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Aprile 2021

 

19/04/2021

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della settimana

 

Programma della settimana
Unità Pastorale
 

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti (disponibili anche alla pagina "Chiesa").

Lunedi 19 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario (tema: San Giuseppe. Il sogno della vocazione);
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per le vocazioni;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 18.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa.

Martedi 20 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario (tema: San Giuseppe. Il sogno della vocazione);
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per le vocazioni;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 21 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario (tema: San Giuseppe. Il sogno della vocazione);
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per le vocazioni;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Giovedi 22 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 09.00, nella chiesa San Francesco, santa Messa, Adorazione eucaristica e confessioni sino alle 12.00;
- ore 17.00, in chiesa Madre, Adorazione eucaristica;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario (tema: San Giuseppe. Il sogno della vocazione);
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per le vocazioni;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 20.00, in chiesa Madre, catechesi e Adorazione.

Venerdi 23 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.00, in chiesa Madre, Via Lucis;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario (tema: San Giuseppe. Il sogno della vocazione);
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per le vocazioni;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 20.00, in chiesa Madre, Via Lucis;
- ore 20.15, nella chiesa Madonna del Carmelo, Itinerario dei fidanzati.

Sabato 24 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario (tema: San Giuseppe. Il sogno della vocazione);
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Adorazione eucaristica per le vocazioni;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa prefestiva.

Domenica 25 aprile - IV Domenica di Pasqua - Giornata Mondiale per le Vocazioni
- ore 08.15, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa animata dal Cammino neocatecumenale;
- ore 10.00, nella chiesa San Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, disponibilità per le confessioni;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.30, nella chiesa San Rocco, santa Messa;
- ore 18.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 19.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Numero di fedeli consentito nelle chiese di Grotte:
- chiesa Madre: 112
- chiesa Madonna del Carmelo: 60
- chiesa San Rocco: 25
Disposizioni particolari:
- non è consentito l'ingresso a persone con una temperatura corporea pari o superiore a 37,5° o che hanno avuto contatti con persone positive a SARS-COV2 nei giorni precedenti.
I fedeli hanno l'obbligo di:
- entrare ed uscire dalla chiesa rispettando la distanza di 1,5 metri dagli altri fedeli;
- indossare la mascherina;
- igienizzare le mani al dispenser situato all'ingresso;
- occupare il posto contrassegnato;
- mantenere la distanza di almeno 1 metro laterale e frontale dalle altre persone;
- evitare qualsiasi forma di contatto fisico;
- non dare il segno della pace;
- attenersi alle indicazioni del celebrante per ricevere la santa Comunione;
- depositare le offerte per la parrocchia negli appositi contenitori;
- non sostare in chiesa o sul sagrato dopo la celebrazione.
  
Redazione
19 aprile 2021
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19/04/2021

Comune. Convocato il Consiglio comunale in seduta ordinaria per mercoledi 21 aprile alle ore 17.00

 

Aula consiliare "Antonio Lauricella"
Aula consiliare

L'adunanza del prossimo Consiglio comunale di Grotte, convocato in seduta ordinaria - in modalità videoconferenza - su determinazione del presidente Aristotele Cuffaro, è stata fissata per mercoledi 21 aprile 2021, alle ore 17.00. La videoconferenza sarà svolta sulla piattaforma "Zoom Meeting". La pubblicità della seduta sarà garantita mediante diretta streaming accessibile dalla pagina istituzionale del Comune di Grotte.  

Verrà discusso il seguente ordine del giorno:

1) Nomina scrutatori; lettura ed approvazione verbali seduta precedente;
2) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Regolamento per l'applicazione del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria;
3) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Regolamento per l'istituzione e la disciplina del canone di concessione per l'occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate. Legge 160/2019. Decorrenza 1 gennaio 2021;
4) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Regolamento di disciplina della Tassa sui Rifiuti (TARI);
5) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Regolamento del Documento Unico di Programmazione Triennio 2021-2023;
6) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Verifica quantità e qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie - Anno 2021;
7) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Adozione piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ex art. 58 del d.l. 112/2008;
8) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Programma triennale OO.PP. 2021/2023 ed elenco annuale 2021;
9) Proposta di deliberazione del Consiglio comunale: Programma biennale degli acquisti di beni e servizi 2021/2022 ai sensi dell'art. 21 codice dei contratti pubblici;
10) DDG n. 442/2018/Serv. 4, Dipartimento Autonomie Locali - Approvazione proposta progettuale e relativo quadro economico finanziario per l'acquisto di uno scuolabus;
11) Interrogazione: Graduatorie concorsi Comune di Grotte - prot. 1748 del 12/02/2021;
12) Mozione consigliere Giada Vizzini prot. 3279 del 15/03/2021: Atto di indirizzo al Sindaco e alla Giunta per l'adozione del P.E.BA a Grotte (NdR: P.E.BA = Piano Eliminazione Barriere Architettoniche).

In caso di mancanza del numero legale la seduta sarà sospesa per un'ora e, qualora dopo la sospensione non ci fosse ancora la presenza del numero legale dei Consiglieri, la seduta di seconda convocazione sarà tenuta il giorno successivo, sempre alla stessa ora.
La Convocazione della seduta di Consiglio comunale riporta inoltre che "lo svolgimento della seduta consiliare in modalità videoconferenza oggetto della presente convocazione, sarà ordinariamente disciplinato mediante l'osservanza del vigente “Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale” unitamente ai criteri per lo svolgimento in videoconferenza delle sedute del Consiglio Comunale stabiliti con Determina del Presidente del Consiglio Comunale prot. n.13256 del 09/11/2020"
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Redazione
19 aprile 2021
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18/04/2021

Romanzo. "Chi era il vero padre di Gesù?", di Rodolfo Costanza; 17^ puntata

 

Fuga in Egitto - Guttuso
Fuga in Egitto
R. Guttuso



Prof. Rodolfo Costanza
Prof. Rodolfo Costanza

 
"Chi era il vero padre di Gesù?"
(Una giovinetta ripudiata dal re)
     
Fuga in Egitto - Guttuso
(Fuga in Egitto, di Renato Guttuso)

(17^ puntata)

Cap. 17
Salvato da un solo prepuzio

     Lo stesso giorno che riceve i magi, su pressione dei familiari, nonostante le sue titubanze, il re alla fine prende la decisione di inviare a Betlemme per l’indomani un drappello di armati con l’intento di eliminare il neonato messia.
     Il pomeriggio l’eunuco capo, saputa la notizia della decisione di Erode d’inviare i gendarmi per sopprimere il figlio di Myriam, è preso dallo scoramento. Tuttavia egli organizza una riunione segreta tra i pochi amici di Myriam rimasti ancora a corte, i quali alla fine sono del parere che è ormai impossibile intervenire per salvare il nascituro.
     All’ultimo momento, prima che si sciolga la riunione, interviene Levi ben Jakob, il dispensiere di corte, il quale fa presente: «Un rimedio ci sarebbe, consiste nel far giungere a Betlemme un messaggio tramite i pastori keniti che beneficiano del diritto di pascolo nelle terre steppose a sud di Gerusalemme e attorno a Betlemme».
     Fortunatamente non c’è alcun pericolo che il messaggio possa essere intercettato dalle numerose spie di Erode. I presenti non capiscono. Il dispensiere chiarisce: «I pastori, fin dalla notte dei tempi, nelle zone montuose comunicano tra loro, anche a distanze notevoli e in breve tempo, tramite un linguaggio fatto di fischi» (il linguaggio dei fischi risale alla notte dei tempi e nel periodo in cui nacque Gesù era diffuso in Europa e nel Vicino Oriente principalmente tra i montanari dei Pirenei, Alpi, Carpazi, Caucaso, montagne dell’Anatolia Orientale, della Siria. Oggi è ancora usato nell’isola di Lagomero nelle Canarie che prende il nome di Silbogomero, in Cina in alcune zone dello Yunnan e nella Turchia del Nord-Est). Egli chiederà fra un’ora, prima che faccia sera, al pastore kenita che porta latte, formaggi e ricotte alla dispensa del palazzo reale, se può trasmettere un messaggio ai pastori di Betlemme e del suo circondario. La riunione si scioglie nell’attesa che l’idea avuta dal dispensiere vada a buon fine.
     Fattasi sera, Myriam e Joseph si addormentano. Il pastore, dopo aver fatto un giro attorno all’ovile per controllare che non si aggirino animali selvatici o cani randagi, si adagia sopra a un covone di paglia. È proprio in quel momento che sente in lontananza un lungo e modulato fischio proveniente dalle basse colline che s’intravedono a Nord in direzione di Gerusalemme. Il pastore porta le mani dietro alle orecchie e aggrotta la fronte; una serie di fischi arriva alle sue orecchie. Il messaggio comunica a tutti i pastori della zona: «Cercate e informate una donna di nome Myriam di Nazareth, alla quale è nato un figlio, di nascondersi. Essa è ricercata dai gendarmi di Erode i quali hanno l’ordine di uccidere il suo neonato».
     Il pastore, dopo aver risposto di aver compreso il messaggio, pensa a come provvedere velocemente a nascondere in un luogo più sicuro gli ospiti. Sveglia subito Joseph facendogli presente del rischio che corrono rimanendo nei pressi di Betlemme. Myriam, nonostante le fatiche del parto, con l’aiuto del cugino e di suo marito prepara il necessario per partire e trasferirsi.
     Nel frattempo arrivano nell’ovile, dove è nato Gesù, i primi pastori (citati dall’evangelista Luca), avvisati dalla comunicazione, per mezzo dei fischi, inviata dalla reggia di Erode dagli amici fidati di Myriam. «C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo, oggi è nato nella città di Davide il Salvatore. Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”» (Lc 2,8-14). Essi s’inginocchiano con la rituale proskynesis (prostrazione) e dopo consigliano Joseph e Myriam di seguirli verso ovest, dove avrebbero trovato loro un nascondiglio e una sistemazione più sicura in una delle tante grotte situate nelle colline prospicienti alla città di David. La famiglia di Joseph e la comitiva di pastori si avviano per la nuova dimora che è raggiunta dopo tre ore di cammino prima che sia spuntata l’alba.
     Chi sono questi pastori keniti? Essi sono i discendenti delle originarie popolazioni che abitavano Israele prima di Abramo e la sua stirpe. Betlemme è ai limiti della steppa, ossia di quella terra che si estende a sud, abbandonata e incolta, che può essere sfruttata solo a pascolo. Gli ovini posseduti dagli abitanti dei villaggi di norma sono fatti rientrare durante la notte nelle stalle circostanti, ma numerosi greggi che pascolano lontano nella steppa rimangono di continuo all’aperto anche di notte con qualche uomo di guardia. Che sia giorno o notte, estate o inverno, quelle bestie e quei pochi uomini formano tutta una comunità che vive nella steppa. I pastori a volte si rifugiano in qualche grotta quando c’è pioggia o freddo; forse più di uno ha ricoverato la moglie che stia per partoriente in una grotta e ha deposto il suo neonato ugualmente dentro a una mangiatoia.
     Giuseppe chiede ai pastori come mai tanta solidarietà verso di loro. Essi rispondono: «Cerchiamo di adempiere una profezia delle sacre scritture e dei profeti. Essendo noi filo asmoniani, come quasi tutti i pastori della Giudea, in ricordo della guerriglia e delle battaglie comuni sostenute nella steppa con i Maccabei contro i Seleucidi, detestiamo Erode poiché lo consideriamo un usurpatore e lo sterminatore degli ultimi eredi degli Asmonei».

* * *

     Il mattino presto arriva a Betlemme una nutrita schiera di gendarmi che, sparsi per il paese e nei dintorni, perquisiscono tutte le case e le grotte del circondario. Essi sono in cerca di una puerpera con un bambino appena nato. Alla fine trovano cinque donne che hanno partorito nell’ultima settimana dei neonati: tre sono femminucce delle quali una morta, due sono maschietti di cui uno morto (si ricorda che la mortalità neonatale allora superava quasi il 50% di tutti i nati).
     Il capo delle guardie erodiane è originario della zona; è stato scelto poiché conosce la cittadina e i luoghi per cui Erode presume che farà bene il suo lavoro e poi perché è molto solerte nello svolgere il compito assegnato. Le guardie si attengono alle disposizioni date dal re: uccidere solo i maschietti che hanno un’età inferiore agli otto giorni di vita poiché non circoncisi (la strage degli innocenti secondo i vangeli avvenne tra il 6 e il 7 d.C. per opera di Erode, ma questi morì il 4 a.C.. Le numerose discrepanze cronologiche fanno ritenere che gli autori dei Vangeli hanno appreso le notizie sulla nascita di Gesù di seconda o addirittura di terza mano e inoltre corrotte e mitizzate).
     Il re aveva ordinato al capo del drappello, prima di partire per Betlemme, che gli siano portati i peni con i prepuzi dei neonati uccisi, senza i quali non ha la certezza che essi siano stati circoncisi e quindi siano passati otto giorni dalla nascita. Erode è sicuro che il figlio di Myriam, essendo nato da poche ore, non sia stato ancora circonciso, pertanto ha la certezza che uno dei peni con annesso prepuzio che gli avrebbero consegnato le guardie sarebbe stato del neonato Messia. Egli per avere la certezza della soppressione del figlio di Myriam aveva ordinato che si uccidessero solo i neonati non ancora circoncisi (la legge e la tradizione religiosa giudaica impongono ai genitori che i figli maschi siano circoncisi non prima dell’ottavo giorno dalla nascita; condizione cui Gesù si trovava assieme agli altri due neonati di Betlemme).
     Il maschietto vivo, da poco nato, appartiene a una famiglia facoltosa del luogo e non può essere il neonato che viene cercato. Famiglia conosciuta molto bene dal capo guardia, il quale è preso da alcuni scrupoli e anche dalla paura di ritorsioni da parte di Erode. Tuttavia accortamente decide di risparmiare il bambino ricorrendo a un banale sotterfugio. Al bambino appena morto è tagliato il pene che è consegnato a Erode assieme a una relazione del capoguardia. La relazione afferma che il pene appartiene al bambino, da loro ucciso, di nome Yehoshua ben Joseph nato un giorno prima a Betlemme, come compare nelle trascrizioni dei registri della sinagoga. Esso è figlio di Myriam ben Joakim di Nazareth e di Joseph ben Jaakob di Betlemme, questi ultimi registrati nel paese, tre giorni prima, per assolvere gli obblighi imposti dal censimento.
     Erode, soddisfatto per l’eliminazione del futuro Messia e dello scansato pericolo e appagato di aver eliminato chi lo avrebbe potuto detronizzare, rivolge quindi i suoi pensieri e le sue energie a contrastare le trame e i litigi del proprio clan familiare e della corte.
     Una volta superata l’emergenza, Joseph, ricostituite le forze della moglie, il mattino presto dell’ottavo giorno dalla nascita di Gesù, quando il sole risplende sui buoni e sui cattivi, decide di rientrare tacitamente a Betlemme.
     Egli ringrazia i pastori per quello che hanno fatto, i quali gli regalano un bastone che sarebbe servito per accompagnarlo e sostenerlo nel viaggio verso Betlemme che stanno per affrontare e poi chissà ancora per dove. La famiglia, raccolti i pochi indumenti in un fagotto e avvolto Gesù in uno scialle, rientra a Betlemme fra parenti, dove cercano e trovano un alloggio più consono per loro e il bambino. «Dalla grotta i tre si trasferiscono a Betlemme in una casa decente» (Mt 2,11).
     Così, con estrema riservatezza e prudenza, compiono con qualche timore i rituali prescritti dalla legge mosaica: circoncisione dopo otto giorni, purificazione della puerpera, presentazione e riscatto al Tempio del primogenito dopo quaranta giorni. Con molta discrezione approntano i preparativi per la cerimonia della circoncisione (Brit milà): «E quando furono trascorsi gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu posto nome Yehosuha, il nome dato dall’angelo in sogno a Miryam prima che fosse nato» (Lc 2,21).
     Joseph e Myriam chiedono al mohel (circoncisore) e ai parenti di non far parola a nessuno della cerimonia e della loro presenza a Betlemme poiché avrebbero corso il rischio di essere catturati dalle guardie del re e il neonato ucciso.
     La festa, diversamente che a Ein Karem con Giovanni che ormai ha compiuto nove mesi di età, avviene solo tra i parenti più prossimi in modo modesto con un pranzo parco, un dolce fatto in casa dalla cugina con miele, fichi, mandorle e con la ricotta e il latte del proprio gregge, dei melograni e del vino locale con il quale tutti quanti brindano alla salute del neonato.
     La legge ebraica prescrive che la donna, dopo il parto, è considerata impura e deve rimanere segregata in casa per quaranta giorni se ha partorito un maschio e ottanta se è una femmina, dopo di che deve presentarsi al Tempio di Gerusalemme per purificarsi e farvi un’offerta che per i poveri è limitata a due tortore o due piccioni. Se poi il bambino è primogenito, di diritto, appartiene a Jahweh come tutti i primogeniti degli animali domestici e le primizie dei campi; i genitori devono riscattarlo pagando al Tempio cinque sicli facendovi fronte con una parte dei soldi donati da Nicola di Damasco e che Joseph si è portato dietro.
     Non è obbligo portare materialmente il neonato primogenito al Tempio di Gerusalemme per presentarlo a Dio, ma, di solito, le giovani madri lo portano con sé per invocare su di lui la benedizione celeste. Ambedue queste usanze-riti sono eseguite da Joseph e Myriam con molta prudenza, discrezione e con l’aiuto dei parenti.
     Del resto è consuetudine delle decine di madri, che ogni giorno arrivano per purificarsi dopo il parto, presentare i loro primogeniti al Tempio. Quel gruppetto di persone che entra nel Tempio, come tanti altri gruppi, fortunatamente non è fatto per attirare su di sé gli sguardi della gente che sta là a oziare o a sentire le dissertazioni dei maestri farisei o dei dottori della legge oppure dei commercianti posti nell’atrio dei gentili.

Rodolfo Costanza

Pubblicato dalla Testata Giornalistica
Grotte.info Quotidiano

su www.grotte.info il 18 aprile 2021.
Per gentile concessione dell'Autore
.
© Riproduzione riservata.
  

