di fare efficacemente ciò che avevano deciso, e non dunque in posizione minoritaria nella gestione dei poteri dello stesso, ha concorso a ideare, progettare e far compiere la strage di via d'Amelio.
In merito al ruolo dei servizi segreti, vera tara di questo paese, il tribunale ha sottolineato che gli stessi parteciparono “impropriamente” alle indagini sulla strage di via d’Amelio.
Dell’impropria partecipazione del Sisde alle indagini non era al corrente solo il procuratore Tinebra ma anche il vertice dei servizi di sicurezza. È legittimo ritenere che il capo della Polizia e i vertici dei servizi segreti non potessero assumere una iniziativa così ‘extra-ordinem‘ senza un minimo avallo istituzionale che non poteva che provenire dall’organo di vertice politico dell’epoca”.
Presidente del Consiglio era Giuliano Amato, Ministro dell'Interno Nicola Mancino.
Capite perché in tanti ci vergogniamo di essere cittadini italiani, o, se preferite, cittadini di un paese la cui sovranità è, dal 1945, propria di altri?
  
  
Nicola Morra
6 aprile 2023  
  

 

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05/04/2023

Istruzione. Antonio Carlisi alla finale dei Giochi Internazionali di Matematica, il 13 maggio alla Bocconi di Milano

 

Antonio Carlisi
Antonio Carlisi

Giochi Internazionali di Matematica
Finalisti

Istruzione. Antonio Carlisi alla finale dei Giochi Internazionali di Matematica, il 13 maggio alla Bocconi di Milano.
Lo studente grottese Antonio Carlisi, al 3° anno del Liceo Scientifico "Ugo Foscolo" di Canicattì, si è qualificato per la finale dei Giochi Internazionali di Matematica, che si terrà il prossimo 13 maggio presso l'Università Bocconi di Milano.
Sabato 18 marzo si sono svolte le semifinali - in presenza - dei Campionati Internazionali Giochi Matematici della Bocconi.
Le Scuole Secondarie delle province di Caltanissetta e Agrigento si sono incontrate a Gela presso la sede dell'Istituto "Ettore Romagnoli" per partecipare alla competizione.
Tra i 41 studenti dei Licei (Scientifico, Classico, Linguistico) "Foscolo" di Canicatti ammessi alla gara, ben 11 (vedi foto a lato) si sono qualificati per la finale piazzandosi nelle prime posizioni della classifica.
Grande la gioia e la soddisfazione sui volti degli studenti e dei loro professori nell'apprendere la notizia, mentre nei corridoi della scuola aleggiava un'aria di festa e di compiacimento.
Questi i nomi degli studenti del "Foscolo" che andranno a Milano:
- nella categoria L2 (studenti di 5° anno)
     Gallo Christopher della 5^E scientifico
     Parla Davide Alfonso della 5^ A scientifico
     Genova Salvatore Pio della 5^E scientifico
     Cutaia Salvatore della 5^E scientifico
- nella categoria L1 (studenti di 2°, 3° e 4° anno)
     Nuara Flavia Rosaria della 4^C scientifico
     Giglia Flavio della 3^A scientifico
     Sacco Gianluca della 2^D scientifico
     Mantione Giuseppe Pio della 4^D scientifico
     Spatazza Tania della 2^C classico
     Carlisi Antonio della 3^A scientifico
- nella categoria C2 (studenti di 1° anno)
     Barone Angelo Gabriele della 1^D scientifico.
Ai giovani studenti e alle loro famiglie sono andate le congratulazioni da parte di tutti i docenti, insieme all'augurio che la vita possa loro riservare ancora maggiori soddisfazioni
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Redazione
5 aprile 2023
  

 

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05/04/2023

Società. "Ritornare a gioire insieme, per il bene di tutti"; di Antony Agnello

 

Don't panic, organise!
Don't panic, organise!

Antony Agnello
Antony Agnello

Società. "Ritornare a gioire insieme, per il bene di tutti"; di Antony Agnello.
Il post-pandemia ci ha portato a dover fare i conti con un quadro sociologico allarmante.
Un nuovo studio rivela che il 35 per cento dei ragazzi di età compresa fra i 16 e i 24 anni non si è mai sentito così solo. Una condizione che può compromettere la crescita personale e condizionarne l'affermazione come adulti indipendenti.
In Italia, la nona edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat, ha segnalato il caso di 220mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni che si dichiarano «insoddisfatti» della propria vita e vivono una condizione di scarso benessere psicologico (con un punteggio dell’indice di salute mentale inferiore alla soglia che definisce la condizione di basso benessere psicologico).
Nella fascia di età tra 18 e 34 anni si è riscontrato la quota più alta (il 32%) di chi ha dichiarato di patire «spesso» per un senso di isolamento (dati del 2020).
A quanto detto finora, aggiungete la collocazione di un individuo qualsiasi all'interno di un contesto urbano di portata limitata, con servizi poco sviluppati e con scarsa partecipazione civile.
I piccoli paesi dell'entroterra siciliano, tra cui i paesini appartenenti alla provincia di Agrigento, hanno sofferto maggiormente rispetto a città ben più sviluppate.
Il contesto sociale ed urbano in questione ha quindi favorito l'aggravarsi delle condizioni psicologiche e di benessere collettivo delle realtà suddette.
Per poter invertire il senso di marcia occorre, quindi, cercare di (ri)costruire una situazione antecedente al periodo della pandemia. Bisogna, cioè, impegnarsi affinché i giovani ed i meno giovani possano ritornare a gioire insieme, non più dietro ad uno schermo ma prendendo parte ad eventi che possano fungere da collante, creando valore condiviso per il bene di tutti.
Per superare le paure più grandi (quale quella della solitudine, ad esempio) bisogna organizzarsi e fare squadra!
Pertanto, lo slogan che mi sento di lanciare è: Don't panic, organise!

