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Zenzero

Maremme Cisse |
Anche se leggere è un gesto solitario, una gioia personale e intima,
nondimeno nascono e crescono, dappertutto, anche in rete, i circoli o gruppi
di lettura, aggregazioni di intelletti e di anime che si attraggono e si
coagulano per affinità, per piacere, per interessi condivisi.
Leggere è un incontro con te stesso in un mondo altro dal tuo che però,
pagina dopo pagina, ti diventa così familiare da non volerlo più lasciare e
finisce per penetrare e confondersi nel paesaggio della tua anima.

(Circolo dello
Zenzero)
È un’esperienza che può essere difficile da spiegare. Tuttavia, quando leggi
un libro bello, bellissimo, allora è come ricevere una buona novella, senti
l’urgenza di diffonderla, non puoi tenerla solo per te, perché è così, la
gioia condivisa si raddoppia.
Ma c’è un problema: non puoi farne parte a chicchessia, sarebbe come
spogliarsi in pubblico e per spogliarsi c’è bisogno di intimità, di fiducia.
Ed ecco che nascono i gruppi di lettura, che altro non sono che gruppi di
simili, di pari, di spiriti complementari.
Almeno per me, è questo il loro senso più profondo e autentico.
Tra tanti, uno, in particolare, ha attratto la mia attenzione e ho deciso di
farne parte, dopo una vita di solitarie letture, iniziando un percorso assai
intrigante.
Si tratta del Circolo dello Zenzero, un gruppo di lettura ad alta voce che
si riunisce, con cadenza mensile, nientedimeno che attorno alla tavola di un
piccolo e grazioso ristorante - Ginger-people&food - di Agrigento.
Un luogo di convivialità molto peculiare della nostra città, con una storia
dietro che è, già di per sé, un romanzo.
Protagonista una donna, la chef pluripremiata Mareme Cisse, nata e cresciuta
in Senegal ma stabilitasi ad Agrigento da molti anni e qui circondata da un
gruppo di amici - italiani e stranieri - intelligenti, affettuosi e tenaci
che le hanno dato una mano, costruendo insieme una realtà umana, sociale e
lavorativa generatrice di valore ideale e di opportunità concrete di
occupazione.

(Maremme
Cisse)
Una storia davvero bella di integrazione, di crescita, di incontro tra
culture diverse che, quando ti viene raccontata, ti circonda come un
abbraccio e che è pure diventata un libro - Sogni di Zenzero, Slow
Food editore - scritto dalla stessa Mareme Cisse insieme alla giornalista
siciliana Lidia Tilotta.
Nelle nostre cene letterarie (ma ci sono anche le merende) facciamo quello
che, in fondo, gli uomini hanno sempre fatto, in tempi e modi diversi:
condividiamo storie e cibo, nutriamo corpo e mente, che è ciò che,
antropologicamente e culturalmente, ci connota come esseri umani, fin dalla
notte dei tempi, permettendo alla vita di perpetuarsi.
Mangiare insieme, parlando di una storia letta, contenuta in un libro, è
un’esperienza di felicità.
È un antidoto alla solitudine.
È un atto di resistenza umana e civile.
È un gesto di protezione di quel senso di comunità che senti sgretolarsi
intorno a te, spesso nella follia e nell’orrore che quotidianamente ci
aggrediscono.
Anche se, per me, leggere rimarrà sempre un atto necessario personale,
intimo e solitario, condividerne le emozioni, le riflessioni, la lettura ad
alta voce - entrando in contatto d’anima e di intelligenza con qualcun altro
- è un gesto fondamentale di amicizia e anche di pace, che inizia dagli
Individui e si espande, lento ma inarrestabile, ai Popoli tutti.
Linda Criminisi
1
febbraio
2026
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