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Grotte.info Quotidiano - Aprile 2026

08/04/2026

Politica. "Grotte, tra la Pasqua e il silenzio del domani; se la tradizione non basta a fermare l'esodo"; di Enzo Napoli

 

Enzo Napoli
Enzo Napoli

Pasqua di Grotte 2026: processione dell'urna, con grande partecipazione di cellulari
Processione

Immancabilmente, per le festività pasquali, trascorro qualche giorno a Grotte.
Le rappresentazioni, le processioni e le marce delle bande musicali che le accompagnano, i simulacri del Cristo e dell'Addolorata, l'atmosfera stessa che si respira, vanno oltre il sentimento religioso.
Per chi c'è nato e cresciuto sono parte integrante della propria identità. È un'emozione ancestrale, un legame indissolubile.
Credo sia la stessa cosa in ciascun paese, magari in occasioni differenti, con il medesimo coinvolgimento emotivo.

Pasqua di Grotte 2026: processione dell'urna, con grande partecipazione di cellulari
(Pasqua di Grotte 2026: processione dell'urna, con grande partecipazione di cellulari)

Eventi del genere, insieme alla familiarità dei luoghi e altri elementi immateriali costituivano, almeno sino a qualche decennio addietro, un fortissimo senso di comunità e appartenenza.
Il dibattito culturale e politico definiva inoltre, in maniera dialettica, una visione, più o meno condivisa, del passato, del presente e del futuro.
Leggendo le riflessioni di chi continua ad organizzare con sacrificio, passione e dedizione eventi come la Pasqua a Grotte, giustamente orgogliosi di riuscire a replicare, anno dopo anno, quella miracolosa partecipazione di popolo e sentimenti, mi sono chiesto quanto a lungo potranno sopravvivere ancora tutti gli aspetti peculiari dell'identità locale.
Non è solo il drammatico spopolamento dei centri minori a preoccuparmi, anche se è certamente un fenomeno che sembra inarrestabile e che può fare smarrire definitivamente un immenso patrimonio culturale e antropologico.
Quello su cui vorrei ragionare è il venir meno di un confronto politico (e culturale) che, nella diversità ideale e nella inevitabile contrapposizione, riusciva a leggere criticamente il percorso compiuto e quello ancora da compiere.
Grotte è un paese fortunato perché ha un sindaco capace e autorevole, una giunta volenterosa, un consiglio comunale e un suo presidente fattivi e di grande sensibilità, diverse associazioni culturali operose e di livello, alcune testate d'informazione curate con passione ed equilibrio, un tessuto imprenditoriale tutto sommato solido e sufficiente innovativo, una qualità della vita per molti versi invidiabile.
Nonostante tutto questo, nonostante lo sforzo eroico di chi ancora ha la possibilità di viverci, però, non riesco a immaginare, per il mio e per tutti gli altri piccoli comuni dell'entroterra siciliano, un futuro di crescita demografica ed economica.
La Sicilia ha bisogno anche e soprattutto di futuro, non solo di mantenere in vita passato e tradizione, ha bisogno di modernità di innovazione, di sperimentare, di attrarre e non disperdere energie e intelligenze, di mantenere la memoria di ciò che siamo stati, ma capire anche dove stiamo andando e dove vorremmo andare.
Tra dieci, venti o trent'anni è importante che ci siano ancora ragazzi che come oggi continuano a voler portare l'urna col Cristo morto, ma le strade del centro storico potrebbero essere sempre più deserte.
Senza dibattito, senza confronto, senza scontro ideale, senza diversità di vedute, senza proposta, senza senso critico, senza polemica e senza sintesi non cresce alcuna classe dirigente, alcuna nuova prospettiva, alcuna politica in grado di contribuire positivamente a fare crescere le nostre comunità.
Non possiamo certamente rassegnarci al declino né lasciare che il governo della cosa pubblica diventi semplicemente gestione del potere.
I centri minori vanno aiutati a valorizzare al meglio le loro potenzialità, a rendere possibile il loro ripopolamento mediante la riqualificazione dei centri storici e al mantenimento degli standard ambientali, della qualità della vita e delle relazioni sociali, a dotarsi di infrastrutture tecnologiche e digitali che favoriscano lo smart working, ad essere insomma oasi di vivibilità alternativi al caos delle grandi città.
Vanno aiutati a darsi una visione condivisa per uno sviluppo possibile e sostenibile, ad arginare l'impoverimento culturale e generazionale che lascia un numero sempre crescente di ragazze e ragazzi a stordirsi in un "divertimento" fatto di alcol e rumore assordante.
Per farlo occorrono una politica e un governo Regionale attenti e consapevoli, che non si limitino a gestire ma siano capaci di governare il presente e proiettare la Sicilia verso il futuro.
Serve anche ridare ruolo e dignità ai partiti, oggi ostaggio di cricche sempre più ristrette e autoreferenziali.

  
Enzo Napoli
8 aprile 2026
© Riproduzione riservata.
        
  

 

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Aprile 2026

 

07/04/2026

Attualità. "Le riprese della Settimana Santa: per chiarezza e rispetto del lavoro"; di Daniel Carlisi

 

Daniel Carlisi
Daniel Carlisi

Pubblichiamo un testo di Daniel Carlisi, organizzatore e direttore delle riprese per le dirette streaming delle rappresentazioni della Settimana Santa a Grotte.
Da parte del nostro Quotidiano, i complimenti all'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" per la produzione delle dirette della Settimana Santa 2026, realizzate con professionalità da Daniel Carlisi e dallo staff di "Sicilia The Festival"; dirette che la testata giornalistica Grotte.info Quotidiano ha condiviso con gioia e gratitudine
.

