www.rotte.info:
periodico indipendente d'informazione del paese di Grotte
(provincia di Agrigento).
Grotte.info Quotidiano -
Aprile 2026
08/04/2026
Politica.
"Grotte, tra la Pasqua e il silenzio del domani; se la tradizione non
basta a fermare l'esodo"; di
Enzo Napoli
Enzo Napoli
Processione
Immancabilmente, per le
festività pasquali, trascorro qualche giorno a Grotte.
Le rappresentazioni, le processioni e le marce delle bande musicali che le
accompagnano, i simulacri del Cristo e dell'Addolorata, l'atmosfera stessa
che si respira, vanno oltre il sentimento religioso.
Per chi c'è nato e cresciuto sono parte integrante della propria identità. È
un'emozione ancestrale, un legame indissolubile.
Credo sia la stessa cosa in ciascun paese, magari in occasioni differenti,
con il medesimo coinvolgimento emotivo.
(Pasqua di Grotte 2026: processione dell'urna, con grande partecipazione di
cellulari)
Eventi
del genere, insieme alla familiarità dei luoghi e altri elementi immateriali
costituivano, almeno sino a qualche decennio addietro, un fortissimo senso
di comunità e appartenenza.
Il dibattito culturale e politico definiva inoltre, in maniera dialettica,
una visione, più o meno condivisa, del passato, del presente e del futuro.
Leggendo le riflessioni di chi continua ad organizzare con sacrificio,
passione e dedizione eventi come la Pasqua a Grotte, giustamente orgogliosi
di riuscire a replicare, anno dopo anno, quella miracolosa partecipazione di
popolo e sentimenti, mi sono chiesto quanto a lungo potranno sopravvivere
ancora tutti gli aspetti peculiari dell'identità locale.
Non è solo il drammatico spopolamento dei centri minori a preoccuparmi,
anche se è certamente un fenomeno che sembra inarrestabile e che può fare
smarrire definitivamente un immenso patrimonio culturale e antropologico.
Quello su cui vorrei ragionare è il venir meno di un confronto politico
(e culturale) che, nella diversità ideale e nella inevitabile
contrapposizione, riusciva a leggere criticamente il percorso compiuto e
quello ancora da compiere.
Grotte è un paese fortunato perché ha un sindaco capace e autorevole, una
giunta volenterosa, un consiglio comunale e un suo presidente fattivi e di
grande sensibilità, diverse associazioni culturali operose e di livello,
alcune testate d'informazione curate con passione ed equilibrio, un tessuto
imprenditoriale tutto sommato solido e sufficiente innovativo, una qualità
della vita per molti versi invidiabile.
Nonostante tutto questo, nonostante lo sforzo eroico di chi ancora ha la
possibilità di viverci, però, non riesco a immaginare, per il mio e
per tutti gli altri piccoli comuni dell'entroterra siciliano, un futuro
di crescita demografica ed economica. La Sicilia ha bisogno anche e soprattutto di futuro, non solo di
mantenere in vita passato e tradizione, ha bisogno di modernità di
innovazione, di sperimentare, di attrarre e non disperdere energie e
intelligenze, di mantenere la memoria di ciò che siamo stati, ma capire
anche dove stiamo andando e dove vorremmo andare.
Tra dieci, venti o trent'anni è importante che ci siano ancora ragazzi che
come oggi continuano a voler portare l'urna col Cristo morto, ma le strade
del centro storico potrebbero essere sempre più deserte. Senza dibattito, senza confronto, senza scontro ideale, senza diversità
di vedute, senza proposta, senza senso critico, senza polemica e senza
sintesi non cresce alcuna classe dirigente, alcuna nuova prospettiva, alcuna
politica in grado di contribuire positivamente a fare crescere le nostre
comunità.
Non possiamo certamente rassegnarci al declino né lasciare che il governo
della cosa pubblica diventi semplicemente gestione del potere.
I centri minori vanno aiutati a valorizzare al meglio le loro potenzialità,
a rendere possibile il loro ripopolamento mediante la riqualificazione dei
centri storici e al mantenimento degli standard ambientali, della qualità
della vita e delle relazioni sociali, a dotarsi di infrastrutture
tecnologiche e digitali che favoriscano lo smart working, ad essere insomma
oasi di vivibilità alternativi al caos delle grandi città.
Vanno aiutati a darsi una visione condivisa per uno sviluppo possibile e
sostenibile, ad arginare l'impoverimento culturale e generazionale
che lascia un numero sempre crescente di ragazze e ragazzi a stordirsi in un
"divertimento" fatto di alcol e rumore assordante.
Per farlo occorrono una politica e un governo Regionale attenti e
consapevoli, che non si limitino a gestire ma siano capaci di governare il
presente e proiettare la Sicilia verso il futuro. Serve anche ridare ruolo e dignità ai partiti, oggi ostaggio di
cricche sempre più ristrette e autoreferenziali.
Attualità. "Le riprese della Settimana Santa:
per chiarezza e rispetto del lavoro"; di
Daniel Carlisi
Daniel Carlisi
Pubblichiamo un testo di Daniel Carlisi, organizzatore e direttore
delle riprese per le dirette streaming delle rappresentazioni della
Settimana Santa a Grotte.
Da parte del nostro Quotidiano, i
complimenti all'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" per la
produzione delle dirette della Settimana Santa 2026, realizzate
con professionalità da Daniel Carlisi e dallo staff di "Sicilia The
Festival"; dirette che la testata giornalistica Grotte.info Quotidiano
ha condiviso con gioia e gratitudine.
*****
"Dopo
l’immenso impegno profuso per raccontare i riti della nostra Settimana
Santa, sento il dovere professionale di fare alcune precisazioni, a tutela
della mia immagine e di quella del mio staff.
