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Marzo 2026

 

31/03/2026

Pittura. "Milano Art & Design Week": il sole di Antonio Pilato squarcia le tenebre

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato

"Milano Art & Design Week": il sole di Antonio Pilato squarcia le tenebre
Luce della speranza

Dall'11 al 26 aprile 2026, la "Art & Design Week" PassepARTout Unconventional Gallery (PUG), ospitata negli spazi dell'UNA Hotels Expo Fiera Milano a Pero (Via Keplero 12), diventa il palcoscenico di un dialogo tra estetica e filosofia. Al centro dei riflettori troviamo l'opera "La Luce della Speranza", una tela che condensa la poetica civile e simbolica di Antonio Pilato, artista che ha fatto della pittura uno strumento di indagine etica.

"Milano Art & Design Week": il sole di Antonio Pilato squarcia le tenebre
(La Luce della Speranza)

In un’edizione della Design Week che interroga spesso il futuro della tecnologia, Pilato sceglie di tornare agli archetipi. Il suo comunicato parla chiaro: "Il sole non è solo un astro, ma un "disco rosso in movimento" che irrompe con violenza vitale in un cielo notturno dove 'tutte le cose sono nere'".
L'impianto allegorico è potente: il sole, simbolo della vittoria della luce sulle tenebre e del bene sul male; la natura in tempesta, monti e onde che rappresentano l'irrequietezza del presente; lo squalo, predatore sempre in agguato, incarnazione degli ostacoli e della ferocia che l'individuo deve affrontare per migliorare la propria esistenza.
Nell’intenzione dell’Autore, il sole diffonde calore e colore, offrendo alle persone la forza necessaria per contrastare le aggressioni del quotidiano, simboleggiate dalla sagoma minacciosa dello squalo.
Originario di Grotte, Antonio Pilato non è solo un pittore, ma un intellettuale che ha dedicato la vita all'insegnamento e alla riflessione filosofica. La sua carriera artistica è un lungo viaggio che parte dalla Sicilia per approdare nei centri nevralgici dell'arte contemporanea, da Monreale a Milano (celebre la sua partecipazione a Brerart). Già docente di materie letterarie e filosofiche, Pilato trasporta sulla tela la densità del pensiero occidentale. La sua pittura è stata spesso definita una "feritoia" che apre uno squarcio nel cielo di carta delle convenzioni sociali. Il suo stile è carico di un espressionismo simbolico dove il colore assume un valore plastico e semantico. Le sue opere non cercano la compiacenza estetica, ma la reazione emotiva e morale dell'osservatore. Spesso vicino a tematiche di denuncia, Pilato usa il pennello come "arma d'istruzione", cercando di risvegliare le coscienze contro l'indifferenza e il "disumano".
La mostra si inserisce nel ricco palinsesto della Milano Art & Design Week 2026, un evento che PUG trasforma in un crocevia di linguaggi espressivi, dando spazio sia a maestri affermati che a nuove visioni.
Per chi cerca un po' di "calore e colore" in mezzo al minimalismo dei mobili di design, il sole rosso di Pilato è la meta ideale per ricordarsi che, nonostante gli squali, la luce vince sempre. L'opera di Pilato ci ricorda che l'arte non è solo un oggetto da guardare, ma una forza da abitare
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Carmelo Arnone

31
marzo 2026
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31/03/2026

Editoria. "Il profumo dell'onestà": pubblicati gli atti del convegno sul beato Rosario Angelo Livatino

 

"Il profumo dell'onestà": pubblicati gli atti del convegno sul beato Rosario Angelo Livatino
Locandina

È stato pubblicato il volume che raccoglie gli Atti del Convegno “Il profumo dell’onestà. Il beato Rosario Angelo Livatino: un uomo cristianamente realizzato”, svoltosi ad Agrigento il 27 novembre 2025 presso la Biblioteca Lucchesiana.
Non si tratta, tuttavia, di una semplice pubblicazione documentaria legata a un evento, ma di un contributo unitario e organico alla riflessione civile, giuridica e spirituale sul significato della testimonianza di Rosario Livatino nel nostro tempo
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"Il profumo dell'onestà": pubblicati gli atti del convegno sul beato Rosario Angelo Livatino
(Locandina)

L’iniziativa nasce da un’intuizione di mons. Vincenzo Bertolone, maturata nel solco di un lungo impegno ecclesiale e civile sui temi della legalità e della coscienza, e condivisa con don Angelo Chillura, che l’ha accolta e tradotta in un progetto culturale concreto, coinvolgendo la Biblioteca Lucchesiana come luogo simbolico di memoria, studio e responsabilità pubblica. Da questa convergenza è nato un percorso che ha inteso offrire non una celebrazione, ma una parola esigente e necessaria.
La figura del beato Livatino - primo magistrato riconosciuto dalla Chiesa come martire in odium fidei - continua infatti a interpellare ambiti diversi e spesso distanti tra loro: la coscienza personale, l’esercizio della funzione pubblica, il rapporto tra diritto e giustizia, la responsabilità etica nella vita sociale, la possibilità stessa di una santità laicale vissuta nella normalità del lavoro quotidiano.
Questi Atti - a cura di don Angelo Chillura - intendono collocare tale testimonianza all’incrocio tra fede, diritto e vita civile, evitando letture riduttive o puramente encomiastiche.
Il filo conduttore del volume è racchiuso nell’immagine del “profumo”, ripresa dall’apostolo Paolo («Noi siamo infatti il buon profumo di Cristo», 2Cor 2,15): una presenza discreta ma persistente, capace di attraversare il tempo, di giudicare senza condannare e di attrarre senza imporsi.
L’onestà, così intesa, non è riducibile a virtù privata né a semplice correttezza morale: è una forza pubblica, una postura dell’anima che diventa criterio di vita personale e sociale.
In questo orizzonte si collocano i contributi raccolti nel volume. L’intervento di mons. Alessandro DamianoLa santità è la normalità del bene, mette in luce il radicamento battesimale della testimonianza di Livatino, mostrando come la sua vita renda visibile una santità quotidiana, non eroica ma radicale, vissuta nell’esercizio responsabile della professione e del servizio allo Stato.
Segue il contributo di mons. Vincenzo BertoloneIl profumo dell’onestà, che propone una lettura teologico-spirituale della figura di Livatino, interpretando l’onestà come virtù generativa, capace di diventare testimonianza pubblica, giudizio silenzioso sulle forme di compromesso e via concreta di santità laicale.
Infine, Luigi D’Angelo, in Il coraggio della libertà, offre una testimonianza diretta e documentata, ricostruendo la personalità umana e professionale del magistrato, il contesto storico e istituzionale in cui operò e la coerenza che lo condusse, con piena consapevolezza, fino al martirio.
Nel loro insieme, i testi mettono in luce tre dimensioni fondamentali della figura di Livatino: la centralità della coscienza come luogo di verità e responsabilità; l’unità tra rigore giuridico e carità verso la persona; la possibilità reale di una santità vissuta “dal di dentro” delle strutture secolari, senza separazione tra fede e vita.
Questi Atti intendono custodire e trasmettere tale memoria non come celebrazione del passato, ma come provocazione per il presente e promessa per il futuro
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Redazione

31 marzo 2026
        

 

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31/03/2026

Editoria. A Ribera la presentazione della raccolta di poesie "Muzzicuna", di Aristotele Cuffaro; martedì 7 aprile

 

A Ribera la presentazione della raccolta di poesie "Muzzicuna", di Aristotele Cuffaro
Locandina

Il prossimo martedì 7 aprile 2026, alle ore 18.00, presso i locali del Circolo Culturale "Luigi Pirandello" di Ribera si terrà la presentazione del libro "Muzzicuna", scritto da Aristotele Cuffaro. L’iniziativa fa parte della rassegna "30 Libri in 30 Giorni" ed è organizzata in collaborazione con l’associazione BCsicilia e la casa editrice Medinova.

A Ribera la presentazione della raccolta di poesie "Muzzicuna", di Aristotele Cuffaro
(Locandina)

L'incontro si aprirà con i saluti di Roberto Piparo, presidente del Circolo Pirandello. A seguire prenderanno la parola Giuseppe e Francesco Cipolla insieme all'editore Antonio Liotta, per approfondire i contenuti dell'opera.
Al termine degli interventi, l'autore Aristotele Cuffaro concluderà la serata condividendo alcune riflessioni sul suo lavoro.
Aristotele Cuffaro è un operatore culturale, attore e autore di testi teatrali molto attivo nel territorio agrigentino. Da anni si dedica alla valorizzazione delle tradizioni siciliane e della lingua locale, portando in scena spettacoli che uniscono ironia e riflessione. Con la sua scrittura cerca di mantenere vivo il legame tra la memoria storica dell'isola e la sensibilità contemporanea.
"Muzzicuna" è una raccolta di poesie scritte in siciliano con la traduzione in italiano a fronte. Il titolo, che può essere tradotto con "morsi", rivela l’idea di versi brevi ma intensi, capaci di lasciare il segno. Le poesie esplorano la quotidianità, i sentimenti e il legame profondo con la propria terra, offrendo un ritratto della Sicilia che evita i luoghi comuni per concentrarsi su frammenti di vita vera e ricordi personali
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Redazione

31 marzo 2026
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31/03/2026

Editoria. Presentazione del libro "Educare alla solidarietà", di Enzo Sardo; sabato 4 aprile a Racalmuto

 

Presentazione del libro "Educare alla solidarietà", di Enzo Sardo
Locandina

Sabato 4 aprile 2026, alle ore 17.30, a Racalmuto si terrà la presentazione del libro di Enzo Sardo intitolato "Educare alla Solidarietà", Salvatore Sciascia Editore. L'incontro si svolgerà presso la Sala Pietro d’Asaro, all'interno del Bar Linda in Corso Garibaldi, 52.

Presentazione del libro "Educare alla solidarietà", di Enzo Sardo
(Locandina)

L'iniziativa è organizzata dal Movimento Cristiano Lavoratori Sicilia insieme alla sezione locale della F.I.DA.P.A..
Il pomeriggio prevede una serie di interventi per approfondire i temi trattati nel volume.
Dopo i saluti del sindaco di Racalmuto Calogero Bongiorno, e della presidente della locale sezione F.I.DA.P.A. Angela Giglia, prenderanno la parola: Giovanni Buscarino, Vincenzo Castronovo, Simona Taibi e Giovanni Tesè. Il coordinamento della discussione e dei vari contributi è affidato a Carmelo Borsellino.
L'incontro è aperto a chiunque voglia partecipare per conoscere meglio i contenuti del libro e riflettere insieme sull'importanza della solidarietà nella vita di tutti i giorni
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Redazione

31 marzo 2026
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30/03/2026

Pasqua 2026. I giovani di Grotte portano in scena "Il tradimento di Giuda" nel centro storico

 

Pasqua 2026. I giovani di Grotte portano in scena "Il tradimento di Giuda" nel centro storico
Manifesto

Stasera, lunedì 30, e domani, martedì 31 marzo 2026, il centro storico di Grotte - tra Via Orsini (di fronte al Purgatorio) e Piazzetta "Pieve di San Nicola" - sarà la cornice di una delle rappresentazioni che caratterizzano la Settimana Santa grottese: "Il Tradimento di Giuda". La messa in scena è curata dall'Associazione di Promozione Sociale "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino".

Pasqua 2026. I giovani di Grotte portano in scena "Il tradimento di Giuda" nel centro storico
(Manifesto)

La particolarità di questa iniziativa risiede nei suoi interpreti: sul palco (in realtà proprio nelle strade e nei vicoli) salgono infatti attori giovani. Si tratta di ragazzi che portano avanti un’attività di tipo amatoriale, dedicando il proprio tempo libero con molta passione e impegno. Il loro obiettivo è quello di non disperdere le radici locali, continuando a tramandare le tradizioni legate alla Pasqua di Grotte alle nuove generazioni.
Per facilitare la partecipazione dei cittadini la recitazione viene ripetuta tre volte nel corso delle due serate: alle 20.30, alle 21.30 e alle 22.30.
Il racconto si sviluppa attraverso i dialoghi tra i personaggi della narrazione sacra, interpretati da:
- Giuda: Flavio Neglia;
- Caifas: Rosario Bonsignore;
- Misandro: Flavio Sanfilippo;
- Nizec: Simone Puma;
- Malco: Salvatore Terrana;
- Rabam: Stefano Lombardo / Gaetano Agnello;
- Putifar: Gabriele Garifi;
- Centurione: Raimondo Cacciatore;
- Nicodemo: Giuseppe Sollima;
- Giuseppe: Giuseppe Parrinello.
L'iniziativa conta sul patrocinio del Comune di Grotte e della Regione Siciliana (Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo e Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana)
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Redazione

30 marzo 2026
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30/03/2026

Teatro. "La Pasqua di Grotte è il suo tempo profondo"; di Giovanni Volpe

 

Giovanni Volpe
Giovanni Volpe

Vestire gli ignudi
Vestire gli ignudi

Il Commiato
Il Commiato

Sento ancora l’eco degli applausi spegnere, quasi con pudore, la voce della mia amatissima Ersilia Drei, sabato sera al Palacongressi.
Un’eco che non è solo suono, ma memoria viva, vibrazione che resta nella carne dell’ascolto.
È il teatro che si compie nel suo rito più alto: l’incontro, l’adesione, il riconoscimento.
Eppure, dalla mattina seguente, quel suono si è come trasformato.
Non è svanito, anzi, si è depositato tra le voci e i volti e soprattutto i suoni della storica Pasqua di Grotte.
Dal Pirandello della coscienza franta e lucidissima, mi ritrovo immerso in un Orioles ostico, remoto, di metà Settecento, affrontato con un devoto spirito pasoliniano: non per ricostruire, ma per incarnare; non per spiegare, ma per attraversare.
Come se tra questi due estremi - la modernità inquieta e la radice arcaica - esistesse una linea sotterranea, un filo teso che passa attraverso il corpo dell’attore.
E allora comprendo il passaggio.
Gli applausi di sabato non sono altro che il presente del teatro. La Pasqua di Grotte è il suo tempo profondo.
Là dove Pirandello scava nella coscienza, qui si manifesta il fonema. Là la parola si incrina, qui si fa suono, ritmo, respiro collettivo.
Una recitazione fatta di “semplici complicazioni”: ossimoro solo apparente, perché è proprio nella semplicità rituale che si nasconde una stratificazione antica, una complessità non intellettuale ma organica.
Le facce degli attori di oggi tra le strade di Grotte sono le facce di sempre, le stesse nella voce e nel sangue della Pasqua araba e spagnola che a Grotte si vive.
È un teatro che non chiede di essere capito, ma riconosciuto.
E forse è per questo che continua a sembrarmi unico: non solo agli occhi del bambino che sono stato, ma a chiunque si avvicini senza difese, disposto a lasciarsi toccare prima ancora che a comprendere.
Tra ieri e oggi, tra applauso e rito, non c’è distanza: c’è continuità.

È sempre teatro.
Ma è anche qualcosa di più antico che nel teatro continua ostinatamente a vivere e io con lui
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Giovanni Volpe

30 marzo 2026
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29/03/2026

Fotografia. "Un ponte tra pietra e luce: la Settimana Santa a Grotte"; di Carmelo Arnone

 

"Un ponte tra pietra e luce: la Settimana Santa a Grotte"
Grotte

Con precisione compositiva, l'obiettivo di Calogero Carlisi ci offre una visione aerea notturna di Grotte che è, a tutti gli effetti, un manifesto della devozione siciliana contemporanea. Scattata in occasione delle celebrazioni della Settimana Santa 2026, l'immagine cattura un momento di tregua spirituale tra il dolore e la celebrazione, unendo con maestria l'antico e l'iper-tecnologico.

"Un ponte tra pietra e luce: la Settimana Santa a Grotte"
(Grotte)

In primo piano, a sinistra, la massiccia Chiesa del Purgatorio in pietra scura domina la scena con la sua severa architettura barocca.
Il fulcro drammatico dell'immagine, tuttavia, si trova al centro, dove il fotografo esegue una magistrale contrapposizione. Un'altra chiesa, la Chiesa Madre, più distante e centrale, è completamente avvolta in una spettacolare proiezioni di luci, brillando di cobalto, bianco e oro. Questa luce, che sembra emanare dall'edificio, trasforma la facciata antica in un'icona digitale di speranza e risurrezione.
Ancora più particolare è il modo in cui questa luce si estende verso il borgo, formando un arco luminoso sopra la strada principale che si snoda come un fiume di luce. Questo percorso non è solo visivo; è un percorso spirituale, una metafora della processione che unisce la comunità.
Il paese di Grotte, un mosaico di tetti a tegole e case popolate, forma lo sfondo scuro, puntellato da innumerevoli luci calde dalle finestre, a testimoniare una comunità viva che osserva e partecipa.

Questa non è solo una fotografia documentaristica; è un'opera d'arte evocativa. Cattura il dualismo della fede contemporanea: profondamente radicata nella tradizione e nella pietra, ma sempre pronta a abbracciare nuove forme di espressione e di luce per comunicare il suo messaggio senza tempo.
La Settimana Santa del 2026 a Grotte, anche grazie all'obiettivo di Carlisi, è una fusione perfetta di storia e innovazione, un ponte di luce che unisce il dolore della Passione alla gioia della Risurrezione
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Carmelo Arnone

29 marzo 2026
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29/03/2026

Attualità. "Non un muro, ma una porta; la Pasqua come compimento della fragilità umana"; di Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

"Non un muro, ma una porta; la Pasqua come compimento della fragilità umana"
Soglia

Con la domenica delle Palme e l'inizio della Settimana Santa la comunità di Grotte si apre ad una dimensione identitaria fatta di storia, tradizione e fede.
Se si accantona per un attimo l'aspetto della festa, sicuramente importante perché esprime la storia vera di una comunità, e ci si avvia ad una riflessione sul significato della vita, connaturata al senso della Pasqua, ci si rende conto che i passaggi della Settimana Santa attraversano alcune delle domande più radicali dell’esistenza: che cos’è la morte? Che cosa significa vivere davvero? E soprattutto: quale luce getta la Pasqua su tutto questo?

"Non un muro, ma una porta; la Pasqua come compimento della fragilità umana"
(Attraversare la soglia)

Nel libro del Qoelet (compreso nella Bibbia anche con il titolo di Ecclesiaste) la vita appare come un lento consumarsi: “vanità delle vanità”. Tutto scorre verso la morte, tutto sembra dissolversi nella polvere.
L’uomo, dice Qoelet, non conosce il senso ultimo delle cose e condivide la stessa sorte di ogni creatura: nasce già esposto al morire.
Questa visione può apparire cupa, quasi spietata. Eppure è profondamente realista: la morte non è un incidente, ma una dimensione costitutiva della vita. Vivere è, in un certo senso, attraversare continuamente delle soglie.
La prima soglia è proprio la morte: un momento inatteso, in cui “ci viene tolta la parola”, in cui ogni illusione cade. Ma non è l’unica soglia.
Nella vita si individuano altre soglie decisive: il traguardo della vita è bene espresso dalle parole paoline: “ho combattuto la buona battaglia ed ho conservato la fede”. Qui la morte diventa rivelazione: mostra ciò che siamo stati. Il mistero dell’aldilà, che non può essere riempito con spiegazioni, ma custodito nel silenzio e nella fede.
Il vuoto lasciato dalla morte - come suggerisce Dietrich Bonhoeffer - non va colmato, ma abitato.
In questa prospettiva, la morte non è solo fine, ma anche verità: illumina l’esistenza, la spoglia delle illusioni, la riconduce all’essenziale.
La poesia di Bertolt Brecht (Poesie scelte: Bertolt Brecht, "Brecht. Poesie e canzoni" (Torino, Einaudi 1961) radicalizza questa esperienza. Nei suoi versi, la vita è breve e senza ritorno: bisogna berla fino in fondo, perché dopo non c’è nulla. La morte è definitiva, priva di apertura.
È una visione che porta all’urgenza, ma anche alla disperazione: se tutto finisce, allora nulla davvero resta.
A tutto ciò si contrappone la svolta pasquale che annuncia il  Dio della vita. È qui che la Pasqua introduce una rottura decisiva.
Il Dio biblico non è il Dio dei morti, ma dei viventi. Non elimina la morte, ma la attraversa. Non salva dalla morte, ma nella morte.
L’evento pasquale - morte e resurrezione di Cristo - cambia radicalmente il significato di quella soglia: la morte non è più l’ultima parola.
Il vuoto non è più solo assenza, ma attesa. La fine diventa passaggio.
L’immagine delle ossa aride del profeta Ezechiele, che tornano a vivere, diventa simbolo di questa speranza: Dio può ridare vita anche a ciò che è perduto.
Morire e vivere è una dinamica presente nel nostro quotidiano.
La Pasqua non riguarda solo la fine biologica, ma l’intera esistenza. Morire significa anche: lasciare andare, perdere, amare fino a consumarsi.
In questo senso la Pasqua ci aiuta a capire che: “amare come Dio ama è la via per restare vivi”. Ogni gesto di carità è già una vittoria sulla morte, perché rompe la logica dell’egoismo e apre alla vita vera.
Qoelet e Pasqua esprimono un contrasto che la Resurrezione porta a compimento.
Qoelet rappresenta una sapienza disincantata, quasi conservatrice: osserva il mondo “sotto il sole” e ne coglie il limite. Tutto è fragile, tutto è destinato a finire.
La Pasqua, però, non smentisce Qoelet: lo porta a compimento.
Dove Qoelet vede la polvere, la Pasqua annuncia resurrezione.
Dove Qoelet vede vanità, la Pasqua rivela senso.
Dove Qoelet constata la morte, la Pasqua inaugura la vita eterna.
La morte resta una soglia spietata, un’esperienza che ci priva della parola. Ma, nella luce pasquale, non è più un muro: è una porta.
Il vuoto che lascia non va riempito con illusioni, né negato, ma custodito. È uno spazio in cui può nascere una fede più profonda.
La frase “vivere è un correre alla morte” attribuita a Beatrice (qui evocata più come figura simbolica che come voce autonoma) esprime una verità radicale: la vita non è statica, ma è un movimento continuo che ha come esito inevitabile la morte.
Non significa però che la vita sia inutile o negativa, ma che è intrinsecamente orientata a un compimento.
Il Salmo 39 ci orienta verso questo compimento.
È una delle preghiere più intense e sobrie sulla fragilità della vita umana. Si colloca molto vicino al tono del Qoelet: mette l’uomo davanti al limite, al tempo che scorre, alla morte inevitabile.
Fammi conoscere, Signore, la mia fine,
quale sia la misura dei miei giorni,
e saprò quanto fragile sono.
Ecco, in pochi palmi hai misurato i miei giorni,
la mia esistenza è come un nulla davanti a te.
Solo un soffio è ogni uomo che vive…
cammina come un’ombra, si affanna per un nulla
”.
Il Salmo  ci invita alla scoperta della fragilità. Il salmista chiede a Dio una cosa sorprendente: conoscere la propria fine. Non per disperarsi, ma per diventare consapevole.
La vita è breve (“pochi palmi”). L’uomo è come un soffio, un’ombra. Le fatiche e le ricchezze appaiono inconsistenti.
Pasqua allora non è evasione dalla realtà, ma il suo compimento: Dio della vita continua a nascere proprio là dove tutto sembra finire
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Salvatore Filippo Vitello

29 marzo 2026
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29/03/2026

Cinema. "Il trapasso", di Gianni Russello

 

Gianni Russello
Gianni Russello

"Il trapasso", di Gianni Russello
Guarda il film

Il delicato e universale tema del fine vita è quello che attraversa il racconto filmico "Il trapasso", diretto da Gianni Russello (guarda il film). L'opera narra la testimonianza di un anziano (Salvatore Baldo) che si trova a varcare la soglia dell'esistenza, offrendo uno spaccato crudo ma spirituale sul momento della morte.

"Il trapasso", di Gianni Russello
(Guarda il film)

Determinante e significativo l’intervento del medico (il dott. Antonio Carlisi) impegnato nell'assistenza domiciliare a un anziano paziente. Inizialmente il dottore adotta un tono rassicurante e incoraggiante, promettendo cure e cercando di infondere forza all'uomo che rifiuta il cibo. Arriva persino a promettere che, grazie alle terapie e alle flebo, il paziente potrà "campare cent'anni".
Tuttavia, in un momento di confronto privato con i familiari (Baldassare Terrana e Thomas Baldo), la figura medica rivela la dura realtà scientifica: la speranza clinica è assente. Il dottore sottolinea l'importanza di non far soffrire il malato, pur ribadendo che, nonostante gli sforzi professionali e il supporto farmacologico, "speranza non ce n'è".
Il protagonista del video esprime con lucidità la propria sofferenza; manifesta il desiderio di essere lasciato solo per riposare, chiedendo un'ultima sigaretta. In un dialogo onirico e simbolico con la personificazione della Morte (Vincenzo Arnone), l'anziano dichiara di non aver paura: "Perché dovrei avere paura? Sono vecchio ormai". Il suo intervento è segnato da un forte senso di responsabilità verso i propri cari. Egli critica la morte per il peso che la sua malattia ha gettato sulla famiglia per dieci lunghi anni, citando il sacrificio del figlio e della moglie impegnati nelle cure quotidiane. Infine, rivendica la propria identità spirituale: "Ho vissuto con la mia fede e con la mia fede voglio morire", chiedendo di poter andarsene in pace.
La figura simbolica della Morte interviene nel video per ricordare l'inevitabilità del trapasso. Di fronte alle critiche dell'anziano, l'entità difende il proprio operato secolare: "Sono secoli che faccio questo lavoro, non si è mai lamentato nessuno". Sottolinea come, nonostante il timore universale degli esseri viventi, la sua venuta sia una tappa naturale che riguarda indistintamente ogni creatura.
In chiusura, il corto propone una riflessione filosofica affidata a una voce narrante (il dott. Antonio Carlisi) che sintetizza il senso dell'intera opera: la morte, pur nella sua durezza, serve a "insegnarci a vivere meglio".
Il momento del trapasso mette in luce ciò che conta davvero: non l'accumulo di ricchezze, ma "l'amore condiviso e la memoria custodita insieme". Il mistero della fine viene quindi presentato come un monito per recuperare i valori fondamentali del rispetto e della cura verso il prossimo, in un mondo che chiede pace.
Le riprese sono state effettuate da Giulia Terrana mentre il montaggio è stato realizzato da Elisa Russello
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Un regalo di Pasqua da Gianni Russello e dal suo staff (guarda il film)
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Carmelo Arnone
29 marzo 2026 
© Riproduzione riservata.
        

 

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28/03/2026

Salute. "Prevenzione nel 2026"; convegno a Grotte nel 40° dello Studio "Marra & Sicurella"

 

"Prevenzione nel 2026"; convegno a Grotte nel 40° dello Studio "Marra & Sicurella"
Guarda il video

Si è svolto ieri, venerdì 27 marzo 2026, presso il Centro Polifunzionale "San Nicola – Stella Castiglione" di Grotte, il convegno scientifico dal titolo "Prevenzione nel 2026: questa nobile sconosciuta" (guarda il video). L'incontro, moderato dal giornalista Carmelo Arnone, è stato organizzato per celebrare i 40 anni di attività dello studio odontoiatrico "Marra & Sicurella" e ha offerto un'importante occasione di riflessione sulle nuove frontiere della medicina preventiva.

"Prevenzione nel 2026"; convegno a Grotte nel 40° dello Studio "Marra & Sicurella"
(Guarda il video)

Nell'introduzione, il moderatore ha ricordato l'impegno sociale del dott. Marra presso l'Ambulatorio Solidale allestito nella Missione "Speranza e Carità" di Biagio Conte, a Palermo.
Il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha aperto i lavori elogiando la carriera dei dottori Marra e Sicurella: "Quarant'anni di attività non portano solo salute, ma creano valore aggiunto per l'intera comunità". Il Sindaco ha inoltre sottolineato l'orgoglio nel vedere professionisti locali eccellere in tutta Italia, citando la dottoressa Cimino.
La dott.ssa Laura Cimino, endocrinologa e Dirigente Medico presso il Policlinico Universitario di Catania, ha illustrato i rischi legati all'obesità e al diabete, definendo la situazione attuale come una vera "epidemia mondiale". La dott.ssa Cimino ha chiarito che l'obesità non è una colpa del paziente, ma una "malattia cronica recidivante" influenzata da fattori genetici, biologici e ambientali. Un punto cruciale è stato il focus sui primi 1000 giorni di vita, dal concepimento ai due anni, periodo in cui si pongono le basi metaboliche del futuro adulto. È stato introdotto il termine "diabesità" per indicare lo stretto legame tra le due patologie. La dottoressa ha raccomandato screening periodici dopo i 45 anni e ha prescritto l'attività fisica come una vera "medicina", utile a prevenire la sarcopenia (perdita di massa muscolare).
Rispondendo a una domanda del dott. Giacomo Orlando, la dott.ssa Cimino ha confermato l'efficacia dei nuovi farmaci per il controllo del peso, avvertendo però che "non sono una scorciatoia" e devono essere sempre associati a una dieta e sotto stretto controllo medico per evitare rischi come la pancreatite in soggetti predisposti.
Il dott. Giacinto Marra - specialista in Odontoiatria e Protesi Dentaria - e la dott.ssa Francesca Sicurella - ortodontista - hanno ripercorso l'evoluzione della loro professione, sottolineando come la tecnologia abbia trasformato l'esperienza del paziente. Il dott. Marra ha mostrato il passaggio dalle pellicole radiografiche degli anni '80 agli scanner intraorali e alla diagnostica laser odierna, che permette di intercettare le carie allo stadio iniziale. Oggi non si parla più di pulizia dentale standard, ma di gestione del "biofilm batterico" personalizzata, con strumenti minimamente invasivi che eliminano la paura del dentista.
La dott.ssa Sicurella ha raccomandato la prima visita ortodontica già a 4-5 anni per intercettare problemi di crescita scheletrica. Ha inoltre evidenziato come le moderne mascherine trasparenti permettano di allineare i denti con successo anche in pazienti adulti di 70-80 anni.
L'evento si è concluso con un momento artistico curato dalla giovanissima clarinettista Azzurra Morreale, che ha eseguito il tema di "Nuovo Cinema Paradiso", suggellando una giornata dedicata non solo alla scienza, ma al benessere integrale della persona
.
Nel video, la ripresa integrale del convegno
- guarda il video - (riprese © a cura di Emanuele Licata per l'Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione

28 marzo 2026
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28/03/2026

Iniziative. La bellezza di Agrigento negli scatti di Salvatore Milano; foto in vetrina, dedicata alla città

 

Salvatore Milano
Salvatore Milano

Foto di Salvatore Milano in vetrina
Vetrina

 

In Via Atenea ad Agrigento, la libreria "Il mercante di libri" ha rinnovato la sua esposizione esterna con un allestimento che unisce i colori della stagione ai volti della città. Al centro di questa iniziativa si trova il lavoro di Salvatore Milano, fotografo amatoriale di grande sensibilità che, attraverso il suo obiettivo, continua a raccontare il territorio con occhio attento.