*****

"Dopo l’immenso impegno profuso per raccontare i riti della nostra Settimana Santa, sento il dovere professionale di fare alcune precisazioni, a tutela della mia immagine e di quella del mio staff.
Ringrazio sentitamente le varie pagine social e la testata giornalistica Grotte.info Quotidiano per aver condiviso i nostri contenuti: la diffusione della nostra tradizione è un valore per tutti. Tuttavia, è fondamentale distinguere la condivisione dalla produzione.
Le riprese, la gestione tecnica e la regia video di tutte le dirette ufficiali sono state realizzate esclusivamente da Daniel Carlisi e dallo staff di Sicilia The Festival.
Voglio ringraziare di cuore l’Associazione Gruppo dei Giudei "A. Infantino" Grotte (Ag) per aver incaricato me e il mio team, riponendo nella nostra professionalità la massima fiducia. Un ringraziamento particolare va al Comune di Grotte e al sindaco Alfonso Provvidenza per il supporto e le varie autorizzazioni concesse, che hanno permesso lo svolgimento del nostro lavoro in piena regola e sicurezza.
È stato un impegno immenso che ha permesso di raggiungere cittadini da ogni parte del mondo, portando le nostre tradizioni ben oltre i confini locali.
Le dirette ufficiali, prodotte e patrocinate dall’Associazione, sono state quelle trasmesse nelle giornate di: Domenica delle Palme; Martedì, Mercoledì e Giovedì Santo; Venerdì Santo; Domenica di Pasqua (per l’Incontro).
Dietro quelle immagini che avete seguito dai vostri smartphone e computer, non c’è solo un semplice tasto "Play". Ci sono anni di esperienza, professionalità e un impegno fisico e mentale costante.
È doveroso sottolineare che il lavoro è stato svolto con l'impiego di attrezzature professionali di alto livello e non con semplici telefonini. Gli investimenti tecnici fatti negli anni servono proprio a garantire questa qualità di trasmissione.
Invitiamo chiunque pubblichi o parli di questi contenuti a non attribuirsi meriti che non gli spettano. Rispettare la paternità di un lavoro non è un optional, ma un atto di doverosa correttezza verso chi opera duramente dietro le quinte.
Orgogliosi di aver servito la nostra comunità con la nostra tecnologia e il nostro cuore"
.  
  

Daniel Carlisi

7 aprile 2026
© Riproduzione riservata.
        

 

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07/04/2026

Dibattiti. L'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino": "La presenza di Gesù dentro un'urna il Giovedì Santo"

 

Associazione di Promozione Sociale "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino"
Gruppo dei Giudei

Pubblichiamo un testo che l'Associazione di Promozione Sociale "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" ha postato sul proprio profilo Facebook. Il tema trattato concerne la processione dell'urna che tradizionalmente si effettua la sera del Giovedì Santo.

*****

La presenza di Gesù dentro un'urna il Giovedì Santo è un elemento tipico di alcune tradizioni popolari e processionali, in particolare in Sicilia, che anticipa simbolicamente la deposizione e la sepoltura, che liturgicamente avvengono il Venerdì Santo.
• Significato e Tradizioni: In diverse località siciliane (come Trapani o Erice e Grotte), la figura di Gesù morto nell'urna, spesso accompagnata dall'Addolorata, viene portata in processione o venerata già il Giovedì Santo, unendo il momento dell'Ultima Cena alla premonizione della morte.
• "Scinnute" e Riti: Queste manifestazioni fanno parte delle antiche tradizioni della Settimana Santa, come le "Scinnute" (discese) in cui i gruppi sacri vengono portati dalle chiese ai luoghi di culto principali.
• I Sepolcri (Altari della Reposizione): Più in generale, la sera del Giovedì Santo, dopo la Messa in Coena Domini, Gesù Eucaristia viene riposto negli "Altari della Reposizione" (popolarmente detti "Sepolcri"), che vengono visitati dai fedeli.
• Contesto Liturgico: Sebbene la liturgia ufficiale preveda l'adorazione della Croce e la deposizione nel sepolcro il Venerdì Santo, la devozione popolare anticipa il lutto per il "morto Gesù" già dal giovedì sera.
• Queste usanze evidenziano il profondo legame tra la fede liturgica e la pietà popolare, che vive le ore della Passione con intensità drammatica e devozionale.
• Chi critica questa tradizione lo fa solitamente per una questione di rigore liturgico. Dal loro punto di vista, "anticipare" la morte di Gesù al Giovedì Santo è un errore cronologico e teologico, perché:
La cronologia: Il Giovedì Santo celebra l'Istituzione dell'Eucaristia (la vita). Gesù è vivo, a tavola con i suoi. La morte avviene il Venerdì alle tre del pomeriggio.
Il significato dei "Sepolcri": Tecnicamente, quelli che visitiamo il giovedì sera sono Altari della Reposizione. Servono a custodire l'Eucaristia per la comunione del giorno dopo (quando non si celebra messa). Chiamarli "sepolcri" e metterci dentro un simulacro di Gesù morto è considerato da molti un'imprecisione che confonde i fedeli.
• Però, c'è un "ma" fondamentale:
La Chiesa stessa, nel Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, riconosce che il popolo vive il Triduo come un unico evento. Per la sensibilità popolare, dal momento in cui Gesù viene arrestato nel Getsemani (giovedì notte), Egli è già "preso", è già vittima.
• In breve, chi dice "è sbagliato" guarda il calendario liturgico; chi lo fa guarda al sentimento della Passione, che non segue l'orologio ma l'emozione del lutto che inizia.
• Una cosa è certa, il giovedì è il giorno dell’umanità di Cristo, della sua fragilità. I tempi che viviamo avrebbero bisogno di tanti Giovedì per riflettere sui mali del mondo e dell’uomo, che più lo si faccia portando in processione il simulacro per poi vegliarlo tutta la notte è solo un’occasione in più per ricongiungerci con le pagine evangeliche dedicate al Getsemani
.

APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino"  
  

Redazione

7 aprile 2026
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07/04/2026

Attualità. "La festa di Pasqua a Grotte: un laboratorio sociale e religioso di grande interesse"; di Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Salvatore Filippo Vitello
Salvatore Filippo Vitello

La festa di Pasqua a Grotte: un laboratorio sociale e religioso di grande interesse
Pasqua di Grotte

La Pasqua di quest’anno ha restituito, anche grazie alle trasmissioni curate dal Gruppo dei Giudei “A. Infantino”, l’immagine di una comunità viva, dinamica e attraversata da una rinnovata speranza. Non si tratta soltanto di una speranza religiosa, pur centrale nel significato stesso della Resurrezione, ma anche di una speranza sociale, che emerge con forza osservando la partecipazione collettiva, in particolare quella delle nuove generazioni.

