Politica.
"Fingere di non vedere è un esercizio pericoloso";
di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Manifestazione
Le
piazze di Milano, Roma e Torino tornano a bruciare, e con esse si riaccende
il solito, collaudato copione della politica italiana. Davanti a migliaia di
giovani che scendono in strada per gridare un malessere profondo - legato al
futuro inesistente, alla crisi abitativa, a un sistema scolastico e
universitario al collasso - la risposta di chi governa è sempre la stessa,
prevedibile e pigra: rifugiarsi dietro l’episodio di violenza. Certo, la
violenza va condannata, senza se e senza ma. Isolata, strumentalizzata o
infiltrata che sia, offre l'alibi perfetto. Permette a ministri e
istituzioni di guardare il dito anziché la luna. Consente di ignorare il
perché si protesti, per concentrarsi unicamente sul come.
(Manifestazione di protesta)
E la
soluzione magica, puntuale come una tassa, è già pronta: l'approvazione
dell'ennesimo provvedimento sulla sicurezza. L'illusione ottica è
straordinaria. Si pensa di risolvere un fenomeno sociale complesso a colpi
di manette e divieti. Ma la storia recente parla chiaro: i passati
decreti non hanno risolto un bel nulla. Hanno solo messo la polvere
sotto il tappeto, fingendo che reprimere il sintomo bastasse a curare la
malattia. La verità è che la politica tutta soffre di una cecità selettiva.
Si rifiuta di indagare le radici di questo disagio generazionale, preferendo
trattarlo come un semplice problema di ordine pubblico.
Questo atteggiamento mi fa tornare in mente un vecchio aneddoto dei tempi in
cui frequentavo la scuola media secondaria, a metà degli anni Settanta.
Erano gli anni successivi al '68, l'odore delle grandi rivendicazioni
sociali era ancora nell'aria, ma noi ragazzi sapevamo masticare la politica
anche con una sferzante ironia goliardica. Ricordo che, rientrando dal campo
sportivo dopo le ore di educazione fisica, inquadrati come soldatini per
strada, uno di noi faceva il capo-popolo e gridava: “Volete le scuole?” e
tutti noi in coro a urlare: “NO!”. “Volete gli ospedali?” - “NO!”. “Volete
le case popolari?” - “NO!”. E alla fine, all'inevitabile domanda: “E allora
che cazzo volete?”, il nostro coro esplodeva in un surreale: “Noi vogliam
Dio ch'è nostro Padre, noi vogliam Dio ch'è nostro Re!”. C'era un senso
dell'umorismo spiccato, certo, ma c'era soprattutto la consapevolezza
profonda di cosa fossero i diritti: le scuole, la sanità, la casa. Oggi,
paradossalmente, la politica sembra aver preso quel coro goliardico
maledettamente sul serio. Ai giovani lo Stato risponde blindando le
piazze.
È in questo vuoto cosmico che si consuma il capolavoro della narrazione
governativa. La premier Meloni passa ormai per una divinità della
comunicazione, una fuoriclasse assoluta capace di far vedere la luna nel
pozzo con un semplice schiocco di dita. Ma la verità è molto più comica: non
è lei a essere un genio della lampada, sono i suoi oppositori che
manifestano una totale, deprimente incapacità di zittirla. Assistiamo a
un miracolo della fisica politica: il vuoto pneumatico delle minoranze si
trasforma, per proprietà transitiva, in presunto talento della presidente
del Consiglio. Le clamorose insufficienze altrui diventano così, per
miracolo, le grandi doti della premier.
Smascherare il gioco sarebbe un esercizio elementare, se solo qualcuno a
sinistra avesse il coraggio di proferire parola. In ogni occasione pubblica
la premier sostiene di aver lavorato per abbassare le tasse, mentre le
statistiche ufficiali gridano l’esatto contrario, con la pressione fiscale
risalita dal 41 al 43%. Lo stesso vale per il lavoro, dove ai proclami
corrispondono contratti precari, e per la sicurezza: hanno adottato un
decreto apposito per vietare l’uso dei coltelli e gli accoltellamenti sono
aumentati, a dimostrazione che l’approccio è errato. Si dichiara europeista
quando c’è da prendere dall'Europa, mentre in patria fa la sovranista.
L’opposizione avrebbe gli strumenti per annientarla politicamente in dieci
minuti, invece le concede di acquisire consensi basati su una comunicazione
che somiglia al gioco delle tre carte. Il Partito Democratico deve,
prima delle primarie, scoprire la propria identità, oggi immersa nella
nebbia più fitta. Per cambiare rotta basterebbe cambiare nome, dato che
“democratico” non vuol dire nulla; forse ha un senso in America dove ci sono
i repubblicani che per gli avversari non sono visti come democratici, come
dimostra Trump che della democrazia ha fatto carta straccia. Se il PD si
chiamasse partito socialista o partito di sinistra, in automatico le forze
interne non di sinistra se ne andrebbero o sarebbero costrette a farlo.
Solo così il partito potrebbe liberarsi dei vari Delrio, Gentiloni, Guerini,
Madia, Franceschini, Fassino, Serracchiani e altri che sono solo sinistri e
nulla hanno a che fare con la vera sinistra. Solo in questo modo un eterno
re della candidatura come Casini sarebbe costretto a cercare altre sponde
per farsi eleggere, smettendo di usare la sinistra come un autobus per poi
aspettare, probabilmente invano, di essere eletto presidente della
Repubblica. Personaggi come Silvia Salis - di cui non si capisce se sia la
bella o la brutta copia di Renzi - non si proporrebbero più nel ruolo di
federatrici. Con una chiara connotazione, molti cittadini che oggi si
astengono, avendo un punto di riferimento preciso, potrebbero scendere in
piazza in maniera pacifica per far sentire il disagio e la preoccupazione
per il futuro dei giovani e della nazione. Fingere di non vedere che la rabbia di Torino, Milano e Roma è il
termometro di una febbre sociale ben più vasta è un esercizio pericoloso.
La politica non può continuare a governare con i paraocchi, convinta che
basti alzare la voce e inasprire le pene per sedare una generazione a cui è
stato tolto il futuro. I palazzi del potere farebbero bene a ricordare una
vecchia regola della fisica e della vita: quando si tira troppo la corda,
alla fine, la corda si spezza. E raccoglierne i pezzi, poi, non sarà una
questione di ordine pubblico.
Attualità.
"Quando la maschera diventa il volto"; di Giovanni Volpe
Maschere
Quel che
conta, adesso, è resistere. Progredire sembra ormai precluso. Siamo arrivati
al paradosso di dover difendere ciò che credevamo definitivamente
conquistato. E non soltanto i diritti, ma persino il significato delle
parole con cui li abbiamo affermati.
(Maschere)
Non possiamo permettere che si chiami progresso il ritorno al passato,
libertà l'obbedienza, identità la maschera che si indossa per convenienza.
È il terreno fertile di un sistema che alimenta l'ignoranza e se ne nutre,
che scoraggia il dubbio, premia la superficialità e spaccia la rinuncia al
pensiero per libertà di scelta.
È proprio da qui che comincia la resa: dal rinunciare a essere ciò che siamo
per diventare ciò che ci chiedono di sembrare.
Quando la maschera diventa il volto, non c'è più nemmeno bisogno di imporre
le catene.
Diritti.
Piazze, infiltrati e libertà di stampa; perché porsi domande non è
complottismo ma dovere di cronaca
Libertà di stampa
Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata da un attento lettore in merito al
post “Agenti provocatori” (leggi
qui) apparso il 19 ottobre sulla nostra
pagina Facebook.
"Desidero evidenziare come la condivisione di contenuti di questo tipo,
sebbene diffusi da una testata giornalistica, richieda estremo rigore e
un'attenta verifica delle fonti. Accostare dichiarazioni estrapolate dal
contesto o risalenti al passato a immagini ampiamente circolate sui social
network — spesso prive di riscontri ufficiali o di validazione giudiziaria —
rischia di avallare tesi complottiste e disinformazione. Più in particolare,
insinuare la presenza sistematica di agenti provocatori infiltrati basandosi
su congetture o scatti non verificati non solo scredita il dibattito
pubblico, ma espone la testata stessa a serie responsabilità legali, inclusi
potenziali rischi di denuncia per la diffusione di notizie infondate e
lesive dell'onorabilità delle istituzioni e delle forze dell'ordine. È
fondamentale pretendere un'informazione rigorosa e basata su prove
documentate, anziché alimentare narrazioni sensazionalistiche prive di
fondamento".
Il lettore esprime preoccupazione per l'utilizzo di un'immagine e di
citazioni di carattere generale, e contesta l'accostamento tra elementi
visivi a titolo dimostrativo e riflessioni sul tema, assumendo che possa "avallare
tesi complottiste e disinformazione" e che possa esporre la nostra
testata a responsabilità penali e civili per una presunta diffamazione e
lesione dell'onorabilità delle istituzioni e delle Forze dell'Ordine.
Riceviamo la critica con l'interesse che si deve a ogni contributo al
dibattito pubblico, tuttavia è deontologicamente e giuridicamente doveroso
fare chiarezza su un errore di fondo presente nella contestazione che ci
viene mossa.
Il post “Agenti provocatori” (leggi
qui) non attribuisce specifici reati o condotte illecite a fatti di
cronaca recenti né ad agenti identificabili; usa un'immagine a carattere del
tutto simbolico e dimostrativo per esporre una riflessione di carattere
generale sull'impiego degli agenti provocatori e sulle tecniche di gestione
dell'ordine pubblico.
Chiarito questo punto fondamentale, è importante ribadire sia i principi
costituzionali che governano la libera informazione che la realtà
storico-giuridica del nostro Paese.
La contestazione del lettore nasce dal presupposto errato che la
pubblicazione intenda addebitare a uno specifico evento un'infiltrazione
illegittima; invece lo scopo del post è quello di stimolare il dibattito su
un tema di rilevante interesse sociale e giuridico.
L'accostamento di immagini evocative o dimostrative a supporto di interventi
di analisi generale è una prassi consolidata nel giornalismo d'opinione e
d'inchiesta: l'articolo 21 della Costituzione italiana e l'articolo 2 della
Legge n. 69/1963 (Ordinamento della professione di giornalista) tutelano non
solo la cronaca del singolo fatto ma anche il diritto di critica e la
libertà di analisi teorica e sociale.
Distinguere tra la deduzione arbitraria e l'analisi di un tema generale, è
assolutamente necessario per capire che porre questioni di principio sulla
gestione di uno spazio pubblico e sulle garanzie democratiche non equivale
in alcun modo ad alimentare il complottismo, ma serve per adempiere al
dovere prioritario della stampa di mantenere viva l'attenzione sui diritti
fondamentali.
Pertanto respingiamo in modo categorico l'illazione (questa sì!) secondo cui
trattare il tema degli agenti provocatori in termini generali esponga la
nostra testata a responsabilità legali o al rischio di denunce per
diffusione di notizie infondate o lesive dell'onorabilità delle istituzioni.
La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (dalla sentenza
"Decalogo del Giornalismo", Sez. Civ. n. 5259/1984, sempre confermata dalla
Sezione V Penale) stabilisce che l'esercizio del diritto di cronaca e di
critica “scrimina” (il linguaggio giuridico impone questo termine) la
punibilità alla sussistenza di tre precisi requisiti:
- l’utilità sociale dell'informazione (detta anche “interesse pubblico”), e
sollevare una riflessione teorica sui limiti e sulle modalità di gestione
dell'ordine pubblico e sulle garanzie costituzionali del cittadino durante
le manifestazioni, ciò rientra pienamente nell'interesse della collettività;
- la veridicità dei presupposti (i fatti narrati devono essere veri);
trattando un tema generale e non un'accusa specifica a persone o fatti
determinati, l'analisi si basa sulla sussistenza storica e normativa del
fenomeno nel nostro ordinamento;
- la continenza espositiva, cioè l'uso di un linguaggio formale, pacato e
non ingiurioso, privo di attacchi ad personam.
C’è poi da ricordare l'articolo 51 del Codice Penale, che stabilisce la
causa di giustificazione dell'"esercizio di un diritto"; e l'adempimento del
dovere di informare e di sollevare questioni di interesse pubblico risponde
a una garanzia costituzionale e addirittura sovranazionale (vedi l’art. 10
della CEDU - Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo). Perciò promuovere
un dibattito di principio sul tema dell'ordine pubblico non costituisce in
alcun modo lesione dell'onorabilità delle Forze dell'Ordine, che
rappresentano istituzioni democratiche soggette - come ogni altro potere
dello Stato - al vaglio e alla riflessione critica dell'opinione pubblica e
della stampa.
Passiamo al tema degli agenti infiltrati e provocatori (insieme al recente
art. 31 del DDL Sicurezza e alla casistica documentata).
Sollevare la questione dell'uso di agenti sotto copertura non significa
evocare "fantasmi complottisti", ma solo affrontare un tema
disciplinato dalla legge, e di estrema attualità.
È l'articolo 9 della Legge 16 marzo 2006, n. 146 (ci siamo documentati, come
facciamo sempre) che ha storicamente disciplinato e giustificato l'attività
dell'ufficiale di polizia giudiziaria che opera sotto copertura per
acquisire prove, accordandogli una specifica “scriminante” penale.
Il tema dell'estensione dei poteri dell'agente sotto copertura è ancora in
questo periodo al centro del dibattito legislativo e istituzionale.
L'articolo 31 del Decreto Sicurezza (DDL Sicurezza) è intervenuto proprio
sull'operatività del personale impegnato in attività sotto copertura e di
intelligence, ampliando le tutele funzionali e la copertura legale. La norma
ha introdotto garanzie di non punibilità estese anche per la partecipazione
e direzione di contesti o associazioni monitorate al solo fine di acquisire
informazioni e prove per la sicurezza dello Stato, sollevando un acceso
dibattito tra giuristi, parlamento e opinione pubblica sui confini tra
prevenzione legittima e potenziale condizionamento delle dinamiche di
gruppo.
La “giurisprudenza di legittimità” (per i non giuristi: la Corte di
Cassazione) continua a tracciare una linea invalicabile: l'agente
provocatore - colui che va oltre il contenimento o l'osservazione e istiga o
induce altri a commettere reati che altrimenti non avrebbero commesso - non
è coperto da nessuna scriminante e incorre in illeciti penali.
L'interesse della stampa (anche il nostro) su questi temi risponde a un
preciso dato di realtà (fatti accertati!): l'impiego di personale in
borghese o sotto copertura nelle manifestazioni e nei contesti collettivi in
Italia negli ultimi vent'anni è documentato da atti giudiziari, parlamentari
e inchieste verificate.
Nei fatti del G8 di Genova nel luglio 2001; dagli atti dei processi relativi
alle violenze e dalle relazioni della Commissione parlamentare d'indagine è
emersa chiaramente la presenza nei cortei di “operatori in borghese” con
compiti di osservazione e contenimento, sollevando la spinosa questione dei
confini operativi tra prevenzione e presenza mimetizzata nei cortei.
Nella manifestazione di Roma del 15 ottobre 2011; durante i disordini di
Piazza San Giovanni, documentazioni video e fotografiche registrate da
testate nazionali mostrano uomini in abiti civili dotati di equipaggiamento
di contenimento che hanno operato a fianco dei reparti in divisa per
effettuare fermi. In sede parlamentare i vertici della Polizia e il
Ministero dell'Interno chiarirono che si trattava di personale della DIGOS
in servizio di contenimento, confermando la prassi dell'impiego operativo di
personale non in divisa all'interno del gruppo dei manifestanti.
