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Marzo 2026

 

18/03/2026

Referendum. "L'indipendenza dei magistrati non è un privilegio: è una garanzia per i cittadini"; di Piero Calamandrei

 


Calamandrei

In merito al dibattito in atto sul tema referendario proponiamo, di seguito, l'intervento di Piero Calamandrei all'Assemblea Costituente, del 27 novembre 1947.

*****

«Si è parlato, in questi giorni, da vari oratori, del pericolo che la magistratura diventi un "quarto potere"; si è parlato del pericolo che la magistratura diventi una casta chiusa, uno Stato nello Stato, una specie di cittadella inespugnabile, sottratta ad ogni controllo della sovranità popolare.
Ebbene, onorevoli colleghi, io credo che queste preoccupazioni siano smentite dalla struttura stessa che noi abbiamo dato a questo progetto. Noi abbiamo voluto che la magistratura fosse indipendente, ma non abbiamo voluto che fosse separata dalla nazione. L'indipendenza che noi rivendichiamo per i magistrati non è un privilegio dei magistrati: è una garanzia dei cittadini.
Perché il cittadino sia libero, occorre che il giudice sia indipendente.
Ma v'è un punto su cui la discussione è stata più viva: quello del Pubblico Ministero. Si è detto da alcuni: "Sia pure l'indipendenza per il giudice che giudica; ma il Pubblico Ministero, che è il promotore della giustizia, che è l'organo che deve dare l'impulso al processo, deve essere in qualche modo collegato al Potere esecutivo".
Noi abbiamo risposto di no. Abbiamo risposto che anche il Pubblico Ministero deve essere un magistrato; che anche il Pubblico Ministero deve avere le stesse garanzie di indipendenza del giudice. Perché se voi lasciate il Pubblico Ministero sotto la dipendenza del Governo, voi venite a mettere la giustizia penale sotto la dipendenza della politica.
Se il Pubblico Ministero deve attendere un cenno del Ministro per sapere se deve o non deve iniziare un processo penale contro un uomo politico, se deve o non deve insistere nell'accusa, in quel momento la giustizia penale è finita, e la libertà del cittadino è perduta.
Il Pubblico Ministero, nell'ordinamento che noi abbiamo tracciato, non è l'avvocato dell'accusa: è un magistrato, il quale ha l'obbligo di cercare la verità, anche se la verità giova all'imputato.
Egli appartiene all'ordine giudiziario; egli respira la stessa aria di imparzialità che respira il giudice.
Questa è l'unità della magistratura che noi abbiamo voluto difendere: l'unità che deriva da una comune cultura, da un comune concorso, da una comune coscienza di magistrato che non deve servire nessun altro padrone se non la legge».
Piero Calamandrei

Redazione
18 marzo 2026
  

 

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18/03/2026

Chiesa. Parrocchia Madonna del Carmelo: triduo in onore di San Giuseppe

 

Parrocchia Madonna del Carmelo: triduo in onore di San Giuseppe
Locandina

La parrocchia Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, a Grotte, ha reso note le attività previste per ricordare San Giuseppe, patrono dei papà. Il parroco don Sergio Sanfilippo invita la comunità a partecipare ai momenti di preghiera che si tengono in chiesa in questi giorni.

Parrocchia Madonna del Carmelo: triduo in onore di San Giuseppe
(Locandina)

Dallo scorso lunedì 16 a oggi, mercoledì 18 marzo, è in svolgimento un triduo di preghiera, secondo questi orari:
- ore 17.15, preghiera del santo Rosario dedicata a San Giuseppe;
- ore 18.00, celebrazione della santa Messa.
Per la giornata di giovedì 19 marzo - festa liturgica di San Giuseppe - sono previsti due diversi momenti:
- ore 09.00, celebrazione della prima santa Messa del mattino;
- ore 18,00, santa Messa solenne presieduta da don Salvatore Raso, assistente spirituale diocesano dei gruppi di Volontariato Vincenziano.

  
Redazione
18 marzo 2026 
        

 

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17/03/2026

Iniziative. Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"

 

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
Guarda il video

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
2006: inaugurazione

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
Con don Baldo Reina

Giovedì 19 marzo 2026 - Festa di San Giuseppe - l’attività commerciale gestita dalla famiglia Agnello raggiunge il traguardo dei vent’anni di lavoro (guarda il video). Ai microfoni di Carmelo Arnone, l’imprenditrice Anna Agnello ha raccontato come questa realtà sia cresciuta nel tempo, partendo da un percorso iniziato molto prima, nel 1975.

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
(Guarda il video)

In quell’anno i suoi genitori aprirono “Il Mercatino” in piazza Marconi, a Grotte, che si occupava principalmente della vendita di polli allo spiedo.
Oggi l’impresa coinvolge diverse persone della famiglia, tra cui le sorelle Patrizia ed Helenia e i cognati, che portano avanti i valori trasmessi dai fondatori.
Nel corso degli anni la struttura ha cambiato diverse insegne, sino ad arrivare all’attuale collaborazione con la famiglia Radenza.
Secondo quanto spiegato da Anna Agnello, il lavoro si basa sulla collaborazione di una squadra affiatata e sul rapporto di fiducia costruito con i cittadini.
Oltre agli abitanti di Grotte, il supermercato è frequentato regolarmente anche da persone che arrivano dai comuni vicini, come Racalmuto e Comitini.
Per ricordare questo traguardo sono state previste alcune giornate particolari, da giovedì a sabato.
Nella mattina di giovedì 19 marzo è prevista una colazione per accogliere chiunque voglia passare in negozio. Inoltre, per tre giorni sarà disponibile un volantino con prezzi scontati e verrà consegnato un piccolo regalo a chi andrà a fare la spesa.
L'invito della famiglia Agnello è rivolto a tutti coloro che negli anni hanno sostenuto l'attività con la loro presenza.
Nel video, l'intervista ad Anna Agnello
- guarda il video - (riprese © a cura di Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione

17 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
Vietato l'utilizzo dell'articolo tramite copiatura o modifica attraverso programmi di intelligenza artificiale.

        

 

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17/03/2026

Referendum. "Una possibile mutazione genetica della magistratura; inviterei alla riflessione"; del dott. Filippo Lo Presti

 

Dott. Filippo Lo Presti
Dott. Lo Presti

Consegna della Costituzione ai neo diciottenni
Cerimonia

Il dott. Filippo Lo Presti - giudice presso il Tribunale di Palermo - ci offre degli spunti di riflessione in merito al dibattito in atto sul tema referendario.

*****

Egregio Direttore (carissimo Carmelo),
scrivo queste poche righe con un po' di timidezza e con la consapevolezza che nel delicato contesto attuale ogni “fuoriuscita” pubblica porta con sé, innanzitutto, il rischio grave della vanità personale - che ho sempre cercato di rifuggire - e più in generale, quello dell’essere strumentalizzati, disprezzati da parte di chi la pensa diversamente (mi sembra che ormai il livello sia quello, del disprezzo, appunto) o, peggio ancora, della ritorsione (a ogni livello).
I magistrati singoli o associati, si dice, non dovrebbero interferire nel dibattito, avendo giurato di obbedire alla legge qualunque essa sia. La sovranità appartiene al Popolo rappresentato nel Parlamento, punto e basta.
Condivido tale impostazione, consapevole di aver giurato sulla Costituzione democratica, pluralista, emersa dalle ceneri di un totalitarismo finalmente superato.
Qui però, si tratta di altro! Si tratta, molto probabilmente, di una possibile mutazione genetica della magistratura
.

Consegna della Costituzione ai neo diciottenni
(Cerimonia di consegna della Costituzione ai neo diciottenni, 11 ottobre 2025)

Perciò, nonostante io sia un magistrato giudicante, ho deciso di superare le iniziali remore: ed eccomi qui coinvolto volontariamente all’interno di una campagna referendaria che, avendo risvegliato il più che naturale e istintivo timore verso il giudizio, è alimentata dal sospetto contro coloro che umanamente esercitano il potere giudiziario.
Premetto che la terribilità del giudizio è percepita in tutta la sua serietà e severità anche dai giudici e dai pubblici ministeri. Nessuno giudica a cuor leggero o “a piacere”; la decisione è sempre frutto di regole trasparenti, preesistenti, la cui interpretazione finale rispetto al singolo caso concreto costituisce approdo di una dialettica razionale, non sentimentale, che coinvolge tutti gli interessati.
Approfittare della campagna referendaria per una generica e spesso pericolosa critica nei confronti della magistratura è stato un modo per snaturare il dibattito, distraendolo dalle tematiche veramente sensibili: nulla questa riforma ha a che fare con l’efficienza o con la “giustizia” dei processi.
Tra i temi che classicamente animano il dibattito sulla giustizia, la riforma costituzionale ne intercetta soltanto su alcuni:
1) separazione delle carriere - MA SI BADI - senza mutamento della funzione dei PM (e qui secondo me si cela una certa ambiguità);
2) funzionamento del CSM con particolare attenzione prospettica a come si decideranno gli avanzamenti di carriera (e relativa elezione dei componenti, questione che però non mi appassiona);
3) concentrazione del potere disciplinare in capo a un nuovo Organo costituzionale (questione ovviamente pregiudiziale rispetto alla seconda).
Per me, che sono grottese, sono anche temi “racalmutesi”, cioè sciasciani. Sciascia è stato notoriamente critico verso un uso imprudente del potere di indagine (penso, tra l’altro, alla prefazione Sellerio alla Storia della colonna infame di Manzoni e ai suoi interventi sul caso Tortora) e ancor più critico rispetto alle logiche, talvolta impiegate, nel decidere l’avanzamento in carriera dei magistrati (basti rileggere le sue pagine contro i “professionisti dell’antimafia”).
Ebbene: il punto è che, con riguardo a tali argomenti, a seconda di come si intervenga normativamente, l’effetto può essere - oppure no - quello di una vera e propria “mutazione genetica” della funzione giurisdizionale.
Ho ascoltato e letto con interesse alcuni studiosi, secondo i quali votare Sì servirebbe, in fin dei conti, a un “cambio di mentalità”. E, invero, non vedo ragioni tecniche che giustifichino davvero la separazione delle carriere lasciando le funzioni invariate - se non una, importantissima: creare il presupposto logico per scindere e riorganizzare gli snodi dell’autogoverno e, soprattutto, della giurisdizione disciplinare, esternalizzando il relativo potere, per poi scomporlo mediante collegi composti separatamente da PM e giudici.
L’art. 105 della Costituzione che verrà, infatti, è molto chiaro sul punto (anche se non se ne parla): con l’impiego della disgiuntiva “o” stabilisce la futura articolazione dell’Organo tra collegi costituiti per giudicare i PM (3 PM e 6 membri eletti dal Parlamento) e collegi chiamati a giudicare i giudici (6 e 6). E ciò con buona pace di quanto sin qui detto nel dibattito pubblico circa la maggioranza comunque garantita ai magistrati nel loro organo di “auto disciplina”; la maggioranza non ci sarà mai, punto.
Cambio di mentalità dicevo. Io, per natura, sono propenso ai cambiamenti di mentalità ma ho bisogno di rifletterci molto e di capire bene.
Se si parla di “cambio di mentalità”, allora conviene partire dal tema-base: separare le carriere dei magistrati del Pubblico Ministero da quelle dei giudicanti senza cambiare anche la funzione dei primi. Già questo, confesso, fatico a comprenderlo fino in fondo: mi sembra la forma di un’incompiuta destinata, prima o poi, a compiersi.
Allo stato, separare le carriere significa soprattutto incidere sull’autogoverno: due Consigli, programmi organizzativi degli uffici, regole di accesso e di formazione, percorsi separati nella Scuola Superiore della Magistratura. E significa interrompere un ciclo virtuoso che ha consentito a sensibilità diverse - fuori dal processo - di confrontarsi mantenendo un’unitaria “mentalità della prova”.
Ed ecco quella che mi pare l’eterogenesi dei fini: il cambio di mentalità potrebbe incidere proprio su ciò che oggi consente, non di rado, al PM di chiedere l’assoluzione anche dopo avere chiesto (e magari ottenuto) una cautelare. È noto agli addetti ai lavori - benché oggi, per spirito di propaganda, se ne tenga poco conto - quanto sia diversa la limitazione temporanea della libertà del “presunto innocente gravato però da indizi seri” dalla condanna al carcere di chi risulti colpevole oltre ogni ragionevole dubbio, all’esito del processo. Gli indizi gravi valutati in indagine, infatti, non sempre si sviluppano in prove nel dibattimento.
E allora mi pongo domande concrete: come verrà regolato l’accesso in magistratura per i PM? Come il Consiglio dei soli pubblici ministeri organizzerà i propri uffici? Come opererà, in concreto, il PM nel processo? Siamo sicuri che questo cambio di mentalità non si tradurrà, per il PM, in un modo nuovo e inaspettato di esercitare la funzione?
Il PM è già oggi parte - parte uguale al difensore - perché gravato (più del difensore, data la presunzione di innocenza) dall’onere della prova e dal rispetto delle regole processuali. Ma, anche così, deve restare “terzo” durante tutto il procedimento: operare senza passione, per la ricerca della verità. A differenza del difensore o dell’imputato, non può ricostruire i fatti secondo un’elaborazione utile alla propria tesi; deve attenersi alla verità dei fatti.
Come si compirà, infine, lo sviluppo della riforma?
Su questo rifletto, anche alla luce del contesto che percepisco.
E su questo - se posso permettermi - inviterei alla riflessione, caro Direttore.
Mi spingo persino oltre, prendendomi il lusso di suggerire, ancora una volta, la lettura di Sciascia e, in particolare, di Porte aperte.
Un abbraccio.

Filippo Lo Presti

17 marzo 2026
© Riproduzione riservata
  

 

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15/03/2026

Volontariato. 36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi

 

36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi
Guarda il video

36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi
Foto di gruppo

Stamattina, domenica 15 marzo 2026, l’Aula consiliare “Antonio Lauricella” del Comune di Grotte ha ospitato la 36ª Assemblea Provinciale dell’Avis di Agrigento (guarda il video). Accolti dal Presidente dell'Avis di Grotte, Pietro Zucchetto, i delegati hanno partecipato ai lavori alla presenza del presidente provinciale Domenico Allegro e del presidente Avis regionale della Sicilia Salvatore Calafiore.

36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi
(Guarda il video)

Durante la riunione, i rappresentanti dell’associazione e le autorità locali si sono confrontati sulle attività svolte e sui risultati raggiunti nella raccolta di sangue sul territorio.
Uno dei punti centrali dei saluti iniziali ha riguardato la crescita costante delle donazioni nel comune di Grotte. Come sottolineato dal sindaco Alfonso Provvidenza e dal presidente dell’Avis locale, Pietro Zucchetto, i dati mostrano un impegno concreto dei cittadini: nel 2025 sono state raccolte 554 sacche di sangue, superando l'obiettivo delle 500 sacche raggiunto l'anno precedente. Questo incremento è stato possibile grazie all'introduzione di turni di donazione pomeridiani durante i giorni feriali.
Il presidente del Consiglio comunale, Angelo Carlisi, ha evidenziato come l’attività dell’Avis rappresenti un esempio pratico di collaborazione tra pubblica amministrazione e terzo settore. L’assessore Giusy Minneci ha confermato la disponibilità dell’Amministrazione comunale a sostenere i volontari, mettendo a disposizione gli spazi istituzionali per favorire la cultura del dono.
Figura chiave per la nascita dell'Avis di Grotte, avvenuta nel 2019, è stato Pietro Zucchetto - primo ed attuale presidente comunale -.
Presenti i vertici del Direttivo provinciale e numerosi rappresentanti delle sezioni comunali del territorio, arrivati anche da paesi distanti come Bivona, Santo Stefano Quisquina e Campobello di Licata.
Nel corso dei vari saluti iniziali, un passaggio significativo è stato dedicato alle famiglie dei volontari. È stato infatti espresso un ringraziamento particolare ai coniugi dei donatori e dei dirigenti, il cui supporto quotidiano è ritenuto indispensabile per permettere ai soci di dedicare tempo e fatiche alle attività associative.
L'assemblea si è conclusa con l'auspicio di continuare a migliorare i risultati provinciali attraverso il confronto tra le diverse sedi comunali. L'obiettivo resta quello di rafforzare il senso di comunità e garantire una risposta sempre più efficace ai bisogni sanitari attraverso la donazione di sangue.
Nel video, in ordine: i saluti del sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, del presidente del consiglio comunale Angelo Carlisi, dell'assessore al Volontariato Giusy Minneci, del presidente Pietro Zucchetto; intervento (sintesi) del presidente AVIS provinciale Domenico Allegro
- guarda il video - (riprese © a cura di Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Carmelo Arnone

15 marzo 2026
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15/03/2026

Politica. "Invitare i cittadini a votare pro o contro la magistratura non ha senso; solo degli imbecilli potevano riuscirci"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