 

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18/04/2021

Letture Sponsali. "L'esperienza unica e personale dell'amore"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

In questa terza domenica di Pasqua, Signore, vieni a consegnarci la Pace, quella pace che scaturisce dalla conversione e dal perdono dei peccati. Ti presenti a noi vivo, in carne ed ossa, con addosso i segni visibili della tua passione.
Vieni Signore Gesù, apri la nostra mente, perché possiamo comprendere la verità della vita. Vieni, perché anche noi, come Giobbe, possiamo esclamare «prima ti conoscevo per sentito dire, ora invece ti vedo».
Vieni, perché possiamo allentare i nodi del dolore e ritrovare la speranza. Vieni e visita la famiglia, piccola chiesa domestica, che affronta momenti sempre più difficili da vivere in un quotidiano asfissiato da una quantità sempre maggiore di impegni, di cui a volte riempiamo il tempo anche quando potremmo fermarci.
Dove le relazioni sono sempre più fragili e immature. “Sconvolti e pieni di paura” così come i discepoli facciamo fatica ad uscire dai ragionamenti, ma Tu, Signore Risorto per farci uscire da questo “loop”, non fai lezioni teoriche, ragionamenti, ma ci esorti a guardare e toccare, perché nessuna grande lectio potrà mai sostituire l’esperienza unica e personale dell’amore.
L’Amore che si fa carne, l’amore che è dono. Aiutaci, Signore, ad accettare che la vita, prima che un ragionamento, è un nodo vitale di dolore e speranza. Solo così potremo aprire uno spazio interiore di resistenza alle forze disgreganti della morte.
Solo così potremo riaprire gli occhi e vedere faccia a faccia chi o cosa ci permette di non morire, e non dopo la vita, ma durante. Solo così saremo capaci di chiedere e dare perdono.
Paola e Salv
o

Punto chiave
Siamo agli atti finali del Vangelo. Dopo iniziano gli Atti degli Apostoli, che abbiamo iniziato a leggere appunto nelle ultime liturgie domenicali.
Tutto sembra compiuto, eppure è un nuovo inizio. È la storia dell'umanità "dopo Cristo".
Credere o non credere? Ancora, nel Vangelo di oggi, vediamo i discepoli di Gesù, e tra loro perfino gli Undici, oscillare tra queste due possibilità, nonostante tutto quello che era accaduto nei giorni precedenti di cui erano stati testimoni, e accogliere quasi con stupore l'ulteriore testimonianza dei discepoli di Emmaus.
È l'inizio della Chiesa e di quella che possiamo definire la Cristianità. Dal crimine, dall'ingiustizia, dal peccato più grande, cui fa riferimento Pietro nella Prima Lettura, origina la possibilità del riscatto.
Gesù, vera luce del mondo, con la luce del suo volto illumina e rischiara la nostra vita terrena. Gesù che, come dice Giovanni nella seconda lettura, è il nostro Paràclito presso Dio.
Questo è il miracolo che dà pace vera a tutti gli uomini e a ciò che gli uomini consacrano al Signore, come l'unione sponsale. Non è la vacua promessa della vita senza pena e senza dolore; dell'esistenza priva del giogo del peccato.
È però la possibilità del riscatto e della resurrezione dopo la morte, il primo e più grande miracolo di cui tutti noi, noi, sposi nel Signore, possiamo essere testimoni attraverso la Sua Parola di pace.
Barbara e Adrian
o
 
  

Redazione
18 aprile 2021
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17/04/2021

Urbanistica. Firmato dall'assessore Antonio Morreale un avviso pubblico sull'iniziativa "Case ad 1 euro"

 

Case a un euro
Case a un euro

"Case ad 1 euro"; avviso per i proprietari che intendono cedere gratuitamente gli immobili.
"
Il Comune di Grotte, con deliberazione di C.C. n. 23 del 24.09.2020, ha approvato il regolamento per la cessione agevolata di immobili denominata “CASE AD UN EURO”, sulla scia di altre iniziative similari nate in Italia in questi anni - scrive, nell'Avviso Pubblico reso noto ieri, l'architetto Antonio Morreale, Assessore all'Urbanistica del Comune di Grotte -, allo scopo di recuperare e valorizzare gli immobili siti nel territorio comunale e di arginare il fenomeno dello spopolamento che si sta registrando in questi anni nel centro storico favorendone inoltre la rivitalizzazione abitativa, commerciale ed artigianale".
"
È intendimento dell'Amministrazione Comunale - prosegue l'Assessore - acquisire la disponibilità alla cessione gratuita, da parte dei cittadini proprietari, di immobili ubicati nel territorio comunale, per il successivo e possibile recupero ed utilizzo da parte di privati, imprese, Società e/o società e loro consorzi, disponibili ad investire in un progetto complessivo di valorizzazione e recupero del centro storico".
L'architetto Morreale, nello stesso Avviso, specifica le modalità di adesione: "Tutti coloro che intendono aderire a tale iniziativa, possono inoltrare apposita comunicazione presso l’Ufficio Protocollo del Comune di Grotte oppure inviare all’indirizzo di posta elettronica certificata comunedigrotte@pec.it l’apposito modello “Allegato A”, dichiarando la propria disponibilità alla cessione dell'immobile di proprietà.
Si precisa che la manifestata disponibilità alla cessione agevolata non vincola in alcun modo il proponente - conclude Morreale - che potrà alienare il bene anche al di fuori della procedura di cui al presente avviso".
  
Redazione
17 aprile 2021
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16/04/2021

Lavori. Cimitero di Grotte: approvata la costruzione di 32 nuovi loculi

 

Cimitero di Grotte
Cimitero di Grotte

Saranno 32 i nuovi loculi che verranno costruiti nel cimitero di Grotte.
Avendo constatato che quelli esistenti sono in via di esaurimento, la Giunta municipale ha incaricato l'Ufficio Tecnico Comunale di redigere
una variante al Piano Regolatore del Cimitero comunale per individuare degli spazi da destinare alla costruzione di nuovi loculi. La variante, approvata dal Consiglio comunale, prevede la costruzione di 32 loculi “a cantera” nel campo PN, lato Est, del Cimitero.
Il Progetto esecutivo dei lavori di costruzione è stato redatto dal Capo Area Tecnica del Comune di Grotte, architetto Pietro Calì, e dal geometra Vetro Giovanni, dipendente comunale.
Ad eseguire i lavori, per l’importo netto di 34.163,26 euro oltre Iva, sarà la ditta PAM Srl di Grotte - individuata attraverso una indagine di mercato - che ha offerto un ribasso del 32,269 %. Il contratto prevede che i lavori si dovranno concludere entro 60 giorni dalla data di concreto inizio.
Si tratta di un intervento anche diretto a prevenire eventuali problematiche connesse all'emergenza pandemica - fa sapere l'Amministrazione comunale attraverso un comunicato -. Sono allo studio ulteriori ampliamenti che consentiranno la costruzione di nuovi loculi e di cappelle di famiglia.
  
Redazione
16 aprile 2021
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16/04/2021

Politica. On. Rosalba Cimino (M5S): "Il settore wedding, fermo da un anno, deve ripartire"

 

Rosalba Cimino
Rosalba Cimino

Il settore del wedding, fermo da un anno, deve ripartire”. Il deputato del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino, insieme ad altri undici colleghi, ha inviato una lettera al Comitato tecnico-scientifico, al presidente Draghi e al ministro Speranza, per sollecitare l’avvio di una valutazione tecnica per organizzare la ripartenza del settore.
Siamo convinti che attraverso la predisposizione di appositi protocolli di sicurezza - affermano di Deputati - sia possibile verificare le condizioni per una ripresa di quello che è un comparto strategico per l'economia italiana, pesantemente penalizzato da oltre un anno di chiusura”. La sola filiera diretta ha subito un calo di fatturato superiore all'80% rispetto agli anni passati, con un danno di oltre 20 miliardi di euro. In Sicilia le perdite vanno dal 70% al 100%, come sostenuto da Assocom Confcommercio. “È importante ricordare anche che il nostro Paese, e in particolare la Sicilia, viene scelto ogni anno da molti futuri sposi provenienti da ogni parte del mondo per celebrare le proprie nozze. Molte persone operanti nel settore - concludono gli esponenti del Movimento 5 Stelle - hanno presentato numerose proposte di protocolli di sicurezza, per poter accedere alle strutture dove si svolgeranno cerimonie e ricevimenti in sicurezza
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Redazione
16 aprile 2021
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16/04/2021

Iniziative. Sbocciata a Grotte l'orchidea dell'urban artist Fabio Petani

 

Nuovo murale della "Biddina" in Via Ingrao
Prima

Opera di Fabio Petani
Dopo

Realizzata a Grotte la nuova opera murale dell'urban artist Fabio Petani.
L'Artista trentaquattrenne di Pinerolo ha alle spalle una lunga carriera che lo ha portato in giro per il mondo. Alla maturità scientifica ha fatto seguire una laurea in Beni Culturali a Torino (tesi discussa: "Arte Urbana e cultura di strada dalle origini ai giorni nostri").

Fabio Petani
(Fabio Petani)

Caratteristica dei suoi lavori è la disordinata armonia di linee, forme e volumi integrati fra loro, i colori tenui e armoniosi miscelati a elementi di rottura. La sua ricerca analizza l’aspetto chimico e molecolare degli oggetti. Ogni elemento chimico, come ogni pianta, ha in qualche modo una connessione con l’ambiente, lo spazio o il contesto dove il murale viene realizzato. Immerso tra forme e colori, l’Artista si lascia trasportare dalla materia al fine di terminare la tavola periodica con un gruppo di opere che raccontino un’alchimia tra arte, chimica e natura.

Calcium Sulfate
(Calcium Sulfate - vedi l'opera)

Fabio Petani è stato chiamato a Grotte dall'Associazione culturale "La Biddina" per realizzare un suo murale sulla facciata di un immobile comunale in Via Francesco Ingrao n° 94. L’accoglienza e l’ospitalità gli hanno permesso di lavorare al meglio e con serenità. Nei suoi lavori inserisce la nomenclatura di un elemento chimico che si lega con il contesto nel quale realizza l'intervento murale; in questo caso ha scelto il solfato di calcio. Il paesaggio che spicca nella parte bassa rappresenta un panorama collinare dell'entroterra siciliano. La composizione si modifica e si evolve passando dal realismo di alcune parti che man mano si trasformano in linee astratte e grafiche che ne rendono la lettura più contemporanea e meno usuale. Una straordinaria, gigantesca orchidea prende la scena occupando la parte medio alta. In alto a sinistra troviamo il numero 136.1, che rappresenta la massa molare del solfato di calcio, la cui definizione latina per esteso "Calcium Sulfate" è riportata sotto l'orchidea.

Opere di Fabio Petani
(Altre opere di Fabio Petani)

In questa come nelle altre opere di Petani, l’occhio dello spettatore è attratto dal dualismo che si ripete tra realismo e astrattismo, colore e linee nere, natura e geometria. Tutti i colori presenti nelle composizioni sono il frutto di un lungo e continuo studio per ottenere l’alchimia perfetta tra loro in modo che ognuno serva a far emergere gli altri senza sbilanciare gli equilibri ma dando eguale importanza a ogni piccolo elemento; così come la linea rossa che, come gli altri elementi ricorrenti, è ormai diventata una sorta di firma dell'Artista. 
 

Carmelo Arnone
16 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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15/04/2021

Salute. Vaccino AstraZeneca senza prenotazione per gli over 60, da venerdi 16 a domenica 18 aprile 2021

 

Vaccino AstraZeneca senza prenotazione
Manifesto

Al via il weekend di vaccinazione straordinaria AstraZeneca in provincia di Agrigento. Iniziativa rivolta a persone dai 60 ai 79 anni che non presentano patologie o fragilità.
Ne ha dato conferma l'ASP di Agrigento. Un fine settimana di vaccinazione straordinaria anticovid-19 è in programma per le giornate di venerdi 16, sabato 17 e domenica 18 aprile nei diversi centri vaccinali della provincia. Si tratta di un “open weekend” per la somministrazione del vaccino AstraZeneca destinato alle persone di età compresa fra i 60 ai 79 anni che non presentano patologie o fragilità.

Vaccino AstraZeneca senza prenotazione

L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per vincere i timori e tornare ad essere tra le prime regioni italiane per adesione alla campagna vaccinale, consentirà agli interessati di presentarsi per ricevere il vaccino AstraZeneca, senza prenotazione, dalle ore 8.00 alle 22.00 di ciascuno dei tre giorni presso l’Hub vaccinale del Palacongressi di Agrigento oppure, dalle 8.00 alle 20.00, in una delle seguenti strutture: presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento, “Giovanni Paolo II” di Sciacca, “San Giacomo D’Altopasso” di Licata, “Fratelli Parlapiano” di Ribera, “Barone Lombardo” di Canicatti, PTA di Bivona, PTE di Cammarata, PTA di Canicattì, PTA di Licata, PTA di Sciacca.
  
Redazione
15 aprile 2021
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15/04/2021

Volontariato. Pietro Zucchetto: "Vi mostro i lavori alla sede AVIS di Grotte; aiutateci col 5x1000"

 

Pietro Zucchetto alla sede AVIS di Grotte
Guarda il video

Lo riconosci dalla voce: ha quel timbro graffiante, quel tono robusto, quella leggerezza nelle consonanti e quel vago accento nordico che ne fanno un mix inconfondibile. Lui è Pietro Zucchetto, Presidente dell'AVIS Comunale di Grotte: quest'associazione di donatori di sangue è una sua creatura e lui vi si dona anima e corpo. Ai valori del volontariato ci crede fermamente, e lo percepiscono subito tutte le persone che lo incontrano. Dal 24 marzo 2019 insegue senza sosta un sogno: realizzare a Grotte un centro dove poter effettuare prelievi di sangue, senza dover attendere l'autoemoteca di un'altra associazione, e senza doversi spostare in altre città. Ha insistito per mostrarci l'andamento dei lavori nella sede sociale. Lo abbiamo incontrato ieri (guarda il video).

Pietro Zucchetto alla sede AVIS di Grotte
(Guarda il video)

Con un'attenzione certosina ai minimi dettagli, che segue personalmente, ci illustra passo passo ogni singolo angolo, ogni centimetro, ogni arredo di queste stanze. Dove sono stati acquistati i materiali, quanto sono costati, che sconto è stato fatto, chi sta realizzando i lavori; nulla sfugge al suo racconto. È preciso, sino allo sfinimento: illustra come e dove saranno i mobili, le sedie, i tavoli le maniglie delle porte, gli infissi. Vede già avanti. Eppure quei locali, tra pitture in corso, impianti in via di completamento, servizi ormai definiti, mostrano il lungo e faticoso cammino percorso. Mentre il presidente Zucchetto prosegue nel mostrarci i locali dell'Associazione, un rumore nella stanza accanto rivela una presenza: è un giovane al lavoro su un pezzo di intonaco; non vuole mostrarsi. È uno dei tanti che, nel silenzio e nell'anonimato, hanno contribuito generosamente con materiali, professionalità, tempo, denaro. Perché quando Pietro - insieme ad alcuni suoi compagni d'avventura - ha teso la mano, pochissimi hanno volto lo sguardo altrove. Di Pietro ti puoi fidare, perché sai che ci mette del suo, senza altro fine che non sia l'aiuto verso il prossimo che soffre. Ci tiene a ringraziare ciascuno per nome e cognome, e lo fa ad ogni piè sospinto; per sé non rivendica onori e glorie. Dopo averci guidato nelle varie stanze, spiega che il denaro raccolto, circa 5.000 euro, non era minimamente sufficiente a coprire le spese per la ristrutturazione dei locali; ha dovuto impegnarsi con un mutuo - del quale risponde in prima persona - per ottenere altri 15.000 euro, ma ancora non bastano. Ed eccolo lì, per una volta ancora, a fare affidamento sul cuore grande dei suoi concittadini: "Aiutateci con il 5x1000, indicando il codice fiscale dell'Associazione 90032780844" - (guarda il video - riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info").  
  
Carmelo Arnone
15 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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13/04/2021

Racconti. "E le canzoni andarono in bicicletta"; di Salvatore Bellavia

 

Salvatore Bellavia
Salvatore Bellavia

 

La vita nell'entroterra della Sicilia nella metà del secolo scorso - la Sicilia vera, senza infingimenti, senza edulcorazioni, senza artefatte cromie - è quella che si trova nei racconti di Salvatore Bellavia. Una vita dura, semplice, quella della gente dei nostri paesi; gente che stentava a sopravvivere, temprata da fatiche e privazioni di ogni genere. Ma anche vita di gente baciata dalla sorte che, colta da improvvisa ricchezza, alzava il capo per ergersi una spanna sopra gli altri. Gente che parlava la lingua genuina, vera, dei nostri nonni.
Non ama indulgere a facili conformismi letterari, a triti stereotipi dal sicuro successo, Salvatore Bellavia; narra la Sicilia in bianco e nero che riemerge dal passato. Narra la Sicilia con lo sguardo disincantato di un attento antropologo dell'animo umano. E in quelle case, in quelle vie, in quelle situazioni, riconosciamo la nostra infanzia, le nostre radici.
In questo racconto l'Autore riesce magistralmente a condensare, in poche pagine, la grandiosa epopea di una famiglia: dalla mediocrità alla ricchezza, con una contrastata romantica storia d'amore e un finale aperto sull'avventura. Sullo sfondo di un terribile conflitto e sulle note della nascente industria discografica italiana.
Carmelo Arnone

E LE CANZONI ANDARONO IN BICICLETTA
di Salvatore Bellavia

     I ragazzi, quando vedevano passare Cocò, o se soltanto lo intravedevano da lontano, sospendevano i poveri giochi cui erano intenti per dedicarsi, con sottile e non sempre innocente ironia, alle facili allusioni dolciarie che il nome di quell’uomo ispirava: ai bambini, ai ragazzini che frignavano, piangevano o facevano i capricci, per acquietarli “s’inguliavanu”, si stuzzicava la golosità dicendo loro che se avessero fatto i bravi, in premio avrebbero avuto li “cocò”: una caramella, un cucchiaino di miele, una zolletta di zucchero. Dunque: Cocò caramela, Cocò meli, Cocò zuccaru.
     Non mi fu dato mai di sapere quale fosse il vero nome di Cocò, mentre appresi quale fosse il suo cognome in classe, in quinta elementare: convinto com’ero che il cognome di Cocò fosse “Margaranu”, fu per me motivo di grande sorpresa e meraviglia apprendere che di cognome invece faceva Nobile. Avvenne ciò il primo giorno di scuola, quando il maestro, facendo l’appello, pronunciò quel nome e ad alzarsi dal banco e rispondere “presente” fu Antonio, il figlio di Cocò. Quindi “Margaranu” era una “nciuria”, un soprannome e non un cognome.
     In Sicilia, in tempi non molto lontani, non era facile risalire dal “vezzeggiativo”, dato dai genitori ai figli, al nome registrato all’anagrafe. La ricerca era disseminata di trappole. Per esempio: il vezzeggiativo “Mimiddru” poteva riferirsi sia a Domenico, sia a Michelangelo, sia a Michele, quindi quando tu interpellavi Mimiddru non sapevi se a risponderti era Domenico, Michelangelo o Michele. E quando Mimiddru cessava di vivere, non si sapeva quale dei tre se ne fosse andato!
   E ora, come un cantastorie del tempo che fu, vado a raccontarvi di Cocò Nobile e di donna Tina La Porta: una storia d'amore che quasi si scioglie in favola.

     Nel quartiere Lampione un solido ed elegante palazzo, torreggiante in mezzo a tante misere casupole, ospitava da qualche decennio la famiglia di Don Galileo La Porta, socio per quaranta carati della miniera di zolfo Gruttaarraggiata e ricco possidente terriero.
     Quel “don”, che all’orecchio di Galileo sapeva di gioioso e glorioso tocco di campana come a celebrare e certificare la ricchezza e la potenza raggiunte, certo non l’aveva ereditato né dal nonno né dal padre, macellai in quel di Cammarata.
     Fu Nonò Puglietti, valente mastro muratore, a dare per primo del “don” a Galileo, nel corso della discussione, piuttosto agitata, circa le dimensioni delle fondamenta del palazzo.
     E prima che dalle fondamenta si arrivasse a collocare l’ultima tegola del tetto, Galileo per tutti i grottesi non fu più lu cammaratisi ma don Galileo!
     Al circolo dei Nobili, sapendolo ottimo raccontatore e ricco e fantasioso affabulatore, capitava che gli chiedessero del come e del perché avesse lasciato la sua bella Cammarata per finire in un paese povero e lercio, come era Grotte nel dopoguerra. Don Galileo, senza ulteriori sollecitazioni, cominciava il suo racconto intessendolo di beati sorrisi. In effetti, più che agli altri, la fortunata vicenda della sua vita, la raccontava a se stesso.

     Galileo, in occasione della fiera del bestiame che ogni anno si teneva per la festa di Santa Rosalia, si recò, su incarico del padre, da Cammarata a Santo Stefano di Quisquina per acquistare degli animali da macello. Girando per la fiera adocchiò dei buoi e a prima vista capì che la loro carne sarebbe stata di ottima qualità. Decise di acquistali e si avvicinò a colui che pensò ne fosse il proprietario. Così conobbe Luigi Formoso.
     Nel corso della trattativa, che procedeva in perfetto stile levantino, piano piano dai buoi il discorso scivolò su altri e diversi argomenti. E in questo clima che si era fatto confidenziale Luigi ebbe a raccontare che scavando un pozzo in un suo terreno aveva trovato anziché l’acqua un filone zolfifero: quella truvatura era stata una magnifica fortuna e nunn’avia lingua pi ringraziari lu Signuri.
     E proseguendo il suo fluido racconto, arricchito da tanti minuti particolari, con tono di voce che sfiorava la disperazione spiegò a Galileo che per fare di quel filone una miniera e metterla in produzione bisognava fare tanti preliminari costosissimi lavori e lui, che già aveva esaurito i suoi pochi risparmi, aveva pensato di vendere le sue bestie e con il ricavato continuare i lavori.
     Poi, come parlando a se stesso con rabbia appena trattenuta: - Il destino si è sempre divertito con me: mi ha fatto vedere la ricchezza a portata di piccone, ma sono sicuro che alla fine resterò povero e pazzo.
     Galileo, imbarazzato ed esitante, mise una mano sulla spalla di Luigi e poi con voce ferma e rassicurante: - Ho capito che anche se vendi tutti gli animali non potrai risolvere il tuo problema. Se vuoi, mi fai tuo socio e i capitali per coltivare la miniera li metto io.
     A sentire quelle parole un uragano di vitalità invase il cuore e la mente di Luigi: - Tu sarai mio socio! Ma già sei mio fratello!
     E fu così che Galileo venne a Grotte.
     Un mattino di un giorno d’estate, quando dalla cannula di uno dei quattro forni dell’apparecchio cominciò a scorrere, per finire in un mastello di legno a forma di piramide tronca rovesciata, un denso liquido giallo, i picconieri, i carusi, i fuochisti, che si erano radunati per assistere, dopo lungo e duro lavoro, alla nascita della loro creatura, si lasciarono andare a manifestazioni di gioia espresse con grida, con battimani, con berretti che volavano per aria e con strane preghiere rivolte alla Madonna e al Signore: con lo zolfo da quella cannula videro uscire il pane per le loro famiglie: un futuro certamente più sicuro e meno precario di quello che fino a quel momento avevano paventato: il giallo dello zolfo colorò di rosa la loro vita.
     Luigi e Galileo si guardarono negli occhi e poi si strinsero in un lungo abbraccio senza proferire parole: a parlare erano i loro cuori e le loro braccia.
     Giorno dopo giorno lo spiazzale della miniera fu invaso da una gran quantità di balate di luccicante zolfo che quotidianamente con carretti, asini e muli venivano depositate “a lu chianu scarricaturi” della stazione ferroviaria, per poi finire, trasportate da un treno-merci, sulle banchine di Porto Empedocle e da lì con le navi mercantili ovunque per il mondo.

