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Settembre 2026

 

11/09/2026

Diritto. "Fine vita: il quadro giuridico italiano tra autodeterminazione e tutela della vita"; del dott. Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

Caro Direttore,
approfitto del vivace dibattito che si è sviluppato sul giornale sul tema del fine vita per offrire un contributo di natura prettamente tecnica, senza voler entrare in valutazioni di carattere etico o morale, che, come è stato correttamente osservato, appartengono alla libertà di coscienza e alle convinzioni di ciascuno.

Fine vita: il quadro giuridico italiano tra autodeterminazione e tutela della vita.
Una premessa necessaria: non confondere concetti diversi.
Nel dibattito pubblico sul fine vita vengono spesso utilizzati come sinonimi concetti che, dal punto di vista giuridico, non lo sono.
Per eutanasia si intende, in termini generali, l'intervento intenzionale di un terzo diretto a provocare la morte del paziente, normalmente attraverso la somministrazione di un farmaco. Nell'ordinamento italiano una condotta di questo tipo non è consentita e può integrare, a seconda delle circostanze, la fattispecie dell'omicidio del consenziente prevista dall'articolo 579 del codice penale.
Diverso è il caso del rifiuto o dell'interruzione delle cure. Una persona capace di intendere e di volere può infatti rifiutare un trattamento sanitario, anche quando esso sia necessario alla sua sopravvivenza. In questo caso la morte non viene direttamente provocata da un terzo: consegue alla patologia, dopo che il paziente ha esercitato il proprio diritto di non sottoporsi a un trattamento non voluto.
È proprio da questa distinzione che occorre partire per comprendere il problema giuridico del fine vita.
La questione centrale è allora stabilire se e in quali condizioni siano lecite le condotte di terzi che consentano a una persona affetta da una grave e irreversibile malattia di porre fine alle proprie sofferenze, e quali siano i limiti entro i quali l'ordinamento possa riconoscere tale possibilità.
Si tratta di una questione che in Italia è stata affrontata per lungo tempo soprattutto dalla giurisprudenza, anche a causa della mancanza di una disciplina legislativa organica.
Nel corso degli anni si sono susseguiti alcuni passaggi fondamentali.

Da Welby ed Englaro alla legge sul consenso informato.
Un primo momento decisivo è rappresentato dalle vicende di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro.
Nel caso Welby, il medico Mario Riccio procedette al distacco del ventilatore, su richiesta del paziente, accompagnando l'interruzione del trattamento con la sedazione necessaria a evitare sofferenze. Il procedimento penale nei suoi confronti si concluse con il proscioglimento, riconoscendo la rilevanza della causa di non punibilità dell'adempimento del dovere.
Ancora più importante fu la vicenda di Eluana Englaro. Con la sentenza della Corte di cassazione, Sezione I civile, del 16 ottobre 2007, n. 21748, venne riconosciuta la possibilità di autorizzare l'interruzione del trattamento di sostegno vitale quando fossero presenti determinate condizioni.
In particolare, la Corte indicò la necessità di accertare:
- l'irreversibilità della condizione del paziente, sulla base di criteri scientificamente riconosciuti;
- la volontà della persona interessata, ricostruita in maniera univoca attraverso il suo vissuto, la sua personalità e le sue convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche.
Successivamente, la Corte d'Appello di Milano, con decreto del 25 giugno 2008, autorizzò l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali nei confronti di Eluana Englaro.
Queste vicende contribuirono a consolidare un principio destinato a diventare centrale: la persona capace di intendere e di volere ha il diritto di rifiutare un trattamento sanitario, anche quando esso sia necessario per mantenerla in vita.
Tale principio è stato poi espressamente disciplinato dalla legge n. 219 del 2017, sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT).
La legge ha riconosciuto il diritto del paziente di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento sanitario, compresi quelli necessari alla sopravvivenza e i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiali.
Ha inoltre previsto che l'interruzione delle cure possa essere accompagnata dalle necessarie cure palliative e dalla sedazione palliativa profonda continua, quando ne ricorrano i presupposti.
Il principio di fondo è quello dell'autodeterminazione della persona nelle scelte terapeutiche, inserito nel rapporto di fiducia tra medico e paziente.

La svolta della Corte costituzionale: la sentenza n. 242 del 2019.
Il passaggio più significativo nel rapporto tra autodeterminazione, diritto alla vita e suicidio assistito è rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242 del 2019, pronunciata nel caso Cappato.
Marco Cappato era stato imputato per avere accompagnato in Svizzera una persona, Fabiano Antoniani (DJ Fabo), presso una struttura nella quale il suicidio assistito era praticato legalmente a determinate condizioni.
L'imputazione riguardava sia il rafforzamento del proposito suicidario sia l'agevolazione dell'esecuzione del suicidio, attraverso il trasporto in Svizzera.
La questione arrivò davanti alla Corte costituzionale in relazione all'articolo 580 del codice penale, che punisce l'istigazione o l'aiuto al suicidio.
La Corte, già con l'ordinanza n. 207 del 2018, aveva evidenziato come il divieto penale, pur perseguendo una finalità di tutela della vita e delle persone vulnerabili, potesse risultare costituzionalmente problematico in situazioni particolarmente specifiche.
Il punto di equilibrio individuato dalla Corte è estremamente importante.
La Corte ha escluso che dalla Costituzione possa ricavarsi, in via generale, un diritto a morire o un diritto ad ottenere dallo Stato un aiuto a morire.
Ha tuttavia ritenuto costituzionalmente problematico punire indistintamente l'aiuto al suicidio quando la persona si trovi in condizioni particolarmente gravi.
La non punibilità è stata quindi riconosciuta, entro precisi limiti, quando la persona sia:
- affetta da una patologia irreversibile;
- sottoposta a sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili;
- mantenuta in vita attraverso trattamenti di sostegno vitale;
- capace di prendere decisioni libere e consapevoli.

A queste condizioni devono aggiungersi le garanzie procedurali previste dall'ordinamento e, in particolare, quelle collegate alla disciplina sul consenso informato.
La Corte ha così introdotto una area circoscritta di non punibilità dell'aiuto al suicidio, senza trasformarla in un generale diritto al suicidio assistito.

Il rapporto con la legge n. 219 del 2017.
Per comprendere la decisione del 2019 è fondamentale considerare il rapporto con la legge sul consenso informato.
La legge n. 219 del 2017 consente al paziente di rifiutare o interrompere anche un trattamento necessario alla sopravvivenza.
Il paziente può quindi scegliere di interrompere le terapie e, in questo caso, deve essere garantito un adeguato accompagnamento medico, comprese le cure palliative e, quando ne ricorrano i presupposti, la sedazione palliativa.
È una distinzione fondamentale.
Interrompere una terapia non voluta non equivale, sul piano giuridico, a somministrare un farmaco destinato a provocare direttamente la morte.
Nel primo caso la morte sopraggiunge per effetto della malattia dopo che il paziente ha esercitato il proprio diritto di rifiutare le cure.
Nel secondo caso, invece, vi è un intervento direttamente finalizzato a provocare la morte.
La Corte costituzionale ha dunque cercato di mantenere un equilibrio tra il diritto all'autodeterminazione del paziente e il dovere dello Stato di tutelare la vita, soprattutto delle persone più vulnerabili.

La sentenza n. 135 del 2024: che cosa significa "trattamento di sostegno vitale"?
Un ulteriore passaggio importante è rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 135 del 2024.
La questione riguardava una persona affetta da una patologia gravemente invalidante e irreversibile, ma che non risultava dipendente da un trattamento di sostegno vitale nel senso tradizionalmente inteso.
Si è quindi posto il problema di stabilire che cosa debba intendersi per "trattamento di sostegno vitale" ai fini dell'applicazione dei principi stabiliti dalla sentenza del 2019.
La questione è tutt'altro che teorica.
In determinate situazioni, infatti, il mantenimento in vita può dipendere non soltanto da apparecchiature o macchinari, ma anche da trattamenti farmacologici o da specifiche forme di assistenza senza le quali la persona potrebbe andare incontro alla morte.
La Corte ha però mantenuto ferma la distinzione tra due situazioni diverse.
Da un lato, vi è la persona che può rifiutare o interrompere un trattamento sanitario dal quale dipende la sua sopravvivenza. In questo caso opera pienamente il principio del consenso informato e dell'autodeterminazione terapeutica.
Dall'altro lato, vi è la persona che, pur essendo affetta da una patologia irreversibile e fonte di sofferenze, non dipende da un trattamento di sostegno vitale.
Secondo la Corte, queste due situazioni non possono essere automaticamente equiparate.
La ragione è che l'articolo 580 del codice penale non tutela la vita secondo una concezione meramente pubblicistica, propria di una diversa epoca storica, nella quale la vita individuale era considerata indisponibile anche nell'interesse della collettività.
La funzione della norma è piuttosto quella di proteggere le persone, soprattutto quelle che attraversano momenti di particolare fragilità e sofferenza, dal rischio di decisioni irreversibili condizionate da pressioni, vulnerabilità o interferenze esterne.
Da qui deriva la necessità di una particolare cautela nell'estendere l'area di non punibilità dell'aiuto al suicidio.
La Corte ha quindi ribadito che ogni persona conserva il diritto di rifiutare le cure, comprese quelle salvavita, ma ha rimesso al legislatore la responsabilità di stabilire se e in che misura ampliare ulteriormente le possibilità di accesso al suicidio medicalmente assistito.