La festa di Pasqua a Grotte: un laboratorio sociale e religioso di grande interesse
(Giovani protagonisti della Pasqua di Grotte - foto di Angelo Baldo)

Ciò che ha colpito maggiormente è stata la presenza massiccia e protagonista dei giovanissimi. Una partecipazione così ampia, sentita e diffusa, difficilmente trova riscontro nella memoria recente. Volti sorridenti, coinvolti, consapevoli del proprio ruolo: ragazze e ragazzi accorsi numerosi in tutti i momenti della festa, non come spettatori, ma come attori di una tradizione che si rinnova.
La tradizione pasquale, con il suo carico simbolico ed emotivo, si conferma un potente dispositivo di costruzione identitaria. Come sottolineano diversi studi sociologici sui rituali collettivi, le feste religiose non sono soltanto momenti di culto, ma veri e propri spazi di socializzazione, in cui si consolida il senso di appartenenza a una comunità. Questo processo appare evidente a Grotte, dove la partecipazione precoce dei giovani alla ritualità pasquale si traduce, nel tempo, in una forma di identità condivisa e consapevole.
Osservando più da vicino le dinamiche locali, emerge un dato significativo: i giovani grottesi non sono affatto indifferenti alla dimensione dell’impegno sociale. Al contrario, tendono a organizzarsi in forme spontanee, al di fuori dei tradizionali schemi delle organizzazioni politiche. Questo atteggiamento riflette una tendenza ben nota nella sociologia contemporanea: le nuove generazioni privilegiano modalità di partecipazione fluide, orizzontali e non gerarchiche, spesso legate a iniziative volontarie e a reti informali.
Esperienze come quelle della Biddina o del movimento Muoviti Grotte testimoniano questa vitalità. Si tratta di forme di attivismo che nascono dal basso e che trovano nella festa di Pasqua un momento di sintesi e di visibilità pubblica. La stessa partecipazione al recente referendum conferma come i giovani non siano affatto apatici rispetto ai temi civili, ma piuttosto selettivi nelle modalità con cui scelgono di impegnarsi.
In questo contesto, la religiosità giovanile assume caratteristiche nuove. A un primo sguardo, potrebbe sembrare meno intensa rispetto a quella delle generazioni passate, meno segnata da pratiche devozionali tradizionali: vengono alla mente le immagini delle madri e delle nonne che accompagnavano l’urna con le candele accese, le preghiere profonde, i pellegrinaggi al Calvario. Tuttavia, uno sguardo più attento rivela non una diminuzione, ma una trasformazione della religiosità.
La religiosità dei giovani appare oggi più espressiva, partecipata, comunitaria. È una religiosità che si manifesta nella gioia, nella condivisione, nel desiderio di esserci. Come evidenziano numerosi studi, nelle società contemporanee la fede tende a spostarsi da una dimensione istituzionale e normativa a una più esperienziale e relazionale. I giovani cercano una spiritualità autentica, meno legata all’obbligo e più alla partecipazione significativa.
In questo senso, la festa di Pasqua a Grotte rappresenta un laboratorio sociale e religioso di grande interesse. I giovani, pur rimanendo fedeli alla tradizione, ne reinterpretano i linguaggi, introducendo elementi di innovazione e nuove forme espressive. Questa tensione tra continuità e cambiamento è stata ben colta dalla direzione artistica di Giovanni Volpe, capace di valorizzare una narrativa rinnovata senza tradire il senso profondo della tradizione.
Resta aperta una domanda importante: questa nuova modalità di partecipazione può incidere sull’efficacia del messaggio cristiano? Il rischio, talvolta evocato, è quello di ridurre la religiosità a una semplice sequenza di immagini o a un evento spettacolare. Tuttavia, una lettura più equilibrata suggerisce che la sfida non sia quella di contrapporre passato e presente, ma di riconoscere la pluralità delle forme attraverso cui oggi si esprime la fede.
La religiosità non può essere nostalgicamente ancorata a un ordine ormai tramontato, di una Chiesa alleata del potere,  né può essere compressa in schemi ideologici rigidi. Piuttosto, è chiamata ad aprirsi all’ascolto, alla misericordia, alla prossimità. In questa prospettiva, la forte presenza dei giovani non rappresenta una perdita, ma un’opportunità: quella di costruire una comunità più inclusiva, capace di dialogare con le nuove generazioni e di accogliere le loro domande.

La Pasqua di quest’anno ci consegna dunque un messaggio chiaro: la fede non è scomparsa, si sta trasformando. E in questa trasformazione, i giovani non sono spettatori marginali, ma protagonisti attivi di una nuova stagione comunitaria
.  
  

Salvatore Filippo Vitello

7 aprile 2026
© Riproduzione riservata.
        

 

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06/04/2026

Spettacolo. Piazza Marconi gremita, a Grotte, per il concerto dei Cugini di Campagna

 

Pubblico in Piazza Marconi
Piazza Marconi

Grotte: concerto dei Cugini di Campagna
Cugini di Campagna

La serata di ieri, domenica 5 aprile, ha visto una grande partecipazione di pubblico a Grotte. In coincidenza con la domenica di Pasqua, la storica band italiana dei Cugini di Campagna si è esibita in un concerto che ha richiamato moltissime persone in Piazza Marconi.

Pubblico in Piazza Marconi
(I Cugini di Campagna in un selfie di Angelo Palermo)

L’esibizione musicale, introdotta da Angelo Palermo - presentatore, ideatore e organizzatore di numerosi eventi di successo -, ha rappresentato l’atto finale delle celebrazioni e dei riti della Settimana Santa grottese, seguendo una tradizione ormai consolidata per la comunità locale. Oltre alla piazza principale, anche il corso del paese è risultato gremito di residenti e visitatori.

Grotte: concerto dei Cugini di Campagna
(Grotte: concerto dei Cugini di Campagna)

Il gruppo ha riproposto i propri successi più noti, brani che hanno segnato la storia della musica leggera italiana e che sono stati accolti con lunghi applausi. Il pubblico presente ha partecipato con calore, dimostrando di apprezzare le sonorità tipiche della band.
L'affluenza registrata e l'accoglienza riservata agli artisti hanno confermato le aspettative della vigilia. Con questa serata di musica, Grotte ha così concluso il programma delle festività pasquali, che ogni anno vede il paese impegnato nelle caratteristiche rappresentazioni del periodo
.  
  

Redazione

6 aprile 2026
© Riproduzione riservata.
        

 

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05/04/2026

Pasqua 2026. L'APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino": "Grazie di cuore, Grotte!"

 

Associazione di Promozione Sociale "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino"
Gruppo dei Giudei

Pubblichiamo il messaggio di ringraziamento che l'Associazione di Promozione Sociale "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino" ha rivolto a quanti hanno collaborato alla realizzazione delle rappresentazioni della Settimana Santa 2026.

