www.rotte.info: periodico indipendente d'informazione del paese di Grotte (provincia di Agrigento).

Grotte.info Quotidiano - Settembre 2026

Home

>

Notiziario

>

Settembre 2026

 

30/09/2026

Riconoscimenti. Il dott. Carmelo Morgante premiato in Australia per i suoi studi sui processi di sostenibilità

 

Il dott. Carmelo Morgante premiato in Australia per i suoi studi sui processi di sostenibilità
Premiazione

Nuovi successi professionali e accademici per l'ingegnere chimico Carmelo Morgante, ricercatore post-doc presso il Dipartimento di Chimica e Bioscienze dell'Università di Aalborg, in Danimarca. Nell'ultima settimana il dott. Morgante ha raggiunto due importanti traguardi: è stato invitato a tenere un seminario presso la Nanyang Technological University (NTU) di Singapore e ha vinto il premio per la migliore presentazione orale nella categoria ricercatori a inizio carriera durante la conferenza internazionale sul tema dell'economia circolare per il clima e l'ambiente (#CECE 2026), svoltasi presso la University of Technology di Sydney, in Australia.

Il dott. Carmelo Morgante premiato in Australia per i suoi studi sui processi di sostenibilità
(Premiazione)

In merito al riconoscimento ottenuto in Australia, il dott. Morgante ha diffuso un messaggio: "Un saluto dall’Australia! È stato un viaggio fantastico e ricco di soddisfazioni a Sydney. Sono felice di condividere la vittoria del premio per la migliore presentazione orale nella categoria giovani ricercatori alla Conferenza Internazionale sull’Economia Circolare per il Clima e l’Ambiente (#CECE 2026), che si è svolta questa settimana alla University of Technology di Sydney. I dibattiti e le presentazioni sono stati davvero stimolanti, offrendo una panoramica completa sulle applicazioni dell'economia circolare nei settori più svariati. Desidero ringraziare di cuore il professor H.K. Shon e tutto il comitato organizzatore per il lavoro eccezionale: l'organizzazione, la location e il programma sono stati semplicemente perfetti. Un grazie speciale va ai coautori del mio lavoro - Samraj Mollick, il prof. Vittorio Boffa e il prof. Morten Mattrup Smedskjaer - per il loro fondamentale contributo e la preziosa collaborazione. È stata anche una splendida occasione per fare rete con colleghi di tutto il mondo, con cui spero di rimanere in contatto per avviare presto nuovi e appassionanti progetti insieme!".
Il percorso di studi dell'ingegnere Morgante, originario di Grotte, parte dall'Università degli Studi di Palermo, dove ha conseguito la laurea triennale e la laurea magistrale in Ingegneria Chimica e dei Processi. Successivamente ha completato il dottorato di ricerca in Ingegneria Chimica. Il suo curriculum include periodi di studio e ricerca all'estero presso la TU Delft nei Paesi Bassi, l'Università Politecnica della Catalogna a Barcellona e l'Università di Aalborg in Danimarca, dove attualmente lavora. Nel corso delle sue attività si occupa in prevalenza di processi di desalinizzazione, sviluppo di tecnologie innovative a membrana per il recupero di risorse da salamoie, ingegneria chimica e trattamento delle acque reflue industriali
. 
  
Carmelo Arnone
30 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


30/09/2026

Iniziative. L'Associazione "Un sogno per domani" apre le iscrizioni per il Premio "Una poesia per la pace"

 

Associazione culturale “Un sogno per domani”
Logo dell'Associazione

L’Associazione culturale "Un sogno per domani", presieduta da Nicola Macaluso, promuove la diciannovesima edizione del premio "Una poesia per la pace...". Il tema del concorso prende spunto da una celebre riflessione di Santa Teresa di Calcutta ("Sono una piccola matita nelle mani di un Dio scrittore che sta mandando una lettera di amore al mondo..."), proponendo il tema della Pace analizzato sotto molteplici aspetti, secondo la sensibilità di ogni autore.
Il premio si divide in cinque sezioni distinte: la sezione A per le poesie inedite in lingua italiana; la sezione B per le poesie inedite in lingua dialettale; la sezione C per il Premio Speciale "Salvatore Sciortino"; la sezione D per le poesie del Premio Speciale "Semplicità-Scuola"; infine la sezione E per le opere d'arte del Premio Speciale "Semplicità-Scuola".
La partecipazione è aperta a poeti, scrittori e studenti di ogni ordine e grado, senza limiti di residenza, nazionalità, sesso o religione.
I concorrenti possono inviare opere singole in lingua italiana o dialettale. Per ciascuna poesia inedita, con un limite massimo di tre testi a persona, occorre spedire cinque copie non firmate, accompagnate dall'apposita scheda identificativa.
I materiali vanno spediti per posta a "Un Sogno per Domani" c/o N. Macaluso, Via Gramsci 100, 92020 Racalmuto (AG), oppure inoltrati tramite email all'indirizzo assunsognoperdomani@hotmail.com.
Il termine ultimo per la ricezione degli elaborati e della scheda di partecipazione
(scarica la scheda di partecipazione) è fissato per il 21 febbraio 2027. Per facilitare il lavoro organizzativo, la segreteria raccomanda di non attendere gli ultimi giorni per la spedizione.
L'adesione al concorso è interamente gratuita. Per quanto riguarda i premi, i primi classificati delle sezioni A, B e C riceveranno una targa con motivazione, mentre i secondi e terzi classificati otterranno un attestato con motivazione. Nelle sezioni D ed E, al primo posto verrà assegnato un buono scuola, mentre agli altri premiati andranno attestati di conferimento. I vincitori sono invitati a presenziare alla consegna dei premi.
La cerimonia di premiazione si terrà il 2 aprile 2027
.  
  

Redazione

30 settembre 2026
        

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


30/09/2026

Comune. Servizi anagrafici sospesi per 3 ore il 1° ottobre: informazioni e numero per le urgenze

 

Palazzo Municipale del Comune di Grotte
Palazzo Municipale

Nella giornata di domani, giovedì 1° ottobre 2026, i servizi dell'Anagrafe, dello Stato Civile e dell'Ufficio Elettorale del Comune di Grotte subiranno un'interruzione momentanea delle attività. A darne notizia, con una nota ufficiale, è Responsabile di Elevata Qualificazione, il comandante del Servizio di Polizia Locale dott. Paolo Calogero Alaimo.
Lo sportello non sarà aperto al pubblico nella fascia oraria che va dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
La sospensione del servizio si rende necessaria per permettere al personale dipendente di seguire un corso di formazione dedicato alle procedure del Censimento Permanente della Popolazione 2026.
I cittadini che avessero la necessità di inviare segnalazioni o di effettuare comunicazioni di carattere urgente in quelle ore possono contattare direttamente il Comune telefonando al numero 0922-947508
.  
  

Redazione
30 settembre 2026  
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


30/09/2026

Politica. On. Marchetta (UDC): "Operatori della Formazione: sbocco professionale agli operatori già formati e riqualificati"

 

On. Rosellina Marchetta
On. Rosellina Marchetta

L’on. Serafina Marchetta: "La Regione valorizzi le competenze acquisite e verifichi concrete opportunità occupazionali negli enti regionali e nelle società partecipate".
La situazione degli ex operatori della formazione professionale non può più essere rinviata. A richiamare l’attenzione sulla necessità di individuare una concreta prospettiva occupazionale per questi lavoratori è l’on. Serafina Marchetta, deputato segretario dell'ARS, che sottolinea l’importanza di valorizzare professionalità maturate in anni di esperienza nei servizi di orientamento e formazione.
"Parliamo di lavoratori - afferma Marchetta - che hanno maturato negli anni competenze, esperienza e professionalità nel settore dei servizi di orientamento e che, dopo la chiusura degli sportelli, sono rimasti inseriti in un elenco a esaurimento. La Regione - prosegue - ha investito più volte sulla loro formazione e sulla loro riqualificazione professionale. Nei mesi scorsi, inoltre, questi lavoratori hanno completato un ulteriore importante percorso di riqualificazione attraverso il Formez. È quindi necessario che questo investimento pubblico trovi finalmente una concreta prospettiva occupazionale".
Per Marchetta, occorre ora avviare un percorso concreto e verificabile: "Sono favorevole all’individuazione di una soluzione che consenta di valorizzare queste professionalità, verificando concretamente le possibilità di impiego all’interno degli enti regionali e delle società partecipate, naturalmente nel pieno rispetto delle norme vigenti e del fabbisogno di personale. Non si tratta soltanto - aggiunge l’Onorevole - di dare una risposta a una legittima aspettativa occupazionale. Si tratta anche di evitare che vengano disperse competenze e professionalità sulle quali la Regione ha già investito risorse pubbliche. Il nostro obiettivo - conclude la Deputata - deve essere quello di costruire un percorso serio, sostenibile e trasparente, capace di mettere a disposizione della pubblica amministrazione le competenze acquisite da questi lavoratori e di offrire loro, dopo anni di incertezza, una concreta prospettiva professionale"
.  
  

Redazione
30 settembre 2026  
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


30/09/2026

Cronaca. La comunità scolastica di Grotte e Racalmuto in lutto per la morte della maestra Enza Milioto; il ricordo del dirigente Farruggia

 

Enza Milioto
Enza Milioto

Necrologio
Necrologio

Un grave lutto ha colpito il paese di Racalmuto e il mondo della scuola locale. La maestra Vincenza Milioto, conosciuta da tutti come Enza, è deceduta all'età di 59 anni a causa di un incidente stradale provocato da un malore improvviso. La notizia ha gettato nello sconforto l'intera comunità.
I fatti sono avvenuti nel primo pomeriggio di ieri, martedì 29 settembre 2026 in via Palma, una traversa del centro cittadino. L'insegnante si trovava alla guida della sua minicar elettrica quando è stata colta dal malore. Dopo aver perso il controllo del veicolo, il mezzo ha terminato la sua corsa contro un muro. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco di Canicattì ed è stato attivato anche l'elisoccorso, ma per la donna non c'è stato nulla da fare: ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano. I Carabinieri si sono occupati dei rilievi per chiarire la dinamica del tragico percorso.
Vincenza Milioto era un punto di riferimento della scuola primaria locale, apprezzata da colleghi e famiglie per la sua empatia e per la facilità con cui riusciva a creare legami sinceri con le persone. Lascia il marito Pio Martorana e tre figli. La donna era inoltre zia di Emilio Messana, ex sindaco del paese.
La scomparsa della docente, che insegnava presso la scuola dell'infanzia, ha suscitato grande cordoglio anche tra le istituzioni scolastiche. Il dirigente dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di Grotte e Racalmuto, il dott. Giuseppe Farruggia, ha espresso il dolore di tutto l'istituto affermando che l'intera comunità scolastica è profondamente colpita da questo lutto prematuro. Il dirigente ha sottolineato come la solarità della maestra Enza, la sua autentica passione per l'insegnamento e la sua grande bontà d'animo rimarranno sempre vive nel ricordo di tutti, rivolgendo una calorosa vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a quanti hanno lavorato con lei
.
       
Redazione
30
settembre 2026   
     

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


28/09/2026

Chiesa. Festa della Madonna delle Grazie 2026; santa Messa con don Sergio Sanfilippo

 

Festa della Madonna delle Grazie 2026; santa Messa con don Sergio Sanfilippo
Guarda il video

Domenica 27 settembre, alle ore 18.30, dinanzi alla chiesa Madonna delle Grazie in Grotte, nell'ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna ricordata con lo stesso titolo, si è svolta una solenne Concelebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Sergio Sanfilippo (guarda il video).

Festa della Madonna delle Grazie 2026; santa Messa con don Sergio Sanfilippo
(Guarda il video)

Presenti alla cerimonia, molto sentita dall'intera comunità ecclesiale cittadina, le Autorità civili e militari.
Quest'anno la partecipazione dei fedeli è stata particolarmente numerosa. La chiesetta è stata presentata ai fedeli nella sua nuova veste, dopo i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che l'hanno riportata a rinnovato splendore. Nel corso della celebrazione è stata ricordata, con memoria grata, la signora
Anna Antonia Spoto, levatrice del paese, generosa benefattrice che ha donato alla parrocchia l'edificio della chiesetta.
Al termine della santa Messa hanno proposto un breve intervento di saluto e ringraziamento l'on. Rosellina Marchetta e il sindaco Alfonso Provvidenza.
La celebrazione è stata animata dalla corale diretta dal prof. Giuseppe Falzone.
Dopo la benedizione finale è iniziata la processione del simulacro sino alla chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmelo, con l'accompagnamento della Banda musicale "G. Verdi" diretta dal M° Salvatore Puglisi.
Nel video, l'intera Celebrazione eucaristica
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info"; si ringrazia la Famiglia Salvaggio per l'ospitalità).
       
Redazione
28 settembre 2026   
     

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


28/09/2026

Chiesa. Immissione canonica per don Calogero Morgante: gli auguri del sindaco Provvidenza e del presidente Carlisi

 

Immissione canonica per don Calogero Morgante
Foto di gruppo

Immissione canonica per don Calogero Morgante
Locandina

Lo scorso sabato 26 settembre 2026, alle ore 18.30, presso la Chiesa Sacro Cuore alle Rocche, si è svolta la Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eccellenza monsignor Alessandro Damiano per l'immissione canonica di don Calogero Morgante quale nuovo parroco dell'Unità Pastorale "Sacro Cuore di Gesù - Santa Gemma" di Agrigento. Nella stessa funzione è stata celebrata anche l'accoglienza di don Gerlando Casula.

Immissione canonica per don Calogero Morgante
(Immissione canonica di don Calogero Morgante)

Alla cerimonia ha preso parte la comunità cittadina di Grotte attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, il sindaco Alfonso Provvidenza e il presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi. La presenza delle istituzioni locali ha sottolineato il legame profondo con il sacerdote concittadino, esprimendo il valore e la vicinanza dell'intera comunità di Grotte in un momento significativo del suo percorso pastorale. Il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale hanno rivolto a don Calogero i più calorosi auguri di buon lavoro per la nuova missione affidatagli ad Agrigento, riaffermando la stima e l'affetto della sua terra d'origine.
L'ingresso ad Agrigento segue il saluto di don Calogero Morgante alla sua precedente comunità. Domenica 20 settembre 2026 il Sacerdote ha concluso il suo servizio durato 11 anni a Canicattì, dove ha svolto il ruolo di parroco della chiesa Maria Ausiliatrice e di vicario foraneo, costruendo un forte rapporto con i fedeli. Nel corso delle messe celebrate alle 11.00 e alle 19.00, don Calogero ha salutato la città promettendo di conservare ciascun parrocchiano nel cuore e nelle preghiere. Durante il suo discorso ha spiegato di aver cercato di essere un buon pastore e di affidarsi a Gesù verso la nuova destinazione, portando con sé l'esperienza trascorsa insieme. Ha espresso profonda gratitudine per gli anni vissuti a Canicattì, sottolineando come il ricordo dei volti, delle storie e dell'affetto ricevuto rimarrà parte del suo bagaglio personale
. 
  
Carmelo Arnone
28 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


27/09/2026

Chiesa. Programma delle celebrazioni dal 28 settembre al 1° ottobre in Chiesa Madre

 

Programma delle celebrazioni dal 28 settembre al 1° ottobre in Chiesa Madre
Programma

Il parroco don Salvatore Zammito ha reso noto il calendario delle celebrazioni religiose previste presso la Chiesa Madre di Grotte dal 28 settembre al 1° ottobre.

Programma delle celebrazioni dal 28 settembre al 1° ottobre in Chiesa Madre
(Programma)

Le funzioni inizieranno lunedì 28 settembre: alle ore 09.30 si terranno la Santa Messa e la Coroncina della Divina Misericordia presso la famiglia di Gisella Battaglia. Nel pomeriggio, alle ore 18.00, verrà celebrata la Santa Messa in chiesa.
Martedì 29 settembre, in ricorrenza della Festa dei Santi Arcangeli, l'appuntamento della mattina è alle ore 09.30 con la Santa Messa e il Rosario insieme al gruppo di Santa Teresina presso la campagna della famiglia Puglisi-Alaimo. Alle ore 18.00 seguirà la Santa Messa in chiesa.
Mercoledì 30 settembre, giorno del Transito di Santa Teresina, alle ore 17.00 sono previste la Santa Messa e la preghiera presso la famiglia di Carmelina Vizzini.

Giovedì 1° ottobre, nella Memoria di Santa Teresa di Lisieux, le celebrazioni cominceranno alle ore 09.30 con la Santa Messa e il Rosario della Santa Famiglia di Nazareth presso la famiglia di Pino e Pina Licata. Il programma proseguirà in chiesa nel pomeriggio e in serata: alle ore 17.30 si reciterà il Santo Rosario di Santa Teresina, alle ore 18.00 ci sarà la Santa Messa e infine, alle ore 21.00, un momento di preghiera di lode
. 
  

Redazione
27
settembre 2026 
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


27/09/2026

Lavori. Chiesetta della Madonna delle Grazie: il bilancio dei restauri e i dati dell'opera

 

Vincenzo Morreale
Vincenzo Morreale

Spoto Anna Antonia
Anna Antonia Spoto

Chiesetta della Madonna delle Grazie: il bilancio dei restauri e i dati dell'opera
Chiesetta

Chiesetta della Madonna delle Grazie
Anni '70

Chiesetta della Madonna delle Grazie
Anni '90

Chiesetta della Madonna delle Grazie
Nel 2025

La storica campana di San Francesco passa alla chiesa Madonna delle Grazie
La campana

Chiesetta della Madonna delle Grazie
Oggi

Chiesetta della Madonna delle Grazie
Di notte
 

A Grotte si sono ufficialmente conclusi i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della Chiesetta della Madonna delle Grazie, edificio di proprietà della Parrocchia Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, della quale costituisce canonicamente una "rettoria" sotto la guida pastorale di don Sergio Sanfilippo.
Originariamente parte di un fabbricato privato, realizzato in aperta campagna, per volontà della proprietaria Anna Antonia Spoto - levatrice del paese - venne adibito a chiesetta rurale dedicata alla Madonna delle Grazie e successivamente donato alla parrocchia.

Chiesetta della Madonna delle Grazie: il bilancio dei restauri e i dati dell'opera
(La facciata della chiesetta, prima e dopo i lavori)

L'intervento è stato finanziato dall'Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, grazie alla mediazione dell'on. Rosellina Marchetta. Ente attuatore dei lavori, il Comune di Grotte; Responsabile Unico del Progetto, il geometra Diego Falco Abramo; progettazione e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione (CSP) a cura dell'ing. Gioacchino Settecasi. La progettazione in variante e la direzione dei lavori sono state affidate all'ing. Vincenzo Morreale. L'impresa esecutrice dei lavori è la M.G.A. EDIL srl, che ha ultimato l'esecuzione degli interventi lo scorso 11 settembre 2026 (con la partecipazione di Antonio Bellomo, Antonio Binnici, Elia Leo, Ignazio Zaffuto e Mauro Presti, coordinati da Vincenzo Arnone).

Chiesetta della Madonna delle Grazie
(Negli anni '70)

Il racconto dell'intervento e dei dettagli tecnici ci perviene principalmente dalle parole del direttore dei lavori, l'ing. Vincenzo Morreale.
Riguardo al completamento delle attività, il Professionista ha evidenziato che "dopo circa due mesi di intensa attività lavorativa viene consegnata alla comunità di Grotte la Chiesetta della Madonna delle Grazie".
Illustrando il piano originario, l'Ingegnere ha specificato che i lavori comprendevano "il rifacimento del manto di copertura, degli intonaci dei prospetti esterni, delle pavimentazioni, degli impianti tecnologici e la pitturazione interna"
.

Chiesetta della Madonna delle Grazie
(Negli anni '90)

Durante lo svolgimento delle opere sulla facciata principale, sono emerse criticità e particolarità storiche impreviste. L'ingegner Morreale ha spiegato che "durante l'esecuzione dei lavori nella facciata principale, si sono rinvenute diverse stratificazioni d'intonaco che hanno totalmente occultato l'originario impianto architettonico e gli elementi caratteristici del paramento murario".

Chiesetta della Madonna delle Grazie
(Nel 2025)

Per affrontare questa scoperta, il Direttore dei lavori ha promosso una modifica formale: "su proposta avanzata dal sottoscritto nella qualità di direttore dei lavori, dietro approvazione da parte degli organi competenti, si è provveduto alla presentazione di un progetto di variante in corso d'opera".

Chiesetta della Madonna delle Grazie
(La chiesetta, dopo i recenti lavori)

Questa variante ha permesso di realizzare interventi mirati: "il recupero della facciata principale, eliminando sia i vari strati d'intonaco che tutti gli elementi in cemento armato quali basamenti, semicolonne e cornicioni, l'aggiunta del torrino campanario, con l'installazione di un'antica campana da tempo dismessa ed inutilizzata, ed altre opere minori tra le quali la riconfigurazione della parete interna antistante l'altare".

Chiesetta della Madonna delle Grazie
(Illuminazione notturna della chiesetta)

In conclusione, l'ing. Vincenzo Morreale ha sottolineato il valore simbolico e culturale dell'opera restituita alla cittadinanza, affermando che "si restituisce così un edificio di culto, di particolare interesse religioso, storico, architettonico e culturale, tanto caro ai grottesi". 
  
Carmelo Arnone
27 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


26/09/2026

Musica. "Piano City 2026 Palermo": Beatrice Rinaldi in concerto al Museo Etnografico "Giuseppe Pitrè"

 

Beatrice Rinaldi
Beatrice Rinaldi

Piano City 2026 Palermo
Locandina

Domenica 27 settembre, alle ore 10.30, la pianista Beatrice Rinaldi suonerà al Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè”, in Viale Duca degli Abruzzi 1 a Palermo, nell'ambito della manifestazione Piano City 2026 Palermo.

Beatrice Rinaldi
(
Beatrice Rinaldi)

Il concerto di musica classica vedrà la collaborazione del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo e proporrà al pubblico brani di Louis Durey, Francis Poulenc, A. Tosto, Erik Satie e Aleksandr Skrjabin. Insieme a Beatrice Rinaldi sarà presente l'artista Simone Palermo.
Beatrice Rinaldi è una pianista con un'attività divisa tra l'esecuzione solistica e la musica da camera. Dopo aver conseguito il diploma con lode al Liceo musicale “Empedocle” di Agrigento, ha proseguito la sua formazione al Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo sotto la guida di Lorenzo Pone. Nel corso degli anni ha suonato in diversi contesti istituzionali e cameristici, esibendosi tra l'altro nella Sala “Eliodoro Sollima” del Conservatorio di Palermo e a Palazzo Sant’Elia. Ha arricchito le sue competenze con masterclass tenute da maestri come Enrico Pace, Arturo Millán-Contreras, Christophe Giovannetti e Roberto Cappello, a cui si aggiunge un'ulteriore masterclass svolta ad Ossiach, in Austria, con Cordelia Höfer-Teutsch, docente al Mozarteum di Salisburgo. Il suo percorso musicale include anche vari premi sia per il pianoforte sia per la musica da camera, tra i quali figura il Secondo Premio ottenuto al Concorso “Benedetto Albanese” nel 2025.
Al suo fianco si esibisce Simone Palermo, compositore e pianista siciliano che affronta l'interpretazione e la scrittura musicale come strumenti per esplorare la complessità dell'esperienza umana. Formatosi anch'egli al Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo sotto la guida di Paolo Scanabissi, ha affiancato allo studio classico la produzione musicale, il songwriting e la musica elettronica. Ha approfondito il mix engineering e la produzione con una masterclass di Mark Needham, l'arte del gesto pianistico con Alice Di Piazza e l'estetica pianistica contemporanea con Anna D’Errico. Autore di un album, un EP e due singoli, si è inoltre specializzato nella composizione per cinema, televisione e videogiochi presso l'Accademia Musicale Chigiana
. 
  

Redazione
26
settembre 2026 
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


25/09/2026

Monografie. "Lo specchio o la scuola? Il cinema italiano degli anni Sessanta e la perdita dei legami"; di Eugenio Agnello

 

Eugenio Agnello
Eugenio Agnello

La dolce vita di Federico Fellini
Locandina


Lo specchio o la scuola?
Il cinema italiano degli anni Sessanta e la perdita dei legami

Introduzione
Nel 1960, nella prima scena de La dolce vita di Federico Fellini, una statua di Cristo viene trasportata da un elicottero sopra Roma. È un'immagine che riassume bene il tema di queste pagine: qualcosa che per secoli aveva tenuto insieme la vita di un popolo se ne sta andando, e il cinema lo mostra.
La domanda di fondo è questa: il cinema si limita a riflettere la società, come uno specchio, oppure contribuisce a formarla, come una scuola? Questo testo sostiene la seconda risposta. L'idea non è nuova. Già Platone, nella Repubblica, osservava che l'anima tende a somigliare a ciò che guarda. Se si vedono ripetutamente certi comportamenti presentati in modo attraente, si finisce per considerarli normali.
Il percorso è diviso in quattro parti. La prima descrive il cinema italiano dagli anni Trenta ai primi anni Cinquanta, quando trasmetteva i valori della famiglia e della cooperazione. La seconda spiega come, con il boom economico, cambiano i modelli proposti e chi li propone. La terza esamina La dolce vita come il film che segna il punto di rottura. La quarta riporta il discorso al presente.


1. Il tempo dei legami (1930-1955)

Per capire questa fase serve una distinzione. Ogni forma di comunicazione di massa educa, ma non tutte educano allo stesso modo. Si può chiamare propaganda l'educazione che impone a un popolo desideri estranei, al servizio di interessi esterni. Per l'educazione che invece conferma a un popolo i valori che già vive è più corretto usare il termine greco paideia, cioè la formazione della persona secondo i valori della sua comunità.
I valori al centro di questa paideia sono la famiglia e la cooperazione. Non sono una scelta arbitraria: corrispondono a come funziona la vita stessa. La biologia ha mostrato che le nostre cellule sono nate da un'alleanza: i mitocondri, che producono l'energia di ogni cellula, erano in origine organismi indipendenti che si sono uniti ad altri e non se ne sono più separati. Il naturalista russo Pëtr Kropotkin osservò che in natura prosperano le specie che si aiutano, più di quelle che si combattono. Dalla cellula alla famiglia umana, ciò che dura è fatto di legami.
Negli anni Trenta il cinema e la comunicazione del regime proponevano questi valori: la famiglia, il lavoro, la terra, la comunità. Non erano valori estranei agli italiani, ma gli stessi che si vivevano da secoli nelle case contadine, nelle parrocchie e nelle botteghe. Lo Stato li sosteneva anche con misure concrete: l'Opera nazionale per la maternità e l'infanzia, gli assegni familiari, i prestiti matrimoniali, le colonie estive, le bonifiche che diedero terra a migliaia di famiglie. Lo storico Renzo De Felice ha definito la prima metà degli anni Trenta "gli anni del consenso".
Un esempio chiaro è Il signor Max (1937) di Mario Camerini, con Vittorio De Sica. Un giornalaio romano si finge aristocratico per frequentare l'alta società, ma alla fine torna al suo mondo e all'amore sincero di una ragazza semplice. Il messaggio è che l'onestà e la fedeltà alle proprie radici valgono più dell'apparenza e dell'arrivismo.
Caduto il regime, questi valori non scompaiono, perché appartenevano al popolo e non al regime. Nel dopoguerra, segnato dalla miseria e dalla ricostruzione, il cinema racconta comunità che si aiutano per sopravvivere. L'esempio più riuscito è Don Camillo (1952), tratto dai racconti di Giovannino Guareschi: il parroco e il sindaco comunista di un paese emiliano si scontrano su tutto, ma quando il paese ha bisogno restano leali l'uno all'altro e alla loro comunità.
In questa prima fase, dunque, il cinema insegna al popolo a restare fedele ai propri legami.