La giurisprudenza europea.
Anche la Corte europea dei diritti dell'uomo è intervenuta più volte sul tema, riconoscendo agli Stati un ampio margine nella ricerca di un equilibrio tra diversi diritti e interessi.
La giurisprudenza europea, in sostanza, non impone agli Stati un unico modello legislativo in materia di fine vita.
Anche sotto questo profilo emerge quindi un elemento comune: il problema non può essere risolto attraverso l'affermazione assoluta di un solo principio, ma richiede un bilanciamento tra autodeterminazione individuale, tutela della vita, dignità della persona e protezione dei soggetti vulnerabili.

La sentenza n. 204 del 2025 e la legge della Toscana.
Un passaggio più recente è rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2025, relativa al conflitto di attribuzione promosso dallo Stato nei confronti della legge della Regione Toscana n. 16 del 2025, adottata per disciplinare le procedure relative al fine vita.
La questione riguardava, tra l'altro, la possibilità per una Regione di intervenire sulla materia in assenza di una legge statale organica.
La Corte ha riconosciuto che le Regioni possono intervenire su aspetti relativi all'organizzazione dei servizi e delle procedure sanitarie, purché rimangano all'interno delle rispettive competenze.
Non possono invece modificare la disciplina penale, che appartiene alla competenza esclusiva dello Stato, né introdurre autonomamente nuove cause di non punibilità.
Per questo motivo alcune disposizioni della legge toscana sono state dichiarate incostituzionali.
La Corte ha inoltre sottolineato l'esigenza di assicurare uniformità sul territorio nazionale, soprattutto quando vengono in gioco diritti fondamentali della persona e il delicato equilibrio tra autodeterminazione, tutela della vita e diritto alla cura.

Un percorso ancora incompleto.
Il quadro che emerge è dunque quello di un ordinamento nel quale la disciplina del fine vita non è ancora contenuta in un'unica legge organica, ma si è progressivamente formata attraverso la Costituzione, la legge n. 219 del 2017, la giurisprudenza ordinaria e, soprattutto, gli interventi della Corte costituzionale.
Oggi possiamo affermare alcuni punti con sufficiente chiarezza.
La persona ha il diritto di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento sanitario, anche quando sia necessario alla sopravvivenza.
Ha diritto a essere accompagnata attraverso cure palliative adeguate, nel rispetto della propria dignità e della propria volontà.
L'eutanasia, intesa come somministrazione diretta di un farmaco finalizzato a provocare la morte, non è ammessa dall'ordinamento italiano.
Il suicidio assistito rimane penalmente rilevante, ma, a seguito della sentenza n. 242 del 2019 e delle successive pronunce, esiste una ristretta area di non punibilità quando ricorrono precise condizioni sostanziali e procedurali.
Al di fuori di tali condizioni, non esiste oggi nell'ordinamento italiano un generale diritto al suicidio assistito.
Resta, infine, al legislatore il compito di dare una disciplina organica alla materia, individuando un equilibrio tra valori tutti di rango costituzionale.

Una conclusione necessariamente aperta.
Il percorso compiuto negli ultimi vent'anni dimostra quanto il tema del fine vita sia complesso e delicato.
La giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto un ruolo sempre maggiore alla volontà della persona e al diritto all'autodeterminazione terapeutica, ma nello stesso tempo ha ribadito che la tutela della vita rimane un valore fondamentale dell'ordinamento e che le persone fragili devono essere protette da condizionamenti e decisioni irreversibili assunte in situazioni di particolare vulnerabilità.
È proprio questo il punto di equilibrio che emerge dalle più recenti pronunce della Corte costituzionale: autodeterminazione e tutela della vita non sono necessariamente valori contrapposti, ma devono essere messi in relazione tra loro attraverso regole e garanzie adeguate.
Il cammino verso una disciplina legislativa completa del fine vita è dunque ancora in corso. Ma, grazie anche all'evoluzione della giurisprudenza e agli interventi della Corte costituzionale, l'ordinamento italiano ha certamente maturato una maggiore consapevolezza della necessità di rispettare la volontà del paziente, garantire cure palliative efficaci e assicurare, nella fase finale dell'esistenza, il massimo rispetto della dignità della persona.
Ed è probabilmente proprio dalla tutela della dignità, più che dalla contrapposizione ideologica tra il "diritto alla vita" e il "diritto alla morte", che dovrebbe partire il confronto civile e giuridico su una materia così delicata.  

  

Salvatore Filippo Vitello

11 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
        

 

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10/09/2026

Editoria. "La promessa di Canepanova": la riscoperta degli affetti e delle radici nell'ultimo libro di Carmelo Rotolo

 

"La promessa di Canepanova", il nuovo libro di Carmelo Rotolo
Carmelo Rotolo

Torna alla scrittura con un'opera intima e profonda il dott. Carmelo Rotolo, medico chirurgo fisiatra originario di Grotte ma da anni residente e operante in Lombardia, in provincia di Pavia. Il suo nuovo lavoro letterario (che avevamo già annunciato), dal titolo "La promessa di Canepanova. Quando un padre ritrova la strada verso casa" (edizioni Print Service Pavia), si inserisce nel solco di una narrazione delicata, capace di toccare con grazia le corde più intime del senso di appartenenza e delle fragilità umane.

"La promessa di Canepanova", il nuovo libro di Carmelo Rotolo
(Carmelo Rotolo con il suo ultimo libro)

Sullo sfondo di una Pavia suggestiva, disegnata tra la quiete dei suoi scorci antichi e il fermento della quotidianità, si snoda la vicenda interiore del protagonista. Un uomo travolto da incomprensioni, silenzi e dalle distanze accumulate nel tempo con i propri cari, giunge a un punto di svolta esistenziale in cui tutto sembra ormai perduto.
È proprio nell'ora del disorientamento che si innesca la svolta: un gesto semplice, una voce, un ricordo o una presenza riaccendono in lui la spinta al cambiamento. Al centro di questo percorso si staglia la figura del santuario di Santa Maria di Canepanova, luogo simbolo di raccoglimento e di fede. Presso questo spazio del cuore, l'uomo trova la forza di formulare una promessa e intraprendere il cammino di riconciliazione: ritrovare il proprio ruolo di padre e ripercorrere, con umiltà e speranza, la strada che riporta verso casa e verso gli affetti familiari.
Il volume ha una forma essenziale (76 pagine): una scelta di brevità che favorisce una lettura fluida e incisiva, capace di coinvolgere il lettore senza perdersi in artifici retorici.
La prosa di Carmelo Rotolo si alimenta di uno stile garbato, misurato e intriso di profonda empatia; qui l'esperienza professionale di medico si riflette nell'attenzione quasi terapeutica verso le ferite dell'anima, ponendo l'accento sulla possibilità, sempre aperta per ciascuno, di rinascere anche a partire da un piccolo passo. "La promessa di Canepanova" si rivela così una riflessione sul valore del perdono, del tempo ritrovato e sull'importanza di non smarrire mai l'itinerario verso le proprie radici
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Carmelo Arnone
10 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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10/09/2026

Politica. Festa Nazionale UDC 2026: Decio Terrana relatore sabato 12 settembre

 

