Attività.
Confcommercio Agrigento: conclusa l'assemblea elettiva della delegazione
di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo
Direttivo
Si è conclusa nel segno della coesione e del rinnovato entusiasmo
l’assemblea elettiva della Delegazione territoriale di Confcommercio
Agrigento che raggruppa i comuni di Favara, Grotte, Racalmuto e
Castrofilippo. L’incontro, presieduto da Francesco Picarella con il supporto
del direttore provinciale Antonio Giardina, si è svolto alla presenza di
diversi rappresentanti dei vertici provinciali dell’associazione e ha
sancito l’elezione all’unanimità di Gero Niesi quale nuovo presidente della
delegazione.
(Alcuni componenti del
Direttivo)
Ad affiancare Niesi nel consiglio direttivo sarà una squadra di
delegati composta da Alessandra Marsala, Antonio D’Anna, Alfonso
Valenza e Antonio Sorce. Il nuovo organismo è stato designato con
l’obiettivo di rafforzare l’azione sindacale e il supporto alle imprese in
un’area ritenuta strategica per l’economia della provincia di Agrigento.
Il neo presidente Gero Niesi, già figura di riferimento per il territorio,
ha accolto l’incarico con una visione orientata allo sviluppo e alla
collaborazione tra imprenditori: "Essere confermato alla guida di questa
delegazione è un onore che mi inorgoglisce. Vedere così tanti imprenditori
partecipare con questa grinta mi ha galvanizzato: restando uniti, faremo
crescere una cultura d’impresa che guarda al bene comune. Chi oggi ha il
coraggio di fare impresa merita tutto il sostegno possibile, che io
continuerò a garantire con passione infinita".
Niesi ha inoltre rivolto un ringraziamento particolare ai colleghi delle
altre delegazioni, alle federazioni e al patronato 50&Più, sottolineando
l’importanza della sinergia interna al sistema Confcommercio.
Un momento significativo ha preceduto i lavori assembleari: la premiazione
dell’associata Nicoletta Palumbo Piccionello, fioraia di talento, insignita
del prestigioso "Garofano d’Argento".
"Un grazie va anche ad Antonio Alba per l’ospitalità nella suggestiva
location dell’incontro e a tutta la famiglia di Confcommercio Agrigento
- ha concluso Niesi -. Ora rimbocchiamoci le maniche: il futuro si
costruisce insieme, un’impresa alla volta".
Con questa nuova governance, Confcommercio Agrigento ribadisce la propria
missione associativa: sostenere capillarmente la crescita e lo sviluppo
delle imprese nei territori di Favara, Grotte, Racalmuto e Castrofilippo,
rafforzando la presenza dell’associazione nelle comunità locali e
promuovendo iniziative a supporto del tessuto economico provinciale.
Comitini.
Operativa la camera PRISMA dell'Osservatorio Astronomico; a maggio
l'inaugurazione
Comitini
È operativa da circa un mese la camera PRISMA installata presso l’Osservatorio
Astronomico di Comitini, uno strumento scientifico inserito nella rete
nazionale dedicata al monitoraggio dei bolidi e alla ricerca di
meteoriti.
L’attivazione della camera rappresenta un primo importante passo avanti per
il progetto dell’Osservatorio Astronomico, destinato a diventare un punto di
riferimento non solo per la comunità locale, ma anche per la Regione
Siciliana, per l’Italia e per il contesto scientifico europeo. In corso i
lavori di installazione del telescopio principale e di altri dispositivi
scientifici. La struttura, oltre alle attività di ricerca in sinergia con le
istituzioni scientifiche, avrà anche una forte vocazione divulgativa e
turistica, offrendo a visitatori e appassionati la possibilità di osservare
il cielo stellato e conoscere più da vicino il mondo dell’astronomia.
(Osservatorio
Astronomico di Comitini)
L’inaugurazione ufficiale dell’Osservatorio Astronomico di Comitini,
con il tradizionale taglio del nastro, è prevista per il mese di maggio.
Nel frattempo sono già numerose le richieste di visitatori interessati a
scoprire il territorio e a inserire l’osservazione astronomica tra le tappe
di una visita nella cittadina.
"Questo progetto dimostra come la collaborazione tra istituzioni e mondo
scientifico possa generare opportunità di crescita per il territorio -
dichiara il sindaco Nigrelli -. L’Osservatorio Astronomico di
Comitini rappresenta non solo un luogo di ricerca, ma anche un importante
attrattore culturale e turistico che potrà valorizzare il nostro paese e
l’intera area".
Il sindaco Nigrelli ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento agli
astrofisici Carmelo Falco e Mario Di Martino, dell'ingegnere
Sedita e al tecnico Luigi Bartolomeo per il lavoro svolto e
per il contributo scientifico che ha reso possibile l’attivazione della
camera PRISMA.
Parallelamente, nell’ambito dei lavori legati al Piano Regolatore Generale (PRG),
è già stata prevista - con il supporto tecnico dell'ingegnere Gentiluomo
e dell’astrofisico Carmelo Falco - la realizzazione di un planetario
accanto all’Osservatorio Astronomico, con l’obiettivo di rafforzare
ulteriormente le attività di divulgazione scientifica, ricerca e attrazione
turistica.
L’Osservatorio Astronomico di Comitini si candida così a diventare uno dei
poli astronomici più interessanti del Sud Europa, contribuendo alla
diffusione della cultura scientifica e alla promozione del territorio.
Sanità.
"Gli ortopedici in prima linea per combattere la violenza domestica";
del dott.
Aurelio Zaffuto
Aurelio Zaffuto
Manifesto
Ogni anno, in Italia, si
registrano numerosi casi di traumi e lesioni di natura apparentemente
accidentale: il 30% di essi, però, in realtà è causato da un episodio di
violenza. La violenza domestica include comportamenti controllanti, coercitivi,
minacciosi, fisici, psicologici, sessuali o economici all'interno di una
relazione.
Episodi che, se non riconosciuti, possono ripetersi e aggravarsi, fino a
conseguenze drammatiche.
Per questo la Commissione Pari opportunità della Società Italiana di
Ortopedia e Traumatologia (SIOT) ha lanciato dal palco dell'ultimo congresso
nazionale, il 108°, la prima campagna nazionale per la formazione del
personale sanitario - soprattutto ortopedici e traumatologi, ma anche
medici e infermieri impegnati nelle aree di urgenza - sul riconoscimento
delle lesioni di violenza domestica tra i pazienti cosiddetti "fragili":
più spesso donne, ma anche bambini e anziani, che arrivano quotidianamente
nei pronto soccorso degli ospedali.
(Campagna contro la violenza domestica)
L’IPV (Intimate Partner Violence)
rappresenta uno dei principali capitoli della violenza fisica, accanto ad
altri contesti come la sindrome del bambino scosso (Sbs), la violenza
giovanile (Yv) e il maltrattamento degli anziani (Ea).
"In questo contesto, l'ortopedico può avere un ruolo chiave - ha
detto la dottoressa Erika Maria Viola, coordinatrice della
Commissione Pari opportunità SIOT e direttore UOC Ortopedia e Traumatologia
dell'ospedale di Cremona - poiché la traumatologia muscolo scheletrica è
il secondo ambito clinico più frequentemente coinvolto nei casi di violenza
domestica, secondo solo alla medicina d'urgenza, per incidenza di casi
correlati. Tuttavia, solo una minima percentuale di donne con lesioni
sospette viene interrogata sulla possibile origine delle ferite e, di
queste, solo una su due riceve un supporto medico. Ancora più preoccupante è
il dato sulla quotidianità : solo una piccola percentuale di ortopedici e
traumatologi dichiara di riconoscere con chiarezza le lesioni tipiche della
violenza domestica e di essere pronto ad approcciare la presunta vittima in
un ambiente protetto per approfondire la reale anamnesi e aiutarla a
raggiungere la concreta consapevolezza della realtà e delle priorità".
Le difficoltà che deve affrontare il medico in queste situazioni sono note:
mancanza di tempo, di privacy, di protocolli, di screening e di formazione
specifica.
Ma anche difficoltà di gestione emotiva di una situazione così delicata.
Da qui l'impegno della SIOT, che con la sua campagna mira a rafforzare la
sensibilità degli operatori sanitari e l'approccio multidisciplinare nei
pronto soccorso, affinché ogni frattura o contusione venga valutata non solo
dal punto di vista anatomico, ma anche umano.
Recentemente - dal dicembre 2025 - nei pronto soccorso degli ospedali
italiani si trova affisso, su iniziativa SIOT, un poster con l'immagine di
una donna che sul palmo della mano ha un punto rosso, come segnale
silenzioso di richiesta d'aiuto. Il riconoscimento precoce della violenza domestica è un atto medico e
umano fondamentale.
L'ortopedico, da oggi, può diventare, assieme ad altri operatori sanitari
delle aree di urgenza, una pedina importante sulla scacchiera dove si gioca
la partita contro la violenza sulle donne e su tutte le persone fragili,
svolgendo un ruolo primario nell'intercettare una situazione di potenziale
pericolo e nell’indirizzare la vittima verso percorsi di tutela e
assistenza.
Bisogna ricordare, inoltre, che la violenza domestica copre altri scenari:
come chiede aiuto un sordomuto, come si rileva il maltrattamento in una
persona anziana e spossata oppure con deficit cognitivo, come interagire con
persone non acculturate e con barriere linguistiche.
Si tratta sempre di situazioni difficili da gestire per il medico, sia dal
punto di vista emotivo che organizzativo. Infatti, chi è vittima di
violenza domestica è una persona particolarmente fragile, certamente
per le lesioni fisiche subite - che hanno reso necessario l'accesso in
pronto soccorso e che rappresentano l'epi-fenomeno di uno status di
vulnerabilità più complesso - ma soprattutto per le profonde ferite
dell'animo, spesso insanabili, che costituiscono il vero "morbus" e che
si configurano nel cosiddetto "gaslighting". Con il termine "gaslighting"
si definisce una violenza psicologica, subdola, sottile, agita con
l'obiettivo di manipolare e mettere in dubbio il senso della realtà di un
altro, che porta la vittima addirittura a mettere in discussione la
validità dei propri pensieri, delle proprie percezioni e dei propri ricordi.
"Ti sbagli!", "Sei pazza!", "Non è andata proprio come dici
tu!": queste sono le frasi che vengono ripetute e che riecheggiano nella
mente di chi é preda del manipolatore.
Tutto ciò porta confusione, perdita di fiducia in sé e di autostima e, di
conseguenza, dipendenza della vittima dal suo aggressore.
Per governare clinicamente, ma anche emotivamente, questa situazione, è
necessario che l'ortopedico entri in una sorta di bolla spazio-temporale,
ritagliandosi tutto il tempo necessario: è lui che deve occuparsi di quella
persona, che è un paziente, ma che, in quel preciso momento, è soprattutto
una persona che chiede aiuto.
Non basta erogare una prestazione sanitaria secondo le linee guida,
richiedendo esami e radiografie ed effettuando bendaggi o prescrivendo
tutori; il medico deve, invece, farsi carico, in quel preciso momento, di
gestire a 360 gradi la richiesta di assistenza sanitaria, poiché il contatto
con quella persona ce l'ha lui e quella persona può dare il proprio cuore
solo a lui, perché è di lui che si fida e a lui si affida, come un naufrago
a un salvagente.
"L’intercettazione di lesioni anamnesticamente non riferite tali - ha
precisato la dottoressa Erika Maria Viola nella sua relazione congressuale -
appare fondamentale anche per implementare interventi di cura ad ampio
raggio, a livello politico-istituzionale , affinché gli autori di violenza
siano adeguatamente e precocemente identificati e le vittime, soprattutto
quelle che sono renitenti in occasione dei primi episodi o vivono situazioni
di sottomissione, possono essere motivate a intraprendere percorsi di
adeguata tutela e reinserimento sociale".