La Costituzione non è intoccabile. Madri e padri costituenti hanno previsto, in modo lungimirante, che potesse essere modificata in ragione del mutare dei tempi, prevedendo, però, alcuni accorgimenti e garanzie per evitare che una maggioranza risicata potesse piegarla ad interessi di parte.
Tra questi il ricorso al referendum confermativo in caso di approvazione di una legge di rango costituzionale senza una maggioranza qualificata in parlamento.
Prima del governo Meloni altri hanno tentato, fallendo alla prova del voto popolare.
È probabile che anche stavolta finisca allo stesso modo, ma in ogni caso, rimane aperta una questione di fondo: destra e sinistra si equivalgono nell'incapacità di trovare una larga intesa per correggere ciò che obiettivamente andrebbe rivisto.
La necessità di accelerare i tempi delle decisioni, del percorso di approvazione delle leggi, ad esempio, meriterebbe una rivisitazione del bicameralismo perfetto.
Queste ed altre modifiche andrebbero concordate, come andrebbe concordata, senza toccare la costituzione, una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliersi i parlamentari attraverso le preferenze.
Purtroppo il livello della classe politica è sceso talmente in basso che il confronto è ridotto ad un teatrino che non riesce più a guardare agli interessi del Paese.
È sinceramente imbarazzante ascoltare ministri della difesa o degli esteri che balbettano idiozie di fronte di crisi internazionali gravissime o deliranti capi di gabinetto del ministro della Giustizia che definiscono la magistratura "plotone d'esecuzione".
Ed è altrettanto imbarazzante un'opposizione che si ostina a difendere l'esistente senza comprendere che la società e il mondo sono profondamente cambiati o che non tutti i magistrati sono eroi e in buona fede.
Fra una settimana voteremo per un referendum su una riforma che è profondamente sbagliata, non perché alcune storture non andrebbero corrette, ma perché lo si vuole fare nel modo peggiore.
Un po' di buon senso avrebbe evitato di invitare i cittadini a pronunciarsi pro o contro la magistratura, cosa che in un paese civile e democratico non ha assolutamente senso.
Solo degli imbecilli potevano riuscirci e in queste settimane di campagna elettorale ne abbiamo ascoltati a bizzeffe.
Se la riforma dovesse essere approvata dalla maggioranza di chi andrà a votare, comincerà un percorso che punta ad assoggettare i giudici al potere dell'esecutivo. Se dovesse essere bocciata, come pure è auspicabile, rimarrebbe aperta la questione di come ricondurre la magistratura nell'alveo delle prerogative che la Costituzione aveva affidato loro e che, da alcuni decenni, sono obiettivamente trasondate.
In ogni caso, nessun problema verrà risolto: non quello dell'efficienza e della celerità della giustizia, non quello della corruzione e dell'incapacità dei politici e soprattutto non quello della tutela dei più deboli dallo strapotere dei potentati economici che controllano l'economia e ai quali magistratura e politica sono ormai asserviti.
È sul terzo articolo della Costituzione che dovremmo invece riflettere: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali?
Sono stati rimossi tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana?
Ecco, la Costituzione non è intoccabile, andrebbe attuata e attualizzata, ma chi dovrebbe farlo?
Certo non i dirigenti di questa destra che faticano a riconoscervisi e purtroppo non i dirigenti di questa sinistra che hanno dimenticato che la propria missione non è quella di tutelare i propri privilegi.

  
Enzo Napoli
15 marzo 2026
  

 

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15/03/2026

Iniziative. Il regista Leandro Picarella al "Cineforum - Città di Grotte" 2026

 

Il regista Leandro Picarella al "Cineforum - Città di Grotte" 2026
Locandina

Giovedì 19 marzo 2026, alle ore 08.30, all'interno del plesso "V. E. Orlando" in Via Acquanova a Grotte si terrà la proiezione della pellicola "Sciatunostro", l'ultima opera del regista Leandro Picarella. L’iniziativa è inserita nella programmazione del Cineforum "Città di Grotte" 2026 ed è stata organizzata dall'Associazione "Nino Martoglio" di Aristotele Cuffaro, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di Racalmuto e Grotte guidato dalla dirigente scolastica prof.ssa Carmen Campo. Il film, prodotto da Qoomoon insieme a Rai Cinema e Albedo Production, arriva sullo schermo dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025.

Il regista Leandro Picarella al "Cineforum - Città di Grotte" 2026
(Locandina)

Leandro Picarella, nato ad Agrigento nel 1984, è un regista e sceneggiatore che ha incentrato gran parte del suo lavoro sul rapporto tra l'uomo, il mito e i territori della Sicilia. Dopo una formazione in Musicologia e Cinema a Palermo e Firenze, si è diplomato in Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra i suoi lavori più noti si ricordano: Triokala (2015), un documentario che esplora il confine tra religione e magia in un piccolo borgo siciliano, e Divinis (2020), opera che continua la sua indagine antropologica e poetica sulla realtà dell'isola. Il suo stile è caratterizzato da una narrazione lenta e curata, che preferisce l'osservazione dei luoghi e dei gesti quotidiani rispetto ai ritmi frenetici del cinema commerciale.
Il titolo del film, "Sciatunostro" (termine che in siciliano significa letteralmente "respiro nostro", usato spesso come espressione di affetto profondo), anticipa i temi della pellicola. Il racconto si sviluppa come una riflessione sulla memoria collettiva e sulle radici di una comunità. Attraverso immagini che fondono il documentario e la finzione, Picarella esplora il legame tra le generazioni e il respiro vitale che unisce le persone ai luoghi che abitano. È un viaggio visivo che cerca di dare un volto e una voce a ciò che resta delle tradizioni in un mondo che cambia velocemente
. 
  
Carmelo Arnone
15 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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14/03/2026

Università. Auguri alla dott.ssa Amalia Vella, per la sua laurea magistrale

 

La dott.ssa Amalia Vella
Dott.ssa Vella

Un nuovo traguardo accademico per la dott.ssa Amalia Vella che lo scorso mercoledì 11 marzo 2026, ha conseguito la laurea magistrale in Biologia Molecolare e della Salute presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell'Università degli Studi di Palermo, con il voto finale di 110/110 con lode.

La dott.ssa Amalia Vella
(La dott.ssa Amalia Vella)

La dott.ssa Vella ha discusso una tesi, presentata dalla relatrice prof.ssa Simona Terzo, dal titolo "Effetti neuroprotettivi del frutto di Opuntia Ficus-Indica in topi con obesità dieta indotta: ruolo del microbiota intestinale".
Dalla nostra Redazione, ai genitori Pietro e Nuccia vivissime congratulazioni; alla dott.ssa Amalia Vella, i migliori auguri per un radioso proseguimento di carriera e i complimenti per il brillante risultato raggiunto.

  
Redazione
14 marzo 2026 
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14/03/2026

Iniziative. A Grotte la terza edizione della Mostra dedicata alle tradizioni pasquali

 

A Grotte la terza edizione della Mostra dedicata alle tradizioni pasquali
Locandina

Domenico Vizzini e Nicolas Salvaggio
Vizzini e Salvaggio
 

La Chiesa del Purgatorio di Grotte sarà ancora la cornice della terza edizione della "Mostra Pasquale". L’iniziativa è curata e organizzata dall'APS "Gruppo dei Giudei  - Andrea Infantino" e dall'Associazione "Santa Venera Città di Grotte", con l'obiettivo di esporre al pubblico elementi significativi della tradizione locale legata alla Settimana Santa.

A Grotte la terza edizione della Mostra dedicata alle tradizioni pasquali
(Locandina)

L'allestimento, anche quest'anno, è affidato a Domenico Vizzini e Nicolas Salvaggio, che si sono occupati della disposizione degli oggetti e dei materiali all'interno dell'edificio sacro.
Le due edizioni precedenti hanno riscosso notevole interesse da parte della comunità, nonché degli emigrati e dei numerosi turisti che, in occasione delle rappresentazioni della Settimana Santa, vengono in paese.
Nella precedente esposizione erano stati mostrati gli abiti storici utilizzati dal Gruppo dei Giudei "Andrea Infantino", insieme a una serie di documenti e fotografie d'epoca che raccontavano la storia delle rappresentazioni sacre nel comune. Anche per questa nuova edizione, l'intento resta quello di offrire un percorso visivo che permetta di osservare da vicino i simboli della Pasqua grottese. Accanto ai costumi di scena utilizzati nelle rappresentazioni, la vera protagonista della mostra è senza dubbio la storica Urna. Questo manufatto di grande valore affettivo e culturale, un tempo fulcro delle processioni del Giovedì e del Venerdì Santo sino alla metà del secolo scorso, viene eccezionalmente esposto al pubblico, offrendo uno sguardo inedito su un passato di devozione popolare.
L'apertura è fissata per sabato 28 marzo 2026, a partire dalle ore 19.00. Una volta inaugurata, la mostra resterà aperta alle visite ogni giorno sino a domenica 5 aprile
. 
 

Carmelo Arnone
14 marzo 2026   
© Riproduzione riservata
  

 

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14/03/2026

Chiesa. Dal 20 marzo, esercizi spirituali in Chiesa Madre con padre Emanuele Zippo

 

Dal 20 marzo, esercizi spirituali in Chiesa Madre con padre Emanuele Zippo
Locandina

La comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Grotte, guidata dal parroco don Salvatore Zammito, vivrà un periodo di riflessione e preghiera in preparazione alla Pasqua. Da venerdì 20 a domenica 22 marzo 2026, si terranno gli esercizi spirituali di Quaresima, dettati da padre Emanuele Zippo.
Padre Zippo ricopre i ruoli di Rettore del Santuario dell'Addolorata e Superiore dei Padri Passionisti a Mascalucia, oltre a essere esorcista per la diocesi di Catania. Sarà lui a tenere tutte le catechesi previste dal programma
.

Dal 20 marzo, esercizi spirituali in Chiesa Madre con padre Emanuele Zippo
(Locandina)

Il calendario degli incontri è suddiviso nelle tre giornate.
Venerdì 20 marzo, le attività iniziano nel pomeriggio, alle ore 17.30, con il santo Rosario animato da padre Zippo. Seguirà, alle 18.00, la santa Messa accompagnata dalla prima catechesi. Dalle 19.00 alle 20.00 è previsto uno spazio dedicato all'adorazione personale del Santissimo Sacramento e alle confessioni con il predicatore. La giornata si concluderà alle ore 21.00 con la preghiera di lode.
Sabato 21 marzo, si comincia alle ore 09.00 con le Lodi, la santa Messa e la seconda catechesi. Successivamente, dalle 10.00 alle 12.00, ci sarà un nuovo momento di adorazione e la possibilità di confessarsi. Alle 12.00 si reciterà l'Angelus. Nel pomeriggio, alle 15.30, il gruppo parrocchiale e padre Zippo guideranno la coroncina alla Divina Misericordia. Dalle 16.00 alle 18.00, oltre all'Adorazione e alle confessioni, padre Zippo sarà disponibile per la direzione spirituale. Alle 18.00 si terrà la santa Messa con la terza catechesi e, alle 20.00, la giornata terminerà con una veglia mariana.
Domenica 22 marzo, conclusione del percorso spirituale. Alle ore 11.00 padre Emanuele Zippo celebrerà la santa Messa dedicata ai bambini e alle loro famiglie. Durante questa celebrazione verrà consegnata la Bibbia ai bambini che frequentano la terza classe elementare.
L’iniziativa è stata predisposta dal parroco della comunità, padre Salvatore Zammito, per offrire ai fedeli un tempo di raccoglimento e approfondimento spirituale.

  

Redazione
14 marzo 2026
     

 

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13/03/2026

Dialoghi. "Il sorteggio diventa la metafora della Donna di Siviglia"; di Giuseppe Castronovo

 

Dialoghi

Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.

Al Circolo della Concordia in questi ultimi giorni ci siamo confrontati sulla riforma sulla giustizia sottoposta a referendum costituzionale confermativo che si svolgerà il 22 e il 23 marzo. Abbiamo preso in particolare esame il tema del sorteggio quale rimedio per superare le criticità emerse con lo "scandalo Palamara" e garantire una gestione delle carriere e nomine dei magistrati più equilibrata e trasparente. Il criterio del sorteggio è stato energicamente osteggiato dai magistrati perché incide su un sistema di autogoverno tendenzialmente fondato sul voto, mentre il sorteggio mette in discussione il ruolo sinora svolto dalle correnti presenti in seno alla magistratura che provocarono lo "scandalo Palamara". La riforma riguarda quindi le sole modalità per l'individuazione dei soggetti chiamati a far parte dei nuovi organi di autogoverno; e ciò al fine di ridurre il rischio che le decisioni siano influenzate più che dal merito dalle logiche di appartenenza a questa o a quella corrente.
Giuseppe Castronovo

"IL SORTEGGIO DIVENTA LA METAFORA DELLA DONNA DI SIVIGLIA"

- Totò: Amici, incomincio ad essere più confuso del solito.

- Renzo: A che proposito?

- Totò: Il magistrato Di Matteo intervistato tempo addietro da Liliana Milella per il quotidiano Repubblica, a proposito delle procedure seguite al Consiglio Superiore della Magistratura per il conferimento degli incarichi ai magistrati, ebbe a rispondere in modo così perentorio: “Le correnti? Metodo mafioso seguire l’appartenenza per le nomine”. Ora la riforma della Giustizia del Ministro Nordio elimina l’attuale procedura, che prevede la votazione, e introduce il sorteggio al posto delle votazioni.

(NdR.: già in data 3 luglio 2021 il dott. Nino Di Matteo, con una nota diffusa alle principali agenzie di stampa ANSA e Adnkronos, e ripresa dai maggiori quotidiani nazionali - Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Corriere della Sera - aveva dichiarato: "Diffido chiunque dallo strumentalizzare la mia immagine e le mie dichiarazioni per finalità che non mi appartengono e che non condivido. La mia proposta di sorteggio temperato per l’elezione del Csm è finalizzata esclusivamente a recidere il legame tra eletti ed elettori e a liberare il Consiglio dal peso delle correnti, ma non può essere utilizzata per sostenere iniziative che, a mio avviso, mirano a ridimensionare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura").

- Santo: Quindi?

- Totò: Ecco l’inversione a U di Di Matteo: boccia la proposta Nordio e ritorna al vecchio  metodo, da lui stesso definito “mafioso”, della scelta tramite votazione.

- Totò: Altrettanto dicasi dell’attuale Procuratore di Napoli Nicola Gratteri il quale già nel 2002, intervenendo sulla rete LA 7, al programma OTTO e ½ ad un confronto con l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli proprio su questo tema, ebbe così a dire: “L’unico modo per togliere potere alle correnti, l’unica via d’uscita è il sorteggio”. Proprio il Gratteri che questa volta, ricorrendo anche lui ad una inspiegabile inversione a U come Di Matteo, infiamma la campagna referendaria difendendo a spada tratta il metodo della votazione e respingendo il sorteggio.

(NdR.: a gennaio 2026 il dott. Nicola Gratteri, con dichiarazione rilasciata durante interventi televisivi e interviste, dichiarava: "È gente in malafede, l'ho detto almeno dieci volte, lo ripeto l'undicesima. Anni fa ho detto che ero favorevole al sorteggio. Punto. Ma quello di oggi però è un sorteggio truccato". La polemica è nata dalla diffusione di un video del 2021 in cui il dott. Gratteri si diceva favorevole al sorteggio per il CSM. Il fronte del "Sì" ha utilizzato questo filmato per sostenere che lo stesso Magistrato fosse d'accordo con la Riforma Nordio. Il Magistrato ha reagito accusando i promotori di aver estrapolato le sue parole dal contesto originale. Secondo il Magistrato, la riforma non prevede un sorteggio puro tra tutti i magistrati, ma un meccanismo dove la politica sceglie una rosa di nomi da cui poi estrarre, definendolo un sistema che risponde ancora ai "desiderata" dei partiti).

- Ambrogio: non mi sembra fuori luogo chiedere a entrambi un po' di coerenza.

- Santo: Prof. Vezio, cosa ne dice?

- Vezio: Il calendario ci dice che carnevale è finito e siamo già in Quaresima. Il SI di ieri che oggi diventa NO, e non si sa del tutto perché, contribuisce a creare ancor di più la confusione tra gli elettori. Che volete che dica ancora?

- Santo: La sua opinione.

- Vezio: Se proprio devo parlare dico che un po' di coerenza non guasterebbe, se non altro per non confondere ancor di più gli elettori. Ma, amici miei, Il vero scandalo sta nel fatto che adesso tutti coloro che invitano a votare NO tacciono sullo “scandalo Palamara”.

- Santo: Ho sempre sentito parlare di questo “scandalo Palamara” ma non ho ben capito di cosa si tratti. Può relazionarci in merito?