Decio Terrana
Decio Terrana

Festa Nazionale UDC 2026
Programma

L’Unione di Centro promuove la propria manifestazione politica nazionale il 12 e il 13 settembre a Roma, presso il Centro Congressi del Crowne Plaza Roma St. Peter’s. Il programma prevede un intenso calendario di dibattiti che spaziano dalle politiche sociali al fisco, passando per le riforme elettorali e il ruolo della pubblica amministrazione.
Tra gli interventi previsti, quello dell'on. Decio Terrana, Responsabile Nazionale UDC Enti Locali, programmato per sabato 12 settembre alle ore 15.00. Terrana prenderà la parola all'interno della sessione di discussione intitolata "L'Italia ha bisogno del Centro", incentrata sullo scudo crociato, il voto cattolico e il confronto con i populismi e i radicalismi. Insieme a lui interverranno Giuseppe Fioroni (Vice Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS), Padre Franco Ciccimarra (Presidente Nazionale AGIDAE), Paolo Alli (Presidente di Alternativa Popolare), Stefano Tunis (Consigliere Regionale di Sardegna al Centro 20Venti), e Antonio Saccone (Presidente di Cinecittà), con la moderazione del giornalista Gerardo Greco.
I lavori della prima giornata si apriranno sabato alle ore 10.00 con la presentazione a cura di Metis Di Meo e i saluti introduttivi del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del coordinatore provinciale UDC Roberto Riccardi, del aoordinatore regionale Regino Brachetti, della presidente del gruppo parlamentare Michaela Biancofiore e del presidente del Consiglio Nazionale UDC Lorenzo Cesa. Successivamente è in programma il collegamento con la presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.
La mattina proseguirà con un dibattito sulla protezione sociale, la natalità e il sistema casa, a cui parteciperanno il vice ministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci, il presidente del gruppo UDC Regione Marche Luca Marconi, il segretario generale del Censis Giorgio De Rita e la prof.ssa Marina D'Amato, moderati da Danilo Paolini di Avvenire.
Dopo il pranzo curato dagli Alpini e dai volontari della Pro Loco di Pieve di Soligo e l'intervento in collegamento del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alle 14.45, nel pomeriggio verranno affrontati i temi istituzionali. Alle 17.00 la tavola rotonda sulla legge elettorale vedrà i contributi di Giovanni Donzelli per Fratelli d'Italia, Claudio Durigon per la Lega, Alessandro Battilocchio per Forza Italia, Alessandro Colucci per Noi Moderati e Gianfranco Chiarelli, Vice Segretario Nazionale UDC, coordinati da Giancarla Rondinelli del TG1.
A seguire, alle 18.00, un focus dedicato al ruolo delle donne vedrà la partecipazione della presidente onoraria UDC Paola Binetti, del sottosegretario Lucia Albano, di Simona Petrozzi, di Claudia Navarini, della presidente del gruppo UDC Regione Sardegna Alice Aroni e di Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio. La giornata del 12 settembre si chiuderà alle 18.45 con un confronto tra i segretari e i dirigenti territoriali del partito e una cena con specialità venete gestita dalla Pro Loco di Pieve di Soligo.
Domenica 13 settembre i lavori cominceranno alle 09.00 con la Santa Messa celebrata da don Marco Malizia. Alle 09.45 è previsto un dibattito sulla semplificazione fiscale e sul sostegno al ceto medio, con contributi del ministro Giancarlo Giorgetti, del vice ministro Maurizio Leo, di Enrico Costa, dei rappresentanti di Confartigianato e Confcommercio Eugenio Massetti e Donatella Prampolini, del professor Giuseppe Melis, del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e del vice segretario UDC Paolo Greco Lucchina.
Seguirà alle 10.30 l'intervento in collegamento del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, mentre alle 10.45 si terrà la tavola rotonda sull'innovazione nella pubblica amministrazione e l'intelligenza artificiale. Tra i relatori figurano il ministro Paolo Zangrillo, monsignor Renzo Pegoraro della Pontificia Accademia per la Vita, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la segretaria generale UNADIS Barbara Casagrande, i sindaci Enrico Di Giuseppantonio e Mario Baccini, Eric Pasqualon e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, con il coordinamento di Roberto Inciocchi.

Le conclusioni della due giorni saranno affidate al segretario nazionale UDC Antonio De Poli, con l'intervento di chiusura programmato per le ore 11.45
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Redazione
10 settembre 2026
  


 

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10/09/2026

Televisione. Morsi della vita e tenerezza della tradizione: "Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro al TGR Sicilia

 

"Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro al TGR Sicilia
Guarda il video

Nella rubrica "Pagine al sole" del TGR Rai 3 Sicilia (guarda il video), andata in onda lo scorso lunedì 7 settembre 2026, a cura della giornalista Tiziana Martorana, è stata presentata l'ultima fatica poetica di Aristotele Cuffaro dal titolo "Muzzicuna", pubblicata dalla casa editrice Medinova.

"Muzzicuna" di Aristotele Cuffaro al TGR Sicilia
(
Guarda il video)

Nel servizio televisivo è lo stesso Autore a mostrare con orgoglio il volume a copertina azzurra, illustrato e accompagnato da versi in lingua siciliana con traduzione a fronte. L'opera racchiude la prefazione del prof. Tommaso Romano e l'introduzione dell'attore Gianfranco Iannuzzo. Come illustrato dall'Autore durante la sua intervista, la silloge poetica si sviluppa attraverso tre grandi direttrici tematiche che abbracciano la tradizione isolana, l'esaltazione dei sentimenti umani e una profonda vena di denuncia sociale.
La particolarità dell'opera risiede nella scelta del titolo, il cui significato viene spiegato direttamente da Cuffaro per mezzo di un'articolata metafora popolare; il termine "Muzzicuna" esprime una doppia valenza: da un lato richiama la tenerezza del tipico detto siciliano rivolto all'affetto per i bambini piccoli, dall'altro simboleggia i morsi dolorosi della vita, ovvero gli ostacoli e le sofferenze che ogni individuo si trova ad affrontare lungo il proprio percorso esistenziale.
Tra le immagini mostrate (illustrazioni a cura di Sergio Criminisi) spicca il disegno di una mano che accompagna la lirica "Li ita di 'na mani", la raffigurazione drammatica di un volto dolente accostata al componimento "Guerra", e il disegno di copertina in cui uno scrittore osserva la luna e il paesaggio urbano notturno dalla propria finestra.
Il servizio giornalistico
- guarda il video - diventa un racconto visivo che alterna i primi piani del libro alle parole dell'autore, e permette di cogliere la forte sinergia tra la parola poetica in dialetto e il supporto grafico, offrendo una panoramica su un'opera capace di coniugare radici culturali e riflessione esistenziale.       
  

Carmelo Arnone

10 settembre 2026 
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09/09/2026

Riconoscimenti. Alla dott.ssa Graziella Luparello il "Premio Europeo della Giustizia Beato Rosario Livatino" edizione 2026

 

Dott.ssa Graziella Luparello
Graziella Luparello

La seconda edizione del "Premio Europeo della Giustizia Beato Rosario Livatino" si terrà a Roma il 29 ottobre 2026, presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Pontificio Maffei-Marescotti. Il riconoscimento è dedicato alla memoria del Magistrato ucciso dalla mafia nel 1990 e punta a valorizzare figure del mondo giudiziario e della società civile che si distinguono per il costante impegno, il rigore e la dedizione nella tutela della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata. L'iniziativa è stata ideata da Claudio d'Alelio Marescotti, supervisore generale Ofeact-Espace Schengen-Benelux e coordinatore del comitato scientifico e della giuria, in collaborazione con Giuliano Crepaldi, presidente della Società di San Vincenzo De Paoli del Consiglio Centrale di Roma.

Dott.ssa Graziella Luparello
(Dott.ssa Graziella Luparello)

Per questa nuova edizione sono stati designati tre magistrati. La dott.ssa Graziella Luparello, in servizio presso il Tribunale di Caltanissetta, è l'unico magistrato della funzione giudicante tra i premiati. Nella comunicazione di assegnazione, la Commissione Giudicatrice e il Comitato Scientifico hanno evidenziato il suo costante impegno e i risultati di eccellenza raggiunti, definendo il suo lavoro un modello di riferimento per la comunità a livello nazionale ed europeo.
La dott.ssa Luparello svolge le funzioni di Giudice presso il Tribunale di Caltanissetta, incaricata quale Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP). Nel corso della sua attività giudiziaria si è occupata in prevalenza di procedimenti penali di criminalità organizzata e di misure di prevenzione patrimoniale. È stata docente e relatrice presso la Scuola Superiore della Magistratura in corsi di formazione specialistica destinati ai magistrati su temi quali la confisca di prevenzione e le misure ablative allargate a contrasto dei patrimoni illeciti. Ha partecipato come relatrice a convegni di studio specialistici organizzati in collaborazione con enti e istituzioni pubbliche (tra cui l'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata).
Insieme a lei riceveranno il riconoscimento altri due magistrati assegnatari per le funzioni requirenti: l'italiana dott.ssa Federica La Chioma, della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, e il francese dott. Nicolas Bessone, procuratore a Marsiglia.
A introdurre e accompagnare le attività del Premio è la mostra d'arte collettiva intitolata "Fede e Giustizia - Testimonianza di vita del Beato Rosario Livatino", allestita a Roma dal 4 al 15 settembre 2026 presso la Galleria La Pigna del Palazzo Pontificio Maffei-Marescotti, con orario di apertura dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e ingresso libero. Diretta da Anna Maria Borsatti e curata da Claudio d'Alelio Marescotti con il supporto dell'Archivio Paolo Salvati, l'esposizione presenta le opere di ventiquattro artisti d\ell'UCAI Roma, associazione guidata da Tullio Princigallo. Gli artisti propongono una riflessione sui temi del sacrificio, della responsabilità pubblica e del rapporto tra fede e vita contemporanea attraverso l'arte visiva.
Il riconoscimento trova le sue radici nella prima edizione del 29 ottobre 2025, svolta presso il Collegio Leoniano di Roma e sostenuta dal patrocinio di Unesco Italia, dal supporto dell'Associazione Nazionale Magistrati e dal patrocinio dell'Associazione Ossigeno per l'informazione
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Carmelo Arnone
9 settembre 2026 
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08/09/2026

Attualità. "La dignità del dolore al tempo dei social; l'amico Decio e il miracolo di Facebook"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Eutanasia: replica di Armando Caltagirone alla risposta dell'on. Decio Terrana.

