Diritto.
"Fine vita: il quadro giuridico italiano tra autodeterminazione e tutela
della vita"; del
dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Caro Direttore,
approfitto del vivace dibattito che si è sviluppato sul giornale sul tema
del fine vita per offrire un contributo di natura prettamente tecnica,
senza voler entrare in valutazioni di carattere etico o morale, che, come è
stato correttamente osservato, appartengono alla libertà di coscienza e alle
convinzioni di ciascuno.
Fine vita: il quadro giuridico italiano tra autodeterminazione e tutela
della vita.
Una premessa necessaria: non confondere concetti diversi.
Nel dibattito pubblico sul fine vita vengono spesso utilizzati come sinonimi
concetti che, dal punto di vista giuridico, non lo sono. Per eutanasia si intende, in termini generali, l'intervento
intenzionale di un terzo diretto a provocare la morte del paziente,
normalmente attraverso la somministrazione di un farmaco.
Nell'ordinamento italiano una condotta di questo tipo non è consentita e può
integrare, a seconda delle circostanze, la fattispecie dell'omicidio
del consenziente prevista dall'articolo 579 del codice penale. Diverso è il caso del rifiuto o dell'interruzione delle cure. Una
persona capace di intendere e di volere può infatti rifiutare un trattamento
sanitario, anche quando esso sia necessario alla sua sopravvivenza. In
questo caso la morte non viene direttamente provocata da un terzo: consegue
alla patologia, dopo che il paziente ha esercitato il proprio diritto di
non sottoporsi a un trattamento non voluto.
È proprio da questa distinzione che occorre partire per comprendere il
problema giuridico del fine vita. La questione centrale è allora stabilire se e in quali condizioni siano
lecite le condotte di terzi che consentano a una persona affetta da una
grave e irreversibile malattia di porre fine alle proprie sofferenze, e
quali siano i limiti entro i quali l'ordinamento possa riconoscere tale
possibilità.
Si tratta di una questione che in Italia è stata affrontata per lungo tempo
soprattutto dalla giurisprudenza, anche a causa della mancanza di una
disciplina legislativa organica.
Nel corso degli anni si sono susseguiti alcuni passaggi fondamentali.
Da Welby ed Englaro alla legge sul consenso informato.
Un primo momento decisivo è rappresentato dalle vicende di Piergiorgio Welby
ed Eluana Englaro.
Nel caso Welby, il medico Mario Riccio procedette al distacco del
ventilatore, su richiesta del paziente, accompagnando l'interruzione del
trattamento con la sedazione necessaria a evitare sofferenze. Il
procedimento penale nei suoi confronti si concluse con il proscioglimento,
riconoscendo la rilevanza della causa di non punibilità dell'adempimento
del dovere.
Ancora più importante fu la vicenda di Eluana Englaro. Con la sentenza della
Corte di cassazione, Sezione I civile, del 16 ottobre 2007, n. 21748, venne
riconosciuta la possibilità di autorizzare l'interruzione del trattamento di
sostegno vitale quando fossero presenti determinate condizioni.
In particolare, la Corte indicò la necessità di accertare:
- l'irreversibilità della condizione del paziente, sulla base di criteri
scientificamente riconosciuti;
- la volontà della persona interessata, ricostruita in maniera univoca
attraverso il suo vissuto, la sua personalità e le sue convinzioni etiche,
religiose, culturali e filosofiche.
Successivamente, la Corte d'Appello di Milano, con decreto del 25 giugno
2008, autorizzò l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione
artificiali nei confronti di Eluana Englaro.
Queste vicende contribuirono a consolidare un principio destinato a
diventare centrale: la persona capace di intendere e di volere ha il
diritto di rifiutare un trattamento sanitario, anche quando esso sia
necessario per mantenerla in vita.
Tale principio è stato poi espressamente disciplinato dalla legge n. 219 del
2017, sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento
(DAT).
La legge ha riconosciuto il diritto del paziente di rifiutare o interrompere
qualsiasi trattamento sanitario, compresi quelli necessari alla
sopravvivenza e i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiali.
Ha inoltre previsto che l'interruzione delle cure possa essere accompagnata
dalle necessarie cure palliative e dalla sedazione palliativa profonda
continua, quando ne ricorrano i presupposti.
Il principio di fondo è quello dell'autodeterminazione della persona nelle
scelte terapeutiche, inserito nel rapporto di fiducia tra medico e paziente.
La svolta della Corte costituzionale: la sentenza n. 242 del 2019.
Il passaggio più significativo nel rapporto tra autodeterminazione, diritto
alla vita e suicidio assistito è rappresentato dalla sentenza della Corte
costituzionale n. 242 del 2019, pronunciata nel caso Cappato.
Marco Cappato era stato imputato per avere accompagnato in Svizzera una
persona, Fabiano Antoniani (DJ Fabo), presso una struttura nella quale il
suicidio assistito era praticato legalmente a determinate condizioni.
L'imputazione riguardava sia il rafforzamento del proposito suicidario sia
l'agevolazione dell'esecuzione del suicidio, attraverso il trasporto in
Svizzera.
La questione arrivò davanti alla Corte costituzionale in relazione
all'articolo 580 del codice penale, che punisce l'istigazione o l'aiuto al
suicidio.
La Corte, già con l'ordinanza n. 207 del 2018, aveva evidenziato come il
divieto penale, pur perseguendo una finalità di tutela della vita e delle
persone vulnerabili, potesse risultare costituzionalmente problematico in
situazioni particolarmente specifiche.
Il punto di equilibrio individuato dalla Corte è estremamente importante.
La Corte ha escluso che dalla Costituzione possa ricavarsi, in via generale,
un diritto a morire o un diritto ad ottenere dallo Stato un aiuto a morire.
Ha tuttavia ritenuto costituzionalmente problematico punire indistintamente
l'aiuto al suicidio quando la persona si trovi in condizioni particolarmente
gravi. La non punibilità è stata quindi riconosciuta, entro precisi limiti,
quando la persona sia: - affetta da una patologia irreversibile;
- sottoposta a sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili;
- mantenuta in vita attraverso trattamenti di sostegno vitale;
- capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
A queste condizioni devono aggiungersi le garanzie procedurali previste
dall'ordinamento e, in particolare, quelle collegate alla disciplina sul
consenso informato.
La Corte ha così introdotto una area circoscritta di non punibilità
dell'aiuto al suicidio, senza trasformarla in un generale diritto al
suicidio assistito.
Il rapporto con la legge n. 219 del 2017.
Per comprendere la decisione del 2019 è fondamentale considerare il rapporto
con la legge sul consenso informato.
La legge n. 219 del 2017 consente al paziente di rifiutare o interrompere
anche un trattamento necessario alla sopravvivenza. Il paziente può quindi scegliere di interrompere le terapie e, in questo
caso, deve essere garantito un adeguato accompagnamento medico, comprese le
cure palliative e, quando ne ricorrano i presupposti, la sedazione
palliativa.
È una distinzione fondamentale.
Interrompere una terapia non voluta non equivale, sul piano giuridico, a
somministrare un farmaco destinato a provocare direttamente la morte.
Nel primo caso la morte sopraggiunge per effetto della malattia dopo che il
paziente ha esercitato il proprio diritto di rifiutare le cure.
Nel secondo caso, invece, vi è un intervento direttamente finalizzato a
provocare la morte.
La Corte costituzionale ha dunque cercato di mantenere un equilibrio tra il
diritto all'autodeterminazione del paziente e il dovere dello Stato di
tutelare la vita, soprattutto delle persone più vulnerabili.
La sentenza n. 135 del 2024: che cosa significa "trattamento di sostegno
vitale"?
Un ulteriore passaggio importante è rappresentato dalla sentenza della Corte
costituzionale n. 135 del 2024.
La questione riguardava una persona affetta da una patologia gravemente
invalidante e irreversibile, ma che non risultava dipendente da un
trattamento di sostegno vitale nel senso tradizionalmente inteso.
Si è quindi posto il problema di stabilire che cosa debba intendersi per
"trattamento di sostegno vitale" ai fini dell'applicazione dei principi
stabiliti dalla sentenza del 2019.
La questione è tutt'altro che teorica.
In determinate situazioni, infatti, il mantenimento in vita può dipendere
non soltanto da apparecchiature o macchinari, ma anche da trattamenti
farmacologici o da specifiche forme di assistenza senza le quali la persona
potrebbe andare incontro alla morte.
La Corte ha però mantenuto ferma la distinzione tra due situazioni diverse.
Da un lato, vi è la persona che può rifiutare o interrompere un trattamento
sanitario dal quale dipende la sua sopravvivenza. In questo caso opera
pienamente il principio del consenso informato e dell'autodeterminazione
terapeutica.
