Politica.
L'on. Rosellina Marchetta:
"Tutelare settore agricolo e forestale"
On. Rosellina Marchetta
L’on. Rosellina Marchetta, deputato segretario all’Assemblea
Regionale Siciliana, ha inviato una nota all’Assessore regionale
all’Agricoltura per chiedere informazioni sulle scelte relative al
contratto integrativo agricolo e forestale e richiedere maggiore attenzione
per tutelare i lavoratori del settore.
La recente modifica al contratto dei lavoratori del settore introduce la
stagionalità obbligatoria e costituisce un potenziale rischio per la tutela
del nostro patrimonio naturale.
“Chiedo all’Assessore regionale all’Agricoltura - dichiara l’on.
Marchetta - di adottare ogni iniziativa necessaria finalizzata a
garantire, così come accaduto fino ad oggi, il massimo impegno in
termini di prevenzione degli incendi, manutenzione idrogeologica nonché per
la gestione delle emergenze”.
La nuova norma impone un periodo di inattività obbligatorio di due mesi e
pone in essere alcune importanti riflessioni sia in termini di impatto sulla
continuità del lavoro che sul reddito di tante famiglie, con implicazioni
anche di tipo socio-economico, senza tralasciare i possibili rischi per la
tutela del territorio e per la salvaguardia ambientale.
“L’importanza della presenza e del servizio che rendono gli operatori del
settore - conclude la Parlamentare - diventa cruciale in certi
periodi dell’anno e nei territori più esposti a certi fenomeni. La
continuità contrattuale rappresenta un valore per la nostra isola”.
Società.
"Democrazia, diseguaglianze e partecipazione: una riflessione estiva";
di
Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Approfitto della pausa estiva per riflettere,
con mente più distesa ma non meno vigile, sullo stato della democrazia nella
nostra piccola comunità locale, in particolare nelle elezioni amministrative
dove l’impatto delle disuguaglianze sociali si fa sentire in modo più
diretto e crudo.
Questa riflessione locale, però, non può essere disgiunta dal quadro più
ampio delle trasformazioni politiche nazionali, che nel tempo hanno
modificato radicalmente i meccanismi della rappresentanza e il rapporto tra
cittadini e istituzioni.
Tralascio volutamente l’analisi storica più nota e patologica del secondo
dopoguerra fino alla fine degli anni '60, segnata da un diffuso mercimonio
del voto e da una complice indifferenza della classe dirigenziale e
padronale verso l’intreccio tra politica e potere mafioso.
Fu un periodo opaco, in cui dominava il voto di scambio e la subordinazione
al potente di turno (mi colpiva il fatto che la classe dei signori del
nostro paese si rivolgesse ai braccianti o comunque ai meno abbienti con il
tu, mentre pretendeva il voi, o ancora che il borghese locale si
meravigliasse di vedere il povero con una "cammella" di latte chiedendosi se
avesse malattie a casa).
Tuttavia, in quella stessa epoca buia, si sviluppò una reazione sociale
forte e coraggiosa, alimentata dalle classi più povere, in particolare nella
zona del Casale e, in parte, di San Rocco.
A guidare questa resistenza furono figure come il mitico Ardicasi,
insieme a Gaspare Agnello, Peppino Spitaleri, Salvatore
Costanza "Druvieri" e altri: persone che, pur senza titoli o privilegi,
seppero dare voce a una comunità umiliata e dimenticata.
In quegli anni, la politica era anche riscatto. Ed è qui che tornano alla
mente le parole di Leonardo Sciascia, quando scriveva: "La mafia è
un atteggiamento mentale, è una forma di potere che si regge sull'omertà,
sul silenzio e sulla paura". Combattere quel potere, per queste persone,
significava partecipare. Fare politica non per ambizione, ma per affermare
dignità.
Ma accanto a questa politica di popolo, in molte realtà locali il ruolo
della Chiesa fu ambivalente.
Da un lato vi era una Chiesa ancora troppo legata agli equilibri sociali
tradizionali, alle famiglie influenti, al mantenimento dello “status quo”.
Una Chiesa che, per paura del cambiamento o per anticomunismo viscerale, si
chiudeva nel conservatorismo, dimenticando a volte il Vangelo dei poveri.
Dall’altro lato, però, non si possono dimenticare sacerdoti coraggiosi,
parroci di periferia che aprivano le porte ai senza lavoro, che denunciavano
le ingiustizie, che insegnavano alle comunità a “pensare politicamente”
anche quando sembrava pericoloso farlo.
Nel nostra terra di Sicilia figure come don Pino Puglisi, ucciso
dalla mafia a Palermo nel 1993, hanno testimoniato che l’impegno per la
giustizia sociale è parte integrante della vocazione cristiana. Don Puglisi
ripeteva: "Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto".
Ritornando agli anni ’70, mentre in Italia si attraversavano le tensioni del
compromesso storico e la crisi delle ideologie, la politica locale conobbe
una fase di maggiore apertura.
La partecipazione si allargò, e i diritti sociali cominciarono a trovare
spazio, anche grazie all’impegno di giovani come Pietro e Lillo Agnello,
Gandolfo Mazzarisi, Salvatore Bellavia, Totò Carlisi,
Totò Salvaggio, Mariangela (impiegata postale), Stella
Castiglione (divenuta la prima sindaca donna del paese) altri ancora
presenti nei diversi schieramenti politici locali.
Si affermarono due importanti partiti socialisti locali, uno guidato da
Salvatore Caltagirone, l’altro da Antonio Morreale, poi diventato
sindaco.
Tutti seppero, almeno in parte, seguendo una propria personale vocazione
(che conduceva anche a visioni differenti sui temi in campo), tradurre in
rappresentanza il bisogno di giustizia sociale e accesso ai diritti.
Erano gli anni in cui a livello nazionale si discuteva di riforme radicali:
lo Statuto dei Lavoratori (1970), l’istituzione del Servizio Sanitario
Nazionale (1978), la legge sull’obiezione di coscienza, il referendum sul
divorzio.
Il Parlamento era ancora un luogo di confronto reale, la partecipazione
popolare - anche nelle sue forme conflittuali - era percepita come strumento
legittimo di pressione e cambiamento.
Eppure, anche in un contesto apparentemente più evoluto, sopravvivevano
pratiche clientelari e dinamiche di scambio. Il cosiddetto “galoppinaggio
per il posto fisso” era ancora una moneta corrente, e molte scelte
elettorali erano dettate più dal bisogno immediato che da una visione
collettiva.
Come scrisse Ignazio Buttitta, grande poeta e cantore delle
sofferenze siciliane:
“Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri”.
E così accade anche quando si ruba al popolo la parola politica,
sostituendola con il favore, con il bisogno individuale, con il silenzio.
Negli anni ’80 e ’90, mentre l’Italia entrava nella lunga crisi della Prima
Repubblica, anche le dinamiche locali risentirono della frammentazione dei
partiti tradizionali.
L’onda lunga di Tangentopoli arrivò anche nei piccoli comuni: la fine dei
grandi partiti, la personalizzazione crescente della politica, l’ascesa di
leaderismi populisti hanno profondamente trasformato il rapporto tra
rappresentanti e rappresentati. Il potere si è fatto più opaco e,
paradossalmente, più vicino, ma non per questo più giusto. L’elettore è
diventato “cliente”, “follower”, “contatto utile”.
Oggi, di quei limiti si è acquisita una maggiore consapevolezza ed alcuni
sono stati superati grazie a nuove sensibilità, maturate soprattutto a
livello giovanile.
Ma non del tutto. Persistono il vincolo amicale e parentale, il
voto legato al rapporto personale più che alla scelta politica consapevole.
Si è creata una forma di fidelizzazione verso il candidato “vicino”,
“presente”, spesso percepito come disinteressato. Una dinamica non priva di
valore umano - e perciò stesso non negativa - ma che rischia di soffocare
il senso profondo della democrazia: l’uguaglianza dei cittadini davanti alle
idee, non solo davanti alle persone.
Ci si chiede allora: è possibile oggi immaginare una democrazia più matura,
dove il voto sia espressione di una visione di comunità e non solo di una
fedeltà personale?
In parte sì, ma è un percorso lento.
Le diseguaglianze materiali, educative e culturali continuano a colpire le
classi dei cosiddetti nuovi poveri. E anche a livello nazionale, come
dimostra il costante calo dell'affluenza alle urne (alle ultime elezioni
europee 2024 ha votato poco più del 49% degli aventi diritto in Italia),
cresce la distanza tra cittadini e politica. I più vulnerabili, spesso, votano meno, partecipano meno, hanno meno
voce.
È qui che il circolo vizioso delle diseguaglianze si chiude: chi ha meno
potere è meno rappresentato, e chi è meno rappresentato ha meno
possibilità di cambiare il proprio destino.
Eppure i rimedi esistono.
Anche se faticosi, e talvolta non risolutivi, indicano la strada di una
democrazia più sostanziale: promuovere il confronto libero tra idee,
evitare aggregazioni elettorali costruite solo per raccogliere voti e per
stabilire a tavolino chi dovrà essere eletto, riscrivere parole d’ordine
e valori politici aggiornati al tempo presente.
Serve riaprire lo spazio della contesa democratica, favorire nuovi
ingressi sulla scena politica, soprattutto in campo locale, per fare
emergere parte di chi, pur avendone le capacità, oggi resta escluso o ai
margini.
Come ammoniva Pio La Torre, ucciso dalla mafia nel 1982: “La lotta
per la democrazia non può mai dirsi conclusa. Ogni giorno si ricomincia,
ogni giorno bisogna vigilare, denunciare, proporre”.
Fuori da questa prospettiva, c’è il ritorno all’assistenzialismo, al voto di
cortile, al consenso barattato. Dentro, invece, c’è la speranza di una
cittadinanza più forte, più giusta, più consapevole.
E allora, in questo tempo sospeso dell’estate, torniamo a porci le domande
fondamentali:
- a chi serve davvero il nostro voto?
- a noi o a chi ce lo chiede?
- costruisce qualcosa, o lo conferma soltanto?
- cambia, o conserva?
La risposta non è solo politica. È morale. Ed è nostra.
Sport.
"Mondiale per Club", torneo di calcio a 5; finale e premiazione
Guarda il video
Lunedì 21 luglio 2025, presso il campo
comunale di calcetto di Grotte, si è svolta la finale del torneo di
calcio a 5 "Mondiale per Club" organizzato dall'Associazione "Muoviti
Grotte", con la collaborazione del Comune di Grotte(guarda
il video).
Teatro.
"Il mare di carta", commedia in due atti; venerdì 1 agosto in Piazza
Umberto I
Locandina
Nell'ambito delle iniziative dell'Estate Grottese 2025, domani, venerdì 1 agosto alle ore 21.00, in Piazza Umberto I,
verrà messa in scena la commedia brillante in due atti "Il Mare di Carta", scritta e diretta da Ivan Giumento. A
proporre il testo teatrale sarà la Compagnia Teatrale "Medea" di San Cataldo
(CL).
(Locandina)
Sul palco si esibiranno gli attori: Francesco Capizzi, Liliana Carletta,
Daniela Rivela, Sofia Costanza, Elena Falzone, Gaetano Emma, Luigi Nardillo
e Andrea Zimarmani.
"L’immigrazione è un tema che ancora oggi, a distanza degli anni bui del
dopoguerra, ricomincia a tornare attuale, imperterrito, come un triste
destino del quale bisogna tenere conto - così dichiara Ivan Giumento nel
presentare la sua opera -. Lasciare la propria terra per cercare fortuna
altrove. Ieri come oggi la 'valigia di cartone' rimane il simbolo di un
viaggio che fiuta la speranza di una vita dignitosa e lontana da quella
sottomissione umana che uccide e sotterra l’anima. Ma noi siciliani abbiamo
il mare. E per anni abbiamo sognato di navigarlo per raggiungere nuove terre
pronte ad adottarci. Il mare che i bambini dell’entroterra siciliano non
avevano mai visto coi loro occhi ma solo sui libri di scuola: il mare di
carta. In questa storia c’è l’immigrazione dei nostri padri vista con gli
occhi di un bambino ormai diventato adulto. Un bambino che si trova a
combattere con la propria famiglia e con la propria coscienza. Il tutto
contornato dai toni comici e brillanti della commedia popolare, pur
mantenendo il rispetto per un tema così profondo e così radicalmente
integrato nella nostra natura.
'Il mare di carta' - conclude il Regista - non è più una speranza
stampata su un libro ma il ricordo di una scelta importante senza la quale
la nostra vita non avrebbe assunto i colori, straordinari, dell’arcobaleno".
Sport.
Inizierà oggi la "Summer Cup", torneo di calcio a 5 del Centro Nazionale
Sportivo "Libertas"
Locandina
Inizierà
oggi, giovedì 31 luglio 2025, il torneo di calcio a 5 "Summer Cup"
organizzato dal Centro Nazionale Sportivo “Libertas” in
collaborazione con l’Associazione Culturale Sportiva Dilettantistica “New
Star” e con il Comune di Grotte.
(Locandina)
La
competizione si svolgerà presso il campetto comunale in erba sintetica di
Via Ingrao. Il fischio d’inizio è previsto per le ore 21.00.
Nel torneo, diviso in due gironi, si affronteranno squadre che hanno i nomi
delle grandi nazionali:
- nel girone A vedremo sfidarsi le nazionali di Brasile, Francia, Olanda e
Portogallo;
- nel girone B troveremo le nazionali di Spagna, Germania, Italia e
Argentina.
La fase ad eliminazione, che terminerà venerdì 8 agosto, sarà seguita dalle
semifinali di lunedì 11 agosto.
Il torneo si concluderà con le finale di martedì 12 agosto.
Il responsabile tecnico Salvatore Rizzo, insieme al sindaco
Alfonso Provvidenza e all’assessore allo Sport Annamaria Todaro,
invitano tutti i tifosi a partecipare per sostenere le proprie squadre e
regalarsi momenti di spettacolo, bel gioco e sana competizione.
Cronaca.
Distrutto vaso dinanzi al Cine-Teatro "Antonio Liotta"
Vaso distrutto
Cine-Teatro
Saranno
le alte temperature del periodo, che danno alla testa; sarà la voglia di
cimentarsi un qualcosa di diverso, per ingannare la noia; sarà la solita
"ragazzata", un passatempo innocente. Fatto sta che la goccia ha fatto
traboccare il vaso. Anzi, l'ha fatto distruggere irrimediabilmente.
(Vaso distrutto)
Sino al
giorno prima era uno dei quattro posti all'ingresso del Cine-Teatro
"Antonio Liotta" (la cui ristrutturazione dovrebbe essere alle fasi
finali) a scopo decorativo e, non tanto velatamente, con il fine concreto di
impedire fisicamente (talvolta non c'è altra soluzione) soste abusive
proprio dinanzi al portone d'ingresso dell'edificio.
Oggi di quel vaso rimangono solo i ruderi. Se prima erano 4, adesso sono
rimasti in tre. Certo, bisogna riconoscere che l'autore - o gli autori -
dell'azione vi ha posto un certo impegno; non si può dire che l'oggetto sia
fragile né tantomeno leggero. Insomma, riuscire a romperlo sarà stata
un'impresa non da poco.
Eppure tanta costanza e tanto impegno hanno sortito l'effetto desiderato:
mostrare alla cittadinanza il proprio grado di civiltà; a dire il vero
molto basso, forse inesistente.
A pochi giorni dall'atto
vandalico che ha avuto come obiettivo l'Area attrezzata di Via Lazio,
oggi registriamo un altro gesto esecrabile ai danni di un bene comune.
Ciò che l'autore dell'azione non sa è che sulla zona dell'ex Cinema
"Marconi" vigilano diverse telecamere (finalmente taceranno quelli che "Ci
vogliono le telecamere!"), le cui immagini sono state acquisite e
saranno valutate attentamente dalle Forze dell'Ordine.
Il sindaco Alfonso Provvidenza, nel condannare risolutamente il gesto
inqualificabile, ricorda che distruggere un bene pubblico significa creare
un danno economico ma soprattutto d'immagine all'intera comunità cittadina,
sollecita tutti a una maggiore responsabilità collettiva nella tutela degli
arredi urbani e assicura che il vaso vandalizzato sarà presto sostituito. Più che telecamere ovunque - soluzione impraticabile -
occorrerebbe solo un po' più d'educazione e rispetto, da parte di tutti;
in particolar modo da parte degli adulti dai cui comportamenti i giovani
traggono esempio.
Sport. Derio
Garufo a Coverciano: verso la Qualifica UEFA B e la "Garufo Academy"
Derio Garufo
Derio Garufo, calciatore
professionista grottese, sta frequentando il corso per allenatori UEFA B
presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano (FI). Un percorso di
alta formazione che lo proietta verso una nuova fase della sua carriera, con
ambizioni che spaziano dalla panchina alla creazione di una propria scuola
calcio.
(Derio Garufo a Coverciano)
Il percorso formativo di Garufo, iniziato lo scorso 21 luglio, prevede una
fase intensiva in presenza che si concluderà l'8 agosto, seguita da tredici
giorni di lezioni online. L'apice di questo percorso sarà rappresentato
dagli esami finali, fissati per il 27 e 28 ottobre 2025, sempre nella sede
di Coverciano. Al termine della frequenza e del superamento degli esami, la
consegna del titolo di Allenatore UEFA B, che avverrà in una cerimonia alla
presenza dei massimi vertici della FIGC.
"Con la qualifica di allenatore 'Licenza UEFA B' potrò operare nel mondo
del calcio dai dilettanti fino alla Serie D - ha dichiarato Garufo -;
potrò ricoprire il ruolo di secondo allenatore in Serie C, e di
collaboratore tecnico in Serie A e B, non solo in Italia ma anche in Europa.
Per quanto riguarda il settore giovanile, potrò allenare tutte le categorie,
ad eccezione della Primavera".
L'ammissione al corso UEFA B è estremamente selettiva, basata su un
punteggio accumulato nel corso della carriera, con un requisito minimo di
sette anni di professionismo. Garufo si trova in compagnia di un gruppo
ristretto di 42 partecipanti, composto da 37 uomini e 5 donne, tra cui
figurano attuali giocatori di Serie A ed ex nazionali. Un ambiente che
favorisce la nascita di forti legami, utili per il futuro professionale dei
corsisti.
Il corpo docente vanta nomi noti, tra cui Renzo Ulivieri e Attilio Sorbi,
affiancati dai preparatori, psicologi e preparatori dei portieri della
Nazionale italiana.
Intanto si è concluso il corso di
Primo Soccorso con l'ottenimento della relativa certificazione da parte di
tutti i partecipanti.
Nell'intervista che ci ha rilasciato, Garufo ha espresso un particolare
orgoglio nel rappresentare Grotte: "Ritengo sia la prima volta che un
grottese frequenti uno dei corsi per allenatore proposti a Coverciano".
Nonostante l'impegno nella formazione, il Calciatore grottese non intende
appendere gli scarpini al chiodo nell'immediato futuro, prevedendo di
continuare l'attività di giocatore almeno per un altro anno.
Contemporaneamente sta gettando le basi per un progetto ambizioso: la
creazione della "Garufo Academy" sul territorio. A questo scopo ha già
avviato colloqui con dirigenti di importanti club di Serie A e procuratori
di rilievo a livello europeo, riscontrando un vivo interesse.
Ma il suo orizzonte professionale è ampio: "Posso valutare proposte da
allenatore in prima categoria o collaboratore tecnico - ha concluso
Garufo -, perché a me piace allenare sia il mondo giovanile che adulto".
Desiderio
"Derio" Garufo (classe 1987) è un calciatore professionista, difensore.
Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Taranto, ha esordito tra
i professionisti con la maglia della Sangiovannese. Nel corso della sua
carriera ha giocato in numerose squadre. Il suo attuale impegno a Coverciano
è indice della sua volontà di rimanere nel mondo del calcio anche dopo aver
concluso la sua carriera di calciatore, mettendo a disposizione la sua
esperienza sul campo.
Cronaca.
Atto vandalico nell'Area Fitness di Viale Lazio
Recinzione
Tracce
Sgommate
Nelle
ore serali dello scorso venerdì 25 luglio, l’Area Fitness di Viale
Lazio, a Grotte, è stata oggetto di un atto vandalico da parte di
ignoti. Parte della recinzione posteriore è stata abbattuta al fine
di farvi penetrare uno o più motocicli e utilizzare l’area come improvvisata
pista da rally.
(Recinzione abbattuta)
Evidenti
sul terreno, ben visibili, i segni delle ruote lasciati dalle
ripetute gincane effettuate sia nell’area fitness che sull’attiguo
campetto polifunzionale.
L'Area Fitness "San Rocco", realizzata grazie all’impegno
dell’Amministrazione comunale, era stata inaugurata domenica 12 novembre
2023.
(Tracce sul terreno)
In essa
numerosi amanti dello sport all’aria aperta hanno trovato il luogo dove
poter svolgere in serenità le proprie attività, anche grazie alla presenza
di diverse attrezzature sportive che vi sono state installate. Quest’atto
vandalico - l’abbattimento di parte della recinzione e l’uso
improprio con danni alla pavimentazione - squalifica chi lo ha
compiuto, ai danni di un’intera comunità.
(Sgommate sulla pavimentazione del campetto polifunzionale)
Il
sindaco Alfonso Provvidenza, messo al corrente dell’accaduto, ha già
dato mandato alle competenti Autorità di avviare le indagini.
“Nel giro di qualche giorno provvederemo a risistemare l’area,
riconsegnandola alla fruizione della nostra comunità - ha dichiarato
Provvidenza -. Sono sinceramente dispiaciuto del fatto che ci siano dei
nostri concittadini che non hanno capito il valore del rispetto per i beni
pubblici”.
Chiesa.
"Disertiamo il silenzio" per Gaza; appello dell'Arcivescovo di Agrigento
Manifesto
L’Arcidiocesi metropolitana di Agrigento si unisce all’iniziativa
“Disertiamo il silenzio” per Gaza.
(Manifesto)
L’Arcivescovo di
Agrigento, mons. Alessandro Damiano, in un messaggio inviato alla
Chiesa agrigentina chiede, per domenica 27 luglio, di intensificare
la preghiera per la pace e di aderire all’iniziativa “Disertiamo il
silenzio” proposta dal movimento cattolico Pax Christi per rompere il
silenzio sul dramma di Gaza.
Pertanto ha invitato tutte le parrocchie a inserire una preghiera per la
pace a Gaza durante la preghiera dei fedeli in tutte le messe della
domenica e, alle ore 22.00, a far suonare le campane delle
chiese per esprimere solidarietà e vicinanza al grido di chi soffre a causa
della guerra.
Attualità.
"Gaza: chiederci se siamo rimasti umani o siamo diventati bestie"; di
padre Alex Zanotelli
Padre Alex Zanotelli
(missionario comboniano)
Sono inorridito per il
genocidio del popolo palestinese, perpetrato dal governo d’Israele sia a
Gaza, come in Cisgiordania.
Basta leggere il documento della relatrice speciale dell’Onu, Francesca
Albanese, dal titolo “Da economia di occupazione a economia di
genocidio” per rendersene conto.
È ora di incominciare con coraggio a usare questa parola che ci fa paura:
genocidio.
Ma sono altrettanto inorridito per la totale indifferenza dell’Occidente
che si proclama cristiano, ma a piene mani sostiene Israele che
sta massacrando il popolo palestinese.
Oltre ai continui attacchi alla popolazione inerme che cerca di trovare del
cibo per sfamarsi (vengono uccisi così, mentre stanno in fila anelando a una
ciotola di riso in un orrore senza fine), i soldati hanno addirittura
colpito la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, che ospita ben
cinquecento sfollati palestinesi, causando tre morti e undici feriti, dei
quali quattro molto gravi.
Tra questi feriti c’è anche il parroco della chiesa colpita, Padre Gabriele
Romanelli, al quale Papa Francesco ogni giorno telefonava per avere notizie
da Gaza. Stiamo assistendo impassibili e muti al suicidio di Israele e al suicidio
dell’Occidente.
Trovo incredibile che un popolo, come quello ebraico, che ha sofferto la
Shoah (un orribile genocidio), possa ora ripetere lo stesso annientamento (Nakba)
contro un altro popolo.
Possiamo solo chiederci se siamo rimasti umani o siamo diventati bestie,
anzi, peggio, perché le bestie non commettono questi orrori e questo
scempio, ma uccidono le loro prede solo per istinto e per fame.
E trovo altrettanto incredibile che l’Occidente che continua a
proclamarsi cristiano rimanga non solo indifferente, ma complice di questo
genocidio.
E qui sta il suicidio dell’Occidente perché questa tragedia di Gaza rivela
la disumanizzazione di noi, che ci proclamiamo parte del mondo “civile” e
invece dimostriamo di aver perso quel minimo di umanità che davanti
all’orrore pone un freno, una barriera, un confine. Quando la sofferenza dell’altro non ci tocca più, vuole dire che non
siamo più umani, né tantomeno cristiani.
E tutto questo non è da oggi!
Dieci anni fa tutte le chiese della Palestina (compreso il cardinale
Pizzaballa) e anche i movimenti nonviolenti palestinesi ci inviarono un
importante documento, Kairos Palestina, nel quale, dopo un’impietosa
analisi del sistema di apartheid imposto al popolo palestinese, chiedevano
alla chiesa d’Occidente di lanciare con forza il BDS (Boicottaggio,
Disinvestimenti e Sanzioni) contro Israele.
Era stato usato con successo contro il Sudafrica dell’apartheid e può essere
efficace anche contro il sistema d’apartheid di Israele.
Ma purtroppo le chiese d’Occidente e la società civile d’Europa non hanno
mosso un dito!
È chiaro che il BDS può essere efficace solo se diventa un movimento
popolare, come lo era stato contro il Sudafrica.
Il BDS è uno strumento nonviolento molto importante, ecco perché lo abbiamo
rilanciato con forza in Italia.
Dobbiamo costruire ovunque comitati capaci di organizzare il BDS contro
Israele.
Francesca Albanese chiede anche azioni legali contro i dirigenti di
multinazionali che sostengono e armano le forze armate di Israele contro il
popolo palestinese, come l’italiana Leonardo.