Nell’inchiesta sull'infiltrazione nei movimenti studenteschi (2024–2025);
una corposa inchiesta realizzata dalla testata giornalistica
Fanpage.it - e poi approdata in Parlamento con diverse interrogazioni
- ha documentato l'inserimento di agenti sotto copertura all'interno di
organizzazioni universitarie e giovanili (Cambiare Rotta e Potere al
Popolo). Gli agenti hanno partecipato sotto falsa identità ad assemblee e
cortei, dimostrando come l'infiltrazione e il controllo da parte di
personale in borghese siano strumenti reali e impiegati nell'attività
d'ordine pubblico.
Per concludere, rifiutare l'etichetta di "disinformazione" significa
chiarire che il compito del giornalista non è soltanto riportare la cronaca
del giorno (sarebbe troppo facile e comodo), ma anche proporre analisi e
sollevare interrogativi di carattere generale basati sul diritto e sulla
storia.
Confidiamo pienamente nella buona fede del nostro affezionato lettore, che
ha voluto replicare al nostro
post, così come nella sua capacità di cogliere la natura teorica e
dimostrativa del post, di approfondire la normativa vigente (inclusi i
recenti sviluppi dell'art. 31 del DDL Sicurezza) e di discernere con
attenzione i fatti e le circostanze al di là di ogni fraintendimento.
La nostra redazione rimane aperta al confronto con tutti i lettori, nel
rispetto delle norme, della verità e della libertà di informazione.
Scuola.
Formazione e innovazione nell'I.C. "Leonardo Sciascia" di Grotte e
Racalmuto; incontro alla Fondazione Sciascia
Locandina
Sabato 24 ottobre 2026, a partire dalle ore 09.00, la
Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto, in provincia di Agrigento,
sarà la sede della giornata di formazione intitolata "PercorriAmo le vie
dell'innovazione", organizzata dall'Istituto Comprensivo "Leonardo
Sciascia" di Grotte e Racalmuto.
(Locandina)
I lavori si apriranno alle 09.00 con l'accoglienza e la registrazione dei
partecipanti. L'introduzione sarà curata da Giuseppe Farruggia,
dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia".
Seguiranno i saluti istituzionali di Calogero Bongiorno, sindaco di
Racalmuto e presidente della Fondazione Sciascia.
L'iniziativa vedrà la partecipazione dell'Équipe Formativa Territoriale
Sicilia: Filippo Cammarata, Aldrea Cassisi, Tiziana Finocchiaro,
Sabrina Malizia e Salvatore Venturella.
Andrea Cassisi curerà una prima introduzione intitolata "I luoghi di
Sciascia tra memoria, dubbio, ricerca, verità".
Tiziana Finocchiaro condurrà la prima sessione dal titolo "Costruire una
U.D.A.: lo storytelling come strumento operativo";
Sabrina Malizia terrà la seconda sessione intitolata "A passo di pagina,
Racalmuto come aula a cielo aperto";
Salvatore Venturella curerà la terza e ultima sessione di formazione
focalizzata su "Storytelling e IA: raccontare il territorio siciliano".
A seguire si terrà la sessione di approfondimento "Una buona pratica - Il
digitale come opportunità in periferia", in cui si dialogherà con Antonella
Di Bartolo, dirigente scolastica e autrice del libro "Domani c'è scuola"
edito da Mondadori.
La giornata di formazione è rivolta in particolare ai docenti, al personale
scolastico e agli operatori del settore educativo, e prevede sessioni
pratiche dedicate alla didattica, alla costruzione di Unità Didattiche di
Apprendimento (U.D.A.) e all'uso degli strumenti digitali e
dell'intelligenza artificiale.
Comune.
L'assessore Leonardo Cutaia ha rassegnato le dimissioni
Leonardo Cutaia
Insediamento
L'assessore comunale di Grotte Leonardo Cutaia ha rassegnato le proprie
dimissioni dalla Giunta municipale con effetto dalla data odierna.
Cutaia deteneva le deleghe relative a PNRR, Lavori Pubblici, Urbanistica,
Polizia Locale, Servizi Manutentivi, Servizi Cimiteriali, Igiene Ambientale,
Verde Pubblico e Protezione Civile.
La comunicazione ufficiale è stata indirizzata al Sindaco, con copia
trasmessa anche al Presidente del Consiglio e al Segretario comunale.
Leonardo Cutaia era stato nominato e aveva prestato giuramento come assessore
comunale il 6 febbraio 2025, subentrando al dimissionario Antonino
Caltagirone (entrambi in quota UDC; il partito adesso indicherà un nuovo
nominativo).
(6 febbraio 2025: insediamento dell'assessore Leonardo Cutaia)
Cutaia, nella lettera di dimissioni, spiega che la decisione è maturata per
motivi strettamente personali che gli impediscono di proseguire l'incarico
con la dedizione e la continuità richieste.
L'Amministratore esprime inoltre i suoi ringraziamenti ai colleghi della
Giunta, ai Consiglieri comunali e a tutto il personale dell'Ente per la
collaborazione leale e il sostegno ricevuto.
Infine viene confermata la piena disponibilità a favorire il passaggio delle
consegne e a garantire la continuità dell'attività amministrativa.
Di seguito pubblichiamo integralmente il testo della lettera di dimissioni.
*****
A1 Signor Sindaco del Comune di Grotte
e p.c.
Al Presidente del Consiglio
Al Segretario Comunale
Oggetto: Dimissioni dalla carica di Assessore
Egregio Signor Sindaco,
con la presente, io sottoscritto Leonardo Cutaia, Assessore con le seguenti
deleghe assegnate: PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Lavori
Pubblici, Urbanistica, Polizia locale, Servizi manutentivi, Servizi
cimiteriali, Igiene Ambientale, Verde pubblico e Protezione Civile presso il
Comune di Grotte, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Assessore, con
effetto dalla data odierna.
La mia decisione è maturata per motivi strettamente personali, che mi
impediscono di continuare a svolgere l'incarico con la serenità, la
dedizione, la continuità e l'impegno che esso richiede e che i cittadini
meritano.
Ringrazio i colleghi della Giunta, i Consiglieri comunali e tutto il
personale dell'Ente per 1a collaborazione leale e costruttiva avuta in
questi anni, per il lavoro svolto insieme e per il sostegno ricevuto.
Rimango a disposizione per favorire un ordinato passaggio di consegne e per
garantire la continuità dell'azione amministrativa relativa alle deleghe che
mi erano state affidate.
Grotte, 19/10/2026
In fede
Leonardo Cutaia
Moda. Il "Fashion Times" racconta la storia
della stilista Simona Agnello e il percorso del marchio IVYGROOVY
Simona Agnello
La
rivista online Fashion Times, diretta da Fulvio Aniello, ha
pubblicato un articolo firmato da Melinda Hoxhaj (leggi
l'articolo) e dedicato alla stilista Simona Agnello, di Grotte, e
al suo marchio di sartoria su misura, IVYGROOVY. Il testo ripercorre
la storia del brand, costruito abito dopo abito dalla Sicilia fino alla
visibilità internazionale.
(Simona Agnello)
Nell'articolo viene raccontato come la designer realizzi ogni capo
interamente a mano nel proprio laboratorio, seguendo le tecniche
tradizionali dell'alta moda e stabilendo un dialogo diretto con le clienti.
La svolta lavorativa si è verificata dopo la prima sfilata alla Milano
Fashion Week durante il periodo del Covid, momento in cui la fondatrice
ha deciso di abbandonare la produzione seriale per concentrarsi
esclusivamente sui capi su misura. Il nome del marchio trae origine da Ivy,
la protagonista dei racconti che la stessa stilista scriveva da ragazza.
Il pezzo approfondisce i valori fondanti di IVYGROOVY, sintetizzati in
artigianalità, autenticità, pulizia, passione e identità. Viene descritto il
clima intimo del laboratorio, dove si sviluppa un rapporto empatico durante
le prove necessarie per perfezionare ogni creazione sartoriale. La
narrazione mette in luce anche la scelta consapevole di rimanere in Sicilia
per investire nel territorio d'origine, superando le difficoltà logistiche,
oltre all'attività di formatrice svolta attraverso corsi pratici di
modellistica, progettazione e confezione dedicati ad altre persone.
Chiesa. Messa e Adorazione missionaria diocesana
nella chiesa Madonna del Carmelo; giovedì 22 ottobre
Locandina
Don Marco Farruggia
In
occasione dell'Ottobre Missionario 2026, si terrà un momento di
preghiera comunitaria promosso dal Centro per la Missione dell'Arcidiocesi
di Agrigento, diretto da don Marco Farruggia.
La Messa e l'Adorazione Missionaria Diocesana saranno celebrate giovedì
22 ottobre alle ore 18.00 presso la chiesa Madonna del Carmelo
a Grotte, guidata dal parroco don Sergio Sanfilippo.
(Locandina)
Il tema
scelto per quest'anno è "Nel cuore del Cenacolo: il sogno e la missione".
Per approfondire le attività sono stati messi a disposizione materiali per
la preghiera, la catechesi e l'animazione dedicati a bambini e ragazzi,
consultabili online sul sito ufficiale (clicca
qui).
Il Centro Missio della diocesi si mette inoltre a disposizione delle
parrocchie per realizzare incontri, attività e momenti di riflessione
rivolti a gruppi di catechesi, associazioni e movimenti.
Per maggiori dettagli o per organizzare iniziative locali è possibile fare
riferimento al numero telefonico 3281097211.
Iniziative. "Il piacere di leggere insieme"
torna a riunirsi in biblioteca con Henning Mankell
Locandina
Il
gruppo di lettura "Il piacere di leggere insieme", nato nel novembre
2025 dall'iniziativa di Pina Rivituso, Nella Agnello e
Giusy Minneci con il patrocinio del Comune di Grotte, prosegue il
proprio percorso dedicato alla condivisione dei libri.
(Locandina)
La
finalità del progetto è trasformare la lettura da attività solitaria a
momento di scambio di opinioni e discussione tra i partecipanti.
Il prossimo incontro del gruppo si terrà il prossimo martedì 20 ottobre
2026 alle ore 18.00 nei locali della biblioteca comunale "M.L.
King" di Grotte.
Il testo scelto per questo confronto è il romanzo "La mano" dello
scrittore svedese Henning Mankell. La partecipazione è libera e aperta a chiunque desideri condividere
opinioni e riflessioni sul volume, o semplicemente ascoltare.
L'attività del gruppo prevede appuntamenti mensili dedicati a opere di vario
genere: tra le ultime letture affrontate ricordiamo "Il Turno" di Luigi
Pirandello, trattato nel mese di settembre 2026, e l'iniziativa di lettura
all'aperto, nel mese di agosto 2026 alla Torre del Palo, con "Il piccolo
principe" di Antoine de Saint-Exupéry.
Per maggiori informazioni è possibile mettersi in contatto con le
organizzatrici: Pina al 3395990162,
Nella al 3282703153
e Giusy al 3454428430.
Iniziative. Ringraziamenti a quanti hanno reso
possibile e preso parte al Memorial in ricordo di Salvatore Caltagirone
Manifesto
Salvatore Caltagirone
Messaggio di
ringraziamento dei familiari del compianto Salvatore Caltagirone, a quanti
hanno reso possibile e partecipato al Memorial in suo onore.
*****
I familiari di
Salvatore Caltagirone: la moglie Francesca Seminerio e i figli
Antonino, Fabrizio e Fiorella, sentitamente ringraziano quanti hanno reso possibile e preso parte al
Memorial in suo ricordo, che si è svolto lo scorso sabato 10 ottobre
2026, presso il Cine Teatro Antonio Liotta di Grotte.
(Manifesto)
In particolare
ringraziano il Sindaco, dott. Alfonso Provvidenza, e la Giunta comunale, per
aver patrocinato l'iniziativa e aver concesso l'utilizzo dei locali;
l'onorevole Rosellina Marchetta che ha portato il suo saluto al pubblico
presente, partecipando con commozione il proprio ricordo personale; il
Presidente del Consiglio comunale, dott. Angelo Carlisi e il Comandante
della locale Stazione dei Carabinieri, maresciallo Alletto Sanfilippo, per
aver onorato con la loro partecipazione la manifestazione; il conduttore
Giuseppe Moscato che con la sua professionalità ha gestito l'intero evento
trascinando il pubblico con grande abilità; Paolo Cilona, Antonio Carlisi,
Gandolfo Mazzarisi, Paolo Pilato, Giacomo Orlando, Paolino Fantauzzo e Pina
Rizzo, per aver portato sul palco testimonianze personali non solo della
vita politica ma anche dei tratti umani di Salvatore Caltagirone, con
sincera emozione.
Ringraziano inoltre il M° Aurora Pilato che ha magistralmente eseguito brani
musicali di raffinato livello; Giulia Serravillo e Federico Marotta per aver
interpretato poesie inedite in vernacolo grottese scritte da Salvatore
Caltagirone nel periodo della pandemia, ed essere riusciti a mostrare un
lato poco conosciuto della sua persona, sempre tenuto intimo.
Salvatore Caltagirone, infatti, oltre ad essere stato un politico e uomo di
grande impegno sociale, era un grande amante della cultura, dell’arte, della
letteratura, oltre che un grande appassionato di storia e ricerca
storiografica.
Senza velleità di pubblicazione, ha lasciato tanti testi inediti.
La presenza del pubblico tanto numerosa da aver gremito la sala ha
amplificato l’emozione del ricordo.
Un ringraziamento va pertanto, ad uno ad uno, a tutti i presenti per aver
consentito con la propria partecipazione di condividere ricordi ed emozioni
indimenticabili.
Un ulteriore ringraziamento va: a Giuseppe Figliola per aver coordinato e
gestito gli aspetti tecnici dell’evento; al grafico Alfonso Provvidenza per
aver realizzato la locandina; a Carmelo Arnone, Piero Castronovo e Patrizia
Mangione per avere condiviso l’evento attraverso i propri canali digitali.
Infine, ma non per ultimo, un ringraziamento particolare a coloro che hanno
ideato e voluto questo evento: Stefano Todaro, Filippo Vitello e Paolo
Pilato, stimatissimi amici, senza i quali non ci sarebbe stata questa
serata.
Una serata che ha consentito non soltanto di tracciare il percorso politico
di Salvatore Caltagirone, amministratore locale del Comune Grotte, nonché
dirigente provinciale e nazionale del partito Socialdemocratico, ma anche di
evidenziarne le sue peculiari qualità umane: una pagina di storia della
comunità grottese. Grazie a tutti per aver condiviso una grande emozione.
Con affetto e riconoscenza
Grotte, 18 ottobre 2026
La famiglia Caltagirone
Società. "I
'restanti', il diritto di restare e la forza delle nostre comunità.
Grotte riparta dalle radici";
del
dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Giovani "restanti"
I “restanti”, il diritto di restare e
la forza delle nostre comunità. Grotte riparta dalle proprie radici per
costruire nuove opportunità.
Dai giovani di Campobello di Licata alla sfida dei piccoli comuni siciliani:
trasformare l’identità in una risorsa economica, sociale e culturale,
coinvolgendo anche le comunità dei nostri emigrati.
L’articolo
di Repubblica dedicato ai “restanti” di Campobello di Licata offre uno
spunto di riflessione che va ben oltre i confini del piccolo centro
agrigentino. Racconta di giovani che hanno scelto di rimanere nella
propria terra, non per rassegnazione o mancanza di alternative, ma per
affermare la propria identità, realizzare le proprie aspirazioni e
contribuire al futuro della comunità di cui si sentono parte.