*****

Grazie di cuore, Grotte!
Con la conclusione dei riti della Settimana Santa, desideriamo esprimere la nostra più sincera e profonda gratitudine a tutti coloro che hanno reso questi giorni un’esperienza indimenticabile di fede, arte e comunità.
All’Amministrazione comunale
Un ringraziamento sentito per il supporto costante. In modo particolare, grazie al sindaco Alfonso Provvidenza e al vice sindaco Roberta Di Salvo: la vostra vicinanza è stata preziosa in ogni momento.
Agli sponsor
Un grazie speciale ai nostri sponsor, il cui contributo è stato fondamentale per la realizzazione della nuova scenografia.
Un riconoscimento particolare all’architetto Calogero Vella e a Nuccio Morgante: senza il vostro impegno e la vostra competenza, tutto questo non sarebbe stato possibile.
A Daniel Carlisi: per aver curato la regia video con professionalità, catturando ogni istante e ogni emozione.
Al popolo di Grotte
Grazie per la vostra partecipazione calorosa e devota. Siete l’anima di questa tradizione, custodi di un’identità che ogni anno ci rende orgogliosi delle nostre radici.
Al parroco
Grazie per la guida spirituale e per averci accompagnato, con profonda umanità, nel mistero della Passione e della Risurrezione.
Alle Bande musicali
Un sentito ringraziamento ai musicisti: le vostre note solenni sono state l’anima vibrante dei riti, capaci di tradurre in musica l’emozione e il dolore della Passione.
Alle Forze dell’Ordine
Grazie per la presenza e per il lavoro svolto, garantendo sicurezza e serenità a tutta la comunità.
A Giovanni Volpe
Un ringraziamento speciale per la straordinaria direzione artistica. Anche quest’anno, con sensibilità, passione e grande competenza, hai saputo interpretare e valorizzare la nostra tradizione, rendendola viva, attuale e profondamente emozionante. Grazie per aver guidato questo percorso con visione e dedizione, contribuendo a rendere ogni momento davvero unico.
Agli interpreti (per ultimi, ma non per importanza)
A voi, che con talento, dedizione e spirito di sacrificio avete dato volto, voce e anima ai personaggi del Mistero: il nostro grazie più profondo. Avete saputo andare oltre la semplice rappresentazione, rendendo viva e tangibile la Passione, trasmettendo emozioni autentiche e toccando il cuore di tutta la comunità. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola è stato il frutto di impegno, passione e amore per questa tradizione. Grazie per averci donato momenti di intensa commozione e per aver reso, ancora una volta, eterna la storia della nostra salvezza.

Buona Pasqua a tutti!
APS "Gruppo dei Giudei - Andrea Infantino".  
  

Redazione

5 aprile 2026
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05/04/2026

Chiesa. Veglia pasquale in chiesa Madre: saluto del sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza

 

Alfonso Provvidenza
Alfonso Provvidenza

Pubblichiamo di seguito l'intervento di saluto del Sindaco di Grotte, dott. Alfonso Provvidenza, pronunciato ieri sera, sabato 4 aprile 2026, in chiesa Madre, nel corso della Veglia pasquale.

*****

"Autorità religiose, civili e militari,
cari concittadini tutti,
auguri di una Santa e serena Pasqua!
Un saluto particolarmente affettuoso a don Salvatore Zammito, ai presbiteri, ai diaconi e a tutti coloro che, a vario titolo, quotidianamente donano il proprio tempo alla nostra amata Chiesa Madre che deve continuare a svolgere un ruolo centrale per lo sviluppo della dimensione spirituale della nostra comunità.
Un sentito ringraziamento all’on. Rosellina Marchetta, deputato Segretario dell’Assemblea Regionale Siciliana, sempre vicina all’Amministrazione comunale e alla nostra città, anche e soprattutto per le diverse iniziative parlamentari a sostegno delle categorie più deboli.
Un riconoscimento a tutte le Forze dell’Ordine presenti nel territorio e, in particolare, al Comandante della Stazione dei Carabinieri ed al Comandante della Polizia locale, ed a tutti gli uomini e le donne che onorano la divisa perseguendo gli ideali che sono propri di chi è chiamato a tutelare la sicurezza e la serenità dei cittadini.
Nei giorni della Passione di Cristo, come ogni anno, con speranza e fede ci siamo soffermati a guardare il volto prima sofferente e poi senza vita di Gesù.
In occasione della Domenica delle Palme papa Leone XIV ha detto “Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni. Lui, che è la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra. Lui, che è venuto a portare la vita, mentre si compie il piano per condannarlo a morte”.
Ormai parlare di pace ci sembra sempre più surreale; confidavamo nei grandi della terra, speravamo in loro quali portatori di pace, progresso e prosperità. Invece, ci troviamo ad assistere a smanie di potere temporale ed economico che hanno messo al centro dell’azione politica le invasioni di paesi come l’Ucraina e l’Iran solo ed esclusivamente per ragioni di natura economica e di sopravvivenza energetica.
Assolutamente ingiustificabile l’azione di Israele e la violenza subita dal popolo palestinese; inaccettabile proprio perché perpetrata da un popolo che ha così tanto sofferto a causa dell’odio razziale. Peraltro, proprio in questi giorni Israele ha approvato la pena di morte per i palestinesi autori di attacchi mortali. Come si può legalizzare la pena di morte in nome di Dio?
I tempi sono bui, ma la fede e la speranza ci devono guidare verso la luce e verso il ravvedimento.
Ritengo, pertanto, particolarmente significativo un recentissimo messaggio del nostro dell’Arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, che non ha parlato soltanto della Pasqua e del suo compimento nella Pentecoste, ma, in vista delle prossime elezioni agrigentine, ha anche rivolto un monito a tutti coloro che aspirano ad amministrare il territorio. Nel ricordare la figura di Giorgio La Pira, ha invitato a fare della città una «comunità di destino», ossia una casa in cui chiunque e soprattutto i più fragili e indifesi possano trovare una calorosa accoglienza.
Anche la nostra comunità deve essere una casa accogliente e calorosa, ma soprattutto deve essere unita nel programmare e raggiungere obiettivi idonei ed equi per tutti i cittadini.
Assumere decisioni richiede una profonda riflessione, ma tutto deve essere fatto in funzione del perseguimento del bene della collettività; oggi, anche Grotte ha bisogno di una crescente sinergia tra le istituzioni (Amministrazione, Scuola, Chiesa, Forze dell’Ordine) e le famiglie. Non dobbiamo sottovalutare, tra i tanti, il problema delle dipendenze e, in particolare, la diffusione dell’alcol tra i giovani. Non è il momento, né la sede, ma invito tutti noi a ponderare nuovi e innovativi momenti di dialogo con i propri cari, e se vogliamo anche di maggiore controllo.
In questo contesto così complesso e vario, la nostra meravigliosa festa di Pasqua. La fede e la tradizione si sposano con la voglia di innovarsi mantenendo inalterato tutto ciò che ha sempre connotato il nostro percorso di devozione.
Nella splendida cornice delle luminarie che hanno impreziosito le vivide notti di questa santa settimana di fede e che abbiamo, nel corso di questi anni, voluto così appariscenti proprio perché nel cristianesimo la "Luce del Signore" rappresenta la verità che ci consente di distinguere dalle tenebre del peccato e dell'ignoranza, desidero richiamare alla nostra attenzione la straordinaria rappresentazione portata in scena dall’Associazione dei Giudei “A. Infantino” anche quest’anno con la regia del sempre virtuoso Giovanni Volpe.
Grazie alle nostre bande, la Verdi e la Bellini, ai portatori dell’Urna e dell’Addolorata, ai lamentatori e tutti coloro che continuano a rendere questo evento unico e così amato dai tutti i grottesi.
In conclusione, carissimi concittadini, desidero rinnovare i migliori auguri di una Pasqua di pace a tutti Voi presenti, a coloro che sono rimasti lontani dal nostro paese e a tutti quelli che per motivi di salute fisica o spirituale sono rimasti nelle proprie case
".
  