2. Il cambio dei maestri (1955-1970)
Alla fine degli anni Cinquanta la scuola cambia maestri, e con i maestri cambia la lezione. I nuovi maestri sono principalmente due.
Il primo è Hollywood. Il cinema americano è nato come industria, guidata da pochi grandi produttori che controllavano produzione, distribuzione e sale. Un'industria di questo tipo non vende solo film: vende un modello di vita, fondato su individualismo, successo personale e consumo. Nella Guerra fredda questo ruolo diventa esplicito: le grandi case americane operano all'estero attraverso la Motion Picture Export Association, soprannominata "il piccolo Dipartimento di Stato". In Italia i film americani occupano gran parte del mercato, e gli incassi che non possono essere esportati vengono reinvestiti a Roma: nasce la "Hollywood sul Tevere", e il capitale americano entra direttamente nella produzione italiana.
Il secondo maestro sono gli autori italiani. Gli sceneggiatori della commedia all'italiana, come Age & Scarpelli, Ettore Scola, Ruggero Maccari e Rodolfo Sonego, e molti registi appartenevano a un ambiente intellettuale laico e di sinistra, ostile all'Italia cattolica e democristiana. Il loro obiettivo dichiarato era mettere in discussione famiglia, Chiesa, patria e autorità paterna.
Da questo incontro nasce un nuovo protagonista: il furbo simpatico. È il personaggio tipico di Alberto Sordi e Vittorio Gassman, egoista, opportunista, spesso infedele, ma sempre gradevole. Nel Sorpasso (1962) Bruno Cortona, interpretato da Gassman, è cinico e irresponsabile, eppure è lui ad affascinare lo spettatore, mentre il ragazzo serio e timido che lo segue muore nel finale. Il meccanismo è semplice: si ride del vizio, e ridendone lo si accetta come normale.
Questo cinema, inoltre, arriva prima della legge. Divorzio all'italiana (1961) ridicolizza il matrimonio indissolubile e il delitto d'onore quando il divorzio in Italia non esiste ancora: sarà introdotto nel 1970, e il delitto d'onore sarà abolito nel 1981. Film come Il magnifico cornuto e L'ape regina, con Ugo Tognazzi, mettono il tradimento al centro della vita coniugale, mentre l'adulterio femminile è ancora reato e verrà cancellato dalla Corte costituzionale solo nel 1968. Il cinema non registra un costume già diffuso: lo rende prima pensabile, poi normale.
L'analisi più lucida di questo passaggio viene da Pier Paolo Pasolini, uomo di sinistra. Negli Scritti corsari sostiene che il consumismo, diffuso da cinema e televisione, abbia cambiato gli italiani più profondamente del fascismo. Parla di "mutazione antropologica" e di "genocidio culturale" dei valori contadini e popolari.
In pochi anni, quindi, la lezione cambia: dalla fedeltà ai legami alla ricerca del vantaggio personale.


3. La dolce vita: il punto di rottura
La dolce vita esce nel 1960, esattamente nel passaggio tra le due fasi. Per questo è il film più utile per capire che cosa si perde.
Il protagonista, Marcello, è un giornalista arrivato a Roma dalla provincia. Nel corso del film perde, uno dopo l'altro, tutti i legami che potrebbero sostenerlo. Il legame con il sacro: la fede compare solo come spettacolo, nella scena di un falso miracolo trasformato in evento per fotografi e televisioni. Il legame con il padre: il padre viene a trovarlo a Roma, ma riparte all'alba senza che i due siano riusciti a parlarsi davvero. Il legame con la donna: Marcello ha diverse relazioni, ma nessuna diventa un legame stabile. Il legame con il maestro: Steiner, l'intellettuale che ammira, uccide i figli e si toglie la vita. Il legame con la propria vocazione: Marcello voleva scrivere un romanzo, e finisce a fare l'addetto stampa.
Nel finale, all'alba, su una spiaggia, una ragazza di provincia conosciuta tempo prima lo chiama da lontano. Rappresenta tutto ciò che Marcello ha perso e la possibilità di tornare indietro. Lui non sente, fa un gesto di rinuncia e se ne va.
Il film è quindi un giudizio severo sulla vita che racconta. Eppure il suo effetto sul pubblico fu opposto. La Chiesa lo condannò, ma il pubblico ne ricordò soprattutto la bellezza e il fascino: la scena di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi divenne un modello da imitare, e l'espressione "dolce vita" entrò in tutte le lingue come sinonimo di vita desiderabile.
È la conferma più chiara della tesi: il cinema educa anche quando vuole condannare, perché lo spettatore ricorda l'immagine che lo attrae, non la lezione che la accompagna.


4. Oggi

Negli anni Sessanta la scuola aveva un orario: si andava al cinema una sera, poi si tornava a casa, alla famiglia, al paese. Oggi lo schermo è sempre in tasca, e al posto del regista c'è un algoritmo che mostra a ciascuno ciò che già desidera e lo rafforza continuamente. La lezione iniziata negli anni Sessanta non si è fermata: è diventata continua e personale.
I risultati sono visibili nelle società occidentali: si fanno sempre meno figli, cresce la solitudine, aumenta il disagio. Una società che mette al centro l'individuo e i suoi diritti, staccato dai doveri verso la famiglia e la comunità, va contro la legge dei legami descritta nella prima parte. E un individuo solo è anche il consumatore ideale, perché senza legami che lo trattengano desidera tutto ciò che gli viene mostrato. Pasolini lo aveva previsto: il nuovo potere non ha bisogno di vietare, gli basta permettere.
La Russia di oggi offre un confronto utile. Negli anni Novanta, con Eltsin, i russi hanno sperimentato il modello occidentale nella sua forma più dura: privatizzazioni selvagge, ricchezza concentrata in poche mani, crollo dei salari, delle nascite e perfino dell'aspettativa di vita. Hanno rifiutato quel modello. Negli anni successivi sono tornati al centro la patria, la famiglia e la fede ortodossa: sostegni economici alle madri, la famiglia tra uomo e donna inserita nella Costituzione, la memoria della Grande guerra patriottica come legame tra le generazioni. Il consenso che questa visione raccoglie da oltre vent'anni si spiega con il fatto che quei valori corrispondono al senso della vita di gran parte del popolo russo. È la dimostrazione che un popolo può tornare ai propri legami.
Le conclusioni sono tre.
La prima: il cinema, e oggi gli schermi in generale, non riflettono la società, la formano.
La seconda: un popolo viene sempre educato, e la scelta è tra una paideia che lo mantiene fedele a se stesso e una propaganda che lo rende estraneo a sé.
La terza: l'Italia, a partire dagli anni Sessanta, è passata dalla prima alla seconda.
Il finale de La dolce vita lascia però aperta una possibilità: la voce che chiama Marcello esiste ancora. Riconoscere di essere educati è il primo passo per scegliere da chi farsi educare.
 
  
Eugenio Agnello
25 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


25/09/2026

Spettacolo. La "Daniele Guastella Band" in concerto per la festa della Madonna delle Grazie

 

La "Daniele Guastella Band" in concerto per la festa della Madonna delle Grazie
Locandina

La "Daniele Guastella Band", affiancata da Francesca Felentino, si esibirà dal vivo a Grotte in occasione delle celebrazioni dedicate alla Madonna delle Grazie. Il concerto musicale, promosso dal Comune di Grotte con l'Assessorato alla Cultura, si terrà domenica 27 settembre alle ore 21.30 in Piazza Umberto I.

La "Daniele Guastella Band" in concerto per la festa della Madonna delle Grazie
(Locandina)

La serata musicale rientra all'interno di un calendario di celebrazioni religiose promosso dal Comitato "Madonna delle Grazie", dalla Parrocchia B.M.V. del Monte Carmelo guidata dal parroco don Sergio Sanfilippo, con il patrocinio del Comune di Grotte. Le celebrazioni sono già iniziate lunedì 14 settembre. La giornata di
domenica 27 settembre - data scelta per la ricorrenza della Festa della Madonna delle Grazie 2026 - si aprirà alle ore 09.00 con la Messa in parrocchia. Nel pomeriggio, alle ore 18.00, dinanzi alla Chiesa Madonna delle Grazie si pregherà con il Santo Rosario, seguito alle 18.30 dalla solenne Celebrazione Eucaristica. Al termine della funzione sono previsti i giochi pirotecnici e la processione lungo il percorso: Via Madonna delle Grazie, Via Molise, Viale della Vittoria, Corso Garibaldi, Piazza Marconi, Corso Garibaldi e Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo.
Alle ore 21.30 ci sarà il momento musicale in Piazza Umberto I.
I festeggiamenti proseguiranno da lunedì 28 settembre a sabato 3 ottobre con il Rosario alle ore 18.00, seguito dalla Messa nella Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo. Per domenica 4 ottobre sono in programma, in parrocchia, le celebrazioni eucaristiche alle ore 09.00, 11.30 e 18.30, precedute dal Rosario delle 18.00, a cui seguirà la processione con fiaccole - fiaccolata per la pace nel mondo - attraverso Corso Garibaldi, Via Duca D'Aosta e Via Madonna delle Grazie; la fiaccolata terminerà nella chiesa Madonna delle Grazie. La conclusione del programma è prevista da lunedì 5 a venerdì 9 ottobre presso la Chiesa Madonna delle Grazie, con il Santo Rosario e la Messa quotidiani fissati a partire dalle ore 17.30
. 
  

Redazione
25
settembre 2026 
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


25/09/2026

Attualità. "Il paradosso di Maddalusa: quando il purismo della legge calpesta i diritti umani"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Il paradosso di Maddalusa: quando il purismo della legge calpesta i diritti umani
Proteste

La chiusura dei rubinetti nel quartiere abusivo di Agrigento svela le storiche ipocrisie delle istituzioni. Ma l'ordine pubblico urbanistico non può trasformare l'acqua in uno strumento punitivo, specie mentre le reti idriche reali sono un colabrodo.
La storia si ripete, almeno sul piano del simbolismo cinematografico. Nel film “Il prefetto di ferro” si racconta del drastico ordine impartito da Cesare Mori: chiudere i canali idrici che rifornivano il paese di Gangi per costringere i latitanti alla resa. Quella cinematografica era la ricostruzione di un assedio storico che avrebbe richiesto, per essere perfetto, un acquedotto mai esistito all'epoca. Ciò che si verifica oggi in contrada Maddalusa ad Agrigento, invece, è pura e drammatica realtà.
Il caso, recentemente sollevato anche dai riflettori della trasmissione televisiva “Le Iene”, ha squarciato il velo su una verità scomoda: lo sviluppo urbano di queste aree non è nato dal nulla, ma è stato generato e alimentato negli anni dal silenzio complice della politica.
Una realtà che supera sistematicamente la fantasia. Parliamo di un territorio in cui il viadotto Akragas (noto come ponte Morandi) è stato costruito a ridosso di un’intera area archeologica e dove sorge persino una chiesa totalmente abusiva.
Su quest'ultimo simbolo si consuma un paradosso istituzionale. Parliamo della Chiesa di santa Rosalia Da Viterbo al Villaggio Mosè, eretta formalmente con decreto vescovile l'8 gennaio 1968 edificata strutturalmente proprio mentre i vincoli di inedificabilità assoluta del Parco Archeologico della Valle dei Templi andavano a inghiottire l'intera area.
Personalmente, per mia radicale formazione anticlericale, dubito fortemente che questa struttura sia stata finanziata e realizzata esclusivamente attingendo ai fondi propri della Curia o di altre autorità ecclesiastiche. Se emergesse l'ombra di un finanziamento statale o regionale, ci troveremmo davanti all'ennesima dimostrazione di una politica locale storicamente sensibile alle istanze e alle pressioni del mondo ecclesiale. Una convergenza di interessi che, per paradosso, sembra aver convinto i decisori del tempo della necessità dell'opera sulla scorta di una sorta di moderno "Dio lo vuole". Lo Stato finisce così per assecondare la costruzione di un luogo di culto per ragioni di consenso, per poi accorgersi, a distanza di decenni, che quel manufatto sacro calpesta le stesse leggi che oggi si vorrebbero applicare rigidamente ai cittadini.
Ma le contraddizioni delle istituzioni vanno oltre.
Ad oggi, infatti, non è ancora stata fatta piena luce sull'abbandono strutturale in cui versa la zona.
Le denunce e le recenti interrogazioni consiliari in merito alla mancata manutenzione delle strade della fascia costiera dipingono un quadro di profondo disagio.
Viene da chiedersi: le vie di questa contrada godono di una regolare illuminazione pubblica o sono lasciate al buio? Sono asfaltate, o i residenti devono convivere con il fango d'inverno e la polvere asfissiante d'estate?
Persino sul fronte dei diritti anagrafici e della toponomastica i dubbi rimangono.
Come risultano registrati all'anagrafe comunale i cittadini che vi dimorano stabilmente?
In quale limbo burocratico sono confinati, considerando che l’assenza di una toponomastica ufficiale e di numeri civici rende incerto persino il regolare recapito della posta?
Al contempo, molti proprietari hanno pagato fior di quattrini per sanatorie edilizie rimaste per decenni nei cassetti dei Comuni senza alcun riscontro, ma i cui proventi finanziari sono stati regolarmente incassati dall'ente pubblico.
Davanti a questo scenario, l’improvvisa fermezza giuridica e l’ossequio formale alle leggi a cui oggi si ispirano i sindaci dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) fanno sorgere più di un ragionevole dubbio.
Non sono forse gli stessi primi cittadini che la Procura della Repubblica incalza quotidianamente per l’inerzia sugli abbattimenti degli edifici abusivi nei rispettivi territori?
L'aspetto più grottesco di questa dimostrazione di forza è il contesto strutturale in cui si inserisce.
Mentre le autorità decidono di negare l'acqua ai residenti di Maddalusa in nome del rigore normativo, oltre il 50% dell'acqua potabile destinata alle utenze agrigentine si disperde quotidianamente lungo le strade dei centri abitati perché le reti idriche gestite dall'ente pubblico sono un totale colabrodo.
Ci troviamo di fronte a un paradosso inaccettabile: lo Stato applica il pugno di ferro razionando l'acqua alle persone per punire l'abusivismo, ma tollera pacificamente lo spreco sistematico e milionario di metà della risorsa idrica territoriale a causa della propria inefficienza infrastrutturale.
Se oggi le istituzioni si trincerano dietro il paravento della norma che vieta la somministrazione di servizi pubblici alle costruzioni abusive, chi sovrintende dovrebbe avere l'onestà intellettuale di guardare l'insieme.
La medesima legge, infatti, imporrebbe il divieto assoluto di erogare qualsiasi altra fornitura, come luce e gas. Eppure, proprio in quelle stesse strade marchiate dal sigillo dell'illegalità, assistiamo paradossalmente ai lavori per la posa della fibra ottica.
La legge si applica a giorni alterni o a servizi alterni?
La domanda centrale, allora, diventa una sola: si può negare il diritto all’acqua?
La tesi della totale chiusura della fornitura idrica presenta fortissimi profili di illegittimità costituzionale e internazionale, ampiamente sollevati dai legali dei residenti e dalle parti sociali.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e la Corte Costituzionale italiana tutelano l'accesso all'acqua potabile come un diritto fondamentale e indisponibile, direttamente collegato al Diritto alla Salute (Art. 32 della Costituzione) e alla dignità umana.
Persino nei casi di conclamata morosità, la normativa nazionale (D.P.C.M. 29 agosto 2016) impone il divieto di disconnessione totale per gli utenti vulnerabili e garantisce a chiunque il quantitativo minimo vitale di 50 litri pro capite al giorno.
Un principio, peraltro, già recepito dallo stesso Consiglio Comunale di Agrigento tramite una mozione.
Negare completamente l'acqua a intere famiglie per una violazione di natura amministrativo-urbanistica equivale a utilizzare un bene vitale come "strumento punitivo", creando un potenziale pericolo sanitario pubblico.
Allora è proprio vero: la realtà dei novelli "prefetti di ferro" supera la finzione della pellicola cinematografica.
Sebbene l'AICA e i sindaci applichino alla lettera il divieto di fornire servizi pubblici agli immobili abusivi, la giurisprudenza prevalente e il buon senso ricordano che l'ordine pubblico edilizio non può mai calpestarne il diritto alla salute e alla sopravvivenza biologica.
Una chiusura totale e indiscriminata, priva di alternative per il sostentamento minimo di tutti i residenti, è illegittima.
Non sarebbe piuttosto il caso di smettere di colpire l'anello più debole e iniziare a cercare i veri responsabili civili e politici di questo scempio urbanistico?
Perché l’illegalità della gestione passata dello Stato non può e non deve governare la legittimità dei diritti umani
. 
  
Armando Caltagirone
25 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


25/09/2026

Politica. "Il silenzio degli onesti e la rabbia di chi sa solo odiare"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

SS 115 Sud Occidentale Sicula
SS 115

La strada statale 115 va da Trapani a Siracusa. Non l'ho mai percorsa per intero e non vi è traccia, a memoria d'uomo, di qualcuno che abbia mai osato farlo.
Se ne percorrono tratti, da Marsala a Castelvetrano, da Sciacca ad Agrigento, da Gela a Licata, da Vittoria a Comiso, da Rosolini a Siracusa, ma tutta, da Capo Lilibeo a Capo Passero, rimane impresa da avventurieri che non temono l'ignoto.
È pur vero che non esiste alcun ragionevole motivo per il quale uno di Trapani, sano di mente, debba andare a Siracusa e viceversa, e semmai qualcuno avesse irrinunciabile necessità di farlo, sceglierebbe di fare il giro da Palermo, Caltanissetta e Catania, prenderebbe un aereo da Comiso a Roma e da Roma a Trapani o s'imbarcherebbe su un battello a vapore battente bandiera panamense perché comunque arriverebbe prima.
La "Sud Occidentale Sicula", come viene altresì poeticamente definita dalle mitologiche narrazioni dell'ANAS, sarebbe stata certamente considerata - dai racconti omerici, al pari di Scilla e Cariddi - tra le peripezie di Ulisse, e Kerouac sarebbe impallidito al confronto tra questa e la sua Strada.
Una volta esisteva anche una ferrovia che ne affiancava a lungo la tribolata sorte, finché qualche dirigente romano decise che neanche le più vetuste locomotive e le peggio logore carrozze assegnate alla Sicilia meritassero cotanto strazio.
Eppure ho promesso a me stesso che un giorno o l'altro, per pura sfida, munito di adeguati viveri e vettovaglie, compirò l'impresa.
Sfiderò i camion che viaggiano a rilento, i ciclisti suicidi, i semafori e i cantieri, le circonvallazioni, le seimilaottocentoventiquattro curve e altrettante scaffe, gli svincoli male illuminati e gli accessi abusivi delle strade interpoderali, i ponti a rischio crollo e il fango debordante delle cunette, per lasciare il mio nome inciso nella storia
. 
  
Enzo Napoli
25 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


24/09/2026

Comune. Giuseppe Bonsignore eletto nuovo vicepresidente del Consiglio comunale di Grotte

 

Giuseppe Bonsignore
Giuseppe Bonsignore

Nel corso della seduta del consiglio comunale di Grotte tenutasi martedì 22 settembre 2026, si è svolta la votazione per l'elezione del nuovo vicepresidente dell'aula. I lavori hanno preso atto delle dimissioni formalizzate dalla precedente vicepresidente, la consigliera Lucia Maria Lombardo.
Alla seduta erano presenti 7 componenti del gruppo di maggioranza "Grotte nel cuore". Risultavano assenti la consigliera Annamaria Todaro e il consigliere Desiderio Garufo. All'inizio della discussione, i consiglieri di minoranza Paolo Pilato, Liliana Liotta e Salvatrice Morreale hanno scelto di abbandonare l'aula in segno di protesta.
A seguito della votazione, il consigliere Giuseppe Bonsignore è stato eletto nuovo vicepresidente del Consiglio comunale con l'unanimità dei voti dei presenti, ottenendo 7 preferenze su 7.
Bonsignore è stato eletto in consiglio comunale durante le elezioni amministrative del 28 e 29 maggio 2023, candidato nella lista di maggioranza "Grotte nel Cuore" (in quota UDC) a sostegno del sindaco Alfonso Provvidenza, ottenendo in quella consultazione 217 voti di preferenza.
Giuseppe Bonsignore, classe 1976, sposato e padre di tre bambini, già titolare del “Bar Bonsignore”, gode della stima dei suoi concittadini e dei colleghi consiglieri. Al nuovo Vicepresidente, nell’immediatezza dell’elezione, sono state ufficialmente espresse le felicitazioni per la nuova carica da parte del presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi e del consigliere Giacomo Orlando
. 
  
Carmelo Arnone
24 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


24/09/2026

Editoria. "Il prezzo dell'abbandono": nel libro di Salvino Salvaggio analisi e proposte contro lo spopolamento

 

Salvino Salvaggio
Salvino Salvaggio

"Il prezzo dell'abbandono": nel libro di Salvino Salvaggio analisi e proposte contro lo spopolamento
Copertina

L'esodo dalle aree interne dell'Italia, in particolare dal Meridione, non rappresenta soltanto un fenomeno demografico o sociale ma costituisce una reale voce di spesa passiva per le casse dello Stato. Nel mese di ottobre 2026 uscirà per Ianieri Edizioni il volume (499 pagine) intitolato "Il prezzo dell'abbandono. Come l'indebolimento delle aree interne frena il Paese", scritto da Salvino A. Salvaggio e corredato dalla prefazione di Nicola Ciarallo.

"Il prezzo dell'abbandono": nel libro di Salvino Salvaggio analisi e proposte contro lo spopolamento
(Copertina)

Nel saggio, l'Autore analizza le ricadute economiche dello svuotamento dei territori periferici, evidenziando come la perdita di abitanti generi un costo annuo compreso tra i 25 e i 35 miliardi di euro. Si tratta di una cifra non esplicitata nei bilanci statali ma destinata, secondo le stime riportate nel testo, a superare i 50 miliardi all'anno entro il 2050, accumulando un peso complessivo tra i 700 e i 900 miliardi di euro nell'arco del prossimo quarto di secolo.
Il fenomeno riguarda una porzione consistente della penisola. Utilizzando i criteri della Strategia Nazionale per le Aree Interne, che classificano i territori in base alla distanza dai servizi fondamentali come sanità, istruzione e trasporti, il volume individua circa 3.800 comuni intermedi, periferici e ultraperiferici. Questo insieme rappresenta il 59% della superficie nazionale e ospita oltre 13 milioni di abitanti, pari a circa un quarto della popolazione italiana, distribuendosi lungo le vallate alpine, la fascia appenninica e le aree collinari di quasi tutte le regioni.
L'analisi mostra come le conseguenze economiche vadano oltre i confini dei comuni interessati. La riduzione della popolazione non elimina i costi fissi dei servizi pubblici essenziali, che continuano a gravare sul bilancio dello Stato con una base contributiva ridotta. Allo stesso tempo, i grandi centri urbani subiscono una pressione crescente a causa dell'afflusso di nuovi residenti, con ricadute sul mercato immobiliare, sui trasporti, sulle strutture sanitarie e sugli asili nido. Anche il settore privato registra impatti diretti, legati alla contrazione del mercato di riferimento, alla carenza di manodopera e alla perdita di valore del patrimonio immobiliare.
Il testo affianca alla diagnosi del fenomeno una serie di proposte d'intervento strutturate. Secondo i calcoli presentati nel volume, una politica mirata richiederebbe un investimento compreso tra i 5 e i 7 miliardi di euro all'anno, consentendo di generare un saldo netto positivo tra i 9 e gli 11 miliardi annui grazie al recupero delle perdite complessive. L'autore individua come priorità i territori che mostrano una perdita di popolazione superiore al 15% in dieci anni, considerata una soglia critica oltre la quale i costi di recupero crescono in modo significativo. Tra i fattori strategici proposti figurano la manutenzione dei servizi essenziali, il sostegno alle attività d'impresa, il riuso del patrimonio abitativo e la diffusione della connettività digitale, affiancati da un modello di gestione basato su indicatori di risultato misurabili.
Il lavoro di Salvino A. Salvaggio affronta la questione delle aree interne attraverso una prospettiva rigorosamente economica, traducendo un dibattito spesso confinato alla sociologia o alla geografia in un quadro di finanza pubblica. La narrazione procede senza toni enfatici, basandosi su dati e modelli di stima che quantificano l'impatto economico del declino demografico.
L'elemento di novità del libro risiede nella sua struttura simile a un piano d'investimento pubblico. La scomposizione delle categorie di costo, lo sviluppo di tre scenari proiettati al 2050 e al 2070 e il confronto con le politiche adottate in Spagna, Francia, Germania e nei paesi nordici forniscono una visione pragmatica del problema. Il saggio si rivolge ai decisori politici, agli amministratori locali e ai dirigenti d'impresa che gestiscono reti di servizio sul territorio, proponendo metriche e parametri utili per la programmazione e l'allocazione delle risorse. La chiarezza dell'esposizione rende la complessa materia finanziaria accessibile anche al lettore non specialista.
Salvino A. Salvaggio, grottese, laureato con un dottorato di ricerca, ha svolto la propria carriera come consulente di direzione per società internazionali quali McKinsey e Accenture, lavorando tra Europa, Canada e Medio Oriente sul risolvere problemi complessi mediante l'analisi quantitativa e lo studio di scenari.
Per i suoi meriti professionali e il suo impegno è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia dal Presidente della Repubblica. Ha lavorato in Qatar. Nel 2024 ha scelto di trasferirsi in un piccolo comune dell'entroterra italiano, affiancando all'esperienza tecnica di analisi la conoscenza diretta della vita quotidiana nelle aree interne
. 
  