Dall'altro lato, vi è la persona che, pur essendo affetta da una patologia
irreversibile e fonte di sofferenze, non dipende da un trattamento di
sostegno vitale.
Secondo la Corte, queste due situazioni non possono essere automaticamente
equiparate.
La ragione è che l'articolo 580 del codice penale non tutela la vita secondo
una concezione meramente pubblicistica, propria di una diversa epoca
storica, nella quale la vita individuale era considerata indisponibile anche
nell'interesse della collettività.
La funzione della norma è piuttosto quella di proteggere le persone,
soprattutto quelle che attraversano momenti di particolare fragilità e
sofferenza, dal rischio di decisioni irreversibili condizionate da
pressioni, vulnerabilità o interferenze esterne.
Da qui deriva la necessità di una particolare cautela nell'estendere l'area
di non punibilità dell'aiuto al suicidio.
La Corte ha quindi ribadito che ogni persona conserva il diritto di
rifiutare le cure, comprese quelle salvavita, ma ha rimesso al legislatore
la responsabilità di stabilire se e in che misura ampliare ulteriormente le
possibilità di accesso al suicidio medicalmente assistito.
La giurisprudenza europea.
Anche la Corte europea dei diritti dell'uomo è intervenuta più volte sul
tema, riconoscendo agli Stati un ampio margine nella ricerca di un
equilibrio tra diversi diritti e interessi.
La giurisprudenza europea, in sostanza, non impone agli Stati un unico
modello legislativo in materia di fine vita.
Anche sotto questo profilo emerge quindi un elemento comune: il problema non
può essere risolto attraverso l'affermazione assoluta di un solo principio,
ma richiede un bilanciamento tra autodeterminazione individuale, tutela
della vita, dignità della persona e protezione dei soggetti vulnerabili.
La sentenza n. 204 del 2025 e la legge della Toscana.
Un passaggio più recente è rappresentato dalla sentenza della Corte
costituzionale n. 204 del 2025, relativa al conflitto di attribuzione
promosso dallo Stato nei confronti della legge della Regione Toscana n. 16
del 2025, adottata per disciplinare le procedure relative al fine vita.
La questione riguardava, tra l'altro, la possibilità per una Regione di
intervenire sulla materia in assenza di una legge statale organica.
La Corte ha riconosciuto che le Regioni possono intervenire su aspetti
relativi all'organizzazione dei servizi e delle procedure sanitarie, purché
rimangano all'interno delle rispettive competenze.
Non possono invece modificare la disciplina penale, che appartiene alla
competenza esclusiva dello Stato, né introdurre autonomamente nuove cause di
non punibilità.
Per questo motivo alcune disposizioni della legge toscana sono state
dichiarate incostituzionali.
La Corte ha inoltre sottolineato l'esigenza di assicurare uniformità sul
territorio nazionale, soprattutto quando vengono in gioco diritti
fondamentali della persona e il delicato equilibrio tra autodeterminazione,
tutela della vita e diritto alla cura.
Un percorso ancora incompleto.
Il quadro che emerge è dunque quello di un ordinamento nel quale la
disciplina del fine vita non è ancora contenuta in un'unica legge organica,
ma si è progressivamente formata attraverso la Costituzione, la legge n. 219
del 2017, la giurisprudenza ordinaria e, soprattutto, gli interventi della
Corte costituzionale.
Oggi possiamo affermare alcuni punti con sufficiente chiarezza. La persona ha il diritto di rifiutare o interrompere qualsiasi
trattamento sanitario, anche quando sia necessario alla sopravvivenza. Ha diritto a essere accompagnata attraverso cure palliative adeguate, nel
rispetto della propria dignità e della propria volontà. L'eutanasia, intesa come somministrazione diretta di un farmaco
finalizzato a provocare la morte, non è ammessa dall'ordinamento italiano.
Il suicidio assistito rimane penalmente rilevante, ma, a seguito della
sentenza n. 242 del 2019 e delle successive pronunce, esiste una
ristretta area di non punibilità quando ricorrono precise condizioni
sostanziali e procedurali.
Al di fuori di tali condizioni, non esiste oggi nell'ordinamento italiano un
generale diritto al suicidio assistito.
Resta, infine, al legislatore il compito di dare una disciplina organica
alla materia, individuando un equilibrio tra valori tutti di rango
costituzionale.
Una conclusione necessariamente aperta.
Il percorso compiuto negli ultimi vent'anni dimostra quanto il tema del fine
vita sia complesso e delicato.
La giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto un ruolo sempre maggiore
alla volontà della persona e al diritto all'autodeterminazione
terapeutica, ma nello stesso tempo ha ribadito che la tutela della
vita rimane un valore fondamentale dell'ordinamento e che le persone
fragili devono essere protette da condizionamenti e decisioni irreversibili
assunte in situazioni di particolare vulnerabilità.
È proprio questo il punto di equilibrio che emerge dalle più recenti
pronunce della Corte costituzionale: autodeterminazione e tutela della
vita non sono necessariamente valori contrapposti, ma devono essere
messi in relazione tra loro attraverso regole e garanzie adeguate.
Il cammino verso una disciplina legislativa completa del fine vita è dunque
ancora in corso. Ma, grazie anche all'evoluzione della giurisprudenza e agli
interventi della Corte costituzionale, l'ordinamento italiano ha certamente
maturato una maggiore consapevolezza della necessità di rispettare la
volontà del paziente, garantire cure palliative efficaci e
assicurare, nella fase finale dell'esistenza, il massimo rispetto della
dignità della persona.
Ed è probabilmente proprio dalla tutela della dignità, più che dalla
contrapposizione ideologica tra il "diritto alla vita" e il "diritto alla
morte", che dovrebbe partire il confronto civile e giuridico su una materia
così delicata.
Editoria.
"La promessa di Canepanova": la riscoperta degli affetti e delle
radici nell'ultimo libro di Carmelo Rotolo
Carmelo Rotolo
Torna
alla scrittura con un'opera intima e profonda il dott. Carmelo Rotolo,
medico chirurgo fisiatra originario di Grotte ma da anni residente e
operante in Lombardia, in provincia di Pavia. Il suo nuovo lavoro letterario
(che
avevamo già annunciato), dal titolo "La promessa di Canepanova.
Quando un padre ritrova la strada verso casa" (edizioni Print
Service Pavia), si inserisce nel solco di una narrazione delicata, capace
di toccare con grazia le corde più intime del senso di appartenenza e delle
fragilità umane.
(Carmelo Rotolo con il suo ultimo libro)
Sullo sfondo di una Pavia suggestiva,
disegnata tra la quiete dei suoi scorci antichi e il fermento della
quotidianità, si snoda la vicenda interiore del protagonista. Un uomo
travolto da incomprensioni, silenzi e dalle distanze accumulate nel tempo
con i propri cari, giunge a un punto di svolta esistenziale in cui tutto
sembra ormai perduto.
È proprio nell'ora del disorientamento che si innesca la svolta: un gesto
semplice, una voce, un ricordo o una presenza riaccendono in lui la spinta
al cambiamento. Al centro di questo percorso si staglia la figura del
santuario di Santa Maria di Canepanova, luogo simbolo di raccoglimento e di
fede. Presso questo spazio del cuore, l'uomo trova la forza di formulare
una promessa e intraprendere il cammino di riconciliazione: ritrovare il
proprio ruolo di padre e ripercorrere, con umiltà e speranza, la strada che
riporta verso casa e verso gli affetti familiari.
Il volume ha una forma essenziale (76 pagine): una scelta di brevità che
favorisce una lettura fluida e incisiva, capace di coinvolgere il lettore
senza perdersi in artifici retorici.
La prosa di Carmelo Rotolo si alimenta di uno stile garbato, misurato e
intriso di profonda empatia; qui l'esperienza professionale di medico si
riflette nell'attenzione quasi terapeutica verso le ferite dell'anima,
ponendo l'accento sulla possibilità, sempre aperta per ciascuno, di
rinascere anche a partire da un piccolo passo. "La promessa di Canepanova"
si rivela così una riflessione sul valore del perdono, del tempo ritrovato e
sull'importanza di non smarrire mai l'itinerario verso le proprie radici.
Politica.