Foto di Salvatore Milano in vetrina
(Foto di Salvatore Milano in vetrina)

Salvatore Milano è una figura conosciuta: già direttore della biblioteca comunale di Grotte, ha dedicato gran parte della sua vita alla promozione della lettura, portando avanti parallelamente la sua passione per la fotografia. Le sue capacità lo hanno portato nel tempo a organizzare e curare diverse sue mostre fotografiche, dove ha mostrato un talento naturale nel catturare scorci e dettagli del paesaggio siciliano.
In questi giorni, una sua fotografia che ritrae le bellezze di Agrigento occupa un posto di rilievo nella vetrina della libreria di Alessandro Accurso Tagano. Lo scatto di Salvatore Milano si inserisce in un contesto decorativo curato per il periodo primaverile, che vede esposte anche le opere dell'artista Domingo Profita.
L'allestimento resterà visibile per i passanti e i lettori sino a giovedì santo. Si tratta di un modo semplice per valorizzare gli autori locali e offrire a chi passeggia lungo la via principale un’immagine suggestiva della città di Agrigento, vista attraverso l'esperienza e la passione di un fotografo come Milano
. 
 

Carmelo Arnone
28 marzo
2026   
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27/03/2026

Racconti. "La Domenica delle Palme"; di Carmelo Rotolo

 

Carmelo Rotolo
Carmelo Rotolo

La Domenica delle Palme
Copertina


"La Domenica delle Palme"
di Carmelo Rotolo

La Domenica delle Palme
(Domenica delle Palme a Grotte, anni ’60. Il piccolo protagonista sul dorso di Turi, l’asino bardato a festa, guida un corteo di bambini tra ramoscelli d’ulivo, sorrisi e tradizione. Un frammento di Sicilia contadina, dove il sacro si intreccia con l’infanzia e la terra)

Racconto originale di © Carmelo Rotolo.
Liberamente ispirato “Costumi ed usanze dei contadini in Sicilia” di Salvatore Salomone Marino (1897).

Presentazione storica
La Domenica delle Palme, in Sicilia, non è soltanto l’ingresso nella Settimana Santa: è un rito antico, profondamente contadino, che intreccia fede, usanze popolari e un rapporto quasi sacrale con la terra. Per generazioni, i rami d’ulivo benedetti sono stati considerati una protezione per le case, i campi e gli animali; un gesto semplice, ma carico di significato, che univa la comunità e segnava l’inizio della primavera agricola.
Nelle campagne, il bisogno di procurarsi i rami migliori - quelli più verdi, più pieni, più “vivi” - ha dato vita a tradizioni, discussioni, piccoli conflitti e grandi riconciliazioni, sempre sotto lo sguardo di una religiosità concreta, fatta più di gesti che di parole. La benedizione non era solo un atto liturgico: era un modo per affidare alla Provvidenza il raccolto, la famiglia, il lavoro dell’anno che iniziava.
Questo racconto nasce dentro quel mondo: un mondo dove un asino bardato a festa poteva diventare simbolo di devozione, orgoglio paesano e innocente teologia infantile; dove la logica dei campi aveva la stessa forza delle Scritture; dove ogni gesto, anche il più semplice, portava con sé secoli di tradizione.
La Pasqua restituisce con affetto e ironia quella Sicilia contadina, mostrando come, dietro un episodio di quotidiana semplicità, si nascondano la memoria di un popolo, la sua fede e il suo modo unico di interpretare il sacro.

Era un pomeriggio inoltrato d’inizio aprile di tantissimi anni fa quando io, i miei fratelli e mio padre, di ritorno a casa da San Rocco, notammo tre o quattro uomini, con la faccia di chi non sta facendo niente di male, che stavano tagliando dei rami di ulivo dalla nostra campagna.
Belle piante, curate, le più rigogliose del terreno. Uno aveva persino portato la scala.
- Ehi! Cosa state facendo? -
Il più anziano si girò senza fretta, senza imbarazzo, con la calma di chi sa di avere il mondo dalla sua parte.
- Buonasera. Prendiamo qualche ramo per la benedizione. Domenica delle Palme, sa com'è. -
- Lo so cos'è la Domenica delle Palme! Ma questi sono alberi miei! -
- Bell'albero, - disse uno degli altri, con sincera ammirazione, accarezzando con una mano la corteccia come si fa con una cosa cara, mentre con l’altra trionfalmente caricava sulle spalle i rami più belli e pieni di foglie.
- Grazie, ma non è il punto! È un furto! -
L'uomo anziano scosse la testa piano, con la pazienza di chi spiega le cose semplici a chi fa finta di non capirle.
- I rami vengono benedetti in chiesa. Tornano a casa. Proteggono la famiglia per tutto l'anno. Lei vuole togliere la protezione a queste famiglie? -
- Io voglio che la gente smetta di tagliare i miei alberi senza permesso! -
- È un'usanza antica. Nostro Signore stesso entrò a Gerusalemme con i rami. -
- Nostro Signore non entrava nei poderi della gente senza permesso! -
Silenzio. L'uomo anziano sembrò valutare se quella fosse una bestemmia o un argomento valido. Decise che non era né l'una né l'altro.
- Domani, - disse alla fine, con tono quasi affettuoso, - questi rami saranno in chiesa. Benedetti dalla Madre Chiesa. E lei, che è un brav'uomo, si vede, avrà dato il suo contributo. -
Mio padre rimase senza parole.
Rientrammo verso casa mentre loro riprendevano tranquillamente a tagliare.
Quella settimana, come ogni anno, le persone avrebbero fatto tutto: la confessione il mercoledì, le funzioni del giovedì, la processione del venerdì - e il sabato sarebbero già tornati alle loro attività: i contadini nei campi, perché aprile è tempo di semina e la terra non aspetta neanche la Resurrezione; i commercianti ai loro banchi, a vendere le loro mercanzie; le mamme ad accudire i loro figli, perché si sa, quelli mangiano anche di sabato, e chi non lavora mangia lo stesso, poco ma ha diritto a mangiare lo stesso.
Il venerdì santo avrebbero tutti digiunato a pane e acqua, lavorando esattamente come gli altri giorni della settimana.
- "Il venerdì santo," - disse mio padre chiudendo la storia con un sorriso, - "anche gli uccelli digiunano." -
Ci guardammo tutti e tre, un po' divertiti.
- Niente, - disse mio padre. - Che possiamo fare? Che sia la volontà di Dio. -
Rise piano. Noi con lui.
Erano uomini così, semplici, inselvatichiti dai lavori nelle campagne.
Una loro logica ce l'avevano, e non era sempre torto averla.
Quella logica la compresi davvero solo la mattina seguente, nella Domenica delle Palme a Grotte, all’età di otto anni, grazie a un asino di nome Turi.
In otto anni era la prima volta che vedevo Turi vestito a festa.
La Domenica delle Palme a Grotte quella mattina sapeva di pane caldo, pasta al forno e carne con le patate, e di campane.
Il sole di aprile - quel sole siciliano che non chiede permesso - era già alto sopra i tetti quando mia madre mi stava pettinando, bagnandomi i capelli con l'acqua, cosa che odiavo, e mi aveva mandato fuori con la solita frase: - va', e non combinare niente. -
Avevo combinato tutto. Ma questo viene dopo.
Sul corso c'era già mezza popolazione.
Le signore con i ramoscelli d'ulivo in mano, i vecchi seduti davanti al circolo che commentavano tutto senza muoversi dalla sedia, il parroco che salutava con quella sua aria di chi ha già perdonato in anticipo.
E i bambini - noi - che sciamavamo tra le gambe degli adulti come una nuvola di mosche felici.
Fu Totò a vederlo per primo.
- Arriva Turi! -
Turi è l'asino di zi' Pepè, il quale zi' Pepè lo portava ogni anno alla benedizione bardato come se dovesse andare a nozze.
Ha addosso una coperta ricamata di rosso e giallo, due fiocchi viola alle orecchie, e una corona di rami d'ulivo intrecciati attorno al collo che lo fa sembrare - disse Totò, con la sua solita precisione - 'na torta di compleanno con le orecchie. -
Turi avanza sul corso con la lentezza di chi sa di essere importante.
Zi' Pepè lo guida con una corda, ma era chiaro a tutti - tranne forse a zi' Pepè - che Turi andava dove voleva lui.
Si ferma ad annusare le aiuole. Devia verso il bar per guardare dentro.
Si blocca senza motivo davanti alla farmacia e riprende a camminare senza ragione davanti alla tabaccheria.
È un asino con una sua agenda precisa, e quell'agenda non coincide quasi mai con la processione.
Noi lo seguiamo in corteo - dieci, forse dodici bambini - con i ramoscelli in mano come picche, urlando e ridendo e sgomitando per stare in prima fila.
Fu in quel momento che Totò ebbe l'idea.
Totò ha nove anni, due in più di me, e questo lo rende pericolosamente autorevole.
- Gesù, - disse sottovoce, con l'aria ispirata di chi ha appena ricevuto una rivelazione, - Gesù entrava a Gerusalemme sopra l'asino. -
Silenzio tra noi.
Ragionamento in corso.
- E quindi? - chiese Mariuccia, che ha sei anni e diffida sempre di Totò.
- E quindi, - disse Totò indicando Turi con il ramoscello, - qualcuno deve salire. -
Ci guardammo.
Turi continuava ad avanzare placido, i fiocchi viola che gli ballavano sulle orecchie, ignaro di essere diventato questione teologica.
- Chi sale? - chiese il piccolo Nino.
- Qualcuno di piccolo, - disse Totò guardando me.
- Perché io?! -
- Perché sei il più leggero. È una questione di rispetto per l'animale. -
Questa era una bugia enorme ma la disse con tale convinzione che per un momento ci credetti anch'io.
Il piano era semplice: mentre zi' Pepè salutava il farmacista - cosa che avrebbe fatto di lì a pochi secondi - io mi sarei avvicinato a Turi dal lato sinistro, Totò mi avrebbe fatto la pedana con le mani intrecciate, e in tre secondi sarei stato in groppa come Gesù a Gerusalemme.
Semplice.
Zi' Pepè si girò verso il farmacista.
Totò intrecciò le mani.
Io presi una rincorsa di due passi, misi il piede nelle mani di Totò e mi ritrovai a mezz'aria.
Turi girò la testa e mi guardò, con quell'espressione che hanno gli asini quando vedono qualcosa di umano e trovano conferma di quello che hanno sempre pensato dell'umanità.
Poi fece un passo di lato. Solo uno. Preciso, misurato, quasi elegante.
Io volai sul selciato del corso. Non caddi male - le ginocchia sì, l'orgoglio di più.
Turi riprese ad avanzare come se nulla fosse, i fiocchi viola che ondeggiavano, la corona d'ulivo ancora perfetta.
Totò disse che era colpa mia, che non avevo preso bene la rincorsa.
Mariuccia rise fino alle lacrime.
Il piccolo Nino disse che secondo lui Turi lo aveva fatto apposta.
Io credo che avesse ragione.
Zi' Pepè non si accorse di niente - stava ancora salutando il farmacista.
E Turi arrivò alla benedizione puntuale, bardato e dignitoso, con la sua corona d'ulivo intatta e un'espressione sul muso che somigliava moltissimo, ma moltissimo, a quella del parroco quando perdonava in anticipo.
- “La mattina del lunedì santo, què rami benedetti in chiesa, ce li rechiamo poi in casa ed alle tenute che abbiamo seminato, fondandovi ogni nostra speranza, e siam certi di recarvi con essi la benedizione di Dio e la prosperità.” -

Fine

Racconto di pura fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Liberamente ispirato a "La Pasqua" in Costumi ed usanze dei contadini in Sicilia di Salvatore Salomone Marino (1897)
Ed. Clio, Gruppo Editoriale Brancato
“Opera originale di © Carmelo Rotolo (Bressana Bottarone 2026). Vietata la riproduzione senza consenso.”

Carmelo Rotolo

Pubblicato dalla testata giornalistica
Grotte.info Quotidiano
su www.grotte.info il 27 marzo 2026.
Per gentile concessione dell'Autore.

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27/03/2026

Attualità. "Non c'è altro argine che la democrazia"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

*****

C’è stata dunque una corsa alle urne, un “ruere ad urnās” come mai c’era stata prima: si pensi che a Roma, in una sezione della Garbatella, il quartiere da cui viene la Meloni, l’affluenza al voto è stata dell’86,90 per cento, e in un’altra dell’83,60 per cento, e risultati altrettanto straordinari ci sono stati nelle grandi città, e nel Sud e nelle isole, e la maggioranza ha votato per la magistratura (che era sotto attacco), per la Costituzione e perfino per Mattarella, in quanto presidente dell’organismo che si voleva smembrare.
Dunque ci sono stati due fatti in controtendenza: il primo ha smentito il cattivo presagio secondo il quale saremmo già entrati nell’età della post-democrazia; il secondo ha smentito che la maggioranza dei cittadini fosse ormai estranea alla politica, come attestato dal crescente astensionismo dal voto.
Tutto questo porta a chiedersi il perché di questa imprevista politicizzazione e di questa netta scelta dell’elettorato per il no.
Certamente non si può pensare che il sapere due magistrati, uniti o separati nella stessa aula di giustizia, fosse tanto appassionante da muovere le folle quanto la disputa provocata da Ario nei primi secoli cristiani sul dilemma dell’unione o della separazione tra natura umana e divina.
La politicizzazione e la scelta devono essere state causate da altri moventi, altrettanto sentiti nella società secolare: non basta a spiegarlo né la politicizzazione indotta dalla Meloni nel postulare un voto per lei (tutta la legislatura!) o contro di lei, né la politicizzazione indotta da Salvini in Sicilia provocando la mobilitazione popolare contro il ponte sullo Stretto.
Per ben altri interessi si erano viste le piazze piene, i giovani in corteo, gli studenti a occupare le scuole, i lavoratori in sciopero: si era manifestato per la Palestina, contro il genocidio, si era messa perfino in mare una flotilla, ci si era scontrati con la polizia per la libertà dei Centri sociali, e infine si era rimasti attoniti e sconcertati al vedere prostituirsi la democrazia americana, il cinismo mercantile e belluino di Trump, la crudeltà di Netanyahu, la falsa lotta tra bene e male in Ucraina, la corsa alle armi dell’Europa, e infine la guerra, in pieno negoziato, con l’Iran, l’omicidio premeditato dei suoi leader, scovati e uccisi dall’Intelligenza Artificiale e dai suoi strumenti umani uno per uno, e il mondo intero - energia, pace e petrolio - mandato alla rovina.
E l’Italia, e la sua Presidente, a correre qua e là, a farsi vedere, ma non sapendo che fare, come essere con Trump e contro Trump, per la vittoria in guerra e per la conclamata scelta di non partecipare alla guerra.
Di fronte a tutto questo, che fare?
Il senso del male incombente era pari al senso di un’impotenza.
E se avesse ragione il tecnocrate miliardario americano venuto a Roma per snidare il Papa, Peter Thiel, secondo il quale la libertà, cioè la sovranità del denaro e l’onnipotenza della tecnica, ovvero la salvezza oggi promessa, sono incompatibili con la democrazia?
E così alla prima occasione di dimostrare in qualche modo che tutto non è compiuto, che l’alternativa c’è, che il popolo non è vinto e, nel contempo, che non c’è altro argine, non c’è altro “katécon” per dirla con Thiel, altra “forza frenante” che la democrazia, l’elettorato si è mosso, e questa prima occasione è stato il referendum.
È successo un po’ quello che era accaduto quando abbiamo proposto, in pieno genocidio, di eleggere domicilio a Gaza: un atto solo simbolico, ma il solo che ognuno potesse fare, per dire in qualche modo di esserci, di militare contro questo male; così le elezioni di domicilio a Gaza, chi presso l’ospedale, chi presso la scuola, chi presso la parrocchia, chi presso il luogo bombardato mentre si prendeva il cibo, sono arrivate a valanga.
Dunque la democrazia c’è, il “no” si può esprimere, l’alternativa verrà.
Basta darle l’occasione. E anche la pace si può fare.
  
  
Raniero La Valle
27
marzo 2026
  

 

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26/03/2026

Referendum. "Il potere di una matita"; della prof.ssa Alessandra Battaglia

 


Alessandra Battaglia

Il potere di una matita
Una matita

Riportiamo il testo di una dichiarazione rilasciata dalla prof.ssa Alessandra Battaglia (attrice, poetessa, speaker, divulgatrice e docente di uso della voce, dizione, arte oratoria e lettura interpretativa).

*****

"A volte la storia cambia per milioni di voti. Altre volte per pochissimi. Eppure, in entrambi i casi, il risultato può ridefinire il destino di un paese.
Il 2 giugno 1946, con il Referendum istituzionale italiano del 1946, quasi il 90% degli aventi diritto andò a votare: circa 25 milioni di persone. La Repubblica vinse sulla Monarchia con un vantaggio di circa due milioni di voti: 54,3% contro 45,7%. Un margine relativamente contenuto, ma sufficiente a cambiare per sempre la forma dello Stato italiano.

Il potere di una matita

Anche nel Regno Unito la storia recente dimostra quanto pochi punti percentuali possano avere conseguenze enormi. Nel Referendum sulla Brexit del 2016, su circa 33 milioni di voti, la scelta di uscire dall’Unione Europea prevalse di misura. Una differenza ridotta che ha però prodotto uno dei cambiamenti politici più profondi nella storia europea recente.
Lo stesso schema si è ripetuto in Italia con il Referendum costituzionale italiano del 2016. Anche lì, pochi punti percentuali hanno determinato non solo l’esito del voto, ma l’intero scenario politico successivo.
I referendum mostrano una verità semplice: la democrazia vive spesso di margini sottili. Pochi voti possono segnare il confine tra due direzioni completamente diverse per un paese.
Una semplice matita ha un potere straordinario.
Soprattutto se usata con consapevolezza, coscienza, senso civico, integrità morale ed etica.
Un solo voto può cambiare la storia".

  
Prof.ssa Alessandra Battaglia
26 marzo 2026
  

 

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26/03/2026

Comune. Grotte entra nella Rete Nazionale "Borghi Genius Loci De.Co."

 

Grotte entra nella Rete Nazionale "Borghi Genius Loci De.Co."
Logo

Joel Butera
Joel Butera

Un passo per la valorizzazione dell’identità territoriale e delle eccellenze locali: il Comune di Grotte entra ufficialmente nella Rete Nazionale dei "Borghi Genius Loci De.Co.", segnando un traguardo nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale, identitario ed enogastronomico del territorio.

Grotte entra nella Rete Nazionale "Borghi Genius Loci De.Co."
(Logo)

La Rete Genius Loci De.Co. si distingue per un elemento centrale: il riconoscimento del Genius Loci, lo spirito del luogo, e dei prodotti identitari come strumenti fondamentali per interpretare, raccontare e sviluppare il territorio. In questo senso, le 'De.Co.' (Denominazione Comunale) costituiscono uno strumento strategico per tutelare, valorizzare e promuovere le eccellenze locali.
"In qualità di assessore alle Attività Produttive - dichiara Joel Butera -, insieme all’Amministrazione stiamo avviando un percorso partecipato che coinvolgerà produttori, artigiani, chef, pasticceri e operatori del settore enogastronomico e agricolo del nostro territorio. L’obiettivo è costruire una rete locale forte, capace di dare valore ai nostri prodotti identitari e di raccontare in modo autentico il nostro territorio, mettendo al centro non solo i prodotti, ma le persone, le tradizioni e il senso di appartenenza. In questa fase stiamo raccogliendo esperienze, storie, saperi e ricette della tradizione locale, coinvolgendo attivamente la comunità, con l’obiettivo di individuare e valorizzare i prodotti più rappresentativi della nostra identità da inserire nel percorso 'De.Co.'. Una volta individuati e riconosciuti i nostri prodotti 'De.Co.', si darà ulteriore slancio al percorso di valorizzazione territoriale attraverso iniziative dedicate alla loro promozione e tutela".
L'assessore Butera annuncia una prossima iniziativa in merito: "Nel corso del primo evento che organizzeremo a breve, con la presenza del coordinatore nazionale dott. Nino Sutera, che ringrazio pubblicamente per il suo sostegno, si terrà, in apertura, un’audizione pubblica aperta alla cittadinanza, quale momento di ascolto e partecipazione della comunità. Seguiranno il cerimoniale di consegna della Bandiera della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., il conferimento del riconoscimento alla laboriosa comunità di Grotte quale “Custode dell’Identità Territoriale”, la firma del Memorandum del Borgo De.Co. e la consegna dei riconoscimenti celebrativi alle associazioni enogastronomiche partecipanti, il cui contributo renderà l’evento unico e memorabile".
"Un sentito ringraziamento va al Sindaco Alfonso Provvidenza - conclude Butera -, ai miei colleghi Assessori, a tutta l’Amministrazione comunale, al Coordinatore Nazionale della Rete dei Borghi Genius Loci De.Co. dott. Nino Sutera, alla Pro Loco Herbessuss con il suo presidente Filippo Vitello e a tutte le attività produttive del territorio, veri protagonisti di questo percorso. Grazie al loro impegno, alla passione e all’amore per la propria terra, è stato possibile avviare un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. A questa terra, alle sue tradizioni e alla sua gente, è dedicato questo percorso: perché l’identità non è solo memoria, ma un futuro da costruire insieme"
. 
  

Redazione
26 marzo
2026
     

 

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26/03/2026

Editoria. Domani ad Agrigento la presentazione del libro "Muzzicuna", di Aristotele Cuffaro

 

Ad Agrigento la presentazione del libro "Muzzicuna", di Aristotele Cuffaro
Locandina

Domani, venerdì 27 marzo, alle ore 18.30, presso la libreria Il Mercante di Libri in Via Atenea, ad Agrigento, si terrà la presentazione del volume "Muzzicuna", scritto da Aristotele Cuffaro. La manifestazione rientra nella rassegna letteraria intitolata "Sicilia da leggere tra tradizioni e modernità".
L'iniziativa è curata dall'Associazione Antica Agrigento, dalla Presidenza Provinciale dell'AICS e dalla libreria stessa.

Ad Agrigento la presentazione del libro "Muzzicuna", di Aristotele Cuffaro
(Locandina)

"Muzzicuna", pubblicato da Medinova, è una raccolta di poesie scritte in dialetto siciliano. Il titolo richiama l’idea di piccoli morsi o frammenti di vita che l'autore utilizza per raccontare sentimenti, tradizioni e ricordi legati alla propria terra. Attraverso i suoi versi, Cuffaro esplora il legame con le radici siciliane e descrive esperienze personali che vanno dall'infanzia fino ai giorni nostri.
L'opera è arricchita dalla prefazione di Tommaso Romano e dall'introduzione dell'attore Gianfranco Iannuzzo.
I saluti iniziali sono affidati ad Alessandro Accurso Tagano, titolare della libreria, a Bruno Carapezza, presidente dell'Associazione Antica Agrigento, e a Giuseppe Petix, presidente provinciale AICS Agrigento.
Successivamente prenderanno la parola l'editore di Medinova, Antonio Liotta, e l'autore del libro, Aristotele Cuffaro, per parlare dei contenuti del volume. Coordinerà la discussione Lorella Zarbo, responsabile cultura dell'Associazione Antica Agrigento e dirigente del dipartimento arte dell'AICS.
Durante l'incontro, Isabella Villani leggerà alcuni brani tratti dal libro
. 
  

Redazione
26 marzo
2026
Riproduzione riservata.
     

 

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26/03/2026

Volontariato. Avis Grotte: nonostante i malanni di stagione, siamo contenti delle donazioni di domenica

 

Giornata di donazione di sangue
AVIS Grotte

La scorsa domenica mattina, 22 marzo 2026, i malanni di stagione hanno avuto la meglio su tanti dei soci donatori prenotati presso la nella nostra sede AVIS di Via Francesco Ingrao n. 92/94 a Grotte (vedi il sito ufficiale).

Giornata di donazione di sangue

A fine mattinata i numeri hanno dato le seguenti risultanze: 1 controllo annuale, 1 controllo estemporaneo, 16 donazioni, 3 idoneità/pre-donazioni.
Il nostro solido contributo al Centro Trasfusionale di Agrigento siamo sicuri di averlo dato. Noi tutti siamo rimasti contenti.
Le prossime giornate di donazione del 2026 saranno sempre tutte le seconde e quarte domeniche di ogni mese, inoltre ci saranno anche i seguenti mercoledì pomeriggio: 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22 luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Intanto diamo conto dei risultati del primo trimestre 2026:
- 116 donazioni a Grotte;
- 8 prime donazioni a Grotte;
- 5 donazioni ad Agrigento;
- 1 prima donazione ad Agrigento;
- 18 idoneità;
- 17 controlli.

Vi aspettiamo sempre più numerosi. 
 

Pietro Zucchetto
26 marzo 2026 
  


 

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26/03/2026

Ambiente. Grotte: oltre 3 milioni di euro per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico

 

Grotte: oltre 3 milioni di euro per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico
Operai al lavoro

Il Comune di Grotte ha ottenuto una serie di finanziamenti, per un valore complessivo di 3.019.966,72 euro, destinati a interventi di messa in sicurezza contro il rischio idrogeologico. Il piano di lavori, avviato dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Alfonso Provvidenza sin dal 2018, punta a risolvere le criticità strutturali del suolo che interessano diverse aree del paese.

Grotte: oltre 3 milioni di euro per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico
(Operai al lavoro)

L'attività di prevenzione è partita dall'analisi della mappa della pericolosità, che individua nel territorio comunale zone a rischio medio (P2) e zone a rischio molto elevato (P4). Dopo l'adozione del Piano di Protezione Civile, l'ente ha lavorato per intercettare le risorse necessarie a finanziare i cantieri.
I fondi ottenuti provengono da diverse istituzioni e sono così ripartiti:
- Vallone Ipsas: sono stati stanziati 575.000 euro totali per la manutenzione idraulica e la messa in sicurezza. Di questi, 300.000 euro arrivano dall'Assessorato regionale alle Infrastrutture e 275.000 euro dall'Autorità di Bacino;
- Contrada Mandra: il Ministero dell’Interno ha assegnato 990.292,59 euro per il ripristino del tracciato stradale e la protezione dal rischio idrogeologico;
- Vallone Racalmare: circa un milione di euro (999.674,13 euro) è destinato alla messa in sicurezza del vallone e della strada nel tratto tra via delle Rose e via Comitini, a ridosso del centro abitato;
- Contrada Fanara: per quest'area, classificata con il grado di pericolosità P4 (molto elevata), il Ministero dell'Interno ha stanziato 455.000 euro per il consolidamento dei versanti.
Attualmente sono già in corso alcune attività, come dimostrano i lavori visibili in Via delle Rose. Sebbene molti di questi interventi riguardino strutture sotterranee o zone periferiche e risultino meno evidenti alla vista, restano passaggi necessari per la stabilità del terreno.
Il sindaco Provvidenza ha sottolineato come la protezione del territorio sia stata una priorità fin dall'inizio del mandato, spiegando che questi investimenti servono a garantire maggiore tranquillità alla comunità e a prevenire i danni causati dal maltempo e dalla fragilità del suolo
. 
  

Redazione
26 marzo
2026
Riproduzione riservata.
     

 

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26/03/2026

Ora legale. In vigore da domenica 29 marzo; lancette degli orologi in avanti di un'ora

 

Entra in vigore l'ora legale: orologi in avanti di un'ora
Ora legale

La primavera è ufficialmente iniziata e, come da tradizione, con il suo arrivo torna anche l'ora legale. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 (Domenica delle Palme), alle ore 02.00 del mattino, le lancette degli orologi dovranno essere spostate un'ora in avanti, passando direttamente alle ore 03.00. Un piccolo sacrificio di sonno che ci regalerà serate più lunghe e luminose per i prossimi mesi.