(I giovani della "restanza"
di Campobello di Licata)
È una scelta che merita attenzione,
perché richiama una questione fondamentale per tutti noi che proveniamo
dalle piccole realtà del Mezzogiorno: il rapporto tra restare e partire. Per molti della nostra generazione, partire ha rappresentato una
necessità. Lo studio, la ricerca di un lavoro, il desiderio di autonomia
economica e la legittima aspirazione a costruire una vita indipendente ci
hanno spesso condotti lontano dai paesi d'origine. Altri hanno trovato
proprio nel lavoro agricolo, nell'intrapresa commerciale, nelle attività
professionali o nell'impiego pubblico le condizioni per costruire il proprio
futuro senza abbandonare le proprie radici.
Sono percorsi diversi, accomunati dalla ricerca di una condizione migliore e
dalla volontà di affermare la propria dignità.
Ciascuno di noi, chi più chi meno, ha cercato nello studio e nel lavoro la
forza per migliorare la propria condizione. Abbiamo coltivato speranze,
affrontato sacrifici e imparato a misurarci con una realtà spesso più
difficile di quanto avessimo immaginato. E, nel tempo, abbiamo assistito con
crescente amarezza al persistere di ingiustizie, inefficienze e rendite di
posizione, alimentate da una concezione della vita pubblica che ancora
troppo spesso sembra legata a logiche clientelari e a una mentalità di
stampo borbonico.
Una mentalità che considera il favore più importante del diritto, la fedeltà
personale più utile della competenza e la conservazione del potere più
urgente della soluzione dei problemi.
È anche contro questa cultura che le nuove generazioni sono chiamate a
misurarsi. Restare non deve essere un sacrificio, ma una possibilità.
I giovani di Campobello di Licata ci ricordano che restare può diventare una
scelta consapevole, persino una forma di resistenza. Resistenza allo
spopolamento, alla mancanza di prospettive, all'idea che per realizzarsi sia
inevitabile lasciare la propria terra.
Il loro messaggio non è quello di rinunciare a partire. La mobilità, lo
studio fuori sede e le esperienze professionali altrove rappresentano
occasioni importanti di crescita. Il problema nasce quando partire non è più
una possibilità tra le altre, ma l'unica strada concretamente percorribile.
Il diritto di restare, dunque, non può essere soltanto un'affermazione
sentimentale. Deve poggiare su condizioni reali: lavoro dignitoso, servizi
efficienti, accesso al credito, infrastrutture adeguate, opportunità di
formazione, sostegno alle iniziative imprenditoriali e possibilità di
costruire una famiglia.
I giovani che scelgono di rimanere non chiedono di essere protetti dalla
competizione o dispensati dalla fatica. Chiedono che la loro terra offra
condizioni sufficienti per mettere a frutto capacità, idee e competenze.
Per questo la loro azione si rivolge giustamente alla politica, a tutti i
livelli, ma non si esaurisce nella richiesta di interventi pubblici. Si
sviluppa anche attraverso iniziative che nascono dal basso, aggregano
energie e provano a costruire nuove occasioni di sviluppo.
È questa la parte più entusiasmante della loro esperienza: non aspettare che
qualcuno risolva ogni problema, ma assumersi la responsabilità di
contribuire alla soluzione.
La crisi dei nostri borghi impone di cambiare prospettiva. Queste riflessioni riguardano da vicino anche Grotte.
Le nostre piccole comunità attraversano una fase difficile, segnata dalla
contrazione dei redditi, dall'incertezza economica, dalla riduzione delle
opportunità occupazionali e dalla progressiva perdita di popolazione. Le
conseguenze sono visibili nelle attività commerciali, nelle campagne, nelle
famiglie e nella vita quotidiana.
L'agricoltura, che continua a rappresentare un elemento fondamentale
dell'economia del territorio, subisce gli effetti delle crisi
internazionali, dell'aumento dei costi energetici, delle spese di produzione
e delle difficoltà di accesso al credito. A tutto ciò si aggiunge una
contraddizione che da troppo tempo accompagna il lavoro agricolo: prodotti
di qualità, frutto di sacrifici e competenze, vengono talvolta venduti a
prezzi che non remunerano adeguatamente il lavoro, quando non rimangono
invenduti.
L'indebitamento delle aziende rischia così di aggravarsi, mentre diventa più
difficile reperire le risorse necessarie per investire, innovare e guardare
al futuro.
In questo contesto, non basta invocare genericamente la ripresa. Occorre
individuare strumenti concreti per valorizzare ciò che possediamo: la
qualità delle produzioni, il patrimonio culturale, le tradizioni, le
competenze delle persone e, soprattutto, la rete di relazioni costruita nel
tempo dai nostri emigrati.
Proprio quest'ultima risorsa potrebbe rivelarsi decisiva. Gli emigrati: da memoria affettiva a protagonisti dello sviluppo.
I nostri emigrati non sono soltanto persone che hanno lasciato il paese in
cerca di una vita migliore. Sono portatori di esperienze, relazioni,
professionalità e capacità organizzative. In molti casi hanno costruito
all'estero comunità solide, mantenendo vivo il legame con i luoghi d'origine
attraverso le feste religiose, le associazioni, gli incontri familiari e le
iniziative culturali.
Queste aggregazioni costituiscono un patrimonio che merita di essere
valorizzato anche sul piano economico.
Un esempio significativo è il legame tra la comunità di Hamilton, in Canada,
e la festa della Madonna del Monte di Racalmuto. Esperienze di questo genere
dimostrano quanto le ricorrenze identitarie possano mantenere vivo il
rapporto tra chi è partito e chi è rimasto.
Ma possiamo fare un passo ulteriore: trasformare questo legame affettivo in
una rete stabile di collaborazione, capace di promuovere le produzioni
locali, sostenere le imprese e creare nuove opportunità per i giovani.
Non si tratta di commercializzare le tradizioni o di ridurre le feste a
eventi promozionali. Si tratta, al contrario, di riconoscere che la cultura
e l'identità, quando sono vissute e condivise, possono diventare anche
fattori di sviluppo.
La memoria può generare futuro, purché sappiamo trasformarla in iniziativa. Grotte e i 500 anni dalla fondazione: un'occasione da non perdere.
La ricorrenza dei cinquecento anni della fondazione di Grotte potrebbe
rappresentare l'occasione ideale per avviare un progetto di questo genere.
Un anniversario così significativo non dovrebbe esaurirsi in un calendario
di celebrazioni, pur importanti per la storia e la vita culturale del paese.
Potrebbe diventare il punto di partenza di una strategia condivisa, capace
di coinvolgere cittadini, produttori, commercianti, associazioni, giovani,
amministrazione comunale e comunità grottesi sparse nel mondo.
L'obiettivo dovrebbe essere ambizioso, ma concreto: fare dei cinquecento
anni non soltanto una ricorrenza da ricordare, bensì un'occasione per
progettare i prossimi decenni.
A questo scopo, si potrebbero sviluppare alcune iniziative. 1. Una rete dei grottesi nel mondo.
Il primo passo potrebbe consistere nella creazione di una rete dei cittadini
originari di Grotte e dei loro discendenti residenti all'estero e nelle
altre città italiane.
Attraverso un censimento volontario, realizzato con il supporto delle
associazioni, delle famiglie e dei contatti già esistenti, sarebbe possibile
costruire un elenco di persone, attività imprenditoriali, competenze
professionali e organizzazioni disponibili a collaborare con il paese
d'origine.
Una piattaforma digitale semplice potrebbe mettere in contatto produttori
locali, professionisti, giovani in cerca di opportunità e membri della
diaspora interessati a sostenere iniziative economiche e culturali.
Non un semplice archivio di nomi, ma una rete di relazioni attive, capace di
promuovere scambi, collaborazioni professionali, opportunità commerciali e
progetti di investimento. 2. Una vetrina delle eccellenze di Grotte.
La seconda iniziativa potrebbe essere la realizzazione di una vetrina delle
produzioni e delle attività locali.
L'agricoltura dovrebbe avere un ruolo centrale, insieme alle altre
produzioni agroalimentari, all'artigianato, al commercio e ai servizi che
esprimono capacità imprenditoriali e qualità del territorio.
Un portale dedicato, accompagnato da una comunicazione efficace sui social e
da un catalogo aggiornato dei produttori, consentirebbe di presentare le
aziende, raccontare le caratteristiche delle produzioni e facilitare i
contatti con potenziali clienti e distributori.
La comunità dei grottesi all'estero potrebbe contribuire a individuare
mercati, promuovere degustazioni, organizzare incontri commerciali e
verificare l'interesse verso i nostri prodotti.
Naturalmente, per ottenere risultati concreti, non basterebbe pubblicare un
catalogo online. Sarebbe necessario accompagnare le imprese nella
definizione di standard qualitativi, nella logistica, nelle strategie
commerciali e nella ricerca di canali di distribuzione sostenibili.
L'obiettivo non è soltanto far conoscere i nostri prodotti, ma creare le
condizioni perché possano essere venduti a un prezzo adeguato al lavoro
necessario per realizzarli. 3. Un incontro annuale tra Grotte e la sua diaspora.
La celebrazione dei cinquecento anni potrebbe essere accompagnata da un
appuntamento annuale dedicato all'incontro tra la comunità residente e i
grottesi che vivono altrove.
Una giornata o un fine settimana in cui la festa della memoria diventi anche
un laboratorio di idee e opportunità.
Accanto alle iniziative culturali e alle testimonianze degli emigrati, si
potrebbero organizzare incontri tra produttori e operatori commerciali,
presentazioni di progetti imprenditoriali, laboratori per i giovani e
momenti di confronto sulle prospettive economiche del territorio.
Sarebbe importante invitare non soltanto chi ha conservato un legame
familiare con Grotte, ma anche professionisti, imprenditori e persone che,
pur vivendo lontano, possono mettere a disposizione competenze, relazioni e
capacità progettuali.
La festa diventerebbe così un'occasione per ritrovarsi, ma anche per fare
qualcosa insieme. 4. Un patto per i giovani che scelgono di restare.
Il progetto dovrebbe avere nei giovani i suoi principali destinatari.
Una parte delle iniziative potrebbe essere dedicata alla formazione,
all'orientamento professionale e all'accompagnamento di nuove attività
imprenditoriali. I grottesi residenti altrove potrebbero mettere a
disposizione competenze e disponibilità per affiancare giovani che intendano
avviare un'impresa agricola, commerciale, artigianale o digitale.
Si potrebbe sperimentare un programma di tutoraggio, attraverso il quale
imprenditori e professionisti con maggiore esperienza accompagnino i giovani
nella definizione di un progetto, nella ricerca dei finanziamenti e nei
primi passi dell'attività.
Il Comune, le associazioni di categoria, gli istituti di credito disponibili
e gli organismi competenti potrebbero contribuire a individuare gli
strumenti già esistenti, evitando di promettere finanziamenti che non siano
stati verificati.
Un'attenzione particolare andrebbe riservata alle iniziative capaci di
innovare l'agricoltura, migliorare la trasformazione e la
commercializzazione dei prodotti, sviluppare servizi alle imprese e
utilizzare le tecnologie digitali.
Il principio dovrebbe essere semplice: non chiedere ai giovani di restare
per affetto verso il paese, ma creare condizioni affinché possano scegliere
di farlo senza rinunciare alle proprie aspirazioni. 5. Una cabina di regia leggera, con obiettivi verificabili.
Per evitare che tutto si risolva in una bella dichiarazione d'intenti,
sarebbe opportuno istituire un gruppo di coordinamento aperto alle diverse
componenti della comunità.
Dovrebbero parteciparvi rappresentanti dell'amministrazione, produttori,
commercianti, associazioni, giovani e referenti della diaspora.
Il gruppo potrebbe individuare poche priorità, assegnare responsabilità
precise e verificare periodicamente i risultati.
Nel primo anno, ad esempio, gli obiettivi potrebbero essere la costruzione
della rete dei grottesi nel mondo, la pubblicazione di un catalogo delle
aziende aderenti, l'organizzazione di un primo incontro tra produttori e
potenziali acquirenti e l'avvio di un programma di tutoraggio per i giovani.
I risultati andrebbero misurati attraverso indicatori concreti: aziende
coinvolte, contatti commerciali avviati, collaborazioni attivate, giovani
accompagnati e iniziative effettivamente realizzate.
Per finanziare le attività si potrebbero valutare risorse comunali,
contributi volontari, sponsorizzazioni, partenariati privati e bandi
regionali, nazionali ed europei, verificandone di volta in volta requisiti,
scadenze e compatibilità.
La trasparenza nella gestione delle risorse e la pubblicazione dei risultati
sarebbero condizioni indispensabili per costruire fiducia e garantire
continuità al progetto. Dalla celebrazione alla prospettiva.
Tutto questo richiede una convinzione di fondo: i piccoli comuni non possono
affrontare le difficoltà attuali limitandosi a difendere ciò che rimane del
passato.
Devono saper trasformare il proprio patrimonio storico e culturale in una
risorsa per il presente, mettendo in relazione le energie che esistono sul
territorio con quelle diffuse nelle comunità emigrate.
Non possiamo ignorare i limiti strutturali dei nostri paesi, la debolezza
del mercato del lavoro, le difficoltà dell'agricoltura e l'insufficienza di
alcuni servizi. Sarebbe ingenuo pensare che una festa o un progetto di
promozione possano risolvere problemi così complessi.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato rinunciare a ogni iniziativa in attesa di
soluzioni che dovrebbero arrivare esclusivamente dall'alto.
Le istituzioni hanno il dovere di garantire politiche adeguate,
infrastrutture, servizi e condizioni favorevoli allo sviluppo. Le comunità,
dal canto loro, possono contribuire costruendo reti, promuovendo competenze,
sostenendo le imprese e individuando nuove forme di collaborazione.
È proprio in questo spazio che l'esperienza dei “restanti” acquista un
significato più ampio. Questi giovani ci dimostrano che l'attaccamento alla
propria terra non deve tradursi in nostalgia, ma può diventare una forza
capace di generare progetti.
Il loro entusiasmo è contagioso e merita di essere alimentato attraverso una
comunicazione che racconti non soltanto le difficoltà, ma anche le
esperienze positive, le idee e i risultati raggiunti.
Dobbiamo imparare a raccontare i nostri paesi senza indulgere né
nell'autocommiserazione né in un'immagine idealizzata del passato. La nostra
storia è fatta di sacrifici, partenze, ritorni, lavoro e aspirazioni. È una
storia che può ancora offrire motivi di orgoglio, se sapremo metterla in
relazione con le esigenze del presente. Il futuro di Grotte si costruisce insieme.
I cinquecento anni dalla fondazione di Grotte possono diventare il momento
in cui una comunità si interroga sul proprio futuro e decide di affrontarlo
con maggiore consapevolezza.
Possiamo limitarci a celebrare una storia lunga cinque secoli oppure
utilizzare questa ricorrenza per avviare un percorso nuovo: collegare chi è
rimasto con chi è partito, mettere in rete le imprese, valorizzare le
produzioni locali, coinvolgere i giovani e creare occasioni di
collaborazione con i nostri emigrati.