- Vezio: Luca Palamara, figlio dell’ex magistrato Rocco Palamara è un ex magistrato che ha ricoperto anche la carica di Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e di componente  del Consiglio Superiore della Magistratura. È stato oggetto di parecchie inchieste giudiziarie per la sua attività di mediatore tra le correnti della Magistratura. Dalle indagini è emerso come svolgesse una intensa attività di mediazione tra le varie correnti presenti in seno al Consiglio Superiore della Magistratura e tra i partiti presenti in Parlamento al fine di determinare l’assegnazione di rilevanti incarichi di vertice negli Uffici Giudiziari Italiani tra i quali la Procura della Repubblica di Roma. Si trattò di uno scandalo che gettò un’enorme discredito sulla Magistratura a tal punto da indurre alcuni componenti dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura alle dimissioni. In sintesi lo “scandalo Palamara” è stato un vero e proprio vaso di Pandora: ha fatto conoscere come le correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura avessero creato un aggrovigliato sistema di potere per cui nelle nomine l’adesione del candidato da eleggere a questa o a quella corrente contava più del merito. Tutto ciò ha rappresentato il frutto di una vera e propria degenerazione del ruolo svolto dalle correnti operanti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Fu lo stesso Palamara che in un’intervista a Massimo Giletti durante il programma “Non è l’Arena” disse in modo inequivocabile che il conferimento delle cariche “erano frutto di un accordo… i posti di Procuratore della Repubblica sono molto ambiti, sono posti di potere. È vero che il sistema delle correnti penalizza chi non vi appartiene. Negare che le correnti siano una scorciatoia è una bugia. Le correnti della Magistratura nel Consiglio Superiore della Magistratura hanno un peso preponderante”. Nel 2020 gli viene inflitta dal  Consiglio Superiore della magistratura la pena più severa prevista per i magistrati e viene radiato dalla Magistratura, uno scandalo che l’allora vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, espressione del Partito Democratico, Davide Ermini definì “una ferita profonda e dolorosa che richiede una reazione forte e immediata”. La sostituzione dell’elezione con il sorteggio andrebbe nella direzione auspicata a suo tempo anche dall’ex vice Presidente Ermini espressione del Partito  Democratico; Partito che invece oggi rinnega il sorteggio.

(NdR.: a seguito dello scandalo legato alle intercettazioni del 2019 - il cosiddetto "Caso Hotel Champagne" -, il Consiglio Superiore della Magistratura ha adottato nei confronti di Luca Palamara il provvedimento più severo previsto dall'ordinamento disciplinare. Il 9 ottobre 2020 la Sezione Disciplinare del CSM ha disposto la rimozione di Luca Palamara dalla magistratura. Si tratta della sanzione massima, che comporta la perdita definitiva dello status di magistrato. Palamara è stato ritenuto responsabile di aver pilotato indebitamente la nomina del Procuratore di Roma per interessi personali e di aver messo in atto una strategia di screditamento verso altri colleghi - in particolare il procuratore aggiunto Paolo Ielo -. Palamara ha presentato ricorso contro la decisione del CSM, ma il 5 agosto 2021 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza di rimozione, rendendola definitiva. La Corte ha ribadito che il comportamento di Palamara aveva gravemente compromesso il prestigio e la credibilità dell'ordine giudiziario).

- Ambrogio: Ma com’è possibile che, pur dinnanzi a tanto marcio nella gestione della giustizia, Di Matteo, Gratteri e tanti altri rifiutano il sorteggio e privilegiano le nomine? Prof. Vezio può esprimerci la sua opinione?

- Vezio: Amici, il sorteggio, quale criterio per l’individuazione dei componenti dei nuovi organi di autogoverno della Magistratura, previsto dalla legge sottoposta a referendum se l’esito referendario confermerà la proposta Nordio, è diventata purtroppo la metafora della donna di Siviglia.

- Santo: E no, prof.! Questa non l’ho mai sentita. Ci spieghi meglio questa metafora.

- Vezio: A Siviglia c’era una bellissima donna della quale si diceva: “La donna di Siviglia? Tutti la vogliono e nessuno se la piglia”. Così sta avvenendo con il sorteggio: a parole tutti lo vogliono, ma alla fine preferiscono la votazione perché in grado di “facilitare” il conferimento di un incarico di Procuratore, il trasferimento richiesto, etc. etc.

(NdR: in Italia, attualmente, non esistono ordini professionali che utilizzano il sorteggio come metodo ordinario per scegliere il proprio Consiglio Direttivo. La democrazia degli ordini si basa quasi esclusivamente sul metodo elettivo, perché gli eletti rispondono del loro operato agli elettori mentre i sorteggiati non avrebbero alcun mandato, e perché si ritiene che la guida di un ente pubblico - come l'Ordine - richieda capacità manageriali e relazionali che il caso non può garantire).

- Renzo: Ma dopo lo scandalo Palamara, così come da lei illustratoci, possono verificarsi ancora procedure che penalizzano chi non appartiene ad una corrente?

- Santo: Vuol dirci che chi non appartiene ad una corrente è tagliato fuori?

- Vezio: Al momento forse no, ma in futuro, se il referendum bocciasse la riforma Nordio, l’ordine dei Magistrati riprenderebbe fiato e quindi potrebbe ritornare ai vecchi sistemi corruttivi. Nessuno può escluderlo. Caro Santo, caro Renzo ricordate il proverbio “calati juncu ca passa la china”?

- Santo: Si, lo ricordo. Quindi?

- Vezio: Quindi oggi no:la criticità del momento e l’opinione pubblica  attenta più del solito sconsigliano il ricorso a simili operazioni alla Palamara ma domani si. Non a caso il Magistrato Woodcock rispondendo al Senatore di Forza Italia Giorgio Mulè e al giornalista Corrado Formigli durante la trasmissione “Piazza Pulita” del 5 marzo 2026, forse ringalluzzito dai sondaggi di questi ultimi giorni che danno in crescita i contrari alla riforma Nordio, ha così perentoriamente dichiarato:  “il sorteggio non è un sistema di scelta democratico”. Più gravi e più preoccupanti le parole (rectius minacce) rivolte dal Procuratore di Napoli Nicola Gratteri ai giornalisti del quotidiano Il Foglio: “Con voi faremo i conti dopo il referendum”. Chi esercita una funzione così delicata può ricorrere a frasi che paventano in modo così palesemente sinistro e inquietante ritorsioni nei confronti di un organo di stampa? Come inizio di un dopo referendum vinto da quelli del no non è affatto male! Consentitemi un’ultima riflessione.

(NdR: "Prendo atto della ennesima polemica. Però io so bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l'azione civile. Appena avrò un po' di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile". Così, all'ANSA, il procuratore di Napoli Gratteri. "Se l'espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace", ha aggiunto Gratteri. "Questo è il mio pensiero, - sottolinea Gratteri nella dichiarazione all'ANSA - e gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?", conclude).

- Totò: Dica pure.

- Vezio: I magistrati, quasi tutti, hanno studiato anche la tecnica oratoria dell’avvocato Cicerone il quale nel 57 A.C. pronunciò un’orazione, per riavere l’area e i fondi per ricostruire la sua casa confiscatagli durante l’esilio, dal titolo ”De domo sua ad pontifices” (Sulla propria casa al collegio pontificale). È dal titolo di questa orazione che nasce la locuzione “Cicero pro domo sua” per indicare persone con cariche o funzioni pubbliche che nelle loro posizioni di potere si preoccupano un po' troppo nel difendere accanitamente ed anche egoisticamente i propri averi, i propri interessi, le loro posizioni raggiunte tralasciando di curare gli interessi della collettività di cui dovrebbero invece occuparsi innanzi tutto. C’è qualcuno che può negare un certo accanimento dei Magistrati schierati dalla parte del NO nel difendere la votazione e bocciare il sorteggio? Voglio infine ricordare al Magistrato Woodcok che il sorteggio per i Magistrati non sarebbe né un’eccezione né una novità nel nostro ordinamento giuridico. Nei nostri Comuni i Revisori dei Conti vengono estratti a sorte tra coloro che sono scritti in appositi elenchi tenuti nelle Prefetture. Il collaudo delle grandi arterie stradali e dei ponti viene effettuato da professionisti iscritti in appositi albi presso il Ministero delle infrastrutture. Gli scrutatori, che operano nei seggi elettorali, vengono estratti a sorte tra gli iscritti nelle liste elettorali dei rispettivi Comuni. Concludo auspicando che un po' di moderazione e ragionevolezza diventino, in questa circostanza, patrimonio anche dei Magistrati. Hoc est in votis!

(NdR: attualmente nessun componente di uno dei tre poteri dello Stato è sorteggiato: i parlamentari (potere legislativo) vengono eletti; i componenti del Consiglio dei Ministri (potere esecutivo) vengono nominati e ottengono la fiducia - tramite votazione - dal Parlamento; dei 33 componenti del Consiglio Superiore della Magistratura (potere giudiziario), 3 sono membri di diritto:
il Presidente della Repubblica, il Primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione; 20 sono membri "Togati", magistrati eletti dagli stessi colleghi magistrati; 10 sono membri "Laici", professori universitari in materie giuridiche o avvocati con almeno 15 anni di esercizio, eletti dal Parlamento in seduta comune).
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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12/03/2026

Attività. Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo

 

Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo
Direttivo

Si è conclusa nel segno della coesione e del rinnovato entusiasmo l’assemblea elettiva della Delegazione territoriale di Confcommercio Agrigento che raggruppa i comuni di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo. L’incontro, presieduto da Francesco Picarella con il supporto del direttore provinciale Antonio Giardina, si è svolto alla presenza di diversi rappresentanti dei vertici provinciali dell’associazione e ha sancito l’elezione all’unanimità di Gero Niesi quale nuovo presidente della delegazione.

Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo
(Alcuni componenti del Direttivo)

Ad affiancare Niesi nel consiglio direttivo sarà una squadra di delegati composta da Alessandra Marsala, Antonio D’Anna, Alfonso Valenza e Antonio Sorce. Il nuovo organismo è stato designato con l’obiettivo di rafforzare l’azione sindacale e il supporto alle imprese in un’area ritenuta strategica per l’economia della provincia di Agrigento.
Il neo presidente Gero Niesi, già figura di riferimento per il territorio, ha accolto l’incarico con una visione orientata allo sviluppo e alla collaborazione tra imprenditori: "Essere confermato alla guida di questa delegazione è un onore che mi inorgoglisce. Vedere così tanti imprenditori partecipare con questa grinta mi ha galvanizzato: restando uniti, faremo crescere una cultura d’impresa che guarda al bene comune. Chi oggi ha il coraggio di fare impresa merita tutto il sostegno possibile, che io continuerò a garantire con passione infinita".
Niesi ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare ai colleghi delle altre delegazioni, alle federazioni e al patronato 50&Più, sottolineando l’importanza della sinergia interna al sistema Confcommercio.
Un momento significativo ha preceduto i lavori assembleari: la premiazione dell’associata Nicoletta Palumbo Piccionello, fioraia di talento, insignita del prestigioso "Garofano d’Argento".
"Un grazie va anche ad Antonio Alba per l’ospitalità nella suggestiva location dell’incontro e a tutta la famiglia di Confcommercio Agrigento - ha concluso Niesi -. Ora rimbocchiamoci le maniche: il futuro si costruisce insieme, un’impresa alla volta".
Con questa nuova governance, Confcommercio Agrigento ribadisce la propria missione associativa: sostenere capillarmente la crescita e lo sviluppo delle imprese nei territori di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo, rafforzando la presenza dell’associazione nelle comunità locali e promuovendo iniziative a supporto del tessuto economico provinciale.

  

Redazione
12 marzo 2026
     

 

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12/03/2026

Comitini. Operativa la camera PRISMA dell'Osservatorio Astronomico; a maggio l'inaugurazione

 

Osservatorio Astronomico di Comitini
Comitini
 

È operativa da circa un mese la camera PRISMA installata presso l’Osservatorio Astronomico di Comitini, uno strumento scientifico inserito nella rete nazionale dedicata al monitoraggio dei bolidi e alla ricerca di meteoriti.
L’attivazione della camera rappresenta un primo importante passo avanti per il progetto dell’Osservatorio Astronomico, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per la comunità locale, ma anche per la Regione Siciliana, per l’Italia e per il contesto scientifico europeo. In corso i lavori di installazione del telescopio principale e di altri dispositivi scientifici. La struttura, oltre alle attività di ricerca in sinergia con le istituzioni scientifiche, avrà anche una forte vocazione divulgativa e turistica, offrendo a visitatori e appassionati la possibilità di osservare il cielo stellato e conoscere più da vicino il mondo dell’astronomia
.

Osservatorio Astronomico di Comitini
(
Osservatorio Astronomico di Comitini)

L’inaugurazione ufficiale dell’Osservatorio Astronomico di Comitini, con il tradizionale taglio del nastro, è prevista per il mese di maggio. Nel frattempo sono già numerose le richieste di visitatori interessati a scoprire il territorio e a inserire l’osservazione astronomica tra le tappe di una visita nella cittadina.
"Questo progetto dimostra come la collaborazione tra istituzioni e mondo scientifico possa generare opportunità di crescita per il territorio - dichiara il sindaco Nigrelli -. L’Osservatorio Astronomico di Comitini rappresenta non solo un luogo di ricerca, ma anche un importante attrattore culturale e turistico che potrà valorizzare il nostro paese e l’intera area".
Il sindaco Nigrelli ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento agli astrofisici Carmelo Falco e Mario Di Martino, dell'ingegnere Sedita e al tecnico Luigi Bartolomeo per il lavoro svolto e per il contributo scientifico che ha reso possibile l’attivazione della camera PRISMA.
Parallelamente, nell’ambito dei lavori legati al Piano Regolatore Generale (PRG), è già stata prevista - con il supporto tecnico dell'ingegnere Gentiluomo e dell’astrofisico Carmelo Falco - la realizzazione di un planetario accanto all’Osservatorio Astronomico, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le attività di divulgazione scientifica, ricerca e attrazione turistica.
L’Osservatorio Astronomico di Comitini si candida così a diventare uno dei poli astronomici più interessanti del Sud Europa, contribuendo alla diffusione della cultura scientifica e alla promozione del territorio.

  

Redazione
12 marzo 2026
     

 

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12/03/2026

Sanità. "Gli ortopedici in prima linea per combattere la violenza domestica"; del dott. Aurelio Zaffuto

 

Aurelio Zaffuto
Aurelio Zaffuto

Campagna contro la violenza domestica
Manifesto

Ogni anno, in Italia, si registrano numerosi casi di traumi e lesioni di natura apparentemente accidentale: il 30% di essi, però, in realtà è causato da un episodio di violenza.
La violenza domestica include comportamenti controllanti, coercitivi, minacciosi, fisici, psicologici, sessuali o economici all'interno di una relazione.
Episodi che, se non riconosciuti, possono ripetersi e aggravarsi, fino a conseguenze drammatiche.
Per questo la Commissione Pari opportunità della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) ha lanciato dal palco dell'ultimo congresso nazionale, il 108°, la prima campagna nazionale per la formazione del personale sanitario - soprattutto ortopedici e traumatologi, ma anche medici e infermieri impegnati nelle aree di urgenza - sul riconoscimento delle lesioni di violenza domestica tra i pazienti cosiddetti "fragili": più spesso donne, ma anche bambini e anziani, che arrivano quotidianamente nei pronto soccorso degli ospedali
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Campagna contro la violenza domestica
(Campagna contro la violenza domestica)