     Una notte la famiglia di don Galileo fu svegliata dolcemente da una serenata eseguita da fisarmonica, chitarra, mandolini e da una melodiosissima voce.
     Don Galileo, donna Venerina e i loro figli Ottavio e Oreste si girarono nel letto e dopo aver goduto un po' di quell’armonia furono inghiottiti di nuovo dal sonno.
     Soltanto Tina, la giovane bella figlia sedicenne di don Galileo, restò sveglia a godersi quella musica che la induceva a fantasie di tenero amore: a portare quella serenata sicuramente era quel giovane sfacciato che ogni domenica, da qualche mese, incontrava davanti l’acquasantiera della vicina chiesa di San Rocco.
     E mentre il cuore e l’anima, al suono di quella musica, si scioglievano in dolci e audaci fantasie, Tina si sentiva addosso gli occhi neri e pungenti di quel giovane alto, bruno, dinoccolato elegantemente vestito, che aveva osato, mentre lei intingeva nell’acqua benedetta il dito per farsi il segno della croce, metterle furtivamente nella borsa delle lettere d’amore, doverosamente scopiazzate da “Il Segretario Galante”.
     Quelle lettere domenicali, piano piano, fecero breccia nel cuore di Tina, e una domenica fu lei a fare scivolare, mentre lo guardava negli occhi, nella tasca della giacca di quel giovane una lunga lettera ben scritta.
     Una  ragazza di buona famiglia non poteva frequentare la scuola pubblica, e don Galileo si fece dovere di fare istruire la figlia in casa.
     A leggere e scrivere, e scrivendo ad esprimersi in buon italiano, Tina lo imparò dalla signorina Stefanina.
     La signorina, maestra senza diploma, che di Guido Gozzano sapeva a memoria quasi tutte le poesie, ogni volta che entrava in casa di don Galileo, posando lo sguardo, accompagnato da un sottile sorriso ironico, sui tanti oggetti di pessimo gusto che pretendevano di rendere romantici e nostalgici i funerei mobili sui quali erano disseminati, le veniva in mente “L’amica di nonna Speranza”.
     Un pomeriggio, seduta dietro la vetrata di uno dei balconi del palazzo, mentre era intenta a ricamare quello che sarebbe stato il suo corredo da sposa, vide - non vista - quel giovane con passo esitante e con lo sguardo rivolto in alto, nella speranza di intravedere colei che chiamava la “mia Tina”.
     Chiamò la criata che si trovava a sfaccendare nella stanza e le chiese con tono leggero e disinteressato, come mossa da pettegola curiosità, se conoscesse quel giovane.
     - Sì. Certo che lo conosco.
È uno che ha una piccola sartoria in un vicolo vicino la chiesa.
     A queste parole Tina sentì come un brivido di gelo: crollarono tutti i sogni, le fantasie. E la gioia che da mesi avevano nutrito la sua vita si sciolse in silenzioso pianto.
     Quel giovane, dunque, vestito sempre con gusto e con abiti di ottima fattura, non era quel giovane di buona famiglia che aveva pensato che fosse, ma un semplice artigiano.
     Da quel momento Tina fu infelicemente certa che Don Galileo La Porta, al quale la ricchezza aveva fatto dimenticare le sue origini di umile macellaio, non avrebbe mai consentito che sua figlia, la figlia di un “Don”, andasse sposa a un povero sarto. Che a dire il vero Cocò più che sarto era un rammendatore e rattoppatore di maleodoranti e sfiniti pantaloni e giacche dei poverissimi contadini e zolfatari, infelici e arrabbiati, che abitavano nei tuguri del quartiere dove teneva bottega.
     Disperata, decise di non volere più incontrare colui che, se pure incolpevolmente, l’aveva ingannata e che le aveva causato tanto dolore e tantissima angoscia.
     Per parecchie domeniche, adducendo improvvisi malesseri, non accompagnò la madre a sentir messa: restava chiusa nella sua stanza a piangere e a tormentarsi, maledicendo quella ricchezza di cui aveva goduto e godeva tanti vantaggi, ma che le proibiva di vivere il suo amore.
     E poiché monsieur Blaise Pascal raramente si fa gli affari suoi, dopo qualche mese Tina decise: - Domenica vado a messa!
     Una notte di inizio primavera - così come convenuto al fonte dell’acqua benedetta - quando il padre, la madre e i suoi due fratelli furono presi dal sonno e dai sogni, Tina furtivamente uscì dal palazzo: Cocò era lì al buio in ansiosa attesa.
     E dal momento in cui mise piede fuori dal palazzo non fu più donna Tina ma gnura Tina.
     L’inverno aveva fatto, come sempre, il suo dovere: le piogge costanti e spesso anche violente, delle vie ne avevano fatto irruenti rigagnoli che, dal “Palo” da “San Rocco” dal “Sacramento” dalla “Confina”, trascinavano ogni tipo d’immondizia a valle del paese e liberavano l’aria dai mefitici e putridi odori che la infestavano.
     I due innamorati speditamente raggiunsero la bella e confortevole casetta ampia e ariosa che sorgeva all’incrocio tra Via Velina e Via Calatafimi.
     Cocò aveva ereditato per testamento quella casa da una lontanissima parente vedova senza figli di don Ersilio, storico gestore del botteghino del lotto.
     Ogni stanza di quella casa era arredata con buon gusto: i mobili costruiti da bravi ebanisti erano di ottimo legno: così come avevano ordinato che fossero, in prossimità del matrimonio, i genitori di donna Sina e di Don Ersilio.
     In un angolo della stanza da pranzo, su un piccolo e grazioso tavolo, coperto da una tovaglietta riccamente ricamata dalle orfanelle del Boccone del Povero, splendeva l’occhio magico di un apparecchio radio: Don Ersilio lo accendeva soltanto per sentire il comunicato e così seguire le vicende quotidiane della guerra, in corso a quel tempo, in Corea: voleva sapere quale delle parti contendenti quel giorno avesse superato il 38° Parallelo.

     Con l’arrivo dei due innamorati, quella casa, che dopo la morte di donna Sina, per anni era rimasta chiusa e silenziosa, tornò a nuova vita: dai balconi e dal terrazzino i tantissimi vasi di fiori dai vivacissimi colori emanavano un’atmosfera allegra e gioiosa e non più triste e cupa, impregnata com’era in ogni dove del nauseabondo odore del sebo delle candele che donna Sina, rimasta “cattiva”, aveva acceso davanti alle tante fotografie del marito: marito detestato in vita e amato in morte.
     Da quel giorno dalla radio non uscì soltanto la voce stentorea dei cronisti, ma anche e soprattutto musica e canzoni.
     Quando Tina accendeva l’apparecchio radio tutto il vicinato era invaso dalle voci di Katyna Ranieri, Achille Togliani, Gino Latilla, Natalino Otto, Flo Sandon's, Carla Boni, del Quartetto Cetra e del Duo Fasano, accompagnati dalle orchestre di Cinico Angelini e di Armando Fragna.
     Cocò aveva appreso l’arte del sarto stando a bottega di Angelo Sciorletta, mentre da Luigi Lo Voi, orologiaio, fotografo e musicista autodidatta, aveva imparato a suonare la fisarmonica.
     Pur non leggendo bene la musica, dotato com’era di una memoria musicale straordinaria e di un ottimo orecchio - gli esperti avrebbero detto che aveva “l’orecchio assoluto” -, suonava come un talentuoso professionista.
     Spesso nelle sere d’estate Cocò usciva sul terrazzino e al suono della fisarmonica faceva dimenticare per qualche ora la pena di vivere ai tanti poveri vicini stanchi e avviliti che stavano seduti davanti l’uscio di casa a godersi un po’ di frescura notturna.
     Mariuzza “uocchiu d’amuri” a un certo punto, mentre beatamente godeva delle dolci armonie che i tasti della fisarmonica sfiorati dalle sapiente dita di Cocò inondavano tutto il quartiere, pur non sapendo se gli angeli suonassero e se sapessero suonare, gridava, con gli occhi puntati sul terrazzino: - Suona come un angelo!
     Alle ore 22 del 29 gennaio 1953 Cocò e Tina sentirono uscire dalla radio una voce che diceva: “Miei cari amici vicini e lontani buonasera, buonasera ovunque voi siate”.
     Era Nunzio Filogamo, il presentatore siciliano di Palermo, che con quel saluto dava il via al terzo Festival della Canzone Italiana, che la RAI trasmetteva dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo.
     Cocò, finita la trasmissione, mentre Tina, stanca e assonnata, guadagnava il calduccio del letto, aprì una finestra, si affacciò e non curante dell’aria gelida che gli sferzava il viso, cominciò a intonare, senza emettere alcun suono, le dieci canzoni che erano state in gara in quella prima serata: le ricordava perfettamente!
     E mentre il cuore e la mente si facevano cullare da romantiche  armonie, come in un sogno gli apparve Tina che con occhi tristi lo guardava senza amore e quasi con disprezzo.
     L’incantamento poetico finì per dare posto alle infelici considerazioni sul vivere quotidiano della sua famiglia: pochi e poveri i clienti, pochi o punto i soldi che riusciva a racimolare. Quella di mettere a tavola il pranzo e la cena, ogni giorno di più, diventava una drammatica sfida.
     Per non svegliare la moglie, lentamente e al buio entrò nel letto, e per la prima volta dopo anni non tese la mano ad accarezzare Tina: era angosciato dall’idea di averne perduto la stima e l’amore. Non riuscì a prendere sonno. La sua mente, appesa al filo sottile del dormiveglia, fu tormentata da infelici pensieri.
     Dopo qualche ora, molto delicatamente scivolò dal letto e andò a prender aria alla finestra della sala da pranzo. Stanchissimo com’era teneva gli occhi socchiusi: come per magia i pensieri tristi e inquietanti sparirono per dar luogo all’armonioso suono delle amate note musicali.
     - E se…
     E a quel “se” appese un lungo e complicato ragionamento. Ragionamento che, dopo lunga e pesante riflessione, sciolse in una decisiva, logica e fattibile soluzione.
     Quando si fece giorno aspettò, con viso atteggiato a ilare serenità, che Tina preparasse la colazione per i ragazzi che, in attesa che il profumo del caffè invadesse la casa, mettevano libri e quaderni nelle cartelle per essere pronti ad andare a scuola. Cocò, dopo avere dato un veloce e affettuoso saluto a tutti, uscì di casa per andare al negozio-edicola di Luigino Vascillano, nella cui mente coabitavano, in dissennata armonia: stupidità, cattiveria, pazzia e intraprendenza commerciale.
     Al saluto di Cocò, Luigino rispose con un suono disarticolato ed incomprensibile sottolineato da un ghigno che voleva essere un sorriso.
     Cocò chiese e comprò “Sorrisi e Canzoni”; non appena l’ebbe in mano lo sfogliò, e così come aveva sperato, vide che c’erano i venti testi delle canzoni partecipanti al Festival.
     Con la rivista in tasca s’inerpico a passo svelto per le vie che conducevano in contrada San Rocco e quindi al vicolo Guido Reni. Non aveva alcuna intenzione di aprire bottega ma di incontrare il fratello Carlo, scapolo, che abitava nelle due stanzette sopra la sartoria.
     Carlo oltre ad avere un buon orecchio possedeva una voce limpida. Sentendolo cantare qualcuno lo paragonava a Claudio Villa, qualche altro a Giacomo Rondinella. Di questi accostamenti, magari azzardati, Carlo ne era felice e compiaciuto.
     E Cocò, più che al fratello, voleva parlare con il cantante.
     Carlo nel sentire ciò che aveva architettato il fratello restò perplesso e sconcertato; ma quando Cocò gli prospettò la possibilità di guadagnare molto di più di quanto guadagnasse facendo il cameriere tuttofare al caffè di don Cecè Zugnuni, disse che accettava; però non poteva eseguire tutto il repertorio senza correre il rischio di perdere la voce: bisognava coinvolgere un altro che sapesse cantare, e cantare bene.
     Passarono in rassegna i cantanti di serenate: e per un motivo o per l’altro furono scartati.
     - Nenu, sì Nenu “gersuminu”.
     Questo nome fu pronunciato all’unisono da Carlo e Cocò.
     Nenu era un giovane dotato di un ottimo orecchio musicale e di una voce di autentico sopranista, che se Monteverdi l’avesse potuta ascoltare sarebbe andato in visibilio.
     I due fratelli si recarono in Via Machiavelli dove Nenu aveva la bottega di fabbro-ferraio.
     La forgia era spenta e Nenu, come ormai accadeva da tempo, se ne stava seduto su uno sgabello di ferro con lo sguardo spento sul viso glabro e già segnato da qualche sottile ruga.
     Nenu, nel giro di qualche anno da quando aveva aperto bottega, aveva perso quasi tutti i clienti a causa del suo carattere scostante e permaloso, e anche perché s’era sparsa la voce che era “sparlieri”: quando non aveva da ridire sulle persone saziava la sua natura velenosa criticando gli zoccoli delle mule e degli asini ai quali metteva i ferri.
     - Quanto onore in casa mia! In che cosa posso servirvi?
     A prendere la parola fu Carlo.
     - Hai seguito il Festival di Sanremo?
     - Sì. L'ho seguito, assieme al Pastore e altri fratelli, alla radio che abbiamo nel circolo valdese.
     - Ti sono piaciute le canzoni?
     - Salvo qualcuna, quasi tutte. Perché mi fai queste domande?
     - A Cocò è venuta l’idea di mettere a frutto le nostra capacità canore e musicali.
     - E come?
     - Cocò con la fisarmonica, io e tu con le nostre voci possiamo portare le canzoni in giro per i vari paesi. Cocò è convinto, e ne sono convinto anch’io, che potremmo guadagnare molto di più di quanto ricaviamo con il mestiere che oggi facciamo.
     Dopo lunga e complessa discussione Nenu accettò di partecipare a quella che certamente era un’avventura il cui esito era affidato al caso.
     Per le biciclette che i tre possedevano, Nenu s’impegnò a costruire dei portabagagli grandi e solidi. Cocò avrebbe confezionato tre capaci bisacce da mettere a cavallo dei portabagagli.
     Con un largo sorriso pieno di speranza i tre amici si strinsero la mano e si lasciarono.
     Nel primo pomeriggio Cocò in treno si recò a Canicattì per andare a commissionare la stampa di qualche migliaio di copie dei testi delle canzoni al tipografo, famoso in tutto l’agrigentino e oltre per avere stampato la carta intestata per l’Accademia del Parnaso, il circolo culturale che aveva fatto sotterranea fronda al fascismo.
     E poi cominciarono le prove che con rigore e puntiglio professionali si svolgevano o nella bottega di Nenu o nella bottega di Cocò.
     Le prove durarono qualche mese e quando ritennero di essere pronti fissarono il giorno in cui avrebbe avuto inizio l’avventura musicale.

     Dal primo maggio del 1953 e per qualche anno, grazie a Nenu, Carlo e Cocò le canzoni andarono in bicicletta.

Salvatore Bellavia

Pubblicato dalla Testata Giornalistica
Grotte.info Quotidiano

su www.grotte.info il 13 aprile 2021.
Per gentile concessione dell'Autore
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12/04/2021

Trasporti. Accordo tra Comune di Grotte e SAIS Trasporti: biglietti nominativi agli studenti pendolari

 

Autolinee SAIS
Autolinee SAIS

Accordo tra il Comune di Grotte e la SAIS Trasporti: carnet di biglietti nominativi agli studenti pendolari in sostituzione degli abbonamenti, per ottimizzare le spese di viaggio e organizzare al meglio il servizio.
Per far fronte all’attuale particolare situazione causata dall’emergenza pandemica da Covid-19, che impone anche agli studenti pendolari di Grotte una frequenza scolastica in presenza intermittente, SAIS Trasporti ha predisposto un “carnet di biglietti nominativi”, comprendente andata e ritorno, in sostituzione del tradizionale abbonamento mensile.
Ogni studente titolare del carnet dovrà prenotare le corse di andata e ritorno di cui intende usufruire attraverso l’area del sito di SAIS Trasporti dedicata ai “servizi online”.
Lo scopo è quello di organizzare al meglio il servizio di trasporto, alla luce della riduzione attualmente in vigore del 50% dei posti disponibili a bordo degli autobus al fine di garantire il distanziamento interpersonale, e al contempo ottimizzare le spese di viaggio.
Il carnet potrà essere ritirato dai genitori degli alunni pendolari (che verranno contattati dagli uffici comunali), in gruppi contingentati nel pieno rispetto delle attuali normative anti Covid, martedi 13 aprile dalle ore 15.00 alle ore 17.00, presso la sala consiliare del Comune di Grotte
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Redazione
12 aprile 2021
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12/04/2021

Dialoghi. "Il femminismo della Boldrini finì in profumeria"; di Giuseppe Castronovo

 

Intervento del dott. Giuseppe Castronovo.

È da giorni che la stampa ci fa sapere che non sempre i politici, nell'utilizzo del finanziamento pubblico alla politica, si attengono a principi di rigoroso rispetto dei fini prefissati dalla legge. Emblematica, in tal senso, la vicenda che vede coinvolta l'ex presidente della Camera Laura Boldrini. Ne abbiamo parlato, a ranghi ridotti, al Circolo.
Giuseppe Castronovo

"E fu così che il femminismo della Boldrini finì in profumeria"

LAURA TU COMPRI I PROFUMI SOLTANTO PER TE
“Laura” mormora la Roberta
mentre pieni di pianto ha gli occhi.
Per la tua assistente
non compri mai un profumo
Laura tu compri soltanto i profumi per te
.

Totò: Amici, che ne dite del trattamento riservato dall’onorevole Laura Boldrini, ex Presidente della Camera, alla Roberta, la sua assistente parlamentare, così come riferitoci dai giornali?

Nené: Leggo sul “Fatto Quotidiano” che la Boldrini le faceva prenotare il parrucchiere e la inviava anche in lavanderia. Ma c’è di più! La mandava anche a comperare trucchi e pantaloni.

Santo: Che cosa?

Totò: Se questo era il trattamento riservato alla sua assistente parlamentare, ancora peggiore è il trattamento riservato alla Lilia, la sua colf!

Santo: Perché?

Totò: Non le ha pagato la liquidazione!

Nenè: Amici miei, non le bastavano 15.000 euro al mese?

Totò: La Boldrini, a dire il vero, s’è giustificata, per la mancata liquidazione delle spettanze dovute alla colf, dicendo che “la sua commercialista è da settembre che tenta di contattare la funzionaria del CAF che si occupava della pratica, ma non l’ha mai trovata”.

Franco: 5 mesi!
È questa la sensibilità verso le donne così tanto ostentatamente declamata dalla Boldrini?

Nené: Ma che CAF d’Egitto! Per me si tratta di un’autentica bugia. Dai politici, lasciatemelo dire, cosa possiamo aspettarci! La verità in bocca ai politici è un’autentica rarità. Ripeto: per me la giustificazione della Boldrini è una bugia.

Santo: Prof. Vezio, cosa può dirci in merito?

Vezio: Sono venuto a conoscenza della vicenda per aver seguito sulla 3^ rete TV il programma “Le parole della settimana” condotto dal giornalista/scrittore Massimo Gramellini. Il mio commento? “Poca sensibilità, da parte della Boldrini, per i diritti dei più deboli”.

Santo: E l’addebito della Boldrini al CAF per i tanti mesi di ritardo nel pagamento delle spettanze?