Carmelo Arnone
24 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


24/09/2026

Iniziative. "Ombre d'ombra" arriva a Grotte: cammino collettivo e momenti di ricordo il 27 e 28 settembre

 

"Ombre d'ombra" arriva a Grotte: cammino collettivo e momenti di ricordo il 27 e 28 settembre
Locandina

Rosalba Castelli
Rosalba Castelli

Il progetto nazionale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne "Orme d’ombra", ideato da Rosalba Castelli, artista e attivista che si definisce "Artivista viandante" e promosso dall'associazione Artemixia APS, sta attraversando la Sicilia dal 14 settembre al 10 dicembre 2026.

"Ombre d'ombra" arriva a Grotte: cammino collettivo e momenti di ricordo il 27 e 28 settembre
(Locandina)

Attraverso percorsi a piedi, momenti collettivi e percorsi educativi nelle scuole, la manifestazione itinerante percorre diversi Comuni siciliani, dopo il primo percorso svolto in Sardegna, ponendosi l'obiettivo di trasformare la memoria delle vittime in consapevolezza attiva e coinvolgere le comunità locali nel contrasto all'indifferenza.
Tra i centri coinvolti dalla manifestazione non poteva mancare Grotte, dove le iniziative prenderanno il via domenica 27 settembre 2026; alle ore 07.00, con partenza da Piazza Marconi, i partecipanti si incammineranno verso Sutera nella marcia intitolata "In cammino contro la violenza", un cammino condiviso finalizzato a rompere il silenzio e unire la cittadinanza su un tema cruciale.
Le attività proseguiranno il giorno successivo, lunedì 28 settembre 2026; presso la Biblioteca comunale "M. L. King", alle ore 17.30, si terrà il dibattito "Memoria e parole contro la violenza", uno spazio di dialogo per condividere esperienze, dare voce alle storie e promuovere un'azione culturale condivisa. La presentazione dell'incontro sarà affidata ad Angelo Palermo.
In seguito, alle ore 18.30, ci si sposterà nella Villetta comunale "A. Cimino", situata dinanzi alla biblioteca, per la cerimonia "Nastri di memoria". In questo spazio verrà deposto sulla panchina rossa il nastro rosso di "Orme d'ombra" in ricordo di Lorena Isceri, quarantacinquenne uccisa il 3 settembre 2026. Contestualmente, il nastro verrà consegnato ai familiari di Lorena Quaranta, la ventisettenne uccisa il 31 marzo 2020. A conclusione della giornata verrà scoperta la targa ufficiale del progetto "Orme d'ombra".
A livello cittadino, l'iniziativa - coordinata dall'assessore Giusy Minneci - si avvale del patrocinio e della collaborazione di: Comune di Grotte, Pro Loco Herbessus Grotte, Consulta Giovanile di Grotte, F.I.D.A.P.A. BPW Italy (Sezione di Racalmuto), A.P.S. Mettiamoci il Cuore - C.A.V. (Centro Antiviolenza Telefono Aida Agrigento), Chiesa Valdese (progetto sostenuto con i fondi dell'8x1000), Grotte.info Quotidiano (partner d'informazione locale)
. 
  
Carmelo Arnone
24 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


24/09/2026

Ricorrenze. "Prepariamoci a festeggiare i 500 anni dalla fondazione di Grotte"; del dott. Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

"Grutti"" nello Stato della Sicilia del 1761
Sicilia 1761

Pianta del Comune di Grotte - Catasto borbonico
Catasto borbonico

Non so quali siano le esperienze di altri della mia età ed ancora quali siano quelle delle generazioni successive fino ai giovani di oggi, ma noi ragazzi all’epoca non abbiamo avuto una informazione scolastica o di altra natura, sulle origini del nostro paese.
L’unica informazione ha riguardato l’origine della Petra (dove si andava a fare le gitarella da ragazzini, perché aveva anche qualcosa di misterioso che stimolava la curiosità), trasmessa a mo’ di racconto da un sentito dire tralaticio. Questo grande massiccio roccioso alto circa 30 metri, caratterizzato da numerose cavità, aperture e grotte scavate o modificate dall'uomo nel corso dei secoli, conserva tracce di frequentazione molto antiche che si raccontava risalissero agli arabi.
Questa era l’unica notizia che conoscevo sulla nascita del mio paese.

"Grutti"" nello Stato della Sicilia del 1761
("Grutti"" nello Stato della Sicilia del 1761)

L’approdo storico-documentale sulla nascita di Grotte, curatissimo sin nei minimi dettagli, si deve al prof. Calogero Valenti (valente storico: nomen omen)dal titolo “GROTTE ORIGINI E VICENDE STORICHE”, uscito nel 1996, su incarico dell’Amministrazione comunale dell’epoca.
La copertina del libro contiene una riproduzione fotografica, curata da F. Carlsi e G. Volpe,  che contiene lo stemma di Grotte, che fu lo stemma dei La Grua.
Ebbene questa premessa è utile per aprire il discorso sulla fondazione di Grotte, di cui l’anno prossimo ricorrono i 500 anni.

Infatti la licentia populandi risale al 13 dicembre 1527. Essa autorizzò la fondazione e il popolamento del nuovo centro abitato di Grotte; il Comune come ente autonomo arriverà molti secoli dopo, nel XIX secolo.
Che cos'era la licentia populandi?
Nel Regno di Sicilia la licentia populandi era un privilegio concesso dal sovrano a un feudatario che gli permetteva di popolare un feudo, costruirvi abitazioni e organizzare un nuovo insediamento. Era quindi uno strumento fondamentale della politica di colonizzazione interna della Sicilia tra Cinquecento e Seicento.
Non si trattava semplicemente di un'autorizzazione edilizia: il feudatario poteva attirare nuovi abitanti nel proprio territorio, favorendo la coltivazione delle terre e lo sviluppo economico del feudo. In questo modo aumentavano sia la produzione agricola sia le entrate del signore e della Corona.
Per Grotte il protagonista dell’epoca fu Gaspare Montaperto, barone di Grotte e figlio di Federico Montaperto.
Il territorio non era affatto disabitato prima del 1527. Le fonti archivistiche ricordano infatti l'esistenza di un territorio chiamato Grotticelle già nel XIV secolo, mentre nel Quattrocento il feudo dei Montaperto aveva già conosciuto una fase di ripopolamento. Nel 1471 Federico Montaperto aveva ottenuto dal sovrano l'autorizzazione a costruire una torre di guardia nella terra di Grotte.
La vera svolta arrivò però con Gaspare.
Il 13 dicembre 1527, Carlo V concesse a Gaspare Montaperto la licentia populandi per il feudo di Grotte. L'obiettivo era trasformare il territorio in un insediamento stabile e produttivo.

Pianta del Comune di Grotte - Catasto borbonico
(Pianta del Comune di Grotte - Catasto borbonico)

Perché proprio Grotte?
Un elemento particolarmente interessante è il rapporto con Girgenti.
Gaspare Montaperto ricopriva anche un ruolo importante nel caricatore di Girgenti, cioè il porto attraverso il quale veniva imbarcato il grano prodotto nell'entroterra. All'inizio del Cinquecento Girgenti era un importante centro commerciale e cerealicolo.
La posizione di Grotte era quindi strategica: creare e popolare un centro abitato vicino a un importante territorio agricolo e relativamente vicino al caricatore di Girgenti significava avere manodopera, terre coltivate e produzione cerealicola più facilmente organizzate e collegate ai traffici del porto. È proprio questa la ragione economica che si individua dietro l'iniziativa di Gaspare Montaperto.
Che cosa successe dopo la concessione?
Il nuovo insediamento si sviluppò progressivamente nel corso del XVI secolo. Secondo la documentazione storica locale, il casale di Grotte assunse inizialmente il carattere di una vera e propria colonia agricola, sviluppatasi attorno a due poli religiosi: il convento di San Francesco e quello di Santa Maria Annunziata dei Carmelitani.
La crescita fu abbastanza rapida. Una fonte riporta che nel 1595 Grotte contava 1.041 abitanti, poco meno di settant'anni dopo la concessione della licentia populandi.
Successivamente il feudo passò ad altre famiglie. Nel 1634 arrivarono i Sanfilippo, sotto i quali Grotte assunse una posizione ancora più importante: nel 1648 Filippo IV elevò la baronia a ducato. Più tardi il ducato passò ai La Grua-Talamanca.

Ricordo da ragazzino che frequentando la chiesa Madre ebbi modo di apprendere - ascoltando i discorsi dei grandi - qualche notizia sulla fondazione di Grotte, perché all’ingresso della nostra Chiesa vi è un monumento con una scritta in latino che riporta il nome del duca Sanfilippo.
Allora la chiesa era retta dall’arciprete Agrò che non nutriva particolare interesse per queste cose. Vi furono però alcuni nostri concittadini (ricordo tra i vari il prof. Gaetano Diliberto) che vollero rendere visibile quel monumento ed in qualche modo permisero di decifrarne la scritta per avere informazioni ulteriori su Grotte.
Venne quindi documentato che Tommaso ebbe un ruolo diretto nella vita religiosa del paese, poiché fu lui il committente della parrocchia Matrice di Grotte, che venne costituita formalmente nel 1688. Alla sua morte non avendo un figlio maschio, il ducato passo ai La Grua-Talamanca, perché Vincenzo La Grua sposò la figlia del Sanfilippo.
Era quindi normale che Tommaso Sanfilippo avesse un monumento nella chiesa del paese, che è anche la sua tomba, a ricordo dell’ultimo grande esponente della famiglia Sanfilippo a governare Grotte.
Questo ci permette di immaginare Grotte nel Cinquecento non ancora come il paese che conosciamo oggi, ma come un abitato in formazione, fatto di ripari precari, terre coltivate, strutture religiose e attività agricole.
Bisogna aspettare il 1819 perché Grotte diventi un comune autonomo, libero dalle baronie feudali, ma questo è un altro discorso.
Ora prepariamoci a festeggiare i 500 anni dalla fondazione di Grotte e facciamolo in modo che i ragazzi di oggi abbiano quella conoscenza sulle nostre origini che a noi, ragazzi di ieri, è totalmente mancata
. 
  

Salvatore Filippo Vitello

24 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
        

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


22/09/2026

Comune. Albo dei Presidenti di seggio elettorale; domande entro il 31 ottobre

 

Albo dei Presidenti di seggio elettorale; domande entro il 31 ottobre
Avviso

Il Comune di Grotte ha pubblicato l'avviso per l'aggiornamento dell'albo delle persone idonee all'ufficio di presidente di seggio elettorale istituito presso la cancelleria della Corte d'Appello. Il sindaco Alfonso Provvidenza invita i cittadini iscritti nelle liste elettorali comunali che desiderano essere inseriti in questo elenco a presentare la relativa domanda (scarica il modulo) al Sindaco entro il 31 ottobre.

Albo dei Presidenti di seggio elettorale; domande entro il 31 ottobre
(Avviso)

Per inoltrare la richiesta (scarica il modulo) è necessario possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria di secondo grado. La domanda  va compilata utilizzando gli appositi moduli messi a disposizione presso l'Ufficio Elettorale Comunale (scarica il modulo).
La normativa vigente stabilisce precise esclusioni per l'esercizio di questa funzione; non possono presentare candidatura i dipendenti dei Ministeri dell'Interno, delle Poste e delle Telecomunicazioni, i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico regionale e locale, gli appartenenti alle forze armate in servizio, i medici provinciali, gli ufficiali sanitari e i medici condotti. Sono inoltre escluse le figure dei segretari comunali, i dipendenti del Comune assegnati o comandati presso gli uffici elettorali e le persone che hanno superato il settantacinquesimo anno di età
. 
  
Carmelo Arnone
22 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


21/09/2026

Politica. Il presidente Mattarella: "La scuola è chiamata a produrre coesione sociale"

 

Il Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella
On. Mattarella

Pubblichiamo il testo dell'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027 presso l’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, in occasione del decimo anniversario del terremoto.

Amatrice, 21/09/2026 (II mandato)

"Rivolgo un saluto molto cordiale a tutti i presenti e a chi ci segue da remoto.
Riparte la scuola. Inizia un nuovo anno scolastico. Come sempre. Ma non è una replica sempre uguale.
È un tratto di strada nuovo quello che comincia. Sono nuove le classi, nuovi gli studi che si affrontano, nuovi i ragazzi e le ragazze delle prime classi, ma soprattutto è nuovo il mondo, che cambia velocemente.
Un percorso aperto, sempre nuovo. Da affrontare con la speranza di dare e ricevere di più. Di crescere e di costruire.
La scuola prepara il futuro, come ben sappiamo. Tessendo insieme conoscenze e creatività, cultura e dialogo tra le persone.
Ricominciare da questa bella scuola ricostruita, da Amatrice, da Arquata del Tronto, da Norcia, da tutti i luoghi colpiti dal terremoto di dieci anni fa, dalle ferite profonde sofferte da queste comunità esprime il senso di quanto sia importante questo nostro ripartire.
Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia, nella giornata della scuola, sono capitali d’Italia per sottolineare la centralità del percorso di ricostruzione e il dovere e la volontà di condividerne attese e prospettive.
Ringrazio il ministro Valditara per le sue considerazioni. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per dar vita ai momenti che stiamo vivendo qui, nella Scuola Sergio Marchionne; di cui saluto i ragazzi e le ragazze, i docenti, i collaboratori.
Ringrazio chi ci ha condotto in maniera così brillante, gli artisti, i campioni dello Sport, il personale del Ministero dell’Istruzione, le istituzioni e i cittadini di Amatrice.
Viviamo un cambiamento d’epoca. Grandi e veloci trasformazioni stanno mutando sia il contesto che la nostra quotidianità. La società, come sempre, ha bisogno della scuola, e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora.
Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare nell’oggi le risorse. È invece necessario investire sul futuro. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza.
Del resto, macchine sempre più intelligenti, per essere governate a vantaggio delle persone e delle comunità, hanno bisogno di persone sempre più preparate, più responsabili; e più ricche di valori.
I compiti educativi e formativi sono sempre stati cruciali. Ma oggi, se possibile, lo sono ancora di più.
Soprattutto oggi educare vuol dire, insieme a trasmettere conoscenze, promuovere talento e partecipazione; vuol dire sviluppare le qualità intellettuali e morali, vuol dire formare personalità libere e mature, capaci di contribuire alla vita di comunità.
Abbiamo costruito nei decenni una buona scuola. Grazie al lavoro di tanti. Dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare.
Nell’universo digitale l’intelligenza artificiale e le reti social sono motori di grande potenza che offrono opportunità fino a ieri inimmaginabili.
Dobbiamo peraltro saperne rimuovere i pericoli: di manipolazione della realtà, di colonizzazione del pensiero e dei sentimenti, di compressione - nascosta, invisibile, ma sostanziale - della libertà personale, di impoverimento dell’originalità e della creatività.
Il progresso non va ostacolato, né temuto, né seguito con passività. Va orientato e continuamente verificato quanto alla garanzia del primato della persona. Per questo è necessario che le generazioni più giovani - e più capaci di usare i nuovi strumenti - crescano, tenendo insieme conoscenza e umanità, capacità tecnologiche e solidarietà.
Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di adoperare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporci.
Custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale: questa è missione della scuola.
Scoprire il proprio talento e contrastare l’omologazione sono anche chiavi per combattere dipendenze e solitudini.
Oggi tutto ciò che accade ci sembra vicino. Siamo inondati di parole e di immagini che provengono da ogni dove. Il paradosso è che nel mezzo di tante comunicazioni incessanti si può soffrire di isolamento e di abbandono.
La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori.
Serve padronanza degli strumenti tecnici, ma servono anzitutto valori umani. Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza.
La violenza si manifesta in molte forme. Prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti in passato, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo; sottraendosi alla indispensabile alleanza con gli insegnanti.
Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate.
Sono intollerabili gli episodi di violenza e di sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento.
Più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica.
La scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati.
La scuola prepara tutti - “È aperta a tutti”: così dispone l’art. 34 della Costituzione.
Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale.
li studenti non sono semplici utenti della scuola.
La società ha bisogno della loro voce.
Ragazze e ragazzi, rendetevi ancora più protagonisti della vita scolastica. Con la vostra consapevolezza, con il vostro impegno.
Conoscenza e studio sono importanti per la vita. Non un sapere astratto o soltanto astratto, teorico. Ma un sapere che si unisce all’amicizia, alla premura per chi ci sta accanto, alla responsabilità verso gli altri. Questa è la strada della libertà. La nostra libertà è autentica se la libertà esiste per tutti.
Dobbiamo essere padroni dei nostri tempi. “C’è un legame stretto - sono parole dello scrittore Milan Kundera - tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio”. Ciò che si acquisisce senza la fretta di correre resta impresso nella memoria di una persona, ciò che si prende in velocità, spesso distrattamente, viene facilmente dimenticato.
La rapidità sembra diventata una condizione esistenziale. La scuola deve invece restare uno spazio di equilibrio dove si mira non alla lentezza ma alla solidità e, quindi, a uno sviluppo integrale della persona.
Care ragazze e cari ragazzi, vi viene detto spesso che siete voi il futuro. Lo siete già oggi.
Dovete, allo stesso tempo, voi, costruirlo e abitarlo.
Buona scuola a tutti!".

 

   

Il Presidente della Repubblica
On. Sergio Mattarella
 

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


21/09/2026

Politica. "A Grotte un vero e proprio mercato delle cariche"; di Gianni Russello

 

Gianni Russello
Gianni Russello

Da cittadino grottese sono profondamente indignato per il modo in cui, da troppi anni, viene gestita la politica amministrativa del nostro paese.
Ad ogni tornata elettorale, assistiamo alle solite promesse e agli impegni dichiarati per il bene della comunità.
Si va in giro tra parenti, amici e conoscenti a chiedere voti, per poi assistere, una volta eletti, ad accordi e giochi di potere che sembrano avere come unico obiettivo la sopravvivenza politica, spesso senza la possibilità concreta di incidere sulle decisioni, soprattutto quando si è ormai prossimi alla scadenza del mandato.
Un sistema che a mio avviso, mortifica gli assessori, delude chi li ha votati in buona fede e finisce per alimentare un vero e proprio mercato delle cariche, a tutto vantaggio dei partiti e delle logiche politiche di turno.
Credo che questo sistema debba finire. Servirebbero regole più chiare e rigorose: alle prossime elezioni, chi si candida e viene eletto dovrebbe assumersi la responsabilità di portare a termine il mandato ricevuto dagli elettori.
Liberiamo il nostro paese da questo sistema. La politica dovrebbe essere al servizio della comunità, non delle convenienze personali o di partito.
Quello che sta accadendo è, a mio avviso, una vergogna
. 
  
Gianni Russello
21 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


21/09/2026

Ambiente. "Regione Sicilia: cosa è stato fatto per agricoltori e allevatori negli ultimi 10 anni?"; di Salvatore Morgante

 

Acque risorgive
Acque risorgive

Pubblichiamo un intervento del sig. Salvatore Morgante, in merito alla gestione delle risorse idriche nella Regione Sicilia.

*****

Gent.mo Direttore,
vorrei portare all’attenzione dei nostri Amministratori della Regione Siciliana uno dei tanti esempi di “politica” agricola, culturale e ambientale promosso e finanziato dalla Regione Veneto.
La scheda che presenta il finanziamento di un “Progetto Collettivo Agroambientale Acque Risorgive” si spiega da sola.
O meglio, probabilmente si tratta di aspetti troppo complicati per i nostri amministratori siciliani che non sono in grado di assicurare nemmeno le strutture minime essenziali per la sopravvivenza delle nostre aziende agricole.
Basta pensare alla mancanza di manutenzione degli invasi idrici e il loro collegamento con le reti di irrigazione dei campi e di fornitura dell’acqua agli allevamenti.
Cosa è stato fatto per gli agricoltori e allevatori siciliani negli ultimi 10 anni di gestione Musumeci/Schifani?
Quali invasi idrici sono stati “sfangati” e collegati in rete al fine di mitigare la scarsità di acqua per i prossimi anni?
Ci si avvicina alla scadenza della legislatura, invece dei soliti sermoni delle forze di governo sarebbe molto utile leggere i resoconti dei progetti e delle maggiori opere realizzate in questi anni e quelli programmati per il futuro.
Gli investimenti della Regione Veneto sfruttano la normativa nazionale in favore di tutte le regioni italiane.
Quasi tutti i governi regionali creano uffici appositi presso i vari assessorati al fine di massimizzare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dalla UE e dal governo centrale.
La percezione che se ne ricava è che la Regione Siciliana ignora l’esistenza di queste norme e degli stanziamenti ad esse associati
. 
  
Salvatore Morgante
21 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


20/09/2026

Comune. La consigliera Lucia Lombardo si è dimessa da vicepresidente del Consiglio comunale

 

Lucia Lombardo
Lucia Lombardo

Lo scorso giovedì 3 settembre, con una semplice comunicazione formale, la vicepresidente del Consiglio comunale di Grotte Lucia Lombardo ha rassegnato le proprie dimissioni dalla seconda carica dell'Assise cittadina.
La lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale, riporta il seguente testo: "La sottoscritta Lombardo Lucia Maria rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consiglio comunale".
Lucia Maria Lombardo è un volto noto in paese; già segretaria presso lo studio della dott.ssa La Rocca, e poi del dott. Stefano Maida, attualmente svolge lo stesso ruolo presso lo studio medico della dott.ssa Caravello.
Impegnata in politica dal 2018, nelle amministrative di quell'anno risultò 4^ eletta nella lista "Grotte nel cuore" con 286 voti di preferenza, ed ha svolto per l'intero quinquennio il ruolo di consigliere. Nell'ultima elezione comunale del 28 e 29 maggio 2023, presentatasi nella stessa lista - in quota Partito Democratico - e risultando ancora 4^ eletta, ha conseguito il risultato personale di 434 voti.
Nella seduta consiliare del 14 giugno 2023 è stata eletta vicepresidente del Consiglio comunale con 8 voti a favore (quelli della sua Maggioranza) e 4 schede bianche (i voti della Minoranza). Successivamente ha lasciato il Partito Democratico per aderire all'UDC, continuando a mantenere la carica di Vicepresidente del Consiglio comunale.
Nella prossima seduta di Consiglio, fissata per martedì 22 settembre, al quarto punto dell'odine del giorno è previsto: "
Presa d'atto dimissioni del Vicepresidente del Consiglio comunale e adempimenti conseguenti".
Alla base delle dimissioni - secondo voci accreditate - ci sarebbe un ricambio già programmato ad inizio mandato; nella carica dovrebbe subentrare il consigliere comunale Giuseppe Bonsignore (componente del gruppo di maggioranza "Grotte nel cuore" in quota UDC)
. 
  
Carmelo Arnone
20 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


20/09/2026

Comune. Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per martedì 22 settembre alle ore 19.30

 

Aula consiliare "Antonio Lauricella"
Aula consiliare

L'adunanza del prossimo Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta ordinaria presso la sala consiliare del Comune di Grotte, su determinazione del presidente Angelo Carlisi, è stata fissata per martedì 22 settembre, alle ore 19.30.
Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ufficiale del Comune (clicca qui).

Verrà discusso il seguente ordine del giorno:

1) nomina scrutatori, lettura e approvazione verbali seduta precedente;

2) proposta di deliberazione di Consiglio comunale: “Revisione biennale della pianta organica delle farmacie del Comune di Grotte (biennio 2025/2026) - conferma”;

3) riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio per complessivi € 11.000,00. Decreto Ingiuntivo n. 385/2026 n. R.G.1092/2026 Tribunale di Agrigento. Approvazione accordo transattivo
;

4)
presa d'atto dimissioni del Vicepresidente del Consiglio comunale e adempimenti conseguenti.

Per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori, se dovesse mancare il numero legale, la seduta sarà sospesa per un'ora. Se la situazione dovesse persistere anche alla ripresa, la riunione sarà rinviata al giorno successivo, alla stessa ora e con lo stesso elenco di argomenti, senza necessità di un nuovo avviso.
Tutti i documenti relativi alle proposte in discussione sono già stati depositati presso la Segreteria Comunale a disposizione degli interessati
. 
  

Redazione
20 settembre 2026 
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


20/09/2026

Attualità. "Il valore di una donna non si misura dalla sua gonna"; di Laura Cimino

 

On. Antonio Tajani
On. Antonio Tajani

Quando il valore, la credibilità o l’affidabilità di una donna vengono associati, anche solo implicitamente, alla lunghezza della sua gonna, al numero delle relazioni che ha avuto, al modo in cui sceglie di mostrarsi o alla sua capacità di aderire al modello della “brava madre di famiglia”, non siamo più nel campo delle semplici opinioni personali.

On. Antonio Tajani
(On. Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

Stiamo riproponendo un modello culturale antico, secondo cui la donna rispettabile è quella che non occupa troppo spazio, non eccede, non provoca, non mette in discussione le regole e i ruoli che la società le ha assegnato.
Al contrario, una donna che sceglie liberamente, che cambia, che ama, che seduce, che lascia, che si espone e che vive pienamente la propria identità viene ancora troppo spesso osservata attraverso la lente del giudizio e del sospetto.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più preoccupante: alcuni stereotipi sono talmente radicati nella nostra cultura da emergere quasi spontaneamente, persino nelle parole di chi ricopre ruoli di massima responsabilità istituzionale.
Il patriarcato, quindi, non è necessariamente qualcosa di evidente o dichiarato. A volte è proprio la sua normalizzazione a renderlo più difficile da riconoscere: diventa parte del linguaggio, delle aspettative e dei giudizi quotidiani.
E se nel 2026 siamo ancora costretti a ricordare che il valore di una donna non si misura dalla sua gonna, dal suo aspetto fisico, dal numero delle sue relazioni passate o dalla sua disponibilità a interpretare il ruolo dell’“angelo del focolare”, allora significa che il cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno è ancora tutt’altro che compiuto
. 
  
Laura Cimino
20 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


19/09/2026

Medicina. Premio alla carriera conferito al dott. Vincenzo Castelli, per il suo impegno contro il dolore cronico

 

Premio alla carriera conferito al dott. Vincenzo Castelli
Premiazione

Premio alla carriera conferito al dott. Vincenzo Castelli
Pergamena

Il dott. Vincenzo Castelli, di Grotte, ha ricevuto il Premio alla Carriera nell'ambito della quindicesima edizione del Premio internazionale "Otto Milioni". Il riconoscimento gli è stato conferito ieri, venerdì 18 settembre 2026, presso l'Università degli Studi di Salerno, all'interno della sessione speciale intitolata "Scienza, Arte e Divulgazione per la Longevità".

Premio alla carriera conferito al dott. Vincenzo Castelli
(Cerimonia di premiazione)

La cerimonia di consegna ha inteso valorizzare le eccellenze nella ricerca, nella divulgazione e nell'arte per la salute. Il premio è stato promossa da DILA APS, dalla fondazione DD Clinic Research Institute e dall'ateneo salernitano.
La motivazione riportata sull'attestato sottolinea il profondo riconoscimento e la gratitudine per il lavoro svolto dal Medico nella ricerca e nella cura del dolore. In particolare, il testo evidenzia come il suo contributo abbia aiutato a migliorare la qualità della vita di molti pazienti affetti da fibromialgia, offrendo nuove possibilità di trattamento per chi soffre di dolore cronico
.