Anche questa è una strada da percorrere. Dobbiamo esser grati al lavoro di informazione di Francesca Albanese
e sosteniamo anche la campagna per il conferimento del premio Nobel a
questa coraggiosa donna di pace.
Sarebbe uno smacco a Israele e agli Usa.
In un momento così tragico della storia umana, dobbiamo tentare tutte le
strade possibili per salvare non solo il popolo palestinese, ma anche il
popolo israeliano insieme alle nostre addormentate coscienze occidentali.
Ricerca.
Il prof. Filippo La Paglia: tra scienza e innovazione alla conferenza
"CYPSY28" di Sydney
Prof. La Paglia
In sessione
Scheda
Relazione
Prof. La Paglia
In un
recente congresso internazionale il prof. Filippo La Paglia, ha
offerto un contributo significativo, delineando nuove prospettive
sull'intersezione tra psicologia e tecnologie avanzate.
(Il prof. Filippo La Paglia durante la sua relazione)
Il
convegno, la "CyberPsychology, CyberTherapy and Social Networking
Conference" (CYPSY28), si è tenuto dal 15 al 17 luglio 2025 a
Sydney, in Australia, presso il Sofitel Wentworth Sydney, ed è stato
ospitato da IDCARE, il servizio nazionale australiano e neozelandese di
supporto per l'identità e la sicurezza informatica, che si propone come
crocevia per la condivisione di conoscenze e la promozione di collaborazioni
multidisciplinari, con l'obiettivo di sviluppare soluzioni basate su
evidenze scientifiche che migliorino la salute e la società nell'era
digitale.
Il prof. La Paglia, attualmente titolare di docenze in Psicologia Generale e
Psicologia Clinica presso i corsi di laurea in Infermieristica dei poli
universitari di Agrigento e Caltanissetta dell'Università di Palermo, ha
assunto molteplici ruoli chiave durante i lavori congressuali.
(Il
prof. Filippo La Paglia in veste di Chair)
La sua
partecipazione ha evidenziato non solo la sua profonda competenza, ma anche
la sua posizione di rilievo nel panorama scientifico internazionale.
In particolare, tra i ruoli e contributi offerti dal prof. Filippo La
Paglia alla CYPSY28:
- Membro del Comitato Scientifico; in questa veste ha svolto un ruolo
cruciale nella valutazione della solidità scientifica e dell'efficacia dei
lavori presentati, garantendo un elevato standard qualitativo delle ricerche
discusse;
- Chair della sessione "Advancing Technologies and Global Impacts";
presiedendo e moderando una sessione dedicata alle tecnologie emergenti e ai
loro impatti globali, facilitando il dibattito e gli interventi di
ricercatori provenienti da contesti geografici diversi, inclusi la
Federazione Russa, il Texas e l'Australia;
- Relatore; in questa veste ha presentato una ricerca innovativa
interamente sviluppata dall'Università di Palermo: un ambiente virtuale
corredato da un protocollo di ricerca specifico, concepito per la
riabilitazione di pazienti affetti da schizofrenia. Questa presentazione ha
sottolineato l'impegno dell'ateneo palermitano nella frontiera delle
applicazioni cliniche della realtà virtuale.
Le discussioni durante il consesso hanno toccato temi di estrema attualità e
rilevanza, quali l'intelligenza artificiale, la Cybersecurity, il Cybercrime,
i Cobot (robot collaborativi in grado di interagire con gli esseri umani), e
le diverse applicazioni cliniche della realtà virtuale per il trattamento di
disturbi psichiatrici come fobie, ansia e schizofrenia.
Il focus generale è stato sull'impatto trasformativo delle psico-tecnologie
sul benessere psicologico, sulla società e sulla salute mentale,
evidenziando la crescente necessità di un approccio multidisciplinare per
affrontare le sfide e cogliere le opportunità offerte dal progresso
tecnologico.
Il dott. Filippo La Paglia è un riconosciuto esperto nel campo della
psicologia, con una solida carriera accademica e clinica. La sua ricerca e
il suo interesse si concentrano in particolare sulle applicazioni innovative
delle tecnologie digitali e virtuali nell'ambito della salute mentale e
della riabilitazione psicologica.
Spettacolo. XXII edizione del
Premio "Nino Martoglio" a Grotte
Guarda il video
Manifesto
Domenica 20 luglio 2025 alle ore 21.00 in
Piazza Umberto I, a Grotte, si è svolta la XXII edizione del Premio "Nino
Martoglio", ideato e diretto da Aristotele Cuffaro(guarda
il video).
Viabilità. A passeggio per le vie del paese:
isola pedonale nel centro di Grotte, dal 18 luglio al 30 agosto 2025
Area
pedonale
Durante
le calde serate estive, lungo la via principale di Grotte si potrà
passeggiare in tranquillità.
La Giunta comunale guidata da sindaco Alfonso Provvidenza ha dato il
via libera all'istituzione di un'isola pedonale urbana che
trasformerà il corso Garibaldi, nel tratto compreso tra Via Roma e
Piazza Marconi, in una passeggiata libera da veicoli per gran parte
dell'estate.
La decisione, adottata con la delibera n. 84 del 16 luglio 2025, ha lo scopo
di rendere il centro cittadino più accogliente e fruibile, per residenti e
turisti, durante il periodo di maggiore afflusso turistico. Dal 18 luglio al 30 agosto 2025, ogni sera dalle ore 20.00 alle
ore 24.00, questo tratta stradale sarà riservato esclusivamente a pedoni
e biciclette. Un provvedimento che risponde alla volontà
dell'Amministrazione di promuovere il turismo e offrire un clima di festa a
cittadini e ai numerosi emigrati che, come ogni anno, tornano nel loro paese
d'origine.
L'istituzione di quest'area a traffico limitato è pensata per facilitare la
circolazione a piedi e permettere a tutti di godere pienamente delle
iniziative culturali, sportive, ricreative e di spettacolo che animeranno
l'Estate Grottese 2025. Il fine è quello di creare un ambiente più sicuro e
piacevole, favorendo l'incontro e l'aggregazione, in particolare nei giorni
festivi in cui si registra una maggiore presenza di persone.
La delibera tiene conto anche di alcune esigenze specifiche: sarà consentito
il transito ai residenti nell'area e ai veicoli al servizio di persone con
disabilità (muniti dell'apposito contrassegno).
Comune.
Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per martedì 29
luglio alle ore 18.00
Aula consiliare
L'adunanza del prossimo
Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta
ordinaria
presso la sala consiliare del Comune di Grotte,
su determinazione del presidente Angelo Carlisi, è stata fissata
per
martedì 29 luglio, alle ore 18.00.
Verrà discusso il seguente ordine del giorno:
1) nomina scrutatori, lettura e approvazione verbali seduta precedente;
2)
Modifica Documento Unico di Programmazione Triennio 2025-2027 approvato con
deliberazione di Consiglio comunale n.14 del 03/06/2025.
3) Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri di
bilancio per il triennio 2025/2027, ai sensi degli artt. 175 comma 8 e 193
del D. Lgs. n. 267/2000.
4) Affidamento del servizio di tesoreria comunale per il periodo 2026-2029.
Approvazione dello schema di convenzione e delle direttive per
l'espletamento della procedura.
5) Proposta di deliberazione di Consiglio comunale: "Revisione biennale
della pianta organica delle farmacie del Comune di Grotte (2024) - conferma".
In caso di mancanza del numero legale la seduta sarà sospesa per un'ora e,
qualora dopo la sospensione non ci fosse ancora la presenza del numero
legale dei Consiglieri, la seduta di seconda convocazione sarà tenuta il
giorno successivo, sempre alla stessa ora.
Università.
Auguri alla dott.ssa Alisea Infantino, per la sua laurea magistrale
Dott.ssa Infantino
Con i genitori
Lo scorso mercoledì 23
luglio
2025, la dott.ssa Alisea
Infantino ha conseguito
la laurea magistrale in Psicologia Clinica presso la Facoltà di
"Scienze dell'Uomo e della Società" dell'Università
degli Studi di Enna "Kore" con il voto finale di 110/110, lode
e menzione della tesi.
(La dott.ssa Alisea Infantino con i genitori)
Innanzi alla Commissione di Laurea, Alisea Infantino
ha discusso la tesi finale dal titolo "Supporto psicologico e
disabilità: dalla gestazione alla nascita. Riflessioni sulla psicologia
perinatale", alla presenza della
relatrice prof.ssa Monica Pellerone (Associata di Psicologia dello sviluppo
e dell'Educazione).
Alla dott.ssa Infantino, dalla nostra Redazione, i complimenti per il
traguardo brillantemente raggiunto e l'augurio di una prestigiosa carriera professionale.
Politica. "Le trasformazioni nella società,
all'ombra dei nani";
di Enzo Napoli
Enzo Napoli
Governare il cambiamento
non sempre è possibile, soprattutto se le trasformazioni nella società
avvengono in maniera sempre più repentina.
Per incidere concretamente occorre anticipare o almeno essere in rapida
sintonia con i mutamenti.
Elaborare idee e proposte, che non si limitino ad assecondare ciò che sta
accadendo, ma ne orientino in qualche modo la rotta, richiede la capacità di
leggere la realtà senza le lenti distorsive dei pregiudizi ideologici.
È questa capacità di leggere la realtà che si è sempre più affievolita e la
causa principale è la trasformazione del sistema politico verso modelli
leaderistici.
I leader hanno la necessità di ottenere il maggior consenso possibile per
rimanere in sella e per farlo si limitano a lisciare il pelo agli umori
dell'elettorato e gli umori prevalenti, quasi sempre, sono la conseguenza di
cambiamenti già operanti nella società.
Ancor più se tali leader sono circondati da lacchè plaudenti ed interessati
che mai si azzarderebbero a contraddire il capo da cui traggono il beneficio
della rielezione.
Accade anche che personalità che potrebbero e dovrebbero esercitare la loro
intelligenza critica, per comodità ed opportunismo, si appiattiscano nel
pensiero unico dominante del capo del partito.
Finché la legittimazione deriverà dalla fedeltà ad un capo e non dal
radicamento nel territorio, dalla capacità di ascoltare e rappresentare le
persone e non i simboli, la politica arriverà in ritardo e sarà costretta a
inseguire gli eventi e le opinioni e sarà condannata all'impotenza.
Ci si chiede perché gli elettori si identifichino sempre meno nelle forze
politiche e disertino sempre più le urne.
La spiegazione è abbastanza semplice: gli elettori hanno perfetta
consapevolezza dell'inutilità della politica e del fatto che essa sia sempre
di più asservita a logiche personali e di potere.
Colgono, con estrema facilità, il fatto che poco o nulla, se non in peggio,
si determinato da chi governa e ancor meno da chi strilla all'opposizione.
Le riforme, quelle necessarie a rendere il paese più moderno ed efficiente,
non si riescono a fare perché la politica non ha la lucidità e
l'autorevolezza necessarie.
Quelle che si vogliono fare puntano solo a ridefinire i poteri e gli
equilibri tra le istituzioni, perché, dicono, sarà più facile governare, ma
senza alcuna idea su come rilanciare l'economia e l'occupazione.
La verità è che, ormai, il declino è inarrestabile, i decisori veri sono i
potentati economici internazionali, il ruolo dell'Italia è marginale e le
periferie geografiche e sociali (tra cui la Sicilia) destinate al degrado.
La politica è in perenne ritardo, cerca di rattoppare lacerazioni sempre più
profonde, si limita ad annunci e propaganda, ma è sempre più
autoreferenziale e lobbistica.
È un motore che fa rumore, gira a vuoto, ma con la trasmissione rotta. Le
ruote non girano e la macchina non va avanti, anzi torna indietro perché la
strada è in salita.
Statisti non ce n'è e meno che mai leaders lungimiranti.
Il sole è basso all'orizzonte e le ombre dei nani sembrano quelle di giganti.
Iniziative. "FuoriClasse - Talenti in Comune";
martedì 29 luglio ore 21.00 in Piazza Umberto I
Manifesto
Sandra Licata
Si
terrà il prossimo martedì 29 luglio 2025, a partire dalle ore 21.00 in
Piazza Umberto I a Grotte, "FuoriClasse - Talenti in Comune",
la
serata in onore di tutti gli studenti grottesi che si sono particolarmente
distinti nell'anno scolastico 2024/2025.
(Manifesto)
Verranno consegnati dei riconoscimenti agli alunni dell'Istituto Comprensivo
"Leonardo Sciascia" di Racalmuto che hanno frequentato il
plesso "V. E. Orlando" di Grotte e che si sono diplomati con "10" o "10 e Lode"
- alla presenza della dirigente scolastica prof.ssa Carmen Campo - e agli
studenti grottesi degli Istituti di Scuola Secondaria di 2° grado che hanno
conseguito la maturità con la votazione di "100/100" o di "100/100 e Lode".
Nell'ambito della manifestazione verranno attribuiti ulteriori riconoscimenti -
Premi Speciali - ad
alcuni concittadini che si sono distinti nella propria attività e nel sociale.
Il "Premio Talenti in Comune" sarà attribuito al giovane
musicista Giovanni Massimo Puglisi, l'Encomio Speciale verrà conferito alla
dott.ssa Flavia Iannello, il Premio
"Fuoriclasse - identità siciliana" verrà consegnato ad
Aristotele Cuffaro; questo premio è la novità dell'anno che apre nuovi
orizzonti per le future edizioni, intende valorizzare alcuni siciliani che
sono profondamente legati alla nostra terra e attraverso la loro arte, il
loro impegno, dimostrano questo attaccamento alla Sicilia.
Due Premi "Fuoriclasse" saranno conferiti ai giovani calciatori
Gabriele Garifi e Mario Vizzini.
Nel corso della serata verrà anche consegnato un attestato, per il
raggiunto traguardo del pensionamento, all'ispettore capo di Polizia
Municipale Salvatore Liotta.
Ospite della manifestazione, la cantante Simona Infantino.
Alla manifestazione, presentata da Sandra Licata con la
collaborazione di Carmelo Arnone, e promossa dall'Assessorato
allo Spettacolo del
Comune di Grotte e dall'Associazione "Media &
Communication", parteciperà il sindaco Alfonso
Provvidenza.
La regia è a cura di AVF Service; per la direzione artistica e
l'organizzazione di Sandra Licata.
Iniziative.
Iniziato il Groest 2025 a cura della Consulta Giovanile del Comune di
Grotte
Guarda il video
Lunedì 21 luglio 2025, presso l'Oratorio "Livatino" di Grotte, hanno avuto
inizio le attività del Groest 2025. L'iniziativa, organizzata a cura della
Consulta Giovanile di Grotte, ha il patrocinio del Comune ed è realizzata
con la disponibilità dei locali della Chiesa Madre(guarda
il video).
Università. Auguri al dott. Giuseppe Russo, per la sua laurea magistrale
Dott. Giuseppe Russo
Con i familiari
Oggi, mercoledì 23 luglio
2025, il dott.
Giuseppe Russo ha conseguito
la laurea magistralein Ingegneria Biomedica, avendo concluso
il "Master of Science Course in Biomedical Engineering" presso il "Department
of Mechanical and Aerospace Engineering" del Politecnico di Torino.
(Il dott.
Giuseppe Russo con i familiari)
Innanzi alla Commissione di Laurea,
Giuseppe Russo
ha discusso la tesi finale dal titolo "Development and Testing of a
Microcontroller-Based System for a Electrical Stimulation of Engineered
Skeletal Muscle Tissued", alla presenza dei
relatori prof.ssa Diana Massai e ing. Stefano Gabetti.
Al dott.
Giuseppe Russo, dalla nostra Redazione, le più
sentite felicitazioni per il
traguardo raggiunto e l'augurio di ulteriori successi personali e
professionali.
Attualità.
"Gaza: un genocidio sotto gli occhi del mondo"; di Carmelo Arnone
Strage di bimbi
In questi anni
l'orrore ha un nome, e si scrive Gaza. Mentre il mondo osserva,
tra colpevole indifferenza e complicità, si sta consumando una tragedia
di immense proporzioni, uno sterminio sistematico del popolo
palestinese per mano delle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
Sia chiaro: la condanna è ferma e inequivocabile per l'attacco brutale e
disumano di Hamas del 7 ottobre 2023; un attacco che Israele, con una
miope e deliberata negligenza, non ha saputo - molto probabilmente non ha
voluto - prevedere né contenere. Così come altrettanto decisa è la
condanna della condotta inaccettabile di mantenere sequestrati gli ostaggi
civili, la cui liberazione immediata è un imperativo categorico.
(Corpi di bambini avvolti nei sudari)
Ma la indiscussa condanna delle azioni di
Hamas non può e non deve in nessun modo servire da giustificazione, né
attenuare la gravità, dello sterminio che l'IDF sta attuando nella
Striscia di Gaza.
Oltre 60.000 palestinesi sono stati
ammazzati, e tra questi un numero
agghiacciante di oltre 20.000 bambini innocenti.
Bambini, anche neonati, inermi, innocui, indifesi (vedi
discussione alla Knesset - il Parlamento di Israele).
Questi non possono in alcun modo essere definiti "danni collaterali" di una
guerra, perché questa non è una guerra (un esercito fortemente armato
contro civili non combattenti disarmati); è l'attuazione pratica del
sadismo di un'ideologia che disumanizza un popolo intero per poterlo
cancellare senza rimorsi.
L'uso della fame come arma di sterminio è una strategia di una crudeltà
inaudita.
Dalle poche immagini che filtrano, e dalle
testimonianze degli ultimi
soccorritori (medici, infermieri, personale volontario) si vedono persone
che collassano per strada, ospedali (i pochi non ancora bombardati) non più
solo pieni di feriti, ma anche di individui consumati dalla
mancanza di
cibo. Attaccare civili inermi che cercano di sfamarsi o dissetarsi in fila
per gli aiuti, non è un atto di guerra; è terrorismo di Stato. Privare un'intera popolazione non combattente di cibo, acqua, medicine,
elettricità, gas, carburante e ogni mezzo di sopravvivenza è una
decisione criminale di assoluta e inaudita gravità.
Quando si impedisce a una commissione indipendente delle Nazioni Unite e ai
giornalisti di accedere al territorio di Gaza, il sospetto che si vogliano
occultare gli orrori quotidiani inferti alla popolazione civile si
trasforma in una certezza sconcertante.
Il timore fondato è che queste operazioni di
terrorismo militare di Stato
siano attuate con il solo e unico fine di
appropriarsi definitivamente di
quel territorio, di ogni piccolo lembo di terra abitato dai palestinesi,
sterminando anche (e soprattutto) anziani, donne e
bambini inermi.
All'auspicio "due popoli, due Stati" Israele risponde eliminando uno dei due
popoli; un solo popolo (quello israeliano) e un solo Stato (Israele).
Con l'intento, a lungo termine, passo dopo passo, di
appropriarsi della
cosiddetta "terra promessa", dal Nilo all'Eufrate; facendo strage - seguendo
letteralmente il dettato biblico - di ogni essere vivente che la occupa:
uomini, donne, bambini, persino gli animali.
È una politica di genocidio sistematico, attuata sotto gli occhi
distratti della comunità internazionale, parte della quale è
colpevolmente complice, fornendo supporto politico e armi a questa
carneficina.
Un copione ben noto è stato attuato il 7 ottobre 2023: il prevedibile
attacco di Hamas seguito da una finta sorpresa per la reazione; una
manipolazione mediatica che abbiamo vissuto in diretta video. Questa non è difesa: non c'è nessuna minaccia all'esistenza dello Stato
di Israele che giustifichi questa barbarie. Non è guerra, è sadismo; è
la decisione criminale di massacrare bambini, l'odio trasformato in
dottrina
militare.
Non stiamo parlando di soldati sotto attacco, stiamo parlando di
assassini di bambini. Chi giustifica questi crimini non è "neutrale", è
complice. Chi considera "ogni bambino un nemico" ha già perso la propria
umanità.
Noi, nel 2025, abbiamo il "dovere morale" di
gridarlo a gran voce.
Gli ultimi giorni sono stati forse i peggiori da quando sono iniziati il
genocidio e l'esodo forzato. Oltre alle terribili esplosioni che continuano
a distruggere gli ultimi resti di Gaza o i continui insensati ordini di
evacuazione (per andare dove?), la carestia è diventata l'arma più letale
usata contro i palestinesi. È vergognoso che si parli ogni giorno delle continue stragi di innocenti
in fila per il cibo a Gaza (presso i pochissimi camion di derrate che
vengono fatti entrare), della fame usata come arma, dei sei fronti di guerra
aperti da Israele in spregio a ogni diritto internazionale, ma non si
faccia assolutamente nulla per fermare questa atrocità.
Il Governo italiano, pur concordando con la frase del Papa "Basta barbarie",
vota contro una proposta europea di sospendere i
trattati commerciali con
Israele.
Il primo ministro israeliano si è "scusato" con Papa Leone XIV per il
bombardamente "per errore" della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, ma
subito dopo l'IDF ha sparato sulla folla.
È quel Benjamin Netanyahu, il cui arresto è stato richiesto dalla
Corte Penale Internazionale per "crimini di guerra e contro l'Umanità",
e che la magistratura israeliana da anni tenta di processare per corruzione,
ma lui non si presenta in tribunale (ultima scusa addotta, intossicazione
alimentare).
Questa è la realtà, e non possiamo più permetterci di distogliere lo sguardo.
Cronaca.
"Attorno al paese di Milena è stata fatta terra bruciata";
di Alfonso Cipolla
Canadair
Campagna
Ieri, sabato 19 luglio,
giornata in cui è stata diffusa l’allerta meteo, abbiamo visto e sentito il
rumore dei canadair che passavano continuamente nel cielo di Milena
in direzione est. Andavano a scaricare migliaia di litri di acqua nelle zone
circostanti per tentare di spegnere il grosso incendio, o comunque di
circoscriverlo.
(Canadair in azione sulle campagne di Milena - Foto di Anna Cassenti)
Le fiamme (spontanee o provocate dai
piromani?) hanno interessato particolarmente alcune zone: “Serra di Biala”,
“Binnardu”, “Limione”, “Culìa” fino al “Mulinazzu”
alle porte del nostro paese con il concreto rischio per le case periferiche
di contrada “Santa Maria” che, infatti, la notte sono rimaste al
buio, forse per precauzione.
Si dice che le fiamme siano arrivate anche fino a “Cincurana” contrada a
pochi chilometri da Racalmuto con molti proprietari di Milena.
Per avere il quadro completo del disastro arrecato alle nostre campagne e ai
terreni dei paesi confinanti, basta notare che ormai praticamente non è
rimasta più terra da bruciare: da Monte Campanella a Monte Conca
passando da Rocca dei Morti per finire con “Jannicu” e “Lusciànniru”
il terreno e il paesaggio è tutto nerastro, incenerito.
Ritornando allo spegnimento con l’uso di canadair ed elicotteri, bisogna
notare che i costi del loro utilizzo sono altissimi.
E spesso prevalgono le fiamme. E i terreni bruciati non possono nemmeno
essere usati nemmeno per pascolo. E si danneggia l’economia locale.
(Territorio bruciato)
Siamo nel 2025, nell’era dell’Intelligenza
Artificiale, eppure non si riesce a risolvere il problema della prevenzione
degli incendi. Forse dovremmo rivolgerci ad essa, considerato che
l’Intelligenza Naturale degli uomini preposti al controllo del territorio
(partendo dai Comuni fino ad arrivare alla Regione) non riesce a prevenire e
controllare gli incendi, né col personale idoneo e nemmeno con l’utilizzo
dei droni.
E continua a rimanere il dubbio se gli incendi scoppino più per
autocombustione per le temperature molto elevate o piuttosto perché
appiccati dai piromani.
E mentre non abbiamo alcuna certezza sulla percentuale delle responsabilità,
restano i danni enormi arrecati alla natura, all’ambiente, ai proprietari
e all’economia locale. Anno dopo anno si fa terra bruciata. E quel che ci preoccupa è che
“chi di dovere” non riesca né a prevenire gli incendi né a rintracciare,
individuare e punire come si deve i piromani.
E che la politica sembra essersi rassegnata all’andazzo. No, non ci si può rassegnare, bisogna cambiare tattica. Bisogna
ricorrere a tutti i mezzi, anche a quelli mai provati. Magari ricorrendo
anche all’Intelligenza Artificiale dato che quella umana l’abbiamo già
sperimentata senza alcun risultato.
Ma per avere successo è necessaria la collaborazione di tutti.
Anche dei cittadini: ognuno di noi dia una mano rispettando le norme
antincendio nei propri terreni e cercando di individuare la presenza di
eventuali piromani.
Dopo gli ultimi
fatti successi in paese, tra cui l’uccisione di Totu testa russa, le
violenze e il matrimonio di Vicienzu sarda sicca con Paolina,
Giuseppe Cucciarrè meditava di cambiare vita.
Ogni giorno si rendeva sempre più conto che in quella terra solo i disonesti
avevano vita facile. Non poteva andare avanti così.
Dopo la morte della moglie tutta la sua vita era entrata in crisi.
Non reggeva più la prepotenza di padroni e mitatieri e questo lo
portò a decidere che l’unica cosa da fare, come gli aveva detto una volta
Totuspaddraleggia, era prendere la valigia e partire. Non vedeva altra
soluzione.
Erano i primi di novembre e un giorno, mentre si trovava in piazza, ebbe
modo di chiacchierare con Vittoriu Todaru. Anche lui la pensava allo
stesso modo. Se si voleva dare una svolta alla propria vita bisognava andare
lontano. Avevano sentito che in Germania c’era tanto lavoro e pagavano anche
bene.
Dopo quella lunga chiacchierata i due decisero che sarebbero partiti per la
Germania. Sarebbero andati a Francoforte dove già da un anno si trovava il
cugino di Vittoriu.
Era una fredda giornata, il cielo era nuvoloso e soffiava un vento gelido di
tramontana.
Erano le dieci in punto quando si sentì bussare alla porta.
- “Cu è?” rispose u zi Turriddru
Cucciarrè. -“Iu
sugnu, mastru Cola”.
Quell’uomo insieme a Giuseppe caricò velocemente le valigie sul carretto e
partirono. Per Giuseppe quello era l’inizio di una nuova avventura. Dentro
di lui c’era una grande agitazione. Da un lato aveva paura di lasciare tutto
e andare incontro all’ignoto, ma dall’altro nutriva la speranza che tutto
ciò poteva migliorare la sua vita, e questo lo incoraggiava parecchio.
