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Ottobre 2026

 

22/10/2026

Politica. "Fingere di non vedere è un esercizio pericoloso"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Manifestazione di protesta
Manifestazione

Le piazze di Milano, Roma e Torino tornano a bruciare, e con esse si riaccende il solito, collaudato copione della politica italiana. Davanti a migliaia di giovani che scendono in strada per gridare un malessere profondo - legato al futuro inesistente, alla crisi abitativa, a un sistema scolastico e universitario al collasso - la risposta di chi governa è sempre la stessa, prevedibile e pigra: rifugiarsi dietro l’episodio di violenza. Certo, la violenza va condannata, senza se e senza ma. Isolata, strumentalizzata o infiltrata che sia, offre l'alibi perfetto. Permette a ministri e istituzioni di guardare il dito anziché la luna. Consente di ignorare il perché si protesti, per concentrarsi unicamente sul come.

Manifestazione di protesta
(Manifestazione di protesta)

E la soluzione magica, puntuale come una tassa, è già pronta: l'approvazione dell'ennesimo provvedimento sulla sicurezza. L'illusione ottica è straordinaria. Si pensa di risolvere un fenomeno sociale complesso a colpi di manette e divieti. Ma la storia recente parla chiaro: i passati decreti non hanno risolto un bel nulla. Hanno solo messo la polvere sotto il tappeto, fingendo che reprimere il sintomo bastasse a curare la malattia. La verità è che la politica tutta soffre di una cecità selettiva. Si rifiuta di indagare le radici di questo disagio generazionale, preferendo trattarlo come un semplice problema di ordine pubblico.
Questo atteggiamento mi fa tornare in mente un vecchio aneddoto dei tempi in cui frequentavo la scuola media secondaria, a metà degli anni Settanta. Erano gli anni successivi al '68, l'odore delle grandi rivendicazioni sociali era ancora nell'aria, ma noi ragazzi sapevamo masticare la politica anche con una sferzante ironia goliardica. Ricordo che, rientrando dal campo sportivo dopo le ore di educazione fisica, inquadrati come soldatini per strada, uno di noi faceva il capo-popolo e gridava: “Volete le scuole?” e tutti noi in coro a urlare: “NO!”. “Volete gli ospedali?” - “NO!”. “Volete le case popolari?” - “NO!”. E alla fine, all'inevitabile domanda: “E allora che cazzo volete?”, il nostro coro esplodeva in un surreale: “Noi vogliam Dio ch'è nostro Padre, noi vogliam Dio ch'è nostro Re!”. C'era un senso dell'umorismo spiccato, certo, ma c'era soprattutto la consapevolezza profonda di cosa fossero i diritti: le scuole, la sanità, la casa. Oggi, paradossalmente, la politica sembra aver preso quel coro goliardico maledettamente sul serio. Ai giovani lo Stato risponde blindando le piazze.
È in questo vuoto cosmico che si consuma il capolavoro della narrazione governativa. La premier Meloni passa ormai per una divinità della comunicazione, una fuoriclasse assoluta capace di far vedere la luna nel pozzo con un semplice schiocco di dita. Ma la verità è molto più comica: non è lei a essere un genio della lampada, sono i suoi oppositori che manifestano una totale, deprimente incapacità di zittirla. Assistiamo a un miracolo della fisica politica: il vuoto pneumatico delle minoranze si trasforma, per proprietà transitiva, in presunto talento della presidente del Consiglio. Le clamorose insufficienze altrui diventano così, per miracolo, le grandi doti della premier.
Smascherare il gioco sarebbe un esercizio elementare, se solo qualcuno a sinistra avesse il coraggio di proferire parola. In ogni occasione pubblica la premier sostiene di aver lavorato per abbassare le tasse, mentre le statistiche ufficiali gridano l’esatto contrario, con la pressione fiscale risalita dal 41 al 43%. Lo stesso vale per il lavoro, dove ai proclami corrispondono contratti precari, e per la sicurezza: hanno adottato un decreto apposito per vietare l’uso dei coltelli e gli accoltellamenti sono aumentati, a dimostrazione che l’approccio è errato. Si dichiara europeista quando c’è da prendere dall'Europa, mentre in patria fa la sovranista.
L’opposizione avrebbe gli strumenti per annientarla politicamente in dieci minuti, invece le concede di acquisire consensi basati su una comunicazione che somiglia al gioco delle tre carte. Il Partito Democratico deve, prima delle primarie, scoprire la propria identità, oggi immersa nella nebbia più fitta. Per cambiare rotta basterebbe cambiare nome, dato che “democratico” non vuol dire nulla; forse ha un senso in America dove ci sono i repubblicani che per gli avversari non sono visti come democratici, come dimostra Trump che della democrazia ha fatto carta straccia. Se il PD si chiamasse partito socialista o partito di sinistra, in automatico le forze interne non di sinistra se ne andrebbero o sarebbero costrette a farlo.
Solo così il partito potrebbe liberarsi dei vari Delrio, Gentiloni, Guerini, Madia, Franceschini, Fassino, Serracchiani e altri che sono solo sinistri e nulla hanno a che fare con la vera sinistra. Solo in questo modo un eterno re della candidatura come Casini sarebbe costretto a cercare altre sponde per farsi eleggere, smettendo di usare la sinistra come un autobus per poi aspettare, probabilmente invano, di essere eletto presidente della Repubblica. Personaggi come Silvia Salis - di cui non si capisce se sia la bella o la brutta copia di Renzi - non si proporrebbero più nel ruolo di federatrici. Con una chiara connotazione, molti cittadini che oggi si astengono, avendo un punto di riferimento preciso, potrebbero scendere in piazza in maniera pacifica per far sentire il disagio e la preoccupazione per il futuro dei giovani e della nazione.
Fingere di non vedere che la rabbia di Torino, Milano e Roma è il termometro di una febbre sociale ben più vasta è un esercizio pericoloso. La politica non può continuare a governare con i paraocchi, convinta che basti alzare la voce e inasprire le pene per sedare una generazione a cui è stato tolto il futuro. I palazzi del potere farebbero bene a ricordare una vecchia regola della fisica e della vita: quando si tira troppo la corda, alla fine, la corda si spezza. E raccoglierne i pezzi, poi, non sarà una questione di ordine pubblico
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Armando Caltagirone
22 ottobre 2026  
© Riproduzione riservata.
  


 

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21/10/2026

Attualità. "Quando la maschera diventa il volto"; di Giovanni Volpe

 

Quando la maschera diventa il volto
Maschere

Quel che conta, adesso, è resistere. Progredire sembra ormai precluso. Siamo arrivati al paradosso di dover difendere ciò che credevamo definitivamente conquistato. E non soltanto i diritti, ma persino il significato delle parole con cui li abbiamo affermati.

Quando la maschera diventa il volto
(Maschere)

Non possiamo permettere che si chiami progresso il ritorno al passato, libertà l'obbedienza, identità la maschera che si indossa per convenienza.
È il terreno fertile di un sistema che alimenta l'ignoranza e se ne nutre, che scoraggia il dubbio, premia la superficialità e spaccia la rinuncia al pensiero per libertà di scelta.
È proprio da qui che comincia la resa: dal rinunciare a essere ciò che siamo per diventare ciò che ci chiedono di sembrare.
Quando la maschera diventa il volto, non c'è più nemmeno bisogno di imporre le catene
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Giovanni Volpe
21 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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21/10/2026

Diritti. Piazze, infiltrati e libertà di stampa; perché porsi domande non è complottismo ma dovere di cronaca

 

Libertà di stampa
Libertà di stampa

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata da un attento lettore in merito al post “Agenti provocatori” (leggi qui) apparso il 19 ottobre sulla nostra pagina Facebook.
"Desidero evidenziare come la condivisione di contenuti di questo tipo, sebbene diffusi da una testata giornalistica, richieda estremo rigore e un'attenta verifica delle fonti. Accostare dichiarazioni estrapolate dal contesto o risalenti al passato a immagini ampiamente circolate sui social network — spesso prive di riscontri ufficiali o di validazione giudiziaria — rischia di avallare tesi complottiste e disinformazione. Più in particolare, insinuare la presenza sistematica di agenti provocatori infiltrati basandosi su congetture o scatti non verificati non solo scredita il dibattito pubblico, ma espone la testata stessa a serie responsabilità legali, inclusi potenziali rischi di denuncia per la diffusione di notizie infondate e lesive dell'onorabilità delle istituzioni e delle forze dell'ordine. È fondamentale pretendere un'informazione rigorosa e basata su prove documentate, anziché alimentare narrazioni sensazionalistiche prive di fondamento".
Il lettore esprime preoccupazione per l'utilizzo di un'immagine e di citazioni di carattere generale, e contesta l'accostamento tra elementi visivi a titolo dimostrativo e riflessioni sul tema, assumendo che possa "avallare tesi complottiste e disinformazione" e che possa esporre la nostra testata a responsabilità penali e civili per una presunta diffamazione e lesione dell'onorabilità delle istituzioni e delle Forze dell'Ordine.
Riceviamo la critica con l'interesse che si deve a ogni contributo al dibattito pubblico, tuttavia è deontologicamente e giuridicamente doveroso fare chiarezza su un errore di fondo presente nella contestazione che ci viene mossa.
Il post “Agenti provocatori” (leggi qui) non attribuisce specifici reati o condotte illecite a fatti di cronaca recenti né ad agenti identificabili; usa un'immagine a carattere del tutto simbolico e dimostrativo per esporre una riflessione di carattere generale sull'impiego degli agenti provocatori e sulle tecniche di gestione dell'ordine pubblico.
Chiarito questo punto fondamentale, è importante ribadire sia i principi costituzionali che governano la libera informazione che la realtà storico-giuridica del nostro Paese.
La contestazione del lettore nasce dal presupposto errato che la pubblicazione intenda addebitare a uno specifico evento un'infiltrazione illegittima; invece lo scopo del post è quello di stimolare il dibattito su un tema di rilevante interesse sociale e giuridico.
L'accostamento di immagini evocative o dimostrative a supporto di interventi di analisi generale è una prassi consolidata nel giornalismo d'opinione e d'inchiesta: l'articolo 21 della Costituzione italiana e l'articolo 2 della Legge n. 69/1963 (Ordinamento della professione di giornalista) tutelano non solo la cronaca del singolo fatto ma anche il diritto di critica e la libertà di analisi teorica e sociale.
Distinguere tra la deduzione arbitraria e l'analisi di un tema generale, è assolutamente necessario per capire che porre questioni di principio sulla gestione di uno spazio pubblico e sulle garanzie democratiche non equivale in alcun modo ad alimentare il complottismo, ma serve per adempiere al dovere prioritario della stampa di mantenere viva l'attenzione sui diritti fondamentali.
Pertanto respingiamo in modo categorico l'illazione (questa sì!) secondo cui trattare il tema degli agenti provocatori in termini generali esponga la nostra testata a responsabilità legali o al rischio di denunce per diffusione di notizie infondate o lesive dell'onorabilità delle istituzioni.
La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (dalla sentenza "Decalogo del Giornalismo", Sez. Civ. n. 5259/1984, sempre confermata dalla Sezione V Penale) stabilisce che l'esercizio del diritto di cronaca e di critica “scrimina” (il linguaggio giuridico impone questo termine) la punibilità alla sussistenza di tre precisi requisiti:
- l’utilità sociale dell'informazione (detta anche “interesse pubblico”), e sollevare una riflessione teorica sui limiti e sulle modalità di gestione dell'ordine pubblico e sulle garanzie costituzionali del cittadino durante le manifestazioni, ciò rientra pienamente nell'interesse della collettività;
- la veridicità dei presupposti (i fatti narrati devono essere veri); trattando un tema generale e non un'accusa specifica a persone o fatti determinati, l'analisi si basa sulla sussistenza storica e normativa del fenomeno nel nostro ordinamento;
- la continenza espositiva, cioè l'uso di un linguaggio formale, pacato e non ingiurioso, privo di attacchi ad personam.
C’è poi da ricordare l'articolo 51 del Codice Penale, che stabilisce la causa di giustificazione dell'"esercizio di un diritto"; e l'adempimento del dovere di informare e di sollevare questioni di interesse pubblico risponde a una garanzia costituzionale e addirittura sovranazionale (vedi l’art. 10 della CEDU - Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo). Perciò promuovere un dibattito di principio sul tema dell'ordine pubblico non costituisce in alcun modo lesione dell'onorabilità delle Forze dell'Ordine, che rappresentano istituzioni democratiche soggette - come ogni altro potere dello Stato - al vaglio e alla riflessione critica dell'opinione pubblica e della stampa.
Passiamo al tema degli agenti infiltrati e provocatori (insieme al recente art. 31 del DDL Sicurezza e alla casistica documentata).
Sollevare la questione dell'uso di agenti sotto copertura non significa evocare "fantasmi complottisti", ma solo affrontare un tema disciplinato dalla legge, e di estrema attualità.
È l'articolo 9 della Legge 16 marzo 2006, n. 146 (ci siamo documentati, come facciamo sempre) che ha storicamente disciplinato e giustificato l'attività dell'ufficiale di polizia giudiziaria che opera sotto copertura per acquisire prove, accordandogli una specifica “scriminante” penale.
Il tema dell'estensione dei poteri dell'agente sotto copertura è ancora in questo periodo al centro del dibattito legislativo e istituzionale. L'articolo 31 del Decreto Sicurezza (DDL Sicurezza) è intervenuto proprio sull'operatività del personale impegnato in attività sotto copertura e di intelligence, ampliando le tutele funzionali e la copertura legale. La norma ha introdotto garanzie di non punibilità estese anche per la partecipazione e direzione di contesti o associazioni monitorate al solo fine di acquisire informazioni e prove per la sicurezza dello Stato, sollevando un acceso dibattito tra giuristi, parlamento e opinione pubblica sui confini tra prevenzione legittima e potenziale condizionamento delle dinamiche di gruppo.
La “giurisprudenza di legittimità” (per i non giuristi: la Corte di Cassazione) continua a tracciare una linea invalicabile: l'agente provocatore - colui che va oltre il contenimento o l'osservazione e istiga o induce altri a commettere reati che altrimenti non avrebbero commesso - non è coperto da nessuna scriminante e incorre in illeciti penali.
L'interesse della stampa (anche il nostro) su questi temi risponde a un preciso dato di realtà (fatti accertati!): l'impiego di personale in borghese o sotto copertura nelle manifestazioni e nei contesti collettivi in Italia negli ultimi vent'anni è documentato da atti giudiziari, parlamentari e inchieste verificate.
Nei fatti del G8 di Genova nel luglio 2001; dagli atti dei processi relativi alle violenze e dalle relazioni della Commissione parlamentare d'indagine è emersa chiaramente la presenza nei cortei di “operatori in borghese” con compiti di osservazione e contenimento, sollevando la spinosa questione dei confini operativi tra prevenzione e presenza mimetizzata nei cortei.
Nella manifestazione di Roma del 15 ottobre 2011; durante i disordini di Piazza San Giovanni, documentazioni video e fotografiche registrate da testate nazionali mostrano uomini in abiti civili dotati di equipaggiamento di contenimento che hanno operato a fianco dei reparti in divisa per effettuare fermi. In sede parlamentare i vertici della Polizia e il Ministero dell'Interno chiarirono che si trattava di personale della DIGOS in servizio di contenimento, confermando la prassi dell'impiego operativo di personale non in divisa all'interno del gruppo dei manifestanti.
Nell’inchiesta sull'infiltrazione nei movimenti studenteschi (2024–2025); una corposa inchiesta realizzata dalla testata giornalistica Fanpage.it - e poi approdata in Parlamento con diverse interrogazioni - ha documentato l'inserimento di agenti sotto copertura all'interno di organizzazioni universitarie e giovanili (Cambiare Rotta e Potere al Popolo). Gli agenti hanno partecipato sotto falsa identità ad assemblee e cortei, dimostrando come l'infiltrazione e il controllo da parte di personale in borghese siano strumenti reali e impiegati nell'attività d'ordine pubblico.
Per concludere, rifiutare l'etichetta di "disinformazione" significa chiarire che il compito del giornalista non è soltanto riportare la cronaca del giorno (sarebbe troppo facile e comodo), ma anche proporre analisi e sollevare interrogativi di carattere generale basati sul diritto e sulla storia.
Confidiamo pienamente nella buona fede del nostro affezionato lettore, che ha voluto replicare al nostro post, così come nella sua capacità di cogliere la natura teorica e dimostrativa del post, di approfondire la normativa vigente (inclusi i recenti sviluppi dell'art. 31 del DDL Sicurezza) e di discernere con attenzione i fatti e le circostanze al di là di ogni fraintendimento.
La nostra redazione rimane aperta al confronto con tutti i lettori, nel rispetto delle norme, della verità e della libertà di informazione.

