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Grotte.info Quotidiano - Marzo 2017

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Marzo 2017

 

27/03/2017

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della Settimana

 

Chiese di Grotte

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti.
Per agevolarne la consultazione, gli avvisi settimanali sono pubblicati anche nella pagina Chiesa.

Lunedi 27
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa Madonna delle Grazie, santo Rosario animato dal gruppo della Medaglia Miracolosa;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 18.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 19.30, in chiesa Madre, incontro di preghiera animato dal Rinnovamento nello Spirito.

Martedi 28
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 29
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, a san Rocco, santa Messa ed adorazione Eucaristica;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 19.30, in chiesa Madre, catechesi a cura di padre Giovanni.

Giovedi 30
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 17.30, a san Rocco, santo Rosario, preghiere a santa Rita e santa Messa.

Venerdi 31
marzo
Giorno di astinenza dalle carni
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Via Crucis;
- ore 16.30, a san Rocco, santo Rosario, Via Crucis e santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, Via Crucis e santa Messa;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori che hanno battezzato quest'anno e di quelli che devono battezzare;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione delle giovani coppie di sposi.

Sabato 1
aprile
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 18.30, in chiesa Madre, santa Messa prefestiva.

Domenica 2
aprile
- ore 08.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 10.00, nella chiesa san Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 18.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 19.15, in chiesa Madre, santa Messa.

AVVISI

Tutti i giorni, eccetto i prefestivi ed i festivi, nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 06.00 vengono recitate le lodi mattutine animate del Cammino Neocatecumenale; chi vuole può unirsi alla preghiera.

In tutti i venerdi di quaresima, astinenza dalle carni.

Orari delle Sante Messe in vigore dal 26/03/2017:

   Feriali:
   ore 08.45, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 18.00, chiesa Madre

   Prefestivi:
   ore 18.30, chiesa Madre
   ore 20.15, chiesa San Francesco (animata dalle comunità neocatecumenali)

   Festivi:
   ore 08.00, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 10.00, chiesa San Rocco
   ore 11.00, chiesa Madre
   ore 11.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 18.00, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 19.15, chiesa Madre
 

 

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27/03/2017

Letteratura. "Genius Loci", di Roberto Cotroneo; recensione di Venerando Bellomo

 

Venerando Bellomo
Venerando Bellomo

Lamentatori di Milocca
Lamentatori di Milocca


Genius Loci di Roberto Cotroneo

    
“Nullus locus sine genio” (Servio Mario Onorato)

     “Genius Loci”, è il titolo di un libro di Roberto Cotroneo che unisce fotografie e testi dell’autore, che con tale opera ha fermato, con lo scatto, il pubblico, nelle posture e nelle espressioni, negli spazi espositivi. Evidenziando così, in maniera eloquente, il rapporto tra il pubblico e l’arte: creando un’immagine ulteriore, descrittiva e compenetrante dell’interesse delle persone in un determinato luogo in sé significativo. Quindi, non soltanto l’opera esposta, non i soli visitatori, ma l'immagine  pregnante di questi con le  loro reazioni, spontanee o meno, quando si trovano, per loro scelta, in un luogo che li ha attratti per ciò che rappresenta e vi si rappresenta.
     E il “Genius”, lo spirito, che ha le sue radici nella cultura classica, risiedeva nell’animo di ogni persona e in ogni altro luogo fisico, così riconoscendo, per implicito, a questo l’identica condizione di quella degli uomini. E, se così è, la sacralità dei luoghi, impone il rispetto, l’amore ed ogni altro sentimento che può rivolgersi a ciò che è sacro, e che per tale sua intrinseca forza influenza l’uomo che in essi vive, fino a diventare essenza del luogo stesso.
     E in queste sere di un’innocente primavera, quando ancora è meno che mite il vento di ponente che accarezza i volti e porta con sé i primi odori dolciastri, moreschi, del cimolo e del bàlico, é istintivo, quasi dettato dalla natura stessa, volgere l’immediato pensiero alle scene della settimana di passione, che fin da bambini, si sono impressionate nella memoria.
     Ed andando a ritroso negli anni, in tempo passato privo di orizzonte cronologico, una sorta di sempiterno presente retrocedente, si materializzano i volti e i luoghi, che si affermano e si completano in un'unità imprescindibile.
     E come in  un incantamento, a quegli odori, si  uniscono e si odono, a mano a mano più nitide, le prime note di un’antica e straziante melodia, che si srotola nel labirinto della scala araba, quasi a finire, per riprendere, quel canto ascendente, dal  rincalzare di un’altra voce, ancor più potente, fino a staccare, d’un tratto, in una cadenza corale che, con solenne gravità, dà profondità armonica che  avvolge, ora,  i vicoli dalle bàsole disconnesse per poi si ritorcersi, insinuandosi, come a fasciarli, intorno ai cipressi che modellano i fianchi di quel colle, che attende coronato dalle alte vampe dei roghi dei bivacchi, dove avvenne lo strazio dell’Uomo.
     E quel canto diventa ancor più intenso e si materializza nei visi rugosi ed antichi di quegli uomini che, a crocchia, tra file di fiaccole gocciolanti cera liquefatta, rievocano, chissà da quanto tempo ormai, lo strazio di quella Madre, che mossa da un terribile presagio, nella notte dell’inganno, cerca vanamente, nel sopravvento della  sua umana carnalità, di fermare quello funesto destino che al tempo stesso, per mistero di fede, è disegno divino.
     E quelle voci lancinanti, si mescolano e spesso sovrastano i tonfi  tristi dei tamburi e il deflagrare dei cimbali delle marce dal ritmo singhiozzante e struggente, che ognuno conosce a memoria. Ed è ora tutto avvolto dall'odore mieloso dello zucchero filato. Quei vecchi, con gli occhi tristi da bambino, ne hanno viste di madri, di donne, di spose, quasi bambine, fasciate nel velo del lutto, contorte negli spasmi del dolore, piangere il corpo crocifisso nei pali del filo spinato del loro figlio soldato sulle pendici del Carso o stringere tra le mani un piastrina ritrovata tra le sabbie di El Alamein o in un campo di girasoli della Russia.
     E i muri incastonati da cristalli di gesso e da bottoni di muschio, balenanti alla luce smorzata delle lampade a pera, abbracciano in un corteggio quella scena
.
  
Venerando Bellomo
27 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
        
 

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26/03/2017

Lettere. Al Sindaco di Grotte: dalla fontanella in Piazza, al Centro Sportivo coperto; di Diego Cimino

 

Decu Varba (Diego Cimino)
Diego Cimino

Lettera aperta del sig. Diego Cimino (Decu varba) al Sindaco di Grotte.

*****

"Buongiorno,
vorrei chiedere al signor sindaco di Grotte Paolino Fantauzzo se si ricorda nei tempi dei nostri padri, che per guadagnare 500 lire dovevano fare un giorno di lavoro, se lo trovavano.
In quel periodo c'era la carestia, per bere un poco d’acqua bisognava andare alla fontana e aspettare il turno, le donne sulla testa e gli uomini sulle spalle portavano il recipiente di circa 10 litri.
In quei tempi beato chi possedeva un asino.
Dopo 5 anni che è finita la guerra è arrivata l’acqua del Tre Sorgenti; il signor sindaco di quei tempi Totu Ardicasi (pace all’anima sua) ha portato l’acqua in tutto il paese, dove scorreva libera nelle fontanelle.
Ripeto che in quel periodo mancavano i denari alla maggior parte del popolo, ma il signor sindaco Totu Ardicasi impiantò in piazza una fontanella, così si poteva bere acqua senza andare al bar; ma oggi la fontanella in piazza non scorre più!
Forse siamo più poveri del dopoguerra, o viene meno al Sindaco di oggi; poveri noi grottesi: bisogna pagare senza ricevere i servizi.
Adesso abbiamo lo stadio, il calcetto, il tennis, e anche si sta per costruire (anzi penso che non sarà più costruito) il centro sportivo coperto; come si pagheranno questi scavi già fatti?
Un capofamiglia deve far quadrare il denaro che dispone e non il denaro che non ha!
Gentili saluti
".

 
   

Diego Cimino
(Decu Varba)
  

 

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26/03/2017

Pittura. Dedicato ad Antonio Pilato l'ultimo  numero della rivista "MyArt"

 

Dedicato ad Antonio Pilato l'ultimo numero della rivista "My Art"
Leggi la rivista

Il semestrale d'arte e di cultura "MyArt", edito da "EA Editore", ha dedicato il suo ultimo numero al pittore grottese Antonio Pilato. Sulla rivista internazionale, il cui titolo completo è “MyArt - International Web Magazine”, a cura di Sandro Serradifalco, vi sono numerose pagine (quasi una monografia) su Antonio Pilato, con la biografia, diverse recensioni critiche e riproduzioni di opere con testo critico. In copertina compare una sua foto e l'immagine di una sua opera. Autori degli articoli: G. Ballo, Fulvio Papi, Salvatore Autovino, Salvo Sequenzia.
Dall'introduzione di Sandro Serradifalco: "
Ci sono percorsi quotidiani, strade che attraversiamo con passo veloce e sguardo furtivo. Visi, luoghi, vetrine. Un universo d’immagini e oggetti che sfuggono alla nostra attenzione  pur costituendo parte della nostra scenografia esistenziale. Poi esistono altri passi e altri occhi. Ci sono gli artisti e i loro racconti visivi. Un’infinità di osservazioni, valutazioni ed esternazioni. Una miriade di segni, colori e fantasie che ridanno valore al sentimento. Gli artisti, questi folli e generosi creativi. In riferimento a quanto detto, la rivista MyART, cela in sè l’ambizione di rappresentare un concreto diario di bordo dell'iter stilistico di alcuni di loro. Non più un semplice contenitore di emozioni, ma un fedele compagno di avventura al quale svelare sogni e confessare paure. Una rivista per l'arte che ha la presunzione di volersi spingere oltre il medesimo stereotipato concetto. Un benvenuto in MyART ad Antonio Pilato".
  
Redazione
26 febbraio 2017
© Riproduzione riservata.
  

Antonio Pilato
Antonio Pilato

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26/03/2017

Sport. "Enduro del Confine": motocavalcata non competitiva per moto da fuoristrada

 

"Enduro del Confine": motocavalcata non competitiva per moto da fuoristrada
Vedi le foto

Domenica scorsa, 19 marzo 2017, si è svolta a Grotte la prima motocavalcata non competitiva per moto da fuoristrada "Enduro del Confine". La manifestazione sportiva, alla quale hanno partecipato circa 250 concorrenti, ha richiamato appassionati da ogni parte della Sicilia. Dopo il raduno dei motociclisti in Piazza Anna Magnani, per le iscrizioni e la colazione, la partenza lungo il percorso di gara che si è snodato attraverso le campagne del territorio circostante, con tratti di difficoltà media e tracciati alternativi di maggiore difficoltà. La motocavalcata è stata organizzata dalle associazioni "Enduristi del Confine", "MotoClub Canicatti" ed "EnduroDipendente Milena", con il patrocinio del Comune di Grotte.
Pubblichiamo alcune immagini della manifestazione (84 foto di © Salvatore Spitali).
  
Carmelo Arnone
26 febbraio 2017
© Riproduzione riservata.

"Enduro del Confine": Motocavalcata (Foto) Visita l'argomento
  

"Enduro del Confine": motocavalcata non competitiva per moto da fuoristrada
Manifesto

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25/03/2017

Editoria. Presentazione del libro "Rosario Livatino - Il Giudice Santo", a cura di Domenico Airoma

 

Presentazione del libro "Rosario Livatino - Il Giudice santo"
Invito

Si terrà questa sera, con inizio alle ore 19.00 presso la chiesa di Santa Chiara a Canicatti, la presentazione del libro "Rosario Livatino - Il Giudice Santo", sulla figura del Magistrato del quale è in corso la causa di beatificazione. Il volume, a cura di Domenico Airoma, è edito da Shalom.
Alla manifestazione, coordinata da Valentina Garlandi (presidente dell'Associazione "Amici del giudice Rosario Angelo Livatino"), interverranno:
- Alvise Gangarossa (del presidio Libera "V. Mulè" di Raffadali);
- don Giuseppe Livantino (postulatore della causa di canonizzazione del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino);
- Domenico Airoma (magistrato, vicepresidente del Centro Studi "Rosario Livatino" di Roma, curatore del volume).
L'iniziativa è patrocinata da: Postulazione della causa di canonizzazione; Presidio di Libera "V. Mulè" di Raffadali; Servizio diocesano di Pastorale Sociale e di problemi del lavoro; Parrocchia Sant'Oliva di Raffadali
.
  
Redazione
25 marzo 2017
  

 

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25/03/2017

Iniziative. Delegazione MCL a Roma, per rendere omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine

 

Delegazione MCL a Roma, per rendere omaggio alle vittime delle Fosse Ardeatine
Delegazione MCL

Una delegazione del MCL (Movimento Cristiano Lavoratori) composta dall’on. Decio Terrana (del Comitato Esecutivo), dall’on. Fortunato Romano (presidente regionale della Sicilia), da Giorgio D’Antoni (segretario regionale) e dal dott. Ubaldo Augugliaro (presidente provinciale di Trapani), ieri, venerdi 24 marzo, ha reso omaggio a Roma alle vittime delle Fosse Ardeatine, nel Mausoleo dove ha sede il Sacrario dei caduti.
La celebrazione è avvenuta nella ricorrenza del 73° anniversario dell’eccidio di 335 incolpevoli cittadini italiani trucidati dal Comando Tedesco, agli ordini di Kappler, per rappresaglia all’attentato di Via Rasella del 23 marzo 1944; un'azione della Resistenza romana condotta dai Gruppi di Azione Patriottica (GAP), unità partigiane del Partito Comunista Italiano, contro un reparto delle forze d'occupazione tedesche, l'11ª Compagnia del III Battaglione del Polizeiregiment "Bozen", composto da giovani reclute altoatesine, che con lancio di bombe causò la morte di trentatré di loro e di due civili italiani, il più sanguinoso attentato urbano antitedesco della Resistenza in Europa.
In particolare, grazie all’ausilio del Presidente dell’ANPS (Associazione Nazionale della Polizia di Stato) di Trapani Nicolò Villabuona, alla delegazione MCL è stato possibile rendere omaggio presso l’avello che ne ospita i resti mortali, con una preghiera e dei fiori, al trapanese vicebrigadiere della Polizia Pietro Ermelindo Lungaro, un eroe e martire della Resistenza, decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, alla memoria, il quale segregato e torturato lungamente da carnefici spietati, seppe mantenere stoicamente il segreto sui nomi e sui nascondigli dei patrioti con cui era in contatto. “Barbaramente trucidato, immolava la sua giovinezza per le maggiori glorie della Patria e della Libertà
.
  
Redazione
25 marzo 2017
  

 

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24/03/2017

Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 24 marzo

 

Passo e... Spasso!

Appuntamento settimanale del venerdi con "Passo e... spasso!", la passeggiata "della salute".

Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 24 marzo:
ore 20.00 raduno in piazza mercato (Piazza A. Magnani);
ore 20.15 partenza

Via Mattarella, Via Europa, Via Turati, Viale Matteotti, Via Leopardi, Via Ingrao, Via Romita, Via Machiavelli, Via Crispi, Via Giuliano, Via Saragat, Via Comitini, Via delle Rose, Via Sturzo, Piazza Umberto I, Via Alfieri, Via Sacramento, Via Lincoln, Via Diogene, Via Lincoln, Via Cavour, Via San Giovanni, Via Rossini, Via Bassi, Via Orsini, Via Giacinto, Via Etna, Via San Nicolò, Via Washington, Via Archimede, Via Empedocle, Via Trinacria, Via Marte, Via Machiavelli, arrivo Piazza Magnani.

Per partecipare, del tutto gratuitamente, basta calzare comode scarpe ed avere un pizzico di buona volontà. Non si tratta di una corsa ma di una vera e propria passeggiata lungo un percorso per nulla difficoltoso.
 

 

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24/03/2017

Lettere. "Siamo un popolo di chiacchieroni"; di Antonio Salvaggio

 

Lettere alla nostra Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

"Quante parole sprechiamo per spiegare le cose.
Sfogliando i quotidiani o assistendo ad alcune trasmissioni televisive mi sono chiesto perché non riusciamo mai a fare cose normali, individuiamo il problema, teoricamente sappiamo come risolverlo ma alla fine tutto si riduce alle parole.
E siamo pure dannatamente precisi nelle analisi.
C'è un però: parliamo tanto ma non risolviamo niente. Insomma: sappiamo che le file vanno rispettate e ne parliamo. Che le buche nelle strade vanno riparate, e anche qui dibattito. Bene, segue confronto. Casi risolti? Nessuno.
Tempo impiegato a farcene una ragione? Talmente tanto da non poterlo quantificare. Sarebbe bello essere cittadini normali che vivono in armonia risolvendo i problemi. Invece siamo un popolo di chiacchieroni.
E purtroppo questa è forse l'unica certezza. In un paese che meriterebbe di essere migliore".
  

 

   

Antonio Salvaggio
 

 

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24/03/2017

Dialoghi. "Emiliano agita le acque nel Partito Democratico"; di Giuseppe Castronovo

 

"Dialogo" del dott. Giuseppe Castronovo, studioso ed autore di testi di Diritto.

Acque sempre agitate nel Partito Democratico con l’approssimarsi della data in cui si svolgeranno le primarie per la scelta del “nuovo” Segretario. Renzi oggi è un leader ferito che, estromesso da Palazzo Chigi, non ha più il sostegno quasi plebiscitario di una volta. Aveva iniziato l’on. Cuperlo affermando  che “dopo tre sconfitte, Regionali, Amministrative e poi il referendum, il ciclo politico di Renzi è finito, il Paese chiede altro”. Ora a fare maggiore sensazione sono state le dichiarazioni del Presidente della Regione Puglia, Emiliano al quale “il Partito Democratico di Renzi non piace per niente”. Al Circolo della Concordia s’è constatato come sei/sette mesi fa simili prese di posizioni sarebbero state impensabili. Evidentemente a importanti spezzoni del Partito questo appare come il momento giusto di liberarsi di un Segretario che da molti è stato sin dall’inizio considerato un “usurpatore”.
Giuseppe Castronovo

"Emiliano agita le acque nel partito Democratico"
(Dai dibattiti svolti al “Circolo della Concordia” )

Renzo: Amici, avete sentito Emiliano?

Marco: Emiliano chi?

Renzo: Emiliano, il Presidente della Regione Puglia, che si è candidato alla Segreteria del Partito Democratico in alternativa a Renzi?

Franco: E cosa ha detto?

Renzo: Ha detto in modo - da magistrato qual è - conciso e lapidario: “Il Partito Democratico di Renzi a me non piace per niente”.

Franco: Emiliano? Grazie anche alla sua mole possiamo dire: “il classico elefante in cristalleria”.

Ennio: Una cosa però è certa: tutti i sondaggi demoscopici ci dicono con certezza che Renzi sarà riconfermato Segretario del Partito Democratico. E allora sorgerà un problema per Emiliano: restare comunque nel Partito Democratico o seguire l’esperienza di Bersani, Speranza, del Presidente della Toscana Rossi e delle decine di parlamentari che sono usciti dal Partito per dare vita ad una nuova formazione politica?

Giacomo: Ma se il Partito Democratico non piace nemmeno a lui, che sa più segreti di quanto ne possa conoscere un piddino comune, perché dovrebbe piacere agli italiani? Possiamo dire che il prof. Ricolfi dell’Università di Torino ha visto bene quando l’ha bocciato sonoramente con un secco
3 così motivato: “Le sue scelte mi sono parse frutto di calcolo”.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)

  

 

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23/03/2017

Servizi. Acqua pubblica: intervento del sindaco Paolino Fantauzzo a Montevago

 

Acqua pubblica: intervento del sindaco Paolino Fantauzzo a Montevago
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Ieri è stata celebrata, con diverse manifestazioni in tutta l'Italia, la ricorrenza della Giornata Mondiale dell'Acqua. L'accesso a questo bene di primaria necessità, indispensabile per la vita, che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, di fatto viene sottoposto ad interessi di carattere economico a beneficio di poche società (spesso multinazionali) che antepongono il guadagno alle esigenze della popolazione. Anche la politica regionale e nazionale, con l'approvazione di leggi specifiche, ha consentito e continua a consentire che la gestione dell'acqua si concentri e rimanga in mano a privati; nonostante i 26 milioni di italiani che il 12 e 13 giugno 2011 votarono "Sì" ai due referendum sull'acqua pubblica.
Sulla gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento, lo scorso 17 febbraio si è tenuto a Montevago un Consiglio comunale straordinario aperto, al quale sono stati invitati i Sindaci della provincia. Di seguito, l'intervento del Sindaco di Grotte.