Il carretto imboccò una ripida discesa, poi il corso e a seguire lo stradone
che portava dritto allo scalo ferroviario.
Quando arrivarono videro che sul marciapiede, che costeggiava la linea
ferrata, c’erano mucchi di valigie, la maggior parte legate con lo spago.
Ad un tratto da dietro la curva arrivò il treno a velocità moderata. Si
fermò, aprirono gli sportelli e cominciarono a salire tutti spingendosi l’un
l’altro come tanti muli. C’era una gran confusione. Giuseppe si fece spazio
in mezzo a tutta quella folla e salì pure lui.
Gli scompartimenti avevano sei posti a sedere. Erano angusti con sedili di
legno.
Dopo tanto cercare finalmente Cucciarrè trovò un posto. Era in uno
scompartimento dove erano sedute due signore, una di fronte all’altra, sul
lato del finestrino. Accanto a loro c’erano due uomini, uno più giovane e
l’altro più anziano.
- “Nantri
siemu da Sabetta” esordì la
signora più anziana.
-“Stamu au Bergiu, a Sarè. E tu unni stà?” chiese all’altra.
- “Nantri
in Francia, a Nansie. Iu veramenti è la prima vota ca ci vaiu.
Ma marito avi du anni c’a statu sulu”.
Le due donne erano vestite di nero e avevano in testa un grande fazzoletto
che gli copriva tutto il capo.
Quella che andava a Seraing era una donna sui cinquant’anni. Aveva il viso
di colore olivastro, occhi neri, guance incavate. L’altra invece era più
giovane, aveva sui trent'anni. Occhi castani, capelli ricci, viso irregolare
e in braccio aveva un bambino piccolo.
- “Ma marito avi quattr’anni ca travaglia a miniera di cravuni. È pagatu
bene. Ora ni stamu murannu na bella casa.
Au Bergiu non è comu in Sicilia ca si travaglia senza guadagnari”continuò la signora che era di
Santa Elisabetta.
Poi, guardando la più giovane, chiese: - “Comu
si chiama u picciliddru?”.
- “Carmilinu
si chiama e avi quattru misi”rispose l’altra, mentre con le
mani continuava ad accarezzare la testolina del piccolo.
Giuseppe era seduto in uno dei due posti accanto al corridoio. Di fronte a
lui c’era un giovane, alto e robusto con una folta chioma nera, che fumava
di continuo nazionali senza filtro.
- “Tu dove vai?” chiese Giuseppe sforzandosi di parlare in italiano.
Il giovane aspirò profondamente il fumo della sigaretta che aveva in bocca e
rispose:
- “Iu
in Germania vaiu, sugnu di Favara e avi tri anni ca staiu a Dusseldorf”.
- “Iu pure in Germania vaiu, precisamente a Francoforte”. - “Ma
stu trenu a chi ura arriva a Milanu?”
chiese Giuseppe al giovane che gli stava di fronte.
- “Si
tuttu va beni, ann'a passari almenu trenta uri”
rispose il giovane dalla folta chioma.
Il bambino della signora che andava a Nances cominciò a piangere.
La donna cercò di calmarlo come poteva ma poi visto che non la smetteva, si
girò di spalla, scoprì il seno e cominciò ad allattarlo.
Poco dopo raggiunsero la stazione di Canicattì, anche lì un mare di gente
salì sul treno.
Tutti quei passeggeri, stipati come sardine, erano emigranti che andavano
alla ricerca di una vita migliore. Le carrozze partivano da Agrigento,
Palermo, Siracusa arrivavano a Messina e lì, dopo aver attraversato lo
stretto, venivano agganciate ad un'unica motrice.
Quel treno era la Freccia del Sud, che collegava la Sicilia con il resto del
paese e arrivava a Milano dopo un viaggio lungo e faticoso.
Da lì poi la maggior parte proseguiva chi per la Germania, chi per la
Francia o per il Belgio.
Passarono una ventina di giorni da quella mattina della partenza. Un tardo
pomeriggio si sentì bussare alla porta da zà Teresina.
- “Cu
è?” rispose la donna.
-“Iu sugnu. Mimu u pustieri, c’è na littra pi vantri, veni da
Germania”.
A zà Teresina scese velocemente le scale, afferrò quella busta e l’aprì
subito. Era sicuramente una lettera del figlio. Ma lei non sapeva né
leggere, né scrivere. Come fare ora?
Doveva assolutamente trovare qualcuno che gliela leggesse.
Era il 1960 e in quegli anni, specie nelle regioni meridionali, il tasso di
analfabetismo era altissimo. Solo pochi avivanu u cuocciu da littra,
la maggior parte era ignorante. A zà Teresina rimase per un attimo a pensare. Fra i vicini non
conosceva nessuno che poteva aiutarla. Improvvisamente le venne in mente un
nome: la signorina Criminisi. L’aveva vista alcune volte leggere in Chiesa.
Poteva chiedere a lei.
La signorina abitava in una casa, lungo la via Cavour, insieme alla sua
famiglia che era formata da altre due sorelle e da tre fratelli. Tutti
rigidamente schetti.
Tutti i componenti di quella famiglia conducevano una vita quasi monacale.
Le tre sorelle, ogni mattina, uscivano da casa sempre alla stessa ora, per
andare alla messa delle otto in Matrice. Erano sempre puntuali, camminavano
tutte e tre a braccetto mentre scendevano le lunghe scalinate che portavano
giù in piazza.
In quella grande casa ognuno di loro aveva uno spazio e delle attività da
svolgere.
Ngilinu, che era il più grande,
faceva il calzolaio, poi c’era Marsiò che faceva il barbiere e infine
Vanniddru, il più piccolo, che lavorava in campagna. Le tre signorine
stavano tutto il giorno a ricamare e a cucire. Tutti i componenti di quella
famiglia godevano di fama di grandi lavoratori. Per lo più erano esili di
corporatura e anche un po' bassini, e in quel paese li avevano denominati
li curtuliddri. A zà Teresina fece la strada di corsa e in poco tempo si ritrovò
davanti all’uscio dei Criminisi. Bussò e le aprì Graziella, la più anziana.
- “Vulissi parlari cu so suoru Lillina. C’ha diri na cosa importanti” disse
a zà Teresina.
- “Si.
Ci la chiamu subitu”.
Lillina aveva circa quarant’anni, un viso di forma ovale, occhi grandi e
labbra molto carnose.
-“Mi dicissi comu puozzu aiutarla?” disse la signorina appena
scese le scale e vista a zà Teresina ad aspettarla.
- “M’arrivà
sta littra da Germania, signorì. M'a putissi leggiri?”.
- “Certu.
Un momentu ca pigliu l’occhiali”.
La signorina prese la lettera, inforco gli occhiali e cominciò a leggere. “Cara
Matre,
ti scrivu pi diriti ca io cca sto bene così spero che la presente giunca a
voi e vi trovi beni.
Io sono arivato a Francoforte e o preso lavoro in frabica me la passo bene.
Stamu in una barracca.
Baci baci baci”.
Quando a zà Teresina sentì quelle parole si rasserenò. Poi la
signorina prese carta e penna e scrisse la lettera di risposta. “Caro
Giuseppe,
ti scrivo la presente per dirti che noi stiamo bene.
Sono contenta che sei arrivato a Francoforte e hai cominciato a lavorare.
Noi stiamo bene.
Tuo padre a cominciato a seminare.
Baci, baci baci”.
Dopo venti giorni ne arrivò un’altra.
“Cara Matre
ti scrivo sta littra pi diriti che iu mi la passu beni cca in germania , ti
penzo sempre, sto in sieme a altri 8 operai dentro la barracca ora che fa
friddu cca si mori.
Ni sta barracca stamu stritti stritti, c’è un gabbinettu sulu fora di cca e
ogni matina facieumu lu turnu pi ghiri a pisciari o fari quarchi antra cosa.
Ora ti salutu cara matre, ti bacio comu si fussimu di prisenza, ogni tantu
la notti vi suonnu.
Un baciu a i picilliddri”.
La lettera era l’unico strumento di comunicazione. Ogni volta che ne
arrivava una era una festa. Finalmente arrivavano notizie dai propri cari.
La vita scorreva nel suo normale ritmo; a zà Teresina aveva ritrovato
un po' di serenità. Giuseppe anche se lontano viveva la sua vita in mezzo a
tante difficoltà.
Il fenomeno dell’emigrazione, in quegli anni, dilagò in maniera massiccia.
Tutte le campagne lentamente si spopolarono. La povera gente preferiva
andare via anziché stare sottomessa ai padroni.
Alcuni di loro andavano incontro a forme di sfruttamento altrettanto
pesanti, come chi lavorava nelle miniere di carbone.
Ma - come diceva qualcuno - almeno lì pagavano bene e questo li
incoraggiava ad andare avanti.
Sport.
2° Torneo di Volley "3vs3" in Piazza Marconi; interviste e premiazione
Guarda il video
Locandina
Mercoledì 16 e giovedì 17 luglio 2025, a partire dalle ore 21.00, in Piazza
Marconi a Grotte, si è svolto il 2° Torneo di Volley "3vs3",
organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte"(guarda
il video).
Chiesa.
Convegno di Comunione a Grotte, e prossimo "Seminario di Vita Nuova" ad
Agrigento
Foto di gruppo
Seminario
La scorsa domenica 13
luglio 2025, la Chiesa Madre di Grotte ha ospitato una significativa
manifestazione dedicata alla comunione e alla spiritualità, promossa dalla
Comunità Gesù Divina Misericordia di Casteltermini, dall'Associazione
"Maran'Atha" di Favara e dal Gruppo Dunamis di Sciacca.
(Foto di gruppo)
La giornata ha offerto un ricco programma di
preghiera, insegnamento e celebrazione eucaristica, riunendo numerosi fedeli
in un clima di profonda partecipazione.
Il programma ha preso il via alle ore 10.00 con un momento di accoglienza,
seguito alle 10.30 dalla preghiera di lode, che ha preparato i cuori dei
presenti. Il fulcro della mattinata è stato l'insegnamento delle ore 11.30,
tenuto da don Francesco Broccio, dal titolo "Conoscere la verità e la
verità vi farà liberi" (Gv. 8,32). Le sue parole hanno offerto spunti di
riflessione e crescita spirituale, particolarmente apprezzati dai
partecipanti.
Dopo una pausa pranzo alle ore 13.00, le attività sono riprese alle 15.00
con la recita della Coroncina della Divina Misericordia, un momento di
intensa devozione. La preghiera di lode è continuata alle 16.00, preparando
i fedeli alla celebrazione eucaristica.
La Santa Messa, officiata dal parroco don Salvatore Zammito, ha
concluso la manifestazione alle ore 17.00, suggellando una giornata
all'insegna della fede condivisa.
(Seminario di vita nuova)
Gli stessi organizzatori, animati dal
desiderio di proseguire il percorso di formazione spirituale, terranno un "Seminario
di vita nuova nello Spirito Santo" nei giorni 10, 11 e 12 ottobre
2025. L'iniziativa si svolgerà presso l'Hotel Akrabello del
Villaggio Mosè, ad Agrigento. Le iscrizioni per partecipare al seminario
sono già aperte (vedi
tutte le informazioni).
Racalmuto.
Omaggio ai minatori con la consegna di un pannello commemorativo
Locandina
Un’iniziativa si terrà a
Racalmuto, martedì 22 luglio, alle ore 18.15, presso il
Circolo Solfatai e Salinai. La giornata sarà dedicata alla
consegna e presentazione di un pannello commemorativo in ricordo dei
caduti in miniera.
(Locandina)
Questa
iniziativa non è solo un ricordo, ma anche un'occasione per ripercorrere le
condizioni di vita e di lavoro che hanno caratterizzato l'epopea mineraria
in Sicilia, in particolare nel XIX secolo.
Le miniere di zolfo siciliane, fiore all'occhiello dell'economia isolana di
quel periodo, rappresentavano un mondo a parte, fatto di fatica estenuante,
pericoli costanti e un'organizzazione sociale peculiare.
La vita dei minatori era scandita da orari massacranti e da condizioni
igienico-sanitarie precarie, spesso in gallerie anguste e poco illuminate.
Molti di loro, inclusi donne e bambini (i cosiddetti "carusi"), venivano
impiegati in lavori pesanti, come il trasporto dello zolfo estratto, in un
contesto dove la sicurezza era un lusso e gli incidenti mortali erano
purtroppo all'ordine del giorno.
Il legame tra i minatori e il loro lavoro era indissolubile, plasmando
comunità resilienti ma spesso vessate dalla povertà e dallo sfruttamento.
Ricordare i caduti significa quindi onorare non solo le singole vite
spezzate, ma anche l'intera collettività che ha vissuto e sofferto in quei
contesti minerari.
La cerimonia vedrà la partecipazione del sindaco Calogero Bongiorno e di
Iolanda Salemi, coordinatrice del Comitato "Primo Maggio".
Seguiranno interventi mirati ad approfondire diversi aspetti legati
all'iniziativa.
Il Presidente della Pro Loco, Angelo Lo Giudice, porterà il saluto
dell'associazione che promuove la cultura e le tradizioni locali.
Michelangelo Romano, Presidente dell'Ass. "Consorzio Turistico",
sottolineerà il valore storico e attrattivo di queste memorie per lo
sviluppo del territorio.
Angelo Messana, Presidente del Circolo Solfatai e Salinai, offrirà la
prospettiva di chi rappresenta una realtà intrinsecamente legata alla storia
mineraria di Racalmuto.
Infine Luigi Falletti ricostruirà le vicende e i contesti che hanno portato
ai tragici eventi ricordati, fornendo un quadro completo e dettagliato
dell'epoca.
Fotografia.
"Romanzo italiano", di Franco Carlisi e Francesco Cito, a Catania dal 23
luglio
Locandina
Una mostra-concerto
intitolata "Romanzo italiano" sarà ospitata a Catania, presso
"GAM Catania", in Via Castello Ursino 32. La rassegna è curata da Giusy
Tigano e presenta le opere di Franco Carlisi e Francesco Cito, con un
recital del pianista Davide Ferro. L'apertura è fissata per il 23
luglio alle ore 17.30 e sarà visitabile fino al 27 agosto 2025.
L'iniziativa è organizzata da GT Art Photo Agency, SMI Group e il Comune di
Catania, Operae Milò.
(Locandina)
Romanzo
Italiano intreccia le visioni di due maestri della fotografia italiana,
Franco Carlisi e Francesco Cito, con l’intensità musicale del pianista e
compositore Davide Ferro, che nella serata inaugurale di mercoledì 23 luglio
si esibirà dal vivo, dando voce e respiro alle emozioni evocate dalle opere
esposte. In mostra oltre 120 fotografie in bianco e nero raccontano, in un
continuo scambio visivo e narrativo sospeso tra intimità e coralità, il rito
nuziale attraverso linguaggi che si allontanano consapevolmente dalla
tradizione.
Lontani da stereotipi estetici, Carlisi e Cito restituiscono al matrimonio
la sua complessità: un microcosmo di dinamiche emotive, aspettative,
identità culturali e tensioni sociali. Le loro opere si alternano come voci
diverse di un’unica sinfonia visiva componendo un autentico romanzo per
immagini con uno sguardo poetico, talvolta ironico e altre volte disilluso,
per una rilettura originale, contemporanea e suggestiva del matrimonio.
A rendere la mostra ancora più coinvolgente è la colonna sonora
“Evocazioni”, nata contestualmente al progetto espositivo nel 2023 e
composta appositamente da Davide Ferro. Trenta brani originali per
pianoforte solo danno voce alle immagini e amplificano le suggestioni
visive. Un incontro stimolante tra la visione artistica di due maestri della
fotografia e la sensibilità di un compositore capace di trasformare
l’emozione visiva in esperienza sonora.
Le fotografie di Franco Carlisi provengono dal progetto “Il Valzer di un
giorno” (Premio Bastianelli 2011 e Premio Pisa 2013), che esplora il
tema del matrimonio in una Sicilia intima e lontana dai cliché. Le immagini,
quasi barocche per intensità e ricchezza di dettagli, fissano frammenti di
vita autentici: un abbraccio improvviso, uno sguardo rubato, una lacrima, la
commozione di un genitore.
Andrea Camilleri, nell'introduzione al libro Il Valzer di un giorno,
sottolinea come Franco Carlisi sia capace di trasformare la fotografia
matrimoniale da un'evanescenza romantica a una rappresentazione vivida e
carnale: “L’occhio di Franco Carlisi coglie continuamente dei ‘fuori
campo’ e ce li restituisce, direi proprio da narratore, con straordinaria
vivezza e intensità. Le foto matrimoniali di solito anelano all’evanescenza,
alla leggerezza, alla purezza, alla solennità. Invece, attraverso lo sguardo
di Carlisi, tutto diventa carnale, vissuto forte, reale, senza mezze tinte”.
La selezione fotografica di Francesco Cito proviene dal progetto “Matrimoni
Napoletani” (o “Neapolitan Wedding”), terzo premio nella categoria “Day in
the Life” al World Press Photo nel 1995. Anche in questo caso, l’autore si
distacca dalla tradizione della fotografia matrimoniale convenzionale, dando
vita a un linguaggio visivo unico e fortemente personale.
Con uno sguardo critico, Cito esplora le dinamiche sociali del matrimonio,
raccontandole con un approccio che sfida le rappresentazioni più
tradizionali, come scritto da Michele Smargiassi nell’introduzione al libro
Neapolitan Weddings: “Sposarsi qui non è solo folclore ed esibizione. Non
è solo un giorno speciale… è la sospensione dell'ordinario, il trasferimento
momentaneo ma radicale di un'intera comunità parentale, amicale, sociale in
un'altra dimensione, senza più alcun rapporto con l'esistenza ordinaria di
tutti”.
Giustizia.
La
Corte di Cassazione sulle misure del nuovo "Decreto Sicurezza"
La Legge è uguale per tutti
La Corte Suprema di
Cassazione, tramite il suo Ufficio del Massimario e del Ruolo, ha
pubblicato una relazione dettagliata sulle recenti novità normative
introdotte dal Decreto Legge 11 aprile 2025, n. 48, noto come "decreto
sicurezza", successivamente convertito con modificazioni dalla Legge 9
giugno 2025, n. 80 (leggi
qui la relazione).
Il provvedimento, entrato in vigore il 12 aprile 2025, riproduce in gran
parte il contenuto di un disegno di legge governativo precedente e ha
generato ampio dibattito in dottrina e tra le istituzioni.
Il decreto è strutturato in sei Capi principali, toccando diverse aree del
diritto penale e dell'ordinamento:
- Capo I: Disposizioni per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e
della criminalità organizzata, inclusa la gestione dei beni sequestrati e
confiscati e i controlli di polizia;
- Capo II: Misure in materia di sicurezza urbana;
- Capo III: Tutela del personale delle forze di polizia, delle forze armate
e dei vigili del fuoco;
- Capo IV: Interventi a favore delle vittime dell'usura;
- Capo V: Norme sull'ordinamento penitenziario;
- Capo VI: Disposizioni finali.
Il provvedimento si caratterizza per una serie di modifiche che,
secondo il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), sono "orientate
generalmente a un ricorso accentuato allo strumento penale".
Queste includono l'introduzione di nuove fattispecie incriminatrici
sia nel codice penale (es. art. 270-quinquies.3, art. 415-bis, art. 634-bis)
che nella legislazione complementare, la modifica peggiorativa di reati
preesistenti, l'aumento delle pene e l'introduzione di nuove
circostanze aggravanti.
Un punto di particolare attenzione è la penalizzazione di alcune condotte
nell'ambito della filiera produttiva della canapa industriale, una mossa che
solleva interrogativi sul principio di offensività e sulla compatibilità con
la normativa europea.
La relazione evidenzia come il decreto abbia subito minime modifiche
rispetto al disegno di legge originale, ma ha suscitato diverse
perplessità riguardo ai profili costituzionali e all'impatto sul sistema
giudiziario, con il CSM che ha sottolineato come il suo impatto
complessivo non sia del tutto prevedibile.
In particolare, sono state sollevate critiche sulla tendenza a un
inasprimento generalizzato delle sanzioni e sull'introduzione di
nuove figure di reato che anticipano la soglia di punibilità, anche
per comportamenti preparatori o di "resistenza passiva".
La discussione sulle implicazioni di questo decreto legge continua ad essere
vivace tra giuristi, accademici e associazioni, evidenziando la complessità
e le potenziali criticità delle nuove disposizioni.
Il "decreto sicurezza" ha suscitato ampie critiche e perplessità nel
panorama giuridico italiano (leggi
qui la relazione), evidenziando profili di problematicità che, secondo
diverse voci autorevoli, rappresentano un arretramento per la cultura e
la civiltà giuridica del Paese.
Una delle principali obiezioni sollevate, anche dal Consiglio Superiore
della Magistratura (CSM), riguarda l'orientamento generale del provvedimento
verso un "ricorso accentuato allo strumento penale".
Questo si traduce in:
- Introduzione di nuove fattispecie criminose: il decreto introduce nuovi
reati sia nel codice penale (es. art. 270-quinquies.3, art. 415-bis, art.
634-bis) che nella legislazione complementare;
- Modifiche peggiorative: vengono modificate in senso più restrittivo e
punitivo fattispecie di reato già esistenti;
- Aumento delle pene e nuove aggravanti: si assiste a un generalizzato
aumento delle sanzioni e all'introduzione di nuove circostanze aggravanti,
inasprendo il trattamento sanzionatorio per diverse condotte. Questa
tendenza a un inasprimento generalizzato delle pene e a una maggiore
criminalizzazione di comportamenti solleva preoccupazioni sul principio
di proporzionalità e sulla funzione rieducativa della pena, che
rischiano di essere compromessi a favore di una mera logica repressiva;
- Anticipazione della soglia di punibilità e dubbi sul principio di
offensività: il provvedimento è criticato per la sua tendenza ad anticipare
la soglia di punibilità, arrivando a criminalizzare anche comportamenti di
"resistenza passiva". Questo solleva seri dubbi sulla compatibilità con il
"principio di offensività", cardine del diritto penale, secondo cui una
condotta può essere punita solo se lede o mette in pericolo un bene
giuridico tutelato.
La relazione della Corte di Cassazione evidenzia che il decreto ha
generato "perplessità riguardo ai profili costituzionali".
L'introduzione di norme che potrebbero non essere pienamente in linea con
i principi costituzionali, come la libertà personale e il giusto processo,
rischia di gravare ulteriormente sul sistema giudiziario, generando
contenzioso e incertezze applicative.
In sintesi, il "decreto sicurezza" viene percepito come un passo indietro
nella cultura e nella civiltà giuridica a causa del suo approccio
fortemente repressivo, della tendenza a criminalizzare un numero
crescente di condotte anche a fronte di un'offensività minima, e
delle potenziali ricadute sui principi costituzionali fondamentali e sul
funzionamento della giustizia penale (leggi
qui la relazione).
Dialoghi.
"Sulla bocciatura del Decreto Sicurezza";
di
Giuseppe Castronovo
Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.
Il "Decreto Sicurezza", approvato dal Parlamento italiano, e l'intervento
critico della Corte di Cassazione e della dott.ssa Margherita Cassano Primo
Presidente della stessa Corte sono stato oggetto di riflessione al Circolo
della Concordia.
Giuseppe Castronovo
"RIFLESSIONE
A MARGINE DELLA “BOCCIATURA”
DEL DECRETO SICUREZZA DA PARTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE"
-
Franco: Amici, è da giorni che una domanda continua a martellarmi in testa.
- Santo: Di cosa si tratta?
- Franco: È mai possibile che il Governo Meloni non riesca mai ad azzeccarne
una!
- Marco: Cioè? Puoi essere più esplicito?
- Franco: Cerco un (dico uno) provvedimento adottato dal Governo Meloni sul
quale l’Ordine giudiziario non abbia pronunciato severe e non solo rituali
stroncature.
- Nenè: Come mai questa tua esternazione?
- Franco: Ne abbiamo fatto cenno qualche giorno fa: il Governo, anche a
seguito dell’allarme sociale provocato dai recenti gravi fatti di cronaca
che hanno visto vittime appartenenti alle Forze dell’Ordine pubblico e
persone che vivono nell’illegalità, ha approvato il Decreto legge n. 48
dell’11 aprile 2025 convertito in legge dal Parlamento con legge n. 80 del 9
giugno 2025, che per brevità chiamiamo “Decreto sicurezza”. Trascorrono
alcuni giorni e la Corte di Cassazione si mette a studiarlo alla ricerca
delle possibili criticità che possa presentare.
- Santo: Sono state trovate queste che tu chiama criticità?
- Franco: La Corte di Cassazione ha innanzi tutto individuato un insanabile
vizio costituzionale di metodo arrivando a sostenere la sua illegittimità
costituzionale per mancanza dei presupposti di “straordinaria necessità e
urgenza” che possano giustificare il ricorso alla decretazione d’urgenza,
così come dispone l’articolo 77 della Costituzione. A ciò, dice la Corte,
“si aggiunge l’estrema disomogeneità dei contenuti che avrebbero richiesto
un voto separato per ogni singola questione, mentre essendo stati inseriti
in un unico articolo sono stati approvati con una sola votazione”. Per la
Corte il tema delle occupazioni abusive e delle borseggiatrici, ad esempio,
dovevano essere votati, data la loro eterogeneità, con due separate
votazione. La Corte ha individuato anche altri “profili problematici” nella
disciplina della materia concernente la sicurezza urbana: occupazione
abusiva di proprietà privata e di abitazioni in particolare; fenomeno delle
borseggiatrici rom. La Corte, relativamente alle occupazioni abusive, rileva
che il reato si presenta “di difficile configurabilità” e non prevede
nessuna “forma di impugnazione”. I giudici, poi, relativamente al dilagante
fenomeno del borseggio da parte dei Rom, condanna la formulazione della
norma perché “guarda non a ciò che l’uomo fa, bensì a quel che l’uomo è”. Il
riferimento alle borseggiatrici Rom rischia di colpire, dice la Corte, le
persone (borseggiatrici) non per il reato commesso ma per il loro status
sociale di Rom; e ciò viola i principi di uguaglianza e non discriminazione.