Sarebbe un modo concreto per riconoscere che Grotte non coincide soltanto
con il territorio racchiuso nei suoi confini amministrativi. Grotte è anche
nelle persone che vivono lontano, nelle famiglie che conservano le proprie
radici, nei professionisti che hanno costruito altrove la loro esperienza e
nei giovani che vorrebbero trovare qui le condizioni per realizzare i propri
progetti.
A tutti loro dovremmo rivolgere un invito: non dimenticare il paese
d'origine, ma contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, a
renderlo più vivo e più capace di guardare avanti.
Non chiediamo a chi è partito di tornare necessariamente. Chiediamo che
possa continuare a partecipare, che il legame con la propria terra diventi
una risorsa condivisa e che le nuove generazioni non siano costrette a
scegliere tra il desiderio di realizzarsi e quello di rimanere.
Perché il vero successo di una comunità non si misura soltanto dal numero di
persone che riesce a trattenere, ma anche dalla capacità di offrire
opportunità, mantenere relazioni e consentire a ciascuno di costruire
liberamente il proprio futuro.
Fare in modo che restare sia una scelta e non una rinuncia: questa potrebbe
essere la sfida più importante da raccogliere a Grotte, partendo dai
cinquecento anni della sua storia per costruire quelli che verranno.
Nomine.
Francesco Simone convocato e nominato giudice al C.M.C. World Campion di
Paestum
Francesco Simone
Convocazione
Il barbiere Francesco Simone ha ottenuto due incarichi nel settore
dell'acconciatura e dell'estetica. La Confederazione Artistica e Tecnica
della Coiffure e dell'Estetica (CAT Italia) lo ha convocato
ufficialmente come membro della squadra nazionale per rappresentare l'Italia
al campionato mondiale C.M.C. World Champion 2026.
(Convocazione)
Contestualmente gli è stato conferito il titolo di Giudice Nazionale,
firmato dal presidente di CAT Italia, Luigi Bilancio. La competizione si
svolgerà a Paestum nei giorni 25 e 26 ottobre 2026. Il
riconoscimento assegna a Simone il compito di contribuire alla promozione
degli elevati standard tecnici e qualitativi dell'organizzazione italiana.
Durante le giornate di gara a Paestum, Simone farà parte della giuria per
valutare i concorrenti nel campionato di Coppa Italia.
A proposito dei traguardi raggiunti, Francesco Simone ha dichiarato: "Altro
riconoscimento ufficiale: far parte della squadra nazionale italiana per il
mondiale CMC e CAT Italia ed essere in giuria nel campionato di coppa Italia
è un emozione unica; cercherò di essere all’altezza della situazione".
Per Francesco Simone questo è il terzo mondiale consecutivo al quale
partecipa, di cui due già vinti: nell’edizione 2024 e in quella del 2025 ha
raggiunto il primo posto nella categoria Old School e Old School Avangarde.
In questa edizione, da concorrente, parteciperà nelle categorie Old School
Avangarde Barba Classica e Croop Fade; in queste categorie sarà giudicato
individualmente ma il suo risultato concorrerà al punteggio complessivo
della Nazionale Italiana Barber.
Alla competizione prenderà parte anche il figlio di Francesco Simone,
Salvatore, nella categoria Salon Look.
Insieme ai due Simone, Grotte sarà rappresentata dai modelli Giuseppe
Vaccarello e Antonio Morreale, e dal componente dello staff
organizzativo Calogero Vitello.
Il C.M.C. World Champion è una competizione mondiale di acconciatura,
barberia ed estetica organizzata dalla C.M.C. (Confederazione Mondiale della
Coiffure e dell'Estetica); è una gara in cui acconciatori, barbieri ed
estetisti provenienti da diverse nazioni si sfidano in varie categorie
tecniche e stilistiche (come tagli maschili e femminili, acconciature da
sera, cura della barba e makeup artistico). La selezione italiana CAT Italia
(Confederazione Artistica e Tecnica della Coiffure e dell'Estetica) è
l'organizzazione rappresentante e affiliata alla C.M.C. per l'Italia ed ha
il compito di selezionare e formare la squadra nazionale italiana per
rappresentare il Paese nelle competizioni internazionali.
Comune.
Campo da tennis di Grotte: iniziati gli interventi di riqualificazione e
sicurezza
Lavori
Sono cominciati gli interventi di riqualificazione, adeguamento e messa
in sicurezza del campo da tennis comunale in Via Comitini, a Grotte.
Il progetto è sostenuto da un finanziamento complessivo di 100.000 euro
assegnato dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo della Regione Siciliana.
(Lavori)
L'importo contrattuale delle opere ammonta a 71.972,49 euro e l'appalto è
stato aggiudicato con un ribasso d'asta del 5% all'impresa Edil
Costruzioni S.C. S.R.L., con sede legale a Grotte. I lavori sono stati
ufficialmente consegnati il 3 ottobre 2026 e l'impresa dispone di 120 giorni
per ultimare le operazioni.
La direzione del cantiere è affidata al geometra Calogero Salvaggio,
mentre l'ing. Gioacchino Settecasi si è occupato della progettazione
dell'opera.
La direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza fanno capo
all'ing. Filippo Villardita, il responsabile unico del procedimento è
il geometra Diego
Falco Abramo.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha espresso soddisfazione per l'avvio
delle attività, sottolineando l'impegno dell'Amministrazione nel proseguire
gli interventi di miglioramento del territorio sino al termine del mandato.
Società.
L'Accademia Hair Beauty conquista il podio ai campionati OMC Hair World
di Parigi
Sul podio
L'Accademia Hair Beauty Professional
ha ottenuto importanti piazzamenti durante i campionati mondiali OMC Hair
World tenutisi a Parigi lo scorso 11 e 12 ottobre. Nella competizione
individuale Umberto Albano si è classificato al secondo posto nella
categoria Skin Fade, mentre Giovanni Ratto ha conquistato la sesta
posizione nella categoria Creative Fade Cut. La categoria Skin Fade
prevede un taglio di capelli da uomo caratterizzato da una sfumatura molto
netta e progressiva che parte dai lati e dalla nuca rasati completamente a
pelle (0 mm) per poi allungarsi gradualmente salendo verso la parte
superiore della testa, mentre la categoria Creative Fade Cut -
tendenza d'avanguardia nel mondo della barberia internazionale - fonde la
tecnica millimetrica della sfumatura (fade)
con
l'espressione artistica, la geometria e il design freestyle.
(Sul podio)
A questi traguardi singoli si aggiunge il riscontro ottenuto dal Team
Hair e Beauty Professional, che ha raggiunto il terzo gradino del podio
a livello mondiale, a conferma del metodo di lavoro e della preparazione del
gruppo.
L'Accademia ha espresso gratitudine al presidente Rino Palumbo, al
direttore tecnico Francesco Mancusi, al delegato amministrativo della
sezione di Catania Massimo Marino e al delegato amministrativo della sezione
di Palermo Corradino Alfredo per il sostegno fornito. Un ringraziamento è
stato rivolto anche a Donatella Ciraolo, Marcello Auricchio, Marilena Buggea
e Silvano Marsigliese, oltre al contributo di Alessandro Gerbino, delegato
amministrativo per la sezione di Gela, e Massimiliano De Marco, direttore
tecnico e responsabile della colorimetria.
L'Accademia Hair Beauty Professional ha la sua sede principale a Grotte, in
provincia di Agrigento. Guidata dal presidente Rino Palumbo - anch'egli
vincitore di titoli mondiali nella categoria Classic Cut -, la struttura
rappresenta un punto di riferimento formativo per il settore della barberia
e dell'hairstyling in Sicilia, con oltre duecento barbieri e acconciatori
coinvolti nei vari percorsi di studio. La scuola propone masterclass
tecniche dedicate a taglio, sfumature, geometrie e colore, affiancando alla
pratica in salone anche la preparazione specifica per le gare internazionali.
Riconoscimenti.
Dario Campanella premiato a "Le Fonti Awards 2026" come CEO dell'anno
per la transizione energetica
Premiazione
Premiati
Dario Campanella ha ricevuto il premio come CEO dell’anno per la
categoria Innovazione & Leadership - Transizione Energetica durante i "Le
Fonti Awards 2026". La cerimonia si è tenuta mercoledì 14 ottobre a
Milano, presso Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, dove sono
stati assegnati i diversi riconoscimenti rivolti al mondo
dell’imprenditoria, della gestione aziendale e dello sviluppo tecnologico.
(Premiazione)
"Ho fatto tanta strada inseguendo un sogno. Oggi, quel sogno mi ha
chiamato per nome", ha dichiarato il giovane imprenditore.
Dario Campanella guida FIUSIS Srl, un’azienda attiva nel settore energetico;
la giuria ha motivato l'assegnazione del titolo evidenziando la sua gestione
direttiva, l'attitudine all'innovazione e il lavoro svolto nel campo delle
energie rinnovabili e del cambiamento dei modelli di consumo.
(Premiati)
I "Le Fonti Awards" sono un riconoscimento dedicato alle attività nel campo
del business, della leadership, dell'innovazione e della sostenibilità.
L’iniziativa principale per il 2026 si articola in più appuntamenti nel
corso dell'anno, ospitati principalmente a Milano presso la sede di Palazzo
Mezzanotte (Piazza Affari 6): 5 marzo 2026, XVI Edizione principale;
25 giugno 2026, sessione estiva dei "Le Fonti Awards"; 14 ottobre
2026, edizione autunnale dedicata al networking, all'innovazione e alla
leadership; 3 dicembre 2026, appuntamento di chiusura dell'anno.
Per Dario Campanella e FIUSIS Srl, questo riconoscimento costituisce motivo
di orgoglio e uno stimolo a proseguire nel proprio percorso.
Attualità.
"Il miracolo contabile di AICA: tariffe record, servizio colabrodo
e il bluff del bilancio in attivo";
di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Magia
Il miracolo contabile di AICA non regge alla realtà: tariffe record,
servizio colabrodo e il bluff del bilancio in attivo.
È bastato che la notizia dell’approvazione del bilancio rimbalzasse sulle
cronache di AgrigentoNotizie per innescare l’ennesimo cortocircuito
tra la propaganda politica e la realtà vissuta dai cittadini. Leggere di
"conti in utile" e passi in avanti, mentre i rubinetti di mezza provincia
restano a secco per settimane e i conti correnti aziendali subiscono
pignoramenti, genera un inevitabile effetto di alienazione. Eppure, il
sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, forte della sua solida veste di
tecnico prestato alla politica, ha promosso l'approvazione dell'ultimo
rendiconto di AICA come un successo indiscutibile (AgrigentoNotizie).
Un messaggio implicito ma chiaro: "Se ve lo dico io, che sono un esperto,
dovete crederci".
(Gioco di prestigio)
Ma la matematica societaria, specialmente quando incrocia i servizi pubblici
di questa terra, impone di andare oltre l'ipse dixit. Ed è proprio
analizzando i numeri e i dati reali che i toni trionfalistici della politica
si sciolgono come neve al sole, scontrandosi con una realtà inoppugnabile:
gli agrigentini subiscono uno dei peggiori servizi idrici d'Italia pagando,
di contro, le tariffe più alte dell'intero Paese (Cittadinanzattiva
rapporto servizio idrico, Istat statistiche acqua).
Mentre la politica festeggia la "salute" della carta, la realtà si manifesta
sulle strade in modo quasi grottesco. Non servono i dossier statistici per
capire lo stato della rete: basta farsi una passeggiata. Lungo il corso
principale del nostro piccolo comune, sotto gli occhi di tutti, succede un
fenomeno ormai tristemente noto: ogni volta che scatta il turno
dell'erogazione, l'asfalto si rompe e la via si trasforma. Sembra quasi che
vi siano diverse sorgenti naturali spontanee, tante sono le perdite che
zampillano dai tubi colabrodo.
I cittadini assistono impotenti a questo paradosso: l'acqua, preziosa e
attesa per giorni, si disperde a fiumi lungo i marciapiedi del centro,
mentre nelle case la pressione non basta nemmeno a riempire i serbatoi. È
l'istantanea perfetta di un servizio che non c'è, ma che viene regolarmente
fatturato a peso d'oro.
I rapporti nazionali sul servizio idrico integrato (come le indagini annuali
di Cittadinanzattiva e i dossier di Ferconsumatori) confermano
sistematicamente che la Sicilia, e in particolare l'area geografica gestita
da AICA, detiene il record per i costi in bolletta più elevati d'Italia. A
questo salasso economico corrisponde il primato delle reti colabrodo, dove
le perdite di distribuzione superano abbondantemente il 50% secondo i dati
ISTAT sulle statistiche dell’acqua. Pagare tariffe record per vedere l'acqua
scorrere sui marciapiedi anziché nei rubinetti non è un'opinione dei
detrattori: è una certezza quotidiana.
Il fulcro del trionfalismo del Sindaco-tecnico risiede in quel piccolo segno
"più" nel conto economico: un utile d'esercizio di circa 50mila euro su un
valore della produzione di oltre 43 milioni (AgrigentoNotizie). Una
percentuale infinitesimale, che in qualsiasi azienda privata verrebbe
definita un "pareggio formale ottenuto per il rotto della cuffia", ma che
qui viene venduta come un traguardo epico.
Il sindaco Provvidenza sa bene - e proprio per questo dovrebbe spiegarlo con
maggiore trasparenza e meno enfasi - che il bilancio d'esercizio risponde al
criterio della competenza economica, non a quello della cassa. AICA chiude
formalmente in attivo semplicemente perché ha emesso bollette (ricavi
teorici basati sulle tariffe astronomiche di cui sopra) per un valore
superiore ai costi di gestione ordinaria dell'anno.
Emettere una fattura, però, non equivale a incassarla. Se i corrispettivi
restano sulla carta perché l'evasione tariffaria è alta o perché gli utenti
esasperati dal disservizio ritardano i pagamenti, l'azienda genera un utile
"virtuale", rimanendo contemporaneamente con le casse vuote. I cittadini
pagano due volte l'inefficienza strutturale del sistema: la prima subendo le
"sorgenti" sull'asfalto, la seconda pagando i costi energetici astronomici
necessari a pompare acqua in tubature che non tengono nulla.
Il vero nodo che il racconto della politica tende a bypassare è lo Stato
Patrimoniale, lo specchio in cui si riflette la reale e preoccupante
salute di AICA. Come si conciliano 50mila euro di utile contabile con
un'esposizione debitoria complessiva che le cronache stimano in oltre 60
milioni di euro?
Il "miracolo" del bilancio in attivo regge solo grazie a una trincea legale:
il congelamento e l'impugnazione dei decreti ingiuntivi legati ai debiti
ereditati dai vecchi consorzi idrici e i contenziosi aperti con i grandi
fornitori (in primis Siciliacque). Ma sospendere il pagamento di un debito o
contestarlo in tribunale non significa averlo cancellato. Significa solo
aver spostato la bomba cronologica un po' più in là nel tempo. I
pignoramenti subiti dall'azienda negli ultimi mesi sono la prova plastica
che i creditori non leggono i comunicati stampa entusiasti, ma pretendono
denaro vero.
La narrazione del "fidatevi del tecnico" mostra qui il suo limite più
grande. Un approccio rigoroso e intellettualmente onesto dovrebbe ammettere
che AICA si trova in una situazione di fisiologico galleggiamento contabile,
mantenuta in vita solo dallo status di azienda pubblica e dal portafoglio
dei cittadini, costretti a subire le tariffe più alte d'Italia per il
peggior servizio d'Italia.