Carmelo Arnone
23 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

 

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  Il sindaco Fantauzzo a Montevago (Video) Visita l'argomento Il sindaco Fantauzzo a Montevago (Video) Visita l'argomento
  
 

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22/03/2017

Diritti. "Contro i sigilli al contatore idrico chiamare la Polizia Municipale"; nota del sindaco Fantauzzo

 

Girgenti Acque? No, grazie!
No. Grazie!

La Girgenti Acque S.p.A., società che gestisce il servizio idrico integrato anche per il paese di Grotte, nonostante abbia lunghi tempi di intervento per la riparazione delle perdite nella rete idrica che provocano ingenti sprechi di acqua caricati regolarmente in bolletta, e nonostante eroghi la fornitura idrica con turnazioni che si riducono spesso ad una sola volta alla settimana, tuttavia è in grado di attuare politiche aggressive contro i cittadini che non possono pagare le bollette (come, ad esempio, il discusso e fantasioso metodo del distacco dalla rete fognaria per quelle abitazioni non i regola con i pagamenti).
Avendo saputo che circolano per le vie del paese diverse squadre della Girgenti Acque, il sindaco Paolino Fantauzzo ha ritenuto di rivolgere ai concittadini un avviso: "
Si invita la popolazione, qualora Girgenti Acque dovesse attivare le procedure di distacco dalla rete idrica, ad informare immediatamente il Comando della Polizia Municipale di Grotte per le procedure del caso. Perché se è vero che i morosi che non pagano non possono fruire del servizio idrico, è anche vero che i morosi per necessità hanno diritto a 50 litri d’acqua al giorno pro capite. In questi casi non sarà permesso il distacco". Quindi i cittadini grottesi che vedessero il personale della Girgenti Acque armeggiare nei pressi del loro contatore idrico con l'intento di sigillarlo per presunti mancati pagamenti, possono rivolgersi al Comando di Polizia Municipale (tel. 0922.944197 e 0922.947503) per segnalare il fatto e richiederne l'intervento.
Giova sempre ricordare che i cittadini italiani, con un referendum, si sono espressi a favore della gestione pubblica dell'acqua e che l'Assemblea Regionale Siciliana si è espressa chiaramente per la fornitura del quantitativo minimo vitale di acqua anche per i cittadini meno abbienti.

Carmelo Arnone
22 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
     

 

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22/03/2017

Diritti. "Politicamente avete operato una scelta: sacrificare il 48% del dovuto agli studenti"; di Giovanni Volpe

 

Rimborso abbonamenti agli studenti pendolari.

Gentilissimo signor Sindaco e gentilissimo signor Assessore,
nella vita è chiaro che ci diamo del "tu", ci conosciamo da sempre nel rispetto reciproco, ho letto la vostra risposta e ritengo di aver capito che le motivazioni che hanno comportato il notevolissimo taglio del rimborso degli abbonamenti agli studenti risiedono tutte, a vostro dire, nel taglio che a monte riguardano i trasferimenti dallo Stato alla Regione e dalla Regione ai Comuni.
Dubito però sia così, o meglio, dubito sia solo così.
Quel che viene definito "calderone" sarebbe quella voce di bilancio alla quale riferire le coperture finanziarie per tutta una serie di servizi.
In virtù di detto ragionamento nessuna norma o decreto o legge avrebbe imposto il taglio del rimborso, se non quel "buon senso" che vi ha fatto ripartire le somme in maniera tale da non lasciarne alcuno scoperto.
Ciò equivale a dire che voi, politicamente, avete operato una scelta e la scelta era di sacrificare il 48% del dovuto agli studenti per coprire altre voci.
Il mio dubbio nasce dal fatto che ritenevo d'aver capito, informandomene - non escludo di aver potuto capire male -, che tutti i comuni con popolazione al di sotto dei 10.000 abitanti non avrebbero subito tagli di trasferimenti e tale dubbio era ed è supportato dal fatto che inizialmente alla voce rimborso abbonamenti era stata attribuita il totale delle somme dovute (perché altrimenti far fare le domande?) e che in un secondo tempo tale somma sia stata decurtata, ragion per cui ammesso fosse legittimo farlo, ritengo sarebbe stato giusto farlo in virtù di un ragionamento più circostanziato e più mirato e mettendone al corrente subito gli aventi diritto e non dopo oltre due anni.
L'impressione che si ha è che si sia ricorso ai soldi "certi" destinati agli abbonamenti per coprire magari dei servizi non coperti in fase di previsione e che di conseguenza si sia sacrificata una voce importante per le economie familiari delle famiglie per supplire a delle lacune di previsione (così fosse sarebbe una lacuna "politica") o comunque a delle mancanze riconducibili ad altri capitoli di spesa.
In virtù di quel garbo che bontà vostra mi riconoscete non entrerò nel merito delle decisioni da voi prese anche perché non le conosco se non per quello che avete dichiarato nella vostra risposta, e non cadrò nel giochino di dare più importanza a una voce ai danni di un'altra, sarebbe dare adito a una guerra di emergenze e non farò la gara a stabilire quale delle emergenze sia più emergenza; quel che mi auguro è che comprendiate che dalla vostra chiarezza dipende la nostra accettazione: per stabilire poi cosa sia più importante entrerà in ballo il vostro buon senso ma anche il nostro inevitabile giudizio - è il gioco della politica e della democrazia - e allo stato attuale sia il buon senso che il giudizio risultano essere, per opposti motivi, piuttosto appannati
.

Giovanni Volpe

22 marzo 2017
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22/03/2017

Aneddoti. "Il vociare di un piccolo cosmo di umanità"; di Innocenzo Infantino

 

Innocenzo Infantino
Innocenzo Infantino

Tardo pomeriggio. Interno treno regionale. Carrozza n° 3.
Viaggio di ritorno a casa. C'è un rumore infernale.
Il vociare della gente è così forte che faccio fatica a tenere a mente ciò che sto leggendo.
Ricevo una telefonata, il chiasso di fondo è tale che la persona dall'altra parte mi dice: "Sei a una festa?".
Infastidito, inizio a provare un sentimento negativo generico e onnicomprensivo che coglie tutta questa "gente che strilla" in un sol colpo.
Allora, per crogiolarmi ancora meglio nel mio sdegno, decido di concentrarmi sul rumore, valutando con esattezza il livello di increanza di ciascuno.
La fonte di rumore più vicina è costituita da un uomo e una donna asiatici che stanno parlando una lingua dal suono fastidioso.
Mi concentro su quelle parole sgraziate in cerca della loro colpa.
Più mi focalizzo più mi rendo conto però che quel suono non è fastidioso in sé, ma non abituale per le mie orecchie, e che il volume non è nemmeno così alto.
Allora proseguo: due posti più in là sento un tizio che continua a ripetere: "Mi senti?".
Lo intravedo vestito elegante e un po' agitato mentre al telefono riesce solo a accennare scampoli di un discorso complesso e serio, interrotto dalla linea instabile.
Cerco una colpa nel suo alzare il tono di tanto in tanto, ma mi accorgo che lo fa più trasportato dalla gravità del tema che per maleducazione.
Inizio a prenderci gusto: più avanti c'è un signore con accento del nord che parla con una donna, dal tono si capisce che non la conosce, probabilmente l'ha incontrata per la prima volta sul treno.
Non è alto il volume della sua voce, è solo molto fitto il suo modo di parlare.
Si unisce al resto del rumore aggiungendo fastidio, certo, ma mentre ci penso realizzo che è il tipico riflesso a riempire i silenzi che abbiamo tutti quando si parla tra sconosciuti.
Insomma vado avanti così per 10 minuti buoni.
E più cerco l'errore da stigmatizzare e più trovo motivazioni umane, situazioni comprensibili, ragioni.
E inizio a provare una certa simpatia; come per quegli schiamazzi ridanciani fatti di "raga" che provengono dal fondo del vagone, evidentemente appartenenti a studenti in trasferta.
Ormai il rumore fastidioso iniziale è diventato il vociare di un piccolo cosmo di umanità variegata.
E mentre valuto che, tutto sommato, quel microcosmo non è così male, ripenso a come è diverso dalla massa informe fastidiosa con cui lo avevo definito.
Sorrido.
Capisco che, alla fine, per quanto mi piacerebbe essere infastidito da un unico blocco di anonimi incivili, sono solo circondato da vite di persone che si stanno intrecciando con la mia.
Facendosi sentire.
Il fastidio è nell'orecchio di chi generalizza.

Innocenzo Infantino
22 marzo 2017
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22/03/2017

Ora legale. In vigore da domenica 26 marzo; lancette degli orologi in avanti di un'ora

 

Entra in vigore l'ora legale: orologi in avanti di un'ora

Domenica prossima, 26 marzo 2017, tornata in vigore l'ora legale. Le lancette degli orologi dovranno essere spostate in avanti di un'ora; le ore 02.00 di domenica saranno considerate le ore 03.00.
L'ora "legale" sostituisce l'ora "solare" che abbiamo avuto per tutto il periodo invernale.
L'ora legale (detta anche ora estiva) è l'ora locale che una nazione sceglie di adottare per una parte dell'anno, generalmente portando l'orario avanti di 60 minuti rispetto all'orario standard ufficiale, (o ora solare). Si tratta di un sistema che ha lo scopo di sfruttare al meglio la luce del giorno. L'ora ufficiale viene aggiustata in avanti durante i mesi primaverili ed estivi, in modo che l'orario lavorativo o scolastico venga a coincidere meglio con le ore di luce.
  
Redazione
22 marzo 2017
  
 

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22/03/2017

Agrigento. "Donne in satira": 6^ serata di Teatro da Camera al Circolo Empedocleo

 

Circolo Empedocleo
Circolo Empedocleo

Venerdì 24 marzo, alle ore 18.15 nel Salone delle feste del Circolo Empedocleo di Agrigento, il Circolo Culturale “Empedocleo” - presidente Giuseppe Adamo - e il Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano presentano la 6^ serata della 1^ Stagione di Teatro da Camera - “Umoristico & Drama” 2016-2017. Direzione e progetto artistico di Mario Gaziano e Giuseppe Adamo dal titolo “Donna in satira”, divertissement scenico con testi poetici satirici da: Ennio Flaiano, Luciano Folgore, Mino Maccàri, Camillo Sbarbaro e con variazioni contemporanee di Mario Gaziano. Con Luisa Lo Verme, Maria Fantauzzo, Maria Grazia Castellana, Lillo D'Aleo e con la partecipazione della poetessa Stella Camillieri e del Maestro Tonino Migliaccio. Voci fuori campo: Andrea Cassaro e Giugiù Amato. Collaborazione artistica di Andrea Cassaro e Maria Grazia Castellana. Ideazione e regia di Mario Gaziano.
Ingresso gratuito riservato ai soci dell'Empedocleo e agli appassionati di teatro culturale.
  
Redazione
22 marzo 2017
  

 

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21/03/2017

Legalità. 21 Marzo 2017: "Giornata della memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie"

 

 

21 Marzo 2017: "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie"

 


21 Marzo 2017: "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie"
21 Marzo 2017

"Per non dimenticare le vittime innocenti di mafia": lapide nella Villetta Collodi
Lapide


Il 21 marzo, primo giorno di primavera, l'Associazione "Libera" celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale.
Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti; tra questi anche due giovani grottesi: Calogero Zaffuto e Angelo Carlisi (uccisi il 21 aprile 1993 in contrada Caos a Porto Empedocle). Ad ascoltare la lettura del lungo elenco ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un'emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla.
Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordare sempre che a quei nomi e alle loro famiglie si deve la dignità dell'Italia intera.
Il 4 giugno dello scorso anno si è tenuto a Grotte un convegno sul tema "... per non dimenticare le vittime innocenti della mafia", con la partecipazione della dott.ssa Leonarda Gebbia (familiare di vittima innocente di mafia, che ha portato la testimonianza dell'uccisione del fratello, Filippo Gebbia, caduto innocente per mano mafiosa il 21 settembre 1986) e del dott. Filippo Vitello (Procuratore della Repubblica di Siena). Nell'occasione presso la Villetta Collodi è stata scoperta una lapide in memoria degli innocenti caduti per mano mafiosa.
Come ogni anno, nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, la rete di Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme alle centinaia di familiari delle vittime, si ritroveranno in tanti luoghi, per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente.
La lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, nello stesso giorno, alla stessa ora, unirà tantissimi luoghi.
"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.
Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.
La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera.
Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale.
Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.
Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.
  
Redazione
21 marzo 2017.
  

 

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21/03/2017

Fotografia. "L'utopia del silenzio in un mondo che non ascolta"; di Franco Carlisi

 

Gente di Fotografia
Sito ufficiale

Ho qualche dubbio che i paesaggi al rosolio con il tramonto sul mare abbiano un potere analgesico.
Di ciò sarà invece convinto il dentista che cura la mia ansia manutentiva degli ultimi anni: sulle pareti dell’anticamera del suo studio, si alternano immagini di protesi e di impianti odontotecnici a orizzonti rosso porpora e a campiture color pastello di quelle che “vanno dritte dritte al cuore”.
Li guardo a volte con occhi bambini e allucinati, pronti a chiudersi su una memoria lontana e rarefatta di torroni, frutta caramellata e carie, di odori e sapori persi oltre la soglia dell’infanzia che raccontano del passare e del corrompersi inarrestabile di ogni cosa.
Affronto la seduta dal dentista con questi pensieri nella più totale distanza e astrazione. Così avverto meno il suono dell’ablatore.
Di tanto in tanto, la voce del dottore prende il posto del rumore dello strumento: la frequenza mi pare identica.
«Sorrida», mi dice.
Non sembra soddisfatto. Con il dito sposta il labbro superiore e poi quello inferiore - un po’ come si fa con i cavalli -, poi ripete l’operazione con l’altro lato. Scuote la testa con espressione crucciata.
«Ma che c’è, dottore? Qualche problema?», gli chiedo. Il senso di colpa legato ad anni di trascuratezza e lo slancio catastrofistico che accompagna ogni mia preoccupazione, mi fanno pensare a una gengivite espulsiva incipiente.
«Niente, niente. Ha una bella dentatura», mi risponde.
Ripenso ai cavalli.
Il dentista continua: «Lei è giovane. Mi chiedevo perché mai non si conceda una bella sbiancatura ai denti».
«Per averli luccicanti come lo smalto del lavandino?», rispondo sorridendo.
Uscendo da lì, inizio a ripercorrere ricorsivamente la vicenda, prima col sorriso, poi sempre più irritato.
Perché, se ho “una bella dentatura”, devo fare “una bella sbiancatura”?
Aggiungerei: trattasi di una bella tecnica retorica.
Ho cinquanta anni, molti capelli bianchi, le rughe sul viso. Ma sono in pace con la mia età. Non lavoro al cinema o in televisione, perché dovrei sbiancarmi i denti?
Forse per obbedire al mantra dell’uomo contemporaneo: volersi bene, imparare a rivolgere attenzione verso se stessi?
Oppure per un riflesso condizionato dalla società dello spettacolo?
Non riesco a vivere solo per me stesso, a considerare ambizione suprema l’apparire giovanile (termine orribile, che nella sua natura adulatoria contiene l’essenza di un insulto). Lo ritengo troppo impegnativo.
Salute a parte, la proposta del mio dentista mi sembra un’inopportuna distrazione dalla mia ossessione principale che è, sì, quella di mantenermi giovane, ma principalmente nello spirito.
Mi sento offeso.
Non solo per le considerazioni fin qui esposte, ma perché continuo a ricollegare la vicenda a pochi mesi prima quando un funzionario della Regione Sicilia in preda a eroici furori aveva scelto tra “i giovani fotografi siciliani” il mio nome e mi aveva proposto di esporre in un museo di Palermo.
Le mie foto erano belle, disse il funzionario.
Erano talmente belle che sarebbero rimaste esposte per diversi mesi.
Tuttavia c’era un problema: «Sa, ci vuole una bella somma per mettere su una mostra…», precisò il funzionario.
Doppia aggettivazione: “belle foto”, “bella somma”. Fregatura in agguato. In pratica avrei dovuto produrre la mostra.
“Il giovane fotografo” di cinquant’anni per mostrare le sue “belle foto” doveva tirar fuori la “bella somma”.
Loro non avevano disponibilità economica salvo trovarla sistematicamente per i soliti nomi maturi.
In Umbria, un paio di anni fa, le mie fotografie si sono ritrovate in compagnia di quelle di Steve McCurry su quella regione.
La mia esposizione era stata voluta da un’associazione di appassionati locale, mentre quella di McCurry era stata commissionata dalla Regione Umbria.
Durante l’inaugurazione delle due mostre, ai toni entusiastici dell’assessore che, sulla scorta a suo dire del successo ottenuto, dichiarava l’intenzione di conferire un nuovo incarico al celebre fotografo (costato a quanto mi precisarono, circa settantamila euro per dieci fotografie su Gubbio), opponevo un convincimento che avrei pacatamente esplicitato subito dopo: qualunque buon fotografo umbro, conoscitore della sua terra e della sua gente, avrebbe potuto fare un lavoro più autentico e meno banale di quello di McCurry. Visti i risultati pieni di autocitazioni e di luoghi comuni.
E se la prima operazione poteva avere una sua ragione sul piano della comunicazione, data la fama del fotografo, il nuovo incarico andava opportunamente conferito a dei fotografi locali. Non solo per migliorare la qualità dei risultati ma per venire incontro alle difficoltà economiche in cui versa l’intera categoria.
A questo mio intervento la sala applaudì e l’assessore non mi rivolse più la parola.
Racconto queste esperienze personali perché ritengo siano comuni a tanti fotografi e non solo a quelli della mia generazione.
Al di là delle poche e illuminate eccezioni, in Italia la gran parte delle mostre prodotte e pagate dalle istituzioni sono quelle dei soli riconosciuti maestri italiani - oggi ultrasessantenni - e degli autori stranieri già noti al grande pubblico.
Non fraintendetemi, non voglio togliere merito a fotografi bravissimi che hanno dato tanto alla fotografia e altrettanto hanno ricevuto. Ma non si può pensare che dopo di loro ci sia stato il diluvio.
E non si tratta della solita irritante rivendicazione giovanilistica. Anagraficamente non mi ritengo più giovane e l’ho già detto in altre circostanze: « Si può essere giovani e stupidi e vecchi e geniali».
Tuttavia non si può stare sempre ad ascoltare chi, per quanto geniale, ha già detto ciò che aveva da dire e non ha più nulla da aggiungere.
La spinta tecnologica porta oggi la fotografia a una continua evoluzione. Si è massificata la sua fruizione grazie al sistema della condivisione. Si sono moltiplicati gli strumenti che producono immagini e i loro utilizzatori. Si sono ibridate le tecniche di comunicazione.
Assistiamo al mutamento del concetto stesso di fotografo, di opera e di pubblico.
É difficile orientarsi e tracciare una strada maestra ed è anche più difficile che in passato per un bravo fotografo emergere.
Per queste ragioni, ma anche per mancanza di coraggio e competenza, molti operatori istituzionali preferiscono proporre autori storicizzati di sicuro successo presso il grande pubblico.
Ora, se la storia della fotografia è importante, lo è altrettanto la valorizzazione degli autori che possono aggiungere nuovi capitoli a questa storia.
In un Paese come il nostro dove l’analfabetismo visivo è dilagante - basti pensare al mio dentista - le istituzioni non promuovono alcuna vera cultura visuale. Si adagiano su un paradigma estetico consolidato ma oramai troppo lontano dall’esperienza dei nostri giorni.
In questa situazione, i “giovani fotografi” che non vorranno spendere una “bella somma” non potranno mai raggiungere una riconosciuta maturità e resteranno, loro malgrado, lontani dalla claque dei Palazzi.
Ma avranno ancora a cuore la loro “gioventù” fatta di consapevolezza del sé e delle cose e di sogni e di desideri rimasti intatti.
Coltiveranno l’utopia del silenzio in un mondo che non ascolta e continueranno a sperimentare e cercare, prolungando il viaggio.
Sicuri di non raggiungere mai Itaca
.