  
Antony Agnello
5 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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05/04/2023

Volontariato. Dalla Caritas Cittadina il ringraziamento alla Famiglia Licata

 

Caritas Cittadina di Grotte
Locandina

Pubblichiamo il ringraziamento che la Caritas Cittadina rivolge alla Famiglia Licata.

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“La Caritas Cittadina della comunità di Grotte ringrazia la Famiglia Licata per aver donato, a favore di quanti versano nel bisogno, le offerte in suffragio per la scomparsa della cara mamma Giuseppa”.

Per fare una donazione:
Intestazione: Parrocchia Santa Venera
Causale: Donazione a Caritas Cittadina
IBAN: IT22E0103082940000004077803

Centro di Ascolto Caritas
e-mail: centrodiascoltocaritasgrotte@gmail.com
Cell: 333.9384618 - 388.3492117

  

 
 

 

Per la Caritas Cittadina
Stefano Maida

 

 

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03/04/2023

Ambiente. Finanziata la realizzazione a Grotte di un Centro Comunale di raccolta

 

Centro Comunale di Raccolta
Centro Comunale di Raccolta

Ambiente. Finanziamento per la realizzazione a Grotte di un Centro Comunale di raccolta.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - Dipartimento sviluppo sostenibile ha finanziato il progetto per il "Miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani" presentato dal Comune di Grotte che prevede la realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta. Il finanziamento per Grotte ammonta a 836.706,62 euro.
"In questi cinque anni abbiamo dimostrato cosa significa portare risorse e sviluppo a Grotte - ha commentato il sindaco Alfonso Provvidenza -. Lavoro e passione continuano ad essere alla base del nostro lavoro. Ci emozioniamo e gioiamo per la nostra comunità. L'ennesimo risultato positivo di questa Amministrazione che in questi cinque anni ha puntato tutto su temi come la legalità, l'innovazione, l'infrastrutturazione del nostro territorio. Ancora una volta ringrazio l'assessore Antonio Morreale per il contributo determinante che ha caratterizzato l'azione amministrativa della Giunta Provvidenza".

 
Redazione
3 aprile 2023
  

 

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03/04/2023

Comune. Durante la Settimana Santa prolungato l'orario di accesso al cimitero di Grotte

 

Cimitero di Grotte (AG)
Cimitero di Grotte

Per tutta la durata della Settimana Santa 2023, su disposizione dell'assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Grotte dott. Giuseppe Mancuso, è stato programmato il prolungamento dell'orario di apertura del cimitero comunale.

Cimitero di Grotte


Da lunedì 3 a sabato 8 aprile 2023 l'accesso al cimitero sarà consentito in orario continuato dalle ore 08.00 alle ore 17.30.
Nei giorni di domenica 9 (Pasqua) e lunedì 10 (Pasquetta) sarà osservato l'orario di apertura dalle ore 08.00 alle ore 13.30
La modifica dell'orario di apertura pomeridiano è stata disposta, concordemente dall'assessore Giuseppe Mancuso e dal sindaco Alfonso Provvidenza, per venire incontro alle necessità di quanti, in occasione delle festività pasquali, tornano in paese e vogliono ricordare, con una visita presso le tombe, i loro cari defunti
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Redazione
3 aprile 2023  
  

 

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03/04/2023

Editoria. "Piersanti Mattarella - Un politico cristiano", di Giovanni Tesè; recensione di Enzo Sardo

 