*****

L'amico Decio ha frainteso: non intendevo dire "ripigliamo la cultura spartana della rupe e non solo per gli infanti ma per tutti quelli che stanno male".
Mi dispiace se per lui non sono stato chiaro.
Anche nel malinteso si trova il lato positivo. Il bilancio della sanità miracolosamente andrebbe in attivo.
Comunque il discorso è abbastanza chiaro e lo intendo definitivamente chiuso
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Armando Caltagirone
8 settembre 2026  
  


 

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08/09/2026

Attualità. Decio Terrana: "Caro Armando, ti rispondo con franchezza, ma anche con rispetto e affetto"

 

Decio Terrana
Decio Terrana

No all'eutanasia
No all'eutanasia

Eutanasia: risposta dell'on. Decio Terrana all'articolo pubblicato oggi, a firma di Armando Caltagirone.

*****

Caro Armando,
tu sai quanto ti stimi e quanto sia sincera la nostra amicizia. Proprio per questo ti rispondo con franchezza, ma anche con rispetto e affetto.
È vero: su questo tema siamo profondamente distanti. E rispetto la tua posizione, così come chiedo a te di rispettare la mia.
La mia non è propaganda. Non è ricerca di consenso e non è la rincorsa a qualche “cuoricino” sui social. Se cercassi applausi, sceglierei semplicemente la posizione più conveniente.
Io, invece, scelgo di essere fedele alla mia coscienza e ai principi nei quali credo.

No all'eutanasia
(No all'eutanasia)

E c’è una cosa che voglio dirti con particolare chiarezza: io questo dolore lo conosco. L’ho vissuto.
Mia madre ha cresciuto da sola dieci figli. Io sono il decimo. Mio padre è morto quando avevo appena diciotto mesi e lei ha dedicato tutta la sua vita alla nostra famiglia. A 88 anni è stata colpita dall’Alzheimer. Quella donna forte, che aveva cresciuto dieci figli, è diventata progressivamente fragile e dipendente dagli altri.
Eppure, poco prima di morire, ha avuto un ultimo momento di lucidità. Ha guardato mia moglie e i miei figli e ha detto, riferendosi a me: “Anche se sbagliasse, perdonatelo, perché io me ne sto andando e lui resta senza padre e senza madre”.
Dimmi tu, Armando: come si può definire un gesto simile? Per me è amore. Amore puro. Un amore capace di pensare agli altri persino nell’ultimo istante della propria vita.
Per questo non accetto che si dica che non conosco la sofferenza, la fragilità o la perdita della dignità e dell’autonomia.
Io quella sofferenza l’ho vista negli occhi di mia madre.
Sono cattolico, credente e praticante. La mia posizione nasce dalla mia coscienza, dalla mia fede e dal Vangelo in cui credo. Non nasce da una strategia politica.
Credo nella vita, nella dignità inviolabile di ogni persona e nella responsabilità che abbiamo verso chi è più fragile.
Non pretendo di avere la verità in tasca. Tu puoi pensarla diversamente, e io difenderò sempre il tuo diritto a farlo.
Possiamo essere “distanti anni luce” su questo tema e continuare, nonostante tutto, a stimarci e a volerci bene.
Ma ti chiedo una cosa, da amico: non chiamare propaganda ciò che per me è coscienza, non chiamare ricerca di consenso ciò che per me è coerenza.
Dietro le mie parole non c’è un algoritmo, non c’è un selfie, non c’è una bandierina politica.
C’è una storia. C’è una madre.
Ci sono dieci figli. C’è un ultimo gesto d’amore.
E c’è la mia coscienza di uomo e di cattolico.
A quella coscienza non voglio rinunciare, nemmeno quando sarebbe più facile farlo.

Decio Terrana

8 settembre 2026
  


 

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08/09/2026

Attualità. "La dignità del dolore al tempo dei social; l'amico Decio e il miracolo di Facebook"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Eutanasia
Eutanasia

Caro Direttore,
ho letto sul Suo giornale le altisonanti dichiarazioni sul fine vita dell'onorevole Decio Terrana, coordinatore regionale dell’UDC.
Il testo ricalca in modo fin troppo evidente quello che è a tutti gli effetti un post pubblicato sul profilo Facebook dell'onorevole. È confortante sapere che oggi i destini biologici e le agonie dei cittadini siciliani si decidano tra un "mi piace", un commento e una condivisione, il tutto per allinearsi devotamente al diktat del Segretario Nazionale
.

Eutanasia
(Eutanasia)

L’onorevole Decio è mio amico, sia chiaro, ma su questo tema siamo distanti anni luce. È fantastico come, dall'alto del suo profilo Facebook, l'amico mio riesca a risolvere i drammi dell'umanità con la solita melassa retorica: "più cura, più assistenza, più dignità". Uno slogan perfetto, che fa fare un figurone tra gli algoritmi.
Il sospetto, però, è che l'onorevole di certe tragedie abbia una conoscenza puramente virtuale. Chi, come me, ha visto da vicino qualcuno soffrire davvero, sa che chi vegeta da anni in un letto non aspetta i miracoli della politica. La sua sofferenza non è solo il dolore fisico, ma lo strazio di essere ridotti a un vegetale senza speranza, privati di ogni dignità.
Ma l’onorevole, tra un post e un selfie istituzionale, liquida tutto con disinvolta leggerezza.
Con quale mostruosa autorità morale ci si arroga il diritto di torturare gli altri in nome del politically correct?
Chi siamo noi per costringere un essere umano a prolungare un'agonia infinita?
In nome di chi? Di quale santo protettore dei voti?
Imporre la tortura spacciandola per "vicinanza" non è amore: è puro sadismo di Stato con il bollino del partito.
Pur di difendere una bandierina ideologica sulla propria bacheca, si preferisce il buio della ragione. È la stessa ostinazione di chi vorrebbe continuare ad accecare gli astrofisici colpevoli di aver smentito il detto biblico "fermati, o sole".
Purtroppo per l'UDC, il sole gira, la scienza avanza e la sofferenza reale non si cura con i filtri di Instagram.
Caro amico Decio, la vera compassione risiede nel rispetto della libertà altrui, non nel collezionare cuoricini virtuali sulla pelle di chi soffre.
 
  
Armando Caltagirone
8 settembre 2026  
© Riproduzione riservata.
  


 

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07/09/2026

Innovazioni. Quando la musica incontra la vinificazione: l'idea dell'ing. Vincenzo Morreale

 

Vincenzo Morreale
Vincenzo Morreale

Da più di vent’anni l'ing. Vincenzo Morreale, stimato libero professionista di Grotte, coltiva una grande passione per la produzione del vino di casa. Un percorso professionale e personale guidato da una costante ricerca, in cui l'esattezza della tecnica si unisce all'immaginazione e alla voglia di sperimentare.

Vincenzo Morreale
(Vincenzo Morreale in cantina)

Per il professionista grottese, produrre vino significa far convivere due anime apparentemente opposte.
Come spiega lo stesso Morreale: "La vinificazione è insieme arte e scienza. Il processo che trasforma l’uva in una bottiglia di vino da gustare è fatto di formule scientifiche e reazioni, ma richiede anche creatività e la sensibilità di un artista".
In questo equilibrio, chi si dedica alla cantina deve saper cambiare veste a seconda della fase di lavoro; Morreale sottolinea infatti che "i produttori possono essere chimici, ingegneri, agricoltori, scienziati, ma anche filosofi, creativi e maghi". Se da un lato ci sono passaggi che impongono il massimo rigore analitico, dall'altro occorre sapersi affidare all'intuito e alle sensazioni personali.
La creatività di Morreale ha trovato una nuova forma di espressione durante l'ultima vendemmia; il professionista ha infatti deciso di esplorare l'uso delle onde sonore all'interno della cantina, introducendo un elemento del tutto originale nel processo produttivo.
"Quest'anno, in occasione della vendemmia, ho creduto al rapporto mistico tra musica e vino. Si, ho pensato proprio di utilizzare la musica come parte del processo di vinificazione".
L'iniziativa si basa sull'idea che le vibrazioni acustiche possano influire positivamente sull'attività biologica dei lieviti durante la fermentazione, rendendola più omogenea e completa. Per l'annata attualmente in lavorazione, la scelta è caduta sui brani di Wolfgang Amadeus Mozart, diffusi in un ambiente a sonorità controllata.
Il percorso si concluderà con l'imbottigliamento e il successivo assaggio, che permetteranno di valutare l'effetto di questa sperimentazione armonica.
Conclude Morreale: "Chissà cosa ci riserverà il nuovo calice 'targato 2026'. Good Wine!".
  
Redazione
7 settembre 2026

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07/09/2026

Sport. Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius", aperte le iscrizioni per la stagione 2026/2027

 

Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius", aperte le iscrizioni
Locandina

L'associazione sportiva dilettantistica "Pan Sagittarius" ha avviato le iscrizioni per la scuola calcio "Peppe Castiglione" in vista della stagione sportiva 2026-27. La società, fondata nel 1997, raggiunge così il suo trentesimo anno consecutivo di attività, confermandosi come una delle realtà più storiche della provincia di Agrigento.

Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius", aperte le iscrizioni
(Locandina)

Le attività della scuola calcio si rivolgono ai bambini e ragazzi nati tra il 2014 e il 2022. La filosofia della struttura si basa sul rispetto delle regole e del prossimo, sulla promozione di una sana pratica sportiva, sul divertimento e sulla condivisione; tra gli aspetti curati figurano anche la crescita tecnica, la disciplina e la passione, offrendo un ambiente equilibrato per stare insieme.
La priorità indicata dall'associazione non è quella di promettere la formazione di campioni, ma quella di accompagnare i giovani verso la crescita personale e l'assimilazione di valori morali fondamentali per l'età evolutiva, senza escludere la soddisfazione per eventuali successi futuri.
La guida tecnica è affidata al responsabile Mister Peppe Castiglione, in possesso del patentino UEFA B. Lo staff tecnico comprende Luca Cirino, Antonio Pillitteri e Salvatore Baldo. A partire da questa stagione si aggiunge alla squadra degli allenatori anche Mister Rosario "Rino" Vetro, figura stimata nell'ambito provinciale e anch'egli qualificato con patentino UEFA B.
Per richiedere maggiori informazioni o completare la procedura d'iscrizione è possibile fare riferimento ai contatti telefonici del responsabile Peppe Castiglione al numero 3398771180 oppure di Luca Cirino al numero 3336145448.

  
Redazione
7 settembre 2026
  


 

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07/09/2026

Iniziative. Dalla Sicilia all'Argentina: la poesia "Tampasiannu" di Gero Miceli premiata al concorso "Capparelli"

 

Concorso letterario "José Carlos Capparelli"
Locandina

Gero Miceli
Gero Miceli

Gero Miceli ha ottenuto il primo posto nella sezione in lingua siciliana della diciottesima edizione del concorso letterario "José Carlos Capparelli" con la sua poesia intitolata "Tampasiannu".

Concorso letterario "José Carlos Capparelli"
(Locandina)

La cerimonia si è svolta sabato 5 settembre 2026 alle 16.30, ora di Buenos Aires. Il concorso è promosso da alcune organizzazioni della comunità italiana in Argentina, tra le quali l'Associazione Siciliana Buenos Aires Nord, il Consiglio Regionale Metropolitano Nord di Associazioni Italiane e il Consiglio Municipale degli Stranieri di San Isidro. Si tratta di un'iniziativa culturale a carattere locale e comunitario, orientata alla valorizzazione delle tradizioni e delle lingue locali, i cui premi per i vincitori consistono nella consegna di un diploma, una medaglia e alcune copie della raccolta dei testi.
Secondo le informazioni fornite dal presidente del comitato, Parisi, la competizione di quest'anno ha registrato la partecipazione di oltre 630 persone provenienti da più di 15 paesi distribuiti tra America, Europa e Africa. Come stabilito dal regolamento, il testo scritto da Gero Miceli verrà inserito nel volume stampato che raccoglie le poesie e i racconti scelti dalla giuria.
L'autore ha preso parte alla proclamazione collegandosi in videoconferenza dall'Italia, esprimendo gratitudine per il risultato ottenuto con un testo nato direttamente nella lingua della propria terra. Miceli ha evidenziato come questo tipo di riconoscimenti aiuti a mantenere vivo il legame tra la Sicilia e le comunità di emigrati all'estero, dedicando la vittoria a tutti i siciliani nel mondo.

  
Redazione
7 settembre 2026
  


 

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07/09/2026

Politica. Decio Terrana: "No all'eutanasia: la risposta alla sofferenza deve essere la cura, non la morte"

 

Decio Terrana
Decio Terrana

"Condivido pienamente le parole espresse dal Segretario nazionale dell’UDC sul tema del fine vita. La mia posizione è chiara: sono contrario all’eutanasia". Lo dichiara l’on. Decio Terrana, che interviene nel dibattito sul fine vita sottolineando come "una società che vuole dirsi civile non possa rispondere alla sofferenza semplicemente anticipando la morte, ma debba mettere al centro la persona, la sua dignità e il diritto a non essere lasciata sola".
"Non è una questione di giudicare chi vive condizioni di sofferenza estrema - prosegue Terrana - né di imporre le proprie convinzioni. È una questione di valori e di responsabilità: di fronte alla fragilità dobbiamo offrire più cura, più assistenza, più vicinanza e più dignità".
"Lo Stato - aggiunge - deve garantire il diritto alla cura e deve fare molto di più per le cure palliative, per l’assistenza domiciliare e per quelle strutture capaci di accompagnare la persona e sostenere concretamente le famiglie nei momenti più difficili".
"Da cattolico e da uomo impegnato nelle istituzioni - conclude Terrana - credo che la vita e la dignità della persona debbano rimanere sempre al centro della nostra azione politica. La vera civiltà non consiste nel trovare il modo di anticipare la morte di chi soffre, ma nel fare in modo che nessuno, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, si senta solo o diventi un peso per la propria famiglia e per la società. La risposta alla sofferenza deve essere la cura, l’accompagnamento e la vicinanza: mai l’abbandono".

  
Redazione
7 settembre 2026
  


 

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04/09/2026

Racalmuto. Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione; venerdì 11 settembre

 

Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione
Locandina


Enzo Sardo

Il prossimo venerdì 11 settembre 2026, alle ore 18.00, a Racalmuto, nella prestigiosa sede della Fondazione Leonardo Sciascia, verrà celebrata la XVII edizione del Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro". I premi vengono conferiti a chi si distingue nel mondo della solidarietà, nella cultura, nell’arte, nella scienza e nel mondo del lavoro.

Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione
(Locandina)