  
Redazione
21 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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21/10/2026

Scuola. Formazione e innovazione nell'I.C. "Leonardo Sciascia" di Grotte e Racalmuto; incontro alla Fondazione Sciascia

 

Formazione e innovazione nell'I.C. "Leonardo Sciascia" di Grotte e Racalmuto
Locandina

Sabato 24 ottobre 2026, a partire dalle ore 09.00, la Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto, in provincia di Agrigento, sarà la sede della giornata di formazione intitolata "PercorriAmo le vie dell'innovazione", organizzata dall'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" di Grotte e Racalmuto.

Formazione e innovazione nell'I.C. "Leonardo Sciascia" di Grotte e Racalmuto
(Locandina)

I lavori si apriranno alle 09.00 con l'accoglienza e la registrazione dei partecipanti. L'introduzione sarà curata da Giuseppe Farruggia, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia". Seguiranno i saluti istituzionali di Calogero Bongiorno, sindaco di Racalmuto e presidente della Fondazione Sciascia.
L'iniziativa vedrà la partecipazione dell'Équipe Formativa Territoriale  Sicilia: Filippo Cammarata, Aldrea Cassisi, Tiziana Finocchiaro, Sabrina Malizia e Salvatore Venturella.
Andrea Cassisi curerà una prima introduzione intitolata "I luoghi di Sciascia tra memoria, dubbio, ricerca, verità".
Tiziana Finocchiaro condurrà la prima sessione dal titolo "Costruire una U.D.A.: lo storytelling come strumento operativo";
Sabrina Malizia terrà la seconda sessione intitolata "A passo di pagina, Racalmuto come aula a cielo aperto";
Salvatore Venturella curerà la terza e ultima sessione di formazione focalizzata su "Storytelling e IA: raccontare il territorio siciliano".
A seguire si terrà la sessione di approfondimento "Una buona pratica - Il digitale come opportunità in periferia", in cui si dialogherà con Antonella Di Bartolo, dirigente scolastica e autrice del libro "Domani c'è scuola" edito da Mondadori.
La giornata di formazione è rivolta in particolare ai docenti, al personale scolastico e agli operatori del settore educativo, e prevede sessioni pratiche dedicate alla didattica, alla costruzione di Unità Didattiche di Apprendimento (U.D.A.) e all'uso degli strumenti digitali e dell'intelligenza artificiale.

  
Redazione
21 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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19/10/2026

Comune. L'assessore Leonardo Cutaia ha rassegnato le dimissioni

 

Leonardo Cutaia
Leonardo Cutaia

Insediamento dell'assessore Leonardo Cutaia
Insediamento

L'assessore comunale di Grotte Leonardo Cutaia ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Giunta municipale con effetto dalla data odierna. Cutaia deteneva le deleghe relative a PNRR, Lavori Pubblici, Urbanistica, Polizia Locale, Servizi Manutentivi, Servizi Cimiteriali, Igiene Ambientale, Verde Pubblico e Protezione Civile. La comunicazione ufficiale è stata indirizzata al Sindaco, con copia trasmessa anche al Presidente del Consiglio e al Segretario comunale.
Leonardo Cutaia era stato nominato e aveva prestato giuramento come assessore comunale il 6 febbraio 2025, subentrando al dimissionario Antonino Caltagirone (entrambi in quota UDC; il partito adesso indicherà un nuovo nominativo
).

Insediamento dell'assessore Leonardo Cutaia
(6 febbraio 2025: insediamento dell'assessore Leonardo Cutaia)

Cutaia, nella lettera di dimissioni, spiega che la decisione è maturata per motivi strettamente personali che gli impediscono di proseguire l'incarico con la dedizione e la continuità richieste. L'Amministratore esprime inoltre i suoi ringraziamenti ai colleghi della Giunta, ai Consiglieri comunali e a tutto il personale dell'Ente per la collaborazione leale e il sostegno ricevuto. Infine viene confermata la piena disponibilità a favorire il passaggio delle consegne e a garantire la continuità dell'attività amministrativa. Di seguito pubblichiamo integralmente il testo della lettera di dimissioni.

*****

A1 Signor Sindaco del Comune di Grotte
e p.c.
Al Presidente del Consiglio
Al Segretario Comunale

Oggetto: Dimissioni dalla carica di Assessore

Egregio Signor Sindaco,
con la presente, io sottoscritto Leonardo Cutaia, Assessore con le seguenti deleghe assegnate: PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), Lavori Pubblici, Urbanistica, Polizia locale, Servizi manutentivi, Servizi cimiteriali, Igiene Ambientale, Verde pubblico e Protezione Civile presso il Comune di Grotte, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Assessore, con effetto dalla data odierna.
La mia decisione è maturata per motivi strettamente personali, che mi impediscono di continuare a svolgere l'incarico con la serenità, la dedizione, la continuità e l'impegno che esso richiede e che i cittadini meritano.
Ringrazio i colleghi della Giunta, i Consiglieri comunali e tutto il personale dell'Ente per 1a collaborazione leale e costruttiva avuta in questi anni, per il lavoro svolto insieme e per il sostegno ricevuto.
Rimango a disposizione per favorire un ordinato passaggio di consegne e per garantire la continuità dell'azione amministrativa relativa alle deleghe che mi erano state affidate.
Grotte, 19/10/2026
In fede
Leonardo Cutaia
 
  
Redazione
19 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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19/10/2026

Moda. Il "Fashion Times" racconta la storia della stilista Simona Agnello e il percorso del marchio IVYGROOVY

 

Simona Agnello
Simona Agnello

La rivista online Fashion Times, diretta da Fulvio Aniello, ha pubblicato un articolo firmato da Melinda Hoxhaj (leggi l'articolo) e dedicato alla stilista Simona Agnello, di Grotte, e al suo marchio di sartoria su misura, IVYGROOVY. Il testo ripercorre la storia del brand, costruito abito dopo abito dalla Sicilia fino alla visibilità internazionale.

Simona Agnello
(Simona Agnello)

Nell'articolo viene raccontato come la designer realizzi ogni capo interamente a mano nel proprio laboratorio, seguendo le tecniche tradizionali dell'alta moda e stabilendo un dialogo diretto con le clienti. La svolta lavorativa si è verificata dopo la prima sfilata alla Milano Fashion Week durante il periodo del Covid, momento in cui la fondatrice ha deciso di abbandonare la produzione seriale per concentrarsi esclusivamente sui capi su misura. Il nome del marchio trae origine da Ivy, la protagonista dei racconti che la stessa stilista scriveva da ragazza.
Il pezzo approfondisce i valori fondanti di IVYGROOVY, sintetizzati in artigianalità, autenticità, pulizia, passione e identità. Viene descritto il clima intimo del laboratorio, dove si sviluppa un rapporto empatico durante le prove necessarie per perfezionare ogni creazione sartoriale. La narrazione mette in luce anche la scelta consapevole di rimanere in Sicilia per investire nel territorio d'origine, superando le difficoltà logistiche, oltre all'attività di formatrice svolta attraverso corsi pratici di modellistica, progettazione e confezione dedicati ad altre persone
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Carmelo Arnone
19 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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19/10/2026

Chiesa. Messa e Adorazione missionaria diocesana nella chiesa Madonna del Carmelo; giovedì 22 ottobre

 

Messa e Adorazione missionaria diocesana nella chiesa Madonna del Carmelo
Locandina

Don Marco Farruggia
Don Marco Farruggia

In occasione dell'Ottobre Missionario 2026, si terrà un momento di preghiera comunitaria promosso dal Centro per la Missione dell'Arcidiocesi di Agrigento, diretto da don Marco Farruggia. La Messa e l'Adorazione Missionaria Diocesana saranno celebrate giovedì 22 ottobre alle ore 18.00 presso la chiesa Madonna del Carmelo a Grotte, guidata dal parroco don Sergio Sanfilippo.

Messa e Adorazione missionaria diocesana nella chiesa Madonna del Carmelo
(Locandina)

Il tema scelto per quest'anno è "Nel cuore del Cenacolo: il sogno e la missione". Per approfondire le attività sono stati messi a disposizione materiali per la preghiera, la catechesi e l'animazione dedicati a bambini e ragazzi, consultabili online sul sito ufficiale (clicca qui).
Il Centro Missio della diocesi si mette inoltre a disposizione delle parrocchie per realizzare incontri, attività e momenti di riflessione rivolti a gruppi di catechesi, associazioni e movimenti. Per maggiori dettagli o per organizzare iniziative locali è possibile fare riferimento al numero telefonico 3281097211
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Redazione
19 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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19/10/2026

Iniziative. "Il piacere di leggere insieme" torna a riunirsi in biblioteca con Henning Mankell

 

"Il piacere di leggere insieme"
Locandina

Il gruppo di lettura "Il piacere di leggere insieme", nato nel novembre 2025 dall'iniziativa di Pina Rivituso, Nella Agnello e Giusy Minneci con il patrocinio del Comune di Grotte, prosegue il proprio percorso dedicato alla condivisione dei libri.

"Il piacere di leggere insieme"
(Locandina)

La finalità del progetto è trasformare la lettura da attività solitaria a momento di scambio di opinioni e discussione tra i partecipanti.
Il prossimo incontro del gruppo si terrà il prossimo martedì 20 ottobre 2026 alle ore 18.00 nei locali della biblioteca comunale "M.L. King" di Grotte.
Il testo scelto per questo confronto è il romanzo "La mano" dello scrittore svedese Henning Mankell.
La partecipazione è libera e aperta a chiunque desideri condividere opinioni e riflessioni sul volume, o semplicemente ascoltare.
L'attività del gruppo prevede appuntamenti mensili dedicati a opere di vario genere: tra le ultime letture affrontate ricordiamo "Il Turno" di Luigi Pirandello, trattato nel mese di settembre 2026, e l'iniziativa di lettura all'aperto, nel mese di agosto 2026 alla Torre del Palo, con "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry.
Per maggiori informazioni è possibile mettersi in contatto con le organizzatrici: Pina al 3395990162, Nella al 3282703153 e Giusy al 3454428430
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Carmelo Arnone
19 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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18/10/2026

Iniziative. Ringraziamenti a quanti hanno reso possibile e preso parte al Memorial in ricordo di Salvatore Caltagirone

 

Un memorial a Grotte per per ripercorrere la vita e l'impegno di Salvatore Caltagirone
Manifesto

Salvatore Caltagirone
Salvatore Caltagirone

Messaggio di ringraziamento dei familiari del compianto Salvatore Caltagirone, a quanti hanno reso possibile e partecipato al Memorial in suo onore.

*****

I familiari di Salvatore Caltagirone: la moglie Francesca Seminerio e i figli Antonino, Fabrizio e Fiorella,
sentitamente ringraziano quanti hanno reso possibile e preso parte al Memorial in suo ricordo, che si è svolto lo scorso sabato 10 ottobre 2026, presso il Cine Teatro Antonio Liotta di Grotte.

Un memorial a Grotte per per ripercorrere la vita e l'impegno di Salvatore Caltagirone
(Manifesto)

In particolare ringraziano il Sindaco, dott. Alfonso Provvidenza, e la Giunta comunale, per aver patrocinato l'iniziativa e aver concesso l'utilizzo dei locali; l'onorevole Rosellina Marchetta che ha portato il suo saluto al pubblico presente, partecipando con commozione il proprio ricordo personale; il Presidente del Consiglio comunale, dott. Angelo Carlisi e il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri, maresciallo Alletto Sanfilippo, per aver onorato con la loro partecipazione la manifestazione; il conduttore Giuseppe Moscato che con la sua professionalità ha gestito l'intero evento trascinando il pubblico con grande abilità; Paolo Cilona, Antonio Carlisi, Gandolfo Mazzarisi, Paolo Pilato, Giacomo Orlando, Paolino Fantauzzo e Pina Rizzo, per aver portato sul palco testimonianze personali non solo della vita politica ma anche dei tratti umani di Salvatore Caltagirone, con sincera emozione.
Ringraziano inoltre il M° Aurora Pilato che ha magistralmente eseguito brani musicali di raffinato livello; Giulia Serravillo e Federico Marotta per aver interpretato poesie inedite in vernacolo grottese scritte da Salvatore Caltagirone nel periodo della pandemia, ed essere riusciti a mostrare un lato poco conosciuto della sua persona, sempre tenuto intimo.
Salvatore Caltagirone, infatti, oltre ad essere stato un politico e uomo di grande impegno sociale, era un grande amante della cultura, dell’arte, della letteratura, oltre che un grande appassionato di storia e ricerca storiografica.
Senza velleità di pubblicazione, ha lasciato tanti testi inediti.
La presenza del pubblico tanto numerosa da aver gremito la sala ha amplificato l’emozione del ricordo.
Un ringraziamento va pertanto, ad uno ad uno, a tutti i presenti per aver consentito con la propria partecipazione di condividere ricordi ed emozioni indimenticabili.
Un ulteriore ringraziamento va: a Giuseppe Figliola per aver coordinato e gestito gli aspetti tecnici dell’evento; al grafico Alfonso Provvidenza per aver realizzato la locandina; a Carmelo Arnone, Piero Castronovo e Patrizia Mangione per avere condiviso l’evento attraverso i propri canali digitali.
Infine, ma non per ultimo, un ringraziamento particolare a coloro che hanno ideato e voluto questo evento: Stefano Todaro, Filippo Vitello e Paolo Pilato, stimatissimi amici, senza i quali non ci sarebbe stata questa serata.
Una serata che ha consentito non soltanto di tracciare il percorso politico di Salvatore Caltagirone, amministratore locale del Comune Grotte, nonché dirigente provinciale e nazionale del partito Socialdemocratico, ma anche di evidenziarne le sue peculiari qualità umane: una pagina di storia della comunità grottese. Grazie a tutti per aver condiviso una grande emozione.
Con affetto e riconoscenza
Grotte, 18 ottobre 2026
La famiglia Caltagirone
 
  

Redazione

18 ottobre 2026 
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18/10/2026

Società. "I 'restanti', il diritto di restare e la forza delle nostre comunità. Grotte riparta dalle radici"; del dott. Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

I 'restanti', il diritto di restare e la forza delle nostre comunità. Grotte riparta dalle radici
Giovani "restanti"

I “restanti”, il diritto di restare e la forza delle nostre comunità. Grotte riparta dalle proprie radici per costruire nuove opportunità.
Dai giovani di Campobello di Licata alla sfida dei piccoli comuni siciliani: trasformare l’identità in una risorsa economica, sociale e culturale, coinvolgendo anche le comunità dei nostri emigrati.
L’articolo di Repubblica dedicato ai “restanti” di Campobello di Licata offre uno spunto di riflessione che va ben oltre i confini del piccolo centro agrigentino. Racconta di giovani che hanno scelto di rimanere nella propria terra, non per rassegnazione o mancanza di alternative, ma per affermare la propria identità, realizzare le proprie aspirazioni e contribuire al futuro della comunità di cui si sentono parte.