Enzo Sardo
Enzo Sardo

"Piersanti Mattarella - Un politico cristiano"
Copertina

Editoria. "Piersanti Mattarella - Un politico cristiano", di Giovanni Tesè; recensione di Enzo Sardo.
Giovanni Tesè, oltre ad esercitare la professione di avvocato, per circa 40 anni è stato professore di discipline economiche e giuridiche.
Alla nostra analisi serve ricordare che trattasi di un uomo, di un docente e professionista profondamente cattolico osservante e praticante.
Tali caratteristiche gli hanno permesso di affinare la capacità di ragionamento, la serenità di analisi, la elaborazione di pensieri complessi e di presentare, agli allievi nelle scuole e nelle arringhe nelle sale di giustizia, le argomentazioni di cui era stato incaricato, con semplicità e con le necessarie motivazioni; il tutto ingentilito con un linguaggio elegante che fa trasparire le sue credenze politiche e religiose.
Nel 2022 dà alla stampa la pubblicazione di un libro molto interessante dal titolo "Piersanti Mattarella - Un politico cristiano" (La Medusa editrice).
Un volume strutturato con molta maestria in quanto nel descrivere la vita di Piersanti evidenzia i valori che hanno caratterizzato la sua formazione. Valori che valgono oggi come ieri, poiché sono valori universali che valgono in ogni luogo ed in ogni tempo, per cui è ovvio che Tesè descrive Mattarella nella sua prima formazione ma si rivolge ai giovani del nostro tempo per dare le direttive necessarie per creare una società a dimensione umana, cioè vivibile e serena.
Nello specifico, Giovanni Tesè nel suo volume scrive: “Fede, speranza, carità, amore, perdono, dialogo, impegno, responsabilità, pace, democrazia, libertà, giustizia, furono sicuramente le parole che Piersanti cominciò a pronunciare, comprendere e declinare sin da piccolo. L’amore per il prossimo, per il bene comune, per la solidarietà, per la fraternità, per la democrazia, per la libertà, nonché il ripudio di ogni forma di razzismo e di violenza rappresentarono principi e valori che Bernardo e Maria Mattarella testimoniarono responsabilmente e con piena convinzione ai loro figli. La formazione di Piersanti trovò, pertanto, in famiglia una scuola di vita straordinaria”.
L’autore, con adeguata bravura, descrive minuziosamente i valori che hanno formato Piersanti, poiché sono quelli che hanno caratterizzato anche la sua formazione; quindi nel descrivere Piersanti descrive anche sé stesso e lancia un'icona da imitare.
Tesè utilizza una strategia descrittiva stupenda, perché la rende stimolante, e dai contenuti attuali anche dopo 50 anni dal periodo vissuto da Mattarella.
Tesè scrive: “Piersanti Mattarella avvertiva che la classe politica del suo tempo era rimasta indietro rispetto alla realtà sociale del Paese reale. Comprese che la classe dirigente cominciava a vivere in uno stato comatoso e di chiara inadeguatezza riguardo ai problemi della Sicilia. La politica non era più capace di dare risposte concrete alla domanda sociale e il gap tra rappresentanti e cittadini era sempre più incolmabile. Al tempo stesso la politica dell’etica si traduceva di fatto in forme di mercato tutt’altro che edificanti… Mattarella, conformemente agli insegnamenti di don Luigi Sturzo, era fortemente convinto che, specie in mancanza o, peggio ancora, a causa della latitanza di una buona cultura e conseguentemente di una buona politica, non poteva esserci buon governo.
Memore sempre degli insegnamenti del prete di Caltagirone, Piersanti era consapevole che non è vero che la politica la si può apprendere senza preparazione ed esercitare con furbastrerie, tragedie, tradimenti, calunnie, senza competenze e svincolata da riferimenti etici e morali. Al contrario, sapeva che la politica - la buona politica - deve presupporre una solida formazione culturale, un serio e costante rapporto con la cultura e con le forze vive e attive del territorio e del Paese, deve essere affidata a persone oneste, di indubbia moralità, preparate, competenti e sagge, con convinto e concreto spirito di servizio e con l’unico obiettivo di combattere con sapientia cordis per il raggiungimento dell’amore sociale, del bene comune e per il bene di tutti in egual misura
”.
Anche oggi, all’inizio del Terzo millennio, ci troviamo di fronte ad una classe politica che invece di fare riferimento alle capacità organizzative e all’aspetto morale si occupa solo della ricerca del consenso utilizzando, a volte, anche sistemi particolari non sempre consoni alla moralità pubblica, credendo che i voti possano sostituire capacità, competenza e moralità.
Le conseguenze negative di questa concezione che impera, da diversi decenni, nella nostra terra, sono visibili a tutti. Allora credo che ieri come oggi la soluzione sia quella evidenziata da Mattarella, ossia capacità, competenza e moralità.
Ancora oggi la politica nazionale, utilizzando un sistema elettorale assurdo, mira a fare eleggere amici, parenti e ruffiani. Tanto è vero che più del 50 per cento dei cittadini votanti non si reca nelle urne per esprimere il proprio voto.
Questo stupendo pensiero espresso da Mattarella, facendo riferimento alla missione sturziana, credo che sia anche il pensiero dell’avvocato Tesè che è stato cosi fortunato da partecipare agli incontri che Mattarella usava organizzare, periodicamente, per consolidare tale concetto e preparare una ottima classe dirigente.
Per fare una analisi completa di questo volume, molto interessante, non posso trascurare la frase in cui l’autore scrive: “Anche Piersanti Mattarella, vincendo ogni seduzione e ogni vanità personale che gli consentirono di eliminare qualsiasi antinomia tra fede e politica, con la sua vita, con le sue opere ed il suo agire, con il suo servizio all’uomo e per l’uomo, alla verità e alla giustizia, con la sua testimonianza, con la sua incrollabile fede… e con il suo martirio, ben può essere considerato un modello di vita, un modello profetico contro ogni male, un alto esempio di testimone cristiano nella vita politica, un politico autentico da prendere come punto di riferimento e come fiaccola viva e imperitura; un vero e proprio modello di santità da imitare”.
È ovvio che questo volume prezioso e sapiente assume, adeguatamente, una missione pedagogica e socio-politica di pregiato valore, e costituisce uno strumento indispensabile, una guida efficace, per quei cattolici cristiani che vogliono avvicinarsi alla politica per servire, in modo garbato, corretto ed elegante, l’uomo, la famiglia e la società di appartenenza.
In questa mia analisi, che ritengo sia il cuore di questo pregiato volume, voglio evidenziare che l’avvocato Tesè usa un linguaggio semplice ma molto efficace, poiché il suo obiettivo consiste nel fare capire che gli argomenti validi si possono evidenziare con molta semplicità.
Questo volume non è un semplice saggio o una biografia ma un’opera d’arte, poiché descrive sapientemente la missione di un uomo credente, di un personaggio, di un politico che per dimostrare la validità del suo pensiero ha sacrificato la sua vita e di conseguenza quella dei suoi familiari e di tanti amici che credevano in lui, compreso il nostro Autore.
La lettura di questo libro è cosi piacevole che si intuisce molto bene che è stato scritto utilizzando il sapere, la conoscenza diretta del presidente Piersanti Mattarella, ma anche il cuore ed il pathos umano poiché trattasi di una testimonianza molto sentita e molto importante, che mira a fare capire che alcuni concetti (capacità, competenza e moralità) sono universali cioè valevoli in ogni tempo ed in ogni luogo, e servono per creare una classe dirigente preparata e motivata che abbia la capacità di organizzare la politica e l’economia, e di non fare fuggire dalla Sicilia i nostri cervelli ossia i giovani laureati che sono in possesso di quelle competenze necessarie che servono alla promozione umana e territoriale.
Non a caso Tesè riporta una frase pronunciata da Benigno Zaccagnini nel XIII congresso della Democrazia Cristiana svoltosi a Roma il 18 marzo 1976 che recita: “dobbiamo riprendere il processo di liberazione dal bisogno, dalla mancanza di lavoro, dalla insicurezza dei singoli e delle comunità”.
Credo che l’autore, io e tanti altri intellettuali cattolici di questo tempo, siamo pienamente convinti che questa splendida e significativa frase non appartenga solo alla storia della Democrazia Cristiana ma a tutti quei partiti e movimenti che si ispirano e vogliano lavorare per la promozione umana non solo economicamente ma anche cristianamente.
Come sostiene l’illuminato vescovo Antonio Staglianò, dobbiamo riempire l’animo dell’uomo, di questo Terzo millennio, caratterizzato dall’ipermercato, di una nuova humanitas ed il volume di Giovanni Tesè naviga verso questo obiettivo.