L’IPV (Intimate Partner Violence) rappresenta uno dei principali capitoli della violenza fisica, accanto ad altri contesti come la sindrome del bambino scosso (Sbs), la violenza giovanile (Yv) e il maltrattamento degli anziani (Ea).
"In questo contesto, l'ortopedico può avere un ruolo chiave - ha detto la dottoressa Erika Maria Viola, coordinatrice della Commissione Pari opportunità SIOT e direttore UOC Ortopedia  e Traumatologia dell'ospedale di Cremona - poiché la traumatologia muscolo scheletrica è il secondo ambito clinico più frequentemente coinvolto nei casi di violenza domestica, secondo solo alla medicina d'urgenza, per incidenza di casi correlati. Tuttavia, solo una minima percentuale di donne con lesioni sospette viene interrogata sulla possibile origine delle ferite e, di queste, solo una su due riceve un supporto medico. Ancora più preoccupante è il dato sulla quotidianità : solo una piccola percentuale di ortopedici e traumatologi dichiara di riconoscere con chiarezza le lesioni tipiche della violenza domestica e di essere pronto  ad approcciare la presunta vittima in un ambiente protetto per approfondire la reale anamnesi e aiutarla a raggiungere la concreta consapevolezza della realtà e delle priorità".
Le difficoltà che deve affrontare il medico in queste situazioni sono note: mancanza di tempo, di privacy, di protocolli, di screening e di formazione specifica.
Ma anche difficoltà di gestione emotiva di una situazione così delicata.
Da qui l'impegno della SIOT, che con la sua campagna mira a rafforzare la sensibilità degli operatori sanitari e l'approccio multidisciplinare nei pronto soccorso, affinché ogni frattura o contusione venga valutata non solo dal punto di vista anatomico, ma anche umano.
Recentemente - dal dicembre 2025 - nei pronto soccorso degli ospedali italiani si trova affisso, su iniziativa SIOT, un poster con l'immagine di una donna che sul palmo della mano ha un punto rosso, come segnale silenzioso di richiesta d'aiuto.
Il riconoscimento precoce della violenza domestica è un atto medico e umano fondamentale.
L'ortopedico, da oggi, può diventare, assieme ad altri operatori sanitari delle aree di urgenza, una pedina importante sulla scacchiera dove si gioca la partita contro la violenza sulle donne e su tutte le persone fragili, svolgendo un ruolo primario nell'intercettare una situazione di potenziale pericolo e nell’indirizzare la vittima verso percorsi di tutela e assistenza.
Bisogna ricordare, inoltre, che la violenza domestica copre altri scenari: come chiede aiuto un sordomuto, come si rileva il maltrattamento in una persona anziana e spossata oppure con deficit cognitivo, come interagire con persone  non acculturate e con barriere linguistiche.
Si tratta sempre di situazioni difficili da gestire per il medico, sia dal punto di vista emotivo che organizzativo. Infatti, chi è vittima di violenza domestica è una persona particolarmente fragile, certamente per le lesioni fisiche subite - che hanno reso necessario l'accesso in pronto soccorso e che rappresentano l'epi-fenomeno di uno status di vulnerabilità più complesso - ma soprattutto per le profonde ferite dell'animo, spesso insanabili, che costituiscono il vero "morbus" e che si configurano nel cosiddetto "gaslighting". Con il termine "gaslighting" si definisce una violenza psicologica,  subdola, sottile, agita con l'obiettivo di manipolare e mettere in dubbio il senso della realtà di un altro, che porta la vittima addirittura a mettere in discussione la validità dei propri pensieri, delle proprie percezioni e dei propri ricordi.
"Ti sbagli!", "Sei pazza!", "Non è andata proprio come dici tu!": queste sono le frasi che vengono ripetute e che riecheggiano nella mente di chi é preda del manipolatore.
Tutto ciò porta confusione, perdita di fiducia in sé e di autostima e, di conseguenza, dipendenza della vittima dal suo aggressore.
Per governare clinicamente, ma anche emotivamente, questa situazione, è necessario che l'ortopedico entri in una sorta di bolla spazio-temporale, ritagliandosi tutto il tempo necessario: è lui che deve occuparsi di quella persona, che è un paziente, ma che, in quel preciso momento, è soprattutto una persona che chiede aiuto.
Non basta erogare una prestazione sanitaria secondo le linee guida, richiedendo esami  e radiografie ed  effettuando bendaggi o prescrivendo tutori; il medico deve, invece, farsi carico, in quel preciso momento, di gestire a 360 gradi la richiesta di assistenza sanitaria, poiché il contatto con quella persona ce l'ha lui e quella persona può dare il proprio cuore solo a lui, perché è di lui che si fida e a lui si affida, come un naufrago a un salvagente.
"L’intercettazione di lesioni anamnesticamente non riferite tali - ha precisato la dottoressa Erika Maria Viola nella sua relazione congressuale - appare fondamentale anche per implementare interventi di cura ad ampio raggio, a livello politico-istituzionale , affinché gli autori di violenza siano adeguatamente e precocemente identificati e le vittime, soprattutto quelle che sono renitenti in occasione dei primi episodi o vivono situazioni di sottomissione, possono essere motivate a intraprendere percorsi di adeguata tutela e reinserimento sociale".
Al termine dei lavori congressuali, si è concordato nel ritenere che per potere riconoscere le fratture da violenza bisogna porre particolare attenzione alle lesioni localizzate sul lato sinistro del corpo (più frequenti se partner destrimane), alle recidive radiografiche compatibili e alle presentazioni tardive al pronto soccorso.
Le lesioni più comuni, risultato di uno o più episodi di violenza fisica, tali da costituire lesioni sentinella di un episodio di violenza, sono: le contusioni di testa e collo, le fratture nasali e mandibolari, le fratture dell'orbita oculare, le lussazioni e fratture della spalla, le fratture e lussazioni delle dita di mani e piedi, le fratture dell'ulna distale, della base del quinto metacarpo e le fratture costali.
In conclusione, mi piace esternare un caloroso plauso, come socio ultra trentennale, a questa campagna SIOT, per avere acceso il riflettori su un fenomeno sommerso, spesso riconosciuto troppo tardi.
Perché dietro una frattura può esserci una storia di violenza e riconoscerla in tempo può salvare una vita
.
  
Aurelio Zaffuto
12 marzo 2026
© Riproduzione riservata
  

 

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12/03/2026

Politica. Agrigento: Roberta Zicari nuova coordinatrice cittadina dell'Unione di Centro

 

Roberta Zicari è stata nominata coordinatore cittadino dell’Unione di Centro per la città di Agrigento
Dirigenti UDC

La consigliera comunale di Agrigento Roberta Zicari è stata nominata coordinatore cittadino dell’Unione di Centro per la città di Agrigento.
Avvocato, classe 1983, Zicari siede nel Consiglio comunale della città dei Templi ed è attualmente presidente della VI Commissione consiliare permanente a Palazzo dei Giganti. Nel corso della sua attività istituzionale si è distinta per numerosi interventi sui temi della gestione dei servizi pubblici, delle infrastrutture e dello sviluppo della città, oltre che per iniziative politiche e programmatiche rivolte al futuro amministrativo di Agrigento.
La nomina di Roberta Zicari rappresenta una scelta di grande valore politico e amministrativo - dichiara il coordinatore politico regionale dell’UDC on. Decio Terrana -. La sua esperienza istituzionale, l’impegno nel sociale unita alla passione per il territorio, consentirà di consolidare il radicamento dell’Unione di Centro ad Agrigento e di costruire un progetto politico credibile e partecipato in vista delle prossime sfide amministrative”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal coordinatore provinciale dell’UDC di Agrigento Fabio La Felice, che sottolinea: “Roberta Zicari è una figura politica preparata e profondamente legata alla sua città. Con questa nomina intendiamo rafforzare il lavoro sul territorio, coinvolgendo amministratori, professionisti e società civile per costruire una proposta politica seria e concreta per Agrigento”.
Nel ringraziare i vertici regionali e provinciali del partito per la fiducia accordata, Roberta Zicari ha dichiarato: “Accolgo con grande senso di responsabilità questo incarico. Lavoreremo per rafforzare la presenza dell’UDC ad Agrigento, costruendo un percorso politico inclusivo, aperto al contributo di giovani, professionisti e associazioni, con l’obiettivo di mettere al centro i bisogni della città e il suo futuro”.

  
Redazione
12 marzo 2026
  

 

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11/03/2026

Attualità. "Referendum: Sì o No? Questo è l'amletico dilemma"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Scheda del referendum
Scheda

Stringe il tempo per prendere una decisione sulla votazione referendaria del 22 e 23 marzo.
SI o NO? Questo è l’amletico dilemma.
Troppo complicato addentrarsi nei meandri tecnici; la consultazione riguarda modifiche a ben sette articoli, 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione.
La divina provvidenza, però, non manca mai. Eccolo, è lui; il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, affettuosamente chiamato, da Marco Travaglio, Carletto mezzo litro.
È il politico che più di tutti ha fatto comprendere le vere ragioni delle modifiche agli articoli della Costituzione, per arrivare alla separazione delle carriere dei magistrati
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Scheda del referendum
(Scheda del referendum)

Già di prima mattina, quindi sobrio, con perfetta cadenza veneziana, (ostregheta; Soto saso, stàgambaro, cioè fare attenzione perché l’inganno è dietro l’angolo) dichiara:
Chi controlla la magistratura? Nessuno!
Vi sembra giusto che la magistratura non sia controllata?
Chi meglio dell’esecutivo può controllare la magistratura?
La riforma conviene anche a quelli che oggi stanno all’opposizione perché quando andranno al potere si accorgeranno di quanto sia comodo controllare la magistratura.

Nel tardo pomeriggio, quindi scusabile, dichiara: i magistrati non dovrebbero far politica, neppure quando vanno in pensione.
Il disegno è abbastanza chiaro, poco importa se gli articoli della Costituzione interessati da modifiche siano sette, otto, o dieci;l’importante è eliminare la tripartizione aristotelica. Non più tre poteri indipendenti: esecutivo, legislativo e giudiziario. Per l’indipendenza bastano e avanzano i primi due.
Ancora più esplicita la capa di gabinetto Giuseppa Bartolozzi che ha dichiarato: Votate SI e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione.
Poiché la Bartolozzi è magistrata, nasce spontanea la domanda: la capa di gabinetto è dell’idea, come il ministro Lollobrigida, che non bisogna bere acqua perché fa male?
D’altronde questo è il disegno di tutte le destre.
Dopo l’avvento della Repubblica hanno provato, almeno ufficialmente, a separare le carriere dei magistrati: Valerio Borghese, Licio Gelli, Silvio Berlusconi e se avesse avuto tempo anche Matteo Renzi.
Ora ci prova Giorgia Meloni, amica di due personcine delicate e pacifiche come Trump e Netanyahu che le vogliono così bene da non informarla di nulla (vedi guerra in Iran), ma solo per non darle dispiaceri.
Dai sondaggi, il risultato referendario è incerto e nel dubbio la premier mette le mani avanti: Non è una consultazione politica, ciò vuol dire che se perdo il referendum, resto al mio posto.
Peccato che anche dal punto di vista tecnico il “referendum confermativo”, nella sostanza, è sempre un voto politico di fiducia o di sfiducia nei confronti del governo che lo propone. Nel caso di specie l’iter prevede l’approvazione da parte del parlamento che, però, non avendo raggiunto il quorum dei due terzi deve necessariamente chiedere l’approvazione al popolo attraverso l’istituto referendario.
Se il parlamento non avesse approvato la legge di riforma, correttamente si sarebbe parlato di sfiducia al governo. Perché, allora, la mancata approvazione da parte del popolo non sarebbe sfiducia?
Solo l’alchimia politica, rifugiandosi nello pseudo tecnicismo, riesce a trasformare non solo l’acqua in vino, per la gioia dei ministri Nordio e Lollobrigida, ma la sfiducia in fiducia.
Occorre ancora qualcos’altro per votare in maniera convinta NO?
Peccato che la sfiducia, attraverso il NO, si possa votare soltanto una volta.
Per quelli che ancora sono dubbiosi, perché non prendere sul serio l’antica filastrocca popolare: quantu è bellu diri di No, resta l’amicu e la roba tò?
Qualche riflessione dovrebbero farla i perplessi mangiatori di ostie, convinti com’erano che il governo Meloni avrebbe schierato le navi da guerra nel mediterraneo pronte ad affondare qualunque zattera carica di migranti. Ahimè gli sbarchi sono triplicati, anche se la stampa, tipo quella di Tommaso Cerno ex senatore PD, non ne parla, come se per vedere un immigrato bisognerebbe andare in Albania.
Una riflessione da parte di chi ha creduto alla favola dell’eliminazione delle accise; anche in questo caso aumentate.
Anche se l’elenco potrebbe continuare per parecchio,merita un accenno il falso slogan: abbasseremo le tasse. La pressione fiscale è passata dal 41 al 43%.
Da ultimo, ma non per importanza, sulla così detta sicurezza del cittadino, è facile constatare come la produzione normativa sia stata rivolta solo ed esclusivamente a limitare il sacrosanto diritto al dissenso, mentre la criminalità continua a dilagare; per dirla chiara, per questi governanti È VIETATO PROTESTARE!
Capisco che gli amanti del manganello e dell’olio di ricino (lassativo naturale) non solo ci sono, ma sono anche troppi e probabilmente perché convinti che, in ipotesi di restaurazione del regime, sarebbero i mandanti del manganello e dell’olio di ricino, giammai i destinatari.
Se provassero a immaginare quest’ultima ipotesi (destinatari del manganello e del lassativo) forse non ci sarebbero più braccia tese ma, come per l’Aretino Pietro, una mano davanti e l’altra dietro
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Armando Caltagirone
11 marzo 2026 
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10/03/2026

Pasqua 2026. Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle rappresentazioni

 

Pasqua 2026. Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle rappresentazioni
Programma

La comunità di Grotte si prepara a vivere intensamente la Settimana Santa e la Pasqua 2026, come testimonia il dettagliato programma delle celebrazioni e delle rievocazioni storiche (a cura dell'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino"). Un calendario denso di appuntamenti religiosi e momenti di forte coinvolgimento popolare, che culmineranno nella gioia della Resurrezione.

Pasqua 2026. Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle rappresentazioni
(Programma della Settimana Santa a Grotte)

Le celebrazioni prenderanno il via venerdì 27 marzo con la Santa Messa nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 18.00 e la suggestiva Via Crucis cittadina alle ore 19.00, un momento di profonda riflessione sul cammino doloroso di Cristo.

Sabato 28 marzo, alle ore 19.00 nella Chiesa del Purgatorio, verrà inaugurata la Mostra Pasquale, a cura dell'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" e dell'Associazione "Santa Venera Città di Grotte".

La Domenica delle Palme, 29 marzo, si aprirà con la Benedizione delle Palme in Piazza Marconi alle ore 11.30, seguita dalla rievocazione dell'entrata di Gesù a Gerusalemme alle ore 11.50, e la Santa Messa solenne in Chiesa Madre alle ore 12.15. In Chiesa Madre si terrà un'altra Messa solenne alle 18.00. Nel tardo pomeriggio, alle 19.00, aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio. In serata, Piazza Marconi ospiterà nuovamente la rappresentazione dell'ingresso a Gerusalemme (ore 20.30) e il momento del commiato tra Gesù e Maria (ore 21.00).

Il Lunedì Santo, 30 marzo, sarà dedicato alla rievocazione del tradimento di Giuda nel centro storico, con tre rappresentazioni in programma: alle ore 20.30, alle 21.30 e alle 22.30. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.

Il Martedì Santo, 31 marzo, vedrà nuovamente la rievocazione del tradimento di Giuda nel centro storico, alle ore 20.30, alle 21.30 e alle 22.30. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.

Il Mercoledì Santo, 1 aprile, sarà caratterizzato dalla "Passione" a cura dei piccoli del Gruppo Giudei "A. Infantino" in Piazza Marconi alle ore 20.00, un momento particolarmente significativo che coinvolge i più giovani nella narrazione della Passione. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.

Il Giovedì Santo, 2 aprile, si aprirà con la Santa Messa in Coena Domini in Chiesa Madre alle ore 18.30.
A seguire, alle ore 20.00, in Piazza Marconi,  si terrà la Rievocazione dell'ultima cena, l'arresto di Gesù, il rinnegamento di Pietro, la disperazione e morte di Giuda. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.
La serata proseguirà alle ore 22.30 con la processione del Cristo accompagnata dalle bande musicali "G. Verdi" e "V. Bellini", culminando alle ore 23.00 con la veglia di preghiera all'altare della reposizione in Chiesa Madre.

Il Venerdì Santo, 3 aprile, sarà una giornata dedicata a diversi momenti di commemorazione:
- alle ore 11.00, il processo e la condanna di Gesù Cristo;
- alle ore 12.00, la Via Crucis "Li caduti";
- alle ore 13.00, la Crocifissione in cima al Calvario;
- alle ore 16.00, la processione dell'Addolorata;
- alle ore 17.00, la Liturgia della Parola in Chiesa Madre;
- alle ore 19.00, la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.
- alle ore 20.00, "Li Reciti", Deposizione del Cristo dalla Croce;
- alle ore 21.30, la processione del Cristo e dell'Addolorata con le bande musicali "G. Verdi" e "V. Bellini";
- alle ore 02.00 (del sabato), la sepoltura del Signore in Chiesa Madre.

Il Sabato Santo, 4 aprile, alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio, seguirà la Veglia Pasquale e la Solenne Celebrazione Eucaristica alle ore 23.00 presso la Chiesa Madre, culminando nella gioia della Resurrezione.

La Domenica di Pasqua, 5 aprile, sarà celebrata la Santa Messa Solenne in Chiesa Madre alle ore 11.00; alle ore 12.00 in Piazza Marconi, l'incontro del Cristo risorto con la Vergine Maria. Alle ore 18.00, Santa Messa solenne in Chiesa Madre. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio. Alle ore 21.00 in Piazza Marconi lo spettacolo musicale e alle ore 24.00 i giochi pirotecnici; un momento di festa e allegria per celebrare la Resurrezione.

Il programma, ricco e articolato, testimonia il profondo legame della comunità di Grotte con le tradizioni pasquali, offrendo momenti di preghiera, riflessione e rappresentazioni tradizionali che coinvolgono fedeli e visitatori. 
 