Vezio: Autentica bugia! Non a caso il Direttore del quotidiano “La Stampa”, Giannini, rispondendo a Gramellini mandava la Boldrini all’Inferno tra i bugiardi. Concludo dicendo di trovare quantomeno sconcertante il comportamento di una ex Presidente della Camera dei Deputati che utilizza in modo del tutto inappropriato i soldi del finanziamento pubblico per far svolgere ad una assistente parlamentare compiti del tutto estranei alla funzione per la quale la legge eroga tali fondi ai singoli Parlamentari (comprare trucchi, pantaloni, contatti con agenzie immobiliari…)
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Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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12/04/2021

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della settimana

 

Programma della settimana
Unità Pastorale
 

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti (disponibili anche alla pagina "Chiesa").

Lunedi 12 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco (novena della Divina Misericordia), confessioni;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Coroncina alla Divina Misericordia, Compieta, benedizione eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Martedi 13 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco (novena della Divina Misericordia), confessioni;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Coroncina alla Divina Misericordia, Compieta, benedizione eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 14 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco (novena della Divina Misericordia), confessioni;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Coroncina alla Divina Misericordia, Compieta, benedizione eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Giovedi 15 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 09.00, nella chiesa San Francesco, santa Messa, Adorazione eucaristica e confessioni sino alle 12.00;
- ore 17.00, in chiesa Madre, Adorazione eucaristica;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco (novena della Divina Misericordia), confessioni;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Coroncina alla Divina Misericordia, Compieta, benedizione eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 20.00, in chiesa Madre, catechesi e Adorazione.

Venerdi 16 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.00, in chiesa Madre, Via Lucis;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco (novena della Divina Misericordia), confessioni;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Coroncina alla Divina Misericordia, Compieta, benedizione eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 20.00, in chiesa Madre, Via Lucis;
- ore 20.15, nella chiesa Madonna del Carmelo, Itinerario dei fidanzati.

Sabato 17 aprile
- ore 07.30, nella chiesa del Purgatorio, Adorazione eucaristica (sino alle ore 18.00);
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, Coroncina alla Divina misericordia;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Lodi mattutine;
- ore 17.00, nella chiesa San Rocco (novena della Divina Misericordia), confessioni;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, Vespri, santa Messa, Coroncina alla Divina Misericordia, Compieta, benedizione eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa prefestiva.

Domenica 18 aprile - III Domenica di Pasqua
- ore 08.15, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa animata dal Cammino neocatecumenale;
- ore 10.00, nella chiesa San Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa San Rocco, disponibilità per le confessioni;
- ore 18.00, nella chiesa San Rocco, santo Rosario;
- ore 18.30, nella chiesa San Rocco, santa Messa;
- ore 18.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 19.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Numero di fedeli consentito nelle chiese di Grotte:
- chiesa Madre: 112
- chiesa Madonna del Carmelo: 60
- chiesa San Rocco: 25
Disposizioni particolari:
- non è consentito l'ingresso a persone con una temperatura corporea pari o superiore a 37,5° o che hanno avuto contatti con persone positive a SARS-COV2 nei giorni precedenti.
I fedeli hanno l'obbligo di:
- entrare ed uscire dalla chiesa rispettando la distanza di 1,5 metri dagli altri fedeli;
- indossare la mascherina;
- igienizzare le mani al dispenser situato all'ingresso;
- occupare il posto contrassegnato;
- mantenere la distanza di almeno 1 metro laterale e frontale dalle altre persone;
- evitare qualsiasi forma di contatto fisico;
- non dare il segno della pace;
- attenersi alle indicazioni del celebrante per ricevere la santa Comunione;
- depositare le offerte per la parrocchia negli appositi contenitori;
- non sostare in chiesa o sul sagrato dopo la celebrazione.
  
Redazione
12 aprile 2021
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11/04/2021

Romanzo. "Chi era il vero padre di Gesù?", di Rodolfo Costanza; 16^ puntata

 

Fuga in Egitto - Guttuso
Fuga in Egitto
R. Guttuso



Prof. Rodolfo Costanza
Prof. Rodolfo Costanza

 
"Chi era il vero padre di Gesù?"
(Una giovinetta ripudiata dal re)
     
Fuga in Egitto - Guttuso
(Fuga in Egitto, di Renato Guttuso)

(16^ puntata)

Cap. 16
I saggi ambasciatori venuti dall’Oriente

     È proprio verso il pomeriggio inoltrato del terzo giorno dopo il solstizio che a Myriam iniziano le doglie (la nascita di Gesù è trattata solo da due Vangeli sinottici, quello di Matteo e Luca, che tra l’altro ne parlano in modo discordante e poi ne parla il Protevangelium apocrifo di Giacomo il Giusto. Dagli studiosi di oggi la natività di Gesù è un’invenzione ed è considerata una favola); essa tuttavia non si fa prendere dal panico, nonostante la sua giovane età. Il pastore corre a bollire un secchio d’acqua, mentre il figlio, salito subito sull’asino, di corsa va in paese a chiamare la levatrice, Shelom, e la madre, le quali si precipitano all’ovile.
     La moglie del pastore appena arrivata estrae da una capiente borsa di vimini i panni puliti. Myriam all’idea che tante donne muoiono nel partorire è colta da un impulso di terrore, inizia a sudare freddo e a sentire sempre più forte le fitte di dolore provocate dalle contrazioni dell’utero.
     All’arrivo delle due donne, Myriam, con il viso contratto dalle doglie, stende una stuoia e un lenzuolo pulito sul tavolo, su cui si distende tirando su le cosce e le gambe verso l’addome divaricandole. La moglie del pastore le asciuga la fronte e la incita a non scoraggiarsi e di avere fiducia che con il loro aiuto e quello di Dio tutto andrà bene. L’ostetrica mette in bocca alla giovane partoriente un pezzo di radice di liquirizia da mordere quando sente il dolore delle doglie e nello stesso tempo deve contrarre l’addome. Il momento tanto “temuto” e atteso è arrivato.
     Nello stesso tempo, Joseph esce dalla casupola e si ritira sotto un albero di carrubo nei pressi dell’ovile e si mette a pregare Elohjm affinché il parto di Myriam avvenga senza complicazioni e il neonato nasca vivo e forte.
     «Ora le fitte si faranno più intense e devi essere coraggiosa!» esorta l’ostetrica; «la posizione del nascituro è corretta, con la testa verso il basso. Tutto dovrebbe andare per il verso giusto».
     L’ostetrica con dell’olio di palma unge l’interno della vagina per facilitare la fuoriuscita del feto. Lentamente compare la calotta cranica. È in quel momento che le due donne, mentre Miryam urla, la incitano a contrarre i muscoli dell’addome e a spingere forte verso il basso. Le urla della partoriente si perdono fra l’ovile e la campagna circostante, spaventando le pecore e alcune taccole appollaiate sugli alberi vicini e sul tetto della casa. Myriam, mentre grida dal dolore, mentalmente si mette a pregare Yahwèh affinché la aiuti a superare quel doloroso momento.
     «È uscita la testolina», dice l’ostetrica mentre la moglie del pastore di rincalzo incita la partoriente a spingere ancora più forte. Myriam urla per l’ultima fitta di dolore e spinge intensamente contraendo i muscoli dell’addome facendo così uscire del tutto il feto. E così il bimbo uscì dal grembo (secondo noi Gesù è nato tra il 21 di dicembre dell’anno 7 a.C. e il 6 gennaio dell’anno 6 a.C.. L’ipotesi di una nascita a Betlemme non è sicura; infatti, alcuni studiosi propendono che sia nato in qualche paesino della Galilea in primavera, la vigilia della Pasqua ebraica dell’anno 6 a.C.).
     Subito dopo Myriam sente il primo vagito del suo neonato e scoppia a piangere dall’emozione. L’ostetrica esclama: «È un maschietto ed è sano, sia lode a Dio! Sei stata bravissima, tutto è andato bene, ora è tutto finito».
     L’ostetrica recide con maestria il cordone ombelicale legandolo con un filo di lino per arrestare la fuoriuscita del sangue. La moglie del pastore, avvolto il neonato in un panno, lo porge a Myriam. Il pianto del neonato è come musica alle orecchie della puerpera che lo bacia, lo  accarezza e non pensa ad altro. Poi commossa esclama con voce sommessa: «Sei proprio un bel maschietto!».
     Anche le due donne sono contente che tutto sia andato per il verso giusto e che il bimbo sia sano e vispo. L’ostetrica, per niente stupita, rivela alla moglie del pastore: «Sembra strano, ma questo è stato un parto verginale e non c’è da meravigliarsi. Del resto non è la prima volta che assisto a un parto del genere, ciò avviene quando le donne hanno l’imene naturalmente molto piccolo o ne sono prive. Myriam quando ha fatto la prima volta l’amore, non è stata sverginata sempre per questo motivo. Essa è una delle tante giovani donne che può dire di essere rimasta vergine in tutte e due i casi» (la storia che Maria fu concepita vergine e partorì vergine è stato un errore di traduzione dei vangeli di Matteo e Luca. In aramaico almah che significa “giovane donna” fu tradotto con il termine greco parthenos che significa “vergine”).
     Non è stato un parto lungo, prima di mezzanotte è tutto terminato. Myriam e Joseph ringraziano Dio per aver esaudito le loro preghiere e le due donne che sono intervenute e operato con maestria.
     «Bel lavoro», dice l’ostetrica. «Tutto quello che si doveva fare è stato fatto con l’aiuto di Dio, sia benedetto il suo nome, non ci resta che tornare a casa». Suggeriti gli ultimi consigli alla puerpera, va via.
     Come tutti i bimbi, fu strofinato con un po’ di sale, lavato, asciugato, fasciato e avvolto nei panni che Myriam si era portata dietro dalla dimora reale e che aveva preparato con Giovanna e le sue damigelle di fiducia. Così Myriam partorì il figlio che l’angelo, in sogno, aveva preannunziato a Joseph come erede al trono di David. Scrive Luca l’evangelista: «E avvenne che, mentre essi erano colà, si compirono i giorni per il parto di lei, partorì suo figlio primogenito, lo fasciò e lo pose a giacere in una mangiatoia» (Lc 2,6-7).
     Spossata dal parto, Myriam si addormenta accanto a suo figlio. Joseph, pur essendo consapevole di non essere il genitore naturale di quel bambino, è ugualmente felice di essere diventato padre, anche se adottivo. Del resto egli si sente un po’ padre naturale per avere contribuito a tutelare, proteggere e salvare la vita di quel pargoletto.
     L’indomani mattina Joseph chiede a Myriam: «Hai pensato a quale nome dare al neonato?».
     E lei, di  rimando: «Ho sognato che un angelo di Dio mi diceva di chiamarlo Yehoshua» (Gesù è una traslitterazione del nome aramaico Giosuè, in caratteri greci Iesos, in ebraico Yehosuha. Giosuè o Gesù in ebraico significa “Dio salva”).
     Il vecchio falegname conviene sul nome da lei scelto poiché lo trova in sintonia con la tradizione ebraica.
     Terminate le incombenze del parto, la mammana, la cugina e suo figlio rientrano in paese, con gli ospiti invece rimane il pastore. Mentre si fa sera, Joseph si appisola accanto alla moglie, mentre il bambino è temporaneamente messo dentro la mangiatoia sopra un pugno di paglia dove dorme beatamente. Invece il pastore, coperto dal suo cappuccio e dal mantello, si è seduto fuori e ringrazia Yahwèh per il buon esito del parto.
     All’indomani Joseph prende il bimbo e, dopo averlo avvolto in una coperta e messo sotto il proprio mantello, sale sull’asino e si avvia verso la piccola sinagoga di Betlemme, dove il neonato è registrato con il nome di Yehoshua ben Joseph della casa di David. Pagata la decima per i Leviti al sacerdote della sinagoga, alla fine entrambi rientrano alla casetta accanto all’ovile ove sta riposando Myriam dalle fatiche del parto.

* * *

     Proprio in quei giorni entrano, dalla porta di Damasco, a Gerusalemme su cammelli tre magi con tutti i loro servitori (il celebre racconto della visita dei magi a Gesù appena nato descritto nel vangelo di Matteo non è altro che una mera leggenda che abbiamo voluto inserire nel libro come un episodio fantastico per arricchire di colore medio-orientale la vita di Gesù).
     Essi sono tre saggi ambasciatori di lontane origini ebraiche inviati dai re di tre reami: regno dei Parti, di Persia e di Babilonia. Terre dove erano stati trasferiti nell’ottavo secolo a.C. i propri antenati ebrei con la loro deportazione in massa fatta dagli Assiri. Tale popolazione rappresentava le dieci tribù del nord del popolo d’Israele deportate in massa dagli Assiri e sparse nelle terre dei due grandi fiumi. Esse avevano mantenuto, in parte, le antiche tradizioni ebraiche e avevano accettato nei nuovi territori anche la religione e la cultura della Mesopotamia e di Zoroastro (Zaratustra è il profeta fondatore della religione Zoroastriana. Questi affermava che ciò che di bene esiste per gli umani è stato creato dal dio Ahura Mazdā, mentre ciò che c’è di male è opera di Angra Mainyu - Spirito del male -. Il bene e il male fanno parte della natura del cosmo e dell’uomo. Il bene e il male fanno parte anche dell’animo umano che si manifestano lungo il decorso della vita degli uomini) creando così un gradito sincretismo.
     I sovrani dei tre regni avevano inviato i propri ambasciatori-magi poiché erano stati informati alcuni mesi prima dagli ambasciatori di Erode che in quei giorni sarebbe nato un erede al re d’Israele. È nelle buone tradizioni e costumanze che gli Stati del Vicino Oriente inviino, in segno di cortesia e di buon augurio, gli ambasciatori con doni simbolici.
     Chi erano i magi? Il termine ci conduce precisamente in Persia ed è strettamente legato alla persona e alla dottrina di Zarathushtra (Zoroastro) di cui i magi furono in origine i discepoli. Zoroastro aveva affidato a loro la sua dottrina riformatrice della religione delle popolazioni dei Parsi dell’Iran, ed essi ne furono poi i custodi e la trasmisero alle generazioni future. La loro casta sacerdotale acquisì molto prestigio, fin dai tempi più antichi già all’epoca dei Medi e ancor più ai tempi degli Achemenidi. Essi divennero una casta potente sotto l’Impero persiano e nei regimi successivi. Nel campo culturale e scientifico essi si occupavano di astronomia e anche del corso degli astri come alcune persone colte a quei tempi in quelle regioni. Erano anche dei maghi che scrutavano l’occulto dalla forma del fuoco.
     Essi, dalla consultazione degli antichi testi profetici ebraici e zoroastriani, seppero che quel bimbo, oltre ad essere figlio di un re, Erode, sarebbe diventato il Messia di Israele. Dovendo, dunque, nascere il Messia, Matteo, nel suo Vangelo, dice: «Ecco che dei magi da Oriente si presentano a Gerusalemme chiedendo: Dov’è il nato re dei Giudei? Vedemmo, infatti, la sua stella a Oriente, e venimmo a onorarlo» (Mt 2,1).
     I Magi pervenuti a Gerusalemme avevano dunque visto una grande stella, avevano compreso che era la stella del “Messia dei Giudei”. Appena entrati a Gerusalemme si danno a domandare: “Dov’è il nato re dei Giudei?”. Passando di bocca in bocca, la notizia perviene ai funzionari della reggia, e quindi anche a Erode.
     Il vecchio monarca, a causa della sua megalomania e paranoia, non è disposto a tollerare altri re e Messia all’infuori di se stesso, e a riguardo aveva fatto uccidere due dei suoi figli e quasi tutti i discendenti degli asmonei. Egli per timore di altre congiure che possano essere perpetrate a suo danno si turba, quindi decide di prevenire la minaccia al suo trono. Egli pertanto consulta quei due gruppi che sono più versati nell’interpretare le profezie, cioè i sommi sacerdoti e gli scribi. Vuole sapere qual è, secondo le tradizioni giudaiche e le sacre scritture, il luogo di nascita dell’atteso Messia. I consultati rispondono che il Messia deve nascere a Betlemme di Giuda, la città di David. Infatti, Matteo ci dice: «Allora, avendo udito (ciò), il re Erode si turbò; e avendo adunato i sommi sacerdoti e i più dotti scribi del popolo, ricercava da essi dove il messia doveva nascere. E quelli gli dissero: È in Bethlehem di Giudea, dove il Messia deve nascere» (Mt 2,2-3).
     I magi si presentano a corte chiedendo del neonato figlio del re Erode. È segretamente risposto loro, da simpatizzanti di Myriam, che Erode ha ripudiato la madre incinta di quel bambino di cui hanno chiesto. I magi chiamati dal re Erode, gli comunicano che le antiche sacre scritture di Zoroastro ed ebraiche rivelano che il nascituro sarebbe stato il Messia, re di Israele. Ciò conferma ulteriormente a Erode quanto prevedono le profezie riguardo alla fine del suo regno per opera di quel neonato.
     L’appellativo “re dei Giudei”, con il quale era indicato il Messia (Messia: parola con la quale era indicata una persona “discendente” di David che per “volere” di Dio e tramite un profeta era unta come re e/o sommo sacerdote), disturbava alquanto la tranquillità di Erode. Non rimaneva quindi che servirsi degli stessi Magi per sapere il luogo esatto dove era nato e si trovasse il bimbo. Così Matteo scrive nel suo Vangelo: «Erode, per non destare sospetti, fece chiamare i Magi di nascosto e chiese loro d’informarlo al ritorno, dove è nato il Messia, perché sarebbe andato anch’egli a onorarlo» (Mt 2,7).
     L’eunuco-capo e un cortigiano di palazzo, di nascosto fanno sapere ai tre Magi che Myriam e Joseph sono partiti, tre giorni prima, diretti a Betlemme per adempiere gli obblighi imposti dal censimento che si tiene in quei giorni, e che pertanto il Messia sarebbe nato in quella cittadina. I magi, nonostante tutto, decidono di avviarsi verso il paese indicato per onorare il figlio del re Erode e futuro Messia. Prima di partire i due cortigiani pregano i tre magi di avvisare Myriam e Joseph che Erode non è ben disposto verso di loro e che rapidamente devono nascondersi e far perdere le loro tracce per evitare ritorsioni.
     I Magi, dopo l’udienza reale, partono alla ricerca del Messia e, per evitare di farsi seguire dalle spie di Erode, una volta usciti da Gerusalemme, invece di dirigersi verso sud si avviano a est verso Betfage. Aggirata la collina sulla quale è poggiato il paese, i Magi subito cambiano direzione avviandosi verso sud-sud-ovest seguendo la posizione di un astro luminoso comparso in cielo poco prima di sera in direzione di Betlemme (la comparsa di quell’astro luminoso è stato un fenomeno astronomico dato dalla congiunzione di Giove con Saturno nella costellazione dei pesci).
     I Magi, essendo anche astronomi, sanno, in base alle sacre scritture, che quell’astro indica la direzione per raggiungere il neonato e futuro re dei giudei, quindi si fanno guidare da esso avviandosi verso Betania prima, e Betlemme poi.
     È un pastore di Betlemme che, incontrati i magi, dopo aver compreso le loro intenzioni, li avvia verso l’abitazione in cui sono alloggiati e nascosti Myriam, Gesù e Joseph. Riporta Matteo nel suo vangelo (Mt 2,11): «Ecco, la stella che videro in Oriente li precedeva finché stette sopra il luogo dov’era il bimbo. Videro il neonato con Myriam, lo adorarono e presentarono in dono: oro, incenso e mirra» (si era così avverata la teophàneia - l’apparizione della divinità - ai tre ambasciatori-astrologi-magi i quali s’inginocchiarono con la rituale proskynesis - prostrazione - recando doni sapienziali).
     I tre magi comparvero improvvisamente sulla soglia della casa, dove era nato Gesù, rivolgendo a Joseph il segno della pace. Essi videro Myriam che stava allattando il bambino e cantava la prima strofa di una ninna nanna che aveva sentito cantare da Elisabetta a suo figlio Giovanni a Ein-Karem.

Passeggiando in giardino
Con in braccio un bel bambino
Un bel dì di primavera
Vidi un alto melograno
Che di ogni pianta è il re
.

