Scuola.
5^ edizione del Memorial "Giada Pillitteri": sport, emozioni e ricordo
Intervento
Sindaco
Inno
Targa
Venerdì
29 maggio 2026, presso il campo polivalente “Francesca Morvillo” di Grotte,
si è svolta la 5^ edizione del Memorial “Giada Pillitteri”,
manifestazione sportiva organizzata dall’Istituto comprensivo “Leonardo
Sciascia” di Racalmuto e Grotte.
(Intervento della mamma di Giada Pillitteri)
L’iniziativa ha visto la partecipazione di tutta la scolaresca del plesso
“V. E. Orlando” di Grotte, accompagnata da docenti e personale ATA, per
una festa all’insegna dello sport e del ricordo di Giada.
Presenti alla manifestazione: il Dirigente scolastico, prof.ssa Carmen
Campo; il Sindaco di Grotte, prof. Alfonso Provvidenza; il
Vice-Sindaco, dott.ssa Roberta Di Salvo; i genitori di Giada
Pillitteri, Vincenzo Pillitteri e Antonella Infantino, ospiti
speciali della giornata.
(Intervento del sindaco Alfonso Provvidenza)
La
manifestazione si è aperta con il saluto del Dirigente scolastico che ha
sottolineato il valore educativo dello sport nella scuola e l’importanza del
ricordo di una compagna salita in cielo prematuramente, il cui sorriso
continua a vivere nel cuore della comunità scolastica.
Momento centrale della giornata è stata la finale del torneo di pallavolo,
vinta dalla rappresentanza delle classi seconde con il punteggio di 3 set a
1 sui rivali della classe 3^ A.
(Inno nazionale)
Grande
entusiasmo anche per il saggio di ginnastica artistica e danza sportiva,
realizzato da 12 ragazze della scuola, applaudito da tutti i presenti.
Particolarmente toccanti gli omaggi dedicati a Giada Pillitteri da parte di
due alunne, Maria Francesca Culmo e Sara Zaberca, e di una ex
docente di Giada, la prof.ssa Alessandra Lo Presti, seguiti
dall’esecuzione di una canzone proposta dal professore di Musica, prof.
Giuseppe D’Amico, che ha emozionato tutti, ragazzi, alunni e ospiti, i
quali hanno cantato coralmente per rendere omaggio a Giada.
(Targa)
Durante
la premiazione è intervenuto il Sindaco, che ha ribadito la vicinanza delle
istituzioni al mondo della scuola e ai valori educativi dello sport.
Il Dirigente scolastico ha concluso la manifestazione premiando i piccoli
atleti e ringraziando tutti per la riuscita dell’evento.
A coordinare l’intera manifestazione e a preparare gli studenti, da gennaio
fino alla giornata conclusiva, è stato il docente di Scienze motorie e
sportive, prof. Giovanni Russo, punto di riferimento dell’iniziativa.
Una giornata intensa e significativa, all’insegna dello sport, della
condivisione e del ricordo.
Storia.
"Il
verdetto del cuore e la giuria di Grotte degli
anni '60"; di Carmelo Arnone
Azione Cattolica
C’è
un’intensità particolare nel bianco e nero della fotografia che ritrae parte
dell'Azione Cattolica di Grotte negli anni '60. Non è solo il
contrasto della pellicola d'epoca; è la densità di un tempo in cui le
distanze si misuravano a passi, a strette di mano e a canzoni.
(Azione
Cattolica di Grotte negli anni '60)
Per ritrovare il battito di quel giorno bisogna fare un salto all'indietro,
superando la nebbia degli anni, fino a una domenica della metà degli anni
Sessanta, quando la Chiesa Madre di Racalmuto brulicava di vita, di voci di
bambini e dell’eco vibrante delle fisarmoniche.
La storia di quel giorno, a ben guardare, comincia a pochi chilometri di
distanza, a Grotte. Lì si muoveva un gruppo di giovani dell’Azione Cattolica
animato da un entusiasmo pulito, contagioso. A guidarli, con quella saggezza
naturale che fa da collante nelle comunità, c’era Totò Carlisi. Non
erano tempi di grandi distrazioni: la parrocchia era il centro del mondo,
il luogo dove il futuro veniva sognato e costruito sera dopo sera.
Tra la gioventù di Grotte e i vicini di Racalmuto era nata un’amicizia
profonda, una di quelle sintonie nate sulla stima reciproca.
A fare da ponte, con la complicità attiva di Totò La Mendola, era
stata la musica.
Racalmuto vantava un complesso di fisarmoniche leggendario, guidato dal
compianto maestro Francesco Macaluso; per tutti, semplicemente, don
Ciccio.
Un uomo che con il soffio delle sue tastiere a mantice sapeva incantare. Tra
le sue fila c'erano anche i giovani Rino e Lidia La Mendola (mentre
il piccolo Franco guardava ancora i fratelli maggiori, aspettando
l'età giusta per unirsi al gruppo).
Quando l’indimenticabile arciprete di Racalmuto, don Alfonso Puma,
decise di organizzare un festival canoro parrocchiale per i bambini del
paese, volle fare le cose in grande: non doveva essere una semplice recita,
ma una sorta di piccolo "Zecchino d’Oro" locale. E per garantire
l'imparzialità e onorare quel legame speciale, don Alfonso chiamò i ragazzi
di Grotte.
"Sarete voi la giuria", fu l'invito. Un compito serio, investito di
una responsabilità che oggi farebbe sorridere, ma che allora faceva tremare
i polsi per l'emozione.
Il giorno del festival l'oratorio e la Chiesa Madre di Racalmuto erano
gremiti fino all'inverosimile; c'era l'odore buono delle domeniche di paese,
il brusio trepidante dei genitori e gli occhi lucidi dei bambini pronti a
cantare.
Seduti nei primi banchi, con la solennità che si doveva all'occasione ma con
il sorriso stampato sul volto, c'erano i giurati arrivati da Grotte.
Spostando lo sguardo sui loro volti, si incontrava il futuro di una
comunità: il dottor Franco Tirone e Filippo Costanza, il
magistrato Filippo Vitello insieme al fratello Calogero
(Lillo), la futura oculista Laura Napoli accanto al fratello (futuro
professore) Pippo, Pino Maggio, il farmacista Mario Spoto
con le sorelle Carmela e Irene.
Ognuno di loro sentiva il peso di quel voto. I bambini cantavano,
accompagnati dalle note precise delle fisarmoniche di don Ciccio, e i
giovani giurati prendevano appunti, scambiandosi occhiate d'intesa, stretti
in un'amicizia che, per molti di loro, avrebbe superato i confini di quella
stagione per durare tutta la vita.
A guardarla oggi, la foto dell'Azione Cattolica di Grotte negli anni '60 non
mostra solo un gruppo di ragazzi concentrati: custodisce un manifesto di
archeologia umana. Erano anni in cui l’impegno civile e spirituale si
fondeva con la gioia pura dello stare insieme. Non si possedeva molto, ma si
metteva in comune tutto ciò che si aveva: il tempo, l'entusiasmo, la
passione, le proprie capacità.
Non si tratta di "qualche anno fa" ma di "tanti anni fa". Il calendario
corre veloce, eppure la forza di quella testimonianza dimostra che ci sono
pomeriggi, come quello della giuria di Racalmuto, capaci di sconfiggere il
tempo. Il calore umano di quegli sguardi, nati all'ombra dell'Azione
Cattolica tra Grotte e Racalmuto, continua a trasmettere un senso di
appartenenza che nessuna distanza e nessun inverno hanno mai potuto
scalfire.
(Ringrazio, per le testimonianze, il dott. Antonio Carlisi e il dott.
Salvatore Filippo Vitello).
Sanità.
Comune di Grotte: selezione di 12 anziani per il progetto del Centro
Diurno
Locandina
Il
Distretto Socio Sanitario D3, che vede la partecipazione dei Comuni di
Canicattì (nel ruolo di capofila), Campobello di Licata, Castrofilippo,
Naro, Racalmuto, Ravanusa, Grotte e Camastra, ha attivato la programmazione
per lo svolgimento delle attività legate ai "Centri Diurni per Anziani".
L'iniziativa, definita in conformità con la Legge 328/2000 - Azione 2 ed
inserita nel Piano di Zona 2021 (FNPS), persegue l'obiettivo di sostenere
l'invecchiamento attivo della popolazione della terza età,
contrastare i fenomeni di isolamento sociale e concorrere al
miglioramento del benessere sia psicofisico sia relazionale dei
partecipanti.
(Locandina)
I
servizi sono rivolti a un numero complessivo di 160 cittadini residenti nei
territori comunali che fanno parte del Distretto D3.
Per quanto riguarda in modo specifico il territorio del Comune di Grotte,
i posti assegnati sono in tutto 12.
L'accesso è regolato dal possesso di determinati requisiti minimi
obbligatori: i candidati devono aver superato i 65 anni di età,
trovarsi in uno stato di autosufficienza e avere la residenza
anagrafica in uno dei paesi compresi nel distretto socio-sanitario.
Le attività collegate alla struttura saranno svolte negli spazi del
Centro Diurno che l'Amministrazione comunale di Grotte ha stabilito di
mettere a disposizione, individuati nei locali dell'ex Plesso Scolastico
Sciascia, in Contrada Palo, situato in via Maroncelli; il centro rimarrà
operativo per cinque giorni a settimana e l'intero progetto avrà una
durata complessiva stabilita in sei mesi.
Il piano di lavoro previsto per i frequentatori include percorsi per il
benessere, come passeggiate guidate, esercizi di ginnastica a
corpo libero e corsi di yoga, orientati alla tutela della salute
fisica.
Sono inseriti nel programma anche giochi collettivi come tornei di carte
e dama, visite guidate esterne pensate per favorire la conoscenza
e la valorizzazione della storia e della cultura del territorio, lezioni di
memory training per l'esercizio delle funzioni della mente,
corsi di ballo e laboratori dedicati al recupero degli antichi
mestieri artigianali tradizionali, volti a trasmettere la conoscenza dei
mestieri locali.
Completano il quadro formativo i moduli di alfabetizzazione informatica e
tecnologica per lo scambio generazionale, proiezioni cinematografiche
nell'ambito di un cineforum e percorsi teatrali incentrati sul
mantenimento della memoria.
La selezione dei dodici partecipanti avverrà mediante la formulazione di una
graduatoria di merito redatta tenendo conto del valore ISEE dei
richiedenti, ordinata con priorità rivolta ai valori più bassi.
Inoltre i criteri di valutazione prevedono una precedenza d'accesso
specifica in favore dei nuclei familiari di tipo monoparentale.
I cittadini interessati a presentare la propria candidatura devono compilare
la domanda utilizzando il modello ufficiale; i moduli cartacei o digitali
sono reperibili agli sportelli dell'Ufficio Servizi Sociali situato in
Piazza Umberto I.
Alla domanda va allegata la seguente documentazione:
- copia del documento di identità in corso di validità;
- attestazione ISEE in corso di validità;
- certificazione rilasciata dal medico di base che attesti l'assenza di
patologie che comportino la perdita dell'autosufficienza.
Il termine ultimo tassativo per la consegna dei plichi è fissato per
mercoledì 3 giugno 2026; entro e non oltre tale data, la domanda
completa di tutti gli allegati richiesti dovrà essere recapitata e
registrata presso l'Ufficio Protocollo del Comune di Grotte.
Comune.
Disinfestazione straordinaria: lunedì 1 giugno chiusi uffici e locali
comunali
Palazzo Municipale
L’Amministrazione comunale di Grotte ha disposto l'esecuzione di un
intervento straordinario di disinfestazione e profilassi
igienico-sanitaria. Si tratta di trattamenti preventivi e urgenti
finalizzati alla sanificazione degli spazi comunali, stabiliti con
l'obiettivo di garantire la massima igiene e tutelare la salute pubblica.
(Palazzo Municipale di Grotte)
Le
operazioni si svolgeranno nella giornata di lunedì 1° giugno; per
consentire lo svolgimento delle attività in sicurezza, l'Amministrazione ha
previsto una serie di provvedimenti restrittivi validi per l'intera
giornata.
Nello specifico, le disposizioni stabilite per lunedì 1° giugno prevedono:
- la chiusura totale di tutti i locali comunali;
- la sospensione temporanea dei servizi rivolti al pubblico;
- il divieto assoluto di accesso alle strutture per l'intera giornata.
La validità di queste misure rimarrà limitata al tempo necessario per
l'esecuzione del trattamento igienico-sanitario. Le normali attività e il
regolare ricevimento degli uffici riprenderanno regolarmente il giorno
successivo, martedì 2 giugno, secondo i consueti orari di apertura.
Politica.
"A Roma hanno bisogno di burattini obbedienti"; di
Enzo Napoli
Enzo Napoli
Se riesco a far ragionare
anche solo qualcuno, tra chi ha la pazienza di leggermi, sarei già contento.
Mettiamo da parte le persone, alcune delle quali disistimo profondamente
perché ne conosco la bassezza, e anche quelle di cui ho stima perché le ho
viste capaci di esprimere gesta e riflessioni di valore.
Guardiamo ai fatti, nella loro spietata incontrovertibilità.
Un gruppo ristretto di persone, forse una sola, decidono a Roma che una
determinata persona non ha i requisiti (morali o politici, non si capisce),
per rappresentare in una qualche città il movimento o il partito di cui
ritengono di possedere temporaneamente la titolarità.
Di conseguenza, con incredibile nonchalance, comunicano che tutti coloro che
in quel territorio aderiscono e dirigono quel partito (o movimento) - e
hanno compiuto la scelta di candidare colei o colui che ritengono più adatta
o adatto non solo a rappresentarlo, ma anche a governare una città -, stanno
sbagliando.
Buona parte dei dirigenti regionali (o sedicenti tali) non sente la
necessità di contraddire, per viltà o per opportunismo, il diktat romano e
si limitano a obbedire e tacere.
Si va al voto e gli elettori danno in modo eclatante ragione a chi in quel
territorio ci vive e s'impegna ogni giorno anche per rafforzare quelli che a
Roma li disconoscono.
Allora stesso tempo, in altre realtà, gli elettori puniscono severamente i
candidati e le liste di quel partito (o movimento), magari con percentuali
inferiori al dieci per cento.
A questo punto, chi ha veramente interesse a fare crescere quel partito (o
movimento) e non sta lì solo per lucrare una posizione di privilegio,
dovrebbe scusarsi, ammettere di aver sbagliato e prendere atto che quelli di
cui si fidava e a cui ha delegato una funzione di rappresentanza e magari
pensava di nominare alla carica di parlamentare alle prossime elezioni, non
sono adatti a dirigere una beata mi....a.
Accadrà qualcosa del genere?
Non accadrà, ne sono certo, per la semplice ragione che ormai, come sostengo
da tempo, la politica italiana ha cancellato l'esigenza del radicamento
territoriale.
A Roma non hanno bisogno di persone che costruiscano nelle città, grandi e
piccole, organizzazione, consenso, buon governo.
A Roma hanno bisogno di burattini obbedienti che alzino la mano alla
bisogna, non contraddicano il capo di turno, siano pronte ad applaudire ciò
che il capo pensa.
Ecco che allora che i fatti vengono distorti, manipolati, dimenticati e si
costruisce una narrazione in cui, in ogni caso il capo ha sempre ragione,
anche quando sbaglia.
Qualcuno si chiederà perché insisto su questo tasto.
Qualcun altro scriverà (come ha già scritto) che il mio è solo rancore.
Mi dispiace, amici miei, ma io credo ancora nella democrazia e penso che di
questo passo, con questi partiti e movimenti, la si stia soffocando.
Penso che mortificare, come si è fatto, una intera comunità politica di un
territorio sia un'ingiustizia di fronte a cui tacere e obbedire è
semplicemente vergognoso e disonesto.
Che le persone che disistimo lo facciano, non mi stupisce.
Che lo faccia anche qualcuno di cui ammiro l'intelligenza, mi duole e anche
parecchio.
Scuola.
Incetta di premi per l'I.C. "Sciascia" al Concorso Nazionale "EtnaMusica
2026" di Linguaglossa
Locandina
L'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di Racalmuto e Grotte ha
partecipato alla terza edizione del Concorso Musicale Nazionale "EtnaMusica".
Le prove si sono svolte sia in presenza, presso i locali dell'I.C. "Santo
Calì" di Linguaglossa (in provincia di Catania), sia in modalità online, nel
periodo compreso tra il 25 e il 27 maggio 2026.
(Locandina)
L’iniziativa è stata patrocinata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito,
dall'Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale
della Regione Siciliana e dal Comune di Linguaglossa. Il concorso è nato con
l'intento di valorizzare l’attività delle numerose realtà musicali attive
sul territorio italiano, che sostengono quotidianamente lo studio e la
crescita culturale di bambini e ragazzi. All’iniziativa hanno preso parte
studenti provenienti da scuole medie ad indirizzo musicale, istituti
comprensivi, licei musicali, scuole primarie, conservatori statali, scuole
con progetti musicali e scuole di musica in generale.
Tra i numerosi partecipanti provenienti da diverse regioni d'Italia,
l'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di Racalmuto e Grotte ha
registrato un'ampia presenza di iscritti in diverse categorie, ottenendo una
serie di piazzamenti e valutazioni di rilievo da parte della commissione
esaminatrice.