 

   

Il Vostro Sindaco
Alfonso Provvidenza

 

 

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05/04/2026

Chiesa. Veglia pasquale in chiesa Madre: saluto del presidente del Consiglio comunale Angelo Carlisi

 

Angelo Carlisi
Angelo Carlisi

Pubblichiamo di seguito l'intervento di saluto del Presidente del Consiglio comunale di Grotte, dott. Angelo Carlisi, pronunciato ieri sera, sabato 4 aprile 2026, in chiesa Madre, nel corso della Veglia pasquale.

*****

"Pasqua rappresenta il fondamento della fede cristiana, in quanto si fa memoria della Resurrezione di Cristo, dopo il cammino doloroso percorso lungo la Via Crucis segnato da sofferenza, da umiliazione e infine dalla morte in croce.
Celebrare Pasqua significa portare la forza della Resurrezione nella nostra vita.
Senza la speranza della Resurrezione, la Via Crucis su cui abbiamo meditato il Venerdì Santo rischia di ridursi a una semplice commemorazione del dolore umano: nella prospettiva della Resurrezione invece anche la Via Crucis può trasformarsi in un cammino di speranza, capace di parlare all’esperienza umana di ogni tempo.
Ripercorrendo gli ultimi momenti della vita di Gesù, la Via Crucis richiama tutte le situazioni di difficoltà e di sofferenza che ogni persona si può trovare a vivere.
La Via Crucis, quindi, non è distante dalla realtà quotidiana, ma la riflette profondamente. Ognuno, almeno una volta nella vita, si è trovato a portare una “croce”, a sentirsi schiacciato dagli eventi o incapace di andare avanti.
In questo senso, la Via Crucis diventa un invito a non fermarsi davanti alle difficoltà, ma a trovare la forza per andare oltre: proprio dentro questo dolore si inseriscono segni concreti di speranza. L’aiuto di Simone di Cirene mostra che nessuno è chiamato a soffrire da solo; il gesto della Veronica ricorda invece che anche nei momenti più duri esiste la possibilità della compassione e della cura. Le “cadute di Cristo” non rappresentano una sconfitta definitiva, ma l’occasione per rialzarsi e continuare il cammino.
La Pasqua rappresenta un forte invito a considerare la speranza come una forza concreta, capace di sostenere l'essere umano anche nelle situazioni di maggiore fragilità: essa non è un semplice ottimismo passeggero, ma una certezza che deve accompagnare il cammino della nostra vita. Come ha avuto modo di ricordarci il nostro amato Papa Francesco, nell’ottica della speranza “anche nei momenti più difficili, c’è sempre la possibilità di un nuovo inizio, di una nuova vita e nessuna esperienza di fallimento e di dolore, per quanto ci ferisca, può avere l’ultima parola sul senso e sul destino della nostra vita”.
Pasqua è quindi segno di rinascita, di speranza e di nuovi inizi.
La ricorrenza della Santa Pasqua per noi grottesi, è in assoluto la tradizione più importante.
Per la nostra comunità cittadina, che da sempre vive con profonda partecipazione i riti della fede e le tradizioni della Settimana Santa, questi giorni rappresentano un momento di intensa spiritualità e di autentica condivisione scandita da diversi momenti di preghiera, di rappresentazione scenica e di suggestive processioni, animate dai nostri sacerdoti, dalle bande musicali del paese e dall'instancabile impegno e passione profuso dall'Associazione "Gruppo dei Giudei Andrea Infantino" a cui va riconosciuto il merito di tramandare e custodire le nostre tradizioni pasquali.
Con questi sentimenti, e con la gioia del Cristo Risorto, a nome mio personale e di tutto il Consiglio Comunale che ho l’onore di rappresentare, voglio esprimere un sincero augurio di Buona Pasqua perché insieme possiamo guardare al futuro con ritrovata speranza ed entusiasmo.

  

 

   

Il Presidente del Consiglio comunale
Angelo Carlisi

 

 

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05/04/2026

Chiesa. Auguri di Pasqua dell'Arcivescovo: "Ritrovare l'identità nel volto di Cristo e dell'uomo"

 

Auguri di Pasqua dell'Arcivescovo; "Ritrovare l'identità nel volto di Cristo e dell'uomo"
Guarda il video

In occasione della Pasqua 2026, l’Arcivescovo di Agrigento, S.E. Mons. Alessandro Damiano, ha rivolto un augurio ai fedeli (guarda il video), volto a sottolineare il significato profondo della festività per la comunità ecclesiale e umana.

Auguri di Pasqua dell'Arcivescovo; "Ritrovare l'identità nel volto di Cristo e dell'uomo"
(Guarda il video)

Il messaggio si apre con una riflessione sul valore del tempo liturgico attuale: la Pasqua rappresenta per la Chiesa un appuntamento cruciale dove, attraverso il Triduo e l’alba della Risurrezione, è possibile ritrovare la propria "piena identità".
Il cuore del messaggio di quest’anno è racchiuso in una citazione biblica tratta dal salmista: “Il tuo volto, Signore, io cerco; non nascondermi il tuo volto”.
Mons. Damiano invita a fissare lo sguardo sul volto di Cristo, descrivendolo in una duplice veste: da un lato quello "umiliato e schiaffeggiato" della Passione, dall'altro quello "trasfigurato nella Risurrezione".
L'Arcivescovo stabilisce un legame diretto tra la figura divina e quella umana, affermando che nel volto di Gesù si riflette "il volto di ogni uomo e di ogni donna", segno autentico di una "umanità piena".
In un passaggio chiave del suo discorso, il Presule lancia un monito sociale ed etico, esortando i fedeli e la cittadinanza a non "girarsi dall'altra parte" quando si incontrano "volti sfigurati e offesi". Il compito del cristiano, conclude l'alto Prelato, è quello di operare per restituire a questi ultimi la dignità, in quanto esseri "riscattati dalla passione, morte e risurrezione dell'uomo vero, dell'uomo pieno, Cristo Signore".