Entra in vigore l'ora legale: orologi in avanti di un'ora
(Ora legale)

In cosa consiste esattamente l'ora legale? Si tratta di una convenzione che prevede di spostare avanti di un'ora le lancette degli orologi durante il periodo estivo. L'obiettivo principale di questa misura, adottata per la prima volta in Italia nel 1916 (dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata ed è in vigore dal 1966), è quello di risparmiare energia elettrica.
Sfruttando la maggiore quantità di luce naturale disponibile durante i mesi più caldi, si riduce la necessità di illuminazione artificiale, con un conseguente calo dei consumi energetici.
La modalità per adeguare i nostri orologi è semplice: alle 02.00 di domenica mattina dovremo spostare le lancette avanti di un'ora, portandole alle 03.00; ovviamente è consigliabile compiere l'operazione prima di andare a dormire.
Per molti dispositivi elettronici moderni, come smartphone e computer, il cambio dell'ora è automatico. Tuttavia, è sempre bene controllare gli orologi analogici e quelli meno recenti per evitare di arrivare in ritardo ai primi appuntamenti di domenica.
L'introduzione dell'ora legale, sebbene possa causare un leggero scombussolamento iniziale nei ritmi circadiani di alcune persone, porta con sé diversi vantaggi. Oltre al già citato risparmio energetico, si riscontrano benefici anche in termini di:
- sicurezza stradale: le serate più lunghe e luminose contribuiscono a una maggiore visibilità, potenzialmente riducendo il numero di incidenti;
- tempo libero e attività all'aperto: avere più ore di luce a disposizione dopo il lavoro o la scuola incentiva le attività all'aperto, lo sport e la socializzazione;
- turismo e commercio: le serate più vivaci possono favorire le attività commerciali e turistiche.
L'ora legale rimarrà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre, quando le lancette verranno nuovamente spostate indietro, tornando all'ora solare. Nel frattempo, godiamoci questa ora di luce extra che ci accompagnerà nelle nostre serate primaverili ed estive. Un piccolo gesto, quello di spostare le lancette, con un impatto significativo sul nostro quotidiano e sull'ambiente
. 
  

Redazione
26 marzo
2026
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25/03/2026

Spettacolo. I Cugini di Campagna a Grotte per il concerto di Pasqua

 

I Cugini di Campagna a Grotte per il concerto di Pasqua
Locandina

La comunità cittadina di Grotte vive i giorni della Pasqua con una partecipazione molto profonda. Quest’anno il programma delle celebrazioni si chiuderà domenica 5 aprile 2026 con un momento musicale in piazza: alle ore 21.30, sul palco di Piazza Marconi, saliranno i Cugini di Campagna.

I Cugini di Campagna a Grotte per il concerto di Pasqua
(Locandina)

Per i grottesi questi giorni rappresentano il momento più importante dell’anno; la Settimana Santa del paese è nota per le sue rappresentazioni tipiche, che si distinguono per caratteristiche uniche in tutta la Sicilia. Proprio per questo motivo Grotte attira molti turisti e, soprattutto, favorisce il rientro dei tanti emigrati che tornano a casa per trascorrere le festività in famiglia.
Il concerto della domenica sera rappresenta l'atto finale di queste giornate di fede e tradizione. Come accade ogni anno, si prevede che Piazza Marconi sarà piena di gente, tra cittadini e visitatori arrivati dai paesi vicini.
In questi giorni sono già in corso i lavori per l’allestimento delle luminarie, e particolare attenzione è rivolta alla grande galleria di luci sul corso principale. Questa struttura luminosa è diventata col tempo un elemento caratteristico del paese durante le feste, trasformandosi in una vera e propria attrazione fotografata da residenti e passanti.
Il gruppo che si esibirà sul palco ha segnato la storia della musica leggera italiana. Fondati nel 1970 a Roma dai fratelli Ivano e Silvano Michetti, i Cugini di Campagna hanno raggiunto il grande successo nazionale negli anni Settanta. Tra i loro brani più famosi si ricordano “Anima mia” (la loro canzone più celebre, tradotta in tutto il mondo), “Innamorata”, “Un’altra donna” e “Preghiera”. Conosciuti per le loro caratteristiche voci in falsetto e per i costumi di scena colorati e appariscenti, il gruppo ha saputo mantenere nel tempo una grande popolarità, partecipando anche a trasmissioni televisive
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Carmelo Arnone
25 marzo
2026   
© Riproduzione riservata.
  

 

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25/03/2026

Chiesa. Grotte in preghiera con la Via Crucis Cittadina: venerdì 27 marzo

 

Grotte in preghiera con la Via Crucis Cittadina: venerdì 27 marzo
Locandina

La comunità ecclesiale di Grotte si prepara con fervore all'annuale appuntamento con la Via Crucis Cittadina, che si terrà il prossimo venerdì 27 marzo 2026. Come da tradizione, la sacra liturgia si svolgerà il venerdì che precede l'inizio della Settimana Santa, offrendo un momento di intensa spiritualità e riflessione sulla Passione di Cristo.

Grotte in preghiera con la Via Crucis Cittadina: venerdì 27 marzo
(Locandina)

Quest'anno, la processione prenderà il via al termine della Concelebrazione eucaristica delle ore 18.00 presso la chiesa Madonna del Carmelo. Alle ore 19.00, il corteo si snoderà lungo un percorso rinnovato rispetto alle edizioni precedenti, attraversando Corso Garibaldi e Piazza Marconi, per poi concludersi ai piedi della suggestiva scalinata del Calvario.
Sarà utilizzato il sussidio proposto e offerto dall'Arcidiocesi di Agrigento (scaricalo qui).
L'iniziativa, promossa con spirito sinodale, congiuntamente, dalle tre parrocchie di Grotte e curata dall'impegno degli animatori pastorali, vedrà la partecipazione e la guida spirituale dei sacerdoti del paese. Hanno già confermato la loro presenza don Vincenzo Licata e don Sergio Sanfilippo, che presiederanno questo significativo momento di preghiera comunitaria.
La Via Crucis, letteralmente "via della croce" o anche "Via Dolorosa", rappresenta per la comunità cristiana un'occasione solenne per commemorare, attraverso la preghiera, la meditazione e il silenzio, la passione del Signore Gesù Cristo. Il percorso, scandito da quattordici "stazioni", ripercorre i momenti cruciali della sofferenza di Cristo, dall'orto degli ulivi fino alla sua crocifissione sul Golgota e alla deposizione nel sepolcro.
Attraverso le riflessioni che accompagnano ogni stazione, i fedeli sono invitati a meditare sul significato profondo delle sofferenze di Gesù e sul valore salvifico del suo sacrificio per l'intera umanità. Questo antico rito liturgico offre un'opportunità preziosa per interiorizzare il messaggio di amore, redenzione e speranza che scaturisce dalla Passione di Cristo.
L'importanza di questa Via Crucis Cittadina risiede anche nel forte appello alla partecipazione di tutti i cittadini, con un'attenzione particolare rivolta ai fedeli e agli operatori pastorali. Catechisti, gruppi liturgici, animatori musicali, membri di gruppi, movimenti e associazioni ecclesiali, ministranti e soprattutto i giovani che si preparano a ricevere i sacramenti sono caldamente invitati a unirsi a questo momento di preghiera collettiva.
Questa occasione rappresenta un momento cruciale in cui l'intera comunità ecclesiale cittadina è chiamata a dare pubblica testimonianza della propria fede.
Percorrere insieme le vie del paese, meditando sulla Passione di Cristo, costituisce un segno tangibile di unità e di adesione ai valori cristiani, rafforzando il senso di appartenenza e offrendo a tutta la cittadinanza un'occasione di riflessione e spiritualità in preparazione alla Pasqua
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Carmelo Arnone
25 marzo
2026   
© Riproduzione riservata.
  

 

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25/03/2026

Politica. "Qualche riflessione in più sull'esito del referendum"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Qualche riflessione in più sull'esito del referendum, placata l'emozione per un risultato prevedibile, ma non scontato per l'ampiezza e l'omogeneità sul territorio nazionale, potrebbe essere utile.
Cominciamo col dire che il centrodestra ha fatto un capolavoro di autolesionismo: ha forzato la mano in parlamento per approvare una legge costituzionale senza modifiche, sapendo di andare dritto verso il referendum, ha caricato la campagna elettorale di un significato che andava ben oltre l'oggetto della riforma, ha lasciato scorrazzare decine di perfetti idioti che hanno invaso di arroganza i social e la televisione, ha provocato la mobilitazione di quella larga parte dell'elettorato, evidentemente maggioritaria, che crede ancora nei valori della Costituzione della repubblica democratica e (se ne facciano una ragione) antifascista, ha fatto incazzare e mobilitare tantissimo i magistrati che godono di una considerazione assai migliore di quanto ne abbiano politica e partiti.
Un regalo grande quanto una casa, insomma, ad un'opposizione che non brillava certo per unità e incisività.
Probabilmente hanno voluto ricambiare il regalo che, appena un anno fa, Landini e la Schlein pensarono di omaggiare alla Meloni, con il referendum sul jobs act perso, com'era ampiamente prevedibile, rovinosamente.
Cos'abbia spinto l'anno scorso la CGIL a un tafazzismo così spinto non s'è mai capito.
Cos'abbia spinto il Governo a infilare la testa nella ghigliottina e provocare la folla sembra spiegabile solo con l'ubriacatura di potere che anche stavolta ha colpito chi non sa comprendere che nulla è più deleterio, per chi comanda, dell'eccesso di imprudenza.
Sì può reagire a una sconfitta, purché si abbia l'intelligenza e il coraggio di accettarla, in modo da limitarne i danni ed è quello che furbescamente la Meloni sta cercando di fare, sacrificando qualche capro espiatorio per allontanare da sé l'amaro calice della responsabilità.
Anche la vittoria ha molte insidie, soprattutto se, come sembrano fare i leader del centrosinistra, vogliono appuntarsi sul petto medaglie solo in parte meritate.
Come saggiamente ha osservato il buon Pierluigi Bersani, sembra che il vento cominci a cambiare, ma perché possa spingere a destinazione bisogna avere una barca capace di navigare e saper orientare correttamente le vele.
A giudicare da quanto ho letto in queste ore, purtroppo, pochi hanno capito che non è scritto da nessuna parte che i quindici milioni di elettori che sono andati a votare no al referendum siano automaticamente disponibili a votare per uno dei partiti del centrosinistra.
L'esito del referendum è certamente una premessa importante, ma se c'è una cosa che gli elettori hanno dimostrato di non voler sopportare è la presa per i fondelli.
Ad esempio, chi a Roma e Palermo ha imbrogliato le carte pur di vincere un congresso e ha sulle spalle la responsabilità di una sconfitta cocente alle europee, dovrebbe pensarci due volte prima di ergersi a paladino della democrazia, dell'apertura e del rinnovamento.
Lo dico da anni: ci vuole prudenza, intelligenza e umiltà, e con serietà ragionare su come poter affrontare i prossimi appuntamenti elettorali.
Vogliamo dirlo chiaramente o no che alle prossime elezioni amministrative si stanno realizzando accordi trasversali con chicchessia e tutte le preoccupazioni sono rivolte su chi avrà il privilegio di essere rinominato in parlamento?
Non è questo che le ragazze e i ragazzi, che sono stati decisivi per difendere la Costituzione dalle tentazioni autoritaristiche, desiderano.
Non è per consolidare le misere rendite di posizione nei partiti e partitini del centrosinistra che si sono mobilitati.
È emersa una fortissima e chiara richiesta di chiarezza e di partecipazione, speriamo che la nomenklatura del centrosinistra in Italia e in Sicilia non la deluda: sarebbe come offrire alle destra una fin troppo facile occasione di rivincita.

  
Enzo Napoli
25 marzo 2026
  

 

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25/03/2026

Chiesa. Parrocchia Madonna del Carmelo: programma delle celebrazioni nella Settimana Santa

 

Parrocchia Madonna del Carmelo: programma delle celebrazioni nella Settimana Santa
Programma

La comunità parrocchiale della chiesa Beata Vergine Maria del Monte Carmelo in Grotte, guidata dal parroco don Sergio Sanfilippo, ha condiviso con tutti i fedeli e i cittadini il programma dei riti e delle celebrazioni per la prossima Settimana Santa, tempo forte che introduce alla Pasqua di Resurrezione del Signore.

Parrocchia Madonna del Carmelo: programma delle celebrazioni nella Settimana Santa
(Locandina)

Di seguito il programma:

Domenica 29 marzo - Domenica delle Palme
- ore 08.30, raduno delle Comunità Neocatecumenali nella villetta “Antonio Cimino” (accanto alla biblioteca) per la benedizione delle palme e dei rami d’ulivo, e processione verso la chiesa parrocchiale;
- ore 09.00, Santa Messa, animata dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 10.30, raduno in Via Madonna delle Grazie (angolo Via Sant’Agostino) per la benedizione delle palme e dei rami d’ulivo, e processione verso la chiesa parrocchiale;
- ore 11.00, Santa Messa solenne;
- ore 18.30, Santa Messa

Giovedì 2 aprile - Giovedì Santo
- ore 18.00, Santa Messa "In Coena Domini";
- ore 22.00, Adorazione eucaristica comunitaria.

Venerdì 3 aprile - Venerdì Santo
- ore 09.30, confessioni
- ore 17.00, Azione liturgica.

Sabato 4 aprile - Sabato Santo
- ore 21.30, Veglia pasquale.

Domenica 5 aprile - Pasqua di Resurrezione
- ore 09.00, Santa Messa;
- ore 11.00, Santa Messa;
- ore 18.30, Santa Messa.

Si ricorda che
da domenica 29 marzo, data in cui entra in vigore l'ora legale, le Sante Messe vespertine della domenica saranno celebrate alle ore 18.30; le Sante Messe feriali - dal lunedì al sabato -(escluse le celebrazioni del Triduo pasquale, sopra indicate) continueranno ad essere celebrate alle ore 18.00. 
  

Redazione
25 marzo 2026    
  

 

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25/03/2026

Referendum. "Libera di esprimere il mio dissenso, libera di scrivere il mio pensiero"; di Alessandra Agnello

 

Viva la libertà!
Viva la libertà!

La mia era una delle 500.000 firme per richiedere il referendum che poi il nostro governo, pensando di farci uno sgarbo, ha anticipato.
Mentre firmavo, pensavo - e temevo - a come un giorno questo segno indelebile avrebbe potuto ritorcermisi contro. Sembra una sciocchezza, ma non lo è
.

Viva la libertà!
(Viva la libertà!)

Lo spirito di terrore psicologico che il governo attuale sta cercando di creare, con schedatura di scuole e insegnanti, decreti sicurezza che minano alla libertà di espressione, è solo la preview di quello che potrebbe accadere nei prossimi anni se lasciamo che ancora prenda piede questo clima di autoritarismo.
Sono contenta di aver firmato, e poi di aver votato bene.
Per la prima volta nella mia vita - e non mi vergogno a dirlo - ho votato con convinzione ad un referendum, mi sono informata a dovere e ho saputo riconoscere da che parte stare.
Sono di sinistra, sono comunista? Chi lo sa!
C'è una cosa di cui sono sicura: voglio essere libera!
Libera di esprimere il mio dissenso, libera di scrivere il mio pensiero, libera di lasciare un futuro ai miei figli, un futuro in cui anche loro non debbano temere mai di mettere una firma per una petizione o di esprimere un loro pensiero.
Spero che questa Italia si svegli davvero, che questi giovani italiani continuino a interessarsi e informarsi.
Lo spero davvero tanto
.  
  

Alessandra Agnello

25 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
        

 

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24/03/2026

Politica. Governo: dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; nota di Palazzo Chigi

 

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Nota di Palazzo Chigi
24 Marzo 2026
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

  
Redazione
24 marzo 2026
  

 

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24/03/2026

Pittura. A Grotte un nuovo murale dedicato all'Addolorata; l'opera di Gomez davanti alla Chiesa del Purgatorio

 

Addolorata
Addolorata

Il centro storico di Grotte si arricchisce di un nuovo intervento artistico. Nei giorni scorsi, le associazioni "La Biddina" e "Nova" hanno promosso la creazione di un murale su una parete situata proprio di fronte all'ingresso della Chiesa del Purgatorio. L'opera è stata conclusa in concomitanza con l'inizio della Settimana Santa 2026, integrandosi nel clima delle celebrazioni religiose di questo periodo.

Addolorata
(Addolorata)

Il murale occupa una parete di contenimento che delimita uno spiazzo cittadino. L'immagine, come si vede nella fotografia, è un primo piano parziale del volto della Vergine Addolorata. L'artista ha scelto di utilizzare una scala di grigi per l’intera composizione, lavorando con sfumature che vanno dal bianco sporco al nero profondo per dare volume ai tratti del viso e al velo che lo avvolge. Il dettaglio centrale è lo sguardo della Madonna, rivolto leggermente verso l'alto.
A rompere la monocromia del dipinto intervengono tre lacrime realizzate in color oro, che scendono lungo la guancia. Questo elemento cromatico è l'unico punto di colore dell'intera opera e serve a sottolineare il tema del dolore prezioso legato alla figura rappresentata.
L'immagine, ben oltre i confini strettamente religiosi, vuole rappresentare il profondo dolore di tutte le madri del mondo - senza esclusione alcuna - private crudelmente dell'affetto dei figli; il dolore delle donne alle quali sono stati violentemente strappati mariti, sorelle e fratelli, madri e padri.
Il contesto urbano, caratterizzato da edifici antichi e una pavimentazione in pietra, fa da cornice sobria al grande ritratto.
L'autore del murale è Luis Gomez De Teran, un artista nato a Caracas nel 1980 che vive e lavora a Roma. La sua cifra stilistica è molto riconoscibile per l’uso dei forti contrasti tra luce e ombra, una tecnica che richiama la pittura barocca e, in particolare, la scuola del Caravaggio.
Gomez è attivo da anni nell'ambito dell’arte urbana e le sue opere si trovano in numerose città italiane ed europee. Il suo lavoro si concentra spesso sulla figura umana, esplorando temi come la fragilità, il mito e l'iconografia cristiana. Nei suoi interventi, tende a dialogare con il luogo che ospita l'opera, cercando di inserire figure classiche in contesti moderni o popolari.
L'iniziativa delle associazioni "La Biddina" e "Nova" ha permesso così di trasformare un muro anonimo in un punto di riflessione visiva, portando l'arte contemporanea nel cuore delle tradizioni di Grotte
.  
  

Carmelo Arnone

24 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
Vietato l'utilizzo dell'articolo tramite copiatura o modifica attraverso programmi di intelligenza artificiale.

        

 

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24/03/2026

Referendum. "Ha vinto la Costituzione"; comunicato dell'Associazione Nazionale Magistrati

 

Referendum. "Ha vinto la Costituzione"; comunicato dell'Associazione Nazionale Magistrati
Comunicato

"ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Ha vinto la Costituzione.
Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini.
Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza.
Abbiamo contribuito a preservare l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione.
I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia.
Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione.
La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese.
Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale.
Roma 23 marzo 2026
La Giunta Esecutiva Centrale".

  
Redazione
23 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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24/03/2026

Referendum. "Sono contento che i giovani siano andati a votare: è un bel segnale"; del prof. Andrea Maggi

 

Andrea Maggi
Andrea Maggi

Lasciatemi votare
Lasciatemi votare

Riportiamo il testo di una dichiarazione rilasciata dal prof. Andrea Maggi (celebre docente e volto noto del programma "Il collegio").

*****

"Oggi niente grammatica, vorrei dare una mia interpretazione della vittoria del NO al referendum sulla giustizia.
Innanzitutto, secondo me, è stato un NO in difesa della Costituzione italiana, che non è un testo sacro, per carità, tuttavia è la legge fondamentale dello Stato e se una maggioranza vuole apportarvi delle modifiche, deve farlo assieme all'opposizione e a tutti i cittadini, altrimenti questo è il risultato.
Inoltre è stato un NO a una campagna referendaria davvero orrenda, portata avanti con toni aggressivi, con argomentazioni deliranti che non hanno fatto altro che offendere l'intelligenza dei cittadini.
È stato un NO alla politica condotta con toni aggressivi da bulli, di cui i cittadini evidentemente si sono dichiarati stanchi.
La cosa che mi ha fatto piacere è stato leggere che molti giovani sono andati a votare.

Lasciatemi votare

Non mi interessa se per il SI o per il NO, sono contento che i giovani siano andati a votare: è un bel segnale che fa ben sperare.
E durante questa campagna referendaria, in particolare i sostenitori del SI non si sono occupati molto dei giovani e un po' hanno pagato anche per questo.
Adesso la politica dovrà tenerli più da conto, anzi spero che adesso la politica incomincino a farla anche i giovani, perché è giusto così”.

  
Prof. Andrea Maggi
24 marzo 2026
  

 

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24/03/2026

Politica. "La sconfitta è sempre orfana, la vittoria ha mille padri"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

La sconfitta è sempre orfana, la vittoria ha mille padri.
Qualche giorno fa avevo scritto un articolo sul referendum spiegando perché avrei votato No alla riforma e oggi, alla luce del risultato, ne confermo pienamente il senso.
Capisco l'esultanza e i festeggiamenti, ma attenzione a non affidare all'esito del voto un significato che probabilmente non ha.
La grande affluenza alle urne è, a mio avviso, il frutto della reazione ad una campagna scellerata degli esponenti del governo Meloni che si sono lasciati andare ad una serie di dichiarazioni poco intelligenti sulla magistratura e hanno reso evidente l'obiettivo di minare alle fondamenta la Costituzione.
Gli Italiani hanno giustamente reagito, mobilitandosi quando ad essere messe in discussione sono le premesse basilari della democrazia.
Da questo a pensare che le forze politiche del centrosinistra abbiano da ciò ricevuto una legittimazione sic et simpliciter verso l'alternativa di governo ce ne corre e strada da fare ne rimane tantissima.
Se c'è un insegnamento che dovrebbero trarne, infatti, è quello che esiste una larga parte dell'elettorato che non si riconosce nelle politiche di questa destra e che sarebbe disponibile a ridare fiducia al centrosinistra a condizione di poter esprimersi e contare, anche attraverso il ricorso alle primarie aperte per la scelta del leader.
Lo stesso discorso vale ancora di più per la Sicilia, dove le classi dirigenti sono assai più inadeguate e distanti dal sentire delle persone e dai problemi reali.

  
Enzo Napoli
24 marzo 2026
  

 

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23/03/2026

Politica. Referendum costituzionale: i risultati del voto, relativi al solo Comune di Grotte

 

Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
Referendum

Ufficio elettorale
Ufficio elettorale

Pubblichiamo i dati definitivi del voto referendario, relativi al solo Comune di Grotte.
Si ringrazia il personale dell'Ufficio Elettorale del Comune di Grotte per la disponibilità e la collaborazione.

Referendum costituzionale: i risultati del voto, relativi al solo Comune di Grotte

Aventi diritto al voto per il referendum 2026: 4184 elettori (lista unica di uomini e donne).
Affluenza alle urne:
alle ore 15.00 di lunedì 23 marzo (chiusura dei seggi) hanno votato 1890 elettori, pari al 45,17% degli aventi diritto.
Quesito referendario:
Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?

DATI DEFINITIVI ALLA CHIUSURA DELLO SCRUTINIO

Dati definitivi:
Sì: 664 (36%)
No: 1200 (64%)
Nulle: 21
Bianche: 5
Totale: 1890
 

Redazione
23 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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23/03/2026

Salute. "Prevenzione nel 2026"; convegno sulla salute dentale nel 40° dello Studio "Marra & Sicurella"

 

"Prevenzione nel 2026"; convegno sulla salute dentale nel 40° dello Studio "Marra & Sicurella"
Locandina

Lo studio odontoiatrico Marra & Sicurella compie 40 anni di attività professionale nel Comune di Grotte. Per segnare questo traguardo, con il patrocinio dell'Amministrazione comunale, è stato organizzato un convegno pubblico dedicato al tema della prevenzione in campo medico.

"Prevenzione nel 2026"; convegno sulla salute dentale nel 40° dello Studio "Marra & Sicurella"
(Locandina)

I lavori si svolgeranno presso il Centro Polifunzionale "San Nicola - Stella Castiglione" il prossimo venerdì 27 marzo 2026 alle ore 18.30.
Il dibattito, intitolato "Prevenzione nel 2026: questa nobile sconosciuta", affronterà l'importanza di intervenire precocemente per tutelare il benessere fisico e psicologico.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Grotte, dott. Alfonso Provvidenza, il programma prevede diversi contributi tecnici moderati dal giornalista Carmelo Arnone:
- la dott.ssa Carmela Pecoraro, psicologa e psicoterapeuta, parlerà della prevenzione intesa come atto di cura profondo per le radici del benessere;
- la dott.ssa Laura Cimino, medico del policlinico universitario "G. Rodolico-San Marco" di Catania, si concentrerà sul rischio endocrino, con un approfondimento specifico su diabete e obesità;
- i dottori Francesca Sicurella e Giacinto Marra spiegheranno come la gestione della prevenzione dentale sia cambiata nel tempo, passando dai metodi analogici a quelli digitali.
Lo Studio, presente a Grotte da quattro decenni, è guidato dai due professionisti che curano anche la parte odontoiatrica della conferenza: il dott. Giacinto Marra, odontoiatra libero professionista con un'esperienza quarantennale maturata nel territorio di Grotte, dove si occupa della salute dei denti e del cavo orale dei pazienti dello studio, e la dott.ssa Francesca Sicurella, ortodontista libero professionista, impegnata da 40 anni nell'attività professionale dello studio associato, con particolare attenzione all'evoluzione tecnologica dei trattamenti ortodontici.
La manifestazione è aperta a tutti
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Redazione

23 marzo 2026
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23/03/2026

Iniziative. Il dott. Carlisi e il film "Il trapasso" di Gianni Russello; tra cinema e riflessione

 

Il dott. Carlisi e il film "Il trapasso" di Gianni Russello; tra cinema e riflessione
Guarda il video

In una recente intervista rilasciata ai microfoni di Grotte.info Quotidiano, parlando con il giornalista Carmelo Arnone, il dott. Antonio Carlisi ha condiviso i dettagli della sua recente e inaspettata esperienza cinematografica (guarda il video), offrendo al contempo profonde riflessioni sulla professione medica, la fede e l'attuale situazione mondiale.

Il dott. Carlisi e il film "Il trapasso" di Gianni Russello; tra cinema e riflessione
(Guarda il video)

L’occasione del colloquio è stata la prossima uscita dell’ultima opera di Gianni Russello, un cortometraggio intitolato "Il trapasso". Il dott. Carlisi ha raccontato con ironia come sia stato coinvolto nelle riprese quasi per caso, durante una visita in una pizzeria locale nei primi giorni di gennaio.
"Sono medico, ma non attore", era stata la sua prima risposta alla proposta della signora Rita, moglie del titolare, che cercava qualcuno per interpretare proprio il ruolo di un medico. Nonostante l’iniziale perplessità, Carlisi ha accettato la sfida, venendo "catapultato" in questa produzione diretta da Russello (riprese di Giulia Terrana e montaggio di Elisa Russello), autore già noto per diverse opere a sfondo religioso e sociale.
Il film, girato in un'antica casa del centro storico di Grotte, mette in scena il dialogo tra un uomo morente (interpretato da Salvatore Baldo) e la Morte (Vincenzo Arnone). Altre figure sono interpretate da Baldassare Terrana e Thomas Baldo. Carlisi ha descritto il protagonista come un "anziano saggio" che non teme la fine, ma rimprovera alla Morte la sua spietatezza quando colpisce bambini e giovani.
Nel ricoprire il suo ruolo, il dott. Carlisi ha voluto trasmettere l'immagine del medico condotto di una volta: non solo uno specialista, ma un amico e uno psicologo capace di stare accanto al sofferente. "La figura del medico deve sempre stare accanto all'ammalato, a maggior ragione nella fase terminale dell'esistenza", ha dichiarato. L’intervista ha poi toccato anche temi etici delicati, verso i quali Carlisi ha espresso chiaramente la sua posizione, legata anche alla sua visione cattolica: si è detto contrario all'eutanasia e al suicidio assistito, chiedendo invece un potenziamento dei servizi di cure palliative e degli hospice per sostenere degnamente i malati terminali.
Il Dottore ha ricordato con emozione gli anni della giovinezza trascorsi nell'Azione Cattolica, definita una "fucina di formazione". Ha rievocato le prime esperienze teatrali amatoriali all'oratorio e al cinema, citando figure storiche della cultura locale come il dott. Salvatore Bellavia. Ha inoltre ricordato con orgoglio il suo passato da "centurione" nelle rappresentazioni della "Pasqua degli studenti" nel 1972 e l'importanza del servizio dei ministranti nelle parrocchie di Grotte.
In conclusione, il dott. Carlisi ha rivolto lo sguardo all'attualità internazionale, citando Papa Francesco e la "guerra mondiale a pezzi" che sta martoriando il pianeta con oltre 60 focolai di conflitto, ed ha lanciato un appello affinché i potenti del mondo scelgano la via del dialogo e della sintesi.
Il cortometraggio "Il trapasso" sarà disponibile sui social e su "Grotte.info Quotidiano" a partire da domenica prossima, 29 marzo 2026, "Domenica delle Palme".

Nel video, l'intervista al dott. Antonio Carlisi
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione

23 marzo 2026
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22/03/2026

Politica. Referendum costituzionale: dati di affluenza alle urne alle ore 23.00 del 22 marzo

 

Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
Referendum

Domenica 22 e lunedì 23 marzo l’Italia è chiamata alle urne per esprimersi sul referendum costituzionale confermativo.

Dati relativi al Comune di Grotte.
Aventi diritto al voto per il referendum 2026: 4184 elettori (lista unica di uomini e donne).

Affluenza alle urne:
- alle ore 15.00 di domenica 22 marzo hanno votato 1890 elettori, pari al 45,17% degli aventi diritto;
- alle ore 23.00 di domenica 22 marzo hanno votato 1384 elettori, pari al 33,08% degli aventi diritto;
- alle ore 19.00 di domenica 22 marzo hanno votato 1034 elettori, pari al 24,71% degli aventi diritto;
- alle ore 12.00 di domenica 22 marzo hanno votato 271 elettori, pari al 6,48% degli aventi diritto.

Si ringrazia il personale dell'Ufficio Elettorale del Comune di Grotte per la disponibilità e collaborazione
.  
  