Festa Nazionale UDC 2026: Decio
Terrana relatore sabato 12 settembre
Decio Terrana
Programma
L’Unione di Centro promuove la propria manifestazione politica
nazionale il 12 e il 13 settembre a Roma, presso il Centro
Congressi del Crowne Plaza Roma St. Peter’s. Il
programma prevede un intenso calendario di dibattiti che spaziano dalle
politiche sociali al fisco, passando per le riforme elettorali e il ruolo
della pubblica amministrazione. Tra gli interventi previsti, quello dell'on. Decio Terrana,
Responsabile Nazionale UDC Enti Locali, programmato per sabato 12
settembre alle ore 15.00. Terrana prenderà la parola all'interno della
sessione di discussione intitolata "L'Italia ha bisogno del Centro",
incentrata sullo scudo crociato, il voto cattolico e il confronto con i
populismi e i radicalismi. Insieme a lui interverranno Giuseppe Fioroni
(Vice Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli
IRCCS), Padre Franco Ciccimarra (Presidente Nazionale AGIDAE), Paolo Alli
(Presidente di Alternativa Popolare), Stefano Tunis (Consigliere Regionale
di Sardegna al Centro 20Venti), e Antonio Saccone (Presidente di Cinecittà),
con la moderazione del giornalista Gerardo Greco.
I lavori della prima giornata si apriranno sabato alle ore 10.00 con la
presentazione a cura di Metis Di Meo e i saluti introduttivi del sindaco di
Roma Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca,
del coordinatore provinciale UDC Roberto Riccardi, del aoordinatore
regionale Regino Brachetti, della presidente del gruppo parlamentare
Michaela Biancofiore e del presidente del Consiglio Nazionale UDC Lorenzo
Cesa. Successivamente è in programma il collegamento con la
presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni.
La mattina proseguirà con un dibattito sulla protezione sociale, la natalità
e il sistema casa, a cui parteciperanno il vice ministro del Lavoro Maria
Teresa Bellucci, il presidente del gruppo UDC Regione Marche Luca Marconi,
il segretario generale del Censis Giorgio De Rita e la prof.ssa Marina
D'Amato, moderati da Danilo Paolini di Avvenire.
Dopo il pranzo curato dagli Alpini e dai volontari della Pro Loco di Pieve
di Soligo e l'intervento in collegamento del ministro degli Affari Esteri
Antonio Tajani alle 14.45, nel pomeriggio verranno affrontati i temi
istituzionali. Alle 17.00 la tavola rotonda sulla legge elettorale vedrà i
contributi di Giovanni Donzelli per Fratelli d'Italia, Claudio Durigon per
la Lega, Alessandro Battilocchio per Forza Italia, Alessandro Colucci per
Noi Moderati e Gianfranco Chiarelli, Vice Segretario Nazionale UDC,
coordinati da Giancarla Rondinelli del TG1.
A seguire, alle 18.00, un focus dedicato al ruolo delle donne vedrà la
partecipazione della presidente onoraria UDC Paola Binetti, del
sottosegretario Lucia Albano, di Simona Petrozzi, di Claudia Navarini, della
presidente del gruppo UDC Regione Sardegna Alice Aroni e di Martina
Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul
femminicidio. La giornata del 12 settembre si chiuderà alle 18.45 con un
confronto tra i segretari e i dirigenti territoriali del partito e una cena
con specialità venete gestita dalla Pro Loco di Pieve di Soligo.
Domenica 13 settembre i lavori cominceranno alle 09.00 con la Santa Messa
celebrata da don Marco Malizia. Alle 09.45 è previsto un dibattito sulla
semplificazione fiscale e sul sostegno al ceto medio, con contributi del
ministro Giancarlo Giorgetti, del vice ministro Maurizio Leo, di
Enrico Costa, dei rappresentanti di Confartigianato e Confcommercio Eugenio
Massetti e Donatella Prampolini, del professor Giuseppe Melis, del sindaco
della Spezia Pierluigi Peracchini e del vice segretario UDC Paolo Greco
Lucchina.
Seguirà alle 10.30 l'intervento in collegamento del vice presidente
del Consiglio Matteo Salvini, mentre alle 10.45 si terrà la tavola
rotonda sull'innovazione nella pubblica amministrazione e l'intelligenza
artificiale. Tra i relatori figurano il ministro Paolo Zangrillo,
monsignor Renzo Pegoraro della Pontificia Accademia per la Vita, il
presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, la segretaria generale
UNADIS Barbara Casagrande, i sindaci Enrico Di Giuseppantonio e Mario
Baccini, Eric Pasqualon e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, con
il coordinamento di Roberto Inciocchi.
Le conclusioni della due giorni saranno affidate al segretario nazionale UDC
Antonio De Poli, con l'intervento di chiusura programmato per le ore
11.45.
Televisione.
Morsi della vita e tenerezza della tradizione: "Muzzicuna" di Aristotele
Cuffaro al TGR Sicilia
Guarda il video
Nella rubrica "Pagine al sole" del TGR Rai 3 Sicilia(guarda
il video),
andata in onda lo scorso lunedì 7 settembre 2026, a cura della giornalista
Tiziana Martorana, è stata presentata l'ultima fatica poetica di
Aristotele Cuffaro dal titolo "Muzzicuna", pubblicata dalla casa
editrice Medinova.
(Guarda
il video)
Nel servizio televisivo è lo stesso Autore a mostrare con orgoglio il volume
a copertina azzurra, illustrato e accompagnato da versi in lingua siciliana
con traduzione a fronte. L'opera racchiude la prefazione del prof.
Tommaso Romano e l'introduzione dell'attore Gianfranco Iannuzzo.
Come illustrato dall'Autore durante la sua intervista, la silloge poetica si
sviluppa attraverso tre grandi direttrici tematiche che abbracciano la
tradizione isolana, l'esaltazione dei sentimenti umani e una profonda vena
di denuncia sociale.
La particolarità dell'opera risiede nella scelta del titolo, il cui
significato viene spiegato direttamente da Cuffaro per mezzo di
un'articolata metafora popolare; il termine "Muzzicuna" esprime una doppia
valenza: da un lato richiama la tenerezza del tipico detto siciliano rivolto
all'affetto per i bambini piccoli, dall'altro simboleggia i morsi dolorosi
della vita, ovvero gli ostacoli e le sofferenze che ogni individuo si trova
ad affrontare lungo il proprio percorso esistenziale.
Tra le immagini mostrate (illustrazioni a cura di Sergio Criminisi)
spicca il disegno di una mano che accompagna la lirica "Li ita di 'na mani",
la raffigurazione drammatica di un volto dolente accostata al componimento
"Guerra", e il disegno di copertina in cui uno scrittore osserva la luna e
il paesaggio urbano notturno dalla propria finestra.
Il servizio giornalistico -
guarda il video
-
diventa un racconto visivo che alterna i primi piani del libro alle parole
dell'autore, e permette di cogliere la forte sinergia tra la parola poetica
in dialetto e il supporto grafico, offrendo una panoramica su un'opera
capace di coniugare radici culturali e riflessione esistenziale.
Riconoscimenti.
Alla dott.ssa Graziella Luparello il "Premio Europeo della Giustizia
Beato Rosario Livatino" edizione 2026
Graziella Luparello
La seconda edizione del "Premio Europeo della Giustizia Beato
Rosario Livatino" si terrà a Roma il 29 ottobre 2026,
presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Pontificio Maffei-Marescotti.
Il riconoscimento è dedicato alla memoria del Magistrato ucciso dalla mafia
nel 1990 e punta a valorizzare figure del mondo giudiziario e della società
civile che si distinguono per il costante impegno, il rigore e la dedizione
nella tutela della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata.
L'iniziativa è stata ideata da Claudio d'Alelio Marescotti, supervisore
generale Ofeact-Espace Schengen-Benelux e coordinatore del comitato
scientifico e della giuria, in collaborazione con Giuliano Crepaldi,
presidente della Società di San Vincenzo De Paoli del Consiglio Centrale di
Roma.
(Dott.ssa
Graziella Luparello)
Per questa nuova edizione sono stati designati tre magistrati. La
dott.ssa Graziella Luparello, in servizio presso il Tribunale di
Caltanissetta, è l'unico magistrato della funzione giudicante tra i
premiati. Nella comunicazione di assegnazione, la Commissione
Giudicatrice e il Comitato Scientifico hanno evidenziato il suo costante
impegno e i risultati di eccellenza raggiunti, definendo il suo lavoro
un modello di riferimento per la comunità a livello nazionale ed europeo.
La dott.ssa Luparello svolge le funzioni di Giudice presso il Tribunale di
Caltanissetta, incaricata quale Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e
Giudice dell'Udienza Preliminare (GUP). Nel corso della sua attività
giudiziaria si è occupata in prevalenza di procedimenti penali di
criminalità organizzata e di misure di prevenzione patrimoniale. È stata
docente e relatrice presso la Scuola Superiore della Magistratura in
corsi di formazione specialistica destinati ai magistrati su temi quali la
confisca di prevenzione e le misure ablative allargate a contrasto dei
patrimoni illeciti. Ha partecipato come relatrice a convegni di studio
specialistici organizzati in collaborazione con enti e istituzioni pubbliche
(tra cui l'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei
Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata).