Nel video, il messaggio di auguri
(guarda il video).  
  

Redazione

5 aprile 2026
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04/04/2026

Teatro. La Pasqua di Grotte come lezione per il nostro "povero tempo"; di Giovanni Volpe

 

Giovanni Volpe
Giovanni Volpe

La Pasqua di Grotte come lezione per il nostro "povero tempo"; di Giovanni Volpe
Processione

La Pasqua di Grotte come lezione per il nostro "povero tempo"; di Giovanni Volpe
"Giudei"

C’è un momento, nella Pasqua di Grotte, che mi commuove più di ogni altro. Mi accompagna da sempre, fin da quando ero ragazzo, e ogni volta torna a sorprendermi con la stessa intensità: è quell’istante sospeso, spesso a notte inoltrata, in cui finalmente cadono le maschere.
Per giorni i “giudei” hanno attraversato il rito oscillando tra violenza e devozione, tra scherno e pianto.
Hanno massacrato, ma per finta. Hanno amato, ma dentro una rappresentazione. Hanno vilipeso, torturato, crocifisso il simbolo d’amore per eccellenza, e poi lo hanno pianto, lo hanno accompagnato nel dolore, sempre dentro il confine del rito.
Eppure, a un certo punto, qualcosa cambia. La maschera si spezza.
E ciò che fino a quel momento era stato “teatro” diventa verità. I “giudei” si caricano dell’Urna sulle spalle e la riportano in Chiesa.

La Pasqua di Grotte come lezione per il nostro "povero tempo"; di Giovanni Volpe
("Giudei" sotto l'urna)

Non è più un gesto scenico: è un atto di restituzione, di riconciliazione. La redenzione si fa peso reale, concreto, fisico. Si fa cammino. Si fa scelta pubblica.
È come se, in quell’atto, i carnefici smettessero di esserlo e si riconoscessero, finalmente, fragili, umani. Come se abbracciassero, dopo averli massacrati, gli offesi, gli oltraggiati, i crocifissi - e in quell’abbraccio vi fosse una verità che va oltre il rito, oltre la tradizione.
È il momento della catarsi. Il punto in cui il percorso si compie davvero.

La Pasqua di Grotte come lezione per il nostro "povero tempo"; di Giovanni Volpe
(Processione dell'urna)

È in quest’istante che avviene la vera resurrezione della Pasqua di Grotte: non nel trionfo, ma nella caduta; non nella gloria, ma nella conversione; non nell’apparenza, ma nella nudità di un gesto che restituisce dignità, affetto, memoria. Erano apostoli, giudei, soldati romani, diventano, pasolinianamente, “testimoni dello scandalo”.
Tutti ciò parla al presente, a questo “povero tempo nostro”, inquieto e triste: perché ci ricorda che la pace - quella vera - non è un proclama, ma un attraversamento. Un peso da portare. Un abbraccio da scegliere.
Fuori, nel mondo.
E dentro di noi.
Buona Pasqua a tutti
.  
  

Giovanni Volpe

4 aprile 2026
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02/04/2026

Politica. On. Marchetta (UDC): "Disegno di legge per l'inclusione e la formazione sociale"

 

On. Rosellina Marchetta
On. Rosellina Marchetta

È stato presentato all’Assemblea Regionale Siciliana il disegno di legge di iniziativa parlamentare a firma dell’on. Rosellina Marchetta, deputato segretario, per l’istituzione dell’Agenzia Regionale per l’Inclusione e la Formazione Sociale (A.R.I.Fo.S.), un nuovo strumento strategico volto a rafforzare le politiche di inclusione e sviluppo sociale in Sicilia.
L’Agenzia, che sarà istituita presso la Presidenza della Regione, senza nuovi oneri a carico del bilancio regionale, nasce con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale, educativa e lavorativa, favorendo l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro delle fasce più fragili della popolazione, tra cui giovani, donne in gravidanza, persone con disabilità e soggetti in condizioni di difficoltà economica e sociale.
Con questo disegno di legge – dichiara l’on. Marchetta – intendiamo dare una risposta concreta ai bisogni reali dei cittadini, costruendo un modello di sviluppo fondato sulla dignità della persona, sulla solidarietà e sull’accesso equo alle opportunità. L’inclusione non può essere solo un principio, ma deve tradursi in strumenti operativi efficaci e accessibili”.
L’A.R.I.Fo.S. promuoverà percorsi formativi e di riqualificazione professionale in ambiti strategici per lo sviluppo regionale, tra cui l’innovazione agricola e tecnologica, la sanità e l’innovazione sociale, il settore socioeducativo, la formazione tecnica e manifatturiera e l’integrazione degli immigrati regolari.
Particolare attenzione sarà dedicata alle donne vittime di violenza, per le quali il disegno di legge prevede specifici programmi di sostegno, formazione e reinserimento lavorativo, oltre alla creazione di uno “Sportello Donne” in ogni provincia, quale presidio territoriale per l’accompagnamento verso l’autonomia economica e sociale.
Riteniamo fondamentale - prosegue la Deputata - investire sull’autonomia delle donne e sulla loro piena partecipazione alla vita economica e sociale. Solo così possiamo contrastare in modo strutturale ogni forma di violenza e discriminazione. L’istituzione dell’A.R.I.Fo.S. rappresenta un passo importante verso una Sicilia più inclusiva, dinamica e attenta ai bisogni delle persone
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Redazione
2 aprile 2026
  

 

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02/04/2026

Culti. I Testimoni di Geova stasera celebrano l'annuale "Commemorazione della morte di Gesù"

 

I Testimoni di Geova stasera celebrano l'annuale "Commemorazione della morte di Gesù"
Sala del Regno

