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Chiesa Madre -  Parrocchia Santa Venera

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Santa Venera


Indirizzo

AVVISI

Chiesa Madre, Santa Venera

Orari


Orari delle Sante Messe
(In vigore dal 28/10/2018)
Feriali: ore 17.30
Prefestivi: ore 18.30
Festivi: ore 11.00, 18.45

(Controllare le variazioni settimanali nella pagina "Chiesa")

Organismi
Gruppi
Storia
I Parroci
Santa Venera
Foto
 Abitanti: 2352

Don Giovanni Castronovo

L'Arciprete - Don Giovanni Castronovo

Proviene dalla comunità di Palma di Montechiaro. Nato il 25/09/1940, entra in seminario nel 1951.
Ordinato sacerdote il 04/07/1965 da S.E. Mons. Giuseppe Petralia, Vescovo di Agrigento.
Nominato vice parroco della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Montevago dal 1965 al 1967.
Nominato vice parroco della parrocchia SS. Crocifisso di Siculiana dal 1967 al 1968.
Nominato parroco della parrocchia B.M.V. del Monte Carmelo in Grotte il 01/01/1969.
Nominato parroco di Santa Venera e Coordinatore dell'unità pastorale di Grotte dal 04/10/2008.

Padre Julien Albert Mokasse

Padre Julien Albert Mokasse - Vicario Parrocchiale dell'Unità Pastorale

Religioso della Congregazione degli Apostoli di Gesù Crocifisso.
Proviene dalla Repubblica Centrafricana. Nato il 10/05/1959.
Ordinato sacerdote a San Giovanni Rotondo il  22/08/1997 da S.E. Mons. Luigi Diligenza, Arcivescovo Emerito di Capua.
Nominato vicario parrocchiale dell'Unità Pastorale di Grotte il 14/09/2009.


Indirizzo

Orari

della Parrocchia: Piazza Marconi,  Sante Messe festive: ore 11.00, ore 19.15
Sante Messe prefestive: ore 18.30
Telefono: 0922.943275 Sante Messe feriali: ore 18.00
del Parroco: Via Matteotti,  Adorazione: giovedi ore 18.30
Telefono: 0922.943602

Catechismo:

  - Pre evangelizzazione: domenica ore 10.00, in chiesa Madre
- 1° anno dell’iniziazione cristiana: sabato ore 16.00, a san Francesco
- 2° anno dell’iniziazione cristiana: venerdi ore 16.00, all’oratorio (in Via Confine)
- 3° anno dell’iniziazione cristiana: venerdi ore 15.30, a san Francesco
- 5^ elementare: sabato ore 15.30, all’oratorio (in Via Confine)
- 1^ media: venerdi ore 17.00, a san Francesco
- 2^ media: martedi ore 15.30, a san Francesco
- 3^ media: sabato ore 15.30, all’oratorio (in Via Confine)
- 1° superiore: sabato ore 16.30, all’oratorio (in Via Confine)
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Gruppi - Movimenti - Associazioni

Organismi

Sono attivi in questa parrocchia i seguenti gruppi: Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è formato da:
Gruppo "Gesù Salva" del Rinnovamento nello Spirito  Visita l'argomento Don Giovanni Castronovo (Presidente),

Ancelle della Divina Misericordia

Carmela Fantauzzo (Segretario), Antonio Brucculeri (Coordinatore), Antonio Di Mino, Galileo Costanza, Aldo Licata, Ignazio Infantino, Salvatore Garufo, Domenico Vizzini, Piera Vizzini, Stefana La Mendola, Mirella Murena, Maria Ingoglia, Liliana Mantione, Angela Napoli, Vera Morreale, Francesca Ciraolo.
  Il Consiglio per gli Affari Economici è formato da: Don Giovanni Castronovo (Presidente), Antonio Brucculeri, Antonio Di Mino, Aldo Licata. 


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Storia della Chiesa di Santa Venera

L'inizio della costruzione risale al 1500; voluta dal Barone Gaspare Montaperto e dedicata a Santa Venera. Nel 1546, il Barone lascia, nel proprio testamento, l'incarico al figlio Vincenzo di completarne la costruzione. I lavori di completamento, invece,  continuarono nel 1600 ad opera di immigrati a Grotte che dedicano la chiesa alla Madonna dell'Itria. La chiesa non venne mai completata del tutto; infatti manca ancora la cupola ed è rimasta incompiuta la torre campanaria.