Di seguito riportiamo nel dettaglio tutti i risultati conseguiti dagli
studenti di Racalmuto, suddivisi per sezioni e categorie di appartenenza,
con l'indicazione del piazzamento (primo, secondo o terzo posto) e del
relativo punteggio espresso in centesimi.
Sezione I (Solisti)
Categoria A1 (Pianoforte):
Morreale Carol: 2° Posto con il punteggio di 94/100
Lo Re Veronica: 2° Posto con il punteggio di 92/100
Cutaia Gioia: 2° Posto con il punteggio di 91/100
Nicoliello Fatima Pia Maria: 2° Posto con il punteggio di 94/100
Rinaldi Federico: 2° Posto con il punteggio di 90/100
Categoria A2 (Pianoforte):
Parrinello Mattia: 1° Posto con il punteggio di 95/100
Collura Sharon: 2° Posto con il punteggio di 90/100
Arnone Karol Rino: 2° Posto con il punteggio di 93/100
Licata Simona: 1° Posto con il punteggio di 95/100
Martorelli Giuseppe: 2° Posto con il punteggio di 94/100
Categoria A3 (Pianoforte):
Castronovo Vittorio: 1° Posto con il punteggio di 95/100
Zaberca Sara Floriana: 3° Posto con il punteggio di 88/100
La Mendola Elena: 3° Posto con il punteggio di 89/100
Categoria C2 (Clarinetto):
Morreale Azzurra: 2° Posto con il punteggio di 94/100
Zicari Karol: 2° Posto con il punteggio di 93/100
Parrinello Marco: 1° Posto con il punteggio di 96/100
Categoria C3 (Fiati - Tromba, Sax, Clarinetto):
Puglisi Giovanni Massimo (tromba): 1° Posto con il punteggio di 98/100
Tascarella Antonio (tromba): 1° Posto con il punteggio di 97/100
Garufo Francesco (sax tenore): 1° Posto con il punteggio di 96/100
Infantino Sara Maria (clarinetto): 2° Posto con il punteggio di 93/100
Vitello Mattia (clarinetto): 1° Posto con il punteggio di 98/100
Categoria D2 (Chitarra):
Capellupo Saverio: 2° Posto con il punteggio di 93/100
Categoria D3 (Chitarra):
Romito Giorgia: 2° Posto con il punteggio di 93/100
Morreale Fabio: 2° Posto con il punteggio di 91/100
Cali Giulia: 2° Posto con il punteggio di 90/100
Lo Re Sabrina: 2° Posto con il punteggio di 94/100
Sezione III (Musica da camera)
Categoria A1:
Ensemble chitarra e pianoforte (formazione di 16 alunni): 3° Posto con il
punteggio di 86/100
Categoria A3:
Ensemble sax, tromba e clarinetto (formazione di 13 alunni): 2° Posto con il
punteggio di 94/100
Quartetto sax (formazione di 4 alunni): 2° Posto con il punteggio di 90/100
Ensemble chitarra (formazione di 7 alunni): 2° Posto con il punteggio di
92/100
Quartetto chitarre (formazione di 5 alunni): 3° Posto con il punteggio di
88/100
Lombardo Greta e Cavallaro Anna (duo chitarra e clarinetto): 3° Posto con il
punteggio di 88/100
Sezione IV (Orchestre e Cori)
Categoria A:
Orchestra I.C. "Sciascia" - Racalmuto Grotte: 2° Posto con il punteggio di
93/100.
L'esito complessivo delle prove mette in luce la rilevanza dello studio
dello strumento musicale all'interno dell'Istituto Comprensivo "Leonardo
Sciascia" di Racalmuto e Grotte. I risultati evidenziano l'impegno e la
predisposizione personale degli studenti, insieme alla preparazione e alla
guida didattica fornite dai docenti della scuola, che accompagnano i ragazzi
nel loro percorso di formazione e apprendimento musicale.
Iniziative.
Complesso Bandistico "V. Bellini": riaperte le iscrizioni ai corsi
musicali
Locandina
Modulo
Il
Complesso Bandistico "Vincenzo Bellini" di Grotte, realtà attiva sul
territorio dal 1980, ha avviato le iscrizioni per il proprio progetto
di doposcuola musicale rivolto a bambini e ragazzi. L'iniziativa si
propone come un percorso formativo incentrato sull'apprendimento della
musica, intesa sia come momento di svago sia come percorso di crescita
personale.
(Locandina)
Il programma didattico punta a offrire una formazione musicale di qualità,
promuovendo al contempo il lavoro di squadra, l'amicizia e la collaborazione
all'interno del gruppo.
Gli insegnanti e i componenti della banda sostengono gli allievi durante le
lezioni e favoriscono il loro inserimento all'interno dell'organico
musicale.
Le iscrizioni sono attualmente aperte (scarica
il modulo).
Per ricevere maggiori informazioni sui corsi, sulle modalità di svolgimento
e per le adesioni, è possibile contattare l'organizzazione telefonando o
inviando un messaggio al numero 3333718597.
Inoltre l'Associazione, guidata dal presidente Calogero Todaro, ha
attivato un'iniziativa parallela rivolta a chi possiede uno strumento
musicale inutilizzato: i cittadini possono contattare la banda per valutare
insieme la migliore offerta e dare nuova vita agli strumenti non utilizzati.
Caltanissetta.
Presentazione del libro di Enzo Sardo "Educare alla Legalità";
venerdì 29 maggio
Locandina
Venerdì 29 maggio 2026, alle ore 18.00, a Caltanissetta,
nel salone della Sicilbanca, in Via Francesco Crispi 25, si presenterà il
libro di Enzo Sardo dal titolo "Educare alla solidarietà" edito da Salvatore
Sciascia Editore.
(Locandina)
Porteranno i saluti: Giuseppe Di Forti, presidente della Sicilbanca e della
Fondazione Sicana; Gianluca Nicastro, presidente provinciale del Movimento
Cristiano Lavoratori di Caltanissetta; Caterina Chinnici, eurodeputato.
I lavori saranno coordinati dalla docente Sonia Zaccaria.
Interverranno: Giovanni Tesè, avvocato e scrittore; Giovanbattista Tona,
magistrato; Stefano Vitello, medico primario.
L’obiettivo del libro consiste nel contrastare egoismo, qualunquismo,
degrado territoriale, immoralità, illegalità, fame miseria e povertà, al
fine di creare una società più solidale, più equilibrata e più vivibile. Il
Beato don Pino Puglisi diceva: "Se ognuno fa qualcosa si può fare molto".
In un mondo attraversato dall’egoismo, dalle difficoltà socio economiche,
dall’impoverimento culturale e dalle guerre, educare alla solidarietà
significa fare insieme, crescere insieme e semplificare la vita di chi si
trova in difficoltà al fine di creare nuove speranze e nuove occasioni di
crescita civile e creare una barriera contro tutte le forme di violenza.
Storia.
"Il coraggio di cambiare: il 1956 a Grotte e l'alternativa popolare
nella Sicilia del dopoguerra"; del dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Nel
maggio del 2026 ricorrono i settant’anni dalle elezioni amministrative che
nel 1956 consegnarono nuovamente il Comune di Grotte al Blocco del Popolo,
la coalizione delle sinistre che si presentava con l’effige di Garibaldi. Gaspare Agnello, con una passione e un sentimento che solo il cuore
consente,
ricorda quella stagione come una delle pagine più significative della
storia democratica del paese.
La riconferma di Salvatore Carlisi a sindaco e l’elezione dello
stesso Agnello a vicesindaco rappresentarono infatti la continuità di
un’esperienza politica che aveva già spezzato, nel 1952, il predominio della
Democrazia Cristiana nel centro agrigentino.
Quella vicenda locale non fu un episodio isolato. Al contrario, si inserì
pienamente nella storia delle piccole comunità siciliane del secondo
dopoguerra, attraversate da tensioni profonde: il conflitto tra vecchi
poteri e nuove aspirazioni democratiche, tra il controllo sociale esercitato
da notabilati politici e mafiosi e la crescita di movimenti popolari che
reclamavano diritti, lavoro e dignità.
Negli anni Cinquanta la Sicilia era ancora una terra segnata da enormi
disuguaglianze sociali. In vaste aree dell’isola dominavano il latifondo, il
lavoro precario dei braccianti, le miniere di zolfo e un’economia agricola
arretrata. Lo Stato repubblicano, nato dalla Resistenza, faticava a
radicarsi pienamente nei territori interni, dove il consenso politico veniva
spesso costruito attraverso reti clientelari, protezioni personali e
rapporti opachi, se non di vera e propria connivenza, tra politica, poteri
economici e mafia.
Nelle piccole comunità siciliane il controllo della vita pubblica era
capillare. L’accesso a un posto nella pubblica amministrazione, a un
sussidio o persino a un semplice certificato comunale poteva dipendere
dall’appartenenza politica. In molti paesi, come ricordava Gaspare Agnello,
esponenti della Democrazia Cristiana si incontravano con autorità religiose,
rappresentanti delle forze dell’ordine e figure riconducibili ai gruppi
mafiosi locali per orientare il voto e consolidare il potere.
In quel clima, aderire ai partiti di sinistra significava spesso esporsi a
discriminazioni e ritorsioni. Gli attivisti comunisti e socialisti venivano
schedati; i contadini che si organizzavano nelle leghe sindacali subivano
intimidazioni, incendi, taglio degli alberi da frutto ed esclusione dal
lavoro. Era anche il riflesso locale di una contrapposizione nazionale
durissima, alimentata dalla Guerra Fredda e dalla paura del comunismo che
attraversava l’Italia e l’intero blocco occidentale.
In questo contesto la vittoria del Blocco del Popolo a Grotte assunse un
valore politico e culturale straordinario. Non si trattò soltanto di
un’alternanza amministrativa, ma della nascita di un’esperienza di governo
popolare fondata sull’idea di uguaglianza nell’accesso ai servizi pubblici e
sulla rottura di pratiche clientelari consolidate.
La testimonianza di Gaspare Agnello restituisce con forza il clima di quegli
anni: il municipio aperto a tutti, la delega della firma agli assessori per
impedire che il sindaco trasformasse i documenti amministrativi in strumenti
di pressione politica, l’abolizione della tassa sul mulo - simbolo di una
fiscalità ingiusta che colpiva gli strumenti di lavoro dei contadini - e il
tentativo di amministrare senza discriminazioni ideologiche.
Dietro quell’esperienza vi era una larga coalizione sociale: zolfatari,
braccianti, artigiani, piccoli commercianti, carrettieri, donne e giovani
intellettuali formatisi nelle università. Fu una mobilitazione popolare che
superò il timore delle ritorsioni e riuscì a costruire consenso attorno a
un’idea diversa di comunità.
La forza della sinistra grottese non nacque improvvisamente negli anni
Cinquanta. Essa affondava le proprie radici nel lungo Ottocento democratico
siciliano: nei moti del 1848, nella tradizione mazziniana e garibaldina,
nelle società operaie, nel movimento dei Fasci Siciliani dei Lavoratori e
nelle lotte contadine contro il latifondo.
In molti centri dell’entroterra siciliano, la cultura progressista si
intrecciò con esperienze di emancipazione popolare e con forme di
opposizione al potere mafioso e ai sistemi di dominio locale, cui non era
estraneo neppure il potere esercitato da alcune parrocchie. Anche il
fascismo, pur reprimendo duramente il movimento socialista e sindacale, non
riuscì a cancellare completamente quella memoria collettiva.
Per questo, nel secondo dopoguerra, numerosi paesi siciliani votarono per la
Repubblica, sostennero le battaglie civili sul divorzio e sull’aborto e
continuarono a esprimere amministrazioni di sinistra nonostante il peso
della Democrazia Cristiana e delle sue alleanze territoriali.
La storia di Grotte si colloca inoltre dentro un quadro più ampio di
relazioni tra mafia e politica che caratterizzò la Sicilia repubblicana per
decenni. La mafia non agiva soltanto come organizzazione criminale dedita
agli affari illeciti, ma anche come struttura di mediazione sociale e
politica, capace di orientare il consenso elettorale e garantire il
controllo del territorio.
Nel dopoguerra, settori della politica nazionale considerarono spesso le
reti clientelari siciliane come strumenti utili per arginare l’avanzata
delle sinistre. Ciò contribuì a consolidare un sistema nel quale
amministrazioni locali progressiste venivano isolate economicamente e
private di investimenti infrastrutturali.
Solo molti anni dopo, grazie alle inchieste giudiziarie e alle sentenze
definitive contro i capi mafiosi, è stato possibile ricostruire apertamente
quei rapporti e riconoscere quanto profondamente la criminalità organizzata
abbia inciso sulla vita democratica di molti comuni siciliani.
A partire dagli anni Ottanta e Novanta, la Sicilia visse una nuova stagione
civile segnata dall’impegno contro la mafia. Le figure di Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino, insieme al sacrificio di magistrati come
Rosario Livatino e Antonino Saetta, oltre a sindacalisti, giornalisti,
amministratori locali e appartenenti alle forze dell’ordine, contribuirono a
trasformare la lotta alla mafia in una battaglia nazionale per la legalità
democratica.
Anche nei piccoli comuni crebbe la consapevolezza che la legalità non
consiste soltanto nella repressione penale, ma nella costruzione quotidiana
di istituzioni trasparenti, servizi efficienti e partecipazione democratica.
Le esperienze amministrative popolari degli anni Cinquanta, pur con tutti i
loro limiti storici, possono oggi essere lette come primi tentativi di
sottrarre la gestione pubblica alle logiche del favore personale e del
ricatto politico.
Le parole di Gaspare Agnello ricordano anche un’altra grande ferita della
Sicilia contemporanea: l’emigrazione. Migliaia di siciliani furono costretti
a lasciare i propri paesi per lavorare nelle miniere belghe, nelle fabbriche
francesi o nelle periferie industriali del Nord Europa.
Quel fenomeno modificò profondamente il tessuto sociale delle comunità
locali, svuotando interi paesi delle loro energie migliori. Eppure, proprio
tra gli emigrati siciliani continuarono a vivere la memoria delle lotte
sociali e il senso di appartenenza a una storia collettiva fatta di
sacrifici e dignità.
La vicenda politica di Grotte dimostra come la microstoria di un piccolo
comune possa riflettere processi più grandi della storia italiana: il
conflitto tra democrazia e poteri opachi, la costruzione della cittadinanza
repubblicana, il ruolo delle classi popolari nella modernizzazione del
Paese, la lunga battaglia contro la mafia e il clientelismo.
Ricordare oggi quelle elezioni del 1956 non significa soltanto celebrare una
vittoria politica del passato. Significa interrogarsi sul valore della
partecipazione democratica, sul coraggio civile di uomini e donne che
sfidarono sistemi di potere consolidati e sulla necessità, ancora attuale,
di difendere la legalità nelle istituzioni e nelle comunità locali.
La testimonianza di Gaspare Agnello, ultimo superstite di quella stagione,
assume così il valore di una memoria pubblica preziosa: il racconto di un
tempo in cui amministrare un piccolo comune siciliano significava anche
resistere, giorno dopo giorno, alle pressioni del potere e difendere l’idea
che la politica dovesse essere servizio al popolo e non strumento di
dominio.
È anche un monito per il presente. Serve a ricordare la responsabilità di
ogni cittadino nel dare senso e valore al proprio voto, conquista quotidiana
che non può essere degradata a scambio o mercimonio politico-mafioso.
Occorre superare quella rassegnazione sintetizzata nella celebre formula
secondo cui “tutto cambia perché nulla cambi”. Non è così. Gli eventi
possono mutare se le comunità sviluppano coscienza civile e capacità di
resistenza democratica. Anche le sconfitte, talvolta, contribuiscono a
rafforzare il senso della legalità e della partecipazione.
Viene allora spontaneo chiedersi cosa sarebbe stata Grotte se alcuni
criminali mafiosi, cresciuti purtroppo all’interno della stessa comunità,
non fossero stati fermati prima di consolidare una posizione di dominio. I
processi hanno dimostrato come determinati episodi criminosi - tra cui
l’incendio di una villa di campagna - fossero finalizzati ad affermare
simbolicamente il controllo del territorio: non il potere delle istituzioni
democraticamente elette, ma quello della violenza mafiosa.
Vi era una volontà di ostentazione e una pretesa di impunità che si
tramandava tra generazioni criminali. Quell’azione venne però contrastata
grazie al lavoro delle forze di polizia e della magistratura, anche
attraverso l’utilizzo delle misure di prevenzione patrimoniali e personali,
che colpirono soggetti convinti di godere di prestigio sociale e protezioni
politiche.
Sul piano giudiziario quella stagione si concluse; sul piano culturale,
invece, il cambiamento fu più lento ma altrettanto importante. Molto si
dovette all’impegno dei giovani, sostenuti da una rinnovata passione civile
e da percorsi educativi e formativi provenienti anche dal mondo
parrocchiale. In quella rinascita morale agirono, come punto di riferimento,
gli stessi protagonisti della stagione politica del 1956, che avevano
segnato profondamente la vita pubblica del paese.
Naturalmente, alcune frange giovanili sfuggirono a quei percorsi educativi e
la comunità ne subì le conseguenze. Ma il danno più grave ricadde sulle vite
degli stessi giovani coinvolti e delle loro famiglie.