Franco Carlisi
(Editoriale al n° 67 di Gente di Fotografia)
21 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
 

Franco Carlisi
Franco Carlisi

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20/03/2017

Ambiente. Giornate FAI di Primavera ad Agrigento e provincia, il 25 e 26 marzo

 

Giornate FAI di Primavera in provincia di Agrigento
Programma

Sabato 25 e domenica 26 marzo sono le due date scelte per celebrare la 25^ edizione delle Giornate Fai di Primavera 2017. 1000 i luoghi in tutta Italia che si potranno visitare con aperture straordinarie e con delle guide che esporranno aspetti particolari significativi di monumenti, chiese, musei, palazzi, ville, aree archeologiche ed altri posti della nostra splendida Penisola. Ben 120 di questi luoghi sono in Sicilia. Le visite guidate saranno effettuate da studenti delle scuole medie e superiori di tutta Italia che sono stati formati per accompagnare il visitatore alla scoperta del luogo. Le due giornate Fai sono previste il sabato 25 marzo e la domenica 26 marzo, in alcuni casi solo per determinati siti ci saranno delle aperture anche il venerdi. Gli orari di apertura e di inizio delle visite variano da luogo a luogo, in generale vanno dalle ore 8.30-9.00 fino alle 16.30-18.00. Per partecipare alle visite guidate delle Giornate Fai di Primavera è previsto un piccolo contributo ad offerta libera. Tutti gli iscritti al FAI avranno un ingresso preferenziale e inoltre alcuni luoghi saranno aperti esclusivamente per loro.
Queste le aperture straordinarie di Agrigento e provincia:
- Chiesa di San Nicola ad Agrigento. Interessante esempio di gotico cistercense, realizzato nel XIII secolo e con aggiunte successive. Si segnala la poderosa facciata ed il portale ad arco acuto, gli affreschi cinquecenteschi e il superbo sarcofago di età romana che evoca la tragica storia di Ippolito e Fedra. Visite a cura degli studenti degli istituti: I.C. Agrigento Centro, I.C. "Federico II", I.C."Esseneto", Liceo Scientifico e delle Scienze Umane "R. Politi", I.C. G. "Garibaldi").
- Giardino Botanico di Agrigento. 82° classificato al censimento dei Luoghi del Cuore 2016 con 3.911 voti. Un luogo incantevole tra storia e natura, ancora sconosciuto per la maggior parte dei nostri concittadini. Visite a cura degli studenti degli istituti: Liceo Scientifico "Leonardo". Sono in programma Letture pirandelliane in occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello.
- Giardino della Kolymbethra di Agrigento (Bene FAI visitabile tutto l’anno). Da secoli la Valle dei Templi di Agrigento è inondata dal profumo dei suoi aranceti, irrigati dalle acque raccolte in piscine di roccia e antichi ipogei. Raro gioiello archeologico e agricolo, il Giardino della Kolymbethra è un angolo di paradiso. Visite a cura degli studenti degli istituti: Classi 1°B e 1°D – Ist. C.vo “Esseneto” – Scuola Secondaria di 1° grado “Castagnolo, Progetto Alternanza Scuola Lavoro "Visite introduttive al Giardino della Kolymbethra" delle classi 3^ E e 3^ L dell'Ist. Tec. Economico Leonardo Sciascia di Agrigento. Domenica 26, visita in anteprima dell’ipogeo Kolymbethra-Porta Quinta, sotto l'esperta guida degli speleologi dell'Associazione Agrigento Sotterranea, la cui inaugurazione è prevista per metà aprile. La visita è riservata ai visitatori che offriranno un contributo minimo di 10 Euro per il FAI, ed è gratuita per chi si iscrive durante le Giornate FAI di Primavera.
-
Gli Edifici pubblici dell’antica Akragas: Ekklesi Asterion e Bouleuterion di Agrigento. L'edificio, rinvenuto durante gli scavi per la costruzione del Museo Archeologico, fece pensare dapprima ad un Teatro, si rivelò poi una cavea assembleare, l'ekklesiasterion di epoca greca a cui corrisponde il Comitium di età repubblicana. I 19 gradini sono per la maggior parte ricavati nel banco roccioso. Sullo stesso posto in epoca romana fu costruito un tempio , il c.d. Oratorio di Falaride, trasformato in epoca cristiana in cappella legata alla vicina chiesa di San Nicola. Alle spalle del Museo è stato rinvenuto un altro edificio a forma di cavea semicircolare che è stato interpretato come luogo di riunione della Boulé, il Consiglio. Visite a cura degli studenti degli istituti: I.C. Esseneto, I.C.Agrigento Centro, I.C. G. Garibaldi -Realmonte, I.P.I.A. Fermi, Liceo Classico Empedocle, Liceo Scientifico e delle Scienze Umane R. Politi.
-
Museo Archeologico regionale Pietro Griffo, Auditorium M. Lizzi e Biblioteca Pirro Marconi di Agrigento (solo la mattina). Il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, nel cuore dell'antica Agorà, dagli anni '60 custodisce preziosi reperti provenienti non solo dalla città greca e romana di Agrigento, ma anche da numerosi siti archeologici della Provincia. É stato definito una delle espressioni più valide della museografia europea, e ciò non solo per le valenze architettoniche ma anche per l'organizzazione scientifica nella sistemazione dei materiali. In particolare verrà illustrata la splendida collezione vascolare della Sala III, con materiale proveniente per la maggior parte dalle ricche necropoli agrigentine dal VI al III sec. a.C. e la nuova mostra sui rinvenimenti dall'area del Teatro ellenistico. Visite a cura degli studenti degli istituti: I. C. Agrigento Centro, Liceo Classico "Empedocle", Liceo Scientifico e Liceo Musicale "E. Majorana". Mostra: "Theatrum ibidem erat eminentissimum". Nuove ricerche dell'Agorà di Agrigentum": mostra dei reperti rinvenuti durante l'ultima campagna di scavo, a cura del Parco Archeologico e Paesaggistico Valle de Tempi e Polo Museale di Agrigento. Visita Guidata alle collezioni Vascolari.
-
Nuove scoperte nella Valle del Mito: Scavi del Teatro Ellenistico e del Tempio Romano di Agrigento. Nella Valle dei Templi di Agrigento un'attenta campagna di scavo, condotta dal Parco Archeologico in collaborazione con il Politecnico di Bari e l'Università di Catania, ha portato alla scoperta delle rovine di un Teatro e ha contribuito all'arricchimento delle conoscenze dell'antica città di Akragas/Agrigentum. Visite a cura degli studenti degli istituti: I.C. Esseneto; I.P.I.A. E. Fermi; Liceo Classico Empedocle; I.P.S.C.T. N. Gallo; Liceo Scientifico e delle Scienze Umane R.Politi.
- Treno storico della Valle dei Templi di Agrigento (le stazioni servite collegate saranno Licata, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Racalmuto, Grotte, Comitini Zolfare, Aragona Caldare, Agrigento Bassa, Tempio di Vulcano Kolymbetra, Porto Empedocle). In occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello, domenica 26 marzo 2017 la Fondazione FS italiane in collaborazione con la Delegazione FAI organizza un treno storico speciale in servizio tra Licata e Porto Empedocle, con fermata al Giardino della Kolymbetra.
-
Palazzo Principe, Chiesa e Cripta del Ss. Rosario di Aragona.
- Chiesa del Carmine e Chiesa Madre di Canicatti.
- Chiesa del Purgatorio (esterno), Teatro Sociale, Palazzo Lombardo e Spazio Creativo “Vincenzo Curto” di Canicatti.
- Piazza IV Novembre e Fontana di Petrappaulu di Canicatti.
- Farm Cultural Park, Chiesa del Carmine, Chiesa Madre e Chiesa del Ss. Rosario di Favara.
- Chiesa Madre e Collegio dei Gesuiti & Chiesa e Convento di S. Agostino a Naro.
- Chiesa di San Niccolò di Bari, Chiostro di San Francesco e Biblioteca Comunale di Naro.
- Chiesa Madre, Oratorio Ss. Sacramento, Oratorio Madonna del Ss. Rosario, Palazzo Ducale e Monastero delle Benedettine di Palma di Montechiaro.
- Torre Carlo V, Chiesa Madre, Palazzo di Città e Stazione ferroviaria di Porto Empedocle.
- Torre dell’Orologio, Chiesa di Santa Caterina e Palazzo Beccadelli di Sambuca di Sicilia.
  
Redazione
20 marzo 2017.
  

 

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20/03/2017

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della Settimana

 

Chiese di Grotte

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti.
Per agevolarne la consultazione, gli avvisi settimanali sono pubblicati anche nella pagina Chiesa.

Lunedi 20
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 09.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa (in onore di san Giuseppe);
- ore 17.00, a san Rocco, prove di canto;
- oggi non verrà celebrata la santa Messa delle ore 17.30 in chiesa Madre;
- ore 19.30, in chiesa Madre, incontro di preghiera animato dal Rinnovamento nello Spirito;
- ore 20.00, a san Rocco, catechesi a cura del gruppo famiglia.

Martedi 21
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 22
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, a san Rocco, santa Messa ed adorazione Eucaristica;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 18.00, a san Rocco, riunione dei genitori dei ragazzi di Prima Confessione (della parrocchia san Rocco);
- ore 19.30, in chiesa Madre, catechesi a cura di padre Giovanni;

Giovedi 23
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 17.30, a san Rocco, santo Rosario, preghiere a santa Rita e santa Messa.

Venerdi 24
marzo
Giorno di astinenza dalle carni
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Via Crucis;
- ore 16.30, a san Rocco, Via Crucis e santa Messa;
- ore 16.30, in chiesa Madre, Via Crucis e santa Messa;
- ore 18.00, in chiesa Madre, liturgia penitenziale per i ragazzi di terza media, con padrini e genitori (in preparazione alla consegna della Bibbia);
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori dei ragazzi di Prima Comunione;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori che hanno battezzato quest'anno e di quelli che devono battezzare;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione delle giovani coppie di sposi.

Sabato 25
marzo
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 18.30, in chiesa Madre, santa Messa prefestiva.

Domenica 26
marzo - Entra in vigore l'ora legale
- ore 08.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 10.00, nella chiesa san Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa san Rocco, santa Messa (con consegna della Bibbia ai cresimandi);
- ore 18.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa (con consegna della Bibbia ai cresimandi);
- ore 19.15, in chiesa Madre, santa Messa (con consegna della Bibbia ai cresimandi);
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori dei cresimandi.

AVVISI

Tutti i giorni, eccetto i prefestivi ed i festivi, nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 06.00 vengono recitate le lodi mattutine animate del Cammino Neocatecumenale; chi vuole può unirsi alla preghiera.

In tutti i venerdi di quaresima, astinenza dalle carni.

Orari delle Sante Messe in vigore dal 30/10/2016:

   Feriali:
   ore 08.45, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madre

   Prefestivi:
   ore 18.30, chiesa Madre
   ore 20.15, chiesa San Francesco (animata dalle comunità neocatecumenali)

   Festivi:
   ore 08.00, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 10.00, chiesa San Rocco
   ore 11.00, chiesa Madre
   ore 11.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 18.45, chiesa Madre
 

 

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19/03/2017

Politica. "Il Sindaco non riduce il suo stipendio ma riduce i rimborsi agli studenti"; nota del M5S Grotte

 

Movimento 5 Stelle - Grotte
Sito ufficiale

Il Sindaco non riduce il suo stipendio ma riduce i rimborsi agli studenti
Volantino

Nota del Meetup del Movimento 5 Stelle Grotte sul rimborso degli abbonamenti agli studenti pendolari, con riferimento allo stipendio del Sindaco ed alle scelte politiche dell'Amministrazione.

*****

"Il sindaco Fantauzzo non riduce il suo stipendio (come promesso), ma riduce i rimborsi agli studenti.
Che fine ha fatto il Sindaco, Paolino Fantauzzo, che amava il suo paese?
Che fine hanno fatto i circa 170.000 euro che sarebbero dovuti entrare nelle casse comunali a fronte della solenne promessa del Sindaco di ridurre del 75% le indennità spettanti sue e della propria Giunta?
La realtà è che i grottesi hanno incassato, loro malgrado, una bella fregatura dal Sindaco, altro che amore.
Ma non è ancora finita. Molte famiglie grottesi rischiano di subire un’ulteriore fregatura per il dimezzamento dei rimborsi degli abbonamenti per il trasporto extraurbano degli studenti.
L’alibi del Sindaco? Le esigue risorse di bilancio. In linea generale conveniamo.
Ma ci chiediamo, se è così perché spendere soldi per acquistare sotterranei non necessari, aumentare le dirigenze, elargire soldi senza alcuna trasparenza, affidare appalti senza gara, ecc.?
Ovviamente sono scelte.
La nostra non è polemica: è politica!
È quindi una scelta politica non rimborsare al 100% le famiglie che fanno tanti sacrifici per fare studiare i figli e che ovviamente ne terranno conto alle prossime elezioni comunali, ove pare il Sindaco, non pago di avere perduto la faccia, è disposto a ricandidarsi per “Amore”.
Il rimborso al 100% è possibile e legittimo, è solo questione di volontà amministrativa".
  

 

 
 

 In rappresentanza del Meetup Movimento 5 Stelle Grotte
Angelo
Costanza, Gaspare Bufalino Marinella,
Lillo Chiarenza, Rosalba Cimino
 

 

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19/03/2017

Dialoghi. "Se l'ex premier Renzi e i suoi consiglieri avessero letto il Qoelet..."; di Giuseppe Castronovo

 

"Dialogo" del dott. Giuseppe Castronovo, studioso ed autore di testi di Diritto.

Dopo la dura sconfitta referendaria del 4 dicembre 2016, attorno all’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, il rottamatore/asfaltatore per antonomasia, anche il vento ha cambiato direzione. L’on. Di Battista del Movimento 5 Stelle, seguendo la direzione antirenziana del vento, è arrivato a sentenziare che “ormai Renzi sta antipatico anche a se stesso”. Esagerazione per ovvie esigenze politiche, ma che testimonia come il clima che si respira attorno a Matteo Renzi non sia più quello carico di entusiasmo che si respirava una volta: quotidianamente si trovano motivi, più o meno validi, per prese di distanza impensabili fino al 3 dicembre 2016. Ne abbiamo parlato al Circolo della Concordia dove il prof. Vezio, dopo aver sottoposto a severa critica il modo renziano di “rottamare” e “asfaltare” chi non aderiva alle sue proposte, ci ha fatto riflettere su come il metodo di azione dell’ex premier Renzi abbia del tutto ignorato la saggezza che emana il libro sapienziale dell’Antico Testamento denominato Qoelet.
Giuseppe Castronovo

"Se l'ex premier Renzi e i suoi consiglieri avessero letto il Qoelet..."
(Dai dibattiti svolti al “Circolo della Concordia” )

Franco: Amici, è da giorni che, cominciando a capirci poco dell’attuale situazione politica che sta  attraversando il nostro Paese, mi frulla una domanda per la testa.

Totò: Su che argomento?

Franco: Mi sto chiedendo come sia possibile una caduta così repentina delle quotazioni politiche del nostro ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. Oramai sono un lontano ricordo i giorni nei quali veniva incoronato Segretario del Partito Democratico! Lo ricordo bene: era, lo ricordo bene, il giorno dell’Immacolata del 2013.

Rodolfo: Come non darti ragione, caro Franco! Basti pensare che Renzi non ha più la maggioranza neanche nei gruppi parlamentari. Io, a dire il vero, è da giorni che ho incominciato a chiedermi se dietro questo momento innegabilmente negativo che Renzi sta attraversando non ci sia una qualche indecisione delle stelle, non si nasconda un intrigo astrale o, chiamatela se volete, una congiunzione di stelle a lui particolarmente sfavorevole. Non dimentichiamo che Shakespeare era solito sostenere che “è tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti”.

Giacomo: Caro Rodolfo hai saputo volar alto tra le stelle, ma pur non escludendo del tutto gli intrighi astrali da te evocati, vorrei sentire anche l’opinione di qualcun altro dei presenti.

Alessio: Ci esponga il suo pensiero il prof. Vezio.

Vezio:  Nella letteratura latina più di una volta incontriamo il motto il quale afferma che l’uomo “ipsus fingit fortunam est”,  cioè che “l’uomo si costruisce da sé la propria sorte”.  La variante italiana, alquanto nota a tutti noi, ci dice che “la sorte è come uno se la fa”.  E l’altro giorno, complici l’insistente pioggia e il forte vento, non essendo venuto al Circolo riflettevo anch’io sulla domanda che oggi l’amico Franco rivolge a tutti noi. Ebbene, sono arrivato alla conclusione che anche del nostro ex Presidente del Consiglio Renzi possiamo dire che “la sua sorte è così come lui stesso se l’è costruita”. Vedete…

Giacomo: Che cosa?

Vezio: Sicuramente tutti noi ricordiamo le parole d’ordine con le quali Renzi scala prima la Segreteria del Partito Democratico e subito dopo la Presidenza del Consiglio: “rottamare”, “asfaltare” erano i verbi che sentivamo in TV dalla mattina alla sera. Ma quello che oggi voglio sottoporre alla nostra riflessione è il modo in cui prima annunciava e poi attuava i suoi due verbi: la rottamazione e l’asfaltatura venivano utilizzati quali veri e propri “sassi” lanciati anche contro politici che avevano fatto la storia del Partito Comunista Italiano di cui il Partito Democratico è l’erede. Si è trattato anche di politici che avevano ricoperto anche rilevanti cariche istituzionali. E di sassi il nostro ex presidente Renzi ne ha lanciati a destra e a manca così tanti da farsi non pochi nemici che si son fatti vivi con il Renzi rottamatore e asfaltatore in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Come non ricordare poi la pattuglia di Senatori e Onorevoli che ultimamente hanno abbandonato il Partito Democratico provocando una scissione di alcune decine di parlamentari. É una risposta, questa dei rottamati e degli asfaltati, che non ha ancora esaurito tutto il suo potenziale esplosivo nei confronti di Renzi. Dovete infatti sapere che alla vicenda Renzi e al suo modo di governare è applicabile non solo quanto ci  insegna la cultura latina, ma anche quanto ci insegna il libro dell’Antico Testamento chiamato Qoelet nel quale leggiamo che…
“Per tutto c’è il suo momento,
un tempo per ogni cosa
sotto il cielo:

tempo di demolire, tempo di costruire,

tempo di gettare sassi,
tempo di raccogliere sassi,
tempo di piangere, tempo di ridere,
tempo di guadagnare, tempo di perdere”.

Giacomo: Prof. Vezio, lei ritiene che Renzi e i suoi consiglieri, prima di prendere certe decisioni, abbiano dedicato qualche ora di riflessione agli insegnamenti del Qoelet?

Vezio: Amici miei, penso che Renzi e i suoi consiglieri, impegnati com’erano a lanciare sassi, non abbiano avuto il tempo di riflettere sull’insegnamento del Qoelet.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)

  

 

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18/03/2017

Viabilità. Regolazione del traffico per il Motoraduno "I Enduro del Confine", domenica 19 marzo

 

Polizia Municipale

Per consentire lo svolgimento del Motoraduno "I Enduro del Confine", che si terrà nella mattinata di domani, domenica 19 marzo 2017 in Piazza Anna Magnani (piazza mercato), è stata emessa una ordinanza di divieto di transito e sosta nella stessa piazza per tutti i veicoli.

*****

COMUNE DI GROTTE
(Agrigento)

ORDINANZA N° 11 DEL 17/03/2017

Oggetto: Chiusura transito veicolare per la realizzazione del Motoraduno "I Enduro del Confine 2017".

IL RESPONSABILE DI P.O. N. 1

VISTO il programma del Motoraduno denominato "I Enduro del Confine" con il quale si comunica che il 19 marzo 2017 avrà luogo una manifestazione che interesserà tutta la Piazza Anna Magnani, in occasione della manifestazione sopra menzionata;
CONSIDERATO che per il normale svolgimento della manifestazione si rende necessario inibire vie di accesso al traffico veicolare, nonché alla sosta;
VISTO l’art. 7 del D.L. 30.04.1992, n° 285 “Nuovo Codice della Strada”;
VISTO il D.P.R. 16.12.1992, n° 495 “Regolamento d’esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada”;
VISTO il D.Lgs 18 agosto 2000, n° 267;

ORDINA

Domenica 19 p.v., dalle ore 07.30 alle ore 13.00 o a fine della manifestazione del Motoraduno, sono istituiti il divieto di transito ed il divieto di sosta con rimozione per tutti i veicoli in Piazza Anna Magnani.

Tutti gli Ufficiali e gli Agenti di cui all’art. 12 del Nuovo Codice della Strada sono incaricati alla esecuzione della presente.

L'U.T.C. è incaricato della dislocazione della segnaletica stradale e delle transenne su indicazione del Corpo di Polizia Municipale.