Carmelo Arnone
10 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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10/03/2026

Volontariato. Avis Grotte: 8 marzo, abbiamo onorato e festeggiato le donne

 

Avis Grotte: 8 marzo, abbiamo onorato e festeggiato le donne
Avis Grotte

Domenica scorsa, 8 marzo 2026, oltre ad aver onorato e festeggiato con un bel bouquet di mimose ed un margheritone rosso tutte le donne che si sono presentate nella nostra sede AVIS (vedi il sito ufficiale), abbiamo dato un significativo contributo al Centro Trasfusionale di Agrigento con:
- 1 controllo annuale;
- 14 donazioni;
- 2 prime donazioni.
Noi tutti siamo rimasti contenti.
Le prossime giornate di donazione del 2026 saranno sempre tutte le seconde e quarte domeniche di ogni mese, inoltre ci saranno anche i seguenti mercoledì: 
18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22 luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Vi aspettiamo sempre più numerosi. 
 

Pietro Zucchetto
10 marzo 2026 
  


 

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10/03/2026

Servizi. "L'Ufficio Complicazioni Affari Semplici di AICA"; di Salvatore Morgante

 

Azienda Idrica Comuni Agrigentini
AICA
 

Pubblichiamo una testimonianza del sig. Salvatore Morgante, sul rapporto con gli uffici di AICA.

***

Gent.mo direttore,
le bollette dell’acqua non vengono emesse da AICA con la dovuta regolarità e può succedere che, per qualche disguido, una bolletta non viene recapitata e che il mancato pagamento viene segnalato in quella successiva.
Ebbene, con la bolletta del 31/12/2025 viene segnalato che quella di Feb-Apr 2025 non risulta pagata. Le bollette vengono recapitate con posta elettronica per cui, tramite e-mail, in data 26/1/2026 viene chiesto ad AICA di inviare copia della bolletta non pagata per effettuare il dovuto versamento.
Da quanto capisco si mette in moto l’ufficio “complicazioni affari semplici” in quanto:
- la risposta arriva dopo 6 settimane tramite PEC invece di una semplice e-mail;
- la lettera riporta ben 3 firme.
In compenso, il cambio dell’indirizzo e-mail per il recapito delle bollette fatto sul portale online è andato a buon fine.
Cordiali saluti,

Salvatore Morgante
 
  

Redazione
10 marzo 2026
     

 

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07/03/2026

Volontariato. Il "Mandorlo in fiore" di Salvatore Milano in vetrina ad Agrigento

 

Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano
In libreria

In Via Atenea, nel cuore di Agrigento, la libreria “Il Mercante di Libri” ha approntato la vetrina in occasione del Mandorlo in Fiore 2026. Quest’anno lo spazio gestito da Alessandro Accurso Tagano, ai numeri 64/66, proporrà un allestimento che mette insieme i simboli del territorio e un messaggio di fratellanza.

Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano
(Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano)

L’idea nasce da un siparietto curioso. Lo stesso titolare, Accurso Tagano, ha infatti ammesso con sincerità: “Io quest’anno non volevo fare la vetrina del Mandorlo in Fiore, adesso grazie o per colpa di Salvatore Milano, sono costretto a farla”.
Una spinta amichevole che ha dato vita a un progetto che mette al centro la festa agrigentina, descritta come una risorsa di grande bellezza.
Il tema scelto per questa edizione unisce il mandorlo all'ulivo, storicamente riconosciuto come simbolo di pace. Questo legame vuole essere un punto d'incontro ideale tra le persone di tutto il mondo che in questo periodo si ritrovano ad Agrigento.
A sostenere e spingere per la realizzazione di questa iniziativa è Salvatore Milano; già direttore della biblioteca comunale di Grotte, Milano è un apprezzato fotografo amatoriale. Nel corso degli anni ha coltivato la passione per l'immagine, esponendo le sue fotografie in diverse mostre e raccontando attraverso l'obiettivo la realtà e il paesaggio siciliano
.  
  

Carmelo Arnone

7
marzo 2026
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07/03/2026

Volontariato. Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne

 

Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne
Avis Grotte

Domani, domenica 8 marzo, presso la sede dell’Avis Comunale di Grotte OdV si terrà la giornata dedicata alla raccolta di sangue. In concomitanza con la ricorrenza dedicata alle donne, l’associazione ha deciso di accompagnare l'attività di volontariato con un piccolo pensiero.

Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne

Tutte le donne che si recheranno presso i locali di Via Francesco Ingrao n. 92/94 riceveranno in dono un rametto di mimosa con un fiore. Si tratta di un modo semplice scelto dall’associazione per ringraziare le donatrici e le cittadine che parteciperanno alla mattinata.
Il presidente Pietro Zucchetto invita la comunità a rispondere con generosità, ricordando che il gesto della donazione è fondamentale per il supporto costante delle necessità sanitarie.
I volontari saranno pronti ad accogliere chiunque voglia dare il proprio contributo in questa giornata speciale

Per partecipare alle giornate di donazione o per ricevere maggiori informazioni, è possibile visitare il sito internet ufficiale www.avisgrotte.it oppure contattare i numeri 377.0974739 e 320.4434713
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Carmelo Arnone

7
marzo 2026
© Riproduzione riservata.
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07/03/2026

Fotografia. "Non vale!"; di Franco Carlisi

 

Gente di Fotografia
Gente di Fotografia

Franco Carlisi
Franco Carlisi

Editoriale al n° 86 di Gente di Fotografia.

La memoria segue percorsi imprevedibili. Per esempio, ieri, mentre cercavo una penna nel cassetto della cucina, ho spostato un cucchiaio, una vecchia bolletta, un elastico secco e all’improvviso - senza nessuna ragione - ho sentito sotto le dita la polvere. Non la polvere del cassetto. Un’altra polvere. Più chiara, più calda. La polvere della strada.

Franco Carlisi
(Franco Carlisi)

Il borgo, visto dall’alto, doveva sembrare una manciata di case buttate a caso sulla collina. Case color tufo, tetti bassi, qualche terrazza con le sedie di paglia, panni stesi che si gonfiavano come vele lente e intorno una terra gialla, arsa, che si sbriciolava sotto le scarpe. Non c’erano alberi. Solo sole. La luce greve colava dai tetti bassi e screpolati, insinuandosi tra le poche viuzze strette dove l’aria sapeva di fichi maturi e di licheni umidi. D’estate la polvere restava sospesa nell’aria. Bastava correre perché tutto diventasse giallo, come dentro una vecchia fotografia. Guerreggiavamo a calcio in uno slargo appena pianeggiante: con i gomiti alti, le ginocchia sanguinanti esibiti con la dignità di Colapesce. Il campo di gioco era delimitato da linee invisibili, tracciate con il piede.

Gente di Fotografia
(Gente di Fotografia)

Al centro una buca dove s’era fossilizzata una scarpa sinistra di cui nessuno aveva mai rivendicato la proprietà. Vi era in quel gioco qualcosa di tragico, una necessità oscura, come se non parteciparvi significasse scomparire. Senza di esso, non eravamo che ragazzi che si azzuffavano nella polvere; con esso, diventavamo eserciti, campioni, eroi. Se ci penso adesso, mi sembra incredibile che bastasse così poco per fondare un mondo intero. Gridavamo gol come se stessimo chiamando qualcuno di là dal mare. Ci spingevamo, cadevamo, bestemmiavamo sottovoce per non farci sentire dalle madri. Gli occhi accesi da un orgoglio feroce e immotivato e la certezza infantile che l’esistenza intera potesse, d’un tratto, rivelarsi in un gesto e da quel gesto dipendesse il nostro futuro destino. E per un pomeriggio, forse meno, eravamo felici. Di quella felicità minuta che nasce dal credere che le regole bastino per essere cittadini del mondo. Ma non era così. Il pallone era il centro invisibile di quel mondo. Ed era uno solo: quello di Nino.
Nino arrivava sempre tardi, con una lentezza da sagrestano e la camicia abbottonata fino al collo, pulito e stirato come se uscisse dalla messa. Noi eravamo lì da mezz’ora e già puzzavamo di sudore. Lo vedevi spuntare all’angolo, con il pallone sotto il braccio sinistro, premuto contro le costole come si porta il pane appena comprato, ma pareva un’ostia consacrata. Aveva un sorriso piccolo, laterale, che non prometteva niente. Si trasformava in un ghigno quando qualcuno gli fischiava contro un fallo. O peggio, un rigore. Rigore netto, di un’evidenza assoluta, lampante come una colpa confessata. Una decisione presa con grande senso di giustizia popolare, collettiva, eroica, democraticissima. Rigore contro il proprietario del pallone. Già questo, a ripensarci, era un atto di straordinaria ingenuità politica. Noi continuavamo a discutere, ignari, come personaggi di un cartone animato che non hanno ancora visto il precipizio mentre Nino si chinava con lentezza cerimoniale da becchino. Raccoglieva il pallone e zac, sotto il braccio. Se ne andava. Senza una parola. Niente dichiarazioni. Nessun ultimatum. Si portava via il pallone e con esso il nostro mondo. Puoi stabilire regole, squadre, merito, giustizia. Puoi credere di avere dei diritti. Quel rigore era un diritto, ci spettava. Ma se qualcuno può portarsi via ciò che tiene insieme tutto, allora ciò che chiami giustizia è solo una concessione. Un diritto esiste solo se nessuno può revocarlo arbitrariamente. Ricordo che qualcuno disse: “Non vale”. Era la frase che usavamo sempre. Non vale. Come se bastasse pronunciarla per raddrizzare ogni cosa. Ma Nino continuò a camminare. E in quel momento mi resi conto, con una chiarezza dolorosa, che “non vale!” non aveva nessun potere. Perché il potere era altrove. Stava sotto il braccio di Nino.
Mi accorgo solo adesso di tornare spesso su quella strada sterrata. Riconosco la stessa dinamica in ambiti meno innocenti. Persone filmano abusi, sgomberi, violenze. Chi filma sta reagendo a qualcosa che accade davanti a lui. Sta rispondendo. È come tendere una mano, mettersi tra qualcuno e il pericolo, gridare “basta”. Filmano perché capiscono che quel video è l’unico pallone disponibile. L’unica cosa che rende il gioco reale. Le immagini sono instabili, parziali, spesso brutte. Tremano come tremano le mani, ma dicono senza dubbi e senza retorica: io ero qui. Subito dopo, però, arriva un’autorità qualsiasi - politica, mediatica, tecnica - che dice: «il video potrebbe essere falso». È lo stesso gesto di Nino. Raccogliere il pallone. Non si discute l’ingiustizia. Non si nega apertamente il fatto. Si rende la prova inutilizzabile. È una forma di potere garbata, elegante ma feroce: non proibisce, svuota.
Quando Dwight D. Eisenhower visitò il campo di concentramento di Ohrdruf nell’aprile del 1945, comprese immediatamente che ciò che aveva davanti non era soltanto la prova di un crimine storico, ma l’anticipazione di una futura battaglia sulla verità. Ordinò che tutto fosse documentato: fotografie, filmati, testimonianze scritte. Capì che la verità non è garantita da un singolo documento, bensì da una rete di conferme convergenti. Le immagini dei campi non resero impossibile il negazionismo, ma lo costrinsero a manifestarsi apertamente come ideologia, non come interpretazione legittima dei fatti.
La relazione tra verità, potere e tecnologia non è nuova, ma l’intelligenza artificiale la rende più opaca e più instabile. Il problema non è la falsificazione in sé - che è sempre esistita - bensì la creazione di un clima di dubbio generalizzato. Una delle pratiche più diffuse è il falso equilibrio: presentare una prova visiva documentata e, accanto a essa, una smentita priva di fondamento come se fossero due posizioni equivalenti. In questo modo, l’immagine non viene confutata, ma diluita. Il pubblico non è portato a comprendere, ma a dubitare. Non a giudicare, ma a sospendere il giudizio. Questa sospensione ha effetti sull’opinione pubblica concreti: il dubbio permanente funziona come una forma di assoluzione preventiva. Se nulla può essere stabilito con certezza, allora nessuno è responsabile. Lo scetticismo, da strumento critico, diventa uno strumento di paralisi morale. Quando tutte le versioni dei fatti sembrano equivalenti, il risultato non è pluralismo. È anestesia critica.
Se le immagini possono essere manipolate o screditate a piacere, anche l’evidenza diventa un’opinione. E allora si capisce che il problema non è tecnico e non è estetico. È civile. Oggi non occorre mentire sul fatto. Basta truccarlo. O insinuare il dubbio. È una strategia infinitamente più insidiosa. Perché la manipolazione grossolana suscita diffidenza; quella retorica, invece, si infiltra sotto la soglia critica. Non cambia i fatti: modula le reazioni. Lavora sulle emozioni come un fonico lavora sull’audio, alzando certi registri e abbassandone altri. Così la prova perde innocenza, diventa realtà aumentata, teatro, icona. Non più cosa accaduta, ma cosa da sentire. E a quel punto non dimostra più niente. Persuade.
Eppure, le immagini non hanno mai garantito la verità da sole. Hanno sempre avuto bisogno di qualcosa di più fragile e più umano: la fiducia nello sguardo di chi le ha realizzate. Una fiducia imperfetta, storica, costruita nel tempo, come si costruisce la credibilità di una voce. In fondo non abbiamo mai creduto alle fotografie in quanto tali, ma all’onestà di chi era stato lì, davanti all’accadimento, con una macchina tra le mani. Se è così, allora la questione decisiva non riguarda l’immagine finita, ma l’origine di quella fiducia. E quell’origine non si trova nella fotografia che circola e viene discussa. Nasce molto prima.
C’è un momento, prima dello scatto, in cui esiste soltanto una scelta. Tutto ciò che verrà dopo - la fotografia, il dubbio, la negazione, la discussione sulla sua autenticità - germina da quell’istante invisibile e solitario.
Non siamo specchi, ma soglie; non registriamo, scegliamo. E da quella scelta, inevitabilmente parziale e situata, deriva l’unica forma di credibilità che l’immagine possa ancora pretendere: non l’oggettività, ma la responsabilità di uno sguardo. Per questo l’idea romantica del fotografo come testimone silenzioso mi è sempre parsa un mito consolatorio.
Prima ancora di scattare, ho già imposto al mondo una griglia. Tempo di posa, lunghezza focale, distanza, punto di vista sembrano parametri puramente tecnici; invece agiscono come vere e proprie forme a priori, strutture invisibili che organizzano l’esperienza visiva prima ancora che l’immagine esista. Non vedo il mondo “com’è”; vedo il mondo come può essere reso visibile attraverso il mio apparato percettivo e strumentale. Quello che mostro non è la realtà, ma il modo in cui la mia coscienza la struttura. C’è in tutto questo qualcosa di kantiano, ma con la tensione tragica di Schopenhauer: non esiste un prima intatto che io possa limitarmi a prelevare. Dietro ogni immagine non c’è un senso ultimo, c’è soltanto il flusso cieco dell’esistere. Le persone che fotografo cambiano, invecchiano, muoiono. I luoghi si trasformano, si consumano, scompaiono. L’istante che credevo di aver salvato era già perduto mentre lo fissavo.
In questo senso, il mio sguardo funziona come una struttura che organizza il caos, lo rende leggibile, lo traduce in una forma che è insieme critica ed etica. Così, mentre credo di documentare il reale, in verità lo sto gerarchizzando,talvolta persino manipolando come può fare un soggetto situato, incarnato, limitato. Ogni fotografia, anche la più dimessa, contiene una grammatica implicita, una sintassi dello sguardo che orienta chi osserva, suggerisce nessi, produce senso. Non esiste immagine innocente. In definitiva, ogni fotografia è un dispositivo di interpretazione, una rappresentazione.
E allora, perché continuare ad andare in giro a fotografare, quando sarebbe più comodo - e forse più efficace - delegare tutto a un algoritmo? Riconoscere che la verità è socialmente mediata non implica rinunciare alla distinzione tra fatti e finzioni. Al contrario, significa assumersi la responsabilità politica di difendere tale distinzione contro chi trae vantaggio dalla sua dissoluzione. Nonostante mi senta un residuo archeologico, avverto la necessità di difendere una differenza: quella tra l’incontro reale con il mondo e la sua pura simulazione. Non perché la mia fotografia sia vera, ma, semplicemente perché è accaduta. Nasce da un’esperienza, da una resistenza, da un corpo esposto al freddo, al rischio, all’imprevisto. È il risultato di un attrito con il reale, non di una sua astrazione matematica.
Ecco, proprio quando mi convinco che tutto il mio lavoro sia costruzione, mi accorgo che qualcosa resiste. Sul campo non inseguo la fotografia perfetta, quella che pretende di esaurire il senso di una situazione e di chiuderla in un’immagine definitiva. Diffido delle immagini troppo compiute. Accetto l’ambiguità e l’incompletezza. Cerco piuttosto una fenditura, un varco minimo attraverso cui l’esperienza possa emergere senza trasformarsi in spettacolo. Prendiamo il caso di una situazione dolorosa. Il processo fotografico funziona come un catalizzatore: raccoglie il dolore grezzo, lo comprime, lo trattiene. E solo dopo, forse, lo trasforma in qualcosa di condivisibile. Non lo elimina, non lo sublima: gli dà forma. E dare forma è già essere coinvolti. La macchina fotografica non è uno strumento di conquista, ma un luogo di confronto, talvolta di smarrimento.
Ed è proprio questo smarrimento a restituire una verità profonda, non referenziale ma esistenziale. Le fotografie non mi dicono tanto che cosa sia accaduto, quanto che cosa abbia significato essere stato lì. Offrono una verità affettiva, quasi tattile, che non pretende oggettività ma prossimità. Penso ai primi piani che mi capita di scattare per strada: volti immobili, attraversati da minime vibrazioni, in cui sembra passare un intero monologo silenzioso.
Lì capisco che la fotografia non sta mostrando qualcosa, ma ascoltando. Concede tempo a un’emozione perché si depositi negli occhi, nella postura, nel respiro.
È l’esatto contrario di ciò che accade con le immagini di sintesi. Queste non attendono, non ascoltano: orchestrano. Sono progettate per dialogare con un archivio profondo dell’immaginario collettivo, per attivare simboli pronti all’uso. Qui l’emozione precede il giudizio, la commozione precede l’analisi. Non devono far pensare, devono persuadere, e persuadere è un verbo molto meno onesto. Non riconosco, allora, l’etica della fotografia nel rivendicare un’impossibile oggettività, ma nel rendere trasparente la propria posizione, dichiarare il contesto. Opporre a una superficie perfetta e persuasiva, un’immagine che porta con sé le tracce dell’incontro,la fragilità di una presenza. Un gesto minimo, consapevole, ostinato che non dirà la verità assoluta, ma renderà la menzogna più difficile da abitare.