Premio alla carriera conferito al dott. Vincenzo Castelli
(Premio alla carriera)

Durante il suo lungo e fecondo percorso professionale, il dott. Castelli ha dedicato anni di studio e attività clinica alla gestione delle patologie dolorose complesse. È noto per aver ideato e promosso la terapia McE.V.A., una metodica terapeutica sviluppata per rispondere alle esigenze delle persone colpite da dolori persistenti e da sindromi come la fibromialgia, consentendo loro di trovare sollievo e riacquistare una migliore funzionalità quotidiana.
Il riconoscimento ottenuto a Salerno si aggiunge alle testimonianze - e alla sincera gratitudine - dei pazienti e ai risultati raccolti sul campo nel corso degli anni, confermando l'importanza dell'approccio alla terapia del dolore intrapreso dal dott. Castelli
. 
  
Carmelo Arnone
19 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


19/09/2026

Chiesa. Programma dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie

 

Programma dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie
Locandina

È stato ufficialmente comunicato questa mattina il programma delle celebrazioni religiose per l'annuale ricorrenza della Festa della Madonna delle Grazie.
Il calendario delle manifestazioni è stato definito dal "Comitato Madonna delle Grazie" presso la Parrocchia B. M. V. del Monte Carmelo, in collaborazione con il Comune di Grotte (Assessorati alla Cultura e al Turismo e Spettacolo). Dopo le prime funzioni che si sono svolte nei giorni scorsi, da lunedì 14 a venerdì 18 settembre, presso la Chiesa della Madonna delle Grazie, le attività liturgiche continueranno nei prossimi giorni secondo un calendario ben definito
.

Programma dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie
(Locandina)

Oggi, sabato 19 settembre, e domani, domenica 20 settembre, la preghiera del Santo Rosario seguita dalla Celebrazione Eucaristica si terranno alle ore 18.00 presso la Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo.
Da lunedì 21 a venerdì 25 settembre, con inizio sempre alle ore 18.00, le stesse funzioni religiose torneranno a svolgersi nella Chiesa della Madonna delle Grazie.
In aggiunta, nella serata di giovedì 24 settembre, tra le ore 21.00 e le ore 22.00, si svolgerà un momento di Adorazione Eucaristica nella Chiesa della Madonna delle Grazie.
Sabato 26 settembre, la celebrazione del Santo Rosario alle 18.00 e la Messa alle ore 18.30 nella Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo.
Per la giornata di domenica 27 settembre - giornata prescelta quale Festa della Madonna delle Grazie 2026 - le attività inizieranno la mattina alle ore 09.00 con una Messa alla Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo.
Nel pomeriggio, alla Chiesa della Madonna delle Grazie, si pregherà con il Santo Rosario alle ore 18.00, seguito alle ore 18.30 da una Solenne Celebrazione Eucaristica. Al termine della funzione si svolgerà la processione lungo Via Madonna delle Grazie, Via Molise, Viale della Vittoria, Corso Garibaldi, Piazza Marconi e di nuovo Corso Garibaldi, per concludersi alla Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo; qui il simulacro della Madonna delle Grazie sosterà per tutta la settimana seguente.
Da lunedì 28 settembre a sabato 3 ottobre la preghiera del Rosario e la Messa delle ore 18.00 si terranno quotidianamente presso la Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo.
Domenica 4 ottobre, nella Chiesa B.M.V. del Monte Carmelo, verranno celebrate due Messe al mattino, rispettivamente alle ore 09.00 e alle ore 11.30 (con l'accoglienza dei bambini e ragazzi del catechismo).
Nel pomeriggio ci saranno il Rosario alle ore 18.00 e una nuova funzione religiosa alle ore 18.30, a cui farà seguito una processione con fiaccole lungo Viale della Vittoria, Via Duca D'Aosta e Via Madonna delle Grazie.
La conclusione del ciclo di preghiera si terrà da lunedì 5 a venerdì 9 ottobre presso la Chiesa della Madonna delle Grazie, dove ogni giorno alle ore 17.30 avranno luogo il Santo Rosario e, alle ore 18.00, la Messa
.       
  

Redazione

19 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


17/09/2026

Cinema. "Naza: quello che Israele, con la complicità dell'Occidente, sta compiendo"; di Sauro Sassi

 

Naza: quello che Israele, con la complicità dell'Occidente, sta compiendo
Locandina

"NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor, Premio Speciale della Giuria all’83^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica La Biennale di Venezia 2026, arriva nelle sale italiane il 28-29-30 settembre. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il documentario porta alla luce e analizza i sistemi alla base dell'uccisione sistematica di civili palestinesi da parte di Israele nella Striscia di Gaza attraverso interviste dirette a chi quei sistemi li ha ideati e messi in pratica.

Naza: quello che Israele, con la complicità dell'Occidente, sta compiendo
(Locandina)

Sono andato a vedere l’anteprima del film "Naza" avendo in mente i venticinque minuti di applausi tributati ai registi Yuval Abraham e Rachel Szor alla Biennale Cinema di Venezia e il premio speciale della giuria loro conferito (direi un po’ poco per l’importanza e anche valore dell’opera).
Alla fine degli ottanta minuti di proiezione gli applausi sono stati pochi e timidi.
Nella sala, che aveva i posti esauriti, in gran parte di spettatori giovani, era sceso il gelo, c’era un grande senso di disagio.
Non perché il film non fosse piaciuto ma per lo sgomento di fronte alla narrazione di questi ventiquattro militari, evidentemente di ottima istruzione e appartenenti a classi sociali medio alte o alte, politicamente progressisti, che raccontano la loro partecipazione al genocidio di Gaza (uno di loro ammette esplicitamente che di questo si tratta) come se parlassero di un gioco, un passatempo, un lavoro.
Il film racconta di come, storicamente, dopo la guerra del ’67 e la conquista di Cisgiordania e striscia di Gaza, Israele abbia esercitato uno stretto controllo sui palestinesi, fornendo loro la propria rete di comunicazione, prima di telefonia tradizionale poi con la rete mobile.
È stato con l’avvento dell’utilizzo degli smartphone che gli israeliani hanno realizzato programmi (Pegasus, Graphite) in grado di infiltrarsi nei telefonini e controllarne pienamente l’utilizzo, vedendo posta, video, foto, ascoltando chiamate, determinando la posizione.
Associato a un software IA chiamato Lavender, i militari israeliani sono in grado di programmare chi uccidere, dove, e quanti innocenti possono essere sacrificati per, ad esempio, sopprimere un militante o un capo di Hamas.
L’algoritmo valuta la vittima assegnando un punteggio in base al quale stabilisce che venti, cento o più innocenti (famigliari, donne, bambini) sono sacrificabili per raggiungere l’obiettivo.
Questi innocenti li chiamano "Naza", vittime collaterali, e gran parte degli intervistati non si pone il problema della loro morte. Anche perché, dicono, fin dall’inizio i capi dell’esercito hanno deciso di privilegiare l’uccisione negli appartamenti, quindi, inevitabilmente, con la presenza di figli piccoli, mogli, parenti, senza contare chi vive negli appartamenti vicini, considerando che a volte per uccidere un membro di Hamas si radeva al suolo un intero edificio.
Questo raccontano i soldati intervistati, con la tranquillità di chi descrive una gita in campagna.
Dicono che gli ufficiali li invitavano a non porsi limiti morali, di sentirsi parte del "sistema", e che le loro erano azioni di pulizia.
I palestinesi vanno soppressi, non solo, ma cancellati. Le loro case non solo devastate, ma rase al suolo, bruciate (sanno anche come bruciare nel modo più efficace un edificio).
Disegnano molto tranquillamente una mappa con tutti gli edifici, la loro altezza, suddivisi in celle dove effettuare i bombardamenti.
Ma poi la narrazione va in crescendo: non si uccidono più solo i palestinesi per eliminare quelli di Hamas ma semplicemente perché sono palestinesi e vanno cancellati dalle terre del grande Israele, che è solo loro, la biblica terra promessa.
Così iniziano a uccidere le persone in fila per il cibo. Stabiliscono delle linee immaginarie e chi le valica, fosse anche un bambino, viene ammazzato.
Uno racconta appunto di un bambino a cui hanno sparato e poi hanno lasciato agonizzare e che è stato divorato dai cani, mentre i soldati stavano a guardare.
Certo, qualcuno di questi soldati ha qualche momento di ripensamento.
Uno dice di essersi dispiaciuto della morte di un bambino perché ne aveva visto le foto, scene di comune vita famigliare.
Un altro dice che, per la sua educazione, ha sempre considerato il nazismo il male assoluto, e arriva a chiedersi: "Ma ora io che sono?".
Comunque questi soldati sono giovani, sicuramente cresciuto coi videogiochi, ed eseguono queste uccisioni esattamente come se giocassero con una playstation.
Addirittura uno afferma di divertirsi molto, e di sentirsi soddisfatto quando realizza gli obiettivi. Manca completamente un senso morale.
Intanto che scorrono le interviste, prese sul terrazzo di Tel Aviv dove vivono i registi, la videocamera mostra immagini di vita di questa città, moderna, piena di grattacieli, dove la primitiva identità palestinese è stata completamente cancellata: persone che guardano la televisione, che puliscono un tavolo dopo una cena.
Fuori, nella notte piena di luci, scorre un traffico incessante.
A sessanta chilometri, di distanza, a Gaza, bagnata dallo stesso mare, si consuma il massacro, come ogni notte.
Le autorità israeliane si sono scagliate contro il film, senza peraltro averlo visto. I registi sono stati insultati, minacciati, tacciati di tradimento. Il ministro della cultura vuol togliere loro la cittadinanza israeliana.
Due cose mi sono venute in mente.
La poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo", e che questi israeliani che vivono indifferenti nelle loro tiepide case subiscano la maledizione degli ultimi versi del poeta.
Che tra i produttori del film ci sia il regista britannico Jonathan Glazer, ebreo, che ha realizzato "La zona d’interesse", Oscar per il miglio film internazionale.
Là erano i nazisti che conducevano una vita tranquilla e felice mentre a poche decine di metri gli ebrei passavano per i camini del campo di concentramento.
Intanto sento alla televisione che a Gaza è crollato un edificio bombardato, uccidendo decine di persone e tanti bambini. Che in Cisgiordania un quindicenne è stato ucciso dall’esercito israeliano perché "terrorista", dato che aveva lanciato sassi, dicono, contro i soldati.
Contro il film "Naza" si scatenano perché rivela, con la forza della parola e delle immagini, quello che Israele, con la complicità dell’occidente, sta compiendo e hanno il terrore che, prima o poi, l’opinione pubblica mondiale si rivolti contro i loro crimini, la loro aberrazione morale.
Sono pronto a scommettere che nella democratica Israele questo film non uscirà mai.

  

Sauro Sassi

17 settembre 2026
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


17/09/2026

Volontariato. Pietro Zucchetto: "25^ giornata di donazione: soddisfatti per il nostro significativo contributo"

 

Avis Comunale di Grotte OdV
Avis Grotte

Avis Comunale di Grotte OdV
Sito ufficiale

Ieri pomeriggio, mercoledì 16 settembre, presso il nostro Punto di Raccolta AVIS (NdR: in via Francesco Ingrao 92/94) abbiamo dato vita alla venticinquesima giornata di donazione del corrente anno, anche questa volte non è andata poi così tanto male; infatti a fine serata i numeri hanno dato le seguenti risultanze:

Avis Comunale di Grotte OdV
(Avis Comunale di Grotte OdV)

- 10 donazioni,
- 2 prime donazioni,
- 3 idoneità,
- 1 controllo annuale.
Noi siamo abbastanza soddisfatti per il nostro piccolo ma significativo continuo contributo che sistematicamente diamo al Centro Trasfusionale di Agrigento.
Le prossime giornate di donazione del 2026 saranno sempre tutte le seconde e quarte domeniche di ogni mese, ed anche i seguenti mercoledì: 28 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Vi aspettiamo sempre più numerosi!     
  

Pietro Zucchetto

17 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


17/09/2026

Spettacolo. "Il berretto a sonagli" di Pirandello in scena a Naro, sabato 19 settembre

 

"Il berretto a sonagli" di Pirandello in scena a Naro
Locandina

RamuliArte porterà in scena "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello, con l'adattamento e la regia di Simone Luglio. La rappresentazione si terrà sabato 19 settembre 2026 alle ore 21.0 presso l'ex Pretura Comunale in Via Dante a Naro.

"Il berretto a sonagli" di Pirandello in scena a Naro
(Locandina)

L'iniziativa vede il patrocinio e la collaborazione del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e del Comune di Naro attraverso l'Assessorato a Sport, Turismo e Spettacolo.
Sul palco reciteranno diversi attori nei rispettivi ruoli previsti dal testo originario. Lillo Zarbo vestirà i panni di Ciampa, lo scrivano, mentre Luisa Lo Verme interpreterà la signora Beatrice Fiorica. Serena Bonsangue sosterrà un doppio ruolo, interpretando sia il delegato Spanò sia la rigattiera Saracena. Claudia Cammilleri reciterà nei panni di Fana, la serva della signora Beatrice, Angelo Castellano sarà Fifì La Bella, fratello di Beatrice, e Nina Ciampa interpreterà la giovane moglie di Ciampa.
Il lavoro tecnico e organizzativo dietro le quinte vedrà Pietro Cipollina nel ruolo di direttore di scena, Andrea Cipollina al controllo delle luci, mentre le scene e i costumi saranno curati dal Laboratorio Tersicoreum
.       
  

Redazione

17 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


16/09/2026

Politica. Decio Terrana: "A Ficarazzi Vincenzo Lo Cascio entro nel progetto politico dell'UDC"

 

UDC a Ficarazzi
UDC a Ficarazzi

L'UDC Sicilia annuncia l'ingresso di Vincenzo Lo Cascio, consigliere comunale di Ficarazzi: "Un innesto di grande valore, che porta in dote esperienza amministrativa, competenza, consenso popolare e un profondo attaccamento al territorio di Ficarazzi. La sua adesione rappresenta un passaggio importante nel percorso di rafforzamento e radicamento del partito nell'area metropolitana di Palermo e in tutta la Sicilia".
"L'ingresso di Vincenzo Lo Cascio - ha dichiarato Decio Terrana, coordinatore regionale UDC Sicilia - è una notizia importante per il nostro partito e per la comunità di Ficarazzi. Enzo è un amministratore capace, stimato e profondamente legato al suo territorio. Il suo arrivo conferma la bontà del lavoro che stiamo portando avanti: costruire una squadra fatta di persone competenti, serie e con un forte senso del bene comune. A lui va il mio benvenuto e l'augurio di buon lavoro. Insieme continueremo a lavorare con determinazione per dare risposte concrete ai cittadini".
Si rafforza la presenza del partito moderato di centro a Ficarazzi. "Con l'ingresso di Vincenzo Lo Cascio - ha detto Maurizio Lo Galbo, Responsabile delle Liste Regionali UDC Sicilia - la nostra squadra si rafforza in termini di qualità e concretezza. È un profilo che unisce esperienza sul campo e visione amministrativa. Avere con noi persone come Enzo significa rendere ancora più solida e credibile la nostra proposta politica per Ficarazzi e per l'intera Sicilia. Lavoreremo insieme, con impegno e determinazione, per costruire un progetto all'altezza delle aspettative dei cittadini".
Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere comunale Lo Cascio. "La mia adesione all'UDC nasce da un profondo legame di stima e di affetto nei confronti di Maurizio Lo Galbo - ha detto Vincenzo lo Cascio -, che riconosco come una guida autorevole da seguire. In lui ho trovato serietà, visione e capacità di ascolto. È per questo che ho scelto di condividere con lui e con tutta la squadra dell'UDC un percorso nuovo, con l'obiettivo di creare qualcosa di innovativo per la politica e per il nostro territorio, mettendo al centro le persone e i bisogni reali dei siciliani".
L'UDC Sicilia rivolge a Vincenzo Lo Cascio un caloroso benvenuto, augurando un proficuo lavoro nell'interesse della collettività.

  
Redazione
16 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


16/09/2026

Spettacolo. Sant'Angelo Muxaro: "La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio", il 19 settembre; aperte le iscrizioni

 

La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio
Locandina

Sabato 19 settembre 2026, in Piazza Umberto I a Sant'Angelo Muxaro alle ore 21.30, si terrà “La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio”. La conduzione dell'iniziativa è affidata ad Aristotele Cuffaro, che ne cura anche la direzione. La manifestazione è realizzata con il patrocinio del Comune di Sant'Angelo Muxaro.

La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio
(Locandina)

I concorrenti in gara proporranno performance amatoriali di canto, ballo, recitazione o semplici numeri stravaganti, mettendosi in gioco davanti alla platea.
Il funzionamento dello spettacolo si baserà sul giudizio immediato della piazza.
Gli spettatori presenti svolgeranno un ruolo attivo nella serata: al segnale della regia o allo scattare del semaforo verde, il pubblico potrà manifestare il proprio gradimento oppure il dissenso.
Chi apprezzerà il numero farà sentire il proprio consenso con lunghi applausi. In caso contrario, le persone utilizzeranno strumenti rumorosi come fischietti, campanacci e pentole per sottolineare l'insuccesso dell'esibizione.
La scelta del vincitore finale avverrà proprio misurando il calore e l'intensità delle reazioni popolari ricevute dai vari partecipanti.
Chi desidera iscriversi per esibirsi sul palco
o richiedere informazioni sull'organizzazione può contattare direttamente Aristotele Cuffaro al numero di telefono 3887908838.
Nel corso dei mesi precedenti il format curato da Aristotele Cuffaro ha già fatto tappa in altre località vicine. Con la data di sabato 19 settembre, la carovana dei talenti amatoriali proseguirà il proprio percorso facendo tappa a Sant'Angelo Muxaro
.       
  

Redazione

16 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


15/09/2026

Attualità. Dai corsi di Alta Formazione ai vertici del MASAF: la dott.ssa Graziella Romito alla guida della Direzione Pesca

 

Dott.ssa Graziella Romito
Graziella Romito

Presidenza del G20 Agricultural Deputies Meeting nel 2021
G20

Convegno su “Governance europea e sviluppo blu: le nuove rotte del Mediterraneo”
Convegno

Un cambio di rotta netto da parte delle istituzioni dell'Unione Europea per difendere il lavoro e il futuro delle marinerie italiane. È questa la ferma richiesta - avanzata nell’ambito del convegno su “Governance europea e sviluppo blu: le nuove rotte del Mediterraneo” tenutosi lo scorso giovedì 10 settembre 2026 nella Sala consiliare del Comune di Mazara del Vallo, alla presenza del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis - indirizzata a Bruxelles dalla dott.ssa Graziella Romito, Direttrice Generale della Direzione Pesca Marittima e Acquacoltura (PEMAC) del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che si pone come paladina dei diritti dei pescatori del nostro Paese in un momento di forte difficoltà per l'intero comparto ittico.

Dott.ssa Graziella Romito
(Dott.ssa Graziella Romito)

A fronte di numeri impietosi - tra il calo drastico delle giornate di pesca consentite, la riduzione degli sbarchi e la dismissione involontaria di centinaia di pescherecci - la linea sostenuta con determinazione evidenzia l'urgenza di rivedere le politiche comunitarie.
Tra le battaglie in primo piano figurano la revisione delle regole del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA), l'allentamento dei vincoli operativi sulle uscite in mare e l'imposizione di un effettivo principio di reciprocità delle regole tra tutte le sponde del bacino del Mediterraneo.
Questo impegno nasce da una profonda conoscenza dei meccanismi complessi dell'amministrazione e della diplomazia.
Di Grotte, laureata in Giurisprudenza, la dott.ssa Graziella Romito ha costruito nel tempo una solida ed esemplare carriera all'interno delle istituzioni statali.
Il suo percorso formativo include tappe fondamentali presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA) e la Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA) nelle sedi di Caserta e Roma, dove ha perfezionato competenze strategiche su bilancio pubblico, processi decisionali europei e tecniche di negoziazione
. Negli anni ha seguito da vicino i principali dossier europei, occupandosi di politiche agricole, rapporti con le istituzioni UE e gestione di strutture amministrative complesse. Inoltre ha rappresentato l’Italia in contesti comunitari e multilaterali, sviluppando competenze riconosciute nei negoziati e nella governance delle politiche pubbliche, forte delle sue esperienze nella gestione di strutture complesse, competenze in materia di politiche agricole e della pesca e conoscenza del contesto europeo e internazionale.

Presidenza del G20 Agricultural Deputies Meeting nel 2021
(Presidenza G20)

Anno dopo anno ha ricoperto ruoli di rappresentanza istituzionale a livello internazionale. Durante la Presidenza italiana del G20 nel 2021 ha guidato il G20 Agricultural Deputies Meeting e il G20 Meeting of Agricultural Chief Scientists, occupandosi del coordinamento dei lavori tecnici e dell'organizzazione del G20 Agricoltura. Più di recente ha presieduto il gruppo G7 Agriculture Senior Officials durante la Presidenza italiana del G7 del 2024. Il suo profilo include inoltre l'elezione alla presidenza del Comitato Agricoltura dell'OCSE a fine 2023, la partecipazione ai lavori FAO, l'impegno nei negoziati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio e il coordinamento di progetti europei di gemellaggio con paesi terzi come Israele, Egitto, Tunisia e Algeria.

Convegno su “Governance europea e sviluppo blu: le nuove rotte del Mediterraneo”
(Convegno)

Una carriera brillante che ha trovato il suo naturale coronamento con il conferimento, lo scorso 9 gennaio, dell'incarico di Direttrice Generale della Direzione Pesca Marittima e Acquacoltura (PEMAC) del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).
Questa Direzione Generale svolge un ruolo centrale nella definizione delle politiche pubbliche del settore: dalla gestione delle risorse marine alla regolamentazione dell’acquacoltura, sino al coordinamento con le istituzioni europee e internazionali. In un contesto segnato da transizioni normative, sfide ambientali e trasformazioni dei mercati, la stabilità della governance amministrativa assume un rilievo strategico.
Dalla guida di questo dipartimento centrale, la dott.ssa Graziella Romito mette la propria preparazione tecnica e la propria esperienza negoziale al servizio della tutela dei pescatori e della salvaguardia di un settore vitale per l'economia nazionale
. 
  
Carmelo Arnone
15 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


15/09/2026

Iniziative. Biblioteca di Grotte: riprendono gli incontri di "Il piacere di leggere insieme" con "Il Turno" di Pirandello

 

Biblioteca di Grotte: riprendono gli incontri di "Il piacere di leggere insieme" con "Il Turno" di Pirandello
Locandina

Il gruppo di lettura “Il piacere di leggere insieme”, fondato da Giusy Minneci, Pina Rivituso e Nella Agnello, riprende le proprie attività a Grotte dopo la pausa estiva. Le organizzatrici rivolgono un aperto e caloroso invito a partecipare a tutti i cittadini, sia giovani che adulti, a chiunque ami la lettura. L'iniziativa rappresenta una possibilità per confrontarsi, fare letture condivise, scambiare pareri e opinioni, con l'intento di arricchirsi e crescere insieme attraverso la cultura e la letteratura.

Biblioteca di Grotte: riprendono gli incontri di "Il piacere di leggere insieme" con "Il Turno" di Pirandello
(Locandina)

Il nuovo appuntamento si terrà martedì 22 settembre 2026, alle ore 18.00, presso la biblioteca comunale “M.L. King” di Grotte. Il libro scelto per questo incontro è “Il turno” di Luigi Pirandello.
L'iniziativa ha preso il via nel mese di dicembre 2025 presso i locali della biblioteca comunale, stabilendo una cadenza di incontri periodici per discutere opere letterarie condivise. Nel corso dei mesi, tra i testi al centro del dibattito - per citarne alcuni - “Il birraio di Preston” di Camilleri, “Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sánchez, “Frankenstein” di Mary Shelley.
Durante la stagione estiva le attività si sono svolte all'aperto con l'iniziativa “Lettura sotto le stelle”, tenutasi il 6 agosto 2026 presso la Torre del Palo, dedicata a “Il Piccolo Principe”; incontro organizzato in collaborazione con la Pro Loco Herbessus e la Consulta Giovanile.
Per informazioni è possibile contattare le organizzatrici ai numeri telefonici di Pina (3395990162), Nella (3282703153) e Giusy (3454428430)
. 
  
Carmelo Arnone
15 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


15/09/2026

Amarcord. Arte e fermento a Grotte negli anni Sessanta: la Prima Mostra d'Arte e il cammino di Antonio Pilato

 

Antonio Pilato
Antonio Pilato

1ª Mostra d’Arte Contemporanea "Premio Città di Grotte"
Attestato

Un foglio d’attestato dal bordo dorato e decorato, firmato dai componenti del comitato e dal presidente Diego Gueli, riporta indietro la memoria ai giorni compresi tra il 4 e l’11 dicembre del 1966. In quella settimana di inizio inverno del secolo scorso la vita di Grotte batteva al ritmo di una spontanea vivacità culturale, animata e promossa dalla locale Associazione Amici della Cultura.

1ª Mostra d’Arte Contemporanea "Premio Città di Grotte"
(Attestato)

Tra le idee e iniziative di quel periodo, vi fu la 1ª Mostra d’Arte Contemporanea "Premio Città di Grotte". Un’iniziativa impegnativa, conclusasi di domenica pomeriggio alla presenza delle maggiori autorità del paese e con l'intervento del direttore della galleria d'arte di Palermo, il dott. Renzo Collura.
Il primo premio fu assegnato ad Antonio Pilato, artista descritto dai ritagli di stampa dell'epoca come giovane e sensibile. La consegna del riconoscimento rappresentò l'epilogo di una mostra che offrì al pubblico le sue composizioni più riuscite, nelle quali il pittore riuscì a riportare con fedeltà sentimenti e articolate situazioni psicologiche.
La produzione di Antonio Pilato del 1966 si caratterizzava per la scelta di dipingere su supporti lignei, utilizzando colori sbiancati; nelle sue figure risaltava la ricerca interiore dei volti, volti dal tratto perduto capaci di esprimere stati di abbandono, solitudine e malinconia, elementi che ne costituivano l'ispirazione prevalente pur nel rispetto di limiti formali ben definiti.
Nel corso della cerimonia conclusiva vennero attribuiti anche i premi per gli altri nove concorrenti partecipanti, portando a compimento il lavoro svolto dall'Associazione Amici della Cultura di Grotte con un riscontro di pubblico e di critica favorevole.
Quel riconoscimento fu solo uno dei momenti centrali nel percorso umano e artistico di Antonio Pilato. Negli anni successivi l'artista di Grotte avrebbe affiancato alla pittura l'attività d'insegnante, come docente di Filosofia, Pedagogia e Scienze dell'Educazione. Trasferitosi a Milano per insegnare, ha proseguito lì la propria produzione pittorica e l'attività didattica.
La sua maturazione artistica lo ha portato a partecipare a numerose esposizioni in Italia e all'estero, esponendo le sue opere in mostre e gallerie tra cui la Casa di Dante a Firenze e la Kunsthalle Gallery di Praga, mantenendo costante l'interesse per la riflessione etica e per l'indagine simbolica del dramma umano
. 
  