Insieme a lei riceveranno il riconoscimento altri due magistrati assegnatari
per le funzioni requirenti: l'italiana dott.ssa Federica La Chioma,
della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, e il francese dott.
Nicolas Bessone, procuratore a Marsiglia.
A introdurre e accompagnare le attività del Premio è la mostra d'arte
collettiva intitolata "Fede e Giustizia - Testimonianza di vita del Beato
Rosario Livatino", allestita a Roma dal 4 al 15 settembre 2026
presso la Galleria La Pigna del Palazzo Pontificio Maffei-Marescotti,
con orario di apertura dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e
ingresso libero. Diretta da Anna Maria Borsatti e curata da Claudio d'Alelio
Marescotti con il supporto dell'Archivio Paolo Salvati, l'esposizione
presenta le opere di ventiquattro artisti d\ell'UCAI Roma, associazione
guidata da Tullio Princigallo. Gli artisti propongono una riflessione sui
temi del sacrificio, della responsabilità pubblica e del rapporto tra fede e
vita contemporanea attraverso l'arte visiva.
Il riconoscimento trova le sue radici nella prima edizione del 29 ottobre
2025, svolta presso il Collegio Leoniano di Roma e sostenuta dal
patrocinio di Unesco Italia, dal supporto dell'Associazione Nazionale
Magistrati e dal patrocinio dell'Associazione Ossigeno per
l'informazione.
Attualità.
"La dignità del dolore al tempo dei social; l'amico Decio e il miracolo
di Facebook"; di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Eutanasia: replica di Armando Caltagirone alla
risposta dell'on. Decio Terrana.
*****
L'amico Decio ha frainteso: non intendevo dire "ripigliamo la cultura
spartana della rupe e non solo per gli infanti ma per tutti quelli che
stanno male".
Mi dispiace se per lui non sono stato chiaro.
Anche nel malinteso si trova il lato positivo. Il bilancio della sanità
miracolosamente andrebbe in attivo.
Comunque il discorso è abbastanza chiaro e lo intendo definitivamente chiuso.
Attualità.
Decio
Terrana: "Caro Armando, ti rispondo con franchezza, ma anche con
rispetto e affetto"
Decio Terrana
No all'eutanasia
Eutanasia: risposta dell'on. Decio Terrana all'articolo
pubblicato oggi, a firma di Armando Caltagirone.
*****
Caro Armando,
tu sai quanto ti stimi e quanto sia sincera la nostra amicizia.
Proprio per questo ti rispondo con franchezza, ma anche con rispetto e
affetto.
È vero: su questo tema siamo profondamente distanti. E rispetto la tua
posizione, così come chiedo a te di rispettare la mia.
La mia non è propaganda. Non è ricerca di consenso e non è la rincorsa a
qualche “cuoricino” sui social. Se cercassi applausi, sceglierei
semplicemente la posizione più conveniente.
Io, invece, scelgo di essere fedele alla mia coscienza e ai principi nei
quali credo.
(No all'eutanasia)
E c’è una cosa che voglio dirti con particolare chiarezza: io questo
dolore lo conosco. L’ho vissuto.
Mia madre ha cresciuto da sola dieci figli. Io sono il decimo. Mio padre è
morto quando avevo appena diciotto mesi e lei ha dedicato tutta la sua vita
alla nostra famiglia. A 88 anni è stata colpita dall’Alzheimer. Quella donna
forte, che aveva cresciuto dieci figli, è diventata progressivamente fragile
e dipendente dagli altri.
Eppure, poco prima di morire, ha avuto un ultimo momento di lucidità. Ha
guardato mia moglie e i miei figli e ha detto, riferendosi a me: “Anche
se sbagliasse, perdonatelo, perché io me ne sto andando e lui resta senza
padre e senza madre”.
Dimmi tu, Armando: come si può definire un gesto simile? Per me è amore.
Amore puro. Un amore capace di pensare agli altri persino nell’ultimo
istante della propria vita.
Per questo non accetto che si dica che non conosco la sofferenza, la
fragilità o la perdita della dignità e dell’autonomia.
Io quella sofferenza l’ho vista negli occhi di mia madre.
Sono cattolico, credente e praticante. La mia posizione nasce dalla mia
coscienza, dalla mia fede e dal Vangelo in cui credo. Non nasce da una
strategia politica. Credo nella vita, nella dignità inviolabile di ogni persona e nella
responsabilità che abbiamo verso chi è più fragile.
Non pretendo di avere la verità in tasca. Tu puoi pensarla diversamente, e
io difenderò sempre il tuo diritto a farlo.
Possiamo essere “distanti anni luce” su questo tema e continuare, nonostante
tutto, a stimarci e a volerci bene.
Ma ti chiedo una cosa, da amico: non chiamare propaganda ciò che per me è
coscienza, non chiamare ricerca di consenso ciò che per me è coerenza.
Dietro le mie parole non c’è un algoritmo, non c’è un selfie, non c’è una
bandierina politica.
C’è una storia. C’è una madre.
Ci sono dieci figli. C’è un ultimo gesto d’amore.
E c’è la mia coscienza di uomo e di cattolico.
A quella coscienza non voglio rinunciare, nemmeno quando sarebbe più facile
farlo.
Attualità.
"La dignità del dolore al tempo dei social; l'amico Decio e il miracolo
di Facebook"; di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Eutanasia
Caro
Direttore,
ho letto sul Suo giornale le altisonanti
dichiarazioni sul fine vita dell'onorevole Decio Terrana, coordinatore
regionale dell’UDC.
Il testo ricalca in modo fin troppo evidente quello che è a tutti gli
effetti un post pubblicato sul profilo Facebook dell'onorevole. È
confortante sapere che oggi i destini biologici e le agonie dei cittadini
siciliani si decidano tra un "mi piace", un commento e una condivisione, il
tutto per allinearsi devotamente al diktat del Segretario Nazionale.
(Eutanasia)
L’onorevole Decio è mio amico, sia chiaro, ma su questo tema siamo distanti
anni luce. È fantastico come, dall'alto del suo profilo Facebook, l'amico
mio riesca a risolvere i drammi dell'umanità con la solita melassa retorica:
"più cura, più assistenza, più dignità". Uno slogan perfetto,
che fa fare un figurone tra gli algoritmi.
Il sospetto, però, è che l'onorevole di certe tragedie abbia una conoscenza
puramente virtuale. Chi, come me, ha visto da vicino qualcuno soffrire
davvero, sa che chi vegeta da anni in un letto non aspetta i miracoli della
politica. La sua sofferenza non è solo il dolore fisico, ma lo strazio di
essere ridotti a un vegetale senza speranza, privati di ogni dignità.
Ma l’onorevole, tra un post e un selfie istituzionale, liquida tutto con
disinvolta leggerezza.
Con quale mostruosa autorità morale ci si arroga il diritto di torturare
gli altri in nome del politically correct?
Chi siamo noi per costringere un essere umano a prolungare un'agonia
infinita?
In nome di chi? Di quale santo protettore dei voti?
Imporre la tortura spacciandola per "vicinanza" non è amore: è puro sadismo
di Stato con il bollino del partito.
Pur di difendere una bandierina ideologica sulla propria bacheca, si
preferisce il buio della ragione. È la stessa ostinazione di chi vorrebbe
continuare ad accecare gli astrofisici colpevoli di aver smentito il detto
biblico "fermati, o sole".
Purtroppo per l'UDC, il sole gira, la scienza avanza e la sofferenza reale
non si cura con i filtri di Instagram.
Caro amico Decio, la vera compassione risiede nel rispetto della libertà
altrui, non nel collezionare cuoricini virtuali sulla pelle di chi soffre.
Innovazioni.
Quando la musica incontra la vinificazione: l'idea dell'ing. Vincenzo
Morreale
Vincenzo Morreale
Da più di vent’anni l'ing. Vincenzo Morreale, stimato libero
professionista di Grotte, coltiva una grande passione per la produzione
del vino di casa. Un percorso professionale e personale guidato da una
costante ricerca, in cui l'esattezza della tecnica si unisce
all'immaginazione e alla voglia di sperimentare.
(Vincenzo Morreale in cantina)
Per il professionista grottese, produrre vino significa far convivere due
anime apparentemente opposte.