Ringrazio sentitamente le varie pagine social e la testata giornalistica
Grotte.info Quotidiano per aver condiviso i nostri contenuti: la diffusione
della nostra tradizione è un valore per tutti. Tuttavia, è fondamentale
distinguere la condivisione dalla produzione. Le riprese, la gestione tecnica e la regia video di tutte le dirette
ufficiali sono state realizzate esclusivamente da Daniel Carlisi e dallo
staff di Sicilia The Festival.
Voglio ringraziare di cuore l’Associazione Gruppo dei Giudei "A.
Infantino" Grotte (Ag) per aver incaricato me e il mio team, riponendo
nella nostra professionalità la massima fiducia. Un ringraziamento
particolare va al Comune di Grotte e al sindaco Alfonso Provvidenza
per il supporto e le varie autorizzazioni concesse, che hanno permesso lo
svolgimento del nostro lavoro in piena regola e sicurezza.
È stato un impegno immenso che ha permesso di raggiungere cittadini da ogni
parte del mondo, portando le nostre tradizioni ben oltre i confini locali.
Le dirette ufficiali, prodotte e patrocinate dall’Associazione, sono state
quelle trasmesse nelle giornate di: Domenica delle Palme; Martedì, Mercoledì
e Giovedì Santo; Venerdì Santo; Domenica di Pasqua (per l’Incontro).
Dietro quelle immagini che avete seguito dai vostri smartphone e computer,
non c’è solo un semplice tasto "Play". Ci sono anni di esperienza,
professionalità e un impegno fisico e mentale costante.
È doveroso sottolineare che il lavoro è stato svolto con l'impiego di
attrezzature professionali di alto livello e non con semplici telefonini.
Gli investimenti tecnici fatti negli anni servono proprio a garantire questa
qualità di trasmissione. Invitiamo chiunque pubblichi o parli di questi contenuti a non
attribuirsi meriti che non gli spettano. Rispettare la paternità di un
lavoro non è un optional, ma un atto di doverosa correttezza verso chi opera
duramente dietro le quinte.
Orgogliosi di aver servito la nostra comunità con la nostra tecnologia e il
nostro cuore".
Dibattiti. L'APS "Gruppo dei
Giudei - Andrea Infantino": "La presenza di Gesù
dentro un'urna il Giovedì Santo"
Gruppo dei Giudei
Pubblichiamo
un testo che l'Associazione di Promozione Sociale
"Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" ha postato sul proprio
profilo Facebook. Il tema trattato concerne la processione dell'urna che
tradizionalmente si effettua la sera del Giovedì Santo.
*****
La presenza di Gesù
dentro un'urna il Giovedì Santo è un elemento tipico di alcune tradizioni
popolari e processionali, in particolare in Sicilia, che anticipa
simbolicamente la deposizione e la sepoltura, che liturgicamente avvengono
il Venerdì Santo.
• Significato e Tradizioni: In diverse località siciliane (come Trapani o
Erice e Grotte), la figura di Gesù morto nell'urna, spesso accompagnata
dall'Addolorata, viene portata in processione o venerata già il Giovedì
Santo, unendo il momento dell'Ultima Cena alla premonizione della morte.
• "Scinnute" e Riti: Queste manifestazioni fanno parte delle antiche
tradizioni della Settimana Santa, come le "Scinnute" (discese) in cui i
gruppi sacri vengono portati dalle chiese ai luoghi di culto principali.
• I Sepolcri (Altari della Reposizione): Più in generale, la sera del
Giovedì Santo, dopo la Messa in Coena Domini, Gesù Eucaristia viene riposto
negli "Altari della Reposizione" (popolarmente detti "Sepolcri"), che
vengono visitati dai fedeli.
• Contesto Liturgico: Sebbene la liturgia ufficiale preveda l'adorazione
della Croce e la deposizione nel sepolcro il Venerdì Santo, la devozione
popolare anticipa il lutto per il "morto Gesù" già dal giovedì sera.
• Queste usanze evidenziano il profondo legame tra la fede liturgica e la
pietà popolare, che vive le ore della Passione con intensità drammatica e
devozionale.
• Chi critica questa tradizione lo fa solitamente per una questione di
rigore liturgico. Dal loro punto di vista, "anticipare" la morte di Gesù al
Giovedì Santo è un errore cronologico e teologico, perché:
La cronologia: Il Giovedì Santo celebra l'Istituzione dell'Eucaristia (la
vita). Gesù è vivo, a tavola con i suoi. La morte avviene il Venerdì alle
tre del pomeriggio.
Il significato dei "Sepolcri": Tecnicamente, quelli che visitiamo il giovedì
sera sono Altari della Reposizione. Servono a custodire l'Eucaristia per la
comunione del giorno dopo (quando non si celebra messa). Chiamarli
"sepolcri" e metterci dentro un simulacro di Gesù morto è considerato da
molti un'imprecisione che confonde i fedeli.
• Però, c'è un "ma" fondamentale:
La Chiesa stessa, nel Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, riconosce che
il popolo vive il Triduo come un unico evento. Per la sensibilità popolare,
dal momento in cui Gesù viene arrestato nel Getsemani (giovedì notte), Egli
è già "preso", è già vittima.
• In breve, chi dice "è sbagliato" guarda il calendario liturgico; chi lo fa
guarda al sentimento della Passione, che non segue l'orologio ma l'emozione
del lutto che inizia.
• Una cosa è certa, il giovedì è il giorno dell’umanità di Cristo, della sua
fragilità. I tempi che viviamo avrebbero bisogno di tanti Giovedì per
riflettere sui mali del mondo e dell’uomo, che più lo si faccia portando in
processione il simulacro per poi vegliarlo tutta la notte è solo
un’occasione in più per ricongiungerci con le pagine evangeliche dedicate al
Getsemani.