Dalla Residenza Municipale lì, 17 marzo 2017

Comune di Grotte

   

Il Responsabile di P.O. n. 1
Isp. Capo Salvatore Liotta

 

 

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18/03/2017

Iniziative. Incontro del Movimento Cristiano Lavoratori con mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto

 

Enzo Sardo, Mons. Antonio Staglianò e Decio Terrana
MCL a Noto

“Pop Theology - Cantando la Buona Novella”
Pop Theology

Don Tonino sa parlare il linguaggio dei giovani e lascia sempre il segno. Questa è, in sintesi, l’impressione comune della delegazione del Movimento Cristiano Lavoratori che mercoledi scorso, 15 marzo, ha incontrato il vescovo di Noto S.E. mons. Antonio Stagliano. “Don Tonino” - come ama farsi chiamare dai fedeli - ha accolto con gioia i rappresentanti MCL (Decio Terrana componente dell’Esecutivo nazionale, Enzo Sardo presidente provinciale e Carlo Costalli - in collegamento telefonico - presidente nazionale) ed ha espresso interesse verso i programmi e le attività che il Movimento intende realizzare nel prossimo futuro in provincia di Agrigento. La prima manifestazione si terrà a Grotte, il prossimo 7 aprile, sul tema “Ora et Labora - Progetto Solidarietà”, con gli autorevoli interventi di Marco Follini (già Vicepresidente del Consiglio dei Ministri), Salvatore Cardinale (Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta), Carlo Costalli (Presidente nazionale MCL) e don Massimo Naro (docente di Teologia sistematica, Teologia trinitaria ed Escatologia). Nel corso dell’anno altre iniziative verranno organizzate, tra cui un convegno rivolto espressamente ai giovani, al quale mons. Staglianò ha assicurato la sua partecipazione, il cui tema - in corso di definizione - dovrebbe incentrarsi su “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (cfr Gv 13,34). In occasione dell’incontro, il Vescovo di Noto ha illustrato alla delegazione la manifestazione “Pop Theology - Cantando la Buona Novella”, organizzata dalla Pastorale giovanile della Diocesi: un incontro con i giovani tra parole e musica, che si terrà il 25 marzo nella Chiesa Nuova di Portopalo di Capo Passero (SR).

Carmelo Arnone
18 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

Convegno del Movimento Cristiano Lavoratori su "Ora et Labora"
Locandina

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17/03/2017

Storia. Che fine ha fatto il soldato Vizzini Angelo? Ritrovata la sua piastrina militare ad El Alamein (Egitto)

 

Ritrovata piastrina militare ad El Alamein (Egitto): che fine ha fatto il soldato Vizzini Angelo?
Piastrina militare

Sacrario Militare Italiano di El Alamein
Sacrario di
El Alamein

Ci ha scritto dalla Francia il signor Jean-Loup Gassend, un giovane medico appassionato di storia militare, in particolar modo della Seconda Guerra Mondiale. Durante una sua vacanza in Egitto, nel 2000, nel corso di una escursione ad El Alamein ha rinvenuto una piastrina militare italiana (vedi foto a lato) riportante alcuni dati: "M. 500375 VIZZINI ANGELO DI ANGELO E DI BENNICE ELISA CLASSE 1921 GROTTE (AGRIGENTO)". Dai successivi controlli, effettuati presso il Sacrario militare italiano di El Alamein, non risultano tracce del soldato Vizzini Angelo. Volendo ricostruire la storia di questo militare (di quale unità ha fatto parte, in quali battaglie ha combattuto, se è sopravvissuto, se è stato fatto prigioniero, se è caduto in combattimento, se è morto in altre circostanze), il dott. Gassend ha cercato informazioni presso l'Archivio di Stato di Agrigento, che ha risposto di avere fascicoli matricolari solo sino al 1918, e che per gli anni successivi sarebbe stato necessario contattare il Centro Documentale di Palermo. Quest'ultimo Ente, interpellato, ha risposto che per poter effettuare la ricerca sono necessari i dati anagrafici completi e che, in ogni caso, "copia del foglio matricolare relativa al nominato indicato in oggetto può essere rilasciata esclusivamente agli eredi diretti legittimi".
Dopo questo lungo iter, lo studioso francese ha scritto alla nostra redazione, che si è attivata presso gli uffici del Comune di Grotte dove, grazie alla professionalità e disponibilità della signora Francesca Ferri (Ufficiale dello Stato Civile), ha potuto recuperare alcune informazioni.
Il soldato Vizzini Angelo è nato a Grotte il 20 ottobre 1921 (allo scoppio del conflitto, nel 1939, aveva appena 18 anni).
Suo padre, anch’egli di nome Angelo, è nato a Grotte il 4 marzo 1889.
Il nome di sua madre era Binnici Elisa (non Bennice, come erroneamente riportato nella piastrina).
Il soldato aveva 4 fratelli:
1) Vizzini Antonia, nata a Grotte  il 22 novembre 1916;
2) Vizzini Cristoforo, nato a Grotte il 19 novembre 1918;
3) Vizzini Baldassare, nato a Grotte il 23 aprile 1924;
4) Vizzini Paola, nata a Grotte l’11 novembre 1926.
Tutta la famiglia si è trasferita a Palermo. Non è noto l’anno del trasferimento e non si hanno più notizie, presso l’archivio comunale di Grotte, di quella famiglia. Come nota curiosa, vi è la professione del padre del soldato: in una prima registrazione viene indicato come “zolfataio” mentre in una registrazione successiva viene definito “bidello”. Di sicuro sia il signor Vizzini Angelo (padre) che la signora Binnici Elisa avranno avuto a Grotte dei fratelli o delle sorelle, e dei successivi nipoti. Se qualcuno della famiglia si riconoscesse, e potesse fornire indicazioni sul ramo “palermitano” della famiglia Vizzini, ci contatti; ciò potrebbe essere di aiuto nella ricerca relativa alla ricostruzione della storia di questo soldato grottese.

Carmelo Arnone
17 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

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17/03/2017

Pittura. Opere di Antonio Pilato nella mostra "Cultura e Legalità" al GAMeC di Pisa; sino al 22 marzo

 

Opera di Antonio Pilato
Opera di
Antonio Pilato

È stata inaugurata sabato 11 marzo, presso gli spazi espositivi del GAMeC - CentroArteModerna di Pisa (Lungarno Mediceo, 26), la mostra “Cultura e Legalità” curata ed allestita da Massimiliano Sbrana, promossa dalla Associazione “I Cittadini” di Pisa con il patrocinio del Comune.
Cultura e legalità sono necessarie per dare una svolta al declino e aprire nuovi orizzonti a un'Italia dalle grandi tradizioni finita negli ultimi decenni in inquietanti incertezze. Cultura e legalità possono quindi invertire la rotta del declino e aprire nuovi orizzonti al futuro. Ecco perché i migliori maestri, coloro che riescono ad infondere la “Cultura” cioè gli “Artisti”, sono anche dei testimoni che con il loro esempio mostrano di condividere e praticare le idee, gli ideali, i valori che propugnano. Non può esserci, quindi, legalità senza cultura questo perché la cultura precede e prepara, in certo senso, ciò che la legalità infine convalida e sancisce.
In esposizione le opere del pittore Antonio Pilato e di altri 30 autori provenienti da tutta Italia. La mostra proseguirà fino al 22 marzo 2017 (ingresso libero). Orari: 10.00-12.30/16.30-19.00 (feriali); 17.00-19.00 (festivi, telefonare al 339.3961536); chiuso lunedi.
  
Redazione
17 marzo 2017.
  

 

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17/03/2017

Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 17 marzo

 

Passo e... Spasso!

Appuntamento settimanale del venerdi con "Passo e... spasso!", la passeggiata "della salute".

Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 17 marzo:
ore 20.00 raduno in piazza mercato (Piazza A. Magnani);
ore 20.15 partenza

Via Mattarella, Via Ingrao, Via Sturzo, Viale Matteotti, Via Leopardi, Viale della Vittoria, Via Padre Pio, Via San Desiderio, Via Santo Stefano, Via Santa Rita, Via Guido Rossa, Via Santa Venera, Via Cavour, Via A. Da Brescia, Via Maroncelli, Viale Pertini, Viale Livatino, Via D’Acquisto, Via Trinacria, Piazza R. Collura, Via Carnevale, arrivo Piazza Magnani.

Per partecipare, del tutto gratuitamente, basta calzare comode scarpe ed avere un pizzico di buona volontà. Non si tratta di una corsa ma di una vera e propria passeggiata lungo un percorso per nulla difficoltoso.
 

 

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16/03/2017

Televisione. La denuncia di Mareamico sul viadotto "Morandi"; servizio del TG1

 

La denuncia di Mareamico sul viadotto "Morandi"; servizio del TG1
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Dopo svariate denunce pubbliche sullo stato in cui versa il viadotto "Morandi", finalmente l'Anas ne ha deciso la chiusura temporanea per "consentire il più celere avvio dei lavori per gli interventi di manutenzione già programmati".
Lo scorso 10 marzo, il TG1 delle ore 20.00 trasmetteva un servizio nel quale si riportava la denuncia dell'associazione Mareamico. Con lo scopo di "accertare se il viadotto costituisca un pericolo per la pubblica incolumità", il Procuratore di Agrigento ha aperto un'inchiesta sulle condizioni del ponte che collega Agrigento con Porto Empedocle. Anche il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, esprimendo la sua forte preoccupazione, aveva invitato l'Anas a chiudere il viadotto per iniziare al più presto i lavori, che si presume dureranno circa sei mesi
.

Carmelo Arnone
16 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

 

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  Servizio sul viadotto Morandi al TG1 (Video) Visita l'argomento Servizio sul viadotto Morandi al TG1 (Video) Visita l'argomento
  
 

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16/03/2017

Aneddoti. "Tutti abbiamo un treno, vedrà che lo prendiamo"; di Innocenzo Infantino

 

Innocenzo Infantino
Innocenzo Infantino

Milano. Stazione.
Solita fila al bar per guadagnarsi un caffè prima della partenza per Varese.
Un signore dietro di me sbuffa e scalpita, mi dà delle spinte quasi impercettibili (come se questo potesse accelerare in qualche modo le operazioni), ha fretta.
Ad un tratto un tizio, situato subito dietro di lui nella fila, si accosta a sinistra e appoggia il gomito sul bancone del bar, mettendosi di fatto in posizione parallela allo scalpitante, che a quel punto immediatamente sbotta:
- "Guardi che c'ero prima io!".
Il tizio appoggiato lo guarda negli occhi, sorride benevolo, e con un elegante accento emiliano fa:
- "Che dice posso appoggiarmi?".
Rimango sorpreso per come riesce a dirlo con tono sinceramente pacifico e privo di polemica.
A quel punto il frettoloso, quasi a giustificarsi, nervosamente ribatte:
- "È che ho un treno!".
L'altro di nuovo sorride e in perfetto emiliano:
- "Tutti abbiamo un treno, vedrà che lo prendiamo", ravvivando il sorriso pacioso con un guizzo degli occhi azzurrissimi.
Il tizio nervoso a quel punto rimane ammutolito e interrompe anche le microspinte che mi stava somministrando con regolarità.
Arriva il mio turno alla cassa, mi giro di nuovo, ma non trovo più il pacifico signore appoggiato.
Chissà dove era finito...
Ci ripensavo ora, tornando a casa.
Mi piace pensare che fosse già da qualche altra parte con il suo tono elegante e i suoi occhi di cielo a mettere pace nel cuore di qualche altro viandante troppo preso dalla sua corsa quotidiana
.

Innocenzo Infantino
16 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

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16/03/2017

Attività. Il Conad di Grotte riapre e festeggia il 30° anniversario con sorprese e regali; giovedi 16 marzo

 

Il Conad di Grotte riapre e festeggia il 30° anniversario con sorprese e regali
Locandina

Informazione commerciale.

La Direzione del Supermercato "Infantino & C. S.n.c." affiliato Conad (Viale Matteotti, 98 - Grotte) comunica il seguente avviso:
"
Conad festeggia il 30° anniversario 1987-2017. Grazie a chi in questi 30 anni ha scelto la nostra qualità.
Un nuovo look, la qualità di sempre. Il 16 marzo vieni a fare la spesa in un supermercato rinnovato.
Dalle 10.30 degustazione delle sfinci di San Giuseppe. Per te una petunia in omaggio.
Le sorprese non finiscono qui. Nel corso dell'anno, tante iniziative speciali per festeggiare insieme a voi!"
.
 

30° anniversario
Staff Conad

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14/03/2017

Volontariato. Domenica 19 marzo, donazione di sangue presso la sede Adas di Grotte

 

ADAS (Associazione Donatori Autonoma Sangue)

Verrà effettuata domenica 19 marzo, dalle ore 08.15 alle ore 12.15 a Grotte, presso la sede Adas di Via Francesco Ingrao n° 92-94, la raccolta di sangue che, con cadenza mensile, coinvolge i donatori grottesi. L'autoemoteca sosterà nel piazzale interno della struttura. I donatori dovranno essere a digiuno e dovranno portare il tesserino Adas, un documento di riconoscimento e le ultime analisi; ciò consentirà al personale medico, nel massimo rispetto della privacy, di valutarne lo stato di salute e consentire di effettuare la donazione con più tranquillità. Donare il sangue è un atto di generosità, gratuito e disinteressato; un gesto d'amore che gratifica chi lo compie e salva la vita a chi lo riceve.

Donazione di sangue
Grotte - Via Francesco Ingrao n° 92-94
Domenica 19 marzo - ore 08.15/12.15
 

 

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13/03/2017

Iniziative. Convegno del Movimento Cristiano Lavoratori su "Ora et Labora", venerdi 7 aprile a Grotte

 

Convegno del Movimento Cristiano Lavoratori su "Ora et Labora"
Locandina

Si terrà venerdi 7 aprile, a partire dalle ore 17.30, nella Sala consiliare del Comune di Grotte, un convegno sul tema "Ora et Labora - Progetto solidarietà". La manifestazione è organizzata dal Movimento Cristiano Lavoratori, con il patrocinio del Comune di Grotte.
Il programma del convegno è il seguente:
Saluti
- Paolo Fantauzzo (Sindaco di Grotte)
- Rosellina Marchetta (Presidente del Consiglio comunale)
- Enzo Sardo (Presidente Provinciale MCL)
- Decio Terrana (
Componente dell'Esecutivo Nazionale MCL)
Interventi
-
Marco Follini: "Come distribuire la ricchezza ed il potere in uno Stato sociale"
- Salvatore Cardinale: "Riflessi giuridici della crisi economica; interdipendenza tra i due fenomeni"
- Carlo Costalli: "Il MCL a difesa dei lavoratori in uno Stato sociale e solidale".
Gli interventi saranno coordinato da don Massimo Naro.

Marco Follini è un politico e giornalista italiano. È stato esponente di spicco della DC, dell'UDC e del Partito Democratico. Dal 2 dicembre del 2004 al 15 aprile 2005 ha ricoperto la carica di Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel secondo governo Berlusconi. Nel 2013 ha lasciato la politica attiva. Dal 2014 è presidente dell'Associazione Produttori Televisivi.
Studioso colto e raffinato delle politiche attinenti l’impegno dei cattolici in politica, affronterà il tema “Come ridistribuzione la ricchezza e il potere in uno Stato sociale”, alla luce della Enciclica “Caritas in Veritate”, emanata nel giugno del 2009 dal Papa Benedetto XVI. Creare ricchezza sicuramente è compito degli imprenditori anche se devono essere aiutati e confortati da norme economiche e giuridiche che rendono il lavoro strumento di crescita civile a tutela delle famiglie. Ma sicuramente è compito dello Stato ridistribuire la ricchezza prodotta senza trascurare i più deboli ed i meno fortunati. Sicuramente, quello di Follini sarà un intervento molto delicato sia sotto il profilo culturale, sia sotto il profilo economico che sicuramente impegnerà, in un prossimo futuro, i cattolici che vogliono impegnarsi in politica, con garbo e con elevato senso di responsabilità. La presenza di una prestigiosa personalità come quella di Marco Follini, nella città di Grotte, sta creando tanta attesa non solo tra quelli che si definiscono cattolici praticanti ma anche nei semplici cittadini.
Salvatore Cardinale,
Presidente della Corte d'Appello di Caltanissetta (dal 21/07/2011). Magistrato eccellente ed integerrimo, ha iniziato la sua carriera nel 1971. Dal 1973 al 1993 ha svolto le funzioni di sostituto procuratore della Repubblica prima presso il Tribunale di Agrigento e poi in quello di Caltanissetta. Dal 1993 al 2001ha svolto le funzioni di presidente di sezione presso il tribunale di Agrigento. Dal 2001 al 2006 procuratore della Repubblica di Enna. Dal 2006 al 2011 ha svolto le funzioni di presidente di sezione della Corte di Appello di Caltanissetta e dal 2011 ha svolto la funzione di Presidente della stessa Corte. Il dott. Cardinale affronterà una tematica complessa dal titolo “Riflessi giuridici della crisi economica - interdipendenza tra i due fenomeni”. Sicuramente la democrazia regge sul rispetto delle regole, ma le difficoltà economiche spesso creano povertà e miseria ed in questo caso rispettare le regole diventa difficile quasi impossibile. Per tali motivi crediamo che al Presidente Cardinale sia stato affidato un compito delicatissimo le cui soluzione positive potranno diventare progetti di legge in un prossimo futuro.
Carlo Costalli è un politico italiano, Senatore della Repubblica nella XI Legislatura (
dal 23 aprile 1992 al 14 aprile 1994) per la Democrazia Cristiana. Dal 2001 è Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori.
Del movimento, allora voluto dal Papa Paolo VI, è stato uno dei fondatori nell’anno 1972. Da decenni riesce ad affrontare, con grande senso di responsabilità, le tematiche sociali ed economiche che hanno interessato l’Italia. Da sempre si è interessato delle politiche del lavoro nel mezzogiorno d’Italia. A Bari il movimento organizza, annualmente, grandi dibattiti sulle politiche occupazionali e sulle future strategie da adottare per stimolare lo sviluppo economico ed occupazionale. Difensore accanito dei principi espressi dalla Dottrina Sociale della Chiesa mantiene rapporti costanti con il Vaticano. Per tali motivi nel gennaio del 2016 il Movimento è stato ricevuto in Vaticano da Papa Francesco che allora ebbe a dire che il Movimento affronta da sempre, con grande delicatezza, le politiche che interessano il lavoro e la famiglia. Per questa sua grande preparazione e sensibilità Costalli, giorno 7 aprile, affronterà l’argomento: “L’MCL a difesa dei lavoratori in uno stato sociale e solidale”
Don Massimo Naro, dal 1995 presbitero della diocesi di Caltanissetta, è direttore del Centro Studi sulla Cooperazione “A. Cammarata” di San Cataldo dal 2004. Ha diretto la Scuola di formazione socio-politica della diocesi di Caltanissetta dal 1996 al 1998; nello stesso periodo è stato anche vice-rettore del Seminario Diocesano. Dal 2003 al 2009 è stato rettore del Seminario Diocesano di Caltanissetta. Dal 1998 al 2010 ha insegnato Teologia sistematica nella Facoltà di Scienze della Formazione della LUMSA a Caltanissetta. Dal 1998 insegna Teologia sistematica presso la Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo; insegna inoltre Teologia trinitaria e Escatologia presso l’Istituto Teologico-Pastorale “Guttadauro” di Caltanissetta. Collabora con diverse riviste teologiche ed è autore di numerose pubblicazioni.

  
Redazione
13 marzo 2017.
  

 

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13/03/2017

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della Settimana

 

Chiese di Grotte

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti.
Per agevolarne la consultazione, gli avvisi settimanali sono pubblicati anche nella pagina Chiesa.

Lunedi 13
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 17.00, a san Rocco, prove di canto;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 19.00, a san Francesco, riunione dei catechisti della Cresima (in preparazione al ritiro dei cresimandi);
- ore 19.30, in chiesa Madre, incontro di preghiera animato dal Rinnovamento nello Spirito;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione delle mamme dei bambini di Prima Confessione (di tutte le parrocchie);
- ore 20.00, a san Rocco, catechesi a cura del gruppo famiglia.

Martedi 14
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 15
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 19.30, in chiesa Madre, catechesi a cura di padre Giovanni;

Giovedi 16
marzo - Triduo in onore di san Giuseppe
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santo Rosario e santa Messa (triduo di san Giuseppe, animato dal gruppo liturgico della chiesa Madonna del Carmelo);
- ore 17.30, a san Rocco, santa Messa, santo Rosario e preghiere a santa Rita.