I 'restanti', il diritto di restare e la forza delle nostre comunità. Grotte riparta dalle radici
(I giovani della "restanza"
di Campobello di Licata)

È una scelta che merita attenzione, perché richiama una questione fondamentale per tutti noi che proveniamo dalle piccole realtà del Mezzogiorno: il rapporto tra restare e partire.
Per molti della nostra generazione, partire ha rappresentato una necessità. Lo studio, la ricerca di un lavoro, il desiderio di autonomia economica e la legittima aspirazione a costruire una vita indipendente ci hanno spesso condotti lontano dai paesi d'origine. Altri hanno trovato proprio nel lavoro agricolo, nell'intrapresa commerciale, nelle attività professionali o nell'impiego pubblico le condizioni per costruire il proprio futuro senza abbandonare le proprie radici.
Sono percorsi diversi, accomunati dalla ricerca di una condizione migliore e dalla volontà di affermare la propria dignità.
Ciascuno di noi, chi più chi meno, ha cercato nello studio e nel lavoro la forza per migliorare la propria condizione. Abbiamo coltivato speranze, affrontato sacrifici e imparato a misurarci con una realtà spesso più difficile di quanto avessimo immaginato. E, nel tempo, abbiamo assistito con crescente amarezza al persistere di ingiustizie, inefficienze e rendite di posizione, alimentate da una concezione della vita pubblica che ancora troppo spesso sembra legata a logiche clientelari e a una mentalità di stampo borbonico.
Una mentalità che considera il favore più importante del diritto, la fedeltà personale più utile della competenza e la conservazione del potere più urgente della soluzione dei problemi.
È anche contro questa cultura che le nuove generazioni sono chiamate a misurarsi.
Restare non deve essere un sacrificio, ma una possibilità.
I giovani di Campobello di Licata ci ricordano che restare può diventare una scelta consapevole, persino una forma di resistenza. Resistenza allo spopolamento, alla mancanza di prospettive, all'idea che per realizzarsi sia inevitabile lasciare la propria terra.
Il loro messaggio non è quello di rinunciare a partire. La mobilità, lo studio fuori sede e le esperienze professionali altrove rappresentano occasioni importanti di crescita. Il problema nasce quando partire non è più una possibilità tra le altre, ma l'unica strada concretamente percorribile.
Il diritto di restare, dunque, non può essere soltanto un'affermazione sentimentale. Deve poggiare su condizioni reali: lavoro dignitoso, servizi efficienti, accesso al credito, infrastrutture adeguate, opportunità di formazione, sostegno alle iniziative imprenditoriali e possibilità di costruire una famiglia.
I giovani che scelgono di rimanere non chiedono di essere protetti dalla competizione o dispensati dalla fatica. Chiedono che la loro terra offra condizioni sufficienti per mettere a frutto capacità, idee e competenze.
Per questo la loro azione si rivolge giustamente alla politica, a tutti i livelli, ma non si esaurisce nella richiesta di interventi pubblici. Si sviluppa anche attraverso iniziative che nascono dal basso, aggregano energie e provano a costruire nuove occasioni di sviluppo.
È questa la parte più entusiasmante della loro esperienza: non aspettare che qualcuno risolva ogni problema, ma assumersi la responsabilità di contribuire alla soluzione.
La crisi dei nostri borghi impone di cambiare prospettiva.
Queste riflessioni riguardano da vicino anche Grotte.
Le nostre piccole comunità attraversano una fase difficile, segnata dalla contrazione dei redditi, dall'incertezza economica, dalla riduzione delle opportunità occupazionali e dalla progressiva perdita di popolazione. Le conseguenze sono visibili nelle attività commerciali, nelle campagne, nelle famiglie e nella vita quotidiana.
L'agricoltura, che continua a rappresentare un elemento fondamentale dell'economia del territorio, subisce gli effetti delle crisi internazionali, dell'aumento dei costi energetici, delle spese di produzione e delle difficoltà di accesso al credito. A tutto ciò si aggiunge una contraddizione che da troppo tempo accompagna il lavoro agricolo: prodotti di qualità, frutto di sacrifici e competenze, vengono talvolta venduti a prezzi che non remunerano adeguatamente il lavoro, quando non rimangono invenduti.
L'indebitamento delle aziende rischia così di aggravarsi, mentre diventa più difficile reperire le risorse necessarie per investire, innovare e guardare al futuro.
In questo contesto, non basta invocare genericamente la ripresa. Occorre individuare strumenti concreti per valorizzare ciò che possediamo: la qualità delle produzioni, il patrimonio culturale, le tradizioni, le competenze delle persone e, soprattutto, la rete di relazioni costruita nel tempo dai nostri emigrati.
Proprio quest'ultima risorsa potrebbe rivelarsi decisiva.
Gli emigrati: da memoria affettiva a protagonisti dello sviluppo.
I nostri emigrati non sono soltanto persone che hanno lasciato il paese in cerca di una vita migliore. Sono portatori di esperienze, relazioni, professionalità e capacità organizzative. In molti casi hanno costruito all'estero comunità solide, mantenendo vivo il legame con i luoghi d'origine attraverso le feste religiose, le associazioni, gli incontri familiari e le iniziative culturali.
Queste aggregazioni costituiscono un patrimonio che merita di essere valorizzato anche sul piano economico.
Un esempio significativo è il legame tra la comunità di Hamilton, in Canada, e la festa della Madonna del Monte di Racalmuto. Esperienze di questo genere dimostrano quanto le ricorrenze identitarie possano mantenere vivo il rapporto tra chi è partito e chi è rimasto.
Ma possiamo fare un passo ulteriore: trasformare questo legame affettivo in una rete stabile di collaborazione, capace di promuovere le produzioni locali, sostenere le imprese e creare nuove opportunità per i giovani.
Non si tratta di commercializzare le tradizioni o di ridurre le feste a eventi promozionali. Si tratta, al contrario, di riconoscere che la cultura e l'identità, quando sono vissute e condivise, possono diventare anche fattori di sviluppo.
La memoria può generare futuro, purché sappiamo trasformarla in iniziativa.
Grotte e i 500 anni dalla fondazione: un'occasione da non perdere.
La ricorrenza dei cinquecento anni della fondazione di Grotte potrebbe rappresentare l'occasione ideale per avviare un progetto di questo genere.
Un anniversario così significativo non dovrebbe esaurirsi in un calendario di celebrazioni, pur importanti per la storia e la vita culturale del paese. Potrebbe diventare il punto di partenza di una strategia condivisa, capace di coinvolgere cittadini, produttori, commercianti, associazioni, giovani, amministrazione comunale e comunità grottesi sparse nel mondo.
L'obiettivo dovrebbe essere ambizioso, ma concreto: fare dei cinquecento anni non soltanto una ricorrenza da ricordare, bensì un'occasione per progettare i prossimi decenni.
A questo scopo, si potrebbero sviluppare alcune iniziative.

1. Una rete dei grottesi nel mondo.

Il primo passo potrebbe consistere nella creazione di una rete dei cittadini originari di Grotte e dei loro discendenti residenti all'estero e nelle altre città italiane.
Attraverso un censimento volontario, realizzato con il supporto delle associazioni, delle famiglie e dei contatti già esistenti, sarebbe possibile costruire un elenco di persone, attività imprenditoriali, competenze professionali e organizzazioni disponibili a collaborare con il paese d'origine.
Una piattaforma digitale semplice potrebbe mettere in contatto produttori locali, professionisti, giovani in cerca di opportunità e membri della diaspora interessati a sostenere iniziative economiche e culturali.
Non un semplice archivio di nomi, ma una rete di relazioni attive, capace di promuovere scambi, collaborazioni professionali, opportunità commerciali e progetti di investimento.

2. Una vetrina delle eccellenze di Grotte.

La seconda iniziativa potrebbe essere la realizzazione di una vetrina delle produzioni e delle attività locali.
L'agricoltura dovrebbe avere un ruolo centrale, insieme alle altre produzioni agroalimentari, all'artigianato, al commercio e ai servizi che esprimono capacità imprenditoriali e qualità del territorio.
Un portale dedicato, accompagnato da una comunicazione efficace sui social e da un catalogo aggiornato dei produttori, consentirebbe di presentare le aziende, raccontare le caratteristiche delle produzioni e facilitare i contatti con potenziali clienti e distributori.
La comunità dei grottesi all'estero potrebbe contribuire a individuare mercati, promuovere degustazioni, organizzare incontri commerciali e verificare l'interesse verso i nostri prodotti.
Naturalmente, per ottenere risultati concreti, non basterebbe pubblicare un catalogo online. Sarebbe necessario accompagnare le imprese nella definizione di standard qualitativi, nella logistica, nelle strategie commerciali e nella ricerca di canali di distribuzione sostenibili.
L'obiettivo non è soltanto far conoscere i nostri prodotti, ma creare le condizioni perché possano essere venduti a un prezzo adeguato al lavoro necessario per realizzarli.

3. Un incontro annuale tra Grotte e la sua diaspora.

La celebrazione dei cinquecento anni potrebbe essere accompagnata da un appuntamento annuale dedicato all'incontro tra la comunità residente e i grottesi che vivono altrove.
Una giornata o un fine settimana in cui la festa della memoria diventi anche un laboratorio di idee e opportunità.
Accanto alle iniziative culturali e alle testimonianze degli emigrati, si potrebbero organizzare incontri tra produttori e operatori commerciali, presentazioni di progetti imprenditoriali, laboratori per i giovani e momenti di confronto sulle prospettive economiche del territorio.
Sarebbe importante invitare non soltanto chi ha conservato un legame familiare con Grotte, ma anche professionisti, imprenditori e persone che, pur vivendo lontano, possono mettere a disposizione competenze, relazioni e capacità progettuali.
La festa diventerebbe così un'occasione per ritrovarsi, ma anche per fare qualcosa insieme.

4. Un patto per i giovani che scelgono di restare.

Il progetto dovrebbe avere nei giovani i suoi principali destinatari.
Una parte delle iniziative potrebbe essere dedicata alla formazione, all'orientamento professionale e all'accompagnamento di nuove attività imprenditoriali. I grottesi residenti altrove potrebbero mettere a disposizione competenze e disponibilità per affiancare giovani che intendano avviare un'impresa agricola, commerciale, artigianale o digitale.
Si potrebbe sperimentare un programma di tutoraggio, attraverso il quale imprenditori e professionisti con maggiore esperienza accompagnino i giovani nella definizione di un progetto, nella ricerca dei finanziamenti e nei primi passi dell'attività.
Il Comune, le associazioni di categoria, gli istituti di credito disponibili e gli organismi competenti potrebbero contribuire a individuare gli strumenti già esistenti, evitando di promettere finanziamenti che non siano stati verificati.
Un'attenzione particolare andrebbe riservata alle iniziative capaci di innovare l'agricoltura, migliorare la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti, sviluppare servizi alle imprese e utilizzare le tecnologie digitali.
Il principio dovrebbe essere semplice: non chiedere ai giovani di restare per affetto verso il paese, ma creare condizioni affinché possano scegliere di farlo senza rinunciare alle proprie aspirazioni.

5. Una cabina di regia leggera, con obiettivi verificabili.

Per evitare che tutto si risolva in una bella dichiarazione d'intenti, sarebbe opportuno istituire un gruppo di coordinamento aperto alle diverse componenti della comunità.
Dovrebbero parteciparvi rappresentanti dell'amministrazione, produttori, commercianti, associazioni, giovani e referenti della diaspora.
Il gruppo potrebbe individuare poche priorità, assegnare responsabilità precise e verificare periodicamente i risultati.
Nel primo anno, ad esempio, gli obiettivi potrebbero essere la costruzione della rete dei grottesi nel mondo, la pubblicazione di un catalogo delle aziende aderenti, l'organizzazione di un primo incontro tra produttori e potenziali acquirenti e l'avvio di un programma di tutoraggio per i giovani.
I risultati andrebbero misurati attraverso indicatori concreti: aziende coinvolte, contatti commerciali avviati, collaborazioni attivate, giovani accompagnati e iniziative effettivamente realizzate.
Per finanziare le attività si potrebbero valutare risorse comunali, contributi volontari, sponsorizzazioni, partenariati privati e bandi regionali, nazionali ed europei, verificandone di volta in volta requisiti, scadenze e compatibilità.
La trasparenza nella gestione delle risorse e la pubblicazione dei risultati sarebbero condizioni indispensabili per costruire fiducia e garantire continuità al progetto.
Dalla celebrazione alla prospettiva.
Tutto questo richiede una convinzione di fondo: i piccoli comuni non possono affrontare le difficoltà attuali limitandosi a difendere ciò che rimane del passato.
Devono saper trasformare il proprio patrimonio storico e culturale in una risorsa per il presente, mettendo in relazione le energie che esistono sul territorio con quelle diffuse nelle comunità emigrate.
Non possiamo ignorare i limiti strutturali dei nostri paesi, la debolezza del mercato del lavoro, le difficoltà dell'agricoltura e l'insufficienza di alcuni servizi. Sarebbe ingenuo pensare che una festa o un progetto di promozione possano risolvere problemi così complessi.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato rinunciare a ogni iniziativa in attesa di soluzioni che dovrebbero arrivare esclusivamente dall'alto.
Le istituzioni hanno il dovere di garantire politiche adeguate, infrastrutture, servizi e condizioni favorevoli allo sviluppo. Le comunità, dal canto loro, possono contribuire costruendo reti, promuovendo competenze, sostenendo le imprese e individuando nuove forme di collaborazione.
È proprio in questo spazio che l'esperienza dei “restanti” acquista un significato più ampio. Questi giovani ci dimostrano che l'attaccamento alla propria terra non deve tradursi in nostalgia, ma può diventare una forza capace di generare progetti.
Il loro entusiasmo è contagioso e merita di essere alimentato attraverso una comunicazione che racconti non soltanto le difficoltà, ma anche le esperienze positive, le idee e i risultati raggiunti.
Dobbiamo imparare a raccontare i nostri paesi senza indulgere né nell'autocommiserazione né in un'immagine idealizzata del passato. La nostra storia è fatta di sacrifici, partenze, ritorni, lavoro e aspirazioni. È una storia che può ancora offrire motivi di orgoglio, se sapremo metterla in relazione con le esigenze del presente.
Il futuro di Grotte si costruisce insieme.
I cinquecento anni dalla fondazione di Grotte possono diventare il momento in cui una comunità si interroga sul proprio futuro e decide di affrontarlo con maggiore consapevolezza.
Possiamo limitarci a celebrare una storia lunga cinque secoli oppure utilizzare questa ricorrenza per avviare un percorso nuovo: collegare chi è rimasto con chi è partito, mettere in rete le imprese, valorizzare le produzioni locali, coinvolgere i giovani e creare occasioni di collaborazione con i nostri emigrati.
Sarebbe un modo concreto per riconoscere che Grotte non coincide soltanto con il territorio racchiuso nei suoi confini amministrativi. Grotte è anche nelle persone che vivono lontano, nelle famiglie che conservano le proprie radici, nei professionisti che hanno costruito altrove la loro esperienza e nei giovani che vorrebbero trovare qui le condizioni per realizzare i propri progetti.
A tutti loro dovremmo rivolgere un invito: non dimenticare il paese d'origine, ma contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, a renderlo più vivo e più capace di guardare avanti.
Non chiediamo a chi è partito di tornare necessariamente. Chiediamo che possa continuare a partecipare, che il legame con la propria terra diventi una risorsa condivisa e che le nuove generazioni non siano costrette a scegliere tra il desiderio di realizzarsi e quello di rimanere.
Perché il vero successo di una comunità non si misura soltanto dal numero di persone che riesce a trattenere, ma anche dalla capacità di offrire opportunità, mantenere relazioni e consentire a ciascuno di costruire liberamente il proprio futuro.
Fare in modo che restare sia una scelta e non una rinuncia: questa potrebbe essere la sfida più importante da raccogliere a Grotte, partendo dai cinquecento anni della sua storia per costruire quelli che verranno
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Salvatore Filippo Vitello

18 ottobre 2026 
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17/10/2026

Nomine. Francesco Simone convocato e nominato giudice al C.M.C. World Campion di Paestum

 

Francesco Simone
Francesco Simone

Francesco Simone convocato e nominato giudice al C.M.C. World Campion di Paestum
Convocazione

Il barbiere Francesco Simone ha ottenuto due incarichi nel settore dell'acconciatura e dell'estetica. La Confederazione Artistica e Tecnica della Coiffure e dell'Estetica (CAT Italia) lo ha convocato ufficialmente come membro della squadra nazionale per rappresentare l'Italia al campionato mondiale C.M.C. World Champion 2026.