Per questo la memoria di quella lunga battaglia per la legalità conserva
ancora oggi un valore essenziale: non come semplice celebrazione del
passato, ma come responsabilità civile verso il futuro.
Comune.
"Rubrica della Legalità":
per non dimenticare. Commemorazione nella Villetta "Cimino"
Guarda il video
Il
Comune di Grotte ha proposto una settimana di approfondimento, dal 18 al 23
maggio, dedicata alla memoria storica e al valore della legge, in
concomitanza con l'anniversario della strage di Capaci(guarda il video).
L'iniziativa, intitolata "Rubrica della Legalità", si è sviluppata
attraverso la pubblicazione quotidiana di contenuti video e un incontro
pubblico conclusivo, nella giornata di sabato 23 maggio, alle ore
18.00, presso la Villetta comunale "A. Cimino" (davanti alla
biblioteca comunale).
Storia.
"Pane, scarpe e libertà: la pattuglia coraggiosa del '56"; di Gaspare
Agnello
Gaspare Agnello
Il 27
maggio del 2026 ricorrono i 70 anni dalle elezioni amministrative che
videro la vittoria del Blocco del Popolo che si presentava con l'effige
di Garibaldi e quindi la riconferma a sindaco di Salvatore Carlisi e
l'elezione a vice sindaco del sottoscritto in rappresentanza della
delegazione socialista.
(Gaspare Agnello)
Quella è stata una battaglia epica contro una Democrazia Cristiana
che aveva alle spalle il potere del governo nazionale e di quello regionale,
il potere della Chiesa e della mafia locale (di cui oggi possiamo
parlare liberamente per via delle sentenze definitive contro i capi della
mafia locale che hanno subito il confino di polizia).
È da dire che a quel tempo c'erano le liste di proscrizione contro gli
intellettuali comunisti e socialisti. Tutti schedati con uno zelo certosino
delle forze dell'ordine. Non dimenticavano nessuno per cui, per uno di
sinistra, era impossibile entrare nella pubblica amministrazione.
I contadini di sinistra subivano il taglio delle piante o l'incendio delle
case di campagna.
I deputati democristiani che venivano a Grotte per le varie campagne
elettorali si riunivano in sagrestia con l'arciprete, il segretario della
sezione D.C., il capo mafia, il maresciallo ed altri, e lì si contrattavano
i voti.
Alle amministrazioni di sinistra non venivano concessi finanziamenti, per
cui il nostro paese aveva strade sconnesse, non aveva una rete idrica e
molte zone mancavano della rete fognante.
Con tutto questo i cittadini di Grotte scelsero nel 1952 e nel 1956 la
libertà che proveniva loro dalla elezione di una amministrazione popolare
che tenne aperte a tutti le porte del municipio.
Allora la firma dei documenti - che occorrevano per qualunque cosa - era un
grande potere che i sindaci democristiani usavano per fini elettorali,
mentre con le amministrazioni di sinistra questa forma di abuso è finito e
la delega alla firma è stata concessa agli assessori disponibili.
Ricordo che Vincenzo Vitello aveva la calzoleria vicino al Comune per
cui lo abbiamo delegato alla firma.
C'era allora la tassa sul mulo e l'amministrazione di sinistra l'ha abolita
perché il mulo era uno strumento di lavoro come la penna per l'impiegato.
In quegli anni esporsi nei partiti di sinistra era rischioso anche per i
familiari, ma a Grotte un gruppo di artigiani socialisti, di braccianti, di
zolfatari, di contadini ebbero coraggio e affrontarono la battaglia senza
paura.
Io, che sono l'ultimo superstite di quella pattuglia, li voglio
ricordare tutti: Carlisi Salvatore, Gaspare Agnello, Spitaleri Giuseppe,
Vitello Vincenzo, Puglisi Giovanni Decimo, Pillitteri Emanuele, Infantino
Giovanni, Rizzo Salvatore, Provenzano Calogero, Zaffuto Ignazio, Bellomo
Giuseppe, Di Maggio Calogero, Cimino Carmelo, Agnello Giuseppe, Nicolini
Girolamo.
Per la minoranza sono stati eletti: Lauricella Antonio, Bellomo Gaetano,
Lo Presti Calogero e Alaimo Antonio, quattro nomi di peso e di grande
prestigio locale.
Lauricella era professore e imprenditore, Bellomo Gaetano era imprenditore
agricolo, Antonio Alaimo segretario comunale, Calogero Lo Presti professore.
È da dire che il professore Lo Presti era un vecchio tesserato del Partito
Socialista e prima delle elezioni mi ha rimesso la tessera del Partito per
vederlo poi candidato nella lista della Democrazia Cristiana. Certamente
avrà subito qualche ricatto.
Vi chiederete chi ha votato per la sinistra?
Hanno dato il loro consenso alla coalizione del blocco del popolo, gli
zolfatari e i braccianti che avevano protezione dalla Camera del Lavoro e
dai partiti di sinistra, molti intellettuali emergenti che vennero dalle
università portando il verbo del comunismo, ma soprattutto le donne che
partecipavano in massa ai comizi di Gasparinu e Ardicasi;
votarono a sinistra i carrettieri e alcuni piccoli commercianti; insomma
quella fu una vittoria di popolo con 2.500 voti al Blocco del Popolo e 2.000
voti alla Democrazia Cristiana.
Queste vittorie della sinistra a Grotte hanno radici più profonde che
risalgono all'Ottocento mazziniano e garibaldino. Bisogna risalire ai moti
del 1848, alle famiglie - come i Monreale - che coltivarono le idee
mazziniane e garibaldine, ai movimenti massonici, alle rivolte del 1868
capeggiate da Francesco Ingrao, allo scisma religioso di don LuigiSciarratta, al movimento dei fasci dei lavoratori, al memorandum dei
socialisti del 1896. Il fascismo non riuscì a cancellare questa grande cultura e, con la
riconquistata libertà, Grotte continuò ad essere un paese progressista
votando a favore della Repubblica, del divorzio, dell'aborto.
Nel 1951, alle elezioni regionali, Grotte votò a sinistra e diede un
contributo alla elezione del comunista Renda e del socialista
Lillo Russo.
Quindi nel 1952 l'amministrazione comunale fu strappata alla D.C. e venne
eletto sindaco Pietro Morgante che poi fu sostituito dal nipote
Totò Carlisi (la storia si ripete anche a Grotte: Salvatore Bellomo
aveva vinto le elezioni amministrative proponendo sindaco l'ingegnere
Picone che poi venne disarcionato malamente dal Bellomo).
Questa in breve la storia di una vittoria elettorale, frutto di decenni di
lotte operaie e di sacrifici di tante persone.
Oggi il tessuto sociale è cambiato, tanti nostri fratelli sono stati espulsi
dalla nostra Patria e costretti ad emigrare, in Belgio, in Francia e in
altre parti del mondo.
Tanti nostri concittadini ed elettori della sinistra li ho ritrovati nelle
periferie di Liegi, e ho pianto riflettendo sul destino amaro della povera
gente che deve andare in terre assai lontane per sostenere la famiglia.
È la storia dei nostri figli, che è sempre la stessa di 70 anni addietro,
con connotati diversi.
La vita cambia, io resisto ancora per ricordare ai giovani da dove
veniamo.
Spero che qualche studioso voglia approfondire la micro storia del nostro
piccolo paese, che è esaltante e che riflette la macro storia della nostra
nazione.
Castrofilippo.
Primo Raduno dei Tamburinari, in onore di Sant'Antonio
Locandina
Si
svolgerà sabato 27 giugno 2026, a Castrofilippo, il "Primo
Raduno dei Tamburinari". L'iniziativa è organizzata dall'Associazione
Tamburinari Santa Venera e San Vincenzo Città di Grotte, in
collaborazione con il Comune di Castrofilippo e il Comitato Sant'Antonio,
nell'ambito dei festeggiamenti dedicati al santo patrono della comunità,
Sant'Antonio Abate.
(Locandina)
La manifestazione vedrà la partecipazione di diverse formazioni di
tamburinari provenienti da varie località del territorio siciliano. Tra i
gruppi che prendono parte al raduno figurano i Tamburinari di Belmonte
Mezzagno, i Tamburinari Maria SS. del Monte di Racalmuto, i Tamburinari
della Quisquina e i Tamburinari San Bernardo di Corleone, oltre ai gruppi
promotori di Grotte e Castrofilippo.
L'iniziativa riceve il supporto delle Autorità locali, rappresentate dal
sindaco Totò Gioacchino Baio, dall'assessore allo Spettacolo Salvatore
Alessi e dal presidente del Comitato, Salvatore Rosselli.
Riconoscimenti.
Vittorio Castronovo 1° classificato al Concorso Nazionale "EtnaMusica
2026"
1° Premio
Un
importante riconoscimento per il giovane musicista di Grotte Vittorio
Castronovo, studente dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di
Racalmuto e Grotte. Il ragazzo ha conquistato il primo premio
nella sezione dedicata al pianoforte durante la terza edizione del
Concorso Musicale Nazionale "EtnaMusica 2026" organizzato dall'Istituto
Comprensivo "Santo Calì" di Linguaglossa, in provincia di Catania.
(1° Premio a Vittorio Castronovo)
Vittorio Castronovo, figlio di Piero e Liliana Costanza, si è
distinto nella sua categoria raggiungendo la votazione di 95/100; il
giudizio della commissione esaminatrice gli ha permesso di posizionarsi
al vertice della classifica della sua sezione, la prima della categoria
A3.
La manifestazione, in svolgimento dal 25 a 27 maggio, vede ogni anno la
partecipazione di studenti provenienti da diverse scuole medie a indirizzo
musicale, licei musicali e istituti comprensivi, con l'obiettivo di
valorizzare lo studio della musica nelle scuole. Il successo di Vittorio è
motivo di soddisfazione per la sua famiglia, per la comunità cittadina e per
il suo plesso "Orlando" dell'Istituto Comprensivo "L. Sciascia" ad
indirizzo musicale, che ha visto numerosi alunni raggiungere i primi
posti nelle varie categorie di fiati, pianoforte e chitarra.
Comune. Grotte dà il benvenuto ai nati nel 2025,
tra letture e diritti dell'infanzia
Guarda il video
Il
Comune di Grotte partecipa quest'anno a "Il Maggio dei Libri", la
campagna nazionale del Centro per il libro e la lettura (Cepell) del
Ministero della Cultura, che promuove la lettura come strumento di crescita
personale e sociale; all'interno
di questo progetto, l'Amministrazione comunale ha organizzato la "Cerimonia
di Benvenuto ai Nati del 2025".
(Locandina)
Si tratta di un appuntamento simbolico dedicato alle famiglie e ai bambini
nati lo scorso anno, che si svolgerà domani, mercoledì 27 maggio
2026, presso il CineTeatro "A. Liotta". Per garantire una gestione
ordinata, l'incontro è organizzato in due turni: il 1° turno alle ore
17:00, il 2° turno alle ore 18:30.
L'ingresso al teatro non è aperto al pubblico, ma è riservato
esclusivamente ai genitori dei bambini nati nel 2025.
L'iniziativa si lega anche all'adesione del Comune alla campagna "Diritti
in Comune", nata dalla collaborazione tra UNICEF e ANCI (Associazione
Nazionale Comuni Italiani); con questa adesione, l'Amministrazione
sottolinea la propria attenzione verso i diritti dei minorenni e il
benessere dei bambini nelle scelte politiche del territorio.
Comune.
"Rubrica della Legalità" (6): L'eredità siamo noi. 23 maggio
1992
Guarda il video
Un boato
che squarcia il silenzio, le lancette della storia che si fermano
bruscamente: è il 23 maggio 1992, sono le ore 17.58. Inizia così l’ultimo
toccante capitolo della "Rubrica della Legalità"(guarda il video) promosso
dal Comune di Grotte nel maggio 2026. Un filmato che, attraverso una
potente sequenza di immagini storiche e testimonianze, lancia un messaggio
chiaro e indimenticabile: la fine dei giudici Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino non ha spento le loro idee, ma le ha consegnate alle nuove
generazioni.
Editoria.
Presentazione del libro "Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro, lunedì 25
maggio a Riesi
Locandina
Lunedì 25 maggio 2026, alle ore 19:00, si terrà a Riesi la
presentazione del libro "Muzzicuna", una raccolta di poesie in lingua
siciliana con testo italiano a fronte, scritta da Aristotele Cuffaro.
L’incontro è inserito nell'ambito della rassegna di poeti e scrittori
"Primavera Letteraria", promossa dalla sede locale di BCsicilia
(associazione per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e
ambientali) e dal Comune di Riesi.
(Locandina)
L’incontro si svolgerà nella Sala "Scroppo" del Centro Polivalente,
in viale Don Bosco 49. La serata prevede diversi interventi volti ad
approfondire l'opera letteraria e a proporre al pubblico la lettura di
alcuni componimenti.
Dialogherà con l'autore M. Catena A. Sanfilippo, che parlerà direttamente
con il poeta Aristotele Cuffaro per presentare i temi della raccolta.
Parteciperà il dott. Antonio Liotta, rappresentante della casa
editrice Medinova che ha pubblicato il volume.
Gli attori Anna Selvaggio e Maurizio Giuliana declameranno alcune delle
poesie contenute nel libro; Giuseppe Di Legami curerà gli interventi
musicali che accompagneranno la serata. L'organizzazione si avvale della
collaborazione dell'Associazione Teatrale "Angelo Musco" di Riesi.
Comune.
"Rubrica della Legalità" (5):
Manifesto della legalità: ricordare è un atto vivo
Guarda il video
Volge
quasi al termine la
programmazione
della "Rubrica della Legalità", uno spazio di riflessione istituzionale del
Comune di Grotte, con la collaborazione dei giovani del Servizio
Civile Universale e il sostegno di Grotte.info Quotidiano. Il
filmato pubblicato oggi, 22 maggio 2026, segna un momento cardine del
progetto: la presentazione ufficiale del "Manifesto della Legalità"(guarda il video),
un documento programmatico volto a trasformare la memoria storica in una
serie di valori pratici e quotidiani.
Comune.
"Rubrica della Legalità" (4):
La legalità oggi. Una sfida quotidiana
Guarda il video
Continua
la
programmazione
quotidiana della "Rubrica della Legalità", l'iniziativa social e
istituzionale promossa per commemorare le vittime delle stragi mafiose. Il
quarto filmato, intitolato "La legalità oggi. Una sfida quotidiana"(guarda il video),
è incentrato sull'analisi delle mafie contemporanee e sulla necessità di
trasformare l'onestà in una pratica comune, abbandonando l'attesa di eroi
solitari.
Favara.
Presentazione del libro di Enzo Sardo "Educare alla Legalità"; giovedì
21 maggio
Locandina
Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 17.30, nell’ambito della
Festa della Legalità 2026, presso il chiostro del Convento
Sant’Antonio di Favara verrà presentato il libro di Enzo Sardo
dal titolo “Educare alla solidarietà” edito da Salvatore Sciascia
Editore.
(Locandina)
Porteranno i saluti: fra’ Carmelo D’Antoni (Guardiano del Convento), Antonio
Palumbo (Sindaco di Favara) e Gaetano Scorsone (coordinatore Festa della
legalità XVIII Edizione). Gli interventi saranno coordinati dalla prof.ssa
Gabriella Bruccoleri.
Interverranno: don Salvo Casà (psicoterapeuta), Giorgia Caramanno (LibeArci)
e Giuseppina Pitruzzella (volontaria centro ascolto).
Le letture saranno proposte da Giovanna Sciortino e Damiano Milioti. La
manifestazione verrà allietata dal coro di voce bianche “Diade”, diretto
dalla prof.ssa Debora Randazzo.
Il libro intende fornire elementi utili per contrastare egoismo,
qualunquismo, degrado territoriale, immoralità, illegalità, fame miseria e
povertà, al fine di creare una società più solidale e più vivibile.
In un mondo attraversato dall’egoismo e dalla guerra, ritornare a pensiero
sul “noi” diventa fondamentale , sia teoricamente che fattivamente, poiché
solidarietà vuol dire “fare insieme”, crescere insieme, attraversare la vita
degli altri, per superare la cultura dello scarto e della sopraffazione.
La manifestazione assume una particolare rilevanza perché si colloca nel
programma della Festa della Legalità cittadina, e anche all’interno della
settimana “Settimana Laudato Si’”, il cui tema, in quest’anno giubilare di
San Francesco, è “Dalla speranza all’azione”, che - come ricordato da Papa
Leone XIV, richiama tutti all’impegno condiviso per la pace, la solidarietà
e la cura del nostro pianeta.
Comune.
"Rubrica della Legalità" (3):
Il risveglio delle coscienze
Guarda il video
Prosegue
senza sosta
il
percorso di riflessione e memoria collettiva promosso dalle
istituzioni locali con la pubblicazione del terzo capitolo video della
"Rubrica della Legalità"(guarda il video).
Il filmato di oggi, intitolato "Il risveglio delle coscienze", sposta
l'analisi sull'impatto sociale che i drammatici fatti di Capaci hanno
impresso sulla popolazione italiana, segnando un punto di non ritorno nella
lotta civile contro le mafie.