Venerdi 17
marzo - Triduo in onore di san Giuseppe
Giorno di astinenza dalle carni
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Via Crucis;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa e Via Crucis;
- ore 09.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santo Rosario e santa Messa (triduo di san Giuseppe, animato dal gruppo liturgico della chiesa san Rocco);
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori che hanno battezzato quest'anno e di quelli che devono battezzare;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione delle giovani coppie di sposi.

Sabato 18
marzo - Triduo in onore di san Giuseppe
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santo Rosario e santa Messa prefestiva (triduo di san Giuseppe, animato dal gruppo liturgico della chiesa Madre);
- in chiesa Madre non ci sarà la santa Messa prefestiva.

Domenica 19
marzo
- ore 08.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 10.00, nella chiesa san Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 18.45, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 19.00, nei locali dell'oratorio (ex Ancelle Riparatrici), riunione dei genitori del 1° anno di iniziazione cristiana.

AVVISI

Tutti i giorni, eccetto i prefestivi ed i festivi, nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 06.00 vengono recitate le lodi mattutine animate del Cammino Neocatecumenale; chi vuole può unirsi alla preghiera.

In tutti i venerdi di quaresima, astinenza dalle carni.

Orari delle Sante Messe in vigore dal 30/10/2016:

   Feriali:
   ore 08.45, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madre

   Prefestivi:
   ore 18.30, chiesa Madre
   ore 20.15, chiesa San Francesco (animata dalle comunità neocatecumenali)

   Festivi:
   ore 08.00, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 10.00, chiesa San Rocco
   ore 11.00, chiesa Madre
   ore 11.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 18.45, chiesa Madre
 

 

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12/03/2017

Comune. Tagli della Regione per rimborso abbonamenti ed ex articolisti; risposta dell'Amministrazione

 

Rimborso abbonamenti agli studenti pendolari.

In merito al ritardo nel pagamento del rimborso degli abbonamenti agli studenti pendolari, la risposta ufficiale dell'Amministrazione, a firma del sindaco Paolino Fantauzzo e dell'assessore Diego Aquilina, alle lettere di Giovanni Volpe del 22 febbraio e dell'8 marzo ed all'articolo del 6 marzo.

*****

"Egregio Direttore,
innanzi tutto, vogliamo scusarci con Lei, con Giovanni Volpe, entrambi autori degli articoli apparsi ultimamente su Codesto prestigioso giornale, e con le famiglie degli studenti pendolari aventi diritto al rimborso dell'abbonamento per il trasporto extraurbano, per il ritardo con cui cercheremo di dare delle risposte esaustive e, speriamo, condivisibili.

Preliminarmente, ci preme evidenziare che chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica è tenuto a rispondere ai quesiti posti, specie se interessanti la collettività, ancor prima che per atto di cortesia, per un preciso dovere civico ed istituzionale, in scrupoloso ossequio ai diritti di ogni concittadino.
Dovrebbe essere oramai noto il fatto che questa Amministrazione non si è mai sottratta al confronto, anche a mezzo di Grotte.info, figurarsi negare il dovuto riscontro ad una persona garbata come Giovanni Volpe.
Il ritardo scaturisce dalle incombenze amministrative che ogni giorno ci impegnano.
Ad onor del vero, ci eravamo prefissati di rispondere subito dopo la nota del 22 febbraio u.s. ma, abbiamo pensato (sbagliando) che i cittadini interessati avrebbero potuto ottenere ogni chiarimento presso gli uffici comunali competenti.
Ad ogni buon fine, ciò premesso entriamo subito nel merito della questione.

Evitiamo di riportare analaticamente i numeri scritti nei vari bilanci comunali a decorrere dal 2013, anno in cui si è insediata quest'amministrazione, per non tediare i gentili lettori, cionondimeno non possiamo prescindere dal far cenno ad alcuni dati essenziali siccome d'ausilio ad un'adeguata intelligenza dei fatti.
Fino all'anno 2012 il contributo finalizzato al rimborso degli abbonamenti de quibus veniva trasferito dalla Regione al Comune con destinazione vincolata in quanto erogato in ragione del fabbisogno all'uopo comunicato.
Con l'avvento della l. r. n. 5/2014, art. 6 e s.m.i., le risorse di parte corrente vengono assegnate ai Comuni dalla Regione in un fondo unico, senza vincolo di destinazione (il cosiddetto unico calderone).
Viene lecito domandarsi: ma che cosa c'entra questo discorso?
Effettivamente, se il trasferimento regionale fosse rimasto sempre della stessa entità il risultato non sarebbe mutato.

Purtroppo, già per l'anno scolastico 2013/2014, a fronte di un fabbisogno di € 115.000,00 circa, la Regione assegna al Comune di Grotte, per gli abbonamenti di che trattasi, la somma di € 90.550,00 circa, dunque € 24.450,00 in meno.
La situazione è andata man mano peggiorando, infatti, nelle risorse di parte corrente (oramai fondo unico) assegnate dalla Regione al Comune, tra gli anni 2014 e 2015, vi è stata una differenza in meno di circa € 40.000,00.

Inoltre, vi è stata una riduzione per il pagamento dei lavoratori a contratto (cosiddetti articolisti) di circa € 70.000,00.
Per non parlare del fondo di solidarietà che lo Stato ha decurtato di circa € 140.000,00 significando che, in base ai dati catastali, il Comune li avrebbe avuti compensati dall''introito dell'I.M.U. agricola, previsione che non si è affatto verificata.

La sommatoria di tutte le minori entrate hanno costretto l'Amministrazione a ridurre gli stanziamenti di bilancio nelle varie voci di spesa, tra queste anche il rimborso degli abbonamenti. Andiamo al ritardo.
La Regione, in maniera tardiva, comunica gli importi che deve al Comune e, in maniera ancora più tardiva, emette i relativi mandati di pagamento, costringendo, spesso, il Comune a ricorrere all'anticipazione di cassa (equivale al prestito) presso la tesoreria comunale (banca), corrispondendo gli interessi per legge, per far fronte a pagamenti che hanno carattere d'urgenza.

Puruttavia è doveroso ammettere che qualche ritardo si è verificato nell'espletamento degli atti propedeutici alla formalizzazione dei pagamenti di che trattasi.

In ordine "ai diritti acquisiti e che non sono merce di scambio e quindi non sono trattabili"è opportuno ribadire che, per quanto sopra specificato, purtroppo, oramai, possiamo parlare solo di contributi che la regione eroga e non di effettivi rimborsi.

Lo stesso dicasi per la tormentata vicenda dei dipendenti del Comune ex articolisti (per citare qualche esempio) per i quali la Regione ogni anno destina risorse sempre più esigue con l'inevitabile compromissione degli altrettanto fondamentali ed inviolabili diritti dei lavoratori.
Ciò pone il Comune in seria difficoltà stante che, per la stabilizzazione di qualche contrattista, si vede costretto a ridurre le ore di lavoro e, per l'effetto, lo stipendio, peraltro già modesto.

A fronte della grave carenza di risorse finanziarie regionali, i diritti, ammesso che siano acquisiti, ne escono fortemente affievoliti.

Tralaltro, carissimo Giovanni, ci permettiamo di darti del tu, "il diritto allo studio" lo dobbiamo garantire a tutti!
Questo significa che le scarse risorse di cui il Comune dispone, devono essere ripartite per i vari servizi che vengono sin qui assicurati, magari ridimensionandone gli impieghi ma senza eliminarne alcuno.
Sul diritto allo studio, appare superfluo ricordarlo, questo Comune investe risorse finanziarie anche per far fronte alle spese derivanti dal mantenimento di tutti i plessi scolastici, garantendo riscaldamento, luce, acqua, refezione scolastica, sussidi didattici, buoni libro, scuolabus ecc...
Con questo non intendiamo assolutamente reclamare alcun merito ma desideriamo semplicemente rendere edotta la cittadinanza delle difficoltà economiche con cui l'ente deve misurarsi per assicurare quotidianamente tutti i servizi e stiamo parlando solo di quelli afferenti il "diritto allo studio".

Affrontiamo, infine, la questione del rimborso degli abbonamenti per l'anno scolastico 2015/2016.
Premettiamo, in relazione al ritardo, che questo Comune deve ancora ricevere dalla Regione l'ultima trimestralità dell'anno 2016.
Ma il ritardo non scaturisce da questa sola motivazione.
Infatti, l'altro importante motivo per cui non abbiamo ancora provveduto al pagamento è il seguente. Sempre la Regione Siciliana – Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale, con propria circolare n. 8 del 14 marzo 2016, in virtù del Decreto Interministeriale (MIUR-MEF) n. 184/14, ha emesso un "bando" per l'assegnazione di un contributo alle famiglie degli alunni, anche con disabilità, delle scuole di primo e secondo grado, che versano in condizioni di maggiore svantaggio economico, per il trasporto urbano ed extraurbano proprio per l'anno scolastico 2015/2016.
Il Comune ha già posto in essere tutto quanto di propria competenza ed al bando hanno partecipato circa cinquanta famiglie.
Per potere beneficiare del contributo, tra le altre condizioni poste vi è anche quella di non aver ricevuto altri contributi dalla P.A..
Pertanto, procederemo al rimborso degli abbonamenti per l'anno scolastico 2015/2016 non appena avremo la certezza che i partecipanti al suddetto bando avranno ottenuto ed accettato il contributo. Occorre avere cognizione dell'avvenuta accettazione in quanto, non essendo nota ad oggi l'entità del contributo regionale, ove inferiore a quello comunale, le famiglie beneficiarie opteranno sicuramente per quest'ultimo che in ogni caso non sarà inferiore a quello in corso di pagamento.
Nell'auspicata ipotesi opposta, invece, i beneficiari, ovviamente, accetteranno il contributo regionale e, conseguentemente, il Comune ne ricaverà una sostanziosa economia che andrà ad incrementare l'entità dell'importo da destinare a ciascuno dei restanti aventi diritto.

Nella speranza di essere stati abbastanza chiari ed esaustivi, rimaniamo a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti.

Cordialmente.

Paolino Fantauzzo – Sindaco

Diego Aquilina – Assessore al Bilancio, Programmazione e Risorse finanziarie
 

 

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11/03/2017

Chiesa. Convegno diocesano del Rinnovamento nello Spirito Santo; domenica 12 marzo a Favara

 

Convegno Diocesano del Rinnovamento nello Spirito Santo
Locandina

Domenica 12 marzo, a partire dalle ore 10.00 presso il Palasport “A. Giglia” in Contrada Pioppo a Favara, si svolgerà il Convegno diocesano dei gruppi e comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. Tema del convegno è "Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!" (Cfr Sal 133).
Il programma del convegno prevede:
- ore 10,00, canti e accoglienza;
- presentazione della giornata (coordinatore diocesano);
- mistagogia introduttiva (Gruppo "Figlia di Sion" - Sciacca);
- preghiera comunitaria carismatica (comitato diocesano);
- proiezione video;
- accogliamo i nostri anziani (membri di comitato e coordinatori diocesani);
- ore 13,00, pausa pranzo (pranzo a sacco);
- ore 15,00, momento di festa (corale diocesana);
- accogliamo i nostri Sacerdoti;
- testimonianze;
- roveto ardente: adorazione con animazione carismatica e preghiera di guarigione e consolazione;
- presentazione dei nuovi effusionati;
- testimonianze;
- pausa;
- ore 18,30, Celebrazione Eucaristica (presieduta da mons. Melchiorre Vutera - Vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento);
- ore 19,30, congedo
.
  
Redazione
11 marzo 2017.
  

 

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10/03/2017

Iniziative. Passerà da Grotte la "Magna Via Francigena"; presentato il progetto alla Curia di Agrigento

 

Magna Via Francigena
Abbeveratoio

Grotte sarà una delle tappe principali della “Magna Via Francigena” che, partendo da Palermo, condurrà i pellegrini sugli antichi sentieri verso Agrigento. Delle 9 tappe di cui si compone l'itinerario, Grotte sarà il termine della 7^ (Sutera - Milena - Grotte) e l'inizio della 8^ (Grotte - Comitini - Aragona).
La conferenza stampa di presentazione del progetto “Magna Via Francigena”, che vede come capofila il Comune di Castronovo di Sicilia e si avvale del paternariato diffuso di 13 Comuni, si è tenuta martedi 7 marzo presso la Curia arcivescovile di Agrigento. Tra i promotori, la Diocesi di Agrigento e l’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”, con il sostegno del Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e de Turismo) e dell’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia.
Solo il procedere a passo lento permette di scoprire la vera bellezza - ha affermato il Cardinale Francesco Montenegro -. Il pellegrino infatti possiede uno sguardo diverso, 'in più', che tanti turisti non hanno: possiede il il cielo”.
La Magna Via Francigena permetteva, in origine, il collegamento dei porti principali con i centri di maggior grandezza: Palermo, prossima Capitale della Cultura per il 2018, come riferimento per la Spagna catalana e aragonese e per l’Italia continentale. Mazara del Vallo e Agrigento per l’Africa Settentrionale, Messina per quella centrale, l’Oriente e la Terra Santa.
Fonti storiche e archeologiche hanno ricostruito negli anni una rete viaria che percorre tutta la Sicilia in età bizantina, islamica e alto medievale. Si tratta di uno delle più importanti tasselli della ricostruzione delle viae francigenae, frutto di un lavoro di riscoperta basato su documenti e tracce archeologiche emersi nel tempo e divenuti oggetto di studio  da parte del mondo accademico.
L’itinerario prescelto per il progetto percorre il tragitto Palermo-Agrigento, attraversando l’isola nella sua parte occidentale, toccando l’interno. Le tappe sono state descritte durante la conferenza stampa: dirette a camminatori e pellegrini, sono nove per quasi 160 km di sentieri trazzerali o strade provinciali poco trafficate, per una media di 20-25 km per ognuna. 14 è invece il numero delle amministrazioni comunali che vantano già un percorso strutturato di accoglienza e di servizi dedicati a chi sceglie la Magna Via Francigena.
Nel mese di giugno si terrà un primo cammino inaugurale della Magna Via Francigena, anticipato da diverse “anteprime” promosse da guide ambientali escursionistiche che porteranno in giro camminatori ed appassionati.
Davide Comunale, dell’associazione Cammini Francigeni di Sicilia, ha spiegato: “Il percorso tocca tutta una serie di piccoli centri dove fino a qualche anno fa sarebbe stato difficile pensare di portare qualcuno a camminare. È un percorso che cerca di ritrovare un po' le origini della nostra storia normanna e il nostro rapporto tra le componenti arabe e musulmane. Chi arrivando dall'estero o dal nord Italia si è ritrovato a camminare nel nostro percorso si è stupito nell'incontrare dei paesaggi che erano fuori dalle loro aspettative. I cammini francigeni sono cammini di resistenza, la resistenza della gente che vuole far conoscere il meglio del proprio territorio e investe energie perché ci crede”.
Agrigento, Caltanissetta e Palermo sono le provincie interessate mentre sono tredici i Comuni attrezzati per un percorso strutturato di accoglienza e di servizi dedicati a chi sceglie di incamminarsi lungo la Magna Via Francigena: al Comune capofila del progetto, Castronovo di Sicilia (Pa), si sono associati Agrigento, Cammarata (Ag), Comitini (Ag), Grotte (Ag), Joppolo Giancaxio (Ag), San Giovanni Gemini (Ag), Racalmuto (Ag), Campofranco (Cl), Sutera (Cl), Milena (Cl), Prizzi (Pa), Santa Cristina Gela (Pa). Centinaia i punti di interesse e i siti archeologici disseminati tra colline, alture e distese dell’entroterra, candidati ad essere patrimonio dell’umanità. La rete della “Magna Via Francigena” permette di scegliere tra l’accoglienza “pellegrina", organizzata da parrocchie o associazioni sensibili ai temi del cammino che spesso mettono a disposizione i propri spazi con una semplice offerta libera, di pernottare nelle case dei “paesi albergo”, dove i privati aprono le porte delle proprie abitazioni con un prezzo calmierato e con un calore che raramente si riesce a trovare altrove, di usufruire degli ostelli della gioventù o dei classici bed and breakfast. Lungo il percorso anche agriturismi e hotel, per chi non vuole rinunciare ai servizi e alle comodità senza per questo sentirsi meno vicini allo spirito del Cammino.
Ai camminanti che presentano la “Credenziale del viandante” timbrata viene concesso il Testimonium, quel documento che, proprio come la "Compostela" per il Cammino di Santiago, certifica l'avvenuto pellegrinaggio a Roma devotionis causa. Nella tradizione storica questa pergamena era importantissima perché il pellegrino, tornato a casa dal Cammino, poteva dimostrare alle autorità ecclesiali, che avevano rilasciato la credenziale, che il pellegrinaggio era compiuto e il voto sciolto.
Don Giuseppe Pontillo, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Agrigento, ha spiegato che: “I pellegrini che avranno compiuto almeno 100 km dei Cammini Francigeni di Sicilia potranno accedere al Testimonium dedicato alla Madonna Odigitria, la Madonna del buon cammino, realizzato lavorando all’immagine di un’icona portata in Italia dagli albanesi.
  
Redazione
10 marzo 2017.
  

 

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10/03/2017

Attività. Al Conad di Grotte tre giorni di chiusura per ristrutturazione dei locali, dal 13 al 15 marzo

 

Conad di Grotte
Conad Grotte

Informazione commerciale.

La Direzione del Supermercato "Infantino & C. S.n.c." affiliato Conad (Viale Matteotti, 98 - Grotte) comunica il seguente avviso:
"
Al fine di poter sempre offrire un servizio completo, di qualità e professionalità che negli anni ci ha sempre contraddistinto
informiamo la nostra clientela che nei giorni 13 - 14 - 15 marzo il supermercato resterà chiuso per ristrutturazione.
Certi di poter fare cosa gradita, vi aspettiamo giovedi 16 con tantissime novità"
.
 

 

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10/03/2017

Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 10 marzo

 

Passo e... Spasso!

Appuntamento settimanale del venerdi con "Passo e... spasso!", la passeggiata "della salute".

Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 10 marzo:
ore 20.00 raduno in piazza mercato (Piazza A. Magnani);
ore 20.15 partenza

Via Carnevale, Via Picone, Via Machiavelli, Via Confine, Via Brodolini, Via Moro, Via Terranova, Viale Livatino, Via del Gesù, Viale Pertini, Via Maroncelli, Via Pellico, Via Gioia, Via Lincoln, Via Cavour, Via Sant’Agostino, Via Duca d’Aosta, Via Alfieri, Via G. Da Procida, Via Arno, Via Bruto, Via Volta, arrivo Piazza Magnani.

Per partecipare, del tutto gratuitamente, basta calzare comode scarpe ed avere un pizzico di buona volontà. Non si tratta di una corsa ma di una vera e propria passeggiata lungo un percorso per nulla difficoltoso.
 

 

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09/03/2017

Fotografia. Franco Carlisi alla mostra collettiva "Feeling Home"; nella "Fabbrica del Vapore" di Milano

 

Franco Carlisi alla mostra collettiva "Feeling Home"
Locandina

Sarà inaugurata oggi, alle ore 18.30, presso la Fabbrica del Vapore (Locale Ex Cisterne) di Milano, la mostra collettiva di fotografia "Feeling Home - Sentirsi a casa". Franco Carlisi è uno degli otto artisti le cui opere sono state selezionate per la partecipazione all'esclusiva manifestazione.
L'esposizione, organizzata da GT Art Photo Agency, a cura di Giusy Tigano, si compone del lavoro di otto artisti sul senso di "casa" declinato secondo la propria sensibilità e la personale visione del mondo e di se stessi. Nel salone espositivo trovano spazio otto "isole": otto installazioni tridimensionali che accolgono le fotografie degli autori attraverso le quali i visitatori possono costruire il proprio percorso tra citazioni bibliografiche, estratti letterari e introduzioni agli artisti firmate da critici d'arte.
"Feeling Home", riflettendo sul senso di "casa" nella vita di ogni uomo, non vuole ignorare la tragedia del terremoto che ha recentemente colpito il Centro Italia e si propone di promuovere l’Associazione 10Agosto impegnata nel soccorso e nel sostegno della comunità di Amatrice. Parte del ricavato della vendita delle fotografie verrà infatti devoluto per la realizzazione di uno spazio giochi per bambini che vuole diventare un punto di aggregazione per i piccoli ospiti che provengono da tutte le frazioni della città ferita dal sisma. All'esposizione è legato infine il Concorso fotografico "Sentirsi a casa" attraverso il quale chiunque potrà inviare una fotografia per esprimere la propria interpretazione del titolo. Una giuria di fotografi professionisti valuterà i lavori, scegliendo i più significativi, che verranno esposti all'interno della mostra stessa, e il primo fotografo classificato si aggiudicherà un premio fotografico d’Autore.
La mostra, ad ingresso gratuito, potrà essere visitata sino al 30 marzo, da lunedi a venerdi (dalle 15.30 alle 19.00), sabato e domenica (dalle 10.00 alle 19.00).
  