In origine la Madrice aveva un monumentale organo settecentesco sopra l'ingresso laterale che occupava, sorretto da mensole scolpite e dipinte, l'intera campata tra i pilastri della cupola. Di tale organo non ne rimane traccia.
Non rimane traccia neanche della macchina lignea dell'altare maggiore, degli stalli del coro in legno scolpito, dell'artistica ringhiera in ferro battuto. Rimane, unico superstite, uno degli armadi monumentali adorni di motivi cinquecenteschi posti nella sacrestia.
La chiesa in un'unica, grande navata, conserva due dipinti di Pietro D'Asaro della vicina Racalmuto, e uno di Fra Felice da Sambuca.
La Chiesa è a croce latina e di stile rinascimentale. Nel corso degli anni ha subito varie modifiche per cui è rimasta priva della cupola originaria. La torre campanaria è stata completata dopo il secondo dopo-guerra. L’interno è a unica navata e si concludeva con l’abside, ora scomparso.
Entrando a destra si trova il monumento marmoreo del Duca Tommaso Sanfilippo, della bottega di Giacomo Serpotta. Durante uno dei rifacimenti del pavimento ne è stata sepolta la zoccolatura del basamento, ma anche così rimane un bellissimo esempio di significativa "opera di bottega". 
Di scuola palermitana, eretto tra il 1719 ed il 1725, si compone di un medaglione di San Filippo, di un cenotafio (sarcofago vuoto) pensile ai cui bordi sono sedute le figure allegoriche in marmo della Fede e dell’Umanità.
Entrando a sinistra si nota il fonte battesimale in marmo grigio con angeli e stemmi gentilizi stilizzati. All’interno dei due sportelli semicircolari in legno sono raffigurati il Diluvio e il passaggio del mar Rosso.
Sulla parete sovrastante il fonte battesimale si trova una tela di Fra Felice da Sambuca, dipinta tre il 1785 ed il 1790, raffigurante Santa Venera intenta ad offrire all’Immacolata un cesto con i cuori del Grottesi.
Sul monumento del Duca Sanfilippo si trova una tela rappresentante Santa Maria Goretti, realizzata da Renzo Collura; originariamente si trovava nella Chiesa del Purgatorio e venne collocata nella Chiesa Madre nel 1988 per volontà dello stesso pittore.
Lo stesso dicasi per l’altra tela che si trova sul monumento del Duca e che raffigura San Giuseppe con in braccio il Bambino.
Di fronte si trova una tela raffigurante Sant’Anna mentre istruisce la piccola Maria ed il vecchio San Gioacchino con un libro tra le mani.
Su uno degli altari laterali, all’interno di una nicchia, viene custodita una statua lignea dell’Immacolata, ricoperta nel 1854 da un parziale rivestimento in argento in occasione della proclamazione del dogma dell’immacolata concezione.
Al centro della navata si aprono lateralmente due cappelle diseguali.
Quella a sinistra è dedicata al Santissimo Sacramento e venne costruita dall’arciprete Onofrio Morgante, che vi fu sepolto. L’altra è più piccola ed è detta del Rosario. Contiene un gruppo ligneo raffigurante la Madonna del Rosario e l’urna processionale contenente un simulacro del Cristo morto. Sulle pareti si vedono due raffigurazioni: l’Estasi di Santa Caterina e la Sapienza di San Tommaso. Nella volta cinque piccole tele di Pietro D’Asaro raffigurano i misteri gloriosi; in origine erano 15 e rappresentavano tutti i misteri del Rosario, ma dieci sono andate irrimediabilmente perdute e sono state sostituite da altrettante tele eseguite dalla pittrice Pina Mazzara.
Entrando a destra, sempre nella cappella del Rosario, troviamo il sarcofago marmoreo di Padre Vinti su cui è incisa la seguente epigrafe: 

 

SERVO DI DIO
MICHELE ARCANGELO VINTI 
  NATO A GROTTE IL 18 _ 1 _ 1893 
SACERDOTE ADDI'  9 _ 7 _ 1922 
MORTO A GROTTE IL 17 _ 8 _ 1943
 
COME GESU' 
DI CUI FU DEGNO MINISTRO 
AMO' LA POVERTA' L'UMILTA' 
SERVENDO I FRATELLI 
TANTO PIU' AMATI QUANTO PIU' UMILI 
CON AMORE AFFETTUOSO GENEROSO 
FINO ALL'ULTIMO RESPIRO 
LA SUA MEMORIA VIVE IN BENEDIZIONE 
DEL SUO DILETTO POPOLO

 
Alle spalle dell’altare  troviamo la statua di Santa Venera.
Sulle pareti laterali si ammirano due dipinti del pittore Domenico Terrana.
In alto sopra l’altare si trova un rilievo raffigurante la “Gloria del Padre Eterno”.
La chiesa Madre, dopo la chiusura per lavori di ristrutturazione avvenuta nel settembre 2009, è stata riaperta al culto il 3 marzo 2013. Per tutto il periodo di chiusura, l'attività parrocchiale è stata svolta nella chiesa del Purgatorio.