Carmelo Arnone
15 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


14/09/2026

Iniziative. La poesia "La cammara di l'ummira" di Gero Miceli sulla rivista USA "Arba Sicula"

 

Arba Sicula
Arba Sicula

Gero Miceli
Gero Miceli

Una poesia di Gero Miceli è presente nelle pagine del nuovo numero di "Arba Sicula", una rivista con cadenza annuale pubblicata dall'omonima associazione internazionale senza scopo di lucro, fondata nel 1979 con sede a New York. L'organizzazione opera insieme al Dipartimento di Lingue e Letterature della St. John’s University ed è attiva da oltre quarant'anni per promuovere, diffondere e preservare la lingua e la cultura della Sicilia nel mondo.
Attraverso i suoi progetti editoriali, l'associazione propone scritti bilingui, in siciliano e in inglese, dedicati al folklore e alla letteratura dell'isola; tra le sue uscite figura un volume annuale della rivista "Arba Sicula", i cui contenuti spaziano tra poesie, saggi, studi approfonditi e notizie che riguardano la Sicilia e la comunità siculo-americana.
Nel nuovo numero della rivista sono state raccolte le opere di dieci poeti siciliani, la cui selezione è stata curata dal critico Marco Scalabrino, che ha inserito nel volume la poesia di Miceli intitolata "La cammara di l’ummira". La traduzione in inglese del testo è stata realizzata dal professor Gaetano Cipolla, direttore editoriale della pubblicazione e presidente di "Arba Sicula".
A seguito della pubblicazione, Miceli ha espresso la propria gratitudine verso le persone coinvolte nella selezione e nel lavoro editoriale, ha ringraziato Marco Scalabrino per la fiducia accordata alla sua opera e per l'attenzione riservata alla curatela. Ha inoltre rivolto un ringraziamento al professor Gaetano Cipolla per aver accolto e tradotto la sua poesia.

  
Redazione
14 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


14/09/2026

Agrigento. Presentazione del libro "Verità e diritto", il 18 settembre alla Biblioteca Lucchesiana

 

Presentazione del libro "Verità e diritto", il 18 settembre alla Biblioteca Lucchesiana
Locandina

Il prossimo venerdì 18 settembre 2026, alle ore 18.00, la Biblioteca Lucchesiana di Agrigento sarà la sede della presentazione del volume intitolato “Verità e diritto. Dialoghi su Costituzione, giustizia e umanità”, scritto da Roberto Giovanni Conti e Antonio Ruggeri.

Presentazione del libro "Verità e diritto", il 18 settembre alla Biblioteca Lucchesiana
(Locandina)

I lavori si apriranno con i saluti istituzionali di don Angelo Chillura, direttore della Biblioteca Lucchesiana, Vincenza Gaziano, presidente dell’Ordine degli Avvocati del foro di Agrigento, Giuseppe Melisenda Giambertoni, presidente del Tribunale di Agrigento, Giovanni Di Leo, procuratore della Repubblica di Agrigento, e Michele Sodano, sindaco della città.
Successivamente prenderanno la parola la dirigente scolastica Patrizia Pilato, l'avvocato e scrittore Giovanni Tesè e il magistrato Stefano Zammuto.
La conclusione dell'incontro sarà affidata a uno dei due autori della pubblicazione, Roberto Giovanni Conti.
L'intero svolgimento del dibattito vedrà il coordinamento di Enzo Sardo, scrittore e presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) di Agrigento.

La partecipazione consentirà agli avvocati presenti di ottenere tre crediti formativi in materia ordinaria, riconosciuti direttamente dall'Ordine degli Avvocati
.     
  

Redazione

14 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


14/09/2026

Comune. Contributi per libri di testo scolastici: domande per l'anno 2026/2027 entro il 16 ottobre

 

Contributi per libri di testo scolastici: domande per l'anno 2026/2027 entro il 16 ottobre
Avviso

Il Comune di Grotte ha attivato le procedure per richiedere il contributo destinato alla fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo per l'anno scolastico 2026/2027 (scarica il modulo). La misura si rivolge alle famiglie degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, sia statali sia paritarie.

Contributi per libri di testo scolastici: domande per l'anno 2026/2027 entro il 16 ottobre

Per accedere al rimborso è necessario che il nucleo familiare abbia un indicatore ISEE in corso di validità (con riferimento al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026) pari o inferiore a 15.000,00 euro. Le attestazioni ISEE devono essere prive di annotazioni, omissioni o difformità, pena l'esclusione dal beneficio.
I genitori o i tutori legali degli studenti - oppure gli studenti stessi se maggiorenni - devono compilare la domanda sull'apposito modulo predisposto dal Comune.
La richiesta deve essere consegnata esclusivamente alla segreteria dell'istituto scolastico frequentato dall'alunno entro il termine perentorio del 16 ottobre 2026.
Alla domanda compilata occorre allegare la fotocopia del documento di riconoscimento del richiedente in corso di validità, la fotocopia del codice fiscale del richiedente e dell'alunno, e l'attestazione ISEE valida. Nel modulo è inoltre possibile indicare l'IBAN del proprio conto corrente bancario o postale per l'eventuale accredito diretto del rimborso.
Le scuole raccoglieranno le richieste e le trasmetteranno successivamente al Comune secondo le scadenze regionali. Benché non sia richiesto di allegare subito i documenti d'acquisto dei libri, chi richiede il contributo ha l'obbligo di conservare le ricevute e le fatture in originale per almeno cinque anni, in quanto l'Amministrazione potrà effettuare controlli a campione
.     
  

Redazione

14 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


14/09/2026

Volontariato. Avis Grotte: superata la quota di 20 donazioni nella 24^ giornata di raccolta del 2026

 

Avis Comunale di Grotte OdV
Avis Grotte

Avis Comunale di Grotte OdV
Sito ufficiale

Nella mattinata di ieri, domenica 13 settembre, presso la sede dell'AVIS Comunale di Grotte OdV (vedi il sito ufficiale) in via Francesco Ingrao 92/94, si è svolta la 24^ giornata dell'anno dedicata al prelievo di sangue.

Avis Comunale di Grotte OdV
(Avis Comunale di Grotte OdV)

Con la conclusione della stagione estiva, l'affluenza è tornata sui livelli abituali dell'associazione.
Al termine della mattinata il bilancio ha registrato ventuno donazioni, un nuovo donatore alla sua prima esperienza, una verifica di idoneità e un controllo annuale. I responsabili dell’Associazione hanno espresso soddisfazione per questo risultato, che permette di superare la quota di venti prelievi in una singola giornata e di garantire un sostegno continuativo al Centro Trasfusionale di Agrigento.
L'attività della sezione guidata dal presidente Pietro Zucchetto proseguirà secondo il calendario stabilito per il 2026. Oltre agli appuntamenti fissi previsti ogni seconda e quarta domenica del mese, saranno effettuate aperture straordinarie nei mercoledì del 16 settembre, 28 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Il Consiglio Direttivo ha inoltre deciso di acquistare alcuni oggetti utili da distribuire ai propri iscritti. Durante le prossime aperture i soci potranno ritirare un disco orario per l'automobile, fornito di personalizzazione con il marchio dell'associazione.
Per chi desidera prenotare la propria donazione, è possibile contattare i numeri di telefono 377.0974739 (Avis Grotte) oppure 320.4434713 (Presidente Pietro Zucchetto). Per ulteriori notizie e aggiornamenti sulle attività locali è possibile consultare il sito ufficiale www.avisgrotte.it
(vedi il sito).     
  

Redazione

14 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


13/09/2026

Politica. "Il silenzio degli onesti e la rabbia di chi sa solo odiare"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Ogni tanto bisogna poggiare l'orecchio a terra e ascoltare.
Lasciate perdere ciò che scrivono i giornali o la canea dei social, quello che conta è il pensiero delle persone che incontri sui mezzi pubblici o al supermercato, dei ragazzi che frequentano l'università, di quelli che si alzano all'alba per andare al lavoro.
Non parlano di politica, non dispensano giudizi, non partecipano alle manifestazioni di partito, molto spesso non vanno nemmeno a votare perché non si fidano più di nessuno.
Eppure sono tantissimi e quelli che pensano di rappresentarli o di parlare a loro nome, sbagliano.
Certo, hanno la stessa responsabilità di coloro che a votare ci vanno e votano i peggiori lestofanti, ma non credo sia colpa loro.
La politica che sceglie al posto loro chi deve andare in parlamento, che promette e non mantiene, che costruisce intrighi e manovre nei palazzi e nelle segreterie, che elargisce favori invece che garantire diritti merita appieno il loro disprezzo.
In fondo per chi vive la politica come potere e non come servizio è meglio così, ma piano piano il silenzio degli onesti e la rabbia di chi sa solo odiare sta ammazzando la democrazia.
Se qualcuno prova a uscire dal coro, a rompere gli schemi, a non rassegnarsi, a dire le verità di un sistema marcio dalle fondamenta, anche coloro che dicono di voler cambiare sembrano infastiditi.
Nessuno è perfetto, per carità, ma per raggiungere un obiettivo mai raggiunto bisogna fare qualcosa che non si è mai fatto.
A quelli che si appuntano medaglie che non sono loro, che gonfiano il petto appellandosi alle messe cantate di un fronte progressista che ha consegnato l'Italia alle destre ed in Sicilia rischia l'irrilevanza, consiglierei prudenza e un po' di umiltà.
Il mito racconta del nodo gordiano che nessuno riusciva a districare, finché con un colpo di spada, un ragazzo capì che era quello il solo modo di scioglierlo.
Ogni tempo nuovo ha un nuovo linguaggio, nuovi protagonisti e vedere che molti di quelli che fino a ieri non ci speravano più, oggi cominciano a crederci, dovrebbe indurre a toglierci gli occhiali appannati e poggiare, appunto, l'orecchio a terra.
Sentiremo qualcosa che magari non abbiamo mai sentito
. 
  
Enzo Napoli
13 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


13/09/2026

Scuola. Una pergamena alla dirigente scolastica Carmen Campo: "Con gratitudine per il lavoro svolto"

 

Una pergamena alla dirigente scolastica Carmen Campo: "Con gratitudine per il lavoro svolto"
Lettura

Pergamena
Pergamena

Un commosso omaggio e un profondo ringraziamento per otto anni dedicati alla guida dell'istituto: è questo il cuore della pergamena consegnata, lo scorso venerdì 11 settembre, dalla comunità scolastica dell’I.C. “Leonardo Sciascia” di Racalmuto e Grotte alla Dirigente Scolastica, prof.ssa Carmela Campo.
Di seguito riportiamo integralmente il testo della dedica
.

Una pergamena alla dirigente scolastica Carmen Campo: "Con gratitudine per il lavoro svolto"
(Lettura della pergamena)

Alla Dirigente Scolastica
Prof.ssa Carmela Campo
Otto anni di impegno, passione e dedizione
hanno lasciato un segno profondo nella comunità scolastica
dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia”
di Racalmuto e Grotte.
Con gratitudine per il lavoro svolto,
per la professionalità e per l’attenzione sempre rivolta
alla crescita della nostra scuola,
Le rivolgiamo un sincero e affettuoso grazie.
Con stima e riconoscenza,
la comunità scolastica dell’I.C. “Leonardo Sciascia”
Racalmuto, 11 Settembre 2026
.

Pergamena
(Pergamena)

Redazione
13 settembre 2026  
© Riproduzione riservata.
        

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


13/09/2026

Scuola. Il dirigente scolastico Giuseppe Farruggia: "Hai lasciato tanto a questa scuola"

 

Dott. Giuseppe Farruggia
Giuseppe Farruggia

In occasione del saluto alla dirigente scolastica uscente Carmen Campo, lo scorso venerdì 11 settembre, il nuovo preside Giuseppe Farruggia ha rivolto parole di profonda stima e gratitudine a colei che lo ha preceduto. Più che un semplice passaggio di consegne amministrativo, il suo discorso enunciato a braccio (che pubblichiamo di seguito) ha evidenzia il valore etico, umano e relazionale della dirigenza scolastica. Attraverso il ringraziamento per l'accoglienza ricevuta e un toccante richiamo alla poesia "La quercia caduta" di Pascoli, il preside Farruggia ha celebrato l'eredità formativa e l'impronta generosa lasciate dalla preside Campo, augurandosi che il legame e il confronto con lei possano proseguire nel tempo.

Dott. Giuseppe Farruggia
(Dott. Giuseppe Farruggia)

Gentili ospiti, il mio benvenuto a tutti voi, in questa occasione speciale.
Stiamo vivendo una transizione.
Questa transizione, io ritengo che sia vista non superficialmente, perché è un momento molto delicato per una comunità scolastica: il passaggio della dirigenza.
La dirigenza non è - ce lo siamo detti l’altro giorno - soltanto un fatto amministrativo; il dirigente non è soltanto quel capo d’istituto.
Il dirigente rappresenta veramente un punto di riferimento, anche emotivo e relazionale, che influenza tanti aspetti dell’organizzazione scolastica; non soltanto quella formale ma anche la qualità dei rapporti, ma anche l’identità della scuola.
Perché il dirigente scolastico viene visto come punto di riferimento, anche etico e non solo riferimento amministrativo.
Ed è stato facile percepire come tu, punto di riferimento dal punto di vista etico, lo sei stata; per la scuola che io ho trovato, per lo staff splendido - che io non mancherò mai di ringraziare, volta per volta -.
Ed evidenzia l’impronta che in questa scuola si è data nel corso di questi anni. Peraltro sono otto anni. Io riflettevo su come otto anni sono gli stessi anni di servizio di Leonardo Sciascia nella scuola elementare di Racalmuto.
Una disponibilità nella transizione direi generosa, nel senso di “subordinare” la nostra persona, la nostra figura.
E io ho visto, ho percepito, come un’attenzione, tanto nei confronti di questo dirigente - al secondo anno della sua esperienza da dirigente, che veniva da questa scuola di montagna in provincia di Palermo e si ritrova questa scuola così immensa e complessa -, ma io l’ho vista ancor più come una sensibilità, un’attenzione nei confronti della scuola e nei confronti di questa scuola.
Di questa scuola proprio nel momento in cui la si lascia.
Quindi penso che questa sia l’espressione massima, sia di professionalità, quanto anche di affetto nei confronti di una comunità scolastica.
Io alla comunità scolastica ci sono legato anche quando la lascio.
E questo è uno dei primi atti formali che ho appena fatto al momento dell’insediamento: quello di ringraziarti; ringraziarti come dirigente di questa scuola, e a nome di questa scuola.
Ora concludo con un piccolo riferimento.
A me in queste occasioni sovviene una poesia di Pascoli: “La quercia caduta”.
Molto spesso questa poesia viene ripresa per evidenziare il rammarico, una lode, nei confronti di una persona nel momento in cui non c’è più, nel momento in cui ha lasciato il suo ruolo.
Però io penso che ci sia un significato ancora più profondo, in questa poesia.
C’è un passo in cui si dice: “Ognuno loda, ognuno taglia. A sera ognuno col suo grave fascio va”.
Questo per dire che il significato di questa poesia – e penso che noi lo stiamo vivendo in questo momento - è che la grandezza di una persona, nel momento in cui si cambia posto, si lascia una comunità, sta nella parte di sé che si è donata agli altri.
Per dire, anche evangelicamente, che “è donando che si riceve”.
E penso che tu, una personalità come la tua, hai lasciato tanto a questa scuola, e ciascuno ha contribuito e continuerà e contribuire anche in tua assenza; perché i segni che si seminano ovviamente danno frutto anche a lungo termine.
Quello che si è donato dà l’entità di quello che si è.
Di questo ti siamo grati, come scuola, e ti sono grato io per quello che abbiamo fatto in questi in questi giorni intensissimi.
Sia prima del mio insediamento, sia dopo.
Per quello che io ho trovato, e i gesti di cortesia - e che non stiamo qua a dirci, che non ce li siamo detti, ma che sono quelle cose che io ho trovato già pronte - sono stati tantissimi.
Spero e mi auguro che il nostro legame permanga, sperando di averti come “collega senior”, come punto di riferimento.
Noi ci sentiremo, ci confronteremo, e il nostro sarà sempre un rapporto di crescita e di aiuto e supporto vicendevole.
Grazie!  

  

Giuseppe Farruggia

  
Redazione
13 settembre 2026  
© Riproduzione riservata.
        

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


13/09/2026

Scuola. Il saluto della dirigente scolastica Carmen Campo: "Questa scuola rimarrà con me"

 

Dott.ssa Carmen Campo
Carmen Campo

Grazie, Preside!
Ringraziamento

Lo scorso venerdì 11 settembre 2026, a Grotte nell'atrio del plesso "V.E. Orlando" dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia", la dirigente scolastica uscente dott.ssa Carmen Campo ha incontrato il personale scolastico, i rappresentanti delle famiglie, le Autorità locali e i rappresentanti degli enti e associazioni sul territorio per rivolgere loro un saluto e un ringraziamento al termine del suo incarico durato otto anni.
A fare gli onori di casa il nuovo dirigente scolastico, dott. Giuseppe Farruggia. Presenti alla cerimonia, tra gli altri: il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, quello di Racalmuto Calogero Bongiorno, il capitano Davide Di Campli (comandante della Compagnia Carabinieri di Canicatti), il maresciallo ordinario Giuseppe Alletto Sanfilippo (comandante della Stazione Carabinieri di Grotte),
il maresciallo Giuseppe Tirone (comandante della Stazione Carabinieri di Racalmuto), insieme a diversi Assessori dei due Comuni. Toccante e altamente significativo il discorso di saluto della preside Campo - a tratti visibilmente commossa -, che riportiamo di seguito.

Dott.ssa Carmen Campo
(Dott.ssa Carmen Campo)

Carissimi docenti,
gentile personale amministrativo, tecnico e ausiliario, care famiglie, care bambine, cari bambini, studentesse e studenti di Grotte e Racalmuto.
Cari Sindaci di Grotte e Racalmuto, cari Assessori, Dirigenti e Funzionari dei due Comuni, Autorità e rappresentanti delle Istituzioni - in particolare ringrazio il Capitano che ha tanti impegni ed è qui presente assieme ai rappresentanti dell’Arma locale di Grotte e di Racalmuto -.
Carissimi Enti e Associazioni del territorio, care amiche e cari amici di questa comunità.
Ci sono discorsi che si preparano con cura e altri che, per quanto si possano scrivere e riscrivere, trovano la loro verità soltanto nel momento in cui si pronunciano. E questo è il momento.
Dopo otto anni alla guida di questa scuola, oggi mi trovo a salutarvi.
In questi otto anni ho avuto l'onore e la responsabilità di dirigere questa scuola, accompagnandola attraverso cambiamenti, difficoltà, trasformazioni e nuove opportunità.
Ho sempre cercato di interpretare il ruolo di dirigente scolastico nella consapevolezza che dirigere una scuola non significhi semplicemente amministrare un'organizzazione complessa, ma assumere la responsabilità di una comunità educante e contribuire a costruirne la visione, custodendone i valori e sostenendone quotidianamente il cammino.
E devo confessarvi che non è facile salutarvi, perché otto anni non sono semplicemente un periodo di tempo, sono una parte della mia vita.
Sono migliaia di giornate, incontri, riunioni, decisioni, preoccupazioni e soddisfazioni (quindi, quelle che auguro al mio collega, escludendo tutte le altre cose che ho detto prima: soddisfazioni e basta. Vi auguro solo queste).
Sono volti che nel tempo sono diventati familiari, voci che ho imparato a riconoscere, persone con le quali ho condiviso e abbiamo condiviso momenti importanti.
E forse proprio pensando al tempo che passa, ahimè, giusto oggi, e il collega che simpaticamente mi dice “dirigente senior”. Lo so, lo so, dieci anni fa ero come te. Sappilo! Ero dirigente a Mussomeli dieci anni fa ed ero più giovane, assolutamente.
E forse proprio pensando al tempo che passa e a ciò che rimane di ciò che abbiamo vissuto, mi viene in mente una delle immagini più belle della nostra poesia italiana, quella di Eugenio Montale: “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”. È un verso che parla di cammino condiviso, della strada percorsa insieme, e questi otto anni per me sono stati proprio questo: un lungo tratto di strada percorso insieme a voi. Siamo in sintonia.
Quando sono arrivata qui, otto anni fa, sapevo che avrei assunto un incarico di grande responsabilità. Molti temevano che da docente di scuola secondaria di secondo grado, già avvocato e dirigente sempre di una scuola secondaria, dovessi incontrare delle difficoltà a dirigere un istituto comprensivo.
E ho un residuato bellico che dimostra che il pregiudizio c'era. Mi hanno fatto la parodia di una canzone in cui mi sfidavano a dirigere un comprensivo. È stato un incontro nell’ottobre del 2018, in cui mi dicevano: "Guarda che non è facile". Lo dicevano le insegnanti che avevano parodiato una canzone dei Cugini di Campagna. Comunque, ecco, il pregiudizio c'era.
Però con i pregiudizi non si va avanti. E di recente, a proposito di pregiudizi, ho spesso citato una frase evangelica, anch'io attingo al patrimonio con grande rispetto, ed è: “Può mai venire qualcosa di buono da Nazareth?”.
È il pregiudizio che investe Gesù Cristo, figlio di Dio, il Signore. Figuriamoci se non può investire anche me.
E mi ha investito: si pensava che non fossi capace. Ma nel video - forse perché ho chiesto di mettere quell'immagine - c'è un'immagine in cui mi inchino su un bimbo e parlo con lui, e parlo in modo diretto, e anzi dico pubblicamente: io ho avuto un'amica in questo percorso - ecco le care amiche - che dopo un capriccio fatto alla scuola dell'infanzia entrò in confidenza con me e scoprii che facevamo il compleanno nello stesso giorno, la cara Ludovica.
Ludovica aveva fatto un capriccio perché la maestra, in quel caso era la maestra Carmela, aveva deciso che lo scoiattolo fosse marrone e bisognava disegnare uno scoiattolo marrone. Ma Ludovica aveva deciso che era verde.
E ho cercato di mediare questa cosa e siamo diventate amiche, siamo arrivate al punto in comune che siamo nate nello stesso giorno. Ecco, noi siamo amiche perché siamo nate nello stesso giorno.
E ci siamo fatte gli auguri in tutti questi anni, da piccola è diventata ormai una signorina.
Ma questo racconta che non è il background professionale e culturale specifico su gli adolescenti, sui giovani adulti, che fa il discrimine tra un buon dirigente e un cattivo dirigente, ma alla fine a scuola quello che conta è l'attenzione alle persone.

Grazie, Preside!
(Grazie, Preside!)