Al termine dei lavori congressuali, si è concordato nel ritenere che per
potere riconoscere le fratture da violenza bisogna porre particolare
attenzione alle lesioni localizzate sul lato sinistro del corpo (più
frequenti se partner destrimane), alle recidive radiografiche compatibili e
alle presentazioni tardive al pronto soccorso. Le lesioni più comuni, risultato di uno o più episodi di violenza
fisica, tali da costituire lesioni sentinella di un episodio di
violenza, sono: le contusioni di testa e collo, le fratture nasali e
mandibolari, le fratture dell'orbita oculare, le lussazioni e fratture della
spalla, le fratture e lussazioni delle dita di mani e piedi, le fratture
dell'ulna distale, della base del quinto metacarpo e le fratture costali.
In conclusione, mi piace esternare un caloroso plauso, come socio ultra
trentennale, a questa campagna SIOT, per avere acceso il riflettori su un
fenomeno sommerso, spesso riconosciuto troppo tardi.
Perché dietro una frattura può esserci una storia di violenza e riconoscerla
in tempo può salvare una vita.
Politica.
Agrigento: Roberta
Zicari nuova coordinatrice cittadina dell'Unione di Centro
Dirigenti UDC
La consigliera comunale
di Agrigento Roberta Zicari è stata nominata coordinatore cittadino
dell’Unione di Centro per la città di Agrigento.
Avvocato, classe 1983, Zicari siede nel Consiglio comunale della città dei
Templi ed è attualmente presidente della VI Commissione consiliare
permanente a Palazzo dei Giganti. Nel corso della sua attività istituzionale
si è distinta per numerosi interventi sui temi della gestione dei servizi
pubblici, delle infrastrutture e dello sviluppo della città, oltre che per
iniziative politiche e programmatiche rivolte al futuro amministrativo di
Agrigento.
“La nomina di Roberta Zicari rappresenta una scelta di grande valore
politico e amministrativo - dichiara il coordinatore politico regionale
dell’UDC on. Decio Terrana -. La sua esperienza istituzionale,
l’impegno nel sociale unita alla passione per il territorio, consentirà di
consolidare il radicamento dell’Unione di Centro ad Agrigento e di costruire
un progetto politico credibile e partecipato in vista delle prossime sfide
amministrative”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal coordinatore provinciale dell’UDC
di Agrigento Fabio La Felice, che sottolinea: “Roberta Zicari è una
figura politica preparata e profondamente legata alla sua città. Con questa
nomina intendiamo rafforzare il lavoro sul territorio, coinvolgendo
amministratori, professionisti e società civile per costruire una proposta
politica seria e concreta per Agrigento”.
Nel ringraziare i vertici regionali e provinciali del partito per la fiducia
accordata, Roberta Zicari ha dichiarato: “Accolgo con grande senso di
responsabilità questo incarico. Lavoreremo per rafforzare la presenza
dell’UDC ad Agrigento, costruendo un percorso politico inclusivo, aperto al
contributo di giovani, professionisti e associazioni, con l’obiettivo di
mettere al centro i bisogni della città e il suo futuro”.
Attualità.
"Referendum: Sì o No? Questo è l'amletico dilemma"; di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Scheda
Stringe il tempo per prendere una decisione sulla votazione referendaria del
22 e 23 marzo.
SI o NO? Questo è l’amletico dilemma.
Troppo complicato addentrarsi nei meandri tecnici; la consultazione riguarda
modifiche a ben sette articoli, 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della
Costituzione.
La divina provvidenza, però, non manca mai. Eccolo, è lui; il Ministro della
Giustizia Carlo Nordio, affettuosamente chiamato, da Marco Travaglio,
Carletto mezzo litro.
È il politico che più di tutti ha fatto comprendere le vere ragioni delle
modifiche agli articoli della Costituzione, per arrivare alla separazione
delle carriere dei magistrati.
(Scheda del referendum)
Già di prima mattina, quindi sobrio, con perfetta cadenza veneziana, (ostregheta;
Soto saso, stàgambaro, cioè fare attenzione perché l’inganno è dietro
l’angolo) dichiara:
Chi controlla la magistratura? Nessuno!
Vi sembra giusto che la magistratura non sia controllata?
Chi meglio dell’esecutivo può controllare la magistratura?
La riforma conviene anche a quelli che oggi stanno all’opposizione perché
quando andranno al potere si accorgeranno di quanto sia comodo controllare
la magistratura.
Nel tardo pomeriggio, quindi scusabile, dichiara: i magistrati non
dovrebbero far politica, neppure quando vanno in pensione.
Il disegno è abbastanza chiaro, poco importa se gli articoli della
Costituzione interessati da modifiche siano sette, otto, o
dieci;l’importante è eliminare la tripartizione aristotelica. Non più tre
poteri indipendenti: esecutivo, legislativo e giudiziario. Per
l’indipendenza bastano e avanzano i primi due.
Ancora più esplicita la capa di gabinetto Giuseppa Bartolozzi che ha
dichiarato: Votate SI e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono
plotoni di esecuzione.
Poiché la Bartolozzi è magistrata, nasce spontanea la domanda: la capa di
gabinetto è dell’idea, come il ministro Lollobrigida, che non bisogna bere
acqua perché fa male?
D’altronde questo è il disegno di tutte le destre.
Dopo l’avvento della Repubblica hanno provato, almeno ufficialmente, a
separare le carriere dei magistrati: Valerio Borghese, Licio Gelli, Silvio
Berlusconi e se avesse avuto tempo anche Matteo Renzi.
Ora ci prova Giorgia Meloni, amica di due personcine delicate e pacifiche
come Trump e Netanyahu che le vogliono così bene da non informarla di nulla
(vedi guerra in Iran), ma solo per non darle dispiaceri.
Dai sondaggi, il risultato referendario è incerto e nel dubbio la premier
mette le mani avanti: Non è una consultazione politica, ciò vuol dire che
se perdo il referendum, resto al mio posto.
Peccato che anche dal punto di vista tecnico il “referendum confermativo”,
nella sostanza, è sempre un voto politico di fiducia o di sfiducia nei
confronti del governo che lo propone. Nel caso di specie l’iter prevede
l’approvazione da parte del parlamento che, però, non avendo raggiunto il
quorum dei due terzi deve necessariamente chiedere l’approvazione al popolo
attraverso l’istituto referendario.
Se il parlamento non avesse approvato la legge di riforma, correttamente si
sarebbe parlato di sfiducia al governo. Perché, allora, la mancata
approvazione da parte del popolo non sarebbe sfiducia?
Solo l’alchimia politica, rifugiandosi nello pseudo tecnicismo, riesce a
trasformare non solo l’acqua in vino, per la gioia dei ministri Nordio e
Lollobrigida, ma la sfiducia in fiducia.
Occorre ancora qualcos’altro per votare in maniera convinta NO?
Peccato che la sfiducia, attraverso il NO, si possa votare soltanto una
volta.
Per quelli che ancora sono dubbiosi, perché non prendere sul serio l’antica
filastrocca popolare: quantu è bellu diri di No, resta l’amicu e la roba
tò?
Qualche riflessione dovrebbero farla i perplessi mangiatori di ostie,
convinti com’erano che il governo Meloni avrebbe schierato le navi da guerra
nel mediterraneo pronte ad affondare qualunque zattera carica di migranti.
Ahimè gli sbarchi sono triplicati, anche se la stampa, tipo quella di
Tommaso Cerno ex senatore PD, non ne parla, come se per vedere un immigrato
bisognerebbe andare in Albania.
Una riflessione da parte di chi ha creduto alla favola dell’eliminazione
delle accise; anche in questo caso aumentate.
Anche se l’elenco potrebbe continuare per parecchio,merita un accenno il
falso slogan: abbasseremo le tasse. La pressione fiscale è passata
dal 41 al 43%.
Da ultimo, ma non per importanza, sulla così detta sicurezza del cittadino,
è facile constatare come la produzione normativa sia stata rivolta solo ed
esclusivamente a limitare il sacrosanto diritto al dissenso, mentre la
criminalità continua a dilagare; per dirla chiara, per questi governanti
È VIETATO PROTESTARE!
Capisco che gli amanti del manganello e dell’olio di ricino (lassativo
naturale) non solo ci sono, ma sono anche troppi e probabilmente perché
convinti che, in ipotesi di restaurazione del regime, sarebbero i
mandanti del manganello e dell’olio di ricino, giammai i destinatari.
Se provassero a immaginare quest’ultima ipotesi (destinatari del manganello
e del lassativo) forse non ci sarebbero più braccia tese ma, come per
l’Aretino Pietro, una mano davanti e l’altra dietro.
Pasqua 2026.
Grotte celebra la Settimana Santa: programma dei riti e delle
rappresentazioni
Programma
La
comunità di Grotte si prepara a vivere intensamente la Settimana Santa e
la Pasqua 2026, come testimonia il dettagliato programma delle celebrazioni
e delle rievocazioni storiche (a cura dell'APS "Gruppo dei Giudei -
Andrea Infantino"). Un calendario denso di appuntamenti religiosi e
momenti di forte coinvolgimento popolare, che culmineranno nella gioia della
Resurrezione.
(Programma della Settimana Santa a Grotte)
Le
celebrazioni prenderanno il via venerdì 27 marzo con la Santa Messa
nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 18.00 e la suggestiva Via Crucis cittadina alle ore
19.00, un momento di profonda riflessione sul cammino doloroso di
Cristo.
Sabato 28 marzo, alle ore 19.00 nella Chiesa del Purgatorio,
verrà inaugurata la Mostra Pasquale, a cura dell'APS "Gruppo dei Giudei -
Andrea Infantino" e dell'Associazione "Santa Venera Città di Grotte".
La Domenica delle Palme, 29 marzo, si aprirà con la Benedizione
delle Palme in Piazza Marconi alle ore 11.30, seguita dalla
rievocazione dell'entrata di Gesù a Gerusalemme alle ore 11.50, e la
Santa Messa solenne in Chiesa Madre alle ore 12.15. In Chiesa
Madre si terrà un'altra Messa solenne alle 18.00. Nel tardo pomeriggio, alle
19.00, aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio. In serata,
Piazza Marconi ospiterà nuovamente la rappresentazione dell'ingresso a
Gerusalemme (ore 20.30) e il momento del commiato tra Gesù e Maria (ore
21.00).
Il Lunedì Santo, 30 marzo, sarà dedicato alla rievocazione del
tradimento di Giuda nel centro storico, con tre rappresentazioni in
programma: alle ore 20.30, alle 21.30 e alle 22.30. Alle 19.00 aprirà la
Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio.
Il Martedì Santo, 31 marzo, vedrà nuovamente la rievocazione del
tradimento di Giuda nel centro storico, alle ore 20.30, alle 21.30 e
alle 22.30. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del
Purgatorio.
Il Mercoledì Santo, 1 aprile, sarà caratterizzato dalla
"Passione" a cura dei piccoli del Gruppo Giudei "A. Infantino" in Piazza Marconi alle ore 20.00, un momento
particolarmente significativo che coinvolge i più giovani nella narrazione
della Passione. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del
Purgatorio.
Il Giovedì Santo, 2 aprile, si aprirà con la Santa Messa in Coena
Domini in Chiesa Madre alle ore 18.30.