- Nenè: Il prof. Vezio oggi se n’è stato particolarmente silenzioso e
assorto nell’ascoltare la relazione dell’amico Franco. Come mai? Ci dica la
sua opinione.
- Vezio: Mentre ascoltavo la relazione dell’amico Franco, pensavo anche a
quanto mi ha raccontato qualche giorno fa il mio amico Renzo (nome di
fantasia) che vive a Milano. Il mio amico ha la mamma Cecilia, vedova di
anni 83, che vive da sola anch’essa a Milano. La signora Cecilia quasi tutti
i sabati alle ore 17.30 gli telefona per recarsi tranquillamente in Chiesa e
partecipare alla Messa prefestiva. Gli chiedo: come mai? Ha difficoltà a
deambulare e necessita di essere accompagnata? Per fortuna no, mi risponde
Renzo. Il problema, mi dice, è rappresentato dal fatto che in quel quartiere
sono numerose le occupazioni abusive di appartamenti sebbene regolarmente
abitati: organizzazioni malavitose, approfittando anche della momentanea
assenza di persone ricoverate in ospedale per qualche disturbo, gestiscono
il lucroso mercato delle occupazioni abusive. E mia mamma teme, specie nelle
serate invernali, che venga occupata anche la sua abitazione. Ecco perché mi
chiede di sostituirla mentre partecipa alla Messa. Mi diceva, sempre il mio
amico Renzo, “se questa è la situazione, come faccio a non soddisfare questo
legittimo desiderio di mia mamma?. Quando è stato pubblicato il 'Decreto
Sicurezza' ne ho parlato con lei e non puoi immaginare come le brillavano
gli occhi di gioia e mi ha detto: 'se le cose stanno così potrò andare a
Messa senza che ti disturbi più, specie nei mesi invernali'. Quando
poi qualche giorno fa mi ha chiesto spiegazioni di quel che aveva ascoltato
in televisione sul parere della Cassazione, non avendo il coraggio di dirle
tutta la verità le ho detto: “Mamma, la legge è legge, forse hai capito
male”. E lei mi ha risposto così: “Ne abbiamo parlato con la mia amica Olga
e abbiamo capito che ancora una volta la vittoria finale la detta la teoria
del gambero. Prima ci dicono che si va avanti verso la legalità, e poi ci
dicono che hanno sbagliato e che è meglio tornare a prima”. Amici, mentre
parlava l’amico Franco ero assorto, come osservava Nenè, perché non riuscivo
a conciliare la tragica realtà descrittami dall’amico Franco in cui vivono
interi quartieri a Milano con le parole del magistrato Margherita Cassano -
Primo Presidente della Corte di Cassazione - la quale nel commentare
favorevolmente l’iniziativa della Corte di Cassazione, stroncando di fatto
l’impianto e la ratio del Decreto Sicurezza ha così detto: “Ho l’impressione
che quelle che vengono chiamate istanze securitarie portino alla
moltiplicazione di una serie di reati che hanno un effetto più simbolico che
sostanziale”. Amici, ecco perché sono stato assorto e non sono intervenuto
nel dibattito. Sappiate che io sono dalla parte delle esigenze della signora
Cecilia più che dalla parte delle curiali riflessioni del magistrato
Margherita Cassano. Ritengo che quello della Cassazione e della Cassano sia
un messaggio pericoloso che sicuramente verrà letto dai vertici della
malavita come un lasciapassare per proseguire nell’illegalità, tanto la
Magistratura italiana non solo si disinteressa delle legittime aspettative
della signora Cecilia, ma non collabora con chi cerca di portare un po' di
serenità tra la gente comune.
Attualità.
"Gaza: l'impunità, tra malfunzionamenti tecnici ed errori di tiro"; di
Carmelo Arnone
Parrocchia di Gaza
Sembra che, nel teatro
dell'assurdo, l'impunità si sia accaparrata il ruolo di protagonista
indiscussa. Cos'è oggi l'impunità? È quella magia nera che trasforma stragi in
"malfunzionamenti tecnici" e bombardamenti di luoghi sacri in innocui
"errori di tiro".
(Gaza: chiesa della Sacra Famiglia)
Un po' come quando il telecomando non funziona
e dici: "Dev'essere il segnale, di certo non le batterie scariche che non
ho cambiato da anni".
Prendiamo il caso citato dalle recenti cronache: sei bambini in coda per
l'acqua.
Una scena che evoca immagini bibliche, se non fosse che qui non c'è Mosè con
la verga, ma piuttosto un'azione che - per il vocabolario dell'impunità -
rientra nella categoria dei "malfunzionamenti tecnici".
Se per la giustizia ordinaria uccidere sei innocenti sarebbe un
crimine efferato, per la logica dell'impunità di guerra è solo un piccolo
intoppo, come un frigo che non raffredda bene o un'app che si blocca sul
più bello. Mentre autori e mandante di questa "disfunzione" se la godono,
indisturbati, magari sorseggiando un caffè e pianificando il prossimo
"aggiornamento software" letale.
E non è finita qui, perché l'impunità è un'artista poliedrica.
Dal "malfunzionamento tecnico" si passa con disinvoltura all'"errore di
tiro".
Immaginate la scena: una chiesa, luogo di preghiera e pace, di accoglienza
per diverse centinaia di sfollati diseredati a cui rimangono solo gli occhi
per piangere (senza lacrime, che non possono permettersi per mancanza
d'acqua), si trasforma in un bersaglio per un "errore di tiro" che
provoca tre morti e vari feriti.
Un errore, certo, come quando metti il sale al posto dello zucchero nel
caffè. Solo che qui le conseguenze sono leggermente più permanenti. Qual è la reazione della comunità internazionale di fronte a queste
"sviste"? Qualche blando rimbrotto sui social. Un po' come quando tua mamma ti
sgrida perché non hai messo i calzini nel cesto giusto.
Mentre il colpevole (su cui pende un mandato d'arresto della Corte Penale
Internazionale per crimini di guerra) si fa una risata, forse s'accende una
sigaretta e prosegue la sua opera, beato e impunito.
D'altra parte, chi vuoi che si preoccupi di qualche tweet indignato quando
si ha un'agenda così fitta di "malfunzionamenti" ed "errori"?
C'è chi, preso dal sacro fuoco dell'ira, arriva a definire l'accaduto "attacchi
inaccettabili"; forse perché l'obiettivo era una chiesa cattolica?
Dopo quasi due anni di bombardamenti e stragi, dopo oltre 60.000
civili inermi assassinati, di cui 20.000 bambini (anche neonati),
si condanna il solo bombardamento della chiesa parrocchiale della Sacra
Famiglia ("Un atto grave contro un luogo di culto cristiano"; fosse
stato musulmano, induista o protestante non sarebbe stato tanto "grave"?).
Però ipocritamente non si vota all'ONU la risoluzione contro gli autori
di questi "attacchi inaccettabili", e si continua - nel silenzio
della stampa e nella colpevole ignoranza dell'opinione pubblica - a
inviare armi all'aggressore.
Insomma, l'impunità non è solo l'assenza di punizione; è una vera e propria
arte, una disciplina olimpica in cui il vincitore è colui che riesce a farla
franca con la maggiore disinvoltura e il minor senso di colpa.
Un'arte che, a quanto pare, sta diventando sempre più popolare, trasformando
il mondo in un gigantesco videogioco dove le vite umane sono semplici pixel
e le conseguenze sono un optional.
E noi, da spettatori, non facciamo altro che accendere la tv e chiederci
ogni mattina: che "malfunzionamento tecnico" o "errore di tiro" abbiamo
oggi?
Politica.
Circolo PD di Grotte a rischio sfratto; disputa sul comodato d'uso dei
locali con l'ex deputato regionale Martorana
Circolo PD Grotte
Federico Martorana
Cresce la
preoccupazione tra i membri del Partito Democratico di Grotte. I
locali del Circolo PD di Grotte, situati in Via Alfieri, si trovano
al centro di una contesa sulla sua legittima occupazione. Dal primo
luglio l'ex deputato regionale Federico Martorana (vedi
la scheda delle attività parlamentari), di Racalmuto, ha iniziato a
richiedere il pagamento per l'utilizzo dell'immobile, dichiarandosi
amministratore di una società che ne rivendica la proprietà.
(Riunione presso il Circolo PD di Grotte)
Martorana sostiene che la proprietà
dell'immobile appartiene alla Srl Parcomita, società di cui è amministratore
unico. La Società Parcomita Srl (attività prevalente “costruzione di edifici
residenziali e non residenziali”) è stata fondata il 1° ottobre 1974, ha
sede legale a Agrigento in Via Mazzini n° 47, risulta avere un solo
dipendente e un amministratore unico: Federico Martorana.
L'ex deputato ha evidenziato come l'immobile abbia una storia che risale
al Partito Comunista Italiano, per poi passare al Partito Democratico di
Sinistra.
Secondo la sua ricostruzione, con lo scioglimento del PCI, molte delle sue
proprietà furono destinate a fondazioni o rimasero in società a
responsabilità limitata, mentre quelle legate alla Margherita rimasero a
quest'ultima. Martorana sottolinea che il Partito Democratico, essendo un
soggetto politico nuovo, non rientra in questa successione storica di
proprietà e dovrebbe regolarmente versare un affitto. Ha inoltre
menzionato come a Racalmuto, un immobile con una storia simile, stia per
essere venduto dalla stessa società. Riguardo ai locali di Grotte, Martorana
afferma che in passato era stato proposto un contratto di affitto simbolico
di 350 euro per cinque anni, di cui sarebbe stato pagato solo un anno.
La risposta del Segretario del Circolo PD di Grotte, Antonio Salvaggio,
non si è fatta attendere. Salvaggio ha espresso la sua sorpresa per
l'urgenza della questione, rimarcando come il Circolo sia stato in parte
acquisito e interamente ristrutturato dai militanti locali, rendendolo
pienamente funzionale. Egli suggerisce un comodato d'uso gratuito per
fini politici, richiamando l'esempio dell'ex Democrazia Cristiana a
Grotte. Salvaggio ha inoltre ricordato a Martorana il sostegno ricevuto
dai grottesi durante la sua elezione a deputato regionale, evidenziando
il notevole impegno, anche economico, dei "vecchi comunisti" per rendere la
sede accogliente. Ha espresso delusione per la gestione delle proprietà
delle sezioni locali, citando casi, pur se non direttamente collegati, di
immobili ex-DC venduti e poi trasferiti a società con sede all'estero.
Salvaggio ha concluso annunciando la convocazione di un'assemblea del PD
locale per affrontare la questione.
La situazione è destinata a evolversi rapidamente. Oggi stesso, venerdì
18 luglio 2025, alle ore 16.00, l'ottantunenne onorevole Martorana
dovrebbe recarsi al Circolo di Via Alfieri, accompagnato da un agente
immobiliare, per una valutazione peritale dell'immobile. Martorana ha
già anticipato che, una volta ottenuta la stima, la società proprietaria
affiderà la vendita a un agente immobiliare del posto e si è detto aperto a
un'eventuale offerta di acquisto da parte del Circolo.
Sport.
Angelo Romano trionfa al Master Regionale di Tennis; le parole del
presidente Villardita
1° classificato
Angelo Romano
Il giovane tennista
racalmutese - classe 2018 - Angelo Romano, allievo del Tennis Club
Grotte ASD, lo scorso 7 giugno 2025 ha conquistato il Master
Regionale FITP Junior Program - Categoria Red, disputato al Circolo
Zagara Sporting Club di Palermo. A raccontarci il percorso, le emozioni
e il valore di questo risultato è il Presidente del Circolo,
Filippo Villardita.
(1° Classificato)
“Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti dal nostro campioncino
Angelo.
È tesserato da noi da due anni ed è seguito fin dall’inizio
dal Maestro Nazionale Matteo Romano e dal Maestro Riccardo Virga, che lo
hanno accompagnato in ogni tappa del suo percorso tennistico.
Riccardo, figura chiave del nostro circolo, sta portando avanti con
entusiasmo il nostro progetto, sempre alla ricerca di migliorarsi a fondo
per affinare le sue competenze tecniche e tattiche; mi auguro che possa
presto diventare Istruttore di II Grado.
Lo scorso anno Angelo aveva già stupito ottenendo ottimi risultati nelle
fasi provinciali, gareggiando sempre nella Categoria Red ma spesso da
sotto età rispetto agli altri bambini presenti. La sua prima partecipazione
al Master Regionale gli ha fornito un bagaglio prezioso, che quest’anno ha
saputo valorizzare al massimo.
(Angelo Romano)
Grazie anche alla guida del Maestro Matteo Romano, Angelo ha avuto
l’opportunità straordinaria di calcare i campi del Foro Italico di Roma
durante gli Internazionali BNL d’Italia, partecipando alla tappa
del FITP Junior Program - Categoria Red: un’esperienza che rimarrà per
sempre nel suo cuore.
Anche quest’anno Angelo ha ottenuto risultati eccellenti, conquistando il
primo posto in ciascuna delle quattro tappe delle fasi provinciali.
Ha poi chiuso la stagione trionfando al Master Regionale, un successo
che riempie di gioia tutta la nostra piccola realtà.
Questo risultato è frutto non solo del suo impegno, ma anche del sostegno
appassionato della sua famiglia, Eduardo e Angela, entrambi tennisti e
profondamente legati a questo sport. La loro presenza costante, le domeniche
trascorse sui campi a seguire ogni partita di Angelo, il loro entusiasmo e
la dedizione con cui lo accompagnano in ogni tappa del suo percorso, sono un
esempio meraviglioso di come la passione familiare possa diventare linfa
vitale per la crescita sportiva e personale di un giovane atleta.
Oltre ai Maestri Matteo Romano e Riccardo Virga, quest’anno hanno affiancato
Angelo nel suo percorso anche il Maestro Dario Novara e il Maestro
Angelo Milazzo, del Tennis Club Favara.
Voglio inoltre fare un grande applauso a tutti gli allievi del nostro
circolo che, ormai da due o tre anni, partecipano con costanza e impegno
alle tappe del FITP Junior Program, dimostrando entusiasmo, correttezza e
voglia di migliorarsi. Molti di loro prendono parte anche ai Centri Estivi
FITP organizzati in Sicilia, dove si distinguono sempre per partecipazione,
impegno e spirito di gruppo, rendendoci orgogliosi in ogni attività
proposta. Un plauso particolare va al nostro settore femminile, in continua
crescita, che quest’anno sarà rappresentato al Master Nazionale di Torino da
due giovanissime atlete: Gloria Bufalino Marianella e Carol
Morreale. Grazie all’ottimo posizionamento raggiunto durante le attività
svolte nei Centri Estivi, avranno l’onore di partecipare a questo
prestigioso appuntamento.
A tutti i nostri allievi: correte, sudate, sbagliate, ridete… ma soprattutto
divertitevi! Il tennis è una sfida, ma anche un bellissimo gioco. E
ricordate: con grinta e sorriso si va lontano!".
Università.
Auguri alla dott.ssa Sabrina Aquilina, per la sua laurea
Dott.ssa Aquilina
Con i familiari
Lo scorso martedì 15 luglio
2025 la dott.ssa
Sabrina Aquilina ha conseguito la laurea
triennale - BSc (Hons) - in
“Business and Marketing” presso la sede di Londra della "Anglia
Ruskin University", nel Regno Unito.
La cerimonia si è svolta presso la Cattedrale di Chelmsford.
(La dott.ssa Sabrina Aquilina con i familiari)
Al termine del percorso accademico
internazionale, nel quale ha unito impegno, determinazione e forte passione
per il mondo dell’impresa e della comunicazione, la dott.sa Sabrina Aquilina
ha raggiunto l'ambito traguardo significativo che la proietta verso nuove
sfide professionali in ambito marketing, sia in contesto nazionale che
internazionale.
Alla neo-dottoressa, i più calorosi auguri
da parte della nostra Redazione.
Servizi.
AICA: si intensificano le richieste per la presidenza del CdA ad Alfonso
Provvidenza
Alfonso Provvidenza
Attualmente all'Aica,
l'azienda che gestisce il servizio idrico integrato nella provincia di
Agrigento, c'è agitazione. Diversi sindaci vorrebbero che Alfonso
Provvidenza assumesse il ruolo di nuovo Presidente del Consiglio di
Amministrazione.
Da circa un mese, due gruppi all'interno dei comuni non riescono a mettersi
d'accordo su chi debba guidare l'azienda. Un gruppo vorrebbe una soluzione
che mescoli diverse idee, mentre l'altro insiste per confermare Provvidenza,
che è l'attuale Sindaco di Grotte ed è già stato presidente dell'Assemblea
dei Sindaci di Aica per tre anni, fino a luglio 2024. Questo desiderio forte
di riconfermarlo solleva domande sulla sua compatibilità con l'incarico che
ricopre ora.
Chi sostiene Provvidenza sostiene che è una persona cauta, che vuole evitare
problemi interni. Intanto si valuta il rispetto delle regole per gli
incarichi pubblici.
Nonostante qualche iniziale perplessità, l'appoggio dei sindaci suoi
colleghi non diminuisce.
Dato che l'Assemblea dei Sindaci si riunirà questa settimana, l'obiettivo
chiaro è dare la presidenza a una persona che capisca meglio le esigenze del
territorio e che sia in grado di gestire l'azienda con un occhio politico
oltre che tecnico.
Alfonso Provvidenza, esperto di materie Economiche, docente di “Economia
degli Intermediari finanziari”, è un esperto anche di società ed enti
controllati e partecipati. L’Assemblea dei sindaci dovrà decidere chi
candidare e quale strada prendere.
Se accettasse l'incarico, Provvidenza si assumerebbe un compito difficile,
ma avrebbe il forte sostegno di molti suoi colleghi. È una scelta che va
oltre le differenze politiche, dato che la maggior parte dei sindaci che lo
appoggiano viene dal centrodestra.
Intanto Aica continua a lavorare, nonostante le numerose ed evidenti carenze
e difficoltà, ed i problemi che si acuiscono soprattutto in questo periodo
estivo.
Iniziative.
Omaggio a Matteo Collura: serata speciale alla Biblioteca Lucchesiana di
Agrigento, venerdì 25 luglio
Manifesto
Un appuntamento si terrà
ad Agrigento, interamente dedicato a Matteo Collura in
occasione del suo ottantesimo compleanno, giovedì 25 luglio
2025, alle ore 18.30, presso la Biblioteca Lucchesiana. Un
incontro ricco di interventi e contributi che ripercorreranno la carriera e
l'influenza culturale dello scrittore e giornalista.
(Manifesto)
La
serata si aprirà con la presentazione a cura di don Angelo Chillura,
Direttore della Biblioteca Lucchesiana, che darà il via ai lavori.
Seguiranno i saluti istituzionali da parte Salvatore Caccamo
(Prefetto di Agrigento), Francesco Miccichè (Sindaco di Agrigento),
Giuseppe Pendolino (Presidente della Provincia di Agrigento) e
Giuseppe Di Forti (Presidente di Fondazione Sicana e Sicilbanca
Caltanissetta).
Un momento particolarmente atteso sarà la proiezione del film "Matteo
Collura a casa di Leonardo Sciascia", diretto da Diego Romeo;
un'occasione per esplorare il rapporto tra due esponenti della letteratura
siciliana e il contesto che ha ispirato parte della produzione di Collura.
A seguire verranno raccolte le testimonianze di coloro che hanno avuto il
piacere di collaborare e interagire con lo scrittore, un preludio al
ringraziamento personale di Matteo Collura ai presenti.
La manifestazione sarà coordinata da Enzo Sardo, Presidente del
Movimento Cristiano Lavoratori Agrigento.
A conclusione della parte formale, si terrà l'inaugurazione di una mostra
bibliografica documentaria e iconografica dedicata allo scrittore.
L'esposizione, curata da Cristina Iacono con Filomena Capobianco,
Salvatore Baldo e Raimonda Paci, si propone come un percorso
visivo e letterario attraverso la carriera di Collura.
La serata si concluderà con un rinfresco offerto dal festeggiato e il taglio
di una torta celebrativa.
Per facilitare l'accesso, è stato specificato che gli ospiti possono
parcheggiare nel cortile del Seminario in Piazza Duomo.
Le celebrazioni per Matteo Collura non si limiteranno a questo appuntamento.
Il programma prevede altri momenti di approfondimento "a seguire":
- venerdì 1 agosto, alle ore 20.00, presso Palazzo
Bellacera di Comitini, si terrà un'ulteriore iniziativa;
- venerdì 8 agosto, alle ore 18.30, la Fondazione Leonardo
Sciascia a Racalmuto ospiterà un omaggio significativo, sottolineando il
legame indissolubile di Collura con Sciascia e con il patrimonio culturale
siciliano.
Aragona.
Dalla Chiesa Madre a Piazza Dante: una giornata in onore di Rocco
Chinnici e di tutte le vittime di mafia
Manifesto
La memoria di Rocco
Chinnici, magistrato simbolo della lotta alla mafia, si prepara a essere
onorata con particolare intensità nel 42° anniversario della sua
uccisione. Giovedì 31 luglio, la città di Aragona
dedicherà l'intera giornata alla "Memoria delle Vittime di Mafia",
con una serie di appuntamenti che culmineranno in una commemorazione serale.
(Manifesto)
Le
iniziative prenderanno il via alle ore 18.30 presso la Chiesa
Madre, dove sarà celebrata una Santa Messa e si procederà alla
lettura dei nomi delle vittime di mafia, un momento di profonda riflessione
e ricordo.
Successivamente, alle ore 19.30, al Calvario, si terrà la
piantumazione di un ulivo, simbolo di pace e resilienza, dedicato alla
memoria di tutte le vittime di mafia, alla presenza delle autorità civili e
religiose.
La giornata culminerà alle ore 21.00 in Piazza Dante (Mercede) ad
Aragona, con un incontro dal titolo "Trecento Giorni di Sole. La vita di
mio padre Rocco, un giudice scomodo". La narrazione della vita e
dell'impegno di Chinnici sarà affidata alla testimonianza del figlio
Giovanni Chinnici, autore del libro omonimo, edito da Mondadori.
L'incontro vedrà un dialogo approfondito con l'autore, moderato da Luigi
Mula, al quale parteciperanno Enzo Sardo e don Angelo Chillura.
La lettura di brani sarà a cura di Enza Cucchiara.
Rocco Chinnici fu assassinato l'8 agosto 1983, a 58 anni, in un vile
attentato dinamitardo in via Pipitone Federico a Palermo. Una Fiat 126,
imbottita con 75 kg di tritolo, esplose davanti al palazzo in cui risiedeva,
spezzando la vita non solo al giudice, ma anche ai membri della sua scorta:
i carabinieri Salvatore Bartolotta (48 anni) e Mario Trapassi (32 anni), e
il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
Il magistrato ha profondamente segnato la storia giudiziaria della lotta
alla criminalità organizzata. Come testimoniato nel libro dal figlio
Giovanni nella "Nota dell'autore"", Rocco Chinnici ha posto le fondamenta
delle indagini finanziarie, del pool antimafia e del coordinamento della
polizia giudiziaria, contribuendo a una magistratura specializzata nelle
strutture dei processi di mafia. È stato inoltre un precursore di Falcone e
Borsellino, i primi chiamati a far parte del pool, e di Peppino Di Lello e
Leonardo Guarnotta. Il suo contributo si estende anche all'articolo 416 bis
del codice penale, relativo al reato di associazione a delinquere di stampo
mafioso, politicamente adottato da Pio La Torre e Virginio Rognoni. Chinnici
intuì la potenziale pericolosità del connubio mafia-politica-imprenditoria.
Le indagini sugli omicidi Mattarella, La Torre e Dalla Chiesa furono
personalmente dirette da Chinnici, e il maxiprocesso del 1986 fu celebrato
grazie all'attività del suo ufficio istruzione.
La definizione di "Giudice scomodo", che Giovanni Chinnici adotta per
descrivere il genutore, risuona oggi con particolare intensità. Questa
espressione non si riferisce a un rifiuto delle regole, ma alla "scomodità"
per i colleghi di allora di fronte alla necessità di affrontare la
cosiddetta "Palermo bene", fatta di politici, professionisti, imprenditori e
mafiosi. Una scomodità che scaturiva dalla sua intelligenza, dalla sua
onestà, dalla sua capacità organizzativa e dalla sua straripante produzione
giudiziaria. Essere "giudice scomodo" significava "rispondere soltanto alla
legge e alla propria coscienza", essere libero, non appartenente a nessuna
"cordata", senza ambizioni o ricerca di potere.
Il suo pensiero sull'obiettivo della società e lo Stato, sebbene astratto,
non era disconnesso dalla persona. Per Chinnici, il benessere della comunità
dipendeva dalla capacità di ciascuno di difendere i giusti e i buoni, e di
impedire ai malvagi di prevaricare. Gli ultimi anni della sua vita furono
segnati da una consapevolezza di correre rischi estremi, insiemi ai propri
cari, ai propri colleghi e ai propri collaboratori. La consapevolezza della
fragilità umana di fronte alla morte era compensata da una profonda
convinzione nell'assoluta validità del suo agire.
Università.
Auguri alla dott.ssa Giulia Pillitteri, per la sua laurea
Dott.ssa Pillitteri
Con i familiari
Ieri, lunedì 14 luglio
2025, la dott.ssa Giulia Pillitteri ha conseguito la laurea
presso "The University of Manchester", nel Regno Unito.
Al termine del suo corso accademico triennale, la dottoressa Pillitteri ha
ottenuto il titolo di “BA Hons in French and Spanish” (Bachelor of
Arts - Honours), specializzandosi in "Spoken Spanish". Un traguardo
significativo che testimonia il suo impegno e la sua dedizione allo studio
delle lingue.
(La dott.ssa Giulia Pillitteri con i familiari)
Un plauso speciale va anche ai genitori di
Giulia, Carmelo Pillitteri e Lucia Cirino, che hanno sostenuto la
figlia in questo importante percorso formativo, condividendo con lei la
gioia di questo successo.
A Giulia, neo-dottoressa in Francese e Spagnolo, vanno i più sinceri auguri
da parte di tutta la Redazione; le auguriamo una carriera brillante e ricca
di soddisfazioni, certi che le sue competenze linguistiche e il suo talento
la porteranno lontano.
Rispetto.