E nonostante i primi pregiudizi, sicuramente non potevo sapere quanto profondamente questa scuola e questa comunità, queste due comunità, grottese e racalmutese, sarebbero entrate nella mia vita.
Oggi guardandomi indietro mi rendo conto che non lascio soltanto un incarico prestigioso, lascio dei luoghi nei quali ho vissuto una parte importante della mia storia professionale, ma anche umana.
Ho completato dal punto di vista professionale quel mondo che mi mancava, quello dei bambini, quello del primo ciclo.
Oggi guardandomi indietro mi rendo conto che lascio delle persone, e forse questo è l'aspetto più difficile di ogni cambiamento, non lasciare un ufficio, che ho cercato di arredare come potevo, di curare e di rendere accogliente.
Non lascio edifici, neanche questo così bello che abbiamo lo scorso anno inaugurato, ma saluto persone con le quali ho condiviso questo tratto di strada.
In questi otto anni abbiamo camminato.
Non sempre il percorso è stato semplice, ci sono stati momenti nei quali abbiamo dovuto affrontare difficoltà che sembravano grandi, più grandi di noi.
Ci sono state decisioni difficili, giornate faticose, problemi ai quali abbiamo dovuto trovare una soluzione senza avere la certezza che fosse quella giusta.
Penso alla pandemia, all'improvvisa mancanza di quella condivisione gioiosa e quotidiana dell'esperienza scolastica che i bambini e i ragazzi vivono normalmente.
Ricordo le perplessità sul da farsi, ma anche la certezza che dovevamo continuare a esserci nella vita dei nostri studenti, sia pure a distanza, sia pure attraverso piattaforme digitali e linee telefoniche.
E poi il rientro: mascherine, tamponi, disinfettanti, sali quaternari di ammonio e ipoclorito di sodio sono entrati nel nostro lessico scolastico, chi l'avrebbe mai detto?
Non è stato facile, ma uniti ce l'abbiamo fatta senza contagi, senza gravi conseguenze per la comunità professionale e soprattutto per i nostri bambini.
Ma ci sono state anche tante soddisfazioni: successi in gare e competizioni.
La musica unisce la scuola dell'Indire, unica scuola del primo ciclo del Sud Italia. Grazie professore Luigi Amico per aver condiviso questa grande esperienza e a tutti gli altri docenti che hanno dato il loro contributo.
La visita alle aule parlamentari nella ricorrenza degli ottant'anni della Repubblica, le Giornate Sciasciane e tanto altro. E soprattutto ci sono stati momenti nei quali ho avuto la certezza che questa fosse davvero una comunità, una comunità fatta di persone diverse, di ruoli diversi, diverse sensibilità e punti di vista, ma unite nella consapevolezza di avere una responsabilità comune: prenderci cura della scuola e, attraverso la scuola, delle generazioni future.
Ma proprio nei momenti più complessi ho avuto la conferma di quanto sia importante il senso di appartenenza a una comunità.
Una scuola può affrontare le difficoltà quando sa fare squadra, può guardare al futuro quando sa valorizzare le proprie risorse, può rinnovarsi senza perdere la propria identità quando mantiene saldi i principi sui quali fonda la propria missione educativa.
Sono convinta che questo sia uno dei patrimoni più importanti che lascio: la consapevolezza che ogni risultato raggiunto è stato il frutto di un lavoro collettivo, perché nessun dirigente, neanche il migliore, costruisce una scuola da solo.
Vorrei allora ringraziare uno per uno tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me questa responsabilità.
Ringrazio i docenti e in modo particolare coloro che hanno fatto parte dello staff.
Elenco solo lo staff ristretto, ma che si è succeduto negli anni: Sergio Scimè, Mariella Tirone, Carmela Figliola, Paola Sardo, Antonietta Zaffuto, Giusy Palmeri, Patrizia Cino, Giusy Costanza, Carmela Cino, Gianluca Di Marco, Emilia Carlisi, Valeria Iannuzzo, Rosi Spallitta, Accursia Vitello e tanti altri. È con loro soprattutto che “ho sceso, dando loro il braccio, almeno un milione di scale”.
Ho visto in questi anni la vostra fatica, la vostra passione, la vostra capacità di ricominciare ogni giorno.
Il lavoro dell'insegnante è spesso fatto di gesti che non fanno rumore, che forse non verranno mai ricordati, ma proprio per quei gesti ogni giorno, e giorno dopo giorno, cambiamo la vita delle persone, dei bimbi che ci hanno affidato.
E qui penso a Victor Hugo: “Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione”.
Capitano, sono convinta che il lavoro fatto insieme aveva questa ispirazione profonda. È una frase che restituisce alla scuola la sua funzione più alta: aprire possibilità, allargare gli orizzonti, liberare il pensiero. È questo che ogni giorno chiediamo alla scuola di fare.
Ringrazio il personale amministrativo, tecnico - per quel poco che c'è stato - e ausiliario.
So bene quanto della vita quotidiana di una scuola dipenda dal vostro lavoro, spesso discreto e lontano dagli occhi di chi osserva soltanto ciò che accade nelle aule.
Grazie per esserci stati, per aver affrontato le difficoltà, per aver contribuito ciascuno nel proprio ruolo a rendere possibile il funzionamento di questa grande comunità.
In particolare ringrazio le donne della segreteria dalle quali mi sono sentita supportata e compresa. Ed in particolare colei che dirige il personale ATA: Ignazia Ciraolo, competente, professionale, laboriosa e discreta. Grande sostegno nelle tempeste, lavoratrice indefessa, alleata in ogni battaglia, fiduciosa nei momenti più duri. Grazie.
Ringrazio gli uomini della segreteria e i collaboratori scolastici per la collaborazione e la stima che in tante occasioni mi avete manifestato.
Ringrazio le istituzioni e soprattutto i Comuni, con i loro sindaci e amministratori, con il personale tecnico, amministrativo e dei servizi sociali.
Grazie per aver con intelligenza compreso che divergenze di opinioni a volte inevitabilmente emerse erano sempre animate dal profondo desiderio di dare ai bambini e ai ragazzi di Grotte e Racalmuto ambienti sicuri e confortevoli dove affrontare con impegno, ma anche con gioia e serenità, la meravigliosa avventura dell'apprendimento.
Ringrazio gli enti e le associazioni per gli inviti, per i convegni e i dibattiti ai quali ho partecipato, spesso - bontà loro - da relatrice, con l'intento di essere comunità e di dare centralità alla scuola, non alla mia persona.
Ringrazio le famiglie. Il rapporto con le famiglie è sempre piuttosto complesso, ma abbiamo condiviso la cosa più importante: la responsabilità verso i nostri alunni.
E poi ci sono loro: le bambine e i bambini, le studentesse e gli studenti.
C'è una foto, forse la vedremo, che mi ritrae con il piccolo Alfredo. E mi piace ricordare i nomi: ho parlato di Ludovica, vi parlo di Alfredo, ma ce ne sono tanti altri. Mi abbasso per capire il capriccio o il disagio in una bella giornata di festa. È l'immagine che denota che ho superato la prova: sono riuscita a trovare un modo per far capire anche a loro che il mio scrupolo professionale è amore per loro e per la loro crescita.
Un paio di giorni fa ho incontrato nei pressi del Liceo Politi - e quindi della mia nuova scuola - un bel gruppo di studenti di Grotte e Racalmuto. Con emozione ho riconosciuto molti di loro, affrontavano rumorosi e felici il loro primo giorno di scuola nella secondaria. Mi son detta: “Missione compiuta! Sono diventati grandi. Possono andare”.
Agli alunni vorrei dedicare le parole più importanti.
In otto anni ho visto passare ragazzi e ragazze, alcuni li ho conosciuti, li ho visti crescere, li ho affiancati.
Molti non ricorderanno il nome della dirigente che hanno incontrato durante il percorso, ed è giusto così.
Spero però che possano ricordare almeno una cosa: di essere stati in una scuola che ha creduto in loro; perché alla fine è questo che dà senso al lavoro: credere nei nostri ragazzi.
Non i documenti, non le procedure, non le riunioni, non gli adempimenti cui ho dedicato impegno zelante, sono la parte più importante, ma le persone.
I bambini entrano incerti in questa scuola, le maestre della scuola dell’infanzia li accolgono quando sono così paurosi, quando vivono quel distacco terribile dal nucleo familiare.
È per loro che abbiamo lavorato.
E ai bambini di Grotte e Racalmuto vorrei lasciare anche un pensiero che viene dalla musica.
De Gregori canta “La storia siamo noi”; la storia infatti non è fatta soltanto dai grandi eventi o dai nomi che rimangono nei libri, è fatta dalle persone, dalle scelte quotidiane, dei piccoli gesti, dalle relazioni che costruiamo.
Una scuola è prima di tutto una storia fatta di persone.
In questi otto anni ho imparato molto; ho imparato che spesso una parola vale molto più di mille circolari, che accogliere un problema e condividerlo è più importante che trovare la giusta soluzione nel momento giusto.
Un dirigente può dare una direzione, assume una responsabilità e cerca di costruire una visione, ma la scuola diventa ciò che è grazie a coloro che la fanno vivere, che quella visione condividono e che ci aiutano a realizzarla.
Questo tratto di strada si conclude, e non posso fare a meno di guardare indietro.
Guardando indietro vedo tante immagini: le aule, i corridoi, le riunioni, i momenti ufficiali, le giornate difficili, i sorrisi, le domande, le preoccupazioni delle famiglie.
Vedo recite, esibizioni musicali, escursioni nel territorio, giornate della sana merenda e Cittadelle del buon gusto, carnevale, SER, giocate celebrative, mini olimpiadi. Vedo i volti dei colleghi, vedo persone con le quali ho condiviso molto più che un lavoro.
Una scuola è una comunità umana, e questa scuola rimarrà con me, anche quando ci saranno nuovi colleghi, nuove responsabilità, nuovi ragazzi.
Qui posso dire che alla fine di questi otto anni mi accorgo di quanto questa scuola mi ha dato: occasioni di crescita, mi ha messo alla prova più di una volta, mi hai regalato soddisfazioni, ma soprattutto mi ha regalato incontri, è per questo che devo esprimere soprattutto gratitudine.
Grazie per la fiducia, grazie per il confronto, grazie per le volte in cui siamo stati d'accordo ma grazie ancora di più per quando in disaccordo ci siamo confrontati e mi avete fatto crescere.
Ora il cammino prosegue. Il compito l’ho condotto fin qui con impegno e onestà. Ho avuto l’opportunità di servire questa comunità, mi accingo con lo stesso spirito a servire la mia comunità, la mia città di Agrigento.
E qui, con un nuovo dirigente, il cammino prosegue. È all'inizio della sua carriera dirigenziale, ma saprà condurvi, per la passione che lo anima e la sua professionalità, verso nuove sfide.
Il senso più autentico di questa giornata è in un autore che ho citato tante volte, Cesare Pavese, fa parte della mia formazione più profonda – perché il mio prof., grottese, Nino Agnello, ha pubblicato tanto, ha studiato tanto Cesare Pavese, e me lo ha fatto conoscere profondamente -.
“L’unica gioia al mondo è cominciare” dice Cesare Pavese. E allora bando a questa nostalgia, a queste lacrime; ho la gioia di cominciare una nuova sfida, e anche a voi dico: cominciamo con questo spirito una nuova sfida.
Vi rivolgo soltanto un augurio sincero: abbiate cura di questa scuola, abbiate cura dei vostri studenti, abbiate cura gli uni degli altri per essere davvero comunità.
Continuate a credere che educare significa aprire possibilità, costruire futuro, dare fiducia.
Io porto con me i volti, le voci, le esperienze.
Certamente nessuna scuola mi consentirà di avere un coinquilino così illustre come quello che ho avuto negli anni, quello che simpaticamente appello “lo zio Nanà”.
Leonardo Sciascia - con la sua aula dedicata - era alle mie spalle, e qualche volta rileggendo le Cronache scolastiche - le ho rilette perché mi hanno invitato a parlare, a discutere, nel centenario, ho riletto quelle Cronache - e quella frase “odio la scuola” era l'unico punto di disaccordo totale con lo Zio Nanà, e quasi quasi, ogni tanto, quando prendevo delle soddisfazioni, quando vedevo belle cose che sbocciavano, mi veniva di andare in quell’aula a dirgli: “Zio Nanà, ma vedi che è bella la scuola, ma vedi quanto dà opportunità; non solo a chi vi opera, perché professionalmente deve farlo, ma in generale per chi dedica le sue energie al futuro dai ragazzi”.
Grazie per aver fatto sì che questo non fosse solo un incarico professionale.
Buon cammino a tutti, e questa scuola continuerà il suo cammino senza di me, ma quella che è stata - con le relazioni che abbiamo instaurato - quella me la porto con me, nel mio cuore.  

  

Carmen Campo

  
Redazione
13 settembre 2026  
© Riproduzione riservata.
        

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


11/09/2026

Diritto. "Fine vita: il quadro giuridico italiano tra autodeterminazione e tutela della vita"; del dott. Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

Caro Direttore,
approfitto del vivace dibattito che si è sviluppato sul giornale sul tema del fine vita per offrire un contributo di natura prettamente tecnica, senza voler entrare in valutazioni di carattere etico o morale, che, come è stato correttamente osservato, appartengono alla libertà di coscienza e alle convinzioni di ciascuno.

Fine vita: il quadro giuridico italiano tra autodeterminazione e tutela della vita.
Una premessa necessaria: non confondere concetti diversi.
Nel dibattito pubblico sul fine vita vengono spesso utilizzati come sinonimi concetti che, dal punto di vista giuridico, non lo sono.
Per eutanasia si intende, in termini generali, l'intervento intenzionale di un terzo diretto a provocare la morte del paziente, normalmente attraverso la somministrazione di un farmaco. Nell'ordinamento italiano una condotta di questo tipo non è consentita e può integrare, a seconda delle circostanze, la fattispecie dell'omicidio del consenziente prevista dall'articolo 579 del codice penale.
Diverso è il caso del rifiuto o dell'interruzione delle cure. Una persona capace di intendere e di volere può infatti rifiutare un trattamento sanitario, anche quando esso sia necessario alla sua sopravvivenza. In questo caso la morte non viene direttamente provocata da un terzo: consegue alla patologia, dopo che il paziente ha esercitato il proprio diritto di non sottoporsi a un trattamento non voluto.
È proprio da questa distinzione che occorre partire per comprendere il problema giuridico del fine vita.
La questione centrale è allora stabilire se e in quali condizioni siano lecite le condotte di terzi che consentano a una persona affetta da una grave e irreversibile malattia di porre fine alle proprie sofferenze, e quali siano i limiti entro i quali l'ordinamento possa riconoscere tale possibilità.
Si tratta di una questione che in Italia è stata affrontata per lungo tempo soprattutto dalla giurisprudenza, anche a causa della mancanza di una disciplina legislativa organica.
Nel corso degli anni si sono susseguiti alcuni passaggi fondamentali.

Da Welby ed Englaro alla legge sul consenso informato.
Un primo momento decisivo è rappresentato dalle vicende di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro.
Nel caso Welby, il medico Mario Riccio procedette al distacco del ventilatore, su richiesta del paziente, accompagnando l'interruzione del trattamento con la sedazione necessaria a evitare sofferenze. Il procedimento penale nei suoi confronti si concluse con il proscioglimento, riconoscendo la rilevanza della causa di non punibilità dell'adempimento del dovere.
Ancora più importante fu la vicenda di Eluana Englaro. Con la sentenza della Corte di cassazione, Sezione I civile, del 16 ottobre 2007, n. 21748, venne riconosciuta la possibilità di autorizzare l'interruzione del trattamento di sostegno vitale quando fossero presenti determinate condizioni.
In particolare, la Corte indicò la necessità di accertare:
- l'irreversibilità della condizione del paziente, sulla base di criteri scientificamente riconosciuti;
- la volontà della persona interessata, ricostruita in maniera univoca attraverso il suo vissuto, la sua personalità e le sue convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche.
Successivamente, la Corte d'Appello di Milano, con decreto del 25 giugno 2008, autorizzò l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali nei confronti di Eluana Englaro.
Queste vicende contribuirono a consolidare un principio destinato a diventare centrale: la persona capace di intendere e di volere ha il diritto di rifiutare un trattamento sanitario, anche quando esso sia necessario per mantenerla in vita.
Tale principio è stato poi espressamente disciplinato dalla legge n. 219 del 2017, sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT).
La legge ha riconosciuto il diritto del paziente di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento sanitario, compresi quelli necessari alla sopravvivenza e i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiali.
Ha inoltre previsto che l'interruzione delle cure possa essere accompagnata dalle necessarie cure palliative e dalla sedazione palliativa profonda continua, quando ne ricorrano i presupposti.
Il principio di fondo è quello dell'autodeterminazione della persona nelle scelte terapeutiche, inserito nel rapporto di fiducia tra medico e paziente.

La svolta della Corte costituzionale: la sentenza n. 242 del 2019.
Il passaggio più significativo nel rapporto tra autodeterminazione, diritto alla vita e suicidio assistito è rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 2019, pronunciata nel caso Cappato.
Marco Cappato era stato imputato per avere accompagnato in Svizzera una persona, Fabiano Antoniani (DJ Fabo), presso una struttura nella quale il suicidio assistito era praticato legalmente a determinate condizioni.
L'imputazione riguardava sia il rafforzamento del proposito suicidario sia l'agevolazione dell'esecuzione del suicidio, attraverso il trasporto in Svizzera.
La questione arrivò davanti alla Corte costituzionale in relazione all'articolo 580 del codice penale, che punisce l'istigazione o l'aiuto al suicidio.
La Corte, già con l'ordinanza n. 207 del 2018, aveva evidenziato come il divieto penale, pur perseguendo una finalità di tutela della vita e delle persone vulnerabili, potesse risultare costituzionalmente problematico in situazioni particolarmente specifiche.
Il punto di equilibrio individuato dalla Corte è estremamente importante.
La Corte ha escluso che dalla Costituzione possa ricavarsi, in via generale, un diritto a morire o un diritto ad ottenere dallo Stato un aiuto a morire.
Ha tuttavia ritenuto costituzionalmente problematico punire indistintamente l'aiuto al suicidio quando la persona si trovi in condizioni particolarmente gravi.
La non punibilità è stata quindi riconosciuta, entro precisi limiti, quando la persona sia:
- affetta da una patologia irreversibile;
- sottoposta a sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili;
- mantenuta in vita attraverso trattamenti di sostegno vitale;
- capace di prendere decisioni libere e consapevoli.

A queste condizioni devono aggiungersi le garanzie procedurali previste dall'ordinamento e, in particolare, quelle collegate alla disciplina sul consenso informato.
La Corte ha così introdotto una area circoscritta di non punibilità dell'aiuto al suicidio, senza trasformarla in un generale diritto al suicidio assistito.

Il rapporto con la legge n. 219 del 2017.
Per comprendere la decisione del 2019 è fondamentale considerare il rapporto con la legge sul consenso informato.
La legge n. 219 del 2017 consente al paziente di rifiutare o interrompere anche un trattamento necessario alla sopravvivenza.
Il paziente può quindi scegliere di interrompere le terapie e, in questo caso, deve essere garantito un adeguato accompagnamento medico, comprese le cure palliative e, quando ne ricorrano i presupposti, la sedazione palliativa.
È una distinzione fondamentale.
Interrompere una terapia non voluta non equivale, sul piano giuridico, a somministrare un farmaco destinato a provocare direttamente la morte.
Nel primo caso la morte sopraggiunge per effetto della malattia dopo che il paziente ha esercitato il proprio diritto di rifiutare le cure.
Nel secondo caso, invece, vi è un intervento direttamente finalizzato a provocare la morte.
La Corte costituzionale ha dunque cercato di mantenere un equilibrio tra il diritto all'autodeterminazione del paziente e il dovere dello Stato di tutelare la vita, soprattutto delle persone più vulnerabili.

La sentenza n. 135 del 2024: che cosa significa "trattamento di sostegno vitale"?
Un ulteriore passaggio importante è rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 135 del 2024.
La questione riguardava una persona affetta da una patologia gravemente invalidante e irreversibile, ma che non risultava dipendente da un trattamento di sostegno vitale nel senso tradizionalmente inteso.
Si è quindi posto il problema di stabilire che cosa debba intendersi per "trattamento di sostegno vitale" ai fini dell'applicazione dei principi stabiliti dalla sentenza del 2019.
La questione è tutt'altro che teorica.
In determinate situazioni, infatti, il mantenimento in vita può dipendere non soltanto da apparecchiature o macchinari, ma anche da trattamenti farmacologici o da specifiche forme di assistenza senza le quali la persona potrebbe andare incontro alla morte.
La Corte ha però mantenuto ferma la distinzione tra due situazioni diverse.
Da un lato, vi è la persona che può rifiutare o interrompere un trattamento sanitario dal quale dipende la sua sopravvivenza. In questo caso opera pienamente il principio del consenso informato e dell'autodeterminazione terapeutica.
Dall'altro lato, vi è la persona che, pur essendo affetta da una patologia irreversibile e fonte di sofferenze, non dipende da un trattamento di sostegno vitale.
Secondo la Corte, queste due situazioni non possono essere automaticamente equiparate.
La ragione è che l'articolo 580 del codice penale non tutela la vita secondo una concezione meramente pubblicistica, propria di una diversa epoca storica, nella quale la vita individuale era considerata indisponibile anche nell'interesse della collettività.
La funzione della norma è piuttosto quella di proteggere le persone, soprattutto quelle che attraversano momenti di particolare fragilità e sofferenza, dal rischio di decisioni irreversibili condizionate da pressioni, vulnerabilità o interferenze esterne.
Da qui deriva la necessità di una particolare cautela nell'estendere l'area di non punibilità dell'aiuto al suicidio.
La Corte ha quindi ribadito che ogni persona conserva il diritto di rifiutare le cure, comprese quelle salvavita, ma ha rimesso al legislatore la responsabilità di stabilire se e in che misura ampliare ulteriormente le possibilità di accesso al suicidio medicalmente assistito.

La giurisprudenza europea.
Anche la Corte europea dei diritti dell'uomo è intervenuta più volte sul tema, riconoscendo agli Stati un ampio margine nella ricerca di un equilibrio tra diversi diritti e interessi.
La giurisprudenza europea, in sostanza, non impone agli Stati un unico modello legislativo in materia di fine vita.
Anche sotto questo profilo emerge quindi un elemento comune: il problema non può essere risolto attraverso l'affermazione assoluta di un solo principio, ma richiede un bilanciamento tra autodeterminazione individuale, tutela della vita, dignità della persona e protezione dei soggetti vulnerabili.

La sentenza n. 204 del 2025 e la legge della Toscana.
Un passaggio più recente è rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2025, relativa al conflitto di attribuzione promosso dallo Stato nei confronti della legge della Regione Toscana n. 16 del 2025, adottata per disciplinare le procedure relative al fine vita.
La questione riguardava, tra l'altro, la possibilità per una Regione di intervenire sulla materia in assenza di una legge statale organica.
La Corte ha riconosciuto che le Regioni possono intervenire su aspetti relativi all'organizzazione dei servizi e delle procedure sanitarie, purché rimangano all'interno delle rispettive competenze.
Non possono invece modificare la disciplina penale, che appartiene alla competenza esclusiva dello Stato, né introdurre autonomamente nuove cause di non punibilità.
Per questo motivo alcune disposizioni della legge toscana sono state dichiarate incostituzionali.
La Corte ha inoltre sottolineato l'esigenza di assicurare uniformità sul territorio nazionale, soprattutto quando vengono in gioco diritti fondamentali della persona e il delicato equilibrio tra autodeterminazione, tutela della vita e diritto alla cura.

Un percorso ancora incompleto.
Il quadro che emerge è dunque quello di un ordinamento nel quale la disciplina del fine vita non è ancora contenuta in un'unica legge organica, ma si è progressivamente formata attraverso la Costituzione, la legge n. 219 del 2017, la giurisprudenza ordinaria e, soprattutto, gli interventi della Corte costituzionale.
Oggi possiamo affermare alcuni punti con sufficiente chiarezza.
La persona ha il diritto di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento sanitario, anche quando sia necessario alla sopravvivenza.
Ha diritto a essere accompagnata attraverso cure palliative adeguate, nel rispetto della propria dignità e della propria volontà.
L'eutanasia, intesa come somministrazione diretta di un farmaco finalizzato a provocare la morte, non è ammessa dall'ordinamento italiano.
Il suicidio assistito rimane penalmente rilevante, ma, a seguito della sentenza n. 242 del 2019 e delle successive pronunce, esiste una ristretta area di non punibilità quando ricorrono precise condizioni sostanziali e procedurali.
Al di fuori di tali condizioni, non esiste oggi nell'ordinamento italiano un generale diritto al suicidio assistito.
Resta, infine, al legislatore il compito di dare una disciplina organica alla materia, individuando un equilibrio tra valori tutti di rango costituzionale.

Una conclusione necessariamente aperta.
Il percorso compiuto negli ultimi vent'anni dimostra quanto il tema del fine vita sia complesso e delicato.
La giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto un ruolo sempre maggiore alla volontà della persona e al diritto all'autodeterminazione terapeutica, ma nello stesso tempo ha ribadito che la tutela della vita rimane un valore fondamentale dell'ordinamento e che le persone fragili devono essere protette da condizionamenti e decisioni irreversibili assunte in situazioni di particolare vulnerabilità.
È proprio questo il punto di equilibrio che emerge dalle più recenti pronunce della Corte costituzionale: autodeterminazione e tutela della vita non sono necessariamente valori contrapposti, ma devono essere messi in relazione tra loro attraverso regole e garanzie adeguate.
Il cammino verso una disciplina legislativa completa del fine vita è dunque ancora in corso. Ma, grazie anche all'evoluzione della giurisprudenza e agli interventi della Corte costituzionale, l'ordinamento italiano ha certamente maturato una maggiore consapevolezza della necessità di rispettare la volontà del paziente, garantire cure palliative efficaci e assicurare, nella fase finale dell'esistenza, il massimo rispetto della dignità della persona.
Ed è probabilmente proprio dalla tutela della dignità, più che dalla contrapposizione ideologica tra il "diritto alla vita" e il "diritto alla morte", che dovrebbe partire il confronto civile e giuridico su una materia così delicata.  

  

Salvatore Filippo Vitello

11 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
        

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


10/09/2026

Editoria. "La promessa di Canepanova": la riscoperta degli affetti e delle radici nell'ultimo libro di Carmelo Rotolo

 

"La promessa di Canepanova", il nuovo libro di Carmelo Rotolo
Carmelo Rotolo

Torna alla scrittura con un'opera intima e profonda il dott. Carmelo Rotolo, medico chirurgo fisiatra originario di Grotte ma da anni residente e operante in Lombardia, in provincia di Pavia. Il suo nuovo lavoro letterario (che avevamo già annunciato), dal titolo "La promessa di Canepanova. Quando un padre ritrova la strada verso casa" (edizioni Print Service Pavia), si inserisce nel solco di una narrazione delicata, capace di toccare con grazia le corde più intime del senso di appartenenza e delle fragilità umane.

"La promessa di Canepanova", il nuovo libro di Carmelo Rotolo
(Carmelo Rotolo con il suo ultimo libro)

Sullo sfondo di una Pavia suggestiva, disegnata tra la quiete dei suoi scorci antichi e il fermento della quotidianità, si snoda la vicenda interiore del protagonista. Un uomo travolto da incomprensioni, silenzi e dalle distanze accumulate nel tempo con i propri cari, giunge a un punto di svolta esistenziale in cui tutto sembra ormai perduto.
È proprio nell'ora del disorientamento che si innesca la svolta: un gesto semplice, una voce, un ricordo o una presenza riaccendono in lui la spinta al cambiamento. Al centro di questo percorso si staglia la figura del santuario di Santa Maria di Canepanova, luogo simbolo di raccoglimento e di fede. Presso questo spazio del cuore, l'uomo trova la forza di formulare una promessa e intraprendere il cammino di riconciliazione: ritrovare il proprio ruolo di padre e ripercorrere, con umiltà e speranza, la strada che riporta verso casa e verso gli affetti familiari.
Il volume ha una forma essenziale (76 pagine): una scelta di brevità che favorisce una lettura fluida e incisiva, capace di coinvolgere il lettore senza perdersi in artifici retorici.
La prosa di Carmelo Rotolo si alimenta di uno stile garbato, misurato e intriso di profonda empatia; qui l'esperienza professionale di medico si riflette nell'attenzione quasi terapeutica verso le ferite dell'anima, ponendo l'accento sulla possibilità, sempre aperta per ciascuno, di rinascere anche a partire da un piccolo passo. "La promessa di Canepanova" si rivela così una riflessione sul valore del perdono, del tempo ritrovato e sull'importanza di non smarrire mai l'itinerario verso le proprie radici
. 
  