Attualità.
"La festa di Pasqua a Grotte: un laboratorio sociale e religioso di
grande interesse"; di Salvatore
Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello
Pasqua di Grotte
La
Pasqua di quest’anno ha restituito, anche grazie alle trasmissioni
curate dal Gruppo dei Giudei “A. Infantino”, l’immagine di una comunità
viva, dinamica e attraversata da una rinnovata speranza. Non si tratta
soltanto di una speranza religiosa, pur centrale nel significato stesso
della Resurrezione, ma anche di una speranza sociale, che emerge con
forza osservando la partecipazione collettiva, in particolare quella delle
nuove generazioni.
(Giovani protagonisti della Pasqua di Grotte - foto di Angelo Baldo)
Ciò che ha colpito maggiormente è stata la presenza massiccia e
protagonista dei giovanissimi. Una partecipazione così ampia, sentita e
diffusa, difficilmente trova riscontro nella memoria recente. Volti
sorridenti, coinvolti, consapevoli del proprio ruolo: ragazze e ragazzi
accorsi numerosi in tutti i momenti della festa, non come spettatori, ma
come attori di una tradizione che si rinnova.
La tradizione pasquale, con il suo carico simbolico ed emotivo, si conferma
un potente dispositivo di costruzione identitaria. Come sottolineano diversi
studi sociologici sui rituali collettivi, le feste religiose non sono
soltanto momenti di culto, ma veri e propri spazi di socializzazione, in cui
si consolida il senso di appartenenza a una comunità. Questo processo appare
evidente a Grotte, dove la partecipazione precoce dei giovani alla ritualità
pasquale si traduce, nel tempo, in una forma di identità condivisa e
consapevole.
Osservando più da vicino le dinamiche locali, emerge un dato significativo:
i giovani grottesi non sono affatto indifferenti alla dimensione
dell’impegno sociale. Al contrario, tendono a organizzarsi in forme
spontanee, al di fuori dei tradizionali schemi delle organizzazioni
politiche. Questo atteggiamento riflette una tendenza ben nota nella
sociologia contemporanea: le nuove generazioni privilegiano modalità di
partecipazione fluide, orizzontali e non gerarchiche, spesso legate a
iniziative volontarie e a reti informali.
Esperienze come quelle della Biddina o del movimento Muoviti
Grotte testimoniano questa vitalità. Si tratta di forme di attivismo
che nascono dal basso e che trovano nella festa di Pasqua un momento di
sintesi e di visibilità pubblica. La stessa partecipazione al recente
referendum conferma come i giovani non siano affatto apatici rispetto ai
temi civili, ma piuttosto selettivi nelle modalità con cui scelgono di
impegnarsi.
In questo contesto, la religiosità giovanile assume caratteristiche nuove. A
un primo sguardo, potrebbe sembrare meno intensa rispetto a quella delle
generazioni passate, meno segnata da pratiche devozionali tradizionali:
vengono alla mente le immagini delle madri e delle nonne che accompagnavano
l’urna con le candele accese, le preghiere profonde, i pellegrinaggi al
Calvario. Tuttavia, uno sguardo più attento rivela non una diminuzione, ma
una trasformazione della religiosità.
La religiosità dei giovani appare oggi più espressiva, partecipata,
comunitaria. È una religiosità che si manifesta nella gioia, nella
condivisione, nel desiderio di esserci. Come evidenziano numerosi studi,
nelle società contemporanee la fede tende a spostarsi da una dimensione
istituzionale e normativa a una più esperienziale e relazionale. I
giovani cercano una spiritualità autentica, meno legata all’obbligo e più
alla partecipazione significativa.
In questo senso, la festa di Pasqua a Grotte rappresenta un laboratorio
sociale e religioso di grande interesse. I giovani, pur rimanendo fedeli
alla tradizione, ne reinterpretano i linguaggi, introducendo elementi di
innovazione e nuove forme espressive. Questa tensione tra continuità e
cambiamento è stata ben colta dalla direzione artistica di Giovanni Volpe,
capace di valorizzare una narrativa rinnovata senza tradire il senso
profondo della tradizione.
Resta aperta una domanda importante: questa nuova modalità di partecipazione
può incidere sull’efficacia del messaggio cristiano? Il rischio,
talvolta evocato, è quello di ridurre la religiosità a una semplice
sequenza di immagini o a un evento spettacolare. Tuttavia, una
lettura più equilibrata suggerisce che la sfida non sia quella di
contrapporre passato e presente, ma di riconoscere la pluralità delle forme
attraverso cui oggi si esprime la fede. La religiosità non può essere nostalgicamente ancorata a un ordine
ormai tramontato, di una Chiesa alleata del potere, né può essere compressa
in schemi ideologici rigidi. Piuttosto, è chiamata ad aprirsi
all’ascolto, alla misericordia, alla prossimità. In questa prospettiva,
la forte presenza dei giovani non rappresenta una perdita, ma
un’opportunità: quella di costruire una comunità più inclusiva, capace di
dialogare con le nuove generazioni e di accogliere le loro domande.
La Pasqua di quest’anno ci consegna dunque un messaggio chiaro: la fede
non è scomparsa, si sta trasformando. E in questa trasformazione, i
giovani non sono spettatori marginali, ma protagonisti attivi di una nuova
stagione comunitaria.
Spettacolo.
Piazza Marconi gremita, a Grotte, per il concerto dei Cugini di Campagna
Piazza Marconi
Cugini di Campagna
La serata di ieri, domenica 5 aprile, ha visto una grande partecipazione
di pubblico a Grotte. In coincidenza con la domenica di Pasqua,
la storica band italiana dei Cugini di Campagna si è esibita in un
concerto che ha richiamato moltissime persone in Piazza Marconi.