Redazione
9 marzo 2017.
  

 

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09/03/2017

Spettacolo. Concerto di Salgueiro per l'8 Marzo al Mandorlo in Fiore, presentato da Angelo Palermo

 

Concerto di Salgueiro per l'8 Marzo al Mandorlo in Fiore
Palermo e Salgueiro

Angelo Palermo
Angelo Palermo

É stato presentato da Angelo Palermo il concerto tenuto ieri sera, al Teatro Pirandello di Agrigento, dalla cantante Teresa Salgueiro. La manifestazione è stata organizzata, nell'ambito della 72^ edizione della Festa del Mandorlo in Fiore, in occasione dell'8 Marzo - Festa della Donna. Ad introdurre la cantante portoghese è stata chiamata la scrittrice Simonetta Agnello Hornby che ha trattato il tema: "Le donne e le eredità culturali. La conservazione e la trasmissione dei patrimoni orali e immateriali".
Due artiste siciliane, le cantanti Chiara Minaldi e Roberta Scacciaferro, hanno fatto da "opening" alla star della serata Teresa Salgueiro, ed insieme hanno dato vita ad uno spettacolo nel quale le voci della Sicilia si sono unite a quelle di Lisbona per innalzare un canto alla vita ed all'amore.
"Per conoscere un popolo, occorre ascoltare la sua musica - ha dichiarato Angelo Palermo - ed ho avuto la grande opportunità di presentare un importante evento del Mandorlo in Fiore, uno degli eventi di punta dove si è dato spazio oltre alla musica a tematiche legate alle donne vista la giornata internazionale della donna. Uno spettacolo molto impegnativo, visto l'alto livello, ma stupendo".

Carmelo Arnone
9 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

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09/03/2017

Solidarietà. Consegnati 185 assegni alla Caritas, da Conad Sicilia e dalla Compagnia di Babbo Natale Onlus

 

Consegnati 185 assegni alla Caritas
Solidarietà

Ammonta a 18.500 euro la cifra che Conad Sicilia insieme alla Compagnia di Babbo Natale Onlus ha devoluto alla Caritas Sicilia, al termine della campagna di solidarietà lanciata durante le ultime festività. Fino al 24 dicembre 2016, infatti, in tutti i punti vendita Conad della Sicilia era possibile acquistare dei biglietti di auguri solidali. Per ogni confezione venduta, veniva devoluta la somma di 1.50 euro in favore dei bambini più bisognosi. Ieri pomeriggio, mercoledi 8 marzo 2017, presso la Sala dell’Istituto Granata di Agrigento - Fondazione Mondoaltro, il direttore generale di Conad Sicilia, Natale Lia insieme ad Antonello Bracalello, delegato della Compagnia di Babbo Natale Onlus, hanno consegnato al Cardinale Francesco Montenegro, presidente Caritas Italiana e arcivescovo Metropolita di Agrigento, 185 assegni da 100 euro, da distribuire alle Caritas territoriali della regione. All’evento, presenti anche don Enzo Cosentino, delegato regionale Sicilia Caritas Italiana, il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, l’assessore alle Politiche sociali, Gerlando Riolo, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Fabio Sava, il comandante provinciale dei Carabinieri Mario Mettifogo e Giuseppe Felice Peritore, vice questore vicario della Questura di Agrigento.
Questa iniziativa dimostra il grande valore etico e il legame con il territorio della nostra cooperativa e dei suoi soci imprenditori - ha detto il direttore generale Natale Lia -. Vogliamo essere vicini alle persone e alle esigenze della comunità in cui operiamo, con progetti concreti che aiutino chi è meno fortunato. Ringraziamo, soprattutto, i nostri clienti per la sensibilità dimostrata”.
La scelta dei destinatari degli assegni è avvenuta tramite le segnalazioni delle Caritas locali, che hanno preso in considerazione le famiglie disagiate in cui sono presenti bambini.
Siamo una Onlus impegnata da anni in attività a sostegno di quell'infanzia sfortunata che non riesce a vivere con quel meraviglioso sorriso che ogni bambino ha il diritto di avere - afferma Antonello Bracalello -, ed i risultati ottenuti dimostrano che insieme è possibile attivare un circolo virtuoso per il territorio”.
Il mio è un pensiero di gratitudine - ha commentato il cardinale Francesco Montenegro, presidente della Caritas Italiana -. Una realtà come Conad che guarda a chi purtroppo non ha, è un segnale molto positivo che si dovrebbe anche copiare. Guardare giù dà fastidio e noi tentiamo sempre di camminare a testa alta, ma lungo la strada troviamo sempre tanti feriti che non ce la fanno a camminare. Conad ci dice che ognuno di noi può aiutare chi ci sta intorno”.
Gli assegni sono stati così ripartiti:
- 2 assegni alla Caritas Diocesana di Piana degli Albanesi;
- 8 assegni (per ciascuna Caritas) alle Caritas Diocesane di Acireale, Caltagirone, Caltanissetta, Cefalù, Monreale, Nicosia, Patti e Piazza Armerina;
- 9 assegni (per ciascuna Caritas) alle Caritas Diocesane di Mazara Del Vallo, Ragusa e Trapani;
- 10 assegni (per ciascuna Caritas) alle Caritas Diocesane di Noto e Siracusa;
- 18 assegni (per ciascuna Caritas) alle Caritas Diocesane di Agrigento, Catania, Messina e Palermo.
  
Redazione
9 marzo 2017.
  

 

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08/03/2017

Diritti. "Rimborso degli abbonamenti: domandare è lecito, rispondere sarebbe cortesia"; di Giovanni Volpe

 

Rimborso abbonamenti agli studenti pendolari.

Come recita un vecchio adagio, domandare, anche se a mezzo stampa, è lecito e rispondere, sempre a mezzo stampa, è cortesia.
A proposito del diritto allo studio, perché di questo stiamo parlando, un ritardo di due anni nel rimborso degli abbonamenti e decurtazione dello stesso di quasi il 50% meriterebbero forse la cortesia di una risposta, non foss'altro perché a essere coinvolti nella vicenda sono sì le famiglie, ma soprattutto quei giovani di cui troppo spesso la politica oramai sa solo riempirsi inutilmente la bocca.
Avevo indirizzato il mio precedente intervento al Sindaco, alla Giunta, alla Presidenza del Consiglio e ai Consiglieri comunali tutti, possibile che nessuno - dico nessuno - abbia sentito il dovere/cortesia di rispondere a un cittadino che poneva dei quesiti di interesse collettivo la cui legittimità mi appariva e mi appare più che legittima?
Possibile che a nessun Consigliere, nel perdurare del silenzio degli Amministratori, sia venuto in mente di "interrogare" il Sindaco su questo argomento costringendolo a rispondere in Consiglio?
Reitero dunque le domande non riferendole più a un vago "si vocifera" ma a delle certezze:
1) perché si sono pagati i rimborsi abbonamenti per l'anno 2014/15 solo al 52% della cifra effettivamente spesa dalle famiglie degli studenti?
2) da dove - circolare, legge - la Giunta ha evinto tale percentuale considerato che gli studenti anticipano la somma su domanda predisposta dal Comune e sottoscritta per il rimborso che dovrebbe dar luogo a distanza di due anni a un diritto acquisito?
Domandare è lecito, reiterare le domande anche, rispondere sarebbe cortesia.
Per il momento almeno.

Giovanni Volpe

8 marzo 2017
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08/03/2017

Politica. "Sono disposto a ricandidarmi"; Paolino Fantauzzo ai microfoni di Nicola Giangreco

 

Paolino Fantauzzo ai microfoni di Nicola Giangreco
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Ospite del programma televisivo "A tu per tu" condotto da Nicola Giangreco, sull'emittente televisiva Studio 98 (canale 95 del digitale terrestre), il sindaco di Grotte Paolino Fantauzzo, al termine della trasmissione, rispondendo ad una precisa domanda del giornalista sulla sua possibile ricandidatura alla guida dell'Amministrazione Comunale, non ha avuto dubbi: "Io sono disposto a ricandidarmi, se gli amici che mi hanno sostenuto vorranno continuare a sostenermi, o con altri movimenti, altri gruppi. Sono disposto a continuare questa esperienza anche perché è un'esperienza che mi ha gratificato. Credo di avere fatto bene il Sindaco, poi saranno i cittadini a dirlo, se sono stato bravo o non bravo, con il loro voto. Ma io ho ancora intenzione di spendermi per questa città che ho tanto amato e continuo ad amare".

Carmelo Arnone
8 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

 

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  Il sindaco Fantauzzo a Studio 98 (Video) Visita l'argomento Il sindaco Fantauzzo a Studio 98 (Video) Visita l'argomento
  
 

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07/03/2017

Servizi. Chiusura temporanea dell'isola ecologica, mercoledi 8 marzo

 

Centro comunale di raccolta differenziata dei rifiuti
Centro raccolta

Chiusura temporanea del centro comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti, chiamato comunemente "isola ecologica", mercoledi 8 marzo 2017; salvo imprevisti dovrebbe essere aperto da giovedi 9 marzo.
Si ricorda che il centro comunale di raccolta è aperto nei seguenti orari:
- lunedi dalle 07.00 alle 13.00;
- martedi dalle 07.00 alle 13.00;
- mercoledi dalle 12.30 alle 18.30;
- giovedi dalle 07.00 alle 13.00;
- venerdi dalle 07.00 alle 13.00;
- sabato dalle 07.00 alle 13.00.
  
Redazione
7 marzo 2017
  

 

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06/03/2017

Attualità. In pagamento il rimborso abbonamenti agli studenti pendolari per l'anno scolastico 2014/2015

 

Rimborso abbonamenti agli studenti pendolari.

Da qualche giorno è in pagamento, presso gli sportelli dell'agenzia Unicredit di Grotte (ex Banco di Sicilia) in Piazza Marconi, il rimborso degli abbonamenti per il trasporto extraurbano degli studenti pendolari, relativamente all'anno scolastico 2014/2015.
Amara la sorpresa dei genitori al momento di riscuotere il denaro: la somma che viene rimborsata supera di poco il 50% di quanto anticipato dalle famiglie per l'acquisto degli abbonamenti.
Non sono noti i motivi del forte ritardo nel pagamento dei rimborsi - rimangono ancora in sospeso quelli relativi all'anno scolastico 2015/2016 - e della grave decurtazione (circa 200 euro per ogni alunno) che incide negativamente in maniera significativa sul bilancio delle famiglie grottesi.

  
Carmelo Arnone
6 marzo 2017
  

 

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06/03/2017

Agrigento. "Sciascia con Fra' Diego La Matina": 5^ serata di Teatro da Camera al Circolo Empedocleo

 

Circolo Empedocleo
Circolo Empedocleo

Serata emozionante e piena di tensioni drammaturgiche per il quinto appuntamento della stagione teatrale Teatro da Camera al Circolo Empedocleo di Agrigento: uno spazio storico che si propone come area privilegiata di riferimento culturale e teatrale della città.
Una messinscena coraggiosa tra video, ouverture celebri e intense recitazioni per il docu-dramma “Fra Diego La Matina, vita straordinaria di un frate mandato al rogo per eresia nel 1658” ed assunto da Leonardo Sciascia come simbolo di aspirazione alla libertà civile e religiosa. Personaggio storico a cui il grande scrittore racalmutese ha dedicato il suo pamphlet rivoluzionario “Morte dell'Inquisitore”, un vero e proprio “j'accuse” contro le ingiustizie dell'Inquisizione, della gerarchia ecclesiastica e della nobiltà fiancheggiatrice.
Mario Gaziano e Giuseppe Adamo hanno proposto per il quinto appuntamento dunque un teatro civile e sociale, per una stagione teatrale veramente colta e condivisa da un pubblico numerosissimo, a cui hanno dato anima e vita gli artisti del Pirandello Stable Festival con le voci narranti di Liborio Triassi e Giugiù Amato e la regia di Mario Gaziano.
Note didascaliche di conduzione proprio da “Morte dell'inquisitore” di Leonardo Sciascia; i video-disegni illustrativi di Andrea Carisi; una perfomance struggente di Franco Di Salvo e Maria Grazia Castellana; una recitazione coinvolgente di Giugiù Gramaglia e Alfonso Marchica; la corrispondenza puntuale e partecipata di Alfio Russo, Angelo Provenzano, Giuseppe Gramaglia e Lea Vella con canti dolci e ammalianti. E con il sempre grande Nenè Sciortino a sottolineare con canti popolari e di rivolta le drammaticità sceniche.
Uno spettacolo applaudito e apprezzato, ma anche una lezione di storia per recuperare i valori di libertà e di “tenace concetto” a cui Sciascia guardò sempre con spirito razionale e illuminato.
Un particolare apprezzamento i curatori del progetto Giuseppe Adamo e Mario Gaziano esprimono per le efficacissime riprese di documentazione del giornalista Diego Romeo.
  
Redazione
6 marzo 2017
  

 

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06/03/2017

Dialoghi. "Bocciata l'attuale Dirigenza del Partito Democratico"; di Giuseppe Castronovo

 

"Dialogo" del dott. Giuseppe Castronovo, studioso ed autore di testi di Diritto.

L'attuale crisi del Partito Democratico viene certificata anche nelle aule universitarie: il prof. Ricolfi dell'Università di Torino nel valutarne l'attuale Dirigenza non promuove nessuno e dà addirittura un 3 al Presidente della Regione Puglia che si candida a sostituire Renzi alla guida del Partito. Ne abbiamo discusso al Circolo della Concordia, dove il Prof. Vezio s'è così espresso: "É un giudizio che nella sua severità mette in dubbio la credibilità dell'attuale ceto politico... getta ombre sul futuro del nostro Paese".
Giuseppe Castronovo

"Bocciata l'attuale Dirigenza del Partito Democratico"
(Dai dibattiti svolti al “Circolo della Concordia” )

Totò: Amici…

Franco: Dì pure.

Totò: Che ne dite di Michele Emiliano, il Presidente della Regione Puglia?

Giacomo: Per me è il simbolo dello psicodramma che sta vivendo il Partito Democratico. Vedete…

Marco: Prosegui pure.

Giacomo: Oramai anche quelle del Partito Democratico sono porte girevoli come quelle di un albergo a ore.

Rodolfo: Non ti sembra un’immagine forte?

Giacomo: Sarà pure “forte” secondo la tua definizione. Ma l’immagine che ci trasmettono tutti gli attuali principali attori del Partito Democratico è proprio quella di un albergo ad ore: gente che va, gente che viene. Non ho mai capito, ad esempio, cosa c’azzecchino i montiani di Scelta Civica con il Partito Democratico. Eppure sono stati così in tanti coloro che, abbandonata Scelta Civica, si sono accasati nel Partito Democratico, da potersi parlare di una vera e propria transumanza poco rispettosa dei loro elettori. Stiamo assistendo a  un continuo e incomprensibile andirivieni che disorienta non poco l’opinione pubblica. Sentiamo l’opinione del prof. Vezio.

Vezio: Amici, leggevo proprio qualche giorno fa l’intervista al prof. Ricolfi dell’Università di Torino da parte del Quotidiano Nazionale. Non ha perdonato proprio nessuno:
a Renzi ha dato voto 5;
a Bersani ha dato voto 5;
a D’Alema ha dato voto 4.
Il voto più basso l’ha assegnato proprio a Michele Emiliano, motivandolo anche: “Merita 3 perché le sue scelte mi sono parse frutto di calcolo”.

Totò: Riflessioni all’altezza del nome!

Vezio: Non è ancora finita! Sempre il prof. Ricolfi ha così proseguito: “La scissione è solo una conseguenza della ristrettezza mentale e dell’avarizia morale dei protagonisti: la loro priorità non è il Paese, ma avere un ruolo di primo piano nella commedia della politica”. Amici, c’è di che preoccuparsi, piuttosto seriamente, per chi ha a cuore il bene del nostro Paese. É un giudizio che nella sua severità mette in dubbio la credibilità dell’attuale ceto politico e quindi anche del partito di loro appartenenza. É un giudizio che getta ombre sul futuro del nostro Paese.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)

  

 

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06/03/2017

Chiesa. Avvisi ed appuntamenti della Settimana

 

Chiese di Grotte

Pubblichiamo gli avvisi diffusi al termine delle sante Messe domenicali e gli appuntamenti ecclesiali più rilevanti.
Per agevolarne la consultazione, gli avvisi settimanali sono pubblicati anche nella pagina Chiesa.

Lunedi 6
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 19.00, a san Francesco, riunione dei Ministri Straordinari delle tre parrocchie;
- ore 19.30, in chiesa Madre, incontro di preghiera animato dal Rinnovamento nello Spirito;
- ore 20.00, a san Rocco, catechesi a cura del gruppo famiglia.

Martedi 7
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 16.30, a san Rocco, prove di canto;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa.

Mercoledi 8
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, a san Rocco, santa Messa e Adorazione eucaristica;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 19.30, in chiesa Madre, catechesi a cura di padre Giovanni;

Giovedi 9
marzo
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.00, a san Rocco, santa Messa, santo Rosario e preghiere a santa Rita;
- ore 17.30, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 18.30, in chiesa Madre, riunione dei cresimandi del 2° anno (seguiti da Vincenzo) con i padrini ed i genitori, in preparazione alla consegna del Credo.

Venerdi 10
marzo
Giorno di astinenza dalle carni
- ore 06.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, Lodi mattutine animate dal Cammino Neocatecumenale;
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa e Via Crucis;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa e Via Crucis;
- ore 16.30, in chiesa Madre, Via Crucis e santa Messa;
- ore 17.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa nell'anniversario del ritorno al cielo di Padre Lillo;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori dei bambini di Prima Comunione;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione dei genitori che hanno battezzato quest'anno e di quelli che devono battezzare;
- ore 20.00, a san Francesco, riunione delle giovani coppie di sposi.

Sabato 11
marzo
- ore 08.45, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 09.00, a san Rocco, santa Messa;
- ore 18.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, riunione dei cresimandi del 1° anno (seguiti da Giovanna ed Adelaide) con i padrini ed i genitori, in preparazione alla consegna del Credo.
- ore 18.30, in chiesa Madre, Santa Messa.

Domenica 12
marzo
- ore 08.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 10.00, nella chiesa san Rocco, santa Messa;
- ore 11.00, in chiesa Madre, santa Messa;
- ore 11.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa;
- ore 17.30, nella chiesa Madonna del Carmelo, santa Messa (e consegna del Credo ai cresimandi del 1° anno);
- ore 18.45, in chiesa Madre, santa Messa (e consegna del Credo ai cresimandi del 2° anno).

AVVISI

Tutti i giorni, eccetto i prefestivi ed i festivi, nella chiesa Madonna del Carmelo alle ore 06.00 vengono recitate le lodi mattutine animate del Cammino Neocatecumenale; chi vuole può unirsi alla preghiera.

In tutti i venerdi di quaresima, astinenza dalle carni.

Orari delle Sante Messe in vigore dal 30/10/2016:

   Feriali:
   ore 08.45, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madre

   Prefestivi:
   ore 18.30, chiesa Madre
   ore 20.15, chiesa San Francesco (animata dalle comunità neocatecumenali)

   Festivi:
   ore 08.00, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 10.00, chiesa San Rocco
   ore 11.00, chiesa Madre
   ore 11.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 17.30, chiesa Madonna del Carmelo
   ore 18.45, chiesa Madre
 

 

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05/03/2017

Diritto. La morte di Dj Fabo; i casi Englaro e Welby in una relazione del dott. Salvatore Filippo Vitello

 

Dott. Filippo Vitello
Dott. Vitello

La morte di Dj Fabo, all’anagrafe Fabiano Antoniani, avvenuta il 27 febbraio in una clinica svizzera tramite la pratica del suicidio assistito, ha riacceso in Italia il dibattito sulla regolamentazione del testamento biologico e dell’eutanasia. Nel recente passato la questione era stata sollevata in merito ai casi di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby, sui quali nel 2011 il dott. Salvatore Filippo Vitello (a quel tempo Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Lametia Terme) aveva tenuto una relazione nell’ambito di un convegno sul testamento biologico organizzato, per gli avvocati di Roma, dall’Unione Europea Conciliatori ed Arbitri. Sul caso Welby, il dott. Vitello (attuale Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Siena) aveva redatto gli atti della Procura di Roma in qualità di magistrato titolare. Di seguito, la relazione sul testamento biologico tenuta dal dott. Salvatore Filippo Vitello il 19 aprile 2011.
Carmelo Arnone

*****

"Il diritto all’autodeterminazione nel trattamento sanitario - profili di rilevanza penale.