A seguire, alle ore 20.00, in Piazza Marconi, si terrà la Rievocazione dell'ultima
cena, l'arresto di Gesù, il rinnegamento di Pietro, la disperazione e
morte di Giuda. Alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la Chiesa del
Purgatorio.
La serata proseguirà alle ore 22.30 con la processione del Cristo
accompagnata dalle bande musicali "G. Verdi" e "V. Bellini", culminando alle
ore 23.00 con la veglia di preghiera all'altare della
reposizione in Chiesa Madre.
Il Venerdì Santo, 3 aprile, sarà una giornata dedicata a diversi
momenti di commemorazione:
- alle ore 11.00, il processo e la condanna di Gesù Cristo;
- alle ore 12.00, la Via Crucis "Li caduti";
- alle ore 13.00, la Crocifissione in cima al Calvario;
- alle ore 16.00, la processione dell'Addolorata;
- alle ore 17.00, la Liturgia della Parola in Chiesa Madre;
- alle ore 19.00, la Mostra Pasquale presso la Chiesa del
Purgatorio.
- alle ore 20.00, "Li Reciti", Deposizione del Cristo dalla
Croce;
- alle ore 21.30, la processione del Cristo e dell'Addolorata
con le bande musicali "G. Verdi" e "V. Bellini";
- alle ore 02.00 (del sabato), la sepoltura del Signore in
Chiesa Madre.
Il
Sabato Santo, 4 aprile, alle 19.00 aprirà la Mostra Pasquale presso la
Chiesa del Purgatorio, seguirà la Veglia Pasquale e
la Solenne Celebrazione Eucaristica alle ore 23.00 presso la Chiesa
Madre, culminando nella gioia della Resurrezione.
La Domenica di Pasqua, 5 aprile, sarà celebrata la Santa Messa
Solenne in Chiesa Madre alle ore 11.00; alle ore 12.00 in
Piazza Marconi, l'incontro del Cristo risorto con la Vergine Maria.
Alle ore 18.00, Santa Messa solenne in Chiesa Madre. Alle 19.00 aprirà la
Mostra Pasquale presso la Chiesa del Purgatorio. Alle ore 21.00
in Piazza Marconi lo spettacolo musicale e alle ore 24.00 i
giochi pirotecnici; un momento di festa e allegria per celebrare la
Resurrezione.
Il
programma, ricco e articolato, testimonia il profondo legame della comunità
di Grotte con le tradizioni pasquali, offrendo momenti di preghiera,
riflessione e rappresentazioni tradizionali che coinvolgono fedeli e
visitatori.
Volontariato. Avis Grotte: 8 marzo, abbiamo
onorato e festeggiato le donne
Avis Grotte
Domenica scorsa, 8 marzo 2026, oltre ad aver onorato e festeggiato con un
bel bouquet di mimose ed un margheritone rosso tutte le donne che si sono
presentate nella nostra sede AVIS (vedi
il sito ufficiale), abbiamo dato un significativo contributo al Centro
Trasfusionale di Agrigento con:
- 1 controllo annuale;
- 14 donazioni;
- 2 prime donazioni.
Noi tutti siamo rimasti contenti.
Le prossime giornate di donazione del 2026 saranno sempre tutte le seconde
e quarte domeniche di ogni mese, inoltre ci saranno anche i seguenti
mercoledì: 18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22
luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Vi aspettiamo sempre più numerosi.
Servizi.
"L'Ufficio Complicazioni Affari Semplici di AICA"; di Salvatore Morgante
AICA
Pubblichiamo una testimonianza del sig. Salvatore Morgante, sul rapporto con
gli uffici di AICA.
***
Gent.mo
direttore,
le bollette dell’acqua non vengono emesse da AICA con la dovuta regolarità e
può succedere che, per qualche disguido, una bolletta non viene recapitata e
che il mancato pagamento viene segnalato in quella successiva.
Ebbene, con la bolletta del 31/12/2025 viene segnalato che quella di Feb-Apr
2025 non risulta pagata. Le bollette vengono recapitate con posta
elettronica per cui, tramite e-mail, in data 26/1/2026 viene chiesto ad AICA
di inviare copia della bolletta non pagata per effettuare il dovuto
versamento.
Da quanto capisco si mette in moto l’ufficio “complicazioni affari semplici”
in quanto:
- la risposta arriva dopo 6 settimane tramite PEC invece di una semplice
e-mail;
- la lettera riporta ben 3 firme.
In compenso, il cambio dell’indirizzo e-mail per il recapito delle bollette
fatto sul portale online è andato a buon fine.
Cordiali saluti,
Salvatore Morgante
Volontariato.
Il "Mandorlo in fiore" di Salvatore Milano in vetrina ad Agrigento
In libreria
In Via
Atenea, nel cuore di Agrigento, la libreria “Il Mercante di Libri” ha
approntato la vetrina in occasione del Mandorlo in Fiore 2026.
Quest’anno lo spazio gestito da Alessandro Accurso Tagano, ai numeri
64/66, proporrà un allestimento che mette insieme i simboli del territorio e
un messaggio di fratellanza.
(Salvatore Milano e Alessandro Accurso Tagano)
L’idea nasce da un siparietto curioso. Lo stesso titolare, Accurso Tagano,
ha infatti ammesso con sincerità: “Io quest’anno non volevo fare la
vetrina del Mandorlo in Fiore, adesso grazie o per colpa di Salvatore
Milano, sono costretto a farla”.
Una spinta amichevole che ha dato vita a un progetto che mette al centro la
festa agrigentina, descritta come una risorsa di grande bellezza.
Il tema scelto per questa edizione unisce il mandorlo all'ulivo,
storicamente riconosciuto come simbolo di pace. Questo legame vuole essere
un punto d'incontro ideale tra le persone di tutto il mondo che in questo
periodo si ritrovano ad Agrigento.
A sostenere e spingere per la realizzazione di questa iniziativa è
Salvatore Milano; già direttore della biblioteca comunale di Grotte,
Milano è un apprezzato fotografo amatoriale. Nel corso degli anni ha
coltivato la passione per l'immagine, esponendo le sue fotografie in diverse
mostre e raccontando attraverso l'obiettivo la realtà e il paesaggio
siciliano.
Volontariato.
Avis: domani, 8 marzo, giornata di donazione con un omaggio per le donne
Avis Grotte
Domani,
domenica 8 marzo, presso la sede dell’Avis Comunale di Grotte OdV
si terrà la giornata dedicata alla raccolta di sangue. In
concomitanza con la ricorrenza dedicata alle donne, l’associazione ha deciso
di accompagnare l'attività di volontariato con un piccolo pensiero.
Tutte le donne che si recheranno presso i locali di Via Francesco
Ingrao n. 92/94riceveranno in dono un rametto di mimosa con un
fiore. Si tratta di un modo semplice scelto dall’associazione per
ringraziare le donatrici e le cittadine che parteciperanno alla mattinata.
Il presidente Pietro Zucchetto invita la comunità a rispondere con
generosità, ricordando che il gesto della donazione è fondamentale per il
supporto costante delle necessità sanitarie.
I volontari saranno pronti ad accogliere chiunque voglia dare il proprio
contributo in questa giornata speciale
Per partecipare alle giornate di donazione o per ricevere maggiori
informazioni, è possibile visitare il sito internet ufficiale
www.avisgrotte.it oppure contattare i numeri 377.0974739 e 320.4434713.
La
memoria segue percorsi imprevedibili.
Per
esempio, ieri, mentre cercavo una penna nel cassetto della cucina, ho
spostato un cucchiaio, una vecchia bolletta, un elastico secco e
all’improvviso - senza nessuna ragione - ho sentito sotto le dita la
polvere. Non la polvere del cassetto. Un’altra polvere. Più chiara, più
calda. La polvere della strada.
(Franco Carlisi)
Il
borgo, visto dall’alto, doveva sembrare una manciata di case buttate a caso
sulla collina. Case color tufo, tetti bassi, qualche terrazza con le sedie
di paglia, panni stesi che si gonfiavano come vele lente e intorno una terra
gialla, arsa, che si sbriciolava sotto le scarpe. Non c’erano alberi. Solo
sole. La luce greve colava dai tetti bassi e screpolati, insinuandosi tra le
poche viuzze strette dove l’aria sapeva di fichi maturi e di licheni umidi.
D’estate la polvere restava sospesa nell’aria. Bastava correre perché tutto
diventasse giallo, come dentro una vecchia fotografia. Guerreggiavamo a
calcio in uno slargo appena pianeggiante: con i gomiti alti, le ginocchia
sanguinanti esibiti con la dignità di Colapesce. Il campo di gioco era
delimitato da linee invisibili, tracciate con il piede.
(Gente di Fotografia)
Al
centro una buca dove s’era fossilizzata una scarpa sinistra di cui nessuno
aveva mai rivendicato la proprietà. Vi era in quel gioco qualcosa di
tragico, una necessità oscura, come se non parteciparvi significasse
scomparire. Senza di esso, non eravamo che ragazzi che si azzuffavano nella
polvere; con esso, diventavamo eserciti, campioni, eroi. Se ci penso adesso,
mi sembra incredibile che bastasse così poco per fondare un mondo intero.
Gridavamo gol come se stessimo chiamando qualcuno di là dal mare. Ci
spingevamo, cadevamo, bestemmiavamo sottovoce per non farci sentire dalle
madri. Gli occhi accesi da un orgoglio feroce e immotivato e la certezza
infantile che l’esistenza intera potesse, d’un tratto, rivelarsi in un gesto
e da quel gesto dipendesse il nostro futuro destino. E per un pomeriggio,
forse meno, eravamo felici. Di quella felicità minuta che nasce dal credere
che le regole bastino per essere cittadini del mondo. Ma non era così. Il
pallone era il centro invisibile di quel mondo. Ed era uno solo: quello di
Nino.
Nino arrivava sempre tardi, con una lentezza da sagrestano e la camicia
abbottonata fino al collo, pulito e stirato come se uscisse dalla messa. Noi
eravamo lì da mezz’ora e già puzzavamo di sudore. Lo vedevi spuntare
all’angolo, con il pallone sotto il braccio sinistro, premuto contro le
costole come si porta il pane appena comprato, ma pareva un’ostia
consacrata. Aveva un sorriso piccolo, laterale, che non prometteva niente.
Si trasformava in un ghigno quando qualcuno gli fischiava contro un fallo. O
peggio, un rigore. Rigore netto, di un’evidenza assoluta, lampante come una
colpa confessata. Una decisione presa con grande senso di giustizia
popolare, collettiva, eroica, democraticissima. Rigore contro il
proprietario del pallone. Già questo, a ripensarci, era un atto di
straordinaria ingenuità politica. Noi continuavamo a discutere, ignari, come
personaggi di un cartone animato che non hanno ancora visto il precipizio
mentre Nino si chinava con lentezza cerimoniale da becchino. Raccoglieva il
pallone e zac, sotto il braccio. Se ne andava. Senza una parola. Niente
dichiarazioni. Nessun ultimatum. Si portava via il pallone e con esso il
nostro mondo. Puoi stabilire regole, squadre, merito, giustizia. Puoi
credere di avere dei diritti. Quel rigore era un diritto, ci spettava. Ma se
qualcuno può portarsi via ciò che tiene insieme tutto, allora ciò che chiami
giustizia è solo una concessione. Un diritto esiste solo se nessuno può
revocarlo arbitrariamente. Ricordo che qualcuno disse: “Non vale”. Era la
frase che usavamo sempre. Non vale. Come se bastasse pronunciarla per
raddrizzare ogni cosa. Ma Nino continuò a camminare. E in quel momento mi
resi conto, con una chiarezza dolorosa, che “non vale!” non aveva nessun
potere. Perché il potere era altrove. Stava sotto il braccio di Nino.