  
Enzo Sardo
3 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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02/04/2023

Attualità. "Per far sventolare una bandiera si mandano al massacro milioni di persone"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

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Uno scempio millenario.
A Zelensky che chiede sempre nuove armi, nel recente summit dell'Unione Europea i ministri degli esteri e della difesa hanno promesso l’invio di un milione di proiettili.
L'Inghilterra ha fatto di più, annunziando l'invio di proiettili all’uranio impoverito. Non risulta che Zelensky li abbia rifiutati, mentre va al fronte a vedere i carri armati tedeschi giunti in Ucraina a combattere la Russia come fecero i panzer tedeschi che la attraversarono per puntare su Mosca nella seconda guerra mondiale.
Intanto tornano al campo di battaglia i militari ucraini inviati in Germania, in Inghilterra e in Italia per imparare la nuova arte della guerra.
I proiettili ad uranio impoverito sono armi anticarro a bassa potenzialità nucleare, come di ridotta radioattività sono le armi atomiche tattiche rispetto a quelle strategiche.
Come ha spiegato il 23 marzo il Corriere della Sera, giornale che sostiene la fornitura di armi all’Ucraina, l’uranio impoverito, il “DU (depleted uranium)” causa “un aerosol micidiale che permane nell’ambiente migliaia di anni e intossica chi lo inala o lo ingerisce, e si sospetta che arrivi a modificare il DNA causando linfomi, leucemie e malformazioni dei feti”.
Noi conosciamo questi effetti nei soldati italiani contaminati nelle missioni all’estero, come in Bosnia Erzegovina e Kosovo, e sono note le conseguenze a lungo termine delle atomiche sul Giappone; e fu per l’orrore di quelle armi che l’Imperatore del Giappone decise di porre termine alla guerra.
Ma qui non c’è nessun imperatore che pensa alla sorte del popolo, e non sappiamo che cosa accadrà nella annunciata battaglia di primavera nel teatro di guerra del Donbass, che l’Ucraina vuole riconquistare come condizione per mettere fine alla guerra; ma se pure l’uranio impoverito non arriverà a contaminare il resto d’Europa, certamente produrrà lo scempio previsto e potrà permanere per migliaia di anni nella popolazione del Donbass.
E allora perché preferire che essa muoia pur di non perderla, perché devastarla per farla stare da una parte o dall’altra del confine?
Si vede qui tutta la nequizia, che noi già conosciamo, del nazionalismo irredentista: per far sventolare una bandiera si mandano al macero centinaia di migliaia (e in una guerra mondiale, milioni) di persone.
Tutto ciò mette a nudo la mistificazione di cui la povera Ucraina è vittima. Si esalta infatti il popolo ucraino che combatte fino alla morte (come viene celebrato in Televisione e nei collegamenti da remoto) per la sua indipendenza e libertà, ragione per cui si rifiutano i negoziati e il cessate il fuoco, perché, come dice Biden e sulla sua scia dicono gli ucraini, non servirebbero ad altro che a permettere alla Russia di riorganizzare le sue truppe per l’invasione del Paese e magari di altri pezzi d’Europa.
Ma tutti sanno che la posta in gioco di un negoziato non è affatto l’indipendenza, la sovranità e il rapporto con l’Europa dell’Ucraina, ma sono la sua neutralità tra la Russia e la NATO, lo statuto definitivo del Donbass, la fine del contenzioso sulla Crimea e la garanzia della inoffensività della Russia.
Non è dunque per l’esistenza stessa dell’Ucraina, per la libertà e la felicità del suo popolo che l’Ucraina è vittima di una guerra a cui non si vuole porre fine; altri sono i moventi di ciascuno dei protagonisti: si combatte per il dominio mondiale della coalizione atlantica, per l’effimera gloria di un condottiero di una Patria aggredita, e grazie alla frustrazione dell’Europa interessata più ai motori a scoppio che alla pace.
Ma non si combatte a favore delle persone gettate nella fornace, non dei cittadini immolati a ideali artefatti e non veri, non di un mondo che guarda attonito alla strage ed è a rischio di una guerra planetaria.
Perciò è tempo della pace
.  
  