Come spiega lo stesso Morreale: "La vinificazione è insieme arte e
scienza. Il processo che trasforma l’uva in una bottiglia di vino da gustare
è fatto di formule scientifiche e reazioni, ma richiede anche creatività e
la sensibilità di un artista".
In questo equilibrio, chi si dedica alla cantina deve saper cambiare veste a
seconda della fase di lavoro; Morreale sottolinea infatti che "i
produttori possono essere chimici, ingegneri, agricoltori, scienziati, ma
anche filosofi, creativi e maghi". Se da un lato ci sono passaggi che
impongono il massimo rigore analitico, dall'altro occorre sapersi affidare
all'intuito e alle sensazioni personali.
La creatività di Morreale ha trovato una nuova forma di espressione durante
l'ultima vendemmia; il professionista ha infatti deciso di esplorare
l'uso delle onde sonore all'interno della cantina, introducendo un
elemento del tutto originale nel processo produttivo.
"Quest'anno, in occasione della vendemmia, ho creduto al rapporto
mistico tra musica e vino. Si, ho pensato proprio di utilizzare la
musica come parte del processo di vinificazione".
L'iniziativa si basa sull'idea che le vibrazioni acustiche possano influire
positivamente sull'attività biologica dei lieviti durante la fermentazione,
rendendola più omogenea e completa. Per l'annata attualmente in lavorazione,
la scelta è caduta sui brani di Wolfgang Amadeus Mozart, diffusi in un
ambiente a sonorità controllata.
Il percorso si concluderà con l'imbottigliamento e il successivo assaggio,
che permetteranno di valutare l'effetto di questa sperimentazione armonica.
Conclude Morreale: "Chissà cosa ci riserverà il nuovo calice 'targato
2026'. Good Wine!".
Sport. Scuola calcio ASD "Pan Sagittarius",
aperte le iscrizioni per la stagione 2026/2027
Locandina
L'associazione sportiva dilettantistica "Pan Sagittarius" ha avviato
le iscrizioni per la scuola calcio "Peppe Castiglione" in vista della
stagione sportiva 2026-27. La società, fondata nel 1997, raggiunge così il
suo trentesimo anno consecutivo di attività, confermandosi come una delle
realtà più storiche della provincia di Agrigento.
(Locandina)
Le attività della scuola calcio si rivolgono ai bambini e ragazzi nati
tra il 2014 e il 2022. La filosofia della struttura si basa sul
rispetto delle regole e del prossimo, sulla promozione di una sana
pratica sportiva, sul divertimento e sulla condivisione;
tra gli aspetti curati figurano anche la crescita tecnica, la disciplina e
la passione, offrendo un ambiente equilibrato per stare insieme.
La priorità indicata dall'associazione non è quella di promettere la
formazione di campioni, ma quella di accompagnare i giovani verso la
crescita personale e l'assimilazione di valori morali fondamentali
per l'età evolutiva, senza escludere la soddisfazione per eventuali
successi futuri.
La guida tecnica è affidata al responsabile Mister Peppe Castiglione,
in possesso del patentino UEFA B. Lo staff tecnico comprende Luca Cirino,
Antonio Pillitteri e Salvatore Baldo. A partire da questa
stagione si aggiunge alla squadra degli allenatori anche Mister Rosario
"Rino" Vetro, figura stimata nell'ambito provinciale e anch'egli
qualificato con patentino UEFA B.
Per richiedere maggiori informazioni o completare la procedura d'iscrizione
è possibile fare riferimento ai contatti telefonici del responsabile Peppe
Castiglione al numero 3398771180 oppure di Luca Cirino al numero 3336145448.
Iniziative.
Dalla Sicilia all'Argentina: la poesia "Tampasiannu" di Gero Miceli
premiata al concorso "Capparelli"
Locandina
Gero Miceli
Gero Miceli ha ottenuto il primo posto nella sezione in lingua
siciliana della diciottesima edizione del concorso letterario "José
Carlos Capparelli" con la sua poesia intitolata "Tampasiannu".
(Locandina)
La cerimonia si è svolta sabato 5 settembre 2026 alle 16.30, ora di
Buenos Aires. Il concorso è promosso da alcune organizzazioni della
comunità italiana in Argentina, tra le quali l'Associazione Siciliana
Buenos Aires Nord, il Consiglio Regionale Metropolitano Nord di Associazioni
Italiane e il Consiglio Municipale degli Stranieri di San Isidro. Si tratta
di un'iniziativa culturale a carattere locale e comunitario, orientata alla
valorizzazione delle tradizioni e delle lingue locali, i cui premi per i
vincitori consistono nella consegna di un diploma, una medaglia e alcune
copie della raccolta dei testi.
Secondo le informazioni fornite dal presidente del comitato, Parisi, la
competizione di quest'anno ha registrato la partecipazione di oltre 630
persone provenienti da più di 15 paesi distribuiti tra America, Europa e
Africa. Come stabilito dal regolamento, il testo scritto da Gero Miceli
verrà inserito nel volume stampato che raccoglie le poesie e i racconti
scelti dalla giuria. L'autore ha preso parte alla proclamazione collegandosi in
videoconferenza dall'Italia, esprimendo gratitudine per il risultato
ottenuto con un testo nato direttamente nella lingua della propria terra.
Miceli ha evidenziato come questo tipo di riconoscimenti aiuti a mantenere
vivo il legame tra la Sicilia e le comunità di emigrati all'estero,
dedicando la vittoria a tutti i siciliani nel mondo.
Politica. Decio Terrana:
"No all'eutanasia: la risposta alla sofferenza deve essere la cura,
non la morte"
Decio Terrana
"Condivido
pienamente le parole espresse dal Segretario nazionale dell’UDC sul tema del
fine vita. La mia posizione è chiara: sono contrario all’eutanasia".
Lo dichiara l’on. Decio Terrana, che interviene nel dibattito sul
fine vita sottolineando come "una società che vuole dirsi civile non
possa rispondere alla sofferenza semplicemente anticipando la morte, ma
debba mettere al centro la persona, la sua dignità e il diritto a non essere
lasciata sola".
"Non è una questione di giudicare chi vive condizioni di sofferenza
estrema - prosegue Terrana - né di imporre le proprie convinzioni. È
una questione di valori e di responsabilità: di fronte alla fragilità
dobbiamo offrire più cura, più assistenza, più vicinanza e più dignità".
"Lo Stato - aggiunge - deve garantire il diritto alla
cura e deve fare molto di più per le cure palliative, per l’assistenza
domiciliare e per quelle strutture capaci di accompagnare la persona e
sostenere concretamente le famiglie nei momenti più difficili".
"Da cattolico e da uomo impegnato nelle istituzioni - conclude
Terrana - credo che la vita e la dignità della persona debbano rimanere
sempre al centro della nostra azione politica. La vera civiltà non consiste
nel trovare il modo di anticipare la morte di chi soffre, ma nel fare in
modo che nessuno, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, si
senta solo o diventi un peso per la propria famiglia e per la società.
La risposta alla sofferenza deve essere la cura, l’accompagnamento e la
vicinanza: mai l’abbandono".
Racalmuto.
Premio Nazionale "Solidarietà - Mons. Cataldo Naro" 2026, XVII edizione;
venerdì 11 settembre
Locandina
Enzo Sardo
Il prossimo venerdì 11 settembre 2026, alle ore 18.00, a
Racalmuto, nella prestigiosa sede della Fondazione Leonardo Sciascia,
verrà celebrata la XVII edizione del Premio Nazionale "Solidarietà -
Mons. Cataldo Naro". I premi vengono conferiti a chi si distingue nel
mondo della solidarietà, nella cultura, nell’arte, nella scienza e nel mondo
del lavoro.
(Locandina)
A darne comunicazione ufficiale è il dott. Enzo Sardo, Presidente
Provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori e Coordinatore nazionale del
Premio.
Per questa edizione il riconoscimento verrà conferito alle seguenti
personalità:
- S. E. R. mons. Corrado Lorefice: per aver saputo incarnare, fin dal
primo giorno del suo ministero pastorale, l’immagine di una “Chiesa in
uscita”, costantemente orientata verso le periferie geografiche ed
esistenziali di Palermo. Con uno stile semplice e fraterno, ha lavorato per
abbattere le distanze tra le istituzioni e i cittadini più vulnerabili,
portando conforto e voce a chi non ne ha. Ha dimostrato un elevato impegno
per l’inclusione e i diritti dei migranti: Per la sua coraggiosa e
instancabile difesa dei diritti dei migranti e dei rifugiati. Mons. Corrado
Lorefice ha saputo trasformare l’accoglienza da concetto astratto a pratica
quotidiana, ricordando alla comunità cittadina e internazionale che la
solidarietà non conosce confini e che la dignità umana è universale e
inviolabile. Ha saputo parlare ai giovani, indicando nella solidarietà,
nell’educazione e nel lavoro condiviso le uniche vere armi capaci di
sconfiggere ogni forma di violenza. Nella sua Missione non è mancato
l’incontro con Biagio Conte ed il riferimento al Beato Pino Puglisi.