     Compiuti gli omaggi e adempiuti i doveri di saggi ambasciatori, si prostrano con la rituale proskynesis sul pavimento di terra battuta offrendo i doni sapienziali simbolici al neonato Messia.
     I Magi raccontano a Myriam e Joseph le macchinazioni che Erode sta mettendo in atto per paura di perdere il trono: «Egli non è ben disposto verso voi tre. Dovete rapidamente nascondervi e far perdere le vostre tracce per evitare ritorsioni».
     Myriam rivela ai Magi la gioia di essere diventata mamma: «Subito dopo aver partorito, quando ho visto mio figlio, è stato bellissimo. Tutti i miei problemi, con l’aiuto di Dio, in quell’istante sono scomparsi. Da quel momento le mie attenzioni sono state tutte per il mio angioletto. Quando diventi mamma, e non importa a quale età, cambi profondamente. Tutto ciò che pensi sia importante prima, non lo è più dopo. Adesso l’unica cosa che conti per me è il mio bambino».
     All’indomani mattina di buonora i Magi, congedatisi da Joseph e Myriam, si avviano verso nord per un’altra strada evitando Gerusalemme ed Erode e fanno ritorno ai loro paesi di origine.

Rodolfo Costanza

Pubblicato dalla Testata Giornalistica
Grotte.info Quotidiano

su www.grotte.info l'11 aprile 2021.
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11/04/2021

Letture Sponsali. "Guardare con gli occhi del cuore"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Come Israele, come la casa di Aronne, come tutti quelli che temono il Signore, possiamo dire che "... il Suo amore è per sempre...".
Tutto finisce, tutto passa, ma l'amore di Dio per noi è un amore senza fine. E tutto ciò che è grazie e in nome dell'amore che Dio ha per noi supera i confini della morte.
Questo è il più grande dei miracoli di Gesù. Un miracolo accessibile a tutti noi, a condizione che siamo disposti a credere ad esso.
"... Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto..." dice Gesù a Tommaso, che ha voluto vedere con gli occhi e toccare con mano per credere nella resurrezione di Gesù.
Gesù, invece, ci invita a guardare con gli occhi del cuore, con uno sguardo che consente di vedere ciò che gli occhi non sanno e non possono vedere. Credere. Perché credere in Gesù lega e rende saldo, indissolubile, attraverso l'amore.
Questo è un insegnamento diretto anche a noi, coppie di sposi nel Signore, a noi famiglie in Gesù Cristo Figlio di Dio, affinché vivendo il nostro stare insieme nel nome di Gesù possiamo, come "... la moltitudine di coloro che erano diventati credenti... avere un cuore solo e un'anima sola...".
Barbara e Adrian
o

Punto chiave
Il tema dominante di questa II domenica di Pasqua è la fede nei segni della Risurrezione.
Il vangelo di Giovanni narra l’apparizione del risorto ai suoi discepoli il giorno stesso di Pasqua. I discepoli si trovano nel cenacolo, con le porte sbarrate “per timore dei giudei”.
Viene Gesù in modo misterioso e la paura dei discepoli si trasforma in gioia. L'incredulo Tommaso dovette «vedere» per credere.
Ma dove sta la grandezza di Tommaso? La grandezza di Tommaso sta in ciò che chiede di vedere.
C’è una fede che Tommaso sa di dover chiedere, ma questa fede nasce dal vedere e toccare i segni dei chiodi, i segni della passione del Signore, i segni della continuità tra la croce e la Risurrezione.
Questi sono i segni che Tommaso chiede di vedere!
Paola e Salvo
 
  

Redazione
11 aprile 2021
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11/04/2021

Chiesa. "Domenica 11 aprile 2020: Festa della Divina Misericordia"; a cura della prof.ssa Graziella Vizzini

 

Festa della Divina Misericordia
Divina Misericordia

11 aprile 2021 - Domenica della Divina Misericordia.
Con i primi vespri della II Domenica di Pasqua ha inizio la festa della Divina Misericordia che viene celebrata l’11 aprile.
La misericordia è una nuova luce che si è accesa nella Chiesa, che come grembo che accoglie e dona la misericordia per mezzo dei sacerdoti attraverso il sacramento del perdono.
La festa è stata istituita da san Giovanni Paolo II il 30 aprile del 2000 nella ricorrenza della canonizzazione di suor Faustina Kowalska, religiosa polacca, vissuta nei primi decenni del 1900; era nata infatti il 25 agosto del 1905 a Glogovic.
La festa della Divina Misericordia è stata voluta da Nostro Signore. Il 22 febbraio del 1931 Gesù apparendo a suor Faustina disse queste parole: “Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la festa della Divina Misericordia”.
Quest’anno si celebra il 90° anniversario del compimento di questa richiesta voluta da Gesù stesso: “Desidero che la festa della Divina Misericordia sia riparo e rifugio per tutte le anime e soprattutto per i poveri peccatori. Spanderò un mare di grazie sulle anime che si accosteranno alla fonte, a questo recipiente della mia misericordia”.
La festa della Divina Misericordia è preceduta dalla recita della Novena da iniziare il Venerdì Santo, il cui testo è stato dettato dal Redentore stesso a suor Faustina.
La misericordia è un miracolo continuo. Chiunque può attingere le grazie, i frutti come li chiama papa Francesco, alla sorgente della misericordia. Anche se i peccati di un’anima fossero come scarlatto basta aver fiducia in Dio che è Amore infinito che ci ama senza misura.
La misura dell’amore è amare senza misura. Di nulla l’uomo ha bisogno quanto della Divina Misericordia. Nel diario di santa Faustina si legge: “L’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla mia Misericordia”.
Gesù è la Misericordia in persona. Egli è il re di misericordia. I due raggi: uno rosso, l’altro pallido che escono dal costato aperto di Gesù rappresentano il sangue e l’acqua. Il raggio pallido significa l’acqua che giustifica l’anima, mentre il raggio rosso significa il sangue che è la vita dell’anima.
Per diffondere questo messaggio rivolto al mondo intero, Dio sceglie suor Faustina, una giovane e umile suora terza di 10 figli. Anima molto privilegiata, segretaria e apostola della Divina Misericordia.
Santa Faustina, ponte tre il 2° e il 3° millennio, fu il testimonio vivente della Divina Misericordia. Nasce il 25 agosto del 1905 e muore il 5 ottobre del 1938 a soli 33 anni dopo lunghe sofferenze. Fu canonizzata il 30 aprile del 2000 da Giovanni Paolo II, oggi san Giovanni Paolo II. Quest’anno si ricordano i 16 anni della sua nascita in cielo.
La domenica della Divina Misericordia è stata arricchita dal dono dell’indulgenza plenaria. Tanti sono i volti della misericordia: vicinanza, compassione, condivisione, tenerezza. Il nome di Dio è misericordia, la carta d’identità di Dio è misericordia, compassione. Dio non si stanca mai di spalancare la porta del cuore per dirci che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita. Dio si è fatto uno di noi, simili a noi fuorché nel peccato.
La Madre della misericordia con la dolcezza del suo sguardo ci accompagni sempre per diventare anche noi testimoni e strumenti della Misericordia di Dio seguendo anche l’esempio di santa Faustina
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Prof.ssa Graziella Vizzini
  

 

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10/04/2021

Politica. Gruppo all'ARS Attiva Sicilia: "Rischio emergenza rifiuti nell'Isola; no agli inceneritori"

 

Gruppo all'ARS Attiva Sicilia
Attiva Sicilia

Il Gruppo parlamentare "Attiva Sicilia" che all'Assemblea Regionale Siciliana conta 4 deputati, esprime le sue preoccupazioni per la situazione dei rifiuti nell'Isola.
L’emergenza dei rifiuti in Sicilia è creata ad arte dal 1999, ignorando le norme e gli obblighi di trattamento e riduzione dei quantitativi di rifiuti in discarica, ricorrendo a continui allargamenti di questi impianti per garantire il massimo profitto ai gestori, siano essi pubblici, pseudo-pubblici o privati. Oltre alla mancata riduzione sono state operate false operazioni di recupero e oggi l’unica soluzione prospettata dal Governo è quella del trasferimento fuori dalla Sicilia, con un notevole aggravio dei costi. Altra soluzione la costruzione di inceneritori, inaccettabile se non inattuabile alla luce delle nuove direttive europee ma anche per i tempi di costruzione e messa in esercizio. L'approdo in aula del disegno di legge sui rifiuti non è più rimandabile per paura dei franchi tiratori coadiuvati da una incosciente opposizione".
Attiva Sicilia lancia l’allarme sulla gestione dei rifiuti sull’Isola e per questo ha anche presentato una mozione nella quale chiede al Governo regionale di “correggere le inefficienze della gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia con il potenziamento della impiantistica del riciclo e il commissariamento di quei Comuni che neppure lontanamente mostrano un impegno nel contenimento dell'indifferenziata”.
Le discariche sono al limite di saturazione - affermano i deputati regionali di Attiva Sicilia, Angela Foti, Sergio Tancredi, Valentina Palmeri e Matteo Mangiacavallo -, lo sappiamo dai tempi di Lombardo. Ancora si parla, come ai tempi di Crocetta, di dover mandare i rifiuti all’estero con un aggravio di costi spaventoso. Ma intanto non si spinge abbastanza sulla raccolta differenziata in città come Palermo, Catania e Messina, veri influencer di un andamento censurabile con risultati del 17,4%, 18,8% e 14,5%”.
La maggior parte dei Comuni siciliani - proseguono i deputati di Attiva Sicilia - a fronte di grande impegno e buone performance, pagano le emergenze causate dalla incapacità e recalcitranza di altri Comuni. Le emergenze hanno ripercussioni sull'economia e sulla stessa vivibilità dei luoghi. In questo contesto chiediamo al Governo regionale di adottare provvedimenti risolutivi. Sul fronte impiantistica apprendiamo che è stata approvata in giunta una delibera per sbloccare la previsione anche di un inceneritore, sogno proibito di quelli che amano mettere la polvere sotto il tappeto. La Sicilia non può inseguire al tempo dell’economia circolare e fuori tempo massimo il miraggio di una tipologia di impianto che trasforma i rifiuti in scorie tossiche. Ci opporremo in ogni modo a questa zavorra a cui ottusamente si vuole ancorare la nostra regione
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Redazione
10 aprile 2021
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10/04/2021

Associazioni. "Voucher Sport Libertas" per l'attività di giovani, donne, over 65 e persone fragili

 

Centro Nazionale Sportivo Libertas Aps
CNS Libertas

Il Centro Nazionale Sportivo Libertas Aps (Associazione di Promozione Sociale) ha indetto un bando per la presentazione delle domande finalizzate all’assegnazione dei “Voucher Sport Libertas” in favore di giovani di età compresa tra i 5 e i 17 anni, delle donne, degli over 65 e delle persone con fragilità fisiche o mentali (disabilità) per sostenere la ripresa dell’attività sportiva.
Gli obiettivi dell'Associazione sono:
- sostenere le famiglie con una fascia di reddito medio-basso nelle spese d'iscrizione dei propri figli a corsi, attività e campionati sportivi organizzati da associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate al CNS Libertas e regolarmente iscritte al Registro CONI;
- intervenire sul fenomeno dell’abbandono della pratica motoria e sportiva dei minori che rientrano nella fascia di età compresa tra i 5 e i 17 anni;
- incentivare la partecipazione femminile alla pratica sportiva;
- favorire l’attività sportiva per gli over 65 e sostenere la popolazione con fragilità fisiche e mentali (disabilità).
È possibile richiedere il “Voucher Sport Libertas” inoltrando la domanda sulla piattaforma dedicata che è disponibile dalle ore 14.00 del 6 aprile alle ore 14.00 del 21 aprile 2021. La richiesta va presentata esclusivamente online sulla piattaforma Libertas, pena l’inammissibilità.
Si può richiedere il voucher per le seguenti categorie di persone:
- Minori tra i 5 e i 17 anni residenti nel territorio italiano, tesserati al CNS Libertas, che praticano o intendono praticare attività sportiva presso ASD/SSD regolarmente affiliate al CNS Libertas nell’anno sportivo 2020/2021 o anno solare 2021;
- Giovani con disabilità residenti nel territorio italiano, tesserati al CNS Libertas, che praticano o intendono praticare attività sportiva presso ASD/SSD regolarmente affiliate al CNS Libertas nell’anno sportivo 2020/2021 o anno solare 2021;
- Donne residenti nel territorio italiano, tesserati al CNS Libertas, che praticano o intendono praticare attività sportiva presso ASD/SSD regolarmente affiliate al CNS Libertas nell’anno sportivo 2020/2021 o anno solare 2021;
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Over 65 residenti nel territorio italiano, tesserati al CNS Libertas, che praticano o intendono praticare attività sportiva presso ASD/SSD regolarmente affiliate al CNS Libertas nell’anno sportivo 2020/2021 o anno solare 2021.  
  

Redazione
10 aprile 2021
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10/04/2021

Tributi. Grotte: rimodulato (dal 90% al 100% dell'anno precedente) l'acconto della TARI 2021;

 

TARI
TARI

La Giunta municipale di Grotte, che già lo scorso 17 marzo aveva avviato le procedure di riscossione in acconto della TARI 2021, con la recente delibera n° 46 del 6 aprile ha rimodulato l'importo dell'acconto e il numero di rate con le quali effettuare il pagamento.
Dato che "non risulta ancora validato il piano finanziario del servizio integrato dei rifiuti per l’anno 2021  - si legge nel documento dell'Amministrazione - e, quindi, non sono state approvate le tariffe della TARI 2021", l'acconto della TARI 2021 è stato definito nella misura delle tariffe TARI 2020 (non al 90% indicato in precedenza ma al 100%), approvate con la delibera del Consiglio comunale n° 10 del 3 giugno 2020.
Ai contribuenti verrà inviato il documento di riscossione; il pagamento dell'acconto potrà essere effettuato sempre in tre rate, ma con scadenza entro la fine dei mesi di aprile, agosto e dicembre (modificate le scadenze di giugno e settembre, non più previsto il pagamento dell'acconto con rata unica con scadenza 30 giugno 2021).
Le prime due rate verranno inviate entro aprile e riporteranno un importo pari a 1/3 ciascuna della TARI 2020.
La terza rata di dicembre sarà inoltrata successivamente al conguaglio sulla base delle tariffe TARI 2021
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Redazione
10 aprile 2021
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09/04/2021

Politica. On. Rosalba Cimino (M5S): "Approvata mozione per la riapertura delle scuole in presenza"

 

Rosalba Cimino
Rosalba Cimino

Abbiamo appena votato la mozione sulla riapertura di tutte le scuole in presenza, in sicurezza e in continuità”.
La deputata del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino annuncia il voto alla Camera sul protocollo chiaro per tutti gli istituti scolastici di tutte le Regioni; sulla base dei dati fino ad ora raccolti, si può e si deve fare.
Per tornare in aula in presenza senza correre rischi è indispensabile che siano effettuati degli screening di massa a cadenza periodica per tenere sotto controllo eventuali contagi e agire tempestivamente in caso di soggetti positivi al Covid19 - spiega la Deputata componente della Commissione Cultura - applicando correttamente il protocollo per quarantena e isolamento. Naturalmente, continueranno a giocare un ruolo fondamentale i dispositivi di protezione individuale, garantendo la disponibilità di mascherine per tutte le studentesse e gli studenti, incentivando le scuole ad installare depuratori d’aria per rendere ulteriormente più sicura la permanenza nelle classi”.
Nel documento approvato, un protocollo univoco sarà lo strumento per evitare aperture a singhiozzo: “Permettere alle famiglie di organizzare per tempo la propria quotidianità, eliminare le disuguaglianze che la didattica a distanza porta con sé, anche a causa del divario digitale, e nonostante l’encomiabile lavoro che insegnanti e docenti stanno svolgendo dall’inizio dell’emergenza sanitaria
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Redazione
9 aprile 2021
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09/04/2021

Musica. "Changing together" del M° Salvatore Lo Presti nel "The Outlaw Ocean Project"

 

"Changing together" del M° Salvatore Lo Presti
(Ascolta i brani)

Salvatore Lo Presti
Salvatore Lo Presti

Il nuovo EP "Chancing Together" (ascolta i brani), del pianista e compositore Salvatore Lo Presti, è nel del progetto "Outlaw Ocean Music".
The Outlaw Ocean Music Project è la prima collaborazione in assoluto che fonde musica e giornalismo. Più di duecentocinquanta artisti provenienti da più di cinquanta paesi hanno realizzato le loro composizioni abbracciando vari generi musicali. Convocando centinaia di musicisti da dozzine di paesi attorno a un obiettivo artistico condiviso, questo progetto è inteso come un atto di solidarietà attraverso le geografie e le lingue. È anche un tentativo di una forma alternativa di narrazione e un esperimento di traduzione dalla parola scritta alla musica.
Al livello più semplice, però, questa è semplicemente una raccolta accattivante di canzoni ispirate, che spaziano dall'elettronica e dall'ambiente alla classica e all'hip hop. Tutta la musica è basata su The Outlaw Ocean, un bestseller di Ian Urbina, giornalista del New York Times e Premio Pulitzer, che racconta l'illegalità in mare in tutto il mondo. Questo rapporto tocca una varietà di abusi che vanno dalla pesca illegale e eccessiva, al traffico di armi in mare, alla schiavitù umana, alle armi da fuoco, allo scarico intenzionale, all'omicidio di clandestini, al furto di navi e altri argomenti. Durante la segnalazione per più di 5 anni in mare, Urbina ha costruito una libreria audio di registrazioni sul campo. Presentava una varietà di suoni strutturati e ritmici come il fuoco di una mitragliatrice al largo della costa della Somalia e il canto di marinai prigionieri sul Mar Cinese Meridionale. Campionando queste registrazioni sul campo e utilizzando passaggi registrati dal libro, i musicisti hanno cercato di catturare le emozioni in questo giornalismo, aumentando anche la consapevolezza sul disperato bisogno di proteggere questo regno offshore e i milioni di persone che lavorano là fuori. Una parte delle entrate della musica va a finanziare una parte maggiore di questo rapporto rivoluzionario.
Tra i compositori coinvolti vi è il grottese Salvatore Lo Presti, con l'EP "Chancing Together" formato da cinque brani (Eril’s Last Message, Lang Long’s Story, The Ocean’s Outlaws, Sea Refugees, Defenders) disponibile su Spotify e su tutte le piattaforme digitali (ascolta i brani)
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Redazione
9 aprile 2021
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09/04/2021

Racalmuto. "Il Tenore della Grazia": incontro nel centenario della nascita di Luigi Infantino; sabato 24 aprile

 

Il Tenore della Grazia
Manifesto

Nel centenario della nascita del tenore Luigi Infantino (24 aprile 1921 - 24 aprile 2021), l'Assessorato alla Cultura del Comune di Racalmuto - suo paese natale - gli rende omaggio con un incontro dal titolo "Il Tenore della Grazia" organizzato presso il Teatro "Regina Margherita", sabato 24 aprile a partire dalle ore 18.00.
La manifestazione, coordinata dall'assessore Enzo Sardo, avrà inizio con i saluti istituzionali da parte del sindaco Vincenzo Maniglia e el presidente del Consiglio comunale Sergio Pagliaro.
Interverranno, con testimonianze:
- Maria Elena Infantino (Cantante e attrice, figlia del Tenore);
- Raina Nikolova Infantino (Soprano);
- Salvatore Salvaggio (Basso Baritono);
- Domenico Mannella (Maestro Direttore).
L'incontro potrà essere seguito in diretta streaming sulla pagina Facebook dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Racalmuto
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Redazione
9 aprile 2021
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09/04/2021

Attualità. Trasferiti da Lampedusa a Grotte 39 minori stranieri non accompagnati

 

Via Ingrao
Vin Ingrao

Sono arrivati ieri mattina a Grotte, trasferiti dalle Forze dell'Ordine presso la struttura di accoglienza di Via Ingrao (vedi foto a lato), 39 giovani migranti provenienti dall'hotspot di Lampedusa. Si tratta di minori stranieri non accompagnati che hanno già effettuato il periodo di quarantena e che, dai risultati del tampone, sono negativi al Covid-19. Inizialmente previsti in numero di 50, i minori extracomunitari saranno assistiti, nel corso della loro permanenza a Grotte, da diverse figure professionali qualificate. I giovani rimarranno all'interno dell'edificio sotto costante controllo da parte delle Forze dell'Ordine, per consentire loro una serena permanenza.
Nel mese di maggio dello scorso anno, la stessa struttura aveva ospitato altri 52 minori stranieri non accompagnati; durante tutto il periodo del loro soggiorno, in paese
non si era verificato alcun episodio di protesta o di di attrito con la popolazione locale, per la maggior parte disposta all'accoglienza e all'ospitalità.  