Raniero La Valle
2 aprile 2023
  

 

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02/04/2023

Letture Sponsali. "Poi arrivano i percorsi dolorosi, le incomprensioni, i silenzi, le croci"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Dalla gioia alla passione alla gloria.
Il percorso quaresimale è quasi giunto al termine, in questo periodo grazie alle sacre scritture delle domeniche di quaresima abbiamo avuto modo di riscoprire e riassaporare le tappe che ci hanno fatto diventare cristiani.
Le letture di oggi ci fanno vivere due momenti forti, da un lato Gesù che entra in modo trionfale a Gerusalemme, osannato e benedetto dai suoi discepoli e dalle folle, e dall'altro lato Gesù che viene tradito, rinnegato, deriso, umiliato, condannato ad una morte di croce.
Nonostante tutto Gesù si immola per noi, ci salva e ci redime. La sua passione senza la risurrezione sarebbe vana, ed è questo il mistero pasquale.
Ed ecco che Cristo diviene lo sposo e noi popolo di Dio, la sua sposa. Dallo sposalizio di Cristo con la Chiesa, ci viene in mente il giorno delle nozze di ciascuna coppia di sposi: l'ingresso trionfale in chiesa, i canti, i fiori, la gioia di amici e parenti.
Ma poi arrivano i percorsi dolorosi, le incomprensioni, i silenzi, le croci, i calvari più o meno tortuosi, le condanne (interne ed esterne alla coppia). E lì Dio si fa prossimo a noi, "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato", invochiamolo, lui è il nostro sostegno, il legno della nostra croce.
Dopo lo smarrimento, il peccato, cosa c'è? La fine di un amore? Se fosse solo umano la risposta sarebbe certamente si, ma siamo sposi in Cristo, e se con lui siamo stati crocifissi con lui risorgeremo.
Solo così le nostre morti diventano occasione di resurrezione e di nuova vita, per noi, per il nostro coniuge e per la nostra relazione.
Vera e Francesco
 
 
Redazione
2 aprile 2023
  

 

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01/04/2023

Attualità. "Agrigento Capitale della Cultura 2025: è importante fare rete"; di Antony Agnello

 

Antony Agnello
Antony Agnello

Attualità. "Agrigento Capitale della Cultura 2025: è importante fare rete"; di Antony Agnello.
Ebbene sì, Agrigento è stata proclamata capitale della cultura 2025!
Finalmente il nostro territorio trova riconoscimento per le sue splendide bellezze e per la sua storia millenaria.
Agrigento ha dato i natali a personaggi famosi sia nell'antichità che in tempi recenti.
Fra gli antichi, il più famoso è il filosofo Empedocle (V sec. a.C.), il quale partecipò attivamente alla politica dell'antica Akragas, contribuendo al rovesciamento dell'oligarchia creatasi in seguito alla fine della tirannia.
Fra i personaggi moderni più illustri, invece, Luigi Pirandello gioca un ruolo centrale. Egli è senza ombra di dubbio uno degli scrittori più importanti della letteratura italiana, capace di rinnovarne le forme ed i generi.
Tuttavia non bisogna dimenticare altri artisti e personaggi di spicco della provincia, da Sciascia a Camilleri, da Francesco Crispi a Rosa Balistreri.
Pertanto, questo riconoscimento appartiene ad ognuno di noi. Rappresenta anche un nuovo inizio, fatto di collaborazione, impegno e sviluppo del territorio.
Sicuramente anche Grotte potrà beneficiare di tale successo.
A tal fine, è importante fare rete, creare eventi ed attrazioni in grado di rendere la nostra comunità un luogo turistico di tutto rispetto. Noi ci siamo già messi all'opera, unisciti!
Ad maiora semper!

  
Antony Agnello
1 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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01/04/2023

Politica. "Attentato di Via Rasella: lo 'storico' La Russa ribadisce una falsità già condannata"; di Nicola Morra

 

Nicola Morra
Nicola Morra

Politica. "Attentato di Via Rasella: lo 'storico' La Russa ribadisce una falsità già condannata"; di Nicola Morra.
Lo "storico" La Russa, ora Presidente del Senato, ribadisce una falsità già punita dalla Corte di Cassazione una quindicina di anni fa.
"Banda musicale di semi o quasi pensionati", così lo storico aveva definito il reparto germanico fatto oggetto dell'attentato di Via Rasella del 23 marzo 1944.
Bene, con sentenza 17172 del 6 agosto 2007 la Corte di Cassazione così si esprimeva: ".... inoltre, secondo quanto riferito nel giornale, la compagnia del reparto Bozen sarebbe stata composta da vecchi militari, disarmati. Al contrario non era in alcun modo stata contrastata la affermazione del Bentivegna che si trattava di soggetti pienamente atti alle armi, di età ricompressa tra i 26 ed i 43 anni e che gli stessi erano dotati di sei bombe e di "machine pistolen" con le quali i sopravvissuti all’esplosione avevano rivolto il fuoco verso gli edifici della strada;
3. il giornalista aveva sottolineato che il battaglione era formato interamente da cittadini italiani, mentre facendo parte dell’esercito tedesco, i suoi componenti erano sicuramente altoatesini che avevano optato per la cittadinanza germanica...
".
Il giornalista Chiocci, Vittorio Feltri in qualità di Direttore responsabile de Il Giornale e la società Europea di Edizioni s.p.a. nel 2003 risultano già condannati per diffamazione avendo propalato informazioni storicamente infondate sull'attentato di via Rasella.
Evidentemente non basta.
  