Anche per questo fotografo: per rimettere il pallone a terra, abbastanza a lungo perché il gioco possa continuare, perché qualcuno possa ancora correre, cadere, protestare, gridare “non vale!”
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Franco Carlisi
(Editoriale al n° 86 di Gente di Fotografia)
7 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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06/03/2026

Musica. Matilde Tirone e Gloria Mattaliano domani su Radio Sirio

 

Matilde Tirone e Gloria Mattaliano domani su Radio Sirio
Locandina
 

Domani mattina, sabato 7 marzo, due ragazze di Grotte saranno protagoniste in radio; Matilde Tirone e Gloria Mattaliano canteranno durante la trasmissione "Buongiorno Italia", in onda su Radio Sirio.

Matilde Tirone e Gloria Mattaliano domani su Radio Sirio
(Locandina)

A partire dalle ore 11.00, le due ragazze si esibiranno nello spazio dedicato ai giovani talenti, accompagnate dalla loro maestra di canto, Cecilia Capitano, della scuola "Arte Canto". A condurre la mattinata in studio ci saranno Alberto, Maurizio e Giuseppe.
Per chi volesse sostenere e ascoltare le due giovani di Grotte, sono disponibili diversi canali:
- in radio, sulle frequenze FM 98.00;
- sul web, in streaming collegandosi al sito www.radiosirio.it;
- in video, tramite la diretta live sul canale YouTube della radio.
Quanti sono interessati potranno sintonizzarsi per seguire questa mattinata di musica che vede protagoniste Matilde e Gloria
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Carmelo Arnone

6
marzo 2026
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06/03/2026

Politica. Referendum: alla Biblioteca comunale di Grotte si discute delle ragioni del "NO"

 

Referendum: alla Biblioteca comunale di Grotte si discute delle ragioni del "NO"
Locandina
 

In vista della consultazione referendaria sulla giustizia prevista per i giorni 22 e 23 marzo, domani, sabato 7 marzo, a partire dalle ore 17.30 presso i locali della Biblioteca Comunale di Grotte, si terrà un incontro pubblico per approfondire i temi del voto.
Al centro della serata, organizzata dal "Comitato per il No" rappresentato da Antonio Salvaggio (Segretario del Circolo PD di Grotte) ci sarà l’intervento della dott.ssa Graziella Luparello, magistrato, che illustrerà i motivi tecnici e giuridici per i quali il comitato sostiene la scelta del "No" ai quesiti referendari
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Redazione
6 marzo 2026
     

 

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05/03/2026

Racalmuto. Referendum: "Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla Fondazione "Sciascia"

 

"Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla Fondazione "Sciascia"
Locandina

Sabato 7 marzo 2026, alle ore 16.00, presso i locali della Fondazione "Leonardo Sciascia" a Racalmuto, si terrà un dibattito dedicato alla riforma della giustizia. L’incontro, dal titolo "Le ragioni del SÌ, Le ragioni del NO", si propone di esaminare i diversi punti di vista sui cambiamenti che interessano il sistema giudiziario italiano.

"Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla Fondazione "Sciascia"
(Locandina)

Il punto di partenza della discussione è una riflessione dello scrittore Friedrich Dürrenmatt sulla necessità di analizzare con precisione le possibilità che restano alla giustizia.
I lavori si apriranno con i saluti di Calogero Bongiorno, sindaco di Racalmuto e presidente della Fondazione Sciascia.
Il programma prevede i contributi di diversi esperti del settore:
- Angelo Costanzo, consigliere di Cassazione;
- Giuseppe Melisenda Giambertoni, presidente del Tribunale di Agrigento;
- Roberto Passalacqua, magistrato;
- Vincenzo Vitale, avvocato e professore.
A coordinare gli interventi sarà Gianluca Sprio, consigliere e tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento.
L'iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Siciliana (Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana), dal Comune di Racalmuto e dalla Fondazione Sciascia
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Redazione
5 marzo 2026 
  

 

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05/03/2026

Comune. Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per lunedì 9 marzo alle ore 18.00

 

Aula consiliare "Antonio Lauricella"
Aula consiliare

L'adunanza del prossimo Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta ordinaria presso la sala consiliare del Comune di Grotte, su determinazione del presidente Angelo Carlisi, è stata fissata per lunedì 9 marzo, alle ore 18.00.
Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ufficiale del Comune (clicca qui).

Verrà discusso il seguente ordine del giorno:

1) nomina scrutatori, lettura e approvazione verbali seduta precedente;

2) proposta di deliberazione del gruppo consiliare di minoranza: “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”.

In caso di mancanza del numero legale la seduta sarà sospesa per un'ora e, qualora dopo la sospensione non ci fosse ancora la presenza del numero legale dei Consiglieri, la seduta di seconda convocazione sarà tenuta il giorno successivo, sempre alla stessa ora
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Redazione
5 marzo 2026 
  

 

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05/03/2026

Attualità. Grotte: costituito il Comitato "Cara_Acqua"; chiesto incontro con il Sindaco

 

Comitato Cittadino "Cara_Acqua”
Comitato

A Grotte è stato costituito ufficialmente il Comitato Cittadino “Cara_Acqua”; un’associazione formata da cittadini, nata su base volontaria e senza legami con partiti politici. Di seguito, il comunicato ufficiale e la comunicazione inviata al Sindaco.

Comitato Cittadino "Cara_Acqua”
(Comitato Cittadino "Cara_Acqua”)

Grotte, 4 marzo 2026.
È stato formalmente costituito il Comitato Cittadino "Cara_Acqua”, un’associazione su base volontaria e apartitica composta da utenti titolari residenti, con l'obiettivo principale di accertare la validità e la legittimità delle somme di pagamento richieste per i consumi idrici esposti nelle bollette distribuite in queste ultime settimane da AICA e sulla base delle tariffe di recente rimodulate dall’Azienda.
Il Comitato si propone di agire come interlocutore propositivo nei confronti delle istituzioni locali, incoraggiando il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini con l’obiettivo di aprire una fase di responsabile verifica della legittimità della rimodulazione delle tariffe, della trasparenza dei consumi fatturati agli utenti e della legalità del corretto funzionamento del sistema di depurazione.
"Sono questi i punti fondamentali sui quali si intende condurre l’azione del Comitato; perciò abbiamo deciso di unire le nostre forze, perché crediamo fermamente che nei rapporti - amministrativi e commerciali - tra AICA e utenza cittadinanza non vi sia né trasparenza né legittimità - dichiara il dott. Armando Caltagirone, animatore, portavoce e rappresentante del neonato Comitato - avendo percepito soltanto un diffuso e forte disappunto tra i cittadini che rasenta l’allarme sociale; le richieste di AICA agli utenti sono sproporzionatamente esose e non trovano né valido né solido fondamento né nella qualità e neppure negli standard prestazionali del servizio idrico domestico”, chiosa Caltagirone che, in seno al Comitato, assolve alle funzioni di Presidente.
E continua: “Il nostro primo obiettivo è stato di chiedere al Sindaco con un formale messaggio PEC un confronto per sollecitare il sostegno dell’amministrazione comunale alla tutela degli interessi dei propri concittadini, così spudoratamente violati da seri sospetti che prima facie rasentano una diffusa illegalità".
I cittadini interessati a sostenere l'iniziativa in argomento possono contattare i componenti del direttivo del comitato nelle persone del dr. Armando Caltagirone, dr. Paolo Licata e sig. Michelangelo Farruggia.
p. IL COMITATO
Dottor Armando Caltagirone

*****

Comitato Cittadino “Cara_Acqua” Grotte

Al Sig. Sindaco dr. Alfonso Provvidenza
           Comune di Grotte
Agli Organi di Stampa Locali
           Grotte

OGGETTO: Informativa circa la costituzione in Grotte del Comitato Cittadino “Cara_Acqua”. Richiesta di incontro. Art. 33 Statuto comunale.
Preg.mo Signor Sindaco,
nella mia qualità di Presidente del Comitato intestato, a norma dell’articolo 33 dello Statuto comunale, mi pregio chiederLe un incontro per discutere delle problematiche connesse alle richieste di pagamento dei consumi idrici da parte di Aica che risultano particolarmente esose e poco attendibili, così come il presunto regalare funzionamento del depuratore.
Sarà particolarmente gradita la convocazione nel luogo e nell'ora che riterrà più opportuni, ma tuttavia entro e non oltre il corrente mese.
Le anticipo che oltre alla presenza del direttivo del comitato, composto oltre che dal sottoscritto anche da dr. Paolo Licata e sig. Michelangelo Farruggia, ai fini di una corretta e puntuale informazione della collettività, Le chiederò di concedere la presenza anche degli Organi di Stampa Locali, a Lei noti.
Cordiali saluti
IL PRESIDENTE DEL COMITATO
Dottor Armando Caltagirone
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Redazione
5 marzo 2026 
  


 

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04/03/2026

Reportage. Favara: la mostra fotografica "I Grant You Refuge" racconta il legame con Gaza

 

Favara: la mostra fotografica "I Grant You Refuge" racconta il legame con Gaza
Locandina

A partire da oggi, mercoledì 4 marzo 2026, le sale del Castello Chiaramonte di Favara ospiteranno una serie di scatti dedicati al tema dell'accoglienza e della dignità umana. L'inaugurazione di "I Grant You Refuge" è prevista per le ore 10.30 presso la Sala Timilia.

Favara: la mostra fotografica "I Grant You Refuge" racconta il legame con Gaza
(Locandina)

Il progetto fotografico nasce con l'intento di far riflettere chi osserva sulla situazione di Gaza, comunità a cui Favara è legata da un rapporto di gemellaggio. Attraverso le immagini, si punta a mostrare storie di persone che, nonostante le grandi difficoltà quotidiane, riescono a mantenere viva la speranza e la capacità di resistere.
Nelle intenzioni del sindaco Antonio Palumbo, che ha promosso l'iniziativa, questo percorso visivo serve a dare un significato concreto alla parola "rifugio", trasformando la memoria in un impegno civile condiviso. È un modo per guardare oltre i propri confini e dare valore al dialogo tra culture diverse.
La mostra sarà accessibile al pubblico sino al 13 marzo con i seguenti orari:
- tutte le mattine, dalle 09.00 alle 13.00;
- lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30.

L'ingresso è aperto a tutti i cittadini che desiderano approfondire queste tematiche attraverso il linguaggio della fotografia
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Carmelo Arnone

4
marzo 2026
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03/03/2026

Politica. Incontro del PD di Grotte: si è parlato delle "Ragioni del NO" con l'on. Lauricella

 

Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella
Salvaggio e Lauricella
 

Ieri pomeriggio, lunedì 2 marzo 2026, a Grotte presso la sede di Via Alfieri si è tenuta una riunione politica organizzata dal Circolo del Partito Democratico. Al centro della discussione c'era il tema "Le ragioni del No", un momento di confronto scelto per spiegare i motivi della contrarietà del partito rispetto alla prossima consultazione referendaria.

Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella
(Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella)

Protagonista dell'incontro è stato l’on. Angelo Lauricella. Durante il suo intervento, Lauricella ha analizzato nel dettaglio le motivazioni tecniche e politiche che spingono il circolo di Grotte a sostenere la posizione del "No". L'obiettivo della serata era offrire ai cittadini e agli iscritti un quadro chiaro dei punti critici oggetto del dibattito, cercando di rendere comprensibili i passaggi più complessi della questione.
Al termine del confronto il Segretario del Circolo PD di Grotte, Antonio Salvaggio, ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei presenti. In una nota, Salvaggio ha voluto ringraziare chi ha preso parte alla discussione, rivolgendo un pensiero anche a chi non ha potuto raggiungere la sede di Via Alfieri per impedimenti personali. "È stato un buon incontro - ha dichiarato Salvaggio -. Ne faremo un altro presto: stiamo già decidendo il giorno, l'ora e il luogo per proseguire questo percorso di approfondimento".
La segreteria cittadina conferma quindi l'intenzione di dare seguito a questo primo dialogo con la cittadinanza, promettendo di comunicare a breve i dettagli per il prossimo incontro in programma.
Come fuoriprogramma, nel corso dell'incontro, l'intervento dell'ex deputato regionale Federico Martorana che ha sollevato ancora una volta la disputa amministrativa riguardante la gestione in comodato d'uso dei locali del Circolo
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Redazione
3 marzo 2026
     

 

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03/03/2026

Volontariato. Avis: nuove date pomeridiane per la donazione di sangue a Grotte

 

Avis: nuove date pomeridiane per la donazione di sangue a Grotte
Avis Grotte

L’Avis Comunale di Grotte OdV amplia il proprio calendario per facilitare chi desidera donare il sangue. Il presidente Pietro Zucchetto ha comunicato che, oltre alle consuete mattine della seconda e quarta domenica di ogni mese, sono stati aggiunti dei turni nel pomeriggio durante la settimana.

Avis: nuove date pomeridiane per la donazione di sangue a Grotte

Le nuove giornate di raccolta si svolgeranno sempre di mercoledì, nelle seguenti date: 18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22 luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Le attività si svolgono presso il punto di raccolta situato in Via Francesco Ingrao n. 92/94. Questa sede, considerata un "piccolo presidio sanitario", è diventata un punto di riferimento importante per il paese.
Oltre alla raccolta del sangue, l'associazione si occupa di promuovere il volontariato tra i giovani e organizza iniziative legate alla prevenzione e alla salute, come campagne di screening (in collaborazione con l'ASP1 di Agrigento e il Comune di Grotte), visite mediche gratuite nei giorni di raccolta, e progetti con le scuole locali per diffondere la cultura della solidarietà.
L’associazione ha raggiunto traguardi importanti, superando nell'ultimo anno la soglia delle 500 sacche raccolte, segno di una comunità partecipe e attenta ai bisogni degli altri.
Per partecipare alle giornate di donazione o per ricevere maggiori informazioni, è possibile visitare il sito internet ufficiale www.avisgrotte.it oppure contattare i numeri 377.0974739 e 320.4434713.
Donare il sangue è un gesto semplice che aiuta concretamente gli ospedali del territorio e le persone che hanno bisogno di terapie trasfusionali
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Carmelo Arnone

3 marzo 2026
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03/03/2026

Pittura. Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato

Pittura. Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato
Locandina

A Milano, dal 7 al 16 marzo 2026, gli spazi di UNAHOTELS Expo Fiera Milano ospiteranno la 15^ edizione di "Donne in rinascita", un concorso internazionale d’arte e video organizzato dalla galleria PassepARTout Unconventional Gallery (PUG).