Carmelo Arnone
10 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


10/09/2026

Politica. Festa Nazionale UDC 2026: Decio Terrana relatore sabato 12 settembre

 

Decio Terrana
Decio Terrana

Festa Nazionale UDC 2026
Programma

L’Unione di Centro promuove la propria manifestazione politica nazionale il 12 e il 13 settembre a Roma, presso il Centro Congressi del Crowne Plaza Roma St. Peter’s. Il programma prevede un intenso calendario di dibattiti che spaziano dalle politiche sociali al fisco, passando per le riforme elettorali e il ruolo della pubblica amministrazione.
Tra gli interventi previsti, quello dell'on. Decio Terrana, Responsabile Nazionale UDC Enti Locali, programmato per sabato 12 settembre alle ore 15.00. Terrana prenderà la parola all'interno della sessione di discussione intitolata "L'Italia ha bisogno del Centro", incentrata sullo scudo crociato, il voto cattolico e il confronto con i populismi e i radicalismi. Insieme a lui interverranno Giuseppe Fioroni (Vice Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS), Padre Franco Ciccimarra (Presidente Nazionale AGIDAE), Paolo Alli (Presidente di Alternativa Popolare), Stefano Tunis (Consigliere Regionale di Sardegna al Centro 20Venti), e Antonio Saccone (Presidente di Cinecittà), con la moderazione del giornalista Gerardo Greco.
I lavori della prima giornata si apriranno sabato alle ore 10.00 con la presentazione a cura di Metis Di Meo e i saluti introduttivi del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del coordinatore provinciale UDC Roberto Riccardi, del aoordinatore regionale Regino Brachetti, della presidente del gruppo parlamentare Michaela Biancofiore e del presidente del Consiglio Nazionale UDC Lorenzo Cesa. Successivamente è in programma il collegamento con la presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.
La mattina proseguirà con un dibattito sulla protezione sociale, la natalità e il sistema casa, a cui parteciperanno il vice ministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci, il presidente del gruppo UDC Regione Marche Luca Marconi, il segretario generale del Censis Giorgio De Rita e la prof.ssa Marina D'Amato, moderati da Danilo Paolini di Avvenire.
Dopo il pranzo curato dagli Alpini e dai volontari della Pro Loco di Pieve di Soligo e l'intervento in collegamento del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alle 14.45, nel pomeriggio verranno affrontati i temi istituzionali. Alle 17.00 la tavola rotonda sulla legge elettorale vedrà i contributi di Giovanni Donzelli per Fratelli d'Italia, Claudio Durigon per la Lega, Alessandro Battilocchio per Forza Italia, Alessandro Colucci per Noi Moderati e Gianfranco Chiarelli, Vice Segretario Nazionale UDC, coordinati da Giancarla Rondinelli del TG1.
A seguire, alle 18.00, un focus dedicato al ruolo delle donne vedrà la partecipazione della presidente onoraria UDC Paola Binetti, del sottosegretario Lucia Albano, di Simona Petrozzi, di Claudia Navarini, della presidente del gruppo UDC Regione Sardegna Alice Aroni e di Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio. La giornata del 12 settembre si chiuderà alle 18.45 con un confronto tra i segretari e i dirigenti territoriali del partito e una cena con specialità venete gestita dalla Pro Loco di Pieve di Soligo.
Domenica 13 settembre i lavori cominceranno alle 09.00 con la Santa Messa celebrata da don Marco Malizia. Alle 09.45 è previsto un dibattito sulla semplificazione fiscale e sul sostegno al ceto medio, con contributi del ministro Giancarlo Giorgetti, del vice ministro Maurizio Leo, di Enrico Costa, dei rappresentanti di Confartigianato e Confcommercio Eugenio Massetti e Donatella Prampolini, del professor Giuseppe Melis, del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e del vice segretario UDC Paolo Greco Lucchina.
Seguirà alle 10.30 l'intervento in collegamento del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, mentre alle 10.45 si terrà la tavola rotonda sull'innovazione nella pubblica amministrazione e l'intelligenza artificiale. Tra i relatori figurano il ministro Paolo Zangrillo, monsignor Renzo Pegoraro della Pontificia Accademia per la Vita, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la segretaria generale UNADIS Barbara Casagrande, i sindaci Enrico Di Giuseppantonio e Mario Baccini, Eric Pasqualon e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, con il coordinamento di Roberto Inciocchi.

Le conclusioni della due giorni saranno affidate al segretario nazionale UDC Antonio De Poli, con l'intervento di chiusura programmato per le ore 11.45
.
  
Redazione
10 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


10/09/2026

Televisione. Morsi della vita e tenerezza della tradizione: "Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro al TGR Sicilia

 

"Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro al TGR Sicilia
Guarda il video

Nella rubrica "Pagine al sole" del TGR Rai 3 Sicilia (guarda il video), andata in onda lo scorso lunedì 7 settembre 2026, a cura della giornalista Tiziana Martorana, è stata presentata l'ultima fatica poetica di Aristotele Cuffaro dal titolo "Muzzicuna", pubblicata dalla casa editrice Medinova.

"Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro al TGR Sicilia
(
Guarda il video)

Nel servizio televisivo è lo stesso Autore a mostrare con orgoglio il volume a copertina azzurra, illustrato e accompagnato da versi in lingua siciliana con traduzione a fronte. L'opera racchiude la prefazione del prof. Tommaso Romano e l'introduzione dell'attore Gianfranco Iannuzzo. Come illustrato dall'Autore durante la sua intervista, la silloge poetica si sviluppa attraverso tre grandi direttrici tematiche che abbracciano la tradizione isolana, l'esaltazione dei sentimenti umani e una profonda vena di denuncia sociale.
La particolarità dell'opera risiede nella scelta del titolo, il cui significato viene spiegato direttamente da Cuffaro per mezzo di un'articolata metafora popolare; il termine "Muzzicuna" esprime una doppia valenza: da un lato richiama la tenerezza del tipico detto siciliano rivolto all'affetto per i bambini piccoli, dall'altro simboleggia i morsi dolorosi della vita, ovvero gli ostacoli e le sofferenze che ogni individuo si trova ad affrontare lungo il proprio percorso esistenziale.
Tra le immagini mostrate (illustrazioni a cura di Sergio Criminisi) spicca il disegno di una mano che accompagna la lirica "Li ita di 'na mani", la raffigurazione drammatica di un volto dolente accostata al componimento "Guerra", e il disegno di copertina in cui uno scrittore osserva la luna e il paesaggio urbano notturno dalla propria finestra.
Il servizio giornalistico
- guarda il video - diventa un racconto visivo che alterna i primi piani del libro alle parole dell'autore, e permette di cogliere la forte sinergia tra la parola poetica in dialetto e il supporto grafico, offrendo una panoramica su un'opera capace di coniugare radici culturali e riflessione esistenziale.       
  

Carmelo Arnone

10 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


09/09/2026

Riconoscimenti. Alla dott.ssa Graziella Luparello il "Premio Europeo della Giustizia Beato Rosario Livatino" edizione 2026

 

Dott.ssa Graziella Luparello
Graziella Luparello

La seconda edizione del "Premio Europeo della Giustizia Beato Rosario Livatino" si terrà a Roma il 29 ottobre 2026, presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Pontificio Maffei-Marescotti. Il riconoscimento è dedicato alla memoria del Magistrato ucciso dalla mafia nel 1990 e punta a valorizzare figure del mondo giudiziario e della società civile che si distinguono per il costante impegno, il rigore e la dedizione nella tutela della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata. L'iniziativa è stata ideata da Claudio d'Alelio Marescotti, supervisore generale Ofeact-Espace Schengen-Benelux e coordinatore del comitato scientifico e della giuria, in collaborazione con Giuliano Crepaldi, presidente della Società di San Vincenzo De Paoli del Consiglio Centrale di Roma.

Dott.ssa Graziella Luparello
(Dott.ssa Graziella Luparello)

Per questa nuova edizione sono stati designati tre magistrati. La dott.ssa Graziella Luparello, in servizio presso il Tribunale di Caltanissetta, è l'unico magistrato della funzione giudicante tra i premiati. Nella comunicazione di assegnazione, la Commissione Giudicatrice e il Comitato Scientifico hanno evidenziato il suo costante impegno e i risultati di eccellenza raggiunti, definendo il suo lavoro un modello di riferimento per la comunità a livello nazionale ed europeo.
La dott.ssa Luparello svolge le funzioni di Giudice presso il Tribunale di Caltanissetta, incaricata quale Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP). Nel corso della sua attività giudiziaria si è occupata in prevalenza di procedimenti penali di criminalità organizzata e di misure di prevenzione patrimoniale. È stata docente e relatrice presso la Scuola Superiore della Magistratura in corsi di formazione specialistica destinati ai magistrati su temi quali la confisca di prevenzione e le misure ablative allargate a contrasto dei patrimoni illeciti. Ha partecipato come relatrice a convegni di studio specialistici organizzati in collaborazione con enti e istituzioni pubbliche (tra cui l'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata).
Insieme a lei riceveranno il riconoscimento altri due magistrati assegnatari per le funzioni requirenti: l'italiana dott.ssa Federica La Chioma, della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, e il francese dott. Nicolas Bessone, procuratore a Marsiglia.
A introdurre e accompagnare le attività del Premio è la mostra d'arte collettiva intitolata "Fede e Giustizia - Testimonianza di vita del Beato Rosario Livatino", allestita a Roma dal 4 al 15 settembre 2026 presso la Galleria La Pigna del Palazzo Pontificio Maffei-Marescotti, con orario di apertura dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e ingresso libero. Diretta da Anna Maria Borsatti e curata da Claudio d'Alelio Marescotti con il supporto dell'Archivio Paolo Salvati, l'esposizione presenta le opere di ventiquattro artisti d\ell'UCAI Roma, associazione guidata da Tullio Princigallo. Gli artisti propongono una riflessione sui temi del sacrificio, della responsabilità pubblica e del rapporto tra fede e vita contemporanea attraverso l'arte visiva.
Il riconoscimento trova le sue radici nella prima edizione del 29 ottobre 2025, svolta presso il Collegio Leoniano di Roma e sostenuta dal patrocinio di Unesco Italia, dal supporto dell'Associazione Nazionale Magistrati e dal patrocinio dell'Associazione Ossigeno per l'informazione
. 
  
Carmelo Arnone
9 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


08/09/2026

Attualità. "La dignità del dolore al tempo dei social; l'amico Decio e il miracolo di Facebook"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Eutanasia: replica di Armando Caltagirone alla risposta dell'on. Decio Terrana.

*****

L'amico Decio ha frainteso: non intendevo dire "ripigliamo la cultura spartana della rupe e non solo per gli infanti ma per tutti quelli che stanno male".
Mi dispiace se per lui non sono stato chiaro.
Anche nel malinteso si trova il lato positivo. Il bilancio della sanità miracolosamente andrebbe in attivo.
Comunque il discorso è abbastanza chiaro e lo intendo definitivamente chiuso
. 
  
Armando Caltagirone
8 settembre 2026  
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


08/09/2026

Attualità. Decio Terrana: "Caro Armando, ti rispondo con franchezza, ma anche con rispetto e affetto"

 

Decio Terrana
Decio Terrana

No all'eutanasia
No all'eutanasia

Eutanasia: risposta dell'on. Decio Terrana all'articolo pubblicato oggi, a firma di Armando Caltagirone.

*****

Caro Armando,
tu sai quanto ti stimi e quanto sia sincera la nostra amicizia. Proprio per questo ti rispondo con franchezza, ma anche con rispetto e affetto.
È vero: su questo tema siamo profondamente distanti. E rispetto la tua posizione, così come chiedo a te di rispettare la mia.
La mia non è propaganda. Non è ricerca di consenso e non è la rincorsa a qualche “cuoricino” sui social. Se cercassi applausi, sceglierei semplicemente la posizione più conveniente.
Io, invece, scelgo di essere fedele alla mia coscienza e ai principi nei quali credo.

No all'eutanasia
(No all'eutanasia)

E c’è una cosa che voglio dirti con particolare chiarezza: io questo dolore lo conosco. L’ho vissuto.
Mia madre ha cresciuto da sola dieci figli. Io sono il decimo. Mio padre è morto quando avevo appena diciotto mesi e lei ha dedicato tutta la sua vita alla nostra famiglia. A 88 anni è stata colpita dall’Alzheimer. Quella donna forte, che aveva cresciuto dieci figli, è diventata progressivamente fragile e dipendente dagli altri.
Eppure, poco prima di morire, ha avuto un ultimo momento di lucidità. Ha guardato mia moglie e i miei figli e ha detto, riferendosi a me: “Anche se sbagliasse, perdonatelo, perché io me ne sto andando e lui resta senza padre e senza madre”.
Dimmi tu, Armando: come si può definire un gesto simile? Per me è amore. Amore puro. Un amore capace di pensare agli altri persino nell’ultimo istante della propria vita.
Per questo non accetto che si dica che non conosco la sofferenza, la fragilità o la perdita della dignità e dell’autonomia.
Io quella sofferenza l’ho vista negli occhi di mia madre.
Sono cattolico, credente e praticante. La mia posizione nasce dalla mia coscienza, dalla mia fede e dal Vangelo in cui credo. Non nasce da una strategia politica.
Credo nella vita, nella dignità inviolabile di ogni persona e nella responsabilità che abbiamo verso chi è più fragile.
Non pretendo di avere la verità in tasca. Tu puoi pensarla diversamente, e io difenderò sempre il tuo diritto a farlo.
Possiamo essere “distanti anni luce” su questo tema e continuare, nonostante tutto, a stimarci e a volerci bene.
Ma ti chiedo una cosa, da amico: non chiamare propaganda ciò che per me è coscienza, non chiamare ricerca di consenso ciò che per me è coerenza.
Dietro le mie parole non c’è un algoritmo, non c’è un selfie, non c’è una bandierina politica.
C’è una storia. C’è una madre.
Ci sono dieci figli. C’è un ultimo gesto d’amore.
E c’è la mia coscienza di uomo e di cattolico.
A quella coscienza non voglio rinunciare, nemmeno quando sarebbe più facile farlo.

Decio Terrana

8 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


08/09/2026

Attualità. "La dignità del dolore al tempo dei social; l'amico Decio e il miracolo di Facebook"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Eutanasia
Eutanasia

Caro Direttore,
ho letto sul Suo giornale le altisonanti dichiarazioni sul fine vita dell'onorevole Decio Terrana, coordinatore regionale dell’UDC.
Il testo ricalca in modo fin troppo evidente quello che è a tutti gli effetti un post pubblicato sul profilo Facebook dell'onorevole. È confortante sapere che oggi i destini biologici e le agonie dei cittadini siciliani si decidano tra un "mi piace", un commento e una condivisione, il tutto per allinearsi devotamente al diktat del Segretario Nazionale
.

Eutanasia
(Eutanasia)

L’onorevole Decio è mio amico, sia chiaro, ma su questo tema siamo distanti anni luce. È fantastico come, dall'alto del suo profilo Facebook, l'amico mio riesca a risolvere i drammi dell'umanità con la solita melassa retorica: "più cura, più assistenza, più dignità". Uno slogan perfetto, che fa fare un figurone tra gli algoritmi.
Il sospetto, però, è che l'onorevole di certe tragedie abbia una conoscenza puramente virtuale. Chi, come me, ha visto da vicino qualcuno soffrire davvero, sa che chi vegeta da anni in un letto non aspetta i miracoli della politica. La sua sofferenza non è solo il dolore fisico, ma lo strazio di essere ridotti a un vegetale senza speranza, privati di ogni dignità.
Ma l’onorevole, tra un post e un selfie istituzionale, liquida tutto con disinvolta leggerezza.
Con quale mostruosa autorità morale ci si arroga il diritto di torturare gli altri in nome del politically correct?
Chi siamo noi per costringere un essere umano a prolungare un'agonia infinita?
In nome di chi? Di quale santo protettore dei voti?
Imporre la tortura spacciandola per "vicinanza" non è amore: è puro sadismo di Stato con il bollino del partito.
Pur di difendere una bandierina ideologica sulla propria bacheca, si preferisce il buio della ragione. È la stessa ostinazione di chi vorrebbe continuare ad accecare gli astrofisici colpevoli di aver smentito il detto biblico "fermati, o sole".
Purtroppo per l'UDC, il sole gira, la scienza avanza e la sofferenza reale non si cura con i filtri di Instagram.
Caro amico Decio, la vera compassione risiede nel rispetto della libertà altrui, non nel collezionare cuoricini virtuali sulla pelle di chi soffre.
 
  
Armando Caltagirone
8 settembre 2026  
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


07/09/2026

Innovazioni. Quando la musica incontra la vinificazione: l'idea dell'ing. Vincenzo Morreale

 

Vincenzo Morreale
Vincenzo Morreale

Da più di vent’anni l'ing. Vincenzo Morreale, stimato libero professionista di Grotte, coltiva una grande passione per la produzione del vino di casa. Un percorso professionale e personale guidato da una costante ricerca, in cui l'esattezza della tecnica si unisce all'immaginazione e alla voglia di sperimentare.

Vincenzo Morreale
(Vincenzo Morreale in cantina)

Per il professionista grottese, produrre vino significa far convivere due anime apparentemente opposte.
Come spiega lo stesso Morreale: "La vinificazione è insieme arte e scienza. Il processo che trasforma l’uva in una bottiglia di vino da gustare è fatto di formule scientifiche e reazioni, ma richiede anche creatività e la sensibilità di un artista".
In questo equilibrio, chi si dedica alla cantina deve saper cambiare veste a seconda della fase di lavoro; Morreale sottolinea infatti che "i produttori possono essere chimici, ingegneri, agricoltori, scienziati, ma anche filosofi, creativi e maghi". Se da un lato ci sono passaggi che impongono il massimo rigore analitico, dall'altro occorre sapersi affidare all'intuito e alle sensazioni personali.
La creatività di Morreale ha trovato una nuova forma di espressione durante l'ultima vendemmia; il professionista ha infatti deciso di esplorare l'uso delle onde sonore all'interno della cantina, introducendo un elemento del tutto originale nel processo produttivo.
"Quest'anno, in occasione della vendemmia, ho creduto al rapporto mistico tra musica e vino. Si, ho pensato proprio di utilizzare la musica come parte del processo di vinificazione".
L'iniziativa si basa sull'idea che le vibrazioni acustiche possano influire positivamente sull'attività biologica dei lieviti durante la fermentazione, rendendola più omogenea e completa. Per l'annata attualmente in lavorazione, la scelta è caduta sui brani di Wolfgang Amadeus Mozart, diffusi in un ambiente a sonorità controllata.
Il percorso si concluderà con l'imbottigliamento e il successivo assaggio, che permetteranno di valutare l'effetto di questa sperimentazione armonica.
Conclude Morreale: "Chissà cosa ci riserverà il nuovo calice 'targato 2026'. Good Wine!".
  
Redazione
7 settembre 2026

© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


07/09/2026

Sport. Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius", aperte le iscrizioni per la stagione 2026/2027

 

Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius", aperte le iscrizioni
Locandina

L'associazione sportiva dilettantistica "Pan Sagittarius" ha avviato le iscrizioni per la scuola calcio "Peppe Castiglione" in vista della stagione sportiva 2026-27. La società, fondata nel 1997, raggiunge così il suo trentesimo anno consecutivo di attività, confermandosi come una delle realtà più storiche della provincia di Agrigento.

Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius", aperte le iscrizioni
(Locandina)

Le attività della scuola calcio si rivolgono ai bambini e ragazzi nati tra il 2014 e il 2022. La filosofia della struttura si basa sul rispetto delle regole e del prossimo, sulla promozione di una sana pratica sportiva, sul divertimento e sulla condivisione; tra gli aspetti curati figurano anche la crescita tecnica, la disciplina e la passione, offrendo un ambiente equilibrato per stare insieme.
La priorità indicata dall'associazione non è quella di promettere la formazione di campioni, ma quella di accompagnare i giovani verso la crescita personale e l'assimilazione di valori morali fondamentali per l'età evolutiva, senza escludere la soddisfazione per eventuali successi futuri.
La guida tecnica è affidata al responsabile Mister Peppe Castiglione, in possesso del patentino UEFA B. Lo staff tecnico comprende Luca Cirino, Antonio Pillitteri e Salvatore Baldo. A partire da questa stagione si aggiunge alla squadra degli allenatori anche Mister Rosario "Rino" Vetro, figura stimata nell'ambito provinciale e anch'egli qualificato con patentino UEFA B.
Per richiedere maggiori informazioni o completare la procedura d'iscrizione è possibile fare riferimento ai contatti telefonici del responsabile Peppe Castiglione al numero 3398771180 oppure di Luca Cirino al numero 3336145448.

  
Redazione
7 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


07/09/2026

Iniziative. Dalla Sicilia all'Argentina: la poesia "Tampasiannu" di Gero Miceli premiata al concorso "Capparelli"

 

Concorso letterario "José Carlos Capparelli"
Locandina

Gero Miceli
Gero Miceli

Gero Miceli ha ottenuto il primo posto nella sezione in lingua siciliana della diciottesima edizione del concorso letterario "José Carlos Capparelli" con la sua poesia intitolata "Tampasiannu".

Concorso letterario "José Carlos Capparelli"
(Locandina)

La cerimonia si è svolta sabato 5 settembre 2026 alle 16.30, ora di Buenos Aires. Il concorso è promosso da alcune organizzazioni della comunità italiana in Argentina, tra le quali l'Associazione Siciliana Buenos Aires Nord, il Consiglio Regionale Metropolitano Nord di Associazioni Italiane e il Consiglio Municipale degli Stranieri di San Isidro. Si tratta di un'iniziativa culturale a carattere locale e comunitario, orientata alla valorizzazione delle tradizioni e delle lingue locali, i cui premi per i vincitori consistono nella consegna di un diploma, una medaglia e alcune copie della raccolta dei testi.
Secondo le informazioni fornite dal presidente del comitato, Parisi, la competizione di quest'anno ha registrato la partecipazione di oltre 630 persone provenienti da più di 15 paesi distribuiti tra America, Europa e Africa. Come stabilito dal regolamento, il testo scritto da Gero Miceli verrà inserito nel volume stampato che raccoglie le poesie e i racconti scelti dalla giuria.
L'autore ha preso parte alla proclamazione collegandosi in videoconferenza dall'Italia, esprimendo gratitudine per il risultato ottenuto con un testo nato direttamente nella lingua della propria terra. Miceli ha evidenziato come questo tipo di riconoscimenti aiuti a mantenere vivo il legame tra la Sicilia e le comunità di emigrati all'estero, dedicando la vittoria a tutti i siciliani nel mondo.

  
Redazione
7 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


07/09/2026

Politica. Decio Terrana: "No all'eutanasia: la risposta alla sofferenza deve essere la cura, non la morte"

 

Decio Terrana
Decio Terrana

"Condivido pienamente le parole espresse dal Segretario nazionale dell’UDC sul tema del fine vita. La mia posizione è chiara: sono contrario all’eutanasia". Lo dichiara l’on. Decio Terrana, che interviene nel dibattito sul fine vita sottolineando come "una società che vuole dirsi civile non possa rispondere alla sofferenza semplicemente anticipando la morte, ma debba mettere al centro la persona, la sua dignità e il diritto a non essere lasciata sola".
"Non è una questione di giudicare chi vive condizioni di sofferenza estrema - prosegue Terrana - né di imporre le proprie convinzioni. È una questione di valori e di responsabilità: di fronte alla fragilità dobbiamo offrire più cura, più assistenza, più vicinanza e più dignità".
"Lo Stato - aggiunge - deve garantire il diritto alla cura e deve fare molto di più per le cure palliative, per l’assistenza domiciliare e per quelle strutture capaci di accompagnare la persona e sostenere concretamente le famiglie nei momenti più difficili".
"Da cattolico e da uomo impegnato nelle istituzioni - conclude Terrana - credo che la vita e la dignità della persona debbano rimanere sempre al centro della nostra azione politica. La vera civiltà non consiste nel trovare il modo di anticipare la morte di chi soffre, ma nel fare in modo che nessuno, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, si senta solo o diventi un peso per la propria famiglia e per la società. La risposta alla sofferenza deve essere la cura, l’accompagnamento e la vicinanza: mai l’abbandono".

  
Redazione
7 settembre 2026
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


04/09/2026

Racalmuto. Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione; venerdì 11 settembre

 

Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione
Locandina


Enzo Sardo

Il prossimo venerdì 11 settembre 2026, alle ore 18.00, a Racalmuto, nella prestigiosa sede della Fondazione Leonardo Sciascia, verrà celebrata la XVII edizione del Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro". I premi vengono conferiti a chi si distingue nel mondo della solidarietà, nella cultura, nell’arte, nella scienza e nel mondo del lavoro.

Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione
(Locandina)

A darne comunicazione ufficiale è il dott. Enzo Sardo, Presidente Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori e Coordinatore nazionale del Premio.
Per questa edizione il riconoscimento verrà conferito alle seguenti personalità:
- S. E. R. mons. Corrado Lorefice: per aver saputo incarnare, fin dal primo giorno del suo ministero pastorale, l’immagine di una “Chiesa in uscita”, costantemente orientata verso le periferie geografiche ed esistenziali di Palermo. Con uno stile semplice e fraterno, ha lavorato per abbattere le distanze tra le istituzioni e i cittadini più vulnerabili, portando conforto e voce a chi non ne ha. Ha dimostrato un elevato impegno per l’inclusione e i diritti dei migranti: Per la sua coraggiosa e instancabile difesa dei diritti dei migranti e dei rifugiati. Mons. Corrado Lorefice ha saputo trasformare l’accoglienza da concetto astratto a pratica quotidiana, ricordando alla comunità cittadina e internazionale che la solidarietà non conosce confini e che la dignità umana è universale e inviolabile. Ha saputo parlare ai giovani, indicando nella solidarietà, nell’educazione e nel lavoro condiviso le uniche vere armi capaci di sconfiggere ogni forma di violenza. Nella sua Missione non è mancato l’incontro con Biagio Conte  ed il riferimento al Beato Pino Puglisi.
Un faro di speranza ed un instancabile costruttore di ponti, capace di tradurre il Vangelo della carità in gesti concreti di giustizia, accoglienza e fraternità quotidiana, lasciando un segno profondo nel tessuto sociale e civile della nostra comunità e nel variegato mondo dell’associazionismo cattolico;
- don Antonio Loffredo: sacerdote affettuoso, consapevole di compiere la sua missione con coraggio e dedizione. Ordinato nel 1984, dopo un periodo come cappellano volontario nel carcere di Poggioreale, nel 2001 viene assegnato, come parroco, presso la Basilica di Santa Maria della Sanità. In quel rione ha trovato un territorio ricco di storia ma soffocato dalla disoccupazione e dalla criminalità. La sua intuizione è stata semplice quanto potente: ossia valorizzare il patrimonio artistico di quel luogo. Don Loffredo sposa un’idea semplice ma rivoluzionaria: affidarsi ai giovani. Da quella scelta nasce nel 2006 la cooperativa “La Paranza”, fondata insieme a sei ragazzi del rione. Il gruppo si dà un obiettivo chiaro: restituire dignità al proprio territorio partendo dal suo patrimonio nascosto: le Catacombe di San Gennaro, dove oggi lavorano 70 ragazzi. Nel 2014 ha dato vita alla “Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus”. Nel 2018 ha dato vita alla casa Editrice San Gennaro.
In 20 anni, in un quartiere difficile e pericoloso, ha creato un modello di sviluppo sostenibile basato su cultura, bellezza, lavoro e solidarietà. Una missione esemplare di dedizione alla formazione religiosa, alla promozione socioculturale e alla solidarietà;
- Maria Rachele Aronica: donna raffinata, sapiente e cordiale. Magistrata attenta e scrupolosa di grande esperienza (in servizio presso la Corte dei conti dal 1995). Ha ricoperto ruoli apicali, tra cui quello di Presidente Titolare dell’Ufficio di Procura generale presso la Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana.Dal novembre 2025, ricopre la prestigiosa carica di Presidente della Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Siciliana, che svolge funzioni di controllo, preventivi di legittimità, sulla gestione e finanziari sugli enti locali e sulla Regione Siciliana, incluso il giudizio di parifica sul rendiconto generale della Regione; garantendo l’equilibrio dei conti pubblici e la correttezza della spesa della Regione Siciliana. In un periodo storico complesso e delicato, caratterizzato da diverse difficoltà socio economiche e sociali, la sua lunga carriera nel campo della giustizia contabile le conferisce una profonda competenza tecnica e istituzionale, essenziale per affrontare le complesse sfide legate al controllo della spesa pubblica regionale.
La sua completa dedizione al servizio pubblico ed il suo costante impegno per la legalità ed imparzialità la rendono un esempio di solidarietà istituzionale, utile per sviluppare una società più vivibile e solidale.
- Bartolomeo Romano: uomo sapiente e garbato. Accademico raffinato. All’Università di Palermo dal 2000 è professore ordinario di diritto penale nella Facoltà di Giurisprudenza. Svolge la sua missione di docente con eleganza, sapienza, fermezza e la giusta professionalità, riuscendo a dare prestigio all’insegnamento accademico e ad inculcare nei suoi allievi il senso del dovere ed il valore della preparazione scientifica,caratteristiche che hanno formato tanti professionisti preparati e moralmente corretti che hanno impreziosito lo sviluppo giuridico e la crescita socio culturale della nostra società. Dal luglio 2008 al giugno 2010 è stato Consigliere giuridico del Ministro della Giustizia. Nel luglio 2010 è stato eletto dal Parlamento in seduta comune Componente del Consiglio Superiore della Magistratura per il quadriennio 2010-2014. È stato Direttore dell’Ufficio Studi e Documentazione del CSM dal 2011 al 2013. È autore di parecchi volumi e trattati e di circa 200 scritti scientifici pubblicati nelle più importanti riviste giuridiche italiane ed estere. Dirige la Rivista italiana di Medicina legale e del diritto in campo sanitario.
Una missione esemplare di dedizione alla formazione giuridica-culturale di migliaia di allievi e alla diffusione del bene comune attraverso i principi di legalità e giustizia;
- Giovanna Bruno: donna colta, gentile e determinata. Svolge la sua professione di avvocato con sapienza e professionalità. Dal 2010, essendo mediatore professionista, si occupa anche di mediazione familiare in enti ecclesiastici e laici (Consultori Familiari). Ha svolto diverse attività di volontariato (in collaborazione con enti ecclesiastici e culturali). Eletta Sindaco di Andria nel 2020, nel 2021 ha istituito il Parco della Memoria in onore delle vittime del Covid. Un bosco nel cuore del quartiere San Valentino di Andria, composto da alberi che hanno un nome e un cognome: quello delle 360 vittime del coronavirus registrate durante la pandemia nella sua città.
Durante il periodo della sindacatura, nella sua città, ha organizzato il Festival della Legalità con  appuntamenti quotidiani insieme a testimoni di legalità, mostre, film, dibattiti, spettacoli e tante altre attività, in diversi luoghi della città, al fine di migliorare la coscienza civile dei cittadini e dimostrare che esiste un metodo adeguato per creare una società più sana e più vivibile.
Una missione esemplare di animatrice socio culturale e di amministratrice attenta e appassionata dedita alla promozione umana e alla solidarietà;
- Daniele Lo Coco: uomo serio e cortese. Medico colto e raffinato dotato di elevata professionalità e di profonda umanità. Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Villa Sofia di Palermo. Specializzato in neurologia, vanta un’esperienza specifica nella ricerca neurologica, inclusa la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), nei disturbi del sonno e in patologie cerebrovascolari. Si occupa, tra le altre cose, anche di malattie neurodegenerative come il Parkinson. Nella sua attività professionale ha effettuato centinaia di interventi diagnostici con risultati brillanti.
Ha svolto attività didattica presso la Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università di Palermo. Molto attivo nella ricerca, con circa cinquanta pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipazione come ricercatore in ambito neurologico.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla ricerca scientifica e alla cura della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà;
- Antonino Savarino: medico chirurgo di alto profilo professionale, con una solida specializzazione in oncologia e senologia. La sua attività professionale si concentra principalmente presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio”, dove ricopre ruoli di grande responsabilità clinica e gestionale.Attualmente è il Primario del reparto di Oncologia Medica, che coordina i percorsi terapeutici per i pazienti neoplastici. Parallelamente, riveste l’incarico di Direttore della Breast Unit, il centro multidisciplinare dedicato integralmente alla diagnosi e alla cura del tumore al seno.
Grazie alla sua duplice competenza, il dott. Savarino rappresenta un punto di riferimento per l’integrazione tra chirurgia e trattamenti oncologici. Il suo operato è volto a garantire un approccio personalizzato e d’avanguardia per la salute femminile. La sua cordiale leadership nella Breast Unit assicura alle pazienti un supporto completo, dalla prevenzione al follow-up post-operatorio.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla scienza e alla cura della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà;
- Rosario Maria Gianluca Valastro: uomo cortese ed affabile, avvocato cassazionista specializzato in diritto amministrativo, civile e del lavoro. Riveste la carica di Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana (CRI), dal 16 aprile 2023, data in cui è stato eletto con ampia maggioranza.
Il suo mandato è caratterizzato da una forte spinta verso la capillarità territoriale dell’ente. Sotto la sua guida, la CRI ha gestito crisi complesse come il conflitto in Ucraina e l’emergenza sbarchi. L’avvocato Valastro pone al centro della sua agenda la tutela della dignità umana e il supporto alle vulnerabilità. Promuove attivamente il coinvolgimento dei giovani, considerandoli il motore del cambiamento sociale. Ha lavorato, con coraggio e determinazione, per rafforzare la risposta della Croce Rossa Italiana alle emergenze climatiche e ai disastri naturali. La sua presidenza punta alla trasparenza amministrativa e alla modernizzazione della struttura. Il Presidente Valastro incarna una visione che unisce i valori storici del Movimento all’innovazione nei servizi di assistenza.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla cura e alla salvaguardia della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà.
- all’Associazione CalaPanama: un vivace collettivo artistico, nato a Palermo nel 2014, che riunisce pittori professionisti, dilettanti e appassionati sotto il segno della condivisione culturale. Il cuore della loro attività è la pittura “en plein air”. Ogni sabato mattina il gruppo si ritrova presso la Cala di Palermo per dipingere dal vivo, trasformando il molo in un laboratorio a cielo aperto. Tale pratica non è solo un esercizio estetico, ma un atto di riappropriazione urbana che mira a valorizzare le bellezze storiche e marittime della città. Molte opere dei membri dell’associazione sono dedicate a figure simbolo come Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato e don Pino Puglisi con l’obiettivo di umanizzare gli eroi della legalità, rendendoli parte del paesaggio quotidiano di Palermo attraverso colori vibranti e stili diversificati.
CalaPanama si distingue per un approccio inclusivo e democratico all’arte, promuovendo il concetto di “bellezza diffusa” e collaborando spesso con istituzioni locali per eventi di beneficenza o riqualificazione sociale. Una missione esemplare di impegno artistico culturale per diffondere il concetto di bellezza artistica del territorio e per la promozione solidale della società;
- Alla memoria, conferito a Salvatrice Sardo Viscuglia: donna coraggiosa e generosa, mamma attenta e premurosa. Nata nel 1929 a Racalmuto, emigrò a Bath (Inghilterra) nel 1968.Il figlio Antonio in quella città, nel 1978, aprì un ristorante. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta nei nostri territori iniziòuna curiosa tradizione; gli studenti iscritti nella Facoltà di lingue per imparare bene l’inglese, nel periodo estivo, si recavano a Bath da questa signora che li accoglieva amorevolmente e li ospitava nella sua casa.
Tramite suo figlio gli dava l’opportunità di lavorare nel proprio ristorante o in altre attività  lavorative. Il figlio Antonio Puma è in possesso di un elenco di circa cinquanta giovani ospitati tra il 1980 ed il 2016. (Tra i primi ricordiamo Giovanna Romano e Roberta Di Gesù).
Una missione esemplare di immensa generosità al fine di accrescere la fratellanza e la conoscenza delle lingue per facilitare il dialogo e la solidarietà tra i popoli;
- Menzione speciale conferita a Massimo Marchese Ragona: uomo colto e garbato. Presidente della Banca San Francesco Credito Cooperativo (ex Cassa Rurale) di Canicattì per la sensibilità dimostrata nell’assegnare, in comodato d’uso gratuito, di un intero stabile di proprietà dell’Istituto, a numerose associazioni del territorio, dimostrando concreta testimonianza di cosa significhi essere autentica banca di comunità: non solo presidio economico, ma attore attivo nella promozione del bene comune. Tale gesto rappresenta un segnale tangibile di vicinanza al territorio, capace di tradurre in azione i principi di solidarietà, mutualità e cooperazione che costituiscono il fondamento del credito cooperativo. Valori che, grazie a tale iniziativa, trovano piena espressione nel sostegno alle realtà associative che quotidianamente operano per il benessere collettivo e la promozione umana.
Una missione esemplare di dedizione a compiere atti concreti utili per la crescita socio culturale, per il bene comune della società e per la solidarietà umana.
La manifestazione sarà presentata da Sandra Licata, con letture a cura di Adele Troisi
. 
  

Redazione
4
settembre 2026  
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


03/09/2026

Politica. L'on. Marchetta: "Temperature ancora elevate; la Regione valuti rinvio inizio anno scolastico"

 

On. Rosellina Marchetta
On. Marchetta

"Le persistenti temperature elevate e le difficoltà strutturali di numerosi istituti scolastici siciliani impongono una seria riflessione sull’avvio dell’anno scolastico. La Regione Siciliana valuti con urgenza la possibilità di rinviare l’inizio delle lezioni, soprattutto alla luce delle condizioni climatiche ancora particolarmente gravose e della mancanza, in molte scuole, di adeguati sistemi per affrontare la calura".
È quanto dichiara l’on. Rosellina Marchetta, che ha rivolto un appello al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e all’Assessore Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, Mimmo Turano, affinché venga valutata ogni possibile soluzione nell’interesse degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie.
"Non possiamo ignorare - sottolinea l’On. Rosellina Marchetta - che numerosi edifici scolastici non sono adeguatamente attrezzati per garantire condizioni ambientali accettabili in presenza di temperature particolarmente elevate. In molte aule mancano sistemi di climatizzazione e, in alcuni casi, le strutture presentano già criticità che rendono ancora più difficile affrontare giornate caratterizzate da un caldo intenso".
Secondo l’on. Rosellina Marchetta, la priorità deve essere quella di garantire la salute e il benessere degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico.
"La scuola è un presidio fondamentale per la crescita e la formazione dei nostri giovani e proprio per questo dobbiamo garantire che le attività didattiche possano svolgersi in condizioni dignitose, sicure e adeguate. La tutela della salute deve venire prima di ogni altra considerazione organizzativa. Un breve rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, qualora le condizioni climatiche dovessero continuare a essere particolarmente gravose, potrebbe rappresentare una scelta di responsabilità e di buon senso. Nel frattempo, consentirebbe agli istituti che presentano maggiori difficoltà di completare le necessarie attività organizzative e di predisporre, laddove possibile, soluzioni adeguate per affrontare le alte temperature".
"Sono certa - conclude l’on. Rosellina Marchetta - che il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore Mimmo Turano sapranno valutare questa proposta con la necessaria attenzione. Dobbiamo ascoltare le preoccupazioni delle famiglie e del mondo della scuola e mettere al centro, sempre e comunque, il benessere dei nostri ragazzi"
.  
  

Redazione
3 settembre 2026  
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


03/09/2026

Attività. Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata Italofolies

 

Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata Italofolies
Locandina

Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Aristotele Cuffaro - attore, autore, regista - ha ricevuto un invito ufficiale in Belgio per partecipare a due distinte iniziative culturali organizzate dal Centre Culturel de Seraing, cittadina situata nella provincia di Liegi.

Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata Italofolies
(Locandina)

Il primo appuntamento di Aristotele Cuffaro è fissato per sabato 24 ottobre 2026 alle ore 20.00 nella Sala Grande del centro culturale, per la serata intitolata "Italofolies", ideata e diretta da Tony Castronovo. L'iniziativa, incentrata sulle varietà culturali e musicali italiane, vedrà la partecipazione della compagnia di tarantella Italofolies, della scuola di danza School Dance Liberty e degli artisti Nicola di Ganci e Lillo Nicosia, con Aristotele Cuffaro presente nelle vesti di ospite d'onore.
Il giorno seguente, domenica 25 ottobre alle ore 18.00, l'attenzione si sposterà nella Piccola Sala dello stesso impianto culturale; in questa sede si terrà la presentazione del suo libro di poesie intitolato "Muzzicuna". Quest'ultima sua opera raccoglie un insieme di memorie, immagini e racconti legati alla Sicilia. Scritto attraverso un linguaggio espressivo e diretto, il volume adopera l'ironia e la sensibilità della lingua e dei modi siciliani per narrare storie e frammenti di vita della propria terra.
La presenza di Cuffaro alle rassegne di Seraing si inserisce in un legame consolidato con il territorio belga. L'artista siciliano ha preso parte a diverse edizioni passate del festival "Tarantella qui", la rassegna di cultura italiana organizzata a Seraing; tra le sue partecipazioni documentate figurano quelle del 2013, del 2014, del 2018 e del 2019, anni in cui si è esibito sul palco belga portando la propria ironia e l'uso del dialetto siciliano.
Nel corso della sua carriera artistica Aristotele Cuffaro ha spaziato dal teatro alla recitazione, lavorando come interprete e distinguendosi come promotore di iniziative culturali radicate nelle tradizioni della sua terra d'origine
. 
  
Carmelo Arnone
3 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


03/09/2026

Iniziative. "Fuoriclasse - Talenti in Comune"; il merito e il talento dei giovani grottesi premiati

 

Fuoriclasse - Talenti in Comune
Guarda il video

Fuoriclasse - Talenti in Comune
Locandina

Domenica 30 agosto, in Piazza Umberto I a Grotte, è andata in scena la VI edizione di "Fuoriclasse - Talenti in Comune" (guarda il video), l'iniziativa ideata e organizzata da Sandra Licata per celebrare i risultati scolastici e le capacità artistiche della gioventù locale; la serata è stata condotta da Sandra Licata insieme a Carmelo Arnone.

Fuoriclasse - Talenti in Comune
(Guarda il video)

L'appuntamento, sostenuto dal Comune di Grotte e dal contributo della Mancuso Group, ha preso il via con i saluti istituzionali del sindaco Alfonso Provvidenza. Nel corso della prima parte è stata presentata la nuova bandiera ufficiale della manifestazione; il vessillo raccoglie i simboli e i valori ispiratori del progetto: il libro aperto a rappresentare la conoscenza e la cultura, le foglie d'alloro per il merito e la dedizione, il colore oro per l'eccellenza e lo sfondo bianco a simboleggiare la trasparenza del messaggio, unitamente ai loghi del Comune di Grotte e del brand M&C.
Sul fronte dei riconoscimenti artistici, il premio "Talenti in Comune" è andato a Cipriano Infuso, studente del secondo anno del Liceo Classico ad indirizzo musicale "Empedocle". Dopo aver avviato un percorso di musicoterapia con il pianoforte presso la scuola Notevoli Note, il giovane ha intrapreso lo studio del canto, esibendosi durante la serata con il brano "Come un pittore" dei Modà. Il riconoscimento, consegnato dall’assessore Leonardo Cutaia, ne ha premiato le qualità vocali e la capacità espressiva.
Spazio poi agli studenti della scuola secondaria di primo grado del plesso "V. E. Orlando" di Grotte (dell’Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia") che hanno superato l'esame finale con le massime valutazioni, accompagnati dalla dirigente scolastica Carmen Campo.
Per la classe 3^A sono stati premiati Noemi Antonucci (10), Francesco Garufo (10), Greta Lombardo (10), Fabio Morreale (10), Jasmine Pitruzzella (10), Karol Maria Rita Randisi (10 con lode), Giorgia Romito (10 con lode), Gaia Graziella Salvaggio (10), Karol Lucia Spanò (10 con lode) e Carla Vizzini (10 con lode). Per la classe 3^B hanno ricevuto il riconoscimento Simone Cacciatore (10), Giulia Calì (10), Vittorio Castronovo (10 con lode) e Antonio Tascarella (10 con lode).
Un premio speciale è stato assegnato al performer Mattia Baldacci, nato a Genova e diplomatosi alla BSMT di Bologna, con alle spalle ruoli in diversi musical tra cui Flashdance e il ruolo di co-protagonista nel prossimo allestimento di Amelie. Baldacci, impegnato anche in laboratori teatrali presso la casa circondariale genovese, ha interpretato dal vivo il brano "Cambiare" di Alex Baroni prima di ricevere la targa dall'assessore Giusy Minneci.
Un ulteriore riconoscimento è stato conferito alla stilista e direttrice creativa Simona Agnello, fondatrice del marchio Ivygroovy, formatrice e docente in corsi di sartoria professionale, le cui creazioni sono giunte fino a New York. La motivazione ha sottolineato la sua capacità di coniugare la tradizione siciliana con uno stile contemporaneo; a consegnare il premio è stato il presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi.
La seconda parte della premiazione ha riguardato gli studenti delle scuole superiori diplomati con 100 e 100 con lode, i cui nomi entreranno nell'albo d'oro custodito presso il Municipio. I premiati sono: Lorenzo Spitaleri (100), Beatrice Zaffuto (100 e lode), Rebecca Lombardo (100 e lode), Noemi Cirino (100), Manuela Cutaia (100), Danila Bellomo (100 e lode), Ludovica Baldo (100), Adriana Di Carlo (100), Agnese Ciraolo (100 e lode), Calogero Vizzini (100 e lode), Rosario Buggea (100 e lode), Gianpaolo Basta (100 e lode), Lavinia Mancuso (100) e Alessandro Calcara (100 e lode).
A chiudere la serie dei riconoscimenti è stato il gruppo agrigentino "Quartet Folk", composto da Antonio Cannella (chitarre), Dario Mantese (leader, corde e fiati), Gerlando Barbadoro (percussioni) e Ciccio Carnabuci (fisarmonica). Alla formazione è andato il premio "Identità Siciliana", consegnato dal sindaco Alfonso Provvidenza e dal tenente colonnello Vincenzo Castronovo, per il lavoro di ricerca e conservazione del patrimonio musicale popolare attraverso tournée e progetti dedicati ai canti tradizionali.
La serata si è conclusa con i ringraziamenti rivolti alle assistenti Noemi Giglia e Valeria Licata ed a quanti hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione, dando appuntamento ai nuovi diplomati per il prossimo anno.
Pubblichiamo il video della manifestazione
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info"). 
  
Redazione
3 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


03/09/2026

Equitazione. Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta: qualificata con le compagne per la semifinale di Cattolica

 

Equitazione. Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta
Premiazione

Silvia Miliziano
Silvia Miliziano

Ludovica Ferro
Ludovica Ferro

Gloria Russo
Gloria Russo

Silvia Miliziano ha vinto il titolo di campionessa regionale di salto ostacoli e si è qualificata per la semifinale nazionale. L'atleta, in sella alla cavalla Alinea, ha ottenuto il primo posto nella categoria LB90, superando una concorrenza di oltre 70 partecipanti durante la gara del 29 e 30 agosto svolta al maneggio "Pietra dei Fiori" di Segesta, in provincia di Trapani.

Equitazione. Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta
(Premiazione)

Il risultato chiude una stagione di salto ostacoli iniziata a marzo, all'interno del circuito Progetto Sport, che ha coinvolto diverse giovani atlete del Centro Ippico "Herbessus a Cavallo" in un percorso di confronto continuo con i principali binomi della Sicilia.
Oltre all'affermazione di Silvia Miliziano, la società ha registrato altri riscontri positivi nella categoria LB80, disputata da più di 50 concorrenti: Ludovica Ferro, insieme a Isairon, si è classificata al quarto posto; subito dietro si è piazzata Gloria Russo, quinta in sella a Rociera II.
I punteggi accumulati durante la stagione permettono alle tre portacolori di Herbessus di accedere alla semifinale nazionale, in programma a Cattolica nel mese di ottobre.
La Dirigenza della struttura ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dal tecnico Sandro Ceccarelli, che ha seguito la preparazione tecnica delle giovani atlete durante l'anno, sottolineando anche il supporto logistico e organizzativo fornito dalle famiglie per garantire la partecipazione a tutte le trasferte del calendario regionale
. 
  
Carmelo Arnone
3 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


03/09/2026

Aragona. In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non dimenticare

 

In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non dimenticare
Locandina

"Il sudario di Gaza passa da Aragona": è questo il messaggio scelto per accompagnare le iniziative promosse ad Aragona (AG), in memoria dei bambini uccisi a Gaza e per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione umanitaria nella Striscia. Si tratta di venticinque metri di lenzuolo (sudario), largo otto, per non rimanere in silenzio e non dimenticare gli oltre 18.000 bambini uccisi a Gaza fra ottobre 2023 e maggio 2025.

In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non dimenticare
(Locandina)

Sabato 19 settembre il sudario, attraverserà le vie di Aragona,  con inizio alle ore 19.00; il corteo partirà dalla piazza antistante la Chiesa di San Giuseppe e si concluderà in piazza Matrice. Sopra al telo bianco, i volontari di Carnia per la pace, hanno scritto a mano i nomi di quei 18.457 bambine e bambini palestinesi che hanno perso la vita. A sostenere il telo saranno decine di mani, simbolo "di un gesto collettivo di cura e memoria".
L’iniziativa, nata a Udine per la partita Italia-Israele, è già stata il altre città d'Italia, come Feltre, Bologna, Firenze, Tolmezzo, Bassano, Trieste, Napoli.
Il programma prevede tre appuntamenti: corteo, mostra fotografica e proiezione cinematografica; con l’obiettivo di unire testimonianza, riflessione e partecipazione civile.
A promuovere la manifestazione sono: CARNIA per la pace, Gruppo Missionario l’Unità Pastorale Santa Maria del Tre Re  e l’associazione "AGRIGENTO per la Palestina". Le iniziative si svolgono con la collaborazione delle associazioni sportive, culturali, musicali, teatrali ed educative della Città di Aragona, e con il patrocinio gratuito del Comune di Aragona.
L'appuntamento con il corteo è fissato per sabato 19 settembre 2026, con partenza alle ore 19.00. La manifestazione intende rappresentare un momento pubblico di solidarietà e di vicinanza alle vittime civili del conflitto, in particolare ai bambini. La partecipazione vuole inoltre riaffermare il valore della pace, della tutela della vita e del rispetto dei diritti umani.
All’interno del programma è prevista anche la mostra fotografica "I grant you refuge", ospitata presso l’atrio di Palazzo Principe, in piazza Matrice.
L’esposizione sarà visitabile dal 12 al 19 settembre, dalle ore 17.00 alle 20.00, e raccoglierà immagini dedicate agli scatti dei fotoreporter di guerra, offrendo ai visitatori uno sguardo diretto sulle conseguenze dei conflitti e sulle condizioni delle popolazioni coinvolte. L’inaugurazione è in programma per martedì 15 settembre alle ore 18.00. Durante l’apertura interverrà Fatèh Hamdan, presidente dell’Associazione Di Amicizia Sicilia Palestina (Al Quds-Palermo). L’ingresso alla mostra è libero.
Sempre martedì 15 settembre, alle ore 19.00, la Biblioteca comunale di Aragona ospiterà la proiezione del film di animazione "The Tower". La pellicola propone, attraverso il linguaggio dell’animazione, una riflessione sulla memoria, sull’esilio e sulle conseguenze della guerra, con particolare attenzione all’esperienza dei bambini e delle famiglie costrette a vivere lontano dalla propria terra. Anche la proiezione sarà a ingresso libero.
Le iniziative intendono trasformare il ricordo in un gesto concreto di partecipazione e solidarietà
.     
  

Redazione

3 settembre 2026
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


03/09/2026

Ambiente. Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria di abiti usati

 

Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria di abiti usati
Locandina

Il Comune di Grotte organizza una giornata straordinaria di raccolta dei vestiti usati con l'iniziativa denominata "Venerdì ecologico". La giornata scelta dall'amministrazione comunale è venerdì 11 settembre 2026, con un furgone che rimarrà fermo in Via Seminerio, nella zona del campo sportivo, dalle ore 07.30 fino alle ore 12.00.

Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria di abiti usati
(Locandina)

L'iniziativa nasce per andare incontro alle esigenze dei cittadini e per contrastare l'abbandono improprio dei rifiuti sul territorio, offrendo un canale aggiuntivo per lo smaltimento degli indumenti dismessi. Durante le ore del servizio, nel punto di raccolta sarà presente un operatore per assistere chi consegna il materiale. Gli indumenti, gli abiti e le scarpe portati devono essere in ottimo stato, puliti e chiusi all'interno di un sacchetto.
Il servizio si rivolge in modo esclusivo ai cittadini residenti a Grotte che risultano in regola con il pagamento della TARI. Per poter effettuare il conferimento è obbligatorio mostrare la carta d'identità all'agente di Polizia Locale presente sul posto, che si occuperà di verificare la reale residenza dei cittadini
.     
  

Redazione

3 settembre 2026
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


01/09/2026

Agrigento. "Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre nella chiesa di Santa Caterina

 

"Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre nella chiesa di Santa Caterina
Locandina

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla scuola dei "Piccoli Cantori di Santa Cecilia" della Città di Agrigento per l'anno 2026-2027. L'iniziativa si rivolge alle bambine e ai bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni che manifestano una naturale predisposizione per il canto.

"Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre nella chiesa di Santa Caterina
(Locandina)

Il percorso propone ai partecipanti la possibilità di avvicinarsi alla pratica corale all'interno di un ambiente sereno, affiancati da docenti giovani e qualificati. Le attività del coro sono svolte sotto il patrocinio del Comune di Agrigento, dell'Arcidiocesi di Agrigento e della Regione Sicilia.
Per accedere alla scuola sono previste due date dedicate alle audizioni, che si terranno nella Chiesa di Santa Caterina, situata in via Garibaldi 134 ad Agrigento. La prima sessione si svolgerà venerdì 18 settembre alle ore 18.00, mentre la seconda si terrà venerdì 9 ottobre alla stessa ora.
L'organizzazione fa capo al direttore del coro Laura Gallo e al presidente Giuseppe Montana Lampo. Per prenotare un'audizione o ricevere maggiori informazioni è possibile contattare i riferimenti telefonici di Annamaria Palumbo al numero 3474531168, Rosellina Montana al numero 3394952538 oppure Gabriella Pagnotta al numero 335620 2133 (quest'ultima disponibile a partire dal mese di ottobre)
.     
  

Redazione

1 settembre 2026
                 


 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook


01/09/2026

Curiosità. "I mesi dell'anno in filastrocca - Settembre"; di Giuseppe Castronovo

 

I mesi dell'anno in filastrocca
Filastrocca dei mesi


"
I MESI DELL'ANNO IN FILASTROCCA"

SETTEMBRE

Lascia in settembre l’ombra del canneto
e spendi i giorni tuoi sol nel vigneto.

Se in settembre sentirai tuonare
tini e botti puoi preparare.

A settembre chi è esperto
non viaggia mai scoperto
.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

Torna alla home page Torna su

Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"

Seguici su Segui "Grotte.info Quotidiano" su Facebook






















 

www.Grotte.info

Copyright © 2002-2026