Francesco Simone convocato e nominato giudice al C.M.C. World Campion di Paestum
(Convocazione)

Contestualmente gli è stato conferito il titolo di Giudice Nazionale, firmato dal presidente di CAT Italia, Luigi Bilancio. La competizione si svolgerà a Paestum nei giorni 25 e 26 ottobre 2026. Il riconoscimento assegna a Simone il compito di contribuire alla promozione degli elevati standard tecnici e qualitativi dell'organizzazione italiana. Durante le giornate di gara a Paestum, Simone farà parte della giuria per valutare i concorrenti nel campionato di Coppa Italia.
A proposito dei traguardi raggiunti, Francesco Simone ha dichiarato: "Altro riconoscimento ufficiale: far parte della squadra nazionale italiana per il mondiale CMC e CAT Italia ed essere in giuria nel campionato di coppa Italia è un emozione unica; cercherò di essere all’altezza della situazione".
Per Francesco Simone questo è il terzo mondiale consecutivo al quale partecipa, di cui due già vinti: nell’edizione 2024 e in quella del 2025 ha raggiunto il primo posto nella categoria Old School e Old School Avangarde. In questa edizione, da concorrente, parteciperà nelle categorie Old School Avangarde Barba Classica e Croop Fade; in queste categorie sarà giudicato individualmente ma il suo risultato concorrerà al punteggio complessivo della Nazionale Italiana Barber.
Alla competizione prenderà parte anche il figlio di Francesco Simone, Salvatore, nella categoria Salon Look.
Insieme ai due Simone, Grotte sarà rappresentata dai modelli Giuseppe Vaccarello e Antonio Morreale, e dal componente dello staff organizzativo Calogero Vitello.
Il C.M.C. World Champion è una competizione mondiale di acconciatura, barberia ed estetica organizzata dalla C.M.C. (Confederazione Mondiale della Coiffure e dell'Estetica); è una gara in cui acconciatori, barbieri ed estetisti provenienti da diverse nazioni si sfidano in varie categorie tecniche e stilistiche (come tagli maschili e femminili, acconciature da sera, cura della barba e makeup artistico). La selezione italiana CAT Italia (Confederazione Artistica e Tecnica della Coiffure e dell'Estetica) è l'organizzazione rappresentante e affiliata alla C.M.C. per l'Italia ed ha il compito di selezionare e formare la squadra nazionale italiana per rappresentare il Paese nelle competizioni internazionali
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Redazione

17 ottobre 2026 
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16/10/2026

Comune. Campo da tennis di Grotte: iniziati gli interventi di riqualificazione e sicurezza

 


Lavori

Sono cominciati gli interventi di riqualificazione, adeguamento e messa in sicurezza del campo da tennis comunale in Via Comitini, a Grotte. Il progetto è sostenuto da un finanziamento complessivo di 100.000 euro assegnato dall’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana.


(Lavori)

L'importo contrattuale delle opere ammonta a 71.972,49 euro e l'appalto è stato aggiudicato con un ribasso d'asta del 5% all'impresa Edil Costruzioni S.C. S.R.L., con sede legale a Grotte. I lavori sono stati ufficialmente consegnati il 3 ottobre 2026 e l'impresa dispone di 120 giorni per ultimare le operazioni.
La direzione del cantiere è affidata al geometra Calogero Salvaggio, mentre l'ing. Gioacchino Settecasi si è occupato della progettazione dell'opera. La direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza fanno capo all'ing. Filippo Villardita, il responsabile unico del procedimento è il geometra Diego Falco Abramo.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha espresso soddisfazione per l'avvio delle attività, sottolineando l'impegno dell'Amministrazione nel proseguire gli interventi di miglioramento del territorio sino al termine del mandato
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Carmelo Arnone
16 ottobre 2026 
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16/10/2026

Società. L'Accademia Hair Beauty conquista il podio ai campionati OMC Hair World di Parigi

 

L'Accademia Hair Beauty conquista il podio ai campionati OMC Hair World di Parigi
Sul podio

L'Accademia Hair Beauty Professional ha ottenuto importanti piazzamenti durante i campionati mondiali OMC Hair World tenutisi a Parigi lo scorso 11 e 12 ottobre. Nella competizione individuale Umberto Albano si è classificato al secondo posto nella categoria Skin Fade, mentre Giovanni Ratto ha conquistato la sesta posizione nella categoria Creative Fade Cut. La categoria Skin Fade prevede un taglio di capelli da uomo caratterizzato da una sfumatura molto netta e progressiva che parte dai lati e dalla nuca rasati completamente a pelle (0 mm) per poi allungarsi gradualmente salendo verso la parte superiore della testa, mentre la categoria Creative Fade Cut - tendenza d'avanguardia nel mondo della barberia internazionale - fonde la tecnica millimetrica della sfumatura (fade) con l'espressione artistica, la geometria e il design freestyle.

L'Accademia Hair Beauty conquista il podio ai campionati OMC Hair World di Parigi
(Sul podio)

A questi traguardi singoli si aggiunge il riscontro ottenuto dal Team Hair e Beauty Professional, che ha raggiunto il terzo gradino del podio a livello mondiale, a conferma del metodo di lavoro e della preparazione del gruppo.
L'Accademia ha espresso gratitudine al presidente Rino Palumbo, al direttore tecnico Francesco Mancusi, al delegato amministrativo della sezione di Catania Massimo Marino e al delegato amministrativo della sezione di Palermo Corradino Alfredo per il sostegno fornito. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Donatella Ciraolo, Marcello Auricchio, Marilena Buggea e Silvano Marsigliese, oltre al contributo di Alessandro Gerbino, delegato amministrativo per la sezione di Gela, e Massimiliano De Marco, direttore tecnico e responsabile della colorimetria.
L'Accademia Hair Beauty Professional ha la sua sede principale a Grotte, in provincia di Agrigento. Guidata dal presidente Rino Palumbo - anch'egli vincitore di titoli mondiali nella categoria Classic Cut -, la struttura rappresenta un punto di riferimento formativo per il settore della barberia e dell'hairstyling in Sicilia, con oltre duecento barbieri e acconciatori coinvolti nei vari percorsi di studio. La scuola propone masterclass tecniche dedicate a taglio, sfumature, geometrie e colore, affiancando alla pratica in salone anche la preparazione specifica per le gare internazionali
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Redazione

16 ottobre 2026 
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16/10/2026

Riconoscimenti. Dario Campanella premiato a "Le Fonti Awards 2026" come CEO dell'anno per la transizione energetica

 

Le Fonti Awards 2026
Premiazione

Le Fonti Awards 2026
Premiati

Dario Campanella ha ricevuto il premio come CEO dell’anno per la categoria Innovazione & Leadership - Transizione Energetica durante i "Le Fonti Awards 2026". La cerimonia si è tenuta mercoledì 14 ottobre a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, dove sono stati assegnati i diversi riconoscimenti rivolti al mondo dell’imprenditoria, della gestione aziendale e dello sviluppo tecnologico.

Le Fonti Awards 2026
(Premiazione)

"Ho fatto tanta strada inseguendo un sogno. Oggi, quel sogno mi ha chiamato per nome", ha dichiarato il giovane imprenditore.
Dario Campanella guida FIUSIS Srl, un’azienda attiva nel settore energetico; la giuria ha motivato l'assegnazione del titolo evidenziando la sua gestione direttiva, l'attitudine all'innovazione e il lavoro svolto nel campo delle energie rinnovabili e del cambiamento dei modelli di consumo.

Le Fonti Awards 2026
(Premiati)

I "Le Fonti Awards" sono un riconoscimento dedicato alle attività nel campo del business, della leadership, dell'innovazione e della sostenibilità.
L’iniziativa principale per il 2026 si articola in più appuntamenti nel corso dell'anno, ospitati principalmente a Milano presso la sede di Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari 6): 5 marzo 2026, XVI Edizione principale; 25 giugno 2026, sessione estiva dei "Le Fonti Awards"; 14 ottobre 2026, edizione autunnale dedicata al networking, all'innovazione e alla leadership; 3 dicembre 2026, appuntamento di chiusura dell'anno.

Per Dario Campanella e FIUSIS Srl, questo riconoscimento costituisce motivo di orgoglio e uno stimolo a proseguire nel proprio percorso
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Redazione

16 ottobre 2026 
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15/10/2026

Attualità. "Il miracolo contabile di AICA: tariffe record, servizio colabrodo e il bluff del bilancio in attivo"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Gioco di prestigio
Magia

Il miracolo contabile di AICA non regge alla realtà: tariffe record, servizio colabrodo e il bluff del bilancio in attivo.
È bastato che la notizia dell’approvazione del bilancio rimbalzasse sulle cronache di AgrigentoNotizie per innescare l’ennesimo cortocircuito tra la propaganda politica e la realtà vissuta dai cittadini. Leggere di "conti in utile" e passi in avanti, mentre i rubinetti di mezza provincia restano a secco per settimane e i conti correnti aziendali subiscono pignoramenti, genera un inevitabile effetto di alienazione. Eppure, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza, forte della sua solida veste di tecnico prestato alla politica, ha promosso l'approvazione dell'ultimo rendiconto di AICA come un successo indiscutibile (AgrigentoNotizie). Un messaggio implicito ma chiaro: "Se ve lo dico io, che sono un esperto, dovete crederci".

Gioco di prestigio
(Gioco di prestigio)

Ma la matematica societaria, specialmente quando incrocia i servizi pubblici di questa terra, impone di andare oltre l'ipse dixit. Ed è proprio analizzando i numeri e i dati reali che i toni trionfalistici della politica si sciolgono come neve al sole, scontrandosi con una realtà inoppugnabile: gli agrigentini subiscono uno dei peggiori servizi idrici d'Italia pagando, di contro, le tariffe più alte dell'intero Paese (Cittadinanzattiva rapporto servizio idrico, Istat statistiche acqua).
Mentre la politica festeggia la "salute" della carta, la realtà si manifesta sulle strade in modo quasi grottesco. Non servono i dossier statistici per capire lo stato della rete: basta farsi una passeggiata. Lungo il corso principale del nostro piccolo comune, sotto gli occhi di tutti, succede un fenomeno ormai tristemente noto: ogni volta che scatta il turno dell'erogazione, l'asfalto si rompe e la via si trasforma. Sembra quasi che vi siano diverse sorgenti naturali spontanee, tante sono le perdite che zampillano dai tubi colabrodo.
I cittadini assistono impotenti a questo paradosso: l'acqua, preziosa e attesa per giorni, si disperde a fiumi lungo i marciapiedi del centro, mentre nelle case la pressione non basta nemmeno a riempire i serbatoi. È l'istantanea perfetta di un servizio che non c'è, ma che viene regolarmente fatturato a peso d'oro.
I rapporti nazionali sul servizio idrico integrato (come le indagini annuali di Cittadinanzattiva e i dossier di Ferconsumatori) confermano sistematicamente che la Sicilia, e in particolare l'area geografica gestita da AICA, detiene il record per i costi in bolletta più elevati d'Italia. A questo salasso economico corrisponde il primato delle reti colabrodo, dove le perdite di distribuzione superano abbondantemente il 50% secondo i dati ISTAT sulle statistiche dell’acqua. Pagare tariffe record per vedere l'acqua scorrere sui marciapiedi anziché nei rubinetti non è un'opinione dei detrattori: è una certezza quotidiana.
Il fulcro del trionfalismo del Sindaco-tecnico risiede in quel piccolo segno "più" nel conto economico: un utile d'esercizio di circa 50mila euro su un valore della produzione di oltre 43 milioni (AgrigentoNotizie). Una percentuale infinitesimale, che in qualsiasi azienda privata verrebbe definita un "pareggio formale ottenuto per il rotto della cuffia", ma che qui viene venduta come un traguardo epico.
Il sindaco Provvidenza sa bene - e proprio per questo dovrebbe spiegarlo con maggiore trasparenza e meno enfasi - che il bilancio d'esercizio risponde al criterio della competenza economica, non a quello della cassa. AICA chiude formalmente in attivo semplicemente perché ha emesso bollette (ricavi teorici basati sulle tariffe astronomiche di cui sopra) per un valore superiore ai costi di gestione ordinaria dell'anno.
Emettere una fattura, però, non equivale a incassarla. Se i corrispettivi restano sulla carta perché l'evasione tariffaria è alta o perché gli utenti esasperati dal disservizio ritardano i pagamenti, l'azienda genera un utile "virtuale", rimanendo contemporaneamente con le casse vuote. I cittadini pagano due volte l'inefficienza strutturale del sistema: la prima subendo le "sorgenti" sull'asfalto, la seconda pagando i costi energetici astronomici necessari a pompare acqua in tubature che non tengono nulla.
Il vero nodo che il racconto della politica tende a bypassare è lo Stato Patrimoniale, lo specchio in cui si riflette la reale e preoccupante salute di AICA. Come si conciliano 50mila euro di utile contabile con un'esposizione debitoria complessiva che le cronache stimano in oltre 60 milioni di euro?
Il "miracolo" del bilancio in attivo regge solo grazie a una trincea legale: il congelamento e l'impugnazione dei decreti ingiuntivi legati ai debiti ereditati dai vecchi consorzi idrici e i contenziosi aperti con i grandi fornitori (in primis Siciliacque). Ma sospendere il pagamento di un debito o contestarlo in tribunale non significa averlo cancellato. Significa solo aver spostato la bomba cronologica un po' più in là nel tempo. I pignoramenti subiti dall'azienda negli ultimi mesi sono la prova plastica che i creditori non leggono i comunicati stampa entusiasti, ma pretendono denaro vero.
La narrazione del "fidatevi del tecnico" mostra qui il suo limite più grande. Un approccio rigoroso e intellettualmente onesto dovrebbe ammettere che AICA si trova in una situazione di fisiologico galleggiamento contabile, mantenuta in vita solo dallo status di azienda pubblica e dal portafoglio dei cittadini, costretti a subire le tariffe più alte d'Italia per il peggior servizio d'Italia.