Un faro di speranza ed un instancabile costruttore di ponti, capace di
tradurre il Vangelo della carità in gesti concreti di giustizia, accoglienza
e fraternità quotidiana, lasciando un segno profondo nel tessuto sociale e
civile della nostra comunità e nel variegato mondo dell’associazionismo
cattolico;
- don Antonio Loffredo: sacerdote affettuoso, consapevole di compiere
la sua missione con coraggio e dedizione. Ordinato nel 1984, dopo un periodo
come cappellano volontario nel carcere di Poggioreale, nel 2001 viene
assegnato, come parroco, presso la Basilica di Santa Maria della Sanità. In
quel rione ha trovato un territorio ricco di storia ma soffocato dalla
disoccupazione e dalla criminalità. La sua intuizione è stata semplice
quanto potente: ossia valorizzare il patrimonio artistico di quel luogo. Don
Loffredo sposa un’idea semplice ma rivoluzionaria: affidarsi ai giovani. Da
quella scelta nasce nel 2006 la cooperativa “La Paranza”, fondata insieme a
sei ragazzi del rione. Il gruppo si dà un obiettivo chiaro: restituire
dignità al proprio territorio partendo dal suo patrimonio nascosto: le
Catacombe di San Gennaro, dove oggi lavorano 70 ragazzi. Nel 2014 ha dato
vita alla “Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus”. Nel 2018 ha dato vita
alla casa Editrice San Gennaro.
In 20 anni, in un quartiere difficile e pericoloso, ha creato un modello di
sviluppo sostenibile basato su cultura, bellezza, lavoro e solidarietà. Una
missione esemplare di dedizione alla formazione religiosa, alla promozione
socioculturale e alla solidarietà;
- Maria Rachele Aronica: donna raffinata, sapiente e cordiale.
Magistrata attenta e scrupolosa di grande esperienza (in servizio presso la
Corte dei conti dal 1995). Ha ricoperto ruoli apicali, tra cui quello di
Presidente Titolare dell’Ufficio di Procura generale presso la Sezione
giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana.Dal
novembre 2025, ricopre la prestigiosa carica di Presidente della Sezione di
controllo della Corte dei conti per la Regione Siciliana, che svolge
funzioni di controllo, preventivi di legittimità, sulla gestione e
finanziari sugli enti locali e sulla Regione Siciliana, incluso il giudizio
di parifica sul rendiconto generale della Regione; garantendo l’equilibrio
dei conti pubblici e la correttezza della spesa della Regione Siciliana. In
un periodo storico complesso e delicato, caratterizzato da diverse
difficoltà socio economiche e sociali, la sua lunga carriera nel campo della
giustizia contabile le conferisce una profonda competenza tecnica e
istituzionale, essenziale per affrontare le complesse sfide legate al
controllo della spesa pubblica regionale.
La sua completa dedizione al servizio pubblico ed il suo costante impegno
per la legalità ed imparzialità la rendono un esempio di solidarietà
istituzionale, utile per sviluppare una società più vivibile e solidale.
- Bartolomeo Romano: uomo sapiente e garbato. Accademico raffinato.
All’Università di Palermo dal 2000 è professore ordinario di diritto penale
nella Facoltà di Giurisprudenza. Svolge la sua missione di docente con
eleganza, sapienza, fermezza e la giusta professionalità, riuscendo a dare
prestigio all’insegnamento accademico e ad inculcare nei suoi allievi il
senso del dovere ed il valore della preparazione scientifica,caratteristiche
che hanno formato tanti professionisti preparati e moralmente corretti che
hanno impreziosito lo sviluppo giuridico e la crescita socio culturale della
nostra società. Dal luglio 2008 al giugno 2010 è stato Consigliere giuridico
del Ministro della Giustizia. Nel luglio 2010 è stato eletto dal Parlamento
in seduta comune Componente del Consiglio Superiore della Magistratura per
il quadriennio 2010-2014. È stato Direttore dell’Ufficio Studi e
Documentazione del CSM dal 2011 al 2013. È autore di parecchi volumi e
trattati e di circa 200 scritti scientifici pubblicati nelle più importanti
riviste giuridiche italiane ed estere. Dirige la Rivista italiana di
Medicina legale e del diritto in campo sanitario.
Una missione esemplare di dedizione alla formazione giuridica-culturale di
migliaia di allievi e alla diffusione del bene comune attraverso i principi
di legalità e giustizia;
- Giovanna Bruno: donna colta, gentile e determinata. Svolge la sua
professione di avvocato con sapienza e professionalità. Dal 2010, essendo
mediatore professionista, si occupa anche di mediazione familiare in enti
ecclesiastici e laici (Consultori Familiari). Ha svolto diverse attività di
volontariato (in collaborazione con enti ecclesiastici e culturali). Eletta
Sindaco di Andria nel 2020, nel 2021 ha istituito il Parco della Memoria in
onore delle vittime del Covid. Un bosco nel cuore del quartiere San
Valentino di Andria, composto da alberi che hanno un nome e un cognome:
quello delle 360 vittime del coronavirus registrate durante la pandemia
nella sua città.
Durante il periodo della sindacatura, nella sua città, ha organizzato il
Festival della Legalità con appuntamenti quotidiani insieme a testimoni di
legalità, mostre, film, dibattiti, spettacoli e tante altre attività, in
diversi luoghi della città, al fine di migliorare la coscienza civile dei
cittadini e dimostrare che esiste un metodo adeguato per creare una società
più sana e più vivibile.
Una missione esemplare di animatrice socio culturale e di amministratrice
attenta e appassionata dedita alla promozione umana e alla solidarietà;
- Daniele Lo Coco: uomo serio e cortese. Medico colto e raffinato
dotato di elevata professionalità e di profonda umanità. Direttore
dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale
Villa Sofia di Palermo. Specializzato in neurologia, vanta un’esperienza
specifica nella ricerca neurologica, inclusa la sclerosi laterale
amiotrofica (SLA), nei disturbi del sonno e in patologie cerebrovascolari.
Si occupa, tra le altre cose, anche di malattie neurodegenerative come il
Parkinson. Nella sua attività professionale ha effettuato centinaia di
interventi diagnostici con risultati brillanti.
Ha svolto attività didattica presso la Scuola di Specializzazione in
Neurologia dell’Università di Palermo. Molto attivo nella ricerca, con circa
cinquanta pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e
partecipazione come ricercatore in ambito neurologico.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla ricerca scientifica e alla
cura della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà;
- Antonino Savarino: medico chirurgo di alto profilo professionale,
con una solida specializzazione in oncologia e senologia. La sua attività
professionale si concentra principalmente presso l’Ospedale “San Giovanni di
Dio”, dove ricopre ruoli di grande responsabilità clinica e
gestionale.Attualmente è il Primario del reparto di Oncologia Medica, che
coordina i percorsi terapeutici per i pazienti neoplastici. Parallelamente,
riveste l’incarico di Direttore della Breast Unit, il centro
multidisciplinare dedicato integralmente alla diagnosi e alla cura del
tumore al seno.
Grazie alla sua duplice competenza, il dott. Savarino rappresenta un punto
di riferimento per l’integrazione tra chirurgia e trattamenti oncologici. Il
suo operato è volto a garantire un approccio personalizzato e d’avanguardia
per la salute femminile. La sua cordiale leadership nella Breast Unit
assicura alle pazienti un supporto completo, dalla prevenzione al follow-up
post-operatorio.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla scienza e alla cura della
vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà;
- Rosario Maria Gianluca Valastro: uomo cortese ed affabile, avvocato
cassazionista specializzato in diritto amministrativo, civile e del lavoro.
Riveste la carica di Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana (CRI),
dal 16 aprile 2023, data in cui è stato eletto con ampia maggioranza.
Il suo mandato è caratterizzato da una forte spinta verso la capillarità
territoriale dell’ente. Sotto la sua guida, la CRI ha gestito crisi
complesse come il conflitto in Ucraina e l’emergenza sbarchi. L’avvocato
Valastro pone al centro della sua agenda la tutela della dignità umana e il
supporto alle vulnerabilità. Promuove attivamente il coinvolgimento dei
giovani, considerandoli il motore del cambiamento sociale. Ha lavorato, con
coraggio e determinazione, per rafforzare la risposta della Croce Rossa
Italiana alle emergenze climatiche e ai disastri naturali. La sua presidenza
punta alla trasparenza amministrativa e alla modernizzazione della
struttura. Il Presidente Valastro incarna una visione che unisce i valori
storici del Movimento all’innovazione nei servizi di assistenza.