(I Cugini di Campagna in un selfie di Angelo Palermo)
L’esibizione musicale, introdotta da Angelo Palermo - presentatore,
ideatore e organizzatore di numerosi eventi di successo -, ha rappresentato
l’atto finale delle celebrazioni e dei riti della Settimana Santa grottese,
seguendo una tradizione ormai consolidata per la comunità locale. Oltre alla
piazza principale, anche il corso del paese è risultato gremito di residenti
e visitatori.
(Grotte: concerto dei Cugini di Campagna)
Il
gruppo ha riproposto i propri successi più noti, brani che hanno segnato la
storia della musica leggera italiana e che sono stati accolti con lunghi
applausi. Il pubblico presente ha partecipato con calore, dimostrando di
apprezzare le sonorità tipiche della band.
L'affluenza registrata e l'accoglienza riservata agli artisti hanno
confermato le aspettative della vigilia. Con questa serata di musica, Grotte
ha così concluso il programma delle festività pasquali, che ogni anno vede
il paese impegnato nelle caratteristiche rappresentazioni del periodo.
Pasqua 2026.
L'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino": "Grazie di cuore, Grotte!"
Gruppo dei Giudei
Pubblichiamo
il messaggio di ringraziamento che l'Associazione di Promozione Sociale
"Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" ha rivolto a quanti hanno
collaborato alla realizzazione delle rappresentazioni della Settimana Santa
2026.
*****
Grazie di cuore,
Grotte!
Con la conclusione dei riti della Settimana Santa, desideriamo esprimere la
nostra più sincera e profonda gratitudine a tutti coloro che hanno reso
questi giorni un’esperienza indimenticabile di fede, arte e comunità.
All’Amministrazione comunale
Un ringraziamento sentito per il supporto costante. In modo particolare,
grazie al sindaco Alfonso Provvidenza e al vice sindaco Roberta Di Salvo: la
vostra vicinanza è stata preziosa in ogni momento.
Agli sponsor
Un grazie speciale ai nostri sponsor, il cui contributo è stato fondamentale
per la realizzazione della nuova scenografia.
Un riconoscimento particolare all’architetto Calogero Vella e a Nuccio
Morgante: senza il vostro impegno e la vostra competenza, tutto questo non
sarebbe stato possibile.
A Daniel Carlisi: per aver curato la regia video con professionalità,
catturando ogni istante e ogni emozione.
Al popolo di Grotte
Grazie per la vostra partecipazione calorosa e devota. Siete l’anima di
questa tradizione, custodi di un’identità che ogni anno ci rende orgogliosi
delle nostre radici.
Al parroco
Grazie per la guida spirituale e per averci accompagnato, con profonda
umanità, nel mistero della Passione e della Risurrezione.
Alle Bande musicali
Un sentito ringraziamento ai musicisti: le vostre note solenni sono state
l’anima vibrante dei riti, capaci di tradurre in musica l’emozione e il
dolore della Passione.
Alle Forze dell’Ordine
Grazie per la presenza e per il lavoro svolto, garantendo sicurezza e
serenità a tutta la comunità.
A Giovanni Volpe
Un ringraziamento speciale per la straordinaria direzione artistica. Anche
quest’anno, con sensibilità, passione e grande competenza, hai saputo
interpretare e valorizzare la nostra tradizione, rendendola viva, attuale e
profondamente emozionante. Grazie per aver guidato questo percorso con
visione e dedizione, contribuendo a rendere ogni momento davvero unico.
Agli interpreti (per ultimi, ma non per importanza)
A voi, che con talento, dedizione e spirito di sacrificio avete dato volto,
voce e anima ai personaggi del Mistero: il nostro grazie più profondo. Avete
saputo andare oltre la semplice rappresentazione, rendendo viva e tangibile
la Passione, trasmettendo emozioni autentiche e toccando il cuore di tutta
la comunità. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola è stato il frutto di
impegno, passione e amore per questa tradizione. Grazie per averci donato
momenti di intensa commozione e per aver reso, ancora una volta, eterna la
storia della nostra salvezza.
Buona Pasqua a tutti!
APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino".
Chiesa.
Veglia pasquale in chiesa Madre: saluto del sindaco di Grotte Alfonso
Provvidenza
Alfonso Provvidenza
Pubblichiamo
di seguito l'intervento di saluto del Sindaco
di Grotte, dott. Alfonso Provvidenza, pronunciato
ieri
sera, sabato 4 aprile 2026, in chiesa Madre, nel corso della Veglia pasquale.
*****
"Autorità
religiose, civili e militari,
cari concittadini tutti,
auguri di una Santa e serena Pasqua!
Un saluto particolarmente affettuoso a don Salvatore Zammito, ai presbiteri,
ai diaconi e a tutti coloro che, a vario titolo, quotidianamente donano il
proprio tempo alla nostra amata Chiesa Madre che deve continuare a svolgere
un ruolo centrale per lo sviluppo della dimensione spirituale della nostra
comunità.
Un sentito ringraziamento all’on. Rosellina Marchetta, deputato Segretario
dell’Assemblea Regionale Siciliana, sempre vicina all’Amministrazione
comunale e alla nostra città, anche e soprattutto per le diverse iniziative
parlamentari a sostegno delle categorie più deboli.
Un riconoscimento a tutte le Forze dell’Ordine presenti nel territorio e, in
particolare, al Comandante della Stazione dei Carabinieri ed al Comandante
della Polizia locale, ed a tutti gli uomini e le donne che onorano la divisa
perseguendo gli ideali che sono propri di chi è chiamato a tutelare la
sicurezza e la serenità dei cittadini.