I cittadini agrigentini non hanno bisogno di dogmi di fede o di rassicurazioni calate dall'alto in virtù di un curriculum. Hanno bisogno di acqua normale, tariffe eque e risposte concrete su come verrà ripianata l'immensa voragine finanziaria che grava sulle spalle dei Comuni. Finché la liquidità aziendale rimarrà al lumicino - e quella vera continuerà a disperdersi inutilmente sull'asfalto del corso principale - celebrare un utile di 50mila euro non è un atto di realismo tecnico: è solo l'ennesima operazione di marketing politico
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Armando Caltagirone
15 ottobre 2026  
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14/10/2026

Editoriale. "Il coraggio di essere 'eretici': perché abbiamo ancora bisogno di pensare con la nostra testa"; di Carmelo Arnone

 

Carmelo Arnone
Carmelo Arnone

C’è una frase pronunciata pochi giorni fa durante un comizio elettorale a Clarksville (Tennessee, USA) che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque abbia a cuore la libertà e la dignità dell’essere umano; lo scorso sabato 10 ottobre 2026, davanti alla folla che gremiva la F&M Bank Arena, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è rivolto ai suoi sostenitori dicendo: "I could say the stupidest things, and you’d clap", cioè "Potrei dire le cose più stupide, e voi applaudireste".
La cosa che colpisce di più non è la provocazione in sé ma quello che è successo subito dopo: la gente non si è risentita, non si è chiesta se stesse venendo presa in giro; ha riso, poi è scattata un’ovazione, un boato di applausi sinceri, caldi, entusiasti.
In quel gesto, apparentemente insignificante, c’è la fotografia nitida della nostra epoca; una dinamica che Hannah Arendt, tra le più grandi studiose dei totalitarismi del Novecento, aveva descritto con lucida precisione: "Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più".
Già la Scrittura ci metteva in guardia contro questa perdita del senso di realtà e di verità, ammonendo severamente: "Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre" (Is 5,20).
Quando il confine tra verità e menzogna sfuma sino a scomparire, la politica smette di essere confronto di idee e diventa solo tifo di appartenenza.
Pare che l’essere umano provi, oggi come ieri, una sorta di strano sollievo nell’affidarsi a un "uomo forte" - "l'uomo della Provvidenza" -, a una guida che decida per tutti; è la tentazione di rinunciare alla fatica del pensiero, di scaricare su altri la responsabilità delle proprie scelte per non doversi assumere il peso del giudizio.
È molto più comodo rifugiarsi in un’ideologia cieca piuttosto che sforzarsi quotidianamente di discernere, di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che edifica da ciò che distrugge; è l'antico monito dell'apostolo Paolo, che esortava le prime comunità a non piegarsi alla pigrizia del conformismo: "Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono" (1 Ts 5,21).
È più facile applaudire a prescindere piuttosto che farsi guidare dal senso morale, dai principi di umanità, di solidarietà e di rispetto reciproco.
Ma la libertà non è un dono ricevuto una volta per tutte; è una pratica quotidiana che richiede coraggio e vigilanza interiore.
Occorre continuare a nutrire il dubbio, avere una mente aperta significa lasciare sempre uno spiraglio a letture diverse della realtà, ascoltare le ragioni dell’altro, mettere in discussione anche le proprie certezze.
I preconcetti rigidi e i dogmatismi moralistici sono gabbie invisibili che soffocano il senso critico; valutare ciò che è bene e ciò che è male è un esercizio continuo, che non può mai dirsi concluso o dato per scontato. San Paolo, nella lettera ai Romani, ricordava la necessità di un rinnovamento profondo della mente: "Non conformatevi a questo mondo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto" (Rm 12,2).
Perciò abbiamo bisogno di riscoprire il valore dell'"eresia", nell’accezione più nobile e originaria del termine: la capacità di scegliere, di pensare con la propria testa, di non omologarsi, anche quando costa fatica, anche quando ci si ritrova a nuotare contro corrente.
Come insegna la saggezza evangelica, la via della consapevolezza non è mai quella più facile o affollata: "Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano" (Mt 7,13).
Meglio essere voce sola fuori dal coro che propone una visione umana, ragionevole e compassionevole della vita, piuttosto che perdersi nell'anonimato di un gregge che segue a occhi chiusi il caprone che bela più forte.
La democrazia e la nostra stessa dignità si salvano così: restando umani, e continuando a pensare
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Carmelo Arnone
14 ottobre 2026 
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14/10/2026

Fotografia. "Il tempo che manca": Franco Carlisi si racconta ad Agrigento

 

"Il tempo che manca": Franco Carlisi si racconta ad Agrigento
Locandina

Franco Carlisi
Franco Carlisi

Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 18.30, la Chiesa Cristo delle Forche ad Agrigento (in Via Minerva 3 sulla cresta della Rupe Atenea), ospiterà un incontro con il fotografo Franco Carlisi intitolato "Il tempo che manca. Tra immagini, storie e visioni".

"Il tempo che manca": Franco Carlisi si racconta ad Agrigento
(Locandina)

L'iniziativa è organizzata dal Reflex Club in collaborazione con il Parco Valle dei Templi di Agrigento. L'ingresso è gratuito, ma i posti a sedere sono riservati a chi effettua la prenotazione, disponibile sino a esaurimento dei posti. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il Reflex Club al numero di telefono 3286257587.

Franco Carlisi
(Franco Carlisi)

Franco Carlisi, nato a Grotte nel 1963, è un maestro della fotografia impegnato nella fotografia di testimonianza e nella ricerca visiva, oltre a ricoprire il ruolo di direttore della rivista "Gente di Fotografia". Nel corso della sua carriera ha esposto le sue opere in Italia e all'estero e ha pubblicato diversi volumi fotografici, tra cui "Il valzer di un giorno" e "Romanzo italiano".     
  

Redazione

14 ottobre 2026 
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14/10/2026

Comune. 180.000 euro dal PNRR per l'adeguamento antincendio dei plessi scolastici "Roncalli" e "Sciascia"

 

180.000 euro dal PNRR per l'adeguamento antincendio dei plessi scolastici "Roncalli" e "Sciascia"
Futura

Due plessi scolastici del territorio comunale di Grotte saranno interessati da lavori di adeguamento alla normativa antincendio grazie a un finanziamento ottenuto nell'ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), inserito nel programma "Futura - La scuola per l'Italia di domani", promosso dall'Unione Europea con l'iniziativa NextGenerationEU e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.
L'importo complessivo dei fondi assegnati ammonta a 180.000,00 euro; le risorse serviranno a finanziare gli interventi di messa a norma e messa in sicurezza presso il plesso scolastico "Roncalli", situato in Viale della Vittoria, e il plesso scolastico "Leonardo Sciascia", situato in Via Padre Annibale Maria di Francia.
La notizia è stata resa nota dal sindaco Alfonso Provvidenza, che ha confermato la destinazione dei fondi europei e ministeriali per il miglioramento delle strutture scolastiche cittadine
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Redazione

14 ottobre 2026 
                 


 

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14/10/2026

Volontariato. Avis Grotte: ottimo risultato nella 27^ giornata di raccolta del 2026

 

Avis Comunale di Grotte OdV
Avis Grotte

Avis Comunale di Grotte OdV
Sito ufficiale

La scorsa domenica 11 ottobre si è svolta la ventisettesima giornata dell'anno dedicata alla donazione del sangue presso la sede dell'AVIS Comunale di Grotte OdV (vedi il sito ufficiale), situata in via Francesco Ingrao n. 92/94.

Avis Comunale di Grotte OdV
(Avis Comunale di Grotte OdV)

Nel corso della mattinata sono state registrate diciannove donazioni, a cui si aggiungono una verifica di idoneità e un controllo annuale.
I soci donatori hanno risposto positivamente alla chiamata, consentendo alla struttura di garantire un apporto concreto alle esigenze del Centro Trasfusionale di Agrigento.
Il presidente Pietro Zucchetto e il Direttivo dell'associazione hanno espresso soddisfazione per il numero di soci che hanno scelto di partecipare, confermando l'importanza del sostegno continuo verso le strutture sanitarie della provincia.
L'attività di prelievo proseguirà secondo il calendario stabilito per il 2026. Le prossime date fissate comprendono tutte le seconde e le quarte domeniche di ciascun mese, affiancate da tre aperture infrasettimanali programmate per i mercoledì 28 ottobre, 18 novembre e 23 dicembre.
Per chi desidera prenotare la propria donazione, è possibile contattare i numeri di telefono 377.0974739 (Avis Grotte) oppure 320.4434713 (Presidente Pietro Zucchetto). Per ulteriori notizie e aggiornamenti sulle attività locali è possibile consultare il sito ufficiale www.avisgrotte.it
(vedi il sito).     
  

Redazione

14 ottobre 2026 
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13/10/2026

Cronaca. Grotte: rubati cavi e materiali al depuratore; AICA sporge denuncia e avvia le riparazioni

 

Grotte: rubati cavi e materiali al depuratore; AICA sporge denuncia e avvia le riparazioni
Auto AICA

Furto nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2026 all'impianto di depurazione di contrada Caccarolloli, nel territorio comunale di Grotte. Ieri mattina gli operatori dell'AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini) si sono accorti che ignoti hanno portato via i cavi elettrici, i materiali e diverse attrezzature indispensabili per il funzionamento della struttura.
L'asportazione dei cavi ha provocato il blocco immediato delle attività di depurazione. L'azienda ha segnalato subito il fatto alle forze dell'ordine, presentando una formale denuncia per consentire l'avvio delle indagini.
In tecnici dell'AICA stanno svolgendo una stima precisa dei danni subiti, passaggio fondamentale per organizzare i lavori di manutenzione e sistemare la rete elettrica compromessa dal furto.
L'assenza dei componenti sottratti incide direttamente sull'efficienza dell'intero processo di trattamento delle acque. L'azienda fa presente che, una volta concluse le riparazioni, la struttura non tornerà subito a pieno regime: servirà un periodo tecnico aggiuntivo per riattivare e stabilizzare tutti i processi biologici e meccanici.
L'AICA ha fatto sapere che informerà i cittadini non appena saranno completati gli interventi di ripristino e il depuratore riprenderà il suo regolare servizio. 

  
Redazione
13 ottobre 2026 
  


 

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11/10/2026

Attualità. L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia Penitenziaria

 

L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia Penitenziaria
Riccardo Bertolino

L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia Penitenziaria
Con i familiari

L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia Penitenziaria
Con gli amici

Il tradizionale lancio del basco è stato il momento clou dell’emozionante cerimonia di giuramento degli allievi della Scuola di Polizia Penitenziaria sul lungolago di Pallanza, tra cui il grottese Riccardo Bertolino.

L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia Penitenziaria
(Riccardo Bertolino con i familiari)

Alla presenza del vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Massimo Parisi,si è svolta ieri, sabato 10 ottobre 2026, la cerimonia al termine del 186° Corso (secondo scaglione) per Allievi Agenti della Polizia Penitenziaria presso l'Istituto di Istruzione "Salvatore Rap" di Verbania.
I 239 giovani che hanno giurato fedeltà alla Repubblica giungono da un percorso formativo della durata di quattro mesi, dall’8 giugno al 10 ottobre, che consente l’acquisizione degli strumenti teorici e pratici per lo svolgimento dei compiti istituzionali e delle mansioni dell’agente di Polizia Penitenziaria. Presenti autorità diverse Autorità civili e militari tra cui il vice capo del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) dott. Stefano Carmine de Michele.
Oltre ai familiari di Bertolino, erano presenti i suoi amici fraterni Antonio Arnone e Diego Salvaggio, entrambi con la divisa dell’Arma
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L'emozione di Riccardo Bertolino nel suo giuramento in Polizia Penitenziaria
(Riccardo Bertolino con
Antonio Arnone e Diego Salvaggio)

Durante i discorsi è stato ricordato l’importante ruolo che gli agenti dovranno ricoprire, come nell’intervento del direttore dell’istituto di formazione, primo dirigente Andrea Tonellotto.
Il corso, accanto alle competenze dell’agente di Polizia Penitenziaria, all’idoneità all’uso delle armi e al servizio, fornisce la conoscenza del diritto penale e processuale penale, dell’ordinamento penitenziario, delle tecniche in materia di comunicazione e gestione dello stress, dell’autodifesa e dell’addestramento formale. Al termine del corso gli allievi agenti, dopo aver superato un esame, saranno destinati agli Istituti penitenziari per adulti e per minori della Repubblica. Atto finale e culminante della cerimonia di sabato è appunto il Giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi dello Stato con il quale sono dichiarati agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria. Tanti i familiari giunti da tutta Italia che hanno assistito alla cerimonia con sorrisi, lacrime e abbracci alla fine. Dal prossimo 15 ottobre i nuovi agenti verranno assegnati ai reparti dove svolgeranno le prime 4 settimane in affiancamento
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Redazione
11 ottobre 2026 
  


 

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11/10/2026

Attualità. Leonardo Lazzaro ha giurato fedeltà ala Repubblica, come nuovo agente di Polizia Penitenziaria

 

Leonardo Lazzaro ha giurato fedeltà ala Repubblica, come nuovo agente di Polizia Penitenziaria
Leonardo Lazzaro

Leonardo Lazzaro ha giurato fedeltà ala Repubblica, come nuovo agente di Polizia Penitenziaria
Con i familiari

Ieri, sabato 10 ottobre 2028, presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria “Andrea Schivo” di Cairo Montenotte, 298 allievi agenti del 186° Corso - tra i quali il grottese Leonardo Lazzaro - hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.

Leonardo Lazzaro ha giurato fedeltà ala Repubblica, come nuovo agente di Polizia Penitenziaria
(Leonardo Lazzaro con i familiari)

Numerose le autorità civili e militari intervenute alla manifestazione. Presenti la direttrice generale del personale della Polizia Penitenziaria, Rita Monica Russo, e il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Antonio Mario Galati, accompagnati dal direttore della Scuola di Cairo Montenotte, generale di brigata Giuseppe Zito.
Inoltre, numerosi sindaci, rappresentanti delle istituzioni e diversi gonfaloni di associazioni e corpi. Presente anche l’Anppe, l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria, che riunisce anche appartenenti al Corpo in quiescenza.
Tra i passaggi più significativi della cerimonia, il conferimento degli alamari a un gruppo di allievi agenti distintisi per gli ottimi risultati conseguiti durante il percorso formativo. A compiere questo gesto simbolico sono stati alcuni poliziotti penitenziari in quiescenza appartenenti all’Anppe, in un ideale passaggio di testimone tra chi ha servito il Corpo e chi si appresta a intraprenderne il cammino professionale.
Il giuramento di ieri, al temine del corso iniziato il 18 giugno, rappresenta il raggiungimento di una tappa importante per i 298 giovani agenti che il prossimo 15 ottobre prenderanno servizio nelle sede di prima assegnazione; per loro è anche l’inizio di una nuova responsabilità al servizio dello Stato
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Redazione
11 ottobre 2026 
  


 

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10/10/2026

Riconoscimenti. L'Associazione Nazionale Magistrati: "Nobel a Navi Pillay è messaggio di speranza"

 

Nobel a Navi Pillay è messaggio di speranza
Navi Pillay

Messaggio della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM diffuso a seguito della notizia del conferimento del Premio Nobel per la pace alla giurista sudafricana Navi Pillay.

Nobel a Navi Pillay è messaggio di speranza
(Navi Pillay)

"Il premio Nobel per la pace conferito a Navi Pillay è un messaggio prezioso per ribadire il ruolo fondamentale del diritto internazionale.
La Corte penale internazionale è un pilastro della società, perché mette al centro il rispetto dei diritti fondamentali della persona in ogni contesto. In un periodo storico in cui la Corte viene costantemente delegittimata questo premio dà un messaggio di speranza.
Assegnare il premio Nobel per la pace a una giurista e magistrata è motivo di orgoglio per l'intera magistratura.
La Giunta Esecutiva Centrale"
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Redazione
10 ottobre 2026 
  


 

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10/10/2026

Comune. Danni causati dal maltempo a Grotte: partiti i primi interventi di emergenza

 

Danni causati dal maltempo a Grotte: partiti i primi interventi di emergenza
Centro storico

Durante la scorsa notte, tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026, forti precipitazioni hanno colpito il territorio comunale di Grotte provocando danni ingenti in diversi tratti della pavimentazione urbana, in particolare nelle zone a monte del centro cittadino.

