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Maggio 2026

POETANDO

 

27/05/2026

Poesia. "La farfalla", di Giovanni Salvaggio

 

Giovanni Salvaggio
Giovanni Salvaggio

La farfalla
Farfalla


“LA FARFALLA”


L'animale più bello del creato
che si nutre del nettare dei fiori emanato
ma è l'innesto il compito premiato.

Il nostro senso il naso lo produce
che si allieta all'odore d'ogni fiore
e i profumi che la Natura ci conduce.

Come sarebbe bello
se l'amore scaturisse dall'odore
annusando la dolcezza della pelle
troveresti la passione nella donna.

La farfalla vive solo pochi giorni
che il confronto non regge con gli umani
ma infiniti sono gli attimi di gioia.

La felicità è come la farfalla
se la insegui non puoi acchiapparla
se sei tranquilla può posarsi sulla tua spalla.


                   
Giovanni Salvaggio
                              © Riproduzione riservata.
 

 

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16/05/2026

Poesia. "Il poeta", di Giorgio Infantino

 

Giorgio Infantino
Giorgio Infantino

Il poeta
Poeta


“IL POETA”


É un uomo che cerca tra le pieghe del tempo,
che interroga il mondo con versi e domande,
che non si accontenta del primo barlume
ma scava nel profondo, dove il cuore si espande.

Il poeta è colui che dà voce al silenzio,
che osserva il presente con occhio severo,
diviso tra il peso di ciò che ci manca
e il desiderio costante del vero.

È un cercatore di radici e di senso,
che ama la terra e ne avverte il dolore,
che difende la storia, il rito, l’appartenenza,
con la ferma speranza di un uomo vissuto.

Non é solo un nome su un foglio di carta,
ma un’anima accesa che non vuol dormire,
che tesse poesie come fossero ponti
per aiutare ogni giorno, a capire.

Un figlio del dubbio che ama la luce,
che scrive per non veder l’umanità persa,
il poeta é il riflesso di ogni parola
che in questo viaggio, con fede, attraversa.


                   
Giorgio Infantino (da Wolfsburg - Germania)
                              © Riproduzione riservata.
 

 

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10/05/2026

Poesia. "Aùri a tutti li mammi", di Aristotele Cuffaro

 

Aùri a tutti li mammi
Auguri

 

“AURI A TUTTI LI MAMMI”

Nun su paroli
‘un è pi diri
si lu pettu
di la terra scoti
abbrazzannu
d’amuri l’abitati,
sunnu grazza
di cori abbunnati
senza diri
e vuliri nenti
ca duni sulu
e sulu tu
può dari.


                   
Aristotele Cuffaro
                              © Riproduzione riservata.
 

 

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06/05/2026

Poesia. "Le cose di cui ci dovremmo vergognare", di Giorgio Infantino

 

Giorgio Infantino
Giorgio Infantino

Vergogna
Vergogna


“LE COSE DI CUI CI DOVREMMO VERGOGNARE”


Ci dovremmo vergognare del silenzio,
quando il rumore è un dovere del cuore,
delle parole chiuse nel cassetto
per non disturbare il nostro superiore.

Vergogna per il piatto troppo pieno
mentre l’ombra di un altro si assottiglia,
per lo sguardo che abbassiamo al suolo
davanti al pianto di una madre o figlia.

Ci appartiene il rossore dell’indifferenza,
quel muro alzato tra noi e il mondo,
il vuoto di una sterile sapienza
mentre l’umanità tocca il suo fondo.

Della terra ferita e poi tradita,
del mare che diventa un cimitero
di ogni volta che abbiamo preferito
un comodo inganno al volto del vero.

Eppure la vergogna é un seme buono
se brucia sulla pelle e poi ci sveglia,
perché solo chi sa di aver sbagliato
può finalmente tendere la maglia.


                   
Giorgio Infantino (da Wolfsburg - Germania)
                              © Riproduzione riservata.
 

 

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02/05/2026

Poesia. "Cori sacru", di Aristotele Cuffaro

 

Battiti
Battiti

 

“CORI SACRU”

Fiatu s’arrenni
a lu rispiru,
tuppuliannu
tuppuliannu
ferma
lu battitu
russu vivu
addumannu
silenziu..
tuttu s’astuta.


                   
Aristotele Cuffaro
                              © Riproduzione riservata.
 

 

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