Nei giorni della Passione di Cristo, come ogni anno, con speranza e fede ci
siamo soffermati a guardare il volto prima sofferente e poi senza vita di
Gesù.
In occasione della Domenica delle Palme papa Leone XIV ha detto “Guardiamo
a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta
preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri
si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità,
mentre altri impugnano spade e bastoni. Lui, che è la luce del mondo, mentre
le tenebre stanno per ricoprire la terra. Lui, che è venuto a portare la
vita, mentre si compie il piano per condannarlo a morte”.
Ormai parlare di pace ci sembra sempre più surreale; confidavamo nei grandi
della terra, speravamo in loro quali portatori di pace, progresso e
prosperità. Invece, ci troviamo ad assistere a smanie di potere temporale ed
economico che hanno messo al centro dell’azione politica le invasioni di
paesi come l’Ucraina e l’Iran solo ed esclusivamente per ragioni di natura
economica e di sopravvivenza energetica.
Assolutamente ingiustificabile l’azione di Israele e la violenza subita dal
popolo palestinese; inaccettabile proprio perché perpetrata da un popolo che
ha così tanto sofferto a causa dell’odio razziale. Peraltro, proprio in
questi giorni Israele ha approvato la pena di morte per i palestinesi autori
di attacchi mortali. Come si può legalizzare la pena di morte in nome di
Dio?
I tempi sono bui, ma la fede e la speranza ci devono guidare verso la luce e
verso il ravvedimento.
Ritengo, pertanto, particolarmente significativo un recentissimo messaggio
del nostro dell’Arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, che non ha
parlato soltanto della Pasqua e del suo compimento nella Pentecoste, ma, in
vista delle prossime elezioni agrigentine, ha anche rivolto un monito a
tutti coloro che aspirano ad amministrare il territorio. Nel ricordare la
figura di Giorgio La Pira, ha invitato a fare della città una «comunità di
destino», ossia una casa in cui chiunque e soprattutto i più fragili e
indifesi possano trovare una calorosa accoglienza.
Anche la nostra comunità deve essere una casa accogliente e calorosa, ma
soprattutto deve essere unita nel programmare e raggiungere obiettivi idonei
ed equi per tutti i cittadini.
Assumere decisioni richiede una profonda riflessione, ma tutto deve essere
fatto in funzione del perseguimento del bene della collettività; oggi, anche
Grotte ha bisogno di una crescente sinergia tra le istituzioni
(Amministrazione, Scuola, Chiesa, Forze dell’Ordine) e le famiglie. Non
dobbiamo sottovalutare, tra i tanti, il problema delle dipendenze e, in
particolare, la diffusione dell’alcol tra i giovani. Non è il momento, né la
sede, ma invito tutti noi a ponderare nuovi e innovativi momenti di dialogo
con i propri cari, e se vogliamo anche di maggiore controllo.
In questo contesto così complesso e vario, la nostra meravigliosa festa di
Pasqua. La fede e la tradizione si sposano con la voglia di innovarsi
mantenendo inalterato tutto ciò che ha sempre connotato il nostro percorso
di devozione.
Nella splendida cornice delle luminarie che hanno impreziosito le vivide
notti di questa santa settimana di fede e che abbiamo, nel corso di questi
anni, voluto così appariscenti proprio perché nel cristianesimo la "Luce del
Signore" rappresenta la verità che ci consente di distinguere dalle tenebre
del peccato e dell'ignoranza, desidero richiamare alla nostra attenzione la
straordinaria rappresentazione portata in scena dall’Associazione dei Giudei
“A. Infantino” anche quest’anno con la regia del sempre virtuoso Giovanni
Volpe.
Grazie alle nostre bande, la Verdi e la Bellini, ai portatori dell’Urna e
dell’Addolorata, ai lamentatori e tutti coloro che continuano a rendere
questo evento unico e così amato dai tutti i grottesi.
In conclusione, carissimi concittadini, desidero rinnovare i migliori auguri
di una Pasqua di pace a tutti Voi presenti, a coloro che sono rimasti
lontani dal nostro paese e a tutti quelli che per motivi di salute fisica o
spirituale sono rimasti nelle proprie case".
Chiesa.
Veglia pasquale in chiesa Madre: saluto del presidente del Consiglio
comunale Angelo Carlisi
Angelo Carlisi
Pubblichiamo
di seguito l'intervento di saluto del Presidente del Consiglio comunale
di Grotte, dott. Angelo Carlisi, pronunciato
ieri
sera, sabato 4 aprile 2026, in chiesa Madre, nel corso della Veglia pasquale.
*****
"Pasqua
rappresenta il fondamento della fede cristiana, in quanto si fa memoria
della Resurrezione di Cristo, dopo il cammino doloroso percorso lungo la Via
Crucis segnato da sofferenza, da umiliazione e infine dalla morte in croce.
Celebrare Pasqua significa portare la forza della Resurrezione nella nostra
vita.
Senza la speranza della Resurrezione, la Via Crucis su cui abbiamo meditato
il Venerdì Santo rischia di ridursi a una semplice commemorazione del dolore
umano: nella prospettiva della Resurrezione invece anche la Via Crucis può
trasformarsi in un cammino di speranza, capace di parlare all’esperienza
umana di ogni tempo.
Ripercorrendo gli ultimi momenti della vita di Gesù, la Via Crucis richiama
tutte le situazioni di difficoltà e di sofferenza che ogni persona si può
trovare a vivere.
La Via Crucis, quindi, non è distante dalla realtà quotidiana, ma la
riflette profondamente. Ognuno, almeno una volta nella vita, si è trovato a
portare una “croce”, a sentirsi schiacciato dagli eventi o incapace di
andare avanti.