I cittadini agrigentini non hanno bisogno di dogmi di fede o di
rassicurazioni calate dall'alto in virtù di un curriculum. Hanno bisogno di
acqua normale, tariffe eque e risposte concrete su come verrà ripianata
l'immensa voragine finanziaria che grava sulle spalle dei Comuni. Finché la
liquidità aziendale rimarrà al lumicino - e quella vera continuerà a
disperdersi inutilmente sull'asfalto del corso principale - celebrare un
utile di 50mila euro non è un atto di realismo tecnico: è solo l'ennesima
operazione di marketing politico.
Editoriale.
"Il coraggio di essere 'eretici': perché abbiamo ancora bisogno di
pensare con la nostra testa"; di
Carmelo Arnone
Carmelo Arnone
C’è una
frase pronunciata pochi giorni fa durante un comizio elettorale a
Clarksville (Tennessee, USA) che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque
abbia a cuore la libertà e la dignità dell’essere umano; lo scorso sabato 10
ottobre 2026, davanti alla folla che gremiva la F&M Bank Arena, il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è rivolto ai suoi
sostenitori dicendo: "I could say the stupidest things, and you’d clap",
cioè "Potrei dire le cose più stupide, e voi applaudireste".
La cosa che colpisce di più non è la provocazione in sé ma quello che è
successo subito dopo: la gente non si è risentita, non si è chiesta
se stesse venendo presa in giro; ha riso, poi è scattata un’ovazione, un
boato di applausi sinceri, caldi, entusiasti.
In quel gesto, apparentemente insignificante, c’è la fotografia nitida della
nostra epoca; una dinamica che Hannah Arendt, tra le più grandi
studiose dei totalitarismi del Novecento, aveva descritto con lucida
precisione: "Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista
convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione
fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più".
Già la Scrittura ci metteva in guardia contro questa perdita del senso di
realtà e di verità, ammonendo severamente: "Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in
tenebre" (Is 5,20). Quando il confine tra verità e menzogna sfuma sino a scomparire,
la politica smette di essere confronto di idee e diventa solo tifo di
appartenenza.
Pare che l’essere umano provi, oggi come ieri, una sorta di strano sollievo
nell’affidarsi a un "uomo forte" - "l'uomo della Provvidenza" -, a una guida
che decida per tutti; è la tentazione di rinunciare alla fatica del
pensiero, di scaricare su altri la responsabilità delle proprie scelte
per non doversi assumere il peso del giudizio.
È molto più comodo rifugiarsi in un’ideologia cieca piuttosto che sforzarsi
quotidianamente di discernere, di distinguere ciò che è giusto da ciò che è
sbagliato, ciò che edifica da ciò che distrugge; è l'antico monito
dell'apostolo Paolo, che esortava le prime comunità a non piegarsi alla
pigrizia del conformismo: "Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è
buono" (1 Ts 5,21).
È più facile applaudire a prescindere piuttosto che farsi guidare dal senso
morale, dai principi di umanità, di solidarietà e di rispetto reciproco.
Ma la libertà non è un dono ricevuto una volta per tutte; è una
pratica quotidiana che richiede coraggio e vigilanza interiore.
Occorre continuare a nutrire il dubbio, avere una mente aperta
significa lasciare sempre uno spiraglio a letture diverse della realtà,
ascoltare le ragioni dell’altro, mettere in discussione anche le
proprie certezze.
I preconcetti rigidi e i dogmatismi moralistici sono gabbie invisibili che
soffocano il senso critico; valutare ciò che è bene e ciò che è male è un
esercizio continuo, che non può mai dirsi concluso o dato per scontato.
San Paolo, nella lettera ai Romani, ricordava la necessità di un
rinnovamento profondo della mente: "Non conformatevi a questo mondo,
ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà
di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto" (Rm 12,2).
Perciò abbiamo bisogno di riscoprire il valore dell'"eresia",
nell’accezione più nobile e originaria del termine: la capacità di
scegliere, di pensare con la propria testa, di non omologarsi, anche
quando costa fatica, anche quando ci si ritrova a nuotare contro corrente.
Come insegna la saggezza evangelica, la via della consapevolezza non è
mai quella più facile o affollata: "Entrate per la porta stretta,
perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e
molti sono quelli che vi entrano" (Mt 7,13).
Meglio essere voce sola fuori dal coro che propone una visione umana,
ragionevole e compassionevole della vita, piuttosto che perdersi
nell'anonimato di un gregge che segue a occhi chiusi il caprone che bela più
forte.
La democrazia e la nostra stessa dignità si salvano così: restando umani,
e continuando a pensare.
Fotografia.
"Il tempo che manca": Franco Carlisi si racconta ad Agrigento
Locandina
Franco Carlisi
Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18.30, la Chiesa Cristo
delle Forche ad Agrigento (in Via Minerva 3 sulla cresta della Rupe
Atenea), ospiterà un incontro con il fotografo Franco Carlisi
intitolato "Il tempo che manca. Tra immagini, storie e visioni".
(Locandina)
L'iniziativa è organizzata dal Reflex Club in collaborazione con il Parco
Valle dei Templi di Agrigento. L'ingresso è gratuito, ma i posti a sedere
sono riservati a chi effettua la prenotazione, disponibile sino a
esaurimento dei posti. Per informazioni e prenotazioni è possibile
contattare il Reflex Club al numero di telefono 3286257587.
(Franco Carlisi)
Franco Carlisi, nato a Grotte nel 1963, è un maestro della fotografia
impegnato nella fotografia di testimonianza e nella ricerca visiva, oltre a
ricoprire il ruolo di direttore della rivista "Gente di Fotografia". Nel
corso della sua carriera ha esposto le sue opere in Italia e all'estero e ha
pubblicato diversi volumi fotografici, tra cui "Il valzer di un giorno" e
"Romanzo italiano".
Comune.
180.000 euro dal PNRR per l'adeguamento antincendio dei plessi
scolastici "Roncalli" e "Sciascia"
Futura
Due plessi scolastici del territorio comunale di Grotte saranno interessati
da lavori di adeguamento alla normativa antincendio grazie a un
finanziamento ottenuto nell'ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza), inserito nel programma "Futura - La scuola per l'Italia di
domani", promosso dall'Unione Europea con l'iniziativa NextGenerationEU e
dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.
L'importo complessivo dei fondi assegnati ammonta a 180.000,00 euro;
le risorse serviranno a finanziare gli interventi di messa a norma e
messa in sicurezza presso il plesso scolastico "Roncalli",
situato in Viale della Vittoria, e il plesso scolastico "Leonardo
Sciascia", situato in Via Padre Annibale Maria di Francia.
La notizia è stata resa nota dal sindaco Alfonso Provvidenza, che ha
confermato la destinazione dei fondi europei e ministeriali per il
miglioramento delle strutture scolastiche cittadine.
Volontariato.
Avis Grotte: ottimo risultato nella 27^ giornata di raccolta del 2026
Avis Grotte
Sito ufficiale
La scorsa domenica 11 ottobre si è svolta la ventisettesima giornata
dell'anno dedicata alla donazione del sangue presso la sede dell'AVIS
Comunale di Grotte OdV
(vedi
il sito ufficiale), situata in via Francesco Ingrao n.
92/94.
(Avis Comunale di Grotte OdV)
Nel corso della mattinata sono state registrate diciannove donazioni,
a cui si aggiungono una verifica di idoneità e un controllo
annuale.
I soci donatori hanno risposto positivamente alla chiamata, consentendo alla
struttura di garantire un apporto concreto alle esigenze del Centro
Trasfusionale di Agrigento.
Il presidente Pietro Zucchetto e il Direttivo dell'associazione hanno
espresso soddisfazione per il numero di soci che hanno scelto di
partecipare, confermando l'importanza del sostegno continuo verso le
strutture sanitarie della provincia.
L'attività di prelievo proseguirà secondo il calendario stabilito per il
2026. Le prossime date fissate comprendono tutte le seconde e le quarte
domeniche di ciascun mese, affiancate da tre aperture infrasettimanali
programmate per i mercoledì28 ottobre, 18 novembre e
23 dicembre.
Per chi desidera prenotare la propria donazione, è possibile contattare i
numeri di telefono 377.0974739 (Avis Grotte) oppure 320.4434713 (Presidente
Pietro Zucchetto). Per ulteriori notizie e aggiornamenti sulle attività
locali è possibile consultare il sito ufficiale
www.avisgrotte.it
(vedi
il sito).
Cronaca.
Grotte: rubati cavi e materiali al depuratore; AICA sporge denuncia e
avvia le riparazioni
Auto AICA
Furto
nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2026 all'impianto di depurazione di
contrada Caccarolloli, nel territorio comunale di Grotte. Ieri
mattina gli operatori dell'AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini) si sono
accorti che ignoti hanno portato via i cavi elettrici, i materiali e diverse
attrezzature indispensabili per il funzionamento della struttura.
L'asportazione dei cavi ha provocato il blocco immediato delle attività di
depurazione. L'azienda ha segnalato subito il fatto alle forze dell'ordine,
presentando una formale denuncia per consentire l'avvio delle indagini.
In tecnici dell'AICA stanno svolgendo una stima precisa dei danni subiti,
passaggio fondamentale per organizzare i lavori di manutenzione e sistemare
la rete elettrica compromessa dal furto.
L'assenza dei componenti sottratti incide direttamente sull'efficienza
dell'intero processo di trattamento delle acque. L'azienda fa presente che,
una volta concluse le riparazioni, la struttura non tornerà subito a pieno
regime: servirà un periodo tecnico aggiuntivo per riattivare e stabilizzare
tutti i processi biologici e meccanici.
L'AICA ha fatto sapere che informerà i cittadini non appena saranno
completati gli interventi di ripristino e il depuratore riprenderà il suo
regolare servizio.
Attualità.
L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia
Penitenziaria
Riccardo Bertolino
Con i familiari
Con gli amici
Il
tradizionale lancio del basco è stato il momento clou dell’emozionante
cerimonia di giuramento degli allievi della Scuola di Polizia
Penitenziaria sul lungolago di Pallanza, tra cui il grottese Riccardo
Bertolino.
(Riccardo Bertolino con i familiari)
Alla
presenza del vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Massimo Parisi,si è svolta ieri, sabato 10 ottobre 2026, la cerimonia al
termine del 186° Corso (secondo scaglione) per Allievi Agenti della Polizia
Penitenziaria presso l'Istituto di Istruzione "Salvatore Rap" di Verbania.
I 239 giovani che hanno giurato fedeltà alla Repubblica giungono da un
percorso formativo della durata di quattro mesi, dall’8 giugno al 10
ottobre, che consente l’acquisizione degli strumenti teorici e pratici per
lo svolgimento dei compiti istituzionali e delle mansioni dell’agente di
Polizia Penitenziaria. Presenti autorità diverse Autorità civili e militari
tra cui il vice capo del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione
Penitenziaria) dott. Stefano Carmine de Michele.
Oltre ai familiari di Bertolino, erano presenti i suoi amici fraterni
Antonio Arnone e Diego Salvaggio, entrambi con la divisa
dell’Arma.
(Riccardo Bertolino con
Antonio
Arnone e Diego Salvaggio)
Durante
i discorsi è stato ricordato l’importante ruolo che gli agenti dovranno
ricoprire, come nell’intervento del direttore dell’istituto di formazione,
primo dirigente Andrea Tonellotto.
Il corso, accanto alle competenze dell’agente di Polizia Penitenziaria,
all’idoneità all’uso delle armi e al servizio, fornisce la conoscenza del
diritto penale e processuale penale, dell’ordinamento penitenziario, delle
tecniche in materia di comunicazione e gestione dello stress,
dell’autodifesa e dell’addestramento formale. Al termine del corso gli
allievi agenti, dopo aver superato un esame, saranno destinati agli Istituti
penitenziari per adulti e per minori della Repubblica. Atto finale e
culminante della cerimonia di sabato è appunto il Giuramento di fedeltà alla
Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi dello Stato con
il quale sono dichiarati agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria. Tanti i
familiari giunti da tutta Italia che hanno assistito alla cerimonia con
sorrisi, lacrime e abbracci alla fine. Dal prossimo 15 ottobre i nuovi
agenti verranno assegnati ai reparti dove svolgeranno le prime 4 settimane
in affiancamento.
Attualità.
Leonardo Lazzaro ha giurato fedeltà ala Repubblica, come nuovo agente di
Polizia Penitenziaria
Leonardo Lazzaro
Con i familiari
Ieri, sabato 10 ottobre 2028, presso la Scuola di Formazione e
Aggiornamento della Polizia Penitenziaria “Andrea Schivo” di Cairo
Montenotte, 298 allievi agenti del 186° Corso - tra i quali il grottese
Leonardo Lazzaro - hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.
(Leonardo Lazzaro con i familiari)
Numerose
le autorità civili e militari intervenute alla manifestazione. Presenti la
direttrice generale del personale della Polizia Penitenziaria, Rita Monica
Russo, e il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per
Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Antonio Mario Galati, accompagnati dal
direttore della Scuola di Cairo Montenotte, generale di brigata Giuseppe
Zito.
Inoltre, numerosi sindaci, rappresentanti delle istituzioni e diversi
gonfaloni di associazioni e corpi. Presente anche l’Anppe, l’Associazione
Nazionale Polizia Penitenziaria, che riunisce anche appartenenti al Corpo in
quiescenza.
Tra i passaggi più significativi della cerimonia, il conferimento degli
alamari a un gruppo di allievi agenti distintisi per gli ottimi risultati
conseguiti durante il percorso formativo. A compiere questo gesto simbolico
sono stati alcuni poliziotti penitenziari in quiescenza appartenenti all’Anppe,
in un ideale passaggio di testimone tra chi ha servito il Corpo e chi si
appresta a intraprenderne il cammino professionale.
Il giuramento di ieri, al temine del corso iniziato il 18 giugno,
rappresenta il raggiungimento di una tappa importante per i 298 giovani
agenti che il prossimo 15 ottobre prenderanno servizio nelle sede di prima
assegnazione; per loro è anche l’inizio di una nuova responsabilità al
servizio dello Stato.
Riconoscimenti.
L'Associazione Nazionale Magistrati: "Nobel a Navi Pillay è messaggio di
speranza"
Navi Pillay
Messaggio della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM diffuso a seguito della
notizia del conferimento del Premio Nobel per la pace alla giurista
sudafricana Navi Pillay.
(Navi Pillay)
"Il
premio Nobel per la pace conferito a Navi Pillay è un messaggio prezioso per
ribadire il ruolo fondamentale del diritto internazionale.
La Corte penale internazionale è un pilastro della società, perché mette al
centro il rispetto dei diritti fondamentali della persona in ogni contesto.
In un periodo storico in cui la Corte viene costantemente delegittimata
questo premio dà un messaggio di speranza.
Assegnare il premio Nobel per la pace a una giurista e magistrata è motivo
di orgoglio per l'intera magistratura.
La Giunta Esecutiva Centrale".
Comune.
Danni causati dal maltempo a Grotte: partiti i primi interventi di
emergenza
Centro storico
Durante
la scorsa notte, tra
venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026, forti precipitazioni hanno colpito il
territorio comunale di Grotte provocando danni ingenti in diversi tratti
della pavimentazione urbana, in particolare nelle zone a monte del centro
cittadino.