Redazione
22 marzo 2026
  


 

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22/03/2026

Pasqua 2026. Tra memoria storica e novità; il racconto dei protagonisti

 

Pasqua 2026. Tra memoria storica e novità; il racconto dei protagonisti
Guarda il video

La Settimana Santa di Grotte si prepara a tornare, confermandosi come il cuore pulsante di una comunità che fonde fede, teatro e identità (guarda il video).
In una intervista rilasciata sabato 20 marzo al giornalista Carmelo Arnone, il regista Giovanni Volpe, il nuovo interprete di Gesù, Giovanni Morreale, e il "garante della tradizione" Alessandro Sanfilippo hanno tracciato le linee guida di quella che si preannuncia come un’edizione memorabile
.

Pasqua 2026. Tra memoria storica e novità; il racconto dei protagonisti
(Guarda il video)

Giovanni Volpe, confermato alla direzione artistica, ha voluto chiarire subito il suo approccio: la Pasqua di Grotte non ha bisogno di "grandi registi", ma di cura e rispetto. "Questa festa va mantenuta così com'è perché è la nostra maniera originale di recitare l'Orioles", ha dichiarato. Volpe ha spiegato il suo intervento: piccoli aggiustamenti tecnici (luci, scenografie e spostamenti logistici) per rendere il dramma sacro più fruibile, senza però intaccare la metrica fonemica e la tradizione orale che rendono Grotte unica rispetto ad altre celebrazioni siciliane.
La novità più rilevante di quest’anno è il cambio nel ruolo principale. Giovanni Morreale, imprenditore con una lunga storia familiare legata alla festa (figlio e nipote di "Giudei"), assumerà il ruolo di Gesù. "Per me è stata una sorpresa inaspettata e all'inizio ero perplesso", ha confessato Morreale. Nonostante l'iniziale esitazione, ha accettato la sfida con profonda consapevolezza: "Spero di poter trasmettere veramente la sofferenza di Gesù e che vedano in me non solo un attore, ma una testimonianza".
Il regista ha sottolineato come questa scelta rompa l'ultimo "pregiudizio" sui ruoli, affidando una parte così centrale a un interprete che ha sempre ricoperto ruoli diametralmente opposti.
Alessandro Sanfilippo, pilastro dell'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino", ha ripercorso il legame indissolubile tra il paese e la sua Pasqua, ricordando come la passione nasca sin da bambini. Sanfilippo ha dettagliato il fitto programma della Settimana Santa: dalla Domenica delle Palme con l'ingresso a Gerusalemme, ai tradimenti di Giuda nel centro storico (lunedì e martedì), fino ai momenti culminanti del Giovedì e Venerdì Santo con la processione dell'Urna e la Crocifissione al Calvario.
È stato inoltre rievocato lo storico episodio del 1956, quando la volontà popolare e l'allora sindaco si opposero al divieto vescovile per garantire lo svolgimento della processione, a testimonianza della natura profondamente "contadina e popolare" dell'evento.
In chiusura sono state annunciate due importanti novità per l'edizione 2026. La prima riguarda l'inserimento di un momento dedicato alla Resurrezione durante la Messa di mezzanotte, una scelta simbolica forte in un periodo storico difficile. La seconda riguarda l'apparato visivo: sarà presentata una scenografia totalmente nuova, curata dall'architetto Calogero Vella.
L'appuntamento per cittadini e visitatori è fissato a partire da domenica 29 marzo 2026, per vivere una settimana di fede e tradizione che, come affermato dai protagonisti, "entra nel cuore e non esce più".

Nel video, l'intervista ai protagonisti
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione

22 marzo 2026
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21/03/2026

Iniziative. "Una poesia per la pace"; oggi alla Fondazione "Sciascia" di Racalmuto

 

"Una poesia per la pace"
Locandina

Oggi, sabato 21 marzo alle ore 17.30, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, presso la Fondazione "Leonardo Sciascia" di Racalmuto si terrà la Cerimonia conclusiva della XVIII edizione del Premio Nazionale "Una Poesia per la Pace", promosso dall’Associazione "Un Sogno per Domani" con il patrocinio del Comune di Racalmuto e dell’Assemblea Regionale Siciliana.

"Una poesia per la pace"
(Locandina)

La cerimonia di premiazione si aprirà con i saluti del sindaco di Racalmuto e presidente della Fondazione Sciascia, avv. Calogero Bongiorno, e dell’on. Rosellina Marchetta. A introdurre i lavori sarà Nicolò Macaluso, presidente dell’associazione organizzatrice, mentre il coordinamento sarà affidato a Viviana Caparelli.
Accanto ai premi destinati ai poeti vincitori del concorso nazionale che saranno svelati nel corso della manifestazione, spazio anche ai giovani alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “Leonardo Sciascia” di Racalmuto e Grotte, protagonisti di un percorso didattico dedicato ai temi della pace attraverso il disegno e la creatività in versi.
Tra i momenti più attesi dell'evento il conferimento del Premio Speciale alla Carriera a Giuseppe Giacalone, in arte Jaka, figura storica del reggae italiano e da sempre portavoce di messaggi di pace, fratellanza e rispetto.
"Questo riconoscimento alla carriera che ho fortemente proposto, premia non solo un percorso artistico di grande rilievo e coerenza ma soprattutto un uomo e un artista che ha fatto della musica un ponte positivo tra culture e generazioni diverse" ha affermato il poeta Gero Miceli in qualità di presidente di Giuria, sottolineando anche come questa XVIII edizione confermi la crescita del Premio e la capacità della poesia di parlare al presente con profondità e coraggio. E infine conclude: "In tempi storici come questo, dove da più parti ormai soffiano brutti venti di guerra, la responsabilità culturale e civile che portano con sé gli artisti e il nostro Premio dedicato alla Pace, sono preziosi gesti di resistenza luminosa e umana".
La manifestazione è aperta al pubblico sino a esaurimento posti
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Redazione
21 marzo 2026 
  


 

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21/03/2026

Politica. Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: come e dove votare

 

Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
Referendum

Scheda del referendum
Scheda
 

Nei giorni di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum costituzionale confermativo.

Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo
(Referendum 2025)

Sarà possibile recarsi alle urne domenica 22 marzo dalle 07.00 alle 23.00 e lunedì 23 marzo dalle 07.00 alle 15.00.
Dove votare?
L'indirizzo della scuola ed il numero del seggio dove votare sono scritti sulla prima pagina della tessera elettorale.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo il completamento delle operazioni di votazione e di riscontro delle persone che hanno votato.
Per esercitare il diritto di voto occorre presentarsi con un documento d’identità e con la tessera elettorale.
In caso di esaurimento degli spazi, furto o smarrimento della tessera o mancata ricezione della stessa è possibile chiederne il duplicato presso l'Ufficio elettorale del Comune che rimarrà aperto per tutta la durata della consultazione referendaria.
Il referendum dei prossimi giorni è regolato dall’articolo 138 della Costituzione: si tratta di un referendum costituzionale, volto a confermare o respingere una legge di revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento.
A differenza del referendum abrogativo, il referendum ex art. 138 ha carattere confermativo, ossia consente a cittadine e cittadini di pronunciarsi sull’entrata in vigore di una modifica costituzionale. 
Altra caratteristica rilevante del referendum costituzionale è l’assenza del quorum di partecipazione (è valido qualunque sia il numero dei votanti): l’esito del referendum determina l’entrata in vigore della legge costituzionale in caso di prevalenza dei voti favorevoli, la mancata promulgazione della legge in caso di prevalenza dei voti contrari
.

Scheda del referendum
(Scheda del referendum)

Per votare occorre tracciare sulla scheda con la matita un segno (di solito una "X") sulla risposta prescelta e, comunque, nel rettangolo che la contiene:
- tracciando un segno sul “SÌ” si esprime la volontà di CONFERMARE il testo della norma sottoposta a Referendum;
- tracciando un segno sul “NO” si esprime la volontà di NON CONFERMARE il testo della norma sottoposta a Referendum.
Di seguito il contenuto del quesito referendario:
Approvate il testo della legge  di  revisione  degli  artt.  87, decimo comma, 102, primo comma, 104,  105,  106,  terzo  comma,  107, primo comma, e 110 della  Costituzione  approvata  dal  Parlamento  e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento  giurisdizionale  e  di  istituzione della Corte disciplinare"?
Una novità: a partire da questa consultazione elettorale, nella documentazione propedeutica all'espressione del voto presente in ogni sezione elettorale (liste di sezione), le elettrici e gli elettori non sono più suddivisi per genere maschile e femminile, ma in due elenchi separati e ordinati per cognome in ordine alfabetico (A-L e M-Z)
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Carmelo Arnone
21 marzo 2026
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19/03/2026

Pasqua 2026. "Tra Fede e Tradizione": personaggi e interpreti della Settimana Santa grottese

 


Manifesto

I volenterosi e talentuosi giovani di Grotte ripropongono, per le prossime festività pasquali - con un cartellone intitolato "La Pasqua di Grotte - Tra Fede e Tradizione" - le consuete rappresentazioni sentite e radicate nella tradizione locale: “L'Ingresso di Gesù a Gerusalemme”, “L'Addio tra Gesù e Maria”, “L’Ultima Cena”, “L’Arresto di Gesù”, il “Rinnegamento di Pietro” e la “Morte di Giuda” (al termine, nel giorno del Giovedì Santo, la processione dell'urna con il simulacro del Cristo in deliquio, senza la corona di spine, dalla chiesa madre al Calvario), “Processo e condanna di Cristo”, “Li Caduti” (tradizionale reinterpretazione della via crucis), “Li Rieciti” (nella sera del Venerdì santo, al Calvario, a cui farà seguito la processione dell'urna con il simulacro del Cristo morto, dal Calvario alla chiesa Madre), "La Risuscita" (in chiesa Madre, durante la Veglia di Pasqua), “L'Incontro tra Maria e il Risorto”.


(Manifesto)

L'iniziativa è curata dall'Associazione di Promozione Sociale (APS) "Gruppo dei Giudei A. Infantino" e si avvale del patrocinio del Comune di Grotte e della Regione Siciliana, attraverso gli Assessorati del Turismo, Sport e Spettacolo e dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.
La direzione artistica e la regia sono affidate a Giovanni Volpe, che coordina un ampio gruppo di interpreti locali. Il ruolo di Gesù è ricoperto da Giovanni Morreale.
I personaggi principali che lo accompagnano nella narrazione sono: Pietro (Santo Alaimo), Giovanni (Antonio Neglia), Giacomo (Alessio Pilato) e Giuda (Salvatore Baldo).
La vicenda coinvolge numerosi altri interpreti nei ruoli storici e biblici: Calogero Vella interpreta Pilato, mentre Ausilio Polifemo veste i panni di Caifas. Troviamo poi Fabio Cipolla (Centurione), Gaetano Puma (Nizec), Nuccio Morgante (Putifar) e Alfonso Terrana (Rubinit). Altri ruoli maschili sono rivestiti da Alessandro Sanfilippo (Misandro), Giuseppe Messina (Stelle), Pietro Arnone (Malco), Agostino Parrinello (Rabam), Baldassare Terrana (Longino), Domenico Vizzini (Giuseppe) e Alessio La Mendola (Nicodemo).
Le figure femminili centrali sono interpretate da Isabella Villani (Maria), Noelia Cimino (Maddalena) e Alessandra Amormino (nel doppio ruolo di Veronica e Abra). Loyde Puma interpreta l'Angelo.
Il cast si completa con Filippo Costanza (Simon Lebbroso), Salvatore Parrinello (Celidio), Giovanni Napoli (Barabba), Sunny Onyenkomaka (Cireneo), Raimondo Cacciatore (Nitor), Chiara Zambito (Darel), Alfredo Vizzini (Giovinetto) e Davide La Mendola (Zera).
Non mancano le Pie Donne: Cleofe Lauricella, Mara Sanfilippo, Carla Lo Brutto, Elena Zambito, Sharon Macaluso e Ginevra Castronovo.
Infine i Popolani: Salvatore Spitali, Tonino Puma, Giuseppe Selvaggio, Salvatore Bellanca, Claudio Brucculeri e Tonino Antonucci.
Gli appuntamenti pasquali rappresentano sempre un importante momento di aggregazione per la comunità di Grotte, attraverso la forza evocativa della rappresentazione teatrale e del folklore religioso.
La Pasqua di Grotte - festività più importante del paese - si riconferma ricca di tradizione; un'occasione unica per immergersi nella cultura popolare e rivivere nello spettacolo i momenti cruciali della fede cristiana
. 
 

Carmelo Arnone
19 marzo
2026   
© Riproduzione riservata.
  

 

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19/03/2026

Editoria. A Siracusa presentazione della raccolta "Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro

 

A Siracusa presentazione della raccolta "Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro
Locandina

Oggi, giovedì 19 marzo 2026, alle ore 17.30, nei locali dell’Istituto Comprensivo Elio Vittorini (in Via Regia Corte 15, a Siracusa) si terrà un incontro dedicato alla poesia di Aristotele Cuffaro.

A Siracusa presentazione della raccolta "Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro
(Locandina

L’iniziativa fa parte del programma della Stagione Culturale 2026 ed è curata dall'Associazione Christiane Reimann insieme all'Associazione Giornalisti Pensionati Siciliani. Al centro dell'incontro ci sarà la presentazione del libro "Muzzicuna", una raccolta di poesie scritte in lingua siciliana con traduzione a fronte, pubblicata dalla casa editrice Medinova all'interno della sua collana dedicata alla poesia.
Il volume si avvale dei contributi di Tommaso Romano, autore della prefazione, e di Gianfranco Iannuzzo, che ne ha curato l'introduzione.

Per approfondire i temi dell'opera e dialogare con l'autore, interverranno tre relatori: la scrittrice Elvira Siringo, il giornalista Pippo Cascio e l'editore Antonio Liotta
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Redazione
19 marzo 2026 
  


 

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19/03/2026

Volontariato. Avis Grotte: ieri la 7^ giornata di donazione; non è andata male

 

Giornata di donazione di sangue
AVIS Grotte

Ieri pomeriggio, mercoledì 18 marzo 2026, nella nostra sede AVIS di Via Francesco Ingrao n. 92/94 a Grotte (vedi il sito ufficiale), abbiamo dato vita alla 7^ giornata di donazione e, sapendo in partenza che nel mese saranno 3 le giornate di donazione, possiamo dire che non è andata proprio male.

Giornata di donazione di sangue

Infatti a fine serata i numeri sono stati:
- 7 donazioni;
- 1 prima donazione;
- 1 controllo annuale.
Le prossime giornate di donazione del 2026 saranno sempre tutte le seconde e quarte domeniche di ogni mese, inoltre ci saranno anche i seguenti mercoledì pomeriggio:  15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22 luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Vi aspettiamo sempre più numerosi. 
 

Pietro Zucchetto
19 marzo 2026 
  


 

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18/03/2026

Referendum. "L'indipendenza dei magistrati non è un privilegio: è una garanzia per i cittadini"; di Piero Calamandrei

 


Calamandrei

In merito al dibattito in atto sul tema referendario proponiamo, di seguito, l'intervento di Piero Calamandrei all'Assemblea Costituente, del 27 novembre 1947.

*****

«Si è parlato, in questi giorni, da vari oratori, del pericolo che la magistratura diventi un "quarto potere"; si è parlato del pericolo che la magistratura diventi una casta chiusa, uno Stato nello Stato, una specie di cittadella inespugnabile, sottratta ad ogni controllo della sovranità popolare.
Ebbene, onorevoli colleghi, io credo che queste preoccupazioni siano smentite dalla struttura stessa che noi abbiamo dato a questo progetto. Noi abbiamo voluto che la magistratura fosse indipendente, ma non abbiamo voluto che fosse separata dalla nazione. L'indipendenza che noi rivendichiamo per i magistrati non è un privilegio dei magistrati: è una garanzia dei cittadini.
Perché il cittadino sia libero, occorre che il giudice sia indipendente.
Ma v'è un punto su cui la discussione è stata più viva: quello del Pubblico Ministero. Si è detto da alcuni: "Sia pure l'indipendenza per il giudice che giudica; ma il Pubblico Ministero, che è il promotore della giustizia, che è l'organo che deve dare l'impulso al processo, deve essere in qualche modo collegato al Potere esecutivo".
Noi abbiamo risposto di no. Abbiamo risposto che anche il Pubblico Ministero deve essere un magistrato; che anche il Pubblico Ministero deve avere le stesse garanzie di indipendenza del giudice. Perché se voi lasciate il Pubblico Ministero sotto la dipendenza del Governo, voi venite a mettere la giustizia penale sotto la dipendenza della politica.
Se il Pubblico Ministero deve attendere un cenno del Ministro per sapere se deve o non deve iniziare un processo penale contro un uomo politico, se deve o non deve insistere nell'accusa, in quel momento la giustizia penale è finita, e la libertà del cittadino è perduta.
Il Pubblico Ministero, nell'ordinamento che noi abbiamo tracciato, non è l'avvocato dell'accusa: è un magistrato, il quale ha l'obbligo di cercare la verità, anche se la verità giova all'imputato.
Egli appartiene all'ordine giudiziario; egli respira la stessa aria di imparzialità che respira il giudice.
Questa è l'unità della magistratura che noi abbiamo voluto difendere: l'unità che deriva da una comune cultura, da un comune concorso, da una comune coscienza di magistrato che non deve servire nessun altro padrone se non la legge».
Piero Calamandrei

Redazione
18 marzo 2026
  

 

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18/03/2026

Chiesa. Parrocchia Madonna del Carmelo: triduo in onore di San Giuseppe

 

Parrocchia Madonna del Carmelo: triduo in onore di San Giuseppe
Locandina

La parrocchia Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, a Grotte, ha reso note le attività previste per ricordare San Giuseppe, patrono dei papà. Il parroco don Sergio Sanfilippo invita la comunità a partecipare ai momenti di preghiera che si tengono in chiesa in questi giorni.

Parrocchia Madonna del Carmelo: triduo in onore di San Giuseppe
(Locandina)

Dallo scorso lunedì 16 a oggi, mercoledì 18 marzo, è in svolgimento un triduo di preghiera, secondo questi orari:
- ore 17.15, preghiera del santo Rosario dedicata a San Giuseppe;
- ore 18.00, celebrazione della santa Messa.
Per la giornata di giovedì 19 marzo - festa liturgica di San Giuseppe - sono previsti due diversi momenti:
- ore 09.00, celebrazione della prima santa Messa del mattino;
- ore 18,00, santa Messa solenne presieduta da don Salvatore Raso, assistente spirituale diocesano dei gruppi di Volontariato Vincenziano.

  
Redazione
18 marzo 2026 
        

 

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17/03/2026

Iniziative. Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"

 

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
Guarda il video

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
2006: inaugurazione

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
Con don Baldo Reina

Giovedì 19 marzo 2026 - Festa di San Giuseppe - l’attività commerciale gestita dalla famiglia Agnello raggiunge il traguardo dei vent’anni di lavoro (guarda il video). Ai microfoni di Carmelo Arnone, l’imprenditrice Anna Agnello ha raccontato come questa realtà sia cresciuta nel tempo, partendo da un percorso iniziato molto prima, nel 1975.

Anna Agnello: "Giovedì 19 marzo il 20° anniversario della nostra attività"
(Guarda il video)

In quell’anno i suoi genitori aprirono “Il Mercatino” in piazza Marconi, a Grotte, che si occupava principalmente della vendita di polli allo spiedo.
Oggi l’impresa coinvolge diverse persone della famiglia, tra cui le sorelle Patrizia ed Helenia e i cognati, che portano avanti i valori trasmessi dai fondatori.
Nel corso degli anni la struttura ha cambiato diverse insegne, sino ad arrivare all’attuale collaborazione con la famiglia Radenza.
Secondo quanto spiegato da Anna Agnello, il lavoro si basa sulla collaborazione di una squadra affiatata e sul rapporto di fiducia costruito con i cittadini.
Oltre agli abitanti di Grotte, il supermercato è frequentato regolarmente anche da persone che arrivano dai comuni vicini, come Racalmuto e Comitini.
Per ricordare questo traguardo sono state previste alcune giornate particolari, da giovedì a sabato.
Nella mattina di giovedì 19 marzo è prevista una colazione per accogliere chiunque voglia passare in negozio. Inoltre, per tre giorni sarà disponibile un volantino con prezzi scontati e verrà consegnato un piccolo regalo a chi andrà a fare la spesa.
L'invito della famiglia Agnello è rivolto a tutti coloro che negli anni hanno sostenuto l'attività con la loro presenza.
Nel video, l'intervista ad Anna Agnello
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione

17 marzo 2026
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17/03/2026

Referendum. "Una possibile mutazione genetica della magistratura; inviterei alla riflessione"; del dott. Filippo Lo Presti

 

Dott. Filippo Lo Presti
Dott. Lo Presti

Consegna della Costituzione ai neo diciottenni
Cerimonia

Il dott. Filippo Lo Presti - giudice presso il Tribunale di Palermo - ci offre degli spunti di riflessione in merito al dibattito in atto sul tema referendario.

*****

Egregio Direttore (carissimo Carmelo),
scrivo queste poche righe con un po' di timidezza e con la consapevolezza che nel delicato contesto attuale ogni “fuoriuscita” pubblica porta con sé, innanzitutto, il rischio grave della vanità personale - che ho sempre cercato di rifuggire - e più in generale, quello dell’essere strumentalizzati, disprezzati da parte di chi la pensa diversamente (mi sembra che ormai il livello sia quello, del disprezzo, appunto) o, peggio ancora, della ritorsione (a ogni livello).
I magistrati singoli o associati, si dice, non dovrebbero interferire nel dibattito, avendo giurato di obbedire alla legge qualunque essa sia. La sovranità appartiene al Popolo rappresentato nel Parlamento, punto e basta.
Condivido tale impostazione, consapevole di aver giurato sulla Costituzione democratica, pluralista, emersa dalle ceneri di un totalitarismo finalmente superato.
Qui però, si tratta di altro! Si tratta, molto probabilmente, di una possibile mutazione genetica della magistratura
.

Consegna della Costituzione ai neo diciottenni
(Cerimonia di consegna della Costituzione ai neo diciottenni, 11 ottobre 2025)

Perciò, nonostante io sia un magistrato giudicante, ho deciso di superare le iniziali remore: ed eccomi qui coinvolto volontariamente all’interno di una campagna referendaria che, avendo risvegliato il più che naturale e istintivo timore verso il giudizio, è alimentata dal sospetto contro coloro che umanamente esercitano il potere giudiziario.
Premetto che la terribilità del giudizio è percepita in tutta la sua serietà e severità anche dai giudici e dai pubblici ministeri. Nessuno giudica a cuor leggero o “a piacere”; la decisione è sempre frutto di regole trasparenti, preesistenti, la cui interpretazione finale rispetto al singolo caso concreto costituisce approdo di una dialettica razionale, non sentimentale, che coinvolge tutti gli interessati.
Approfittare della campagna referendaria per una generica e spesso pericolosa critica nei confronti della magistratura è stato un modo per snaturare il dibattito, distraendolo dalle tematiche veramente sensibili: nulla questa riforma ha a che fare con l’efficienza o con la “giustizia” dei processi.
Tra i temi che classicamente animano il dibattito sulla giustizia, la riforma costituzionale ne intercetta soltanto su alcuni:
1) separazione delle carriere - MA SI BADI - senza mutamento della funzione dei PM (e qui secondo me si cela una certa ambiguità);
2) funzionamento del CSM con particolare attenzione prospettica a come si decideranno gli avanzamenti di carriera (e relativa elezione dei componenti, questione che però non mi appassiona);
3) concentrazione del potere disciplinare in capo a un nuovo Organo costituzionale (questione ovviamente pregiudiziale rispetto alla seconda).
Per me, che sono grottese, sono anche temi “racalmutesi”, cioè sciasciani. Sciascia è stato notoriamente critico verso un uso imprudente del potere di indagine (penso, tra l’altro, alla prefazione Sellerio alla Storia della colonna infame di Manzoni e ai suoi interventi sul caso Tortora) e ancor più critico rispetto alle logiche, talvolta impiegate, nel decidere l’avanzamento in carriera dei magistrati (basti rileggere le sue pagine contro i “professionisti dell’antimafia”).
Ebbene: il punto è che, con riguardo a tali argomenti, a seconda di come si intervenga normativamente, l’effetto può essere - oppure no - quello di una vera e propria “mutazione genetica” della funzione giurisdizionale.
Ho ascoltato e letto con interesse alcuni studiosi, secondo i quali votare Sì servirebbe, in fin dei conti, a un “cambio di mentalità”. E, invero, non vedo ragioni tecniche che giustifichino davvero la separazione delle carriere lasciando le funzioni invariate - se non una, importantissima: creare il presupposto logico per scindere e riorganizzare gli snodi dell’autogoverno e, soprattutto, della giurisdizione disciplinare, esternalizzando il relativo potere, per poi scomporlo mediante collegi composti separatamente da PM e giudici.
L’art. 105 della Costituzione che verrà, infatti, è molto chiaro sul punto (anche se non se ne parla): con l’impiego della disgiuntiva “o” stabilisce la futura articolazione dell’Organo tra collegi costituiti per giudicare i PM (3 PM e 6 membri eletti dal Parlamento) e collegi chiamati a giudicare i giudici (6 e 6). E ciò con buona pace di quanto sin qui detto nel dibattito pubblico circa la maggioranza comunque garantita ai magistrati nel loro organo di “auto disciplina”; la maggioranza non ci sarà mai, punto.
Cambio di mentalità dicevo. Io, per natura, sono propenso ai cambiamenti di mentalità ma ho bisogno di rifletterci molto e di capire bene.
Se si parla di “cambio di mentalità”, allora conviene partire dal tema-base: separare le carriere dei magistrati del Pubblico Ministero da quelle dei giudicanti senza cambiare anche la funzione dei primi. Già questo, confesso, fatico a comprenderlo fino in fondo: mi sembra la forma di un’incompiuta destinata, prima o poi, a compiersi.
Allo stato, separare le carriere significa soprattutto incidere sull’autogoverno: due Consigli, programmi organizzativi degli uffici, regole di accesso e di formazione, percorsi separati nella Scuola Superiore della Magistratura. E significa interrompere un ciclo virtuoso che ha consentito a sensibilità diverse - fuori dal processo - di confrontarsi mantenendo un’unitaria “mentalità della prova”.
Ed ecco quella che mi pare l’eterogenesi dei fini: il cambio di mentalità potrebbe incidere proprio su ciò che oggi consente, non di rado, al PM di chiedere l’assoluzione anche dopo avere chiesto (e magari ottenuto) una cautelare. È noto agli addetti ai lavori - benché oggi, per spirito di propaganda, se ne tenga poco conto - quanto sia diversa la limitazione temporanea della libertà del “presunto innocente gravato però da indizi seri” dalla condanna al carcere di chi risulti colpevole oltre ogni ragionevole dubbio, all’esito del processo. Gli indizi gravi valutati in indagine, infatti, non sempre si sviluppano in prove nel dibattimento.
E allora mi pongo domande concrete: come verrà regolato l’accesso in magistratura per i PM? Come il Consiglio dei soli pubblici ministeri organizzerà i propri uffici? Come opererà, in concreto, il PM nel processo? Siamo sicuri che questo cambio di mentalità non si tradurrà, per il PM, in un modo nuovo e inaspettato di esercitare la funzione?
Il PM è già oggi parte - parte uguale al difensore - perché gravato (più del difensore, data la presunzione di innocenza) dall’onere della prova e dal rispetto delle regole processuali. Ma, anche così, deve restare “terzo” durante tutto il procedimento: operare senza passione, per la ricerca della verità. A differenza del difensore o dell’imputato, non può ricostruire i fatti secondo un’elaborazione utile alla propria tesi; deve attenersi alla verità dei fatti.
Come si compirà, infine, lo sviluppo della riforma?
Su questo rifletto, anche alla luce del contesto che percepisco.
E su questo - se posso permettermi - inviterei alla riflessione, caro Direttore.
Mi spingo persino oltre, prendendomi il lusso di suggerire, ancora una volta, la lettura di Sciascia e, in particolare, di Porte aperte.
Un abbraccio.

Filippo Lo Presti

17 marzo 2026
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15/03/2026

Volontariato. 36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi

 

36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi
Guarda il video

36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi
Foto di gruppo

Stamattina, domenica 15 marzo 2026, l’Aula consiliare “Antonio Lauricella” del Comune di Grotte ha ospitato la 36ª Assemblea Provinciale dell’Avis di Agrigento (guarda il video). Accolti dal Presidente dell'Avis di Grotte, Pietro Zucchetto, i delegati hanno partecipato ai lavori alla presenza del presidente provinciale Domenico Allegro e del presidente Avis regionale della Sicilia Salvatore Calafiore.