Dico subito che la questione va circoscritta nel suo ambito e perciò deve essere subito precisato che nel tema non è ricompresa la vicenda dell’eutanasia, esclusa a priori, ma di cui comunque accennerò in seguito per rilevarne le differenze.

L’esclusione dell’eutanasia dal campo di esame trova riferimenti normativi chiari e precisi, che si incentrano sul piano positivo sull’art. 579 C.P. (omicidio del consenziente) e sulla letteratura formatasi intorno all’istituto del consenso dell’avente diritto.

Dirò ancora, che il divieto di eutanasia, sancito positivamente e comunque mai messo in discussione, evita il manifestarsi di potenziali conflitti di coscienza, che involgono problematiche che vanno oltre le norme, e sono l’espressione, quale che sia la posizione dei singoli, di un radicale conflitto della persona in quanto titolare di una pubblica funzione con le leggi dello Stato, non risolvibile con escamotage vari, quali ad esempio quella di ritenere che comunque la decisione passa ad un altro (il P.M. esprime un parere la decisione e poi del giudice), in quanto riguardano, per la loro natura e per la delicatezza dei compiti, quale che siano le funzioni, responsabilità di un giudizio  e di scelte su questioni di vita e di morte, che oggi  coinvolgono anche l’esperienza giudiziaria nel suo complesso, coinvolgendo la responsabilità di ciascuno e di tutti gli appartenenti all’ordine giudiziario (vedasi i casi già oggetto di esame del Tribunale di Roma su fecondazione e Welby), i quali sono legati da vincoli di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dello Stato.

Insomma, voglio dire che le posizioni che la Procura di Roma ha assunto sui casi delicati cui ho fatto prima riferimento, non sono prive di un grande travaglio, se vogliamo anche interiore, trattandosi di decisioni che ci coinvolgono come cittadini e come magistrati, ma che sono state assunte con serena coscienza, convinti della bontà della soluzione e non perché è  comunque un altro che poi dovrà adottare la decisione conclusiva e determinante.

Fatta questa premessa e così delineato il tema da trattare, occorre quindi escludere dalle questioni che qui si affronteranno, il riconoscimento di un problematico “diritto a morire”, e ci si soffermerà su quello che è il cuore del problema, la sussistenza in capo ad ognuno del diritto a non essere sottoposto a trattamenti medici contro la propria volontà.

É evidente che il riconoscimento di tale diritto pone questioni serie e delicate nel  rapporto tra la libertà di disporre consapevolmente dei trattamenti terapeutici e la tutela del bene vita. Tanto più che la necessità di un equilibrio tra due beni di così elevato valore viene  in rilievo  nel quadro di una nuova e più ampia prospettiva dove assumono importanza le istanze di volontà anche in settori prima impensabili, cosicché chi ha il compito di giudicare dovrà   apprezzare situazioni nuove,  frutto dell’evoluzione delle scienze e delle tecniche, che incidono su eventi naturali quali il concepimento e la morte, qualificati, per i riflessi su di essi dei progressi scientifici, quali “processi gestibili”, e che, per tale ragione, sono fortemente presenti nella sensibilità culturale, scientifica, etica e religiosa generale. Tutto ciò richiede - come si vedrà nel prosieguo - “il superamento della impostazione formale della generale doverosità giuridica del mantenimento in vita del paziente ed il leale ripensamento delle categorie distintive fra comportamenti passivi e comportamenti attivi del medico, in particolare valorizzando l’essenza ed il rispetto della dignità umana, la qualità della vita…” (cfr. Ordinanza Tribunale Civile di Roma I^ sez. – Giudice Salvio 15.12.2006).

Il diritto all’autodeterminazione individuale e consapevole in ordine ai trattamenti sanitari può considerarsi positivamente acquisito ed è espressamente posto:

1) dall’art. 32 della Cost. – “nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge” -  Oltre alla legge sulle vaccinazioni obbligatorie, la legge più significativa, contenente anche norme di carattere generale, che ha dato attuazione alla norma costituzionale in tema di trattamenti sanitari obbligatori, è la n. 833 del 23.12.1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, che testualmente prevede:
art. 33
Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari. Nei casi previsti dalla presente legge e in quelli espressamente previsti da legge dello Stato possono essere disposti dall’autorità sanitaria accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori. Il Sindaco è individuato quale A.S. competente ad adottare i provvedimenti in materia;
art. 34
sono previsti accertamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per i malati di mente; la competenza in via di urgenza è del Sindaco, mentre il G.T. dovrà convalidare il provvedimento entro le successive 48 ore; tale istituto è utilizzato dal sistema penitenziario, nei casi di scioperi della fame prolungati che mettano in pericolo di vita la persona detenuta; il maturare delle condizioni di debilitazione pone la persona nelle condizioni di non poter esprimere un valido consenso, cosicché soccorre la responsabilità del direttore dell’Istituto.
Nel processo penale: prelievo coatto del DNA.

2) Art. 5 della Convezione di Oviedo sulla biomedicina attuata in seno al Consiglio di Europa: “un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona abbia dato consenso libero e informato”;

3) Art. 3 della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo: “nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: a) il consenso libero e informato della persona interessata”, consenso che rileva non solo sotto il profilo della liceità del trattamento, ma prima di tutto  come un vero e proprio diritto fondamentale del cittadino europeo, afferente al più generale diritto all’integrità della persona;

4) Art. 32 del codice di deontologia medica:  il quale statuisce che, in ogni caso, in presenza di documentato rifiuto di persona capace di intendere e di volere, il medico deve desistere dai conseguenti atti diagnostici e/o curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona.

Sul piano del diritto comparato, il diritto a non essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà, è riconosciuto come diritto fondamentale dell’individuo in molti ordinamenti contemporanei:

a) negli Stati Uniti - dove è considerato come un corollario del diritto alla privacy, ossia del diritto ad essere lasciati soli nelle faccende che riguardano più intimamente la propria esistenza;

b) nella Gran Bretagna - dove viene fondato su un’antica tradizione di common law corroborata oggi dall’incorporazione nel diritto inglese della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, a mezzo dell’Human Rights Act del 1998;

c) nella Germania - dove viene considerato come un portato del principio di autonomia dell’individuo, che a sua volta è alla radice di quella DIGNITA’ UMANA che lo stesso art. 1 della Costituzione federale definisce inviolabile.

Siamo perciò di fronte al riconoscimento positivo della piena libertà di scelta del paziente rispetto al trattamento e al principio della sua fisica inviolabilità.

E difatti, a fondamento del diritto qui in esame, vi è, da un lato, il riconoscimento di una sfera di libertà (o di autonomia) della persona nelle scelte che più intimamente la riguardano; dall’altro l’idea di una sfera di inviolabilità dello spazio fisico, corporeo, che non si può invadere senza il consenso del titolare.

Come effetto di tale riconoscimento si avrà che la mancanza del consenso qualifica come esercizio di violenza l’esecuzione del trattamento sanitario, chiamando in causa non solo la violazione dell’art. 32 Cost. ma anche quella dell’art. 13 Cost., posto a tutela della inviolabilità della libertà personale, che conseguentemente chiama in causa la duplice riserva rinforzata: di legge e di giurisdizione. Difatti, là dove il nostro Ordinamento ha imposto il trattamento sanitario obbligatorio ha previsto che ciò avvenga nei casi espressamente previsti dalla legge e con provvedimento del Giudice (nella specie quello tutelare, vedasi art. 33 L. 833/78).

Ciò detto, il ragionamento prosegue secondo i seguenti punti fondamentali:

a) l’art. 32 Cost., nel riconoscere il diritto di cui sopra, ha natura precettiva: si applica direttamente a ciascuna situazione concreta attraverso l’intervento del Giudice; e ciò anche in relazione all’art. 24 Cost., che sancisce la tutela giudiziaria di ogni diritto e che dalla giurisprudenza costituzionale è costantemente inteso nel senso che il processo deve garantire la tutela di tutte quelle utilità e beni della vita riconosciuti dal diritto sostanziale, secondo un legame messo chiaramente in luce dalla fondamentale sentenza C. Cost. 14 luglio 1986 n. 184 (sul risarcimento del danno biologico).

b) Riconosciuto costituzionalmente tale diritto non può farsi alcuna differenza con l’ipotesi in cui il trattamento sanitario venga rifiutato quando già sia in atto, poiché, in generale, per interpretazione universalmente accolta, il consenso deve essere sempre attuale e può in ogni momento essere revocato.

c) La richiesta di interruzione di un trattamento (se espressa con piena consapevolezza delle conseguenze) ha lo stesso valore giuridico del rifiuto di iniziare la terapia. Se così non fosse, si avrebbe la conseguenza paradossale che, una volta dato il consenso, si determinerebbe una delega in bianco al medico sulle scelte riguardanti la propria vita - cosa questa che contraddice in radice la ratio del diritto riconosciuto dall’Ordinamento.

Vorrei a questo riguardo richiamare una sentenza della Cassazione, non tanto remota, la cui massima si riporta, che ha affermato la responsabilità del medico per trattamento sanitario arbitrario, in base agli artt. 2,13,32 Cost.. Sostiene la Cassazione che “In tema di attività medico-chirurgica (in mancanza di attuazione della delega di cui all’art. 3 della legge 28 marzo 2001 n. 145, con la quale è stata ratificata la Convenzione di Oviedo del 4 aprile 1997 sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina), deve ritenersi che il medico sia sempre legittimato ad effettuare il trattamento terapeutico giudicato necessario per la salvaguardia della salute del paziente affidato alle sue cure, anche in mancanza di esplicito consenso, dovendosi invece ritenere insuperabile l’espresso, libero e consapevole rifiuto eventualmente manifestato dal medesimo paziente, ancorché l’omissione dell’intervento possa cagionare pericolo di un aggravamento dello stato di salute dell’infermo e, persino, la sua morte…” (Cass., sez. I, 29.5.2002, n. 26446 in CED Cassazione RV 222581).

Tuttavia, contro tale impostazione, apparentemente ineccepibile sul piano formale, è possibile muovere una importante obiezione, in base alla quale il diritto fondamentale in parola troverebbe comunque un limite nelle superiori esigenze di salvaguardia della vita umana, concepita come il valore supremo nel nostro ordinamento.

Il ragionamento è semplice: a ciascuno spetterebbe una libertà di rifiutare ogni trattamento medico, a meno che non si tratta di un trattamento c.d. di sostegno vitale, ossia di un trattamento necessario per la propria sopravvivenza; in tale caso le istanze di tutela della vita prevarrebbero, ed il trattamento in questione potrebbe essere imposto al paziente anche in assenza di una specifica norma di legge autorizzatrice, operando comunque - a giustificazione della coazione - la generale norma scriminante dello stato di necessità - art. 54 c.p..

Il ragionamento non è privo di valore, esso esprime, per la verità, un contrasto oggettivo innegabile tra il diritto all’autodeterminazione ed il generale orientamento della legge all’indisponibilità della vita (art. 5 c.c.; art. 579 e 580 c.p.), non risolto dal diritto positivo: del resto, non è privo di importanza osservare (l’ha fatto tra le righe anche il prof. Zagrebelsky nell’articolo su Repubblica del 19.3.2007) che l’art. 32 co. 2 Cost. come ogni altro diritto fondamentale, non può a priori essere assunto come un dato assoluto e non bilanciabile con altri diritti fondamentali con il quale possa entrare di volta in volta in conflitto (nel caso di specie, con la stessa vita umana, riconducibile alla spettro dei diritti involabili riconosciuti dall’art. 2 Cost.).

A tal riguardo, l’interprete deve prendere atto di un massiccio orientamento giurisprudenziale - che riscuote consensi a livello interno ed internazionale ed al quale, per quel poco che può valere, ha contribuito anche la posizione assunta dalla Procura di Roma - in base al quale il diritto fondamentale a rifiutare il trattamento medico vale di regola anche con riferimento a trattamenti di sostegno vitale, i quali non potranno quindi essere imposti con la forza al soggetto dissenziente.

Il tema è stato ed è comunque oggetto di ampio dibattito tra le due tesi (maggioritaria l’una, minoritaria l’altra), anche se tra le due posizioni sembra profilarsi una sintesi, là dove si sostiene, in generale, una tendenza a non perseverare comunque nelle cure di fronte a tutte quelle situazioni in cui la morte è palesemente inevitabile: in tali casi non sussisterebbe l’eutanasia, quanto piuttosto, una scelta cosciente tesa ad evitare ulteriori ed inutili sofferenze al paziente irrimediabilmente malato. Ciò viene riconosciuto a livello positivo dall’art. 37 del codice di deontologia medica, dove statuisce che in caso di malattie a prognosi sicuramente infausta o pervenute alla fase terminale, il medico deve limitare la sua opera all’assistenza morale ed alla terapia atta a risparmiare inutili sofferenze….

Su questo punto, proprio di recente, con la sentenza del 7.4.2011 n. 13746/11, la IV sezione della  Cassazione ha precisato che il medico non è vincolato dalle volontà espresse dal paziente anche quando sono sottoscritte in un consapevole consenso informato, ma deve operare con prudenza, in scienza e coscienza, per il bene di chi ha in cura. Questo è il succo della sentenza con la quale è stata confermata la condanna per omicidio colposo (è stata comunque applicata la prescrizione) nei confronti di tre chirurghi che avevano operato una signora gravemente malata di cancro, morta a seguito dell’intervento: la donna lo aveva chiesto con forza ma, secondo la Cassazione, quello dei chirurghi si configurava come “inutile accanimento diagnostico-terapeutico”, vietato dal codice deontologico.

Non basta quindi che un malato capace di intendere e di volere chieda una terapia ben precisa, perché il medico la debba eseguire: il paziente può rifiutare il trattamento proposto ma non può pretendere che se ne esegua uno richiesto.

Anche nella vicenda Englaro, i giudici di merito che non avevano accolto il ricorso del padre all’interruzione dell’alimentazione forzata, avevano comunque riconosciuto che ogni persona se pienamente capace di intendere e di volere può rifiutare qualsiasi trattamento terapeutico o nutrizionale fortemente invasivo, anche se necessario alla sua sopravvivenza, aggiungendo che laddove la persona non sia capace di intendere e di volere il conflitto tra il diritto di libertà e di autodeterminazione ed il diritto alla vita è solo ipotetico e deve risolversi a favore di quest’ultimo, in quanto, non potendo la persona esprimere alcuna volontà, non vi è alcun profilo di autodeterminazione o di libertà da tutelare.

Nel caso della Englaro, viene dunque in evidenza, una problematica diversa da quella tipica, poiché - e questo appare confermato in tutte le pronunce che si sono succedute in questa vicenda - poiché non è in discussione la libertà di autodeterminazione rispetto all’ingerenza altrui, ove pure consista in una cura da erogasi in nome del mantenimento in vita, ma l’ammissibilità di tale libertà per chi si trovi in stato di incapacità.

In sostanza la questione era la seguente:
Se ed in che limiti, nella situazione data, possa essere interrotta quella somministrazione, ove la richiesta al riguardo presentata dal tutore corrisponda alle opinioni a suo tempo espresse da Eluana su situazioni prossime a quelle in cui ella stessa è venuta, poi a trovarsi, ai di lei convincimenti sul significato della dignità della persona
.

La Cassazione, I^ sezione civile, con la sentenza n. 21748/07, è giunta alle seguenti affermazioni, basate soprattutto sulla sollecitazione ad evitare disparità di trattamento tra persona capace ed incapace:

- il consenso informato, universalmente riconosciuto come requisito di legittimità del trattamento medico-chirurgico, ha come correlato la facoltà non solo di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico, ma anche eventualmente di rifiutare la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla, in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale;

- deve escludersi che il diritto all’autodeterminazione terapeutica del paziente incontri un limite allorché da esso consegua il sacrificio del bene della vita;

- di fronte al rifiuto della cura da parte del diretto interessato, c’è spazio per una strategia della persuasione e c’è, prima ancora, di verificare che quel rifiuto sia informato, autentico ed attuale; ma allorché quel rifiuto abbia tali connotati non è possibilità di disattenderlo;

- il rifiuto delle terapie medico-chirurgiche, anche quando conduce alla morte, non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia, ossia per un comportamento che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte, esprimendo piuttosto tale rifiuto un atteggiamento di scelta che la malattia segua il suo corso naturale;

- non vi è un obbligo di intervento (e correlativa responsabilità del medico per omessa cura), in quanto senza il consenso l’obbligo non nasce o cessa;

- il diritto del soggetto ad esprimere, durante il pieno possesso delle sue facoltà mentali, attraverso dichiarazioni di volontà anticipate, quali terapie avrebbe desiderato ricevere e quali avrebbe inteso rifiutare nel caso in cui si fosse venuto a trovare in stato di incoscienza;

- i doveri di cura della persona imposti in capo al tutore si sostanziano anche nel prestare il consenso informato al trattamento medico avente come destinatario la persona in stato di incapacità;

- ma in presenza di un diritto personalissimo quale quello della salute, la rappresentanza del tutore è sottoposta ad un duplice ordine di vincoli: egli deve agire nell’esclusivo interesse dell’incapace; nella ricerca del best interest, deve decidere non al posto ma insieme all’incapace, quindi ricostruendo la presunta volontà del paziente incoscienze, già adulto, prima di cadere nello stato di incapacità, mediane un processo di inferenza della volontà, derivante dal suo stile di vita, dalle sue inclinazioni, dai suoi valori di riferimento e dalle sue convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche.

In definitivo l’indirizzo della Cassazione si può conclusivamente riassumere in due postulati:

- la funzionalizzazione del potere di rappresentanza, dovendo esso essere orientato alla tutela del diritto alla vita del rappresentato, consente di giungere ad una interruzione delle cure soltanto in casi estremi: quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia, secondo gli standard scientifici internazionali, la benché minima possibilità, sia pure flebile di recupero della coscienza e di ritorno alla vita fatta anche di percezione esterna;

- tale condizione deve apparire incompatibile con la rappresentazione di sé dell’incapace, sulla quale egli aveva costruito la sua vita fino a quel momento e sia contraria al di lui modo di intendere la dignità della persona.

Appare evidente come tale posizione della Cassazione, si sviluppa, fino al limite dell’affermazione del diritto all’autodeterminazione del paziente, su presupposti di diritto tendenzialmente condivisi anche da coloro che attribuiscono prevalenza assoluta al principio dell’indisponibilità della vita. Presupposti però per i quali furono espresse delle riserve, proprio con riguardo al caso Welby, dove la soglia di intervento era molto più arretrata rispetto al caso Englaro, poiché Welby fino all’ultimo espresse con piena coscienza il rifiuto delle cure salva vita.

A proposito di Welby si sostenne infatti che la vicenda non  rientrasse nel rifiuto di un trattamento medico, in quanto essa si è risolta con comportamenti positivi: lo spegnimento del respiratore, da un lato; la somministrazione di farmaci sedativi dall’altro.

Ebbene, rispetto a tale obiezione va approfondita la riflessione.

É un dato di fatto che lo spegnimento del respiratore costituisca una condotta materiale attiva. Ma il punto non è questo. Il punto è semmai quello del significato giuridico di questo atto, che si risolve, sul piano medico, nel determinare l’interruzione di un trattamento medico, a suo tempo iniziato, anche con il consenso del paziente. Se dunque, quell’atto, per iniziare ha avuto necessità del consenso del pazienze, bisogna chiedersi se può continuare in presenza di un consenso revocato. L’interruzione deve perciò essere riguardata come omissione della prosecuzione del trattamento, e ciò anche se tale omissione debba attuarsi attraverso una condotta naturalisticamente attiva.

Né l’oggettiva funzionalità al mantenimento in vita del paziente può essere considerata come una ragione sufficiente ad assicurare la liceità dell’intrusione implicita nel trattamento, nel caso in cui il paziente rifiuti in modo consapevole che essa prosegua e nel caso comunque di trattamento che non modifichi la situazione di irreversibile declino fisico della persona.