Pittura. Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato
(Locandina)

L'iniziativa si propone di esplorare la figura della donna attraverso i linguaggi della pittura, della scultura, della fotografia e della video-arte. Al centro della mostra ci sono temi legati alla forza, alla resilienza e alla capacità di rinascita, offrendo al pubblico una panoramica di stili che raccontano i diritti e i valori della figura femminile nel mondo contemporaneo.
Tra i protagonisti di questa edizione spicca il nome di Antonio Pilato, artista originario di Grotte, che porterà il suo contributo pittorico all'interno del percorso espositivo, confermando ancora una volta il legame tra la sua ricerca artistica e le tematiche sociali profonde trattate dalla rassegna.
Antonio Pilato è un pittore - già docente di Filosofia e Pedagogia - che ha scelto Milano come sede per la sua attività professionale e creativa. La sua formazione culturale, profondamente radicata negli studi umanistici, si riflette costantemente nelle sue tele, dove l'arte diventa uno strumento per indagare la condizione umana. La sua pittura è caratterizzata da un tratto vibrante e istintivo, che spesso si allontana dai rigidi schemi classici per cercare una narrazione più libera e autentica. Nelle sue opere, Pilato rivolge uno sguardo attento agli ultimi, ai deboli e a coloro che vivono i travagli della società moderna, cercando di dare voce ai silenzi e alle fatiche quotidiane. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose esposizioni di rilievo, tra cui il Premio Terna, consolidando la sua reputazione di artista capace di unire l'energia creativa a una profonda coscienza storica e morale.
La rassegna
"Donne in rinascita" sarà visitabile quotidianamente, ad ingresso libero, dal 7 al 16 marzo 2026 presso la sede di UNAHOTELS Expo Fiera Milano (Via Keplero 12, a Pero, dalle 09.00 alle 19.00.  
  

Carmelo Arnone

3 marzo 2026
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03/03/2026

Attualità. "Fine dell'ordine mondiale"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

*****

Lo sterminio premeditato della famiglia dell’Ayatollah Khāmeneī, (lui, la figlia, il genero e una nipote) e lo scatenamento dell’offensiva terroristica aerea e missilistica contro l’Iran, chiamata “il ruggito del leone”, segna la fine dell’ordine pubblico mondiale.
Non era un ordine giusto né pacifico, ma aveva un suo alibi nel diritto internazionale che Trump, alla vigilia delle sue aggressioni, aveva dichiarato decaduto, bastandogli la regola della propria presunta etica ed onnipotenza.
Era un ordine pubblico che comunque obbediva a una prassi condivisa in quanto, si trattasse di democrazie o autocrazie, era pur sempre risultante da un rapporto tra governi e Stati di cui si poteva supporre ancora una certa ragione, fosse pure la ragion di Stato.
Esso viene ora sostituito da un ordine in cui chi decide della vita e della morte di popoli interi e dei rischi per il mondo sono da un lato un potere tradizionale come quello russo, dall’altro sono due assassini seriali, uno dei quali, Trump, agisce a titolo personale senza alcun controllo del Congresso e neanche consenso dei suoi stessi seguaci, e l’altro, Netanyahu, sulla spinta di una intenzione di stroncare l’Iran personalmente perseguita da quarant’anni, come lui stesso ha detto, e con l’ausilio di spie e di Servizi segreti.
E che ciò sia avvenuto di sorpresa e con l’inganno, approfittando di negoziati di pace in corso e di una conclamata propensione all’accordo, toglie dignità ai loro due Paesi.
Ciò è tanto più grave per Israele, perché a differenza degli Stati Uniti la cui invulnerabilità è garantita da un esercito quale non si era mai visto al mondo e che secondo l’ apologetica trumpiana sarebbe invincibile, l’incolumità e la sussistenza di Israele dipendono in gran parte dal consenso e dalla solidarietà di tutto il mondo, per la considerazione ammirata di cui gode l’intero popolo ebraico anche come riparazione dell’orribile genocidio di cui è stato vittima ad opera di un mondo europeo “civilizzato” e razzista.
L’ordine pubblico mondiale che viene così compromesso è sostituito dall’arbitrio di due o tre sole persone che usano un potere incontrollato, come l’uomo dell’“anomia”, il senza umanità e senza legge di cui san Paolo parlava a quelli di Salonicco.
E le guerre si fanno non più per qualche conquista, ma per cambiare il regime politico, “regime change”, dovunque un ordinamento politico al potente di turno non sia gradito.
E a noi che cosa resta da fare?
Continuare a lottare per il diritto e perché ogni nazione possa avere ordinamenti di libertà, di pluralismo e di pace, così da non offrire più pretesti ai potenti per decapitare, affamare, e uccidere i popoli
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Raniero La Valle
3
marzo 2026
  

 

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02/03/2026

Politica. L'on Decio Terrana al Consiglio Nazionale dell'UDC: identità, impegno sociale e radicamento sui territori

 

L'on Decio Terrana al Consiglio Nazionale dell'UDC
Dirigenti UDC

"Rilancio organizzativo, radici culturali ben salde e attenzione alle fasce più fragili della società"; sono questi i cardini emersi dal Consiglio Nazionale del 26 febbraio dell’Unione di Centro, riunito a Roma all’Hotel Crown Plaza, per fare il punto sulla fase politica e delineare le prossime iniziative del partito.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’UDC, l’on. Lorenzo Cesa, che ha richiamato la tradizione popolare e cristiano-democratica della formazione centrista, sottolineando la necessità di rafforzare la presenza sui territori e di consolidare un profilo politico riconoscibile nel panorama nazionale ed europeo. Un intervento improntato alla coerenza identitaria, con un richiamo esplicito ai valori della persona, della solidarietà e della responsabilità istituzionale.
Nel corso della riunione, presieduta dal segretario nazionale sen. Antonio De Poli, ampio spazio è stato dedicato agli aspetti organizzativi. Il Segretario ha delineato le linee politiche e organizzative per i prossimi mesi, con particolare attenzione alle politiche che riguardino le esigenze di famiglie, imprese ed enti locali.
Al Consiglio Nazionale è intervenuto anche l’on. Decio Terrana, responsabile nazionale agli Enti Locali e coordinatore politico dell’UDC in Sicilia, che ha posto l’accento sulla campagna di adesioni, definendola uno strumento strategico per consolidare la struttura del partito e rafforzarne la presenza nelle amministrazioni locali. Secondo l’on. Terrana, il tesseramento non rappresenta un mero passaggio formale, ma un momento di partecipazione attiva, utile a costruire una rete solida di amministratori, dirigenti e militanti.
Nel suo intervento, Terrana ha inoltre richiamato con forza l’ispirazione alla dottrina sociale cristiana come bussola dell’azione politica; un riferimento che - nelle intenzioni del Dirigente centrista - deve tradursi in iniziative concrete a sostegno delle famiglie, degli anziani, dei giovani in cerca di opportunità e di quanti vivono condizioni di disagio economico e sociale. È proprio per questo Terrana ha richiamato all’unione di tutti i cattolici per combattere la povertà e poter avere più attenzione agli "ultimi".
"La Politica non può sempre e solo parlare alla pancia della gente - ha concluso l'on. Terrana -, ma deve essere anche un vero strumento per combattere per i bisogni delle persone. Per cui diventa necessaria l’unione di tutti coloro che si riconoscono nei valori dello scudocrociato, per avanzare iniziative politiche da declinare in proposte legislative e amministrative coerenti".

  
Redazione
2 marzo 2026
  

 

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02/03/2026

Politica. "La sinistra ha smarrito la vocazione ad essere popolare"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Dopo la revoca per infiltrazioni mafiose della concessione alla società che gestiva i lidi di Mondello, non posso fare a meno di riscontrare un silenzio assordante da parte delle altre forze politiche del centrosinistra.
Invece che dare atto a Ismaele La Vardera di aver vinto una battaglia emblematica sulla legalità, sembrano quasi in imbarazzo.
Mi sono chiesto perché.
È l'imbarazzo per non essersi accorti, per aver taciuto o c'è anche, come serpeggia sui social, il fastidio perché uno degli status del classismo dei palermitani rischia di crollare?
La villa e la cabina quasi privata a Mondello era ciò che distingue la media e alta borghesia dalla plebe, chi poteva permettersi di pagare migliaia di euro per le sdraio e gli ombrelloni e chi, invece, al mare va solo la domenica con il fastidioso (per chi è chic) corredo di numerosa prole, teli mare cinesi e abbondanti, ipercaloriche cibarie.
Leggo, tra i commenti, tanti che si preoccupano del decoro che potrebbe venire meno per il riappropriarsi della prestigiosa spiaggia da parte del popolo caciarone e incivile.
La stessa borghesia che per decenni ha convissuto in complice silenzio con la mafia che speculava e costruiva i palazzi e i quartieri "bene" attorno a Via Libertà.
La stessa sinistra che ha le percentuali più alte in quelle zone e che sta scomparendo nei quartieri popolari e nelle periferie.
La Vardera non avrà lo stesso aplomb, il modus raffinato dei rivoluzionari da salotto, avrà anche un approccio impetuoso e spettacolare, ma sta affermando una battaglia che può scardinare le incrostazioni, i silenzi, le collusioni che incatenano la Sicilia in quella zona grigia in cui illegalità, malapolitica e mafia prosperano.
Se la vicenda delle concessioni di Mondello è una metafora, lo è anche per ciò che la sinistra ha smarrito: la vocazione ad essere popolare nel senso più nobile del termine.

  
Enzo Napoli
2 marzo 2026
  

 

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02/03/2026

Volontariato. A Grotte la 36^ Assemblea provinciale degli associati AVIS; domenica 15 marzo

 

AVIS Provinciale Agrigento
AVIS
 

Domenica 15 marzo 2026 l’AVIS Provinciale di Agrigento riunirà i propri delegati e rappresentanti per la 36ª Assemblea degli Associati. L’incontro è fissato presso la Sala consiliare "Prof. Antonio Lauricella" del Comune di Grotte. I lavori inizieranno alle ore 09.00 in prima convocazione e alle ore 10.00 in seconda convocazione.

AVIS Provinciale Agrigento
(AVIS Provinciale Agrigento)

L'ordine del giorno prevede una serie di passaggi istituzionali necessari alla gestione dell'associazione. Dopo la costituzione dell'Ufficio di Presidenza e la lettura del verbale della Commissione Verifica Poteri, si entrerà nel vivo della gestione amministrativa e sanitaria:
- il Presidente esporrà la relazione del Consiglio, seguita dal conto consuntivo dell'anno 2025 e dal preventivo finanziario per il 2026;
- sono previste le relazioni del Collegio dei Revisori dei Conti e del Direttore Sanitario;
- i soci saranno chiamati ad approvare i documenti contabili e a ratificare il preventivo per l'anno in corso;
- verranno scelti i delegati per l'Assemblea Regionale AVIS e i candidati per quella Nazionale.
I lavori, coordinati dal presidente provinciale Domenico Allegro e dal segretario Giovanni Scaduto, vedranno la partecipazione di numerose figure istituzionali e associative. Tra i presenti, oltre ai delegati e ai consiglieri delle varie sedi comunali, si segnalano: il consigliere provinciale Giovanni Pillitteri, il consigliere regionale Giovanni Matalone, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, il presidente dell'Avis comunale di Grotte Pietro Zucchetto, il presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi, l’assessore all’Associazionismo e al Volontariato Giusy Minneci.
Per sottolineare il legame tra le diverse sedi del territorio, tutte le AVIS Comunali sono state invitate a partecipare portando con sé il proprio Labaro sociale, che verrà esposto durante i lavori in segno di unità e appartenenza.
Al termine della seduta, i partecipanti potranno spostarsi presso un ristorante della zona per il pranzo sociale
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Redazione
2 marzo 2026
     

 

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01/03/2026

Politica. Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del "NO"

 

Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del "NO"
Locandina
 

Il circolo del Partito Democratico di Grotte ha organizzato un’assemblea per approfondire il tema "Le ragioni del No". L'incontro si svolgerà lunedì 2 marzo 2026, con inizio fissato per le ore 18.00. I lavori avranno luogo presso la sede del partito situata in Via Alfieri.

Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del "NO"
(Locandina)

L’incontro vedrà la partecipazione dell'onorevole Angelo Lauricella, che illustrerà i motivi della posizione contraria sostenuta dal circolo in merito alla consultazione oggetto del dibattito.
Il segretario locale, Antonio Salvaggio, nel diffondere la notizia, ha invitato i tesserati e i simpatizzanti a partecipare con puntualità. È stata inoltre espressa la volontà di aprire il confronto a una platea più ampia, esortando gli iscritti a coinvolgere amici e conoscenti interessati ad approfondire l'argomento.
L’onorevole Angelo Lauricella è una figura di lungo corso della politica siciliana e nazionale. Nato a Canicattì nel 1950, ha una formazione politica maturata all'interno dei principali partiti della sinistra italiana, dal PCI fino alla fondazione del Partito Democratico. Nella sua carriera parlamentare ha ricoperto il ruolo di Deputato alla Camera per diverse legislature, distinguendosi per l'attività in commissioni legate ai lavori pubblici e al territorio. Oltre all'impegno nazionale, ha sempre mantenuto un forte legame con la provincia di Agrigento, ricoprendo incarichi di rilievo nelle amministrazioni locali e regionali. All'interno del PD, continua a essere un punto di riferimento per l'analisi politica e il coordinamento delle attività sul territorio siciliano
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Redazione
1 marzo 2026
     

 

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01/03/2026

Iniziative. A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale della Donna

 

A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale della Donna
Manifesto

 

La Giornata Internazionale della Donna non è una semplice ricorrenza sul calendario ma un momento fondamentale per riflettere sui diritti raggiunti e su quelli ancora da conquistare. Nata per ricordare le lotte sociali, politiche ed economiche delle donne, questa giornata mantiene oggi un profondo valore civile: è il modo in cui la società riconosce il ruolo femminile e si impegna contro ogni forma di discriminazione e violenza.

A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale della Donna
(Manifesto)

A Grotte l'Amministrazione comunale ha scelto di dare spazio a questo tema attraverso una serie di iniziative concrete che coinvolgeranno il paese nei prossimi giorni.
Il percorso inizia oggi, domenica 1 marzo, e proseguirà sino all'8 marzo con una proposta intitolata “Orme di Libertà”. Si tratta di una mostra diffusa: le vetrine dei negozi del paese ospiteranno immagini e racconti di donne che hanno segnato la storia con il loro coraggio. L’idea è quella di trasformare una normale passeggiata per le vie del centro in un momento di conoscenza e approfondimento.
Il pomeriggio di venerdì 6 marzo, alle ore 17.30, presso il Centro Polifunzionale “San Nicola – Stella Castiglione”, si terrà un incontro dal titolo “Voci nel tempo”. Sarà uno spazio dedicato al dialogo tra diverse generazioni, dove giovani e anziani potranno confrontarsi con semplicità sui temi del lavoro, della società e delle aspirazioni personali. Un modo per capire come sia cambiato il modo di vivere la quotidianità e quali siano le sfide ancora aperte.
Infine domenica 8 marzo, al tramonto, si terrà un gesto simbolico chiamato “Segno di luce”: il Palazzo Municipale verrà illuminato di giallo. Questa scelta non ha una finalità estetica, ma vuole rappresentare un faro acceso per ricordare la strada percorsa dalle donne nel passato e illuminare quella di chi verrà in futuro.
Questo programma è il risultato di un lavoro di rete che vede coinvolte diverse realtà. Oltre al Comune di Grotte, partecipano attivamente: la Proloco “Herbessus”, i volontari del Servizio Civile Universale, la Consulta Giovanile di Grotte, la F.I.D.A.P.A. Sezione di Racalmuto, la Casa d’Arte “Pina Mazzara” e la testata giornalistica Grotte.info Quotidiano, che segue la comunicazione dell'iniziativa.
Il sindaco Alfonso Provvidenza e l’assessore alle Pari Opportunità Giusy Minneci hanno sottolineato come queste giornate servano a confermare l'impegno di tutta la comunità verso il rispetto dei diritti e della dignità di ogni donna
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Carmelo Arnone

1 marzo 2026
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01/03/2026

Comune. Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate

 

Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate
Letture d'inverno

Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate
Locandina

 

Ieri, sabato 28 febbraio 2026, anche Grotte ha partecipato alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare con una serie di attività pensate per informare e mostrare vicinanza a chi affronta sfide di salute poco comuni. L'iniziativa ha coinvolto sia i più piccoli che i simboli del paese.
La mattina è iniziata alle 10.30 presso la Biblioteca comunale "M. L. King". Qui, all'interno del ciclo "Letture d'Inverno" a cura del gruppo di lettura "Il piacere di leggere insieme", i bambini si sono riuniti per ascoltare la lettura ad alta voce del libro "Il Pentolino di Antonino" di I. Carrier
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Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate
(Letture d'inverno)

L’assessore alle Disabilità Giusy Minneci, ha guidato i piccoli nella comprensione del racconto, spiegando come la diversità possa diventare un punto di partenza per l'inclusione. Dopo la lettura, si è svolto un laboratorio creativo: un momento pratico in cui i bambini hanno usato colori e sorrisi per esprimere il concetto di coraggio e la capacità di affrontare le piccole e grandi fatiche quotidiane. L'obiettivo della mattinata è stato quello di trasmettere ai cittadini di domani l’importanza di sapersi mettere nei panni degli altri.
Con l'arrivo della sera, l'attenzione si è spostata verso la sede del Comune; per testimoniare la solidarietà della cittadinanza, il Palazzo Municipale è stato illuminato con i colori simbolo della giornata: verde, viola e azzurro.
Questa scelta visiva, promossa dal sindaco Alfonso Provvidenza e dall'Amministrazione comunale, ha voluto ricordare che nessuno deve sentirsi solo davanti alle difficoltà. Le attività svolte hanno permesso di riflettere su temi importanti come il saper stare insieme e il supporto reciproco, rendendo la giornata un momento di condivisione semplice ma utile
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Carmelo Arnone

1 marzo 2026
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01/03/2026

Servizi. Attiva la nuova griglia presso il depuratore di Grotte

 

Azienda Idrica Comuni Agrigentini
AICA
 

L'Azienda Idrica Comuni Agrigentini (AICA) ha comunicato il completamento dei lavori di ripristino presso l’impianto di depurazione situato in contrada Caccarolloli, nel territorio di Grotte. Con una nota ufficiale datata 3 febbraio 2026 e registrata al protocollo il 24 febbraio, l'azienda ha confermato che la nuova apparecchiatura installata è ora in funzione.
L'intervento ha riguardato la sostituzione della griglia automatica che serve la sezione primaria dell'impianto. Questo passaggio tecnico arriva dopo una serie di segnalazioni, effettuate tra aprile e maggio 2024 e lo scorso ottobre 2025, che evidenziavano il malfunzionamento del precedente macchinario. I lavori di manutenzione si sono conclusi con il montaggio e l'avvio del nuovo dispositivo, necessario per il corretto trattamento delle acque.
La notizia della riattivazione è stata inviata formalmente a diversi enti, tra cui il Sindaco di Grotte, la struttura territoriale dell'ARPA di Agrigento, il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti e l'Assemblea Territoriale Idrica (ATI AG9)
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Redazione
1 marzo 2026
     

 

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01/03/2026

Comune. Aperte le selezioni per 18 volontari del Servizio Civile Universale

 

Servizio Civile Universale
Servizio Civile Universale
 

Il Comune di Grotte ha confermato anche per il 2026 l’avvio del Servizio Civile Universale. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Nam-Jai Ets, l'ente mette a disposizione 18 posti per i giovani che vogliono dedicare un anno ad attività di pubblica utilità.