A darne comunicazione ufficiale è il dott. Enzo Sardo, Presidente Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori e Coordinatore nazionale del Premio.
Per questa edizione il riconoscimento verrà conferito alle seguenti personalità:
- S. E. R. mons. Corrado Lorefice: per aver saputo incarnare, fin dal primo giorno del suo ministero pastorale, l’immagine di una “Chiesa in uscita”, costantemente orientata verso le periferie geografiche ed esistenziali di Palermo. Con uno stile semplice e fraterno, ha lavorato per abbattere le distanze tra le istituzioni e i cittadini più vulnerabili, portando conforto e voce a chi non ne ha. Ha dimostrato un elevato impegno per l’inclusione e i diritti dei migranti: Per la sua coraggiosa e instancabile difesa dei diritti dei migranti e dei rifugiati. Mons. Corrado Lorefice ha saputo trasformare l’accoglienza da concetto astratto a pratica quotidiana, ricordando alla comunità cittadina e internazionale che la solidarietà non conosce confini e che la dignità umana è universale e inviolabile. Ha saputo parlare ai giovani, indicando nella solidarietà, nell’educazione e nel lavoro condiviso le uniche vere armi capaci di sconfiggere ogni forma di violenza. Nella sua Missione non è mancato l’incontro con Biagio Conte  ed il riferimento al Beato Pino Puglisi.
Un faro di speranza ed un instancabile costruttore di ponti, capace di tradurre il Vangelo della carità in gesti concreti di giustizia, accoglienza e fraternità quotidiana, lasciando un segno profondo nel tessuto sociale e civile della nostra comunità e nel variegato mondo dell’associazionismo cattolico;
- don Antonio Loffredo: sacerdote affettuoso, consapevole di compiere la sua missione con coraggio e dedizione. Ordinato nel 1984, dopo un periodo come cappellano volontario nel carcere di Poggioreale, nel 2001 viene assegnato, come parroco, presso la Basilica di Santa Maria della Sanità. In quel rione ha trovato un territorio ricco di storia ma soffocato dalla disoccupazione e dalla criminalità. La sua intuizione è stata semplice quanto potente: ossia valorizzare il patrimonio artistico di quel luogo. Don Loffredo sposa un’idea semplice ma rivoluzionaria: affidarsi ai giovani. Da quella scelta nasce nel 2006 la cooperativa “La Paranza”, fondata insieme a sei ragazzi del rione. Il gruppo si dà un obiettivo chiaro: restituire dignità al proprio territorio partendo dal suo patrimonio nascosto: le Catacombe di San Gennaro, dove oggi lavorano 70 ragazzi. Nel 2014 ha dato vita alla “Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus”. Nel 2018 ha dato vita alla casa Editrice San Gennaro.
In 20 anni, in un quartiere difficile e pericoloso, ha creato un modello di sviluppo sostenibile basato su cultura, bellezza, lavoro e solidarietà. Una missione esemplare di dedizione alla formazione religiosa, alla promozione socioculturale e alla solidarietà;
- Maria Rachele Aronica: donna raffinata, sapiente e cordiale. Magistrata attenta e scrupolosa di grande esperienza (in servizio presso la Corte dei conti dal 1995). Ha ricoperto ruoli apicali, tra cui quello di Presidente Titolare dell’Ufficio di Procura generale presso la Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana.Dal novembre 2025, ricopre la prestigiosa carica di Presidente della Sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Siciliana, che svolge funzioni di controllo, preventivi di legittimità, sulla gestione e finanziari sugli enti locali e sulla Regione Siciliana, incluso il giudizio di parifica sul rendiconto generale della Regione; garantendo l’equilibrio dei conti pubblici e la correttezza della spesa della Regione Siciliana. In un periodo storico complesso e delicato, caratterizzato da diverse difficoltà socio economiche e sociali, la sua lunga carriera nel campo della giustizia contabile le conferisce una profonda competenza tecnica e istituzionale, essenziale per affrontare le complesse sfide legate al controllo della spesa pubblica regionale.
La sua completa dedizione al servizio pubblico ed il suo costante impegno per la legalità ed imparzialità la rendono un esempio di solidarietà istituzionale, utile per sviluppare una società più vivibile e solidale.
- Bartolomeo Romano: uomo sapiente e garbato. Accademico raffinato. All’Università di Palermo dal 2000 è professore ordinario di diritto penale nella Facoltà di Giurisprudenza. Svolge la sua missione di docente con eleganza, sapienza, fermezza e la giusta professionalità, riuscendo a dare prestigio all’insegnamento accademico e ad inculcare nei suoi allievi il senso del dovere ed il valore della preparazione scientifica,caratteristiche che hanno formato tanti professionisti preparati e moralmente corretti che hanno impreziosito lo sviluppo giuridico e la crescita socio culturale della nostra società. Dal luglio 2008 al giugno 2010 è stato Consigliere giuridico del Ministro della Giustizia. Nel luglio 2010 è stato eletto dal Parlamento in seduta comune Componente del Consiglio Superiore della Magistratura per il quadriennio 2010-2014. È stato Direttore dell’Ufficio Studi e Documentazione del CSM dal 2011 al 2013. È autore di parecchi volumi e trattati e di circa 200 scritti scientifici pubblicati nelle più importanti riviste giuridiche italiane ed estere. Dirige la Rivista italiana di Medicina legale e del diritto in campo sanitario.
Una missione esemplare di dedizione alla formazione giuridica-culturale di migliaia di allievi e alla diffusione del bene comune attraverso i principi di legalità e giustizia;
- Giovanna Bruno: donna colta, gentile e determinata. Svolge la sua professione di avvocato con sapienza e professionalità. Dal 2010, essendo mediatore professionista, si occupa anche di mediazione familiare in enti ecclesiastici e laici (Consultori Familiari). Ha svolto diverse attività di volontariato (in collaborazione con enti ecclesiastici e culturali). Eletta Sindaco di Andria nel 2020, nel 2021 ha istituito il Parco della Memoria in onore delle vittime del Covid. Un bosco nel cuore del quartiere San Valentino di Andria, composto da alberi che hanno un nome e un cognome: quello delle 360 vittime del coronavirus registrate durante la pandemia nella sua città.
Durante il periodo della sindacatura, nella sua città, ha organizzato il Festival della Legalità con  appuntamenti quotidiani insieme a testimoni di legalità, mostre, film, dibattiti, spettacoli e tante altre attività, in diversi luoghi della città, al fine di migliorare la coscienza civile dei cittadini e dimostrare che esiste un metodo adeguato per creare una società più sana e più vivibile.
Una missione esemplare di animatrice socio culturale e di amministratrice attenta e appassionata dedita alla promozione umana e alla solidarietà;
- Daniele Lo Coco: uomo serio e cortese. Medico colto e raffinato dotato di elevata professionalità e di profonda umanità. Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Villa Sofia di Palermo. Specializzato in neurologia, vanta un’esperienza specifica nella ricerca neurologica, inclusa la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), nei disturbi del sonno e in patologie cerebrovascolari. Si occupa, tra le altre cose, anche di malattie neurodegenerative come il Parkinson. Nella sua attività professionale ha effettuato centinaia di interventi diagnostici con risultati brillanti.
Ha svolto attività didattica presso la Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università di Palermo. Molto attivo nella ricerca, con circa cinquanta pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e partecipazione come ricercatore in ambito neurologico.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla ricerca scientifica e alla cura della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà;
- Antonino Savarino: medico chirurgo di alto profilo professionale, con una solida specializzazione in oncologia e senologia. La sua attività professionale si concentra principalmente presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio”, dove ricopre ruoli di grande responsabilità clinica e gestionale.Attualmente è il Primario del reparto di Oncologia Medica, che coordina i percorsi terapeutici per i pazienti neoplastici. Parallelamente, riveste l’incarico di Direttore della Breast Unit, il centro multidisciplinare dedicato integralmente alla diagnosi e alla cura del tumore al seno.
Grazie alla sua duplice competenza, il dott. Savarino rappresenta un punto di riferimento per l’integrazione tra chirurgia e trattamenti oncologici. Il suo operato è volto a garantire un approccio personalizzato e d’avanguardia per la salute femminile. La sua cordiale leadership nella Breast Unit assicura alle pazienti un supporto completo, dalla prevenzione al follow-up post-operatorio.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla scienza e alla cura della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà;
- Rosario Maria Gianluca Valastro: uomo cortese ed affabile, avvocato cassazionista specializzato in diritto amministrativo, civile e del lavoro. Riveste la carica di Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana (CRI), dal 16 aprile 2023, data in cui è stato eletto con ampia maggioranza.
Il suo mandato è caratterizzato da una forte spinta verso la capillarità territoriale dell’ente. Sotto la sua guida, la CRI ha gestito crisi complesse come il conflitto in Ucraina e l’emergenza sbarchi. L’avvocato Valastro pone al centro della sua agenda la tutela della dignità umana e il supporto alle vulnerabilità. Promuove attivamente il coinvolgimento dei giovani, considerandoli il motore del cambiamento sociale. Ha lavorato, con coraggio e determinazione, per rafforzare la risposta della Croce Rossa Italiana alle emergenze climatiche e ai disastri naturali. La sua presidenza punta alla trasparenza amministrativa e alla modernizzazione della struttura. Il Presidente Valastro incarna una visione che unisce i valori storici del Movimento all’innovazione nei servizi di assistenza.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla cura e alla salvaguardia della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà.
- all’Associazione CalaPanama: un vivace collettivo artistico, nato a Palermo nel 2014, che riunisce pittori professionisti, dilettanti e appassionati sotto il segno della condivisione culturale. Il cuore della loro attività è la pittura “en plein air”. Ogni sabato mattina il gruppo si ritrova presso la Cala di Palermo per dipingere dal vivo, trasformando il molo in un laboratorio a cielo aperto. Tale pratica non è solo un esercizio estetico, ma un atto di riappropriazione urbana che mira a valorizzare le bellezze storiche e marittime della città. Molte opere dei membri dell’associazione sono dedicate a figure simbolo come Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato e don Pino Puglisi con l’obiettivo di umanizzare gli eroi della legalità, rendendoli parte del paesaggio quotidiano di Palermo attraverso colori vibranti e stili diversificati.
CalaPanama si distingue per un approccio inclusivo e democratico all’arte, promuovendo il concetto di “bellezza diffusa” e collaborando spesso con istituzioni locali per eventi di beneficenza o riqualificazione sociale. Una missione esemplare di impegno artistico culturale per diffondere il concetto di bellezza artistica del territorio e per la promozione solidale della società;
- Alla memoria, conferito a Salvatrice Sardo Viscuglia: donna coraggiosa e generosa, mamma attenta e premurosa. Nata nel 1929 a Racalmuto, emigrò a Bath (Inghilterra) nel 1968.Il figlio Antonio in quella città, nel 1978, aprì un ristorante. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta nei nostri territori iniziòuna curiosa tradizione; gli studenti iscritti nella Facoltà di lingue per imparare bene l’inglese, nel periodo estivo, si recavano a Bath da questa signora che li accoglieva amorevolmente e li ospitava nella sua casa.
Tramite suo figlio gli dava l’opportunità di lavorare nel proprio ristorante o in altre attività  lavorative. Il figlio Antonio Puma è in possesso di un elenco di circa cinquanta giovani ospitati tra il 1980 ed il 2016. (Tra i primi ricordiamo Giovanna Romano e Roberta Di Gesù).
Una missione esemplare di immensa generosità al fine di accrescere la fratellanza e la conoscenza delle lingue per facilitare il dialogo e la solidarietà tra i popoli;
- Menzione speciale conferita a Massimo Marchese Ragona: uomo colto e garbato. Presidente della Banca San Francesco Credito Cooperativo (ex Cassa Rurale) di Canicattì per la sensibilità dimostrata nell’assegnare, in comodato d’uso gratuito, di un intero stabile di proprietà dell’Istituto, a numerose associazioni del territorio, dimostrando concreta testimonianza di cosa significhi essere autentica banca di comunità: non solo presidio economico, ma attore attivo nella promozione del bene comune. Tale gesto rappresenta un segnale tangibile di vicinanza al territorio, capace di tradurre in azione i principi di solidarietà, mutualità e cooperazione che costituiscono il fondamento del credito cooperativo. Valori che, grazie a tale iniziativa, trovano piena espressione nel sostegno alle realtà associative che quotidianamente operano per il benessere collettivo e la promozione umana.
Una missione esemplare di dedizione a compiere atti concreti utili per la crescita socio culturale, per il bene comune della società e per la solidarietà umana.
La manifestazione sarà presentata da Sandra Licata, con letture a cura di Adele Troisi
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Redazione
4
settembre 2026  
  


 

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03/09/2026

Politica. L'on. Marchetta: "Temperature ancora elevate; la Regione valuti rinvio inizio anno scolastico"