  
Nicola Morra
1 aprile 2023  
  

 

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01/04/2023

Pasqua 2023. Albero della cuccagna (per la domenica di Pasqua): cercasi squadre di arrampicatori

 

Albero della cuccagna
Manifesto

Pasqua 2023. Albero della cuccagna (per la domenica di Pasqua): cercasi squadre di arrampicatori.
In occasione delle festività pasquali, il Comune di Grotte, in collaborazione con l'Associazione Sportiva Dilettantistica "Gli acrobati della cuccagna" di Fonte Prealpi Villa D'Almé in provincia di Bergamo (campioni italiani in carica), organizza per il pomeriggio di domenica 2 aprile 2023 un Albero della cuccagna. La manifestazione si svolgerà in Piazza Marconi a partire dalle ore 17.00.
A tale gara possono partecipare le squadre locali di arrampicatori amatoriali e non professionali. L'altezza del palo è di 8,50 metri. La partecipazione è gratuita. Per l'iscrizione è possibile rivolgersi all'Ufficio Cultura del Comune di Grotte
.  
  

Redazione
1 aprile 2023  
  

 

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01/04/2023

Dialoghi. "Chi è di Destra? Chi è di Sinistra?"; di Giuseppe Castronovo

 

Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.

Ancora una volta le categorie politiche Destra/Sinistra ci hanno offerto lo spunto per un dibattito al Circolo della Concordia sull’argomento che in questi giorni domina in quasi tutti i giornali: l’approvazione da parte della Commissione Europea dell’utilizzo della farina di grillo per usi alimentari. L’argomento poi è diventato di dominio pubblico dopo l’intervento dell’on. trentina di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi che, ispirandosi al noto brano “Destra - Sinistra” dell’artista milanese Giorgio Gaber, si è definita “tipa di destra” perché, da amante delle nostre tradizioni alimentari, rifugge la farina di insetti amata, invece, dai “tipi di sinistra”.
Giuseppe Castronovo

"CHI È DI DESTRA? CHI È DI SINISTRA?
UN GIORGIO GABER D’ANNATA AGGIORNATO DALL’ON. ALESSIA AMBROSI
"

- Totò: Amici, era il 1994 e l’artista milanese, il compianto Giorgio Gaber, con il suo brano “Destra - Sinistra” ci deliziava dandoci alcune indicazioni sui caratteri e sui differenti valori e stili di vita cui si ispirano coloro che militano a sinistra o che simpatizzano per la destra.

- Ambrogio: Ricordo che il prof. Vezio tempo addietro illustrò alcune di queste differenze evidenziate dal Gaber:
     “I collant sono quasi sempre di sinistra.
     Il reggicalze è più che mai di destra.
     Una donna emancipata è di sinistra.
     Riservata è già di destra.
     Ma un figone resta sempre un’attrazione
     che va bene per sinistra e destra”.
     Anche il Papa ultimamente è un po' a sinistra.

- Nenè: Amici, ricordo bene anch’io! Ma a che proposito riprendiamo questo discorso?

- Totò: Ricordo ancora agli amici come quella volta il prof. Vezio evidenziasse trattarsi di termini sempre attuali per la loro capacità di rappresentare la non sempre comprensibile complessità della società e della politica italiana. E proprio stamane, qui al Circolo, sempre il prof. Vezio mi riferiva di alcune recenti dichiarazioni dell’on. trentina Alessia Ambrosi con le quali evidenzia come dietro ai termini Destra e Sinistra vi siano anche differenti stili di alimentazione.

- Santo: Proporrei, vista la rilevanza del tema, di dare la parola al prof. Vezio per illustrarci l’opinione di questa Parlamentare trentina.

- Vezio: Se ricordate bene, amici miei, l’altra volta evidenziavamo come a caratterizzare l’appartenenza agli ideali di destra o di sinistra fosse l’atteggiamento assunto dai genitori nei confronti degli insegnanti dei propri figli:
      - quello di sinistra che si rivolge al Maestro con un sonoro vaffa e talvolta con qualche bel ceffone;
      - quello di destra, il cui figlio saluta il sig. Maestro entrato in classe con un cordiale 'buon giorno sig. Maestro'.

- Santo: Ricordo bene anch’io!

- Vezio: Questa volta invece il pomo della discordia fra i due schieramenti è rappresentato dall’alimentazione.

- Nenè: Prof., ci sta parlando di “pomo della discordia”; le chiedo: cosa è successo?

- Vezio: Succede che la Commissione Europea il 5 gennaio 2023 autorizza l’utilizzo a scopi alimentari della farina di grillo nei Paesi facenti parte dell’Unione; e la disposizione è entrata in vigore il 24 gennaio 2023.

- Franco: Scusi l’interruzione: in quali cibi potrà essere presente la farina di grillo?