In questo senso, la Via Crucis diventa un invito a non fermarsi davanti alle
difficoltà, ma a trovare la forza per andare oltre: proprio dentro questo
dolore si inseriscono segni concreti di speranza. L’aiuto di Simone di
Cirene mostra che nessuno è chiamato a soffrire da solo; il gesto della
Veronica ricorda invece che anche nei momenti più duri esiste la possibilità
della compassione e della cura. Le “cadute di Cristo” non rappresentano una
sconfitta definitiva, ma l’occasione per rialzarsi e continuare il cammino.
La Pasqua rappresenta un forte invito a considerare la speranza come una
forza concreta, capace di sostenere l'essere umano anche nelle situazioni di
maggiore fragilità: essa non è un semplice ottimismo passeggero, ma una
certezza che deve accompagnare il cammino della nostra vita. Come ha avuto
modo di ricordarci il nostro amato Papa Francesco, nell’ottica della
speranza “anche nei momenti più difficili, c’è sempre la possibilità di
un nuovo inizio, di una nuova vita e nessuna esperienza di fallimento e di
dolore, per quanto ci ferisca, può avere l’ultima parola sul senso e sul
destino della nostra vita”.
Pasqua è quindi segno di rinascita, di speranza e di nuovi inizi.
La ricorrenza della Santa Pasqua per noi grottesi, è in assoluto la
tradizione più importante.
Per la nostra comunità cittadina, che da sempre vive con profonda
partecipazione i riti della fede e le tradizioni della Settimana Santa,
questi giorni rappresentano un momento di intensa spiritualità e di
autentica condivisione scandita da diversi momenti di preghiera, di
rappresentazione scenica e di suggestive processioni, animate dai nostri
sacerdoti, dalle bande musicali del paese e dall'instancabile impegno e
passione profuso dall'Associazione "Gruppo dei Giudei Andrea Infantino" a
cui va riconosciuto il merito di tramandare e custodire le nostre tradizioni
pasquali.
Con questi sentimenti, e con la gioia del Cristo Risorto, a nome mio
personale e di tutto il Consiglio Comunale che ho l’onore di rappresentare,
voglio esprimere un sincero augurio di Buona Pasqua perché insieme possiamo
guardare al futuro con ritrovata speranza ed entusiasmo.
Il
Presidente del Consiglio comunale
Angelo Carlisi
Chiesa.
Auguri di Pasqua dell'Arcivescovo: "Ritrovare l'identità nel volto di
Cristo e dell'uomo"
Guarda il video
In occasione
della Pasqua 2026, l’Arcivescovo di Agrigento, S.E. Mons.
Alessandro Damiano, ha rivolto un augurio ai fedeli
(guarda il video),
volto a sottolineare il significato profondo della festività per la comunità
ecclesiale e umana.
(Guarda il video)
Il messaggio si
apre con una riflessione sul valore del tempo liturgico attuale: la Pasqua
rappresenta per la Chiesa un appuntamento cruciale dove, attraverso il
Triduo e l’alba della Risurrezione, è possibile ritrovare la propria "piena
identità".
Il cuore del messaggio di quest’anno è racchiuso in una citazione biblica
tratta dal salmista: “Il tuo volto, Signore, io cerco; non nascondermi
il tuo volto”.
Mons. Damiano invita a fissare lo sguardo sul volto di Cristo,
descrivendolo in una duplice veste: da un lato quello "umiliato e
schiaffeggiato" della Passione, dall'altro quello "trasfigurato nella
Risurrezione".
L'Arcivescovo stabilisce un legame diretto tra la figura divina e quella
umana, affermando che nel volto di Gesù si riflette "il volto di ogni uomo e
di ogni donna", segno autentico di una "umanità piena".
In un passaggio chiave del suo discorso, il Presule lancia un monito sociale
ed etico, esortando i fedeli e la cittadinanza a non "girarsi dall'altra
parte" quando si incontrano "volti sfigurati e offesi". Il compito del
cristiano, conclude l'alto Prelato, è quello di operare per restituire a
questi ultimi la dignità, in quanto esseri "riscattati dalla
passione, morte e risurrezione dell'uomo vero, dell'uomo pieno, Cristo
Signore".
Nel video, il messaggio di auguri
(guarda il video).
Teatro.
La Pasqua di Grotte come lezione per il nostro "povero tempo"; di
Giovanni Volpe
Giovanni Volpe
Processione
"Giudei"
C’è un
momento, nella Pasqua di Grotte, che mi commuove più di ogni altro. Mi
accompagna da sempre, fin da quando ero ragazzo, e ogni volta torna a
sorprendermi con la stessa intensità: è quell’istante sospeso, spesso a
notte inoltrata, in cui finalmente cadono le maschere.
Per giorni i “giudei” hanno attraversato il rito oscillando tra violenza e
devozione, tra scherno e pianto.
Hanno massacrato, ma per finta. Hanno amato, ma dentro una rappresentazione.
Hanno vilipeso, torturato, crocifisso il simbolo d’amore per eccellenza, e
poi lo hanno pianto, lo hanno accompagnato nel dolore, sempre dentro il
confine del rito.
Eppure, a un certo punto, qualcosa cambia. La maschera si spezza.
E ciò che fino a quel momento era stato “teatro” diventa verità. I “giudei”
si caricano dell’Urna sulle spalle e la riportano in Chiesa.
("Giudei" sotto l'urna)
Non è
più un gesto scenico: è un atto di restituzione, di riconciliazione. La
redenzione si fa peso reale, concreto, fisico. Si fa cammino. Si fa scelta
pubblica.