Parrocchia "Santa Venera"

Costituita con atto del 30 gennaio 1687, presso il Notaio Luigi Costa di Palermo, con diritto di patronato del Principe di Carini, successore dei Sanfilippo Duchi di Grotte.
Dal 1660, il ministero pastorale era esercitato da Vicari curati.
Questa parrocchia è stata al centro di una storia dolorosa, conosciuta come lo "Scisma di Grotte" che ha avuto inizio nel 1872.


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I Parroci che si sono succeduti alla guida della Parrocchia

Elenco dei Vicari curati

Anno

Nominativo
1567   Vitali Porfirio
1567   De Migliore Giuseppe
1589   Mansano Alonzo
1594   Di Diana Guglielmo
1600   Montaperto Baldassare
1660 La Matina Girolamo
1665 Dimino Francesco
1679 Cipolla Vincenzo

Elenco dei Parroci

1687 Mannamo Placido
1690 La Matina Giovanni Battista
1691 Polizzi Francesco
1694 D'Aidone Antonio
1700 Maida Domenico
1724 Bottaro Silvestre
1745 Castiglione Marco
1774 Armanno Nicolò
1795 Morgante Onofrio
1805 Lo Presti Stefano
1833 Ingrao Calogero
Dal 1872 al 1886  si verificò lo "Scisma di Grotte"
1886 Crescimanno Pellegrino
1890 Capitano Gaetano
Padre Valenti Antonino 27/07/1914 Valenti Antonino
Padre Agrò Salvatore 02/02/1953 Agrò Salvatore
Padre Vincenzo Tortorici Dal 01/01/1969
al 18/10/1999
Tortorici Vincenzo
Don Luigi Lo Mascolo Dal19/10/1999
al 27/09/2008
Lo Mascolo Luigi
Proveniente dalla comunità di Raffadali. Nato il 30/10/1964, entra nel seminario di Agrigento nel 1986. Ordinato sacerdote da S.E. Rev.ma Mons. Carmelo FERRARO, Vescovo di Agrigento, il 29/06/1992. Nominato amministratore parrocchiale della B.M.V. del Monte Carmelo di Burgio dal 1992 al 1993. Parroco di Maria SS. degli Angeli per le anime del Purgatorio, a Palma di Montechiaro dal 1993 al 1998. Amministratore parrocchiale di San Michele, a Ravanusa, dal 1998 al 1999. Nominato Arciprete, parroco di Santa Venera in Grotte dal 19/10/1999 al 27/09/2008. Nominato parroco della Parrocchia dell'Immacolata di Palma di Montechiaro dal 28/09/2008.

 
Dal 04/10/2008 Castronovo Giovanni
       

Elenco dei Vicari Parrocchiali e Collaboratori dell'Unità Pastorale

Il 04/10/2009 Don Giovanni Castronovo, già parroco della parrocchia Beata Maria Vergine del Monte Carmelo di Grotte, viene nominato, da S.E. Mons. Carmelo Ferraro (Arcivescovo di Agrigento), Arciprete e parroco della chiesa Madre, mantenendo anche la titolarità della precedente parrocchia.
Nella stessa data viene istituita l'Unità Pastorale comprendente le due parrocchie citate e la parrocchia San Rocco (retta da Don Gaspare Sutera in qualità di Amministratore Parrocchiale). Per coadiuvare l'Arciprete, in previsione della riduzione del numero di sacerdoti assegnati a Grotte da 3 a 2 unità, viene inviato un sacerdote giovane, con il ruolo di collaboratore o vicario parrocchiale dell'Unità Pastorale.

     
Don Gioacchino Scimè Dal 27/09/2008
al 13/09/2009

Don Gioacchino Scimè - Collaboratore dell'Unità Pastorale
Proviene dalla comunità di Racalmuto. Nato il 09/03/1972.
Ordinato sacerdote il 22/10/2005 da S.E. Mons. Carmelo Ferraro, Arcivescovo di Agrigento.
Nominato vice parroco della parrocchia San Gerlando di Lampedusa dal 27/10/2005 al 23/09/2006.
Nominato Collaboratore dell'unità pastorale delle parrocchie "San Giovanni Battista" e "Beata Maria Vergine di Fatima" di San Giovanni Gemini dal 26/09/2006 al 26/09/2008.
Nominato Collaboratore dell'unità pastorale delle parrocchie "Santa Venera" e "Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" di Grotte dal 27/09/2008 al 13/09/2009.
Nominato parroco della parrocchia "Santa Maria di Gesù" di Naro dal 14/09/2009.