(Danni nelle vie del centro storico di Grotte)
La forza
dell'acqua ha divelto centinaia di mattonelle, che si sono riversate verso
valle. Già dalle prime ore di questa mattina gli uffici comunali si sono
attivati per verificare la situazione e gestire i primi interventi di
emergenza.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha riferito che tecnici e operai del
Comune sono intervenuti prontamente per eliminare tutte le situazioni di
disagio e di pericolo causate dalla pioggia della notte. Fortunatamente non
si registrano danni alle persone, mentre sono diversi i tratti di
pavimentazione stradale che hanno subito danneggiamenti. Il primo cittadino
ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'ingegnere Settecasi, a
tutti i dipendenti e alla ditta Cipolla per il lavoro svolto.
Il maltempo notturno ha interessato pesantemente anche i Comuni vicini nella
stessa fascia oraria. Piogge intense, nubifragi e frequenti fulmini hanno
colpito anche i territori di Agrigento, Aragona, Racalmuto, Comitini e
Castrofilippo, dove si sono registrati disagi alla circolazione e situazioni
di attenzione monitorate dalle autorità locali a seguito dell'allerta meteo
diramata per l'intera area.
Chiesa.
Fede e spiritualità al Villaggio Mosè: le Comunità Carismatiche di
Comunione organizzano il "Seminario di Vita Nuova"
Informazioni
Programma
Le
Comunità Carismatiche di Comunione - RCC (Rinnovamento Carismatico
Cattolico) promuovono il "Seminario di Vita Nuova" dal titolo "Celebra
il Signore Gerusalemme".
La sede dell'iniziativa è l'Hotel Tre Torri, situato in Via Cannatello 7 al
Villaggio Mosè di Agrigento.
Le attività si svolgeranno nei tre giorni da venerdì 23 a domenica 25
ottobre 2026.
(Informazioni e relatori)
Tra le
realtà aderenti figurano la Comunità Gesù Divina Misericordia di
Casteltermini, la Comunità Gesù Divina Misericordia di Grotte, l'Associazione
Maran'Atha di Favara, il Gruppo Dunamis di Sciacca e il Gruppo
Maria Madre Addolorata di Mascalucia.
Il programma (leggi
il programma) prevede diversi interventi.
Don César A. Pluchinotta, sacerdote diocesano, psicologo, predicatore
missionario nel RCC, responsabile del gruppo "Tu sei Pietro" in Vaticano e
membro del Servizio Nazionale di Comunione di Charis,
terrà la preghiera di guarigione interiore la sera di venerdì 23 ottobre
alle 22.00,
l'insegnamento "Ecco io faccio nuove tutte le cose" sabato 24 ottobre alle
10.30
e presiederà la celebrazione eucaristica domenica 25 ottobre alle 11.45.
Padre Emanuele Zippo, C.P., missionario passionista, predicatore,
evangelizzatore, rettore del Santuario dell'Addolorata a Mascalucia ed
esorcista,
curerà la liturgia penitenziale con mistagogia venerdì 23 ottobre alle 19.00,
guidando poi la preghiera per i sofferenti sabato 24 ottobre alle 18.00
e l'insegnamento "Ho visto il Signore" domenica 25 ottobre alle 10.30.
Il dott. Antonio Cusumano, leader carismatico e presidente
dell'Associazione Maran'Atha di Favara (registrata alla corrente di grazia
CHARIS),
proporrà l'insegnamento "Il Signore restaura Gerusalemme" venerdì 23 ottobre
alle 18.00.
Don Salvatore Casà, ordinato sacerdote nella diocesi di Agrigento il
7 ottobre 2022, cappellano presso il carcere di Agrigento e legato alla
spiritualità carismatica,
terrà l'insegnamento "Chi è in Cristo è una creatura nuova" sabato 24
ottobre alle 17.00.
Don Giuseppe Cumbo, classe 1982, ordinato presbitero l'8 marzo 2008 e
attuale Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Agrigento,
presiederà la celebrazione eucaristica di sabato 24 ottobre alle 11.45.
Nelle tre giornate si susseguiranno momenti dedicati all'accoglienza, alla
preghiera di lode, ai pasti condivisi e alla scuola di preghiera carismatica
prevista per la serata di sabato alle 22.00, prima delle conclusioni di
domenica a pranzo. Vi sono ancora pochi posti disponibili per chi volesse prenotare la
partecipazione al convegno.
Per informazioni (leggi
le informazioni) e contatti è possibile fare riferimento ai referenti
locali: Roberto Amantia per Casteltermini (329/4555051), Antonio
Cusumano per Favara (320/6347671), Giacomo Marchese per Sciacca
(329/4023086), Innocenzo Infantino per Grotte (333/9384618) e
Giuseppina Di Fato per Mascalucia.
Politica.
Convegno UDC ad Alcamo sul tema "Costruire il Centro che serve
all'Italia"
Relatori UDC
“Costruire il Centro che serve all’Italia: riforme, crescita e
responsabilità” è il tema del convegno promosso dall’Unione di Centro,
in programma venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18.00, al
Centro Congressi “Marconi” di Alcamo.
(Relatori al convegno UDC)
L’iniziativa punta ad aprire un confronto sul ruolo del Centro nella
politica italiana e sulla costruzione di un’area moderata capace di
coniugare competenza, equilibrio e responsabilità, formando una nuova classe
dirigente e dando voce alle esigenze dei territori.
A presiedere i lavori sarà l’on. Francesco Regina. Ad aprire gli interventi
l’on. Decio Terrana, coordinatore regionale dell’UDC Sicilia, sul
tema “Il ruolo del Centro moderato nella costruzione di una nuova classe
dirigente e nel rilancio dei territori”.
Seguiranno il dott. Massimo Russo, magistrato, con “Legalità, riforme e
qualità delle istituzioni: la responsabilità come fondamento della
democrazia”, e l’on. Ettore Rosato, vice segretario nazionale di Azione, che
affronterà le “Riforme necessarie per un’Italia competitiva: merito,
innovazione e crescita”.
Don Marco Malizia proporrà una riflessione su “Don Luigi Sturzo e la
politica del Centro: una lezione ancora attuale”, richiamando i valori di
responsabilità, libertà, autonomia e attenzione al bene comune propri della
cultura politica centrista.
A concludere sarà l’on. Lorenzo Cesa, presidente nazionale dell’UDC e capo
delegazione italiana presso la NATO, con un intervento su “Il Centro
protagonista in Italia e in Europa: pace, sicurezza e responsabilità
internazionale”.
“Abbiamo bisogno di un Centro che non sia semplicemente un’area di consenso
elettorale – sottolinea l’On.Terrana – ma una vera proposta politica e
culturale, capace di formare una nuova classe dirigente, ascoltare i
territori e dare risposte concrete alle famiglie, alle imprese, ai giovani e
a chi contribuisce ogni giorno alla crescita del Paese. La nostra idea –
prosegue il coordinatore regionale dell’Udc – è costruire una politica che
sappia unire, non dividere; che abbia il coraggio delle riforme ma anche il
senso della responsabilità. La sfida è costruire un Centro credibile,
radicato nei territori e protagonista del futuro dell’Italia”.
Il convegno di Alcamo vuole così mettere a confronto politica, istituzioni e
società civile, rilanciando una prospettiva capace di superare le
contrapposizioni e coniugare crescita e solidarietà, riforme e
responsabilità, libertà e partecipazione.
L’incontro è aperto a cittadini, amministratori, dirigenti politici, giovani
e rappresentanti della società civile.
Chiesa.
Il beato Rosario Angelo Livatino proclamato Patrono dei Magistrati
italiani
Beato Livatino
Il
beato Rosario Angelo Livatino, “primo magistrato nella storia a
essere riconosciuto come martire”, come ha ricordato Papa Leone XIV,
è stato dichiarato Patrono dei Magistrati italiani con decreto del
Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 7 ottobre
2026.
(Beato Rosario Angelo Livatino)
I
Vescovi italiani hanno sostenuto la richiesta del Comitato promotore lungo
tutto l’iter di discernimento e approvazione, riconoscendo nel giudice
Livatino uno speciale intercessore e un modello per chi è chiamato ogni
giorno ad amministrare la giustizia.
“Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele
servitore dello Stato”, sottolinea il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di
Bologna e Presidente della CEI.
Nel suo servizio alla collettività, aggiunge il card. Zuppi, Livatino seppe
unire “la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica
cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede
e dalla preghiera”.
Attualità.
"L'IRPEF, i privilegi della politica e i nodi della geopolitica";
di Armando
Caltagirone
Armando Caltagirone
Maschere
In questi giorni i dati diffusi dall’ISTAT sulla platea di contribuenti che
pagano l’IRPEF hanno suscitato, come sempre, parecchio scalpore tra i
medesimi contribuenti, il vuoto pneumatico tra i politici e il festival del
pop-corn tra gli evasori.
Il copione si ripete da anni, identico e prevedibile: l’IRPEF viene
pagata soltanto da un terzo dei contribuenti, mentre i restanti due
terzi non la pagano affatto.
(Maschere)
E chi sono i fessi del primo gruppo che mantengono la baracca? I soliti
noti: dipendenti e pensionati.
A questo punto sorge spontanea una domanda, quasi filosofica: i nostri cari
politici a quale troncone appartengono? A quello del terzo che sputa sangue
o a quello dei due terzi secondo cui il paradiso fiscale è in patria a
chilometro zero?
Esaminiamo la busta paga di un parlamentare nazionale, giusto per
capire quanto soffre insieme a noi.
La composizione degli emolumenti mensili è la seguente:
- Indennità lorda: € 10.435. Calma, qui lo Stato picchia duro!
Decurtata degli oneri previdenziali e del fondo di fine mandato, viene
tassata in base alle aliquote per scaglioni. Su € 10.435 vengono tassati
effettivamente all’incirca 8.000 euro, il che determina un netto di circa €
5.000.
- Diaria: € 3.503 (esentasse).
- Rimborso spese: € 3.690 (esentasse).
- Spese viaggio: € 3.995 (esentasse).
- Spese telefoniche: € 1.200 (esentasse). TOTALE ESENTE: € 12.388.
Riassumendo: su un totale mensile di € 22.823, il fisco riesce a toccare
soltanto 8.000 euro circa. E la parte migliore? Quelle trattenute non vanno
svanite nel nulla come le nostre, ma alimentano il loro fondo di fine
mandato. A fine legislatura, infatti, spetta loro l’80% dell’ultima
indennità percepita per ogni anno di servizio.
A ben vedere, quella del politico di oggi è un’attività squisitamente
redditizia, fatta di infiniti privilegi.
In una siffatta situazione, il reato di corruzione contestato a un
parlamentare dovrebbe prevedere come minimo il triplo della pena rispetto al
cittadino comune.
Dopotutto, dai tempi di Mani Pulite sono cadute le ideologie, come se ad
essere sporche fossero state le idee e non le mani di chi le gestiva.
Così oggi la politica vive alla giornata, rimbalzando in base agli
umori dell'ultimo sondaggio. In questo panorama, la destra avanza perché la sinistra è latitante:
esattamente come la mafia, la destra prolifera dove la sinistra è assente.
Per invertire la rotta, il PD deve eliminare dal suo interno le scorie di
destra e poi dichiarare guerra al capitalismo, nel senso di governare la
finanza e non di farsi governare da questo mostro a tre teste.
Prendiamo la geopolitica.
La stragrande magnifica maggioranza degli italiani è contraria alla guerra,
contraria all’invio delle armi all’Ucraina e favorevole all'uso della
diplomazia. Un nobile sentimento. Peccato che la politica dovrebbe
interpretarlo per una corretta gestione nello scenario internazionale, non
per acchiappare consensi facili.
Facciamo un piccolo riassunto delle puntate precedenti: subito dopo la
seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno individuato come loro nemico
il comunismo, con patria nella Russia.
Nasce così, per volontà americana, la NATO, che ha coinvolto tutti i paesi
europei.
Le spese di mantenimento di questa struttura militare hanno gravato
principalmente sull’America per contrastare il suo rivale.
Oggi, però, il sig. Trump ha individuato il nuovo nemico dell’America
nella Cina. La Russia non solo non è più il nemico, ma anzi è
diventata un ottimo socio in affari.
In funzione di tale scenario, per Trump le spese della NATO non possono più
gravare interamente o quasi sull’America.
Ci resta dentro, certo, ma solo per sfruttare le basi nelle guerre sue e di
Israele in Medio Oriente.
A questo punto il problema è uno solo per l’Europa: la Russia è davvero un
pericolo e un nemico?
Per Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Finlandia, Svezia, Romania e
Bulgaria, oltre a Regno Unito, Germania e Francia, la risposta è un secco
sì. Questi paesi, soprattutto Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia,
Finlandia e Svezia infatti, temono concretamente di poter fare la stessa
fine dell’Ucraina.
Del resto, la vera disgrazia per Putin è stata l’elezione di Zelensky:
il presidente russo pensava di poterlo sostituire con un fantoccio
attraverso un’operazione militare di una sola settimana, ma i piani non sono
andati così.
Bisogna ricordare che gli storici accordi di Minsk, violati nel tempo da
entrambe le parti, furono firmati per l'Ucraina da un soggetto come
Yanukovych, un leader che non aveva nulla da invidiare all'attuale
presidente della Bielorussia Lukashenko.
E di fronte a figure simili viene da chiedersi: si può davvero pensare che
Lukashenko faccia veramente gli interessi del suo popolo?
E per l’Italia?
Come al solito, siamo ondivaghi. "Basta armi all’Ucraina, usiamo la
diplomazia!".
Bello, ma è un lusso che può permettersi solo il Papa.
Gli Stati veri, per potere imporre la pace, devono fare ai contendenti delle
proposte che non possono rifiutare.
Ricordate il film Il Padrino? Don Corleone manda il suo “consigliori”
dal produttore cinematografico per assegnare la parte di un film al suo
figlioccio.
La diplomazia del “consigliori” non riuscì a superare il netto
diniego del produttore, ma poi venne fatta una proposta che il produttore
non poté rifiutare. Ecco, la geopolitica funziona così.
I finti pacifisti dicono che le risorse finanziarie impegnate per
l’armamento potrebbero essere destinate alla sanità, all’istruzione, alla
sicurezza.
Bene, allora cominciamo a fare due conti in tasca a chi i soldi li ha
davvero.
In questi giorni Eni (Agip), IP, Q8 e altre grandi compagnie petrolifere
hanno deciso di abbassare i prezzi dei carburanti.
Pensate forse che abbiano scoperto la beneficenza?
Stanno solo rinunciando a una piccolissima fetta dei loro stratosferici
guadagni.
Non sarebbe il caso, allora, di tassare seriamente queste plusvalenze e
questi extraprofitti, insieme a quelli di banche e assicurazioni?
E, già che ci siamo, perché buttare tutti questi miliardi per il ponte sullo
Stretto che nessuno vuole, per giunta in una zona altamente sismica?
La risposta è semplice, ma terribilmente complicata da attuare: fino a
quando sarà la finanza internazionale a governare la politica, e non
viceversa, i nostri politici continueranno a fare le comparse pagate
benissimo nel film di qualcun altro.
Sport.
Torneo di calcio a 5 "Champions League Over 40" organizzato
dall'Associazione "Muoviti Grotte"
Locandina
Calendario
Martedì
27 ottobre comincerà a Grotte, presso il campo coperto polifunzionale
"F. Morvillo", un campionato di calcio a 5 rivolto ai giocatori
over 40, organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte" e denominato
"Champions League Over 40".
(Locandina)
La
competizione vedrà la presenza di nove squadre: Manchester City, Real
Madrid, PSG, Betis, Roma, Napoli, Arsenal, Aston Villa e Atletico Madrid.