36^ Assemblea provinciale AVIS; a Grotte si discute di solidarietà e nuovi traguardi
(Guarda il video)

Durante la riunione, i rappresentanti dell’associazione e le autorità locali si sono confrontati sulle attività svolte e sui risultati raggiunti nella raccolta di sangue sul territorio.
Uno dei punti centrali dei saluti iniziali ha riguardato la crescita costante delle donazioni nel comune di Grotte. Come sottolineato dal sindaco Alfonso Provvidenza e dal presidente dell’Avis locale, Pietro Zucchetto, i dati mostrano un impegno concreto dei cittadini: nel 2025 sono state raccolte 554 sacche di sangue, superando l'obiettivo delle 500 sacche raggiunto l'anno precedente. Questo incremento è stato possibile grazie all'introduzione di turni di donazione pomeridiani durante i giorni feriali.
Il presidente del Consiglio comunale, Angelo Carlisi, ha evidenziato come l’attività dell’Avis rappresenti un esempio pratico di collaborazione tra pubblica amministrazione e terzo settore. L’assessore Giusy Minneci ha confermato la disponibilità dell’Amministrazione comunale a sostenere i volontari, mettendo a disposizione gli spazi istituzionali per favorire la cultura del dono.
Figura chiave per la nascita dell'Avis di Grotte, avvenuta nel 2019, è stato Pietro Zucchetto - primo ed attuale presidente comunale -.
Presenti i vertici del Direttivo provinciale e numerosi rappresentanti delle sezioni comunali del territorio, arrivati anche da paesi distanti come Bivona, Santo Stefano Quisquina e Campobello di Licata.
Nel corso dei vari saluti iniziali, un passaggio significativo è stato dedicato alle famiglie dei volontari. È stato infatti espresso un ringraziamento particolare ai coniugi dei donatori e dei dirigenti, il cui supporto quotidiano è ritenuto indispensabile per permettere ai soci di dedicare tempo e fatiche alle attività associative.
L'assemblea si è conclusa con l'auspicio di continuare a migliorare i risultati provinciali attraverso il confronto tra le diverse sedi comunali. L'obiettivo resta quello di rafforzare il senso di comunità e garantire una risposta sempre più efficace ai bisogni sanitari attraverso la donazione di sangue.
Nel video, in ordine: i saluti del sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, del presidente del consiglio comunale Angelo Carlisi, dell'assessore al Volontariato Giusy Minneci, del presidente Pietro Zucchetto; intervento (sintesi) del presidente AVIS provinciale Domenico Allegro
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Carmelo Arnone

15 marzo 2026
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15/03/2026

Politica. "Invitare i cittadini a votare pro o contro la magistratura non ha senso; solo degli imbecilli potevano riuscirci"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

La Costituzione non è intoccabile. Madri e padri costituenti hanno previsto, in modo lungimirante, che potesse essere modificata in ragione del mutare dei tempi, prevedendo, però, alcuni accorgimenti e garanzie per evitare che una maggioranza risicata potesse piegarla ad interessi di parte.
Tra questi il ricorso al referendum confermativo in caso di approvazione di una legge di rango costituzionale senza una maggioranza qualificata in parlamento.
Prima del governo Meloni altri hanno tentato, fallendo alla prova del voto popolare.
È probabile che anche stavolta finisca allo stesso modo, ma in ogni caso, rimane aperta una questione di fondo: destra e sinistra si equivalgono nell'incapacità di trovare una larga intesa per correggere ciò che obiettivamente andrebbe rivisto.
La necessità di accelerare i tempi delle decisioni, del percorso di approvazione delle leggi, ad esempio, meriterebbe una rivisitazione del bicameralismo perfetto.
Queste ed altre modifiche andrebbero concordate, come andrebbe concordata, senza toccare la costituzione, una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliersi i parlamentari attraverso le preferenze.
Purtroppo il livello della classe politica è sceso talmente in basso che il confronto è ridotto ad un teatrino che non riesce più a guardare agli interessi del Paese.
È sinceramente imbarazzante ascoltare ministri della difesa o degli esteri che balbettano idiozie di fronte di crisi internazionali gravissime o deliranti capi di gabinetto del ministro della Giustizia che definiscono la magistratura "plotone d'esecuzione".
Ed è altrettanto imbarazzante un'opposizione che si ostina a difendere l'esistente senza comprendere che la società e il mondo sono profondamente cambiati o che non tutti i magistrati sono eroi e in buona fede.
Fra una settimana voteremo per un referendum su una riforma che è profondamente sbagliata, non perché alcune storture non andrebbero corrette, ma perché lo si vuole fare nel modo peggiore.
Un po' di buon senso avrebbe evitato di invitare i cittadini a pronunciarsi pro o contro la magistratura, cosa che in un paese civile e democratico non ha assolutamente senso.
Solo degli imbecilli potevano riuscirci e in queste settimane di campagna elettorale ne abbiamo ascoltati a bizzeffe.
Se la riforma dovesse essere approvata dalla maggioranza di chi andrà a votare, comincerà un percorso che punta ad assoggettare i giudici al potere dell'esecutivo. Se dovesse essere bocciata, come pure è auspicabile, rimarrebbe aperta la questione di come ricondurre la magistratura nell'alveo delle prerogative che la Costituzione aveva affidato loro e che, da alcuni decenni, sono obiettivamente trasondate.
In ogni caso, nessun problema verrà risolto: non quello dell'efficienza e della celerità della giustizia, non quello della corruzione e dell'incapacità dei politici e soprattutto non quello della tutela dei più deboli dallo strapotere dei potentati economici che controllano l'economia e ai quali magistratura e politica sono ormai asserviti.
È sul terzo articolo della Costituzione che dovremmo invece riflettere: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali?
Sono stati rimossi tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana?
Ecco, la Costituzione non è intoccabile, andrebbe attuata e attualizzata, ma chi dovrebbe farlo?
Certo non i dirigenti di questa destra che faticano a riconoscervisi e purtroppo non i dirigenti di questa sinistra che hanno dimenticato che la propria missione non è quella di tutelare i propri privilegi.

  
Enzo Napoli
15 marzo 2026
  

 

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15/03/2026

Iniziative. Il regista Leandro Picarella al "Cineforum - Città di Grotte" 2026

 

Il regista Leandro Picarella al "Cineforum - Città di Grotte" 2026
Locandina

Giovedì 19 marzo 2026, alle ore 08.30, all'interno del plesso "V. E. Orlando" in Via Acquanova a Grotte si terrà la proiezione della pellicola "Sciatunostro", l'ultima opera del regista Leandro Picarella. L’iniziativa è inserita nella programmazione del Cineforum "Città di Grotte" 2026 ed è stata organizzata dall'Associazione "Nino Martoglio" di Aristotele Cuffaro, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di Racalmuto e Grotte guidato dalla dirigente scolastica prof.ssa Carmen Campo. Il film, prodotto da Qoomoon insieme a Rai Cinema e Albedo Production, arriva sullo schermo dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025.

Il regista Leandro Picarella al "Cineforum - Città di Grotte" 2026
(Locandina)

Leandro Picarella, nato ad Agrigento nel 1984, è un regista e sceneggiatore che ha incentrato gran parte del suo lavoro sul rapporto tra l'uomo, il mito e i territori della Sicilia. Dopo una formazione in Musicologia e Cinema a Palermo e Firenze, si è diplomato in Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra i suoi lavori più noti si ricordano: Triokala (2015), un documentario che esplora il confine tra religione e magia in un piccolo borgo siciliano, e Divinis (2020), opera che continua la sua indagine antropologica e poetica sulla realtà dell'isola. Il suo stile è caratterizzato da una narrazione lenta e curata, che preferisce l'osservazione dei luoghi e dei gesti quotidiani rispetto ai ritmi frenetici del cinema commerciale.
Il titolo del film, "Sciatunostro" (termine che in siciliano significa letteralmente "respiro nostro", usato spesso come espressione di affetto profondo), anticipa i temi della pellicola. Il racconto si sviluppa come una riflessione sulla memoria collettiva e sulle radici di una comunità. Attraverso immagini che fondono il documentario e la finzione, Picarella esplora il legame tra le generazioni e il respiro vitale che unisce le persone ai luoghi che abitano. È un viaggio visivo che cerca di dare un volto e una voce a ciò che resta delle tradizioni in un mondo che cambia velocemente
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Carmelo Arnone
15 marzo 2026
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14/03/2026

Università. Auguri alla dott.ssa Amalia Vella, per la sua laurea magistrale

 

La dott.ssa Amalia Vella
Dott.ssa Vella

Un nuovo traguardo accademico per la dott.ssa Amalia Vella che lo scorso mercoledì 11 marzo 2026, ha conseguito la laurea magistrale in Biologia Molecolare e della Salute presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell'Università degli Studi di Palermo, con il voto finale di 110/110 con lode.

La dott.ssa Amalia Vella
(La dott.ssa Amalia Vella)

La dott.ssa Vella ha discusso una tesi, presentata dalla relatrice prof.ssa Simona Terzo, dal titolo "Effetti neuroprotettivi del frutto di Opuntia Ficus-Indica in topi con obesità dieta indotta: ruolo del microbiota intestinale".
Dalla nostra Redazione, ai genitori Pietro e Nuccia vivissime congratulazioni; alla dott.ssa Amalia Vella, i migliori auguri per un radioso proseguimento di carriera e i complimenti per il brillante risultato raggiunto.

  
Redazione
14 marzo 2026 
© Riproduzione riservata.
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14/03/2026

Iniziative. A Grotte la terza edizione della Mostra dedicata alle tradizioni pasquali

 

A Grotte la terza edizione della Mostra dedicata alle tradizioni pasquali
Locandina

Domenico Vizzini e Nicolas Salvaggio
Vizzini e Salvaggio
 

La Chiesa del Purgatorio di Grotte sarà ancora la cornice della terza edizione della "Mostra Pasquale". L’iniziativa è curata e organizzata dall'APS "Gruppo dei Giudei  - Andrea Infantino" e dall'Associazione "Santa Venera Città di Grotte", con l'obiettivo di esporre al pubblico elementi significativi della tradizione locale legata alla Settimana Santa.

A Grotte la terza edizione della Mostra dedicata alle tradizioni pasquali
(Locandina)

L'allestimento, anche quest'anno, è affidato a Domenico Vizzini e Nicolas Salvaggio, che si sono occupati della disposizione degli oggetti e dei materiali all'interno dell'edificio sacro.
Le due edizioni precedenti hanno riscosso notevole interesse da parte della comunità, nonché degli emigrati e dei numerosi turisti che, in occasione delle rappresentazioni della Settimana Santa, vengono in paese.
Nella precedente esposizione erano stati mostrati gli abiti storici utilizzati dal Gruppo dei Giudei "Andrea Infantino", insieme a una serie di documenti e fotografie d'epoca che raccontavano la storia delle rappresentazioni sacre nel comune. Anche per questa nuova edizione, l'intento resta quello di offrire un percorso visivo che permetta di osservare da vicino i simboli della Pasqua grottese. Accanto ai costumi di scena utilizzati nelle rappresentazioni, la vera protagonista della mostra è senza dubbio la storica Urna. Questo manufatto di grande valore affettivo e culturale, un tempo fulcro delle processioni del Giovedì e del Venerdì Santo sino alla metà del secolo scorso, viene eccezionalmente esposto al pubblico, offrendo uno sguardo inedito su un passato di devozione popolare.
L'apertura è fissata per sabato 28 marzo 2026, a partire dalle ore 19.00. Una volta inaugurata, la mostra resterà aperta alle visite ogni giorno sino a domenica 5 aprile
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Carmelo Arnone
14 marzo 2026   
© Riproduzione riservata
  

 

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14/03/2026

Chiesa. Dal 20 marzo, esercizi spirituali in Chiesa Madre con padre Emanuele Zippo

 

Dal 20 marzo, esercizi spirituali in Chiesa Madre con padre Emanuele Zippo
Locandina

La comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Grotte, guidata dal parroco don Salvatore Zammito, vivrà un periodo di riflessione e preghiera in preparazione alla Pasqua. Da venerdì 20 a domenica 22 marzo 2026, si terranno gli esercizi spirituali di Quaresima, dettati da padre Emanuele Zippo.
Padre Zippo ricopre i ruoli di Rettore del Santuario dell'Addolorata e Superiore dei Padri Passionisti a Mascalucia, oltre a essere esorcista per la diocesi di Catania. Sarà lui a tenere tutte le catechesi previste dal programma
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Dal 20 marzo, esercizi spirituali in Chiesa Madre con padre Emanuele Zippo
(Locandina)

Il calendario degli incontri è suddiviso nelle tre giornate.
Venerdì 20 marzo, le attività iniziano nel pomeriggio, alle ore 17.30, con il santo Rosario animato da padre Zippo. Seguirà, alle 18.00, la santa Messa accompagnata dalla prima catechesi. Dalle 19.00 alle 20.00 è previsto uno spazio dedicato all'adorazione personale del Santissimo Sacramento e alle confessioni con il predicatore. La giornata si concluderà alle ore 21.00 con la preghiera di lode.
Sabato 21 marzo, si comincia alle ore 09.00 con le Lodi, la santa Messa e la seconda catechesi. Successivamente, dalle 10.00 alle 12.00, ci sarà un nuovo momento di adorazione e la possibilità di confessarsi. Alle 12.00 si reciterà l'Angelus. Nel pomeriggio, alle 15.30, il gruppo parrocchiale e padre Zippo guideranno la coroncina alla Divina Misericordia. Dalle 16.00 alle 18.00, oltre all'Adorazione e alle confessioni, padre Zippo sarà disponibile per la direzione spirituale. Alle 18.00 si terrà la santa Messa con la terza catechesi e, alle 20.00, la giornata terminerà con una veglia mariana.
Domenica 22 marzo, conclusione del percorso spirituale. Alle ore 11.00 padre Emanuele Zippo celebrerà la santa Messa dedicata ai bambini e alle loro famiglie. Durante questa celebrazione verrà consegnata la Bibbia ai bambini che frequentano la terza classe elementare.
L’iniziativa è stata predisposta dal parroco della comunità, padre Salvatore Zammito, per offrire ai fedeli un tempo di raccoglimento e approfondimento spirituale.

  

Redazione
14 marzo 2026
     

 

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13/03/2026

Dialoghi. "Il sorteggio diventa la metafora della Donna di Siviglia"; di Giuseppe Castronovo

 

Dialoghi

Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.

Al Circolo della Concordia in questi ultimi giorni ci siamo confrontati sulla riforma sulla giustizia sottoposta a referendum costituzionale confermativo che si svolgerà il 22 e il 23 marzo. Abbiamo preso in particolare esame il tema del sorteggio quale rimedio per superare le criticità emerse con lo "scandalo Palamara" e garantire una gestione delle carriere e nomine dei magistrati più equilibrata e trasparente. Il criterio del sorteggio è stato energicamente osteggiato dai magistrati perché incide su un sistema di autogoverno tendenzialmente fondato sul voto, mentre il sorteggio mette in discussione il ruolo sinora svolto dalle correnti presenti in seno alla magistratura che provocarono lo "scandalo Palamara". La riforma riguarda quindi le sole modalità per l'individuazione dei soggetti chiamati a far parte dei nuovi organi di autogoverno; e ciò al fine di ridurre il rischio che le decisioni siano influenzate più che dal merito dalle logiche di appartenenza a questa o a quella corrente.
Giuseppe Castronovo

"IL SORTEGGIO DIVENTA LA METAFORA DELLA DONNA DI SIVIGLIA"

- Totò: Amici, incomincio ad essere più confuso del solito.

- Renzo: A che proposito?

- Totò: Il magistrato Di Matteo intervistato tempo addietro da Liliana Milella per il quotidiano Repubblica, a proposito delle procedure seguite al Consiglio Superiore della Magistratura per il conferimento degli incarichi ai magistrati, ebbe a rispondere in modo così perentorio: “Le correnti? Metodo mafioso seguire l’appartenenza per le nomine”. Ora la riforma della Giustizia del Ministro Nordio elimina l’attuale procedura, che prevede la votazione, e introduce il sorteggio al posto delle votazioni.

(NdR.: già in data 3 luglio 2021 il dott. Nino Di Matteo, con una nota diffusa alle principali agenzie di stampa ANSA e Adnkronos, e ripresa dai maggiori quotidiani nazionali - Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Corriere della Sera - aveva dichiarato: "Diffido chiunque dallo strumentalizzare la mia immagine e le mie dichiarazioni per finalità che non mi appartengono e che non condivido. La mia proposta di sorteggio temperato per l’elezione del Csm è finalizzata esclusivamente a recidere il legame tra eletti ed elettori e a liberare il Consiglio dal peso delle correnti, ma non può essere utilizzata per sostenere iniziative che, a mio avviso, mirano a ridimensionare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura").

- Santo: Quindi?

- Totò: Ecco l’inversione a U di Di Matteo: boccia la proposta Nordio e ritorna al vecchio  metodo, da lui stesso definito “mafioso”, della scelta tramite votazione.

- Totò: Altrettanto dicasi dell’attuale Procuratore di Napoli Nicola Gratteri il quale già nel 2002, intervenendo sulla rete LA 7, al programma OTTO e ½ ad un confronto con l’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli proprio su questo tema, ebbe così a dire: “L’unico modo per togliere potere alle correnti, l’unica via d’uscita è il sorteggio”. Proprio il Gratteri che questa volta, ricorrendo anche lui ad una inspiegabile inversione a U come Di Matteo, infiamma la campagna referendaria difendendo a spada tratta il metodo della votazione e respingendo il sorteggio.

(NdR.: a gennaio 2026 il dott. Nicola Gratteri, con dichiarazione rilasciata durante interventi televisivi e interviste, dichiarava: "È gente in malafede, l'ho detto almeno dieci volte, lo ripeto l'undicesima. Anni fa ho detto che ero favorevole al sorteggio. Punto. Ma quello di oggi però è un sorteggio truccato". La polemica è nata dalla diffusione di un video del 2021 in cui il dott. Gratteri si diceva favorevole al sorteggio per il CSM. Il fronte del "Sì" ha utilizzato questo filmato per sostenere che lo stesso Magistrato fosse d'accordo con la Riforma Nordio. Il Magistrato ha reagito accusando i promotori di aver estrapolato le sue parole dal contesto originale. Secondo il Magistrato, la riforma non prevede un sorteggio puro tra tutti i magistrati, ma un meccanismo dove la politica sceglie una rosa di nomi da cui poi estrarre, definendolo un sistema che risponde ancora ai "desiderata" dei partiti).

- Ambrogio: non mi sembra fuori luogo chiedere a entrambi un po' di coerenza.

- Santo: Prof. Vezio, cosa ne dice?

- Vezio: Il calendario ci dice che carnevale è finito e siamo già in Quaresima. Il SI di ieri che oggi diventa NO, e non si sa del tutto perché, contribuisce a creare ancor di più la confusione tra gli elettori. Che volete che dica ancora?

- Santo: La sua opinione.

- Vezio: Se proprio devo parlare dico che un po' di coerenza non guasterebbe, se non altro per non confondere ancor di più gli elettori. Ma, amici miei, Il vero scandalo sta nel fatto che adesso tutti coloro che invitano a votare NO tacciono sullo “scandalo Palamara”.

- Santo: Ho sempre sentito parlare di questo “scandalo Palamara” ma non ho ben capito di cosa si tratti. Può relazionarci in merito?

- Vezio: Luca Palamara, figlio dell’ex magistrato Rocco Palamara è un ex magistrato che ha ricoperto anche la carica di Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e di componente  del Consiglio Superiore della Magistratura. È stato oggetto di parecchie inchieste giudiziarie per la sua attività di mediatore tra le correnti della Magistratura. Dalle indagini è emerso come svolgesse una intensa attività di mediazione tra le varie correnti presenti in seno al Consiglio Superiore della Magistratura e tra i partiti presenti in Parlamento al fine di determinare l’assegnazione di rilevanti incarichi di vertice negli Uffici Giudiziari Italiani tra i quali la Procura della Repubblica di Roma. Si trattò di uno scandalo che gettò un’enorme discredito sulla Magistratura a tal punto da indurre alcuni componenti dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura alle dimissioni. In sintesi lo “scandalo Palamara” è stato un vero e proprio vaso di Pandora: ha fatto conoscere come le correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura avessero creato un aggrovigliato sistema di potere per cui nelle nomine l’adesione del candidato da eleggere a questa o a quella corrente contava più del merito. Tutto ciò ha rappresentato il frutto di una vera e propria degenerazione del ruolo svolto dalle correnti operanti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Fu lo stesso Palamara che in un’intervista a Massimo Giletti durante il programma “Non è l’Arena” disse in modo inequivocabile che il conferimento delle cariche “erano frutto di un accordo… i posti di Procuratore della Repubblica sono molto ambiti, sono posti di potere. È vero che il sistema delle correnti penalizza chi non vi appartiene. Negare che le correnti siano una scorciatoia è una bugia. Le correnti della Magistratura nel Consiglio Superiore della Magistratura hanno un peso preponderante”. Nel 2020 gli viene inflitta dal  Consiglio Superiore della magistratura la pena più severa prevista per i magistrati e viene radiato dalla Magistratura, uno scandalo che l’allora vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, espressione del Partito Democratico, Davide Ermini definì “una ferita profonda e dolorosa che richiede una reazione forte e immediata”. La sostituzione dell’elezione con il sorteggio andrebbe nella direzione auspicata a suo tempo anche dall’ex vice Presidente Ermini espressione del Partito  Democratico; Partito che invece oggi rinnega il sorteggio.

(NdR.: a seguito dello scandalo legato alle intercettazioni del 2019 - il cosiddetto "Caso Hotel Champagne" -, il Consiglio Superiore della Magistratura ha adottato nei confronti di Luca Palamara il provvedimento più severo previsto dall'ordinamento disciplinare. Il 9 ottobre 2020 la Sezione Disciplinare del CSM ha disposto la rimozione di Luca Palamara dalla magistratura. Si tratta della sanzione massima, che comporta la perdita definitiva dello status di magistrato. Palamara è stato ritenuto responsabile di aver pilotato indebitamente la nomina del Procuratore di Roma per interessi personali e di aver messo in atto una strategia di screditamento verso altri colleghi - in particolare il procuratore aggiunto Paolo Ielo -. Palamara ha presentato ricorso contro la decisione del CSM, ma il 5 agosto 2021 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza di rimozione, rendendola definitiva. La Corte ha ribadito che il comportamento di Palamara aveva gravemente compromesso il prestigio e la credibilità dell'ordine giudiziario).

- Ambrogio: Ma com’è possibile che, pur dinnanzi a tanto marcio nella gestione della giustizia, Di Matteo, Gratteri e tanti altri rifiutano il sorteggio e privilegiano le nomine? Prof. Vezio può esprimerci la sua opinione?

- Vezio: Amici, il sorteggio, quale criterio per l’individuazione dei componenti dei nuovi organi di autogoverno della Magistratura, previsto dalla legge sottoposta a referendum se l’esito referendario confermerà la proposta Nordio, è diventata purtroppo la metafora della donna di Siviglia.

- Santo: E no, prof.! Questa non l’ho mai sentita. Ci spieghi meglio questa metafora.

- Vezio: A Siviglia c’era una bellissima donna della quale si diceva: “La donna di Siviglia? Tutti la vogliono e nessuno se la piglia”. Così sta avvenendo con il sorteggio: a parole tutti lo vogliono, ma alla fine preferiscono la votazione perché in grado di “facilitare” il conferimento di un incarico di Procuratore, il trasferimento richiesto, etc. etc.

(NdR: in Italia, attualmente, non esistono ordini professionali che utilizzano il sorteggio come metodo ordinario per scegliere il proprio Consiglio Direttivo. La democrazia degli ordini si basa quasi esclusivamente sul metodo elettivo, perché gli eletti rispondono del loro operato agli elettori mentre i sorteggiati non avrebbero alcun mandato, e perché si ritiene che la guida di un ente pubblico - come l'Ordine - richieda capacità manageriali e relazionali che il caso non può garantire).

- Renzo: Ma dopo lo scandalo Palamara, così come da lei illustratoci, possono verificarsi ancora procedure che penalizzano chi non appartiene ad una corrente?

- Santo: Vuol dirci che chi non appartiene ad una corrente è tagliato fuori?

- Vezio: Al momento forse no, ma in futuro, se il referendum bocciasse la riforma Nordio, l’ordine dei Magistrati riprenderebbe fiato e quindi potrebbe ritornare ai vecchi sistemi corruttivi. Nessuno può escluderlo. Caro Santo, caro Renzo ricordate il proverbio “calati juncu ca passa la china”?

- Santo: Si, lo ricordo. Quindi?

- Vezio: Quindi oggi no:la criticità del momento e l’opinione pubblica  attenta più del solito sconsigliano il ricorso a simili operazioni alla Palamara ma domani si. Non a caso il Magistrato Woodcock rispondendo al Senatore di Forza Italia Giorgio Mulè e al giornalista Corrado Formigli durante la trasmissione “Piazza Pulita” del 5 marzo 2026, forse ringalluzzito dai sondaggi di questi ultimi giorni che danno in crescita i contrari alla riforma Nordio, ha così perentoriamente dichiarato:  “il sorteggio non è un sistema di scelta democratico”. Più gravi e più preoccupanti le parole (rectius minacce) rivolte dal Procuratore di Napoli Nicola Gratteri ai giornalisti del quotidiano Il Foglio: “Con voi faremo i conti dopo il referendum”. Chi esercita una funzione così delicata può ricorrere a frasi che paventano in modo così palesemente sinistro e inquietante ritorsioni nei confronti di un organo di stampa? Come inizio di un dopo referendum vinto da quelli del no non è affatto male! Consentitemi un’ultima riflessione.

(NdR: "Prendo atto della ennesima polemica. Però io so bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l'azione civile. Appena avrò un po' di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile". Così, all'ANSA, il procuratore di Napoli Gratteri. "Se l'espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace", ha aggiunto Gratteri. "Questo è il mio pensiero, - sottolinea Gratteri nella dichiarazione all'ANSA - e gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?", conclude).

- Totò: Dica pure.

- Vezio: I magistrati, quasi tutti, hanno studiato anche la tecnica oratoria dell’avvocato Cicerone il quale nel 57 A.C. pronunciò un’orazione, per riavere l’area e i fondi per ricostruire la sua casa confiscatagli durante l’esilio, dal titolo ”De domo sua ad pontifices” (Sulla propria casa al collegio pontificale). È dal titolo di questa orazione che nasce la locuzione “Cicero pro domo sua” per indicare persone con cariche o funzioni pubbliche che nelle loro posizioni di potere si preoccupano un po' troppo nel difendere accanitamente ed anche egoisticamente i propri averi, i propri interessi, le loro posizioni raggiunte tralasciando di curare gli interessi della collettività di cui dovrebbero invece occuparsi innanzi tutto. C’è qualcuno che può negare un certo accanimento dei Magistrati schierati dalla parte del NO nel difendere la votazione e bocciare il sorteggio? Voglio infine ricordare al Magistrato Woodcok che il sorteggio per i Magistrati non sarebbe né un’eccezione né una novità nel nostro ordinamento giuridico. Nei nostri Comuni i Revisori dei Conti vengono estratti a sorte tra coloro che sono scritti in appositi elenchi tenuti nelle Prefetture. Il collaudo delle grandi arterie stradali e dei ponti viene effettuato da professionisti iscritti in appositi albi presso il Ministero delle infrastrutture. Gli scrutatori, che operano nei seggi elettorali, vengono estratti a sorte tra gli iscritti nelle liste elettorali dei rispettivi Comuni. Concludo auspicando che un po' di moderazione e ragionevolezza diventino, in questa circostanza, patrimonio anche dei Magistrati. Hoc est in votis!

(NdR: attualmente nessun componente di uno dei tre poteri dello Stato è sorteggiato: i parlamentari (potere legislativo) vengono eletti; i componenti del Consiglio dei Ministri (potere esecutivo) vengono nominati e ottengono la fiducia - tramite votazione - dal Parlamento; dei 33 componenti del Consiglio Superiore della Magistratura (potere giudiziario), 3 sono membri di diritto:
il Presidente della Repubblica, il Primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione; 20 sono membri "Togati", magistrati eletti dagli stessi colleghi magistrati; 10 sono membri "Laici", professori universitari in materie giuridiche o avvocati con almeno 15 anni di esercizio, eletti dal Parlamento in seduta comune).
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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12/03/2026

Attività. Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo

 

Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo
Direttivo

Si è conclusa nel segno della coesione e del rinnovato entusiasmo l’assemblea elettiva della Delegazione territoriale di Confcommercio Agrigento che raggruppa i comuni di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo. L’incontro, presieduto da Francesco Picarella con il supporto del direttore provinciale Antonio Giardina, si è svolto alla presenza di diversi rappresentanti dei vertici provinciali dell’associazione e ha sancito l’elezione all’unanimità di Gero Niesi quale nuovo presidente della delegazione.

Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo
(Alcuni componenti del Direttivo)

Ad affiancare Niesi nel consiglio direttivo sarà una squadra di delegati composta da Alessandra Marsala, Antonio D’Anna, Alfonso Valenza e Antonio Sorce. Il nuovo organismo è stato designato con l’obiettivo di rafforzare l’azione sindacale e il supporto alle imprese in un’area ritenuta strategica per l’economia della provincia di Agrigento.
Il neo presidente Gero Niesi, già figura di riferimento per il territorio, ha accolto l’incarico con una visione orientata allo sviluppo e alla collaborazione tra imprenditori: "Essere confermato alla guida di questa delegazione è un onore che mi inorgoglisce. Vedere così tanti imprenditori partecipare con questa grinta mi ha galvanizzato: restando uniti, faremo crescere una cultura d’impresa che guarda al bene comune. Chi oggi ha il coraggio di fare impresa merita tutto il sostegno possibile, che io continuerò a garantire con passione infinita".
Niesi ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare ai colleghi delle altre delegazioni, alle federazioni e al patronato 50&Più, sottolineando l’importanza della sinergia interna al sistema Confcommercio.
Un momento significativo ha preceduto i lavori assembleari: la premiazione dell’associata Nicoletta Palumbo Piccionello, fioraia di talento, insignita del prestigioso "Garofano d’Argento".
"Un grazie va anche ad Antonio Alba per l’ospitalità nella suggestiva location dell’incontro e a tutta la famiglia di Confcommercio Agrigento - ha concluso Niesi -. Ora rimbocchiamoci le maniche: il futuro si costruisce insieme, un’impresa alla volta".
Con questa nuova governance, Confcommercio Agrigento ribadisce la propria missione associativa: sostenere capillarmente la crescita e lo sviluppo delle imprese nei territori di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo, rafforzando la presenza dell’associazione nelle comunità locali e promuovendo iniziative a supporto del tessuto economico provinciale.