"Il senso civico dei suonatori seriali di clacson"; di Raimondo Di
Liberto
Clacson
Vorrei
parlare di “inquinamento” nella sua forma più subdola ma non perciò meno
invasiva e fastidiosa: l'inquinamento acustico. Quanti di voi non l'hanno fatto? Suonare il clacson per salutare
qualcuno, o per avvisare di essere arrivati sotto casa, è un gesto
"comune" che nasconde uno scarso senso civico e una mancanza di
rispetto nei confronti degli altri, nonché una violazione dell'articolo
156 del codice della strada, il quale vieta ogni tipo di segnalazione
acustica nei centri abitati.
(Clacson)
Il motivo è abbastanza ovvio (ma a quanto pare non a tutti): immaginate
qualcuno che, dopo aver avuto una giornata faticosa, rientri a casa per
riposare, oppure un anziano di salute cagionevole che, mentre sta finalmente
per addormentarsi, viene d'improvviso svegliato ripetutamente dallo
strombazzare del clacson dell'incivile di turno.
Tutto ciò sembra non interessare affatto allo "strombazzatore seriale"
il quale infischiandosene di qualsiasi regola, codice o morale, continua
imperterrito questa pratica di inciviltà.
È stato calcolato che una persona che si sposta in macchina per una
commissione suonerà il clacson mediamente 5 volte per motivi non
riconducibili alla sicurezza; se si moltiplica questo dato per le centinaia
di auto che attraversano il paese, viene fuori un vero e proprio "concerto":
il concerto di inciviltà.
Approfitto per fare un appello a tutti gli insegnanti ed educatori che si
occupano di “educazione civica”, di sensibilizzare i bambini, futuri
adulti, verso questo genere di problematica, allo scopo di sviluppare un
adeguato senso civico verso l'inquinamento acustico.
Quanto a voi "adulti", siate civili: se dovete salutare qualcuno, fatelo
alzando la mano.
La civiltà (o l'inciviltà) inizia da questi piccoli semplici gesti.
Comune. Presentato il cartellone dell'Estate
Grottese: un programma di cultura, sport e spettacolo
Locandina
Il
cartellone dell’Estate Grottese presenta un programma di
divertimento, cultura e sport; un elenco variegato che si estenderà dal
16 luglio al 30 agosto 2025. Il calendario, promosso dall'Assessorato
Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di Grotte in
collaborazione con numerose associazioni locali, offre una vasta gamma di
proposte per tutte le età e tutti i gusti.
(Locandina)
Di seguito il dettaglio delle iniziative in ordine cronologico.
- Venerdì 18 luglio: "Maliditta la miseria" - Teatro Stabile Nisseno
- Piazza Umberto I, ore 21.00;
- Domenica 20 luglio: Premio "Nino Martoglio" 2025 - Città di Grotte
- Piazza Umberto I, ore 21.00;
- Da lunedì 21 luglio a venerdì 1 agosto: "GREST bambini e ragazzi" -
a cura della Consulta Giovanile Grotte;
- Martedì 22 luglio: "Torneo Volley 4vs4 Under 14" - Piazza Umberto I
- a cura dell'Associazione Muoviti Grotte;
- Domenica 27 luglio: "Giornata sensibilizzazione rispetto Ambiente e
corretta gestione dei rifiuti" - ore 10.00 Cimitero comunale - a cura
della Consulta Giovanile Grotte;
- Domenica 27 luglio: "Festa di Santa Venera".
- Martedì 29 luglio: "Fuori classe - Talenti in Comune" - a cura
dell'Ass. Media & Communication - Piazza Umberto I, ore 21.00;
- Giovedì 31 luglio: "Cerimonia di consegna Costituzione ai neo
diciottenni" - a cura della Consulta Giovanile Grotte - Biblioteca
Comunale, ore 19.30;
- Venerdì 1 agosto: "Il mare di carta" - Compagnia Teatrale Medea -
Piazza Umberto I, ore 21.00;
- Domenica 3 agosto: "Festival del Bambino - Miss & Mister Baby Grotte"
- a cura dell'Ass. culturale teatrale Nino Martoglio - Piazza Umberto I, ore
21.00;
- Martedì 5 agosto: "Giochi senza frontiere" - Campo di calcetto - a
cura dell'Associazione Muoviti Grotte;
- Mercoledì 6 agosto: "Drumshow - Batteristi in piazza" - a cura
dell'Ass. Culturale School of Rock - ore 21.00;
- Venerdì 8 agosto: Appuntamento letterario con "Figli adottivi" di
Pascal Schembri - Biblioteca Comunale, ore 19.30;
- Mercoledì 13 agosto: "A tema Squid game" - Piazza Marconi - a cura
dell'Associazione Muoviti Grotte;
- Venerdì 22 agosto: "Torneo di calcio Belvedere Cafè" - a cura
dell'Associazione Muoviti Grotte;
- Sabato 23 agosto: "Grotte.info - 20 anni, cuore giovane", a cura
dell'Ass. culturale "Punto Info" - Piazza Umberto I, ore 21.00;
- Sabato 30 agosto: "Premio Racalmare - Leonardo Sciascia - Città di
Grotte", XXXV edizione - Piazza Umberto I, ore 20.00.
Infine, il programma include anche:
- il "Torneo di calcio a cinque" a cura di CSN Libertas -
Associazione New Star dal 12 al 26 giugno;
- il "Summer Camp" a cura di ASD Pan Sagittarius dal 23 agosto al 10
agosto;
- il "Mondiale per Club" dell'Ass. Muoviti Grotte, dal 30 giugno al
21 luglio;
- il "Torneo Triathlon" della Consulta Giovanile Grotte, dal 30
giugno al 30 luglio.
Un'estate di opportunità per i cittadini di Grotte e per i visitatori, con
proposte che spaziano dall'intrattenimento all'approfondimento culturale,
dal gioco alla riflessione civica, con l'impegno dell'Amministrazione locale
e delle associazioni, per la vitalità del territorio.
Politica. L'on. Decio Terrana: "Il mio sostegno
ad Antonio De Poli, nuovo Segretario nazionale dell'UDC"
Terrana e De Poli
"Unità
di intenti, fare squadra e proporre con forza i valori che da sempre hanno
contraddistinto l’Unione di Centro"; sono questi i temi emersi dal
Consiglio nazionale dell’UDC conclusosi a Roma, al quale ha partecipato il
responsabile nazionale agli Enti Locali e Coordinatore Regionale per la
Sicilia, on. Decio Terrana.
L’on. Lorenzo Cesa ha comunicato ad inizio riunione la sua volontà di
passare il testimone della sua Segreteria, sia per rilanciare l’azione
politica del partito con nuove forze sia per il peso dei vari impegni
istituzionali (l’on. Cesa è deputato alla Camera e presidente della
delegazione italiana alla Nato). Ha designato come proprio successore il
senatore Antonio De Poli, votato all’unanimità.
"In qualità di Responsabile Enti Locali nazionale dell’UDC, desidero
esprimere pubblicamente la mia convinta adesione e pieno sostegno
all’elezione di Antonio De Poli alla guida del nostro partito - dichiara
l’on. Terrana -. Ho da subito condiviso la nuova nomina concordata e
arrivata su indicazione di Lorenzo Cesa, che, con grande senso di
responsabilità istituzionale, ha scelto di dimettersi dalla segreteria
dell’Udc per dedicare tutte le proprie energie al delicato incarico di
Presidente della delegazione italiana alla NATO, un ruolo quanto mai oggi
impegnativo ed essenziale, che lo vede profondamente impegnato nei contesti
internazionali e nei Paesi esteri. Lorenzo Cesa, in tutti questi anni, ha
rappresentato un punto di riferimento essenziale per l’UDC e per la politica
italiana. Ha saputo guidare con equilibrio e fermezza lo scudo crociato,
contribuendo a portare lustro al nostro Paese e sostenendo un modello di
sviluppo che ha fatto dell’Italia la quinta potenza socio-economica
mondiale. Grazie alla sua visione e alla sua tenacia - continua il
Responsabile Enti Locali UDC -, il nostro partito è rimasto vivo,
presente, coerente con quei valori che oggi più che mai gli italiani
richiedono: un centro politico serio, credibile e fondato sui principi della
dottrina sociale cristiana. Lorenzo ha saputo tenere acceso il cerino della
libertà e dell’uguaglianza sociale, anche nei momenti più difficili,
dimostrando che la buona politica non si piega alle convenienze del momento
ma resiste nel tempo. Oggi raccoglie questa eredità un uomo di grande valore
morale, Antonio De Poli, personalità stimata e moralmente inattaccabile,
esattamente il tipo di leadership che la politica contemporanea necessita.
Sono certo che Antonio saprà interpretare al meglio questo ruolo e
continuare l’opera di consolidamento e rinnovamento dell’UDC, con uno
sguardo rivolto al futuro e un impegno costante per il bene comune degli
italiani. Il mio supporto personale e politico non mancherà. Continuerò a
mettere a disposizione la mia esperienza e il mio costante lavoro per
costruire, insieme, un progetto di centro che sia baluardo di democrazia,
solidarietà e responsabilità. Oggi più che mai serve coraggio - conclude
Terrana -, serve passione, servono uomini come Lorenzo Cesa e Antonio De
Poli. Solo così potremo restituire alla politica quella dignità e quello
slancio ideale che i cittadini attendono e meritano".
Sport.
"Muoviti Grotte": Torneo di Volley Under 14 in Piazza Umberto I; aperte
le iscrizioni
Locandina
L'estate a Grotte continua a proporre
iniziative dedicate anche ai più giovani appassionati di pallavolo. L'Associazione
"Muoviti Grotte" è lieta di presentare il primo Torneo di Volley
Under 14, una competizione pensata per offrire una serata all'insegna
dello sport, del divertimento e della sana aggregazione.
(Locandina)
La manifestazione si terrà martedì 22 luglio, con inizio alle ore
19.30, nella cornice di Piazza Umberto I. Un appuntamento per i
ragazzi nati tra il 2010 e il 2014, che avranno l'opportunità di
misurarsi in sfide avvincenti nel formato 4 contro 4.
La partecipazione è limitata a un massimo di otto squadre, ciascuna composta
da un minimo di quattro a un massimo di cinque giocatori, per dimostrare le
proprie abilità sul campo e vivere l'emozione della competizione "sotto le
stelle".
L'associazione "Muoviti Grotte" ha previsto un premio speciale per la
squadra vincitrice: cinque buoni abbigliamento, un incentivo in
più per stimolare l'impegno e la passione sportiva dei giovani atleti.
Le iscrizioni sono già aperte e si chiuderanno al raggiungimento del numero
massimo di squadre.
Per informazioni e per assicurarsi un posto in questa rassegna sportiva, è
possibile contattare i referenti: Alfonso al 329 2616118, Piero al 320
9089291 e Giuseppe al 377 3704783.
La passione dei giovani per il volley sarà la vera protagonista in Piazza
Municipio.
Chiesa.
Ministranti: la parrocchia Madonna del Carmelo protagonista del Campo
Estivo diocesano
Da Grotte
Foto di gruppo
Si è svolto, dall'8 all'11 luglio, presso il Seminario Arcivescovile di
Agrigento, il campo estivo dedicato ai ministranti della Diocesi.
Questa iniziativa, promossa dal Centro Diocesano Ministranti, ha
offerto ai giovani partecipanti un'opportunità unica di approfondimento
spirituale e di comunione.
(Animatori e ministranti di Grotte)
Il filo conduttore delle giornate è stato il tema "Pellegrini di Speranza",
scelto in sintonia con l'anno giubilare in corso.
Attraverso momenti di riflessione, preghiera e condivisione, i ragazzi hanno
potuto rafforzare la propria fede e riconoscere la centralità di Cristo
nella loro vita, in un'ottica di Chiesa in cammino.
L'entusiasmo e la gioia dei giovani partecipanti sono stati contagiosi,
manifestandosi nei sorrisi che hanno animato l'intero soggiorno.
Un contributo fondamentale alla riuscita di questa proposta formativa è
giunto dagli animatori e dai seminaristi, il cui impegno ha garantito il
sereno svolgimento di tutte le attività.
Tra i partecipanti anche il seminarista Giuseppe La Mendola e
Tiziana Marsala, responsabile dei Ministranti della parrocchia
Madonna del Carmelo di Grotte, che hanno ricoperto un ruolo attivo come
animatori. Con loro, a testimonianza del dinamismo della
comunità parrocchiale di Grotte, hanno preso parte cinque giovani
ministranti: due ragazzi e tre ragazze, che hanno vissuto questa
preziosa esperienza. Don Calogero Putrone e l'intera équipe del Centro Diocesano
Ministranti hanno espresso profonda gratitudine a tutti coloro che hanno
collaborato, sottolineando come l'impegno di ciascuno abbia reso possibile
la realizzazione di un momento così formativo.
I giovani ministranti, con il loro desiderio di servire il Signore, sono
stati definiti un autentico segno di speranza per un mondo che, oggi più che
mai, necessita della luce del Cristo Risorto.
Servizi.
Centro per l'Impiego: pubblicazione
graduatoria unica semestrale provvisoria
Centro per l'impiego
Con una nota ufficiale, il
Centro per l'Impiego di Canicatti ha comunicato che da venerdì 11 luglio è in
pubblicazione l'aggiornamento semestrale della graduatoria unica
provvisoria (l'elenco sarà disponibile anche presso il Centro per
l'Impiego Recapito di Grotte).
*****
"Oggetto: Pubblicazione
Graduatorie Uniche "Provvisorie" art. 12 L.R. n. 5 del 2014, aggiornamento
semestrale al 30/06/2025- D.R.S. n. 1954/2024/ Serv. VII - C.P.I.
Si comunica che a decorrere dall'11/07/2025 è in pubblicazione la
graduatoria unica semestrale "provvisoria".
I lavoratori interessati potranno prenderne visione presso il C.P.I. di
Canicatti e i Recapiti di Grotte, Racalmuto e Ravanusa.
Avverso il suddetto provvedimento potrà essere proposto ricorso gerarchico
presso questo C.P.I. e/o al Servizio VII C.P.I. di Agrigento entro 10 giorni
dalla pubblicazione.
Comune.
Presunto avvelenamento di cani; dichiarazione del sindaco Alfonso
Provvidenza
Sindaco di Grotte
Pubblichiamo un comunicato del sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza,
diffuso attraverso i social, relativo all'episodio verificatosi stamattina
in danno di alcuni cuccioli.
*****
Stamattina si
sono verificati dei casi di sospetto avvelenamento di un cane e di
tre cuccioli.
Con buona probabilità si tratta di avvelenamento, ma è chiaro che
bisogna aspettare gli esiti delle analisi per poterlo affermare con
certezza.
Ciò premesso, il Comune ha prontamente attivato le procedure previste
dai protocolli e quindi dalla normativa vigente: sono intervenuti i
Carabinieri e la Polizia locale.
Con immediatezza, quindi non è appena arrivata la segnalazione del
sospetto avvelenamento, è stato anche avvertito il responsabile dell'ASP
competente per territorio e un veterinario privato al quale è stata
rappresentata la disponibilità del Comune al pagamento della prestazione
veterinaria e dell'eventuale ricovero presso una clinica veterinaria.
Come suggerito dall'ASP, è stata attivata la pronta di disponibilità
di due operai comunali per l'eventuale trasporto delle carcasse (in
caso morte che fortunatamente non c'è stata) presso il laboratorio di
Canicattì.
Infine, è stato allertato il centro convenzionato con il Comune per
il prelievo e la cura del cane e dei cuccioli.
Il tutto nel rispetto della legge e dei tempi necessari per
l'intervento. Il Comune ha sempre condannato comportamenti di crudeltà verso gli
animali e sempre lo farà. Attualmente sono diversi i cani ospiti a spese del Comune presso un
centro autorizzato, così come le ordinanze di re-immissione dei cani
nel territorio, sempre nel rispetto della legge vigente. Dispiace vedere commenti di persone impreparate e faziose che,
peraltro, oltre a fare foto e false dichiarazioni sui social nulla
hanno fatto per queste povere creature, se non lamentarsi da
una settimana per il fastidio recato nel quartiere
dall'abbaiare dei cani, fermo restando che gli animali non erano
randagi ma chiaramente mansueti e provenienti da accudimento di soggetti
privati e successivo abbandono. Un ringraziamento, invece, ad alcuni cittadini che con vero
amore e dedizione si sono preoccupati della salute degli animali
coinvolti.
Il principio di sussidiarietà dovrebbe essere un cardine della società.
Molti altri operano, infatti, in silenzio e per il vero bene dei nostri
animali. Per quello che ci riguarda, nel rispetto delle competenze
assegnate dalla legge e del principio del buon senso e dell'amore per
gli animali che contraddistingue l'Amministrazione e la stragrande
maggioranza dei cittadini grottesi, continueremo a lavorare come
sempre fatto.
È appena il caso di ricordare che, naturalmente, le Forze dell'Ordine
porranno in essere tutti gli atti consequenziali (indagini, denunce,
ecc...) come sempre fatto.
Da stamattina
io e altri vicini ci siamo occupati di tre cuccioli randagi avvelenati
stanotte.
Nella peggiore delle ipotesi non vedranno un altro giorno, nella
migliore avranno dei danni neurologici permanenti.
Dopo settimane di segnalazioni ignorate e una giornata intera passata al
telefono, solo in tarda mattinata siamo riusciti a ottenere un primo
soccorso.
Dopo tanta fatica, una camionetta (arrivata solo dopo l'intervento
personale dell'Assessore e del Comandante dei Vigili) li sta portando in
un canile, sperando che lì abbiano le cure e attenzioni che servano per
potercela fare.
A questo punto una domanda mi sorge spontanea: in questa storia, chi è
davvero l’animale?
Mentre i cittadini onesti segnalavano la presenza di questi randagi
bisognosi di aiuto già da settimane, qualcuno preparava la loro fine
atroce.
E le autorità? Distratte. Occupate. Lente. Troppo lente. Come sempre
quando si tratta di "solo cani".
L’avvelenamento di questi cuccioli era evitabile due volte.
La prima, se qualcuno non avesse pensato che il veleno fosse la
soluzione.
La seconda, se chi avrebbe dovuto proteggerli avesse fatto il proprio
dovere.
Invece, mentre i cittadini attendevano risposte, la crudeltà ha fatto
prima delle istituzioni.
Siamo di fronte a un fallimento a doppio livello.
Da un lato, la ferocia di chi considera normale uccidere un animale
indifeso.
Dall'altro, la colpevole indifferenza di un sistema che tratta le
segnalazioni come fastidiose e superflue richieste, anziché come
emergenze reali.
Sicuramente chi di dovere la penserà diversamente, con tanto di
attestazioni su quello che si è fatto e si fa, ma la percezione del
cittadino su questi argomenti va in una direzione diametralmente
opposta, e questo solo basterebbe per delle opportune riflessioni; lo
spettacolo a cui abbiamo assistito stamattina non fa che dare sostanza
alla forma delle nostre percezioni.
Mi piacerebbe sapere quante volte ancora dovremo assistere a questi
macabri epiloghi.
Cittadini che denunciano, istituzioni che temporeggiano, animali che
muoiono. E poi, quando è troppo tardi, le solite parole vuote: "Abbiamo
fatto il possibile", "Valuteremo", "Non abbiamo i mezzi".
Le leggi ci sono. Le pene pure. Ma a cosa servono se poi chi dovrebbe
farle rispettare arriva sempre in ritardo? Mancano i controlli, mancano
le convenzioni e la prevenzione è solo un coniglio da tirar fuori dal
cilindro in campagna elettorale.
Questa non è solo la storia di tre cuccioli avvelenati, è la storia di
un paese che finge di essere civile mentre permette che accadano queste
atrocità nell'indifferenza generale.
È la prova che quando manca il rispetto per la vita più fragile, tutta
la società è malata.
La domanda che ritorna in questa squallida vicenda, è sempre la stessa:
chi è davvero l'animale? Quello che ha versato il veleno nella ciotola o
quello che, pur avendo il potere di intervenire tempestivamente, ha
preferito girarsi dall'altra parte e aspettare che succedesse il
fattaccio?
La risposta, forse, è che in questa storia di animali ce ne sono troppi.
Ma solo alcuni hanno la coda.
Editoria.
"La Madonna Santissima del Monte"; presentato a Racalmuto il libro di
Enzo Sardo
Guarda il video
Locandina
Giovedì
10 luglio 2025, alle ore 18.30, presso la Sala consiliare del Comune di
Racalmuto, si è svolta la presentazione del nuovo libro di Enzo Sardo dal
titolo "La Madonna Santissima del Monte. Devozione e tradizione. Festa e
ceri votivi" - Edizioni del Roveto - (guarda
il video).
Riconoscimenti.
La "Sicily
Food" trionfa ai Brands Award 2025 di
Milano con la sua Tartare di salmone
Vincenzo Mancuso
Brands Award
Federico Fumagalli
La qualità e l'innovazione dei prodotti Made in Sicily hanno brillato lo
scorso mercoledì sera, 9 luglio, a Milano, dove la Sicily Food Srl,
parte del Gruppo Mancuso, è stata insignita del prestigioso
riconoscimento "New Entry" ai Brands Award 2025.
(Vincenzo Mancuso)
La cerimonia di premiazione, giunta alla sua 26^ edizione e organizzata
dalle riviste Mark Up e Gdoweek del Gruppo Tecniche Nuove, ha celebrato le
migliori performance nel largo consumo, assegnando gli "Oscar" dei brand in
diverse categorie.
La Tartare di Salmone "Fish & Fine" di Sicily Food ha conquistato il
primo premio nella categoria Ittico, un successo che sottolinea la
capacità dell'azienda di unire sapientemente ricerca, gusto e qualità.
(Brands
Award 2025)
Questo traguardo è particolarmente significativo poiché i Brands Award si
basano su criteri oggettivi, inclusi dati di vendita e un sondaggio online
che coinvolge manager dell'industria e della distribuzione, oltre a un
giudizio combinato di consumatori e buyer.
Il riconoscimento ottenuto dalla Sicily Food non è solo un attestato di
merito per un singolo prodotto, ma riflette l'impegno costante del Gruppo
Mancuso, una realtà imprenditoriale di Grotte che ha fatto della qualità
un pilastro della propria filosofia. La famiglia Mancuso, da generazioni, si
dedica con passione alla valorizzazione delle eccellenze alimentari,
portando avanti una tradizione di innovazione e standard elevati.
Un ruolo importante in questo successo è giocato anche dalla nuova
generazione della famiglia Mancuso. A ritirare il premio, nella
prestigiosa cornice dell'Hotel Melià di Milano, era presente Vincenzo
Mancuso, figlio di Salvatore e CEO della Sicily Food,
accompagnato da Federico Fumagalli, Sales Manager del Gruppo
Mancuso. La loro presenza testimonia la vitalità di un'azienda che guarda al
futuro senza dimenticare le proprie radici.
L'affermazione della Tartare di Salmone è un segnale di come l'investimento
in prodotti ricercati e di alta gamma stia ripagando, consolidando la
posizione di Sicily Food nel panorama del largo consumo.
Questo premio è un'ulteriore conferma della dedizione di Sicily Food nel
portare sulle tavole degli italiani prodotti che siano sinonimo di
freschezza, gusto autentico e sicurezza alimentare, rafforzando così il
legame tra tradizione familiare e visione moderna del mercato.
Attualità.
"Magari fosse un genocidio"; di Raniero
La Valle
Raniero La Valle
Raniero La
Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire
d’Italia» e più volte parlamentare.
*****
Magari fosse
un genocidio. Un genocidio, nel perseguire l’intenzione di
distruggere un gruppo umano come tale, può anche limitarsi a colpire
alcuni membri o una parte del gruppo, e forse potrebbe anche fermarsi a
centomila morti; inoltre il gruppo che si vuole distruggere è pur
sempre un gruppo umano, che però non si vuole continui a far parte
della comune umanità. Qui invece siamo a una destituzione dall’umano.
Ha detto alla stampa, così che tutti lo sapessero, l’ex ministro della
guerra di Netanyahu: combattiamo contro animali umani.
Ha detto alla stampa, così che tutti lo sappiano, l’attuale ministro
della Guerra di Netanyahu: mettiamo 600.000 Palestinesi sfollati ad
al Mawasi in un serraglio chiamato “città umanitaria” da costruire sulle
rovine di Rafah, e concentriamo poi l’intera popolazione palestinese
nel sud della Striscia di Gaza, da dove non potrà uscire.
L’amena bellezza del mare di Gaza ha ispirato ai padroni del futuro
l’idea di una ridente Riviera del Mediterraneo. A quanti sono informati
sul presente essa fa venire in mente piuttosto la tonnara, quella “camera
della morte” in cui i tonni vengono spinti e ammassati dai tonnaroli,
che all’ordine del Rais li arpionano e ne compiono la mattanza.
Questo progetto che comporta il concorso strutturato e complice di più
protagonisti, viene chiamato pace, e il suo esecutore che dalla tribuna
dell’ONU già aveva dispensato benedizioni e maledizioni, oggi vuole
attribuire al suo più alto Patrono il premio Nobel per la pace,
essendo appunto la pace il nuovo nome dell’annientamento.
Fin qui le notizie, le news. Ma oltre l’obiettività dell’informazione,
c’è il messaggio che ne proviene. Ed è che qui non è più questione dei
Palestinesi, degli Israeliani, dei Russi o degli Ucraini, dell’Iran o
dell’America; qui siamo alla perdita dell’ultima dignità dell’umano,
a quella soglia oltre la quale l’umano non è più umano.
È questa la prova estrema di fronte a cui si trovano oggi il glorioso
Occidente, le cosiddette autocrazie, i Paesi arabi, l’Europa che riarma.
Ma nessuno corre a presidiare questa soglia, forse nessuno di questi lo
può fare.
Allora dovrebbe essere l’umanità stessa in qualche sua apicale
espressione a farlo, qualcuno che vada lì non per sé, non per i suoi,
non per i Palestinesi, non per gli Ebrei, ma per questa umanità che
si spegne, che ancora ne faccia echeggiare la voce.
Potrebbe essere il segretario generale delle Nazioni “Unite”, se il loro
Patto non fosse stato passato al tritacarta in piena Assemblea generale
a New York.