La formula prevista comprende una prima fase articolata in un girone unico
all'italiana.
Durante questo percorso iniziale, le nove formazioni affrontano tutte le
avversarie per raccogliere i punti necessari ad accedere al turno successivo.
Al termine del girone, le prime quattro squadre classificate passeranno alle
semifinali.
Successivamente, le vincitrici disputeranno la finale per l'assegnazione
della coppa.
Complessivamente si svolgeranno 45 partite nell'arco del campionato.
L'Associazione "Muoviti Grotte", guidata dal presidente Alfonso Aquilina
è formata da numerosi giovani adulti impegnati in diverse iniziative sul
territorio. Tra le attività svolte ricordiamo manifestazioni sportive come
il torneo di calcio a 5 "World Cup – Muoviti Grotte Edition" e i "Giochi
Senza Frontiere", oltre a momenti ricreativi e culturali quali il "Carnevale
Grottese", la serata "Grotte a Lume di Candela" e la realizzazione di un
Presepe vivente nel periodo natalizio.
Il calendario completo del torneo (leggi
il calendario) è già disponibile.
Attualità.
"L'Italia dei 'presunti' orologi a pendolo è un Paese fantastico"; del
dott. Felice Lima
Gaetano Armao
Pubblichiamo un intervento del dott. Felice Lima, magistrato in pensione.
*****
L'Italia
è un Paese fantastico.
I politicanti ci ossessionano con la tesi che bisogna cacciare i migranti
perché non sono abbastanza "italiani", dando a intendere che l'italianità
abbia qualcosa di speciale. Un quid nobile.
Dopo di che l'Italia e soprattutto la stragrande maggioranza dell'Italia
"che conta" è piena zeppa di individui come questo qua.
Dal suo profilo Facebook, "Gaetano Armao, Professore di diritto
amministrativo UNIPA, dir. Master in europrogettazione, avvocato specialista
in diritto amministrativo, già Vicepresidente e Assessore all'economia
Regione siciliana, coordinatore al Comitato europeo delle regioni delle
Isole d’Europa".
Uno altolocato che di certo non ha bisogno di soldi.
Promotore di un Comitato per il Sì al referendum, ignorando che sono in
pensione, ci ha tenuto a venire sotto un mio post sul referendum a scrivere
che, se mi avesse incontrato in un'aula di giustizia, mi avrebbe ricusato
perché mi permettevo di avere opinioni sulla giustizia.
Marito di quella grande magistrata, Giuseppa Bartolozzi, che, passando da
Deputata a Capo Gabinetto ministeriale, in un partito che predica,
ovviamente, l'apoliticità dei giudici e la loro separazione dalla politica,
implorava il popolo di votare Sì al referendum, "così [letteralmente] ci
leviamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione, plotoni di
esecuzione"!
Dopo di che, questo Armao prendeva presunte tangenti che nascondeva
in presunti orologi a pendolo (mi scuso per questi due stupidi "presunti",
ma è per sottolineare come ogni giorno la televisione di Stato mette in
piazza le storie giudiziarie di migliaia di semplici cittadini, additandoli
alla pubblica gogna, ma quando si tratta di colletti bianchi si danno
pochissime notizie e le si riempiono di "presunto").
Economia.
Mancuso Group, selezionato tra 25 eccellenze, a Montecitorio per la
tutela del patrimonio agroalimentare italiano
Antonio Mancuso
A Montecitorio
Mancuso Group è stato selezionato tra le 25 eccellenze italiane
che hanno preso parte alla presentazione della “Relazione sul patrimonio
agroalimentare: frodi economiche, mercato e tutela del consumatore”,
svoltasi il 30 settembre presso Palazzo Montecitorio, sede della
Camera dei Deputati.
(Il
Cav.
Antonio Mancuso)
Nel
corso dell’incontro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e del
comparto agroalimentare, tra cui Jacopo Morrone, Stefano Vaccari ed Ettore
Prandini. Al centro del confronto, il contrasto alle frodi economiche, la
trasparenza della filiera e la tutela dei consumatori. Mancuso Group è stato rappresentato a Montecitorio dal Cav. Antonio
Mancuso, Presidente del Gruppo.
“Essere stati selezionati tra le 25 eccellenze italiane rappresenta per
noi un riconoscimento importante e una responsabilità. Come Mancuso Group
portiamo avanti da tempo un impegno concreto a favore della trasparenza e
della correttezza della filiera agroalimentare”, ha dichiarato il Cav.
Antonio Mancuso.
(Il
Cav.
Antonio Mancuso davanti Palazzo Montecitorio)
A
conclusione dei lavori, Mancuso Group ha partecipato inoltre alla
degustazione presso il ristorante della Camera dei Deputati, presentando una
selezione delle proprie specialità insieme ad altre eccellenze
agroalimentari italiane.
Iniziative.
Un memorial a Grotte per per ripercorrere la vita e l'impegno di
Salvatore Caltagirone
Salvatore Caltagirone
Manifesto
Il
prossimo sabato 10 ottobre 2026, alle ore 18.00 presso il Cineteatro "Antonio
Liotta" di Grotte,
si terrà il "Memorial Salvatore Caltagirone". L'iniziativa è stata
promossa e organizzata da un comitato formato da Paolo Pilato, Stefano
Todaro, Filippo Vitello e Fabrizio Caltagirone.
(Manifesto)
Per lo svolgimento della manifestazione
(vedi
il manifesto) il Comune di Grotte ha
concesso il patrocinio, autorizzando l'uso a titolo gratuito del cineteatro
e l'utilizzo dello stemma comunale.
Il programma intende ripercorrere la vita e il pensiero di Salvatore
Caltagirone, figura attiva nell'amministrazione locale di Grotte.
Conosciuto da tutti come Turiddu, Caltagirone è scomparso il 12
luglio 2025 all'età di 88 anni.
È stato un esponente della vita politica del paese a partire dalla seconda
metà del Novecento, rappresentando la socialdemocrazia locale come dirigente
del Partito Socialdemocratico Italiano.
Durante il suo impegno pubblico ha ricoperto i ruoli di consigliere comunale
e assessore, sostenendo tra l'altro l'elezione della prima donna sindaco
della cittadina, Stella Castiglione; ha rivestito altresì l'incarico di
Segretario provinciale del PSDI e componente del Comitato centrale del
Partito.
Nel corso delle sue esperienze amministrative ha lavorato accanto a numerosi
colleghi di Consiglio ed è ricordato come un amministratore pragmatico e
legato ai temi dello sviluppo e della solidarietà sociale.
Nato e cresciuto in un contesto rurale, ha affiancato alla propria attività
politica di orientamento riformista una personale adesione alla fede
cattolica.
Alla sua dipartita ha lasciato la moglie Francesca Seminerio e i tre
figli Antonino, Fabrizio e Fiorella.
L'Amministrazione comunale ha accolto la proposta del comitato promotore
ritenendo l'iniziativa di interesse e rilevanza per la comunità locale,
per favorire la conoscenza dei valori di impegno civile testimoniati da
Caltagirone, stimolare la partecipazione cittadina e offrire uno spazio
di aggregazione e dibattito all'interno di un luogo pubblico del paese.
Sterminio.
"NAZA: il gelo della coscienza e il dovere di denunciare l'orrore"; di
Carmelo Arnone
Carmelo Arnone
NAZA al cinema
Dal 28
al 30 settembre in molte sale cinematografiche italiane è stato proposto il
film "NAZA", diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor. Il lavoro porta
alla luce la tragedia in corso a Gaza attraverso una via cupa e
sconvolgente: le ammissioni dirette di chi fa parte dell'esercito e dei
servizi segreti israeliani.
(Il film NAZA al cinema)
Il titolo deriva dall'acronimo burocratico Nezak Agavi, una formula
cinica con cui i vertici militari definiscono la morte dei civili come un
semplice e inevitabile "danno collaterale". Il cuore dell'opera
raccoglie le deposizioni di ventiquattro testimoni anonimi.
Attraverso le loro parole emerge un quadro di sconcertante spietatezza, dove
la tecnologia più avanzata e il calcolo a tavolino vengono impiegati per
pianificare la distruzione di intere vite umane con sistematico distacco.
Chi si è recato nei cinema ha assistito a una rappresentazione intollerabile
dell'efferatezza. Ciò che suscita il massimo dello sdegno e dell'orrore tra
gli spettatori è la scoperta di una macchina bellica che cancella
deliberatamente ogni traccia di empatia. Ascoltare la freddezza con cui
gli operatori descrivono l'uso di algoritmi per spazzare via quartieri e
famiglie, ridotte a meri bersagli numerici, significa trovarsi di fronte a
un processo formale di totale disumanizzazione delle vittime.
Dinanzi a tanto orrore, ogni persona di buona volontà prova un dolore
immenso per le vittime inermi, per i bambini, per i deboli schiacciati dalla
cieca violenza.
I racconti di queste stragi eseguite senza alcun ripensamento né scrupolo
morale mostrano il punto più basso della perdita dell'umanità.
Gli spettatori presenti in sala hanno espresso una ferma condanna verso
logiche che trasformano il massacro in una procedura di routine. Di
fronte a tanta deliberata crudeltà, la visione della pellicola non lascia
spazio a scuse: resta il dovere civile di denunciare l'orrore, di
rifiutare l'assuefazione al male e di reclamare con forza la
priorità assoluta della dignità umana su ogni ingranaggio di morte.
Al tempo stesso, le parole pronunciate con agghiacciante indifferenza dagli
esecutori di queste stragi impongono una severa condanna morale. Non
vi può essere alcuna giustificazione per chi, accecato dal delirio di
potenza e privo di ogni scrupolo, calpesta il sacro dono della vita e
cancella nel proprio cuore la scintilla della compassione.
La Scrittura ricorda con chiarezza la sorte che attende chi si macchia di
simili colpe: "Guai a coloro che emanano leggi ingiuste e a quelli che
scrivono decreti di oppressione per negare la giustizia ai miseri" (Is
10,1-2).
Politica.
"La Sicilia e la questione morale";
di Enzo Napoli
Enzo Napoli
La
Sicilia e la questione morale.
Non è un problema che riguarda la coscienza dei singoli, ma il sistema e la
politica nella loro interezza. Piegare qualsiasi istituzione a un interesse privato è già deprecabile,
ma lo è molto di più stravolgerne le finalità per alimentare i sistemi di
potere che controllano il consenso e le risorse finanziarie.
È una questione di democrazia.
Per essere ancora più chiaro, un giudice che condanna un corrotto non
invalida il risultato elettorale che attraverso la corruzione è stato
ottenuto dal suo partito e dal suo schieramento. Sostituisce, a volte solo
temporaneamente, quel politico o quel funzionario con un altro che
replicherà, magari in maniera più accorta o più flebile, lo stesso intreccio
tra potere, denaro e consenso. Le cosiddette norme anticorruzione non serviranno a granché finché a
governare la Sicilia saranno, adattandosi a ogni mutamento, le
filiere del malaffare che operano nella sanità, nelle grandi opere
pubbliche, nel settore dei rifiuti e delle discariche, nei trasporti, nella
formazione professionale e ogni altro ambito che beneficia di finanziamenti
pubblici.
La concorrenza nel mercato e in politica è libera se le condizioni e le
opportunità sono pari per tutti.
Se il mercato è truccato lo è anche la politica e a prevalere non è
l'offerta migliore, quella più vantaggiosa per i cittadini, ma quella più
utile a perpetuare un sistema malato.
Per questo il centralismo esasperato della Regione, la burocrazia
farraginosa e opaca, i mille vincoli, passaggi e autorizzazioni, le
graduatorie di meriti opinabili sono strumenti al servizio di chi comanda
da sempre e usa la politica, mutatis mutandis, per continuare a
comandare.
Per questo in Sicilia chi si vanta di avere esperienza raramente può
considerarlo un merito.
Pochissimi possono raccontare di aver scardinato consorterie, potentati e
lobbies consolidate e in ogni caso, se la questione morale, per come
l'ho fino ad ora descritta, non è il cuore del progetto politico che si
vuole portare avanti, è molto probabile che quell'esperienza non
è stata e non sarà d'aiuto alla Sicilia.
Politica.
On. Decio Terrana (UDC): "Stella Messina nominata coordinatrice
provinciale Enti Locali di Agrigento"
Messina e Terrana
Il Coordinatore
regionale dell’UDC Sicilia, on. Decio Terrana, ha conferito
all’avv. Stella Messina, giovane professionista agrigentina,
l’incarico di coordinatore provinciale degli Enti Locali dell’UDC di
Agrigento, nell’ambito del percorso di rafforzamento e riorganizzazione
del partito sul territorio.
“Ho affidato questo incarico a Stella - dichiara l’on. Decio Terrana
- perché sono certo che saprà svolgerlo con serietà, equilibrio,
entusiasmo e spirito di servizio. La sua professionalità e la sua
sensibilità rappresentano una risorsa per il nostro partito. Vogliamo
rafforzare il rapporto con gli enti locali e costruire una squadra sempre
più vicina alle comunità, coinvolgendo amministratori, giovani e donne”.
“Sono felice e, allo stesso tempo, consapevole della responsabilità che
questo incarico comporta - dichiara Stella Messina -. Ringrazio l’on.
Terrana per la fiducia. Metterò a disposizione dell’UDC la mia
professionalità e il mio impegno, con particolare attenzione agli enti
locali, ai giovani e alle donne. Mi riconosco da sempre nei valori dell’UDC:
la centralità della persona, il valore della famiglia e i principi della
Dottrina Sociale. Affronterò questo percorso con umiltà, ascolto e spirito
di squadra”.
“È una nomina importante per rafforzare la presenza dell’UDC nella
provincia - afferma il coordinatore provinciale Fabio La Felicia-. A
Stella rivolgo i miei migliori auguri di buon lavoro, certo che saprà
svolgere il suo incarico con sensibilità e responsabilità”.
“Valorizzare giovani professionisti significa creare nuove occasioni di
partecipazione e responsabilità - dichiara Gero Palermo, coordinatore
nazionale dei Giovani UDC -. A Stella rivolgo i miei sinceri auguri di
buon lavoro”.
La nomina si inserisce nel percorso di crescita e radicamento dell’UDC in
Sicilia, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del partito nei territori
e il dialogo con cittadini e amministratori. A Stella Messina gli auguri di
buon lavoro dell’intero Coordinamento regionale dell’UDC Sicilia.
Attualità.
Nicola Macaluso: "Accolgo le dimissioni del Presidente di Giuria"
Nicola Macaluso
Il
Presidente dell'Associazione "Un sogno per domani", Nicola Macaluso,
accoglie le dimissioni di Gero Miceli dalla carica di
Presidente della Giuria del Premio "Una poesia per la pace", e
comunica il nome del nuovo Presidente.
Di seguito il testo del comunicato.
*****
Accolgo come atto
formale le dimissioni del Presidente di Giuria.
Come da regolamento interno il Presidente di Giuria va cambiato ogni due
anni!
Ringrazio Gero Miceli per l’impegno profuso per questi tre anni di
presidenza!
A nome mio e di tutta l’Associazione porgo cordiali saluti!
Il posto di Presidente di Giuria viene accolto dal dott Sebastiano
Santalucia.
Auguro al neo presidente un buon lavoro!
Attualità.
Le dimissioni di Gero Miceli da Presidente della Giuria del Premio "Una
poesia per la pace"
Gero Miceli
Questa
mattina sono state formalizzate da Gero Miceli le dimissioni dalla carica di
Presidente della Giuria del Premio "Una poesia per la pace", indetta
dall'Associazione "Un sogno per domani". Nella lettera indirizzata al
Presidente dell'Associazione e ai componenti della Giuria, Miceli motiva la
sua decisione.