Una missione esemplare di assoluta dedizione alla cura e alla salvaguardia
della vita umana manifestata con elevata umanità e solidarietà.
- all’Associazione CalaPanama: un vivace collettivo artistico, nato a
Palermo nel 2014, che riunisce pittori professionisti, dilettanti e
appassionati sotto il segno della condivisione culturale. Il cuore della
loro attività è la pittura “en plein air”. Ogni sabato mattina il gruppo si
ritrova presso la Cala di Palermo per dipingere dal vivo, trasformando il
molo in un laboratorio a cielo aperto. Tale pratica non è solo un esercizio
estetico, ma un atto di riappropriazione urbana che mira a valorizzare le
bellezze storiche e marittime della città. Molte opere dei membri
dell’associazione sono dedicate a figure simbolo come Rocco Chinnici,
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato e don Pino Puglisi con
l’obiettivo di umanizzare gli eroi della legalità, rendendoli parte del
paesaggio quotidiano di Palermo attraverso colori vibranti e stili
diversificati.
CalaPanama si distingue per un approccio inclusivo e democratico all’arte,
promuovendo il concetto di “bellezza diffusa” e collaborando spesso con
istituzioni locali per eventi di beneficenza o riqualificazione sociale. Una
missione esemplare di impegno artistico culturale per diffondere il concetto
di bellezza artistica del territorio e per la promozione solidale della
società;
- Alla memoria, conferito a Salvatrice Sardo Viscuglia: donna
coraggiosa e generosa, mamma attenta e premurosa. Nata nel 1929 a Racalmuto,
emigrò a Bath (Inghilterra) nel 1968.Il figlio Antonio in quella città, nel
1978, aprì un ristorante. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli
anni Ottanta nei nostri territori iniziòuna curiosa tradizione; gli studenti
iscritti nella Facoltà di lingue per imparare bene l’inglese, nel periodo
estivo, si recavano a Bath da questa signora che li accoglieva amorevolmente
e li ospitava nella sua casa.
Tramite suo figlio gli dava l’opportunità di lavorare nel proprio ristorante
o in altre attività lavorative. Il figlio Antonio Puma è in possesso di un
elenco di circa cinquanta giovani ospitati tra il 1980 ed il 2016. (Tra i
primi ricordiamo Giovanna Romano e Roberta Di Gesù).
Una missione esemplare di immensa generosità al fine di accrescere la
fratellanza e la conoscenza delle lingue per facilitare il dialogo e la
solidarietà tra i popoli;
- Menzione speciale conferita a Massimo Marchese Ragona: uomo colto e
garbato. Presidente della Banca San Francesco Credito Cooperativo (ex Cassa
Rurale) di Canicattì per la sensibilità dimostrata nell’assegnare, in
comodato d’uso gratuito, di un intero stabile di proprietà dell’Istituto, a
numerose associazioni del territorio, dimostrando concreta testimonianza di
cosa significhi essere autentica banca di comunità: non solo presidio
economico, ma attore attivo nella promozione del bene comune. Tale gesto
rappresenta un segnale tangibile di vicinanza al territorio, capace di
tradurre in azione i principi di solidarietà, mutualità e cooperazione che
costituiscono il fondamento del credito cooperativo. Valori che, grazie a
tale iniziativa, trovano piena espressione nel sostegno alle realtà
associative che quotidianamente operano per il benessere collettivo e la
promozione umana.
Una missione esemplare di dedizione a compiere atti concreti utili per la
crescita socio culturale, per il bene comune della società e per la
solidarietà umana.
La manifestazione sarà presentata da Sandra Licata, con letture a
cura di Adele Troisi.
Politica.
L'on.
Marchetta: "Temperature ancora elevate; la Regione valuti rinvio
inizio anno scolastico"
On. Marchetta
"Le
persistenti temperature elevate e le difficoltà strutturali di numerosi
istituti scolastici siciliani impongono una seria riflessione sull’avvio
dell’anno scolastico. La Regione Siciliana valuti con urgenza la
possibilità di rinviare l’inizio delle lezioni, soprattutto alla luce delle
condizioni climatiche ancora particolarmente gravose e della mancanza, in
molte scuole, di adeguati sistemi per affrontare la calura".
È quanto dichiara l’on. Rosellina Marchetta, che ha rivolto un
appello al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e
all’Assessore Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,
Mimmo Turano, affinché venga valutata ogni possibile soluzione
nell’interesse degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie.
"Non possiamo ignorare - sottolinea l’On. Rosellina Marchetta -
che numerosi edifici scolastici non sono adeguatamente attrezzati per
garantire condizioni ambientali accettabili in presenza di temperature
particolarmente elevate. In molte aule mancano sistemi di climatizzazione e,
in alcuni casi, le strutture presentano già criticità che rendono ancora più
difficile affrontare giornate caratterizzate da un caldo intenso".
Secondo l’on. Rosellina Marchetta, la priorità deve essere quella di
garantire la salute e il benessere degli studenti, degli insegnanti e di
tutto il personale scolastico.
"La scuola è un presidio fondamentale per la crescita e la formazione dei
nostri giovani e proprio per questo dobbiamo garantire che le attività
didattiche possano svolgersi in condizioni dignitose, sicure e adeguate. La
tutela della salute deve venire prima di ogni altra considerazione
organizzativa. Un breve rinvio dell’inizio dell’anno scolastico, qualora le
condizioni climatiche dovessero continuare a essere particolarmente gravose,
potrebbe rappresentare una scelta di responsabilità e di buon senso. Nel
frattempo, consentirebbe agli istituti che presentano maggiori difficoltà di
completare le necessarie attività organizzative e di predisporre, laddove
possibile, soluzioni adeguate per affrontare le alte temperature".
"Sono certa - conclude l’on. Rosellina Marchetta - che il
presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore Mimmo Turano sapranno
valutare questa proposta con la necessaria attenzione. Dobbiamo ascoltare le
preoccupazioni delle famiglie e del mondo della scuola e mettere al centro,
sempre e comunque, il benessere dei nostri ragazzi".
Attività.
Aristotele Cuffaro torna in Belgio con il libro "Muzzicuna" e la serata
Italofolies
Locandina
Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro - attore, autore, regista - ha ricevuto un invito
ufficiale in Belgio per partecipare a due distinte iniziative
culturali organizzate dal Centre Culturel de Seraing, cittadina
situata nella provincia di Liegi.
(Locandina)
Il primo appuntamento di Aristotele Cuffaro è fissato per sabato 24
ottobre 2026 alle ore 20.00 nella Sala Grande del centro culturale, per
la serata intitolata "Italofolies", ideata e diretta da Tony
Castronovo. L'iniziativa, incentrata sulle varietà culturali e musicali
italiane, vedrà la partecipazione della compagnia di tarantella Italofolies,
della scuola di danza School Dance Liberty e degli artisti Nicola di Ganci e
Lillo Nicosia, con Aristotele Cuffaro presente nelle vesti di ospite
d'onore.
Il giorno seguente, domenica 25 ottobre alle ore 18.00, l'attenzione
si sposterà nella Piccola Sala dello stesso impianto culturale; in questa
sede si terrà la presentazione del suo libro di poesie intitolato "Muzzicuna".
Quest'ultima sua opera raccoglie un insieme di memorie, immagini e racconti
legati alla Sicilia. Scritto attraverso un linguaggio espressivo e diretto,
il volume adopera l'ironia e la sensibilità della lingua e dei modi
siciliani per narrare storie e frammenti di vita della propria terra.
La presenza di Cuffaro alle rassegne di Seraing si inserisce in un legame
consolidato con il territorio belga. L'artista siciliano ha preso parte a
diverse edizioni passate del festival "Tarantella qui", la rassegna di
cultura italiana organizzata a Seraing; tra le sue partecipazioni
documentate figurano quelle del 2013, del 2014, del 2018 e del 2019, anni in
cui si è esibito sul palco belga portando la propria ironia e l'uso del
dialetto siciliano.
Nel corso della sua carriera artistica Aristotele Cuffaro ha spaziato dal
teatro alla recitazione, lavorando come interprete e distinguendosi come
promotore di iniziative culturali radicate nelle tradizioni della sua terra
d'origine.
Iniziative.