 

On. Rosellina Marchetta
On. Marchetta

"Le persistenti temperature elevate e le difficoltà strutturali di numerosi istituti scolastici siciliani impongono una seria riflessione sull’avvio dell’anno scolastico. La Regione Siciliana valuti con urgenza la possibilità di rinviare l’inizio delle lezioni, soprattutto alla luce delle condizioni climatiche ancora particolarmente gravose e della mancanza, in molte scuole, di adeguati sistemi per affrontare la calura".
È quanto dichiara l’on. Rosellina Marchetta, che ha rivolto un appello al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e all’Assessore Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, Mimmo Turano, affinché venga valutata ogni possibile soluzione nell’interesse degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie.
"Non possiamo ignorare - sottolinea l’On. Rosellina Marchetta - che numerosi edifici scolastici non sono adeguatamente attrezzati per garantire condizioni ambientali accettabili in presenza di temperature particolarmente elevate. In molte aule mancano sistemi di climatizzazione e, in alcuni casi, le strutture presentano già criticità che rendono ancora più difficile affrontare giornate caratterizzate da un caldo intenso".
Secondo l’on. Rosellina Marchetta, la priorità deve essere quella di garantire la salute e il benessere degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico.
"La scuola è un presidio fondamentale per la crescita e la formazione dei nostri giovani e proprio per questo dobbiamo garantire che le attività didattiche possano svolgersi in condizioni dignitose, sicure e adeguate. La tutela della salute deve venire prima di ogni altra considerazione organizzativa. Un breve rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, qualora le condizioni climatiche dovessero continuare a essere particolarmente gravose, potrebbe rappresentare una scelta di responsabilità e di buon senso. Nel frattempo, consentirebbe agli istituti che presentano maggiori difficoltà di completare le necessarie attività organizzative e di predisporre, laddove possibile, soluzioni adeguate per affrontare le alte temperature".
"Sono certa - conclude l’on. Rosellina Marchetta - che il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore Mimmo Turano sapranno valutare questa proposta con la necessaria attenzione. Dobbiamo ascoltare le preoccupazioni delle famiglie e del mondo della scuola e mettere al centro, sempre e comunque, il benessere dei nostri ragazzi"
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Redazione
3 settembre 2026  
  

 

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03/09/2026

Attività. Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata Italofolies

 

Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata Italofolies
Locandina

Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Aristotele Cuffaro - attore, autore, regista - ha ricevuto un invito ufficiale in Belgio per partecipare a due distinte iniziative culturali organizzate dal Centre Culturel de Seraing, cittadina situata nella provincia di Liegi.

Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata Italofolies
(Locandina)

Il primo appuntamento di Aristotele Cuffaro è fissato per sabato 24 ottobre 2026 alle ore 20.00 nella Sala Grande del centro culturale, per la serata intitolata "Italofolies", ideata e diretta da Tony Castronovo. L'iniziativa, incentrata sulle varietà culturali e musicali italiane, vedrà la partecipazione della compagnia di tarantella Italofolies, della scuola di danza School Dance Liberty e degli artisti Nicola di Ganci e Lillo Nicosia, con Aristotele Cuffaro presente nelle vesti di ospite d'onore.
Il giorno seguente, domenica 25 ottobre alle ore 18.00, l'attenzione si sposterà nella Piccola Sala dello stesso impianto culturale; in questa sede si terrà la presentazione del suo libro di poesie intitolato "Muzzicuna". Quest'ultima sua opera raccoglie un insieme di memorie, immagini e racconti legati alla Sicilia. Scritto attraverso un linguaggio espressivo e diretto, il volume adopera l'ironia e la sensibilità della lingua e dei modi siciliani per narrare storie e frammenti di vita della propria terra.
La presenza di Cuffaro alle rassegne di Seraing si inserisce in un legame consolidato con il territorio belga. L'artista siciliano ha preso parte a diverse edizioni passate del festival "Tarantella qui", la rassegna di cultura italiana organizzata a Seraing; tra le sue partecipazioni documentate figurano quelle del 2013, del 2014, del 2018 e del 2019, anni in cui si è esibito sul palco belga portando la propria ironia e l'uso del dialetto siciliano.
Nel corso della sua carriera artistica Aristotele Cuffaro ha spaziato dal teatro alla recitazione, lavorando come interprete e distinguendosi come promotore di iniziative culturali radicate nelle tradizioni della sua terra d'origine
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Carmelo Arnone
3 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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03/09/2026

Iniziative. "Fuoriclasse - Talenti in Comune"; il merito e il talento dei giovani grottesi premiati

 

Fuoriclasse - Talenti in Comune
Guarda il video

Fuoriclasse - Talenti in Comune
Locandina

Domenica 30 agosto, in Piazza Umberto I a Grotte, è andata in scena la VI edizione di "Fuoriclasse - Talenti in Comune" (guarda il video), l'iniziativa ideata e organizzata da Sandra Licata per celebrare i risultati scolastici e le capacità artistiche della gioventù locale; la serata è stata condotta da Sandra Licata insieme a Carmelo Arnone.

Fuoriclasse - Talenti in Comune
(Guarda il video)

L'appuntamento, sostenuto dal Comune di Grotte e dal contributo della Mancuso Group, ha preso il via con i saluti istituzionali del sindaco Alfonso Provvidenza. Nel corso della prima parte è stata presentata la nuova bandiera ufficiale della manifestazione; il vessillo raccoglie i simboli e i valori ispiratori del progetto: il libro aperto a rappresentare la conoscenza e la cultura, le foglie d'alloro per il merito e la dedizione, il colore oro per l'eccellenza e lo sfondo bianco a simboleggiare la trasparenza del messaggio, unitamente ai loghi del Comune di Grotte e del brand M&C.
Sul fronte dei riconoscimenti artistici, il premio "Talenti in Comune" è andato a Cipriano Infuso, studente del secondo anno del Liceo Classico ad indirizzo musicale "Empedocle". Dopo aver avviato un percorso di musicoterapia con il pianoforte presso la scuola Notevoli Note, il giovane ha intrapreso lo studio del canto, esibendosi durante la serata con il brano "Come un pittore" dei Modà. Il riconoscimento, consegnato dall’assessore Leonardo Cutaia, ne ha premiato le qualità vocali e la capacità espressiva.
Spazio poi agli studenti della scuola secondaria di primo grado del plesso "V. E. Orlando" di Grotte (dell’Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia") che hanno superato l'esame finale con le massime valutazioni, accompagnati dalla dirigente scolastica Carmen Campo.
Per la classe 3^A sono stati premiati Noemi Antonucci (10), Francesco Garufo (10), Greta Lombardo (10), Fabio Morreale (10), Jasmine Pitruzzella (10), Karol Maria Rita Randisi (10 con lode), Giorgia Romito (10 con lode), Gaia Graziella Salvaggio (10), Karol Lucia Spanò (10 con lode) e Carla Vizzini (10 con lode). Per la classe 3^B hanno ricevuto il riconoscimento Simone Cacciatore (10), Giulia Calì (10), Vittorio Castronovo (10 con lode) e Antonio Tascarella (10 con lode).
Un premio speciale è stato assegnato al performer Mattia Baldacci, nato a Genova e diplomatosi alla BSMT di Bologna, con alle spalle ruoli in diversi musical tra cui Flashdance e il ruolo di co-protagonista nel prossimo allestimento di Amelie. Baldacci, impegnato anche in laboratori teatrali presso la casa circondariale genovese, ha interpretato dal vivo il brano "Cambiare" di Alex Baroni prima di ricevere la targa dall'assessore Giusy Minneci.
Un ulteriore riconoscimento è stato conferito alla stilista e direttrice creativa Simona Agnello, fondatrice del marchio Ivygroovy, formatrice e docente in corsi di sartoria professionale, le cui creazioni sono giunte fino a New York. La motivazione ha sottolineato la sua capacità di coniugare la tradizione siciliana con uno stile contemporaneo; a consegnare il premio è stato il presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi.
La seconda parte della premiazione ha riguardato gli studenti delle scuole superiori diplomati con 100 e 100 con lode, i cui nomi entreranno nell'albo d'oro custodito presso il Municipio. I premiati sono: Lorenzo Spitaleri (100), Beatrice Zaffuto (100 e lode), Rebecca Lombardo (100 e lode), Noemi Cirino (100), Manuela Cutaia (100), Danila Bellomo (100 e lode), Ludovica Baldo (100), Adriana Di Carlo (100), Agnese Ciraolo (100 e lode), Calogero Vizzini (100 e lode), Rosario Buggea (100 e lode), Gianpaolo Basta (100 e lode), Lavinia Mancuso (100) e Alessandro Calcara (100 e lode).
A chiudere la serie dei riconoscimenti è stato il gruppo agrigentino "Quartet Folk", composto da Antonio Cannella (chitarre), Dario Mantese (leader, corde e fiati), Gerlando Barbadoro (percussioni) e Ciccio Carnabuci (fisarmonica). Alla formazione è andato il premio "Identità Siciliana", consegnato dal sindaco Alfonso Provvidenza e dal tenente colonnello Vincenzo Castronovo, per il lavoro di ricerca e conservazione del patrimonio musicale popolare attraverso tournée e progetti dedicati ai canti tradizionali.
La serata si è conclusa con i ringraziamenti rivolti alle assistenti Noemi Giglia e Valeria Licata ed a quanti hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione, dando appuntamento ai nuovi diplomati per il prossimo anno.
Pubblichiamo il video della manifestazione
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info"). 
  