Politica. L'on Decio Terrana: "Con l'adesione del
Sindaco e del Vicesindaco di Villalba (CL), crescita del partito nei
territori"
UDC
L’on. Decio Terrana, coordinatore politico dell’UDC Italia in
Sicilia, comunica ufficialmente l’ingresso nel partito della sindaca di
Villalba Maria Paola Immordino, e del vicesindaco Calogero Diliberti,
figure amministrative di riferimento del Comune della Provincia di
Caltanissetta.
“L’adesione del sindaco Immordino e del vicesindaco Diliberti rappresenta
un importante segnale di crescita e radicamento dell’UDC nei territori
siciliani - dichiara l’on.Terrana -. Villalba è una realtà
significativa dell’entroterra nisseno e sono certo che, grazie alla loro
esperienza amministrativa e alla loro sensibilità politica, contribuiranno a
rafforzare il progetto moderato e popolare dell’Unione di Centro. L’UDC
continua ad essere un punto di riferimento per gli amministratori locali che
credono in una politica concreta, vicina ai cittadini e lontana dagli
estremismi. Stiamo costruendo una rete sempre più forte di sindaci e
amministratori che condividono valori di equilibrio, buon governo e
attenzione ai bisogni delle comunità locali”.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla sindaca Maria Paola Immordino: “Abbiamo
scelto di aderire all’UDC perché riteniamo che oggi più che mai serva una
forza politica moderata, seria e radicata sul territorio, capace di
ascoltare i cittadini e sostenere concretamente i comuni siciliani. Inizia
per noi un nuovo percorso politico e amministrativo che guarda al futuro di
Villalba con responsabilità ed entusiasmo”.
Il vicesindaco Calogero Diliberti sottolinea: “Condividiamo il progetto
politico dell’UDC e la visione portata avanti dall’on. Terrana. Crediamo
nella necessità di rafforzare il dialogo con i territori e di dare voce alle
comunità locali attraverso una politica fatta di impegno, presenza e
competenza”.
Spettacolo.
Lello Analfino al Circolo Empedocleo di Agrigento, tra musica, video e
parole; venerdì 22 maggio
Locandina
Il
Teatro da Camera d’Autore propone un nuovo incontro ad Agrigento per
la sua 9^ stagione culturale: venerdì 22 maggio 2026, alle ore
18.15, i locali del Circolo Culturale Empedocleo aprono al
pubblico per una conversazione con il musicista Lello Analfino,
incentrata sul tema "Cocci d’amuri".
(Locandina)
L'incontro si svilupperà come un'intervista a ruota libera condotta da
Mario Gaziano. Nel corso del dialogo la discussione si alternaerà con
l'ascolto di canzoni, la proiezione di video e alcuni momenti di
recitazione. È previsto inoltre un intervento estemporaneo da parte di
Riccardo Gaz.
La direzione artistica di questa stagione teatrale è curata da Giuseppe
Adamo e dallo stesso Mario Gaziano. L'iniziativa vede la collaborazione di
Salvatore Cucchiara e Lillo Rizzuto, sotto la presidenza del Cav. Carmelo
Fenech. L'ingresso è gratuito, sino ad esaurimento dei posti disponibili in
sala.
Politica.
"NOVA" a Realmonte: idee e partecipazione dei cittadini nel report
firmato dal Team M5S
Organizzatori
Lavori
La scorsa
domenica 17 maggio, a Realmonte, presso il locale “Madison”, ha avuto inizio
“NOVA-Parola all’Italia”, un percorso indetto dal Movimento 5 Stelle che punta a coinvolgere direttamente le persone
nella stesura del programma di governo della prossima coalizione
progressista, con il metodo dell’Open Space Technology,
un sistema che permette un confronto libero tra i partecipanti. Di seguito
il comunicato degli organizzatori.
("NOVA
Parola all'Italia")
"Il
17 maggio, nella terrazza del ristorante Madison, a ridosso dell'incantevole
Scala dei Turchi a Realmonte(AG), si è svolto uno degli oltre 100 eventi in
tutta Italia - "NOVA Parola all'Italia" - evento voluto fortemente dal
Presidente Giuseppe Conte. A questo evento è stata dedicata l'intera
giornata nella quale si sono composti 14 tavoli tematici scelti e discussi
dai numerosi cittadini presenti secondo il metodo "OST"(Open space
technology): Lavoro, piccole e medie imprese; Piano nazionale case; Restanza;
Ambiente; Codice appalti, lavori pubblici; Servizi pubblica utilità; Lotta
alle disuguaglianze nord/sud, infrastrutture; Scuola/Asacom; Violenza sulle
donne; Disabilità/dopo di noi; Contrasto evasione; Indipendenza energetica;
Giovani e social; Agricoltura.
I temi affrontati liberamente e in proprio dai presenti sono stati rilegati
in un report che è già sui tavoli del M5S per poi contribuire alla
composizione del prossimo programma di governo del campo progressista al
fine di migliorare concretamente la vita degli italiani e delle italiane.
Un ringraziamento particolare vogliamo farlo a noi stessi componenti del
Team per l'ottima riuscita dell'evento dopo tante settimane di un
impegnativo lavoro di squadra; Luigi Speciale (Capo redattore report), Anna
Monachino (Manager di sala), Rosita Mondello (Coordinatrice tavoli
centrali), Lillo Alaimo (Coordinatore tavoli centrali), Miriam Russello
(Redattore report), Angelo Costanza (Facilitatore centrale).
To be continued...".
Comune.
"Rubrica della Legalità" (2):
Il boato che ha svegliato l'Italia
Guarda il video
Continua il
percorso di riflessione e memoria della comunità con il secondo
filmato della "Rubrica della Legalità", intitolato "Il boato che ha
svegliato l’Italia". Il video(guarda il video)
si inserisce nel programma che accompagna i cittadini verso la ricorrenza
della strage di Capaci, concentrandosi sul momento drammatico delle
esplosioni e sulla reazione civile del Paese.
Spettacolo.
Poesia e musica al Cineteatro "A. Liotta", con l'Associazione "Luchino
Visconti"; domenica 24 maggio
Locandina
Domenica prossima, 24 maggio 2026, alle ore 17.30, presso
il Cineteatro "Antonio Liotta" di Grotte, si svolgerà l'iniziativa
dal titolo "Pomeriggio in Poesia e Musica"; un’attività organizzata
dall'Associazione Culturale "Luchino Visconti" in collaborazione con
il Comune di Grotte.
(Locandina)
La conduzione e la direzione artistica dell'intera manifestazione sono
affidate a Salvatore Bellavia, che segue il progetto anche in veste
di presidente dell'associazione promotrice. Bellavia è un operatore
culturale, autore e regista teatrale con una ultradecennale esperienza nella
valorizzazione del patrimonio artistico e letterario locale. Fondatore del
Laboratorio Teatrale "Luchino Visconti", nella sua carriera ha curato
adattamenti scenici tratti dalle opere di Leonardo Sciascia, Luigi
Pirandello e Nino Martoglio, oltre a ideare e dirigere produzioni originali
e recital incentrati su temi storici e sociali.
Il programma della manifestazione inizierà con i saluti delle Autorità, che
vedranno gli interventi del sindaco Alfonso Providenza e dello stesso
Salvatore Bellavia. A seguire Annamaria Malignaggi presenterà una
relazione legata ai temi dell'incontro.
La parte centrale dello spettacolo sarà dedicata alla lettura dei testi
poetici; a dare voce alle poesie saranno Giusy Costanza, Antonella
Miceli, Salvatore Milano e Giulia Serravillo, insieme alle
piccole Carla Arnone e Bianca Palermo.
I momenti di lettura saranno intervallati dai canti e dagli interventi
musicali del Coro Polifonico "Terzo Millennio" diretto dal M°
Domenico Mannella.
Comune.
"Rubrica della Legalità" (1): L'Italia prima del boato
Guarda il video
Inizia oggi, con una produzione visiva e narrativa, la rassegna social e
istituzionale dedicata al
percorso della legalità. Il primo filmato(guarda il video),
intitolato "L’Italia prima del boato", apre idealmente una
settimana di riflessioni che si estenderà dal 18 al 23 maggio
2026, volta a commemorare la strage di Capaci e il sacrificio di chi
ha speso la propria vita per la giustizia.
Chiesa.
Il triduo e la festa in onore di Santa Rita nella chiesa Madonna del
Carmelo; dal 19 al 22 maggio
Locandina
La
comunità parrocchiale della Beata Maria Vergine del Monte Carmelo a
Grotte si appresta a vivere giorni di intensa spiritualità e raccoglimento.
Il parroco, don Sergio Sanfilippo, presiederà le sacre celebrazioni
del Triduo in onore di Santa Rita da Cascia, guidando i fedeli nei
diversi momenti di orazione.
(Locandina)
Nella
tradizione della Chiesa, il Triduo rappresenta un cammino di preparazione
spirituale di tre giorni che precede la festa liturgica vera e propria; si
tratta di un tempo fecondo per intensificare la preghiera, meditare sulle
virtù evangeliche della Santa e disporre il cuore dei credenti a ricevere le
grazie divine attraverso la sua intercessione.
Il percorso di fede si articolerà come segue:
- martedì 19 maggio, alle ore 18.00 la recita del Santo Rosario, alle ore
18.30 la Celebrazione Eucaristica;
- mercoledì 20 maggio, alle ore 18.00 la recita del Santo Rosario, alle ore
18.30 la Celebrazione Eucaristica;
- giovedì 21 maggio, alle ore 18.00 la recita del Santo Rosario, alle ore
18.30 la Celebrazione Eucaristica, seguita dalla Supplica a Santa Rita;
- venerdì 22 maggio, giorno della memoria liturgica di Santa Rita da
Cascia, la comunità si riunirà alle ore 18.00 per il Santo Rosario; alle ore
18.30 la Santa Messa sarà presieduta dal vicario generale
dell'Arcidiocesi di Agrigento don Giuseppe Cumbo.
Questi giorni di devozione rivestono quest'anno un significato ancora più
profondo: la scorsa domenica 10 maggio è stato
benedetto il nuovo simulacro di Santa Rita, donato alla comunità da
Ennio Sanfilippo. In sintonia con quanto spiegato dal parroco don
Sergio Sanfilippo durante il rito di benedizione, questa effigie sacra offre
ai fedeli un prezioso punto di riferimento visivo per l'invocazione. Essa
non costituisce un oggetto di adorazione in sé, ma rimanda alla realtà
celeste e alla comunione dei santi, offrendo un modello di vita cristiana e
un invito a portare la propria croce quotidiana nel servizio ai fratelli.
Solidarietà.
L'on. Rosellina Marchetta in visita alla Caritas di Grotte: un
contributo a sostegno dei più fragili
Foto di gruppo
Nel pomeriggio di oggi, venerdì 15 maggio 2026, l’on. Rosellina Marchetta
si è recata presso la sede della Caritas Cittadina di Grotte, realtà
che opera con grande dedizione sul territorio attraverso il prezioso
coordinamento delle parrocchie cittadine - Chiesa Madre, B.M.V. del Monte
Carmelo e San Rocco - offrendo quotidianamente ascolto, orientamento e
sostegno concreto alle persone e alle famiglie che vivono momenti di
difficoltà.
(L'on. Rosellina Marchetta in visita alla Caritas di Grotte)
Nel corso della visita, l’on. Marchetta (Deputata Segretario all'Assemblea
Regionale Siciliana) ha consegnato un contributo a sostegno della nobile e
silenziosa opera che volontari e operatori portano avanti ogni giorno con
spirito di servizio, umanità e attenzione verso i più fragili della
comunità.
Un gesto semplice ma profondamente sentito, nel segno della vicinanza, della
solidarietà e dell’attenzione verso chi dedica tempo ed energie al bene
degli altri.
Attività.
Well Tech Engineering progetta la nuova sede dei Carabinieri di
Brugherio
Progetto
A
Brugherio (provincia di Monza e della Brianza) è stato depositato
ufficialmente il progetto per la realizzazione della nuova caserma dei
Carabinieri. Il nuovo edificio sorgerà in via Rodari e sostituirà la sede
attuale di via Dante, che non risulta più idonea alle necessità dell'Arma.
La progettazione dell'opera è stata curata dalla Well Tech Engineering,
una realtà che si è affermata come leader internazionale nel settore
dell'ingegneria e dell'architettura.
(Well
Tech Engineering:
progetto della
nuova
caserma dei Carabinieri)
Lo
studio, che ha il suo nucleo creativo e operativo a Grotte, ha messo in
campo un team composto in gran parte da professionisti grottesi: la
direzione tecnica è affidata all’architetto Calogero Baldo, che ha
lavorato in stretta collaborazione con l’ing. Filippo Lo Presti, il
geometra Giuseppe Arnone e l’ing. Alberto Zanchi, avvalendosi
inoltre del contributo di altri specialisti del settore.
Il coinvolgimento di questa eccellenza professionale garantisce al Comune di
Brugherio un edificio moderno e funzionale, frutto di un'esperienza maturata
in contesti di rilievo mondiale.
L’opera richiede un investimento complessivo che supera i 5 milioni di euro.
Il Sindaco di Brugherio ha precisato che i fondi necessari derivano dagli
oneri di urbanizzazione legati ai nuovi interventi edilizi, inoltre
l’Amministrazione comunale ha incrementato tali oneri del 37%, garantendo
così la copertura finanziaria per il nuovo edificio pubblico. La caserma
resterà di proprietà del Comune di Brugherio; i Carabinieri utilizzeranno
l’immobile pagando un indennizzo all'amministrazione, mantenendo la modalità
di gestione già in vigore.
Il progetto è stato sviluppato dalla Well Tech Engineering tenendo conto
delle esigenze pratiche dei militari e del Comune, con l'obiettivo di
fornire alla città un presidio di sicurezza efficiente.
Comune.
Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per martedì 19
maggio
alle ore 18.30
Aula consiliare
L'adunanza del prossimo
Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta
ordinaria
presso la sala consiliare del Comune di Grotte,
su determinazione del presidente Angelo Carlisi, è stata fissata
per
martedì
19 maggio, alle ore 18.30.
Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ufficiale del Comune
(clicca
qui).
Verrà discusso il seguente ordine del giorno:
1) nomina scrutatori, lettura e approvazione verbali seduta precedente;
2)
approvazione
"Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali";
3) ratifica ai sensi dell'art. 175 - comma 4 - del TUEL, della deliberazione
di Giunta Comunale n. 39 del 21/04/2026 "Variazione di bilancio ex art.175
d.lgs. 267/2000 e s.m.i.".
Per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori, se dovesse mancare il numero
legale, la seduta sarà sospesa per un'ora. Se la situazione dovesse
persistere anche alla ripresa, la riunione sarà rinviata al giorno
successivo, alla stessa ora e con lo stesso elenco di argomenti, senza
necessità di un nuovo avviso.
Tutti i documenti relativi alle proposte in discussione sono già stati
depositati presso la Segreteria Comunale a disposizione degli interessati.
Innovazione. Grotte fa il punto sulla
trasformazione digitale; il Sindaco all'Assemblea Regionale Siciliana
Alfonso Provvidenza
Relazione
Locandina
Ieri,
mercoledì 13 maggio 2026, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha
partecipato a un incontro presso l'Assemblea Regionale Siciliana, a
Palermo, dedicato al tema "La trasformazione digitale dei Comuni dopo il
PNRR. Strategie ed esperienze per continuare ad innovare".
Durante
l'incontro, il Primo cittadino ha illustrato il percorso che il Comune sta
portando avanti per rinnovare i servizi messi a disposizione dei residenti. Il
Comune di Grotte ha ricevuto complessivamente 457.896,22 euro di
finanziamenti legati al PNRR digitale. Queste risorse sono state
utilizzate per diversi interventi concreti che cambiano il modo in cui gli
uffici comunali lavorano e comunicano con i residenti.
(Relazione)
La quota
più rilevante, pari a 155.234 euro, riguarda il miglioramento
dell’esperienza dei cittadini nei loro rapporti con l’amministrazione. Per
garantire una gestione dei dati più moderna e sicura, 121.992 euro sono
stati destinati al passaggio verso i sistemi cloud. Sono stati utilizzati
anche fondi per facilitare i compiti di tutti i giorni: circa 38.000 euro
totali per rendere più semplici i pagamenti e l'accesso ai servizi tramite
smartphone con pagoPA e l'App IO, a cui si aggiungono 14.000 euro per i
sistemi di identità digitale SPID e CIE. Altre risorse, per un totale di
oltre 26.000 euro, sono serviti a rendere più agili le pratiche degli uffici
che si occupano di attività produttive ed edilizia (SUAP e SUE). Inoltre
circa 18.000 euro sono stati impiegati per integrare l’anagrafe e le banche
dati comunali con quelle nazionali, mentre quasi 51.000 euro sono stati
investiti nella formazione dei dipendenti, affinché abbiano le competenze
necessarie per gestire correttamente questi nuovi strumenti digitali.
"L'Amministrazione comunale - ha dichiarato il Sindaco - sta
lavorando per rendere questi cambiamenti operativi e migliorare
concretamente i servizi erogati". Nelle prossime settimane sono previsti
momenti informativi rivolti alla cittadinanza per spiegare nel dettaglio
come sta cambiando il paese dal punto di vista tecnologico e quali saranno i
vantaggi per tutti i residenti.