- Vezio: Hai fatto bene, opportuna l’interruzione! Potrà essere utilizzata per la produzione di alcuni alimenti base per la nostra quotidiana alimentazione quali pane, pasta, grissini, biscotti, pizza, cracker, cioccolata ed altri ancora. Potrà essere utilizzata anche per la produzione della birra. Il provvedimento europeo anche questa volta ha diviso sinistra e destra in due schieramenti contrapposti: la sinistra, che affronta l’argomento in una prospettiva futura, è favorevole e lo approva  motivando così la sua decisione: “fra qualche decennio la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi di individui per sfamare i quali mancheranno le risorse necessarie. Con questa motivazione approva il provvedimento in quanto teso alla ricerca di nuove e alternative fonti di nutrimento per evitare che qualche miliardo di persone si ritrovi a morire di fame; la destra invece si oppone alla Direttiva europea considerando l’utilizzo della farina di grillo nella produzione alimentare:
     - in contrasto con la secolare tradizione alimentare italiana;
     - un grave danno economico per il Made in Italy in generale e un ulteriore nuovo fraudolento attacco  al nostro settore agro/alimentare in particolare: chi non ricorda il problema delle quote latte degli anni passati e il più recente attacco alla nostra storica cultura vitivinicola col tentativo di imporre l’etichettatura delle bottiglie di vino con la dicitura che nuoce alla salute;
     - un’operazione ispirata da inconfessabili interessi di gruppi economico-finanziari che hanno lavorato dietro le quinte per danneggiare la nostra economia.
È questo il quadro in cui si è da ultimo inserita l’on. di Fratelli d’Italia la trentina Alessia Ambrosi, la quale con un tweet nel quale, distinguendo tra “Tipi di sinistra” e “Tipi di destra”, scrive: “Tipi di destra: amanti delle tradizioni, del buon cibo, di un calice di vino. Tipi di sinistra: adoratori di farine di insetti. Ecco perché sono una tipa di destra”.
Non potrà sfuggirvi lo stile gaberiano cui ricorre l’On. Ambrosi nel suo tweet. Ancora una volta il nostro Giorgio Gaber fa centro e ispira, a distanza di trent’anni, questa nuova classificazione tra “tipi di destra” e “tipi di sinistra”.

     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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01/04/2023

Politica. On. Marchetta: "Un meritato riconoscimento per la Città di Agrigento"

 

On. Serafina Marchetta
On. Serafina Marchetta

On. Marchetta: "Un meritato riconoscimento per la Città di Agrigento".
"
Un meritato riconoscimento per la Città di Agrigento che premia la sua cultura e millenaria storia.
Un traguardo che deve farci riflettere sulle potenzialità della nostra terra.
Oggi è una vittoria anche per tutta la Sicilia.
Agrigento Capitale della Cultura per il 2025 è l'occasione giusta per  rilanciare il nostro territorio provinciale sotto il versante socio-culturale ed economico; un territorio spesso inserito nelle ultime classifiche per diverse problematiche.
Oggi occorre essere tutti uniti e prepararci con impegno e responsabilità per riscattare - con questo importante riconoscimento - Agrigento.
Nel festeggiare con gioia lancio l'idea di unire tutte le forze politiche creando un gruppo informale interparlamentare di tutti gli eletti del territorio, per promuovere tutte le sinergie possibili per un grande appuntamento culturale che deve vederci tutti impegnati
".  
     

 

   

On. Serafina Marchetta
Deputato Segretario
Assemblea Regionale Siciliana
 

 

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01/04/2023

Pasqua 2023. Personaggi ed interpreti (adulti e ragazzi) delle rappresentazioni della Settimana Santa a Grotte

 

Programma delle "Recite, celebrazioni liturgiche e manifestazioni collaterali
Pasqua 2023

Pasqua 2023. Personaggi ed interpreti (adulti e ragazzi) delle rappresentazioni della Settimana Santa a Grotte.
Con la Domenica delle Palme, domani 2 aprile 2023, prendono il via gli appuntamenti che vedono impegnati i giovani dell’Associazione Gruppo dei Giudei “Andrea Infantino”, per le rappresentazioni della Settimana Santa a Grotte: “L'Ingresso di Gesù a Gerusalemme”, “L'Addio tra Gesù e Maria”, “L’Ultima Cena”, “L’Arresto di Gesù”, il “Rinnegamento di Pietro” e la “Morte di Giuda” (al termine, nel giorno del Giovedì Santo, la processione dell'urna con il simulacro del Cristo in deliquio, senza la corona di spine, dalla chiesa madre al Calvario), “Processo e condanna di Cristo”, “Li Caduti” (tradizionale reinterpretazione della via crucis) “Li Rieciti” (nella sera del Venerdì santo, al Calvario, a cui farà seguito la processione dell'urna con il simulacro del Cristo morto, dal Calvario alla chiesa Madre), "La Risuscita" (in chiesa Madre, durante la Veglia di Pasqua), “L'Incontro tra Maria e il Risorto”.

Questi i nomi dei personaggi e degli interpreti delle “Recite”:
  

 

Personaggi e degli interpreti delle “Recite”
Manifesto

Gesù - Alessio La Mendola
Pietro - Fabrizio Lazzaro
Giovanni - Giovanni Boscarino
Giacomo - Ignazio Zaffuto
Giuda - Salvatore Infantino
Centurione - Giuseppe Costanza
Stelle - Fabio Vizzini
Rubinit - Giovanni Uccello
Putifar - Maurizio Neglia
Nizec - Giovanni Agnello
Caifas - Giuseppe Messina
Malco - Michelangelo Vizzini

Rabam - Salvatore Cipolla
Misandro - Fabio Cipolla
Longino - Domenico Crirninisi
Pilato - Antonio Maida
Quintilio - Antonio Vella
Giuseppe - Antonio Carlisi
Nicodemo - Giovanni Carlisi
Maria - Loyde Puma
Maddalena - Noelia Cimino
Veronica - Pamela Capraro
Simon Lebbroso - Emanuel Castelli
Celidio - Gaetano Agnello