In Sicilia, oltre 22.000 Testimoni di Geova stanno partecipando a una campagna speciale per invitare il pubblico a un evento pensato per far conoscere alla comunità la promessa biblica di un futuro migliore. In tutto il mondo sono oltre nove milioni i testimoni di Geova impegnati nella stessa campagna. La sera di giovedì 2 aprile 2026, in occasione della celebrazione annuale della Cena del Signore (chiamata anche Commemorazione della morte di Gesù), verrà pronunciato un discorso che metterà in risalto ciò che Gesù insegnò riguardo al futuro dell’umanità.
La vita e gli insegnamenti di Gesù hanno un significato profondo per moltissime persone in tutto il mondo. Il nostro desiderio è che questa celebrazione, osservata dai cristiani ininterrottamente da quasi duemila anni, aiuti chi sarà presente a comprenderne il legame con una speranza straordinaria”, ha detto Piero Maltese, portavoce dei Testimoni di Geova per la Sicilia. Fu quasi duemila anni fa, il 14 Nisan del calendario ebraico, nell’anno 33 d.C., che Gesù istituì la Cena del Signore con i suoi apostoli. Quella sera Gesù diede questo comando, come riportato nel Vangelo di Luca 22:19: “Continuate a fare questo in mio ricordo”. Ubbidire a quel comando ogni anno, nel giorno corrispondente a quella data, aiuta i Testimoni di Geova a ricordare quanto sia concreta la speranza biblica che la terra verrà risanata. Lo scorso anno più di 20 milioni di persone hanno assistito alla celebrazione della Cena del Signore. Per saperne di più sulla commemorazione della Cena del Signore e per conoscere il luogo più vicino in cui si svolgerà, è possibile visitare il sito ufficiale. L’evento è gratuito e aperto al pubblico, come tutti gli eventi organizzati in tutte le Sale del Regno
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Redazione

2 aprile 2026
        


 

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02/04/2026

Servizi. Conferenza stampa del Comitato Cittadino "Cara_Acqua"

 

Conferenza stampa del Comitato Cittadino "Cara_Acqua"
Guarda il video

Una chiara presa di posizione contro la gestione del servizio idrico e il silenzio delle istituzioni locali: è questo il cuore della conferenza stampa tenuta ieri, mercoledì 1 aprile 2026, dal Comitato Cittadino "Cara_Acqua" (guarda il video). Il portavoce del comitato, Armando Caltagirone, ha esposto una serie di denunce circostanziate riguardanti le recenti fatturazioni emesse da AICA, definendole prive di legittimità e frutto di una gestione fallimentare che grava esclusivamente sulle tasche dei cittadini.

Conferenza stampa del Comitato Cittadino "Cara_Acqua"
(Guarda il video)

L'intervento di Caltagirone si è aperto con una nota di forte disappunto per il mancato incontro con l’Amministrazione comunale.
"In data 4 marzo abbiamo chiesto ufficialmente di incontrare il Sindaco per discutere del caro bollette, fissando come termine il 30 marzo - ha spiegato il Portavoce -; ad oggi regna il silenzio assoluto. Questo è un fatto gravissimo: un rappresentante della comunità non può permettersi tali scorrettezze. La comunità grottese sembra essere rimasta orfana di rappresentanza all'interno dell'Assemblea dei Sindaci di AICA".
Il punto centrale della protesta riguarda la natura delle bollette recapitate tra dicembre e febbraio. Secondo il Comitato, le fatturazioni sarebbero basate su consumi presunti o stimati, una pratica che Caltagirone definisce illegittima nella maggior parte dei casi.
"La normativa permette la stima solo se l'utente impedisce la lettura del contatore, ma a Grotte i contatori sono quasi tutti all'esterno - ha dichiarato Caltagirone -. Siamo di fronte a una pura operazione di cassa. AICA incassa somme non dovute e, quando l'utente dimostra l'errore tramite autolettura, si rifiuta di rimborsare immediatamente, promettendo conguagli futuri. È un trattenimento di somme senza titolo".
Caltagirone ha inoltre contestato la difesa "a spada tratta" dell'operato di AICA da parte della Vicesindaca, la quale avrebbe giustificato gli aumenti come imposizioni dell'ARERA. "L'ARERA fissa criteri di adeguamento, non obblighi di aumento. Se la gestione fosse efficiente, le tariffe potrebbero persino diminuire. Ad Agrigento invece paghiamo l'acqua più cara d'Italia per il peggior servizio possibile, con turni di erogazione settimanali".
Un altro capitolo critico riguarda il depuratore comunale. Costruito negli anni '80 per una popolazione diversa e con un sistema che non separa acque nere e acque bianche, l'impianto andrebbe in crisi a ogni pioggia moderata.
"Quando piove, milioni di litri arrivano al depuratore che non può assorbirli - ha denunciato il Comitato -. È illogico che i cittadini paghino 365 giorni l'anno per un servizio di depurazione che, per ammissione stessa degli uffici in caso di maltempo, non funziona correttamente. Questo non è solo un danno economico, ma anche un potenziale problema di inquinamento ambientale".
Il Comitato non intende fermarsi e propone ai cittadini diverse forme di "resistenza" tecnica e legale.
Anzitutto la verifica indipendente dei contatori. Caltagirone ha consigliato di non seguire i protocolli di verifica di AICA (spesso condotti da società convenzionate che dichiarano i contatori sempre funzionanti), ma di installare privatamente un "contatore di controllo" a valle di quello ufficiale per monitorare eventuali discrepanze (citando casi in cui l'errore di misurazione arrivava al 75% in più).
Poi la messa in atto di "Class Action"; cioè avviare battaglie legali collettive per abbattere i costi delle procedure giudiziarie.
Infine richiedere la trasparenza sui flussi; ossia richiedere il confronto tra l'acqua in entrata nei serbatoi comunali e quella effettivamente fatturata in uscita per scovare perdite o errori sistemici di lettura.
Alla conferenza è intervenuto anche il capogruppo di minoranza in Consiglio comunale Paolo Pilato, che ha salutato positivamente la nascita del Comitato come forma di "difensore civico". "Sull'acqua non devono esserci colori politici", ha dichiarato il Consigliere, impegnandosi a portare le istanze del Comitato in aula tramite interrogazioni ufficiali. "È doveroso tutelare le fasce più deboli colpite da questi rincari anomali. Mi auguro che il Sindaco decida finalmente di ascoltare queste ragioni".
L'incontro si è concluso con una sfida tecnica lanciata al Sindaco: chiarire se AICA sia o meno "soggetto passivo" per il Canone Unico Patrimoniale (CUP). Secondo Caltagirone, una risposta positiva potrebbe aprire la strada a una riduzione dell'addizionale comunale, alleggerendo la pressione fiscale sui cittadini.
"Noi continueremo la nostra battaglia indipendentemente dalla volontà del Sindaco di dialogare", ha concluso il portavoce tra gli applausi dei presenti.