È come se, in quell’atto, i carnefici smettessero di esserlo e si
riconoscessero, finalmente, fragili, umani. Come se abbracciassero, dopo
averli massacrati, gli offesi, gli oltraggiati, i crocifissi - e in
quell’abbraccio vi fosse una verità che va oltre il rito, oltre la
tradizione.
È il momento della catarsi. Il punto in cui il percorso si compie davvero.
(Processione dell'urna)
È in
quest’istante che avviene la vera resurrezione della Pasqua di Grotte: non
nel trionfo, ma nella caduta; non nella gloria, ma nella conversione; non
nell’apparenza, ma nella nudità di un gesto che restituisce dignità,
affetto, memoria. Erano apostoli, giudei, soldati romani, diventano,
pasolinianamente, “testimoni dello scandalo”.
Tutti ciò parla al presente, a questo “povero tempo nostro”, inquieto e
triste: perché ci ricorda che la pace - quella vera - non è un proclama, ma
un attraversamento. Un peso da portare. Un abbraccio da scegliere.
Fuori, nel mondo.
E dentro di noi.
Buona Pasqua a tutti.
Politica.
On. Marchetta (UDC): "Disegno di legge per l'inclusione e la formazione
sociale"
On. Rosellina Marchetta
È stato
presentato all’Assemblea Regionale Siciliana il disegno di legge
di iniziativa parlamentare a firma dell’on. Rosellina Marchetta,
deputato segretario,
per l’istituzione dell’Agenzia Regionale per l’Inclusione e la Formazione
Sociale (A.R.I.Fo.S.), un nuovo strumento strategico volto a rafforzare
le politiche di inclusione e sviluppo sociale in Sicilia.
L’Agenzia, che sarà istituita presso la Presidenza della Regione, senza
nuovi oneri a carico del bilancio regionale, nasce con l’obiettivo di
promuovere l’inclusione sociale, educativa e lavorativa, favorendo
l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro delle fasce più
fragili della popolazione, tra cui giovani, donne in gravidanza, persone con
disabilità e soggetti in condizioni di difficoltà economica e sociale.
“Con questo disegno di legge – dichiara l’on. Marchetta –
intendiamo dare una risposta concreta ai bisogni reali dei cittadini,
costruendo un modello di sviluppo fondato sulla dignità della persona, sulla
solidarietà e sull’accesso equo alle opportunità. L’inclusione non può
essere solo un principio, ma deve tradursi in strumenti operativi efficaci e
accessibili”.
L’A.R.I.Fo.S. promuoverà percorsi formativi e di riqualificazione
professionale in ambiti strategici per lo sviluppo regionale, tra cui
l’innovazione agricola e tecnologica, la sanità e l’innovazione sociale, il
settore socioeducativo, la formazione tecnica e manifatturiera e
l’integrazione degli immigrati regolari.
Particolare attenzione sarà dedicata alle donne vittime di violenza, per le
quali il disegno di legge prevede specifici programmi di sostegno,
formazione e reinserimento lavorativo, oltre alla creazione di uno
“Sportello Donne” in ogni provincia, quale presidio territoriale per
l’accompagnamento verso l’autonomia economica e sociale.
“Riteniamo fondamentale - prosegue la Deputata - investire
sull’autonomia delle donne e sulla loro piena partecipazione alla vita
economica e sociale. Solo così possiamo contrastare in modo strutturale ogni
forma di violenza e discriminazione. L’istituzione dell’A.R.I.Fo.S.
rappresenta un passo importante verso una Sicilia più inclusiva, dinamica e
attenta ai bisogni delle persone”.
Culti.
I Testimoni di Geova stasera celebrano l'annuale "Commemorazione della
morte di Gesù"
Sala del Regno
In Sicilia, oltre
22.000 Testimoni di Geova stanno partecipando a una campagna speciale
per invitare il pubblico a un evento pensato per far conoscere alla comunità
la promessa biblica di un futuro migliore. In tutto il mondo sono oltre nove
milioni i testimoni di Geova impegnati nella stessa campagna. La sera di
giovedì 2 aprile 2026, in occasione della celebrazione annuale della
Cena del Signore (chiamata anche Commemorazione della morte di Gesù),
verrà pronunciato un discorso che metterà in risalto ciò che Gesù insegnò
riguardo al futuro dell’umanità.
“La vita e gli insegnamenti di Gesù hanno un significato profondo per
moltissime persone in tutto il mondo. Il nostro desiderio è che questa
celebrazione, osservata dai cristiani ininterrottamente da quasi duemila
anni, aiuti chi sarà presente a comprenderne il legame con una speranza
straordinaria”, ha detto Piero Maltese, portavoce dei Testimoni di Geova
per la Sicilia. Fu quasi duemila anni fa, il 14 Nisan del calendario
ebraico, nell’anno 33 d.C., che Gesù istituì la Cena del Signore con i suoi
apostoli. Quella sera Gesù diede questo comando, come riportato nel Vangelo
di Luca 22:19: “Continuate a fare questo in mio ricordo”. Ubbidire a
quel comando ogni anno, nel giorno corrispondente a quella data, aiuta i
Testimoni di Geova a ricordare quanto sia concreta la speranza biblica che
la terra verrà risanata. Lo scorso anno più di 20 milioni di persone hanno
assistito alla celebrazione della Cena del Signore. Per saperne di più sulla
commemorazione della Cena del Signore e per conoscere il luogo più vicino in
cui si svolgerà, è possibile visitare il
sito ufficiale. L’evento è gratuito e aperto al pubblico, come tutti gli
eventi organizzati in tutte le Sale del Regno.
Servizi.
Conferenza stampa del Comitato Cittadino "Cara_Acqua"
Guarda il video
Una chiara presa
di posizione contro la gestione del servizio idrico e il silenzio delle
istituzioni locali: è questo il cuore della conferenza stampa tenuta
ieri, mercoledì 1 aprile 2026, dal Comitato Cittadino "Cara_Acqua"(guarda il video).