Barabba - Giuseppe Cimino
Cireneo - Gero Miceli
Nitor - Salvatore Terrana
Darei - Giuseppe Morreale
Abra - Simone Puma
Soldato romano - Flavio Sanfilippo
Soldato romano - Simone Puma
Soldato romano - Gaetano Agnello
Soldato romano - Francesco Fantauzzo
Pia donna - Antonella Agnello
Pia donna - Giorgia Ingrascì
Pia donna - Mara Sanfilippo

 
 
La sera della Domenica delle Palme i ragazzi dell’Associazione Gruppo dei Giudei “Andrea Infantino” metteranno in scena  “L’Ultima Cena” e “Li Rieciti”, seguendo lo stesso testo e con la teatralità propria degli interpreti adulti.

Questi i nomi dei personaggi e degli interpreti delle “Recite” dei ragazzi:

 
 

Personaggi e degli interpreti delle “Recite” dei ragazzi
Manifesto

Gesù - Gabriele Buggea
Pietro - Alfonso Vizzini
Giovanni - Angelo Carlisi
Giacomo - Mattia Vitello
Giuda - Cristian Puma
Giovinetto - Salvatore Kessler
Giuseppe - Luca Fucà

Nicodemo - Calogero Cutaia
Centurione - Fabio Morreale

Caifas - Calogero Croce
Misandro - Domenico Romito
Nizec - Michele Cirino
Malco - Salvatore Arcieri
Rabam - Angelo Lo Presti
Stelle - Vincenzo Infantino
Longino - Federico Garifi
Putifar - Rosario Bonsignore
Rubinit - Angelo Picone

Maria - Carla Vizzini
Veronica - Sara Infantino
Maddalena - Greta Lombardo
Angelo della Speranza - Giulia Bonsignore
Angelo del Perdono - Giulia Bonsignore
Angelo della Fede - Maria Francesca Culmo
Angelo dell'Amor Divino - Giorgia Romito
Pentimento - Giulia Vitello
Presentatrice: Annamaria Cavallaro

 
 

  
Oltre all’Associazione Gruppo dei Giudei “Andrea Infantino”, un ruolo importante nelle manifestazioni della Settimana Santa a Grotte è svolto dal gruppo dei "Lamentatori - Gioacchino Ciraolo" che, intonando le antiche melodie pasquali durante le processioni, accompagnano i momenti più significativi della Pasqua grottese
. 
 

Carmelo Arnone
1 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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01/04/2023

Attualità. "Agrigento Capitale della Cultura 2025"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Attualità. "Agrigento Capitale della Cultura 2025"; di Enzo Napoli.
Avete presente una Ferrari Testarossa? Agrigento si presenta così, in tutto il suo splendore.
Il problema è che siamo in tanti a pensare che dentro la splendida carrozzeria che oggi ottiene un riconoscimento importante e prestigioso, ci sia non il motore originale prodotto a Maranello, ma quello di una vecchia Ritmo diesel.
Quali che siano le argomentazioni portate a supporto della candidatura e le dinamiche politiche che hanno convinto la commissione ministeriale, ci sono verità che bisogna tenere in considerazione per evitare che una grande opportunità si trasformi nel più pernicioso boomerang della storia.
Gli agrigentini continuano a rimanere, nell'essenza, quelli che Pirandello racconta, con cognizione di causa, ne "I vecchi e i giovani". A parte poche straordinarie eccezioni e geniali personalità, rare sono state le occasioni in cui quella città abbia saputo dare esempio di impegno collettivo e solidale per valorizzare al meglio le eccellenze che la natura e la storia le hanno generosamente donato.
Ogni anno, da decenni, la Sagra del Mandorlo in fiore, evento più rinomato della città, ad esempio, ripete lo stucchevole rituale di polemiche infinite ed approssimazioni organizzative che la dicono lunga sull'approccio ad occasioni del genere.
Altre storiche e brillanti iniziative, come la Settimana pirandelliana ideata dal grande professor Lauretta, per ricordarne una, hanno conosciuto epiloghi poco lusinghieri.
Poco, di quello che talvolta emerge di utile e significativo, sopravvive al disfattismo e all'individualismo che affossano quella realtà.
Altra cosa, per chi conosce uomini e fatti, è il comprensorio agrigentino, che gode di ben altra tenacia e concretezza. Tant'è che, per fortuna, il capoluogo ha beneficiato tantissimo, anche in questa occasione di "paesani" (come con una buona dose di snobismo veniamo definiti quelli dei paesi vicini), che si sono dannati l'anima pur di affermare progetti di esemplare levatura.
Alla gioia, legittima e festosa, dell'annuncio, ci sentiamo di consigliare venga aggiunta una buona dose di umiltà e consapevolezza, la capacità e la volontà di sostituire al vecchio motore diesel della lenta burocrazia, della mediocre classe politica, della scarsa vocazione imprenditoriale, della continua diffidenza verso ogni cosa che funziona, il dodici cilindri della trasparenza e della compartecipazione, dell'ascolto e del recepimento di ogni energia e contributo di tanti, consapevoli che questo treno può portare lontano, ma che assolutamente va preso in tempo.
Perché è certo che un'occasione del genere, per Agrigento e per la sua provincia, non si riproporrà a breve.

  
Enzo Napoli
1 aprile 2023
© Riproduzione riservata.
  

 

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