In altri termini, la prosecuzione del trattamento, in presenza di una malattia a prognosi sicuramente infausta, che non modifica il quadro di irreversibilità dell’esito, configura una lesione del diritto fondamentale del paziente all’autodeterminazione e la sua interruzione dovrebbe essere riguardata come una condotta imposta dall’esigenza di rispettare tale diritto fondamentale.

Quanto poi al secondo profilo, riguardante la somministrazione di sedativi, per lenire le sofferenze associate alla morte per soffocamento, si tratta di pratica universalmente accettata, rientrante nel concetto di terapie palliative a favore del paziente morente, accettata e considerata lecita dai sostenitori di entrambi le tesi, poiché garantisce il rispetto della dignità umana.

Negare il diritto alla sedazione, avrebbe vanificato il concreto esercizio del diritto all’autodeterminazione, condannando il paziente a scegliere fra il rinunciare al suo effettivo esercizio o l’esercitarlo fra sofferenze indicibili. Il conclusione, il diritto al rifiuto della terapia si accompagna al diritto alla terapia del dolore.

Un ulteriore profilo della questione riguarda la necessità di contemperare il diritto all’autodeterminazione del paziente con i doveri dei medici in presenza di situazione di urgenza.

É anche qui un dato acquisito a livello giurisprudenziale e dottrinario che nel caso in cui vi è la necessità di salvare il paziente dal pericolo di un danno grave alla persona, il medico è legittimato ad agire anche in assenza del consenso, poiché il diritto alla vita, quale bene indisponibile, lo impone.

In tale ipotesi, la condotta del medico che effettua il trattamento o l’intervento, senza consenso, è lecita perché scriminata dalla causa di esclusione dell’antigiuridicità di cui all’art. 54 c.p. (il c.d. stato di necessità). La liceità dell’intervento oggi è altresì postulata dall’art. 8 della Convenzione di Oviedo, che legittima gli interventi di urgenza a tutela della salute e della vita del paziente, pur in mancanza di consenso.

La questione  diventa però  più complessa quando un paziente rifiuti anticipatamente un determinato trattamento anche per l’immediato futuro, nel momento in cui egli non sarà più in grado  di reiterare tale rifiuto. Si sostiene che il rifiuto precedente espresso consapevolmente impone il non intervento anche dopo. A tale riguardo si argomenta che il rifiuto cosciente e volontario non riguarda situazioni future, sconosciute o inimmaginabili, ma eventi in atto con effetti prevedibili nel brevissimo tempo, non mutabili dopo la sedazione; nella sostanza, il rifiuto dei trattamenti sanitari non desiderati si esprime anche per la situazione successiva alla sedazione, che è attualizzata, ossia ben presente, nella coscienza e volontà del ricorrente; non rappresentando i successivi eventi situazioni nuove ed imprevedibili, non toccate dal libero consenso del ricorrente.

A legislazione vigente, questa soluzione mi pare forzata, anche se oggi risulta piena legittimata dalla sentenza sul caso Englaro. Qui si discute di bilanciamento di due beni di pari rilievo costituzionale: da un lato il diritto ad opporsi a terapie non volute e dall’altro quello della vita, inteso quale bene indisponibile. Il primo prevale in funzione di un consenso dato e mantenuto, dove il permanere di esso sia verificabile in ogni istante, per la ragione semplice quanto reale che in questo ambito non ci sono decisioni definitive, in quanto esse possono cambiare da un momento all’altro. Nel momento in cui sopravviene lo stato di incoscienza le situazioni di urgenza sono necessariamente rimesse al medico, il quale dovrà adeguarsi al parametro stabilito dal codice deontologico, che all’art. 37, stabilisce espressamente che il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finché ritenuta ragionevolmente utile. L’utilità va valutata, alla stregua dell’art. 37, 1^ co, del medesimo codice, in funzione della necessità di evitare di ripristinare terapie che possano dare luogo a inutili sofferenze e di fornire al malato trattamenti appropriati, per quanto possibile, a tutela della qualità della vita.

In sostanza, il ripristino di un trattamento che determini il prolungamento di inutili sofferenze, non rientra tra gli obblighi di intervento imposti al medico in caso di urgenza, avendo egli l’obbligo di astenersi dall’ostinazione in trattamenti, da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita (art. 14 cod. deontologico).

É proprio questo il tema che è stato oggetto di discussione nella c.d. vicenda Englaro, poi risolto, come si è detto, dalla Cassazione.

Prima del pronunciamento della Suprema Corte, i Giudici della Corte di Appello avevano infatti sostenuto che le generiche dichiarazioni di Eluana circa la preferenza per la morte anziché per una vita indotta da alimentazione forzata, espresse in un momento di forte emotività, quando la ragazza era giovanissima e si trovava in una situazione di benessere fisico e non nell’attualità della malattia, non potevano considerarsi come espressione di una consapevole ed attuale determinazione volitiva, maturata con assoluta cognizione di causa. La posizione di Eluana doveva quindi essere assimilata a quella di qualsiasi altro soggetto incapace che nulla abbia detto in merito alle cure ed ai trattamenti medici cui deve essere sottoposto. In questo caso, nel giudizio di bilanciamento tra differenti interessi di pari rango costituzionale, quali quello dell’autodeterminazione e dignità della persona da un lato e della vita dall’altro, a prevalere debba essere il secondo (con richiamo esplicito alla sentenza della CEDU del 29.4.2002, sul caso Pretty).

Nel caso Pretty la Corte di Strasburgo ha affermato che l’art. 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali protegge il diritto alla vita, senza il quale il godimento di ciascuno degli altri diritti o libertà contenuto nella convenzione diventa inutile, precisando che tale disposizione, per un verso, non può essere interpretata come il riconoscimento di un diritto a morire ovvero come l’attribuzione di una facoltà di scelta tra la vita e la morte. Sulla base di tale principio la Corte ha giudicato non lesivo del diritto alla vita il divieto penalmente sanzionato di suicidio assistito della legislazione inglese. La Corte ha affermato altresì, per altro verso, che in campo sanitario, il rifiuto di accettare un particolare trattamento potrebbe, inevitabilmente, condurre ad un esito fatale, e tuttavia l’imposizione di un trattamento medico senza il consenso del paziente adulto e mentalmente consapevole interferirebbe con i diritti protetti con il  diritto alla vita privata.

La Cassazione, invece, per esigenze di parità di trattamento, ha superato quel ragionamento, riconoscendo, in casi estremi, la possibilità di rifiutare il trattamento medico anche all’incapace che prima non aveva espresso alcuna volontà sul punto, mediante una ricostruzione analitica della sua volontà pregressa.

In un quadro così delineato non pare assolutamente appropriato il riferimento all’eutanasia, sia nella forma attiva che passiva: distinzione che corre lungo la linea di demarcazione tra azione ed omissione e si traduce, in quella di uccidere e di lasciar morire, ed ha la propria base nel c.d. diritto a morire.

Qui non si tratta di riconoscere o meno un tale diritto, come è stato esattamente affermato dalla Corte di Strasburgo, ma di essere coerente con il riconoscimento al paziente del diritto fondamentale a rifiutare le cure mediche, anche se di sostegno vitale, affidando al corso naturale degli eventi il seguito.

Va da sé che in tale contesto non si può configurare una responsabilità penale del medico, che interrompe una terapia vitale in conformità alla volontà del paziente.

Il riferimento normativo, in questo caso, va individuato nell’art. 40 cpv. c.p., riconoscendo la natura della sostanza omissiva all’interruzione del trattamento terapeutico non voluto.

In base alla regola codificata nell’articolo citato, una omissione in tanto può essere penalmente rilevante in quanto contravvenga ad un dovere giuridico di azione; onde il problema si sposta sull’esistenza, nel caso concreto, di un dovere di proseguire nella pratica terapeutica di sostegno vitale. Se la risposta è negativa, laddove il paziente rifiuti tale trattamento, esercitando un proprio diritto fondamentale riconosciuto dagli artt. 13 e 32 della Costituzione, viene meno il dovere del medico, quale titolare di posizione di garanzia nei confronti del paziente.

Il medico resta obbligato alla esecuzione di quei trattamenti utili e consentiti dal paziente e solo a quelli.

In conclusione occorre avere consapevolezza del ruolo che la giurisprudenza, per mandato costituzionale, è chiamata ad assolvere, nel trovare soluzione a conflitti prima impensabili, imposti da nuove prospettive aperte dall’evoluzione delle scienze e delle tecniche, dove il manifestarsi di situazioni nuove esige di declinare in modo diverso le categorie giuridiche tradizionali per corrispondere alle istanze della volontà in conformità ai principi costituzionali, soprattutto rispetto a vicende quali la vita e la morte, il cui corso naturale è oggi integrato da nuove scoperte che ne alterano la fisionomia tradizionale.

In questa dimensione la Procura di Roma ha voluto rimarcare la sua funzione di organo preposto alla affermazione dei diritti, connotandosi soprattutto per la funzione di promotore della tutela di essi, in sintonia con la sua naturale vocazione di ufficio composto da magistrati che, pur nella diversità di funzioni, vivono nella e della giurisdizione, smentendo quelle parziali visioni che
pretendono di ridurre la funzione dei P.M. a meri organi di parte, incapaci per definizione di collocarsi in una dimensione di imparziale applicazione della legge".
     

 

 

 

Salvatore Filippo Vitello - Magistrato
  

 

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04/03/2017

Televisione. L'on. Salvatore Caltagirone a "L'Arena" di Massimo Giletti su Rai 1

 

L'on. Salvatore Caltagirone a "L'Arena" di Massimo Giletti su Rai 1
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Un'intervista all'on. Salvatore Caltagirone, ex deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, è andata in onda domenica scorsa, 26 febbraio, nel corso del programma "L'Arena" su Rai 1 condotto da Massimo Giletti. La puntata ha avuto come titolo "Il Partito del Vitalizio". L'on. Caltagirone ha risposto alle domande della giornalista Ilenia Petracalvina. Nell'introdurre il servizio video Massimo Giletti ha precisato: "Un grande rispetto; questa persona ci ha aperto casa, e quindi già questo vuol dire che è una persona perbene, quando uno si racconta e non si nasconde. Anche nel sostenere però una cosa che è insostenibile per il mio modo di pensare e di vivere la politica. Perché è insostenibile? Perché questo signore è stato in carica 50 giorni, e per il solo fatto di essere stato in carica 50 giorni percepisce 3.500 euro lordi al mese di vitalizio".
Incalzato dalla giornalista, l'on. Caltagirone ha dichiarato: "Vero è che io ho partecipato a pochissime sedute, è però altrettanto vero che per ottenere il vitalizio ho pagato il riscatto, cioè ho pagato i contributi previdenziali per 5 anni... un centinaio di milioni circa. Mi sento un privilegiato - ha continuato l'onorevole - nei confronti di chi è costretto a sopravvivere con 400 miserabili euro al mese". Durante la trasmissione il giornalista Oscar Giannino ha messo a confronto le pensioni dei parlamentari italiani al termine del loro mandato con quelle dei loro colleghi europei.

Della vicenda del vitalizio attribuito per legge all'on. Caltagirone si è già occupata l'emittente radiofonica Radio 24 con una intervista a "La Zanzara" del 16 gennaio scorso e l'emittente televisiva Rete 4 nel corso del programma "Dalla Vostra Parte", condotto da Maurizio Belpietro, nella puntata del 18 gennaio.

Carmelo Arnone
4 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

 

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03/03/2017

Racconti. "Maestro, ce ne fossero di questi ladri!"; di Diego Cimino

 

Decu Varba (Diego Cimino)
Diego Cimino

Una personale lettura dell'attualità e del recente passato dell'Italia, nel breve racconto del signor Diego Cimino.

"Buongiorno,
penso che questo mio racconto riassuma la situazione degli italiani.

Tra Nazareth e Gerusalemme, una notte mentre Gesù ed i suoi dodici apostoli si incamminavano verso Gerusalemme furono sorpresi da un temporale con acqua e vento forte. Camminando si trovarono vicino ad una masseria.
San Pietro bussò alla porta; il padrone, vedendoli tutti infreddoliti e bagnati, aprì, li fece entrare e li sistemò in un fienile.
Passò poco più di mezzora e si sentì nuovamente bussare alla porta.
Il padrone si domandò chi fosse, in quel’orario; si avvicinò alla porta e sentì qualcuno impaziente che gridava: “Apri questa portaccia!”.
Il padrone riconobbe la voce e si precipitò ad aprire.
Entrarono sei persone affamate e dissero al padrone di far loro da mangiare.
L’uomo prese un agnello, lo uccise e lo mise sulla griglia ad arrostire.
San Pietro, che sentiva l’odore dell’arrosto, per la fame che aveva si lamentava.
Lo sentirono quelli arrivati dopo e, non sapendo chi fosse, chiesero al padrone: “Chi tieni nascosto in quel fienile?”.
Il padrone rispose: “Non temete, sono tredici pellegrini sorpresi del temporale. Li ho fatti sistemare nel fienile”.
L’altro gli disse. “Gli hai dato da mangiare?”.
“No”, disse il padrone.
E l’altro riprese: “Prendi un vitello, uccidilo e falli mangiare”.
Il padrone fece come gli era stato detto, poi li chiamò tutti e tredici a tavola per mangiare.
San Pietro, dopo aver placato la fame, chiese sottovoce: “Maestro, chi sono questi?”.
Gesù gli rispose: “Ladri”.
San Pietro allora gli disse: “Maestro, ce ne fossero di questi ladri! Perché senza di essi questa notte saremmo rimasti senza mangiare e infreddoliti!”.

Quindi mi chiedo: questo è successo in Italia?
".

Diego Cimino
3 marzo 2017
© Riproduzione riservata.
  

 

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03/03/2017

Dialoghi. "Partito Democratico: il suo caos è un caso?"; di Giuseppe Castronovo

 

"Dialogo" del dott. Giuseppe Castronovo, studioso ed autore di testi di Diritto.

L'altro giorno il dibattito svolto al Circolo della Concordia aveva come oggetto il momentaneo appannamento e la fase non proprio felice che sta attraversando il Partito Democratico.
Il prof. Vezio analizzando il "caso" è andato alla ricerca della causa.
Giuseppe Castronovo

"Partito Democratico: il suo caos è un caso?"
(Dai dibattiti svolti al “Circolo della Concordia” )

Totò: Amici, è proprio un gran caos quello che sta attraversando il Partito Democratico! Gente che va, gente che viene. Gente che entra, gente che esce.

Vezio: Devo dirti che hai ragione. Però riflettiamo un po’ e capirai che l’attuale caos non è una cosa che cade a caso. Vedete…

Giacomo: Dica pure prof.

Vezio: È un caos che è anche figlio del caso.

Giacomo: E qual è il caso?

Vezio: Si dà il caso che il Partito Democratico vuole diventare stabilmente il più grande partito italiano. Chi non ricorda il Partito Della Nazione di renziana memoria?

Totò: E allora?

Vezio: Il caos è il prezzo che deve pagare visto che vuole diventare così grande! Un partito così grande è destinato inevitabilmente a diventare un po’ come il lungomare di Viareggio l’ultimo giorno di carnevale quando sfilano i carri allegorici. Vedete…

Giacomo: Ci spieghi meglio.

Vezio: Il Partito Democratico è grande perché sono in tanti, anche se poi ognuno ci sta dentro a modo proprio.  Ed è proprio in questa cosa (in questo modo di stare insieme) che va individuato l’attuale caos del Partito Democratico.
     

 

   

Giuseppe Castronovo
(gcastronovo.blogspot.it)

  

 

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03/03/2017

Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 3 marzo

 

Passo e... Spasso!

Appuntamento settimanale del venerdi con "Passo e... spasso!", la passeggiata "della salute".

Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 3 marzo:
ore 20.00 raduno in piazza mercato (Piazza A. Magnani);
ore 20.15 partenza

Via Carnevale, Via Spitali, Via Machiavelli, Via D’Acquisto, Via Brodolini, Via Moro, Via Terranova, Viale Livatino, Via del Gesù, Viale Pertini, Via Maroncelli,Via Pellico, Via Gioia, Via Lincoln, Via Cavour, Via Sant’Agostino, Via Duca d’Aosta, Via Alfieri, Via G. Da Procida, Via Arno, Via Bruto, Via Volta, arrivo Piazza Magnani.

Per partecipare, del tutto gratuitamente, basta calzare comode scarpe ed avere un pizzico di buona volontà. Non si tratta di una corsa ma di una vera e propria passeggiata lungo un percorso per nulla difficoltoso.
 

 

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02/03/2017

Iniziative. 185 assegni di solidarietà alla Caritas, da Conad Sicilia e dalla Compagnia di Babbo Natale Onlus

 

185 assegni di solidarietà alla Caritas
Invito

Mercoledì 8 marzo 2017, alle ore 17.00, presso la Sala "Istituto Granata" della Fondazione Mondoaltro (Via Barone 2/A) ad Agrigento, si svolgerà la cerimonia di consegna di 185 assegni per le Caritas siciliane, da Conad Sicilia e dalla Compagnia di Babbo Natale Onlus, nelle mani dell'Arcivescovo di Agrigento Cardinale Francesco Montenegro.
La somma complessiva di 18.500 euro è stata raccolta attraverso una campagna di solidarietà organizzata a Natale in tutti i punti vendita Conad della Sicilia, che ha visto la vendita di biglietti di auguri solidali. Per ogni confezione venduta, Conad ha donato 1.50 euro alla Caritas. La Caritas di Agrigento riceverà 18 dei 185 assegni da 100 euro da destinare alle famiglie bisognose siciliane che hanno bambini; gli altri assegni sono destinati alle Caritas territoriali di tutta la regione.
Alla manifestazione interverranno:
- S.Em. Cardinale Francesco Montenegro, Presidente Caritas Italiana e Arcivescovo Metropolita di Agrigento;
- S.E. Mons. Domenico Mogavero, Vescovo Delegato per l‘Ufficio Regionale per la carità;
- Don Enzo Cosentino, Delegato Regionale Sicilia Caritas Italiana;
- Natale Lia, Direttore Generale Conad Sicilia;
- Antonello Bracalello, Delegato della Compagnia di Babbo Natale Onlus.
Tra gli ospiti, in qualità di rappresentanti del CdA di Conad Sicilia, saranno presenti Ignazio Infantino e Francesco Messina.
  
Redazione
2 marzo 2017.
  

 

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01/03/2017

Teatro. "Giufà - Una vita da fiaba" con Aristotele Cuffaro, al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento

 

"Giufà - Una vita da fiaba" con Aristotele Cuffaro
Locandina

Aristotele Cuffaro
Aristotele Cuffaro

Il regista del Teatro Stabile di Catania, Camillo Mascolino, ha scelto Aristotele Cuffaro per interpretare il personaggio principale del suo spettacolo dal titolo "Giufà - Una vita da fiaba".
L'Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi ha proposto all'UNESCO (
United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) la candidatura della figura di Giufà come "bene immateriale dell'umanità", ed ha affidato al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento l'incarico di promuovere l'antico e celebre personaggio siciliano.
I "patrimoni orali e immateriali dell'umanità" sono espressioni della cultura immateriale del mondo che l'UNESCO ha inserito in un apposito elenco, per sottolineare l'importanza che esse hanno. I capolavori immateriali rappresentano antiche tradizioni che spesso non hanno una codificazione scritta ma sono tramandate oralmente nel corso delle generazioni.
Il regista Camillo Mascolino (una carriera quarantennale allo "Stabile" di Catania) che ha scritto il testo e curato la regia, dopo aver assistito ad uno spettacolo di Aristotele Cuffaro, sempre al Teatro della Posta Vecchia, ha scelto l'artista grottese per interpretare il ruolo del protagonista Giufà nel suo spettacolo del quale gli altri interpreti sono tutti attori professionisti: Giovanni Moscato, Graziana Lo Brutto, Susy Indelicato, Luigi Corbino e Donatella Giannettino. Le luci sono a cura di Riccardo Liotta ed i costumi di Donatella Giannettino. Dopo le rappresentazioni ad Agrigento, lo spettacolo sarà proposto in molte altre città italiane (con inserimento nei vari cartelloni). Il testo, tranne l'inizio della prima scena, è tutto in siciliano.
Lo spettacolo "Giufà - Una vita da fiaba" con Aristotele Cuffaro - produzione del Teatro della Posta Vecchia - sarà in scena nei giorni 6, 7, 9 e 10 alle ore 18.00 (ingresso gratuito con prenotazione, sino ad esaurimento dei posti; tel. 0922.26737, cell. 339.5012720). Negli stessi giorni sarà proposta una rappresentazione mattutina, alle ore 09.00, esclusivamente per le scolaresche.

  
Carmelo Arnone
1 marzo 2017
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