  

Redazione
12 marzo 2026
     

 

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12/03/2026

Comitini. Operativa la camera PRISMA dell'Osservatorio Astronomico; a maggio l'inaugurazione

 

Osservatorio Astronomico di Comitini
Comitini
 

È operativa da circa un mese la camera PRISMA installata presso l’Osservatorio Astronomico di Comitini, uno strumento scientifico inserito nella rete nazionale dedicata al monitoraggio dei bolidi e alla ricerca di meteoriti.
L’attivazione della camera rappresenta un primo importante passo avanti per il progetto dell’Osservatorio Astronomico, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per la comunità locale, ma anche per la Regione Siciliana, per l’Italia e per il contesto scientifico europeo. In corso i lavori di installazione del telescopio principale e di altri dispositivi scientifici. La struttura, oltre alle attività di ricerca in sinergia con le istituzioni scientifiche, avrà anche una forte vocazione divulgativa e turistica, offrendo a visitatori e appassionati la possibilità di osservare il cielo stellato e conoscere più da vicino il mondo dell’astronomia
.

Osservatorio Astronomico di Comitini
(
Osservatorio Astronomico di Comitini)

L’inaugurazione ufficiale dell’Osservatorio Astronomico di Comitini, con il tradizionale taglio del nastro, è prevista per il mese di maggio. Nel frattempo sono già numerose le richieste di visitatori interessati a scoprire il territorio e a inserire l’osservazione astronomica tra le tappe di una visita nella cittadina.
"Questo progetto dimostra come la collaborazione tra istituzioni e mondo scientifico possa generare opportunità di crescita per il territorio - dichiara il sindaco Nigrelli -. L’Osservatorio Astronomico di Comitini rappresenta non solo un luogo di ricerca, ma anche un importante attrattore culturale e turistico che potrà valorizzare il nostro paese e l’intera area".
Il sindaco Nigrelli ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento agli astrofisici Carmelo Falco e Mario Di Martino, dell'ingegnere Sedita e al tecnico Luigi Bartolomeo per il lavoro svolto e per il contributo scientifico che ha reso possibile l’attivazione della camera PRISMA.
Parallelamente, nell’ambito dei lavori legati al Piano Regolatore Generale (PRG), è già stata prevista - con il supporto tecnico dell'ingegnere Gentiluomo e dell’astrofisico Carmelo Falco - la realizzazione di un planetario accanto all’Osservatorio Astronomico, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le attività di divulgazione scientifica, ricerca e attrazione turistica.
L’Osservatorio Astronomico di Comitini si candida così a diventare uno dei poli astronomici più interessanti del Sud Europa, contribuendo alla diffusione della cultura scientifica e alla promozione del territorio.

  

Redazione
12 marzo 2026
     

 

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12/03/2026

Sanità. "Gli ortopedici in prima linea per combattere la violenza domestica"; del dott. Aurelio Zaffuto

 

Aurelio Zaffuto
Aurelio Zaffuto

Campagna contro la violenza domestica
Manifesto

Ogni anno, in Italia, si registrano numerosi casi di traumi e lesioni di natura apparentemente accidentale: il 30% di essi, però, in realtà è causato da un episodio di violenza.
La violenza domestica include comportamenti controllanti, coercitivi, minacciosi, fisici, psicologici, sessuali o economici all'interno di una relazione.
Episodi che, se non riconosciuti, possono ripetersi e aggravarsi, fino a conseguenze drammatiche.
Per questo la Commissione Pari opportunità della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) ha lanciato dal palco dell'ultimo congresso nazionale, il 108°, la prima campagna nazionale per la formazione del personale sanitario - soprattutto ortopedici e traumatologi, ma anche medici e infermieri impegnati nelle aree di urgenza - sul riconoscimento delle lesioni di violenza domestica tra i pazienti cosiddetti "fragili": più spesso donne, ma anche bambini e anziani, che arrivano quotidianamente nei pronto soccorso degli ospedali
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Campagna contro la violenza domestica
(Campagna contro la violenza domestica)

L’IPV (Intimate Partner Violence) rappresenta uno dei principali capitoli della violenza fisica, accanto ad altri contesti come la sindrome del bambino scosso (Sbs), la violenza giovanile (Yv) e il maltrattamento degli anziani (Ea).
"In questo contesto, l'ortopedico può avere un ruolo chiave - ha detto la dottoressa Erika Maria Viola, coordinatrice della Commissione Pari opportunità SIOT e direttore UOC Ortopedia  e Traumatologia dell'ospedale di Cremona - poiché la traumatologia muscolo scheletrica è il secondo ambito clinico più frequentemente coinvolto nei casi di violenza domestica, secondo solo alla medicina d'urgenza, per incidenza di casi correlati. Tuttavia, solo una minima percentuale di donne con lesioni sospette viene interrogata sulla possibile origine delle ferite e, di queste, solo una su due riceve un supporto medico. Ancora più preoccupante è il dato sulla quotidianità : solo una piccola percentuale di ortopedici e traumatologi dichiara di riconoscere con chiarezza le lesioni tipiche della violenza domestica e di essere pronto  ad approcciare la presunta vittima in un ambiente protetto per approfondire la reale anamnesi e aiutarla a raggiungere la concreta consapevolezza della realtà e delle priorità".
Le difficoltà che deve affrontare il medico in queste situazioni sono note: mancanza di tempo, di privacy, di protocolli, di screening e di formazione specifica.
Ma anche difficoltà di gestione emotiva di una situazione così delicata.
Da qui l'impegno della SIOT, che con la sua campagna mira a rafforzare la sensibilità degli operatori sanitari e l'approccio multidisciplinare nei pronto soccorso, affinché ogni frattura o contusione venga valutata non solo dal punto di vista anatomico, ma anche umano.
Recentemente - dal dicembre 2025 - nei pronto soccorso degli ospedali italiani si trova affisso, su iniziativa SIOT, un poster con l'immagine di una donna che sul palmo della mano ha un punto rosso, come segnale silenzioso di richiesta d'aiuto.
Il riconoscimento precoce della violenza domestica è un atto medico e umano fondamentale.
L'ortopedico, da oggi, può diventare, assieme ad altri operatori sanitari delle aree di urgenza, una pedina importante sulla scacchiera dove si gioca la partita contro la violenza sulle donne e su tutte le persone fragili, svolgendo un ruolo primario nell'intercettare una situazione di potenziale pericolo e nell’indirizzare la vittima verso percorsi di tutela e assistenza.
Bisogna ricordare, inoltre, che la violenza domestica copre altri scenari: come chiede aiuto un sordomuto, come si rileva il maltrattamento in una persona anziana e spossata oppure con deficit cognitivo, come interagire con persone  non acculturate e con barriere linguistiche.
Si tratta sempre di situazioni difficili da gestire per il medico, sia dal punto di vista emotivo che organizzativo. Infatti, chi è vittima di violenza domestica è una persona particolarmente fragile, certamente per le lesioni fisiche subite - che hanno reso necessario l'accesso in pronto soccorso e che rappresentano l'epi-fenomeno di uno status di vulnerabilità più complesso - ma soprattutto per le profonde ferite dell'animo, spesso insanabili, che costituiscono il vero "morbus" e che si configurano nel cosiddetto "gaslighting". Con il termine "gaslighting" si definisce una violenza psicologica,  subdola, sottile, agita con l'obiettivo di manipolare e mettere in dubbio il senso della realtà di un altro, che porta la vittima addirittura a mettere in discussione la validità dei propri pensieri, delle proprie percezioni e dei propri ricordi.
"Ti sbagli!", "Sei pazza!", "Non è andata proprio come dici tu!": queste sono le frasi che vengono ripetute e che riecheggiano nella mente di chi é preda del manipolatore.
Tutto ciò porta confusione, perdita di fiducia in sé e di autostima e, di conseguenza, dipendenza della vittima dal suo aggressore.
Per governare clinicamente, ma anche emotivamente, questa situazione, è necessario che l'ortopedico entri in una sorta di bolla spazio-temporale, ritagliandosi tutto il tempo necessario: è lui che deve occuparsi di quella persona, che è un paziente, ma che, in quel preciso momento, è soprattutto una persona che chiede aiuto.
Non basta erogare una prestazione sanitaria secondo le linee guida, richiedendo esami  e radiografie ed  effettuando bendaggi o prescrivendo tutori; il medico deve, invece, farsi carico, in quel preciso momento, di gestire a 360 gradi la richiesta di assistenza sanitaria, poiché il contatto con quella persona ce l'ha lui e quella persona può dare il proprio cuore solo a lui, perché è di lui che si fida e a lui si affida, come un naufrago a un salvagente.
"L’intercettazione di lesioni anamnesticamente non riferite tali - ha precisato la dottoressa Erika Maria Viola nella sua relazione congressuale - appare fondamentale anche per implementare interventi di cura ad ampio raggio, a livello politico-istituzionale , affinché gli autori di violenza siano adeguatamente e precocemente identificati e le vittime, soprattutto quelle che sono renitenti in occasione dei primi episodi o vivono situazioni di sottomissione, possono essere motivate a intraprendere percorsi di adeguata tutela e reinserimento sociale".
Al termine dei lavori congressuali, si è concordato nel ritenere che per potere riconoscere le fratture da violenza bisogna porre particolare attenzione alle lesioni localizzate sul lato sinistro del corpo (più frequenti se partner destrimane), alle recidive radiografiche compatibili e alle presentazioni tardive al pronto soccorso.
Le lesioni più comuni, risultato di uno o più episodi di violenza fisica, tali da costituire lesioni sentinella di un episodio di violenza, sono: le contusioni di testa e collo, le fratture nasali e mandibolari, le fratture dell'orbita oculare, le lussazioni e fratture della spalla, le fratture e lussazioni delle dita di mani e piedi, le fratture dell'ulna distale, della base del quinto metacarpo e le fratture costali.
In conclusione, mi piace esternare un caloroso plauso, come socio ultra trentennale, a questa campagna SIOT, per avere acceso il riflettori su un fenomeno sommerso, spesso riconosciuto troppo tardi.
Perché dietro una frattura può esserci una storia di violenza e riconoscerla in tempo può salvare una vita
.
  
Aurelio Zaffuto
12 marzo 2026
© Riproduzione riservata
  

 

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12/03/2026

Politica. Agrigento: Roberta Zicari nuova coordinatrice cittadina dell'Unione di Centro

 

Roberta Zicari è stata nominata coordinatore cittadino dell’Unione di Centro per la città di Agrigento
Dirigenti UDC

La consigliera comunale di Agrigento Roberta Zicari è stata nominata coordinatore cittadino dell’Unione di Centro per la città di Agrigento.
Avvocato, classe 1983, Zicari siede nel Consiglio comunale della città dei Templi ed è attualmente presidente della VI Commissione consiliare permanente a Palazzo dei Giganti. Nel corso della sua attività istituzionale si è distinta per numerosi interventi sui temi della gestione dei servizi pubblici, delle infrastrutture e dello sviluppo della città, oltre che per iniziative politiche e programmatiche rivolte al futuro amministrativo di Agrigento.
La nomina di Roberta Zicari rappresenta una scelta di grande valore politico e amministrativo - dichiara il coordinatore politico regionale dell’UDC on. Decio Terrana -. La sua esperienza istituzionale, l’impegno nel sociale unita alla passione per il territorio, consentirà di consolidare il radicamento dell’Unione di Centro ad Agrigento e di costruire un progetto politico credibile e partecipato in vista delle prossime sfide amministrative”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal coordinatore provinciale dell’UDC di Agrigento Fabio La Felice, che sottolinea: “Roberta Zicari è una figura politica preparata e profondamente legata alla sua città. Con questa nomina intendiamo rafforzare il lavoro sul territorio, coinvolgendo amministratori, professionisti e società civile per costruire una proposta politica seria e concreta per Agrigento”.
Nel ringraziare i vertici regionali e provinciali del partito per la fiducia accordata, Roberta Zicari ha dichiarato: “Accolgo con grande senso di responsabilità questo incarico. Lavoreremo per rafforzare la presenza dell’UDC ad Agrigento, costruendo un percorso politico inclusivo, aperto al contributo di giovani, professionisti e associazioni, con l’obiettivo di mettere al centro i bisogni della città e il suo futuro”.

  
Redazione
12 marzo 2026
  

 

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11/03/2026

Attualità. "Referendum: Sì o No? Questo è l'amletico dilemma"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Scheda del referendum
Scheda

Stringe il tempo per prendere una decisione sulla votazione referendaria del 22 e 23 marzo.
SI o NO? Questo è l’amletico dilemma.
Troppo complicato addentrarsi nei meandri tecnici; la consultazione riguarda modifiche a ben sette articoli, 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione.
La divina provvidenza, però, non manca mai. Eccolo, è lui; il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, affettuosamente chiamato, da Marco Travaglio, Carletto mezzo litro.
È il politico che più di tutti ha fatto comprendere le vere ragioni delle modifiche agli articoli della Costituzione, per arrivare alla separazione delle carriere dei magistrati
.

Scheda del referendum
(Scheda del referendum)

Già di prima mattina, quindi sobrio, con perfetta cadenza veneziana, (ostregheta; Soto saso, stàgambaro, cioè fare attenzione perché l’inganno è dietro l’angolo) dichiara:
Chi controlla la magistratura? Nessuno!
Vi sembra giusto che la magistratura non sia controllata?
Chi meglio dell’esecutivo può controllare la magistratura?
La riforma conviene anche a quelli che oggi stanno all’opposizione perché quando andranno al potere si accorgeranno di quanto sia comodo controllare la magistratura.

Nel tardo pomeriggio, quindi scusabile, dichiara: i magistrati non dovrebbero far politica, neppure quando vanno in pensione.
Il disegno è abbastanza chiaro, poco importa se gli articoli della Costituzione interessati da modifiche siano sette, otto, o dieci;l’importante è eliminare la tripartizione aristotelica. Non più tre poteri indipendenti: esecutivo, legislativo e giudiziario. Per l’indipendenza bastano e avanzano i primi due.
Ancora più esplicita la capa di gabinetto Giuseppa Bartolozzi che ha dichiarato: Votate SI e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione.
Poiché la Bartolozzi è magistrata, nasce spontanea la domanda: la capa di gabinetto è dell’idea, come il ministro Lollobrigida, che non bisogna bere acqua perché fa male?
D’altronde questo è il disegno di tutte le destre.
Dopo l’avvento della Repubblica hanno provato, almeno ufficialmente, a separare le carriere dei magistrati: Valerio Borghese, Licio Gelli, Silvio Berlusconi e se avesse avuto tempo anche Matteo Renzi.
Ora ci prova Giorgia Meloni, amica di due personcine delicate e pacifiche come Trump e Netanyahu che le vogliono così bene da non informarla di nulla (vedi guerra in Iran), ma solo per non darle dispiaceri.
Dai sondaggi, il risultato referendario è incerto e nel dubbio la premier mette le mani avanti: Non è una consultazione politica, ciò vuol dire che se perdo il referendum, resto al mio posto.
Peccato che anche dal punto di vista tecnico il “referendum confermativo”, nella sostanza, è sempre un voto politico di fiducia o di sfiducia nei confronti del governo che lo propone. Nel caso di specie l’iter prevede l’approvazione da parte del parlamento che, però, non avendo raggiunto il quorum dei due terzi deve necessariamente chiedere l’approvazione al popolo attraverso l’istituto referendario.
Se il parlamento non avesse approvato la legge di riforma, correttamente si sarebbe parlato di sfiducia al governo. Perché, allora, la mancata approvazione da parte del popolo non sarebbe sfiducia?
Solo l’alchimia politica, rifugiandosi nello pseudo tecnicismo, riesce a trasformare non solo l’acqua in vino, per la gioia dei ministri Nordio e Lollobrigida, ma la sfiducia in fiducia.
Occorre ancora qualcos’altro per votare in maniera convinta NO?
Peccato che la sfiducia, attraverso il NO, si possa votare soltanto una volta.
Per quelli che ancora sono dubbiosi, perché non prendere sul serio l’antica filastrocca popolare: quantu è bellu diri di No, resta l’amicu e la roba tò?
Qualche riflessione dovrebbero farla i perplessi mangiatori di ostie, convinti com’erano che il governo Meloni avrebbe schierato le navi da guerra nel mediterraneo pronte ad affondare qualunque zattera carica di migranti. Ahimè gli sbarchi sono triplicati, anche se la stampa, tipo quella di Tommaso Cerno ex senatore PD, non ne parla, come se per vedere un immigrato bisognerebbe andare in Albania.
Una riflessione da parte di chi ha creduto alla favola dell’eliminazione delle accise; anche in questo caso aumentate.
Anche se l’elenco potrebbe continuare per parecchio,merita un accenno il falso slogan: abbasseremo le tasse. La pressione fiscale è passata dal 41 al 43%.
Da ultimo, ma non per importanza, sulla così detta sicurezza del cittadino, è facile constatare come la produzione normativa sia stata rivolta solo ed esclusivamente a limitare il sacrosanto diritto al dissenso, mentre la criminalità continua a dilagare; per dirla chiara, per questi governanti È VIETATO PROTESTARE!
Capisco che gli amanti del manganello e dell’olio di ricino (lassativo naturale) non solo ci sono, ma sono anche troppi e probabilmente perché convinti che, in ipotesi di restaurazione del regime, sarebbero i mandanti del manganello e dell’olio di ricino, giammai i destinatari.
Se provassero a immaginare quest’ultima ipotesi (destinatari del manganello e del lassativo) forse non ci sarebbero più braccia tese ma, come per l’Aretino Pietro, una mano davanti e l’altra dietro
. 
  
Armando Caltagirone
11 marzo 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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10/03/2026

Pasqua 2026. Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle rappresentazioni

 

Pasqua 2026. Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle rappresentazioni
Programma

La comunità di Grotte si prepara a vivere intensamente la Settimana Santa e la Pasqua 2026, come testimonia il dettagliato programma delle celebrazioni e delle rievocazioni storiche (a cura dell'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino"). Un calendario denso di appuntamenti religiosi e momenti di forte coinvolgimento popolare, che culmineranno nella gioia della Resurrezione.

Pasqua 2026. Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle rappresentazioni
(Programma della Settimana Santa a Grotte)

Le celebrazioni prenderanno il via venerdì 27 marzo con la Santa Messa nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 18.00 e la suggestiva Via Crucis cittadina alle ore 19.00, un momento di profonda riflessione sul cammino doloroso di Cristo.

Sabato 28 marzo, alle ore 19.00 nella Chiesa del Purgatorio, verrà inaugurata la Mostra Pasquale, a cura dell'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" e dell'Associazione "Santa Venera Città di Grotte".

La Domenica delle Palme, 29 marzo, si aprirà con la Benedizione delle Palme in Piazza Marconi alle ore 11.30, seguita dalla rievocazione dell'entrata di Gesù a Gerusalemme alle ore 11.50, e la Santa Messa solenne in Chiesa Madre alle ore 12.15. In Chiesa Madre si terrà un'altra Messa solenne alle 18.00. Nel tardo pomeriggio, alle 19.00, aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio. In serata, Piazza Marconi ospiterà nuovamente la rappresentazione dell'ingresso a Gerusalemme (ore 20.30) e il momento del commiato tra Gesù e Maria (ore 21.00).

Il Lunedì Santo, 30 marzo, sarà dedicato alla rievocazione del tradimento di Giuda nel centro storico, con tre rappresentazioni in programma: alle ore 20.30, alle 21.30 e alle 22.30. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.

Il Martedì Santo, 31 marzo, vedrà nuovamente la rievocazione del tradimento di Giuda nel centro storico, alle ore 20.30, alle 21.30 e alle 22.30. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.

Il Mercoledì Santo, 1 aprile, sarà caratterizzato dalla "Passione" a cura dei piccoli del Gruppo Giudei "A. Infantino" in Piazza Marconi alle ore 20.00, un momento particolarmente significativo che coinvolge i più giovani nella narrazione della Passione. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.

Il Giovedì Santo, 2 aprile, si aprirà con la Santa Messa in Coena Domini in Chiesa Madre alle ore 18.30.
A seguire, alle ore 20.00, in Piazza Marconi,  si terrà la Rievocazione dell'ultima cena, l'arresto di Gesù, il rinnegamento di Pietro, la disperazione e morte di Giuda. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.
La serata proseguirà alle ore 22.30 con la processione del Cristo accompagnata dalle bande musicali "G. Verdi" e "V. Bellini", culminando alle ore 23.00 con la veglia di preghiera all'altare della reposizione in Chiesa Madre.

Il Venerdì Santo, 3 aprile, sarà una giornata dedicata a diversi momenti di commemorazione:
- alle ore 11.00, il processo e la condanna di Gesù Cristo;
- alle ore 12.00, la Via Crucis "Li caduti";
- alle ore 13.00, la Crocifissione in cima al Calvario;
- alle ore 16.00, la processione dell'Addolorata;
- alle ore 17.00, la Liturgia della Parola in Chiesa Madre;
- alle ore 19.00, la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.
- alle ore 20.00, "Li Reciti", Deposizione del Cristo dalla Croce;
- alle ore 21.30, la processione del Cristo e dell'Addolorata con le bande musicali "G. Verdi" e "V. Bellini";
- alle ore 02.00 (del sabato), la sepoltura del Signore in Chiesa Madre.

Il Sabato Santo, 4 aprile, alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio, seguirà la Veglia Pasquale e la Solenne Celebrazione Eucaristica alle ore 23.00 presso la Chiesa Madre, culminando nella gioia della Resurrezione.

La Domenica di Pasqua, 5 aprile, sarà celebrata la Santa Messa Solenne in Chiesa Madre alle ore 11.00; alle ore 12.00 in Piazza Marconi, l'incontro del Cristo risorto con la Vergine Maria. Alle ore 18.00, Santa Messa solenne in Chiesa Madre. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio. Alle ore 21.00 in Piazza Marconi lo spettacolo musicale e alle ore 24.00 i giochi pirotecnici; un momento di festa e allegria per celebrare la Resurrezione.

Il programma, ricco e articolato, testimonia il profondo legame della comunità di Grotte con le tradizioni pasquali, offrendo momenti di preghiera, riflessione e rappresentazioni tradizionali che coinvolgono fedeli e visitatori. 
 

Carmelo Arnone
10 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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10/03/2026

Volontariato. Avis Grotte: 8 marzo, abbiamo onorato e festeggiato le donne

 

Avis Grotte: 8 marzo, abbiamo onorato e festeggiato le donne
Avis Grotte

Domenica scorsa, 8 marzo 2026, oltre ad aver onorato e festeggiato con un bel bouquet di mimose ed un margheritone rosso tutte le donne che si sono presentate nella nostra sede AVIS (vedi il sito ufficiale), abbiamo dato un significativo contributo al Centro Trasfusionale di Agrigento con:
- 1 controllo annuale;
- 14 donazioni;
- 2 prime donazioni.
Noi tutti siamo rimasti contenti.
Le prossime giornate di donazione del 2026 saranno sempre tutte le seconde e quarte domeniche di ogni mese, inoltre ci saranno anche i seguenti mercoledì: 
18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22 luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Vi aspettiamo sempre più numerosi. 
 

Pietro Zucchetto
10 marzo 2026 
  


 

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10/03/2026

Servizi. "L'Ufficio Complicazioni Affari Semplici di AICA"; di Salvatore Morgante

 

Azienda Idrica Comuni Agrigentini
AICA
 

Pubblichiamo una testimonianza del sig. Salvatore Morgante, sul rapporto con gli uffici di AICA.

***

Gent.mo direttore,
le bollette dell’acqua non vengono emesse da AICA con la dovuta regolarità e può succedere che, per qualche disguido, una bolletta non viene recapitata e che il mancato pagamento viene segnalato in quella successiva.
Ebbene, con la bolletta del 31/12/2025 viene segnalato che quella di Feb-Apr 2025 non risulta pagata. Le bollette vengono recapitate con posta elettronica per cui, tramite e-mail, in data 26/1/2026 viene chiesto ad AICA di inviare copia della bolletta non pagata per effettuare il dovuto versamento.
Da quanto capisco si mette in moto l’ufficio “complicazioni affari semplici” in quanto:
- la risposta arriva dopo 6 settimane tramite PEC invece di una semplice e-mail;
- la lettera riporta ben 3 firme.
In compenso, il cambio dell’indirizzo e-mail per il recapito delle bollette fatto sul portale online è andato a buon fine.
Cordiali saluti,

Salvatore Morgante
 
  

Redazione
10 marzo 2026
     

 

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07/03/2026

Volontariato. Il "Mandorlo in fiore" di Salvatore Milano in vetrina ad Agrigento

 

Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano
In libreria

In Via Atenea, nel cuore di Agrigento, la libreria “Il Mercante di Libri” ha approntato la vetrina in occasione del Mandorlo in Fiore 2026. Quest’anno lo spazio gestito da Alessandro Accurso Tagano, ai numeri 64/66, proporrà un allestimento che mette insieme i simboli del territorio e un messaggio di fratellanza.

Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano
(Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano)

L’idea nasce da un siparietto curioso. Lo stesso titolare, Accurso Tagano, ha infatti ammesso con sincerità: “Io quest’anno non volevo fare la vetrina del Mandorlo in Fiore, adesso grazie o per colpa di Salvatore Milano, sono costretto a farla”.
Una spinta amichevole che ha dato vita a un progetto che mette al centro la festa agrigentina, descritta come una risorsa di grande bellezza.
Il tema scelto per questa edizione unisce il mandorlo all'ulivo, storicamente riconosciuto come simbolo di pace. Questo legame vuole essere un punto d'incontro ideale tra le persone di tutto il mondo che in questo periodo si ritrovano ad Agrigento.
A sostenere e spingere per la realizzazione di questa iniziativa è Salvatore Milano; già direttore della biblioteca comunale di Grotte, Milano è un apprezzato fotografo amatoriale. Nel corso degli anni ha coltivato la passione per l'immagine, esponendo le sue fotografie in diverse mostre e raccontando attraverso l'obiettivo la realtà e il paesaggio siciliano
.  
  

Carmelo Arnone

7
marzo 2026
© Riproduzione riservata.
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07/03/2026

Volontariato. Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne

 

Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne
Avis Grotte

Domani, domenica 8 marzo, presso la sede dell’Avis Comunale di Grotte OdV si terrà la giornata dedicata alla raccolta di sangue. In concomitanza con la ricorrenza dedicata alle donne, l’associazione ha deciso di accompagnare l'attività di volontariato con un piccolo pensiero.

Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne

Tutte le donne che si recheranno presso i locali di Via Francesco Ingrao n. 92/94 riceveranno in dono un rametto di mimosa con un fiore. Si tratta di un modo semplice scelto dall’associazione per ringraziare le donatrici e le cittadine che parteciperanno alla mattinata.
Il presidente Pietro Zucchetto invita la comunità a rispondere con generosità, ricordando che il gesto della donazione è fondamentale per il supporto costante delle necessità sanitarie.
I volontari saranno pronti ad accogliere chiunque voglia dare il proprio contributo in questa giornata speciale

Per partecipare alle giornate di donazione o per ricevere maggiori informazioni, è possibile visitare il sito internet ufficiale www.avisgrotte.it oppure contattare i numeri 377.0974739 e 320.4434713
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Carmelo Arnone

7
marzo 2026
© Riproduzione riservata.
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07/03/2026

Fotografia. "Non vale!"; di Franco Carlisi

 

Gente di Fotografia
Gente di Fotografia

Franco Carlisi
Franco Carlisi

Editoriale al n° 86 di Gente di Fotografia.

La memoria segue percorsi imprevedibili. Per esempio, ieri, mentre cercavo una penna nel cassetto della cucina, ho spostato un cucchiaio, una vecchia bolletta, un elastico secco e all’improvviso - senza nessuna ragione - ho sentito sotto le dita la polvere. Non la polvere del cassetto. Un’altra polvere. Più chiara, più calda. La polvere della strada.

Franco Carlisi
(Franco Carlisi)

Il borgo, visto dall’alto, doveva sembrare una manciata di case buttate a caso sulla collina. Case color tufo, tetti bassi, qualche terrazza con le sedie di paglia, panni stesi che si gonfiavano come vele lente e intorno una terra gialla, arsa, che si sbriciolava sotto le scarpe. Non c’erano alberi. Solo sole. La luce greve colava dai tetti bassi e screpolati, insinuandosi tra le poche viuzze strette dove l’aria sapeva di fichi maturi e di licheni umidi. D’estate la polvere restava sospesa nell’aria. Bastava correre perché tutto diventasse giallo, come dentro una vecchia fotografia. Guerreggiavamo a calcio in uno slargo appena pianeggiante: con i gomiti alti, le ginocchia sanguinanti esibiti con la dignità di Colapesce. Il campo di gioco era delimitato da linee invisibili, tracciate con il piede.