Potrebbe allora forse essere un Papa, ma non come voce di parte in nome
della sua Chiesa, perché nessuno se ne adonti; dopo papa Francesco il
popolo di Dio che fino ad allora era stato ristretto a una Chiesa,
è stato identificato con l’umanità tutta intera.
A questo titolo il Papa potrebbe raggiungere Rafah, affacciarsi su
quella soglia dell’ignoto, e tutti potremmo seguirlo.
Sarebbe la sua Lampedusa o la sua Lesbo, la sua lavanda dei piedi ai
circoncisi e agli incirconcisi, la sua “Fratres omnes”, e perché no,
dato che si chiama Leone, potrebbe essere la sua Mantova.
Se questo avverrà, anche l’Ucraina seguirà.
Chi è d’accordo, come crede lo faccia sapere.
Comune.
Il Sindaco ha esposto in Consiglio comunale i progressi e le sfide del
programma amministrativo
Municipio
Relazione
Il
Consiglio comunale di Grotte, riunito in seduta ordinaria lo scorso 23
giugno 2025, ha approvato la Relazione annuale del Sindaco sullo stato di
attuazione del programma, un documento che traccia un quadro dettagliato
delle attività svolte dall'Amministrazione comunale nell'ultimo anno. Il
sindaco Alfonso Provvidenza ha illustrato i punti salienti della
Relazione, evidenziando i progressi compiuti e le sfide ancora da affrontare
(leggi
la Relazione).
(Palazzo municipale di Grotte)
La relazione ha messo in luce l'attività non solo del Sindaco, ma anche
degli Assessori e degli uffici comunali.
Tra le novità salienti, è stato richiamato il recente provvedimento
sindacale di nomina dell'Assessore Cutaia (il numero 11 del 2025), non
presente nella precedente relazione, a testimonianza di un'amministrazione
in costante evoluzione. La struttura organizzativa del Comune, aggiornata con la delibera 96
del 2024 e successive modifiche, è oggi articolata in cinque aree,
tutte coperte da Responsabili di categoria funzionari grazie
all'approvazione del regolamento per le progressioni verticali in deroga;
questo ha permesso, entro la fine del 2024, di effettuare sette
progressioni verticali, di cui due per l'area dei funzionari e cinque
per l'area degli operatori esperti, un passo significativo per il
rafforzamento dell'organico comunale.
Nonostante questi progressi, il Sindaco ha sottolineato la carenza di
risorse umane, con 46 unità di personale al 31 maggio 2025 a
fronte di una dotazione organica di 74. È in fase di completamento,
tuttavia, la procedura per l'assunzione di uno specialista nell'area
tecnica, finanziata con fondi CAP COE.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Segretario per l'impulso
dato all'istituzione della cabina di regia per il monitoraggio delle
attività legate al PNRR, a riprova dell'impegno del Comune
nell'intercettare e gestire i fondi europei. Grotte è anche capofila di
un gruppo di comuni che ha partecipato a un avviso pubblico per la
formazione del personale, sempre con fondi PNRR.
Sul fronte finanziario, la relazione ha evidenziato l'approvazione del
documento di programmazione e del bilancio (PIAO).
L'amministrazione è in regola con la revisione periodica delle partecipate e
la ricognizione dei servizi pubblici locali.
Un dato particolarmente positivo riguarda il miglioramento dei tempi medi di
pagamento, che si sono attestati intorno ai 30 giorni, un risultato notevole
se si considera che all'insediamento dell'attuale amministrazione erano
circa 250 giorni.
Nonostante ciò, il Sindaco ha ricordato che c'è ancora molto da fare per
ridurre il disavanzo, che si attesta intorno ai 2 milioni di euro.
Importanti risultati sono stati raggiunti anche nei lavori pubblici, con un
ringraziamento all'Ingegnere Settecasi per l'impegno profuso.
L'utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata ha portato a una
premialità per gli anni 2018 e 2019, e anche quest'anno l'ente ha
beneficiato di finanziamenti per i centri estivi.
In ambito di sostenibilità ambientale, sono stati sottoposti al Consiglio il
piano amianto e il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Il decoro urbano ha visto diversi interventi, anche con il supporto del
personale ESA.
La sicurezza è stata rafforzata grazie alla sinergia tra Polizia Locale e
Carabinieri.
L'attenzione dell'Amministrazione si è concentrata anche sull'istruzione,
con il potenziamento della mensa scolastica che ora garantisce il tempo
prolungato anche per due classi della scuola elementare, con un avvio
puntuale del servizio.
Il settore cultura è stato particolarmente dinamico, con numerose attività
organizzate, tra cui il premio Martoglio, il premio Racalmare, la giornata
per il ricordo dei fasci siciliani, gli eventi di Pasqua e Carnevale, e la
programmazione estiva, culminata con la recente presenza della scrittrice
Dacia Maraini.
Infine, per quanto riguarda la salute e il benessere dei cittadini, sono
state messe in campo molte attività sfruttando le opportunità del piano di
zona.
Nonostante la necessità di intervenire sul distretto, si è registrato un
recente miglioramento dell'attività distrettuale.
La relazione ha evidenziato l'impegno nei servizi sociali, con il Comune di
Grotte che è uno dei pochi a garantire copertura finanziaria a tutti i
servizi per disabili, minori e anziani, pur riconoscendo che questi
costi assorbono la maggior parte delle risorse di bilancio.
È stato ricordato l'atto di indirizzo del 9 novembre 2024 relativo ai
servizi ASACOM, con copertura per l'intero anno scolastico.
Il Sindaco ha concluso la sua relazione
(leggi
la Relazione)
ringraziando il Presidente e tutto il Consiglio comunale, il Segretario
generale, i Responsabili, i dipendenti, il Collegio dei Revisori e, in
particolare, gli Assessori, la Stazione dei Carabinieri e tutti i cittadini
per il loro sostegno.
Fotografia. L'arte di Salvatore Milano celebra
Racalmuto; mostra dal 10 al 21 luglio al Teatro Regina Margherita
Ingresso
Salvatore Milano
Racalmuto, paese natale di Leonardo Sciascia, si veste di nuova luce,
offrendo ai suoi abitanti e ai visitatori un'immersione nelle sue bellezze
più autentiche. Dal 10 al 21 luglio 2025, il foyer del Teatro
Regina Margherita ospiterà una suggestiva mostra fotografica di
Salvatore Milano, sul tema "Scorci del Paese".
(Ingresso del teatro)
La raccolta di opere, presentate in un formato significativo di 50x70 cm,
invita a riscoprire angoli e prospettive che definiscono l'anima di
Racalmuto.
Attraverso l'obiettivo di Milano, sarà possibile viaggiare con lo sguardo
dalla storica Fontana Novi Cannola all'imponente Chiesa Madonna del Monte,
dalla maestosità del Castello Chiaramontano alla suggestiva Chiesa del
Serrone, e oltre.
Ogni scatto è una finestra aperta sulla quotidianità e sulla storia, un
invito a cogliere la poesia insita nell'architettura e nei paesaggi del
luogo. La mostra sarà accessibile al pubblico ogni giorno, ad ingresso libero,
dalle ore 17.00 alle 23.00, offrendo l'opportunità di apprezzare queste
visioni uniche anche nelle fresche serate estive. Per ammirare Racalmuto
attraverso gli occhi attenti e sensibili di Salvatore Milano, appassionato
cultore di Fotografia, e per celebrare il patrimonio culturale e visivo che
il paese custodisce.
Spettacolo.
Il Teatro Stabile Nisseno presenta "Maliditta la miseria"; a Grotte,
venerdì 18 luglio in Piazza Umberto I
Manifesto
Grotte
accoglierà una serata all'insegna del teatro con la rappresentazione
di "Maliditta la Miseria", un atto unico scritto e interpretato da
Giuseppe Speciale. Lo spettacolo, promosso dal Comune di Grotte,
e che include un sentito omaggio al grande Totò, andrà in scena venerdì
18 luglio 2025, alle ore 21.00, in Piazza Umberto I.
(Manifesto)
Il Teatro Stabile Nisseno, compagnia di lunga tradizione nel panorama
teatrale siciliano, è noto per la sua capacità di portare in scena testi
originali e classici, spesso con un occhio attento alle tematiche sociali e
alla commedia brillante.
Con una storia che affonda le radici nella passione per l'arte scenica, il
gruppo si è distinto negli anni per la professionalità delle sue produzioni;
le messe in scena sono spesso caratterizzate da una cura per i dettagli
scenografici e i costumi.
"Maliditta la Miseria" è proposta come una commedia agrodolce, capace di
strappare risate ma anche di invitare a una riflessione più profonda. La
trama si snoda attorno alle peripezie di personaggi alle prese con le
difficoltà quotidiane, narrando con umorismo le astuzie e le disavventure
che la povertà può generare.
Attraverso dialoghi frizzanti e situazioni paradossali, lo spettacolo
esplora le dinamiche umane in contesti di privazione, mettendo in luce la
resilienza e l'ingegno del popolo di fronte alle avversità. L'omaggio a Totò
conferisce un taglio narrativo che attinge alla grande tradizione della
commedia all'italiana, con un tocco di malinconia e profonda umanità.
La regia dello spettacolo è affidata a Giovanni Speciale, mentre sul palco,
oltre allo stesso Giuseppe Speciale, si alterneranno Giuseppe Minnella,
Raimondo Coniglio, Antonio Stella, Ivana Martorana, Irene Nicosia e Giuseppe
"Sica" Alessi. L'assistenza alla regia è curata da Antonio Alberto Stella e
la direzione di scena da Michela Nicosia.
Una serata dedicata agli amanti del teatro e a chi desidera trascorrere
un'ora all'insegna della cultura e del divertimento, sotto il cielo di
Grotte.
Spettacolo.
XXII edizione del Premio "Nino Martoglio" a Grotte: domenica 20 luglio
in Piazza Umberto I
Manifesto
Aristotele Cuffaro
Ancora
una volta
Grotte vivrà una serata all'insegna dell'arte e della cultura con la XXII
edizione del Premio "Nino Martoglio". Ideato e diretto da Aristotele
Cuffaro, il riconoscimento alle eccellenze artistiche e culturali
siciliane si terrà domenica 20 luglio 2025 alle ore 21.00 in
Piazza Umberto I.
(Manifesto)
Nel corso della manifestazione verranno consegnati diversi riconoscimenti.
Il Premio Speciale "Francesco Pillitteri" sarà conferito a Paolo
Licata, apprezzato attore e regista teatrale e cinematografico, noto per
la sua versatilità interpretativa e la capacità di affrontare ruoli
complessi e di forte impatto emotivo. Nel corso della sua carriera ha
collaborato con numerosi registi di fama, lasciando un segno distintivo sia
nelle produzioni teatrali classiche che in quelle contemporanee.
Il Premio Speciale per meriti artistico-musicali andrà a Rita
Botto, rinomata cantante, celebre interprete della musica popolare e
tradizionale siciliana, con apprezzate incursioni anche nel jazz e nella
world music. La sua voce potente e la profonda conoscenza del repertorio
autoctono l'hanno consacrata come una delle figure più significative nel
panorama musicale dell'isola, portando la cultura siciliana su palchi
internazionali.
Il Premio Speciale "Gregorio Napoli" per la cinematografia sarà
assegnato a Donatella Finocchiaro, attrice italiana di grande talento
e versatilità, stimata per le sue intense interpretazioni sia sul grande che
sul piccolo schermo. Ha lavorato con registi famosi e ha ricevuto numerosi
premi per la sua abilità nel calarsi in personaggi complessi, conferendo
loro spessore e autenticità. La sua filmografia annovera pellicole acclamate
dalla critica e dal pubblico.
Infine, il Premio Speciale alla carriera "Gregorio Napoli" verrà
tributato a Lucia Sardo, attrice italiana di consolidata esperienza,
con una carriera che spazia tra teatro, cinema e televisione. È apprezzata
per la sua presenza scenica
e per la profondità delle sue interpretazioni, spesso caratterizzate da
grande forza e umanità. Ha dimostrato una notevole padronanza dell'arte
della recitazione, destreggiandosi con eguale maestria tra ruoli drammatici
e comici.
La serata sarà condotta dai giornalisti Ivan Scinardo, direttore
della sede Sicilia del "Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola
nazionale di cinema",
e Maria Lombardo, responsabile delle pagine dello Spettacolo
del quotidiano "La Sicilia" e docente di "Tecnica del Giornalismo" e
"Sistemi Europei dell'Informazione" all'Università di Catania.
A conclusione della cerimonia di premiazione verrà proiettato il film
diretto da Paolo Licata "L'amore che ho", pellicola che narra la vita
travagliata e intensa di Rosa Balistreri, leggenda della canzone
popolare siciliana, soprannominata anche "la cantautrice del sud". Il film
ne mette
in luce la figura di donna forte, ribelle e indistruttibile, che ha lottato
per i diritti dei più deboli, dei lavoratori e delle donne abusate, andando
contro ogni prevaricazione; altresì offre uno sguardo profondo sull'anima di
un'artista straordinaria e di una donna indomita, il cui canto è diventato
un simbolo di lotta e resistenza. La colonna sonora è curata da Carmen
Consoli.
Questa XXII edizione del Premio si preannuncia come un appuntamento di
rilievo per la valorizzazione del talento e del contributo che artisti e
intellettuali siciliani offrono al patrimonio culturale italiano ed
internazionale.
Riconoscimenti.
Rientro Aeolus: a Tommaso Parrinello e al suo team conferito
l'International SpaceOps Award
Tommaso Parrinello
Award
Un traguardo importante nel campo delle operazioni spaziali è stato
raggiunto dal team responsabile del rientro del satellite Aeolus,
insignito del prestigioso "International SpaceOps Award for Outstanding
Achievement". Questo riconoscimento celebra la prima operazione di
rientro assistito di un satellite, un'impresa che segna un punto di svolta
fondamentale per la sicurezza e la sostenibilità delle attività nello spazio.
(International
SpaceOps Award for Outstanding Achievement)
Il successo di questa iniziativa è frutto di una collaborazione tra l'ESA
(Agenzia Spaziale Europea) e i suoi partner, dimostrando un approccio
responsabile alla gestione del fine vita delle missioni satellitari.
L'operazione Aeolus si allinea perfettamente con la visione "Zero Debris"
dell'ESA, mirata a ridurre al minimo i detriti spaziali e a garantire un
ambiente orbitale più pulito per le future generazioni.
(Tommaso
Parrinello)
"Questo è il futuro delle operazioni spaziali", ha dichiarato
Tommaso Parrinello, figura chiave in questa innovativa operazione.
L'ing. Parrinello vanta un curriculum professionale di spicco nel campo
dell'ingegneria spaziale, avendo ricoperto ruoli di grande
responsabilità nello sviluppo e nell'implementazione di procedure complesse
per la gestione di missioni satellitari. La sua vasta esperienza, maturata
attraverso anni di dedizione e successi, lo ha portato a essere riconosciuto
come uno dei massimi esperti nel settore. La sua leadership e
competenza sono state cruciali per il successo di questo rientro assistito,
consolidando ulteriormente la sua reputazione di pioniere nel campo.
Il conseguimento di questo premio non è solo un riconoscimento del lavoro
svolto, ma anche un messaggio per l'intera comunità spaziale sull'importanza
di adottare pratiche sostenibili. L'innovazione dimostrata dal team Aeolus
stabilisce un nuovo standard per le future operazioni spaziali, aprendo la
strada a un approccio più responsabile e consapevole nella gestione del
nostro ambiente orbitale.
Realmonte.
Tutto pronto per la 4^
edizione del Premio Letterario "Scala dei Turchi - Dina Russiello";
venerdì 11 luglio
Manifesto
Pascal Schembri
È
tutto pronto per la quarta edizione del Premio letterario Scala dei
Turchi - Dina Russiello - in programma il prossimo 11 luglio alle ore
19.00, presso il sito archeologico di Villa Romana di
Realmonte. Il patron del premio, lo scrittore italo-francese Pascal
Schembri, ha reso noti i nomi dei premiati.
(Manifesto)
Premio Emergenti:
-
Beatrice Gucciardo per il libro “Una leggera, sottile illusione”;
- Marco Spada per il libro “Fiumi d’inchiostro tra il Piave e l’Isonzo”. Scrittori Affermati:
- Francesco Bellanti per il libro “Il quadro di Stalin”;
- Gerlando Cilona per il libro “Girgenti-Agrigento. Ieri-Oggi, capitale
della cultura 2025”;
- Federico Li Calzi per il libro “Il peso del dubbio”;
- Enzo Di Natali per il libro “Nanà e le luci di Racalmare”;
- Giuseppe Crapanzano per il libro “Antonio Vaccaro - Avvocato, Sindaco,
Capitano”;
- Salvatore Parlagreco per il libro “Eschilo - L’enigma dell’aquila
assassina”. Premio ai Poeti:
- Alberto
Guarneri Cirami per il libro “I versi perduti”;
- Sebastiano Valfrè per la raccolta “Pagine di vita”. Premio Speciale
al poeta Giuseppe Iatì. Premio alla Carriera:
- alla poetessa Giuseppina Mira per il libro “È ritornato Francesco”;
- a Diego Romeo per il film “La notte dei mandorli in fiore”;
- all’attore Gaetano Aronica e al dott. Francesco Sidoti. Premio alla Memoria
a Enzo Alessi.
Il Premio d’Onore quest’anno va al prefetto di Agrigento dott.
Salvatore Caccamo.
Soddisfatto Pascal Schembri afferma “Anche quest’anno accendiamo un faro
sulla cultura e sulla ineguagliabile bellezza della Scala dei Turchi, un
modo per coniugare la magnificenza del sito con il talento dei siciliani,
nel nome di Dina Russiello, la mia adorata moglie, intellettuale che tanto
amò Realmonte e la sua spettacolare marna bianca”.
Salute.
Tumore al seno: ad Agrigento mammografie gratuite per la diagnosi
precoce
Locandina
L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento attiva nella promozione della
salute con una settimana dedicata alla prevenzione del tumore al seno.
Da lunedì 7 a venerdì 11 luglio, la Casa della Comunità di
Agrigento, situata in Via Giovanni XXIII, aprirà le sue porte per
offrire esami gratuiti e mammografie senza necessità di richiesta medica.
(Locandina)
L'iniziativa, in programma dalle ore 09.00 alle 13.00, si rivolge
specificamente alla popolazione femminile di età compresa tra i 50
e i 69 anni.
Questa opportunità è di fondamentale importanza nella lotta contro il cancro
al seno.
Le evidenze scientifiche confermano l'efficacia degli screening nel
modificare il decorso di alcune neoplasie: l'identificazione precoce della
patologia aumenta significativamente le possibilità di successo del
trattamento e di guarigione.
Per il tumore della mammella, la mammografia è raccomandata ogni due anni
a partire dai 50 anni. Statistiche incoraggianti indicano che tra
l'80% e il 90% delle donne con un tumore di piccole dimensioni e senza
coinvolgimento linfonodale possono raggiungere una guarigione definitiva.
La mammografia è una procedura semplice e rapida, che consiste in una
radiografia delle mammelle. Ogni mammella viene posizionata
singolarmente su un piano e scansionata orizzontalmente e verticalmente con
una leggera compressione. L'esame dura solo pochi secondi e riveste
un ruolo cruciale nell'assicurare una diagnosi tempestiva.
L'Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento invita tutte le donne
rientranti nella fascia d'età interessata a cogliere questa importante
occasione per la propria salute.
Iniziative.
"Candle Night": Cerimonia delle Candele, della Fidapa di Racalmuto
Guarda il video
Locandina
Venerdì
4 luglio 2025, alle ore 19.30, presso il ristorante "U Jardinu" di
Racalmuto, si è svolta l'annuale Cerimonia delle Candele della locale
sezione della F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne nelle Arti,
Professioni e Affari). Alla manifestazione, organizzata dalla presidente
Fidapa BPW Italy di Racalmuto Angela Maria Giglia, hanno partecipato
i sindaci di Grotte, Alfonso Provvidenza, e di Racalmuto, Calogero
Bongiorno, insieme ad alcune Autorità della Fidapa(guarda
il video).
Spettacolo.
Aperte le iscrizioni per "La Corrida" di Aristotele Cuffaro a Comitini
Locandina
Si terrà
il prossimo 4 agosto, alle ore 21.30 in Piazza Umberto I a
Comitini, una serata all'insegna del divertimento e della spontaneità:
un tributo al celebre format televisivo "La Corrida - Dilettanti allo
sbaraglio".
Lo spettacolo, che si ripete da diversi anni, ad opera di Aristotele
Cuffaro, rievoca l'atmosfera scanzonata e coinvolgente del programma
originale, e vedrà protagonisti i "dilettanti allo sbaraglio" del
territorio.
L'invito, come si legge sulla locandina, è rivolto a chiunque abbia un
talento nascosto o voglia semplicemente mettersi alla prova: "Sai
Cantare, Ballare, Suonare, Stornellare, Recitare, Imitare? Stupiscici!!".
Non si tratta di una competizione tra professionisti, bensì di un
palcoscenico aperto a chiunque abbia il coraggio di esibirsi e di sottoporsi
al giudizio, spesso scherzoso, del pubblico.
A condurre la serata sarà sempre Aristotele Cuffaro, già celebre per la sua
capacità di intrattenere e animare appuntamenti simili, garantendo risate e
un clima di festa.
I partecipanti avranno l'opportunità di mostrare le proprie abilità, dalle
più tradizionali alle più bizzarre, in un contesto dove l'applauso o il
fischio del pubblico decreteranno il successo o meno dell'esibizione,
proprio come nella storica trasmissione di Corrado.
Per informazioni ed iscrizioni è possibile contattare il 3887908838.
Sport.
L'Associazione "Muoviti Grotte" anima Piazza Marconi col suo Torneo di
Volley; aperte le iscrizioni
Locandina
In uno spirito di comunità e sana
competizione, l'Associazione “Muoviti Grotte” si appresta a mettere
in campo, mercoledì 16 e giovedì 17 luglio, il suo atteso Torneo
di Volley 3vs3. Un appuntamento che lo scorso anno ha animato con grande
partecipazione Piazza Marconi a Grotte.
(Locandina)
Questa iniziativa non è solo un momento di sport, ma un esempio dell'impegno
che “Muoviti Grotte” esercita nel promuovere l'aggregazione e il benessere
attraverso l'attività fisica.
L'associazione, che si propone di favorire legami sociali e valorizzare il
territorio, ha curato ogni dettaglio per offrire ai partecipanti e agli
spettatori un'esperienza coinvolgente. La scelta del volley 3vs3, disciplina
dinamica e accessibile, riflette la volontà di includere un ampio numero di
appassionati, dai più esperti ai semplici amatori, che desiderano mettersi
alla prova in un contesto amichevole e divertente.
Il torneo rappresenta un ulteriore iniziativa nell’insieme di proposte che
“Muoviti Grotte” dedica alla cittadinanza. Le iscrizioni sono aperte sino al 9 luglio; un invito a cogliere
l'opportunità di far parte di questa due giorni all'insegna dello sport e
della socializzazione. Per maggiori informazioni e per le iscrizioni, è
possibile contattare i numeri 3292616118 e 320089291.
Racalmuto.
Festa del Monte: la Famiglia Agrò fa benedire la bandiera del Cero dei
Burgisi
Locandina
Si svolgerà prossimamente a Racalmuto la Festa della Madonna del Monte. Come
da tradizione, il paese si anima per celebrare la Madonna in un connubio di
devozione popolare e manifestazioni folcloristiche che affondano le radici
nella storia locale. Centro dei festeggiamenti è la Madonna del Monte, la
cui figura è oggetto di una venerazione che si tramanda di generazione in
generazione, attraverso riti e usanze che rendono questa ricorrenza capace
di coinvolgere l'intera comunità.
(Locandina)
Tra le usanze più spettacolari, spicca la "presa del Cilio", un'antica
competizione che vede i giovani del paese sfidarsi per conquistare il
simbolo della festa, rappresentando un momento di grande partecipazione.
Altrettanto attesa è la tradizionale salita a cavallo di corsa sulla
scalinata della Chiesa Madonna del Monte. Diversi cavalieri, con sprezzo del
pericolo, affrontano la ripida scalinata a cavallo, in una prova di
destrezza che attrae gli spettatori e richiama alla memoria antiche pratiche
votive.
Quest'anno la Famiglia Agrò contribuirà in modo significativo ai
festeggiamenti, facendo benedire la bandiera del "Cero dei Burgisi".
La cerimonia di inaugurazione e benedizione si terrà sabato 12 luglio
2025 alle ore 18.30 in Via Don Luigi Sturzo, 22. Si tratta di un
momento che rinsalda il legame tra le famiglie del luogo e le tradizioni che
da sempre animano la Festa della Madonna del Monte, sottolineando la
continuità della devozione e la cura per le usanze che rendono questa
ricorrenza così speciale per Racalmuto.
La Festa della Madonna del Monte, lungi dall'essere solo un momento di
celebrazione religiosa, è uno spaccato della cultura e dell'identità
racalmutese, della storia e del folclore locale.
Dopo la lite furibonda con la madre, Paolina
non tornò più a casa e andò ad abitare dalla nonna, a za Cuncetta
Barravecchia.
La donna viveva da sola in contrada Sacramento. La sua casa si
estendeva su due piani.
Al primo piano c’era la cucina con il focolare all’angolo, e al centro un
grande tavolo che serviva per mangiare, cucire, stirare. In fondo alla
camera c’era una piccola rientranza, una sorta di alcova, in cui si trovava
il letto matrimoniale che, dopo la morte del marito, la donna aveva voluto
rimanesse, quasi a ricordo della sua vita coniugale.
A piano terra invece a za Cuncetta avia na “putia” in cui si
vendeva di tutto: pasta, zucchero, sarde salate, formaggio ma anche
spagnulette, pumetta, cernieri e altro.
La maggior parte delle persone andavano a comprare a cridenza.
Prendevano quello che gli serviva e lo pagavano appena avevano i soldi.
A za Cuncetta teneva una scatola
di cartone in cui c’erano centinaia di pizzina che registravano
tutto. C’era il nome della persona e una lunga lista di cose acquistate. Al
debitore invece, tutto quello che prendeva veniva segnato in una libretta.
Era una sorta di doppia registrazione alla cui base vi era un rapporto di
fiducia tra putiaru e cliente.