Mi accorgo solo adesso di tornare spesso su quella strada sterrata.
Riconosco la stessa dinamica in ambiti meno innocenti. Persone filmano
abusi, sgomberi, violenze. Chi filma sta reagendo a qualcosa che accade
davanti a lui. Sta rispondendo. È come tendere una mano, mettersi tra
qualcuno e il pericolo, gridare “basta”. Filmano perché capiscono che quel
video è l’unico pallone disponibile. L’unica cosa che rende il gioco reale.
Le immagini sono instabili, parziali, spesso brutte. Tremano come tremano le
mani, ma dicono senza dubbi e senza retorica: io ero qui. Subito dopo, però,
arriva un’autorità qualsiasi - politica, mediatica, tecnica - che dice: «il
video potrebbe essere falso». È lo stesso gesto di Nino. Raccogliere il
pallone. Non si discute l’ingiustizia. Non si nega apertamente il fatto. Si
rende la prova inutilizzabile. È una forma di potere garbata, elegante ma
feroce: non proibisce, svuota.
Quando Dwight D. Eisenhower visitò il campo di concentramento di Ohrdruf
nell’aprile del 1945, comprese immediatamente che ciò che aveva davanti non
era soltanto la prova di un crimine storico, ma l’anticipazione di una
futura battaglia sulla verità. Ordinò che tutto fosse documentato:
fotografie, filmati, testimonianze scritte. Capì che la verità non è
garantita da un singolo documento, bensì da una rete di conferme convergenti.
Le immagini dei campi non resero impossibile il negazionismo, ma lo
costrinsero a manifestarsi apertamente come ideologia, non come
interpretazione legittima dei fatti.
La relazione tra verità, potere e tecnologia non è nuova, ma l’intelligenza
artificiale la rende più opaca e più instabile. Il problema non è la
falsificazione in sé - che è sempre esistita - bensì la creazione di un
clima di dubbio generalizzato. Una delle pratiche più diffuse è il falso
equilibrio: presentare una prova visiva documentata e, accanto a essa, una
smentita priva di fondamento come se fossero due posizioni equivalenti. In
questo modo, l’immagine non viene confutata, ma diluita. Il pubblico non è
portato a comprendere, ma a dubitare. Non a giudicare, ma a sospendere il
giudizio. Questa sospensione ha effetti sull’opinione pubblica concreti: il
dubbio permanente funziona come una forma di assoluzione preventiva. Se
nulla può essere stabilito con certezza, allora nessuno è responsabile. Lo
scetticismo, da strumento critico, diventa uno strumento di paralisi morale.
Quando tutte le versioni dei fatti sembrano equivalenti, il risultato non è
pluralismo. È anestesia critica.
Se le immagini possono essere manipolate o screditate a piacere, anche
l’evidenza diventa un’opinione. E allora si capisce che il problema non è
tecnico e non è estetico. È civile. Oggi non occorre mentire sul fatto.
Basta truccarlo. O insinuare il dubbio. È una strategia infinitamente più
insidiosa. Perché la manipolazione grossolana suscita diffidenza; quella
retorica, invece, si infiltra sotto la soglia critica. Non cambia i fatti:
modula le reazioni. Lavora sulle emozioni come un fonico lavora sull’audio,
alzando certi registri e abbassandone altri. Così la prova perde innocenza,
diventa realtà aumentata, teatro, icona. Non più cosa accaduta, ma cosa da
sentire. E a quel punto non dimostra più niente. Persuade.
Eppure, le immagini non hanno mai garantito la verità da sole. Hanno sempre
avuto bisogno di qualcosa di più fragile e più umano: la fiducia nello
sguardo di chi le ha realizzate. Una fiducia imperfetta, storica, costruita
nel tempo, come si costruisce la credibilità di una voce. In fondo non
abbiamo mai creduto alle fotografie in quanto tali, ma all’onestà di chi era
stato lì, davanti all’accadimento, con una macchina tra le mani. Se è così,
allora la questione decisiva non riguarda l’immagine finita, ma l’origine di
quella fiducia. E quell’origine non si trova nella fotografia che circola e
viene discussa. Nasce molto prima.
C’è un momento, prima dello scatto, in cui esiste soltanto una scelta. Tutto
ciò che verrà dopo - la fotografia, il dubbio, la negazione, la discussione
sulla sua autenticità - germina da quell’istante invisibile e solitario.
Non siamo specchi, ma soglie; non registriamo, scegliamo. E da quella
scelta, inevitabilmente parziale e situata, deriva l’unica forma di
credibilità che l’immagine possa ancora pretendere: non l’oggettività, ma
la responsabilità di uno sguardo. Per questo l’idea romantica del
fotografo come testimone silenzioso mi è sempre parsa un mito consolatorio.
Prima ancora di scattare, ho già imposto al mondo una griglia. Tempo di
posa, lunghezza focale, distanza, punto di vista sembrano parametri
puramente tecnici; invece agiscono come vere e proprie forme a priori,
strutture invisibili che organizzano l’esperienza visiva prima ancora che
l’immagine esista. Non vedo il mondo “com’è”; vedo il mondo come può essere
reso visibile attraverso il mio apparato percettivo e strumentale. Quello
che mostro non è la realtà, ma il modo in cui la mia coscienza la struttura.
C’è in tutto questo qualcosa di kantiano, ma con la tensione tragica di
Schopenhauer: non esiste un prima intatto che io possa limitarmi a
prelevare. Dietro ogni immagine non c’è un senso ultimo, c’è soltanto il
flusso cieco dell’esistere. Le persone che fotografo cambiano,
invecchiano, muoiono. I luoghi si trasformano, si consumano, scompaiono.
L’istante che credevo di aver salvato era già perduto mentre lo fissavo.
In questo senso, il mio sguardo funziona come una struttura che organizza il
caos, lo rende leggibile, lo traduce in una forma che è insieme critica ed
etica. Così, mentre credo di documentare il reale, in verità lo sto
gerarchizzando,talvolta persino manipolando come può fare un soggetto
situato, incarnato, limitato. Ogni fotografia, anche la più dimessa,
contiene una grammatica implicita, una sintassi dello sguardo che orienta
chi osserva, suggerisce nessi, produce senso. Non esiste immagine
innocente. In definitiva, ogni fotografia è un dispositivo di
interpretazione, una rappresentazione.
E allora, perché continuare ad andare in giro a fotografare, quando sarebbe
più comodo - e forse più efficace - delegare tutto a un algoritmo?
Riconoscere che la verità è socialmente mediata non implica rinunciare alla
distinzione tra fatti e finzioni. Al contrario, significa assumersi la
responsabilità politica di difendere tale distinzione contro chi trae
vantaggio dalla sua dissoluzione. Nonostante mi senta un residuo
archeologico, avverto la necessità di difendere una differenza: quella tra
l’incontro reale con il mondo e la sua pura simulazione. Non perché la mia
fotografia sia vera, ma, semplicemente perché è accaduta. Nasce da
un’esperienza, da una resistenza, da un corpo esposto al freddo, al rischio,
all’imprevisto. È il risultato di un attrito con il reale, non di una sua
astrazione matematica.
Ecco, proprio quando mi convinco che tutto il mio lavoro sia costruzione, mi
accorgo che qualcosa resiste. Sul campo non inseguo la fotografia
perfetta, quella che pretende di esaurire il senso di una situazione e di
chiuderla in un’immagine definitiva. Diffido delle immagini troppo compiute.
Accetto l’ambiguità e l’incompletezza. Cerco piuttosto una fenditura, un
varco minimo attraverso cui l’esperienza possa emergere senza trasformarsi
in spettacolo. Prendiamo il caso di una situazione dolorosa. Il processo
fotografico funziona come un catalizzatore: raccoglie il dolore grezzo, lo
comprime, lo trattiene. E solo dopo, forse, lo trasforma in qualcosa di
condivisibile. Non lo elimina, non lo sublima: gli dà forma. E dare forma è
già essere coinvolti. La macchina fotografica non è uno strumento di
conquista, ma un luogo di confronto, talvolta di smarrimento.
Ed è proprio questo smarrimento a restituire una verità profonda, non
referenziale ma esistenziale. Le fotografie non mi dicono tanto che cosa
sia accaduto, quanto che cosa abbia significato essere stato lì.
Offrono una verità affettiva, quasi tattile, che non pretende oggettività ma
prossimità. Penso ai primi piani che mi capita di scattare per strada: volti
immobili, attraversati da minime vibrazioni, in cui sembra passare un intero
monologo silenzioso.
Lì capisco che la fotografia non sta mostrando qualcosa, ma ascoltando.
Concede tempo a un’emozione perché si depositi negli occhi, nella postura,
nel respiro.
È l’esatto contrario di ciò che accade con le immagini di sintesi. Queste
non attendono, non ascoltano: orchestrano. Sono progettate per dialogare con
un archivio profondo dell’immaginario collettivo, per attivare simboli
pronti all’uso. Qui l’emozione precede il giudizio, la commozione precede
l’analisi. Non devono far pensare, devono persuadere, e persuadere è un
verbo molto meno onesto. Non riconosco, allora, l’etica della fotografia nel
rivendicare un’impossibile oggettività, ma nel rendere trasparente la
propria posizione, dichiarare il contesto. Opporre a una superficie perfetta
e persuasiva, un’immagine che porta con sé le tracce dell’incontro,la
fragilità di una presenza. Un gesto minimo, consapevole, ostinato che non
dirà la verità assoluta, ma renderà la menzogna più difficile da abitare.
Anche per questo fotografo: per rimettere il pallone a terra, abbastanza a
lungo perché il gioco possa continuare, perché qualcuno possa ancora
correre, cadere, protestare, gridare “non vale!”.
Musica. Matilde Tirone e Gloria Mattaliano
domani su Radio Sirio
Locandina
Domani mattina, sabato 7 marzo, due ragazze di Grotte saranno
protagoniste in radio; Matilde Tirone e Gloria Mattaliano canteranno
durante la trasmissione "Buongiorno Italia", in onda su Radio
Sirio.
(Locandina)
A partire dalle ore 11.00, le due ragazze si esibiranno nello spazio
dedicato ai giovani talenti, accompagnate dalla loro maestra di canto,
Cecilia Capitano, della scuola "Arte Canto". A condurre la mattinata in
studio ci saranno Alberto, Maurizio e Giuseppe.
Per chi volesse sostenere e ascoltare le due giovani di Grotte, sono
disponibili diversi canali:
- in radio, sulle frequenze FM 98.00;
- sul web, in streaming collegandosi al sito
www.radiosirio.it;
- in video, tramite la diretta live sul
canale YouTube della radio.
Quanti sono interessati potranno sintonizzarsi per seguire questa mattinata
di musica che vede protagoniste Matilde e Gloria.
Politica.
Referendum: alla Biblioteca comunale di Grotte si discute delle ragioni
del "NO"
Locandina
In vista della consultazione referendaria sulla giustizia prevista
per i giorni 22 e 23 marzo, domani, sabato 7 marzo, a partire dalle
ore 17.30 presso i locali della Biblioteca Comunale di Grotte,
si terrà un incontro pubblico per approfondire i temi del voto.
Al centro della serata, organizzata dal "Comitato per il No" rappresentato
da Antonio Salvaggio (Segretario del Circolo PD di Grotte) ci sarà
l’intervento della dott.ssa Graziella Luparello, magistrato, che
illustrerà i motivi tecnici e giuridici per i quali il comitato sostiene la
scelta del "No" ai quesiti referendari.
Racalmuto.