"Fuoriclasse - Talenti in Comune"; il merito e il talento dei giovani
grottesi premiati
Guarda il video
Locandina
Domenica 30 agosto, in Piazza Umberto I a Grotte, è andata in scena la VI
edizione di "Fuoriclasse - Talenti in Comune" (guarda il video),
l'iniziativa ideata e organizzata da Sandra Licata per celebrare i
risultati scolastici e le capacità artistiche della gioventù locale;
la serata è stata condotta da Sandra Licata insieme a Carmelo Arnone.
Equitazione.
Vittoria di Silvia Miliziano a Segesta: qualificata con le compagne per
la semifinale di Cattolica
Premiazione
Silvia Miliziano
Ludovica Ferro
Gloria Russo
Silvia Miliziano ha vinto il titolo di campionessa regionale di
salto ostacoli e si è qualificata per la semifinale nazionale. L'atleta, in
sella alla cavalla Alinea, ha ottenuto il primo posto nella categoria
LB90, superando una concorrenza di oltre 70 partecipanti durante la gara
del 29 e 30 agosto svolta al maneggio "Pietra dei Fiori" di Segesta, in
provincia di Trapani.
(Premiazione)
Il risultato chiude una stagione di salto ostacoli iniziata a marzo,
all'interno del circuito Progetto Sport, che ha coinvolto diverse
giovani atlete del Centro Ippico "Herbessus a Cavallo" in un percorso
di confronto continuo con i principali binomi della Sicilia.
Oltre all'affermazione di Silvia Miliziano, la società ha registrato altri
riscontri positivi nella categoria LB80, disputata da più di 50 concorrenti:
Ludovica Ferro, insieme a Isairon, si è classificata al quarto
posto; subito dietro si è piazzata
Gloria Russo, quinta in sella a Rociera II.
I punteggi accumulati durante la stagione permettono alle tre portacolori di
Herbessus di accedere alla semifinale nazionale, in programma a
Cattolica nel mese di ottobre.
La Dirigenza della struttura ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto
dal tecnico Sandro Ceccarelli, che ha seguito la preparazione tecnica
delle giovani atlete durante l'anno, sottolineando anche il supporto
logistico e organizzativo fornito dalle famiglie per garantire la
partecipazione a tutte le trasferte del calendario regionale.
Aragona.
In ricordo dei bambini uccisi a Gaza; per non rimanere in silenzio e non
dimenticare
Locandina
"Il
sudario di Gaza passa da Aragona": è questo il messaggio scelto per
accompagnare le iniziative promosse ad Aragona (AG), in memoria dei
bambini uccisi a Gaza e per richiamare l’attenzione sulla drammatica
situazione umanitaria nella Striscia. Si tratta di venticinque metri di
lenzuolo (sudario), largo otto, per non rimanere in silenzio e non
dimenticare gli oltre 18.000 bambini uccisi a Gaza fra ottobre 2023 e maggio
2025.
(Locandina)
Sabato 19 settembre il sudario, attraverserà le vie di Aragona, con
inizio alle ore 19.00; il corteo partirà dalla piazza antistante la Chiesa
di San Giuseppe e si concluderà in piazza Matrice. Sopra al telo bianco, i
volontari di Carnia per la pace, hanno scritto a mano i nomi di quei
18.457 bambine e bambini palestinesi che hanno perso la vita. A sostenere il
telo saranno decine di mani, simbolo "di un gesto collettivo di cura e
memoria".
L’iniziativa, nata a Udine per la partita Italia-Israele, è già stata il
altre città d'Italia, come Feltre, Bologna, Firenze, Tolmezzo, Bassano,
Trieste, Napoli.
Il programma prevede tre appuntamenti: corteo, mostra fotografica e
proiezione cinematografica; con l’obiettivo di unire testimonianza,
riflessione e partecipazione civile.
A promuovere la manifestazione sono: CARNIA per la pace, Gruppo Missionario
l’Unità Pastorale Santa Maria del Tre Re e l’associazione "AGRIGENTO per la
Palestina". Le iniziative si svolgono con la collaborazione delle
associazioni sportive, culturali, musicali, teatrali ed educative della
Città di Aragona, e con il patrocinio gratuito del Comune di Aragona.
L'appuntamento con il corteo è fissato per sabato 19 settembre 2026,
con partenza alle ore 19.00. La manifestazione intende rappresentare un
momento pubblico di solidarietà e di vicinanza alle vittime civili del
conflitto, in particolare ai bambini. La partecipazione vuole inoltre
riaffermare il valore della pace, della tutela della vita e del rispetto dei
diritti umani.
All’interno del programma è prevista anche la mostra fotografica "I grant
you refuge", ospitata presso l’atrio di Palazzo Principe, in piazza
Matrice.
L’esposizione sarà visitabile dal 12 al 19 settembre, dalle ore 17.00
alle 20.00, e raccoglierà immagini dedicate agli scatti dei fotoreporter
di guerra, offrendo ai visitatori uno sguardo diretto sulle conseguenze dei
conflitti e sulle condizioni delle popolazioni coinvolte. L’inaugurazione
è in programma per martedì 15 settembre alle ore 18.00. Durante
l’apertura interverrà Fatèh Hamdan, presidente dell’Associazione Di Amicizia
Sicilia Palestina (Al Quds-Palermo). L’ingresso alla mostra è libero.
Sempre martedì 15 settembre, alle ore 19.00, la Biblioteca
comunale di Aragona ospiterà la proiezione del film di animazione
"The Tower". La pellicola propone, attraverso il linguaggio
dell’animazione, una riflessione sulla memoria, sull’esilio e sulle
conseguenze della guerra, con particolare attenzione all’esperienza dei
bambini e delle famiglie costrette a vivere lontano dalla propria terra.
Anche la proiezione sarà a ingresso libero.
Le iniziative intendono trasformare il ricordo in un gesto concreto di
partecipazione e solidarietà.
Ambiente.
Venerdì ecologico il prossimo 11 settembre con la raccolta straordinaria
di abiti usati
Locandina
Il Comune di Grotte organizza una giornata straordinaria di raccolta dei
vestiti usati con l'iniziativa denominata "Venerdì ecologico". La
giornata scelta dall'amministrazione comunale è venerdì 11 settembre
2026, con un furgone che rimarrà fermo in Via Seminerio, nella zona del
campo sportivo, dalle ore 07.30 fino alle ore 12.00.
(Locandina)
L'iniziativa nasce per andare incontro alle esigenze dei cittadini e per
contrastare l'abbandono improprio dei rifiuti sul territorio, offrendo un
canale aggiuntivo per lo smaltimento degli indumenti dismessi. Durante le
ore del servizio, nel punto di raccolta sarà presente un operatore per
assistere chi consegna il materiale. Gli indumenti, gli abiti e le scarpe
portati devono essere in ottimo stato, puliti e chiusi all'interno di un
sacchetto. Il servizio si rivolge in modo esclusivo ai cittadini residenti a Grotte
che risultano in regola con il pagamento della TARI. Per poter
effettuare il conferimento è obbligatorio mostrare la carta d'identità
all'agente di Polizia Locale presente sul posto, che si occuperà di
verificare la reale residenza dei cittadini.
Agrigento.
"Piccoli Cantori di Santa Cecilia": audizioni a settembre e ottobre
nella chiesa di Santa Caterina
Locandina
Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla scuola dei "Piccoli Cantori
di Santa Cecilia" della Città di Agrigento per l'anno 2026-2027.
L'iniziativa si rivolge alle bambine e ai bambini di età compresa tra i 6
e i 13 anni che manifestano una naturale predisposizione per il canto.
(Locandina)
Il percorso propone ai partecipanti la possibilità di avvicinarsi alla
pratica corale all'interno di un ambiente sereno, affiancati da docenti
giovani e qualificati. Le attività del coro sono svolte sotto il patrocinio
del Comune di Agrigento, dell'Arcidiocesi di Agrigento e della Regione
Sicilia.
Per accedere alla scuola sono previste due date dedicate alle audizioni,
che si terranno nella Chiesa di Santa Caterina, situata in via
Garibaldi 134 ad Agrigento. La prima sessione si svolgerà venerdì 18
settembre alle ore 18.00, mentre la seconda si terrà venerdì 9
ottobre alla stessa ora.
L'organizzazione fa capo al direttore del coro Laura Gallo e al
presidente Giuseppe Montana Lampo. Per prenotare un'audizione o
ricevere maggiori informazioni è possibile contattare i riferimenti
telefonici di Annamaria Palumbo al numero 3474531168, Rosellina Montana al
numero 3394952538 oppure Gabriella Pagnotta al numero 335620 2133
(quest'ultima disponibile a partire dal mese di ottobre).