L'obiettivo dichiarato dal sindaco Provvidenza è quello di rendere Grotte un
centro più moderno e al passo con le nuove tecnologie, facilitando le
procedure burocratiche quotidiane.
Comune.
Rubrica della Legalità: Grotte ricorda la strage di Capaci, dal 18 al 23
maggio
Locandina
Il
Comune di Grotte propone una settimana di approfondimento dedicata alla
memoria storica e al valore della legge, in concomitanza con
l'anniversario della strage di Capaci. L'iniziativa, intitolata "Rubrica
della Legalità", si sviluppa attraverso la pubblicazione quotidiana
di contenuti video e un incontro pubblico conclusivo.
(Locandina)
Da
lunedì 18 a sabato 23 maggio verranno pubblicati ogni giorno dei filmati
sulle pagine social ufficiali del Comune e sui siti istituzionali della
comunità. Ogni video affronta un tema specifico legato al percorso della
legalità in Italia:
- lunedì 18 maggio, una riflessione sull'Italia prima dell'attentato;
- martedì 19 maggio, un approfondimento sul momento dell'esplosione che ha
scosso il Paese;
- mercoledì 20 maggio, l'analisi del cambiamento della coscienza pubblica
dopo i fatti di Capaci;
- giovedì 21 maggio, la legalità intesa come sfida pratica nella vita di
tutti i giorni;
- venerdì 22 maggio, presentazione di un manifesto dei valori legali;
- sabato 23 maggio, un messaggio finale sulla responsabilità delle nuove
generazioni nel raccogliere l'eredità di chi ha lottato contro la mafia.
Nella giornata conclusiva di sabato 23 maggio, alle ore 18.00,
si svolgerà una cerimonia presso la Villetta comunale "A. Cimino"
(davanti alla biblioteca comunale). Il momento di raccoglimento, intitolato
"Per non dimenticare", servirà a onorare la memoria delle vittime
della strage.
L'intero progetto è curato dall’assessore alla Legalità Giusy Minneci
e dal sindaco Alfonso Provvidenza, con il coinvolgimento del
Servizio Civile Universale, della Biblioteca comunale e della
testata giornalistica Grotte.info Quotidiano.
L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di mantenere vivo il
ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino attraverso una narrazione
semplice e accessibile a tutta la cittadinanza.
Chiesa. Avviati i lavori di manutenzione
straordinaria della chiesetta Madonna delle Grazie
Chiesetta
Marchetta e Aricò
Riunione operativa
Nella
giornata di ieri, martedì 12 maggio 2026, sono ufficialmente partiti i
lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della chiesetta Madonna
delle Grazie a Grotte. Si tratta di un passaggio atteso dalla
cittadinanza, che segue l’annuncio del
finanziamentoregionale avvenuto nel dicembre del 2024.
(Chiesetta della Madonna delle Grazie)
L’edificio religioso, che è una rettoria dipendente dalla parrocchia Beata
Vergine Maria del Monte Carmelo, è considerato un punto di riferimento
storico e culturale per il paese. La struttura mostrava da tempo segni di
usura e la necessità di interventi per garantirne la conservazione e la
sicurezza.
La
notizia dello stanziamento di 100.000 euro era stata diffusa alla fine
del 2024. I fondi sono stati erogati dalla Regione Siciliana tramite
l’Assessorato alle Infrastrutture.
(L'on. Rosellina Marchetta con l'assessore regionale alle Infrastrutture on.
Alessandro Aricò)
Per poter utilizzare queste risorse, il Comune di Grotte ha dovuto
elaborare e presentare un progetto esecutivo completo, ottenendo tutti i
permessi necessari.
In quel periodo, il sindaco Alfonso Provvidenza aveva spiegato che
l’intervento era considerato di grande importanza per il legame profondo tra
la comunità e la chiesa. Aveva inoltre ringraziato l'onorevole Rosellina
Marchetta per il lavoro svolto a supporto dell’Amministrazione comunale
e l’assessore Tonino Caltagirone per la collaborazione.
Negli ultimi anni, la chiesetta è stata al centro di diverse attività curate
dal parroco don Sergio Sanfilippo. Per far fronte alle necessità più
urgenti, negli scorsi due anni il parroco ha utilizzato le offerte dei
fedeli per eseguire alcuni piccoli lavori di sistemazione, tra cui la
verniciatura delle pareti interne, il miglioramento della sacrestia e il
cambio del serbatoio dell’acqua.
La chiesa è molto frequentata dai cittadini, specialmente nella bella
stagione; durante l'estate vi si tengono momenti di preghiera e
l’Adorazione, mentre dal primo settembre sino alla terza domenica del mese
(giorno della festa dedicata alla Madonna delle Grazie) vi si svolgono
quotidianamente il Rosario e la Santa Messa. Dopo la Settimana Santa, questa
ricorrenza è considerata la più sentita dagli abitanti di Grotte.
Con l'apertura del cantiere sono state rese note le figure professionali e
le imprese che si occuperanno del restauro: la direzione dei lavori è
stata affidata all'ingegnere Vincenzo Morreale, che avrà il compito di
supervisionare l'andamento degli interventi e la contabilità dell'opera;
l'esecuzione materiale dei lavori è invece affidata alla ditta Vincenzo
Arnone Costruzioni, di cui è titolare l'omonimo imprenditore. Nella
mattinata di ieri, al Palazzo Municipale, si è svolta una riunione operativa
per definire i primi passi del cantiere alla presenza delle autorità, del
parroco e dei tecnici. L’on. Rosellina Marchetta ha espresso grande soddisfazione per l’avvio
dei lavori di ristrutturazione della Chiesa della Madonna delle Grazie,
un intervento atteso dalla comunità e reso possibile grazie al finanziamento
dell’Assessorato alle Infrastrutture della Regione Siciliana. "L’inizio
dei lavori rappresenta un momento importante per tutta la cittadinanza -
ha dichiarato l’on. Marchetta - perché restituiamo dignità e sicurezza a
un luogo simbolo della nostra comunità, profondamente legato alla storia,
alla fede e alle tradizioni del territorio. Ho seguito con attenzione il
percorso amministrativo, nella convinzione che la tutela del nostro
patrimonio religioso e culturale debba rappresentare una priorità".
L’on. Marchetta ha poi rivolto un ringraziamento a don Sergio Sanfilippo, ai
tecnici incaricati e a tutte le istituzioni che hanno collaborato all’avvio
dell’opera, auspicando che i lavori possano procedere celermente e
consentire presto alla comunità di riappropriarsi pienamente della Chiesa
della Madonna delle Grazie.
"Quando le istituzioni lavorano insieme con serietà e senso di
responsabilità - ha concluso l'Onorevole - si riescono a raggiungere
risultati concreti nell’interesse dei cittadini".
(Riunione operativa nel Palazzo municipale)
Il Primo cittadino di Grotte ha affidato ai social un comunicato: "Partono
i lavori di ristrutturazione della Chiesa della Madonna delle Grazie.
Riunione operativa per l'avvio dei lavori di ristrutturazione della Chiesa
della Madonna delle Grazie, finanziati dall'Assessorato alle Infrastrutture
della Regione Siciliana. Insieme all'Amministrazione il nostro caro Don
Sergio Sanfilippo, il direttore dei lavori Ing. Morreale e il titolare della
ditta incaricata Vincenzo Arnone Costruzioni. Il Sindaco Alfonso Provvidenza".
Il termine dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria è previsto
entro la fine del mese di agosto, in tempo per le celebrazioni dell'annuale
ricorrenza di settembre.
Editoria.
"Presentiamo a Roma il libro di Enzo Sardo sulla Festa del Monte di
Racalmuto"; del dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Locandina
Venerdì prossimo, 15 maggio 2026, alle ore 17.00
verrà presentato a Roma, nella Chiesa Odigitria, sede
dell'Arciconfraternita dei Siciliani a Roma, il libro di Enzo Sardo sulla
Madonna del Monte.
Già in passato presso l'Arciconfraternita (che ha una storia che inizia nel
1500) abbiamo presentato il libro del prof. Giovanni Tesè su Piersanti
Mattarella; poi è stata il centro di riferimento per l'esposizione delle
reliquie del Giudice Livatino presso le istituzioni nazionali: Camera,
Senato, CSM, Corte di Cassazione.
(Locandina)
Presentare un libro dedicato alla devozione popolare significa entrare con
rispetto dentro una storia fatta di fede, memoria e identità collettiva.
Il volume “La Madonna Santissima del Monte” di Enzo Sardo offre
proprio questa possibilità: comprendere come una comunità custodisca sé
stessa attraverso i simboli della fede, i riti e le tradizioni tramandate
nel tempo.
Presentare il libro “La Madonna Santissima del Monte” (edizione Del
Roveto) significa parlare non soltanto di una festa religiosa o di una
tradizione locale, ma di un patrimonio umano e spirituale che appartiene
profondamente alla storia della nostra comunità.
Quando parliamo della Festa del Monte di Racalmuto, infatti, parliamo
di qualcosa che va oltre l’evento religioso. Parliamo di memoria
collettiva, di appartenenza, di identità popolare.
Parliamo di una fede che nei secoli ha assunto forme semplici, visibili,
concrete: le processioni, i canti, i fuochi d’artificio, le offerte votive,
il coinvolgimento delle famiglie e dell’intero paese.
Ed è proprio qui che emerge il rapporto profondo tra devozione e
tradizione.
La devozione è il cuore spirituale della festa: è il sentimento di
affidamento alla Madonna, il bisogno umano di protezione, di speranza, di
consolazione.
La tradizione, invece, è la forma visibile attraverso cui questa fede si
trasmette nel tempo: i gesti, i riti, i simboli, le modalità con cui una
comunità rende pubblica e condivisa la propria fede.
In Sicilia questo legame è fortissimo. Pensiamo alle grandi feste popolari
dedicate a Santa Rosalia a Palermo o a Sant'Agata a Catania: celebrazioni
nate da una profonda esperienza religiosa e diventate nel tempo anche
espressione culturale e sociale di un popolo.
Anche la Festa del Monte appartiene a questa grande tradizione della
religiosità popolare siciliana.
Il libro di Enzo Sardo ci aiuta a comprenderne il significato più autentico.
Non si limita a raccontare una festa: ricostruisce un mondo fatto di
simboli, memoria e partecipazione comunitaria. Ci mostra come la devozione
alla Madonna del Monte sia stata, per generazioni, un punto di riferimento
spirituale e umano.
Ma c’è anche un altro aspetto importante. La tradizione popolare non può
vivere soltanto di ripetizione esteriore. Ha bisogno continuamente di
essere illuminata dal Vangelo, altrimenti rischia di svuotarsi o di essere
strumentalizzata. Quando la fede viene ridotta soltanto a folklore o a esibizione, perde la
sua forza originaria.
La devozione popolare, invece, nella sua autenticità, è una forma concreta
di incarnazione del Vangelo nella vita quotidiana delle persone.
È il Vangelo che entra nelle case, nelle piazze, nelle relazioni umane. È
una fede semplice, talvolta essenziale, ma capace ancora oggi di commuovere
e coinvolgere. Ed è qui che il messaggio diventa attuale anche per noi.
Viviamo un tempo in cui spesso prevalgono individualismo, frammentazione
sociale e perdita del senso comunitario.
Le feste popolari autentiche ci ricordano invece che una comunità esiste
davvero quando riesce ancora a riconoscersi attorno a valori condivisi.
Mi ha colpito, in questo senso, il recente richiamo di Papa Leone XIV al
ruolo del popolo come soggetto vivo della storia, da ascoltare e coinvolgere.
Un invito a tornare “in mezzo alla gente”, costruendo relazioni vere,
partecipazione e responsabilità condivisa.
Anche la religiosità popolare, quando è autentica, va in questa direzione:
non separa la fede dalla vita concreta delle persone, ma le tiene unite.
Per noi laici, questo rappresenta anche una responsabilità culturale e
civile: vivere l’impegno nella società con uno sguardo realistico ma
illuminato dal Vangelo, senza ideologie, dentro la storia concreta delle
nostre comunità.
Perché, come ricordava Papa Paolo VI, la politica - e più in generale il
servizio al bene comune - può essere davvero “una forma alta di carità”.
E allora il valore di questo libro sta anche qui: nel ricordarci che le
tradizioni non sono reperti del passato, ma strumenti attraverso cui
una comunità continua a raccontare sé stessa, i propri valori e la
propria speranza.
Ringrazio quindi Enzo Sardo per questo lavoro di ricerca e di memoria,
perché custodire la memoria significa custodire l’anima di un popolo.
Teatro.
Al Palacongressi di Agrigento va in scena "Villa Malgiocondo" con la
regia di Giovanni Volpe
Locandina
Domenica 24 maggio, alle ore 18.00, al Palacongressi di Agrigento si
rappresenterà lo spettacolo "Villa Malgiocondo - qui si cura la realtà".
La messa in scena costituisce il saggio finale degli allievi del corso di
recitazione 2025/26, promosso dal Parco Archeologico e Paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento.
(Locandina)
La regia è firmata da Giovanni Volpe, che ha curato anche la stesura
del testo insieme a Gaetano Aronica. Volpe dirige un folto gruppo di
giovani interpreti in un racconto che prova a immaginare il destino dei
personaggi di Luigi Pirandello dopo la fine delle loro storie teatrali.
L’idea centrale della narrazione vede questi personaggi continuare a vivere
nei corpi dei pazienti di una casa di cura, Villa Malgiocondo.
A occuparsi di loro è il dottor Luigi, interpretato da Gaetano Aronica, che
ricopre anche il ruolo di direttore artistico del progetto. Lo spettacolo
propone una riflessione sul rapporto tra la vita reale e le "forme" che le
persone assumono, mettendo in scena un dialogo costante tra gli attori che
supera i confini del palcoscenico tradizionale.
Sul palco recitano gli allievi: Sofia Milazzo, Vanessa Bordino, Alfonso
Guadagnino, Mariapia Zerilli, Giulia Trupia, Giulia Trigilio, Salvatore De
Marco, Elena Nicotra, Ettore La Magra, Ina Brucculeri, Piero Roccaforte,
Ida Agnello, Rosi Mandracchia, Gabriele Onolfo, Tommaso Mula, Marcella
Rizzo, Mari La Duca, Valentina Russo Cirillo, Frou Nobile e Pietro Agnello.
L’opera è prodotta da VOLEO Produzioni. Il team tecnico e organizzativo vede
Chiara Gervasi nel ruolo di aiuto regia, Tommaso Mula come assistente alla
regia e Melissa Giuliana alla segreteria di produzione. La gestione di audio
e luci è affidata a Riccardo Liotta, con il supporto di DL GROUP Soc Coop
Service, mentre l’organizzazione logistica è curata da Susy Siracusa.
Volontariato. Avis Grotte: il risultati di
domenica e il calendario delle prossime donazioni di sangue
AVIS Grotte
Domenica 10 maggio 2026 i volontari dell’Avis Comunale di Grotte OdV
(vedi
il sito ufficiale)
si sono ritrovati presso il punto di raccolta locale,
in Via Francesco Ingrao 92/94, per la dodicesima giornata di
donazione di quest’anno. Nonostante qualche rinuncia dell'ultimo
momento, l’attività ha permesso di raccogliere 18 sacche di sangue. A
queste si aggiungono due persone che hanno donato per la prima volta
e tre cittadini che hanno effettuato gli esami di idoneità necessari per
iniziare il percorso di donazione.
(Avis Comunale di Grotte OdV, sito
ufficiale)
I responsabili dell'associazione si dicono soddisfatti per l'andamento
costante delle donazioni. Il sangue raccolto viene inviato al Centro
Trasfusionale di Agrigento, contribuendo a rifornire le scorte provinciali
con un numero di sacche che aumenta costantemente nel tempo.
Per chi volesse partecipare, l'attività dell'AVIS prosegue secondo un
calendario preciso. Per tutto il 2026, è possibile donare ogni seconda e
quarta domenica del mese. Oltre alle domeniche, sono previsti dei
turni di pomeriggio nei seguenti mercoledì: 20 maggio, 24 giugno, 22
luglio, 19 agosto, 16 settembre, 14 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Il presidente Pietro Zucchetto invita la cittadinanza a partecipare
in numero sempre maggiore per sostenere questa attività fondamentale per la
salute della comunità.
Chi desidera ricevere informazioni o vuole prenotare la propria donazione
può chiamare i numeri 320.4434713 oppure 377.0974739. Ulteriori dettagli
sono disponibili sul sito ufficiale dell'AVIS Comunale di Grotte
(vedi
il sito ufficiale).
Riconoscimenti.
Primo premio per Giovanni Massimo Puglisi al VII Concorso Nazionale di
Musica "Armonie Sicane"
Primo premio
Il giovane musicista Giovanni Massimo Puglisi ha ottenuto un
importante riconoscimento a Bivona in occasione del VII Concorso
Nazionale di Musica “Armonie Sicane”. Sabato 9 maggio 2026 il
trombettista ha partecipato alle selezioni nella categoria solisti per la
sezione fiati, classificandosi al primo posto e ricevendo il
Diploma d’Onore.