  
Carmelo Arnone
9 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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08/04/2021

Tributi. Grotte: avviato il procedimento di riscossione della TARI 2021

 

TARI
TARI

Il Comune di Grotte ha avviato le procedure di riscossione in acconto della TARI 2021.
L'acconto della TARI 2021 è stato definito dalla Giunta municipale nella misura del 90% delle tariffe TARI 2020, approvate con la delibera del Consiglio comunale n° 10 del 3 giugno 2020.
Ai contribuenti verrà inviato il documento di riscossione; il pagamento dell'acconto potrà essere effettuato in tre rate con scadenza entro la fine dei mesi di aprile, giugno e settembre, oppure con rata unica con scadenza 30 giugno 2021.
Successivamente il Comune procederà al conguaglio sulla base delle tariffe della TARI 2021
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Redazione
8 aprile 2021
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08/04/2021

Comune. Emergenza Covid-19: chiusura degli uffici comunali sino al 30 aprile

 

Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Con l'ordinanza n° 15 di martedi 6 aprile 2021, avente ad oggetto "Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19", il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha impartito le seguenti disposizioni, valide dal 7 al 30 aprile:
- lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l'infanzia e dell'attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado;

-
la chiusura al pubblico degli uffici comunali fino al 30 aprile 2021 (l'ingresso è consentito solo per appuntamento o per motivi urgenti e indifferibili);
- l'accesso alla biblioteca comunale solo su prenotazione (dal lunedi al venerdi dalle ore 08.00 alle 14.00, e il lunedi e il giovedi dalle ore 16.00 alle ore 19.00), nel rispe
tto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica.  
  

Redazione
8 aprile 2021
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08/04/2021

Politica. On. Rosalba Cimino (M5S): "Per la Sicilia ci saranno 497 posti nelle amministrazioni pubbliche"

 

Concorsi nella Pubblica Amministrazione

Il Dipartimento della funzione pubblica ha avviato la procedura per il reclutamento a tempo determinato di 2.800 unità di personale di Area III - F1 o categorie equiparate nelle amministrazioni pubbliche con ruolo di coordinamento nazionale nell’ambito degli interventi previsti dalla politica di coesione dell’Unione Europea e nazionale per i cicli di programmazione 2014-2020 e 2021-2027, nelle autorità di gestione, negli organismi intermedi e nei soggetti beneficiari delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per la Sicilia ci saranno 497 posti - annuncia Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle - abbiamo lavorato per raggiungere questo obiettivo che permetterà di sbloccare i concorsi e permettere a molti di poter lavorare nella propria terra”.
La domanda di partecipazione al concorso può essere presentata per ciascuno dei profili professionali oggetto del bando.
L’invio della domanda deve avvenire unicamente per via telematica, attraverso il sistema pubblico di identità digitale (SPID), compilando il modulo elettronico sul sistema «Step-One 2019», previa registrazione del candidato.
Per la partecipazione al concorso il candidato deve essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui intestato.
La registrazione, la compilazione e l'invio on line della domanda devono essere completati entro il quindicesimo giorno, decorrente dal giorno successivo a quello di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami», n. 27 del 6 aprile 2021
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Redazione
8 aprile 2021
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08/04/2021

Scuola. Borsa di Studio: presentazione domanda per la scuola superiore, entro il 16 aprile

 

Borsa di studio

Per l'anno scolastico 2020/2021 il Ministero dell'Istruzione ha attivato le procedure per l'erogazione delle Borse di Studio (leggi la Circolare).
Le Borse di Studio sono un'agevolazione differente ed ulteriore rispetto al "Contributo per la fornitura gratuita di libri di testo" la cui presentazione di domanda ha la stessa scadenza (leggi le informazioni).
Ne sono beneficiari le studentesse e gli studenti delle scuole Superiori (dal 1° al 5° anno delle scuole Secondarie di secondo grado), statali e paritarie, il cui nucleo familiare ha un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), pari o inferiore a euro 8.000,00.
Alla domanda per la borsa di studio dovrà essere allegata l'attestazione ISEE in corso di validità. Qualora il dichiarante non sia in possesso della relativa attestazione ISEE, dovrà inserire, nella domanda di partecipazione, il numero di protocollo e la data di presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).
La richiesta di contributo, che deve essere formulata utilizzando lo schema di domanda allegato, dovrà essere corredata dai seguenti documenti:
1) Fotocopia del documento di riconoscimento del soggetto richiedente il beneficio (padre, madre o tutore) in corso di validità;
2) Fotocopia del documento di riconoscimento e Codice Fiscale dello studente o della studentessa, in corso di validità, destinatario della Borsa di Studio;
3) Fotocopia dell'attestazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) in corso di validità.
La domanda di partecipazione dovrà essere presentata, a pena di esclusione, entro e non oltre venerdi 16 aprile 2021 esclusivamente presso l'Istituto scolastico frequentato, che provvederà successivamente a trasmetterla alla Città Metropolitana o al Libero Consorzio Comunale sul cui territorio ha sede l'Istituzione stessa.

Scarica il modello per la borsa di studio Visita l'argomento

Redazione
8 aprile 2021
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07/04/2021

Moda. Simona Agnello con il suo brand Ivygroovy: "La Sicilia è parte di noi, è la nostra essenza"

 

Simona Agnello
Simona Agnello

Immaginiamo un sogno, uno di quelli che sembrano irrealizzabili, lontani anni luce dalla realtà che ti circonda, ma che in qualche modo nutre ogni singolo istante della tua vita di quella forza e intensità che ti stimola ad andare avanti, sempre e comunque.
Radicato nella tua natura, comincia a bussare impetuosamente sin dall’infanzia, senza che nessun maestro o genitore ti abbia insegnato a farlo.
Ora cerchiamo di costruire un sistema che possa in qualche modo renderlo raggiungibile e poi cominciamo a lavorare per trasformarlo in realtà.


(Vedi la foto - Scatto di Simona Agnello a cura di Karolina Holubova, Holubice Agency)

Simona Agnello, la designer che ha fondato nel 2019 il suo brand di moda casual-chic, IVYGROOVY, proprio nell’agrigentino, ha tentato un’impresa simile, scommettendo sulla possibilità di crearsi un’opportunità anche in una provincia tanto distante dai poli della moda.
Dopo una laurea in lingue ottenuta a Catania, ha voluto perseguire la sua naturale inclinazione iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, facendo seguire al diploma corsi e tirocini, come quello presso una struttura produttiva molto importante della Sicilia settentrionale.

Ultima collezione Primavera Estate
(Vedi la foto - Ultima collezione Primavera Estate, scatti di Carla Sutera Sardo)

Con un target medio alto, Ivygroovy dà espressione a volumi e tagli strutturati, utilizzando tessuti provenienti dalle migliori tessiture italiane e arricchendo i capi di dettagli spesso vistosi ed eccentrici, che rimandano al rock degli anni '70, senza rinunciare ad un certo tipo di eleganza particolare che lascia un ricordo indimenticabile di sé.

Ultima collezione Primavera Estate
(Vedi la foto - Ultima collezione Primavera Estate, scatti di Carla Sutera Sardo)

La manifattura, invece, è esclusivamente siciliana. È forte, nell’idea della designer, la voglia di rafforzare l’alta manifattura del territorio cercando di irrobustire quel settore altrove già molto più sviluppato ed esteso. "Credo che si debba fare manforte per ottenere un prodotto di qualità che venga riconosciuto come valido al di là dei confini". La designer è stata presentata da diverse riviste di settore, fra cui Maglieria Italiana e Harper’s Bazaar Cz.

Ultima collezione Primavera Estate
(Vedi la foto - Ultima collezione Primavera Estate, scatti di Carla Sutera Sardo)

Obiettivo raggiunto anche tramite la collaborazione con artisti e artigiani capaci di rendere al meglio l’idea della designer riguardo all’immagine che desidera dare di un marchio Made in Sicily come il suo, "Qualcosa di svincolato dall’estetica che permea da molti dei prodotti di moda originari di questa terra, che segua le tendenze e i tempi della moda europea, pur mantenendo un’immagine in qualche modo legata al territorio per colori, luce, paesaggio. La Sicilia è parte di noi, è la nostra essenza: un creativo mette sempre una grande porzione di sé in ogni cosa che fa, in ogni ricerca e in ogni schizzo. In ogni idea gli venga in mente è già presente come un’aura, non serve ripetere ciò che altri hanno fatto prima e meglio. Bisogna concedersi il privilegio e la possibilità di pensare a qualcosa di nuovo, di diverso, di esprimere la nostra sicilianità secondo modalità alternative e originali".

Ultima collezione Primavera Estate
(Vedi la foto - Ultima collezione Primavera Estate, scatti di Carla Sutera Sardo)

È così, dopo molto impegno negli anni e una forte presenza sui socials, IVYGROOVY è stata invitata a far parte della prestigiosa boutique palermitana Freya Alta Moda, dello stilista Salvatore Morreale, insieme a pochi e selezionati brand di lusso, espressione di creatività e ricercatezza.  
 

Redazione
7 aprile 2021
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07/04/2021

Sanità. Molti soggetti fragili non riescono a vaccinarsi per disfunzioni del servizio; nota di Identità Siciliana

 

Identità Siciliana
Identità Siciliana

Pubblichiamo una comunicazione di Adriano Nicosia, portavoce del movimento politico “Identità Siciliana”, in merito alle difficoltà riscontrate nella prenotazione delle vaccinazioni da parte di numerosi soggetti fragili.

*****

"Molti soggetti fragili non riescono a vaccinarsi per disfunzioni del servizio. Questo è un paese civile?
Certi avvenimenti, in un paese civile ed evoluto, non dovrebbero mai verificarsi. In un paese civile, tra dirigenti e impiegati, sarebbero già saltate molte teste.
Com'è possibile che molte persone appartenenti alle categorie fragili, riconosciute e con tanto di certificato, non riescano a vaccinarsi? Succede in tutte le altre realtà siciliane e d'Italia.
Un servizio pubblico che non permette in alcun modo la prenotazione per la vaccinazione di alcuni soggetti fragili.
Diverse persone, di molti ne conosco i casi personalmente, scrivono costantemente a una mail di posta elettronica, da circa un mese, seguendo le istruzioni del portale ASP, per prenotare la prima dose di vaccino alla parente fragile, invalida al 100%, anche con codice di esenzione 048 (tumore), “soggetto fragile”, senza alcun esito tranne che un risponditore automatico.
Non essendo stato possibile effettuare la stessa prenotazione nel portale telematico nella categoria “soggetto fragile”, probabilmente per un errore o malfunzionamento dello stesso portale, e non avendo ottenuto mai risposta dall’Asp, le stesse persone si recano, anche con codice di prenotazione non riconosciuto come soggetto fragile, perché il sistema non lo permette, e opportuna copia esenzione del soggetto in causa, al Centro vaccinale nella speranza che gli operatori usino il buon senso o di vaccinarle in loco e immediatamente o di prenotarle a data certa.
Impossibile! Non esiste buon senso e applicazione della logica e ragione umana. Ce lo deve dire il robot.
Le stesse sono invitate ad andare via e nuovamente rinviate all’indirizzo email, che non restituisce mai una risposta concreta e certa.
I cittadini, nonostante abbiano segnalato agli operatori sanitari il disservizio, le mancanze di risposte, la documentazione esposta e avendo riconosciuto che il soggetto non può avere somministrato Astrazeneca, trovano un muro di gomma, solo una classica risposta automatica: ha ragione!
Un servizio pubblico necessario e primario per la salute umana, e a maggior ragione per i soggetti fragili che dovrebbero avere massima priorità, non funziona?
Questo è un Paese dove non c'è mai un responsabile, nessuno risponde di nulla ed è sempre sconosciuta l'identità di chi dovrebbe dare le risposte.
L'Italia istituisce le giornate alla disabilità, ai nonni, e poi se ne frega altamente degli stessi soggetti, sui quali si fa molta speculazione mediatica e politica. Ipocrisia!
È in questi casi che un vero paese civile dimostra le sue capacità organizzative e di sensibilità verso queste persone.
Perché si mette la testa sotto la sabbia, senza nessun referente, nessun colpevole, senza nessuna risposta?
Da un lato adottiamo un sistema di terrorismo mediatico per l'obbligo di vaccinazione e dall'altro ci si limita a scaricare le persone fragili senza alcuna risposta, solo con una semplice esclamazione: “ha ragione”, e poi rinviati a scrivere alla stessa email che non dà un responso.
Denunciamo con forza questo stato di cose e spero vivamente in accertamenti che trovino i colpevoli di questi disservizi"
.
  

 

   

Il Portavoce di Identità Siciliana
Adriano Nicosia

 

 

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07/04/2021

Televisione. Grotte su Rai3, nella trasmissione Geo del 31 marzo 2021

 

Grotte su Rai 3, nella trasmissione Geo del 31 marzo 2021
Guarda il video

Con la puntata del 31 marzo 2021 di GEO, in onda su Rai 3, è ripresa la rubrica dedicata ai Cammini d’Italia.
Oggi riprendiamo a parlarvi della Magna Via Francigena. È tornato a trovarci Davide Comunale” annuncia la conduttrice Sveva Sagramola presentando il Coordinatore del Progetto Vie Francigene di Sicilia ed introducendo il tratto del cammino compreso tra Sutera ed Agrigento
(guarda il video).

Grotte su Rai 3, nella trasmissione Geo del 31 marzo 2021
(Guarda il video)

Un tratto di 60 Km della Magna Via Francigena, illustrata da immagini della Petra di Calathansuderj (per i grottesi la “Rocca Petra”; sito archeologico che con l’arrivo della dominazione araba divenne  una roccaforte difensiva), e dai murales di Grotte, paese nel quale ha trovato notevole spazio la street-art (grazie all’associazione “La Biddina”, che ha dato vita al locale Comitato d'accoglienza della Magna Via Francigena).
All’interno della rubrica, un ampio spazio - con le immagini ed i commenti - è stato dedicato a Grotte; tra le 5 cose da non perdere visitando questo tratto del Cammino è stata annoverata la tradizione della Pasqua vivente che coinvolge tutta la cittadinanza dalla Domenica delle Palme alla domenica della Resurrezione.
Il programma GEO, su Rai 3, è anche un viaggio nel nostro territorio, con le sue millenarie tradizioni che continuano a stupire, e che rivelano lo stretto legame di ogni singolo luogo con i suoi abitanti, i mestieri, i prodotti della terra.
GEO è un programma di Marco Castellazzi, Rosario Cutolo, Vittorio Papi, Chiara Romano e Sveva Sagramola. Produttore Esecutivo: Fausta Vannutelli. Regia di Michelangelo Pepe
(guarda il video).  
 

Redazione
7 aprile 2021
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06/04/2021

Sanità. Prorogata al 30 giugno 2021 la scadenza di esenzione dal ticket per condizione economica

 

Esenzione dal ticket

Prorogata al 30 giugno la scadenza di esenzione dal ticket per condizione economica.
A seguito di un apposito decreto del Presidente della Regione, Nello Musumeci, nella qualità di Assessore alla Salute, i certificati di esenzione ticket per reddito (codici E01, E02, E03, E04) in scadenza il 31 marzo 2021, sono stati prorogati d’ufficio al 30 giugno 2021, al fine di evitare l'affollamento di persone presso gli Uffici Sanitari. Il provvedimento riguarda agli assistiti per i quali permangono le condizioni di status e reddito autocertificate. Qualora si siano modificate le condizioni reddituali o di stato civile comportanti la perdita del diritto, l’assistito ha l’obbligo di non avvalersi dell’esenzione.

Esenzione dal ticket

I cittadini che si sottopongono a visite mediche ed esami contribuiscono alle spese relative ai servizi corrispondendo il ticket sanitario. Tuttavia, in diversi casi è prevista l’esenzione: i soggetti che ne hanno diritto non devono pagare alcuna somma.
I casi in questione sono i seguenti:
- quando sono soddisfatte particolari condizioni di reddito associate all’età o alla condizione sociale;
- nei casi in cui i cittadini abbiano determinate patologie, malattie croniche o rare, riconosciute dal Ministero della Salute;
- quando viene riconosciuto lo stato di invalidità:
- in altre situazioni particolari: gravidanza; diagnosi precoce di alcuni tumori; accertamento dell’HIV.

I cittadini che si trovano in particolari condizioni economiche hanno diritto all’esenzione dal ticket sanitario 2021.
A differenza di altre misure, in tal caso non si deve fare riferimento all’ISEE ma al reddito familiare. L’ISEE viene utilizzato solo in alcuni casi specifici, legati ad agevolazioni regionali.
In linea generale, quindi, deve essere presa in considerazione la somma dei redditi dei membri del nucleo familiare.

Sono esenti dal pagamento della somma, per il 2021, quattro categorie di cittadini:
- E01, ovvero chi ha un’età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni e un reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro;
- E02, per i disoccupati, e loro familiari a carico, con reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro, incrementato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico;
- E03, per i titolari di assegno sociale, e per i familiari a carico;
- E04, per i titolari di pensione al minimo, con più di 60 anni, e per i loro familiari a carico, con reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro incrementato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio.

Il sistema Tessera Sanitaria elabora, sulla base delle informazioni ricevute dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS, l’elenco dei cittadini che non devono pagare il ticket sanitario.
Si può verificare di essere stati inseriti in tale elenco, attraverso le seguenti modalità:
- presso l’Azienda Sanitaria di assistenza;
- rivolgendosi al proprio Medico di Medicina Generale;
- accedendo al portale del Sistema TS (solo per gli assistiti nelle Regioni che hanno effettuato esplicita richiesta al Sistema TS).
Una volta verificata la condizione, per richiedere l’esenzione non servono particolari azioni.
Sulla ricetta che viene rilasciata dal medico c’è il codice di riferimento che dà diritto a non pagare la quota, richiesta nella generalità dei casi.
Chi rispetta i requisiti previsti per l’agevolazione ma non è ancora stato inserito nell’elenco può comunque evitare di pagare il ticket, presentando un’autocertificazione.
  
 

Redazione
6 aprile 2021
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05/04/2021

Chiesa. L'entusiasmo incontenibile di don Salvatore Zammito nella Messa di Pasqua

 

L'entusiasmo incontenibile di don Salvatore Zammito nella Messa di Pasqua
Guarda il video

Grotte, chiesa Madre, Veglia di Pasqua 2021.
Alleluia, alleluia!” cantano con solennità le voci del coro della Madrice.
Il Signore è risorto; è il momento di smettere i musi lunghi e lasciarsi trascinare dalla gioia.
Viva Gesù! Viva Gesù! Alleluia! Battete le mani! Alleluia, alleluia, alleluia!” esclama entusiasta da dietro l’altare - mascherina d’ordinanza sotto il mento - il parroco don Salvatore Zammito, mentre agita le braccia in un lungo momento d’incontenibile euforia
(guarda il video).

L'entusiasmo incontenibile di don Salvatore Zammito nella Messa di Pasqua
(Guarda il video)

Forza, forza! Forza tutti! Tutti! Alleluia!” continua il Sacerdote invitando l’assemblea a seguirne l’esempio.
Battete le mani! Cantate! Cantate!” ordina perentorio don Totò ai fedeli apparentemente restii a imitarne i gesti; invito ribadito con decisione da una voce femminile fuori campo: “Vulìti cantàri? Sì o no?”.
Forza, forza!” incita ancora il parroco incontenibile, saltando letteralmente dalla felicità e muovendo ritmicamente la mani in alto e in basso, a destra e a sinistra.
Qualche altro saltello, mentre il coro si avvia alla conclusione dell’Alleluia che scatena l’applauso del Celebrante e di tutta l’assemblea.
Oggi, Pasquetta 2021, l’attenzione sui social è tutta per lui, don Totò: indimenticabile e inimitabile, a modo suo
(guarda il video).  
  
Carmelo Arnone
5 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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04/04/2021

Attualità. "Pasqua prigioniera", di Giovanni Volpe

 

"Pasqua prigioniera"; di Giovanni Volpe
Guarda il video

Ha l'afflato di una preghiera, laica, silente, eppure straziante, il breve video realizzato da Giovanni Volpe.
Dal titolo esplicativo "Pasqua prigioniera", il filmato scorre sulle struggenti note di un'Ave Maria
(guarda il video). "Libera nos a malo" è il sottotitolo dell'opera; questo male che da oltre un anno attanaglia menti e cuori.