Gente di Fotografia
(Gente di Fotografia)

Al centro una buca dove s’era fossilizzata una scarpa sinistra di cui nessuno aveva mai rivendicato la proprietà. Vi era in quel gioco qualcosa di tragico, una necessità oscura, come se non parteciparvi significasse scomparire. Senza di esso, non eravamo che ragazzi che si azzuffavano nella polvere; con esso, diventavamo eserciti, campioni, eroi. Se ci penso adesso, mi sembra incredibile che bastasse così poco per fondare un mondo intero. Gridavamo gol come se stessimo chiamando qualcuno di là dal mare. Ci spingevamo, cadevamo, bestemmiavamo sottovoce per non farci sentire dalle madri. Gli occhi accesi da un orgoglio feroce e immotivato e la certezza infantile che l’esistenza intera potesse, d’un tratto, rivelarsi in un gesto e da quel gesto dipendesse il nostro futuro destino. E per un pomeriggio, forse meno, eravamo felici. Di quella felicità minuta che nasce dal credere che le regole bastino per essere cittadini del mondo. Ma non era così. Il pallone era il centro invisibile di quel mondo. Ed era uno solo: quello di Nino.
Nino arrivava sempre tardi, con una lentezza da sagrestano e la camicia abbottonata fino al collo, pulito e stirato come se uscisse dalla messa. Noi eravamo lì da mezz’ora e già puzzavamo di sudore. Lo vedevi spuntare all’angolo, con il pallone sotto il braccio sinistro, premuto contro le costole come si porta il pane appena comprato, ma pareva un’ostia consacrata. Aveva un sorriso piccolo, laterale, che non prometteva niente. Si trasformava in un ghigno quando qualcuno gli fischiava contro un fallo. O peggio, un rigore. Rigore netto, di un’evidenza assoluta, lampante come una colpa confessata. Una decisione presa con grande senso di giustizia popolare, collettiva, eroica, democraticissima. Rigore contro il proprietario del pallone. Già questo, a ripensarci, era un atto di straordinaria ingenuità politica. Noi continuavamo a discutere, ignari, come personaggi di un cartone animato che non hanno ancora visto il precipizio mentre Nino si chinava con lentezza cerimoniale da becchino. Raccoglieva il pallone e zac, sotto il braccio. Se ne andava. Senza una parola. Niente dichiarazioni. Nessun ultimatum. Si portava via il pallone e con esso il nostro mondo. Puoi stabilire regole, squadre, merito, giustizia. Puoi credere di avere dei diritti. Quel rigore era un diritto, ci spettava. Ma se qualcuno può portarsi via ciò che tiene insieme tutto, allora ciò che chiami giustizia è solo una concessione. Un diritto esiste solo se nessuno può revocarlo arbitrariamente. Ricordo che qualcuno disse: “Non vale”. Era la frase che usavamo sempre. Non vale. Come se bastasse pronunciarla per raddrizzare ogni cosa. Ma Nino continuò a camminare. E in quel momento mi resi conto, con una chiarezza dolorosa, che “non vale!” non aveva nessun potere. Perché il potere era altrove. Stava sotto il braccio di Nino.
Mi accorgo solo adesso di tornare spesso su quella strada sterrata. Riconosco la stessa dinamica in ambiti meno innocenti. Persone filmano abusi, sgomberi, violenze. Chi filma sta reagendo a qualcosa che accade davanti a lui. Sta rispondendo. È come tendere una mano, mettersi tra qualcuno e il pericolo, gridare “basta”. Filmano perché capiscono che quel video è l’unico pallone disponibile. L’unica cosa che rende il gioco reale. Le immagini sono instabili, parziali, spesso brutte. Tremano come tremano le mani, ma dicono senza dubbi e senza retorica: io ero qui. Subito dopo, però, arriva un’autorità qualsiasi - politica, mediatica, tecnica - che dice: «il video potrebbe essere falso». È lo stesso gesto di Nino. Raccogliere il pallone. Non si discute l’ingiustizia. Non si nega apertamente il fatto. Si rende la prova inutilizzabile. È una forma di potere garbata, elegante ma feroce: non proibisce, svuota.
Quando Dwight D. Eisenhower visitò il campo di concentramento di Ohrdruf nell’aprile del 1945, comprese immediatamente che ciò che aveva davanti non era soltanto la prova di un crimine storico, ma l’anticipazione di una futura battaglia sulla verità. Ordinò che tutto fosse documentato: fotografie, filmati, testimonianze scritte. Capì che la verità non è garantita da un singolo documento, bensì da una rete di conferme convergenti. Le immagini dei campi non resero impossibile il negazionismo, ma lo costrinsero a manifestarsi apertamente come ideologia, non come interpretazione legittima dei fatti.
La relazione tra verità, potere e tecnologia non è nuova, ma l’intelligenza artificiale la rende più opaca e più instabile. Il problema non è la falsificazione in sé - che è sempre esistita - bensì la creazione di un clima di dubbio generalizzato. Una delle pratiche più diffuse è il falso equilibrio: presentare una prova visiva documentata e, accanto a essa, una smentita priva di fondamento come se fossero due posizioni equivalenti. In questo modo, l’immagine non viene confutata, ma diluita. Il pubblico non è portato a comprendere, ma a dubitare. Non a giudicare, ma a sospendere il giudizio. Questa sospensione ha effetti sull’opinione pubblica concreti: il dubbio permanente funziona come una forma di assoluzione preventiva. Se nulla può essere stabilito con certezza, allora nessuno è responsabile. Lo scetticismo, da strumento critico, diventa uno strumento di paralisi morale. Quando tutte le versioni dei fatti sembrano equivalenti, il risultato non è pluralismo. È anestesia critica.
Se le immagini possono essere manipolate o screditate a piacere, anche l’evidenza diventa un’opinione. E allora si capisce che il problema non è tecnico e non è estetico. È civile. Oggi non occorre mentire sul fatto. Basta truccarlo. O insinuare il dubbio. È una strategia infinitamente più insidiosa. Perché la manipolazione grossolana suscita diffidenza; quella retorica, invece, si infiltra sotto la soglia critica. Non cambia i fatti: modula le reazioni. Lavora sulle emozioni come un fonico lavora sull’audio, alzando certi registri e abbassandone altri. Così la prova perde innocenza, diventa realtà aumentata, teatro, icona. Non più cosa accaduta, ma cosa da sentire. E a quel punto non dimostra più niente. Persuade.
Eppure, le immagini non hanno mai garantito la verità da sole. Hanno sempre avuto bisogno di qualcosa di più fragile e più umano: la fiducia nello sguardo di chi le ha realizzate. Una fiducia imperfetta, storica, costruita nel tempo, come si costruisce la credibilità di una voce. In fondo non abbiamo mai creduto alle fotografie in quanto tali, ma all’onestà di chi era stato lì, davanti all’accadimento, con una macchina tra le mani. Se è così, allora la questione decisiva non riguarda l’immagine finita, ma l’origine di quella fiducia. E quell’origine non si trova nella fotografia che circola e viene discussa. Nasce molto prima.
C’è un momento, prima dello scatto, in cui esiste soltanto una scelta. Tutto ciò che verrà dopo - la fotografia, il dubbio, la negazione, la discussione sulla sua autenticità - germina da quell’istante invisibile e solitario.
Non siamo specchi, ma soglie; non registriamo, scegliamo. E da quella scelta, inevitabilmente parziale e situata, deriva l’unica forma di credibilità che l’immagine possa ancora pretendere: non l’oggettività, ma la responsabilità di uno sguardo. Per questo l’idea romantica del fotografo come testimone silenzioso mi è sempre parsa un mito consolatorio.
Prima ancora di scattare, ho già imposto al mondo una griglia. Tempo di posa, lunghezza focale, distanza, punto di vista sembrano parametri puramente tecnici; invece agiscono come vere e proprie forme a priori, strutture invisibili che organizzano l’esperienza visiva prima ancora che l’immagine esista. Non vedo il mondo “com’è”; vedo il mondo come può essere reso visibile attraverso il mio apparato percettivo e strumentale. Quello che mostro non è la realtà, ma il modo in cui la mia coscienza la struttura. C’è in tutto questo qualcosa di kantiano, ma con la tensione tragica di Schopenhauer: non esiste un prima intatto che io possa limitarmi a prelevare. Dietro ogni immagine non c’è un senso ultimo, c’è soltanto il flusso cieco dell’esistere. Le persone che fotografo cambiano, invecchiano, muoiono. I luoghi si trasformano, si consumano, scompaiono. L’istante che credevo di aver salvato era già perduto mentre lo fissavo.
In questo senso, il mio sguardo funziona come una struttura che organizza il caos, lo rende leggibile, lo traduce in una forma che è insieme critica ed etica. Così, mentre credo di documentare il reale, in verità lo sto gerarchizzando,talvolta persino manipolando come può fare un soggetto situato, incarnato, limitato. Ogni fotografia, anche la più dimessa, contiene una grammatica implicita, una sintassi dello sguardo che orienta chi osserva, suggerisce nessi, produce senso. Non esiste immagine innocente. In definitiva, ogni fotografia è un dispositivo di interpretazione, una rappresentazione.
E allora, perché continuare ad andare in giro a fotografare, quando sarebbe più comodo - e forse più efficace - delegare tutto a un algoritmo? Riconoscere che la verità è socialmente mediata non implica rinunciare alla distinzione tra fatti e finzioni. Al contrario, significa assumersi la responsabilità politica di difendere tale distinzione contro chi trae vantaggio dalla sua dissoluzione. Nonostante mi senta un residuo archeologico, avverto la necessità di difendere una differenza: quella tra l’incontro reale con il mondo e la sua pura simulazione. Non perché la mia fotografia sia vera, ma, semplicemente perché è accaduta. Nasce da un’esperienza, da una resistenza, da un corpo esposto al freddo, al rischio, all’imprevisto. È il risultato di un attrito con il reale, non di una sua astrazione matematica.
Ecco, proprio quando mi convinco che tutto il mio lavoro sia costruzione, mi accorgo che qualcosa resiste. Sul campo non inseguo la fotografia perfetta, quella che pretende di esaurire il senso di una situazione e di chiuderla in un’immagine definitiva. Diffido delle immagini troppo compiute. Accetto l’ambiguità e l’incompletezza. Cerco piuttosto una fenditura, un varco minimo attraverso cui l’esperienza possa emergere senza trasformarsi in spettacolo. Prendiamo il caso di una situazione dolorosa. Il processo fotografico funziona come un catalizzatore: raccoglie il dolore grezzo, lo comprime, lo trattiene. E solo dopo, forse, lo trasforma in qualcosa di condivisibile. Non lo elimina, non lo sublima: gli dà forma. E dare forma è già essere coinvolti. La macchina fotografica non è uno strumento di conquista, ma un luogo di confronto, talvolta di smarrimento.
Ed è proprio questo smarrimento a restituire una verità profonda, non referenziale ma esistenziale. Le fotografie non mi dicono tanto che cosa sia accaduto, quanto che cosa abbia significato essere stato lì. Offrono una verità affettiva, quasi tattile, che non pretende oggettività ma prossimità. Penso ai primi piani che mi capita di scattare per strada: volti immobili, attraversati da minime vibrazioni, in cui sembra passare un intero monologo silenzioso.
Lì capisco che la fotografia non sta mostrando qualcosa, ma ascoltando. Concede tempo a un’emozione perché si depositi negli occhi, nella postura, nel respiro.
È l’esatto contrario di ciò che accade con le immagini di sintesi. Queste non attendono, non ascoltano: orchestrano. Sono progettate per dialogare con un archivio profondo dell’immaginario collettivo, per attivare simboli pronti all’uso. Qui l’emozione precede il giudizio, la commozione precede l’analisi. Non devono far pensare, devono persuadere, e persuadere è un verbo molto meno onesto. Non riconosco, allora, l’etica della fotografia nel rivendicare un’impossibile oggettività, ma nel rendere trasparente la propria posizione, dichiarare il contesto. Opporre a una superficie perfetta e persuasiva, un’immagine che porta con sé le tracce dell’incontro,la fragilità di una presenza. Un gesto minimo, consapevole, ostinato che non dirà la verità assoluta, ma renderà la menzogna più difficile da abitare.

Anche per questo fotografo: per rimettere il pallone a terra, abbastanza a lungo perché il gioco possa continuare, perché qualcuno possa ancora correre, cadere, protestare, gridare “non vale!”
.
  
Franco Carlisi
(Editoriale al n° 86 di Gente di Fotografia)
7 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
  

 

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06/03/2026

Musica. Matilde Tirone e Gloria Mattaliano domani su Radio Sirio

 

Matilde Tirone e Gloria Mattaliano domani su Radio Sirio
Locandina
 

Domani mattina, sabato 7 marzo, due ragazze di Grotte saranno protagoniste in radio; Matilde Tirone e Gloria Mattaliano canteranno durante la trasmissione "Buongiorno Italia", in onda su Radio Sirio.

Matilde Tirone e Gloria Mattaliano domani su Radio Sirio
(Locandina)

A partire dalle ore 11.00, le due ragazze si esibiranno nello spazio dedicato ai giovani talenti, accompagnate dalla loro maestra di canto, Cecilia Capitano, della scuola "Arte Canto". A condurre la mattinata in studio ci saranno Alberto, Maurizio e Giuseppe.
Per chi volesse sostenere e ascoltare le due giovani di Grotte, sono disponibili diversi canali:
- in radio, sulle frequenze FM 98.00;
- sul web, in streaming collegandosi al sito www.radiosirio.it;
- in video, tramite la diretta live sul canale YouTube della radio.
Quanti sono interessati potranno sintonizzarsi per seguire questa mattinata di musica che vede protagoniste Matilde e Gloria
.  
  

Carmelo Arnone

6
marzo 2026
© Riproduzione riservata.
     

 

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06/03/2026

Politica. Referendum: alla Biblioteca comunale di Grotte si discute delle ragioni del "NO"

 

Referendum: alla Biblioteca comunale di Grotte si discute delle ragioni del "NO"
Locandina
 

In vista della consultazione referendaria sulla giustizia prevista per i giorni 22 e 23 marzo, domani, sabato 7 marzo, a partire dalle ore 17.30 presso i locali della Biblioteca Comunale di Grotte, si terrà un incontro pubblico per approfondire i temi del voto.
Al centro della serata, organizzata dal "Comitato per il No" rappresentato da Antonio Salvaggio (Segretario del Circolo PD di Grotte) ci sarà l’intervento della dott.ssa Graziella Luparello, magistrato, che illustrerà i motivi tecnici e giuridici per i quali il comitato sostiene la scelta del "No" ai quesiti referendari
. 
  

Redazione
6 marzo 2026
     

 

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05/03/2026

Racalmuto. Referendum: "Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla Fondazione "Sciascia"

 

"Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla Fondazione "Sciascia"
Locandina

Sabato 7 marzo 2026, alle ore 16.00, presso i locali della Fondazione "Leonardo Sciascia" a Racalmuto, si terrà un dibattito dedicato alla riforma della giustizia. L’incontro, dal titolo "Le ragioni del SÌ, Le ragioni del NO", si propone di esaminare i diversi punti di vista sui cambiamenti che interessano il sistema giudiziario italiano.

"Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla Fondazione "Sciascia"
(Locandina)

Il punto di partenza della discussione è una riflessione dello scrittore Friedrich Dürrenmatt sulla necessità di analizzare con precisione le possibilità che restano alla giustizia.
I lavori si apriranno con i saluti di Calogero Bongiorno, sindaco di Racalmuto e presidente della Fondazione Sciascia.
Il programma prevede i contributi di diversi esperti del settore:
- Angelo Costanzo, consigliere di Cassazione;
- Giuseppe Melisenda Giambertoni, presidente del Tribunale di Agrigento;
- Roberto Passalacqua, magistrato;
- Vincenzo Vitale, avvocato e professore.
A coordinare gli interventi sarà Gianluca Sprio, consigliere e tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento.
L'iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Siciliana (Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana), dal Comune di Racalmuto e dalla Fondazione Sciascia
. 
  

Redazione
5 marzo 2026 
  

 

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05/03/2026

Comune. Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per lunedì 9 marzo alle ore 18.00

 

Aula consiliare "Antonio Lauricella"
Aula consiliare

L'adunanza del prossimo Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta ordinaria presso la sala consiliare del Comune di Grotte, su determinazione del presidente Angelo Carlisi, è stata fissata per lunedì 9 marzo, alle ore 18.00.
Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ufficiale del Comune (clicca qui).

Verrà discusso il seguente ordine del giorno:

1) nomina scrutatori, lettura e approvazione verbali seduta precedente;

2) proposta di deliberazione del gruppo consiliare di minoranza: “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”.

In caso di mancanza del numero legale la seduta sarà sospesa per un'ora e, qualora dopo la sospensione non ci fosse ancora la presenza del numero legale dei Consiglieri, la seduta di seconda convocazione sarà tenuta il giorno successivo, sempre alla stessa ora
. 
  

Redazione
5 marzo 2026 
  

 

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05/03/2026

Attualità. Grotte: costituito il Comitato "Cara_Acqua"; chiesto incontro con il Sindaco

 

Comitato Cittadino "Cara_Acqua”
Comitato

A Grotte è stato costituito ufficialmente il Comitato Cittadino “Cara_Acqua”; un’associazione formata da cittadini, nata su base volontaria e senza legami con partiti politici. Di seguito, il comunicato ufficiale e la comunicazione inviata al Sindaco.

Comitato Cittadino "Cara_Acqua”
(Comitato Cittadino "Cara_Acqua”)

Grotte, 4 marzo 2026.
È stato formalmente costituito il Comitato Cittadino "Cara_Acqua”, un’associazione su base volontaria e apartitica composta da utenti titolari residenti, con l'obiettivo principale di accertare la validità e la legittimità delle somme di pagamento richieste per i consumi idrici esposti nelle bollette distribuite in queste ultime settimane da AICA e sulla base delle tariffe di recente rimodulate dall’Azienda.
Il Comitato si propone di agire come interlocutore propositivo nei confronti delle istituzioni locali, incoraggiando il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini con l’obiettivo di aprire una fase di responsabile verifica della legittimità della rimodulazione delle tariffe, della trasparenza dei consumi fatturati agli utenti e della legalità del corretto funzionamento del sistema di depurazione.
"Sono questi i punti fondamentali sui quali si intende condurre l’azione del Comitato; perciò abbiamo deciso di unire le nostre forze, perché crediamo fermamente che nei rapporti - amministrativi e commerciali - tra AICA e utenza cittadinanza non vi sia né trasparenza né legittimità - dichiara il dott. Armando Caltagirone, animatore, portavoce e rappresentante del neonato Comitato - avendo percepito soltanto un diffuso e forte disappunto tra i cittadini che rasenta l’allarme sociale; le richieste di AICA agli utenti sono sproporzionatamente esose e non trovano né valido né solido fondamento né nella qualità e neppure negli standard prestazionali del servizio idrico domestico”, chiosa Caltagirone che, in seno al Comitato, assolve alle funzioni di Presidente.
E continua: “Il nostro primo obiettivo è stato di chiedere al Sindaco con un formale messaggio PEC un confronto per sollecitare il sostegno dell’amministrazione comunale alla tutela degli interessi dei propri concittadini, così spudoratamente violati da seri sospetti che prima facie rasentano una diffusa illegalità".
I cittadini interessati a sostenere l'iniziativa in argomento possono contattare i componenti del direttivo del comitato nelle persone del dr. Armando Caltagirone, dr. Paolo Licata e sig. Michelangelo Farruggia.
p. IL COMITATO
Dottor Armando Caltagirone

*****

Comitato Cittadino “Cara_Acqua” Grotte

Al Sig. Sindaco dr. Alfonso Provvidenza
           Comune di Grotte
Agli Organi di Stampa Locali
           Grotte

OGGETTO: Informativa circa la costituzione in Grotte del Comitato Cittadino “Cara_Acqua”. Richiesta di incontro. Art. 33 Statuto comunale.
Preg.mo Signor Sindaco,
nella mia qualità di Presidente del Comitato intestato, a norma dell’articolo 33 dello Statuto comunale, mi pregio chiederLe un incontro per discutere delle problematiche connesse alle richieste di pagamento dei consumi idrici da parte di Aica che risultano particolarmente esose e poco attendibili, così come il presunto regalare funzionamento del depuratore.
Sarà particolarmente gradita la convocazione nel luogo e nell'ora che riterrà più opportuni, ma tuttavia entro e non oltre il corrente mese.
Le anticipo che oltre alla presenza del direttivo del comitato, composto oltre che dal sottoscritto anche da dr. Paolo Licata e sig. Michelangelo Farruggia, ai fini di una corretta e puntuale informazione della collettività, Le chiederò di concedere la presenza anche degli Organi di Stampa Locali, a Lei noti.
Cordiali saluti
IL PRESIDENTE DEL COMITATO
Dottor Armando Caltagirone
. 
  
Redazione
5 marzo 2026 
  


 

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04/03/2026

Reportage. Favara: la mostra fotografica "I Grant You Refuge" racconta il legame con Gaza

 

Favara: la mostra fotografica "I Grant You Refuge" racconta il legame con Gaza
Locandina

A partire da oggi, mercoledì 4 marzo 2026, le sale del Castello Chiaramonte di Favara ospiteranno una serie di scatti dedicati al tema dell'accoglienza e della dignità umana. L'inaugurazione di "I Grant You Refuge" è prevista per le ore 10.30 presso la Sala Timilia.

Favara: la mostra fotografica "I Grant You Refuge" racconta il legame con Gaza
(Locandina)

Il progetto fotografico nasce con l'intento di far riflettere chi osserva sulla situazione di Gaza, comunità a cui Favara è legata da un rapporto di gemellaggio. Attraverso le immagini, si punta a mostrare storie di persone che, nonostante le grandi difficoltà quotidiane, riescono a mantenere viva la speranza e la capacità di resistere.
Nelle intenzioni del sindaco Antonio Palumbo, che ha promosso l'iniziativa, questo percorso visivo serve a dare un significato concreto alla parola "rifugio", trasformando la memoria in un impegno civile condiviso. È un modo per guardare oltre i propri confini e dare valore al dialogo tra culture diverse.
La mostra sarà accessibile al pubblico sino al 13 marzo con i seguenti orari:
- tutte le mattine, dalle 09.00 alle 13.00;
- lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30.

L'ingresso è aperto a tutti i cittadini che desiderano approfondire queste tematiche attraverso il linguaggio della fotografia
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Carmelo Arnone

4
marzo 2026
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03/03/2026

Politica. Incontro del PD di Grotte: si è parlato delle "Ragioni del NO" con l'on. Lauricella

 

Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella
Salvaggio e Lauricella
 

Ieri pomeriggio, lunedì 2 marzo 2026, a Grotte presso la sede di Via Alfieri si è tenuta una riunione politica organizzata dal Circolo del Partito Democratico. Al centro della discussione c'era il tema "Le ragioni del No", un momento di confronto scelto per spiegare i motivi della contrarietà del partito rispetto alla prossima consultazione referendaria.

Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella
(Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella)

Protagonista dell'incontro è stato l’on. Angelo Lauricella. Durante il suo intervento, Lauricella ha analizzato nel dettaglio le motivazioni tecniche e politiche che spingono il circolo di Grotte a sostenere la posizione del "No". L'obiettivo della serata era offrire ai cittadini e agli iscritti un quadro chiaro dei punti critici oggetto del dibattito, cercando di rendere comprensibili i passaggi più complessi della questione.
Al termine del confronto il Segretario del Circolo PD di Grotte, Antonio Salvaggio, ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei presenti. In una nota, Salvaggio ha voluto ringraziare chi ha preso parte alla discussione, rivolgendo un pensiero anche a chi non ha potuto raggiungere la sede di Via Alfieri per impedimenti personali. "È stato un buon incontro - ha dichiarato Salvaggio -. Ne faremo un altro presto: stiamo già decidendo il giorno, l'ora e il luogo per proseguire questo percorso di approfondimento".
La segreteria cittadina conferma quindi l'intenzione di dare seguito a questo primo dialogo con la cittadinanza, promettendo di comunicare a breve i dettagli per il prossimo incontro in programma.
Come fuoriprogramma, nel corso dell'incontro, l'intervento dell'ex deputato regionale Federico Martorana che ha sollevato ancora una volta la disputa amministrativa riguardante la gestione in comodato d'uso dei locali del Circolo
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Redazione
3 marzo 2026
     

 

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03/03/2026

Volontariato. Avis: nuove date pomeridiane per la donazione di sangue a Grotte

 

Avis: nuove date pomeridiane per la donazione di sangue a Grotte
Avis Grotte

L’Avis Comunale di Grotte OdV amplia il proprio calendario per facilitare chi desidera donare il sangue. Il presidente Pietro Zucchetto ha comunicato che, oltre alle consuete mattine della seconda e quarta domenica di ogni mese, sono stati aggiunti dei turni nel pomeriggio durante la settimana.

Avis: nuove date pomeridiane per la donazione di sangue a Grotte

Le nuove giornate di raccolta si svolgeranno sempre di mercoledì, nelle seguenti date: 18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22 luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Le attività si svolgono presso il punto di raccolta situato in Via Francesco Ingrao n. 92/94. Questa sede, considerata un "piccolo presidio sanitario", è diventata un punto di riferimento importante per il paese.
Oltre alla raccolta del sangue, l'associazione si occupa di promuovere il volontariato tra i giovani e organizza iniziative legate alla prevenzione e alla salute, come campagne di screening (in collaborazione con l'ASP1 di Agrigento e il Comune di Grotte), visite mediche gratuite nei giorni di raccolta, e progetti con le scuole locali per diffondere la cultura della solidarietà.
L’associazione ha raggiunto traguardi importanti, superando nell'ultimo anno la soglia delle 500 sacche raccolte, segno di una comunità partecipe e attenta ai bisogni degli altri.
Per partecipare alle giornate di donazione o per ricevere maggiori informazioni, è possibile visitare il sito internet ufficiale www.avisgrotte.it oppure contattare i numeri 377.0974739 e 320.4434713.
Donare il sangue è un gesto semplice che aiuta concretamente gli ospedali del territorio e le persone che hanno bisogno di terapie trasfusionali
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Carmelo Arnone

3 marzo 2026
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03/03/2026

Pittura. Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato

Pittura. Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato
Locandina

A Milano, dal 7 al 16 marzo 2026, gli spazi di UNAHOTELS Expo Fiera Milano ospiteranno la 15^ edizione di "Donne in rinascita", un concorso internazionale d’arte e video organizzato dalla galleria PassepARTout Unconventional Gallery (PUG).

Pittura. Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato
(Locandina)

L'iniziativa si propone di esplorare la figura della donna attraverso i linguaggi della pittura, della scultura, della fotografia e della video-arte. Al centro della mostra ci sono temi legati alla forza, alla resilienza e alla capacità di rinascita, offrendo al pubblico una panoramica di stili che raccontano i diritti e i valori della figura femminile nel mondo contemporaneo.
Tra i protagonisti di questa edizione spicca il nome di Antonio Pilato, artista originario di Grotte, che porterà il suo contributo pittorico all'interno del percorso espositivo, confermando ancora una volta il legame tra la sua ricerca artistica e le tematiche sociali profonde trattate dalla rassegna.
Antonio Pilato è un pittore - già docente di Filosofia e Pedagogia - che ha scelto Milano come sede per la sua attività professionale e creativa. La sua formazione culturale, profondamente radicata negli studi umanistici, si riflette costantemente nelle sue tele, dove l'arte diventa uno strumento per indagare la condizione umana. La sua pittura è caratterizzata da un tratto vibrante e istintivo, che spesso si allontana dai rigidi schemi classici per cercare una narrazione più libera e autentica. Nelle sue opere, Pilato rivolge uno sguardo attento agli ultimi, ai deboli e a coloro che vivono i travagli della società moderna, cercando di dare voce ai silenzi e alle fatiche quotidiane. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose esposizioni di rilievo, tra cui il Premio Terna, consolidando la sua reputazione di artista capace di unire l'energia creativa a una profonda coscienza storica e morale.
La rassegna
"Donne in rinascita" sarà visitabile quotidianamente, ad ingresso libero, dal 7 al 16 marzo 2026 presso la sede di UNAHOTELS Expo Fiera Milano (Via Keplero 12, a Pero, dalle 09.00 alle 19.00.  
  

Carmelo Arnone

3 marzo 2026
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03/03/2026

Attualità. "Fine dell'ordine mondiale"; di Raniero La Valle

 

Raniero La Valle
Raniero La Valle

Raniero La Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire d’Italia» e più volte parlamentare.