(Primo Premio)
Il risultato raggiunto è il frutto di un percorso di studio e della
collaborazione con diverse figure professionali. Un ringraziamento
particolare è stato rivolto dai familiari a Isabella Di Salvo Pantalena,
che ha seguito Giovanni con dedizione e professionalità. Al successo hanno
contribuito anche gli insegnamenti del maestro Calogero Tulumello e
il supporto di Jhonny Gallina, che ha guidato il ragazzo durante la
sua preparazione.
I genitori di Giovanni, Julia Di Stefano e Salvatore Puglisi,
entrambi Maestri di musica, hanno espresso grande soddisfazione per il
traguardo raggiunto dal figlio, sottolineando il valore del confronto con
altri giovani talenti.
Anche Isabella Di Salvo Pantalena si è congratulata con il giovane premiato,
rimarcando come l'amore per la musica, unito alla disciplina e alla passione
trasmesse dalla famiglia, lo abbiano portato a questo primo posto. L'augurio
per il giovane trombettista di Grotte è che questo nuovo riconoscimento sia
ancora uno dei tanti passi della sua futura attività musicale.
(Nella foto: Isabella Di Salvo Pantalena, Giovanni Massimo Puglisi, Julia Di
Stefano).
Comune.
Il Sindaco di Grotte a Palermo per discutere di di transizione digitale
e sicurezza
Locandina
Mercoledì 13 maggio 2026, a Palermo, si terrà un incontro di lavoro presso
la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, per analizzare lo stato
della digitalizzazione negli enti locali. Tra gli interventi
previsti, quello di Alfonso Provvidenza, sindaco di Grotte, che
interverrà nel modulo dedicato alle esperienze dirette delle amministrazioni
comunali.
(Locandina)
Alfonso Provvidenza prenderà la parola all'interno della sessione intitolata
"La voce dei Comuni"; in questo spazio si confronterà con altri
rappresentanti del territorio siciliano, tra cui gli assessori di Palermo e
Catania, Fabrizio Ferrandelli e Viviana Lombardo, e i responsabili per la
transizione digitale dei Comuni di Isnello, Mazara del Vallo, Montagnareale
e Santo Stefano di Camastra. L'obiettivo del suo contributo sarà quello di
condividere i risultati e le difficoltà concrete incontrate dal Comune di
Grotte nel percorso di innovazione avviato con i fondi del PNRR.
I lavori inizieranno alle 10.00 con la registrazione dei partecipanti,
seguita dai saluti di Paolo Amenta (Presidente ANCI Sicilia), Gaetano
Galvagno (Presidente ARS) e Alessandro Dagnino (Assessore regionale
all'Economia).
Successivamente, il dibattito si sposterà sulle traiettorie nazionali della
trasformazione digitale con gli interventi di Daniele De Bernardin
(Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del
Consiglio), Mauro Savini (responsabile innovazione di ANCI) e Valentina Lo
Voi (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale).
Dopo una pausa prevista per le 13.00, il pomeriggio sarà dedicato a due
gruppi di lavoro specifici; dalle 14.00 alle 16.00 i partecipanti si
divideranno in due sale per approfondire temi tecnici:
- nella Sala Mattarella si discuterà di Cybersecurity e AI: come
proteggere i dati dei cittadini e di come l’intelligenza artificiale possa
diventare uno strumento utile per gli enti locali, nel rispetto delle nuove
norme;
- nella Sala Stampa si terrà un focus sulla piattaforma SEND, Servizio
Notifiche Digitali, il sistema che permette ai Comuni di inviare
comunicazioni con valore legale in modo interamente digitale.
L'iniziativa, organizzata da ANCI e dal Dipartimento per la trasformazione
digitale, è rivolta ad amministratori e responsabili tecnici per fare il
punto sulla sostenibilità dei progetti digitali nel lungo periodo.
Chiesa.
Benedetta la nuova statua di Santa Rita nella chiesa Madonna del
Carmelo; dono alla comunità
Guarda il video
In un clima di profonda devozione, lo scorso giovedì 7 maggio 2026, la
comunità di Grotte si è riunita nella chiesa della Madonna del Carmelo
per la solenne benedizione del nuovo simulacro di Santa Rita da Cascia(guarda il video).
La celebrazione ha segnato un momento di forte coesione spirituale per i
fedeli.
Trasporti.
Sospensione della circolazione ferroviaria dal 15 maggio; bus
sostitutivi in Piazza Anna Magnani
Stazione
A partire dal prossimo venerdì 15 maggio e sino al 1° ottobre 2026,
la circolazione dei treni subirà delle modifiche significative a
causa di alcuni lavori di manutenzione e potenziamento gestiti da Rete
Ferroviaria Italiana (RFI).
(Stazione ferroviaria di Grotte)
L’interruzione del servizio ferroviario riguarderà i collegamenti tra la
stazione di Lercara Diramazione e Agrigento Centrale, e tra quella di
Fiumetorto e Agrigento Centrale. Per tutta la durata degli interventi, il
servizio di trasporto sarà garantito da bus sostitutivi.
Il Comune di Grotte, con una nota a firma del sindaco Alfonso
Provvidenza, ha reso noto che il punto di fermata per questi autobus
è stato stabilito in Piazza Anna Magnani (piazza mercato). La scelta
della piazza come luogo di sosta e partenza per i mezzi sostitutivi è
arrivata dopo una serie di sopralluoghi tecnici effettuati dal personale del
Comune insieme ai responsabili di Trenitalia, con l'obiettivo di individuare
la soluzione più adatta alle necessità del servizio e della viabilità
locale.
I cittadini e i pendolari che utilizzano abitualmente la tratta ferroviaria
dovranno quindi fare riferimento a Piazza Magnani per i propri spostamenti
verso Agrigento o le altre direzioni coperte dal servizio sostitutivo per
l'intero periodo.
Politica.
L'UDC chiama a raccolta i moderati siciliani: l'invito di Decio Terrana
Decio Terrana
Decio Terrana, coordinatore regionale dell’UDC, ha diffuso un
messaggio rivolto a chi si riconosce nei valori moderati, popolari e
cattolici. L’obiettivo è unire le persone che mettono al primo posto la
responsabilità e l’attenzione verso la comunità.
Il partito apre la partecipazione a chi vuole contribuire a un progetto
politico basato sul dialogo e sulla tradizione democratico-cristiana.
Secondo Terrana, in un periodo in cui i cittadini si sentono spesso lontani
dalle istituzioni e le tensioni sociali aumentano, è fondamentale costruire
un’area di centro capace di dare risposte concrete a chi lavora, alle
famiglie, ai giovani e alle imprese.
Il Coordinatore si sofferma anche sulla situazione della Sicilia,
sottolineando come l’isola stia mostrando segnali di sviluppo. Per questo
motivo, ritiene necessario continuare a lavorare con unità e coesione,
sostenendo i progetti utili per il futuro delle nuove generazioni.
Il messaggio punta sulla collaborazione tra le forze che credono nella
politica come servizio ai cittadini e nella tutela della democrazia. Per
Terrana non è il momento dei contrasti, ma quello di un impegno comune.
L’UDC intende quindi proseguire il proprio percorso cercando il confronto
con gli altri e mantenendo un atteggiamento serio ed equilibrato.
Attualità.
"E vissero tutti felici e contenti"; di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Giardini pensili
E vissero tutti felici e contenti.
Si può solo reagire così alla notizia del rifacimento parziale della rete
idrica e all’eliminazione del 40% delle perdite idriche nel nostro
territorio.
E il restante 60% delle perdite? Sì, proprio quelle che sembrano sorgive
spontanee in Viale della Vittoria, Corso Garibaldi e F. Crispi, ma che gli
amministratori, ovviamente, non vedono.
Resteranno forse per innaffiare i giardini pensili di cui si può chiedere
sin da adesso un mega finanziamento alla comunità europea?
(Illustrazione: giardini pensili di Babilonia)
Sarebbe
bello riprendere la tradizione della civiltà Babilonese e incoronare il
novello Nabucodonosor.
A sentire le dichiarazioni dell’evento autocelebrativo, sembra che l’ultimo
intervento sulla rete idrica cittadina risalga al tardo medio evo.
Per il resto tutto perfettamente funzionante, ivi compreso il depuratore.
E le bollette così salate? Il ricorso illegittimo e immotivato alle
fatturazioni su consumi stimati? L’applicazione ai conguagli pregressi con
le tariffe del 2025?
Questi sono argomenti di cui le autorità in commento non si occupano.
Quisquilie. D’altronde è risaputo che i poveri pagano in rassegnato
silenzio, mentre i ricchi non pagano in vergognosa contestazione.
Siamo un paese di ricchi o di poveri?
Se l’evento non fosse stato solo autocelebrativo si sarebbe potuto suggerire
che il serbatoio non necessita di sola manutenzione, ma soprattutto di
ampliamento, così come lo sarebbe il depuratore con le vasche di
decantazione.
Tutti dicono che il depuratore funziona anche quando piove, con milioni di
litri che affluiscono in poche ore e la totale assenza di personale.
Saranno miracoli della scienza; nel paese dei balocchi succede anche questo.
Sport.
Nuova edizione del Calcio a 5 ispirato ai mondiali; iniziativa
dell'associazione "Muoviti Grotte"
Locandina
L'associazione "Muoviti Grotte" propone per l'estate 2026 la nuova
edizione della "Fifa World Cup - Muoviti Grotte Edition", una
competizione di calcio a 5 che richiama lo spirito dei campionati del
mondo. Dopo il riscontro dello scorso anno, l'iniziativa torna al campo
comunale di calcetto con una formula che richiama squadre nazionali e
abbigliamento ufficiale.
(Locandina)
Il torneo si svolgerà dall’8 giugno al 5 luglio 2026. La struttura della
gara prevede la partecipazione di 12 o 16 gruppi, suddivisi in gironi da
quattro formazioni ciascuno, seguiti da una fase finale con scontri a
eliminazione diretta.
Ogni squadra partecipante sceglierà una nazionale da rappresentare e
riceverà la divisa ufficiale originale.
Gli organizzatori, Piero Arnone e Alfonso Aquilina, segnalano
che per ricevere il kit di gioco - circa dieci giorni prima dell'inizio
delle partite - è necessario completare l'iscrizione entro il 13 maggio
2026.
Oltre all'attività sportiva, le giornate di gara prevedono musica e DJ set.
Per quanto riguarda i riconoscimenti finali, la formazione vincitrice
riceverà una replica della Coppa del Mondo e una cena a base di pesce per
tutti i componenti. Sono inoltre previsti premi individuali come il Pallone
d’Oro per il miglior giocatore, la Scarpa d’Oro per il capocannoniere, il
Guanto d’Oro per il miglior portiere e un premio per il miglior giovane
Under 21, oltre al riconoscimento Fair Play per il comportamento più
corretto tenuto in campo.
Per aderire o richiedere informazioni è possibile contattare Piero Arnone al
numero 3209089291 o Alfonso Aquilina al 3292616118.
L'organizzazione è raggiungibile anche tramite la pagina Instagram di
"Muoviti Grotte".
Comune.
Grotte: al via i lavori per la nuova rete idrica; posata la prima pietra
Guarda il video
Una giornata importante per la comunità di Grotte, mercoledì 6 maggio
2026, con la cerimonia ufficiale di posa della prima pietra del cantiere
per la nuova rete idrica cittadina(guarda il video).
L’intervento, atteso da decenni, punta a rivoluzionare la distribuzione
dell’acqua, riducendo drasticamente gli sprechi e garantendo una fornitura
continua. A sottolineare l'importanza dell'evento sono stati i vertici
dell'Azienda Idrica Comuni Agrigentini (AICA) e l'Amministrazione comunale,
i quali hanno illustrato i dettagli tecnici e gli obiettivi sociali del
progetto.
Chiesa.
Giuseppe La Mendola verso il sacerdozio: annuncio per il seminarista di
Grotte
Giuseppe La Mendola
L’arcivescovo di Agrigento, S.E. mons. Alessandro Damiano, ha comunicato che
Giuseppe La Mendola, di Grotte, compirà un passo avanti nel suo
percorso per diventare sacerdote. Il prossimo 29 giugno, nel giorno
in cui la Chiesa ricorda i santi Pietro e Paolo, Giuseppe riceverà
l’ammissione agli ordini sacri nella cattedrale di San Gerlando, ad
Agrigento.
(Giuseppe La Mendola)
Questo rito è il primo atto ufficiale con cui un giovane che studia in
seminario manifesta pubblicamente la volontà di offrirsi a Dio e alla
Chiesa. Con questa cerimonia la comunità ecclesiale riconosce i segni della
chiamata e ritiene che il candidato sia idoneo a proseguire la sua
formazione per diventare diacono e, successivamente, sacerdote.
La notizia è stata data dall’Arcivescovo durante il recente convegno, il 25
aprile, dei ministranti della diocesi. Giuseppe La Mendola, che fa parte
della comunità ecclesiale di Grotte ed è cresciuto seguendo le attività
della sua parrocchia, non è l’unico a intraprendere questo cammino; il 29
giugno, insieme a lui, riceveranno l'ammissione in cattedrale altri cinque
seminaristi: Salvatore Mortillaro (29 anni, di Lucca Sicula), Emanuele
Salemi (24 anni, di Bivona), Pasquale Sciara (38 anni, di Siculiana), Paolo
Casimiro (38 anni, di Ribera) e Giuseppe Ferrante (22 anni, di San Biagio
Platani).
Il calendario diffuso dal Seminario arcivescovile prevede inoltre un momento
precedente: il 17 maggio, nella chiesa madre di Burgio, la stessa ammissione
riguarderà Leonardo Verde, 25 anni, di Burgio, e Calogero Galante, 24 anni,
di Agrigento.
Per i fedeli e i cittadini di Grotte e per chi segue il percorso di
Giuseppe, si tratta di una notizia attesa, che segna la continuazione di un
impegno personale e spirituale iniziato anni fa all'interno del seminario.
Comune.
Aperte le iscrizioni per la Giuria Popolare del Premio "Racalmare -
Leonardo Sciascia" 2026
Premio Racalmare
Il Comune di Grotte ha annunciato l'apertura delle iscrizioni per far
parte della Giuria Popolare della XXXVI edizione del Premio
Letterario Internazionale "Racalmare - Leonardo Sciascia - Città di Grotte".
È l'opportunità, per gli appassionati di letteratura, di contribuire
attivamente al significativo riconoscimento letterario.
(Premio "Racalmare - Leonardo Sciascia - Città di Grotte")
Il premio, giunto alla sua 36^ edizione nel 2026, si conferma un
appuntamento di rilievo nel calendario culturale, onorando la memoria del
grande scrittore Leonardo Sciascia e promuovendo la città di Grotte come
fulcro di iniziative letterarie. Il ruolo di chi fa parte di questa giuria giuria popolare è molto
concreto e significativo; a differenza di altri concorsi dove decidono
solo gli addetti ai lavori, qui i lettori comuni hanno un compito
fondamentale: leggere le opere finaliste e votare per stabilire il
vincitore del premio.
La funzione della giuria popolare è proprio quella di rendere la cultura un
fatto che riguarda tutti, permettendo ai cittadini di partecipare
direttamente alla scelta finale e di esprimere il proprio giudizio sui libri
in gara. Per parteciparebasta presentare richiesta,non occorrono
requisiti particolari: solo passione per la lettura. Le iscrizioni sono
già aperte e c'è tempo per candidarsi sino al 22 giugno 2026.
Le domande, formulate in maniera semplice (con i propri dati anagrafici,
l'indirizzo e il numero di cellulare), possono essere consegnate a mano
all'ufficio "Protocollo Generale" del Comune di Grotte oppure inviate per
tramite posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo
comunedigrotte@pec.it. Le candidature verranno prese in considerazione
in base all'ordine di presentazione.
Servizi.
Iscrizioni aperte per l'asilo nido comunale a Grotte; i dettagli per
l'anno 2026/2027
Asilo nido
Sono
aperte le iscrizioni per l'ammissione dei bambini dai 3 ai 36 mesi all'asilo nido comunale, per l'anno scolastico 2026/2027
(leggi
l'Avviso).
Le
famiglie
interessate potranno presentare
richiesta presso l’Ufficio Protocollo Generale
del Comune entro giovedì 30 maggio 2026, redatta su un apposito modulo di
iscrizione (scarica
qui il modulo). I
bambini già iscritti e frequentanti l’Asilo nido comunale per l’anno
2025/2026 hanno diritto alla riconferma alla frequenza per l’anno 2026/2027;
dovrà, comunque, essere presentata l’istanza, anche se non saranno
attribuiti i punteggi.
L'attività scolastica avrà inizio nel mese di settembre 2026.
L’asilo nido rispetterà i seguenti orari: dalle ore 08.00 alle ore 14.00 dal
lunedì al venerdì. Il numero dei bambini ammessi sarà in funzione dei posti
disponibili. Le
istanze, compilate in ogni parte, dovranno essere presentate
entro e non oltre le ore 12.30 del 30 maggio 2026:
- a mezzo PEC (posta elettronica certificata) all'indirizzo e-mail
comunedigrotte@pec.it,
- oppure presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Grotte dal lunedì
al venerdì dalle ore 08.30 alle ore 12.30 e il giovedì dalle ore 16.00 alle
ore 18.00.