Referendum: "Le ragioni del Sì. Le ragioni del No"; incontro alla
Fondazione "Sciascia"
Locandina
Sabato 7 marzo 2026, alle ore 16.00, presso i locali della
Fondazione "Leonardo Sciascia" a Racalmuto, si terrà un dibattito
dedicato alla riforma della giustizia. L’incontro, dal titolo "Le ragioni
del SÌ, Le ragioni del NO", si propone di esaminare i diversi punti di
vista sui cambiamenti che interessano il sistema giudiziario italiano.
(Locandina)
Il punto di partenza della discussione è una riflessione dello scrittore
Friedrich Dürrenmatt sulla necessità di analizzare con precisione le
possibilità che restano alla giustizia.
I lavori si apriranno con i saluti di Calogero Bongiorno, sindaco di
Racalmuto e presidente della Fondazione Sciascia.
Il programma prevede i contributi di diversi esperti del settore:
- Angelo Costanzo, consigliere di Cassazione;
- Giuseppe Melisenda Giambertoni, presidente del Tribunale di
Agrigento;
- Roberto Passalacqua, magistrato;
- Vincenzo Vitale, avvocato e professore.
A coordinare gli interventi sarà Gianluca Sprio, consigliere e
tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento.
L'iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione
Siciliana (Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana), dal
Comune di Racalmuto e dalla Fondazione Sciascia.
Comune.
Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per lunedì 9 marzo alle ore 18.00
Aula consiliare
L'adunanza del prossimo
Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta
ordinaria
presso la sala consiliare del Comune di Grotte,
su determinazione del presidente Angelo Carlisi, è stata fissata
perlunedì
9 marzo, alle ore 18.00.
Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ufficiale del Comune
(clicca
qui).
Verrà discusso il seguente ordine del giorno:
1) nomina scrutatori, lettura e approvazione verbali seduta precedente;
2) proposta di deliberazione del gruppo consiliare di minoranza: “Revisione
della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”.
In caso di mancanza del numero legale la seduta sarà sospesa per un'ora e,
qualora dopo la sospensione non ci fosse ancora la presenza del numero
legale dei Consiglieri, la seduta di seconda convocazione sarà tenuta il
giorno successivo, sempre alla stessa ora.
Attualità.
Grotte: costituito il Comitato "Cara_Acqua"; chiesto incontro con il
Sindaco
Comitato
A Grotte è stato costituito ufficialmente il Comitato Cittadino “Cara_Acqua”;
un’associazione formata da cittadini, nata su base volontaria e senza legami
con partiti politici. Di seguito, il comunicato ufficiale e la comunicazione
inviata al Sindaco.
(Comitato Cittadino "Cara_Acqua”)
Grotte, 4 marzo 2026. È stato formalmente costituito il Comitato Cittadino "Cara_Acqua”,
un’associazione su base volontaria e apartitica composta da utenti titolari
residenti, con l'obiettivo principale di accertare la validità e la
legittimità delle somme di pagamento richieste per i consumi idrici esposti
nelle bollette distribuite in queste ultime settimane da AICA e sulla base
delle tariffe di recente rimodulate dall’Azienda.
Il Comitato si propone di agire come interlocutore propositivo nei confronti
delle istituzioni locali, incoraggiando il dialogo e la partecipazione
attiva dei cittadini con l’obiettivo di aprire una fase di responsabile
verifica della legittimità della rimodulazione delle tariffe, della
trasparenza dei consumi fatturati agli utenti e della legalità del corretto
funzionamento del sistema di depurazione.
"Sono questi i punti fondamentali sui quali si intende condurre l’azione
del Comitato; perciò abbiamo deciso di unire le nostre forze, perché
crediamo fermamente che nei rapporti - amministrativi e commerciali - tra
AICA e utenza cittadinanza non vi sia né trasparenza né legittimità -
dichiara il dott. Armando Caltagirone, animatore, portavoce e
rappresentante del neonato Comitato - avendo percepito soltanto un
diffuso e forte disappunto tra i cittadini che rasenta l’allarme sociale; le
richieste di AICA agli utenti sono sproporzionatamente esose e non trovano
né valido né solido fondamento né nella qualità e neppure negli standard
prestazionali del servizio idrico domestico”, chiosa Caltagirone che, in
seno al Comitato, assolve alle funzioni di Presidente.
E continua: “Il nostro primo obiettivo è stato di chiedere al Sindaco con
un formale messaggio PEC un confronto per sollecitare il sostegno
dell’amministrazione comunale alla tutela degli interessi dei propri
concittadini, così spudoratamente violati da seri sospetti che prima facie
rasentano una diffusa illegalità".
I cittadini interessati a sostenere l'iniziativa in argomento possono
contattare i componenti del direttivo del comitato nelle persone del dr.
Armando Caltagirone, dr. Paolo Licata e sig. Michelangelo
Farruggia.
p. IL COMITATO
Dottor Armando Caltagirone
*****
Comitato Cittadino “Cara_Acqua” Grotte
Al Sig. Sindaco dr. Alfonso Provvidenza
Comune di Grotte
Agli Organi di Stampa Locali
Grotte
OGGETTO: Informativa circa la costituzione in Grotte del Comitato Cittadino
“Cara_Acqua”. Richiesta di incontro. Art. 33 Statuto comunale.
Preg.mo Signor Sindaco,
nella mia qualità di Presidente del Comitato intestato, a norma
dell’articolo 33 dello Statuto comunale, mi pregio chiederLe un incontro per
discutere delle problematiche connesse alle richieste di pagamento dei
consumi idrici da parte di Aica che risultano particolarmente esose e poco
attendibili, così come il presunto regalare funzionamento del depuratore.
Sarà particolarmente gradita la convocazione nel luogo e nell'ora che
riterrà più opportuni, ma tuttavia entro e non oltre il corrente mese.
Le anticipo che oltre alla presenza del direttivo del comitato, composto
oltre che dal sottoscritto anche da dr. Paolo Licata e sig. Michelangelo
Farruggia, ai fini di una corretta e puntuale informazione della
collettività, Le chiederò di concedere la presenza anche degli Organi di
Stampa Locali, a Lei noti.
Cordiali saluti
IL PRESIDENTE DEL COMITATO
Dottor Armando Caltagirone.
Reportage. Favara: la mostra fotografica "I Grant
You Refuge" racconta il legame con Gaza
Locandina
A partire da oggi, mercoledì 4 marzo 2026, le sale del Castello
Chiaramonte di Favara ospiteranno una serie di scatti dedicati al tema
dell'accoglienza e della dignità umana. L'inaugurazione di "I Grant You
Refuge" è prevista per le ore 10.30 presso la Sala Timilia.
(Locandina)
Il progetto fotografico nasce con l'intento di far riflettere chi osserva
sulla situazione di Gaza, comunità a cui Favara è legata da un rapporto
di gemellaggio. Attraverso le immagini, si punta a mostrare storie di
persone che, nonostante le grandi difficoltà quotidiane, riescono a
mantenere viva la speranza e la capacità di resistere.
Nelle intenzioni del sindaco Antonio Palumbo, che ha promosso l'iniziativa,
questo percorso visivo serve a dare un significato concreto alla parola
"rifugio", trasformando la memoria in un impegno civile condiviso. È un modo
per guardare oltre i propri confini e dare valore al dialogo tra culture
diverse.
La mostra sarà accessibile al pubblico sino al 13 marzo con i
seguenti orari:
- tutte le mattine, dalle 09.00 alle 13.00;
- lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.30. L'ingresso è aperto a tutti i cittadini che desiderano approfondire
queste tematiche attraverso il linguaggio della fotografia.
Politica.
Incontro del PD di Grotte: si è parlato delle "Ragioni del NO" con l'on.
Lauricella
Salvaggio e
Lauricella
Ieri pomeriggio, lunedì 2 marzo 2026, a Grotte presso la sede di Via Alfieri
si è tenuta una riunione politica organizzata dal Circolo del Partito
Democratico. Al centro della discussione c'era il tema "Le ragioni
del No", un momento di confronto scelto per spiegare i motivi della
contrarietà del partito rispetto alla prossima consultazione referendaria.
(Antonio Salvaggio e Angelo Lauricella)
Protagonista dell'incontro è stato l’on. Angelo Lauricella. Durante
il suo intervento, Lauricella ha analizzato nel dettaglio le motivazioni
tecniche e politiche che spingono il circolo di Grotte a sostenere la
posizione del "No". L'obiettivo della serata era offrire ai cittadini e agli
iscritti un quadro chiaro dei punti critici oggetto del dibattito, cercando
di rendere comprensibili i passaggi più complessi della questione.
Al termine del confronto il Segretario del Circolo PD di Grotte, Antonio
Salvaggio, ha espresso soddisfazione per la partecipazione dei presenti.
In una nota, Salvaggio ha voluto ringraziare chi ha preso parte alla
discussione, rivolgendo un pensiero anche a chi non ha potuto raggiungere la
sede di Via Alfieri per impedimenti personali. "È stato un buon incontro
- ha dichiarato Salvaggio -. Ne faremo un altro presto: stiamo già
decidendo il giorno, l'ora e il luogo per proseguire questo percorso di
approfondimento".
La segreteria cittadina conferma quindi l'intenzione di dare seguito a
questo primo dialogo con la cittadinanza, promettendo di comunicare a breve
i dettagli per il prossimo incontro in programma.
Come fuoriprogramma, nel corso dell'incontro, l'intervento dell'ex deputato
regionale Federico Martorana che ha sollevato ancora una volta la
disputa amministrativa riguardante la gestione in comodato d'uso dei locali
del Circolo.
Volontariato. Avis: nuove date pomeridiane per
la donazione di sangue a Grotte
Avis Grotte
L’Avis
Comunale di Grotte OdV amplia il proprio calendario per facilitare chi
desidera donare il sangue. Il presidente Pietro Zucchetto ha
comunicato che, oltre alle consuete mattine della seconda e quarta
domenica di ogni mese, sono stati aggiunti dei turni nel pomeriggio
durante la settimana.
Le nuove giornate di raccolta si svolgeranno sempre di mercoledì,
nelle seguenti date: 18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 24 giugno, 22
luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Le attività si svolgono presso il punto di raccolta situato in Via
Francesco Ingrao n. 92/94. Questa sede, considerata un "piccolo presidio
sanitario", è diventata un punto di riferimento importante per il paese.
Oltre alla raccolta del sangue, l'associazione si occupa di promuovere il
volontariato tra i giovani e organizza iniziative legate alla prevenzione e
alla salute, come campagne di screening (in collaborazione con l'ASP1 di
Agrigento e il Comune di Grotte), visite mediche gratuite nei
giorni di raccolta, e progetti con le scuole locali per diffondere la
cultura della solidarietà.
L’associazione ha raggiunto traguardi importanti, superando nell'ultimo anno
la soglia delle 500 sacche raccolte, segno di una comunità partecipe e
attenta ai bisogni degli altri.
Per partecipare alle giornate di donazione o per ricevere maggiori
informazioni, è possibile visitare il sito internet ufficiale
www.avisgrotte.it oppure contattare i numeri 377.0974739 e 320.4434713.
Donare il sangue è un gesto semplice che aiuta concretamente gli ospedali
del territorio e le persone che hanno bisogno di terapie trasfusionali.
Pittura.
Milano: "Donne in rinascita", con la partecipazione di Antonio Pilato
Antonio Pilato
Locandina
A Milano, dal 7 al 16 marzo 2026, gli spazi di UNAHOTELS Expo Fiera
Milano ospiteranno la 15^ edizione di "Donne in rinascita", un
concorso internazionale d’arte e video organizzato dalla galleria
PassepARTout Unconventional Gallery (PUG).