*****

Lo sterminio premeditato della famiglia dell’Ayatollah Khāmeneī, (lui, la figlia, il genero e una nipote) e lo scatenamento dell’offensiva terroristica aerea e missilistica contro l’Iran, chiamata “il ruggito del leone”, segna la fine dell’ordine pubblico mondiale.
Non era un ordine giusto né pacifico, ma aveva un suo alibi nel diritto internazionale che Trump, alla vigilia delle sue aggressioni, aveva dichiarato decaduto, bastandogli la regola della propria presunta etica ed onnipotenza.
Era un ordine pubblico che comunque obbediva a una prassi condivisa in quanto, si trattasse di democrazie o autocrazie, era pur sempre risultante da un rapporto tra governi e Stati di cui si poteva supporre ancora una certa ragione, fosse pure la ragion di Stato.
Esso viene ora sostituito da un ordine in cui chi decide della vita e della morte di popoli interi e dei rischi per il mondo sono da un lato un potere tradizionale come quello russo, dall’altro sono due assassini seriali, uno dei quali, Trump, agisce a titolo personale senza alcun controllo del Congresso e neanche consenso dei suoi stessi seguaci, e l’altro, Netanyahu, sulla spinta di una intenzione di stroncare l’Iran personalmente perseguita da quarant’anni, come lui stesso ha detto, e con l’ausilio di spie e di Servizi segreti.
E che ciò sia avvenuto di sorpresa e con l’inganno, approfittando di negoziati di pace in corso e di una conclamata propensione all’accordo, toglie dignità ai loro due Paesi.
Ciò è tanto più grave per Israele, perché a differenza degli Stati Uniti la cui invulnerabilità è garantita da un esercito quale non si era mai visto al mondo e che secondo l’ apologetica trumpiana sarebbe invincibile, l’incolumità e la sussistenza di Israele dipendono in gran parte dal consenso e dalla solidarietà di tutto il mondo, per la considerazione ammirata di cui gode l’intero popolo ebraico anche come riparazione dell’orribile genocidio di cui è stato vittima ad opera di un mondo europeo “civilizzato” e razzista.
L’ordine pubblico mondiale che viene così compromesso è sostituito dall’arbitrio di due o tre sole persone che usano un potere incontrollato, come l’uomo dell’“anomia”, il senza umanità e senza legge di cui san Paolo parlava a quelli di Salonicco.
E le guerre si fanno non più per qualche conquista, ma per cambiare il regime politico, “regime change”, dovunque un ordinamento politico al potente di turno non sia gradito.
E a noi che cosa resta da fare?
Continuare a lottare per il diritto e perché ogni nazione possa avere ordinamenti di libertà, di pluralismo e di pace, così da non offrire più pretesti ai potenti per decapitare, affamare, e uccidere i popoli
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Raniero La Valle
3
marzo 2026
  

 

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02/03/2026

Politica. L'on Decio Terrana al Consiglio Nazionale dell'UDC: identità, impegno sociale e radicamento sui territori

 

L'on Decio Terrana al Consiglio Nazionale dell'UDC
Dirigenti UDC

"Rilancio organizzativo, radici culturali ben salde e attenzione alle fasce più fragili della società"; sono questi i cardini emersi dal Consiglio Nazionale del 26 febbraio dell’Unione di Centro, riunito a Roma all’Hotel Crown Plaza, per fare il punto sulla fase politica e delineare le prossime iniziative del partito.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’UDC, l’on. Lorenzo Cesa, che ha richiamato la tradizione popolare e cristiano-democratica della formazione centrista, sottolineando la necessità di rafforzare la presenza sui territori e di consolidare un profilo politico riconoscibile nel panorama nazionale ed europeo. Un intervento improntato alla coerenza identitaria, con un richiamo esplicito ai valori della persona, della solidarietà e della responsabilità istituzionale.
Nel corso della riunione, presieduta dal segretario nazionale sen. Antonio De Poli, ampio spazio è stato dedicato agli aspetti organizzativi. Il Segretario ha delineato le linee politiche e organizzative per i prossimi mesi, con particolare attenzione alle politiche che riguardino le esigenze di famiglie, imprese ed enti locali.
Al Consiglio Nazionale è intervenuto anche l’on. Decio Terrana, responsabile nazionale agli Enti Locali e coordinatore politico dell’UDC in Sicilia, che ha posto l’accento sulla campagna di adesioni, definendola uno strumento strategico per consolidare la struttura del partito e rafforzarne la presenza nelle amministrazioni locali. Secondo l’on. Terrana, il tesseramento non rappresenta un mero passaggio formale, ma un momento di partecipazione attiva, utile a costruire una rete solida di amministratori, dirigenti e militanti.
Nel suo intervento, Terrana ha inoltre richiamato con forza l’ispirazione alla dottrina sociale cristiana come bussola dell’azione politica; un riferimento che - nelle intenzioni del Dirigente centrista - deve tradursi in iniziative concrete a sostegno delle famiglie, degli anziani, dei giovani in cerca di opportunità e di quanti vivono condizioni di disagio economico e sociale. È proprio per questo Terrana ha richiamato all’unione di tutti i cattolici per combattere la povertà e poter avere più attenzione agli "ultimi".
"La Politica non può sempre e solo parlare alla pancia della gente - ha concluso l'on. Terrana -, ma deve essere anche un vero strumento per combattere per i bisogni delle persone. Per cui diventa necessaria l’unione di tutti coloro che si riconoscono nei valori dello scudocrociato, per avanzare iniziative politiche da declinare in proposte legislative e amministrative coerenti".

  
Redazione
2 marzo 2026
  

 

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02/03/2026

Politica. "La sinistra ha smarrito la vocazione ad essere popolare"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Dopo la revoca per infiltrazioni mafiose della concessione alla società che gestiva i lidi di Mondello, non posso fare a meno di riscontrare un silenzio assordante da parte delle altre forze politiche del centrosinistra.
Invece che dare atto a Ismaele La Vardera di aver vinto una battaglia emblematica sulla legalità, sembrano quasi in imbarazzo.
Mi sono chiesto perché.
È l'imbarazzo per non essersi accorti, per aver taciuto o c'è anche, come serpeggia sui social, il fastidio perché uno degli status del classismo dei palermitani rischia di crollare?
La villa e la cabina quasi privata a Mondello era ciò che distingue la media e alta borghesia dalla plebe, chi poteva permettersi di pagare migliaia di euro per le sdraio e gli ombrelloni e chi, invece, al mare va solo la domenica con il fastidioso (per chi è chic) corredo di numerosa prole, teli mare cinesi e abbondanti, ipercaloriche cibarie.
Leggo, tra i commenti, tanti che si preoccupano del decoro che potrebbe venire meno per il riappropriarsi della prestigiosa spiaggia da parte del popolo caciarone e incivile.
La stessa borghesia che per decenni ha convissuto in complice silenzio con la mafia che speculava e costruiva i palazzi e i quartieri "bene" attorno a Via Libertà.
La stessa sinistra che ha le percentuali più alte in quelle zone e che sta scomparendo nei quartieri popolari e nelle periferie.
La Vardera non avrà lo stesso aplomb, il modus raffinato dei rivoluzionari da salotto, avrà anche un approccio impetuoso e spettacolare, ma sta affermando una battaglia che può scardinare le incrostazioni, i silenzi, le collusioni che incatenano la Sicilia in quella zona grigia in cui illegalità, malapolitica e mafia prosperano.
Se la vicenda delle concessioni di Mondello è una metafora, lo è anche per ciò che la sinistra ha smarrito: la vocazione ad essere popolare nel senso più nobile del termine.

  
Enzo Napoli
2 marzo 2026
  

 

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02/03/2026

Volontariato. A Grotte la 36^ Assemblea provinciale degli associati AVIS; domenica 15 marzo

 

AVIS Provinciale Agrigento
AVIS
 

Domenica 15 marzo 2026 l’AVIS Provinciale di Agrigento riunirà i propri delegati e rappresentanti per la 36ª Assemblea degli Associati. L’incontro è fissato presso la Sala consiliare "Prof. Antonio Lauricella" del Comune di Grotte. I lavori inizieranno alle ore 09.00 in prima convocazione e alle ore 10.00 in seconda convocazione.

AVIS Provinciale Agrigento
(AVIS Provinciale Agrigento)

L'ordine del giorno prevede una serie di passaggi istituzionali necessari alla gestione dell'associazione. Dopo la costituzione dell'Ufficio di Presidenza e la lettura del verbale della Commissione Verifica Poteri, si entrerà nel vivo della gestione amministrativa e sanitaria:
- il Presidente esporrà la relazione del Consiglio, seguita dal conto consuntivo dell'anno 2025 e dal preventivo finanziario per il 2026;
- sono previste le relazioni del Collegio dei Revisori dei Conti e del Direttore Sanitario;
- i soci saranno chiamati ad approvare i documenti contabili e a ratificare il preventivo per l'anno in corso;
- verranno scelti i delegati per l'Assemblea Regionale AVIS e i candidati per quella Nazionale.
I lavori, coordinati dal presidente provinciale Domenico Allegro e dal segretario Giovanni Scaduto, vedranno la partecipazione di numerose figure istituzionali e associative. Tra i presenti, oltre ai delegati e ai consiglieri delle varie sedi comunali, si segnalano: il consigliere provinciale Giovanni Pillitteri, il consigliere regionale Giovanni Matalone, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, il presidente dell'Avis comunale di Grotte Pietro Zucchetto, il presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi, l’assessore all’Associazionismo e al Volontariato Giusy Minneci.
Per sottolineare il legame tra le diverse sedi del territorio, tutte le AVIS Comunali sono state invitate a partecipare portando con sé il proprio Labaro sociale, che verrà esposto durante i lavori in segno di unità e appartenenza.
Al termine della seduta, i partecipanti potranno spostarsi presso un ristorante della zona per il pranzo sociale
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Redazione
2 marzo 2026
     

 

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01/03/2026

Politica. Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del "NO"

 

Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del "NO"
Locandina
 

Il circolo del Partito Democratico di Grotte ha organizzato un’assemblea per approfondire il tema "Le ragioni del No". L'incontro si svolgerà lunedì 2 marzo 2026, con inizio fissato per le ore 18.00. I lavori avranno luogo presso la sede del partito situata in Via Alfieri.

Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del "NO"
(Locandina)

L’incontro vedrà la partecipazione dell'onorevole Angelo Lauricella, che illustrerà i motivi della posizione contraria sostenuta dal circolo in merito alla consultazione oggetto del dibattito.
Il segretario locale, Antonio Salvaggio, nel diffondere la notizia, ha invitato i tesserati e i simpatizzanti a partecipare con puntualità. È stata inoltre espressa la volontà di aprire il confronto a una platea più ampia, esortando gli iscritti a coinvolgere amici e conoscenti interessati ad approfondire l'argomento.
L’onorevole Angelo Lauricella è una figura di lungo corso della politica siciliana e nazionale. Nato a Canicattì nel 1950, ha una formazione politica maturata all'interno dei principali partiti della sinistra italiana, dal PCI fino alla fondazione del Partito Democratico. Nella sua carriera parlamentare ha ricoperto il ruolo di Deputato alla Camera per diverse legislature, distinguendosi per l'attività in commissioni legate ai lavori pubblici e al territorio. Oltre all'impegno nazionale, ha sempre mantenuto un forte legame con la provincia di Agrigento, ricoprendo incarichi di rilievo nelle amministrazioni locali e regionali. All'interno del PD, continua a essere un punto di riferimento per l'analisi politica e il coordinamento delle attività sul territorio siciliano
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Redazione
1 marzo 2026
     

 

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01/03/2026

Iniziative. A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale della Donna

 

A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale della Donna
Manifesto

 

La Giornata Internazionale della Donna non è una semplice ricorrenza sul calendario ma un momento fondamentale per riflettere sui diritti raggiunti e su quelli ancora da conquistare. Nata per ricordare le lotte sociali, politiche ed economiche delle donne, questa giornata mantiene oggi un profondo valore civile: è il modo in cui la società riconosce il ruolo femminile e si impegna contro ogni forma di discriminazione e violenza.

A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale della Donna
(Manifesto)

A Grotte l'Amministrazione comunale ha scelto di dare spazio a questo tema attraverso una serie di iniziative concrete che coinvolgeranno il paese nei prossimi giorni.
Il percorso inizia oggi, domenica 1 marzo, e proseguirà sino all'8 marzo con una proposta intitolata “Orme di Libertà”. Si tratta di una mostra diffusa: le vetrine dei negozi del paese ospiteranno immagini e racconti di donne che hanno segnato la storia con il loro coraggio. L’idea è quella di trasformare una normale passeggiata per le vie del centro in un momento di conoscenza e approfondimento.
Il pomeriggio di venerdì 6 marzo, alle ore 17.30, presso il Centro Polifunzionale “San Nicola – Stella Castiglione”, si terrà un incontro dal titolo “Voci nel tempo”. Sarà uno spazio dedicato al dialogo tra diverse generazioni, dove giovani e anziani potranno confrontarsi con semplicità sui temi del lavoro, della società e delle aspirazioni personali. Un modo per capire come sia cambiato il modo di vivere la quotidianità e quali siano le sfide ancora aperte.
Infine domenica 8 marzo, al tramonto, si terrà un gesto simbolico chiamato “Segno di luce”: il Palazzo Municipale verrà illuminato di giallo. Questa scelta non ha una finalità estetica, ma vuole rappresentare un faro acceso per ricordare la strada percorsa dalle donne nel passato e illuminare quella di chi verrà in futuro.
Questo programma è il risultato di un lavoro di rete che vede coinvolte diverse realtà. Oltre al Comune di Grotte, partecipano attivamente: la Proloco “Herbessus”, i volontari del Servizio Civile Universale, la Consulta Giovanile di Grotte, la F.I.D.A.P.A. Sezione di Racalmuto, la Casa d’Arte “Pina Mazzara” e la testata giornalistica Grotte.info Quotidiano, che segue la comunicazione dell'iniziativa.
Il sindaco Alfonso Provvidenza e l’assessore alle Pari Opportunità Giusy Minneci hanno sottolineato come queste giornate servano a confermare l'impegno di tutta la comunità verso il rispetto dei diritti e della dignità di ogni donna
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Carmelo Arnone

1 marzo 2026
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01/03/2026

Comune. Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate

 

Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate
Letture d'inverno

Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate
Locandina

 

Ieri, sabato 28 febbraio 2026, anche Grotte ha partecipato alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare con una serie di attività pensate per informare e mostrare vicinanza a chi affronta sfide di salute poco comuni. L'iniziativa ha coinvolto sia i più piccoli che i simboli del paese.
La mattina è iniziata alle 10.30 presso la Biblioteca comunale "M. L. King". Qui, all'interno del ciclo "Letture d'Inverno" a cura del gruppo di lettura "Il piacere di leggere insieme", i bambini si sono riuniti per ascoltare la lettura ad alta voce del libro "Il Pentolino di Antonino" di I. Carrier
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Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per bambini e luci colorate
(Letture d'inverno)

L’assessore alle Disabilità Giusy Minneci, ha guidato i piccoli nella comprensione del racconto, spiegando come la diversità possa diventare un punto di partenza per l'inclusione. Dopo la lettura, si è svolto un laboratorio creativo: un momento pratico in cui i bambini hanno usato colori e sorrisi per esprimere il concetto di coraggio e la capacità di affrontare le piccole e grandi fatiche quotidiane. L'obiettivo della mattinata è stato quello di trasmettere ai cittadini di domani l’importanza di sapersi mettere nei panni degli altri.
Con l'arrivo della sera, l'attenzione si è spostata verso la sede del Comune; per testimoniare la solidarietà della cittadinanza, il Palazzo Municipale è stato illuminato con i colori simbolo della giornata: verde, viola e azzurro.
Questa scelta visiva, promossa dal sindaco Alfonso Provvidenza e dall'Amministrazione comunale, ha voluto ricordare che nessuno deve sentirsi solo davanti alle difficoltà. Le attività svolte hanno permesso di riflettere su temi importanti come il saper stare insieme e il supporto reciproco, rendendo la giornata un momento di condivisione semplice ma utile
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Carmelo Arnone

1 marzo 2026
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01/03/2026

Servizi. Attiva la nuova griglia presso il depuratore di Grotte

 

Azienda Idrica Comuni Agrigentini
AICA
 

L'Azienda Idrica Comuni Agrigentini (AICA) ha comunicato il completamento dei lavori di ripristino presso l’impianto di depurazione situato in contrada Caccarolloli, nel territorio di Grotte. Con una nota ufficiale datata 3 febbraio 2026 e registrata al protocollo il 24 febbraio, l'azienda ha confermato che la nuova apparecchiatura installata è ora in funzione.
L'intervento ha riguardato la sostituzione della griglia automatica che serve la sezione primaria dell'impianto. Questo passaggio tecnico arriva dopo una serie di segnalazioni, effettuate tra aprile e maggio 2024 e lo scorso ottobre 2025, che evidenziavano il malfunzionamento del precedente macchinario. I lavori di manutenzione si sono conclusi con il montaggio e l'avvio del nuovo dispositivo, necessario per il corretto trattamento delle acque.
La notizia della riattivazione è stata inviata formalmente a diversi enti, tra cui il Sindaco di Grotte, la struttura territoriale dell'ARPA di Agrigento, il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti e l'Assemblea Territoriale Idrica (ATI AG9)
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Redazione
1 marzo 2026
     

 

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01/03/2026

Comune. Aperte le selezioni per 18 volontari del Servizio Civile Universale

 

Servizio Civile Universale
Servizio Civile Universale
 

Il Comune di Grotte ha confermato anche per il 2026 l’avvio del Servizio Civile Universale. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Nam-Jai Ets, l'ente mette a disposizione 18 posti per i giovani che vogliono dedicare un anno ad attività di pubblica utilità.

Servizio Civile Universale
(Servizio Civile Universale)

I posti sono suddivisi in quattro ambiti specifici, ognuno con un codice di riferimento per la candidatura:
- animazione culturale per minori ("A piccoli passi"): 10 posti totali (divisi in due sedi da 5 posti ciascuna, codici 206094 e 206088);
- tutela dei beni storici e artistici ("Passi per raccontare i territori"): 2 posti (codice sede 206094);
- salvaguardia di parchi e oasi naturali ("Rigenerazioni"): 6 posti (codice sede 206123).
Possono inviare la propria candidatura i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni non ancora compiuti. Chi verrà selezionato lavorerà per 12 mesi a supporto degli uffici comunali.
Il percorso prevede alcuni vantaggi concreti per i partecipanti:
- un rimborso spese mensile di 519,47 € netti.
- attività di formazione specifica e acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro;
- una riserva del 15% dei posti nei futuri concorsi pubblici.
Le domande di partecipazione devono essere inviate soltanto per via telematica. Il termine ultimo è fissato per le ore 14.00 dell’8 aprile 2026. La piattaforma per procedere è raggiungibile all'indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha sottolineato come la presenza di questa possibilità a Grotte sia il frutto di un lavoro costante iniziato negli anni scorsi; se all'inizio i posti venivano coperti soprattutto da ragazzi provenienti da altri comuni, oggi i giovani locali sono più consapevoli dell'importanza di questa esperienza. Dal punto di vista economico, l'operazione ha un impatto rilevante: il Comune investe circa 14.500 euro per la progettazione, cifra che genera un ritorno sul territorio di oltre 112.000 euro sotto forma di compensi erogati direttamente ai volontari. L'obiettivo dell'Amministrazione è offrire ai giovani un motivo concreto per restare e investire nelle proprie competenze senza dover necessariamente abbandonare il proprio paese. Citando il messaggio di fondo del film La meglio gioventù, il Sindaco ha ribadito la necessità di dare fiducia alle nuove generazioni per rinnovare la società e contrastare l'immobilismo.
 
  

Redazione

1 marzo 2026
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01/03/2026

Dibattiti. "Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse"; di Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse
Fine vita

Ho letto una nota interessante del caro amico Totò Carlisi sulla problematica del fine, questione che ho affrontato a partire dal caso Welby, quale pubblico ministero nel processo civile. Penso che l'articolo che qui riporto di Giuliano Amato, pubblicato su l'Avvenire, possa rappresentare un importante punto di equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse. L’intervento di Giuliano Amato, infatti, si colloca in una posizione intermedia e pragmaticamente istituzionale nel dibattito sul fine vita. Richiamando la sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale, Amato rivendica la scelta di aver aperto uno spazio limitato e rigorosamente circoscritto di non punibilità per il suicidio assistito, ancorandolo a condizioni stringenti - tra cui il trattamento di sostegno vitale - così da evitare derive eutanasiche e da ricondurre il caso entro il perimetro del rifiuto dell’accanimento terapeutico.

Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse
(Fine vita)

Il punto centrale del suo ragionamento non è tanto ampliare o restringere quell’ambito, quanto colmare il vuoto organizzativo lasciato al legislatore. La critica è rivolta al Parlamento, incapace finora di tradurre in disciplina chiara e uniforme quanto già tracciato dalla Corte. Amato suggerisce che soluzioni tecniche sarebbero possibili anche per via amministrativa, ma le considera una “sconfitta” della politica, che dovrebbe invece assumersi la responsabilità di trovare un terreno comune tra principi contrapposti. In sintesi, è un appello alla responsabilità istituzionale: non un manifesto ideologico, ma la richiesta che su un tema eticamente sensibile si passi dalla contrapposizione astratta a una regolazione condivisa e concreta.

“Amato: il fine vita, la legge e una via che evita l’accanimento”
di Giuliano Amato*

Il Presidente emerito della Corte Costituzionale interviene nel dibattito aperto da "Avvenire" su princìpi etici e possibili soluzioni giuridiche: sotto la sua guida la Consulta adottò la sentenza 242 che ha creato «uno spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio assistito».

Dall’ottobre 2025 Avvenire sta ospitando interventi di diverso orientamento sul fine vita firmati da giuristi, teologi, bioeticisti e filosofi per aiutare a mettere a fuoco ciò che è essenziale per tutti (sono tutti consultabili su Avvenire.it nella sezione “Scegliere sulla vita”).
L’intervento del presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Amato che qui ospitiamo si aggiunge al confronto in corso, con l’autorevolezza di chi guidò la Consulta nell’elaborazione della sentenza di riferimento in materia di suicidio assistito, la 242 del 2019. Un intervento che giunge pochi giorni dopo l’intervento del cardinale Zuppi, nel quale il presidente della Cei ha ricordato che «normative che legittimino il suicidio assistito e l’eutanasia rischiano di depotenziare l’impegno pubblico verso i più fragili e vulnerabili, spesso invisibili, che potrebbero convincersi di essere divenuti ormai un peso».

Quando nel 2019 adottammo la decisione della Corte Costituzionale che creò uno spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio assistito, devo ammettere che provai un sentimento di profonda soddisfazione. Il tema era difficile, il rischio che correvamo era quello di una contrapposizione irrisolta fra principi, e il risultato invece fu tale da lasciare tutti in pace con la propria coscienza. Ci aiutarono a tal fine le circostanze del caso (è il grande beneficio della giurisdizione, che il diritto lo vede sempre alla luce di un caso). Certo si è che qui c’era un essere umano che aveva davanti una vita comunque breve, una vita fatta di giorni senza speranza e riempita da dolori che neppure le cure palliative potevano sedare, una vita che continuava grazie a un trattamento di sostegno vitale, in assenza del quale sarebbe naturalmente cessata. Si poteva dire di no al gesto di umana pietà che quella persona chiedeva? La nostra risposta fu che non si poteva. E fu una risposta che poté essere data anche dai credenti, perché aver messo fra le condizioni il trattamento di sostegno vitale consentiva, insieme alle altre circostanze, di ricondurre il caso a quell’accanimento terapeutico, al quale anche per la Chiesa si può ragionevolmente porre fine.
La decisione zoppicava sotto il profilo organizzativo. Richiedeva il parere di commissioni etiche, che al momento esistevano, ma solo con competenze (e composizione) calibrate sulla sperimentazione dei farmaci. Non assicurava quell’uniformità di indirizzi che è essenziale per evitare trattamenti differenziati sul territorio nazionale. Non entrava nelle modalità procedurali ed era inevitabilmente generica sui ruoli rispettivi del pubblico e del privato. Ci avrebbe pensato il Parlamento, questo è quanto scrivemmo.
Sono passati oltre sei anni e ancora ciò non è accaduto. E non perché il Parlamento non se ne sia occupato, al contrario ci sono state al Senato ripetute sedute di Commissione e ripetute udienze. No, è la discussione che ha imboccato la strada dei principi contrapposti, e quei principi, prevedibilmente, non si sono incontrati. Lontano dai fatti, lontani dalle circostanze che offrirebbero loro spazi di flessibilità, sono rimasti fermi, rigidi. Non è un caso che di accanimento terapeutico non si sia seriamente parlato. Non è un caso che, al momento, non abbia provocato alcun avvicinamento neppure l’ultima sentenza della Corte Costituzionale. È la sentenza che ha sgombrato il campo dall’ipotesi di una distinta immunità penale per l’eutanasia, assorbendo quest’ultima nei limiti del già ammesso suicidio assistito, grazie all’uso di una macchina attivabile anche con il movimento di un dito o di una palpebra. No, neppure a questo si è sinora arrivati, pur di tenere il più possibile fuori dalla vicenda il Servizio sanitario nazionale (al quale dovrebbero essere invece affidate l’acquisizione e la gestione di questo tipo di macchina). Eppure il beneficio che ne conseguirebbe è palese.
Ma il beneficio - qualcuno mi può obiettare - ormai c’è, perché c’è la decisione della Corte e i giudici già la applicano, pretendendo che le Asl si procurino la macchina. E allora che bisogno c’è della legge? Fermi restando i presupposti dell’immunità penale, che sono quelli non allargabili fissati dalla Corte, ciò che manca è tutto e solo sul versante organizzativo. E qui ben si potrebbe provvedere con atti ministeriali di indirizzo, eventualmente integrati e comunque condivisi dalla Conferenza Stato-Regioni. È un’ipotesi da approfondire, probabilmente praticabile. Ma sarebbe il frutto di una dolorosa sconfitta. La sconfitta del Parlamento, che è certo nato per rappresentare le diverse posizioni, per dare loro l’opportunità di esprimersi e di contrapporsi. Ma non solo per questo. Il Parlamento non è il Cortile dei Gentili. Ma - diciamo la verità - ancor più di esso avrebbe la responsabilità di indicare al Paese - spesso smarrito davanti a quesiti morali che penetrano irrisolti nelle coscienze - soluzioni fondate su un solido terreno comune. Qui quel terreno c’è. Che la Repubblica trovi su di esso le soluzioni di cui ha bisogno, mettendo da parte il suo Parlamento, sarebbe comunque una prova di vitalità. Ma sarebbe meglio non doverla vivere
.

*Presidente emerito della Corte Costituzionale
.  
  

Salvatore Filippo Vitello

1 marzo 2026
© Riproduzione riservata.
        

 

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01/03/2026

Attualità. "La favola degli aumenti dell'acqua"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Aumenti tariffari
Aumenti

Leggendo la delibera del Consiglio Comunale del 16/02/2026, a proposito di aumenti tariffari idrici e funzionamento del depuratore, sembra quasi tutto vero.
Consiglieri che non dicono solo presente, ma che sollevano spigolosità interpretative sulla eventuale irretroattività dell’aumento tariffario deliberato dall’assemblea dei sindaci su proposta del CdA di AICA.
Singolare è poi la risposta della Vice Sindaca, di rassicurazione del regolare funzionamento del depuratore; infatti testualmente si legge: "rassicura l’aula circa il regolare funzionamento della struttura, richiamando i costanti controlli effettuati dagli uffici tecnici e la presenza in aula del responsabile del settore per eventuali approfondimenti".
Sull’aumento delle tariffe idriche rassicura che sono state fissate da ARERA. Nessuno ha chiesto chiarimenti e la discussione si è chiusa lì.
Può aggiungersi: "E vissero tutti felici e contenti"
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Aumenti tariffari
(Aumenti tariffari)

La Vice Sindaca, però, dimentica che ARERA è uno specchietto per le allodole, mentre sul depuratore non ha letto i documenti che gli uffici comunali hanno inviato alla redazione del quotidiano locale, dove la stessa AICA ammette che quando piove l’acqua in uscita è torbida.
Sostanzialmente, AICA ammette il mancato funzionamento.
Ancor più strana la circostanza della presenza, in Consiglio, del responsabile del settore, pur non essendo la discussione - depuratore - iscritta all’ordine del giorno. Che straordinaria previsione divinatoria! Roba da mago Otelma.
La favola continua con l’intervista rilasciata, ad "Agrigento oggi", dalla presidente del CdA di AICA dott.ssa Nobile, la quale conferma che l’aumento tariffario è perfettamente in linea con i criteri fissati dall’ARERA.
Tutto corrisponde. È tutta colpa di ARERA se vi sono stati aumenti. Cosi, almeno sembra capire dalle dichiarazioni sopra riportate.
Ci si chiede: ma sta ARERA cu è?
Non è il nome di una baldracca. È semplicemente l’Autorità nazionale che si occupa di fissare periodicamente i criteri di adeguamento tariffario non solo dell’acqua, ma anche dell’energia elettrica e del gas.
Appare opportuno precisare che il termine adeguamento ha significato ben diverso da aumento. L’adeguamento, nel caso di specie, in rapporto ai costi entro i limiti dei criteri fissati dall’ARERA. In teoria, e non solo, se i costi diminuissero l’adeguamento imporrebbe un abbassamento delle tariffe.
Possono mai diminuire i costi del servizio idrico nell’agrigentino se risulta accertato che almeno il 50% dell’acqua si disperde a causa delle reti colabrodo?
Che logica economica è stata la costruzione del dissalatore di Porto Empedocle nella consapevolezza che il 50% di quell’acqua si disperderà in mille rivoli?
Aumentano i costi e di conseguenza i parametri di adeguamento fissati da ARERA comportano inevitabilmente aumenti tariffari.
Non è ARERA, bensì la gestione che determina i costi e le tariffe adeguate ai criteri dell’organismo anzidetto.
Anche Girgenti Acque, negli aumenti tariffari, si adeguava ai parametri di ARERA.
Anche lì, tutto regolare; maggiori costi, maggiori aumenti, anche se è stato ipotizzato, dalla Procura della Repubblica, l’uso di fatture per operazioni inesistenti per far lievitare i costi.
Ritornando alla dott.ssa Nobile, probabilmente allieva della Bocconi, qualche tempo addietro ha dichiarato di volere fare un grosso investimento per l’acquisto e l’installazione di contatori smart di nuova generazione per la lettura a distanza.
Avere venti milioni di debiti con un solo fornitore come Siciliacque o averne qualche milione in più con qualche altro cosa cambia?
Ovviamente questa operazione comporterà nuovi costi e nuovi aumenti tariffari.
Tutto ciò ha un senso?
Contatori che misureranno ben altri liquidi, visto che quelli che interessano gli utenti si disperdono per strada.
L’indignazione è tanta e tale (era ora!) che, in questi giorni, proliferano come funghi i Comitati civici per affrontare il caro bollette. In quel di Canicattì, per iniziativa di due avvocati, si è costituito il comitato raccogliendo in soli due giorni oltre 3.500 firme. I due professioni dichiarano che scopo del comitato è quello di interfacciarsi con AICA e chiedere l’accesso agli atti.
Sembra uno scopo un po' confuso.
Il primo interlocutore è il Sindaco poiché amministratore a tutti gli effetti di AICA. Infatti, quale componente dell’Assemblea dei Sindaci, approva i bilanci, le tariffe ed elegge i componenti del Consiglio di Amministrazione.
L’Assemblea dei Sindaci è l’organo di controllo e di indirizzo per eccellenza; ogni singolo componente ha poteri di controllo e vigilanza.
L’accesso agli atti? Si può sempre chiedere al Sindaco.
Anche Grotte, a breve, avrà il suo comitato che ben conosce il suo primo diretto interlocutore.
Ci sarà il confronto? Questa è un’altra storia che, con certezza, verrà raccontata
. 
  
Armando Caltagirone
1 marzo 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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01/03/2026

Curiosità. "I mesi dell'anno in filastrocca - Marzo"; di Giuseppe Castronovo

 

I mesi dell'anno in filastrocca
Filastrocca dei mesi


"
I MESI DELL'ANNO IN FILASTROCCA"

MARZO


Gelo marzolino
contrista il contadino.

Non c’è marzo così bello
senza neve sul cappello.

Marzo ventoso
frutteto maestoso
.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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