Al fine di effettuare l’operazione di iscrizione mediante procedura di
delega all’operatore comunale, i genitori, o gli esercenti la
responsabilità genitoriale (tutore/affidatario/altro soggetto esercente la
responsabilità) devono recarsi presso la segreteria del Comune di Grotte,
previo appuntamento da concordare telefonicamente, muniti di:
- documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente;
- codice fiscale del richiedente;
- attestazione ISEE in corso di validità.
L’asilo nido rappresenta un servizio
primario di fondamentale importanza, in modo particolare per i genitori che
lavorano o non hanno la possibilità di affidare i bambini ai nonni o ai
parenti.
Gli uffici comunali incaricati sono a disposizione dei
cittadini, anche chiamando il numero 0922.947512, per dare tutte le informazioni necessarie alle famiglie.
Iniziative. "Lu gruttisi", video di Gianni
Russello: un mosaico di sorrisi tra orgoglio e tradizione
Guarda il video
Cosa rende
una comunità tale? Non sono solo i confini geografici, ma il respiro
quotidiano dei suoi abitanti, il rumore delle saracinesche che si alzano e
la melodia di una lingua che sa di terra e di appartenenza. Il video di
Gianni Russello, "Lu gruttisi"(guarda il video),
è una lettera d'amore visiva alla città di Grotte, un racconto corale
che mette al centro il volto umano del paese.
(Guarda il video)
Attraverso una
carrellata di scene di vita quotidiana, il video ci porta dentro le
botteghe, le piazze e le case, mostrandoci che l'essenza di Grotte
risiede nella fierezza del suo popolo. Dalle luminarie in festa della piazza
principale alla semplicità di un saluto per strada, ogni fotogramma celebra
la gioia di far parte di questa comunità.
Il brano originale cantato in siciliano, che accompagna le immagini, è un
inno all'allegria e alla bellezza del paese. Ecco alcuni passaggi
tradotti: Dimmi perché il mondo è tondo…
ma dimmi perché la gente è allegra...
è Grotte che è proprio così.
Dimmi perché il mare è grande...
ma dimmi perché questo paese è bello.
Se nasci a Grotte è bello perché nasci così.
Dimmi perché questa terra è dura...
ragazzi belli, si nasce così.
Anche se la ripresa non presenta interviste tradizionali, ogni cittadino
inquadrato dalla telecamera rilascia una testimonianza silenziosa
attraverso il proprio lavoro e il proprio sorriso. Quindi una panettiera
ci accoglie con uno sfilatino appena sfornato e un saluto solare; un uomo
dietro il bancone della sua attività, circondato da giornali e prodotti,
regala un pollice alzato in segno di approvazione; baristi e ristoratori
mostrano con orgoglio i loro locali, dalle macchine del caffè ai banconi
carichi di dolci tipici; il macellaio al banco, il benzinaio che serve i
clienti, sino agli operatori ecologici; il barbiere all'opera, il meccanico
tra le gomme e l'impiegato. Non mancano i giovani e i bambini ma anche gli
anziani che siedono al bar o nei circoli, testimoni della storia del paese.
Il filmato si conclude con la presenza dei rappresentanti delle Forze
dell'Ordine e dell'Amministrazione comunale davanti alla Chiesa, a indicare
l'unità civile e religiosa della comunità.
Il video "Lu gruttisi" non è solo un videoclip musicale ma un'operazione
di marketing sociale ed emotivo. La scelta di inquadrare i cittadini nel
loro contesto lavorativo è vincente: nobilita il lavoro quotidiano e lo
trasforma in un atto di amore verso il territorio.
La "Grotte" che emerge da queste immagini è una città che non si arrende
alla durezza della terra (citata nel testo), ma che risponde con l'allegria
e la solidarietà. Essere "Gruttisi" diventa quindi una condizione dello
spirito, un modo di affrontare la vita con il sorriso e il pollice
alzato.
La forza del video risiede nella sua autenticità: non ci sono attori ma
persone reali che guardano dritto in camera, dicendo allo spettatore: "Noi
siamo qui, siamo felici di esserlo, e questo è il nostro posto nel mondo".
In un'epoca di globalizzazione, "Lu gruttisi" ci ricorda che il senso di
appartenenza a una piccola comunità è ancora il collante più potente che
abbiamo.
Le riprese e la regia sono a cura di Gianni Russello -
guarda il video
- ;
il montaggio è stato realizzato da Elisa Russello.
Teatro.
"Uno strappo nel cielo di carta" con Carmen Butera; il 16 e 17 maggio
alla "Posta Vecchia" di Agrigento
Locandina
Il
Teatro della Posta Vecchia di Agrigento propone una nuova produzione
intitolata "Uno strappo nel cielo di carta". Il lavoro, presentato
dall’Associazione Nuovo Piccolo Teatro di Agrigento e dalla UILT Sicilia,
consiste in uno studio teatrale originale che analizza alcuni personaggi
nati dalla penna di Luigi Pirandello.
(Locandina)
I testi, le musiche originali e la regia sono di Salvatore Nocera Bracco,
con la collaborazione di Caterina Montalbano come aiuto regia. Gli
attori che portano in scena questa rappresentazione sono Carmen Butera,
Paolo Di Noto, Marcella Lattuca, Rosamaria Montalbano, Angelo Sanfilippo e
Lillo Zarbo.
Le recite sono previste per sabato 16 maggio 2026 alle ore 21.00
e per domenica 17 maggio 2026 alle ore 18.00.
Tra i protagonisti sul palco troviamo Carmen Butera, attrice di Grotte, con
una carriera artistica legata a diverse produzioni del territorio
agrigentino. Nel 2018 ha ottenuto il premio come Miglior Attrice
Protagonista alla rassegna di Licata per la sua interpretazione nello
spettacolo "Fior de... Teatro. Sebben che siamo donne". Ha collaborato
spesso con il regista Giovanni Volpe partecipando a lavori come "In
ogni pozzo c'è l'acqua", opera premiata al Teatro Pirandello di Agrigento, e
in produzioni ispirate a opere di Pirandello come "La veste lunga". Oltre
all'attività strettamente teatrale, ha preso parte a diverse iniziative
culturali, prestando la propria voce e presenza scenica a momenti di lettura
e performance.
Diritti.
Pagamento presunti arretrati Girgenti Acque: cosa sapere sulle
raccomandate e i diritti dei cittadini
No. Grazie!
La curatela del fallimento di Girgenti Acque sta inviando numerose
richieste di pagamento per recuperare presunti debiti del passato. Molte
di queste comunicazioni arrivano ai cittadini tramite servizi di posta
privata, un sistema che però presenta dei limiti legali importanti da
conoscere. Le raccomandate affidate a operatori privati hanno un costo molto
basso per chi le spedisce ma non garantiscono lo stesso valore legale di
quelle ufficiali. La legge stabilisce che gli addetti di queste
società non sono pubblici ufficiali; di conseguenza, non possono
certificare con "data certa" il momento della consegna.
Senza questa certificazione ufficiale la notifica perde forza davanti a
un giudice, specialmente quando si tratta di stabilire se una richiesta
di pagamento è arrivata nei tempi previsti dalla legge.
È il caso di ribadire che queste richieste di arretrati presentano delle
irregolarità:
- non indicano il numero di utenza o il codice fiscale dell'interessato;
- non indicano il numero di fattura e il periodo di fatturazione contestato;
- riguardano somme che potrebbero essere già cadute in prescrizione.
Un punto centrale riguarda proprio la prescrizione biennale: per le
bollette dell'acqua, il termine per chiedere il pagamento è di 2 anni (per i
consumi fatturati dopo il 1° gennaio 2020); se la curatela non ha inviato
solleciti validi entro questo tempo, il cittadino ha il diritto di
non pagare.
Per avere pieno valore legale e interrompere i termini di prescrizione, una
comunicazione deve essere inviata in modi che garantiscano l'identità del
mittente, del destinatario e la data di ricezione; gli strumenti validi
sono:
1. Poste Italiane, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (il
postino è un pubblico ufficiale);
2. PEC (Posta Elettronica Certificata), che ha lo stesso valore di una
raccomandata cartacea;
3. Ufficiale Giudiziario, per gli atti più formali.
La dichiarazione di fallimento è titolo per interrompere la prescrizione per
tutta la durata del fallimento; in questo caso il fallimento è stato
dichiarato nel giugno 2021 (per questo nelle raccomandate viene riportato
"ante 2021"), mentre prima del 2020 la prescrizione era quinquennale, il che
significa che un debito del 2016 con prescrizione 2021, poiché è
intervento il fallimento ad oggi non è prescritto.
Le raccomandate inviate tramite poste private sono regolari, ma non possono
certificare la data certa, riservata - tramite timbro a calendario - a poste
italiane.
Prima di procedere al pagamento di somme richieste per periodi lontani nel
tempo, è consigliabile verificare bene la data della fattura e il metodo con
cui è stata recapitata la raccomandata, rivolgendosi eventualmente a un
patronato o ad un legale per un controllo tecnico.
Il suggerimento che è possibile dare agli utenti è quello di contestare
il presunto debito tramite raccomandata o pec indirizzata ad
Affari Legali della Curatela Girgenti Acque, anche utilizzando la
seguente bozza di contestazione proposta dal Comitato Cittadino "Cara_Acqua":
"In riscontro alla Vs richiesta di pagamento bollette idriche arretrate, si
rappresenta che la stessa non può trovare accoglimento per l'estrema
indeterminatezza riferita al periodo di riferimento (ante 2021 non vuol dire
nulla dal punto di vista squisitamente giuridico), oltre all'assenza degli
estremi del titolo legittimante il presunto credito. Si resta in attesa
delle Vs determinazioni per le eventuali contestazioni in sede giudiziaria".
Comune. Grotte: il Consiglio approva il
rendiconto dell'esercizio 2025; rispettati i termini di legge
Foto di gruppo
Il
Consiglio comunale di Grotte si è riunito in seduta ordinaria lo scorso
giovedì 30 aprile per votare il rendiconto della gestione relativa
all’anno 2025. L’atto è stato approvato rispettando le scadenze
previste dalla normativa, così come era già successo il 26
febbraio per il bilancio di previsione 2026/2028.
(Il Sindaco con il
Presidente del Consiglio e gli Assessori)
Riuscire
a chiudere i documenti contabili entro i termini stabiliti è un passaggio
rilevante per la gestione del paese. Questo ha permesso al Comune di non
subire il commissariamento da parte della Regione Siciliana, una situazione
che ha invece riguardato altre realtà locali. Al di là dell'aspetto
burocratico, questi documenti sono fondamentali perché, come ricordato
spesso dalla Corte dei Conti, permettono di pianificare e controllare con
precisione tutta l'attività dell'amministrazione.
Per quanto riguarda lo stato delle casse comunali, restano ancora diverse
difficoltà finanziarie da affrontare; tuttavia i dati mostrano miglioramenti
reali e verificabili raggiunti nel corso degli ultimi anni. La redazione dei
bilanci è avvenuta - ha dichiarato il Primo Cittadino - seguendo criteri di
trasparenza e verità, tenendo conto delle correzioni suggerite dai controlli
della Corte dei Conti.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha attribuito i risultati ottenuti al
lavoro congiunto tra la parte politica e quella tecnica; in una nota ha
voluto ringraziare la Giunta, i dipendenti degli uffici comunali, il
Presidente del Consiglio e tutti i consiglieri per l'impegno dimostrato
nello svolgimento dei propri compiti.
(Nella foto, da sinistra: agli assessori Cutaia e Minneci, il Presidente del
Consiglio Carlisi, il sindaco Provvidenza, gli assessori Di Salvo -
vicesindaco - e Butera).
Editoria.
"Con Leonardo Sciascia": le memorie di Gaspare Agnello su Leonardo
Sciascia, in un nuovo libro
Copertina
È
disponibile nelle librerie il nuovo volume di Gaspare Agnello dal titolo
“Con Leonardo Sciascia. Memorie e contributi biografici”, pubblicato
dalla casa editrice ETS di Pisa.
L'opera conta sulla prefazione della professoressa Daniela Marcheschi,
che ha avuto un ruolo decisivo nella realizzazione di questa pubblicazione.
(Copertina)
Il libro
è una versione riveduta e corretta di un lavoro precedente dell'autore,
intitolato “La terrazza della Noce”.
Sebbene Agnello non avesse inizialmente intenzione di dedicarsi a un nuovo
progetto editoriale, la prof.ssa Marcheschi lo ha spinto a dare alle stampe
queste pagine per via delle informazioni inedite sulla vita di Sciascia e
sulla storia del premio Racalmare.
Dopo un intervento di riordino dei contenuti, il volume è ora distribuito su
tutto il territorio nazionale.
Il testo raccoglie i ricordi degli incontri avvenuti tra l'autore e lo
scrittore di Racalmuto dal 1982 fino alla sua morte.
Al centro delle conversazioni c’era spesso la gestione del premio Racalmare
e la selezione dei libri da premiare.
Da queste memorie nasce un ritratto della letteratura della fine del
Novecento e del pensiero di Sciascia.
All'interno del libro si trovano riferimenti a diverse personalità del mondo
della cultura, tra cui Bufalino, Consolo, Collura, Castelli, Rigoni Stern
e Montalban.
Vengono inoltre trattati i temi principali dell'opera sciasciana:
l'interesse per la giustizia, i problemi legati alla mafia, il ruolo delle
donne, la scrittura e la sua particolare religiosità.
Il volume viene presentato agli alunni nelle scuole, dove spesso è difficile
riuscire a studiare in modo approfondito la letteratura della seconda metà
del Novecento.
Gaspare Agnello ha concluso la redazione di queste memorie ad Agrigento il
29 aprile 2026, affidandole ai lettori con la speranza che possano trovarle
interessanti.
Editoria. Incontro pubblico "Sulle tracce della
vera croce", di Grazia Pecoraro; venerdì 8 maggio
Locandina
Venerdì 8 maggio 2026, alle ore 18.00, presso il Centro
Polifunzionale “San Nicola - Stella Castiglione” di Grotte, si terrà la
presentazione del saggio storico di Grazia Pecoraro intitolato
"Sulle tracce della Vera Croce. Un viaggio alle origini del
cristianesimo", pubblicato dalla casa editrice agrigentina VGS Libri.
(Locandina)
La discussione del volume avverrà attraverso una modalità particolare: un
processo pubblico al libro. All’interno di una simbolica aula di tribunale,
persone con diverse visioni del mondo - credenti, agnostici, atei e
protestanti - si confronteranno sul tema della reliquia della croce,
cercando di distinguere tra realtà storica e narrazione religiosa.
Il dibattito vede Angela Roberto nel ruolo di presidente della
giuria, Giuseppina Iacono Baldanza sosterrà la parte dell'accusa,
mentre Renata Castiglione si occuperà della difesa. All'incontro,
coordinato dal giornalista Carmelo Arnone, saranno presenti anche il
sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza e l'assessore alla Legalità
Giusy Minneci.
L’iniziativa è della Pro Loco "Herbessus" di Grotte (presidente
Filippo Vitello), con il patrocinio del Comune e la
collaborazione della testata Grotte.info Quotidiano, con la
partecipazione della sezione FIDAPA di Racalmuto (presidente
Angela Giglia) e del Gruppo dei Giudei "A. Infantino" (presidente
Antonio Aquilina).
"Sulle tracce della Vera Croce" propone un’indagine sulle origini del
cristianesimo imperiale, concentrandosi sulla figura di Elena, madre di
Costantino, e sulla tradizione del ritrovamento della reliquia. L'opera
unisce rigore filologico e una narrazione scorrevole, analizzando fonti
patristiche e apocrife per distinguere la realtà storica dalle leggende
medievali. Il volume è arricchito da un saggio di Carlo Animato dedicato al
fenomeno del traffico di reliquie nel Medioevo.
L’autrice Grazia Pecoraro, nata a Favara, è la direttrice editoriale della
casa editrice VGS Libri; laureata in archeologia, si dedica da tempo alla
ricerca storica e alla saggistica, con un interesse specifico per
l'interpretazione dei fatti storici e la loro divulgazione culturale.
Attraverso i suoi studi esplora il legame tra fede, politica e costruzione
dei culti religiosi.
Chiesa.
Santa Messa all'aperto presso la cappelletta dell'Ecce Homo; domenica 3
maggio
Locandina
La
prossima domenica, 3 maggio 2026, la comunità ecclesiale di Grotte si
ritroverà presso la cappella votiva dell’Ecce Homo per l'annuale
appuntamento con un momento di preghiera. Il programma del pomeriggio
prevede l’inizio con il Santo Rosario alle ore 18.00, seguito dalla
celebrazione della Santa Messa alle 18.30.
(Locandina)
L'iniziativa è curata dalla comunità parrocchiale della Beata Maria Vergine
del Monte Carmelo e dal parroco, don Sergio Sanfilippo, che invita i
cittadini a partecipare alla funzione religiosa.
La celebrazione della Santa Messa all'aperto, ogni 3 maggio, rappresenta una
consuetudine molto sentita nel paese, che si ripete ogni anno da lungo
tempo. La piccola edicola votiva, situata nella parte alta di Grotte
all’incrocio tra via Cavour e via Di Vittorio, poco distante dalla fontana "Acquanova",
è un punto di riferimento importante per i residenti.