A za Cuncetta aveva
cinquant’anni. Era alta, slanciata, capelli grigi e malgrado le rughe si
intravedeva una bellezza che la rendeva ancora una donna attraente. Si era
sposata all’età di sedici anni e aveva avuto sette figli. Uno lo aveva perso
appena nato, una bambina era morta all’età di due anni e l’altra quando
aveva solo sei mesi.
Oltre a Carmela aveva altri tre figli maschi, tutti sposati, che lavoravano
in campagna.
Anche se allora il ruolo della donna era marginale, lei era riuscita a
ritagliarsi un ruolo e degli spazi che gli consentivano di far emergere le
sue qualità di donna oltre che di madre.
Il fatto che gestiva quella putia le consentiva di avere una certa
indipendenza economica. Alla fine della giornata contava i soldi e li
divideva. La maggior parte li metteva da parte per la famiglia mentre una
piccola somma la conservava per sé.
A za Cuncetta aveva saputo che
Vicienzu Bellomo voleva Paolina. Anche a lei tutta questa storia non
andava giù. In paese circolavano troppe voci negative su quella famiglia.
L’idea che sua nipote si sposasse cu Vicienzu “sarda sicca”
non la convinceva affatto.
Doveva trovare le parole, gli argomenti, i modi giusti per convincerla. Lei
conosceva bene la nipote e sapeva quanto fosse irascibile.
L’occasione le si presentò il giorno dopo quando, guardando delle foto della
madre col marito, le disse: - “A vidi a to matri ni sta fotu?”.
La ragazza guardò la foto e poi abbasso la testa, come a dire sì.
La nonna prosegui:
- “T’ha diri na cosa Paulì. Quannu to matri era picciotta nun ci mancava
nenti. Tanti giovanotti ci mannaru pi matrimonio ma un ci piaciva nuddru.
Po’ arrivà Cicciu Tardarita e si ficiru ziti. La bonarma di to nannu Pippinu
un vuliva ca si maritava cu iddru, ma un ci fu nenti di fari”. Paolina guardava a za Cuncetta e si chiedeva in cuor suo che
senso avessero tutti quei discorsi. - “Ti
dicu ancora sti du paroli, Paulì è mportanti fari u passu giustu. Maritarisi
è pi tutta la vita. Nun è comu un vistitu ca si un ti piaci ti lu canci”.
Dopo che Paolina ebbe sentito questo capì dove voleva arrivare la nonna. - “Picchi
mi dici sti cosi?” chiese la
ragazza. - “Ti
dicu sti cosi picchi ti vuogliu beni. È veru ca Vicienzu Bellomu si voli
fari zito cu ttia?”. - “Si
è veru. Cu ti lu dissi? Ma matri?”
chiese Paolina con un tono irritato. - “No,
nun mi lu dissi to matri, a u paisi lu sannu tutti ca siti ziti ammucciuni”.
- “Ora però Vicienzu voli farisi zitu in casa” ribadì la ragazza,
come a fare intendere che in fondo quell’uomo aveva intenzioni serie.
A za Cuncetta cercò di
controllare il tono della voce e guardando la ragazza disse: - “Un
fari u stessu sbagliu di tu matri”. - “Iu
nun fazzu nessunu sbaglio”
rispose Paolina.
- “Tu si giovani, Paulì, però li cosi pi camminari hann’aviri li piedi”.
A za Cuncetta capì che la nipote
non aveva intenzione di ascoltarla, ma non poteva mollare. - “A
famiglia Bellomo è na famiglia tinta. Lu patri di Vicienzu avi l’amanti,
Pippineddra Ingoglia, e la muglieri l’avi pi serva. La tratta comu pezza di
piedi. Mischina, la ficiru mpazziri pi li troppi colari e vastunati. E po'
la sintisti la storia di Totò testa russa? Dicinu ca c’entra Vicienzu sarda
sicca”.
Dopo che a za Cuncetta finì di dire tutto questo, Paolina cambiò
atteggiamento. Quelle parole in un attimo le fecero ricordare tanti episodi
di violenza a cui lei aveva assistito sin da bambina.
In un attimo le ritornò alla mente un'immagine: la faccia della madre
insanguinata per le tante percosse ricevute dal marito. Succedeva spesso che
il padre alzava le mani, anche per le cose più banali. - “Un
fari u stessu sbagliu di to matri”.
Quel monito le risuonò all’orecchio.
Doveva evitare di cacciarsi in situazioni poco rassicuranti.
Ma ora che aveva capito, cosa doveva fare?
Come faceva a lasciar perdere tutto? A dire a quell’uomo che ci aveva
ripensato e che non lo voleva più?
Come l’avrebbe presa? Quali reazioni avrebbe avuto?
Tutte queste domande la facevano stare male.
A za Cuncetta intuendo lo stato
d’animo della ragazza le andò vicino e le disse: - “A
Vicienzu Bellomo ci lu faciemu diri di u zi Turiiddu Bellanca ca lucanusci.
Tu di chissu nun t’a preoccupari, ci penzu iu”.
Passarono un po' di giorni e Paolina rientrò a casa dalla madre. Dopo i
primi battibecchi, gli umori si chetarono e la vita in quella casa riprese a
scorrere normalmente.
Erano gli ultimi giorni di ottobre e da qualche giorno non pioveva più.
Nelle campagne la raccolta delle olive era nel pieno e anche Carmela ogni
mattina si alzava presto per andare a lavorare da don Antò.
Paolina, dopo i primi giorni in cui pensava spesso a Vicienzu, si era
rassegnata e spesso ripeteva a se stessa che in fondo aveva fatto la scelta
migliore.
Quell’uomo era un violento, era meglio lasciarlo perdere.
Una mattina la madre era già uscita e anche i fratelli Filippo e Gino, che
andavano a lavorare al forno di u zi Gesuele La Mantia. La ragazza
era sola in casa.
Improvvisamente sentì bussare alla porta. - “Sugnu
u zi Giugiuzzu Picipò. To matri mi dissi di diriti na cosa”.
Era strano che a quell’ora quell’uomo bussasse alla porta. Lei lo conosceva
di vista. Anche lui lavorava da don Antò.
Cosa doveva fare? Aprire o no. Era molto combattuta. Ad un tratto quell’uomo
bussò di nuovo. - “È
importanti Paulì. Rapi un minutu”.
Paolina scese dal letto e andò ad aprire.
Quell’uomo non era solo. C’era con lui un giovane.
Appena la ragazza aprì la porta i due si catapultarono dentro.
Quello più giovane estrasse dalla tasca un coltello e lo accostò alla
guancia di Paolina minacciandola di farle del male se urlava.
- “A stari zitta e fari comu ti diciemu nantri” urlo Picipò.
La ragazza era terrorizzata.
Ma cosa volevano quegli uomini? Chi li aveva mandati? Perché?
Mentre i due la trascinavano fuori, nella sua testa quelle domande
rimbombavano di continuo.
Fuori c’era ancora buio. Imboccarono una scalinata che portava verso una
stradina secondaria. Camminarono per cinque minuti e si ritrovarono in una
trazzera di campagna.
C’era un leggero vento e dall’orizzonte giungeva una timida luce quasi a
preannunciare l’arrivo del nuovo giorno.
La ragazza sospinta dai due camminava incespicando nelle pietre che c’erano
lungo il percorso.
Finalmente giunsero. Era un ampio baglio di proprietà di don Antò, poco
distante dal paese. Si sentiva un belare di pecore e qualche cane che
abbaiava in lontananza.
I due fecero entrare la ragazza in una stalla. Il giovane prese una corda e
le legò mani e piedi in modo che non potesse scappare.
Poi chiusero la porta e se ne andarono. All’interno di quella stalla era
buio. Solo un po' di luce entrava da una finestra che era in alto.
Tutta la giornata Paolina la passò in solitudine. Verso sera qualcuno aprì
la porta e avanzò lentamente, era un uomo.
In una mano teneva una torcia accesa mentre nell’altra un pezzo di corda che
continuava a oscillare incessantemente. Appena si avvicinò, Paolina lo
riconobbe: era “sarda sicca”.
Era alto, magro, lo sguardo cattivo. La ragazza cominciò a tremare mentre
quell’uomo le si avvicinò e cominciò a toccarle prima le braccia e poi le
cosce.
Improvvisamente si abbassò i pantaloni e le fu addosso. Paolina non aveva
scampo cominciò a piangere forte e a gridare. Poi quell’uomo alzando la voce
le disse:
- “Quannu dicivatu tu ti piaciva, ah!! E no beddra mia, ora cumannu io e
tu a fari chiddru chi dicu iu” e le mollò uno schiaffo.
Nei giorni che seguirono, le violenze e le sevizie si susseguirono
ripetutamente. Era un continuo. La ragazza piangeva tutto il giorno e
continuava a chiedersi il perché di tutto questo.
Perché doveva essere trattata in questo modo, come una bestia? Lei che non
aveva fatto niente di male.
Le lacrime le inondavano il viso mentre la sua bocca era amara come il
fiele. Tutto questo durò per una settimana, al termine della quale Vicienzu
Bellomo mandò un ambasciata a casa di Carmela. - “To
figlia Paulina avi na simana ca è cu mmia”.
La ragazza era stata disonorata. Aveva perso la sua dignità di donna.
Per recuperare l’onore perduto davanti a tutto il paese, l’unica sua
possibilità era un matrimonio riparatore.
Il matrimonio fu celebrato qualche settimana dopo, in una ventosa e fredda
giornata di novembre. Il corteo nuziale attraversò tutto il corso principale
fino ad arrivare alla chiesa del Purgatorio.
Anche Giuseppe Cucciarrè quella mattina vide passare gli sposi mentre si
trovava in piazza. In testa c’erano loro e a seguire parenti e amici.
Era un corteo nuziale come tanti, ma c’era qualcosa di strano, che saltava
all’occhio dello spettatore occasionale. Erano le espressioni dei due sposi
completamente all’opposto.
Lui impeccabile, con uno sguardo altero, pomposo che ostentava sorrisi a
destra e a manca. Lei invece smagrita, minuta, più che una sposa sembrava un
“cani vastuniatu”,costretta dalle circostanze a fare quello
che non voleva.
Giuseppe osservò tutto da lontano, mentre dentro di lui la rabbia cresceva
sempre di più.
Cronaca.
Incendio nelle campagne tra Racalmuto e Bompensiere: due canadair dei
Vigili del Fuoco in azione
Canadair
Un incendio sta interessando da questa mattina l'area a metà
strada tra i comuni di Racalmuto (Agrigento) e Bompensiere
(Caltanissetta), tenendo impegnate le squadre dei Vigili del Fuoco
e due canadair in una incessante battaglia contro le fiamme.
In mattinata i due velivoli antincendio, identificati con le sigle I-DPCQ e
I-DPCS, sono decollati dall'aeroporto di Trapani Birgi per
raggiungere la zona colpita. Le operazioni di spegnimento sono rese
particolarmente impegnative dalla vastità dell'area interessata e dalla
natura del terreno.
Cruciale per il rifornimento idrico dei canadair è il tratto di mare
antistante la località Faro del Commissario Montalbano, a Porto Empedocle.
Qui i piloti effettuano manovre precise per prelevare migliaia di litri
d'acqua ad ogni passaggio. Finora, ogni velivolo ha già compiuto una decina
di lanci, riversando tonnellate d'acqua sulle fiamme nella speranza di
circoscrivere l'incendio.
Le autorità locali e i Vigili del Fuoco continuano a monitorare la
situazione, con la speranza che le condizioni meteorologiche non peggiorino
e permettano di domare l'incendio nelle prossime ore. Al momento, non sono
state rilasciate informazioni su possibili cause o sull'estensione esatta
dei danni, ma l'impegno dei mezzi aerei e terrestri è massimo per proteggere
l'ambiente ed, eventualmente, le abitazioni vicine.
Televisione.
"Sicily Food" protagonista stasera su Rai1: l'eccellenza siciliana del
"Mancuso Group" in vetrina
Convertini e Mancuso
Foto di gruppo
Premio
Questa sera, sabato 5 luglio 2025, Rai1 accenderà i riflettori su
"Sicily Food", l'azienda siciliana parte del prestigioso Mancuso
Group, con un servizio dedicato all'interno del programma "Azzurro -
Storie di mare". La puntata, in onda alle 17.55, offrirà uno
sguardo approfondito sulle attività di questa realtà imprenditoriale che,
con radici salde a Grotte (AG), rappresenta un motore di sviluppo economico
e occupazionale per il territorio.
(Beppe Convertini e Antonio Mancuso)
Il servizio, condotto da Beppe Convertini, ha visto la partecipazione
attiva del presidente Antonio Mancuso, che ha guidato la troupe di
Rai1 attraverso i due stabilimenti dell'azienda. Le riprese hanno
documentato l'intero processo di lavorazione dei prodotti di punta di Sicily
Food: salmone, pesce spada, tonno e polpo. Un percorso tra gli impianti che
si è concluso con una degustazione delle prelibatezze a marchio ArticBlu e
FishandFine, momenti che promettono di catturare l'attenzione dei
telespettatori.
(Beppe
Convertini con il presidente Antonio Mancuso e alcuni collaboratori)
La storia di Sicily Food è intrinsecamente legata a Grotte e alla
famiglia Mancuso. Un legame profondo che affonda le sue radici
nell'impegno e nella visione della signora Pietra La Rocca e dei suoi
figli Salvatore, Antonio e Rosario Mancuso. È da questa eredità
familiare che l'azienda ha tratto la forza per crescere, diventando un punto
di riferimento nel settore ittico. La presenza di numerosi cittadini di
Grotte impiegati nelle diverse attività di Sicily Food testimonia il suo
impatto positivo sul tessuto socio-economico locale, offrendo opportunità
concrete e contribuendo al benessere della comunità.
("Premium
International Florence Seven Stars" per l’imprenditoria)
La costante ricerca dell'eccellenza da parte di Sicily Food è stata
recentemente coronata da un prestigioso riconoscimento. A Firenze,
l'azienda ha ricevuto il "Premium International Florence Seven Stars"
per l’imprenditoria.
La giuria di esperti internazionali, presieduta dal professor Carlo Franza,
ha motivato il premio con parole di grande apprezzamento: "Vera
eccellenza del gusto e dei prodotti ittici, vanto del Made in Italy
nel Mondo, coniuga la cultura della produzione con quella elitaria
dell’alimentazione. Questa azienda italiana, tra le più nobili e certificate
per il prodotto marino proposto in tutto il Mondo, può considerarsi una
super etichetta, orgoglio dell’eccellenza italiana e pertanto
meritevole dell’assegnazione di questo prestigioso premio".
La cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso sabato 28 giugno
sulla Gran Terrazza Belvedere del Palazzo Plus Florence, nel corso
del Gran Concerto d’Estate.
Sicily Food è una delle colonne portanti del Mancuso Group, una realtà
imprenditoriale storica e diversificata nel panorama italiano.
Il Gruppo rappresenta un partner chiave per la Grande Distribuzione
Organizzata (GDO), la Grande Distribuzione (GD) e l'Horeca in Italia, con
una distribuzione che include sia marchi propri che Private Label.
La sua offerta si distingue per la qualità delle materie prime e la cura
nella lavorazione, frutto dell'esperienza di maestranze altamente
qualificate.
Il Mancuso Group racchiude quattro distinte realtà:
- Sicily Food srl: leader nella lavorazione di prodotti ittici come
salmone, tonno e pesce spada affumicato e non, commercializzati sia per
Private Label che con i marchi propri "Fish & Fine" e "Best Fish";
- Mancuso Gelati 1920: storica azienda rinomata per la produzione di
gelati, dessert e pasticceria secondo la tradizione siciliana;
- Gelato Zero: una linea di gelati a basso contenuto calorico che ha
ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il Superior Taste Award e l'Innovation
Better For Future;
- Mancuso Gelati Italiani 1920: una catena di cinque gelaterie già
presenti a Milano, Firenze e Roma, con un ambizioso piano di espansione che
prevede l'apertura di 40 nuovi store in Italia e all'estero.
La storia del Mancuso Group ha inizio nel 1920 con il nonno Salvatore, che
portò il gelato siciliano negli Stati Uniti. Nel 1958, il figlio Vincenzo
espanse l'attività in Inghilterra, per poi fare ritorno in Sicilia negli
anni '80 e fondare "Mancuso Gelati". Dal 2002, l'azienda si è ulteriormente
espansa nel settore ittico, ampliando significativamente la propria offerta.
Oggi, il Mancuso Group vanta una notevole espansione internazionale,
raggiungendo oltre 60 paesi. Con 8 stabilimenti in Italia,
uno in Serbia, un ufficio internazionale a Milano e un
quartier generale ad Agrigento, il Gruppo guarda al futuro con grande
ottimismo, proiettandosi verso la conquista di nuovi mercati e il continuo
miglioramento della propria offerta.
Lieti eventi.
È nato Giuseppe Salvaggio; grande gioia per i genitori Nicolas e Santy
Santy e Nicolas
Un raggio di sole ha illuminato la vita di Nicolas Salvaggio e Santy
Costanza: è nato ieri, giovedì 3 luglio 2025, il loro
primogenito, il piccolo Giuseppe.
Questo felice momento si è verificato presso l'ospedale San Giovanni Di Dio
di Agrigento.
(Santy Costanza e Nicolas Salvaggio)
Il nuovo arrivato, che alla nascita pesava 3 chilogrammi e 100 grammi, sta
benissimo, così come mamma Santy. La gioia è indescrivibile per i
neogenitori Nicholas e Santy, che hanno accolto con amore immenso il loro
piccolo tesoro.
La redazione di Grotte.info Quotidiano desidera porgere i più sentiti auguri
al nuovo arrivato, Giuseppe, augurandogli una vita piena di felicità e
serenità.
Le nostre felicitazioni vanno anche ai felicissimi genitori, per questo
meraviglioso capitolo della loro vita. Un pensiero speciale e affettuoso
anche ai nonni e a tutti i parenti, che sicuramente festeggeranno con grande
entusiasmo l'arrivo di Giuseppe.
Agrigento. "Tutta colpa di Solone" al Teatro
dell'Efebo, per la regia di Giovanni Volpe; mercoledì 9 luglio
Locandina
Ad
Agrigento, il prossimo mercoledì 9 luglio 2025, alle ore
21.00 il Teatro dell'Efebo, situato all'interno del Giardino
Botanico, sarà la cornice di una rappresentazione teatrale intitolata "Tutta
colpa di Solone".
(Locandina)
L'allestimento, curato dall'Associazione "Nuovo Piccolo Teatro di
Agrigento", prende spunto dall'omonimo romanzo di Andrea Cirino, con
la regia di Giovanni Volpe. Questa produzione teatrale è il frutto di
una collaborazione tra il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Agrigento
e l'ANM Sezione Distrettuale di Palermo, con il supporto del Libero
Consorzio Comunale di Agrigento.
Il cast che darà vita ai personaggi sul palco include, in ordine di
apparizione: Franco Bruno (Solone), Gioele Amato (il suo servo), Paolo Di
Noto (Niria), Marcella Lattucca (Luisa), Nicola Puleo (Cannella), Daniela
Frenda (Zanzone), Rosa Maria Montalbano (Madre), Pippo Crapanzano (Papalù),
Gero Galvano (zio Lollò). L'aiuto regia è affidato a Chiara Gervasi, mentre
le musiche sono di Angelo Santifilippo e la produzione esecutiva di Caterina
Montalbano.
Come sottolineato nel comunicato congiunto, questa produzione teatrale vuole
essere la condivisione di un "momento di riflessione aperto alla comunità
agrigentina". L'intento è quello di utilizzare il linguaggio del teatro
come "un viaggio teatrale tra sogno, storia e impegno civile per
riscoprire i valori della nostra Costituzione in un tempo in cui, in più
parti del mondo, la democrazia e lo stato di diritto vacillano". L'ingresso alla rappresentazione è libero sino a esaurimento dei
posti disponibili.
Volontariato.
"Muoviti Grotte" cerca il supporto delle attività locali per un'estate
di animazione
Locandina
L'associazione "Muoviti Grotte", un gruppo di giovani volontari
attivi sul territorio, si appresta a dare vita a un'estate ricca di
proposte dedicate alla comunità. Con l'obiettivo di animare il paese e
offrire opportunità di svago sano e coinvolgente, l'associazione ha lanciato
un appello alle attività locali per ottenere sostegno attraverso
contributi o sponsorizzazioni.
(Locandina)
Il programma estivo, frutto dell'impegno e dell'autofinanziamento dei
volontari, si preannuncia variegato. Tra le iniziative in cantiere spiccano
un torneo di calcio a 5 ("Mondiale per Club" attualmente in
svolgimento), attività ludiche e ricreative che animeranno il cuore
della piazza, un torneo di pallavolo sempre in piazza, un torneo
di calcio-tennis e uno di scacchi. Non mancheranno serate
musicali con ospiti, e una camminata cittadina serale. Altre
proposte sono ancora in fase di definizione.
"Muoviti Grotte" sottolinea come l'intera programmazione sia realizzata
senza alcun finanziamento esterno, basandosi unicamente sui contributi
volontari dei membri.
Per garantire la migliore riuscita di tutte le iniziative e coprire spese
per materiali, attrezzature, service audio/luci e sicurezza,
l'associazione si rivolge ora alle realtà commerciali e imprenditoriali del
territorio.
Un piccolo contributo, spiegano gli organizzatori, può fare una grande
differenza, permettendo di concretizzare pienamente il programma estivo.
In cambio, "Muoviti Grotte" garantisce ampia visibilità alle attività
sponsorizzatrici, sia durante le varie proposte che attraverso i propri
canali social, evidenziando il loro concreto supporto alla comunità e ai
giovani del territorio.
Gli organizzatori, tra cui Alfonso Aquilina, Dario Giammusso, Santo
Alaimo, Pietro Arnone, Ausilio Polifemo, Marika Mancuso, Gabriele Russo
e numerosi altri giovani volontari, sono disponibili a fornire maggiori
dettagli e a valutare insieme le modalità di una possibile collaborazione.
Per contatti e maggiori informazioni: Email:
muovitigrotte25@gmail.com;
Instagram: @muovitigrotte. Referenti telefonici: Alfonso: 3292616118; Piero:
3209089291; Santino: 3289782091.
Chiesa.
Serate di spiritualità sotto il cielo stellato, a Grotte; ogni giovedì
Adorazione Eucaristica all'aperto
Adorazione
Un appuntamento di profonda spiritualità e raccoglimento è in
programma per i giovedì di luglio e agosto a Grotte.
La parrocchia Beata Vergine Maria del Monte Carmelo propone una serie di
incontri di Adorazione Eucaristica serale all'aperto, per far sì che
la comunità possa ritrovarsi in preghiera e meditazione.
(Adorazione)
A partire da questo giovedì 3 luglio 2025, e per tutti i giovedì dei
mesi estivi, i fedeli (e anche i semplici curiosi) sono invitati a
partecipare a questi momenti di profonda riflessione che si terranno
dinanzi alla chiesetta della Madonna delle Grazie. Ogni Adorazione,
presieduta e animata dal parroco don Sergio Sanfilippo, inizierà alle
ore 21.00 e si concluderà alle ore 22.00.
L'Adorazione Eucaristica rappresenta un pilastro della fede cattolica, un
tempo dedicato alla contemplazione, in cui la presenza di Cristo è percepita
in modo particolare. Un tempo in cui fermarsi, in ascolto e dialogo con
l'Eterno, rafforzando il proprio legame spirituale e trovando pace
interiore.
Questi incontri serali assumono un significato ancora più speciale grazie
alla loro ambientazione: la serenità delle serate estive, sotto il
cielo punteggiato di stelle. Uno scenario naturale che invita
spontaneamente alla meditazione e alla contemplazione, ad elevare lo sguardo
non solo alle bellezze del creato, ma anche all'infinito e all'eternità. In
un mondo frenetico, prendersi un'ora per nutrire lo spirito, immersi nella
quiete e nella grandezza del cosmo, diventa un'esperienza rigenerante e
profondamente significativa.
La parrocchia Beata Vergine Maria del Monte Carmelo offre alla
comunità cittadina - ed ecclesiale in particolare - non solo un momento di
preghiera, ma un vero e proprio percorso per riscoprire la bellezza del
silenzio, la forza della fede e l'importanza di connettersi con il
trascendente in un contesto di bellezza e pace.
Racalmuto. "Vaneddra in festa 2", tra musica,
arte e poesia; sabato 5 luglio
Locandina
Programma
Racalmuto vivrà una giornata di iniziative culturali con la
seconda edizione di "Vaneddra in Festa", per riempire le vie del paese
di suoni, colori e parole. La manifestazione, promossa da Onda TV, Bella
Sicilia e con il patrocinio dell'UNPLI Unione Nazionale Pro Loco, si terrà
sabato 5 luglio 2025.
(Locandina)
Numerose le realtà che prenderanno parte a questa iniziativa (leggi
il programma). Tra i
partecipanti figurano l'Associazione FIDAPA, il Collettivo Gymnasium e l'AC
"Comunità di Racalmuto". Saranno presenti anche i Collettivo Fotografi,
coordinati da Luigi Falletti, che immortaleranno i momenti salienti della
giornata.
La musica sarà protagonista con il Maestro Angelo Capitano e l'artista
Alfonso Insalaco, affiancati da ASS. Beddramé e Comunità Sostenibili. Non
mancheranno momenti dedicati all'arte e alla cultura con Elena Baldini e
Filippo Cipolla, curatori del Laboratorio di Arteterapia "La Casa
Interiore".
Un'attenzione particolare sarà rivolta alla presentazione del catalogo "Il
Sole nella Miniera" a cura de Le Coffe di Giusy Gallo, Ass. Culturale
Cometa, con la conduzione di Salvatore Picone. Spazio anche alla lettura con
Adele Troisi, Arci Racalmuto e Piero Carbone.
Il programma include anche le performance dei ragazzi del progetto "Vicolivivi",
insieme all'artista Chiaro Abramo e agli allievi dell'IC “Falcone -
Borsellino” di Favara, diretti dal Maestro Salvatore Faldetta, a
testimonianza del coinvolgimento delle nuove generazioni. La musica dal vivo
sarà affidata al gruppo Folk “Herbessus - Città di Grotte”.