Pasqua prigioniera
(Guarda il video)

Non può essere che questa, del 2021, la Pasqua ristretta dietro le sbarre, oltre le quali scorrono le immagini dei luoghi che ci sono cari, degli avvenimenti che non abbiamo potuto vivere.
Una Pasqua che ci accompagna nel ricordo di una Madre, "Mater Dulcissima", dolorosa e serena, come questi nostri lenti e mesti giorni.
Grazie a Giovanni Volpe per questa dedica a Grotte
. Buona visione (guarda il video).  
  
Carmelo Arnone
4 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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04/04/2021

Chiesa. Veglia pasquale in chiesa Madre: saluto del sindaco Alfonso Provvidenza

 

Sindaco di Grotte
Alfonso Provvidenza

Pubblichiamo di seguito l'intervento di saluto del Sindaco di Grotte, dott. Alfonso Provvidenza, pronunciato ieri sera - sabato 3 aprile - in chiesa Madre nel corso della Veglia pasquale.

*****

"Carissimi,
desidero iniziare porgendo un affettuoso saluto e un doveroso ringraziamento a padre Salvatore Zammito che quotidianamente ci accoglie nella casa di Dio con umile e fervida devozione.
Ieri sera a margine della rievocazione della “Sepoltura” di Nostro Signore Gesù Cristo, don Salvatore ha avuto modo di esclamare, tra l’altro, Grotte risorgi!
Sono parole che mi hanno profondamente colpito, così come quelle del richiamo, sempre così attuale, all’uomo nuovo.
Oggi, più che mai, vi è la necessità di rinascere, spiritualmente ma anche nella concretezza e nella debolezza umana.
La nostra vita è stata sconvolta da un periodo buio, dalla presenza di un nemico invisibile capace di creare un disagio economico, sociale e psicologico forse mai vissuto dalle nostre generazioni. Mai come in questo momento è avvertito il bisogno di rinascere.
Papa Francesco, nell’omelia nella Solennità di Pentecoste, il 31 maggio 2020, ha detto: “Perché peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.
Tutti i credenti e le donne e gli uomini tutti di buona volontà, devono quindi seguire l’insegnamento di San Paolo: «Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12).
La pandemia ha determinato in molte delle nostre case situazioni di stress psicologico ed emotivo; spesso anche di coloro che erano già più fragili, creando ulteriori “iniquità”, probabilmente frutto di quella mancanza di contatto e di calore umano così indispensabile per il nostro equilibrio.
La rinascita ha bisogno di sostegni e di ristori economici, ma anche di armonia, di luci, di bellezza e di arte, ma soprattutto di un ritorno alla normalità ed al lavoro; oggi più che mai è indispensabile supportare le attività produttive consentendone la piena operatività in condizioni di totale sicurezza.
“La Bellezza salverà il mondo” scrisse Dostoevskij. La Bibbia testimonia ampiamente lo stupore dell’uomo dinanzi al fascino della Bellezza di Dio, che supera ogni bellezza umana, poiché sempre fragile, sottoposta alla caducità.
Quest’anno abbiamo voluto rievocare i momenti della nostra tradizione pasquale, nel rispetto della normativa anticovid; abbiamo voluto proporre ciò che per la nostra comunità è bello, ciò che ha consentito per qualche giorno di superare le iniquità, e di affrontare, seppur con tutti i limiti della nostra debolezza, il dolore emotivo originato da una crisi pandemica che a volte sembra non finire.
Cito le parole del Cardinale Montenegro: C’è fame di pane e di sorrisi, di pane e sorrisi.
Il fascio di luce proiettato nel cielo di Grotte è la nostra speranza di un ritorno alla normalità; una speranza alimentata dalla scienza e dalla capacità di produrre in tempi brevi una adeguata quantità di vaccini sicuri.
Desidero ringraziare, infine, tutti coloro che si sono spesi per la realizzazione delle iniziative di questa irrituale eppure straordinaria Pasqua.
Il vostro entusiasmo è la nostra forza.
Grazie e buona Pasqua a tutti"
.
 

 

   

Il Sindaco
Alfonso Provvidenza

 

 

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04/04/2021

Chiesa. Veglia pasquale in chiesa Madre: intervento del presidente Aristotele Cuffaro

 

Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Pubblichiamo di seguito l'intervento di saluto del Presidente del Consiglio comunale di Grotte, Aristotele Cuffaro, pronunciato ieri sera - sabato 3 aprile - in chiesa Madre Madre nel corso della Veglia pasquale.

*****

"Rivolgo il mio saluto alle autorità politiche, religiose e militari presenti ed ai cittadini di Grotte.
Nella qualità di Presidente del Consiglio comunale, a nome di tutti i Consiglieri che mi onoro di rappresentare, porgo i migliori auguri di una serena e santa Pasqua a tutti.
Concedetemi di rivolgere in maniera particolare gli auguri agli ammalati, ai meno fortunati, a chi ha perso il lavoro ed a chi è stato costretto ad emigrare in cerca di un futuro migliore.
È il secondo anno che la nostra amata Pasqua non può essere festeggiata per come si deve, ma quest’anno abbiamo voluto dare un segnale di speranza, di luce e di colori nel massimo rispetto delle norme, a simboleggiare che, nonostante tutto, la Pasqua a Grotte è viva e ritornerà ad essere festeggiata meglio di prima.
Stiamo vivendo un momento difficile, la pandemia sta accentuando le diseguaglianze sociali allargando sacche di povertà in tutto il territorio nazionale con maggiore influenza nel Meridione.
Grotte è un paese coeso, fortunatamente solidale, che sta cercando di frenare questa linea discendente con interventi mirati nella speranza di rendere una vita dignitosa ai meno fortunati.
Papa Francesco, esempio di umiltà e carità per eccellenza, ci sprona, infatti, e scuote le anime, soprattutto, a chi ricopre posti di potere nell’esercitare con spirito di abnegazione ed umiltà e mai con supponenza e superbia il proprio ruolo concedendo maggiore attenzione agli ultimi.
Per indole noi grottesi non ci abbattiamo, siamo caratterialmente forti e con l’aiuto del Signore Dio Onnipotente superiamo i momenti difficili.
Questa Pasqua ne è stata l’esempio: ogni gruppo, ogni associazione ha voluto contribuire spontaneamente, non lasciandosi deprimere dal nemico pandemico, rispettando i protocolli del caso, addobbando il Calvario, rendendolo magnificamente suggestivo.
Particolarmente emozionanti sono stati i lamenti che si propagavano dal Calvario per tutto il paese e la banda che ha intonato le marce funebri dal terrazzo dell’orologio di Piazza Marconi.
Noi ci siamo! Noi viviamo e continueremo ad esserci con il dono della fede con più coraggio e più forza.
Nel concludere, cari concittadini, vi dico grazie per come responsabilmente vi siete comportati facilitando il lavoro delle Forze dell’Ordine evitando assembramenti di massa.
Grazie per l’aiuto che date a noi Amministratori ed i consigli, grazie per la lezione di buon senso che avete manifestato in tutta la Settimana Santa. Auguri di buona Pasqua di resurrezione
".
 

 

   

Il Presidente del Consiglio comunale
Aristotele Cuffaro

 

 

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04/04/2021

Romanzo. "Chi era il vero padre di Gesù?", di Rodolfo Costanza; 15^ puntata

 

Fuga in Egitto - Guttuso
Fuga in Egitto
R. Guttuso



Prof. Rodolfo Costanza
Prof. Rodolfo Costanza

 
"Chi era il vero padre di Gesù?"
(Una giovinetta ripudiata dal re)
     
Fuga in Egitto - Guttuso
(Fuga in Egitto, di Renato Guttuso)

(15^ puntata)

Cap. 15
Ivi non c'era posto per loro

     Siamo nella tarda mattinata del primo giorno dopo il solstizio d’inverno del 7 a.C., la carovana, uscendo dalla porta meridionale, detta di Sion, si avvia verso sud. Joseph, con indosso un pesante mantello di lana di pecora, e Myriam a capo e spalle coperte come d’uso in quelle terre e stagione, appesantita dalla gravidanza, si fa trasportare dall’asino che segue lentamente il lungo corteo della carovana.
     L’essere che doveva nascere adesso si muove in continuazione dentro quella rilevante pancia, lo fa già da numerose settimane senza dargli tregua.
     Essa, ormai, comincia a sentire i disturbi che precedono la gestazione di cui fa partecipe Joseph il quale la rassicura: «Il viaggio non è lungo, durerà poco meno di due ore. Entro il primo pomeriggio saremo a Betlemme di Efrata».
     La giovane sposa ha la sensazione che avrebbe sgravato prima che fosse sorto tre volte il sole. Nonostante tutte le difficoltà, spera di trovare ospitalità a Betlemme in qualche locanda o un karwansaray oppure presso i parenti del marito.
     Alcune ore prima che tramonti il sole, essi intravedono, tra le brulle colline, ai margini della regione della steppa, il piccolo paese di Betlemme. Il suo nome era originariamente Beth-lehem, “casa del pane”. Betlemme è un villaggio assai piccolo distante circa sette chilometri da Gerusalemme, con le abitazioni circostanti deve avere non più di mille abitanti, in massima parte pastori e poveri contadini.
     “In Betlemme”, pensa Myriam, “sebbene il villaggio sarà gremito, un posto per due persone si potrà pur trovare nell’imminenza di sgravare”. In fondo, ciò che lei cerca è soltanto un luogo appartato per il parto. Per ovvie ragioni ha bisogno di poter avere una certa intimità per portare a termine la gravidanza. D’altro canto, dopo il parto, la sua condizione di puerpera le comporterà un’impurità di tipo rituale che si estenderà agli oggetti e alle persone con cui entrerà in contatto.
     Arrivati a Betlemme, nell’imboccare una strada periferica, Joseph si rende conto che il paese, da quando lo aveva lasciato, è cambiato poco. Le strade in terra battuta sono le stesse di trenta anni prima, piene di polvere, di escrementi di asini e cammelli, di mosche e moscerini, dove giocano numerosi bambini mezzi nudi e sporchi.
     Arrivati alla spianata del mercato, Joseph, ringraziato il capo carovana, si avvia, trascinandosi dietro l’asino con sopra Myriam, verso le due locande del paese dove non trovano posto. Alla fine, per non disturbare i parenti di Joseph, si dirigono verso il caravanserraglio. Betlemme è un luogo di passaggio per le carovane che da Gerusalemme scendono a Ebron e in Idumea: difatti, un caravanserraglio vi fu costruito ai tempi di David, e Joseph vi si reca con Myriam.
     Il caravanserraglio è uno spazio a cielo aperto recintato da un muro piuttosto alto e fornito di un’unica porta. Internamente c’è uno stanzone addossato lungo due lati del muro, lungo il quale corre un portico di riparo fatto in legno e tende. Per un certo tratto il muro può essere chiuso da muretti formando così dei recinti più piccoli. Esso è tutto qui, le bestie sono radunate nel mezzo del cortile, a cielo aperto; i viandanti si ricoverano sotto il portico o dentro lo stanzone finché c’è posto, altrimenti si accampano fra le bestie. I recinti più piccoli sono riservati a chi può permettersi quella comodità pagando di più. È là, fra quell’ammasso di uomini e di bestie, tutto alla rinfusa, che si questiona d’affari, si prega Dio, si canta, si dorme, si mangia e si defeca, si può anche nascere e morire. Tutto avviene fra quel sudiciume e quel lezzo che appesta gli accampamenti dei beduini in viaggio accresciuto dall’odore caratteristico provocato dallo sterco secco degli animali da soma usato per alimentare le poche stufe sparse nell’accampamento.
     L’evangelista Luca fa sapere che, quando Joseph e Myriam giunsero a Betlemme: «Non trovarono posto nel karwansaray, ivi non c’era posto per essi» (Caravanserraglio. Parola derivante dal persiano karwansaray che significa edificio per carovane). Non poteva contenere più alcun viandante. Il piccolo villaggio rigurgitava di gente che si era sistemata un po’ dappertutto per il censimento.

* * *

     Malvolentieri Joseph è costretto a dirigersi verso i suoi parenti per chiedere ospitalità. Tirandosi dietro l’asino con sopra Myriam, si avvia verso una strada periferica del paese, dove abitano i suoi parenti più prossimi. Vi trova, infatti, l’abitazione di una cugina, la quale li accoglie cordialmente. Joseph nota che la casa della cugina è piena di parenti giunti, come lui, per farsi registrare nel luogo di origine per il censimento. Nell’abitazione purtroppo non c’è un posto riservato ove Myriam possa stare in tranquillità e sgravare senza correre il rischio di trasmettere l’impurità puerperale ai parenti.
     La cugina si accorge subito dello stato in cui si trova Myriam, ma si rende anche conto che non può ospitarli in quel piccolo tugurio pieno di parenti e marmocchi. Consultatasi con il marito, che svolge il lavoro di pastore, arrivano alla decisione di ospitarli in una piccola casupola presso il loro ovile situata a duecento metri fuori dal paese.
     Con le prime lunghe ombre del tramonto Joseph e Myriam, finalmente trovano un alloggio mercè i parenti per il parto, anche se è una grotta adibita a stalla. Un tetto di paglia copre la casupola che poggia sul fianco di una collina mentre la parte retrostante continua in una grotta in cui c’è una mangiatoia e dove il pastore normalmente vi tiene una mucca e un asino.
     Questa  sistemazione  non  era  per  niente  inconsueta. Oggi gli scavi archeologici hanno dimostrato che le abitazioni in Giudea erano di norma costituite da una porzione posteriore, ricavata da una grotta scavata nella fianco di una collina, connessa a una parte anteriore formata da uno vano detto catoio realizzato in muratura.
     Mentre cala il manto della sera, alla luce di una lanterna, Joseph predispone per Myriam, alla meglio, un angolo meno disadatto e meno sudicio. Dopo aver passato la scopa nel locale, vi prepara un giaciglio di paglia pulita, vi stende una stuoia ed estrae dalla bisaccia da viaggio le coperte, le provviste e le cose necessarie.
     In poco tempo i due ospiti riescono alla bell'e meglio a sistemarsi in quell’abitazione con l’aiuto del pastore e del figlio più grande, che funge da aiutante. Lui e il padre si alternano normalmente a pernottare nell’ovile per custodire gli animali. Il pastore, fattasi sera, offre per cena pane, formaggio e olive; dopodiché, approfittando della presenza di Joseph e Myriam, rientra in paese nella propria abitazione dopo aver affidato al figlio la casa, gli ospiti, l’ovile, il gregge.
     All’indomani mattina all’alba il pastore ritorna nell’ovile e con il figlio inizia a mungere le pecore e le capre e a preparare la ricotta, la tuma e il formaggio che offrono per colazione ai parenti di Nazareth.

* * *

     Myriam, nonostante lo stato in cui si trova, salita sull’asino si presenta, in mattinata, con Joseph ai due funzionari preposti al censimento allocati in un modesto locale a piano terra vicino alla piccola sinagoga. I funzionari chiedono le generalità e la stirpe di origine affinché la registrazione prevista sia conforme alle norme che regolano il censimento.
     Presso gli Ebrei una tribù si divide in grandi “famiglie” che a loro volta si suddividono in casati “paterni” che si frazionano man mano in nuovi casati i quali possono allontanarsi dal luogo di origine e trasferirsi altrove. Tuttavia, ovunque vadano, i nuovi gruppi familiari conservano tenacemente il ricordo del paese d’origine e della propria discendenza. Ogni capo famiglia conosce a memoria i propri antenati e sa dove hanno dimorato, ma, per tradizione, la genealogia è trascritta in pergamene gelosamente conservate. Quest’attaccamento al proprio luogo di nascita e alla propria origine familiare ha formato presso gli Israeliti di Palestina la base di questo primo censimento voluto da Augusto e imposto da Erode. «Bandito il censimento», dice l’evangelista Luca, «Joseph sente l’obbligo di presentarsi agli ufficiali dell’anagrafe in Betlemme: …giacché egli è del casato e della stirpe di David (Lc 2,4), la quale è originaria di Betlemme».
     I funzionari poste alcune domande sulle generalità, sul lavoro, sulle proprietà e sulle imposte che normalmente Joseph versa all’erario, li congedano. Uno dei due funzionari, per pura curiosità, chiede: «Dove siete diretti?». Joseph accortamente risponde: «Dopo il parto rientreremo a Nazareth di Galilea».
     Allontanandosi dai funzionari addetti al censimento Joseph chiede alla moglie di far visita agli altri parenti, Myriam risponde: «Sono stanca e preferisco ritornare nella piccola abitazione fuori paese». La visita ai parenti è meglio rimandarla nei giorni che seguiranno la nascita del figlio che lei ormai prevede fra non molto. Forse è la fatica, o l’ansia per quella snervante attesa che Myriam d’improvviso prova una sensazione che solo una madre conosce e intuisce. Il momento tanto atteso è arrivato.
     Intanto a palazzo reale i familiari, non paghi di aver convinto Erode a scacciare Myriam e avendo timore che il re possa avere dei ripensamenti, lo convincono che la soluzione presa non è la migliore e non risolve alla radice il problema.

Rodolfo Costanza

Pubblicato dalla Testata Giornalistica
Grotte.info Quotidiano

su www.grotte.info il 4 aprile 2021.
Per gentile concessione dell'Autore
.
© Riproduzione riservata.
  

 

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04/04/2021

Letture Sponsali. "Il passaggio ad una vita migliore"

 

Amore Sponsale
Nozze di Giuseppe e Maria

Le "Letture Sponsali" sono uno strumento sperimentale che offre gratuitamente una prospettiva sponsale alle letture della liturgia domenicale. Sono curate dal gruppo "Amore è..." (vedi il sito ufficiale), attivo dal 2006 nella diocesi di Palermo, per favorire un momento di riflessione all'interno delle coppie e nelle comunità ecclesiali. Le letture sono commentate da fidanzati e sposi (tra cui i grottesi Vera e Francesco).

*****

Gesù ci ha abituati ai paradossi, fin dal momento della sua venuta al mondo.
Non è trascorso molto tempo da quando, nel festeggiare il Natale, abbiamo vissuto lo stupore di Dio che non solo si fa uomo, ma addirittura si rende umile, povero, forestiero nel mondo che gli appartiene.
Adesso, il paradosso più grande. Non la morte dopo la vita ma la vita dopo la morte.
E l'incredulità di Maria di Màgdala, di Giovanni e di Simon Pietro è anche la nostra. Quello che sembrava incredibile, ciò che sembrava impossibile, è accaduto. Vivere con Gesù, in Gesù e per Gesù consente tutto questo.
Se l'amore tra due sposi è benedetto da Gesù, esso sarà perfino capace di risorgere, ogni giorno e per sempre.
Ci saranno croci più o meno dolorose ad attenderlo, ma nessuna potrà annientarlo, perché esso tornerà a vivere sempre.
Perché l'amore del Signore è esso stesso per sempre.
Barbara e Adriano

Punto chiave
Cari amici, oggi è il giorno di Pasqua, il giorno della resurrezione di Gesù.
Tutti conosciamo le sacre scritture che parlano di questo eccezionale evento, ma spesso ci soffermiamo solo sull'eccezionalità di questa storia senza apprezzarne il vero significato. Infatti se ci riflettiamo bene, la resurrezione non è finalizzata al sconfiggere la morte per restare in questa terra. Dopo appena qualche giorno Gesù è comunque asceso al cielo ugualmente lasciando questa vita terrena. Il vero significato della resurrezione invece consiste nel fatto che la morte terrena è solo un passaggio.
Non è la nostra fine, ma il passaggio ad una vita migliore. Rallegriamoci dunque e affrontiamo anche noi il nostro passaggio con la speranza di una nuova vita.
Aline e Christian 

  

Redazione
4 aprile 2021
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03/04/2021

Chiesa. "Non ci chiedi nulla, solo libertà, verità, e amore"; di don Rosario Bellavia

 

Don Rosario Bellavia
Don Rosario Bellavia

Non una semplice omelia, quanto piuttosto una catechesi, che è insieme meditazione ed insegnamento, scaturita da una profonda riflessione personale e resa come testimonianza comunitaria. Tutto ciò è quanto ha espresso il giovane viceparroco don Rosario Bellavia nel corso dell'Azione liturgica del Venerdi Santo 2021 nella chiesa parrocchiale Madonna del Carmelo in Grotte.
Ne riportiamo il testo integrale (scarica il pdf).