(Locandina)
L'iniziativa si propone di esplorare la figura della donna attraverso i
linguaggi della pittura, della scultura, della fotografia e della
video-arte. Al centro della mostra ci sono temi legati alla forza, alla
resilienza e alla capacità di rinascita, offrendo al pubblico una panoramica
di stili che raccontano i diritti e i valori della figura femminile nel
mondo contemporaneo.
Tra i protagonisti di questa edizione spicca il nome di Antonio Pilato,
artista originario di Grotte, che porterà il suo contributo pittorico
all'interno del percorso espositivo, confermando ancora una volta il legame
tra la sua ricerca artistica e le tematiche sociali profonde trattate dalla
rassegna.
Antonio Pilato è un pittore - già docente di Filosofia e Pedagogia - che ha
scelto Milano come sede per la sua attività professionale e creativa. La sua
formazione culturale, profondamente radicata negli studi umanistici, si
riflette costantemente nelle sue tele, dove l'arte diventa uno strumento per
indagare la condizione umana. La sua pittura è caratterizzata da un tratto
vibrante e istintivo, che spesso si allontana dai rigidi schemi classici per
cercare una narrazione più libera e autentica. Nelle sue opere, Pilato
rivolge uno sguardo attento agli ultimi, ai deboli e a coloro che vivono i
travagli della società moderna, cercando di dare voce ai silenzi e alle
fatiche quotidiane. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose
esposizioni di rilievo, tra cui il Premio Terna, consolidando la sua
reputazione di artista capace di unire l'energia creativa a una profonda
coscienza storica e morale.
La rassegna
"Donne in rinascita"
sarà visitabile quotidianamente, ad ingresso libero, dal 7 al 16
marzo 2026 presso la sede di UNAHOTELS Expo Fiera Milano (Via Keplero
12, a Pero, dalle 09.00 alle 19.00.
Attualità.
"Fine dell'ordine mondiale";
di Raniero
La Valle
Raniero La Valle
Raniero La
Valle, giornalista e intellettuale, è stato direttore de «L’Avvenire
d’Italia» e più volte parlamentare.
*****
Lo
sterminio premeditato della famiglia dell’Ayatollah Khāmeneī, (lui,
la figlia, il genero e una nipote) e lo scatenamento dell’offensiva
terroristica aerea e missilistica contro l’Iran, chiamata “il
ruggito del leone”, segna la fine dell’ordine pubblico mondiale.
Non era un ordine giusto né pacifico, ma aveva un suo alibi nel diritto
internazionale che Trump, alla vigilia delle sue aggressioni, aveva
dichiarato decaduto, bastandogli la regola della propria presunta etica
ed onnipotenza.
Era un ordine pubblico che comunque obbediva a una prassi condivisa in
quanto, si trattasse di democrazie o autocrazie, era pur sempre
risultante da un rapporto tra governi e Stati di cui si poteva supporre
ancora una certa ragione, fosse pure la ragion di Stato.
Esso viene ora sostituito da un ordine in cui chi decide della vita e
della morte di popoli interi e dei rischi per il mondo sono da un
lato un potere tradizionale come quello russo, dall’altro sono due
assassini seriali, uno dei quali, Trump, agisce a titolo
personale senza alcun controllo del Congresso e neanche consenso dei
suoi stessi seguaci, e l’altro, Netanyahu, sulla spinta di una
intenzione di stroncare l’Iran personalmente perseguita da quarant’anni,
come lui stesso ha detto, e con l’ausilio di spie e di Servizi segreti.
E che ciò sia avvenuto di sorpresa e con l’inganno, approfittando
di negoziati di pace in corso e di una conclamata propensione
all’accordo, toglie dignità ai loro due Paesi.
Ciò è tanto più grave per Israele, perché a differenza degli Stati Uniti
la cui invulnerabilità è garantita da un esercito quale non si era mai
visto al mondo e che secondo l’ apologetica trumpiana sarebbe
invincibile, l’incolumità e la sussistenza di Israele dipendono in
gran parte dal consenso e dalla solidarietà di tutto il mondo, per
la considerazione ammirata di cui gode l’intero popolo ebraico anche
come riparazione dell’orribile genocidio di cui è stato vittima ad opera
di un mondo europeo “civilizzato” e razzista. L’ordine pubblico mondiale che viene così compromesso è sostituito
dall’arbitrio di due o tre sole persone che usano un potere
incontrollato, come l’uomo dell’“anomia”, il senza umanità e senza
legge di cui san Paolo parlava a quelli di Salonicco.
E le guerre si fanno non più per qualche conquista, ma per cambiare il
regime politico, “regime change”, dovunque un ordinamento politico al
potente di turno non sia gradito.
E a noi che cosa resta da fare?
Continuare a lottare per il diritto e perché ogni nazione possa avere
ordinamenti di libertà, di pluralismo e di pace, così da non offrire più
pretesti ai potenti per decapitare, affamare, e uccidere i popoli.
Politica. L'on
Decio Terrana al Consiglio Nazionale dell'UDC: identità, impegno sociale
e radicamento sui territori
Dirigenti UDC
"Rilancio organizzativo,
radici culturali ben salde e attenzione alle fasce più fragili della
società"; sono questi i cardini emersi dal Consiglio Nazionale del 26
febbraio dell’Unione di Centro, riunito a Roma all’Hotel Crown
Plaza, per fare il punto sulla fase politica e delineare le prossime
iniziative del partito.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’UDC, l’on. Lorenzo Cesa,
che ha richiamato la tradizione popolare e cristiano-democratica della
formazione centrista, sottolineando la necessità di rafforzare la presenza
sui territori e di consolidare un profilo politico riconoscibile nel
panorama nazionale ed europeo. Un intervento improntato alla coerenza
identitaria, con un richiamo esplicito ai valori della persona, della
solidarietà e della responsabilità istituzionale.
Nel corso della riunione, presieduta dal segretario nazionale sen.
Antonio De Poli, ampio spazio è stato dedicato agli aspetti
organizzativi. Il Segretario ha delineato le linee politiche e organizzative
per i prossimi mesi, con particolare attenzione alle politiche che
riguardino le esigenze di famiglie, imprese ed enti locali.
Al Consiglio Nazionale è intervenuto anche l’on. Decio Terrana,
responsabile nazionale agli Enti Locali e coordinatore politico dell’UDC in
Sicilia, che ha posto l’accento sulla campagna di adesioni, definendola uno
strumento strategico per consolidare la struttura del partito e rafforzarne
la presenza nelle amministrazioni locali. Secondo l’on. Terrana, il
tesseramento non rappresenta un mero passaggio formale, ma un momento di
partecipazione attiva, utile a costruire una rete solida di amministratori,
dirigenti e militanti.
Nel suo intervento, Terrana ha inoltre richiamato con forza l’ispirazione
alla dottrina sociale cristiana come bussola dell’azione politica; un
riferimento che - nelle intenzioni del Dirigente centrista - deve tradursi
in iniziative concrete a sostegno delle famiglie, degli anziani, dei giovani
in cerca di opportunità e di quanti vivono condizioni di disagio economico e
sociale. È proprio per questo Terrana ha richiamato all’unione di tutti i
cattolici per combattere la povertà e poter avere più attenzione agli
"ultimi".
"La Politica non può sempre e solo parlare alla pancia della gente -
ha concluso l'on. Terrana -, ma deve essere anche un vero strumento per
combattere per i bisogni delle persone. Per cui diventa necessaria l’unione
di tutti coloro che si riconoscono nei valori dello scudocrociato, per
avanzare iniziative politiche da declinare in proposte legislative e
amministrative coerenti".
Politica. "La sinistra ha smarrito la vocazione
ad essere popolare"; di
Enzo Napoli
Enzo Napoli
Dopo la revoca per
infiltrazioni mafiose della concessione alla società che gestiva i lidi di
Mondello, non posso fare a meno di riscontrare un silenzio assordante da
parte delle altre forze politiche del centrosinistra.
Invece che dare atto a Ismaele La Vardera di aver vinto una battaglia
emblematica sulla legalità, sembrano quasi in imbarazzo.
Mi sono chiesto perché.
È l'imbarazzo per non essersi accorti, per aver taciuto o c'è anche, come
serpeggia sui social, il fastidio perché uno degli status del classismo dei
palermitani rischia di crollare?
La villa e la cabina quasi privata a Mondello era ciò che distingue la media
e alta borghesia dalla plebe, chi poteva permettersi di pagare migliaia di
euro per le sdraio e gli ombrelloni e chi, invece, al mare va solo la
domenica con il fastidioso (per chi è chic) corredo di numerosa prole, teli
mare cinesi e abbondanti, ipercaloriche cibarie.
Leggo, tra i commenti, tanti che si preoccupano del decoro che potrebbe
venire meno per il riappropriarsi della prestigiosa spiaggia da parte del
popolo caciarone e incivile.
La stessa borghesia che per decenni ha convissuto in complice silenzio con
la mafia che speculava e costruiva i palazzi e i quartieri "bene" attorno a
Via Libertà.
La stessa sinistra che ha le percentuali più alte in quelle zone e che sta
scomparendo nei quartieri popolari e nelle periferie.
La Vardera non avrà lo stesso aplomb, il modus raffinato dei rivoluzionari
da salotto, avrà anche un approccio impetuoso e spettacolare, ma sta
affermando una battaglia che può scardinare le incrostazioni, i silenzi, le
collusioni che incatenano la Sicilia in quella zona grigia in cui
illegalità, malapolitica e mafia prosperano.
Se la vicenda delle concessioni di Mondello è una metafora, lo è anche per
ciò che la sinistra ha smarrito: la vocazione ad essere popolare nel senso
più nobile del termine.
Volontariato.
A Grotte
la 36^ Assemblea provinciale degli associati
AVIS; domenica 15 marzo
AVIS
Domenica 15 marzo 2026 l’AVIS Provinciale di Agrigento riunirà
i propri delegati e rappresentanti per la 36ª Assemblea degli
Associati. L’incontro è fissato presso la Sala consiliare "Prof. Antonio
Lauricella" del Comune di Grotte. I lavori inizieranno alle ore 09.00
in prima convocazione e alle ore 10.00 in seconda convocazione.
(AVIS Provinciale Agrigento)
L'ordine del giorno prevede una serie di passaggi istituzionali necessari
alla gestione dell'associazione. Dopo la costituzione dell'Ufficio di
Presidenza e la lettura del verbale della Commissione Verifica Poteri, si
entrerà nel vivo della gestione amministrativa e sanitaria:
- il Presidente esporrà la relazione del Consiglio, seguita dal conto
consuntivo dell'anno 2025 e dal preventivo finanziario per il 2026;
- sono previste le relazioni del Collegio dei Revisori dei Conti e del
Direttore Sanitario;
- i soci saranno chiamati ad approvare i documenti contabili e a ratificare
il preventivo per l'anno in corso;
- verranno scelti i delegati per l'Assemblea Regionale AVIS e i candidati
per quella Nazionale.
I lavori, coordinati dal presidente provinciale Domenico Allegro e
dal segretario Giovanni Scaduto, vedranno la partecipazione di
numerose figure istituzionali e associative. Tra i presenti, oltre ai
delegati e ai consiglieri delle varie sedi comunali, si segnalano: il
consigliere provinciale Giovanni Pillitteri, il consigliere regionale
Giovanni Matalone, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza,
il presidente dell'Avis comunale di Grotte Pietro Zucchetto, il
presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi, l’assessore
all’Associazionismo e al Volontariato Giusy Minneci.