Infine non mancherà un momento dedicato alla poesia con un Poetry Slam "Gara
di Poesie" e le creazioni di Vale "Palloncini per Tutti", con l'Associazione
Karusì di Racalmuto.
Comune.
Il sindaco Alfonso Provvidenza: "Massimo impegno sui lavori idrici e
fognari a Grotte"
Piazza Fonte
Largo Pagano
Il Comune di Grotte è in piena attività con una serie di interventi
infrastrutturali volti a migliorare i servizi essenziali per la
cittadinanza. Il sindaco Alfonso Provvidenza ha diffuso un comunicato
per aggiornare i residenti sullo stato di avanzamento dei lavori che
interessano la rete fognaria e l'acquedotto locale.
Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, sono partiti e si
concluderanno in breve tempo gli interventi di ripristino del collettore
fognario di Piazza Fonte; un'opera importante per la regolarità del
deflusso delle acque reflue in una delle aree centrali del paese.
(Piazza Fonte)
Contemporaneamente sono stati avviati i lavori di riparazione della
condotta idrica di Largo Pagano. Questo intervento è di grande
rilevanza; una volta ultimato garantirà la regolare distribuzione dell'acqua
potabile in tutto il quartiere, risolvendo i disagi che si sono verificati.
(Largo Pagano)
Il comunicato anticipa inoltre che la prossima settimana prenderanno il via
ulteriori interventi che riguarderanno diverse rotture già individuate
all'interno del perimetro cittadino. Si tratta di una programmazione mirata
a risolvere in maniera capillare i problemi relativi alle infrastrutture
idriche e fognarie.
Il sindaco Provvidenza ha voluto esprimere il proprio apprezzamento e
ringraziamento: "Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per il
tempestivo intervento", ha dichiarato il Sindaco, sottolineando
l'efficacia e la celerità con cui le squadre hanno operato per far fronte
alle necessità emerse.
Chiesa. Agrigento: Giubileo degli artisti con il
card. Reina e una mostra su Maria Maddalena
Locandina
Sarà inaugurata la prossima domenica 6 luglio, presso il Museo
Diocesano di Agrigento, la mostra "Il fuoco dell'amore. Maria
Maddalena, testimone di speranza al femminile". La presentazione di
questa esposizione sarà preceduta, venerdì 4 luglio, alle ore
18.30, da una solenne celebrazione eucaristica nella Cattedrale di
Agrigento. L'occasione, inserita nel contesto del Giubileo degli artisti,
operatori culturali e responsabili delle istituzioni artistiche e museali,
vedrà la presidenza del cardinale Baldo Reina.
(Locandina)
A partire da domenica 6 luglio, dalle 11.00 alle 17.00, le porte del
Museo Diocesano si apriranno per accogliere i visitatori della mostra
dedicata a Maria Maddalena. L'esposizione, che rimarrà fruibile fino al 30
ottobre 2025.
"Il fuoco dell'amore" vuole essere un itinerario iconografico attraverso
capolavori provenienti da musei italiani, inclusi i Musei Vaticani, e da
collezioni private, affiancati da opere di artisti locali. L'obiettivo è
riscoprire una figura controversa e profondamente umana, simbolo di fede,
speranza e rinascita, fedele fino alla Croce e prima testimone della
Resurrezione.
Il progetto è nato dalla sinergia tra la Fondazione Agrigento2025 e il Museo
Diocesano di Agrigento.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche:
1) Maria sotto la Croce;
2) La Penitente;
3) Colei che lava i piedi di Gesù;
4) Apostola degli Apostoli.
Tra le opere esposte, si annoverano capolavori di grande pregio, tra cui:
- Santa Maria Maddalena penitente (olio su tela, 1622) de Il Guercino, dai
Musei Vaticani;
- La Maddalena (olio su tela, XVII secolo) di Cecco di Caravaggio, dalle
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini-Corsini;
- Santa Maria Maddalena contempla i chiodi della Passione (olio su tela,
1699) di Mattia Preti, dalla Fondazione Carit, Palazzo Montani Leoni di
Terni;
- Crocifisso con la Maddalena genuflessa e piangente (olio su tela, 1827) di
Francesco Hayez, dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini;
- Maria Maddalena (olio su tela, 1640) di Andrea Vaccaro, dalla Galleria
Regionale della Sicilia, Palazzo Abatellis;
- Crocifissione e Annunciazione (tempera e oro su tavola, XV secolo) di
Giovanni Di Pietro da Napoli, dal Museo Nazionale di San Matteo;
- Noli me tangere (olio su tela, XVI secolo) di un Pittore attivo nella
seconda metà del XVI secolo, dall'Arcidiocesi di Terni, Narni e Amelia,
Chiesa Santa Maria Maddalena, Terni;
- Cena in casa del Fariseo (olio su tela, 1613-17) di Pietro D’Asaro, detto
il Monocolo di Racalmuto, dalla Chiesa Madre della SS. Annunziata di
Racalmuto (AG);
- La Maddalena (olio su tela, XVII secolo) di Andrea Vaccaro, dal Museo
Diocesano San Matteo;
- Maddalena penitente (olio su tela, c. 1640) di Nicolas Régnier, da
collezione privata;
- La Maddalena fra i leoni (olio su tela, XVI secolo) della Cerchia di
Giovanni Portaluni con echi dei Ferraro, dalla Parrocchia Santa Maria
Maddalena, Sciacca;
- Compianto sul Cristo morto (1767-68) di Mariano Rossi, dalla Parrocchia
Santa Maria Maddalena, Sciacca;
- Compianto sul Cristo morto (olio su legno/Cartelami, XVII secolo) di
Pittore siciliana, dalla Parrocchia San Nicolò di Bari, Cammarata;
- La Maddalena in meditazione (olio su tela, XVIII secolo) di Fra Felice da
Sambuca, dalla Chiesa di Santa Lucia, Sambuca di Sicilia;
- Compianto (XVII secolo) di Ambito siciliano con derivazioni da Anton van
Dyck, dal Museo Diocesano di Agrigento;
- Crocifissione (olio su tela, XVIII secolo) di Giuseppe Vinci, dal Museo
Diocesano di Agrigento;
- Maddalena (olio su tela, XIX secolo) di Ambito italiano (Copia Guido
Reni), dal Museo Diocesano di Agrigento.
Salute.
Screening gratuito per la prevenzione del diabete, presso la Farmacia
"Santa Venera"
Locandina
Un'iniziativa di prevenzione del diabete è stata avviata dalla Farmacia
Santa Venera (Via F. Crispi, 10). La farmacia offre uno screening
gratuito rivolto a tutte le persone di età compresa tra i 45 e i 65
anni.
(Locandina)
Il
servizio è disponibile quotidianamente, con orari di accesso che vanno
dalle 09.00 alle 12.30 al mattino e dalle 16.30 alle 18.30 nel
pomeriggio.
Durante lo screening viene effettuato un controllo gratuito dei livelli
di glicemia e di emoglobina glicata.
La Farmacia Santa Venera sottolinea l'importanza di questa opportunità,
ricordando che il diabete può manifestarsi in forma asintomatica, rendendo
la diagnosi precoce fondamentale per la protezione della propria salute.
Per ulteriori informazioni, o per prenotare la propria partecipazione, è
possibile contattare i numeri 0922.943249 o 3496718536.
In aggiunta ai servizi di prevenzione, la Farmacia Santa Venera ha attivato
anche un servizio di consegna gratuita dei farmaci a domicilio. Per
usufruire di questo servizio è possibile contattare la farmacia tramite
l'indirizzo email farmaciasantavenera@gmail.com o i numeri telefonici
3496718536 e 0922.943249.
Ambiente. Il 4 luglio "Venerdì ecologico" a Grotte:
raccolta di ingombranti e RAEE
Locandina
L'Amministrazione comunale di Grotte comunica l'avvio della nuova campagna
denominata "Venerdì Ecologico", una giornata dedicata alla raccolta
straordinaria di rifiuti.
Si inizia dal prossimo venerdì con ingombranti (reti, materassi, divani, sedie, poltrone...)
e RAEE - Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche -
(frigoriferi, lavatrici, televisori, computer, stampanti, monitor...).
(Locandina)
L'iniziativa, che si ripete ormai da diversi anni, si inserisce nel più
ampio programma teso a contrastare l'abbandono illecito di rifiuti sul
territorio e a fornire ai cittadini ulteriori modalità per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani.
Il conferimento sarà possibile venerdì 4 luglio 2025. Per
l'occasione, un cassone scarrabile dedicato, costantemente presidiato da un
operatore, sarà posizionato in Via Seminario (Campo Sportivo). Le
operazioni di conferimento potranno essere effettuate dalle ore 09.00
alle ore 11.00.
Si precisa che ciascuna utenza potrà conferire un numero massimo di
quattro pezzi. Questa disposizione mira a ottimizzare la gestione del
servizio e a garantire la fruibilità per un'ampia platea di cittadini.
Il "Venerdì Ecologico" rappresenta un passo significativo nell'impegno
dell'Amministrazione per la tutela ambientale e il mantenimento del decoro
urbano, offrendo un servizio concreto a beneficio della comunità
Si ricorda che è sempre attivo il servizio di ritiro degli ingombranti a
domicilio - su prenotazione - ogni mercoledì, chiamando il numero
verde 800.550.064 dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle 13.00 e
dalle ore 15.30 alle 18.00; il sabato dalle ore 09.00 alle 13.00.
Attualità.
"La guerra: perversione dell'economia e della politica"; di
Raniero La Valle
Raniero La Valle
Raniero La
Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire
d’Italia» e più volte parlamentare.
*****
Se la
“Sinistra” continuerà a dire che Trump è un bullo che non sa quello che
fa, invece di misurarsi con la nuova identità dell'America che
attraverso di lui si manifesta, la destra governerà in eterno. Se la “Sinistra” continuerà a deplorare il riarmo in corso solo
perché toglie denaro alla sanità e allo Stato sociale, e non perché è
una perversione dell’economia e della politica, la guerra mondiale forse
non sarà evitata. Trump è fuori misura con le sue follie, ma è come il
folle di Nietzsche che andava al mercato dicendo “Dio è morto
e noi lo abbiamo ucciso”: il Dio che è morto è la pretesa
messianica del dominio americano sul mondo che invece ha rovinato
l’America, come secondo lui hanno fatto “il peggiore presidente degli
Stati Uniti”, Joe Biden e gli altri come lui. Infatti l’America si è dissanguata per le guerre fatte anche per
conto degli altri (l’“Europa scroccona”), e per essere stata derubata
coi dazi, e le conseguenze sono state in America un freno
all’arricchimento degli uni e una spinta all’impoverimento e alla
frustrazione degli altri. Trump è il primo governante del mondo che si dice
contro la guerra non per ragioni ideali, vere o false che siano, ma
perché è “stupida”, come è la guerra che ha rinfacciato a
Zelensky e a Putin, in quanto produce migliaia e migliaia di inutili
morti, e come sarebbe stata la guerra all’Iran, che egli a male parole
(“che cavolo fate!) ha bloccato sul nascere, dopo l’azione di copertura
delle bombe sui siti nucleari iraniani, senza neanche vendicarsi per i
pur simbolici missili lanciati dall’Iran contro la base americana in
Qatar. Dichiarando insensata la guerra, Trump riprende il giudizio che
già aveva formulato sessant’anni fa papa Giovanni XXIII quando aveva
detto della guerra come fosse ormai “fuori della ragione”, cioè
dell’umano. Essa non serve a raggiungere alcuno scopo. Ma non sempre è stata stupida, lo è diventata: per i Greci
(Eraclito) era addirittura il padre e re di tutte le cose, poi, come ha
ricordato Luciano Canfora sul “Fatto”, è servita a procurare bottino,
schiavi, ricchezze e territori. Ma oggi non è più così, anche le terre rare che Trump vuole
dall’Ucraina non sono un dividendo della guerra, ma un risarcimento per
gli aiuti. Oggi la guerra non ottiene nulla, non fa che distruggere e
uccidere, e si risolve in terrorismo e genocidio (Hamas e Gaza), si
rivolta contro chi la fa, è un suicidio. Tuttavia la guerra è oggi la costituzione materiale del mondo,
è il sistema che lo struttura e ne determina le relazioni e la vita:
pertanto è una istituzione che dovrebbe essere abolita per unanime
consenso. Trump, come gli altri, non arriva a questo: però vuol rompere gli
automatismi che portano alla guerra; semmai è lui a deciderla. Se si sta ai due documenti sulla ideologia della sicurezza
nazionale americana e sulla difesa nazionale degli Stati Uniti, della
Casa Bianca e del Pentagono, vigenti fino a ieri a partire
dall’attentato alle Due Torri, non si può non notare una discontinuità e
una rottura con l’oggi. Essi sostengono come la Russia sia ormai decotta o prossima alla
sconfitta e che la guerra finale, se del caso, sarebbe quella con la
Cina; e se si leggono insieme all’articolo 5 del Trattato della NATO, si
vede come essi inneschino un processo automatico che potrebbe non essere
controllato più da nessuno e attivare un pilota automatico che ci porti
dritto nella guerra mondiale; e se finora poteva sempre esserci un
sussulto di coscienza di uno Stranamore o un coraggio come quello del
sovietico Stanislav Petrov che ha evitato l’olocausto nucleare,
domani l’Intelligenza Artificiale potrebbe decidere che è venuto il
momento dello scontro finale in obbedienza agli algoritmi da noi stessi
creati. Ciò innescherebbe la corsa verso la fine, e non gioverebbe alla
grandezza dell’America e al suo dominio sul mondo. Perciò questa corsa deve essere interrotta, pensa il folle di
Washington. Ma allora perché tutte queste armi e queste spese militari, e
il famoso 5 per cento del PIL? Gli europei si sono inventati la minaccia di Putin (dai Paesi
baltici al Portogallo!) con cui Trump invece vuole trattare e
considerano Xi Jinping un Nemico, con cui Trump invece ha avuto la prima
telefonata dopo l’insediamento. Trump per parte sua pensa ai dollari, alla ricaduta delle
commesse sulle industrie americane, e pensa a un uso keynesiano della
spesa militare, un piano Marshall, ma a suo favore. Il più affine a questo calcolo è il cancelliere Merz, che non può
sfiorare il ridicolo pensando a una nuova Operazione Barbarossa, ma
conta su un imponente e incontrastato afflusso di denaro pubblico per
costruire l’economia più forte del continente. Secondo le vecchie regole del capitalismo, l’economia cresce
anche con l’inutile, si possono scavare fosse e poi riempirle di
nuovo, e il PIL cresce. Trump, per fare più grande l’America, conta sulla
controproduttività delle armi: si moltiplichino gli armamenti, ma che
per carità non ci si faccia la guerra. È il suo “new deal”. La follia è che la guerra può scoppiare davvero, e
l’errore è che lo sviluppo, il new deal, si fa investendo su tutto ciò
che fa la felicità e il lavoro degli uomini, non con i profitti e le
aberrazioni dei signori delle armi.
Comitini.
Inaugurazione della "Strada Artistica"; domenica 6 luglio
Locandina
Si terrà la prossima domenica 6 luglio
2025, a Comitini, l'inaugurazione della "Strada Artistica",
un'iniziativa che si propone di fondere la creatività con la vita di tutti i
giorni, trasformando le vie del paese in un museo a cielo aperto.
(Locandina)
A partire dalle ore 17.00, i
visitatori avranno la possibilità di esplorare i palazzi storici della
città, immergendosi nelle architetture di Comitini.
Per i più golosi e curiosi, sarà disponibile - con un ticket di 5 euro – la
degustazione di prodotti tipici assortiti, accompagnati da una bevanda, per
assaporare le specialità locali.
Per gli amanti delle due ruote e per chi desidera scoprire Comitini da una
prospettiva diversa, è prevista anche la possibilità di partecipare a un
"bike tour" guidato, un percorso che si snoderà tra le vie della città,
accompagnati da una guida esperta che ne illustrerà storia e curiosità.
Ricordi.
"La zia Antonietta 'mammana': figura chiave nella comunità";
di
Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Parto in casa
Sono nato nel 1957 nella casa di Viale della
Vittoria e chi ha favorito la mia nascita (come quella di migliaia di altre
nel paese) è stata la zia Antonietta Polizzotto (cognome da sposata) detta
la Mammana (traduzione in dialetto della professione di ostetrica).
La signora Antonietta era la mamma dell'insegnante Vincenzo Polizzotto,
maestro noto per il suo rigore ed umanità e per una straordinaria generosità
nei confronti dei bisognosi, soprattutto dei ragazzi bravi privi di mezzi,
che aiutava negli studi, ed a quel tempo erano tantissimi.
(Parto in casa - immagine di repertorio)
Il Professore (così chiamavamo i maestri)
Polizzotto per l'aspetto della generosità aveva sicuramente preso dalla
Mamma Antonietta.
La zia Antonietta aveva una parola buona per tutti. Sempre disponibile a
qualsiasi ora del giorno e della notte quando vi era il bisogno.
Io l'ho conosciuta da anziana e nonostante la sua veneranda età continuava
ad esercitare soprattutto quando veniva chiamata per punture o pratiche
terapeutiche complesse.
A quei tempi non era usuale andare all'ospedale. Tutte le problematiche
sanitarie si risolvevano con i medici condotti e la zia Antonietta.
Andare in ospedale era evento raro anche perché le poche autovetture
circolanti erano possedute da qualche professionista o benestante e dalle
tre persone che svolgevano il servizio di autonoleggio (Guarnieri, Bellavia
Masciomario ed Infantino Cucchia).
La presenza della Zia Antonietta con la sua naturale empatia era di aiuto
materiale e di incoraggiamento. Siamo in tanti, sia ancora viventi che
deceduti, a doverle essere riconoscenti.
La zia Antonietta era il vero prototipo dell'ostetrica nei piccoli paesi
meridionali.
Noi oggi anziani, dalle cui mani siamo venuti alla luce, non abbiamo piena
consapevolezza dell'importanza di quella persona.
Oggi, nel ricordo del mio compleanno, mi piace fare riferimento a lei che
tanto aiuto ebbe a dare a mia mamma, in quel momento bello della sua vita.
Negli anni Cinquanta, nei piccoli comuni a vocazione prevalentemente
agricola come il nostro, l’ostetrica aveva un ruolo cruciale, non solo dal
punto di vista sanitario, ma anche sociale, simbolico e spesso affettivo.
Era una figura centrale, quasi sacra, nella vita delle donne e delle
famiglie.
La sua presenza era discreta ma decisiva, un punto di riferimento in una
società ancora fortemente patriarcale ma profondamente affidata, nei momenti
più intimi e delicati, alla competenza femminile.
La zia Antonietta era la custode della nascita. Lei era la persona che
assisteva le donne nel parto, quasi sempre in casa. Gli ospedali, come si
diceva, erano lontani o poco accessibili, e l’idea di partorire in una
struttura medica era ancora poco diffusa, se non nei casi di straordinaria
emergenza.
La presenza della zia Antonietta era sinonimo di protezione e competenza.
Rassicurava, guidava, e prendeva decisioni importanti, spesso in condizioni
molto difficili. Era davvero una figura di fiducia.
Godeva di un’enorme prestigio sociale. Le donne si affidavano a lei non solo
durante la gravidanza e il parto, ma anche dopo, per consigli
sull’allattamento, sull’igiene del neonato, sulla ripresa fisica.
Era spesso l’unica persona, oltre al medico, a conoscere l’intimità del
corpo femminile, e questo creava un legame profondo, fatto di rispetto,
confidenza e riconoscenza.
La zia Antonietta era amata da tutti, non solo per il suo fare materno, ma
anche perché sapeva essere educatrice e confidente.
Nel contesto rurale e conservatore degli anni Cinquanta, l’educazione
sessuale e sanitaria era praticamente inesistente. La zia Antonietta
suppliva a questa mancanza, trasmettendo sapere pratico, tradizioni,
precauzioni. Spesso era anche l’unica a parlare con le donne di
mestruazioni, gravidanza, forse anche di contraccezione (seppure in modo
indiretto, data la mentalità del tempo).
Era anche confidente di segreti delicati: figli illegittimi, gravidanze
indesiderate, aborti spontanei, situazioni familiari complesse. E, sapeva
mantenere un rigoroso riserbo.
La zia Antonietta sapeva coniugare il sapere medico con l’esperienza, e
spesso doveva adattarsi ai contesti domestici: usare mezzi di fortuna,
calmare i dolori con rimedi casalinghi, fronteggiare complicazioni senza
strumenti adeguati.
In una società dove il potere era in larga parte maschile, la zia Antonietta
rappresentava uno dei pochi ruoli di autorità per una donna. Aveva parola,
comando, ascolto. Entrava nelle case, nelle stanze da letto, nei momenti di
massima vulnerabilità - e veniva accolta con rispetto quasi religioso.
Il suo compito non finiva con la nascita. Si occupava della cura del neonato
e della madre, vigilava su eventuali complicazioni, aiutava nella ripresa.
A volte dava anche un contributo pratico (ed economico) aiutando quelle
famiglie che versavano in condizioni di vera povertà o di grave disagio
economico.
La zia Antonietta era molto più di una professionista sanitaria: era una
figura chiave nella comunità.
Era la testimone del ciclo della vita, ponte tra tradizione e modernità, tra
medicina e cultura popolare, tra silenzio e voce.
In un mondo in cui molte donne non avevano voce pubblica, lei era quella che
parlava - con mani sapienti, occhi attenti e una presenza forte e
rassicurante.
Grazie da parte mia e di tanti altri grottesi come me.
Volontariato. Caritas cittadina: gli orari
estivi dell'Emporio Solidale
Emporio Solidale
L'Emporio Solidale
della Caritas cittadina di Grotte, un supporto fondamentale per numerose
famiglie del territorio, si prepara ad affrontare i mesi estivi con orari
modificati, continuando però a garantire il suo prezioso servizio alla
comunità.
(Emporio Solidale)
A partire da oggi, 1°
luglio, l'Emporio sarà operativo ogni mercoledì dalle 17.00 alle
19.30, mentre nel mese di agosto rimarrà chiuso per la pausa
estiva.
A settembre riprenderà la consueta apertura nei giorni di
mercoledì e venerdì, sempre dalle 17.00 alle 19.30.
L'Emporio Solidale non è un semplice punto di distribuzione di beni, ma un
vero e proprio centro di aiuto e ascolto che riveste un'importanza
sociale cruciale per Grotte e i paesi vicini. Qui le famiglie
indigenti e i singoli in difficoltà trovano - gratuitamente - non
solo ottimo vestiario, ma anche un ambiente accogliente e la
possibilità di essere ascoltati e supportati nei loro momenti di bisogno.
Il cuore pulsante di questa realtà è l'instancabile attività dei
volontari della Caritas cittadina. Con dedizione e spirito di servizio,
questi uomini e donne si impegnano costantemente nella raccolta periodica e
nella distribuzione dei viveri, garantendo che l'aiuto arrivi a chi ne ha
più bisogno.
La loro presenza va oltre l'aspetto materiale: sono un punto di riferimento
per le persone in difficoltà, offrendo un ascolto attento e un supporto
morale che fa la differenza. Stefano Maida, responsabile dell'Emporio Solidale, a nome di tutti
i volontari, desidera sottolineare l'importanza del lavoro di squadra
e della solidarietà che anima ogni giornata all'Emporio.
"Ogni sorriso, ogni parola di ringraziamento che riceviamo è la conferma
che il nostro impegno ha un senso profondo - afferma Maida -. Siamo
fieri di poter offrire un aiuto concreto e un punto di riferimento per tante
persone, e vogliamo ringraziare tutti coloro che, a vario titolo, ci
supportano in questa missione".
Anche con gli orari estivi ridotti, l'Emporio Solidale Caritas di Grotte
continua a rappresentare un esempio tangibile di solidarietà e di impegno
civico che onora l'intera comunità. L'auspicio è che, anche in questi mesi,
il supporto della cittadinanza non venga meno, permettendo all'Emporio di
riprendere a pieno regime la sua attività a settembre, più forte e presente
che mai.
Realmonte. 4^ edizione del Premio Letterario
"Scala dei Turchi - Dina Russiello"; venerdì 11 luglio
Manifesto
Pascal Schembri
Realmonte ospita la quarta edizione del Premio Letterario "Scala dei
Turchi - Dina Russiello". La manifestazione, che si propone la
promozione culturale e valorizzazione del territorio, si terrà venerdì 11
luglio, con inizio alle ore 19.00, presso la Villa Romana.
(Manifesto)
L'iniziativa è promossa dall'Associazione Culturale "Casa del Libro -
Pascal Schembri" con il patrocinio di diverse istituzioni, tra cui il
Parco Valle dei Templi di Agrigento, la Regione Siciliana - Assessorato Beni
Culturali, e il Comune di Realmonte, con il supporto di Agrigento 2025.
Il Premio, ideato dallo scrittore Pascal Schembri, mira a promuovere la
cultura, dare nuova linfa al territorio e incentivare l'amore per la lettura
tra le nuove generazioni.
La prima edizione si è tenuta nel 2022, assegnando riconoscimenti a numerosi
autori e personalità che si sono distinti in ambiti letterari, culturali e
sociali.
Ogni anno, la selezione dei premiati è affidata a una commissione e ai
membri dell'Associazione "Casa del Libro - Pascal Schembri", che individuano
opere e carriere di spicco nel panorama letterario italiano e
internazionale.
Pascal Schembri, nato a Realmonte e residente a Parigi da oltre
quarant'anni, è una figura poliedrica e prolifica nel panorama letterario.
La sua vasta produzione comprende più di quaranta opere, tra cui romanzi,
thriller, saggi e pamphlet.
Nel corso della sua carriera, Schembri ha ottenuto numerosi
riconoscimenti, tra cui il Premio "Pergamene Pirandello" (2015), il Premio "Costabianca
XXXVI", il "Premio Letterario Internazionale Itinerante World Literary Prize"
(2015), l'ambito "Premio Telamone" (2014) per il suo impegno sociale, il
"Premio Fondazione Italiani in Europa" (2018), il "Premio Fondazione
Leonardo Sciascia" (2020), il "Premio Letterario Menotti Art Festival"
(2022) e il "Premio Leonardo da Vinci" (2022) a Parigi, presso il Senato
francese.