La storia di questo luogo sacro risale al 30 gennaio 1910, quando la
cappella fu costruita a ricordo di una missione francescana. Al suo interno
è custodito un mezzobusto che raffigura Gesù con le mani legate e la corona
di spine, immagine che dà il nome alla struttura.
Nel tempo l'espressione "Ecce Homo" è diventata per i grottesi un modo
comune per indicare questa zona dell'abitato, a testimonianza di un legame
che non è solo spirituale ma riguarda l'identità stessa della zona. Come
accade tradizionalmente per questa data, la funzione religiosa si svolge
nello spazio antistante la cappelletta, permettendo ai fedeli di
raccogliersi insieme all'aperto.
Politica.
"Agrigento:
abbiamo bisogno di un cambio di mentalità"; di Diego Russello
Diego Russello
Agrigento è la mia terra. Le mie radici. La mia identità.
Non ci vivo, ma la porto dentro ogni giorno.
Se oggi dovessi votare per il Sindaco, darei fiducia ad un giovane: Michele
Sodano, del movimento Contro Corrente di Ismaele Lavardera.
Perché? Perché credo che Agrigento e tutta la Sicilia abbiano bisogno di
qualcosa di diverso. Non di promesse già sentite, non di meccanismi già
visti.
Abbiamo bisogno di un cambio di mentalità. Di una comunità che smetta di
basarsi su logiche di favore, di dipendenza, di piccoli equilibri che
bloccano la crescita.
Abbiamo bisogno di libertà, responsabilità e visione.
Solo con un cambiamento reale, profondo, sarà possibile immaginare un futuro
diverso per Agrigento.
E lo dico con chiarezza: se vedrò un cambiamento autentico in questa
direzione, sarò il primo a pensare seriamente di investire nella mia terra.
Nello sport, nello sviluppo, nelle opportunità per i giovani.
Ma serve coraggio. Serve discontinuità. Serve una nuova classe dirigente.
Agrigento merita di più.
Diritto. "Analisi della disciplina sul fine vita
nell'Ordinamento italiano"; del dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Legge 219/2017
Analisi della disciplina sul fine vita nell’Ordinamento italiano.
Premessa concettuale.
Nel dibattito sul fine vita occorre partire dal distinguere alcuni concetti
spesso confusi ed utilizzati indifferentemente come sinonimi: Eutanasia - coinvolge un atto intenzionale che pone fine alla vita
del paziente con la somministrazione di un farmaco (questo nell’Ordinamento
italiano è vietato e la fattispecie penale è quella dell’omicidio del
consenziente); Fine vita in senso generale - è invece l’assistenza ed il sostegno
forniti a malati terminali per garantire l’interruzione di pratiche
terapeutiche indispensabili alla sopravvivenza.
Il concetto di fine vita si sovrappone a quello di suicidio assistito.
Il problema di fondo allora, nel nostro Ordinamento, è questo: se siano
lecite o meno e con quali modalità quelle condotte di terzi che, ove
attuate, consentirebbero a molte persone, prostrate nel corpo e nello
spirito da gravissime malattie, di porre fine per sempre alle loro
sofferenze.
È da tempo che si dibatte in Italia di questo problema, prevalentemente
affrontato in sede giurisprudenziale stante l'inerzia del legislatore (vi è
una proposta di legge ferma al Senato a dimostrazione di quanto la questione
sia complessa e delicata).
Nel lungo arco temporale si è sviluppato un dibattito che ha conosciuto
diversi momenti significativi:
1. la sentenza Englaro (e prima ancora la vicenda Welby con il
proscioglimento del dott. Riccio a seguito del riconoscimento della causa di
non punibilità dell’adempimento del dovere);
2. la legge n. 219 del 2017 sul consenso informato e sulle DAT (disposizioni
anticipate di trattamento); il consenso informato, in generale, è un
principio fondamentale del nostro Ordinamento, perché sottolinea
l’importanza di informare adeguatamente i pazienti riguardo ai trattamenti
proposti, comprese le loro potenziali conseguenze alternative;
3. l’intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n. 242/219.
Nelle sentenze Welby, Englaro e con la legge n. 219 del 2017 (sul consenso
informato e sulle DAT - disposizioni anticipate di trattamento) è stato
valorizzato ancor prima che dal legislatore dalla giurisprudenza di merito e
dalla Corte di Cassazione nell’ottobre 2007, il diritto della persona capace
di rifiutare qualsiasi tipo di trattamento sanitario, ancorché necessario
per la propria sopravvivenza (compresi quelli di nutrizione e idratazione
artificiale), nonché il divieto di ostinazione irragionevole nelle cure,
individuando come oggetto di tutela da parte dello Stato la dignità della
persona nella fase finale della vita (in contrapposizione alla concezione
fascista per cui la indisponibilità della vita era correlata agli obblighi
sociali dell’individuo).
In particolare nel caso di Eluana Englaro la Corte di Cassazione sez. I
civile, con la sentenza 16 ottobre 2007 n. 21748, ha affermato la
possibilità di autorizzare l’interruzione della terapia di sostegno vitale
in presenza delle seguenti indicazioni:
a) irreversibilità della condizione di stato vegetativo della paziente,
scientificamente fondata, in modo che non vi sia, in base agli standard
scientificamente riconosciuti, alcuna possibilità di recupero;
b) l’accertamento univoco della volontà della paziente, sulla base di
elementi tratti dal vissuto della medesima, dalla sua personalità e
convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici, circa il rifiuto
alla continuazione del trattamento.
La Corte di Appello di Milano con decreto del 25 giugno 2008, a seguito
della pronuncia della Corte di Cassazione, ha autorizzato l’interruzione
dell’alimentazione e dell’idratazione per la Englaro.
La sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019.
Si tratta di procedimento scaturito dalla eccezione di costituzionalità
sollevata dalla Corte di Assise di Milano nel processo a carico di Cappato
in relazione all’art. 580 c.p..
Cappato era imputato per avere accompagnato una persona in Svizzera in una
clinica dove si praticava legittimamente il suicidio assistito, a certe
condizioni.
A seguito di imputazione coatta Cappato era giunto davanti alla Corte di
Assise con due imputazioni:
a) avere rafforzato il proposito suicidario;
b) averne agevolato l’esecuzione, con il trasporto in Svizzera.
La Corte Costituzionale ha circoscritto il quesito di costituzionalità alla
seguente domanda: Se sia costituzionalmente legittimo ritenere ricompresa
nella fattispecie di reato di istigazione al suicidio l’ipotesi di
agevolazione al suicidio di un soggetto che versi in uno stato di malattia
irreversibile che produce gravi sofferenze, essendo tenuto in vita grazie a
presidi medici in assenza dei quali andrebbe incontro, sia pure in modo
lento e doloroso per sé e per i suoi cari, alla fine della propria
esistenza.
Secondo il Giudice remittente il bene della Vita, nella prospettiva della
Costituzione, dovrebbe essere riguardato in una dimensione personalistica,
ossia come interesse del suo titolare volto a consentire il pieno sviluppo
della persona.
Da qui l’esaltazione del principio di libertà di autodeterminazione
individuale, anche nella fase finale della vita, come già in parte
realizzato con la sentenza Englaro e la legge del 2017 sul diritto del
paziente, nella cornice del consenso informato, di rifiutare le cure e di
lasciarsi morire.
Sulla base di tale premessa, secondo il Giudice remittente, non è conforme a
Costituzione (art. 2, 13 e 32) la punibilità di chi agevola il suicidio in
soggetto che si è certamente determinato ad interrompere le cure di
mantenimento in vita, avendo egli il diritto ad essere accompagnato una fine
dignitosa senza inutili sofferenze.
In questo senso la punibilità di condotte di questo tipo sarebbe pure
irragionevole poiché non distingue le condotte effettivamente lesive da
quelle volte invece a consentire di realizzare il principio di
autodeterminazione.
Un ulteriore profilo di incostituzionalità è stato individuato nell’art. 8
CEDU e quindi nell’art. 117 Cost..
L’art. 8 prevede il rispetto della vita privata e familiare, in relazione al
quale le interferenze statali su tale diritto possono essere ritenute
legittime solo a condizione che siano necessarie e proporzionate.
Nel legislazione italiana, l’assenza di flessibilità, secondo il giudice
remittente, viola i suddetti parametri.
La Corte ha adottato un’ordinanza interlocutoria, previa fissazioni di
alcuni principi che delimitano l’area di non conformità costituzionale della
fattispecie.
La Corte ha in premessa negato che il diritto alla vita di cui all’art. 2
Cost., postuli di per sé un diritto dell’individuo a morire, e quindi un
diritto ad un aiuto dello Stato a realizzare questo scopo. Essa ha però
riscontrato l’ambito di non conformità a Costituzione nei casi di una
persona:
a) affetta da una patologia irreversibile;
b) fonte di sofferenze fisiche o psicologiche, intollerabili;
c) tenuta in vita a mezzo di trattamenti di sostegno vitale;
d) capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
In queste situazioni, secondo la Corte, il divieto di aiuto limita la
libertà di autodeterminazione del malato nella scelte delle terapie,
comprese quelle finalizzate a liberarlo dalle sofferenze.
La Corte in quell’ordinanza ha altresì affermato che la complessità del
quadro impone un intervento del legislatore perché necessità di una
disciplina organica, anche in funzione della tutela di soggetti vulnerabili.
Per questa ragione ha rinviato la decisione al 24 settembre 2019, per dar
modo al Parlamento di intervenire.
Il Legislatore non ha però provveduto.
La Corte ha ripreso la questione riportando i termini del discorso alla
legge n. 219 del 2017 che consente:
a) di rifiutare o interrompere il trattamento sanitario ancorché necessario
alla sopravvivenza, compresa idratazione e nutrizione artificiale;
b) di accompagnare tale sospensione a terapie palliative e di sedazione
profonda che possono accompagnare la morte (la Corte rimanda alla legge n.
38 del 15 marzo del 2010, che contiene disposizioni per garantire l’accesso
del malato alle cure palliative e alla terapia del dolore).
La legge invece vieta i casi di eutanasia attiva, ossia la pratica di
trattamenti diretti a provocare la morte.
In questo quadro, afferma la Corte, è possibile configurare un aiuto
penalmente irrilevante. Un aiuto che si limiti all’interruzione di un
trattamento sanitario non voluto.
In conclusione la Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art.
580 nella parte in cui non esclude la punibilità di chi abbia agevolato
l’esecuzione del proposito di suicidio, sulla base delle indicazioni sopra
indicate, accertate secondo il procedimento disciplinato dalla legge sul
consenso informato del 2017.
Sentenza della Corte Costituzionale n. 135 del 2024.
Essa ha riguardato il profilo del paziente che pur in condizioni fisiche di
patologia gravemente invalidante ed irreversibile non dipenda da trattamenti
di sostegno vitale.
Il focus del tema si sposta quindi al concetto di trattamenti di sostegno
vitale (che già la giurisprudenza di merito estende a sostegno
farmacologico vitale o assistenziale, senza i quali si verificherebbe l’exitus).
Secondo il rimettente tali trattamenti sarebbero identificabili con quelli
previsti dalla legge del 2017, che possono essere interrotti su richiesta
dell’interessato.
Il
ragionamento della Corte.
L’art. 580 è posto a tutela della vita umana, bene che si colloca in una
posizione apicale nell’ambito dei diritti fondamentali della persona.
La vita della persona è dalla Corte ricondotta ai diritti inviolabili di cui
all’art. 2 Cost., ossia all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la
Costituzione.
Senza la vita tutti gli altri diritti non avrebbero senso.
Il diritto alla vita è riconosciuto anche dall’art. 2 CEDU, che tramite
l’art. 117 cost., entra nell’ambito delle coordinate di costituzionalità.
Il diritto alla vita è dovere dello Stato assicurare, come affermato nella
sentenza n. 50 del 2022, circa l’inammissibilità del referendum abrogativo
della norma che punisce l’omicidio del consenziente.
La Corte con la sentenza del 2019 riconosce il diritto a rifiutare o
interrompere il trattamento salvavita, prevedendo altresì ogni azione di
sostegno (nel contesto dell’alleanza di cura e fiducia medico-paziente) e
l’accompagnamento con terapia sedativa ed antidolorifica.
Il passaggio fondamentale della sentenza è il seguente: la ragione dell’art.
580 non può essere ravvisata nell’idea - cara al codice Rocco - di una
indisponibilità della vita umana nell’interesse della collettività. La
cintura di protezione intorno alla persona che si delinea con gli artt. 580
e 579 è quella di tutelare le persone che attraversano difficoltà e
sofferenze, anche per scongiurare il pericolo che coloro che decidono di
porre fine alla vita subiscano interferenze esterne.
Si vuole in questo modo tutelare la vita delle persone in sé, soprattutto
quelle più in difficoltà, rispetto a scelte irreparabili.
Non è pertanto inibito al diritto penale di intervenire e vietare condotte
che spianino la strada a scelte di suicidio in nome di una astratta
autonomia.
Questo non ha impedito alla Corte a riconoscere che ogni paziente è titolare
di un diritto a rifiutare ogni trattamento sanitario, compreso quello salva
vita, sul solco di quanto già previsto dalla legge n. 219 del 2017 (consenso
informato e libertà di autodeterminazione delle terapie), che indica due
condizioni procedurali: verifica
dei presupposti di accesso di una struttura pubblica e parere del comitato
etico.
Il passo
successivo che il giudice remittente richiede alla Corte è quello di
garantire la non punibilità anche in assenza di terapie di sostegno vitale.
Per la
Corte l’unica possibilità consentita in materia di fine vita è quella di
interrompere il trattamento di sostegno vitale, cioè di porre fine alla
propria vita interrompendo le terapie.
Se non
ci sono queste terapie, e quindi il malato si governa autonomamente, non vi
è la possibilità di darsi la morte, poiché questo lasciarsi morire è
possibile solo con il rifiuto delle terapie, in forza del principio di
autodeterminazione negli interventi terapeutici.
Si
tratta, come rileva la Corte, all’evidenza, di situazioni differenti che non
possono avere la medesima disciplina.
Nel
primo caso, sulla base del principio del consenso informato, il paziente ha
il diritto a non intraprendere cure o ad interrompere cure non volute, a
tutela dell’integrità fisica della persona ed al libero sviluppo della
propria persona.
L’apertura invece a pratiche di suicidio assistito e di eutanasia apre spazi
che possono comportare dei rischi.
I rischi
sono quelli che in assenza di garanzie, persone che per varie ragioni si
ritengano inutili, possano decidere di farsi da parte.
È
compito del legislatore assumere le decisioni giuste per assicurare
l’equilibrio fra opposti valori.
La Corte
con la sentenza n. 50 del 2022 (sulla inammissibilità del referendum per
l’omicidio del consenziente) ha individuato una soglia minima di tutela
della vita umana non tollerando che questa possa dipendere dalla mera
volontà dell’interessato, a prescindere da alcune condizioni.
Affermazione importante.
Dal
punto di vista dell’ordinamento, ogni vita, anche quella più gravata da
patologie insopportabili, è portatrice di una inalienabile dignità. Per
questo non si può affermare che il divieto di cui all’art. 580 c.p. porta il
paziente a vivere una vita non degna.
È il
punto della sentenza che rimette al legislatore le scelte inerenti l’autoderminazione
evocata nell’ordinanza di rimessione.
La giurisprudenza sovranazionale.
La Corte
EDU intervenuta sul punto rimette ai singoli stati la ricerca di una
soluzione che realizzi un punto di equilibrio.
In
sostanza la sentenza non riconosce un diritto al suicidio ma indica i
singoli casi in cui l’aiuto al suicidio possa essere scriminato.
Sentenza della Corte Costituzionale n. 204 del 2025 su conflitto di
attribuzione dello Stato nei confronti della legge toscana n. 16 del 2025,
recante attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale sul fine vita.
Secondo
l’Avvocatura erariale gli interventi regionali, disciplinati dal legislatore
toscano, violerebbero la riserva esclusiva dello Stato, in ambito civile e
penale e violerebbero le regole sulle linee essenziali di assistenza.
La Corte
ha affermato che la Regione può dettare una disciplina riguardante
l’organizzazione delle procedure per il fine vita, pur in assenza di una
legge quadro, poiché i principi generali possono essere desunti dalla
legislazione vigente, come lette dalla Corte Costituzionale.
La
riconducibilità della legge regionale alla competenza propria della regione,
non esclude la criticità di alcune disposizioni.
Quattro
requisiti sostanziali e due procedurali sono stati già determinati dalla
Corte Costituzionale con la sentenza n. 242 del 2019.
Sono
state invece dichiarate incostituzionali singoli disposizioni: art. 2,
che, con il richiamo alle sentenze della Corte, innova la fonte della causa
di non punibilità, attribuendo alla regione una impossibile competenza
penale.
Le norme
che prevedono termini di compimento delle procedure, vengono dichiarate
incostituzionali perché esorbitano dalla competenza regionale (ragioni di
eguaglianza a livello nazionale e equilibrio di valori fondamentali:
principio di autodeterminazione e diritto alla cura, impongono la competenza
statale).
La
somministrazione del farmaco per la morte dolce richiede la fissazione di
principi fondamentali da parte dello Stato, che assicurare la necessaria
uniformità su tutto il territorio nazionale.