Per sottolineare il legame tra le diverse sedi del territorio, tutte le AVIS
Comunali sono state invitate a partecipare portando con sé il proprio Labaro
sociale, che verrà esposto durante i lavori in segno di unità e
appartenenza.
Al termine della seduta, i partecipanti potranno spostarsi presso un
ristorante della zona per il pranzo sociale.
Politica.
Referendum: il PD di Grotte si riunisce per discutere le ragioni del
"NO"
Locandina
Il circolo del Partito Democratico di Grotte ha organizzato un’assemblea
per approfondire il tema "Le ragioni del No". L'incontro si svolgerà
lunedì 2 marzo 2026, con inizio fissato per le ore 18.00. I
lavori avranno luogo presso la sede del partito situata in Via Alfieri.
(Locandina)
L’incontro vedrà la partecipazione dell'onorevole Angelo Lauricella,
che illustrerà i motivi della posizione contraria sostenuta dal circolo in
merito alla consultazione oggetto del dibattito.
Il segretario locale, Antonio Salvaggio, nel diffondere la notizia,
ha invitato i tesserati e i simpatizzanti a partecipare con puntualità. È
stata inoltre espressa la volontà di aprire il confronto a una platea più
ampia, esortando gli iscritti a coinvolgere amici e conoscenti interessati
ad approfondire l'argomento.
L’onorevole Angelo Lauricella è una figura di lungo corso della politica
siciliana e nazionale. Nato a Canicattì nel 1950, ha una formazione politica
maturata all'interno dei principali partiti della sinistra italiana, dal PCI
fino alla fondazione del Partito Democratico. Nella sua carriera
parlamentare ha ricoperto il ruolo di Deputato alla Camera per diverse
legislature, distinguendosi per l'attività in commissioni legate ai lavori
pubblici e al territorio. Oltre all'impegno nazionale, ha sempre mantenuto
un forte legame con la provincia di Agrigento, ricoprendo incarichi di
rilievo nelle amministrazioni locali e regionali. All'interno del PD,
continua a essere un punto di riferimento per l'analisi politica e il
coordinamento delle attività sul territorio siciliano.
Iniziative.
A Grotte una settimana di riflessioni per la Giornata Internazionale
della Donna
Manifesto
La Giornata Internazionale della Donna non è una semplice ricorrenza
sul calendario ma un momento fondamentale per riflettere sui diritti
raggiunti e su quelli ancora da conquistare. Nata per ricordare le lotte
sociali, politiche ed economiche delle donne, questa giornata mantiene oggi
un profondo valore civile: è il modo in cui la società riconosce il ruolo
femminile e si impegna contro ogni forma di discriminazione e violenza.
(Manifesto)
A Grotte l'Amministrazione comunale ha scelto di dare spazio a questo
tema attraverso una serie di iniziative concrete che coinvolgeranno
il paese nei prossimi giorni. Il percorso inizia oggi, domenica 1 marzo, e proseguirà sino all'8 marzo
con una proposta intitolata “Orme di Libertà”. Si tratta di una
mostra diffusa: le vetrine dei negozi del paese ospiteranno immagini e
racconti di donne che hanno segnato la storia con il loro coraggio. L’idea è
quella di trasformare una normale passeggiata per le vie del centro in un
momento di conoscenza e approfondimento.
Il pomeriggio di venerdì 6 marzo, alle ore 17.30, presso il
Centro Polifunzionale “San Nicola – Stella Castiglione”, si terrà un
incontro dal titolo “Voci nel tempo”. Sarà uno spazio dedicato al
dialogo tra diverse generazioni, dove giovani e anziani potranno
confrontarsi con semplicità sui temi del lavoro, della società e delle
aspirazioni personali. Un modo per capire come sia cambiato il modo di
vivere la quotidianità e quali siano le sfide ancora aperte.
Infine domenica 8 marzo, al tramonto, si terrà un gesto simbolico
chiamato “Segno di luce”: il Palazzo Municipale verrà illuminato
di giallo. Questa scelta non ha una finalità estetica, ma vuole
rappresentare un faro acceso per ricordare la strada percorsa dalle donne
nel passato e illuminare quella di chi verrà in futuro.
Questo programma è il risultato di un lavoro di rete che vede coinvolte
diverse realtà. Oltre al Comune di Grotte, partecipano attivamente:
la Proloco “Herbessus”, i volontari del Servizio Civile Universale,
la Consulta Giovanile di Grotte, la F.I.D.A.P.A. Sezione di
Racalmuto, la Casa d’Arte “Pina Mazzara” e la testata giornalistica
Grotte.info Quotidiano, che segue la comunicazione dell'iniziativa.
Il sindaco Alfonso Provvidenza e l’assessore alle Pari Opportunità
Giusy Minneci hanno sottolineato come queste giornate servano a
confermare l'impegno di tutta la comunità verso il rispetto dei diritti e
della dignità di ogni donna.
Comune.
Grotte ha dedicato una giornata alle malattie rare tra letture per
bambini e luci colorate
Letture d'inverno
Locandina
Ieri, sabato 28 febbraio 2026, anche Grotte ha partecipato alla
Giornata Mondiale delle Malattie Rare con una serie di attività pensate
per informare e mostrare vicinanza a chi affronta sfide di salute poco
comuni. L'iniziativa ha coinvolto sia i più piccoli che i simboli del paese.
La mattina è iniziata alle 10.30 presso la Biblioteca comunale "M. L.
King". Qui, all'interno del ciclo "Letture d'Inverno" a cura del
gruppo di lettura "Il piacere di leggere insieme",i bambini
si sono riuniti per ascoltare la lettura ad alta voce del libro "Il
Pentolino di Antonino" di I. Carrier.
(Letture d'inverno)
L’assessore alle Disabilità Giusy Minneci, ha guidato i piccoli nella
comprensione del racconto, spiegando come la diversità possa diventare un
punto di partenza per l'inclusione. Dopo la lettura, si è svolto un
laboratorio creativo: un momento pratico in cui i bambini hanno usato colori
e sorrisi per esprimere il concetto di coraggio e la capacità di affrontare
le piccole e grandi fatiche quotidiane. L'obiettivo della mattinata è stato
quello di trasmettere ai cittadini di domani l’importanza di sapersi mettere
nei panni degli altri.
Con l'arrivo della sera, l'attenzione si è spostata verso la sede del
Comune; per testimoniare la solidarietà della cittadinanza, il Palazzo
Municipale è stato illuminato con i colori simbolo della giornata: verde,
viola e azzurro.
Questa scelta visiva, promossa dal sindaco Alfonso Provvidenza e
dall'Amministrazione comunale, ha voluto ricordare che nessuno deve sentirsi
solo davanti alle difficoltà. Le attività svolte hanno permesso di
riflettere su temi importanti come il saper stare insieme e il supporto
reciproco, rendendo la giornata un momento di condivisione semplice ma utile.
Servizi.
Attiva la nuova griglia presso il depuratore di Grotte
AICA
L'Azienda Idrica Comuni Agrigentini (AICA) ha comunicato il
completamento dei lavori di ripristino presso l’impianto di depurazione
situato in contrada Caccarolloli, nel territorio di Grotte. Con una
nota ufficiale datata 3 febbraio 2026 e registrata al protocollo il 24
febbraio, l'azienda ha confermato che la nuova apparecchiatura installata è
ora in funzione.
L'intervento ha riguardato la sostituzione della griglia automatica
che serve la sezione primaria dell'impianto. Questo passaggio tecnico arriva
dopo una serie di segnalazioni, effettuate tra aprile e maggio
2024 e lo scorso ottobre 2025, che evidenziavano il malfunzionamento del
precedente macchinario. I lavori di manutenzione si sono conclusi con il
montaggio e l'avvio del nuovo dispositivo, necessario per il corretto
trattamento delle acque.
La notizia della riattivazione è stata inviata formalmente a diversi enti,
tra cui il Sindaco di Grotte, la struttura territoriale dell'ARPA di
Agrigento, il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti e l'Assemblea
Territoriale Idrica (ATI AG9).
Comune.
Aperte le selezioni per 18 volontari del Servizio Civile Universale
Servizio Civile Universale
Il
Comune di Grotte ha confermato anche per il 2026 l’avvio del Servizio
Civile Universale. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Nam-Jai
Ets, l'ente mette a disposizione 18 posti per i giovani che vogliono
dedicare un anno ad attività di pubblica utilità.
(Servizio Civile Universale)
I posti
sono suddivisi in quattro ambiti specifici, ognuno con un codice di
riferimento per la candidatura:
- animazione culturale per minori ("A piccoli passi"): 10 posti totali
(divisi in due sedi da 5 posti ciascuna, codici 206094 e 206088);
- tutela dei beni storici e artistici ("Passi per raccontare i territori"):
2 posti (codice sede 206094);
- salvaguardia di parchi e oasi naturali ("Rigenerazioni"): 6 posti (codice
sede 206123).
Possono inviare la propria candidatura i giovani di età compresa tra i 18
e i 29 anni non ancora compiuti. Chi verrà selezionato lavorerà per
12 mesi a supporto degli uffici comunali.
Il percorso prevede alcuni vantaggi concreti per i partecipanti:
- un rimborso spese mensile di 519,47 € netti.
- attività di formazione specifica e acquisizione di competenze spendibili
nel mondo del lavoro;
- una riserva del 15% dei posti nei futuri concorsi pubblici.
Le domande di partecipazione devono essere inviate soltanto per
via telematica. Il termine ultimo è fissato per le ore 14.00
dell’8 aprile 2026. La piattaforma per procedere è raggiungibile
all'indirizzo:
https://domandaonline.serviziocivile.it.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha sottolineato come la presenza di
questa possibilità a Grotte sia il frutto di un lavoro costante iniziato
negli anni scorsi; se all'inizio i posti venivano coperti soprattutto da
ragazzi provenienti da altri comuni, oggi i giovani locali sono più
consapevoli dell'importanza di questa esperienza. Dal punto di vista
economico, l'operazione ha un impatto rilevante: il Comune investe circa
14.500 euro per la progettazione, cifra che genera un ritorno sul
territorio di oltre 112.000 euro sotto forma di compensi erogati
direttamente ai volontari. L'obiettivo dell'Amministrazione è offrire ai
giovani un motivo concreto per restare e investire nelle proprie competenze
senza dover necessariamente abbandonare il proprio paese. Citando il
messaggio di fondo del film La meglio gioventù, il Sindaco ha
ribadito la necessità di dare fiducia alle nuove generazioni per rinnovare
la società e contrastare l'immobilismo.
Dibattiti.
"Fine vita: equilibrio tra posizioni e sensibilità diverse"; di
Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Fine vita
Ho letto
una
nota interessante del caro amico Totò Carlisi sulla problematica
del fine, questione che ho affrontato a partire dal caso Welby, quale
pubblico ministero nel processo civile. Penso che l'articolo che qui riporto
di Giuliano Amato, pubblicato su l'Avvenire, possa
rappresentare un importante punto di equilibrio tra posizioni e sensibilità
diverse. L’intervento di Giuliano Amato, infatti, si colloca in una
posizione intermedia e pragmaticamente istituzionale nel dibattito sul fine
vita. Richiamando la sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale,
Amato rivendica la scelta di aver aperto uno spazio limitato e rigorosamente
circoscritto di non punibilità per il suicidio assistito, ancorandolo a
condizioni stringenti - tra cui il trattamento di sostegno vitale - così da
evitare derive eutanasiche e da ricondurre il caso entro il perimetro del
rifiuto dell’accanimento terapeutico.
(Fine vita)
Il punto centrale del suo ragionamento non è tanto ampliare o restringere
quell’ambito, quanto colmare il vuoto organizzativo lasciato al legislatore.