Redazione
3 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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03/09/2026

Equitazione. Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta: qualificata con le compagne per la semifinale di Cattolica

 

Equitazione. Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta
Premiazione

Silvia Miliziano
Silvia Miliziano

Ludovica Ferro
Ludovica Ferro

Gloria Russo
Gloria Russo

Silvia Miliziano ha vinto il titolo di campionessa regionale di salto ostacoli e si è qualificata per la semifinale nazionale. L'atleta, in sella alla cavalla Alinea, ha ottenuto il primo posto nella categoria LB90, superando una concorrenza di oltre 70 partecipanti durante la gara del 29 e 30 agosto svolta al maneggio "Pietra dei Fiori" di Segesta, in provincia di Trapani.

Equitazione. Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta
(Premiazione)

Il risultato chiude una stagione di salto ostacoli iniziata a marzo, all'interno del circuito Progetto Sport, che ha coinvolto diverse giovani atlete del Centro Ippico "Herbessus a Cavallo" in un percorso di confronto continuo con i principali binomi della Sicilia.
Oltre all'affermazione di Silvia Miliziano, la società ha registrato altri riscontri positivi nella categoria LB80, disputata da più di 50 concorrenti: Ludovica Ferro, insieme a Isairon, si è classificata al quarto posto; subito dietro si è piazzata Gloria Russo, quinta in sella a Rociera II.
I punteggi accumulati durante la stagione permettono alle tre portacolori di Herbessus di accedere alla semifinale nazionale, in programma a Cattolica nel mese di ottobre.
La Dirigenza della struttura ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dal tecnico Sandro Ceccarelli, che ha seguito la preparazione tecnica delle giovani atlete durante l'anno, sottolineando anche il supporto logistico e organizzativo fornito dalle famiglie per garantire la partecipazione a tutte le trasferte del calendario regionale
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Carmelo Arnone
3 settembre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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03/09/2026

Aragona. In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non dimenticare

 

In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non dimenticare
Locandina

"Il sudario di Gaza passa da Aragona": è questo il messaggio scelto per accompagnare le iniziative promosse ad Aragona (AG), in memoria dei bambini uccisi a Gaza e per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione umanitaria nella Striscia. Si tratta di venticinque metri di lenzuolo (sudario), largo otto, per non rimanere in silenzio e non dimenticare gli oltre 18.000 bambini uccisi a Gaza fra ottobre 2023 e maggio 2025.

In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non dimenticare
(Locandina)

Sabato 19 settembre il sudario, attraverserà le vie di Aragona,  con inizio alle ore 19.00; il corteo partirà dalla piazza antistante la Chiesa di San Giuseppe e si concluderà in piazza Matrice. Sopra al telo bianco, i volontari di Carnia per la pace, hanno scritto a mano i nomi di quei 18.457 bambine e bambini palestinesi che hanno perso la vita. A sostenere il telo saranno decine di mani, simbolo "di un gesto collettivo di cura e memoria".
L’iniziativa, nata a Udine per la partita Italia-Israele, è già stata il altre città d'Italia, come Feltre, Bologna, Firenze, Tolmezzo, Bassano, Trieste, Napoli.
Il programma prevede tre appuntamenti: corteo, mostra fotografica e proiezione cinematografica; con l’obiettivo di unire testimonianza, riflessione e partecipazione civile.
A promuovere la manifestazione sono: CARNIA per la pace, Gruppo Missionario l’Unità Pastorale Santa Maria del Tre Re  e l’associazione "AGRIGENTO per la Palestina". Le iniziative si svolgono con la collaborazione delle associazioni sportive, culturali, musicali, teatrali ed educative della Città di Aragona, e con il patrocinio gratuito del Comune di Aragona.
L'appuntamento con il corteo è fissato per sabato 19 settembre 2026, con partenza alle ore 19.00. La manifestazione intende rappresentare un momento pubblico di solidarietà e di vicinanza alle vittime civili del conflitto, in particolare ai bambini. La partecipazione vuole inoltre riaffermare il valore della pace, della tutela della vita e del rispetto dei diritti umani.
All’interno del programma è prevista anche la mostra fotografica "I grant you refuge", ospitata presso l’atrio di Palazzo Principe, in piazza Matrice.
L’esposizione sarà visitabile dal 12 al 19 settembre, dalle ore 17.00 alle 20.00, e raccoglierà immagini dedicate agli scatti dei fotoreporter di guerra, offrendo ai visitatori uno sguardo diretto sulle conseguenze dei conflitti e sulle condizioni delle popolazioni coinvolte. L’inaugurazione è in programma per martedì 15 settembre alle ore 18.00. Durante l’apertura interverrà Fatèh Hamdan, presidente dell’Associazione Di Amicizia Sicilia Palestina (Al Quds-Palermo). L’ingresso alla mostra è libero.
Sempre martedì 15 settembre, alle ore 19.00, la Biblioteca comunale di Aragona ospiterà la proiezione del film di animazione "The Tower". La pellicola propone, attraverso il linguaggio dell’animazione, una riflessione sulla memoria, sull’esilio e sulle conseguenze della guerra, con particolare attenzione all’esperienza dei bambini e delle famiglie costrette a vivere lontano dalla propria terra. Anche la proiezione sarà a ingresso libero.
Le iniziative intendono trasformare il ricordo in un gesto concreto di partecipazione e solidarietà
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Redazione

3 settembre 2026
                 


 

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03/09/2026

Ambiente. Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria di abiti usati

 

Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria di abiti usati
Locandina

Il Comune di Grotte organizza una giornata straordinaria di raccolta dei vestiti usati con l'iniziativa denominata "Venerdì ecologico". La giornata scelta dall'amministrazione comunale è venerdì 11 settembre 2026, con un furgone che rimarrà fermo in Via Seminerio, nella zona del campo sportivo, dalle ore 07.30 fino alle ore 12.00.

Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria di abiti usati
(Locandina)

L'iniziativa nasce per andare incontro alle esigenze dei cittadini e per contrastare l'abbandono improprio dei rifiuti sul territorio, offrendo un canale aggiuntivo per lo smaltimento degli indumenti dismessi. Durante le ore del servizio, nel punto di raccolta sarà presente un operatore per assistere chi consegna il materiale. Gli indumenti, gli abiti e le scarpe portati devono essere in ottimo stato, puliti e chiusi all'interno di un sacchetto.
Il servizio si rivolge in modo esclusivo ai cittadini residenti a Grotte che risultano in regola con il pagamento della TARI. Per poter effettuare il conferimento è obbligatorio mostrare la carta d'identità all'agente di Polizia Locale presente sul posto, che si occuperà di verificare la reale residenza dei cittadini
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Redazione

3 settembre 2026
                 


 

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01/09/2026

Agrigento. "Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre nella chiesa di Santa Caterina

 

"Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre nella chiesa di Santa Caterina
Locandina

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla scuola dei "Piccoli Cantori di Santa Cecilia" della Città di Agrigento per l'anno 2026-2027. L'iniziativa si rivolge alle bambine e ai bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni che manifestano una naturale predisposizione per il canto.

"Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre nella chiesa di Santa Caterina
(Locandina)

Il percorso propone ai partecipanti la possibilità di avvicinarsi alla pratica corale all'interno di un ambiente sereno, affiancati da docenti giovani e qualificati. Le attività del coro sono svolte sotto il patrocinio del Comune di Agrigento, dell'Arcidiocesi di Agrigento e della Regione Sicilia.
Per accedere alla scuola sono previste due date dedicate alle audizioni, che si terranno nella Chiesa di Santa Caterina, situata in via Garibaldi 134 ad Agrigento. La prima sessione si svolgerà venerdì 18 settembre alle ore 18.00, mentre la seconda si terrà venerdì 9 ottobre alla stessa ora.
L'organizzazione fa capo al direttore del coro Laura Gallo e al presidente Giuseppe Montana Lampo. Per prenotare un'audizione o ricevere maggiori informazioni è possibile contattare i riferimenti telefonici di Annamaria Palumbo al numero 3474531168, Rosellina Montana al numero 3394952538 oppure Gabriella Pagnotta al numero 335620 2133 (quest'ultima disponibile a partire dal mese di ottobre)
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Redazione

1 settembre 2026
                 


 

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01/09/2026

Curiosità. "I mesi dell'anno in filastrocca - Settembre"; di Giuseppe Castronovo

 

I mesi dell'anno in filastrocca
Filastrocca dei mesi


"
I MESI DELL'ANNO IN FILASTROCCA"

SETTEMBRE

Lascia in settembre l’ombra del canneto
e spendi i giorni tuoi sol nel vigneto.

Se in settembre sentirai tuonare
tini e botti puoi preparare.

A settembre chi è esperto
non viaggia mai scoperto
.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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