Servizio Civile Universale
(Servizio Civile Universale)

I posti sono suddivisi in quattro ambiti specifici, ognuno con un codice di riferimento per la candidatura:
- animazione culturale per minori ("A piccoli passi"): 10 posti totali (divisi in due sedi da 5 posti ciascuna, codici 206094 e 206088);
- tutela dei beni storici e artistici ("Passi per raccontare i territori"): 2 posti (codice sede 206094);
- salvaguardia di parchi e oasi naturali ("Rigenerazioni"): 6 posti (codice sede 206123).
Possono inviare la propria candidatura i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni non ancora compiuti. Chi verrà selezionato lavorerà per 12 mesi a supporto degli uffici comunali.
Il percorso prevede alcuni vantaggi concreti per i partecipanti:
- un rimborso spese mensile di 519,47 € netti.
- attività di formazione specifica e acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro;
- una riserva del 15% dei posti nei futuri concorsi pubblici.
Le domande di partecipazione devono essere inviate soltanto per via telematica. Il termine ultimo è fissato per le ore 14.00 dell’8 aprile 2026. La piattaforma per procedere è raggiungibile all'indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha sottolineato come la presenza di questa possibilità a Grotte sia il frutto di un lavoro costante iniziato negli anni scorsi; se all'inizio i posti venivano coperti soprattutto da ragazzi provenienti da altri comuni, oggi i giovani locali sono più consapevoli dell'importanza di questa esperienza. Dal punto di vista economico, l'operazione ha un impatto rilevante: il Comune investe circa 14.500 euro per la progettazione, cifra che genera un ritorno sul territorio di oltre 112.000 euro sotto forma di compensi erogati direttamente ai volontari. L'obiettivo dell'Amministrazione è offrire ai giovani un motivo concreto per restare e investire nelle proprie competenze senza dover necessariamente abbandonare il proprio paese. Citando il messaggio di fondo del film La meglio gioventù, il Sindaco ha ribadito la necessità di dare fiducia alle nuove generazioni per rinnovare la società e contrastare l'immobilismo.
 
  

Redazione

1 marzo 2026
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01/03/2026

Dibattiti. "Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse"; di Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse
Fine vita

Ho letto una nota interessante del caro amico Totò Carlisi sulla problematica del fine, questione che ho affrontato a partire dal caso Welby, quale pubblico ministero nel processo civile. Penso che l'articolo che qui riporto di Giuliano Amato, pubblicato su l'Avvenire, possa rappresentare un importante punto di equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse. L’intervento di Giuliano Amato, infatti, si colloca in una posizione intermedia e pragmaticamente istituzionale nel dibattito sul fine vita. Richiamando la sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale, Amato rivendica la scelta di aver aperto uno spazio limitato e rigorosamente circoscritto di non punibilità per il suicidio assistito, ancorandolo a condizioni stringenti - tra cui il trattamento di sostegno vitale - così da evitare derive eutanasiche e da ricondurre il caso entro il perimetro del rifiuto dell’accanimento terapeutico.

Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse
(Fine vita)

Il punto centrale del suo ragionamento non è tanto ampliare o restringere quell’ambito, quanto colmare il vuoto organizzativo lasciato al legislatore. La critica è rivolta al Parlamento, incapace finora di tradurre in disciplina chiara e uniforme quanto già tracciato dalla Corte. Amato suggerisce che soluzioni tecniche sarebbero possibili anche per via amministrativa, ma le considera una “sconfitta” della politica, che dovrebbe invece assumersi la responsabilità di trovare un terreno comune tra principi contrapposti. In sintesi, è un appello alla responsabilità istituzionale: non un manifesto ideologico, ma la richiesta che su un tema eticamente sensibile si passi dalla contrapposizione astratta a una regolazione condivisa e concreta.

“Amato: il fine vita, la legge e una via che evita l’accanimento”
di Giuliano Amato*

Il Presidente emerito della Corte Costituzionale interviene nel dibattito aperto da "Avvenire" su princìpi etici e possibili soluzioni giuridiche: sotto la sua guida la Consulta adottò la sentenza 242 che ha creato «uno spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio assistito».

Dall’ottobre 2025 Avvenire sta ospitando interventi di diverso orientamento sul fine vita firmati da giuristi, teologi, bioeticisti e filosofi per aiutare a mettere a fuoco ciò che è essenziale per tutti (sono tutti consultabili su Avvenire.it nella sezione “Scegliere sulla vita”).
L’intervento del presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato che qui ospitiamo si aggiunge al confronto in corso, con l’autorevolezza di chi guidò la Consulta nell’elaborazione della sentenza di riferimento in materia di suicidio assistito, la 242 del 2019. Un intervento che giunge pochi giorni dopo l’intervento del cardinale Zuppi, nel quale il presidente della Cei ha ricordato che «normative che legittimino il suicidio assistito e l’eutanasia rischiano di depotenziare l’impegno pubblico verso i più fragili e vulnerabili, spesso invisibili, che potrebbero convincersi di essere divenuti ormai un peso».

Quando nel 2019 adottammo la decisione della Corte Costituzionale che creò uno spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio assistito, devo ammettere che provai un sentimento di profonda soddisfazione. Il tema era difficile, il rischio che correvamo era quello di una contrapposizione irrisolta fra principi, e il risultato invece fu tale da lasciare tutti in pace con la propria coscienza. Ci aiutarono a tal fine le circostanze del caso (è il grande beneficio della giurisdizione, che il diritto lo vede sempre alla luce di un caso). Certo si è che qui c’era un essere umano che aveva davanti una vita comunque breve, una vita fatta di giorni senza speranza e riempita da dolori che neppure le cure palliative potevano sedare, una vita che continuava grazie a un trattamento di sostegno vitale, in assenza del quale sarebbe naturalmente cessata. Si poteva dire di no al gesto di umana pietà che quella persona chiedeva? La nostra risposta fu che non si poteva. E fu una risposta che poté essere data anche dai credenti, perché aver messo fra le condizioni il trattamento di sostegno vitale consentiva, insieme alle altre circostanze, di ricondurre il caso a quell’accanimento terapeutico, al quale anche per la Chiesa si può ragionevolmente porre fine.
La decisione zoppicava sotto il profilo organizzativo. Richiedeva il parere di commissioni etiche, che al momento esistevano, ma solo con competenze (e composizione) calibrate sulla sperimentazione dei farmaci. Non assicurava quell’uniformità di indirizzi che è essenziale per evitare trattamenti differenziati sul territorio nazionale. Non entrava nelle modalità procedurali ed era inevitabilmente generica sui ruoli rispettivi del pubblico e del privato. Ci avrebbe pensato il Parlamento, questo è quanto scrivemmo.
Sono passati oltre sei anni e ancora ciò non è accaduto. E non perché il Parlamento non se ne sia occupato, al contrario ci sono state al Senato ripetute sedute di Commissione e ripetute udienze. No, è la discussione che ha imboccato la strada dei principi contrapposti, e quei principi, prevedibilmente, non si sono incontrati. Lontano dai fatti, lontani dalle circostanze che offrirebbero loro spazi di flessibilità, sono rimasti fermi, rigidi. Non è un caso che di accanimento terapeutico non si sia seriamente parlato. Non è un caso che, al momento, non abbia provocato alcun avvicinamento neppure l’ultima sentenza della Corte Costituzionale. È la sentenza che ha sgombrato il campo dall’ipotesi di una distinta immunità penale per l’eutanasia, assorbendo quest’ultima nei limiti del già ammesso suicidio assistito, grazie all’uso di una macchina attivabile anche con il movimento di un dito o di una palpebra. No, neppure a questo si è sinora arrivati, pur di tenere il più possibile fuori dalla vicenda il Servizio sanitario nazionale (al quale dovrebbero essere invece affidate l’acquisizione e la gestione di questo tipo di macchina). Eppure il beneficio che ne conseguirebbe è palese.
Ma il beneficio - qualcuno mi può obiettare - ormai c’è, perché c’è la decisione della Corte e i giudici già la applicano, pretendendo che le Asl si procurino la macchina. E allora che bisogno c’è della legge? Fermi restando i presupposti dell’immunità penale, che sono quelli non allargabili fissati dalla Corte, ciò che manca è tutto e solo sul versante organizzativo. E qui ben si potrebbe provvedere con atti ministeriali di indirizzo, eventualmente integrati e comunque condivisi dalla Conferenza Stato-Regioni. È un’ipotesi da approfondire, probabilmente praticabile. Ma sarebbe il frutto di una dolorosa sconfitta. La sconfitta del Parlamento, che è certo nato per rappresentare le diverse posizioni, per dare loro l’opportunità di esprimersi e di contrapporsi. Ma non solo per questo. Il Parlamento non è il Cortile dei Gentili. Ma - diciamo la verità - ancor più di esso avrebbe la responsabilità di indicare al Paese - spesso smarrito davanti a quesiti morali che penetrano irrisolti nelle coscienze - soluzioni fondate su un solido terreno comune. Qui quel terreno c’è. Che la Repubblica trovi su di esso le soluzioni di cui ha bisogno, mettendo da parte il suo Parlamento, sarebbe comunque una prova di vitalità. Ma sarebbe meglio non doverla vivere
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*Presidente emerito della Corte Costituzionale
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Salvatore Filippo Vitello

1 marzo 2026
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01/03/2026

Attualità. "La favola degli aumenti dell'acqua"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Aumenti tariffari
Aumenti

Leggendo la delibera del Consiglio Comunale del 16/02/2026, a proposito di aumenti tariffari idrici e funzionamento del depuratore, sembra quasi tutto vero.
Consiglieri che non dicono solo presente, ma che sollevano spigolosità interpretative sulla eventuale irretroattività dell’aumento tariffario deliberato dall’assemblea dei sindaci su proposta del CdA di AICA.
Singolare è poi la risposta della Vice Sindaca, di rassicurazione del regolare funzionamento del depuratore; infatti testualmente si legge: "rassicura l’aula circa il regolare funzionamento della struttura, richiamando i costanti controlli effettuati dagli uffici tecnici e la presenza in aula del responsabile del settore per eventuali approfondimenti".
Sull’aumento delle tariffe idriche rassicura che sono state fissate da ARERA. Nessuno ha chiesto chiarimenti e la discussione si è chiusa lì.
Può aggiungersi: "E vissero tutti felici e contenti"
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Aumenti tariffari
(Aumenti tariffari)

La Vice Sindaca, però, dimentica che ARERA è uno specchietto per le allodole, mentre sul depuratore non ha letto i documenti che gli uffici comunali hanno inviato alla redazione del quotidiano locale, dove la stessa AICA ammette che quando piove l’acqua in uscita è torbida.
Sostanzialmente, AICA ammette il mancato funzionamento.
Ancor più strana la circostanza della presenza, in Consiglio, del responsabile del settore, pur non essendo la discussione - depuratore - iscritta all’ordine del giorno. Che straordinaria previsione divinatoria! Roba da mago Otelma.
La favola continua con l’intervista rilasciata, ad "Agrigento oggi", dalla presidente del CdA di AICA dott.ssa Nobile, la quale conferma che l’aumento tariffario è perfettamente in linea con i criteri fissati dall’ARERA.
Tutto corrisponde. È tutta colpa di ARERA se vi sono stati aumenti. Cosi, almeno sembra capire dalle dichiarazioni sopra riportate.
Ci si chiede: ma sta ARERA cu è?
Non è il nome di una baldracca. È semplicemente l’Autorità nazionale che si occupa di fissare periodicamente i criteri di adeguamento tariffario non solo dell’acqua, ma anche dell’energia elettrica e del gas.
Appare opportuno precisare che il termine adeguamento ha significato ben diverso da aumento. L’adeguamento, nel caso di specie, in rapporto ai costi entro i limiti dei criteri fissati dall’ARERA. In teoria, e non solo, se i costi diminuissero l’adeguamento imporrebbe un abbassamento delle tariffe.
Possono mai diminuire i costi del servizio idrico nell’agrigentino se risulta accertato che almeno il 50% dell’acqua si disperde a causa delle reti colabrodo?
Che logica economica è stata la costruzione del dissalatore di Porto Empedocle nella consapevolezza che il 50% di quell’acqua si disperderà in mille rivoli?
Aumentano i costi e di conseguenza i parametri di adeguamento fissati da ARERA comportano inevitabilmente aumenti tariffari.
Non è ARERA, bensì la gestione che determina i costi e le tariffe adeguate ai criteri dell’organismo anzidetto.
Anche Girgenti Acque, negli aumenti tariffari, si adeguava ai parametri di ARERA.
Anche lì, tutto regolare; maggiori costi, maggiori aumenti, anche se è stato ipotizzato, dalla Procura della Repubblica, l’uso di fatture per operazioni inesistenti per far lievitare i costi.
Ritornando alla dott.ssa Nobile, probabilmente allieva della Bocconi, qualche tempo addietro ha dichiarato di volere fare un grosso investimento per l’acquisto e l’installazione di contatori smart di nuova generazione per la lettura a distanza.
Avere venti milioni di debiti con un solo fornitore come Siciliacque o averne qualche milione in più con qualche altro cosa cambia?
Ovviamente questa operazione comporterà nuovi costi e nuovi aumenti tariffari.
Tutto ciò ha un senso?
Contatori che misureranno ben altri liquidi, visto che quelli che interessano gli utenti si disperdono per strada.
L’indignazione è tanta e tale (era ora!) che, in questi giorni, proliferano come funghi i Comitati civici per affrontare il caro bollette. In quel di Canicattì, per iniziativa di due avvocati, si è costituito il comitato raccogliendo in soli due giorni oltre 3.500 firme. I due professioni dichiarano che scopo del comitato è quello di interfacciarsi con AICA e chiedere l’accesso agli atti.
Sembra uno scopo un po' confuso.
Il primo interlocutore è il Sindaco poiché amministratore a tutti gli effetti di AICA. Infatti, quale componente dell’Assemblea dei Sindaci, approva i bilanci, le tariffe ed elegge i componenti del Consiglio di Amministrazione.
L’Assemblea dei Sindaci è l’organo di controllo e di indirizzo per eccellenza; ogni singolo componente ha poteri di controllo e vigilanza.
L’accesso agli atti? Si può sempre chiedere al Sindaco.
Anche Grotte, a breve, avrà il suo comitato che ben conosce il suo primo diretto interlocutore.
Ci sarà il confronto? Questa è un’altra storia che, con certezza, verrà raccontata
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Armando Caltagirone
1 marzo 2026 
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01/03/2026

Curiosità. "I mesi dell'anno in filastrocca - Marzo"; di Giuseppe Castronovo

 

I mesi dell'anno in filastrocca
Filastrocca dei mesi


"
I MESI DELL'ANNO IN FILASTROCCA"

MARZO


Gelo marzolino
contrista il contadino.

Non c’è marzo così bello
senza neve sul cappello.

Marzo ventoso
frutteto maestoso
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Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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