La critica è rivolta al Parlamento, incapace finora di tradurre in
disciplina chiara e uniforme quanto già tracciato dalla Corte. Amato
suggerisce che soluzioni tecniche sarebbero possibili anche per via
amministrativa, ma le considera una “sconfitta” della politica, che dovrebbe
invece assumersi la responsabilità di trovare un terreno comune tra principi
contrapposti. In sintesi, è un appello alla responsabilità istituzionale:
non un manifesto ideologico, ma la richiesta che su un tema eticamente
sensibile si passi dalla contrapposizione astratta a una regolazione
condivisa e concreta.
“Amato: il fine vita, la legge e una via che evita l’accanimento”
di Giuliano Amato*
Il Presidente emerito della Corte Costituzionale interviene nel dibattito
aperto da "Avvenire" su princìpi etici e possibili soluzioni giuridiche:
sotto la sua guida la Consulta adottò la sentenza 242 che ha creato «uno
spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio assistito».
Dall’ottobre 2025 Avvenire sta ospitando interventi di diverso orientamento
sul fine vita firmati da giuristi, teologi, bioeticisti e filosofi per
aiutare a mettere a fuoco ciò che è essenziale per tutti (sono tutti
consultabili su Avvenire.it nella sezione “Scegliere sulla vita”).
L’intervento del presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano
Amato che qui ospitiamo si aggiunge al confronto in corso, con
l’autorevolezza di chi guidò la Consulta nell’elaborazione della sentenza di
riferimento in materia di suicidio assistito, la 242 del 2019. Un intervento
che giunge pochi giorni dopo l’intervento del cardinale Zuppi, nel quale il
presidente della Cei ha ricordato che «normative che legittimino il suicidio
assistito e l’eutanasia rischiano di depotenziare l’impegno pubblico verso i
più fragili e vulnerabili, spesso invisibili, che potrebbero convincersi di
essere divenuti ormai un peso».
Quando nel 2019 adottammo la decisione della Corte Costituzionale che
creò uno spazio di ben circoscritta immunità penale per il suicidio
assistito, devo ammettere che provai un sentimento di profonda
soddisfazione. Il tema era difficile, il rischio che correvamo era quello di
una contrapposizione irrisolta fra principi, e il risultato invece fu tale
da lasciare tutti in pace con la propria coscienza. Ci aiutarono a tal fine
le circostanze del caso (è il grande beneficio della giurisdizione, che il
diritto lo vede sempre alla luce di un caso). Certo si è che qui c’era un
essere umano che aveva davanti una vita comunque breve, una vita fatta di
giorni senza speranza e riempita da dolori che neppure le cure palliative
potevano sedare, una vita che continuava grazie a un trattamento di sostegno
vitale, in assenza del quale sarebbe naturalmente cessata. Si poteva dire di
no al gesto di umana pietà che quella persona chiedeva? La nostra risposta
fu che non si poteva. E fu una risposta che poté essere data anche dai
credenti, perché aver messo fra le condizioni il trattamento di sostegno
vitale consentiva, insieme alle altre circostanze, di ricondurre il caso a
quell’accanimento terapeutico, al quale anche per la Chiesa si può
ragionevolmente porre fine.
La decisione zoppicava sotto il profilo organizzativo. Richiedeva il parere
di commissioni etiche, che al momento esistevano, ma solo con competenze (e
composizione) calibrate sulla sperimentazione dei farmaci. Non assicurava
quell’uniformità di indirizzi che è essenziale per evitare trattamenti
differenziati sul territorio nazionale. Non entrava nelle modalità
procedurali ed era inevitabilmente generica sui ruoli rispettivi del
pubblico e del privato. Ci avrebbe pensato il Parlamento, questo è quanto
scrivemmo.
Sono passati oltre sei anni e ancora ciò non è accaduto. E non perché il
Parlamento non se ne sia occupato, al contrario ci sono state al Senato
ripetute sedute di Commissione e ripetute udienze. No, è la discussione che
ha imboccato la strada dei principi contrapposti, e quei principi,
prevedibilmente, non si sono incontrati. Lontano dai fatti, lontani dalle
circostanze che offrirebbero loro spazi di flessibilità, sono rimasti fermi,
rigidi. Non è un caso che di accanimento terapeutico non si sia seriamente
parlato. Non è un caso che, al momento, non abbia provocato alcun
avvicinamento neppure l’ultima sentenza della Corte Costituzionale. È la
sentenza che ha sgombrato il campo dall’ipotesi di una distinta immunità
penale per l’eutanasia, assorbendo quest’ultima nei limiti del già ammesso
suicidio assistito, grazie all’uso di una macchina attivabile anche con il
movimento di un dito o di una palpebra. No, neppure a questo si è sinora
arrivati, pur di tenere il più possibile fuori dalla vicenda il Servizio
sanitario nazionale (al quale dovrebbero essere invece affidate
l’acquisizione e la gestione di questo tipo di macchina). Eppure il
beneficio che ne conseguirebbe è palese.
Ma il beneficio - qualcuno mi può obiettare - ormai c’è, perché c’è la
decisione della Corte e i giudici già la applicano, pretendendo che le Asl
si procurino la macchina. E allora che bisogno c’è della legge? Fermi
restando i presupposti dell’immunità penale, che sono quelli non allargabili
fissati dalla Corte, ciò che manca è tutto e solo sul versante
organizzativo. E qui ben si potrebbe provvedere con atti ministeriali di
indirizzo, eventualmente integrati e comunque condivisi dalla Conferenza
Stato-Regioni. È un’ipotesi da approfondire, probabilmente praticabile. Ma
sarebbe il frutto di una dolorosa sconfitta. La sconfitta del Parlamento,
che è certo nato per rappresentare le diverse posizioni, per dare loro
l’opportunità di esprimersi e di contrapporsi. Ma non solo per questo. Il
Parlamento non è il Cortile dei Gentili. Ma - diciamo la verità - ancor più
di esso avrebbe la responsabilità di indicare al Paese - spesso smarrito
davanti a quesiti morali che penetrano irrisolti nelle coscienze - soluzioni
fondate su un solido terreno comune. Qui quel terreno c’è. Che la Repubblica
trovi su di esso le soluzioni di cui ha bisogno, mettendo da parte il suo
Parlamento, sarebbe comunque una prova di vitalità. Ma sarebbe meglio non
doverla vivere.
Attualità.
"La favola degli aumenti dell'acqua"; di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Aumenti
Leggendo la
delibera del Consiglio Comunale del 16/02/2026, a proposito di aumenti
tariffari idrici e funzionamento del depuratore, sembra quasi tutto vero.
Consiglieri che non dicono solo presente, ma che sollevano spigolosità
interpretative sulla eventuale irretroattività dell’aumento tariffario
deliberato dall’assemblea dei sindaci su proposta del CdA di AICA.
Singolare è poi la risposta della Vice Sindaca, di rassicurazione del
regolare funzionamento del depuratore; infatti testualmente si legge: "rassicura
l’aula circa il regolare funzionamento della struttura, richiamando i
costanti controlli effettuati dagli uffici tecnici e la presenza in aula
del responsabile del settore per eventuali approfondimenti".
Sull’aumento delle tariffe idriche rassicura che sono state fissate da ARERA.
Nessuno ha chiesto chiarimenti e la discussione si è chiusa lì.
Può aggiungersi: "E vissero tutti felici e contenti".
(Aumenti tariffari)
La
Vice Sindaca, però, dimentica che ARERA è uno specchietto per le allodole,
mentre sul depuratore non ha letto i documenti che gli uffici comunali hanno
inviato alla redazione del quotidiano locale, dove la stessa AICA ammette
che quando piove l’acqua in uscita è torbida.
Sostanzialmente, AICA ammette il mancato funzionamento.
Ancor più strana la circostanza della presenza, in Consiglio, del
responsabile del settore, pur non essendo la discussione - depuratore -
iscritta all’ordine del giorno. Che straordinaria previsione divinatoria!
Roba da mago Otelma.
La favola continua con l’intervista rilasciata, ad "Agrigento oggi", dalla
presidente del CdA di AICA dott.ssa Nobile, la quale conferma che l’aumento
tariffario è perfettamente in linea con i criteri fissati dall’ARERA.
Tutto corrisponde. È tutta colpa di ARERA se vi sono stati aumenti. Cosi,
almeno sembra capire dalle dichiarazioni sopra riportate.
Ci si chiede: ma sta ARERA cu è?
Non è il nome di una baldracca. È semplicemente l’Autorità nazionale che si
occupa di fissare periodicamente i criteri di adeguamento tariffario
non solo dell’acqua, ma anche dell’energia elettrica e del gas.
Appare opportuno precisare che il termine adeguamento ha significato ben
diverso da aumento. L’adeguamento, nel caso di specie, in rapporto ai
costi entro i limiti dei criteri fissati dall’ARERA. In teoria, e non solo,
se i costi diminuissero l’adeguamento imporrebbe un abbassamento delle
tariffe.
Possono mai diminuire i costi del servizio idrico nell’agrigentino se
risulta accertato che almeno il 50% dell’acqua si disperde a causa delle
reti colabrodo?
Che logica economica è stata la costruzione del dissalatore di Porto
Empedocle nella consapevolezza che il 50% di quell’acqua si disperderà in
mille rivoli?
Aumentano i costi e di conseguenza i parametri di adeguamento fissati da
ARERA comportano inevitabilmente aumenti tariffari. Non è ARERA, bensì la gestione che determina i costi e le tariffe
adeguate ai criteri dell’organismo anzidetto.
Anche Girgenti Acque, negli aumenti tariffari, si adeguava ai parametri di
ARERA.
Anche lì, tutto regolare; maggiori costi, maggiori aumenti, anche se è stato
ipotizzato, dalla Procura della Repubblica, l’uso di fatture per operazioni
inesistenti per far lievitare i costi.
Ritornando alla dott.ssa Nobile, probabilmente allieva della Bocconi,
qualche tempo addietro ha dichiarato di volere fare un grosso investimento
per l’acquisto e l’installazione di contatori smart di nuova generazione
per la lettura a distanza.
Avere venti milioni di debiti con un solo fornitore come Siciliacque o
averne qualche milione in più con qualche altro cosa cambia?
Ovviamente questa operazione comporterà nuovi costi e nuovi aumenti
tariffari.
Tutto ciò ha un senso?
Contatori che misureranno ben altri liquidi, visto che quelli che
interessano gli utenti si disperdono per strada.
L’indignazione è tanta e tale (era ora!) che, in questi giorni,
proliferano come funghi i Comitati civici per affrontare il caro bollette.
In quel di Canicattì, per iniziativa di due avvocati, si è costituito
il comitato raccogliendo in soli due giorni oltre 3.500 firme. I due
professioni dichiarano che scopo del comitato è quello di interfacciarsi con
AICA e chiedere l’accesso agli atti.
Sembra uno scopo un po' confuso. Il primo interlocutore è il Sindaco poiché amministratore a tutti gli
effetti di AICA. Infatti, quale componente dell’Assemblea dei Sindaci,
approva i bilanci, le tariffe ed elegge i componenti del Consiglio di
Amministrazione.
L’Assemblea dei Sindaci è l’organo di controllo e di indirizzo per
eccellenza; ogni singolo componente ha poteri di controllo e vigilanza.
L’accesso agli atti? Si può sempre chiedere al Sindaco. Anche Grotte, a breve, avrà il suo comitato che ben conosce il suo
primo diretto interlocutore.
Ci sarà il confronto? Questa è un’altra storia che, con certezza, verrà
raccontata.