Nel video, la ripresa della Conferenza
- guarda il video - (riprese © a cura dell'Associazione Culturale "Punto Info").  
  

Redazione

2 aprile 2026
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01/04/2026

Comune. Ristrutturati i bagni pubblici di Via Fonte; apertura da domani

 

Servizi igienici
Servizi igienici

A partire da domani, giovedì 2 aprile 2026, diventano operativi i nuovi servizi igienici pubblici situati in Via Fonte, dopo i lavori di ristrutturazione e la messa in opera di tutte le suppellettili necessarie. La notizia è stata diffusa direttamente dal sindaco Alfonso Provvidenza, che ha confermato la fine dei lavori e la disponibilità della struttura per i residenti e per i numerosi turisti e visitatori che verranno in paese in occasione delle rappresentazioni della Pasqua di Grotte.
Per garantire la tutela della struttura e prevenire atti di vandalismo o usi impropri, i locali sono stati dotati di un sistema di videosorveglianza. Le telecamere sono attive sia all'interno che all'esterno dell'edificio, monitorando costantemente l'area.
I servizi sono divisi in due sezioni: una per gli uomini (con il vecchio accesso dalla salita) e l'altra per le donne e le persone diversabili (con ingresso da Via Fonte).
Il Sindaco ha accompagnato l'annuncio con una richiesta diretta alla cittadinanza, invitando tutti a utilizzare i nuovi bagni con senso civico. L'obiettivo è mantenere l'area pulita e funzionale nel tempo; per questo motivo l'Amministrazione confida nella massima collaborazione da parte di chi usufruirà del servizio, nel rispetto di un bene che appartiene a tutta la comunità
.  
  

Redazione

1
aprile 2026
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01/04/2026

Pasqua 2026. "L'Ultima Cena" e "Li Rieciti" dei piccoli; stasera in Piazza Marconi

 

Pasqua 2026. "L'Ultima Cena e Li Rieciti" dei piccoli
Manifesto

Stasera, mercoledì 1 aprile 2026, alle ore 20.00, sul palco allestito in Piazza Marconi a Grotte, verrà messa in scena la rappresentazione de "L’ultima cena e Li Rieciti". L’iniziativa è curata dai componenti più giovani dell’APS "Gruppo dei Giudei A. Infantino". I ragazzi porteranno sul palco i momenti centrali della narrazione pasquale, rievocando le scene della cena e dei riti successivi.

Pasqua 2026. "L'Ultima Cena e Li Rieciti" dei piccoli
(Manifesto)

La rappresentazione vede impegnato un numeroso gruppo di giovani interpreti che daranno volto ai personaggi biblici:
- Salvatore Morgante (Gesù);
- Daniela Morgante (Maria);
- gli apostoli: Federico Rinaldi (Pietro), Mattia Parrinello (Giovanni), Saverio Capellupo (Giacomo), Raffaele Mancuso (Giuda);
- personaggi della Passione: Alessio Ciraolo (Misandro), Giovanni Pillitteri (Nizec), Giuseppe Randisi (Putifar), Danilo Miceli (Rubinit), Giuseppe Aquilina (Malco), Marco Parrinello (Rabam), Giovanni Arnone (Stelle), Paolo Costanza (Longino), Leonardo Lazzaro (Centurione), Salvatore Butera (Caifas), Michelangelo Macaluso (Giuseppe), Danilo Vitello (Nicodemo);
- le donne: Maria Sofia Brucculeri (Maddalena) e Gioia Cutaia (Veronica);
- gli angeli: Greta Lo Brutto (Amor divino), Cloe Lo Re (della fede), Gloria Mattaliano (della speranza), Emma Infantino (del perdono) e Salvatore Castronovo.
La manifestazione è realizzata con il patrocinio del Comune di Grotte e della Regione Siciliana (Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana)
.  
  

Redazione

1
aprile 2026
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01/04/2026

Curiosità. "I mesi dell'anno in filastrocca - Aprile"; di Giuseppe Castronovo

 

I mesi dell'anno in filastrocca
Filastrocca dei mesi


"
I MESI DELL'ANNO IN FILASTROCCA"

APRILE


Quando aprile mette il muso,
fuoco acceso e uscio chiuso.

Aprile, aprilone,
non deporre il pelliccione.

Aprile, apriletto,
ogni giorno un guazzetto
.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)
  

 

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01/04/2026

Comune. Stop alle emissioni sonore durante la Settimana Santa; ordinanza del Sindaco

 

Comune. Stop alle emissioni sonore durante la Settimana Santa; ordinanza del Sindaco
Divieto

Vietato disturbare con musiche la celebrazione delle rappresentazioni e dei riti della Settimana Santa e il riposo dei cittadini.
Il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza ha emanato un'ordinanza per limitare le emissioni sonore nel territorio comunale durante il periodo pasquale.
La decisione, presa il 31 marzo 2026, nasce per tutelare la quiete pubblica e il riposo dei residenti, oltre che per garantire il rispetto verso i riti religiosi che ricordano la passione, la morte e la resurrezione di Cristo.
Negli anni passati diversi cittadini avevano segnalato disagi causati dalla musica ad alto volume proveniente dalle attività commerciali, sia di giorno che di notte.
Per questo motivo l'Amministrazione ha ritenuto necessario intervenire con regole precise per conciliare il ritrovo dei giovani con il diritto alla salute e al riposo di tutti.
Il provvedimento stabilisce regole diverse a seconda delle giornate:
- dal 31 marzo al 4 aprile vige il divieto assoluto di trasmettere musica o produrre emissioni sonore nei locali pubblici e negli spazi pubblici appositamente autorizzati (bancarelle e giostre);
- domenica 5 aprile (Pasqua) la diffusione sonora è permessa solo dalle ore 00:15 (e comunque dopo la fine della Santa Messa in Chiesa Madre) sino alle ore 02.00;
- lunedì 6 aprile (Pasquetta) la musica è consentita dalle ore 00.30 sino alle ore 02.00.
Nelle fasce orarie in cui la musica è permessa, si deve trattare esclusivamente di filodiffusione che rispetti i volumi stabiliti dalla legge.
Se i gestori dei locali intendono organizzare serate con DJ set o momenti danzanti, devono presentare una richiesta specifica per ottenere i permessi necessari previsti dalle norme vigenti
.  
  

Carmelo Arnone

1
aprile 2026
© Riproduzione riservata.
        

 

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