Il portavoce del comitato, Armando Caltagirone, ha esposto una serie
di denunce circostanziate riguardanti le recenti fatturazioni emesse da
AICA, definendole prive di legittimità e frutto di una gestione fallimentare
che grava esclusivamente sulle tasche dei cittadini.
Comune.
Ristrutturati i bagni pubblici di Via Fonte; apertura da domani
Servizi igienici
A
partire da domani, giovedì 2 aprile 2026, diventano operativi i
nuovi servizi igienici pubblici situati in Via Fonte, dopo i lavori di
ristrutturazione e la messa in opera di tutte le suppellettili necessarie.
La notizia è stata diffusa direttamente dal sindaco Alfonso Provvidenza,
che ha confermato la fine dei lavori e la disponibilità della struttura per
i residenti e per i numerosi turisti e visitatori che verranno in paese in
occasione delle rappresentazioni della Pasqua di Grotte.
Per garantire la tutela della struttura e prevenire atti di vandalismo o usi
impropri, i locali sono stati dotati di un sistema di videosorveglianza.
Le telecamere sono attive sia all'interno che all'esterno dell'edificio,
monitorando costantemente l'area.
I servizi sono divisi in due sezioni: una per gli uomini (con
il vecchio accesso dalla salita) e l'altra per le donne e le persone
diversabili (con ingresso da Via Fonte).
Il Sindaco ha accompagnato l'annuncio con una richiesta diretta alla
cittadinanza, invitando tutti a utilizzare i nuovi bagni con senso civico.
L'obiettivo è mantenere l'area pulita e funzionale nel tempo; per questo
motivo l'Amministrazione confida nella massima collaborazione da parte di
chi usufruirà del servizio, nel rispetto di un bene che appartiene a tutta
la comunità.
Pasqua 2026. "L'Ultima Cena" e "Li Rieciti" dei
piccoli; stasera in Piazza Marconi
Manifesto
Stasera,
mercoledì 1 aprile 2026, alle ore 20.00, sul palco allestito
in Piazza Marconi a Grotte, verrà messa in scena la rappresentazione
de "L’ultima cena e Li Rieciti". L’iniziativa è curata dai
componenti più giovani dell’APS "Gruppo dei Giudei A. Infantino". I
ragazzi porteranno sul palco i momenti centrali della narrazione pasquale,
rievocando le scene della cena e dei riti successivi.
(Manifesto)
La
rappresentazione vede impegnato un numeroso gruppo di giovani interpreti che
daranno volto ai personaggi biblici:
- Salvatore Morgante (Gesù);
- Daniela Morgante (Maria);
- gli apostoli: Federico Rinaldi (Pietro), Mattia Parrinello
(Giovanni), Saverio Capellupo (Giacomo), Raffaele Mancuso
(Giuda);
- personaggi della Passione: Alessio Ciraolo (Misandro), Giovanni
Pillitteri (Nizec), Giuseppe Randisi (Putifar), Danilo Miceli
(Rubinit), Giuseppe Aquilina (Malco), Marco Parrinello (Rabam),
Giovanni Arnone (Stelle), Paolo Costanza (Longino),
Leonardo Lazzaro (Centurione), Salvatore Butera (Caifas),
Michelangelo Macaluso (Giuseppe), Danilo Vitello (Nicodemo);
- le donne: Maria Sofia Brucculeri (Maddalena) e Gioia Cutaia
(Veronica);
- gli angeli: Greta Lo Brutto (Amor divino), Cloe Lo Re (della
fede), Gloria Mattaliano (della speranza), Emma Infantino (del
perdono) e Salvatore Castronovo.
La manifestazione è realizzata con il patrocinio del Comune di Grotte e
della Regione Siciliana (Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e
Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana).
Comune.
Stop alle emissioni sonore durante la Settimana Santa; ordinanza del
Sindaco
Divieto
Vietato disturbare con musiche la celebrazione delle rappresentazioni
e dei riti della Settimana Santa e il riposo dei cittadini.
Il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha emanato un'ordinanza per
limitare le emissioni sonore nel territorio comunale durante il periodo
pasquale.
La decisione, presa il 31 marzo 2026, nasce per tutelare la quiete pubblica
e il riposo dei residenti, oltre che per garantire il rispetto verso i riti
religiosi che ricordano la passione, la morte e la resurrezione di Cristo.
Negli anni passati diversi cittadini avevano segnalato disagi causati dalla
musica ad alto volume proveniente dalle attività commerciali, sia di giorno
che di notte.
Per questo motivo l'Amministrazione ha ritenuto necessario intervenire con
regole precise per conciliare il ritrovo dei giovani con il diritto alla
salute e al riposo di tutti.
Il provvedimento stabilisce regole diverse a seconda delle giornate:
- dal 31 marzo al 4 aprile vige il divieto assoluto di trasmettere
musica o produrre emissioni sonore nei locali pubblici e negli spazi
pubblici appositamente autorizzati (bancarelle e giostre);
- domenica 5 aprile (Pasqua) la diffusione sonora è permessa solo
dalle ore 00:15 (e comunque dopo la fine della Santa Messa in Chiesa
Madre) sino alle ore 02.00;
- lunedì 6 aprile (Pasquetta) la musica è consentita dalle ore
00.30 sino alle ore 02.00.
Nelle fasce orarie in cui la musica è permessa, si deve trattare
esclusivamente di filodiffusione che rispetti i volumi stabiliti dalla
legge.
Se i gestori dei locali intendono organizzare serate con DJ set o momenti
danzanti, devono presentare una richiesta specifica per ottenere i permessi
necessari previsti dalle norme vigenti.