Danni causati dal maltempo a Grotte: partiti i primi interventi di emergenza
(Danni nelle vie del centro storico di Grotte)

La forza dell'acqua ha divelto centinaia di mattonelle, che si sono riversate verso valle. Già dalle prime ore di questa mattina gli uffici comunali si sono attivati per verificare la situazione e gestire i primi interventi di emergenza.
Il sindaco Alfonso Provvidenza ha riferito che tecnici e operai del Comune sono intervenuti prontamente per eliminare tutte le situazioni di disagio e di pericolo causate dalla pioggia della notte. Fortunatamente non si registrano danni alle persone, mentre sono diversi i tratti di pavimentazione stradale che hanno subito danneggiamenti. Il primo cittadino ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'ingegnere Settecasi, a tutti i dipendenti e alla ditta Cipolla per il lavoro svolto.
Il maltempo notturno ha interessato pesantemente anche i Comuni vicini nella stessa fascia oraria. Piogge intense, nubifragi e frequenti fulmini hanno colpito anche i territori di Agrigento, Aragona, Racalmuto, Comitini e Castrofilippo, dove si sono registrati disagi alla circolazione e situazioni di attenzione monitorate dalle autorità locali a seguito dell'allerta meteo diramata per l'intera area
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Carmelo Arnone
10 ottobre 2026 
  


 

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08/10/2026

Chiesa. Fede e spiritualità al Villaggio Mosè: le Comunità Carismatiche di Comunione organizzano il "Seminario di Vita Nuova"

 

Fede e spiritualità al Villaggio Mosè: le Comunità Carismatiche di Comunione organizzano il "Seminario di Vita Nuova"
Informazioni

Fede e spiritualità al Villaggio Mosè: le Comunità Carismatiche di Comunione organizzano il "Seminario di Vita Nuova"
Programma

Le Comunità Carismatiche di Comunione - RCC (Rinnovamento Carismatico Cattolico) promuovono il "Seminario di Vita Nuova" dal titolo "Celebra il Signore Gerusalemme". La sede dell'iniziativa è l'Hotel Tre Torri, situato in Via Cannatello 7 al Villaggio Mosè di Agrigento. Le attività si svolgeranno nei tre giorni da venerdì 23 a domenica 25 ottobre 2026.

Fede e spiritualità al Villaggio Mosè: le Comunità Carismatiche di Comunione organizzano il "Seminario di Vita Nuova"
(Informazioni e relatori)

Tra le realtà aderenti figurano la Comunità Gesù Divina Misericordia di Casteltermini, la Comunità Gesù Divina Misericordia di Grotte, l'Associazione Maran'Atha di Favara, il Gruppo Dunamis di Sciacca e il Gruppo Maria Madre Addolorata di Mascalucia.
Il programma (leggi il programma) prevede diversi interventi.
Don César A. Pluchinotta, sacerdote diocesano, psicologo, predicatore missionario nel RCC, responsabile del gruppo "Tu sei Pietro" in Vaticano e membro del Servizio Nazionale di Comunione di Charis, terrà la preghiera di guarigione interiore la sera di venerdì 23 ottobre alle 22.00, l'insegnamento "Ecco io faccio nuove tutte le cose" sabato 24 ottobre alle 10.30 e presiederà la celebrazione eucaristica domenica 25 ottobre alle 11.45.
Padre Emanuele Zippo, C.P., missionario passionista, predicatore, evangelizzatore, rettore del Santuario dell'Addolorata a Mascalucia ed esorcista, curerà la liturgia penitenziale con mistagogia venerdì 23 ottobre alle 19.00, guidando poi la preghiera per i sofferenti sabato 24 ottobre alle 18.00 e l'insegnamento "Ho visto il Signore" domenica 25 ottobre alle 10.30.
Il dott. Antonio Cusumano, leader carismatico e presidente dell'Associazione Maran'Atha di Favara (registrata alla corrente di grazia CHARIS), proporrà l'insegnamento "Il Signore restaura Gerusalemme" venerdì 23 ottobre alle 18.00.
Don Salvatore Casà, ordinato sacerdote nella diocesi di Agrigento il 7 ottobre 2022, cappellano presso il carcere di Agrigento e legato alla spiritualità carismatica, terrà l'insegnamento "Chi è in Cristo è una creatura nuova" sabato 24 ottobre alle 17.00.
Don Giuseppe Cumbo, classe 1982, ordinato presbitero l'8 marzo 2008 e attuale Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Agrigento, presiederà la celebrazione eucaristica di sabato 24 ottobre alle 11.45.
Nelle tre giornate si susseguiranno momenti dedicati all'accoglienza, alla preghiera di lode, ai pasti condivisi e alla scuola di preghiera carismatica prevista per la serata di sabato alle 22.00, prima delle conclusioni di domenica a pranzo.
Vi sono ancora pochi posti disponibili per chi volesse prenotare la partecipazione al convegno.
Per informazioni (leggi le informazioni) e contatti è possibile fare riferimento ai referenti locali: Roberto Amantia per Casteltermini (329/4555051), Antonio Cusumano per Favara (320/6347671), Giacomo Marchese per Sciacca (329/4023086), Innocenzo Infantino per Grotte (333/9384618) e Giuseppina Di Fato per Mascalucia
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Carmelo Arnone
8 ottobre 2026 
  


 

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08/10/2026

Politica. Convegno UDC ad Alcamo sul tema "Costruire il Centro che serve all'Italia"

 

Convegno UDC ad Alcamo sul tema "Costruire il Centro che serve all'Italia"
Relatori UDC

“Costruire il Centro che serve all’Italia: riforme, crescita e responsabilità” è il tema del convegno promosso dall’Unione di Centro, in programma venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18.00, al Centro Congressi “Marconi” di Alcamo.

Convegno UDC ad Alcamo sul tema "Costruire il Centro che serve all'Italia"
(Relatori al convegno UDC)

L’iniziativa punta ad aprire un confronto sul ruolo del Centro nella politica italiana e sulla costruzione di un’area moderata capace di coniugare competenza, equilibrio e responsabilità, formando una nuova classe dirigente e dando voce alle esigenze dei territori.
A presiedere i lavori sarà l’on. Francesco Regina. Ad aprire gli interventi l’on. Decio Terrana, coordinatore regionale dell’UDC Sicilia, sul tema “Il ruolo del Centro moderato nella costruzione di una nuova classe dirigente e nel rilancio dei territori”.
Seguiranno il dott. Massimo Russo, magistrato, con “Legalità, riforme e qualità delle istituzioni: la responsabilità come fondamento della democrazia”, e l’on. Ettore Rosato, vice segretario nazionale di Azione, che affronterà le “Riforme necessarie per un’Italia competitiva: merito, innovazione e crescita”.
Don Marco Malizia proporrà una riflessione su “Don Luigi Sturzo e la politica del Centro: una lezione ancora attuale”, richiamando i valori di responsabilità, libertà, autonomia e attenzione al bene comune propri della cultura politica centrista.
A concludere sarà l’on. Lorenzo Cesa, presidente nazionale dell’UDC e capo delegazione italiana presso la NATO, con un intervento su “Il Centro protagonista in Italia e in Europa: pace, sicurezza e responsabilità internazionale”.
“Abbiamo bisogno di un Centro che non sia semplicemente un’area di consenso elettorale – sottolinea l’On.Terrana – ma una vera proposta politica e culturale, capace di formare una nuova classe dirigente, ascoltare i territori e dare risposte concrete alle famiglie, alle imprese, ai giovani e a chi contribuisce ogni giorno alla crescita del Paese. La nostra idea – prosegue il coordinatore regionale dell’Udc – è costruire una politica che sappia unire, non dividere; che abbia il coraggio delle riforme ma anche il senso della responsabilità. La sfida è costruire un Centro credibile, radicato nei territori e protagonista del futuro dell’Italia”.
Il convegno di Alcamo vuole così mettere a confronto politica, istituzioni e società civile, rilanciando una prospettiva capace di superare le contrapposizioni e coniugare crescita e solidarietà, riforme e responsabilità, libertà e partecipazione.
L’incontro è aperto a cittadini, amministratori, dirigenti politici, giovani e rappresentanti della società civile
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Redazione
8 ottobre 2026 
  


 

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08/10/2026

Chiesa. Il beato Rosario Angelo Livatino proclamato Patrono dei Magistrati italiani

 

Beato Rosario Angelo Livatino
Beato Livatino

Il beato Rosario Angelo Livatino, “primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire”, come ha ricordato Papa Leone XIV, è stato dichiarato Patrono dei Magistrati italiani con decreto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 7 ottobre 2026.

Beato Rosario Angelo Livatino
(Beato Rosario Angelo Livatino)

I Vescovi italiani hanno sostenuto la richiesta del Comitato promotore lungo tutto l’iter di discernimento e approvazione, riconoscendo nel giudice Livatino uno speciale intercessore e un modello per chi è chiamato ogni giorno ad amministrare la giustizia.
“Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato”, sottolinea il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
Nel suo servizio alla collettività, aggiunge il card. Zuppi, Livatino seppe unire “la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera”
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Redazione
8 ottobre 2026 
  


 

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08/10/2026

Attualità. "L'IRPEF, i privilegi della politica e i nodi della geopolitica"; di Armando Caltagirone

 

Armando Caltagirone
Armando Caltagirone

Maschere
Maschere

In questi giorni i dati diffusi dall’ISTAT sulla platea di contribuenti che pagano l’IRPEF hanno suscitato, come sempre, parecchio scalpore tra i medesimi contribuenti, il vuoto pneumatico tra i politici e il festival del pop-corn tra gli evasori.
Il copione si ripete da anni, identico e prevedibile: l’IRPEF viene pagata soltanto da un terzo dei contribuenti, mentre i restanti due terzi non la pagano affatto.

Maschere
(Maschere)

E chi sono i fessi del primo gruppo che mantengono la baracca? I soliti noti: dipendenti e pensionati.
A questo punto sorge spontanea una domanda, quasi filosofica: i nostri cari politici a quale troncone appartengono? A quello del terzo che sputa sangue o a quello dei due terzi secondo cui il paradiso fiscale è in patria a chilometro zero?
Esaminiamo la busta paga di un parlamentare nazionale, giusto per capire quanto soffre insieme a noi.
La composizione degli emolumenti mensili è la seguente:
- Indennità lorda: € 10.435. Calma, qui lo Stato picchia duro! Decurtata degli oneri previdenziali e del fondo di fine mandato, viene tassata in base alle aliquote per scaglioni. Su € 10.435 vengono tassati effettivamente all’incirca 8.000 euro, il che determina un netto di circa € 5.000.
- Diaria: € 3.503 (esentasse).
- Rimborso spese: € 3.690 (esentasse).
- Spese viaggio: € 3.995 (esentasse).
- Spese telefoniche: € 1.200 (esentasse).
TOTALE ESENTE: € 12.388.
Riassumendo: su un totale mensile di € 22.823, il fisco riesce a toccare soltanto 8.000 euro circa. E la parte migliore? Quelle trattenute non vanno svanite nel nulla come le nostre, ma alimentano il loro fondo di fine mandato. A fine legislatura, infatti, spetta loro l’80% dell’ultima indennità percepita per ogni anno di servizio.
A ben vedere, quella del politico di oggi è un’attività squisitamente redditizia, fatta di infiniti privilegi.
In una siffatta situazione, il reato di corruzione contestato a un parlamentare dovrebbe prevedere come minimo il triplo della pena rispetto al cittadino comune.
Dopotutto, dai tempi di Mani Pulite sono cadute le ideologie, come se ad essere sporche fossero state le idee e non le mani di chi le gestiva.
Così oggi la politica vive alla giornata, rimbalzando in base agli umori dell'ultimo sondaggio.
In questo panorama, la destra avanza perché la sinistra è latitante: esattamente come la mafia, la destra prolifera dove la sinistra è assente.
Per invertire la rotta, il PD deve eliminare dal suo interno le scorie di destra e poi dichiarare guerra al capitalismo, nel senso di governare la finanza e non di farsi governare da questo mostro a tre teste.
Prendiamo la geopolitica.
La stragrande magnifica maggioranza degli italiani è contraria alla guerra, contraria all’invio delle armi all’Ucraina e favorevole all'uso della diplomazia. Un nobile sentimento. Peccato che la politica dovrebbe interpretarlo per una corretta gestione nello scenario internazionale, non per acchiappare consensi facili.
Facciamo un piccolo riassunto delle puntate precedenti: subito dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno individuato come loro nemico il comunismo, con patria nella Russia.
Nasce così, per volontà americana, la NATO, che ha coinvolto tutti i paesi europei.
Le spese di mantenimento di questa struttura militare hanno gravato principalmente sull’America per contrastare il suo rivale.
Oggi, però, il sig. Trump ha individuato il nuovo nemico dell’America nella Cina. La Russia non solo non è più il nemico, ma anzi è diventata un ottimo socio in affari.
In funzione di tale scenario, per Trump le spese della NATO non possono più gravare interamente o quasi sull’America.
Ci resta dentro, certo, ma solo per sfruttare le basi nelle guerre sue e di Israele in Medio Oriente.
A questo punto il problema è uno solo per l’Europa: la Russia è davvero un pericolo e un nemico?
Per Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Finlandia, Svezia, Romania e Bulgaria, oltre a Regno Unito, Germania e Francia, la risposta è un secco sì. Questi paesi, soprattutto Polonia, Lituania, Estonia, Lettonia, Finlandia e Svezia infatti, temono concretamente di poter fare la stessa fine dell’Ucraina.
Del resto, la vera disgrazia per Putin è stata l’elezione di Zelensky: il presidente russo pensava di poterlo sostituire con un fantoccio attraverso un’operazione militare di una sola settimana, ma i piani non sono andati così.
Bisogna ricordare che gli storici accordi di Minsk, violati nel tempo da entrambe le parti, furono firmati per l'Ucraina da un soggetto come Yanukovych, un leader che non aveva nulla da invidiare all'attuale presidente della Bielorussia Lukashenko.
E di fronte a figure simili viene da chiedersi: si può davvero pensare che Lukashenko faccia veramente gli interessi del suo popolo?
E per l’Italia?
Come al solito, siamo ondivaghi. "Basta armi all’Ucraina, usiamo la diplomazia!".
Bello, ma è un lusso che può permettersi solo il Papa.
Gli Stati veri, per potere imporre la pace, devono fare ai contendenti delle proposte che non possono rifiutare.
Ricordate il film Il Padrino? Don Corleone manda il suo “consigliori” dal produttore cinematografico per assegnare la parte di un film al suo figlioccio.
La diplomazia del “consigliori” non riuscì a superare il netto diniego del produttore, ma poi venne fatta una proposta che il produttore non poté rifiutare. Ecco, la geopolitica funziona così.
I finti pacifisti dicono che le risorse finanziarie impegnate per l’armamento potrebbero essere destinate alla sanità, all’istruzione, alla sicurezza.
Bene, allora cominciamo a fare due conti in tasca a chi i soldi li ha davvero.
In questi giorni Eni (Agip), IP, Q8 e altre grandi compagnie petrolifere hanno deciso di abbassare i prezzi dei carburanti.
Pensate forse che abbiano scoperto la beneficenza?
Stanno solo rinunciando a una piccolissima fetta dei loro stratosferici guadagni.
Non sarebbe il caso, allora, di tassare seriamente queste plusvalenze e questi extraprofitti, insieme a quelli di banche e assicurazioni?
E, già che ci siamo, perché buttare tutti questi miliardi per il ponte sullo Stretto che nessuno vuole, per giunta in una zona altamente sismica?
La risposta è semplice, ma terribilmente complicata da attuare: fino a quando sarà la finanza internazionale a governare la politica, e non viceversa, i nostri politici continueranno a fare le comparse pagate benissimo nel film di qualcun altro.
 
  
Armando Caltagirone
8 ottobre 2026  
© Riproduzione riservata.
  


 

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06/10/2026

Sport. Torneo di calcio a 5 "Champions League Over 40" organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte"

 

Torneo di calcio a 5 "Champions League Over 40" organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte"
Locandina

Torneo di calcio a 5 "Champions League Over 40" organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte"
Calendario

Martedì 27 ottobre comincerà a Grotte, presso il campo coperto polifunzionale "F. Morvillo", un campionato di calcio a 5 rivolto ai giocatori over 40, organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte" e denominato "Champions League Over 40".