Di seguito il testo della lettera.
*****
Al
Presidente dell’associazione “Un Sogno per Domani”
Ai gentili membri di giuria del Premio “Una Poesia per la Pace”
Oggetto: Lettera di dimissioni dalla carica di Presidente di giuria
Gentilissimi,
con la presente rassegno le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di
Presidente di Giuria del Premio "Una poesia per la Pace".
Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per l’onore e la stima
che mi sono stati accordati nel corso di queste tre edizioni.
Guidare la Giuria è stato un privilegio che ho vissuto con profondo senso di
responsabilità e con un impegno costante, consapevole del valore umano e
simbolico che questo Premio rappresenta.
In questi anni ho cercato di mettere a disposizione tutto ciò che era nelle
mie possibilità: competenze, energie, visione e dedizione.
Ho sostenuto il Premio con entusiasmo anche nei momenti di maggiore
incertezza e sconforto - come in occasione dell'ultima edizione, quando
l'Associazione ha pensato seriamente sull'opportunità di fermarsi -,
credendo fermamente nel progetto fino a condurlo con insistenza alla sua
XVIII edizione del 21 marzo 2026 (l'edizione che ho definito maggiorenne).
Durante la mia Presidenza, il Premio ha vissuto una buona evoluzione,
“emancipandosi” dalla sua dimensione prettamente locale di concorso
celebrato in parrocchia, per elevarsi a evento di più ampio respiro
culturale, senza però alterarne lo spirito originario che ho sempre
apprezzato.
Ho spostato, come valore simbolico, la data della cerimonia di premiazione
al 21 marzo (Giornata Mondiale della Poesia) e portato la manifestazione in
luoghi di straordinario prestigio, celebrandola per due volte presso la
Fondazione Sciascia e una volta nella splendida cornice del Teatro di
Racalmuto.
Parallelamente, una maggiore estensione e divulgazione del bando ha permesso
di valicare i confini originari, attraendo l'interesse e la partecipazione
di altri nuovi autori provenienti da numerose province siciliane e alcune
regioni d'Italia.
Per garantire questa crescita, ho operato instancabilmente sia sul piano
istituzionale che su quello personale: ho creato sinergie per il “main
sponsor” introducendo per gli alunni vincitori del “Premio Semplicità” i
Premi consistenti nelle certificazioni Eipass 7 moduli user, e ho supportato
di tutto cuore la tenuta della manifestazione talvolta anche con risorse
economiche personali, ad esempio per garantire la presenza dell'artista
vincitore del Premio Speciale alla Carriera nell’ultima edizione.
Ritengo profondamente che ai poeti e alla poesia debbano essere sempre
riservati il massimo impegno e la massima valorizzazione.
È un dovere morale, prima ancora che istituzionale, garantire loro ascolto e
rispetto, affinché la loro voce trovi la dignità che merita.
Proprio per questo, ho sempre auspicato e cercato di promuovere in seno alla
giuria una sensibilità critica rigorosa, capace di scorgere l'autentico
valore poetico e di distinguerlo con fermezza da componimenti meno ispirati:
un esercizio di finezza intuitiva che ritengo imprescindibile e che non
sempre, purtroppo, ha trovato una totale e condivisa convergenza.
Questo principio, a volte faticoso ma necessario, ha guidato ogni mia scelta
nel corso del mandato.
Giungo a questa decisione dopo averla maturata per mesi, praticamente
dall'indomani della cerimonia del 21 marzo di questo anno, per tutta la
durata dell'estate e fino a ieri sera, nella serena consapevolezza di aver
dato tutto il massimo che potevo offrire.
Oggi, pertanto, ritengo che sia giusto lasciare ad altri questo ruolo,
affinché nuove sensibilità, nuove idee e nuove energie possano proseguire e
ampliare il percorso intrapreso.
Le istituzioni culturali crescono quando sanno rinnovarsi, quando accolgono
nuovi sguardi e permettono ad altre competenze di esprimersi.
Per questo credo che sia proprio giunto il momento opportuno per favorire
tale passaggio, nella certezza che il cammino ormai intrapreso potrà
continuare a svilupparsi con la stessa cura e con la stessa attenzione che
ho cercato di garantire al Premio, all’organizzazione e agli autori
partecipanti.
Rimango grato per l’esperienza vissuta, per la fiducia ricevuta e per la
stima dimostrata nei miei confronti.
Conserverò questo tratto di cammino come un segno prezioso.
Certo della vostra sensibile comprensione, vi giungano i miei più cordiali
saluti.
Università.
Auguri alla dott.ssa Angela Maria Zaffuto, per la sua laurea magistrale
da 110 e lode
Dott.ssa Zaffuto
Oggi, giovedì 1 ottobre 2026, la dott.ssa Angela Maria Zaffuto ha
conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche
presso l'Università degli Studi di Palermo, all'interno della Scuola
di Medicina e Chirurgia e del Dipartimento di Promozione della Salute,
Materno-Infantile, Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza "G.
Alessandro", ottenendo
la votazione finale di 110/110 e lode.
(La dott.ssa Angela Maria Zaffuto con i genitori)
Per l'anno accademico 2025-2026, la dott.ssa Zaffuto ha presentato e
discusso una tesi intitolata "Clinical management infermieristico nei
complessi operatori: un modello organizzativo per l'efficienza dell'attività
chirurgica e la riduzione del rischio professionale". Il lavoro di tesi
è stato svolto sotto la supervisione del relatore, il prof. Girolamo
Geraci.
Per celebrare il raggiungimento del titolo di studio, i familiari hanno
desiderato dedicarle un messaggio d'affetto e stima:
"Cara Angela, oggi raggiungi un traguardo importante, frutto di anni di
studio, sacrifici, impegno e tanta determinazione. La tua laurea magistrale
in Infermieristica è motivo di grande orgoglio per tutti noi. Abbiamo visto
la passione e la dedizione con cui hai affrontato ogni difficoltà e siamo
felici di poter condividere con te questo giorno così speciale. Il tuo
percorso ti porterà a prenderti cura degli altri con competenza, sensibilità
e umanità: qualità che ti hanno sempre contraddistinta e che siamo certi
faranno di te una professionista speciale. Ti auguriamo di continuare a
credere nei tuoi sogni, di affrontare ogni nuova sfida con il sorriso e di
non dimenticare mai quanto vali.
Congratulazioni Dottoressa!
Con tutto il nostro amore e il nostro orgoglio.
La tua famiglia".
Da parte di tutta la redazione di Grotte.info Quotidiano vanno i più sinceri
auguri alla dott.ssa Angela Maria Zaffuto - per questo traguardo raggiunto - e ai suoi
genitori.
Politica.
"Fare il parlamentare non significa godere di onori e privilegi";
di Enzo Napoli
Enzo Napoli
Fare il
parlamentare non significa godere di onori e privilegi, ma occuparsi di
quello che affossa giorno per giorno la Sicilia.
Se la mafia controlla un pezzo di pubblica amministrazione, se decide le
assunzioni e le mansioni in un'azienda che si aggiudica un appalto, qualcuno
deve pur denunciarlo.
Che sia ancora una volta Ismaele La Vardera a farlo, consapevole dei rischi
che deve affrontare perché sa di sfidare coraggiosamente interessi
consolidati e pericolosi, a me sinceramente preoccupa molto.
Chi sceglie di rivolgersi a lui per denunciare una situazione poco chiara,
sa di potersi fidare, sa che ci metterà la faccia e non si tirerà indietro.
Quello che mi preoccupa non è tanto la sua sovraesposizione, quanto i
silenzi, la diffidenza, gli opportunismi di quanti predicano lotta alla
mafia e impegno per la legalità, non mancano a una celebrazione, pubblicano
ogni anno le foto di Pio La Torre, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma
in casi come questo, si guardano bene dal riconoscere il significato di una
battaglia che dovrebbe essere anche loro.
Prevale, purtroppo, il timore di riconoscere un vantaggio a chi viene
vissuto come un competitore invece che un alleato, come l'outsider che osa
sovvertire gli schemi anchilosati di una sinistra che ha perso il senso
dell'orientamento.
Non mi aspetto le barricate davanti l'ospedale Cervello, l'occupazione
pacifica dell'assessorato alla sanità, il corteo per chiedere che si faccia
piena luce su ogni possibile infiltrazione mafiosa, ma uno straccio di
comunicato stampa, qualche striminzita parola di sostegno, un minimo di
condivisione, questo sì, credo sia il minimo accettabile da chi si dice
portatore del cambiamento.
Messi alle strette, diranno più tardi che occorre prudenza, che occorre
guardare meglio le carte, che si poteva agire diversamente, che è più o meno
quanto fatto sulla vicenda della Italo Belga.
Meglio tardi che mai?
No, di fronte a casi come questo tardi è tardi, e i silenzi, le prudenze,
gli opportunismi pesano come macigni sulle spalle dei siciliani.
Scuola.
Progetti, sicurezza e inclusione: l'Istituto Comprensivo "L. Sciascia"
incontra il territorio
Giuseppe Farruggia
Autorità
Incontro
Nel
pomeriggio di ieri, mercoledì 30
settembre 2026, presso il plesso “V.E. Orlando” di Grotte, appartenente all’Istituto
Comprensivo “Leonardo Sciascia” di Grotte e Racalmuto, si è svolta una
riunione promossa dal nuovo dirigente scolastico Giuseppe Farruggia.
Il Dirigente ha convocato le diverse realtà locali con l'obiettivo di
avviare un confronto diretto con il territorio, valutando competenze,
proposte e forme di collaborazione da integrare nella programmazione delle
attività scolastiche.
(Saluto del dirigente scolastico dott. Giuseppe Farruggia)
Durante
la discussione, il dott. Farruggia ha ricordato l'importanza del lavoro
condiviso tra l'istituzione scolastica e le strutture sociali, culturali e
istituzionali della zona per sostenere la crescita degli studenti. Subito
dopo sono seguiti i vari interventi delle autorità e dei rappresentanti
delle associazioni.
Il Maresciallo Ordinario Giuseppe Alletto Sanfilippo, comandante
della Stazione Carabinieri di Grotte, ha presentato due iniziative: una
focalizzata sul contrasto a bullismo e cyberbullismo e l'altra
sull'educazione stradale, la cui esposizione sarà affidata al Capitano
Davide Di Campli, comandante della Compagnia Carabinieri di Canicattì.
Successivamente, Giuseppe Cardillo, della DCS di Racalmuto, ha
proposto percorsi dedicati allo sport, alla salute e al Banco alimentare.
Per la ricerca scientifica e la prevenzione sanitaria, una Consigliera
Regionale dell'AIRC ha illustrato il progetto “Cancro, io ti boccio”,
mentre il Rotary Club Colli Sicani ha messo a disposizione interventi
dedicati alla riduzione dello spreco alimentare e uno screening per la
celiachia. Sul tema del volontariato e della donazione, il presidente
dell’AVIS Pietro Zucchetto e la segretaria Annamaria Malignaggi
hanno promosso il concorso “Il dono del sangue, il dono più importante”,
mirato a sensibilizzare studenti e famiglie.
Anche il settore culturale e artistico ha visto numerose proposte.
Aristotele Cuffaro, presidente dell’associazione “Nino Martoglio”, ha
suggerito la realizzazione di un cineforum con la presenza del regista
Quattrocchi e la realizzazione di incontri con l'autore. Nicola Macaluso,
a nome dell’associazione “Un sogno per domani”, ha presentato il concorso
“Una poesia per la pace” collegato al progetto “Semplicità: poesia e
disegno”. Luigi Falletti, studioso di storia locale, ha illustrato un
lavoro di ricerca sulla memoria degli Internati Militari Italiani (IMI), che
si concluderà con l'assegnazione di medaglie d'onore alle famiglie di Grotte
e Racalmuto.
(Autorità)
Per la
promozione del patrimonio locale, la Proloco di Grotte, tramite il
volontario Alfonso Provvidenza, ha proposto il laboratorio artistico
“Colorare le festività del nostro paese” per la scuola primaria, oltre alla
realizzazione di un'audioguida in quattro lingue (italiano, siciliano,
inglese e francese), di totem informativi o di una memoria digitale del
paese per la scuola secondaria. Sul piano delle tradizioni e del
coinvolgimento giovanile, Fabio Bellomo, presidente del Gruppo folk “Herbessus”,
ha proposto di includere i ragazzi nelle attività del gruppo, chiedendo la
disponibilità di locali scolastici per le proprie attività.
Don Carmelo La Magra, parroco di Racalmuto, ha comunicato la volontà
di rilanciare l'oratorio come spazio di crescita collettiva, valorizzando le
tradizioni e rafforzando l'azione della Caritas e del Centro di ascolto.
Per la sicurezza dei trasporti, il Sovrintendente Capo della Polizia
Ferroviaria Cosenza ha presentato, a nome del proprio dirigente, un
progetto svolto insieme all'Università La Sapienza di Roma per spiegare ai
ragazzi di terza media l'uso corretto del treno attraverso giochi,
diapositive e momenti di discussione. Sul fronte dei diritti e
dell'educazione sociale, Angela Giglia, presidente della FIDAPA di
Racalmuto, ha illustrato un protocollo contro la violenza di genere da
analizzare insieme agli studenti.
L'ambito della comunicazione è stato trattato dal giornalista Nicolò
Giangreco, che ha offerto supporto alla comunicazione della scuola,
proponendo un laboratorio di redazione per gli alunni e incontri dedicati
all'intelligenza artificiale e alle fake news. Allo stesso modo, Carmelo
Arnone, direttore di Grotte.info Quotidiano, ricordando i vent'anni di
attività della testata giornalistica, ha garantito disponibilità a favorire
la diffusione delle informazioni relative alle iniziative e progetti della
scuola, nonché a fornire supporto e collaborazione con forze dell'ordine,
educatori, psicologi, per lezioni sull'uso sicuro e consapevole dei social
media, la tutela della privacy nella diffusione di immagini e dati
personali, la sicurezza e tutela nelle comunicazioni digitali.
(Incontro Scuola-Territorio)
In
rappresentanza delle istituzioni comunali, Giusy Minneci, Assessore
alla Disabilità del Comune di Grotte, ha proposto il progetto “Nati per
leggere” e la partecipazione della scuola alla “Giornata della disabilità”.
A queste proposte si è aggiunto il Sindaco di Grotte, Alfonso Provvidenza,
che ha suggerito una collaborazione sullo sport paralimpico con
un'associazione di Ravanusa e confermato la disponibilità per l'avvio del
tempo prolungato. Infine, il Sindaco di Racalmuto, Calogero Bongiorno,
ha confermato l'attivazione dei servizi di mensa e scuolabus, oltre alla
disponibilità della Fondazione “Sciascia” a collaborare con l'istituto.
Al termine degli interventi, il dirigente scolastico Giuseppe Farruggia ha
ringraziato tutti i partecipanti per la disponibilità. Tutte le idee
raccolte saranno valutate dall'istituto per la stesura del Piano Triennale
dell'Offerta Formativa (PTOF) per l'anno scolastico da poco iniziato.
Dal confronto è emersa la volontà comune di fare rete attorno alla scuola,
intesa come elemento centrale della comunità, per offrire ai giovani diverse
opportunità formative sia dentro che fuori dall'orario di lezione.