Padre Julien Albert Mokasse Dal 14/09/2009   Padre Julien Albert Mokasse - Vicario Parrocchiale dell'Unità Pastorale

 


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Vita di Santa Venera, Vergine e Martire
(memoria liturgica il 14 novembre)

Santa VeneraIl nome è di origine latina e significa ‘degna di venerazione’. Di santa Veneranda si sa poco, tra l’altro è l’unica santa con questo nome, mentre di Venerando ce ne sono tre. Nel ‘Catalogo Sanctorum’ redatto negli anni 1369-1372, dal veneziano Pietro de Natalibus, al capitolo 61 è citata s. Veneranda vergine, nata in Gallia (Francia) nel II secolo e martire a Roma durante la persecuzione al tempo dell’imperatore Antonino (138-161). La celebrazione riportata al 14 novembre è stata trasferita alla stessa data nel ‘Martirologio Romano’. Secondo una antica tradizione, santa Veneranda nacque il venerdi santo dell’anno 100 dai pii e devoti genitori Agatone ed Ippolita. Detto questo ritroviamo la santa in certi episodi che riguardano la basilica di S. Maria a Pugliano in Ercolano (NA); verso la metà del secolo XVII all’epoca di papa Alessandro VII, fu donata, come usanza nei secoli passati, al Procuratore Generale dei Carmelitani Scalzi in Roma,  una reliquia insigne di s. Veneranda martire. Questa reliquia fu poi donata a padre Simone dello Spirito Santo, anch’egli carmelitano del convento di Torre del Greco, vicinissimo ad Ercolano; essendo egli molto devoto della cappella dello Spirito Santo posta nella antica basilica, dona come attestato di questa devozione la suddetta reliquia; i fedeli di Ercolano, che allora si chiamava Resina, accolsero con fede e gioia questo dono, anche con pubbliche feste ed eressero nella Cappella dello Spirito Santo anche un altare dedicato a s. Veneranda e instaurando nel paese una forte devozione per la santa martire. La santa è raffigurata su una grande tela della metà del ‘600 posta sopra l’altare, sta in piedi con sulla testa la colomba dello Spirito Santo, con la destra stringe il crocifisso, con la sinistra impugna un bastone da pellegrino e la palma del martirio. La reliquia incastonata al centro di un mezzo busto di rame ricoperto d’argento, fu asportata dai francesi insieme all’argento, durante la battaglia del 14 giugno 1799, al tempo della repubblica Partenopea; nella basilica è rimasto solo il mezzo busto di rame. Nella città di Ercolano vi era una strada intitolata alla santa come pure a lei erano dedicate due chiesette. Sul quadro menzionato vi è la scritta in caratteri greci “Aghia Paraskebe” e poi in italiano “S. Veneranda v. m.”; questo conferma che anche in Oriente vi è un culto per questa santa, che importanti testi agiografici dicono che è Santa Parasceve, martire sotto Antonino Pio verso il 160 e celebrata il 26 luglio e che nell’Italia Meridionale è venerata con i nomi di s. Venera, Veneria o Veneranda.
La leggenda narra che Santa Venera, dotta nelle Sacre Scritture ed accesa di zelo, abbandonò la sua casa e si diede all'evangelizzazione. Dalla Gallia, andò di città in città e venne anche a Grotte. Qui predicò, e visse in una grotta posta dove sorgeva la casa Marrelli, nel Corso Garibaldi. Attratta dall'ospitalità, dalla fede e dal profondo disagio in cui viveva la popolazione locale, espresse il desiderio di restare a Grotte, che, a quei tempi, contava poche centinaia di famiglie. Le sue frequenti visite al capezzale dei malati lasciavano una persistente scia di profumo di rose. Rapita nottetempo, venne portata ad Acireale. Fu sottoposta al martirio tramite immersione in olio bollente, da cui uscì più bella di prima, e decapitazione. Il suo corpo venne deposto nelle catacombe di Santa Domitilla. Santa Venera è la patrona di Grotte. La sua palma è intrecciata da una triplice corona ad indicare che fu Vergine, Apostola e Martire.

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