Torneo di calcio a 5 "Champions League Over 40" organizzato dall'Associazione "Muoviti Grotte"
(Locandina)

La competizione vedrà la presenza di nove squadre: Manchester City, Real Madrid, PSG, Betis, Roma, Napoli, Arsenal, Aston Villa e Atletico Madrid.
La formula prevista comprende una prima fase articolata in un girone unico all'italiana. Durante questo percorso iniziale, le nove formazioni affrontano tutte le avversarie per raccogliere i punti necessari ad accedere al turno successivo.
Al termine del girone, le prime quattro squadre classificate passeranno alle semifinali.
Successivamente, le vincitrici disputeranno la finale per l'assegnazione della coppa.
Complessivamente si svolgeranno 45 partite nell'arco del campionato.
L'Associazione "Muoviti Grotte", guidata dal presidente Alfonso Aquilina è formata da numerosi giovani adulti impegnati in diverse iniziative sul territorio. Tra le attività svolte ricordiamo manifestazioni sportive come il torneo di calcio a 5 "World Cup – Muoviti Grotte Edition" e i "Giochi Senza Frontiere", oltre a momenti ricreativi e culturali quali il "Carnevale Grottese", la serata "Grotte a Lume di Candela" e la realizzazione di un Presepe vivente nel periodo natalizio.
Il calendario completo del torneo (leggi il calendario) è già disponibile
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Redazione
6 ottobre 2026 
  


 

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06/10/2026

Attualità. "L'Italia dei 'presunti' orologi a pendolo è un Paese fantastico"; del dott. Felice Lima

 

Gaetano Armao
Gaetano Armao

Pubblichiamo un intervento del dott. Felice Lima, magistrato in pensione.

*****

L'Italia è un Paese fantastico.
I politicanti ci ossessionano con la tesi che bisogna cacciare i migranti perché non sono abbastanza "italiani", dando a intendere che l'italianità abbia qualcosa di speciale. Un quid nobile.
Dopo di che l'Italia e soprattutto la stragrande maggioranza dell'Italia "che conta" è piena zeppa di individui come questo qua.
Dal suo profilo Facebook, "Gaetano Armao, Professore di diritto amministrativo UNIPA, dir. Master in europrogettazione, avvocato specialista in diritto amministrativo, già Vicepresidente e Assessore all'economia Regione siciliana, coordinatore al Comitato europeo delle regioni delle Isole d’Europa".
Uno altolocato che di certo non ha bisogno di soldi.
Promotore di un Comitato per il Sì al referendum, ignorando che sono in pensione, ci ha tenuto a venire sotto un mio post sul referendum a scrivere che, se mi avesse incontrato in un'aula di giustizia, mi avrebbe ricusato perché mi permettevo di avere opinioni sulla giustizia.
Marito di quella grande magistrata, Giuseppa Bartolozzi, che, passando da Deputata a Capo Gabinetto ministeriale, in un partito che predica, ovviamente, l'apoliticità dei giudici e la loro separazione dalla politica, implorava il popolo di votare Sì al referendum, "così [letteralmente] ci leviamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione, plotoni di esecuzione"!
Dopo di che, questo Armao prendeva presunte tangenti che nascondeva in presunti orologi a pendolo (mi scuso per questi due stupidi "presunti", ma è per sottolineare come ogni giorno la televisione di Stato mette in piazza le storie giudiziarie di migliaia di semplici cittadini, additandoli alla pubblica gogna, ma quando si tratta di colletti bianchi si danno pochissime notizie e le si riempiono di "presunto")
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Felice Lima
6
ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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03/10/2026

Economia. Mancuso Group, selezionato tra 25 eccellenze, a Montecitorio per la tutela del patrimonio agroalimentare italiano

 


Antonio Mancuso


A Montecitorio

Mancuso Group è stato selezionato tra le 25 eccellenze italiane che hanno preso parte alla presentazione della “Relazione sul patrimonio agroalimentare: frodi economiche, mercato e tutela del consumatore”, svoltasi il 30 settembre presso Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

Il Cav. Antonio Mancuso
(Il
Cav. Antonio Mancuso)

Nel corso dell’incontro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e del comparto agroalimentare, tra cui Jacopo Morrone, Stefano Vaccari ed Ettore Prandini. Al centro del confronto, il contrasto alle frodi economiche, la trasparenza della filiera e la tutela dei consumatori.
Mancuso Group è stato rappresentato a Montecitorio dal Cav. Antonio Mancuso, Presidente del Gruppo.
“Essere stati selezionati tra le 25 eccellenze italiane rappresenta per noi un riconoscimento importante e una responsabilità. Come Mancuso Group portiamo avanti da tempo un impegno concreto a favore della trasparenza e della correttezza della filiera agroalimentare”, ha dichiarato il Cav. Antonio Mancuso
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Il Cav. Antonio Mancuso davanti Palazzo Montecitorio
(Il
Cav. Antonio Mancuso davanti Palazzo Montecitorio)

A conclusione dei lavori, Mancuso Group ha partecipato inoltre alla degustazione presso il ristorante della Camera dei Deputati, presentando una selezione delle proprie specialità insieme ad altre eccellenze agroalimentari italiane. 
  
Redazione
3 ottobre 2026 
  


 

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03/10/2026

Iniziative. Un memorial a Grotte per per ripercorrere la vita e l'impegno di Salvatore Caltagirone

 

Salvatore Caltagirone
Salvatore Caltagirone

Un memorial a Grotte per per ripercorrere la vita e l'impegno di Salvatore Caltagirone
Manifesto

Il prossimo sabato 10 ottobre 2026, alle ore 18.00 presso il Cineteatro "Antonio Liotta" di Grotte, si terrà il "Memorial Salvatore Caltagirone". L'iniziativa è stata promossa e organizzata da un comitato formato da Paolo Pilato, Stefano Todaro, Filippo Vitello e Fabrizio Caltagirone.

Un memorial a Grotte per per ripercorrere la vita e l'impegno di Salvatore Caltagirone
(Manifesto)

Per lo svolgimento della manifestazione (vedi il manifesto) il Comune di Grotte ha concesso il patrocinio, autorizzando l'uso a titolo gratuito del cineteatro e l'utilizzo dello stemma comunale.
Il programma intende ripercorrere la vita e il pensiero di Salvatore Caltagirone, figura attiva nell'amministrazione locale di Grotte.
Conosciuto da tutti come Turiddu, Caltagirone è scomparso il 12 luglio 2025 all'età di 88 anni.
È stato un esponente della vita politica del paese a partire dalla seconda metà del Novecento, rappresentando la socialdemocrazia locale come dirigente del Partito Socialdemocratico Italiano.
Durante il suo impegno pubblico ha ricoperto i ruoli di consigliere comunale e assessore, sostenendo tra l'altro l'elezione della prima donna sindaco della cittadina, Stella Castiglione; ha rivestito altresì l'incarico di Segretario provinciale del PSDI e componente del Comitato centrale del Partito.
Nel corso delle sue esperienze amministrative ha lavorato accanto a numerosi colleghi di Consiglio ed è ricordato come un amministratore pragmatico e legato ai temi dello sviluppo e della solidarietà sociale.
Nato e cresciuto in un contesto rurale, ha affiancato alla propria attività politica di orientamento riformista una personale adesione alla fede cattolica.
Alla sua dipartita ha lasciato la moglie Francesca Seminerio e i tre figli Antonino, Fabrizio e Fiorella.

L'Amministrazione comunale ha accolto la proposta del comitato promotore ritenendo l'iniziativa di interesse e rilevanza per la comunità locale, per favorire la conoscenza dei valori di impegno civile testimoniati da Caltagirone, stimolare la partecipazione cittadina e offrire uno spazio di aggregazione e dibattito all'interno di un luogo pubblico del paese
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Carmelo Arnone
3 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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03/10/2026

Sterminio. "NAZA: il gelo della coscienza e il dovere di denunciare l'orrore"; di Carmelo Arnone

 

Carmelo Arnone
Carmelo Arnone

NAZA: il gelo della coscienza e il dovere di denunciare l'orrore
NAZA al cinema

Dal 28 al 30 settembre in molte sale cinematografiche italiane è stato proposto il film "NAZA", diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor. Il lavoro porta alla luce la tragedia in corso a Gaza attraverso una via cupa e sconvolgente: le ammissioni dirette di chi fa parte dell'esercito e dei servizi segreti israeliani.

NAZA: il gelo della coscienza e il dovere di denunciare l'orrore
(Il film NAZA al cinema)

Il titolo deriva dall'acronimo burocratico Nezak Agavi, una formula cinica con cui i vertici militari definiscono la morte dei civili come un semplice e inevitabile "danno collaterale". Il cuore dell'opera raccoglie le deposizioni di ventiquattro testimoni anonimi. Attraverso le loro parole emerge un quadro di sconcertante spietatezza, dove la tecnologia più avanzata e il calcolo a tavolino vengono impiegati per pianificare la distruzione di intere vite umane con sistematico distacco.
Chi si è recato nei cinema ha assistito a una rappresentazione intollerabile dell'efferatezza. Ciò che suscita il massimo dello sdegno e dell'orrore tra gli spettatori è la scoperta di una macchina bellica che cancella deliberatamente ogni traccia di empatia. Ascoltare la freddezza con cui gli operatori descrivono l'uso di algoritmi per spazzare via quartieri e famiglie, ridotte a meri bersagli numerici, significa trovarsi di fronte a un processo formale di totale disumanizzazione delle vittime.
Dinanzi a tanto orrore, ogni persona di buona volontà prova un dolore immenso per le vittime inermi, per i bambini, per i deboli schiacciati dalla cieca violenza.
I racconti di queste stragi eseguite senza alcun ripensamento né scrupolo morale mostrano il punto più basso della perdita dell'umanità. Gli spettatori presenti in sala hanno espresso una ferma condanna verso logiche che trasformano il massacro in una procedura di routine. Di fronte a tanta deliberata crudeltà, la visione della pellicola non lascia spazio a scuse: resta il dovere civile di denunciare l'orrore, di rifiutare l'assuefazione al male e di reclamare con forza la priorità assoluta della dignità umana su ogni ingranaggio di morte.
Al tempo stesso, le parole pronunciate con agghiacciante indifferenza dagli esecutori di queste stragi impongono una severa condanna morale. Non vi può essere alcuna giustificazione per chi, accecato dal delirio di potenza e privo di ogni scrupolo, calpesta il sacro dono della vita e cancella nel proprio cuore la scintilla della compassione.
La Scrittura ricorda con chiarezza la sorte che attende chi si macchia di simili colpe: "Guai a coloro che emanano leggi ingiuste e a quelli che scrivono decreti di oppressione per negare la giustizia ai miseri" (Is 10,1-2)
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Carmelo Arnone
3 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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03/10/2026

Politica. "La Sicilia e la questione morale"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

La Sicilia e la questione morale.
Non è un problema che riguarda la coscienza dei singoli, ma il sistema e la politica nella loro interezza.
Piegare qualsiasi istituzione a un interesse privato è già deprecabile, ma lo è molto di più stravolgerne le finalità per alimentare i sistemi di potere che controllano il consenso e le risorse finanziarie.
È una questione di democrazia.
Per essere ancora più chiaro, un giudice che condanna un corrotto non invalida il risultato elettorale che attraverso la corruzione è stato ottenuto dal suo partito e dal suo schieramento. Sostituisce, a volte solo temporaneamente, quel politico o quel funzionario con un altro che replicherà, magari in maniera più accorta o più flebile, lo stesso intreccio tra potere, denaro e consenso.
Le cosiddette norme anticorruzione non serviranno a granché finché a governare la Sicilia saranno, adattandosi a ogni mutamento, le filiere del malaffare che operano nella sanità, nelle grandi opere pubbliche, nel settore dei rifiuti e delle discariche, nei trasporti, nella formazione professionale e ogni altro ambito che beneficia di finanziamenti pubblici.
La concorrenza nel mercato e in politica è libera se le condizioni e le opportunità sono pari per tutti.
Se il mercato è truccato lo è anche la politica e a prevalere non è l'offerta migliore, quella più vantaggiosa per i cittadini, ma quella più utile a perpetuare un sistema malato.
Per questo il centralismo esasperato della Regione, la burocrazia farraginosa e opaca, i mille vincoli, passaggi e autorizzazioni, le graduatorie di meriti opinabili sono strumenti al servizio di chi comanda da sempre e usa la politica, mutatis mutandis, per continuare a comandare.
Per questo in Sicilia chi si vanta di avere esperienza raramente può considerarlo un merito.
Pochissimi possono raccontare di aver scardinato consorterie, potentati e lobbies consolidate e in ogni caso, se la questione morale, per come l'ho fino ad ora descritta, non è il cuore del progetto politico che si vuole portare avanti, è molto probabile che quell'esperienza non è stata e non sarà d'aiuto alla Sicilia
. 
  
Enzo Napoli
3 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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02/10/2026

Politica. On. Decio Terrana (UDC): "Stella Messina nominata coordinatrice provinciale Enti Locali di Agrigento"

 

Stella Messina nominata coordinatrice provinciale Enti Locali di Agrigento
Messina e Terrana

Il Coordinatore regionale dell’UDC Sicilia, on. Decio Terrana, ha conferito all’avv. Stella Messina, giovane professionista agrigentina, l’incarico di coordinatore provinciale degli Enti Locali dell’UDC di Agrigento, nell’ambito del percorso di rafforzamento e riorganizzazione del partito sul territorio.
“Ho affidato questo incarico a Stella - dichiara l’on. Decio Terrana - perché sono certo che saprà svolgerlo con serietà, equilibrio, entusiasmo e spirito di servizio. La sua professionalità e la sua sensibilità rappresentano una risorsa per il nostro partito. Vogliamo rafforzare il rapporto con gli enti locali e costruire una squadra sempre più vicina alle comunità, coinvolgendo amministratori, giovani e donne”.
“Sono felice e, allo stesso tempo, consapevole della responsabilità che questo incarico comporta - dichiara Stella Messina -. Ringrazio l’on. Terrana per la fiducia. Metterò a disposizione dell’UDC la mia professionalità e il mio impegno, con particolare attenzione agli enti locali, ai giovani e alle donne. Mi riconosco da sempre nei valori dell’UDC: la centralità della persona, il valore della famiglia e i principi della Dottrina Sociale. Affronterò questo percorso con umiltà, ascolto e spirito di squadra”.
“È una nomina importante per rafforzare la presenza dell’UDC nella provincia - afferma il coordinatore provinciale Fabio La Felicia-. A Stella rivolgo i miei migliori auguri di buon lavoro, certo che saprà svolgere il suo incarico con sensibilità e responsabilità”.
“Valorizzare giovani professionisti significa creare nuove occasioni di partecipazione e responsabilità - dichiara Gero Palermo, coordinatore nazionale dei Giovani UDC -. A Stella rivolgo i miei sinceri auguri di buon lavoro”.
La nomina si inserisce nel percorso di crescita e radicamento dell’UDC in Sicilia, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del partito nei territori e il dialogo con cittadini e amministratori. A Stella Messina gli auguri di buon lavoro dell’intero Coordinamento regionale dell’UDC Sicilia
.  
  

Redazione
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re 2026  
  

 

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02/10/2026

Attualità. Nicola Macaluso: "Accolgo le dimissioni del Presidente di Giuria"

 

Nicola Macaluso
Nicola Macaluso

Il Presidente dell'Associazione "Un sogno per domani", Nicola Macaluso, accoglie le dimissioni di Gero Miceli dalla carica di Presidente della Giuria del Premio "Una poesia per la pace", e comunica il nome del nuovo Presidente.
Di seguito il testo del comunicato.

*****

Accolgo come atto formale le dimissioni del Presidente di Giuria.
Come da regolamento interno il Presidente di Giuria va cambiato ogni due anni!
Ringrazio Gero Miceli per l’impegno profuso per questi tre anni di presidenza!
A nome mio e di tutta l’Associazione porgo cordiali saluti!
Il posto di Presidente di Giuria viene accolto dal dott Sebastiano Santalucia.
Auguro al neo presidente un buon lavoro!


Nicola Macaluso
Racalmuto, 02/10/2026
.  
  

Redazione

2 ottobre 2026
        

 

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02/10/2026

Attualità. Le dimissioni di Gero Miceli da Presidente della Giuria del Premio "Una poesia per la pace"

 

Gero Miceli
Gero Miceli

Questa mattina sono state formalizzate da Gero Miceli le dimissioni dalla carica di Presidente della Giuria del Premio "Una poesia per la pace", indetta dall'Associazione "Un sogno per domani". Nella lettera indirizzata al Presidente dell'Associazione e ai componenti della Giuria, Miceli motiva la sua decisione.
Di seguito il testo della lettera.