*****

"Venerdì santo
Grotte 02/04/2021

Eri solito andare in quel giardino Signore, lo conoscevi bene, lo conosceva anche Giuda, tra quegli ulivi predicavi la pace, anche solo riposandoti, o pregando, si passeggiava come a Eden, in comunione intima con i tuoi. Siamo stati capaci di rovinare tutto Signore, un'altra volta: quel luogo della tua preghiera e che tanto ti era caro è diventato veramente un frantoio – questo vuol dire Getsemani – il luogo in cui si frantumano, si macinano le olive, e anche la tua pace, la gioia di essere con noi, la tua persona si iniziò a frantumare al tradimento di Giuda. Non furono angeli e santi con lodi, onori e azioni di grazie a venirti incontro, bensì soldati e guardie, con lanterne, fiaccole e armi. E la bellezza veniva storpiata e beffata, un’altra volta. Eravamo in un giardino anche noi, Signore, giunta la Pasqua si sistemava tutto a festa, si preparavano le strade, e le luci, si ripassavano le parti e si sentivano anche in lontananza i suoni della gente in strada, e le vesti, e i profumi. Poi qualcuno e qualcosa ha fatto giungere il buio e tutto questo è divenuto un nostalgico ricordo che teniamo stretto con il timore di perderlo. Gridavamo dai balconi, e anche questo primo entusiasmo è passato, imparando che le cose importanti hanno bisogno di tempi e fatiche per conquistarsi; dicevamo “andrà tutto bene”, come se quel bene doveva farsi da sé, e bisognava solo aspettare, forse dovevamo dirci: “impariamo a fare il bene!”, e bandendo ogni sentimentalismo e ogni fideismo, dovevamo incarnare la tua speranza.

Nel giardino di Eden era chiaro cosa si cercava: Adamo, dove sei? In questo giardino, dove tu sei rimasto, sei tu che domandi a noi: Chi cercate? Già, chi cerchiamo? Eravamo sempre in mezzo a tanta folla, oggi quella folla ha preso il nome di assembramento; si sentivano gli odori, i profumi e anche i sudori, oggi cerchiamo di attraversare con gli occhi ciò che chiamiamo distanziamento. E in questa solitudine ci sentiamo smarriti. Sono venute meno le nostre sicurezze, a fatica cerchiamo di ripensarci, giorno dopo giorno, e forse solo una risposta ci è rimasta, davvero, a questa domanda: Cerchiamo Gesù il Nazareno.

Signore perdonaci, non vogliamo più portarti via, vogliamo piuttosto imparare da te a stare con te. Conducici tu questa volta in mezzo a questa nostra notte, e fa che giunta l’alba non ti rinneghiamo. La paura è tanta, lo sgomento ci opprime, e ci capisci, Signore, fin troppo bene: in fondo ciò che stiamo vivendo in quel tempo te lo abbiamo procurato noi. Il nostro oggi è stato il tuo e mentre noi ti abbiamo abbandonato con la distanza del cuore, tu continui a rispondere attraversando in silenzio le nostre strade e le nostre vite.

Perdonaci Signore, perché come dinanzi ad Anna e Caifa, sei stato talvolta giustiziato entro le mura della stessa Chiesa, quando abbiamo voluto muovere le sorti della tua sposa; quando con arroganza piuttosto che con libertà abbiamo preteso di convertire, e solo perché ritenuti, gli altri, diversi da noi; quando ci siamo macchiati di un grave peccato disprezzando la fede semplice dei semplici, tacciandola per immatura, a confronto della propria; quando con ipocrisia farisaica abbiamo ostentato e usato la parola di Dio, e cercato primi posti, vestiti migliori, e la nostra giustizia; e non ci inginocchiamo più dinanzi al passaggio del Santissimo, passi come se Tu non fossi più nulla; quando il denaro e il compromesso ha sostituito l’umano, e la legge lo ha sopraffatto; quando Signore, le leggi che ci siamo dati insieme alle chiacchiere inutili e alle apparenze hanno offuscato i bisogni reali di tanta povera gente: ma se non riconosciamo Dio come possiamo riconoscere l’uomo?

Perdonaci Signore, perché come Pilato siamo stati fragili, abbiamo lasciato che i media e la società ti rivestissero di regalità e si prendessero poi gioco di te: Ecco l’uomo, gridavano, ecco l’uomo! Che ha i suoi diritti, i suoi bisogni, la sua libertà, reclamando la dissolutezza come verità, la propria vita come contraddittorio criterio di diritto assoluto, il personalismo relativo al di sopra della persona umana, la fragilità storpiata per non essere guarita piuttosto sbandierata, e l’isolamento esistenziale è vissuto oggi come un autonomo individualismo che non porta a nulla. Ecco l’uomo, Signore, pronto per essere crocifisso. Ecco l’uomo che vogliamo. A forza di dire quale immagine di uomo vogliamo noi, abbiamo finito per scegliere l’altro, Barabba. Non sapendo più a chi assomigliamo. Fomentiamo il popolo, perché in mezzo ad essi il nostro peccato non si senta: in fondo quando si fa in modo che si è tutti macchiati, poi possiamo anche pensare che quella macchia sia normale, e dunque svanisce il bisogno di purificarsi. Svanisce il senso del peccato.

Signore, tra quelle parole sulla croce è risuonato il grido di dolore e il silenzio di Dio. Hai gridato ancora Signore, nelle famiglie dei morti di covid lontani dai loro cari, e hai abitato il silenzio di quelle lacrime versate nei cimiteri deserti di morti senza funerali né fiori. Hai gridato Signore, nelle ansie di coloro che con gravi malattie hanno dovuto difendersi anche dalle complicazioni sanitarie, e nei silenzi di chi è stato loro accanto con domande nascoste e preoccupazioni rimaste inespresse. Hai gridato ancora, nel dolore di quanti si sono tolti la vita in un atto di confusione, perdonali Signore, e aiutaci a perdonare con pietà, questo sarà per noi la strada per imparare ad essere come te, abiti anche i loro silenzi e quelli di quanti ancora ne soffrono, aspettando da te consolazione. Hai gridato in quanti hanno perso il lavoro, e sei nel silenzio di quanti cercano in tutti i modi di non fare pesare le ristrettezze di questi tempi. Hai gridato nelle preghiere nascoste della gente sola, nella loro solitudine sii come luce silenziosa, dona conforto. Gridi, mio Signore, nelle famiglie divise, nelle quali non ci si sa amare, dove si vive nel sospetto, nello sconforto, nel silenzio, nelle quali non si è appreso l’arte dell’amore e non ci si fa aiutare. Accogli mio Dio il silenzio dei figli, i loro pianti, le loro ansie, le loro agitazioni, i loro occhi spenti, che i padri e le madri han dimenticato per orgoglio personale, genitori che si contendono il primato di “miglior genitore” l’uno contro l’altro, senza rendersi conto che si regala umanità e affetto amandosi. Gridi mio Signore nella gran confusione del sistema educativo e in mezzo ai valori propugnati dal mondo, e sei nel silenzio di quanti non sanno cosa fare.

Sei crocifisso negli amori sessualizzati, nelle notti delle droghe, negli aperitivi disinvolti di questo Venerdì santo, nei furti delle case, nello smarrimento esistenziale, nei luoghi di precarietà; ma sei lì, in mezzo a tutto questo, come anche nei bimbi che corrono per le strade, nei ragazzi che ottengono i loro successi, nei saluti delle piazze, tra gli anziani al sole e tra le saracinesche mezze abbassate dei bar, sei splendente nei quartieri di san Rocco, sei meraviglia negli occhi stessi di chi ti cerca.

Signore, da quella croce vogliamo ripartire. Ricominciamo, sentendoci dire: Ecco tua madre, che ti insegna e si prende cura di te, ecco tuo figlio che da te impara a vivere una vita nuova. Fallo di nuovo Signore, perché in quella tua sete, sì, Gesù, in quella tua sete posso attestare che è contenuta anche la sete di questo tuo popolo. Guardalo Signore, guarda ciascuno di loro in questo momento e tutti coloro che passano di qui. Mentre tutto è venuto meno, ci rendiamo conto che una cosa è rimasta ed emerge, la sete di Dio, la tua e la nostra sete. Non vogliamo più accostare aceto alla tua bocca Signore, vogliamo accostarci noi ad essa, per sentirti, amarti, imparare a parlare. È te che cerchiamo, Gesù nazareno, ancora una volta.

Con questi sentimenti scendiamo verso i giorni che abbiamo dinanzi. Quest’anno non ti portiamo sulle spalle, fa che possiamo portarti nel cuore, dove il peso è più leggero, dove non ci chiedi nulla, solo libertà, verità, e amore; non andremo dietro l’urna, Signore, guardaci, siamo divenuti noi un'urna vuota, ma vogliamo accoglierti in maniera nuova. Seguici tu, accompagnaci, portaci sulle tue spalle, non sappiamo dove andare. Scendiamo con te, con Giuseppe e Nicodemo, aspettiamo nel silenzio, cieli nuovi e terra nuova, quel giardino nuovo che avrà, si, Signore, che avrà il tuo profumo, e ognuno dirà tra sé e sé: è qui, è il Signore, e vive".
(Scarica il pdf)
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Don Rosario Bellavia
2 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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03/04/2021

Festività. "Pasqua: nuove speranze e ragioni per essere felici"; auguri dal Gruppo consiliare M5S Grotte

 

Movimento 5 Stelle - Grotte

Messaggio di auguri per i concittadini, da parte del Gruppo consiliare M5S di Grotte.

*****

"La Pasqua è conosciuta come un giorno di rinnovamento.
Possa portare a tutti nuove speranze e ragioni per essere felici.
Auguriamo a tutti i nostri concittadini di vivere appieno il sentimento di Rinascita e riscoprire una vita più vera.
Buona Pasqua!
".
  

 

   

Per il Gruppo Consiliare M5S
Salvatrice Morreale
Mirella Casalicchio
Angelo Costanza

 

 

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03/04/2021

Comune. Distribuiti per il periodo pasquale i Buoni Spesa a 104 beneficiari

 

Buoni spesa
Buono spesa

Più di 14.000 euro per buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità presso supermercati, farmacie, piccoli negozi di alimentari: questa è la cifra che è stata distribuita dal Comune di Grotte, in occasione del periodo pasquale, alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica dovuta all’emergenza epidemiologica da virus Covid-19.
Le risorse per la cosiddetta solidarietà alimentare sono quelle stabilite dall’art. 2 del Decreto Legge 23 novembre 2020, n. 154 recante “Misure finanziarie urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, che ha confermato la decisione del Governo di riproporre i cosiddetti “buoni spesa” (contributo gestito direttamente da ogni ente locale).
L’importo complessivo a disposizione del Comune di Grotte è stato di 14.175,00 euro distribuiti a 104 beneficiari
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Redazione
3 aprile 2021
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03/04/2021

Viabilità. Strada Provinciale 15 in cattive condizioni. L'ANCE: "Doneremo la progettazione ai Comuni"

 

Strada Provinciale 15 in cattive condizioni
SP 15

La Strada Provinciale 15 è in cattive condizioni. L'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili): "Doneremo la progettazione ai Comuni".
Il tratto compreso tra l’ospedale San Giovanni di Dio e contrada San Benedetto è pesantemente dissestato, urgono interventi per eliminare rischi. Da diversi anni ormai versa in gravissime condizioni di dissesto, con enormi rischi per la viabilità.
Stiamo parlando della Strada Provinciale 15, nel tratto compreso tra l’ospedale “San Giovanni di Dio” e contrada San Benedetto, un asse viario molto trafficato di competenza di più enti e attraversato costantemente dalle ambulanze che si recano al nosocomio. Nonostante il suo ruolo strategico, questa strada è profondamente segnata da numerose buche e asperità che, quotidianamente, provocano danni a cose e persone.
Una situazione estremamente grave - dice il presidente provinciale dell’Ance, Carmelo Salamone -, alla quale la mia associazione vuole provare a porre rimedio. Consapevoli di come le amministrazioni comunali siano spesso a corto di risorse umane e finanziarie, abbiamo infatti deciso di donare alle amministrazioni pubbliche un progetto esecutivo per la messa in sicurezza della strada, al fine di eliminare le situazioni in pericolo. Ci attiveremo fin da subito per contattare le amministrazioni comunali di Agrigento, Favara e Aragona per definire le questioni burocratiche. Strade più sicure - conclude Salamone - sono un diritto dei cittadini e delle imprese
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Redazione
3 aprile 2021
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03/04/2021

Politica. L'on. Decio Terrana (UDC): "Troppi cambi di casacca all'ARS portano scollamento di idee"

 

Decio Terrana
Decio Terrana

L’on. Decio Terrana, alla guida dell’Udc in Sicilia, rinnova la fiducia al Governo Musumeci dopo le crepe mostrate all’ARS durante la votazione della Finanziaria e critica quanti hanno approfittato di questa debolezza per attaccare il Governo. Allo stesso modo invita tutta la Maggioranza ad una profonda riflessione ed il Presidente Musumeci a convocare un vertice la prossima settimana.
"Voglio rimproverare chi ha approfittato di quanto successo in aula per criticare il Governo per la mancanza di tatto dimostrata - dichiara il Coordinatore Regionale dell’UDC -. Se la Maggioranza ha dimostrato qualche piccola crepa la risolva al più presto; invito pubblicamente il Presidente Musumeci ad organizzare un vertice di Maggioranza già la prossima settimana per esaminare quanto accaduto e superare l’inconveniente come da sempre siamo abituati a fare. Forse l’accaduto è spiegabile dai troppi cambi di casacca che alla lunga portano scollamento di idee e di programmi, più sono i “salti” da un Partito all’altro e più aumentano gli “scontenti”. Invito tutti alla riflessione, dobbiamo sempre portare avanti un progetto politico concreto. Noi lavoriamo per costruire - afferma Terrana -, non per distruggere, e proprio per questo abbiamo ormai definito la nuova Piattaforma di Centro che sarà la Casa di tutti i Moderati. Con un progetto chiaro ed unitario che rispecchi i nostri principi ed i nostri valori e possa rappresentare al meglio quei cittadini sempre più confusi dal continuo cambio di indirizzo Politico dei propri rappresentanti"
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Redazione
3 aprile 2021
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02/04/2021

Comune. Palazzo municipale in blu per la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo

 

Palazzo municipale in blu per la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo
Municipio in blu

Dall'1 al 2 aprile 2021 si colora di blu il Palazzo municipale di Grotte.
Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. La ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico.


(Municipio in blu)

I disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da una compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, e da modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività. I sintomi e la loro severità possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, conseguentemente i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo.
La prevalenza del disturbo è stimata essere attualmente di circa 1 su 54 tra i bambini di 8 anni negli Stati Uniti, 1 su 160 in Danimarca e in Svezia, 1 su 86 in Gran Bretagna. In età adulta pochi studi sono stati effettuati e segnalano una prevalenza di 1 su 100 in Inghilterra.
In Italia si stima che 1 bambino su 77, nella fascia di età 7-9 anni, presenti un disturbo dello spettro autistico.
Anche il Comune di Grotte vuole manifestare la propria adesione con un segno esteriore.
"Per l'occasione - scrivono il vicesindaco Roberta Di Salvo e il sindaco Alfonso Provvidenza -, dalle 20.30 del 1° aprile fino all'alba del 2, la facciata principale del Palazzo comunale sarà illuminata da fasci di luce blu"
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Redazione
2 aprile 2021
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02/04/2021

Politica. On. Rosalba Cimino (M5S): "L'assegno unico può essere una svolta per le famiglie italiane"

 

Rosalba Cimino
Rosalba Cimino

L’approvazione dell’assegno unico può essere la svolta per le famiglie italiane e in particolare quelle siciliane, dove si registra il più alto calo della natalità in Italia”. Queste le parole dell'on. Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle, dopo il voto che ha portato all’approvazione dell’assegno unico per tutti coloro che hanno un figlio a carico.
Nell’ultimo anno in Sicilia si è registrata una perdita dei neonati quasi doppia rispetto all'anno precedente - spiega Cimino -, il dato è peggiore se si considera tutto il Sud dove si concentra il 36% del totale di tutte le perdite dei neonati italiani. Con l’approvazione dell’assegno si garantisce un beneficio economico per ogni figlio a carico, fino a 250 euro e fino al compimento del 21 anno di età, senza doversi muovere tra vari bonus. Sono inclusi tutti i genitori, anche gli autonomi e le partite iva, che fino a poco fa erano costantemente esclusi da supporti del genere. La scelta di includere tutti - conclude l'Onorevole - rappresenta il cambio di mentalità rispetto ad un’Italia che è ormai cambiata nell’assetto sociale e economico: le misure devono essere pensate con l’obiettivo di consentire a tutti l’accesso al lavoro, in particolare alle donne e alle madri che come abbiamo avuto modo di appurare sono le prime vittime della disoccupazione, anche questa, problematica enorme per la Sicilia, isola che con il 29,8 per cento di donne occupate è penultima in Italia in questa classifica
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Redazione
2 aprile 2021
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01/04/2021

Ambiente. Amianto e rifiuti abbandonati nei pressi della "Rocca Petra"

 

Amianto e rifiuti abbandonati nei pressi della "Rocca Petra"
Rifiuti

Rifiuti e amianto abbandonati nei pressi della "Rocca Petra".
Percorrendo la Strada Provinciale 15, che da Grotte conduce ad Aragona Caldare, a poche centinaia di metri dalla "Rocca Petra" - lo spettacolare protocastello denominato più correttamente "Petra di Calathansuderj" - ci si imbatte in una discarica di rifiuti a cielo aperto. Lo documentano le immagini che pubblichiamo di seguito.

Rifiuti ed amianto abbandonati nei pressi della "Rocca Petra"
(Discarica con amianto)

Si tratta di materiale vario da cui emergono recipienti in amianto, lastre ondulate in eternit, frammenti di dimensioni diverse, ma anche rottami apparentemente provenienti da cantine svuotate, cocci di piatti e bicchieri.

Rifiuti ed amianto abbandonati nei pressi della "Rocca Petra"
(Discarica con amianto)

Non mancano i classici sacchetti di rifiuti solidi urbani (spazzatura domestica non differenziata), strappati da randagi di passaggio, e il cui contenuto è disseminato nel raggio di decine di metri.

Rifiuti ed amianto abbandonati nei pressi della "Rocca Petra"
(Rifiuti)

Ogni tanto la zona viene sottoposta ad operazioni di bonifica straordinaria; pulizia destinata a durare qualche settimana. Pochi giorni dopo i quali i soliti ignoti riprendono l'abbandono del materiale di cui vogliono disfarsi con semplicità, certi dell'impunità.

Rifiuti ed amianto abbandonati nei pressi della "Rocca Petra"
(Rifiuti)

Un territorio di grande fascino, che rientra nel cammino della Magna Via Francigena, periodicamente sfregiato dall'inciviltà dell'uomo. 
 

Carmelo Arnone
1 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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01/04/2021

Iniziative. "Pasqua Grottese 2021: L'Ultima Cena", di Gianni Russello

 

 "Pasqua Grottese 2021: L'Ultima Cena"
Guarda il video

"Pasqua Grottese 2021: L'Ultima Cena", di Gianni Russello.
Il titolo del filmato che ci viene proposto da Gianni Russello è "Pasqua Grottese 2021". Una ripresa originale, nuova, contemporanea, non la diffusione di immagini relative a rappresentazioni avvenute negli anni precedenti. In questo "Omaggio a tutti i grottesi" vi è un ricercato ritorno all'essenziale, all'origine, alla potenza evocativa del testo, emendato da scenografie, costumi, gestualità.

 "Pasqua Grottese 2021: L'Ultima Cena"
(Guarda il video)

Nella suggestiva cornice del Calvario di Grotte, nell'oscurità della sera, un leggio, un volto, una voce, e tutto il fascino narrativo dell'Ultima Cena, come non si è mai vista e udita (guarda il video). Nessuno spettatore, nessun vocio, nessun gioco di luci, solo la forza dirompente delle parole, nell'interpretazione di chi - tra i tanti - in passato ha fatto propria la rievocazione del Giovedi Santo, sul palco ma soprattutto nel cuore.
Nei tre minuti iniziali, tutto il fascino della lunga salita del Calvario, con il tambureggiare ritmico di Fabrizio Lazzaro. Poi la nuda
narrazione, di Vincenzo Arnone (Giovanni), Gianni Russello (Gesù), Leonardo Cutaia (Pietro), Salvatore Baldo (Giuda) e Domenico Morgante (Giacomo). Gli ultimi due minuti sono dedicati ad un commosso accenno ai tradizionali "Lamenti" ed ai brani eseguiti dalla banda musicale.
Le riprese ed il montaggio sono state curate da Elisa Russello; la regia è di Gianni Russello
. Buona visione (guarda il video).  
  
Carmelo Arnone
1 aprile 2021
© Riproduzione riservata.
  

 

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