*****

Al Presidente dell’associazione “Un Sogno per Domani”
Ai gentili membri di giuria del Premio “Una Poesia per la Pace”

Oggetto: Lettera di dimissioni dalla carica di Presidente di giuria

Gentilissimi,
con la presente rassegno le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente di Giuria del Premio "Una poesia per la Pace".
Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per l’onore e la stima che mi sono stati accordati nel corso di queste tre edizioni.
Guidare la Giuria è stato un privilegio che ho vissuto con profondo senso di responsabilità e con un impegno costante, consapevole del valore umano e simbolico che questo Premio rappresenta.
In questi anni ho cercato di mettere a disposizione tutto ciò che era nelle mie possibilità: competenze, energie, visione e dedizione.
Ho sostenuto il Premio con entusiasmo anche nei momenti di maggiore incertezza e sconforto - come in occasione dell'ultima edizione, quando l'Associazione ha pensato seriamente sull'opportunità di fermarsi -, credendo fermamente nel progetto fino a condurlo con insistenza alla sua XVIII edizione del 21 marzo 2026 (l'edizione che ho definito maggiorenne).
Durante la mia Presidenza, il Premio ha vissuto una buona evoluzione, “emancipandosi” dalla sua dimensione prettamente locale di concorso celebrato in parrocchia, per elevarsi a evento di più ampio respiro culturale, senza però alterarne lo spirito originario che ho sempre apprezzato.
Ho spostato, come valore simbolico, la data della cerimonia di premiazione al 21 marzo (Giornata Mondiale della Poesia) e portato la manifestazione in luoghi di straordinario prestigio, celebrandola per due volte presso la Fondazione Sciascia e una volta nella splendida cornice del Teatro di Racalmuto.
Parallelamente, una maggiore estensione e divulgazione del bando ha permesso di valicare i confini originari, attraendo l'interesse e la partecipazione di altri nuovi autori provenienti da numerose province siciliane e alcune regioni d'Italia.
Per garantire questa crescita, ho operato instancabilmente sia sul piano istituzionale che su quello personale: ho creato sinergie per il “main sponsor” introducendo per gli alunni vincitori del “Premio Semplicità” i Premi consistenti nelle certificazioni Eipass 7 moduli user, e ho supportato di tutto cuore la tenuta della manifestazione talvolta anche con risorse economiche personali, ad esempio per garantire la presenza dell'artista vincitore del Premio Speciale alla Carriera nell’ultima edizione.
Ritengo profondamente che ai poeti e alla poesia debbano essere sempre riservati il massimo impegno e la massima valorizzazione.
È un dovere morale, prima ancora che istituzionale, garantire loro ascolto e rispetto, affinché la loro voce trovi la dignità che merita.
Proprio per questo, ho sempre auspicato e cercato di promuovere in seno alla giuria una sensibilità critica rigorosa, capace di scorgere l'autentico valore poetico e di distinguerlo con fermezza da componimenti meno ispirati: un esercizio di finezza intuitiva che ritengo imprescindibile e che non sempre, purtroppo, ha trovato una totale e condivisa convergenza.
Questo principio, a volte faticoso ma necessario, ha guidato ogni mia scelta nel corso del mandato.
Giungo a questa decisione dopo averla maturata per mesi, praticamente dall'indomani della cerimonia del 21 marzo di questo anno, per tutta la durata dell'estate e fino a ieri sera, nella serena consapevolezza di aver dato tutto il massimo che potevo offrire.
Oggi, pertanto, ritengo che sia giusto lasciare ad altri questo ruolo, affinché nuove sensibilità, nuove idee e nuove energie possano proseguire e ampliare il percorso intrapreso.
Le istituzioni culturali crescono quando sanno rinnovarsi, quando accolgono nuovi sguardi e permettono ad altre competenze di esprimersi.
Per questo credo che sia proprio giunto il momento opportuno per favorire tale passaggio, nella certezza che il cammino ormai intrapreso potrà continuare a svilupparsi con la stessa cura e con la stessa attenzione che ho cercato di garantire al Premio, all’organizzazione e agli autori partecipanti.
Rimango grato per l’esperienza vissuta, per la fiducia ricevuta e per la stima dimostrata nei miei confronti.
Conserverò questo tratto di cammino come un segno prezioso.
Certo della vostra sensibile comprensione, vi giungano i miei più cordiali saluti.

Gero Miceli
Grotte (AG) 02/10/2026
.  
  

Redazione

2 ottobre 2026
        

 

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01/10/2026

Università. Auguri alla dott.ssa Angela Maria Zaffuto, per la sua laurea magistrale da 110 e lode

 


Dott.ssa Zaffuto

Oggi, giovedì 1 ottobre 2026, la dott.ssa Angela Maria Zaffuto ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche presso l'Università degli Studi di Palermo, all'interno della Scuola di Medicina e Chirurgia e del Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza "G. Alessandro", ottenendo la votazione finale di 110/110 e lode.


(La dott.ssa Angela Maria Zaffuto con i genitori)

Per l'anno accademico 2025-2026, la dott.ssa Zaffuto ha presentato e discusso una tesi intitolata "Clinical management infermieristico nei complessi operatori: un modello organizzativo per l'efficienza dell'attività chirurgica e la riduzione del rischio professionale". Il lavoro di tesi è stato svolto sotto la supervisione del relatore, il prof. Girolamo Geraci.
Per celebrare il raggiungimento del titolo di studio, i familiari hanno desiderato dedicarle un messaggio d'affetto e stima:
"Cara Angela, oggi raggiungi un traguardo importante, frutto di anni di studio, sacrifici, impegno e tanta determinazione. La tua laurea magistrale in Infermieristica è motivo di grande orgoglio per tutti noi. Abbiamo visto la passione e la dedizione con cui hai affrontato ogni difficoltà e siamo felici di poter condividere con te questo giorno così speciale. Il tuo percorso ti porterà a prenderti cura degli altri con competenza, sensibilità e umanità: qualità che ti hanno sempre contraddistinta e che siamo certi faranno di te una professionista speciale. Ti auguriamo di continuare a credere nei tuoi sogni, di affrontare ogni nuova sfida con il sorriso e di non dimenticare mai quanto vali.
Congratulazioni Dottoressa!
Con tutto il nostro amore e il nostro orgoglio.
La tua famiglia
".
Da parte di tutta la redazione di Grotte.info Quotidiano vanno i più sinceri auguri alla dott.ssa Angela Maria Zaffuto - per questo traguardo raggiunto - e ai suoi genitori
.       
  

Carmelo Arnone

1 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
                 


 

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01/10/2026

Politica. "Fare il parlamentare non significa godere di onori e privilegi"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Fare il parlamentare non significa godere di onori e privilegi, ma occuparsi di quello che affossa giorno per giorno la Sicilia.
Se la mafia controlla un pezzo di pubblica amministrazione, se decide le assunzioni e le mansioni in un'azienda che si aggiudica un appalto, qualcuno deve pur denunciarlo.
Che sia ancora una volta Ismaele La Vardera a farlo, consapevole dei rischi che deve affrontare perché sa di sfidare coraggiosamente interessi consolidati e pericolosi, a me sinceramente preoccupa molto.
Chi sceglie di rivolgersi a lui per denunciare una situazione poco chiara, sa di potersi fidare, sa che ci metterà la faccia e non si tirerà indietro.
Quello che mi preoccupa non è tanto la sua sovraesposizione, quanto i silenzi, la diffidenza, gli opportunismi di quanti predicano lotta alla mafia e impegno per la legalità, non mancano a una celebrazione, pubblicano ogni anno le foto di Pio La Torre, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma in casi come questo, si guardano bene dal riconoscere il significato di una battaglia che dovrebbe essere anche loro.
Prevale, purtroppo, il timore di riconoscere un vantaggio a chi viene vissuto come un competitore invece che un alleato, come l'outsider che osa sovvertire gli schemi anchilosati di una sinistra che ha perso il senso dell'orientamento.
Non mi aspetto le barricate davanti l'ospedale Cervello, l'occupazione pacifica dell'assessorato alla sanità, il corteo per chiedere che si faccia piena luce su ogni possibile infiltrazione mafiosa, ma uno straccio di comunicato stampa, qualche striminzita parola di sostegno, un minimo di condivisione, questo sì, credo sia il minimo accettabile da chi si dice portatore del cambiamento.
Messi alle strette, diranno più tardi che occorre prudenza, che occorre guardare meglio le carte, che si poteva agire diversamente, che è più o meno quanto fatto sulla vicenda della Italo Belga.
Meglio tardi che mai?
No, di fronte a casi come questo tardi è tardi, e i silenzi, le prudenze, gli opportunismi pesano come macigni sulle spalle dei siciliani
. 
  
Enzo Napoli
1 ottobre 2026 
© Riproduzione riservata.
  


 

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01/10/2026

Curiosità. "I mesi dell'anno in filastrocca - Ottobre"; di Giuseppe Castronovo

 

I mesi dell'anno in filastrocca
Filastrocca dei mesi


"
I MESI DELL'ANNO IN FILASTROCCA"

OTTOBRE

Se Ottobre è birichino,
addio mosto, addio vino.

In Ottobre semi in pugno,
se vuoi mietere di giugno.

In Ottobre, o molle o asciutto,
per San Luca (18 ottobre) semina tutto
.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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01/10/2026

Scuola. Progetti, sicurezza e inclusione: l'Istituto Comprensivo "L. Sciascia" incontra il territorio

 

Progetti, sicurezza e inclusione: l'Istituto Comprensivo "L. Sciascia" incontra il territorio
Giuseppe Farruggia

Progetti, sicurezza e inclusione: l'Istituto Comprensivo "L. Sciascia" incontra il territorio
Autorità

Progetti, sicurezza e inclusione: l'Istituto Comprensivo "L. Sciascia" incontra il territorio
Incontro

Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 30 settembre 2026, presso il plesso “V.E. Orlando” di Grotte, appartenente all’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” di Grotte e Racalmuto, si è svolta una riunione promossa dal nuovo dirigente scolastico Giuseppe Farruggia. Il Dirigente ha convocato le diverse realtà locali con l'obiettivo di avviare un confronto diretto con il territorio, valutando competenze, proposte e forme di collaborazione da integrare nella programmazione delle attività scolastiche.

Saluto del dirigente scolastico dott. Giuseppe Farruggia
(Saluto del dirigente scolastico dott. Giuseppe Farruggia)

Durante la discussione, il dott. Farruggia ha ricordato l'importanza del lavoro condiviso tra l'istituzione scolastica e le strutture sociali, culturali e istituzionali della zona per sostenere la crescita degli studenti. Subito dopo sono seguiti i vari interventi delle autorità e dei rappresentanti delle associazioni.
Il Maresciallo Ordinario Giuseppe Alletto Sanfilippo, comandante della Stazione Carabinieri di Grotte, ha presentato due iniziative: una focalizzata sul contrasto a bullismo e cyberbullismo e l'altra sull'educazione stradale, la cui esposizione sarà affidata al Capitano Davide Di Campli, comandante della Compagnia Carabinieri di Canicattì.
Successivamente, Giuseppe Cardillo, della DCS di Racalmuto, ha proposto percorsi dedicati allo sport, alla salute e al Banco alimentare. Per la ricerca scientifica e la prevenzione sanitaria, una Consigliera Regionale dell'AIRC ha illustrato il progetto “Cancro, io ti boccio”, mentre il Rotary Club Colli Sicani ha messo a disposizione interventi dedicati alla riduzione dello spreco alimentare e uno screening per la celiachia. Sul tema del volontariato e della donazione, il presidente dell’AVIS Pietro Zucchetto e la segretaria Annamaria Malignaggi hanno promosso il concorso “Il dono del sangue, il dono più importante”, mirato a sensibilizzare studenti e famiglie.
Anche il settore culturale e artistico ha visto numerose proposte. Aristotele Cuffaro, presidente dell’associazione “Nino Martoglio”, ha suggerito la realizzazione di un cineforum con la presenza del regista Quattrocchi e la realizzazione di incontri con l'autore. Nicola Macaluso, a nome dell’associazione “Un sogno per domani”, ha presentato il concorso “Una poesia per la pace” collegato al progetto “Semplicità: poesia e disegno”. Luigi Falletti, studioso di storia locale, ha illustrato un lavoro di ricerca sulla memoria degli Internati Militari Italiani (IMI), che si concluderà con l'assegnazione di medaglie d'onore alle famiglie di Grotte e Racalmuto
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Autorità
(Autorità)

Per la promozione del patrimonio locale, la Proloco di Grotte, tramite il volontario Alfonso Provvidenza, ha proposto il laboratorio artistico “Colorare le festività del nostro paese” per la scuola primaria, oltre alla realizzazione di un'audioguida in quattro lingue (italiano, siciliano, inglese e francese), di totem informativi o di una memoria digitale del paese per la scuola secondaria. Sul piano delle tradizioni e del coinvolgimento giovanile, Fabio Bellomo, presidente del Gruppo folk “Herbessus”, ha proposto di includere i ragazzi nelle attività del gruppo, chiedendo la disponibilità di locali scolastici per le proprie attività.
Don Carmelo La Magra, parroco di Racalmuto, ha comunicato la volontà di rilanciare l'oratorio come spazio di crescita collettiva, valorizzando le tradizioni e rafforzando l'azione della Caritas e del Centro di ascolto.
Per la sicurezza dei trasporti, il Sovrintendente Capo della Polizia Ferroviaria Cosenza ha presentato, a nome del proprio dirigente, un progetto svolto insieme all'Università La Sapienza di Roma per spiegare ai ragazzi di terza media l'uso corretto del treno attraverso giochi, diapositive e momenti di discussione. Sul fronte dei diritti e dell'educazione sociale, Angela Giglia, presidente della FIDAPA di Racalmuto, ha illustrato un protocollo contro la violenza di genere da analizzare insieme agli studenti.
L'ambito della comunicazione è stato trattato dal giornalista Nicolò Giangreco, che ha offerto supporto alla comunicazione della scuola, proponendo un laboratorio di redazione per gli alunni e incontri dedicati all'intelligenza artificiale e alle fake news. Allo stesso modo, Carmelo Arnone, direttore di Grotte.info Quotidiano, ricordando i vent'anni di attività della testata giornalistica, ha garantito disponibilità a favorire la diffusione delle informazioni relative alle iniziative e progetti della scuola, nonché a fornire supporto e collaborazione con forze dell'ordine, educatori, psicologi, per lezioni sull'uso sicuro e consapevole dei social media, la tutela della privacy nella diffusione di immagini e dati personali, la sicurezza e tutela nelle comunicazioni digitali
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Incontro Scuola-Territorio
(Incontro Scuola-Territorio)

In rappresentanza delle istituzioni comunali, Giusy Minneci, Assessore alla Disabilità del Comune di Grotte, ha proposto il progetto “Nati per leggere” e la partecipazione della scuola alla “Giornata della disabilità”. A queste proposte si è aggiunto il Sindaco di Grotte, Alfonso Provvidenza, che ha suggerito una collaborazione sullo sport paralimpico con un'associazione di Ravanusa e confermato la disponibilità per l'avvio del tempo prolungato. Infine, il Sindaco di Racalmuto, Calogero Bongiorno, ha confermato l'attivazione dei servizi di mensa e scuolabus, oltre alla disponibilità della Fondazione “Sciascia” a collaborare con l'istituto.
Al termine degli interventi, il dirigente scolastico Giuseppe Farruggia ha ringraziato tutti i partecipanti per la disponibilità. Tutte le idee raccolte saranno valutate dall'istituto per la stesura del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) per l'anno scolastico da poco iniziato. Dal confronto è emersa la volontà comune di fare rete attorno alla scuola, intesa come elemento centrale della comunità, per offrire ai giovani diverse opportunità formative sia dentro che fuori dall'orario di lezione
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Redazione

1 ottobre 2026
        

 

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